Classico da Camera
É iniziata a Verona la rassegna "La grande musica nei
luoghi d'arte"
Encomiabile l'orchestra da camera Gaetano Zinetti
di Sergio Stancanelli
VERONA - Questo concerto ha inaugurato una rassegna
organizzata da "Provincia in festival, assessore cultura popolare identità
veneta", "Concorso internazionale di musica da camera Gaetano
Zinetti", e "Fondazione Antonio Salieri di Legnago" - enti tutti
di cui recensiamo i concerti da qualche decina d'anni - intitolata "La
grande musica nei luoghi d'arte", sovratitolo la traduzione in inglese
"Great music in places of art", sottotitolo "Zinetti competition
international festival", sommario "Stagione concertistica 2008 con i
vincitori del Concorso", con la partecipazione delle amministrazioni
comunali di Verona, Bovolone, Legnago, Mozzecane, Nogarole Rocca, Sanguinetto,
San Martino Buon Albergo, Sona, Trevenzuolo (località disposte in ordine
alfabetico sulla locandina-pieghevole da qualcuno che non conosce bene
l'alfabeto): ma chi mi ha invitato è stata l'amica mezzosoprano Susan Lambert,
del Coro della Valpolicella di Lucia Vallesi, che è anche venuta a prendermi,
mi ci ha portato, e mi ha riaccompagnato. Curata da Filippo M. Cailotto,
professore di chitarra e direttore artistico dei concerti dell'Amministrazione
provinciale - ritornato alla musica dopo i pellegrinaggi ai tesori sconosciuti
della città e della campagna -, la serata ha visto nella chiesa fratesca san
Bernardino in stradone don Antonio Pròvolo di Verona l'orchestra da camera
"Gaetano Zinetti" diretta da Marco Morelato, suo fondatore - e
fondatore dell'annuale Premio internazionale Zinetti per strumentisti di musica
da camera -, impegnata, come dal titolo della serata sul programma di sala -
dove si legge "virtuositeè" (in luogo di "virtuosité"),
"Francesco, Registra per: Chandos" (invece di "Francesco
Ferrarini registra per Chandos"), e "i pièces" (in luogo di
"le pièces") - , in "Splendori musical veneti del '600 -'700".

L'orchestra da camera Gaetano Zinetti
durante il concerto
(foto SeSta)
Composta dai violinisti Glauco Bertagnìn (solista), Martina Lazzarini e Claudia
Cipolla, dal violista Andrea Maini, dal 'cellista Francesco Ferrarini (solista,
già allievo di Franco Rossi del mitico "Quartetto italiano"), dal
contrabbassista Franco Catalini e dal 'cembalista Roberto Loreggiàn (solista),
ha eseguito il Concerto in la magg. D96 per violino, archi e basso
continuo di Giuseppe Tartini, il Concerto in re magg. "per il cembalo
concertato", per clavicembalo e archi, di Baldassarre Galuppi, il Concerto
in la magg. D87 per violoncello, archi e continuo ancora del Tartini, e il Concerto
in re magg. RV230 per violino, archi e continuo di Antonio Vivaldi.
Interpretazioni magistrali, suono solido e chiaro, brillante, netto e preciso da
parte di tutti. Applausi del pubblico non numeroso quanto la encomiabile
prestazione avrebbe meritato, e due bis: un incognito Adagio D117 per
violino e soli archi del Tartini, omaggio degli strumentisti per il genetliaco
d'una collega, e Son attaque des moulins à vent, 3° movimento (très
vite) per settetto della suite dall'opera teatrale-serenata Don Quixotte, der
Löwenritter TVWV21:32 di Georg Philipp Telemann. È dispiaciuto al cronista
che siano mancati ulteriori applausi per ottenere ancora un po' di musica. Dalla
locandina-pieghevole si apprende che i prossimi concerti della rassegna, che si
concluderà il 9 agosto, avranno luogo a Sanguinetto (con musiche, oltre che di
Bach, di Minoru Miki, di Herman David Koppel, d'un incognito Dorman - non sarà
Joseph Dorfman? - e di Piazzolla), a Mozzecane (con musiche di Schubert, Dvorák
e Grieg), Bovolone (Beethoven, Brahms, Massenet e Sarasate - non Sarazate -),
San Martino Buon Albergo (Beethoven, Schumann, Debussy e Cortese - ch'era
direttore del conservatorio Paganini di Genova ai miei tempi -), Nogarole Rocca
(Brahms e Rachmaninov), San Pietro di Legnago (Beethoven, Schumann e
Rachmaninov), Sona (Stravinskij, Saint-Saëns e Franck - non Frank -),
Trevenzuolo (Stravinskij, Schönberg e Franck - non Frank - ). L'ingresso ai
concerti è gratuito: viene tuttavia richiesto 1 euro per l'accesso alle ville
di proprietà privata (tale contributo è stato per altro chiesto anche per
l'accesso alla chiesa). Sono previsti visite guidate gratuite alle chiese, alle
corti e alle ville sedi dei concerti, e servizi di trasporto con pullman e di
ristoro sul luogo contro pagamento di 8 e di 5 euro. Per informazioni
045.8011154
Concerto di pregio per gli amanti della musica da camera
Il respiro del passato all'ombra del Palio
di Edoardo Farina
FOSSADALBERO (Fe) - Sabato 23 maggio nella chiesa di
Fossadalbero, piccola frazione alle porte di Ferrara, si è tenuto - grazie al
supporto organizzativo di Dario Silvestri - un singolare appuntamento per gli
amanti della musica cameristica si è tenuro. Ospite un trio americano composto
dal basso Merrill Flint, dal soprano Mari Hanh (in sostituzione del soprano
Kelly McClendon, indisposto) e da Roland Stearns al liuto e chitarra (l’unico
non nuovo al pubblico estense, difatti - anni addietro - nell’ambito della
rassegna Ferrara Estate, fu protagonista di una straordinaria performance in duo
col chitarrista James Bogle, riscuotendo caloroso successo di critica e
pubblico).

Roland Stearns
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Questi artisti, che vantano curricula sorprendenti, hanno
proposto brani interpretati alternativamente con strumento accompagnato, un
concerto che ben si è adattato al clima del Palio che in quegli stessi giorni
imperava in città. Un piacevole intrattenimento in grado di riportare ai tempi
tra il Medioevo e il Rinascimento, grazie ad un programma che incentrato su
musiche di Simone Molinaro, Giulio Caccini e Claudio Monteverdi senza
tralasciare gli inglesi del periodo Elisabettiano (soprattutto John Dowland,
importante liutista del periodo). Ma non è stato solamente il Rinascimento a
farla da padrone, in quanto la seconda parte della serata ha dato la
possibilità di avvicinarsi ad alcune perle del periodo appartenente al
classicismo di Mozart, nell’esecuzione di alcune arie trascritte dal Don
Giovanni; poi ancora pagine di Brahms e opere originali per chitarra di
Mauro Giuliani (che insieme a Ferdinando Carulli è collocato tra i più
importanti chitarristi appartenenti alla Scuola Napoletana dell’Ottocento) ove
l’estro di Roland Stearns ha consentito di passare alternativamente dal liuto
alla chitarra classica senza grosse difficoltà, pur trattandosi di un'impresa
non facile per via delle differenze tecniche e storiografiche enormi esistenti
tra i due strumenti. Ottima opportunità avere assistito ad un concerto
sicuramente diverso, soprattutto per la presenza di un liuto rinascimentale,
strumento inserito nelle nostre stagioni concertistiche mediamente una volta
ogni due anni, utilizzato in questa occasione sia in qualità di solista che
nello splendido supporto armonico di voci nuove e totalmente da scoprire.
Nel palazzo di Ludovico il Moro un concerto organizzato da
Bal'Danza
La Magnifica Comunità omaggia Händel
di Edoardo Farina
FERRARA - Domenica 17 maggio nella splendida cornice del
palazzo di Ludovico il Moro a Ferrara, si è tenuto un interessantissimo
appuntamento musicale curato dall’Associazione "Bal’Danza".
Concerto imperdibile per gli amanti della musica del Settecento organizzato nell’ambito
della rassegna "Concerti in forma di dialogo prove aperte".
Protagonista il trio cameristico "La Magnifica Comunità", formato dai
violinisti Enrico Casazza e Isabella Longo insieme a Giorgio Fabbri al
clavicembalo. Il programma, imperniato principalmente sulle musiche di Händel,
prevedeva anche pagine di grandi maestri del violino italiano coevi del
compositore tedesco: Corelli, Vivaldi, Veracini, Tartini.

Enrico Casazza e Isabella Longo
in una foto di repertorio
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Il 2009 è ricco di anniversari di grandi musicisti e per
celebrare la moltitudine di eventi, dal 22 febbraio al 20 dicembre prossimo,
nella sede del Museo Archeologico Nazionale di via XX Settembre, stiamo
assistendo a diversi concerti sia in modo tradizionale che tramite la
"forma di dialogo prove aperte". Un’iniziativa unica nel suo genere
sotto la direzione artistica del cembalista ravennate Romano Valentini nell’ambito
del progetto "Musica e Arte al Palazzo di Ludovico il Moro", che pur
non avendo a che fare con un intrattenimento di tipo scolastico/didattico, dà
la possibilità al pubblico presente in sala di usufruire di un coinvolgimento
diretto attraverso domande e curiosità rivolte direttamente agli esecutori. Il
presente concerto ha inteso esplorare gli intensi rapporti che Händel strinse
con l’Italia, evidenziando mescolanze ed influssi con Tartini, Vivaldi,
Veracini e soprattutto Corelli, la cui influenza nelle opere di Händel si pone
come un felice rivale sfiorando a volte l’autentico plagio.
Pagine di grande interesse quelle eseguite da "La Magnifica
Comunità"; Enrico Casazza dall’intonazione ed espressività sorprendenti
in qualità di solista, ha saputo regalarci momenti di maestoso coinvolgimento
per via del modo di suonare e porsi nei confronti del proprio strumento in
maniera assolutamente naturale; dotato di un tocco formidabile dalla leggerezza
e grande cantabilità, piace assai il suo modo di comunicare il "tactus"
ponendosi sempre al centro di un contesto dinamico evolutivo, come se ne
tracciasse continuamente passi di danza. Eccellente la risposta a dialogo da
parte della Longo, dotata di tecnica stilistica e ove necessario velocità
esecutiva davvero straordinaria. Alla base, il supporto accompagnato in qualità
di "continuo" del cembalo di Fabbri; sempre dotto e assai esaustivo,
ha fornito eccellenti spiegazioni storico culturali riguardo al programma
presentato ed ai problemi connessi oggi alla divulgazione della
"classica", prendendoci per mano verso un mondo straordinario e di
grande bellezza emotiva rivolgendosi soprattutto ad un pubblico eventualmente
inesperto e nuovo ai meravigliosi splendori della musica barocca.