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Eventi

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Quattro concerti novecenteschi a Venezia

Le tante maniere di far musica

VERONA - Riceviamo e pubblichiamo. Dal 18 novembre al 14 gennaio, Euterpe Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia per la musica, propone un ciclo di quattro concerti dedicati al ‘900. Il primo, nella sala del Piovegno in palazzo Ducale, è affidato al pianista Daniele Lombardi, che proporrà pagine futuriste di Franco Casavola, Alfredo Casella, Alberto Savinio e Giacinto Scelsi. Il secondo, nell’auditorium Santa Margherita, vedrà l’Interenensemble di Mirko Schipilliti impegnato in musiche di Arnold Schönberg, William Walton e Benjamin Britten. Seguirà, nel Centro culturale Candiani di Mestre, l’ensemble Sentieri diretto da Carlo Boccadoro che eseguirà pezzi di Philip Glass, Michael Nyman, Lang (David Avery?), MacMillan (James?) e Andriessen (non meglio identificato). Chiuderà, nella stessa sede, la Società filarmonica di Portogruaro diretta da Enrico Bronzi con Paul Hindemith (Der Dämon), Aaron Copland (Appalachian spring) e il giovane Mario Pagotto. Come vien sottolineato nel comunicato stampa - inviatoci con cortese preghiera di pubblicazione (forse si voleva dire "con preghiera di cortese pubblicazione") -, al di là del repertorio di ciascun concerto l’intento dell’iniziativa vuol essere di diversificare le tante maniere di far musica verificatesi nel corso del secolo. Per informazioni, tel. 041.719274. (SeSta)

 

Prima nazionale dell’Enrico IV di Pirandello con musiche di Antonio Di Pofi

Il grande teatro 2008-2009

di Sergio Stancanelli

VERONA - Mimma Perbellini, assessore alla cultura del Comune, Giampaolo Savorelli, direttore artistico degli spettacoli comunali, Lucia Cametti, presidente della Commissione per gli spettacoli, e Paolo Valerio, direttore del teatro Nuovo, con gli attori Ugo Pagliai e Paola Gassman, hanno tenuto nella sala Arazzi di palazzo Barbieri in Verona una conferenza stampa per annunciare il prossimo inizio della rassegna "Il grande teatro" per la stagione artistica 2008/9 che avrà luogo come di consueto nel teatro Nuovo e si aprirà con la tragedia Enrico IV di Luigi Pirandello messa in scena dai Teatri stabili di Verona e del Veneto.
Di questo lavoro, rappresentato la prima volta a Milano nel 1922, ricordiamo l’allestimento del 1979 nel teatro Eliseo di Roma per la regia di Giorgio De Lullo e l’interpretazione di Romolo Valli e Gianna Giachetti, con scene e costumi di Pier L. Pizzi. Ricordiamo altresì il film Cines in bianconero di Giorgio Pàstina, risalente al 1943, sceneggiato dal Pastina e da A. Besozzi, S. Landi (figlio dell’autore), F. Sarazani e V. Brancati (non menzionato nei titoli di testa) per l’interpretazione di Enzo Biliotti e Clara Calamai con fra gli altri Lauro Gazzolo, Luigi Pavese, Checco Rissone e Osvaldo Valenti, scene di G. Simonetti, arredamento di G. Baietti, costumi di M. De Matteis, fotografia di Carlo Montuori, e musiche di Enzo Masetti dirette da F. Molinari Pradelli édite dalla Fono Enic di Milano. Poi il più recente film Rai2/Odyssia a colori di Marco Bellocchio, del 1984, sceneggiato, invero assai liberamente, dal Bellocchio con la collaborazione di Tonino Guerra e interpretato da Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale con fra gli altri Leopoldo Trieste, Paolo Bonacelli e Giuseppe Cederna, scene di Giancarlo Basili e Leonardo Scarpa, costumi di Lina Nerli Taviani, fotografia di Giuseppe Lanci, e musiche di Astor Piazzolla (tra cui il tema Oblivion eseguito dal trombonista Juan Pablo Torres, reperibile su disco Eleven distribuito dalla RCA) e di Dimitri Nicolau ("tema della tranquillità" diretto dall’autore) edite da Pagan Music di Milano.
L’edizione veronese, che trasmigrerà poi nei successivi quattro mesi in altri ventinove teatri d’altrettante località dell’Italia settentrionale, è curata per la regia da Paolo Valerio, con scene di Graziano Gregori, costumi di Carla Teti e musiche di Antonio Di Pofi. Interpreti, in gran parte veronesi, oltre al Pagliai e alla Gassman, sono Roberto Vandelli, Andrea De Manincor, Beatrice Zardini, Roberto Petruzzelli, Alessandro Vantini, Teodoro Giuliani, Giuseppe Lanino e Francesco Godina: quasi tutti presenti alla conferenza stampa. Il maestro Di Pofi ci ha assicurato la sua disponibilità a rilasciarci una dichiarazione d’intenti dopo che si sarà incontrato con il regista Valerio per concordare le modalità di composizione delle musiche di scena.

 

Rassegna di danza ai Teatri di vita

A Bologna batte il cuore della Romania

Con invito a presenziare, di cui ringraziamo, riceviamo e pubblichiamo. Tre spettacoli di danza si svolgono nell’ambito del 1° festival internazionale "Cuore di Romania" sulla cultura contemporanea della Romania organizzato da Teatri di vita, centro internazionale per le arti della scena in Bologna. Il Festival, che ha luogo nel capoluogo emiliano in via Emilia ponente 485 dal 17 ottobre al 15 novembre, offre con otto eventi fra musica, danza, teatro, cinema e letteratura, uno sguardo nuovo verso i linguaggi artistici del Paese. Il comunicato trasmessoci dall’ufficio stampa del Centro espone i tre spettacoli di danza: Dreams land, coreografia di Cosmin Manolescu, con Camille Mutel e Litse Klousi; Quartet for a lavaliere, coreografia di Vava Stefanescu, con Mihal Mihalcea, Carmen Cotofana e Mihaela Dancs; You come to see the show, coreografia di Mihal Mihalcea, con Mihal Mihalcea e Mihaela Sirbu. (SeSta)

 

La Stagione 2008-2009 nel Teatro La Fenice

Un percorso tra amore, morte e rigenerazione

VENEZIA - La Stagione lirica 2009 del Teatro La Fenice comprenderà nove produzioni, di cui sei nuovi allestimenti (tre dei quali in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, l’Arena di Verona, il Teatro Verdi di Trieste e il San Carlo di Napoli) e tre riprese (una della Fenice, una della Scala, una dell’Opera di Colonia).
La Stagione si aprirà venerdì 23 gennaio 2009 con la prima rappresentazione a Venezia di Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold. Direttore Eliahu Inbal, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con La Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Interpreti principali Stefan Vinke e Solveig Kringelborn. Quattro repliche il 25, 27, 29 e 31.
Seguirà Roméo et Juliette di Charles Gounod, in scena il 19 febbraio 2009. Interpreti principali Jonas Kaufmann che debutta nel ruolo e Nino Machaidze. Direttore Carlo Montanaro, regia di Damiano Michieletto, scene di Paolo Fantin e costumi di Carla Teti. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in coproduzione con l’Arena di Verona e il Teatro Verdi di Trieste. Sei repliche il 22, 24, 25, 27, 28 febbraio e l’1 marzo 2009.

Il soprano Fiorenza Cedolins 
debutterà nel ruolo di Maria Stuarda
(foto Cristiano Zane)

 

Terza opera, il 24 aprile, Maria Stuarda di Gaetano Donizetti, con Fiorenza Cedolins al debutto nel ruolo titolo, accanto a Sonia Ganassi, José Bros e Mirko Palazzi. Direttore Bruno Campanella, regia, scene e costumi di Denis Krief. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in coproduzione con il San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste e il Teatro Massimo di Palermo. Sei repliche il 26, 28, 29, 30 aprile e il 2 e 3 maggio 2009.
L’allestimento scaligero di Madama Butterfly di Giacomo Puccini con la regia di Keita Asari, scene Ichiro Takada e costumi di Hanae Mori, costituirà il quarto appuntamento della Stagione, con prima il 22 maggio. Direttore Eliahu Inbal, interpreti principali Micaela Carosi, Massimiliano Pisapia e Gabriele Viviani. Sette repliche il 23, 24, 26, 27, 29, 30 e 31 maggio 2009.
Prosegue il 25 giugno l’esecuzione del Ring di Richard Wagner diretto da Jeffrey Tate con la regia di Robert Carsen creata fra il 2000 e il 2004 per l’Opera di Colonia: Götterdämmerung, terza giornata del ciclo, si aggiungerà a Die Walküre, presentata alla Fenice nel 2006, e Siegfried, presentato nel 2007. Scene e costumi di Patrick Kinmonth e realizzazione scenica di Darko Petrovic. Interpreti principali Stefan Vinke, Olaf Bär, Gidon Saks, Werner Van Mechelen, Jayne Casselman e Nicola Beller Carbone. Quattro repliche il 28 giugno e l’1, 4 e 7 luglio 2009.
Dopo la pausa estiva, la Stagione proseguirà il 6 settembre 2009 con una prestigiosa ripresa dell’allestimento curato dallo stesso Carsen della Traviata di Giuseppe Verdi, scene e costumi Patrick Kinmonth, coreografia Philippe Giraudeau; direttore Myung-Whun Chung, interpreti principali Patrizia Ciofi e Vittorio Grigolo. Undici repliche: l’8, 9, 11, 12, 13, 15, e altre cinque recite nel settembre 2009.

 

Il soprano Patrizia Ciofi 
sarà Violetta ne "La traviata"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Proseguirà anche nel 2009 la collaborazione con Fabio Biondi e con il Laboratorio integrato di regia, scenografia e costume della Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia: il 9 ottobre al Teatro Malibran, ex San Giovanni Grisostomo, Biondi dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice e un cast di specialisti del repertorio barocco nell’Agrippina di Händel, a 300 anni dalla prima assoluta nello stesso teatro, e a 250 dalla morte del compositore. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Sei repliche il 10, 11, 14, 16, 17 e 18 ottobre.
Il 27 ottobre andrà in scena in prima assoluta una nuova opera contemporanea commissionata dalla Fondazione Teatro La Fenice: Il killer di parole, ludodramma in due atti di Claudio Ambrosini (libretto e musica) su un soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini. Direttore Tito Ceccherini, regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Fra gli interpreti Sonia Visentin e Marlin Miller. Quattro repliche il 29 e 31 ottobre e il 3 e 5 novembre.
Concluderà la Stagione, l’11 dicembre, un dittico formato da due lavori coevi ma geograficamente lontani: Šárka di Leoš Janáček, presentata a Venezia in prima italiana, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Direttore Eliahu Inbal, Ermanno Olmi firmerà la regia, Arnaldo Pomodoro le scene e Maurizio Millenotti i costumi del nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Interpreti principali Tatiana Smirnova e Walter Fraccaro in Cavalleria rusticana. Quattro repliche il 13, 16, 18 e 20 dicembre.

 

Marlin Miller sarà interprete 
del ludodramma "Il killer di parole"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La Stagione comprenderà anche un appuntamento con la danza in prima esecuzione italiana, il 29 settembre 2009 al Teatro La Fenice la compagnia dell’Hamburg Ballett proporrà Tod in Venedig, un balletto narrativo di John Neumeier liberamente ispirato alla novella di Thomas Mann. Coreografia e regia di John Neumeier, scene di Peter Schmidt e musiche di Johann Sebastian Bach e Richard Wagner. Quattro repliche il 30 settembre e l’1, 2 e 3 ottobre.
Se due possono essere considerate le linee principali della Stagione lirica, una centrata sul tema «amore e morte» (Roméo et Juliette, Madama Butterfly, La traviata, Šárka, Tod in Venedig), l’altra sul tema «morte e rigenerazione» (Die tote Stadt, Götterdämmerung), la Stagione sinfonica 2008-2009 si intreccerà strettamente con quella lirica nella costruzione di una riflessione sul secondo tema condotta attraverso una conversazione tra stili che da Bach giunge a Maderna. Momenti clou della Stagione saranno infatti i concerti diretti da Riccardo Chailly e da Bruno Bartoletti che prevedono l’esecuzione di due monumenti della spiritualità europea, l’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach e il War Requiem di Benjamin Britten. A questi si aggiungerà, nella Stagione 2009/2010, la prima esecuzione assoluta, sempre affidata a Riccardo Chailly, del monumentale Requiem di Bruno Maderna, una composizione giovanile del 1946 a lungo considerata perduta e recentemente ritrovata presso un College della New York University.

Il maestro Riccardo Chailly
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La Stagione comprenderà in totale 15 concerti, affidati a direttori di rilievo internazionale. Oltre a Eliahu Inbal, direttore musicale della Fondazione Teatro La Fenice, torneranno sul podio dell’orchestra veneziana Claudio Scimone, Gerd Albrecht, Michel Tabachnik, Sir Andrew Davis, Dmitrij Kitajenko, Ottavio Dantone e Kurt Masur. Debutterà con l’Orchestra della Fenice Riccardo Chailly; dirigerà per la prima volta un concerto sinfonico alla Fenice Bruno Bartoletti, recentemente protagonista di un memorabile Death in Venice di Britten. Debutteranno con l’orchestra del teatro veneziano Mario Venzago e i giovani Christian Arming e Juraj Valčuha.
Queste le date, organizzate in due turni di abbonamento uno di 14 e uno di 7 concerti: inaugurazione al Teatro La Fenice giovedì 20 novembre 2008 (repliche il 22 e il 23) con Riccardo Chailly che dirigerà l’Oratorio di Natale BWV 248 di Johann Sebastian Bach; giovedì 18 dicembre (replica il 19) Concerto di Natale nella Basilica di San Marco con musiche del repertorio marciano dirette da Claudio Scimone (concerto replicato anche il 20 dicembre a Chioggia e il 21 a Mestre); sabato 10 gennaio (replica l’11) Mario Venzago al Teatro Malibran; venerdì 30 gennaio (replica l’1 febbraio) Eliahu Inbal al Teatro La Fenice; ancora Eliahu Inbal il 7 febbraio (replica l’8) al Teatro Malibran; venerdì 6 marzo (repliche il 7 e l’8) Gerd Albrecht al Teatro La Fenice; sabato 14 marzo (replica il 15) al Teatro La Fenice Bruno Bartoletti impegnato con orchestra e coro nel War Requiem op. 66 di Benjamin Britten; venerdì 20 marzo (repliche il 21 e 22) Christian Arming al Teatro La Fenice; sabato 28 marzo (replica il 29) Juraj Valčuha al Teatro Malibran; sabato 4 aprile (replica il 5) Michel Tabachnik al Teatro Malibran; venerdì 10 aprile (replica l’11) Sir Andrew Davis al Teatro Malibran; sabato 6 giugno (replica il 7) Dmitrij Kitajenko al Teatro Malibran; venerdì 3 luglio (replica il 5) Ottavio Dantone al Teatro La Fenice; sabato 11 luglio Kurt Masur al Teatro La Fenice; venerdì 17 luglio conclusione della Stagione sinfonica con Eliahu Inbal al Teatro La Fenice.

 

Il maestro Eliahu Inbal
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Fra i progetti speciali, le iniziative «La Fenice per la città» e «La Fenice per la provincia» (cinque opere, uno spettacolo teatrale e sette concerti sinfonici rivolti ai residenti nel comune e nella provincia di Venezia); un concerto straordinario in occasione del conferimento del Premio Una vita nella musica (17 settembre 2008); la XXV edizione del Premio Venezia, concorso pianistico nazionale organizzato in collaborazione con la Fondazione Amici della Fenice (11-16 novembre 2008); il Concerto di Natale diretto da Claudio Scimone in Basilica di San Marco in collaborazione con la Procuratoria di San Marco (18 e 19 dicembre 2008); il Concerto di Capodanno diretto da Georges Prêtre in collaborazione con Rai Uno e Rai Trade (30 e 31 dicembre 2008 e 1 gennaio 2009) in diretta televisiva; gli spettacoli per il Carnevale (dal 19 al 24 febbraio 2009) che comprenderanno un’opera (Roméo et Juliette di Gounod), uno spettacolo teatrale (L’impresario delle Smirne di Goldoni con musiche di Nino Rota eseguite dall’Orchestra del Teatro La Fenice, spettacolo in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto) e il Gran ballo in maschera della Cavalchina il sabato grasso; la nona edizione dell’iniziativa «La Fenice e il Conservatorio»; la seconda edizione della Rassegna internazionale accademie di canto; una tournée ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti.
Il programma 2008-2009 sarà completato da alcune importanti collaborazioni: con la Società Veneziana di Concerti per la Stagione di musica da camera; con la Fondazione Amici della Fenice per i consueti "Incontri con l’opera" e con il balletto in preparazione delle opere in cartellone; con Radio3 Rai per la trasmissione in diretta o in differita delle opere e dei concerti della Stagione; con gli Amici della musica di Mestre; con l’Associazione Arthur Rubinstein; con Veneto Jazz. L’attività della Fenice prevede inoltre un articolato progetto didattico a cura dell’Area Formazione, Ricerca, Progetti innovativi, e la gestione dell’Archivio storico, uno dei più importanti archivi teatrali del mondo, aperto alla consultazione diretta e on-line sul sito internet ad esso dedicato.

 

Il programma 2008-2009 del Teatro alla Scala

Stagione all’insegna della "varietà ragionata"

MILANO - La Stagione 2008-2009 si aprirà con Don Carlo di Verdi diretto da Daniele Gatti, regia di Stéphane Braunschweig. E questo è noto. Avverrà il 4 dicembre. L’idea che ci ha mosso l’anno scorso con L’histoire du soldat ha aperto le ali: la sera del 4 dicembre un pubblico di giovani potrà assistere all’anteprima di Don Carlo al costo simbolico di 10 euro, con il primo cast. Abbiamo incoraggiato quella che l’anno scorso era solo una tentazione: allargare le maglie del Sant’Ambrogio della Scala senza sottrargli la sacralità conquistata in sessant’anni, dal 1947 in cui De Sabata lo istituì come rito della città. Il 7 dicembre resta il 7 dicembre: la Stagione si inaugura ufficialmente e formalmente quella sera. Ma una platea del tutto nuova, abituata ad altri riti, potrà godersi Don Carlo con l’occhio privilegiato che sembra giusto riservare al pubblico che coltiviamo per la Scala di domani. 

Ferruccio Furlanetto sarà impegnato nel
"Don Carlo" e in "The Rake's Progress"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Un giorno Verdi, criticando il lavoro di un suo librettista, gli scrisse: "Non c’è foco, non c’è agitazione, non c’è disordine". Piace questa idea del "disordine" come qualità artistica. Chi si occupa di programmazione, questo "disordine" lo chiama "varietà". In programma 14 opere: una del Seicento, una del Settecento, quattro del Novecento, le altre otto dell’Ottocento. Sette sono gli autori italiani dei vari secoli. Gli altri sono un ceco, un inglese, un austriaco, un tedesco, un tedesco divenuto inglese ma che scrisse in italiano, un italiano divenuto francese, un russo divenuto americano. Sei sono i titoli italiani su 14, considerando l’Onegin del Bolshoi. Quattro le nuove produzioni, tutte italiane (Don Carlo, Assassinio nella cattedrale, Orfeo, Convenienze e inconvenienze teatrali); quattro le riprese che rispettano la storia lontana e recente della Scala (Viaggio a Reims, Idomeneo, Tristano, Aida); tre gli spettacoli che hanno inaugurato le ultime tre stagioni: Aida, Tristano, Idomeneo; tre le prime italiane di grandi spettacoli stranieri (The Rake's Progress di Robertson-Lepage, A Midsummer Night’s Dream di Davis-Carsen e Alcina di Antonini-Carsen); tre i periodi storici della musica italiana: la nascita dell’Opera con Monteverdi; il periodo d’oro del primo e secondo Ottocento con Rossini, Donizetti e Verdi; il Novecento inoltrato di Pizzetti. Insomma, in apparenza c’è disordine. Verdi sarà contento. E lo sarà di più perché a lui abbiamo lasciato la ‘prima’. Ma la varietà non è davvero tale senza una logica, un rigore, un progetto.
Una stagione non è mai fine a se stessa. Non è un elenco di titoli senza relazioni l’uno con l’altro, senza passato e futuro, prima e dopo. 
Stagione - Dopo Idomeneo diretto da Daniel Harding, dopo Aida diretta da Riccardo Chailly, dopo Tristano diretto da Daniel Barenboim, Don Carlo di Verdi torna alla Scala nelle mani di un direttore italiano che ha emozionato pubblico e critici in Lohengrin, in Wozzeck e in diversi concerti della Filarmonica. Daniele Gatti è il direttore che la Staatsoper di Vienna ha applaudito in capolavori del repertorio tedesco, che i Wiener Philharmoniker hanno invitato a entrare nella ristretta famiglia dei suoi direttori, che Bayreuth ha voluto quest’anno per inaugurare il festival wagneriano con Parsifal. Ma Gatti tornerà alla Scala con Lulu, chiudendo così il cerchio di Berg, con Tosca e con Bohème, oltre a riprendere Don Carlo a Tokyo nel settembre 2009. Il regista Stéphane Braunschweig il pubblico l’ha conosciuto, apprezzato e applaudito in Jenůfa di Janaček: è un regista giovane e sensibilissimo, che conosce la musica, che va dritto al centro delle opere e al cuore dei personaggi. È suo il Ring che Sir Simon Rattle sta conducendo con i Berliner Philharmoniker. Il cast allinea il Filippo II di Ferruccio Furlanetto, l’Elisabetta di Fiorenza Cedolins, il Don Carlo di Giuseppe Filianoti, l’Inquisitore di Matti Salminen, il Rodrigo di Dalibor Jenis. 

Angela Denoke sarà protagonista
de "L’affare Makropulos" di Janaček 
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Il secondo titolo è L’affare Makropulos nello spettacolo di Luca Ronconi. Marko Letonja è un direttore che respira la musica slava da sempre. Con questo titolo prosegue un ciclo Janaček che ha avuto in Kat’a Kabanova e Jenůfa due spettacoli che hanno conquistato il pubblico. E il ciclo Janaček proseguirà nella prossima stagione con Da una casa di morti di Patrice Chéreau, direttore Esa-Pekka Salonen. Qualunque teatro pensi di eseguire Janaček, per i ruoli di soprano e in particolare per il doppio ruolo di Emilia Marty/Elena Makropulos, cerca Angela Denoke, interprete senza rivali in Janaček. E noi avremo Angela Denoke, in un cast di specialisti come Alan Opie, David Kuebler, Steven Mark Doss, Peter Bronder.
Il terzo titolo, Tristan und Isolde, è la ripresa dello spettacolo di Patrice Chéreau, che vedrà ancora Barenboim sul podio e gli stessi protagonisti dello scorso anno. Ha conquistato il premio Abbiati, ma ha lasciato fuori dal teatro una grande fetta di pubblico, che desiderava vederlo. Tristano non è solo: lo seguiranno Aida e Idomeneo, le altre due inaugurazioni degli ultimi tre anni. Perché valorizzare il patrimonio di casa è un dovere e una necessità.
Con il quarto titolo, Alcina, la Scala guarda con consapevolezza storica al primo Settecento, che a torto si può pensare che non le appartenga. Handel, come Mozart, scrisse per la lingua italiana come un italiano. Sarebbe un delitto rinunciare al patrimonio delle opere di Handel, così vicine alla comprensibilità del nostro pubblico. E il bel risultato che Giovanni Antonini ha ottenuto in Ascanio in Alba ci ha convinti a confermarlo alla direzione musicale dello spettacolo di Robert Carsen. Nel cast basta citare i due ruoli principali: Anja Harteros (Alcina) e Monica Bacelli (Ruggiero). 

Anja Harteros sarà 
protagonista nel ruolo di Alcina
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Noi crediamo nelle qualità "italiane" di un giovane direttore italiano come Carlo Montanaro. Per questo abbiamo scelto per lui, nel suo ritorno alla Scala dopo La traviata prossima, un titolo del giovane Verdi, I due Foscari, che ha bisogno di freschezza e di sguardi nuovi per essere valorizzato e che nel repertorio di spettacoli di casa ha un bell’allestimento firmato da Cesare Lievi, con le scene e i costumi di Maurizio Balò. Francesco Foscari è Leo Nucci; Jacopo è Fabio Sartori, Lucrezia Contarini è un soprano che ancora i critici italiani hanno premiato con l’Abbiati, Svetla Vassileva.
Nel patrimonio della Scala c’è un capolavoro come Il viaggio a Reims, ed è scattata naturale l’idea di riportarlo in scena come omaggio a un maestro del teatro moderno: Luca Ronconi. L’opera di Rossini è fra le sue più visionarie. Lo spettacolo con i suoi schermi e il suo teatro "teletrasmesso", altrettanto. Anche nel Viaggio abbiamo puntato sull’omogeneità del cast, una "omogeneità nel virtuosismo": Patrizia Ciofi, Daniela Barcellona, Carmela Remigio, Annick Massis, Dmitry Korchak, Nicola Ulivieri, Alistair Miles, Fabio Capitanucci. E per la direzione continuiamo la nostra collaborazione con Ottavio Dantone. 
The Rake’s Progress di Stravinskij manca alla Scala dal 1980. Era tempo di riprendere questo capolavoro del Novecento che ogni pubblico ama per la sua raffinata arte della citazione. Avete scoperto Lepage, uno dei più grandi registi di oggi, con 1984: la sua lettura de La carriera di un libertino ravviva il confronto con lo spettacolo di allora e stimola la coscienza del tempo che passa. David Robertson è uno stravinskiano d’elezione. Nel cast di specialisti, spiccano il Nick Shadow di William Shimell e la Anne di Emma Bell, applaudita in Idomeneo, il 7 dicembre 2005, nella parte di Elektra.
Perché Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti? Per quattro buoni motivi: è un’opera di rispetto nel teatro musicale italiano del secondo dopoguerra; ha un libretto di qualità letteraria rarissima (T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948); ricorrono i cinquant’anni dalla sua prima esecuzione, alla Scala nel 1958; e corrono nel 2009 i cento anni dalla nascita di Gianandrea Gavazzeni, che allora la diresse. Sul podio accogliamo un direttore italiano che proprio dalla Scala ha mosso una carriera importante, e torna così per la prima volta, Donato Renzetti. Nel ruolo di Tommaso Beckett entra ancora Ferruccio Furlanetto. Per regia, scene e costumi abbiamo fiducia nella raffinatezza di Yannis Kokkos. Infine è importante ricordare che nel cast di quella prima del 1958 cantava Leyla Gencer, e anche a lei la dedicheremo. 

Nicola Ulivieri sarà 
impegnato ne "Il viaggio a Reims"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Se con L’affare Makropulos continua un ciclo, con A Midsummer Night’s Dream ne inizia un altro, dedicato a Britten, autore che, come Janaček, quando il pubblico lo conosce ne resta immancabilmente conquistato. È un altro spettacolo di Robert Carsen, apprezzatissimo, che riafferma anche nel coté teatrale una famiglia di registi. Abbiamo Sir Andrew Davis sul podio, uno dei più profondi conoscitori di Britten. E di specialisti è composto il cast, in cui spiccano l’Oberon di David Daniels e la Titania di Rosemary Joshua.
Daniel Barenboim riprende con Tristano l’inaugurazione del 2007 e anche l’inaugurazione del 2006. Il ritorno di Aida ha tre motivi ben chiari: l’impegno di Barenboim nel grande repertorio italiano della Scala; la valorizzazione del patrimonio del teatro; la messa a fuoco dell’opera e dello spettacolo insieme, in vista di una doppia tournée: in Israele con l’Aida storica del 1962 e in Giappone con la regia recente di Zeffirelli, sempre con Barenboim direttore.
Corre un filo scaligero anche nella produzione ospite del Bolshoi: regista e scenografo di Eugene Onegin è Dmitri Cerniakov, che firma Il giocatore di Prokof’ev tra poco alla Scala.
Anche Orfeo apre un percorso: con Monteverdi, che alla Scala è cosa rara. Nelle due prossime stagioni vedremo Il ritorno di Ulisse in patria e L’Incoronazione di Poppea. Ma si apre una trilogia di strettissima coerenza anche dal punto di vista della musica e del teatro: con la regia di Robert Wilson e con la direzione di Rinaldo Alessandrini, che ha ricevuto diversi premi per le sue registrazioni monteverdiane, e al quale la casa editrice Bärenreiter ha affidato l’edizione critica di tutta la musica di Monteverdi. Alessandrini lavorerà con musicisti della Scala, con l’integrazione al cembalo e alle tiorbe di specialisti del suo Concerto Italiano. E il Coro è quello dei giovani dell’Accademia.
Il Donizetti di Le convenienze e inconvenienze teatrali viaggia sull’onda dell’Accademia e dei suoi contributi alla stagione "grande". Ma è anche l’occasione per far debuttare alla Scala e nella regia lirica Antonio Albanese. 
Infine, il ritorno del terzo 7 dicembre. Idomeneo di Mozart. Per la sua esportazione a Parigi, Luc Bondy lo ha raffinato, sono cambiate alcune scene, sono stati rinnovati i costumi. Così arricchito, lo spettacolo torna alla Scala, con Myung-Whun Chung. Dopo la bellissima lettura di Madama Butterfly e lo splendido concerto recente con la Filarmonica, Chung ha sentito di aver stretto con l’Orchestra e il teatro un bel rapporto di fiducia. Ha quindi accettato con entusiasmo l’idea di dirigere il concerto di Natale, e Idomeneo, come preludio a un Flauto magico nel 2011 e al Saint François d’Assise di Messiaen nel 2013. E con Chung c’è anche un altro percorso, che ci porterà alla prima grande tournée della Scala in casa sua, in Corea, in Cina e a Taiwan nel 2012. 

L'étoile Svetlana Zakharova
(foto Vladimir Shirokov)

 

Il Ballo - Sei programmi, otto titoli, tre grandi riprese, una nuova creazione in prima assoluta e tre importanti titoli del Novecento per la prima volta acquisiti in repertorio. Questa, in sintesi, l’offerta del Balletto della Scala, sotto la guida di Elisabetta Terabust, per il 2008-2009; stagione nella quale anche per la Compagnia di danza sarà molto intensa l’attività in tournée.  Le tre riprese riguardano spettacoli di grande richiamo per il pubblico: La bayadère, il Sogno di una notte di mezza estate e Giselle. La novità è Coppélia, in una nuova produzione sia dal punto di vista scenico sia coreografico. Con il Trittico Novecento, in maggio, il Balletto scaligero prosegue il suo viaggio nella creatività del nostro tempo. Mentre ai mesi estivi di giugno e luglio è affidata la prima nazionale di un pezzo di culto di Roland Petit, Pink Floyd Ballet, vero connubio fra danza accademica e musica rock.
Una stagione in perfetto equilibrio fra classicità e modernità, con coreografi di assoluta grandezza, come Natalia Makarova, Yvette Chauviré, George Balanchine, Glen Tetley, Jiri Kylián, Roland Petit e Derek Deane, ed étoiles come Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Massimo Murru, ospiti come Polina Semionova, Guillaume Côté, Denis Matvienko, Marianela Nuñez.
Come si è detto, una stagione non è un elenco di titoli. Il cartellone 2008-2009, che si pone come un ponte fra il primo triennio e lo sviluppo completo del progetto artistico fino al 2013, lo dimostra. Ogni titolo e ogni spettacolo non si chiude in se stesso ma apre una porta e comincia un percorso: con un compositore, un direttore, un regista, un linguaggio, un periodo, una tematica, un mondo espressivo.
Grandi cicli - Ad arricchire il pensiero organico della programmazione, due grandi musicisti di riferimento per la Scala di oggi hanno creato due progetti assolutamente speciali, il "Ciclo Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini", che sono modi diversi e complementari per mettere il repertorio e la contemporaneità a confronto. Daniel Barenboim prosegue il suo discorso su Beethoven con i cinque Concerti per pianoforte e orchestra, ai quali ha affiancato capolavori di Schoenberg come Pelléas et Mélisande, Verklärte Nacht, Un sopravvissuto di VarsaviaVariazioni per orchestra op.31Cinque pezzi op.16

    

I maestri Daniel Barenboim e Maurizio Pollini (foto Philippe Gontier)
cureranno, rispettivamente, il "Ciclo Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini"

Maurizio Pollini ha ideato un suo Progetto in sei concerti di spessore straordinario, articolato in recital per pianoforte e programmi con orchestra - il Gewandhaus di Lipsia, l’Ensemble Intercontemporain, il Klangforum Wien, l’Experimental Studio di Friburgo - con direttori come Pierre Boulez, Riccardo Chailly, Peter Eötvös, Beat Furrer; da Bach a Stockhausen, da Chopin a Nono. In più, dopo tre anni di messa a punto, anche la Stagione Sinfonica del Teatro si assesta ad un livello di qualità superiore. I direttori dei sei appuntamenti sono fra i più contesi dai teatri e dalle grandi orchestre: Daniele Gatti, Philippe Jordan, Myung-Whun Chung, David Robertson, Georges Prêtre e Daniel Barenboim. Se aggiungiamo gli undici appuntamenti della Filarmonica nella sua attività autonoma, che la Scala è sempre orgogliosa di ospitare, e i concerti straordinari de Les Arts Florissants di William Christie, della West-Eastern Divan Orchestra con Barenboim, dell’Orchestra del Bolshoi con Vedernikov, del Concertgebouw di Amsterdam con Mariss Jansons, della Staatskapelle di Dresda con Fabio Luisi, dei Münchner Philharmoniker con Christian Thielemann, veniamo a combinare una offerta di quasi 35 concerti che conferiscono alla programmazione della Scala un respiro sinfonico e cameristico assai vicino a quello di grandi istituzioni sinfoniche internazionali.
Canto - Allineati a questi standard, anche i recital di canto volano alto, con Daniela Dessì, soprano amatissima, Ben Heppner, uno dei più grandi tenori di repertorio tedesco, Nina Stemme, Olga Borodina, Monica Bacelli, Diana Damrau, e Thomas Quasthoff, che con l’accompagnatore Barenboim affronterà un ciclo di Schubert.

 

La Stagione Lirica e di Balletto 2008-2009 del Teatro Verdi di Trieste

Programmazione attenta al Belcanto

TRIESTE - La stagione Lirica 2008-2009 del Teatro Verdi si compone quest’anno di nove titoli scelti tra i più grandi capolavori del repertorio operistico italiano ed europeo, con particolare riguardo al Belcanto. Si caratterizza per la scelta di opere molto popolari e comunque assenti da molti anni dalla programmazione artistica della Fondazione lirica triestina.
L’inaugurazione, in serata di gala, è fissata per il 18 novembre con Francesca da Rimini, tragedia in quattro atti su libretto di Tito Ricordi, dalla tragedia omonima di Gabriele d’Annunzio su musica di Riccardo Zandonai. 

Fabio Armiliato e Daniela Dessì
saranno i protagonisti di "Francesca da Rimini"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La capacità di tradurre in uno spirito moderno i valori insiti nel melodramma italiano, la nuova importanza che in questo lavoro assume la parola, il rilievo dato alla poesia del testo, la nuova centralità che, nell’opera, acquista l’orchestra la cui ricchezza timbrica sottolinea i risvolti psicologici di questa leggendaria tragedia, fanno di quest’opera il capolavoro del compositore trentino. A Trieste l’opera ha debuttato nel 1919 con grande successo, sotto la direzione dello stesso Zandonai e in seguito è stata riproposta in altre dieci edizioni. L’ultima data 1980 ed ebbe come protagonista Raina Kabaivanska che fece di questo ruolo uno dei suoi cavalli di battaglia. Nel cast figurano alcuni tra i più grandi nomi della lirica italiana del momento: Daniela Dessì e Fabio Armiliato nei ruoli di Francesca e Paolo (che saranno in alternanza con Miriam Tola e Sun Kiu Park) e il baritono Juan Pons in quello di Giovanni lo Sciancato detto Gianciotto. Lo spettacolo, d’impianto scenico tradizionale, è una coproduzione della Fondazione lirica triestina e dell’Opernhaus di Zurigo con la regia di Giancarlo Del Monaco. La direzione e concertazione è affidata al maestro Donato Renzetti, assente dal podio triestino dal 2002, quando diresse Assassinio nella Cattedrale di Pizzetti. Francesca da Rimini sarà in scena al Verdi il 18 novembre in serata di gala e ancora il 20, 22, 23, 25, 27 e 29 novembre 2008.
L’anno 2008 si chiuderà, com’è ormai tradizione con uno spettacolo di danza. E la scelta è caduta sull’Eifman Ballet Theatre di San Pietroburgo che tanto successo ha riscosso tra il pubblico e la critica con lo spettacolo rivelazione Anna Karenina, nella passata stagione. Il pubblico del Verdi infatti ha apprezzato la capacità unica e assolutamente originale del direttore e coreografo Boris Eifman di sintetizzare la perfezione tecnica della tradizione classica con la sensibilità ed i contenuti della contemporaneità. 

L’Eifman Ballet Theatre
tornerà a Trieste per interpretare "Red Giselle"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

E Red Giselle confermerà questa abilità, poiché il balletto mette in scena il dramma umano ed artistico della famosa ballerina russa Olga Spessivtseva a cui è dedicato. La Spessivtseva, una delle più grandi étoile del Novecento, fu travolta dal personaggio di Giselle che interpretava magistralmente sulla scena, da non riuscire più a tornare alla vita reale tanto che il tragico destino del personaggio Giselle, la pazzia, divenne anche il suo destino. Lo spettacolo, che vede la partecipazione dell’Orchestra del Teatro Verdi, si realizza su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Alfred Schnittke e Georges Bizet con i solisti ed il corpo di ballo dell’Eifman Ballet Theatre e sarà in scena il 9, 10, 11, 12, 13 (doppia rappresentazione), 14 dicembre 2008.
L’anno 2009 si aprirà nel segno di Verdi con la messa in scena di un’opera molto amata e richiesta dal pubblico della Fondazione lirica triestina, anche perché pur contando in passato molte edizioni, dal 1988 è assente dalla programmazione artistica. Aida, viene proposta in un nuovo allestimento realizzato dai laboratori della Fondazione triestina con la messa in scena del giovane regista veneziano Damiano Michieletto, coadiuvato da Paolo Fantin per le scene e da Carla Teti per i costumi. Michieletto è stato molto apprezzato per le sue regie del Cappello di paglia di Firenze al Teatro Carlo Felice di Genova e di Gazza Ladra al Rossini Opera Festival (per la quale gli è stato attribuito il Premio Abbiati per la miglior regia del 2007). 

 

Il soprano Adriana Marfisi
sarà impegnata nel ruolo di Aida
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Anche questa nuova Aida, si presenta molto interessante per la scelta registica di presentare uno spettacolo atemporale, tradizionale ma anche innovativo, che dà dell’opera una versione intima e passionale, "d’amore a triangolo", la quale diventa tragica a causa della guerra. Il leit-motiv con cui si apre e si chiude lo spettacolo, e che intende sottolineare la grande tensione drammatica dell’opera, è la sabbia, uno degli elementi, assieme all’acqua e al fuoco, su cui si basa la messa in scena. Simboleggia la patria terra degli Egizi, scandisce il tempo come una clessidra e il suo inarrestabile procedere verso l’inesorabilità della fine, verso la morte. Questo groviglio di passioni e di scelte tragiche legate alla sorte di una donna destinata a soccombere sarà presentato da una prestigiosa compagnia di canto in cui figurano Adriana Marfisi, Walter Fraccaro, Mario Malagnini, Mariana Pentcheva, Anna Smirnova e Juan Pons. La direzione e la concertazione è affidata alla magistrale bacchetta di Nello Santi, considerato uno dei più grandi interpreti del repertorio verdiano oltre a quello verista. Il Maestro ha riscosso un importante successo personale nella passata stagione debuttando sul podio del Verdi con Iris di Mascagni. Aida si rappresenta al Verdi di Trieste il 23, 24, 25, 27, 29, 31 gennaio 2009. Il 7 febbraio l’opera viene presentata al Giovanni da Udine e il 12 febbraio 2009 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone.
Il 20 febbraio va in scena un capolavoro più volte richiesto dal pubblico, Norma di Vincenzo Bellini, in un nuovo allestimento realizzato dalla Fondazione Teatro Verdi di Trieste in coproduzione con il Comunale di Bologna (dove ha debuttato con grande successo a fine aprile) e con la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Artefice dello spettacolo Federico Tiezzi che, formatosi nel teatro di prosa, oggi è diventato uno dei migliori e più richiesti registi d’opera e torna al Verdi con la collaborazione di Pier Paolo Bisleri per le scene e di Giovanna Buzzi per i costumi. Proprio con quest’allestimento del capolavoro belliniano, che ripresenterà a Trieste con i sipari e i fondali realizzati su bozzetti originali di Mario Schifano, debuttò nel 1991 nella regia lirica. Tiezzi chiese al grande pittore di "concentrare il suo lavoro su due elementi nordici: una quercia, elemento simbolico e richiamo alla natura, e la luna, elemento insieme naturale e rituale, che presiede alla malinconia perché… Norma è permeata di quel malinconico languore, quella uggiosa follia, quell’astenia della mente che spesso in letteratura viene attribuita ai pazzi o ai veggenti….". Bellini, che amava mettere in risalto gli aspetti sentimentali ed emotivi del melodramma, in quest’opera si concentra su un’eroina che si avvia alla morte, il rogo secondo la tragica vicenda di una sacerdotessa che si innamora di un romano, innamorato di un’altra donna. Questa storia intima è racchiusa in una scatola più grande, che è il conflitto tra Natura e Storia, due ordini in contraddizione che prendono le sembianze di Norma e Pollione. Nella compagnia di canto si segnalano June Anderson e Tatiana Serjan nel ruolo di Norma, Roberto Aronica (Pollione), Giacomo Prestia (Oroveso) e Laura Polverelli (Adalgisa). Sul podio il maestro bulgaro Julian Kovatchev. Norma, che conta al Verdi edizioni storiche di grandissimo prestigio come quella del ‘53 con Maria Callas e Franco Corelli, è in scena il 20, 21, 24, 26, 28 febbraio, 1, 3 marzo 2009.
Secondo appuntamento con la danza per il pubblico del Verdi di Trieste, a partire dall’11 marzo, con la rappresentazione del balletto in due atti e tre scene Coppélia, ou la Fille aux Yeux d’Email su libretto di Charles Nuitter e Arthur Saint-Léon tratto dal racconto Der Sandmann ("L’uomo della sabbia") di E.T.A. Hoffmann su musica di Léo Delibes. Pochi giorni prima della messa in scena a Trieste, questo nuovo allestimento debutta al Teatro alla Scala di Milano, che lo produce con le coreografie ideate da Derek Deane, le scene e i costumi di Luisa Spinatelli, le luci di Jacques Chatelet. 

Il corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano
porterà in scena "Coppélia"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Protagonista, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, con gli artisti ospiti Paloma Herrera e Guillaume Côté nelle recite dell’11,12 e 13 marzo. Derek Deane ha danzato per il Royal Ballet e il Sadlers Wells Royal Ballet i più famosi titoli di Balanchine, MacMillan, Tetley. Attualmente si dedica solo alla coreografia che lo ha avviato ad una carriera internazionale di cui tra le più recenti realizzazioni, si segnala la prima mondiale nel 2008 di Strictly Gershwin per l’English National Ballet e La dama delle camelie per il Balletto Nazionale di Croazia. Deane pur restando nel solco della tradizione, in questo nuovo balletto e individua il perno della sua Coppelia nel personaggio eccentrico del giocattolaio Coppelius: nella sua intelligenza, nella sua convinzione profonda di poter dare vita ad un automa, nella sua intima solitudine di creatore che si circonda di bambole altre volte invece, sminuito nella sua valenza drammaturgica. È intorno a lui e al suo mondo che ruotano gli altri personaggi in un impianto coreografico "English Style" che non trascura - secondo il racconto di E.T.A. Hoffmann - l’amore, la gelosia, il mistero, il romanticismo e l’atmosfera di gioiosa leggerezza di un villaggio della Galizia che suggella il ritorno alla normalità con una festa di nozze. L’Orchestra del Teatro Verdi è diretta dal maestro David Coleman. Lo spettacolo si rappresenta l’11, 12, 13 (doppia rappresentazione), 14 (doppia rappresentazione) e 15 marzo 2008.
In omaggio al grande repertorio operistico russo, dopo undici anni dall’ultima edizione dell’opera, ritorna Evgenij Onegin, capolavoro di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in tre atti e sette quadri, tratto dal romanzo omonimo di Aleksandr Puskin. Nella lettura che ne dà il grande compositore, Onegin rappresenta al meglio la contraddizione di una generazione stretta tra il rigore del codice morale, (Tat’jana), e l’indeterminatezza, la depressione, (Onegin), che segnano e caratterizzano l’epoca storica in cui visse Puskin. L’allestimento, la Compagnia artistica, il Corpo di ballo e il Coro diretto dal Maestro Stanislav Lykov, sono del Teatro Musicale Accademico Stanislavskij di Mosca, uno dei principali teatri musicali russi. Da 90 anni infatti lo Stanislavskij crea splendidi allestimenti di opera e di balletto, molti dei quali costituiscono la "riserva aurifera" dell’arte teatrale russa, ed è al contempo l’artefice della fama internazionale di numerosi solisti d’opera e di balletto nati in questo Teatro. Gli organici strumentali sono invece quelli dell’Orchestra del Teatro Verdi e saranno diretti dal maestro Feliks Korob. La messa in scena dello spettacolo è curata dal regista Aleksandr Titel’ coadiuvato da David Borovskij per le scene, Olga Polikarpova per i costumi e Damir Ismagilov per le luci. Nella compagnia di canto, tutta rigorosamente russa, spiccano nei ruoli protagonisti Natal’ja Мuradymova e Natal’ja Petrožickaja (Tat’jana), Larisa Andreeva e Elena Maksimova (Olga), Il’ja Pavlov e Dmitrij Zuev (Evgenij Onegin), Аleksej Dolgov e Sergej Balašov (Vladimir Lenskij). Assente dal Verdi dal 1996 l’opera, che andrà in scena in lingua originale con sopratitoli, sigla una importantissima collaborazione internazionale tra i due Teatri che si attuerà attraverso un protocollo d’intesa che vede quest’anno a Trieste, al Verdi, impegnati in Onegin gli artisti e l’allestimento del Teatro russo, e vedrà a Mosca, al Teatro Stanislavskij nel 2009, la presenza delle nostre masse artistiche impegnate nell’opera Anna Bolena di Donizetti. Il protocollo d’intesa prevede inoltre ulteriori rapporti nell’ottica di uno scambio culturale tra i due Teatri come già attivato, a suo tempo, tra la Scala e il Bolshoi. Evgenij Onegin è in scena al Verdi il 27, 28, 29, 31 marzo e 1, 3, 4 aprile 2008. 
Il cartellone del Verdi offre poi un dittico formato da un’opera contemporanea in prima assoluta Il carro e i canti e un balletto intitolato BB & BB - Bach, Berio & Break Beats proposto da Maggio Danza, il Corpo di ballo del Maggio Musicale Fiorentino. Questo dittico debutta il 17 aprile 2008 e tutte e due le parti dello spettacolo sono nuovi allestimenti della Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste. La prima parte è un atto unico intitolato Il carro e i canti tratto dal Festino in tempo di peste di Alexsandr Puskin, e commissionato dalla Fondazione Lirica triestina ad Alessandro Solbiati, autore contemporaneo di grande rilievo. Questo lavoro è definito dall’autore come una sorta di "sinfonia scenica", in cui timbri, gesti e situazioni musicali utilizzano le voci e il testo come vera e propria "punta d’iceberg" espressiva. Così l’autore: "Cinque personaggi diversi tra loro al punto da essere altrettanti archetipi, sono riuniti attorno ad una tavola per festeggiare, mentre fuori infuria la peste. Il passaggio del carro, carico di cadaveri, è l’evento, la chiave di volta proposta che ha come sue colonne portanti due canti che si configurano come l’unica possibile salvezza: l’espressione di fronte all’invincibile minaccia." Il cast è formato dagli artisti Alda Caiello, Maurizio Leoni, Laura Catrami, Gianluca Bocchino e Gianluca Buratto. Nella seconda parte dello spettacolo andrà in scena il balletto BB & BB - Berio, Bach & Break Beat proposto da Maggio Danza diretto da Vladimir Derevianko secondo il progetto visivo, la regia e la coreografia di Massimo Moricone in un nuovo allestimento realizzato dalla Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi". Lo spettacolo si realizza su musiche di Johann Sebastian Bach, Fryderyk Chopin, Luciano Berio e Alva Noto. Il balletto ricerca un possibile punto di interazione ed incontro fra la danza "di scuola" dei danzatori di MaggioDanza di formazione classico-moderna, e la break dance con la proposta delle straordinarie potenzialità di alcuni breakdancers. Un’opera aperta, sospesa tra contaminazione e contrapposizione di stili e linguaggi. L’Orchestra del Verdi è diretta dal maestro Paolo Longo. Questo originale dittico si rappresenta al Teatro Verdi il 17, 18, 19, 21, 22, 23 e 24 aprile 2008.
A distanza di vent’anni dall’ultima edizione, l’8 maggio il cartellone lirico del Teatro Verdi propone La fille du régiment, opéra-comique in tre atti su musica di Gaetano Donizetti. È un nuovo allestimento affidato alla regia di Davide Livermore e realizzato dalla Fondazione triestina in coproduzione con il Teatro Donizetti di Bergamo e presentato in lingua originale con sopratitoli. Il grande successo che ebbe l’opera fin dal suo debutto in Francia, (al Verdi di Trieste si ricorda una memorabile edizione del 1952 con Juan Concina e il direttore Antonino Votto), è dovuto sia alla sua struttura drammaturgica che alla struttura musicale, trattandosi di una commedia popolare con dialoghi parlati alternati a numeri musicali. 

Antonino Siragusa sarà Tonio
ne "La fille du régiment"
(foto gli Amici della Musica.net)

 

La trama anticipa di pochi anni l’operetta e il contesto di questo genere teatrale, che tanta parte ebbe anche in Francia nel XIX secolo. La vicenda della Fille du regimént, i militari, la patria, la nobiltà sono osservati infatti da un punto di vista borghese; anche il matrimonio è operettistico: "un matrimonio borghese sì, ma d’amore …è meglio che uno nobile ma senza amore". Una scelta che anticipa la Principessa della Csarda di Kálmán e tante altre operette del filone viennese-danubiano. Prestigioso il cast artistico che si alternerà nel corso delle recite sul palcoscenico del Verdi che vede nei ruoli principali Antonino Siragusa e Celso Albelo, Eva Mei e Silvia Dalla Benetta. Sul podio il Maestro Gerard Korsten. Lo spettacolo si rappresenta al Verdi di Trieste l’8, 9, 10, 12, 13, 14, 16 maggio 2009. A Udine, al Teatro Nuovo "Giovanni da Udine" lo spettacolo sarà in scena il 22 maggio 2009.
Ultima opera in cartellone per l’anno teatrale 2008-9, L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini è il terzo titolo che completa l’omaggio alla triade del Belcanto italiano, dopo Norma e La fille du régiment. Primo dei capolavori rossiniani del genere buffo, L’italiana in Algeri è definita da Stendhal addirittura come "la perfezione del genere buffo" per il perfetto equilibrio dei registri sentimentale, buffo e serio, motivo del grande successo dell’opera, che svetta rispetto alle precedenti composizioni dl genere comico. 

Daniela Barcellona sarà Isabella
ne "L'italiana in Algeri"
(foto Studio Amati Bacciardi)

 

Un successo che si nutre anche dello spazio riservato alle vocalità, l’equilibrio formale, l’impegno compositivo, fattori che hanno garantito all’Italiana in Algeri la presenza nel grande repertorio lirico dai tempi del suo debutto veneziano nel 1813 in poi. Assente dal 1991 dalle scene del Verdi l’opera è presentata nell’allestimento del Teatro Sociale di Como - As.Li.Co. e vedrà nei ruoli protagonisti interpreti prestigiosi come Daniela Barcellona, Lawrence Brownlee e Michele Pertusi. L’allestimento porta la firma del grande regista Pier Luigi Pizzi con la ripresa di Paolo Panizza. La direzione dei complessi artistici, dell’Orchestra e del Coro è affidata al Maestro Bruno Campanella. Lo spettacolo si rappresenta a Trieste il 29, 30, 31 maggio e il 3, 6, 9, 10 giugno 2009.
Nella programmazione artistica della stagione Lirica e di Balletto 2008-2009 si colloca anche una interessante operazione educativa, che si prefigge di aiutare gli insegnanti a far acquisire ai bambini la familiarità con l’opera lirica. Già testata con successo l’anno scorso, con la messa in scena dell’opera The Fairy Queen di Purcell, l’iniziativa si realizza su progetto di Opera Domani in collaborazione con l’As.Li.Co. I bambini partecipano allo spettacolo interpretando i personaggi della storia e cantandone alcune pagine. L’opera prescelta è Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart e sarà messa in scena della regista Deda Cristina Colonna con la partecipazione dell’Orchestra del Teatro Verdi diretta dal Maestro Massimiliano Toni, che è anche l’autore dell’arrangiamento musicale. Sarà proposta in una serie di matinée per il pubblico delle scuole il 28, 29, 30 novembre 2008. Il 30 novembre invece la rappresentazione sarà serale e aperta a tutti.
A latere del cartellone della Stagione, è in fase di programmazione la sezione di attività del Teatro denominata "Opera e Dintorni" che si svolge nella Sala del Ridotto dedicata a Victor de Sabata. Si tratta di due cicli di manifestazioni ad ingresso libero che si affiancano alle opere che di volta in volta andranno in scena al Verdi. La rassegna "Lunedì al Ridotto" proporrà incontri e conversazioni con direttori, registi e cantanti delle varie compagnie impegnate nel cartellone del Teatro, con cadenza mensile, probabilmente in altra collocazione settimanale. Il ciclo delle Prolusioni alle opere invece, prevede la presentazione delle opere del cartellone da parte di illustri critici musicali, giornalisti e musicologi di fama nazionale, nei giorni immediatamente precedenti la "prima" di ogni titolo in programma.


 

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