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AMANDOLA (Ap)

È stata la lirica la protagonista d'eccellenza della prima edizione del CantoFestival 2008 nella tre giorni dello scorso ottobre; apice, ma nello stesso tempo nuovo inizio, nella tradizione lirica amandolese che già da tre anni aveva proposto delle serate liriche a tema (Serata Callas, Serata Mozart, Serata Gigli), il CantoFestival si è subito distinto in quanto a qualità, novità e se vogliamo concretezza. 

 

I protagonisti di CantoFestival 2008
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Qualità della manifestazione nella sua totalità, a partire dalla mostra fotografica e audiovisiva aperta giovedi 23 e stabile per tutto il mese di novembre al Polo Culturale La Collegiata (Sede della Scuola di Musica e Danza La Fenice), intitolata "Lo Sferisterio di Pizzi", dove, tra l’altro, era possibile ammirare le splendide immagini di grande formato del fotografo Alfredo Tabocchini rigurdanti le opere messe in scena negli ultimi tre anni della direzione artistica di Pier Luigi Pizzi allo Sferisterio di Macerata con la regia, scene e costumi dello stesso Pizzi: Die Zauberflöte di Mozart e Turandot di Puccini (2006), Macbeth di Verdi, Maria Stuarda di Donizetti e Saul di Flavio Testi(2007), Cleopatra di Lauro Rossi (2008. All’apertura della mostra ha fatto seguito l'incontro del pubblico con i cantanti della rassegna, nella nuova sala multimediale della Mediateca della Scuola di Musica. Il dibattito è stato molto vivace e i tanti interrogativi dei presenti hanno avuto puntuali risposte da parte degli artisti che hanno illustrato, senza mezzi termini, vizi e virtù del mondo della lirica italiana, dalle agenzie alle difficoltà di lavoro senza scendere a compromessi, dallo studio della musica alla conoscenza della vocalità. Spazio alle voci e alla musica nelle sere del 24 e 25 al Teatro La Fenice. 
La novità ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale nella manifestazione raccogliendo in questo senso l'appoggio e il progetto che essa ha avviato, da parte di altri enti e festival. La novità sta proprio, scusate il gioco di parole, nel proporre il nuovo, la freschezza, l'entusiasmo e il talento dei giovani che si affacciano nel difficile mondo della lirica. Nodo centrale dell'evento è stata infatti l'esibizione di sei vincitori di Festival Lirici Internazionali tenuti in Italia (Stefania Maiardi mezzosoprano di Parma, Kim Jung Mi mezzosoprano della Corea del sud, il baritono Mattia Campetti di Lucca, il mezzosoprano Paola Cacciatori di Roma, il soprano australiano Michelle Buscemi, il soprano Gianna Queni di La Spezia) i quali hanno proposto ciascuno tre brani tratti da svariate opere di grandi autori (Mozart, Verdi, Bizet, Rossini, Gounod, Saint-Saens, Donizetti, Massenet, Puccini, Bellini, …). Nelle prime file della platea una giuria di validi esperti tra i quali, Athos Tromboni (presidente dell’UNCALM-Unione Nazionale Circoli e Associazioni Liriche e Musicali, direttore della rivista Gli Amici della Musica di Ferrara), Alberto Pellegrino (scrittore, esperto e autore lirico, direttore della rivista MusiCulturA on line), Mary Tomassini (cantante lirica e organizzatrice di eventi musicali), Silvio Catalini (direttore e compositore d'orchestra), Daniele Giulio Moles (direttore d'orchestra, specializzato nella lirica), ha scelto le due migliori voci ed interpreti fra i sei partecipanti come vincitrici del CantoFestival; si tratta dei mezzosoprano Paola Cacciatori e King Jung Mi che hanno avuto la possibilità di esibirsi nella serata conclusiva con l'ospite d'onore, il tenore di prestigio internazionale David Sotgiu, di tornare come ospiti per l'edizione 2009 del CantoFestival e di aggiudicarsi un week-end in un castello della Toscana messo in palio dall'UNCALM. Sempre dall'UNCALM il Premio "Melogramma", come incentivo alla carriera, al soprano Gianna Queni; il riconoscimento verrà consegnato nella prossima primavera a Ferrara in occasione di uno spettacolo di cui la Queni sarà protagonista assoluta. 
La serata si è presentata anche e forse soprattutto nell'accezione di audizione in quanto, come purtroppo è ormai noto, non ci sono molte realtà che permettono ai giovani cantanti di potersi esibire e nello stesso tempo di essere valutati e magari scritturati. Questo festival, ed ecco quindi la concretezza di cui sopra, aveva preannunciato e ha dato già una risposta a tale difficoltà: i partecipanti alla rassegna che non si sono aggiudicati nessun premio (il mezzosoprano Stefania Maiardi, il baritono Mattia Campetti, il soprano Michelle Buscemi), sono stati selezionati per la realizzazione, nel prossimo anno, dell'opera in prima assoluta intitolata "Orfeo in città" di Carlo Pedini, su libretto di Alberto Pellegrino. L’esecuzione dei giovani cantanti è stata di così alto livello artistico al punto da mettere in seria difficoltà la scelta dei vincitori da parte della giuria, che solo dopo lunga discussione è pervenuta al sofferto verdetto. La serata del 25, dopo premi, vincitori e scritturati, ha dato finalmente l'esclusiva al trionfo della musica; il tenore David Sotgiu, che ha calcato i palchi di tutto il mondo dall'Europa al Giappone al Canada agli Usa ha concesso addirittura, onorato dall'entusiasmo e l'apprezzamento del pubblico, un triplo bis con arie d'opera e canzoni tra le più popolari come "Recondita armonia" da Tosca di Puccini e "Non ti scordar di me" di A. Capua. Una voce chiara, nella migliore tradizione belcantistica italiana, potente e modulata alla perfezione, quella di Sotgiu. La sua sicurezza interpretativa, la navigata presenza sul palco ha incantato il pubblico che non finiva di applaudire.
Fondamentale e di altissima qualità la presenza al pianoforte di Cesarina Compagnoni (docente al conservatorio "G. B Pergolesi di Fermo dal 1997, pianista in numerose produzione, da ultimo la prima assoluta dell'Opera The Servant di Gabriele Lavia nell'ambito dello Sferisterio Opera Festival) la quale, come lo stesso direttore artistico del Festival Vincenzo Pasquali ha sottolineato, non ha semplicemente accompagnato i cantanti ma è stata in tutto e per tutto pianista ai massimi livelli; si è destreggiata con estrema facilità e professionalità tra i vari generi d'opera proposti riuscendo ogni volta a comunicare le più sottili e intense sensazioni mostrando, anche attraverso la corporeità, ora la forza ora l'estrema delicatezza che l'autore ha voluto conferire alla musica, il tutto con uno stile tutto personale. Grande soddisfazione dunque da parte del pubblico, dei cantanti, degli addetti ai lavori e degli enti finanziatori per una prima del CantoFestival che ha messo in campo alta qualità, esperienza, nuove risorse, progetti e collaborazioni. Chiusura del festival nella caffetteria del teatro, come ormai tradizione, con il brindisi, offerto dalla Cantina Colli Ripani di Ripatransone, che gli artisti hanno fatto col pubblico. Una grande festa della lirica. CantoFestival è stato organizzato dall'Associazione La Fenice con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, il Patrocino della Provincia di Ascoli Piceno, la collaborazione del comune di Amandola, della compagnia teatrale Os Aridum, dell'UNCALM, dello Sferisterio Opera Festival di Macerata, della Camera di Commercio di Ascoli Piceno. (Valentina Magro)

 

AREZZO

Il prestigioso Premio Caruso che fino dal 1979 ha premiato i più grandi della lirica, fra i quali Masini, Del Monaco, Di Stefano, Corelli, Bergonzi, Tagliavini, Tebaldi, Kraus, Olivero, Barbieri, Simionato, Panerai, Siepi, Freni, Ghiaurov, Bechi, Gencer, Gedda, quest’anno è andato al grande baritono Carlo Meliciani, una voce fra le più importanti nel panorama baritonale degli ultimi cinquant’anni : di colore brunito, ricca di armonici, ben modulata , estesissima, coinvolgente, particolarmente adatta al repertorio verdiano e verista, pur avendo colto grandi successi oltre che in Rigoletto, Aida, Trovatore, Nabucco, Pagliacci, Chenier ecc. anche in Lucia, Barbiere e Favorita.

Il baritono Carlo Meliciani
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La consegna del Premio, come consuetudine avvenne lo scorso 28 Giugno, nella Villa Caruso/Bellosguardo a Lastra a Signa, ma, grazie agli amici e alle autorità aretine, città che diede i natali a Meliciani, la cerimonia è stata replicata proprio ad Arezzo nella bella chiesa di Santa Maria in Gradi, di fronte a un pubblico accorso numerosissimo a gremire la grande chiesa. L’evento è stato organizato dal Circolo ACLI di San Leo in collaborazione con l’associazione Caruso di Lastra a Signa e la partecipazione di Comune, Provincia ed altri Enti aretini. Ha aperto la serata Fabio Ralli infaticabile presidente del circolo San Leo, sono intervenuti successivamente : Fabio Mazzi presidente della Circoscrizione 2 fiorentina, Gianluca Dioni del Liceo Musicale, Gerardo Vattese primo rettore Fraternità dei Laici, Aldo Cicinelli soprintendente alle Belle Arti, Giuseppe Fanfani sindaco di Arezzo. Claudio Sartori ha introdotto la parte musicale del concerto , che , nella prima parte ha visto l’esibizione dell’orchestra giovanile del Liceo Musicale di Arezzo diretta da Roberto Broni e da Damiano Puliti.
Si è svolta poi la premiazione introdotta da Mario Del Fante, presidente del Premio Caruso che ha messo in risalto le grandi qualità vocali e artistiche di Carlo Meliciani che gli hanno consentito una grande carriera nei teatri più importanti del mondo, "riconsegnando" il Premio Caruso. E’ stato poi consegnato da parte degli assessori Emanuela Caroti della provincia e Roberto Bianchetti del comune , il "Premio città di Arezzo" , mentre Fabio Ralli ha consegnato la targa di socio onorario del circolo San Leo. Meliciani ha ringraziato commosso per la bella mamifestazione di affetto che la sua città gli ha voluto tributare. L’intensa serata ha proseguito con un concerto lirico, presentato da Mario Del Fante con la partecipazione di Chiara Panacci soprano, Giorgio Berrugi tenore, Massimiliano Valleggi baritono, Diego Colli basso/baritono e Enrico Iori basso, tutti allievi di Meliciani che da più o meno tempo sono felicemente in carriera, accompagnati al piano dal bravissimo Maurizio Agostini. Il pubblico ha sottolineato le belle esibizioni con calorosi e prolungati applausi, che hanno toccato punte rilevanti nell’ascolto di due registrazioni live di Meliciani che hanno concluso la serata : un eccezionale "Si vendetta" dal Rigoletto e un generoso "Nemico della patria" da Andrea Chènier. (s.t.)

 

CROTONE

È un appuntamento al quale è quasi impossibile mancare quello del concerto dell’Immacolata, che la Società Beethoven A.C.A.M. di Crotone, in collaborazione con Monsignor Don Pino Covelli, propone alla città ormai da diversi anni. I presenti sembravano rivivere uno di quei momenti, nei quali la musica si fa veramente partecipe della preghiera divenendo essa stessa preghiera. 

Un momento del concerto
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

L’orchestra e Coro con solisti erano un tuttuno, con la religiosità che il popolo di Crotone dedica alla Immacolata Concezione. Canti in latino e canti della tradizione popolare, autori molto conosciuti come Bach, Perosi e Gounod, si alternavano ad autori contemporanei come Nicolaci, Frisina ed altri. Canti e suoni nei quali la delicatezza degli archi si fondeva mirabilmente col timbro più cristallino dei flauti. Per l’occasione erano state inserite due tastiere che con la voce soave dell’organo impastavano armonie molto belle. Un programma articolato nel quale su esplicita richieste di Monsignor Don pino Covelli non è mancato anche il Gregoriano puro con Tota Pulchra. Momenti veramente molto belli, durante i quali il senso del culto è meravigliosamente arricchito da melodie indimenticabili che aiutano alla preghiera. (Mariarosa Romano)

 

SASSUOLO (Mo)

Il 2 dicembre scorso, nel teatro Carani, il musicologo Daniele Rubboli ha presentato la serata di gala che festeggiava i 130 anni di vita del Corpo Bandistico La Beneficenza diretto da Neldo Lodi, mitica tromba di Cinecittà che ha al suo attivo le colonne sonore di Nino Rota ed Ennio Morricone. Con loro anche la Corale Rossini di Modena, che ha appena festeggiato i 120 anni di vita. Assieme hanno dato vita ad un emozionante concerto che dalla Gazza ladra di Rossini è arrivato al folklore modenese, dai Carmina Burana di Orff ai film di Morricone e ancora ad alcuni autori contemporanei per banda. Un programma di grande suggestione accolto da un pubblico festoso che occupava tutti i settori del teatro. Da sottolineare la prova superba della tromba solista Vittorio Cuoghi Costantini, costretto a bissare l'emozionante brano di puro virtuosismo Hora staccato del compositore ungherese Dinicu, riorchestrato dal violinista russo Jasha Heifetz. Al maestro Lodi nella direzione dei brani in programma si è alternato l'ottimo Luca Saltini direttore stabile della Corale Rossini. (s.t.)

 

CODEVIGO (Pd)

La dimostrazione che i piccoli centri possono essere ancora gli ideali propulsori per il mantenimento in vita dell’opera lirica (così com’era in un recente passato quando esistevano i teatri di provincia), viene annualmente da Codevigo, dal novembrino Concerto in onore di san Zaccaria, patrono locale. Un manipolo di persone che si impegnano con altruismo e dedizione, scelte oculate su artisti e repertorio, la garanzia che proviene dall’esperienza e dalla competenza del prof. Taino Gusella, le generose partecipazioni di sensibili sponsors, creano il "miracolo". E così è stato anche la sera dell’8 novembre scorso. Non c’è ancora un auditorium, come sarebbe auspicabile, ma la palestra della scuola media, gentilmente messa a disposizione dai dirigenti scolastici. Ciò tuttavia non ha impedito che mille e più persone la affollassero già una mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo, quest’anno reso interesssante anche dalla presenza dell’attore Alberto Terrani e del suo allievo Luca Bastianello, invitati per ricordare il decennale della morte della compianta mezzosoprano Lucia Valentini Terrani, un’artista cara nel ricordo di tutti, che si è fatta ammirare nei più prestigiosi teatri del mondo. I due attori hanno donato al pubblico un saggio della loro arte. In particolare coinvolgente e di grande prestigio l’interpretazione da parte di Terrani di una scena tratta dal Giulio Cesare di Shakespeare e, per quel che riguarda Bastianello, la declamazione d’una poesia di Trilussa. Non è mancato, nel corso dello spettacolo (al quale erano presenti autorità varie, fra cui alcuni deputati), un commosso ricordo per il prof. Carlo De Pirro, alla cui consorte è stato offerto dalla Pro Loco un mazzo di fiori. La partecipazione del Coro Teatro Verdi di Padova diretto con la consueta perizia dal maestro Giorgio Mazzucato, quella altrettanto importante del contralto Sara Mingardo, la sicurezza al pianoforte di Bruno Volpato, il canto giovanile del baritono Simone Piazzola e quello in progressivo miglioramento del tenore Fabrizio Mercurio e del basso Gianluca Lentini hanno dato vita ad una serata di grande entusiasmo che ha proposto l’esecuzione di celebri brani operistici di autori quali Verdi (Il Trovatore, Macbeth e Un ballo in maschera), Donizetti (L’elisir d’amore e Lucia di Lammermoor), Vivaldi (Farnace), Puccini (La bohème), Giordano (Andrea Chénier), Massenet (Werther), Prokofiev (Guerra e pace) e Rossini (L’italiana in Algeri, Tancredi e Petite messe solennelle), il tutto presentato da Paolo Padoan.
Di particolare impatto emotivo l’esecuzione splendida del contralto Sara Mingardo dell’Agnus Dei dalla Petite messe solennelle dedicato al ricordo della Valentini, di cui all’inizio è stata fatta ascoltare la sua interpretazione, tramite disco, del rondò finale della Cenerentola. Pure assai applaudite la grande scena tratta dal secondo atto del Trovatore (da "Il balen del suo sorriso" in poi) con il Piazzola, il Lentini ed il coro, e quella finale della Lucia di Lammermor (da "Tombe degli avi miei" fino a "Tu che a Dio spiegasti l’ali" compreso) col tenore Mercurio. M anche altri sono stati i momenti salienti dello spettacolo, conclusosi con l’interessantissimo Coro "La Russia è salva" da Guerra e pace di Prokofiev che ha preceduto la consegna ai protagonisti, da parte dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco locale, di fiori, di doni, di sculture di Walmer Peccenini e di bellissimi ritratti a pastello (prodotti, quest’ultimi, dal prof. Luca Salvagno e dai suoi allievi dell’Istituto Selvatico di Padova), uno dei quali, raffigurante il sorridente volto di Lucia, ha particolarmente commosso il marito Alberto. In conclusione, il canto di tutti i presenti, in piedi, dell’inno nazionale. E poi, ancora applausi a tutti, esecutori ed organizzatori. (essepi)

 

LECCO

I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo sono andati in scena al teatro Cenacolo in buona compagnia. Anzi con due buone compagnie. La prima era composta dalle cinquanta danzatrici del centro Arte Danza di Lecco di Cristina Romano che, con bellissime coreografie, hanno realizzato la "Storia del circo e dello spettacolo viaggiante ideata, scritta e raccontata da Daniele Rubboli. La seconda era la compagnia di canto della celebre opera di Leoncavallo, dominata da uno strepitoso Ryun Kang, tenore di grande levatura vocale e interpretativa. Con lui l'ottimo Pablo Karaman, tenore argentino, che benchè sia passato ai grandi ruoli lirici (Rodolfo, Alfredo, Pinkerton ecc) dà all'Arlecchino uno smalto entusiasmante. Bene con la sua lunga esperienza il Tonio dell'australiano Barry Anderson, giunto all'ultimo momento per salvare lo spettacolo dalla defezione del titolare, e con onore la prova dei due debuttanti del cast: la Nedda di Chiara Giudice e il Silvio di Simone Tansini che nel tempo avranno modo di meglio "digerire" questi due ruoli splendidi, ma per nulla facili. Vito Lombardi ha saldamente tenuto le redini di un'orchestra alla quale non avrebbe fatto male una prova in più, mentre il Coro Mayr di Bergamo preparato da Salvo Sgrò è stato impeccabile. Pubblico entusiasta e applausi per tutti. (m.g.)

 

CROTONE

Appuntamenti sempre più interessanti quelli della Società Beethoven A.C.AM. Domenica 30 novembre, nell’auditorium del Liceo musicale "Stillo” sono stati protagonisti di un bel appuntamento musicale il soprano Ginevra Schiassi e il pianista Stefano Malferrari. Due artisti già uditi in passato ma che non finiscono di stupire per la loro professionalità e una capacità incredibile di trasmettere emozioni. Al di là della tecnica, la musica per loro è soprattutto il saper cogliere ciò che l’autore ha voluto trasfondere nel brano, e farlo percepire e godere ai presenti. La sala gremita in ogni ordine di posto, con la presenza di moltissimi giovani, era rapita davanti alla capacità artistica dei due protagonisti. Il bel programma proposto comprendeva: R.Hahn A Chloris, L’heure exquise; E.Satie La Diva de l’Empire, Je te veux;  F.Poulenc Les chemins de l’amour;  J.Brahms Intermezzo n.2 op. 17; R.Strauss Vier lieder op. 27, Ruhe, meine seele, Cäcilie, Heimliche aufforderung, Morgen; G.Verdi  "Canzone del Salice” e “Ave Maria” da Otello e Parafrasi su Rigoletto per pianoforte solo; W.A.Mozart "Porgi amor” da Le nozze di Figaro, “Smanie implacabili da Così fan tutte; G.Puccini “In quelle trine morbide” da Manon Lescaut, “Tu che di gel sei cinta” da Turandot , “Donde lieta uscì” da La Bohème e “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly. Ginevra Schiassi ha saputo con una vocalità cristallina, dipingere ogni momento delle romanze, grazie ad una grande abilità tecnica e gusto di fraseggio, vibrante e molto suggestivo. Malferrari ha saputo assecondare con perizia tecnica, calandosi nella parte di comprimario, la superba vocalità della Schiassi, dando però "sfogo" delle sue capacità nei due brani pianistici che ci ha regalato, ossia l' Intermezzo di Brahms  e la  Parafrasi dal “Rigoletto” di Verdi . Contabilità e lirismo si contrapponevano ad un pianismo trascendentale all’interno del quale Malferrari introduceva un fraseggio che delineava i brani secondo codici interni personalissimi. Un pianismo nel quale venivano esaltate le componenti melodrammatiche insite nei brani. Una serie di bis ha rimandato ad un prossimo futuro, la loro presenza fra di noi. (Mariarosa Romano)

 

FAENZA (Ra)

Il 9 novembre è tornata l'Opera con la "O" maiuscola grazie all'Associazione Lirica Pia Tassinari in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica G. Sarti di Faenza. In scena la Bohème ed il primo lungo applauso di un teatro gremito è stato per la regia (Santini Beatrice) e la scenografia (Chiaravalli Roberta) che si sono attenute a quanto desiderato dal compositore, senza cervellotiche interpretazioni (cosa assai rara oggi giorno). 

"La Bohème" di Faenza
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

L'entusiasmo del pubblico è continuato per le eccezionali interpretazioni dei solisti: Ombretta Macchi una Mimi dalla voce calda, pastosa coinvolgente nelle emozione del personaggio; Domenico Menini (Rodolfo) una voce che spicca come poche altre per il colore tipicamente lirico e per la sicurezza in ogni ambito della tessitura, un artista con un sicuro avvenire; Fabrizio Da Ros è stato un Marcello dal timbro caldo e ben tornito e Gledis Rossi una Musetta eccezionale sia per capacità vocali (rivela notevoli attitudini al virtuosismo belcantistico) che interpretative. Daniele Macciantelli ha impersonato un Colline più che perfetto, ha saputo interpretare con maestria scenica e vocale il ruolo a cui il pubblico ha tributato la giusta ovazione per l'aria del quarto atto. Francesco De Poli (Schaunard) voce giovane ma interessantissima per timbro e coloritura. I comprimari Fabiano Naldini, Bruno Bernabè, Alberto Giovannini, Fabrizio Naldoni, Alessandro Lucchesi nonché il coro e le voci bianche della Scuola comunale di Musica G. Sarti si sono dimostrati puntuali e ben inseriti, vocalmente e scenicamente, in tutto il corso della vicenda. Una menzione a parte merita Monica Ferrini, direttore e concertatore d'orchestra che con sicurezza ha saputo trarre una musicalità dall'ensemble sempre all'altezza della situazione, interpretando la musica pucciniana così come il compositore aveva scritto. (Serse  Tiovini)

 

TRIESTE

L'Istituto Giuliano di storia, cultura e documentazione ha presentato all'auditorium del Museo Rivoltella un concerto per ricordare il compositore Antonio Bibalo, chiamato familiarmente Nino. La signora Alba Noella Ricotti ha delineato la vita del musicista, nato a Trieste il 18 gennaio 1922 e morto a Larvik (una cittadina nel golfo di Oslo) lo scorso 20 giugno. 

 

Il compositore Antonio Bibalo
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Bibalo studiò pianoforte nella città natia sotto la guida di Mercedes Gulli e Luciano Gante e composizione con Giulio Vizzi, che di lui scrisse: "Irresistibilmente portato all'improvvisazione, suonava per ore, per lo più avventurandosi in variazioni sul repertorio classico e romantico, che conosceva a fondo, grazie anche a una straordinaria facilità di lettura". I primi trent'anni della vita di Bibalo furono difficili ed alquanto disordinati, poi il trasferimento in Norvegia determinò in lui un forte cambiamento, non solo nello stile di vita, ma anche sotto il profilo spirituale. Cambiamento che lo guidò nelle sue composizioni. Compose molta musica da camera, ma anche sinfonica ed operistica. La sua opera più nota è La signora Giulia (1975), rappresentata per la prima volta nell'aprile 1993 a Trieste in sala Tripcovich, con l'interpretazione di Jadranka Jovanovich, José Cura e Cosetta Toselli, sotto la direzione del maestro Frank Cramer. Una rappresentazione che raccolse interesse e vivo successo. Nell'incontro all'auditorium del Museo Rivoltella il giovane pianista Rinaldo Zhok ha eseguito alcuni brani del compositore e dei suoi maestri: di Elisabeth Lutyenne (alla cui scuola di Londra Bibalo si perfezionò) cinque Bagattelle in cui ad un tempo lento si alternava un suono energico ed aspro.; di Giulio Vizzi Ritmi di cantiere, in cui ad un iniziale suono pp seguiva un ritmo più martellante. Di Bibalo sono poi state eseguite Tango impromtu, Miniatures dal suono melodioso e dolce, Balkan dances che ricordavano il ritmo di Bela Bartok, Piano solo in the evening in cui ad un ritmo martellante si alternava un suono melanconico per concludersi, nell'ultimo tempo, con un'animatissima musica da piano bar, nel ricordo di quando Bibalo, nell'immediato dopo guerra per tirarsi fuori da difficoltà economiche, suonava a Trieste, come lui stesso scrisse: "Non ero tanto giovane quando suonavo ballabili nei night o nei gruppi jazz per le truppe d'occupazione del Territorio Libero di Trieste nel 1946, tanto per vivere". Bravissimo Rinaldo Zhok, che ha superato notevoli difficoltà tecniche senza mai rinunciare all'espressione interiore che la musica di Bibalo suggeriva. Uno scorrere della mano destra su tutta la tastiera ha chiuso l'interessantissimo ricordo di Antonio Bibalo. (Laura Segré)

 

FERRARA

La ripresa dell’attività concertistica invernale dell’Orchestra a plettro "Gino Neri" è caratterizzata da un ricchissimo calendario di eventi, alcuni dei quali già sostenuti come il concerto presso la sala San Francesco, in memoria della giornalista Anna Politkovskaya di nazionalità ucraina, quindi il prestigioso appuntamento effettuato nel mese di ottobre nella maestosa sede di Villa Olmo, uno degli scorci paesaggistici più belli d’Italia sul lago di Como.

L’Orchestra a plettro "Gino Neri" (fototeca gli Amici della Musica.net)

Orchestra a plettro Gino Neri e coro di San Gregorio Magno ancora in stretto connubio, questa volta per il tradizionale accompagnamento alla Santa Messa nella giornata dei defunti celebrata nella prestigiosa Certosa ferrarese e più precisamente nella recentemente restaurata Chiesa di San Cristoforo, alla presenza dell’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio Mons. Paolo Rabitti che ne ha ufficiato la cerimonia solenne.
Basilica gremita di persone in occasione anche del 90° Anniversario della Vittoria nella Grande Guerra; in primo piano le autorità civili e militari di rappresentanza, i labari e gonfaloni delle varie associazioni combattentistiche e d’Arma, organizzate congiuntamente per le varie manifestazioni svoltesi nella successiva settimana del 4 novembre dedicata alle Forze Armate in tutti i capoluoghi di provincia ed in moltissimi comuni della regione. Il programma della Gino Neri, sotto la consueta direzione di Stefano Squarzina, è stato imperniato ovviamente su autori di musiche sacre, in primis J.S.Bach, compositore di centinaia di opere liturgiche. Dopo l'apertura Avanti la Messa è stata eseguita la cosiddetta Aria sulla quarta corda, tratta dalla Terza suite in Re maggiore, per proseguire con il Celebre Largo di G.F.Händel, altro colosso della musica barocca.
All’ingresso della Liturgia, abbiamo seguito un’altra composizione di Bach, il corale Whol mir, da§ ich Jesumhabe più conosciuto come Cantata n.147 per orchestra e coro, quindi un Kyrye, Gloria e Alleluja di autori minori ma interpretati mirabilmente a "cappella" dal San Gregorio, diretto da Maria Teresa Bazzanini. La cerimonia dell’Offertorio è stata accompagnata da suggestive musiche di W.A.Mozart quali Laudate Dominum KV 339, scritto a Salisburgo nel 1780, tratto da Vesperae solennes de confessore, per soprano (Paola Amoroso), coro, orchestra e organo; altri due brani per solo coro, Sanctus e Agnus Dei, per giungere alla Comunione offerta dallo splendido Ave Verum opera del grande salisburghese, il cui unico "difetto" è forse essere troppo breve (aneddotica vuole che il brano sia stato scritto da Mozart in pochi minuti a seguito della urgente richiesta da parte di un ammiratore per il saggio finale della scuola di musica della figlia).
Ma è con il Panis Angelicus tratto dalla Messe Solennelle op. 12 per soli, coro e organo, opera di César Auguste-Jean-Guillaume-Hubert Franck, (compositore, organista e docente di musica belga, una delle figure più importanti della vita musicale francese nella seconda metà del XIX secolo), che la "musica di Dio" è stata espressa nel suo massimo splendore, per arrivare alla conclusione con un brillantissimo l’Halleluja, tratto dall’oratorio Il Messia di Händel, simbolo di gioia e speranza nella resurrezione. (e.f.)

 

PORCARI (Lu)

Dal 29 ottobre al 2 novembre, il presidente del Circolo amici della musica "Alfredo Catalani", Francesco Pardini ed una delegazione del consiglio direttivo, sono stati ospiti del Centro di cultura italiana di Stoccolma, in occasione della rappresentazione de La Wally, l’opera lirica di Alfredo Catalani. 

Michela Graziani e Francesco Pardini consegnano
la Medaglia Catalani al maestro Impellizzeri 
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Con la messa in scena dell'opera, diretta dal maestro catanese Giovanni Impellizzari, è stato inaugurato il nuovo teatro della cittadina di Sodertalje, situata a quaranta chilometri da Stoccolma. La delegazione italiana del Circolo nel corso della inaugurazione del Palazzo di Vetro, sede del nuovo comune di Sodertalje, all’interno del quale è inserito lo splendido teatro, ha consegnato per conto del sindaco di Lucca, Mauro Favilla, al sindaco della cittadina svedese, Ulla-Marie Hellenberg, una targa d’argento raffigurante l’effige del maestro Catalani. Il presidente Francesco Pardini ha inoltre omaggiato il sindaco, l’assessore alla cultura , il direttore del teatro ed il direttore d’orchestra, della medaglia d’argento coniata nel venticinquesimo anno di attività del Circolo e di una pergamena realizzata dalla Antica Zecca di Lucca. La delegazione del Circolo ed il suo presidente estremamente soddisfatti della splendida ospitalità ricevuta, un coronamento ideale del venticinquesimo anno di attività, confidano di poter ricambiare l’invito in occasione della consueta commemorazione del compositore lucchese. Commemorazione che, ricordiamo, il Circolo organizza ogni anno, in collaborazione con il Comune di Lucca, il 6 agosto, giorno della morte di Alfredo Catalani. (Antonella Pera)


 

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