Eventi
Quattro concerti novecenteschi a Venezia
Le tante maniere di far musica
VERONA - Riceviamo e pubblichiamo. Dal 18 novembre al 14
gennaio, Euterpe Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia per
la musica, propone un ciclo di quattro concerti dedicati al ‘900. Il primo,
nella sala del Piovegno in palazzo Ducale, è affidato al pianista Daniele
Lombardi, che proporrà pagine futuriste di Franco Casavola, Alfredo Casella,
Alberto Savinio e Giacinto Scelsi. Il secondo, nell’auditorium Santa
Margherita, vedrà l’Interenensemble di Mirko Schipilliti impegnato in musiche
di Arnold Schönberg, William Walton e Benjamin Britten. Seguirà, nel Centro
culturale Candiani di Mestre, l’ensemble Sentieri diretto da Carlo Boccadoro
che eseguirà pezzi di Philip Glass, Michael Nyman, Lang (David Avery?),
MacMillan (James?) e Andriessen (non meglio identificato). Chiuderà, nella
stessa sede, la Società filarmonica di Portogruaro diretta da Enrico Bronzi con
Paul Hindemith (Der Dämon), Aaron Copland (Appalachian spring) e
il giovane Mario Pagotto. Come vien sottolineato nel comunicato stampa -
inviatoci con cortese preghiera di pubblicazione (forse si voleva dire
"con preghiera di cortese pubblicazione") -, al di là del repertorio
di ciascun concerto l’intento dell’iniziativa vuol essere di diversificare
le tante maniere di far musica verificatesi nel corso del secolo. Per
informazioni, tel. 041.719274. (SeSta)
Prima nazionale dell’Enrico IV di Pirandello con musiche
di Antonio Di Pofi
Il grande teatro 2008-2009
di Sergio Stancanelli
VERONA - Mimma Perbellini, assessore alla cultura del Comune,
Giampaolo Savorelli, direttore artistico degli spettacoli comunali, Lucia
Cametti, presidente della Commissione per gli spettacoli, e Paolo Valerio,
direttore del teatro Nuovo, con gli attori Ugo Pagliai e Paola Gassman, hanno
tenuto nella sala Arazzi di palazzo Barbieri in Verona una conferenza stampa per
annunciare il prossimo inizio della rassegna "Il grande teatro" per la
stagione artistica 2008/9 che avrà luogo come di consueto nel teatro Nuovo e si
aprirà con la tragedia Enrico IV di Luigi Pirandello messa in scena dai
Teatri stabili di Verona e del Veneto.
Di questo lavoro, rappresentato la prima volta a Milano nel 1922, ricordiamo l’allestimento
del 1979 nel teatro Eliseo di Roma per la regia di Giorgio De Lullo e l’interpretazione
di Romolo Valli e Gianna Giachetti, con scene e costumi di Pier L. Pizzi.
Ricordiamo altresì il film Cines in bianconero di Giorgio Pàstina, risalente
al 1943, sceneggiato dal Pastina e da A. Besozzi, S. Landi (figlio dell’autore),
F. Sarazani e V. Brancati (non menzionato nei titoli di testa) per l’interpretazione
di Enzo Biliotti e Clara Calamai con fra gli altri Lauro Gazzolo, Luigi Pavese,
Checco Rissone e Osvaldo Valenti, scene di G. Simonetti, arredamento di G.
Baietti, costumi di M. De Matteis, fotografia di Carlo Montuori, e musiche di
Enzo Masetti dirette da F. Molinari Pradelli édite dalla Fono Enic di Milano.
Poi il più recente film Rai2/Odyssia a colori di Marco Bellocchio, del 1984,
sceneggiato, invero assai liberamente, dal Bellocchio con la collaborazione di
Tonino Guerra e interpretato da Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale con fra
gli altri Leopoldo Trieste, Paolo Bonacelli e Giuseppe Cederna, scene di
Giancarlo Basili e Leonardo Scarpa, costumi di Lina Nerli Taviani, fotografia di
Giuseppe Lanci, e musiche di Astor Piazzolla (tra cui il tema Oblivion
eseguito dal trombonista Juan Pablo Torres, reperibile su disco Eleven
distribuito dalla RCA) e di Dimitri Nicolau ("tema della
tranquillità" diretto dall’autore) edite da Pagan Music di Milano.
L’edizione veronese, che trasmigrerà poi nei successivi quattro mesi in altri
ventinove teatri d’altrettante località dell’Italia settentrionale, è
curata per la regia da Paolo Valerio, con scene di Graziano Gregori, costumi di
Carla Teti e musiche di Antonio Di Pofi. Interpreti, in gran parte veronesi,
oltre al Pagliai e alla Gassman, sono Roberto Vandelli, Andrea De Manincor,
Beatrice Zardini, Roberto Petruzzelli, Alessandro Vantini, Teodoro Giuliani,
Giuseppe Lanino e Francesco Godina: quasi tutti presenti alla conferenza stampa.
Il maestro Di Pofi ci ha assicurato la sua disponibilità a rilasciarci una
dichiarazione d’intenti dopo che si sarà incontrato con il regista Valerio
per concordare le modalità di composizione delle musiche di scena.
Rassegna di danza ai Teatri di vita
A Bologna batte il cuore della Romania
Con invito a presenziare, di cui ringraziamo, riceviamo e
pubblichiamo. Tre spettacoli di danza si svolgono nell’ambito del 1° festival
internazionale "Cuore di Romania" sulla cultura contemporanea della
Romania organizzato da Teatri di vita, centro internazionale per le arti della
scena in Bologna. Il Festival, che ha luogo nel capoluogo emiliano in via Emilia
ponente 485 dal 17 ottobre al 15 novembre, offre con otto eventi fra musica,
danza, teatro, cinema e letteratura, uno sguardo nuovo verso i linguaggi
artistici del Paese. Il comunicato trasmessoci dall’ufficio stampa del Centro
espone i tre spettacoli di danza: Dreams land, coreografia di Cosmin
Manolescu, con Camille Mutel e Litse Klousi; Quartet for a lavaliere,
coreografia di Vava Stefanescu, con Mihal Mihalcea, Carmen Cotofana e Mihaela
Dancs; You come to see the show, coreografia di Mihal Mihalcea, con Mihal
Mihalcea e Mihaela Sirbu. (SeSta)
La Stagione 2008-2009 nel Teatro La Fenice
Un percorso tra amore, morte e rigenerazione
VENEZIA - La Stagione lirica 2009 del Teatro La Fenice
comprenderà nove produzioni, di cui sei nuovi allestimenti (tre dei quali in
coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, l’Arena di Verona, il Teatro
Verdi di Trieste e il San Carlo di Napoli) e tre riprese (una della Fenice, una
della Scala, una dell’Opera di Colonia).
La Stagione si aprirà venerdì 23 gennaio 2009 con la prima rappresentazione a
Venezia di Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold. Direttore Eliahu
Inbal, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Nuovo allestimento della
Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con La Fondazione Teatro Massimo di
Palermo. Interpreti principali Stefan Vinke e Solveig Kringelborn. Quattro
repliche il 25, 27, 29 e 31.
Seguirà Roméo et Juliette di Charles Gounod, in scena il 19 febbraio
2009. Interpreti principali Jonas Kaufmann che debutta nel ruolo e Nino
Machaidze. Direttore Carlo Montanaro, regia di Damiano Michieletto, scene di
Paolo Fantin e costumi di Carla Teti. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in
coproduzione con l’Arena di Verona e il Teatro Verdi di Trieste. Sei repliche
il 22, 24, 25, 27, 28 febbraio e l’1 marzo 2009.

Il soprano Fiorenza Cedolins
debutterà nel ruolo di Maria Stuarda
(foto Cristiano Zane)
Terza opera, il 24 aprile, Maria Stuarda di Gaetano
Donizetti, con Fiorenza Cedolins al debutto nel ruolo titolo, accanto a Sonia
Ganassi, José Bros e Mirko Palazzi. Direttore Bruno Campanella, regia, scene e
costumi di Denis Krief. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in coproduzione
con il San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste e il Teatro Massimo di
Palermo. Sei repliche il 26, 28, 29, 30 aprile e il 2 e 3 maggio 2009.
L’allestimento scaligero di Madama Butterfly di Giacomo Puccini con la
regia di Keita Asari, scene Ichiro Takada e costumi di Hanae Mori, costituirà
il quarto appuntamento della Stagione, con prima il 22 maggio. Direttore Eliahu
Inbal, interpreti principali Micaela Carosi, Massimiliano Pisapia e Gabriele
Viviani. Sette repliche il 23, 24, 26, 27, 29, 30 e 31 maggio 2009.
Prosegue il 25 giugno l’esecuzione del Ring di Richard Wagner diretto
da Jeffrey Tate con la regia di Robert Carsen creata fra il 2000 e il 2004 per l’Opera
di Colonia: Götterdämmerung, terza giornata del ciclo, si aggiungerà a
Die Walküre, presentata alla Fenice nel 2006, e Siegfried,
presentato nel 2007. Scene e costumi di Patrick Kinmonth e realizzazione scenica
di Darko Petrovic. Interpreti principali Stefan Vinke, Olaf Bär, Gidon Saks,
Werner Van Mechelen, Jayne Casselman e Nicola Beller Carbone. Quattro repliche
il 28 giugno e l’1, 4 e 7 luglio 2009.
Dopo la pausa estiva, la Stagione proseguirà il 6 settembre 2009 con una
prestigiosa ripresa dell’allestimento curato dallo stesso Carsen della Traviata
di Giuseppe Verdi, scene e costumi Patrick Kinmonth, coreografia Philippe
Giraudeau; direttore Myung-Whun Chung, interpreti principali Patrizia Ciofi e
Vittorio Grigolo. Undici repliche: l’8, 9, 11, 12, 13, 15, e altre cinque
recite nel settembre 2009.

Il soprano Patrizia Ciofi
sarà Violetta ne "La traviata"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Proseguirà anche nel 2009 la collaborazione con Fabio Biondi
e con il Laboratorio integrato di regia, scenografia e costume della Facoltà di
Design e Arti dello IUAV di Venezia: il 9 ottobre al Teatro Malibran, ex San
Giovanni Grisostomo, Biondi dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice e un
cast di specialisti del repertorio barocco nell’Agrippina di Händel, a
300 anni dalla prima assoluta nello stesso teatro, e a 250 dalla morte del
compositore. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Sei repliche
il 10, 11, 14, 16, 17 e 18 ottobre.
Il 27 ottobre andrà in scena in prima assoluta una nuova opera contemporanea
commissionata dalla Fondazione Teatro La Fenice: Il killer di parole,
ludodramma in due atti di Claudio Ambrosini (libretto e musica) su un soggetto
di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini. Direttore Tito Ceccherini, regia di
Giorgio Barberio Corsetti. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice.
Fra gli interpreti Sonia Visentin e Marlin Miller. Quattro repliche il 29 e 31
ottobre e il 3 e 5 novembre.
Concluderà la Stagione, l’11 dicembre, un dittico formato da due lavori coevi
ma geograficamente lontani: Šárka di Leoš Janáček, presentata a
Venezia in prima italiana, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
Direttore Eliahu Inbal, Ermanno Olmi firmerà la regia, Arnaldo Pomodoro le
scene e Maurizio Millenotti i costumi del nuovo allestimento della Fondazione
Teatro La Fenice. Interpreti principali Tatiana Smirnova e Walter Fraccaro in Cavalleria
rusticana. Quattro repliche il 13, 16, 18 e 20 dicembre.

Marlin Miller sarà interprete
del ludodramma "Il killer di parole"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
La Stagione comprenderà anche un appuntamento con la danza
in prima esecuzione italiana, il 29 settembre 2009 al Teatro La Fenice la
compagnia dell’Hamburg Ballett proporrà Tod in Venedig, un balletto
narrativo di John Neumeier liberamente ispirato alla novella di Thomas Mann.
Coreografia e regia di John Neumeier, scene di Peter Schmidt e musiche di Johann
Sebastian Bach e Richard Wagner. Quattro repliche il 30 settembre e l’1, 2 e 3
ottobre.
Se due possono essere considerate le linee principali della Stagione lirica, una
centrata sul tema «amore e morte» (Roméo et Juliette, Madama
Butterfly, La traviata, Šárka, Tod in Venedig), l’altra
sul tema «morte e rigenerazione» (Die tote Stadt, Götterdämmerung),
la Stagione sinfonica 2008-2009 si intreccerà strettamente con quella lirica
nella costruzione di una riflessione sul secondo tema condotta attraverso una
conversazione tra stili che da Bach giunge a Maderna. Momenti clou della
Stagione saranno infatti i concerti diretti da Riccardo Chailly e da Bruno
Bartoletti che prevedono l’esecuzione di due monumenti della spiritualità
europea, l’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach e il War
Requiem di Benjamin Britten. A questi si aggiungerà, nella Stagione
2009/2010, la prima esecuzione assoluta, sempre affidata a Riccardo Chailly, del
monumentale Requiem di Bruno Maderna, una composizione giovanile del 1946
a lungo considerata perduta e recentemente ritrovata presso un College della New
York University.

Il maestro Riccardo Chailly
(fototeca gli Amici della Musica.net)
La Stagione comprenderà in totale 15 concerti, affidati a
direttori di rilievo internazionale. Oltre a Eliahu Inbal, direttore musicale
della Fondazione Teatro La Fenice, torneranno sul podio dell’orchestra
veneziana Claudio Scimone, Gerd Albrecht, Michel Tabachnik, Sir Andrew Davis,
Dmitrij Kitajenko, Ottavio Dantone e Kurt Masur. Debutterà con l’Orchestra
della Fenice Riccardo Chailly; dirigerà per la prima volta un concerto
sinfonico alla Fenice Bruno Bartoletti, recentemente protagonista di un
memorabile Death in Venice di Britten. Debutteranno con l’orchestra del
teatro veneziano Mario Venzago e i giovani Christian Arming e Juraj Valčuha.
Queste le date, organizzate in due turni di abbonamento uno di 14 e uno di 7
concerti: inaugurazione al Teatro La Fenice giovedì 20 novembre 2008 (repliche
il 22 e il 23) con Riccardo Chailly che dirigerà l’Oratorio di Natale BWV
248 di Johann Sebastian Bach; giovedì 18 dicembre (replica il 19) Concerto
di Natale nella Basilica di San Marco con musiche del repertorio marciano
dirette da Claudio Scimone (concerto replicato anche il 20 dicembre a Chioggia e
il 21 a Mestre); sabato 10 gennaio (replica l’11) Mario Venzago al Teatro
Malibran; venerdì 30 gennaio (replica l’1 febbraio) Eliahu Inbal al Teatro La
Fenice; ancora Eliahu Inbal il 7 febbraio (replica l’8) al Teatro Malibran;
venerdì 6 marzo (repliche il 7 e l’8) Gerd Albrecht al Teatro La Fenice;
sabato 14 marzo (replica il 15) al Teatro La Fenice Bruno Bartoletti impegnato
con orchestra e coro nel War Requiem op. 66 di Benjamin Britten;
venerdì 20 marzo (repliche il 21 e 22) Christian Arming al Teatro La Fenice;
sabato 28 marzo (replica il 29) Juraj Valčuha al Teatro Malibran; sabato 4
aprile (replica il 5) Michel Tabachnik al Teatro Malibran; venerdì 10 aprile
(replica l’11) Sir Andrew Davis al Teatro Malibran; sabato 6 giugno (replica
il 7) Dmitrij Kitajenko al Teatro Malibran; venerdì 3 luglio (replica il 5)
Ottavio Dantone al Teatro La Fenice; sabato 11 luglio Kurt Masur al Teatro La
Fenice; venerdì 17 luglio conclusione della Stagione sinfonica con Eliahu Inbal
al Teatro La Fenice.

Il maestro Eliahu Inbal
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Fra i progetti speciali, le iniziative «La Fenice per la
città» e «La Fenice per la provincia» (cinque opere, uno spettacolo teatrale
e sette concerti sinfonici rivolti ai residenti nel comune e nella provincia di
Venezia); un concerto straordinario in occasione del conferimento del Premio Una
vita nella musica (17 settembre 2008); la XXV edizione del Premio Venezia,
concorso pianistico nazionale organizzato in collaborazione con la Fondazione
Amici della Fenice (11-16 novembre 2008); il Concerto di Natale diretto da
Claudio Scimone in Basilica di San Marco in collaborazione con la Procuratoria
di San Marco (18 e 19 dicembre 2008); il Concerto di Capodanno diretto da
Georges Prêtre in collaborazione con Rai Uno e Rai Trade (30 e 31 dicembre 2008
e 1 gennaio 2009) in diretta televisiva; gli spettacoli per il Carnevale (dal 19
al 24 febbraio 2009) che comprenderanno un’opera (Roméo et Juliette di
Gounod), uno spettacolo teatrale (L’impresario delle Smirne di Goldoni
con musiche di Nino Rota eseguite dall’Orchestra del Teatro La Fenice,
spettacolo in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto) e il Gran ballo
in maschera della Cavalchina il sabato grasso; la nona edizione dell’iniziativa
«La Fenice e il Conservatorio»; la seconda edizione della Rassegna
internazionale accademie di canto; una tournée ad Abu Dhabi, capitale degli
Emirati Arabi Uniti.
Il programma 2008-2009 sarà completato da alcune importanti collaborazioni: con
la Società Veneziana di Concerti per la Stagione di musica da camera; con la
Fondazione Amici della Fenice per i consueti "Incontri con l’opera"
e con il balletto in preparazione delle opere in cartellone; con Radio3 Rai per
la trasmissione in diretta o in differita delle opere e dei concerti della
Stagione; con gli Amici della musica di Mestre; con l’Associazione Arthur
Rubinstein; con Veneto Jazz. L’attività della Fenice prevede inoltre un
articolato progetto didattico a cura dell’Area Formazione, Ricerca, Progetti
innovativi, e la gestione dell’Archivio storico, uno dei più importanti
archivi teatrali del mondo, aperto alla consultazione diretta e on-line sul sito
internet ad esso dedicato.
Il programma 2008-2009 del Teatro alla Scala
Stagione all’insegna della "varietà ragionata"
MILANO - La Stagione 2008-2009 si aprirà con Don Carlo
di Verdi diretto da Daniele Gatti, regia di Stéphane Braunschweig. E
questo è noto. Avverrà il 4 dicembre. L’idea che ci ha mosso l’anno scorso
con L’histoire du soldat ha aperto le ali: la sera del 4 dicembre un
pubblico di giovani potrà assistere all’anteprima di Don Carlo al
costo simbolico di 10 euro, con il primo cast. Abbiamo incoraggiato quella che l’anno
scorso era solo una tentazione: allargare le maglie del Sant’Ambrogio della
Scala senza sottrargli la sacralità conquistata in sessant’anni, dal 1947 in
cui De Sabata lo istituì come rito della città. Il 7 dicembre resta il 7
dicembre: la Stagione si inaugura ufficialmente e formalmente quella
sera. Ma una platea del tutto nuova, abituata ad altri riti, potrà godersi
Don Carlo con l’occhio privilegiato che sembra giusto riservare al
pubblico che coltiviamo per la Scala di domani.

Ferruccio Furlanetto sarà impegnato nel
"Don Carlo" e in "The Rake's Progress"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Un giorno Verdi, criticando il lavoro di un suo librettista,
gli scrisse: "Non c’è foco, non c’è agitazione, non c’è disordine".
Piace questa idea del "disordine" come qualità artistica. Chi si
occupa di programmazione, questo "disordine" lo chiama
"varietà". In programma 14 opere: una del Seicento, una del
Settecento, quattro del Novecento, le altre otto dell’Ottocento. Sette sono
gli autori italiani dei vari secoli. Gli altri sono un ceco, un inglese, un
austriaco, un tedesco, un tedesco divenuto inglese ma che scrisse in italiano,
un italiano divenuto francese, un russo divenuto americano. Sei sono i titoli
italiani su 14, considerando l’Onegin del Bolshoi. Quattro le nuove
produzioni, tutte italiane (Don Carlo, Assassinio nella cattedrale,
Orfeo, Convenienze e inconvenienze teatrali); quattro le riprese
che rispettano la storia lontana e recente della Scala (Viaggio a Reims, Idomeneo,
Tristano, Aida); tre gli spettacoli che hanno inaugurato le ultime
tre stagioni: Aida, Tristano, Idomeneo; tre le prime
italiane di grandi spettacoli stranieri (The Rake's Progress di
Robertson-Lepage, A Midsummer Night’s Dream di Davis-Carsen e Alcina
di Antonini-Carsen); tre i periodi storici della musica italiana: la nascita
dell’Opera con Monteverdi; il periodo d’oro del primo e secondo Ottocento
con Rossini, Donizetti e Verdi; il Novecento inoltrato di Pizzetti. Insomma, in
apparenza c’è disordine. Verdi sarà contento. E lo sarà di più
perché a lui abbiamo lasciato la ‘prima’. Ma la varietà non è davvero
tale senza una logica, un rigore, un progetto.
Una stagione non è mai fine a se stessa. Non è un elenco di titoli senza
relazioni l’uno con l’altro, senza passato e futuro, prima e dopo.
Stagione - Dopo Idomeneo diretto da
Daniel Harding, dopo Aida diretta da Riccardo Chailly, dopo Tristano
diretto da Daniel Barenboim, Don Carlo di Verdi torna alla Scala nelle
mani di un direttore italiano che ha emozionato pubblico e critici in Lohengrin,
in Wozzeck e in diversi concerti della Filarmonica. Daniele Gatti è il
direttore che la Staatsoper di Vienna ha applaudito in capolavori del repertorio
tedesco, che i Wiener Philharmoniker hanno invitato a entrare nella ristretta
famiglia dei suoi direttori, che Bayreuth ha voluto quest’anno per inaugurare
il festival wagneriano con Parsifal. Ma Gatti tornerà alla Scala con Lulu,
chiudendo così il cerchio di Berg, con Tosca e con Bohème, oltre
a riprendere Don Carlo a Tokyo nel settembre 2009. Il regista Stéphane
Braunschweig il pubblico l’ha conosciuto, apprezzato e applaudito in Jenůfa
di Janaček: è un regista giovane e sensibilissimo, che conosce la musica,
che va dritto al centro delle opere e al cuore dei personaggi. È suo il Ring
che Sir Simon Rattle sta conducendo con i Berliner Philharmoniker. Il cast
allinea il Filippo II di Ferruccio Furlanetto, l’Elisabetta di Fiorenza
Cedolins, il Don Carlo di Giuseppe Filianoti, l’Inquisitore di Matti Salminen,
il Rodrigo di Dalibor Jenis.

Angela Denoke sarà protagonista
de "L’affare Makropulos" di Janaček
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Il secondo titolo è L’affare Makropulos nello
spettacolo di Luca Ronconi. Marko Letonja è un direttore che respira la musica
slava da sempre. Con questo titolo prosegue un ciclo Janaček che ha avuto
in Kat’a Kabanova e Jenůfa due spettacoli che hanno
conquistato il pubblico. E il ciclo Janaček proseguirà nella prossima
stagione con Da una casa di morti di Patrice Chéreau, direttore Esa-Pekka
Salonen. Qualunque teatro pensi di eseguire Janaček, per i ruoli di soprano
e in particolare per il doppio ruolo di Emilia Marty/Elena Makropulos, cerca
Angela Denoke, interprete senza rivali in Janaček. E noi avremo Angela
Denoke, in un cast di specialisti come Alan Opie, David Kuebler, Steven Mark
Doss, Peter Bronder.
Il terzo titolo, Tristan und Isolde, è la ripresa dello spettacolo di
Patrice Chéreau, che vedrà ancora Barenboim sul podio e gli stessi
protagonisti dello scorso anno. Ha conquistato il premio Abbiati, ma ha lasciato
fuori dal teatro una grande fetta di pubblico, che desiderava vederlo. Tristano
non è solo: lo seguiranno Aida e Idomeneo, le altre due
inaugurazioni degli ultimi tre anni. Perché valorizzare il patrimonio di casa
è un dovere e una necessità.
Con il quarto titolo, Alcina, la Scala guarda con consapevolezza storica
al primo Settecento, che a torto si può pensare che non le appartenga. Handel,
come Mozart, scrisse per la lingua italiana come un italiano. Sarebbe un delitto
rinunciare al patrimonio delle opere di Handel, così vicine alla
comprensibilità del nostro pubblico. E il bel risultato che Giovanni Antonini
ha ottenuto in Ascanio in Alba ci ha convinti a confermarlo alla
direzione musicale dello spettacolo di Robert Carsen. Nel cast basta citare i
due ruoli principali: Anja Harteros (Alcina) e Monica Bacelli (Ruggiero).

Anja Harteros sarà
protagonista nel ruolo di Alcina
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Noi crediamo nelle qualità "italiane" di un
giovane direttore italiano come Carlo Montanaro. Per questo abbiamo scelto per
lui, nel suo ritorno alla Scala dopo La traviata prossima, un titolo del
giovane Verdi, I due Foscari, che ha bisogno di freschezza e di
sguardi nuovi per essere valorizzato e che nel repertorio di spettacoli di casa
ha un bell’allestimento firmato da Cesare Lievi, con le scene e i costumi di
Maurizio Balò. Francesco Foscari è Leo Nucci; Jacopo è Fabio Sartori,
Lucrezia Contarini è un soprano che ancora i critici italiani hanno premiato
con l’Abbiati, Svetla Vassileva.
Nel patrimonio della Scala c’è un capolavoro come Il viaggio a Reims,
ed è scattata naturale l’idea di riportarlo in scena come omaggio a un
maestro del teatro moderno: Luca Ronconi. L’opera di Rossini è fra le sue
più visionarie. Lo spettacolo con i suoi schermi e il suo teatro
"teletrasmesso", altrettanto. Anche nel Viaggio abbiamo puntato
sull’omogeneità del cast, una "omogeneità nel virtuosismo":
Patrizia Ciofi, Daniela Barcellona, Carmela Remigio, Annick Massis, Dmitry
Korchak, Nicola Ulivieri, Alistair Miles, Fabio Capitanucci. E per la direzione
continuiamo la nostra collaborazione con Ottavio Dantone.
The Rake’s Progress di Stravinskij manca alla Scala dal 1980. Era tempo
di riprendere questo capolavoro del Novecento che ogni pubblico ama per la sua
raffinata arte della citazione. Avete scoperto Lepage, uno dei più grandi
registi di oggi, con 1984: la sua lettura de La carriera di un
libertino ravviva il confronto con lo spettacolo di allora e stimola la
coscienza del tempo che passa. David Robertson è uno stravinskiano d’elezione.
Nel cast di specialisti, spiccano il Nick Shadow di William Shimell e la Anne di
Emma Bell, applaudita in Idomeneo, il 7 dicembre 2005, nella parte di
Elektra.
Perché Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti? Per quattro
buoni motivi: è un’opera di rispetto nel teatro musicale italiano del secondo
dopoguerra; ha un libretto di qualità letteraria rarissima (T.S. Eliot, premio
Nobel per la letteratura nel 1948); ricorrono i cinquant’anni dalla sua prima
esecuzione, alla Scala nel 1958; e corrono nel 2009 i cento anni dalla nascita
di Gianandrea Gavazzeni, che allora la diresse. Sul podio accogliamo un
direttore italiano che proprio dalla Scala ha mosso una carriera importante, e
torna così per la prima volta, Donato Renzetti. Nel ruolo di Tommaso Beckett
entra ancora Ferruccio Furlanetto. Per regia, scene e costumi abbiamo fiducia
nella raffinatezza di Yannis Kokkos. Infine è importante ricordare che nel
cast di quella prima del 1958 cantava Leyla Gencer, e anche a lei la
dedicheremo.

Nicola Ulivieri sarà
impegnato ne "Il viaggio a Reims"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Se con L’affare Makropulos continua un ciclo, con A
Midsummer Night’s Dream ne inizia un altro, dedicato a Britten, autore
che, come Janaček, quando il pubblico lo conosce ne resta immancabilmente
conquistato. È un altro spettacolo di Robert Carsen, apprezzatissimo, che
riafferma anche nel coté teatrale una famiglia di registi. Abbiamo Sir
Andrew Davis sul podio, uno dei più profondi conoscitori di Britten. E di
specialisti è composto il cast, in cui spiccano l’Oberon di David Daniels e
la Titania di Rosemary Joshua.
Daniel Barenboim riprende con Tristano l’inaugurazione del 2007 e anche
l’inaugurazione del 2006. Il ritorno di Aida ha tre motivi ben chiari:
l’impegno di Barenboim nel grande repertorio italiano della Scala; la
valorizzazione del patrimonio del teatro; la messa a fuoco dell’opera e dello
spettacolo insieme, in vista di una doppia tournée: in Israele con l’Aida
storica del 1962 e in Giappone con la regia recente di Zeffirelli, sempre con
Barenboim direttore.
Corre un filo scaligero anche nella produzione ospite del Bolshoi: regista e
scenografo di Eugene Onegin è Dmitri Cerniakov, che firma Il
giocatore di Prokof’ev tra poco alla Scala.
Anche Orfeo apre un percorso: con Monteverdi, che alla Scala è cosa
rara. Nelle due prossime stagioni vedremo Il ritorno di Ulisse in patria
e L’Incoronazione di Poppea. Ma si apre una trilogia di strettissima
coerenza anche dal punto di vista della musica e del teatro: con la regia di
Robert Wilson e con la direzione di Rinaldo Alessandrini, che ha ricevuto
diversi premi per le sue registrazioni monteverdiane, e al quale la casa
editrice Bärenreiter ha affidato l’edizione critica di tutta la musica di
Monteverdi. Alessandrini lavorerà con musicisti della Scala, con l’integrazione
al cembalo e alle tiorbe di specialisti del suo Concerto Italiano. E il Coro è
quello dei giovani dell’Accademia.
Il Donizetti di Le convenienze e inconvenienze teatrali viaggia sull’onda
dell’Accademia e dei suoi contributi alla stagione "grande". Ma è
anche l’occasione per far debuttare alla Scala e nella regia lirica Antonio
Albanese.
Infine, il ritorno del terzo 7 dicembre. Idomeneo di Mozart. Per la sua
esportazione a Parigi, Luc Bondy lo ha raffinato, sono cambiate alcune scene,
sono stati rinnovati i costumi. Così arricchito, lo spettacolo torna alla
Scala, con Myung-Whun Chung. Dopo la bellissima lettura di Madama Butterfly
e lo splendido concerto recente con la Filarmonica, Chung ha sentito di aver
stretto con l’Orchestra e il teatro un bel rapporto di fiducia. Ha quindi
accettato con entusiasmo l’idea di dirigere il concerto di Natale, e Idomeneo,
come preludio a un Flauto magico nel 2011 e al Saint François d’Assise
di Messiaen nel 2013. E con Chung c’è anche un altro percorso, che ci
porterà alla prima grande tournée della Scala in casa sua, in Corea, in
Cina e a Taiwan nel 2012.

L'étoile Svetlana Zakharova
(foto Vladimir Shirokov)
Il Ballo - Sei programmi,
otto titoli, tre grandi riprese, una nuova creazione in prima assoluta e tre
importanti titoli del Novecento per la prima volta acquisiti in repertorio.
Questa, in sintesi, l’offerta del Balletto della Scala, sotto la guida di
Elisabetta Terabust, per il 2008-2009; stagione nella quale anche per la
Compagnia di danza sarà molto intensa l’attività in tournée.
Le tre riprese riguardano spettacoli di grande richiamo per il pubblico: La
bayadère, il Sogno di una notte di mezza estate e Giselle. La
novità è Coppélia, in una nuova produzione sia dal punto di vista
scenico sia coreografico. Con il Trittico Novecento, in maggio, il Balletto
scaligero prosegue il suo viaggio nella creatività del nostro tempo. Mentre ai
mesi estivi di giugno e luglio è affidata la prima nazionale di un pezzo di
culto di Roland Petit, Pink Floyd Ballet, vero connubio fra danza
accademica e musica rock.
Una stagione in perfetto equilibrio fra classicità e modernità, con coreografi
di assoluta grandezza, come Natalia Makarova, Yvette Chauviré, George
Balanchine, Glen Tetley, Jiri Kylián, Roland Petit e Derek Deane, ed étoiles
come Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Massimo Murru, ospiti come Polina
Semionova, Guillaume Côté, Denis Matvienko, Marianela Nuñez.
Come si è detto, una stagione non è un elenco di titoli. Il cartellone
2008-2009, che si pone come un ponte fra il primo triennio e lo sviluppo
completo del progetto artistico fino al 2013, lo dimostra. Ogni titolo e ogni
spettacolo non si chiude in se stesso ma apre una porta e comincia un percorso:
con un compositore, un direttore, un regista, un linguaggio, un periodo, una
tematica, un mondo espressivo.
Grandi cicli - Ad arricchire il pensiero
organico della programmazione, due grandi musicisti di riferimento per la Scala
di oggi hanno creato due progetti assolutamente speciali, il "Ciclo
Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini", che sono modi
diversi e complementari per mettere il repertorio e la contemporaneità a
confronto. Daniel Barenboim prosegue il suo discorso su Beethoven con i cinque
Concerti per pianoforte e orchestra, ai quali ha affiancato capolavori di
Schoenberg come Pelléas et Mélisande, Verklärte Nacht, Un
sopravvissuto di Varsavia, Variazioni per orchestra op.31, Cinque
pezzi op.16.

I maestri Daniel Barenboim e Maurizio Pollini (foto Philippe
Gontier)
cureranno, rispettivamente, il "Ciclo
Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini"
Maurizio Pollini ha ideato un suo Progetto in sei concerti di
spessore straordinario, articolato in recital per pianoforte e programmi con
orchestra - il Gewandhaus di Lipsia, l’Ensemble Intercontemporain, il
Klangforum Wien, l’Experimental Studio di Friburgo - con direttori come Pierre
Boulez, Riccardo Chailly, Peter Eötvös, Beat Furrer; da Bach a Stockhausen, da
Chopin a Nono. In più, dopo tre anni di messa a punto, anche la Stagione
Sinfonica del Teatro si assesta ad un livello di qualità superiore. I direttori
dei sei appuntamenti sono fra i più contesi dai teatri e dalle grandi
orchestre: Daniele Gatti, Philippe Jordan, Myung-Whun Chung, David Robertson,
Georges Prêtre e Daniel Barenboim. Se aggiungiamo gli undici appuntamenti
della Filarmonica nella sua attività autonoma, che la Scala è sempre
orgogliosa di ospitare, e i concerti straordinari de Les Arts Florissants di
William Christie, della West-Eastern Divan Orchestra con Barenboim, dell’Orchestra
del Bolshoi con Vedernikov, del Concertgebouw di Amsterdam con Mariss Jansons,
della Staatskapelle di Dresda con Fabio Luisi, dei Münchner Philharmoniker con
Christian Thielemann, veniamo a combinare una offerta di quasi 35 concerti che
conferiscono alla programmazione della Scala un respiro sinfonico e cameristico
assai vicino a quello di grandi istituzioni sinfoniche internazionali.
Canto - Allineati a questi standard, anche i
recital di canto volano alto, con Daniela Dessì, soprano amatissima, Ben
Heppner, uno dei più grandi tenori di repertorio tedesco, Nina Stemme, Olga
Borodina, Monica Bacelli, Diana Damrau, e Thomas Quasthoff, che con l’accompagnatore
Barenboim affronterà un ciclo di Schubert.
La Stagione Lirica e di Balletto 2008-2009 del Teatro Verdi di
Trieste
Programmazione attenta al Belcanto
TRIESTE - La stagione Lirica 2008-2009 del Teatro Verdi si
compone quest’anno di nove titoli scelti tra i più grandi capolavori del
repertorio operistico italiano ed europeo, con particolare riguardo al Belcanto.
Si caratterizza per la scelta di opere molto popolari e comunque assenti da
molti anni dalla programmazione artistica della Fondazione lirica triestina.
L’inaugurazione, in serata di gala, è fissata per il 18 novembre con Francesca
da Rimini, tragedia in quattro atti su libretto di Tito Ricordi, dalla
tragedia omonima di Gabriele d’Annunzio su musica di Riccardo Zandonai.

Fabio Armiliato e Daniela Dessì
saranno i protagonisti di "Francesca da Rimini"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
La capacità di tradurre in uno spirito moderno i valori
insiti nel melodramma italiano, la nuova importanza che in questo lavoro assume
la parola, il rilievo dato alla poesia del testo, la nuova centralità che, nell’opera,
acquista l’orchestra la cui ricchezza timbrica sottolinea i risvolti
psicologici di questa leggendaria tragedia, fanno di quest’opera il capolavoro
del compositore trentino. A Trieste l’opera ha debuttato nel 1919 con grande
successo, sotto la direzione dello stesso Zandonai e in seguito è stata
riproposta in altre dieci edizioni. L’ultima data 1980 ed ebbe come
protagonista Raina Kabaivanska che fece di questo ruolo uno dei suoi cavalli di
battaglia. Nel cast figurano alcuni tra i più grandi nomi della lirica italiana
del momento: Daniela Dessì e Fabio Armiliato nei ruoli di Francesca e Paolo
(che saranno in alternanza con Miriam Tola e Sun Kiu Park) e il baritono Juan
Pons in quello di Giovanni lo Sciancato detto Gianciotto. Lo spettacolo, d’impianto
scenico tradizionale, è una coproduzione della Fondazione lirica triestina e
dell’Opernhaus di Zurigo con la regia di Giancarlo Del Monaco. La direzione e
concertazione è affidata al maestro Donato Renzetti, assente dal podio
triestino dal 2002, quando diresse Assassinio nella Cattedrale di Pizzetti. Francesca
da Rimini sarà in scena al Verdi il 18 novembre in serata di gala e ancora
il 20, 22, 23, 25, 27 e 29 novembre 2008.
L’anno 2008 si chiuderà, com’è ormai tradizione con uno spettacolo di
danza. E la scelta è caduta sull’Eifman Ballet Theatre di San Pietroburgo che
tanto successo ha riscosso tra il pubblico e la critica con lo spettacolo
rivelazione Anna Karenina, nella passata stagione. Il pubblico del Verdi
infatti ha apprezzato la capacità unica e assolutamente originale del direttore
e coreografo Boris Eifman di sintetizzare la perfezione tecnica della tradizione
classica con la sensibilità ed i contenuti della contemporaneità.

L’Eifman Ballet Theatre
tornerà a Trieste per interpretare "Red Giselle"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
E Red Giselle confermerà questa abilità, poiché il
balletto mette in scena il dramma umano ed artistico della famosa ballerina
russa Olga Spessivtseva a cui è dedicato. La Spessivtseva, una delle più
grandi étoile del Novecento, fu travolta dal personaggio di Giselle che
interpretava magistralmente sulla scena, da non riuscire più a tornare alla
vita reale tanto che il tragico destino del personaggio Giselle, la pazzia,
divenne anche il suo destino. Lo spettacolo, che vede la partecipazione dell’Orchestra
del Teatro Verdi, si realizza su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij,
Alfred Schnittke e Georges Bizet con i solisti ed il corpo di ballo dell’Eifman
Ballet Theatre e sarà in scena il 9, 10, 11, 12, 13 (doppia rappresentazione),
14 dicembre 2008.
L’anno 2009 si aprirà nel segno di Verdi con la messa in scena di un’opera
molto amata e richiesta dal pubblico della Fondazione lirica triestina, anche
perché pur contando in passato molte edizioni, dal 1988 è assente dalla
programmazione artistica. Aida, viene proposta in un nuovo allestimento
realizzato dai laboratori della Fondazione triestina con la messa in scena del
giovane regista veneziano Damiano Michieletto, coadiuvato da Paolo Fantin per le
scene e da Carla Teti per i costumi. Michieletto è stato molto apprezzato per
le sue regie del Cappello di paglia di Firenze al Teatro Carlo Felice di
Genova e di Gazza Ladra al Rossini Opera Festival (per la quale gli è
stato attribuito il Premio Abbiati per la miglior regia del 2007).

Il soprano Adriana Marfisi
sarà impegnata nel ruolo di Aida
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Anche questa nuova Aida, si presenta molto
interessante per la scelta registica di presentare uno spettacolo atemporale,
tradizionale ma anche innovativo, che dà dell’opera una versione intima e
passionale, "d’amore a triangolo", la quale diventa tragica a causa
della guerra. Il leit-motiv con cui si apre e si chiude lo spettacolo, e
che intende sottolineare la grande tensione drammatica dell’opera, è la
sabbia, uno degli elementi, assieme all’acqua e al fuoco, su cui si basa la
messa in scena. Simboleggia la patria terra degli Egizi, scandisce il tempo come
una clessidra e il suo inarrestabile procedere verso l’inesorabilità della
fine, verso la morte. Questo groviglio di passioni e di scelte tragiche legate
alla sorte di una donna destinata a soccombere sarà presentato da una
prestigiosa compagnia di canto in cui figurano Adriana Marfisi, Walter Fraccaro,
Mario Malagnini, Mariana Pentcheva, Anna Smirnova e Juan Pons. La direzione e la
concertazione è affidata alla magistrale bacchetta di Nello Santi, considerato
uno dei più grandi interpreti del repertorio verdiano oltre a quello verista.
Il Maestro ha riscosso un importante successo personale nella passata stagione
debuttando sul podio del Verdi con Iris di Mascagni. Aida si
rappresenta al Verdi di Trieste il 23, 24, 25, 27, 29, 31 gennaio 2009. Il 7
febbraio l’opera viene presentata al Giovanni da Udine e il 12 febbraio 2009
al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone.
Il 20 febbraio va in scena un capolavoro più volte richiesto dal pubblico, Norma
di Vincenzo Bellini, in un nuovo allestimento realizzato dalla Fondazione Teatro
Verdi di Trieste in coproduzione con il Comunale di Bologna (dove ha debuttato
con grande successo a fine aprile) e con la Fondazione Petruzzelli e Teatri di
Bari. Artefice dello spettacolo Federico Tiezzi che, formatosi nel teatro di
prosa, oggi è diventato uno dei migliori e più richiesti registi d’opera e
torna al Verdi con la collaborazione di Pier Paolo Bisleri per le scene e di
Giovanna Buzzi per i costumi. Proprio con quest’allestimento del capolavoro
belliniano, che ripresenterà a Trieste con i sipari e i fondali realizzati su
bozzetti originali di Mario Schifano, debuttò nel 1991 nella regia lirica.
Tiezzi chiese al grande pittore di "concentrare il suo lavoro su due
elementi nordici: una quercia, elemento simbolico e richiamo alla natura, e la
luna, elemento insieme naturale e rituale, che presiede alla malinconia perché…
Norma è permeata di quel malinconico languore, quella uggiosa follia, quell’astenia
della mente che spesso in letteratura viene attribuita ai pazzi o ai veggenti….".
Bellini, che amava mettere in risalto gli aspetti sentimentali ed emotivi del
melodramma, in quest’opera si concentra su un’eroina che si avvia alla
morte, il rogo secondo la tragica vicenda di una sacerdotessa che si innamora di
un romano, innamorato di un’altra donna. Questa storia intima è racchiusa in
una scatola più grande, che è il conflitto tra Natura e Storia, due ordini in
contraddizione che prendono le sembianze di Norma e Pollione. Nella compagnia di
canto si segnalano June Anderson e Tatiana Serjan nel ruolo di Norma, Roberto
Aronica (Pollione), Giacomo Prestia (Oroveso) e Laura Polverelli (Adalgisa). Sul
podio il maestro bulgaro Julian Kovatchev. Norma, che conta al Verdi edizioni
storiche di grandissimo prestigio come quella del ‘53 con Maria Callas e
Franco Corelli, è in scena il 20, 21, 24, 26, 28 febbraio, 1, 3 marzo 2009.
Secondo appuntamento con la danza per il pubblico del Verdi di Trieste, a
partire dall’11 marzo, con la rappresentazione del balletto in due atti e tre
scene Coppélia, ou la Fille aux Yeux d’Email su libretto di Charles
Nuitter e Arthur Saint-Léon tratto dal racconto Der Sandmann ("L’uomo
della sabbia") di E.T.A. Hoffmann su musica di Léo Delibes. Pochi giorni
prima della messa in scena a Trieste, questo nuovo allestimento debutta al
Teatro alla Scala di Milano, che lo produce con le coreografie ideate da Derek
Deane, le scene e i costumi di Luisa Spinatelli, le luci di Jacques Chatelet.

Il corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano
porterà in scena "Coppélia"
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Protagonista, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di
Milano, con gli artisti ospiti Paloma Herrera e Guillaume Côté nelle recite
dell’11,12 e 13 marzo. Derek Deane ha danzato per il Royal Ballet e il Sadlers
Wells Royal Ballet i più famosi titoli di Balanchine, MacMillan, Tetley.
Attualmente si dedica solo alla coreografia che lo ha avviato ad una carriera
internazionale di cui tra le più recenti realizzazioni, si segnala la prima
mondiale nel 2008 di Strictly Gershwin per l’English National Ballet e La
dama delle camelie per il Balletto Nazionale di Croazia. Deane pur restando
nel solco della tradizione, in questo nuovo balletto e individua il perno della
sua Coppelia nel personaggio eccentrico del giocattolaio Coppelius: nella sua
intelligenza, nella sua convinzione profonda di poter dare vita ad un automa,
nella sua intima solitudine di creatore che si circonda di bambole altre volte
invece, sminuito nella sua valenza drammaturgica. È intorno a lui e al suo
mondo che ruotano gli altri personaggi in un impianto coreografico "English
Style" che non trascura - secondo il racconto di E.T.A. Hoffmann - l’amore,
la gelosia, il mistero, il romanticismo e l’atmosfera di gioiosa leggerezza di
un villaggio della Galizia che suggella il ritorno alla normalità con una festa
di nozze. L’Orchestra del Teatro Verdi è diretta dal maestro David Coleman.
Lo spettacolo si rappresenta l’11, 12, 13 (doppia rappresentazione), 14
(doppia rappresentazione) e 15 marzo 2008.
In omaggio al grande repertorio operistico russo, dopo undici anni dall’ultima
edizione dell’opera, ritorna Evgenij Onegin, capolavoro di Pëtr Il’ič
Čajkovskij, in tre atti e sette quadri, tratto dal romanzo omonimo di
Aleksandr Puskin. Nella lettura che ne dà il grande compositore, Onegin
rappresenta al meglio la contraddizione di una generazione stretta tra il rigore
del codice morale, (Tat’jana), e l’indeterminatezza, la depressione, (Onegin),
che segnano e caratterizzano l’epoca storica in cui visse Puskin. L’allestimento,
la Compagnia artistica, il Corpo di ballo e il Coro diretto dal Maestro
Stanislav Lykov, sono del Teatro Musicale Accademico Stanislavskij di Mosca, uno
dei principali teatri musicali russi. Da 90 anni infatti lo Stanislavskij crea
splendidi allestimenti di opera e di balletto, molti dei quali costituiscono la
"riserva aurifera" dell’arte teatrale russa, ed è al contempo l’artefice
della fama internazionale di numerosi solisti d’opera e di balletto nati in
questo Teatro. Gli organici strumentali sono invece quelli dell’Orchestra del
Teatro Verdi e saranno diretti dal maestro Feliks Korob. La messa in scena dello
spettacolo è curata dal regista Aleksandr Titel’ coadiuvato da David
Borovskij per le scene, Olga Polikarpova per i costumi e Damir Ismagilov per le
luci. Nella compagnia di canto, tutta rigorosamente russa, spiccano nei ruoli
protagonisti Natal’ja Мuradymova e Natal’ja Petrožickaja (Tat’jana),
Larisa Andreeva e Elena Maksimova (Olga), Il’ja Pavlov e Dmitrij Zuev (Evgenij
Onegin), Аleksej Dolgov e Sergej Balašov (Vladimir Lenskij). Assente dal
Verdi dal 1996 l’opera, che andrà in scena in lingua originale con
sopratitoli, sigla una importantissima collaborazione internazionale tra i due
Teatri che si attuerà attraverso un protocollo d’intesa che vede quest’anno
a Trieste, al Verdi, impegnati in Onegin gli artisti e l’allestimento
del Teatro russo, e vedrà a Mosca, al Teatro Stanislavskij nel 2009, la
presenza delle nostre masse artistiche impegnate nell’opera Anna Bolena
di Donizetti. Il protocollo d’intesa prevede inoltre ulteriori rapporti nell’ottica
di uno scambio culturale tra i due Teatri come già attivato, a suo tempo, tra
la Scala e il Bolshoi. Evgenij Onegin è in scena al Verdi il 27, 28, 29,
31 marzo e 1, 3, 4 aprile 2008.
Il cartellone del Verdi offre poi un dittico formato da un’opera contemporanea
in prima assoluta Il carro e i canti e un balletto intitolato BB &
BB - Bach, Berio & Break Beats proposto da Maggio Danza, il Corpo di
ballo del Maggio Musicale Fiorentino. Questo dittico debutta il 17 aprile 2008 e
tutte e due le parti dello spettacolo sono nuovi allestimenti della Fondazione
Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste. La prima parte è un atto
unico intitolato Il carro e i canti tratto dal Festino in tempo di
peste di Alexsandr Puskin, e commissionato dalla Fondazione Lirica triestina
ad Alessandro Solbiati, autore contemporaneo di grande rilievo. Questo lavoro è
definito dall’autore come una sorta di "sinfonia scenica", in cui
timbri, gesti e situazioni musicali utilizzano le voci e il testo come vera e
propria "punta d’iceberg" espressiva. Così l’autore: "Cinque
personaggi diversi tra loro al punto da essere altrettanti archetipi, sono
riuniti attorno ad una tavola per festeggiare, mentre fuori infuria la peste. Il
passaggio del carro, carico di cadaveri, è l’evento, la chiave di volta
proposta che ha come sue colonne portanti due canti che si configurano come l’unica
possibile salvezza: l’espressione di fronte all’invincibile minaccia."
Il cast è formato dagli artisti Alda Caiello, Maurizio Leoni, Laura Catrami,
Gianluca Bocchino e Gianluca Buratto. Nella seconda parte dello spettacolo
andrà in scena il balletto BB & BB - Berio, Bach & Break Beat
proposto da Maggio Danza diretto da Vladimir Derevianko secondo il progetto
visivo, la regia e la coreografia di Massimo Moricone in un nuovo allestimento
realizzato dalla Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi". Lo
spettacolo si realizza su musiche di Johann Sebastian Bach, Fryderyk Chopin,
Luciano Berio e Alva Noto. Il balletto ricerca un possibile punto di interazione
ed incontro fra la danza "di scuola" dei danzatori di MaggioDanza di
formazione classico-moderna, e la break dance con
la proposta delle straordinarie potenzialità di alcuni breakdancers. Un’opera
aperta, sospesa tra contaminazione e contrapposizione di stili e linguaggi. L’Orchestra
del Verdi è diretta dal maestro Paolo Longo. Questo originale dittico si
rappresenta al Teatro Verdi il 17, 18, 19, 21, 22, 23 e 24 aprile 2008.
A distanza di vent’anni dall’ultima edizione, l’8 maggio il cartellone
lirico del Teatro Verdi propone La fille du régiment, opéra-comique
in tre atti su musica di Gaetano Donizetti. È un nuovo allestimento affidato
alla regia di Davide Livermore e realizzato dalla Fondazione triestina in
coproduzione con il Teatro Donizetti di Bergamo e presentato in lingua originale
con sopratitoli. Il grande successo che ebbe l’opera fin dal suo debutto in
Francia, (al Verdi di Trieste si ricorda una memorabile edizione del 1952 con
Juan Concina e il direttore Antonino Votto), è dovuto sia alla sua struttura
drammaturgica che alla struttura musicale, trattandosi di una commedia popolare
con dialoghi parlati alternati a numeri musicali.

Antonino Siragusa sarà Tonio
ne "La fille du régiment"
(foto gli Amici della Musica.net)
La trama anticipa di pochi anni l’operetta e il contesto di
questo genere teatrale, che tanta parte ebbe anche in Francia nel XIX secolo. La
vicenda della Fille du regimént, i militari, la patria, la nobiltà sono
osservati infatti da un punto di vista borghese; anche il matrimonio è
operettistico: "un matrimonio borghese sì, ma d’amore …è meglio che
uno nobile ma senza amore". Una scelta che anticipa la Principessa della
Csarda di Kálmán e tante altre operette del filone viennese-danubiano.
Prestigioso il cast artistico che si alternerà nel corso delle recite sul
palcoscenico del Verdi che vede nei ruoli principali Antonino Siragusa e Celso
Albelo, Eva Mei e Silvia Dalla Benetta. Sul podio il Maestro Gerard Korsten. Lo
spettacolo si rappresenta al Verdi di Trieste l’8, 9, 10, 12, 13, 14, 16
maggio 2009. A Udine, al Teatro Nuovo "Giovanni da Udine" lo
spettacolo sarà in scena il 22 maggio 2009.
Ultima opera in cartellone per l’anno teatrale 2008-9, L’italiana in
Algeri di Gioachino Rossini è il terzo titolo che completa l’omaggio alla
triade del Belcanto italiano, dopo Norma e La fille du régiment.
Primo dei capolavori rossiniani del genere buffo, L’italiana in Algeri
è definita da Stendhal addirittura come "la perfezione del genere
buffo" per il perfetto equilibrio dei registri sentimentale, buffo e serio,
motivo del grande successo dell’opera, che svetta rispetto alle precedenti
composizioni dl genere comico.

Daniela Barcellona sarà Isabella
ne "L'italiana in Algeri"
(foto Studio Amati Bacciardi)
Un successo che si nutre anche dello spazio riservato alle
vocalità, l’equilibrio formale, l’impegno compositivo, fattori che hanno
garantito all’Italiana in Algeri la presenza nel grande repertorio
lirico dai tempi del suo debutto veneziano nel 1813 in poi. Assente dal 1991
dalle scene del Verdi l’opera è presentata nell’allestimento del Teatro
Sociale di Como - As.Li.Co. e vedrà nei ruoli protagonisti interpreti
prestigiosi come Daniela Barcellona, Lawrence Brownlee e Michele Pertusi. L’allestimento
porta la firma del grande regista Pier Luigi Pizzi con la ripresa di Paolo
Panizza. La direzione dei complessi artistici, dell’Orchestra e del Coro è
affidata al Maestro Bruno Campanella. Lo spettacolo si rappresenta a Trieste il
29, 30, 31 maggio e il 3, 6, 9, 10 giugno 2009.
Nella programmazione artistica della stagione Lirica e di Balletto 2008-2009 si
colloca anche una interessante operazione educativa, che si prefigge di aiutare
gli insegnanti a far acquisire ai bambini la familiarità con l’opera lirica.
Già testata con successo l’anno scorso, con la messa in scena dell’opera The
Fairy Queen di Purcell, l’iniziativa si realizza su progetto di Opera
Domani in collaborazione con l’As.Li.Co. I bambini partecipano allo spettacolo
interpretando i personaggi della storia e cantandone alcune pagine. L’opera
prescelta è Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart e sarà messa in
scena della regista Deda Cristina Colonna con la partecipazione dell’Orchestra
del Teatro Verdi diretta dal Maestro Massimiliano Toni, che è anche l’autore
dell’arrangiamento musicale. Sarà proposta in una serie di matinée per il
pubblico delle scuole il 28, 29, 30 novembre 2008. Il 30 novembre invece la
rappresentazione sarà serale e aperta a tutti.
A latere del cartellone della Stagione, è in fase di programmazione la sezione
di attività del Teatro denominata "Opera e Dintorni" che si svolge
nella Sala del Ridotto dedicata a Victor de Sabata. Si tratta di due cicli di
manifestazioni ad ingresso libero che si affiancano alle opere che di volta in
volta andranno in scena al Verdi. La rassegna "Lunedì al Ridotto"
proporrà incontri e conversazioni con direttori, registi e cantanti delle varie
compagnie impegnate nel cartellone del Teatro, con cadenza mensile,
probabilmente in altra collocazione settimanale. Il ciclo delle Prolusioni alle
opere invece, prevede la presentazione delle opere del cartellone da parte di
illustri critici musicali, giornalisti e musicologi di fama nazionale, nei
giorni immediatamente precedenti la "prima" di ogni titolo in
programma.