Echi dal Territorio
AMANDOLA (Ap)
È
stata la lirica la protagonista d'eccellenza della prima edizione del
CantoFestival 2008 nella tre giorni dello scorso ottobre; apice, ma nello stesso
tempo nuovo inizio, nella tradizione lirica amandolese che già da tre anni
aveva proposto delle serate liriche a tema (Serata Callas, Serata Mozart, Serata
Gigli), il CantoFestival si è subito distinto in quanto a qualità, novità e
se vogliamo concretezza.
I protagonisti di CantoFestival 2008
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Qualità della manifestazione nella sua totalità, a partire
dalla mostra fotografica e audiovisiva aperta giovedi 23 e stabile per tutto il
mese di novembre al Polo Culturale La Collegiata (Sede della Scuola di Musica e
Danza La Fenice), intitolata "Lo Sferisterio di Pizzi", dove,
tra l’altro, era possibile ammirare le splendide immagini di grande formato
del fotografo Alfredo Tabocchini rigurdanti le opere messe in scena negli ultimi
tre anni della direzione artistica di Pier Luigi Pizzi allo Sferisterio di
Macerata con la regia, scene e costumi dello stesso Pizzi: Die Zauberflöte
di Mozart e Turandot di Puccini (2006), Macbeth di Verdi, Maria
Stuarda di Donizetti e Saul di Flavio Testi(2007), Cleopatra
di Lauro Rossi (2008. All’apertura della mostra ha fatto seguito l'incontro
del pubblico con i cantanti della rassegna, nella nuova sala multimediale della
Mediateca della Scuola di Musica. Il dibattito è stato molto vivace e i tanti
interrogativi dei presenti hanno avuto puntuali risposte da parte degli artisti
che hanno illustrato, senza mezzi termini, vizi e virtù del mondo della lirica
italiana, dalle agenzie alle difficoltà di lavoro senza scendere a compromessi,
dallo studio della musica alla conoscenza della vocalità. Spazio alle voci e
alla musica nelle sere del 24 e 25 al Teatro La Fenice.
La novità ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale nella manifestazione
raccogliendo in questo senso l'appoggio e il progetto che essa ha avviato, da
parte di altri enti e festival. La novità sta proprio, scusate il gioco di
parole, nel proporre il nuovo, la freschezza, l'entusiasmo e il talento dei
giovani che si affacciano nel difficile mondo della lirica. Nodo centrale
dell'evento è stata infatti l'esibizione di sei vincitori di Festival Lirici
Internazionali tenuti in Italia (Stefania Maiardi mezzosoprano di Parma, Kim
Jung Mi mezzosoprano della Corea del sud, il baritono Mattia Campetti di Lucca,
il mezzosoprano Paola Cacciatori di Roma, il soprano australiano Michelle
Buscemi, il soprano Gianna Queni di La Spezia) i quali hanno proposto ciascuno
tre brani tratti da svariate opere di grandi autori (Mozart, Verdi, Bizet,
Rossini, Gounod, Saint-Saens, Donizetti, Massenet, Puccini, Bellini, …). Nelle
prime file della platea una giuria di validi esperti tra i quali, Athos Tromboni
(presidente dell’UNCALM-Unione Nazionale Circoli e Associazioni Liriche e
Musicali, direttore della rivista Gli Amici della Musica di Ferrara),
Alberto Pellegrino (scrittore, esperto e autore lirico, direttore della rivista MusiCulturA
on line), Mary Tomassini (cantante lirica e organizzatrice di eventi
musicali), Silvio Catalini (direttore e compositore d'orchestra), Daniele Giulio
Moles (direttore d'orchestra, specializzato nella lirica), ha scelto le due
migliori voci ed interpreti fra i sei partecipanti come vincitrici del
CantoFestival; si tratta dei mezzosoprano Paola Cacciatori e King Jung Mi che
hanno avuto la possibilità di esibirsi nella serata conclusiva con l'ospite
d'onore, il tenore di prestigio internazionale David Sotgiu, di tornare come
ospiti per l'edizione 2009 del CantoFestival e di aggiudicarsi un week-end in un
castello della Toscana messo in palio dall'UNCALM. Sempre dall'UNCALM il Premio
"Melogramma", come incentivo alla carriera, al soprano Gianna Queni;
il riconoscimento verrà consegnato nella prossima primavera a Ferrara in
occasione di uno spettacolo di cui la Queni sarà protagonista assoluta.
La serata si è presentata anche e forse soprattutto nell'accezione di audizione
in quanto, come purtroppo è ormai noto, non ci sono molte realtà che
permettono ai giovani cantanti di potersi esibire e nello stesso tempo di essere
valutati e magari scritturati. Questo festival, ed ecco quindi la concretezza di
cui sopra, aveva preannunciato e ha dato già una risposta a tale difficoltà: i
partecipanti alla rassegna che non si sono aggiudicati nessun premio (il
mezzosoprano Stefania Maiardi, il baritono Mattia Campetti, il soprano Michelle
Buscemi), sono stati selezionati per la realizzazione, nel prossimo anno,
dell'opera in prima assoluta intitolata "Orfeo in città" di
Carlo Pedini, su libretto di Alberto Pellegrino. L’esecuzione dei giovani
cantanti è stata di così alto livello artistico al punto da mettere in seria
difficoltà la scelta dei vincitori da parte della giuria, che solo dopo lunga
discussione è pervenuta al sofferto verdetto. La serata del 25, dopo premi,
vincitori e scritturati, ha dato finalmente l'esclusiva al trionfo della musica;
il tenore David Sotgiu, che ha calcato i palchi di tutto il mondo dall'Europa al
Giappone al Canada agli Usa ha concesso addirittura, onorato dall'entusiasmo e
l'apprezzamento del pubblico, un triplo bis con arie d'opera e canzoni tra le
più popolari come "Recondita armonia" da Tosca di Puccini e
"Non ti scordar di me" di A. Capua. Una voce chiara, nella migliore
tradizione belcantistica italiana, potente e modulata alla perfezione, quella di
Sotgiu. La sua sicurezza interpretativa, la navigata presenza sul palco ha
incantato il pubblico che non finiva di applaudire.
Fondamentale e di altissima qualità la presenza al pianoforte di Cesarina
Compagnoni (docente al conservatorio "G. B Pergolesi di Fermo dal 1997,
pianista in numerose produzione, da ultimo la prima assoluta dell'Opera The
Servant di Gabriele Lavia nell'ambito dello Sferisterio Opera Festival) la
quale, come lo stesso direttore artistico del Festival Vincenzo Pasquali ha
sottolineato, non ha semplicemente accompagnato i cantanti ma è stata in tutto
e per tutto pianista ai massimi livelli; si è destreggiata con estrema
facilità e professionalità tra i vari generi d'opera proposti riuscendo ogni
volta a comunicare le più sottili e intense sensazioni mostrando, anche
attraverso la corporeità, ora la forza ora l'estrema delicatezza che l'autore
ha voluto conferire alla musica, il tutto con uno stile tutto personale. Grande
soddisfazione dunque da parte del pubblico, dei cantanti, degli addetti ai
lavori e degli enti finanziatori per una prima del CantoFestival che ha messo in
campo alta qualità, esperienza, nuove risorse, progetti e collaborazioni.
Chiusura del festival nella caffetteria del teatro, come ormai tradizione, con
il brindisi, offerto dalla Cantina Colli Ripani di Ripatransone, che gli artisti
hanno fatto col pubblico. Una grande festa della lirica. CantoFestival è stato
organizzato dall'Associazione La Fenice con il contributo della Fondazione Cassa
di Risparmio di Ascoli Piceno, il Patrocino della Provincia di Ascoli Piceno, la
collaborazione del comune di Amandola, della compagnia teatrale Os Aridum, dell'UNCALM,
dello Sferisterio Opera Festival di Macerata, della Camera di Commercio di
Ascoli Piceno. (Valentina Magro)
AREZZO
Il prestigioso Premio Caruso che fino dal 1979 ha premiato i
più grandi della lirica, fra i quali Masini, Del Monaco, Di Stefano, Corelli,
Bergonzi, Tagliavini, Tebaldi, Kraus, Olivero, Barbieri, Simionato, Panerai,
Siepi, Freni, Ghiaurov, Bechi, Gencer, Gedda, quest’anno è andato al grande
baritono Carlo Meliciani, una voce fra le più importanti nel panorama
baritonale degli ultimi cinquant’anni : di colore brunito, ricca di armonici,
ben modulata , estesissima, coinvolgente, particolarmente adatta al repertorio
verdiano e verista, pur avendo colto grandi successi oltre che in Rigoletto,
Aida, Trovatore, Nabucco, Pagliacci, Chenier
ecc. anche in Lucia, Barbiere e Favorita.

Il baritono Carlo Meliciani
(fototeca gli Amici della Musica.net)
La consegna del Premio, come consuetudine avvenne lo scorso
28 Giugno, nella Villa Caruso/Bellosguardo a Lastra a Signa, ma, grazie agli
amici e alle autorità aretine, città che diede i natali a Meliciani, la
cerimonia è stata replicata proprio ad Arezzo nella bella chiesa di Santa Maria
in Gradi, di fronte a un pubblico accorso numerosissimo a gremire la grande
chiesa. L’evento è stato organizato dal Circolo ACLI di San Leo in
collaborazione con l’associazione Caruso di Lastra a Signa e la partecipazione
di Comune, Provincia ed altri Enti aretini. Ha aperto la serata Fabio Ralli
infaticabile presidente del circolo San Leo, sono intervenuti successivamente :
Fabio Mazzi presidente della Circoscrizione 2 fiorentina, Gianluca Dioni del
Liceo Musicale, Gerardo Vattese primo rettore Fraternità dei Laici, Aldo
Cicinelli soprintendente alle Belle Arti, Giuseppe Fanfani sindaco di Arezzo.
Claudio Sartori ha introdotto la parte musicale del concerto , che , nella prima
parte ha visto l’esibizione dell’orchestra giovanile del Liceo Musicale di
Arezzo diretta da Roberto Broni e da Damiano Puliti.
Si è svolta poi la premiazione introdotta da Mario Del Fante, presidente del
Premio Caruso che ha messo in risalto le grandi qualità vocali e artistiche di
Carlo Meliciani che gli hanno consentito una grande carriera nei teatri più
importanti del mondo, "riconsegnando" il Premio Caruso. E’ stato poi
consegnato da parte degli assessori Emanuela Caroti della provincia e Roberto
Bianchetti del comune , il "Premio città di Arezzo" , mentre Fabio
Ralli ha consegnato la targa di socio onorario del circolo San Leo. Meliciani ha
ringraziato commosso per la bella mamifestazione di affetto che la sua città
gli ha voluto tributare. L’intensa serata ha proseguito con un concerto
lirico, presentato da Mario Del Fante con la partecipazione di Chiara Panacci
soprano, Giorgio Berrugi tenore, Massimiliano Valleggi baritono, Diego Colli
basso/baritono e Enrico Iori basso, tutti allievi di Meliciani che da più o
meno tempo sono felicemente in carriera, accompagnati al piano dal bravissimo
Maurizio Agostini. Il pubblico ha sottolineato le belle esibizioni con calorosi
e prolungati applausi, che hanno toccato punte rilevanti nell’ascolto di due
registrazioni live di Meliciani che hanno concluso la serata : un eccezionale
"Si vendetta" dal Rigoletto e un generoso "Nemico della
patria" da Andrea Chènier. (s.t.)
CROTONE
È un appuntamento al quale è quasi impossibile mancare
quello del concerto dell’Immacolata, che la Società Beethoven A.C.A.M. di
Crotone, in collaborazione con Monsignor Don Pino Covelli, propone alla città
ormai da diversi anni. I presenti sembravano rivivere uno di quei momenti, nei
quali la musica si fa veramente partecipe della preghiera divenendo essa stessa
preghiera.

Un momento del concerto
(fototeca gli Amici della Musica.net)
L’orchestra e Coro con solisti erano un tuttuno, con la
religiosità che il popolo di Crotone dedica alla Immacolata Concezione. Canti
in latino e canti della tradizione popolare, autori molto conosciuti come Bach,
Perosi e Gounod, si alternavano ad autori contemporanei come Nicolaci, Frisina
ed altri. Canti e suoni nei quali la delicatezza degli archi si fondeva
mirabilmente col timbro più cristallino dei flauti. Per l’occasione erano
state inserite due tastiere che con la voce soave dell’organo impastavano
armonie molto belle. Un programma articolato nel quale su esplicita richieste di
Monsignor Don pino Covelli non è mancato anche il Gregoriano puro con Tota
Pulchra. Momenti veramente molto belli, durante i quali il senso del culto
è meravigliosamente arricchito da melodie indimenticabili che aiutano alla
preghiera. (Mariarosa Romano)
SASSUOLO (Mo)
Il 2 dicembre scorso, nel teatro Carani, il musicologo
Daniele Rubboli ha presentato la serata di gala che festeggiava i 130 anni di
vita del Corpo Bandistico La Beneficenza diretto da Neldo Lodi, mitica tromba di
Cinecittà che ha al suo attivo le colonne sonore di Nino Rota ed Ennio
Morricone. Con loro anche la Corale Rossini di Modena, che ha appena festeggiato
i 120 anni di vita. Assieme hanno dato vita ad un emozionante concerto che dalla
Gazza ladra di Rossini è arrivato al folklore modenese, dai Carmina
Burana di Orff ai film di Morricone e ancora ad alcuni autori
contemporanei per banda. Un programma di grande suggestione accolto da un
pubblico festoso che occupava tutti i settori del teatro. Da sottolineare la
prova superba della tromba solista Vittorio Cuoghi Costantini, costretto a
bissare l'emozionante brano di puro virtuosismo Hora staccato del
compositore ungherese Dinicu, riorchestrato dal violinista russo Jasha Heifetz.
Al maestro Lodi nella direzione dei brani in programma si è alternato l'ottimo
Luca Saltini direttore stabile della Corale Rossini. (s.t.)
CODEVIGO (Pd)
La dimostrazione che i piccoli centri possono essere ancora
gli ideali propulsori per il mantenimento in vita dell’opera lirica (così com’era
in un recente passato quando esistevano i teatri di provincia), viene
annualmente da Codevigo, dal novembrino Concerto in onore di san Zaccaria,
patrono locale. Un manipolo di persone che si impegnano con altruismo e
dedizione, scelte oculate su artisti e repertorio, la garanzia che proviene dall’esperienza
e dalla competenza del prof. Taino Gusella, le generose partecipazioni di
sensibili sponsors, creano il "miracolo". E così è stato anche la
sera dell’8 novembre scorso. Non c’è ancora un auditorium, come sarebbe
auspicabile, ma la palestra della scuola media, gentilmente messa a disposizione
dai dirigenti scolastici. Ciò tuttavia non ha impedito che mille e più persone
la affollassero già una mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo, quest’anno
reso interesssante anche dalla presenza dell’attore Alberto Terrani e del suo
allievo Luca Bastianello, invitati per ricordare il decennale della morte della
compianta mezzosoprano Lucia Valentini Terrani, un’artista cara nel ricordo di
tutti, che si è fatta ammirare nei più prestigiosi teatri del mondo. I due
attori hanno donato al pubblico un saggio della loro arte. In particolare
coinvolgente e di grande prestigio l’interpretazione da parte di Terrani di
una scena tratta dal Giulio Cesare di Shakespeare e, per quel che
riguarda Bastianello, la declamazione d’una poesia di Trilussa. Non è
mancato, nel corso dello spettacolo (al quale erano presenti autorità varie,
fra cui alcuni deputati), un commosso ricordo per il prof. Carlo De Pirro, alla
cui consorte è stato offerto dalla Pro Loco un mazzo di fiori. La
partecipazione del Coro Teatro Verdi di Padova diretto con la consueta perizia
dal maestro Giorgio Mazzucato, quella altrettanto importante del contralto Sara
Mingardo, la sicurezza al pianoforte di Bruno Volpato, il canto giovanile del
baritono Simone Piazzola e quello in progressivo miglioramento del tenore
Fabrizio Mercurio e del basso Gianluca Lentini hanno dato vita ad una serata di
grande entusiasmo che ha proposto l’esecuzione di celebri brani operistici di
autori quali Verdi (Il Trovatore, Macbeth e Un ballo in
maschera), Donizetti (L’elisir d’amore e Lucia di Lammermoor),
Vivaldi (Farnace), Puccini (La bohème), Giordano (Andrea
Chénier), Massenet (Werther), Prokofiev (Guerra e pace) e
Rossini (L’italiana in Algeri, Tancredi e Petite messe solennelle),
il tutto presentato da Paolo Padoan.
Di particolare impatto emotivo l’esecuzione splendida del contralto Sara
Mingardo dell’Agnus Dei dalla Petite messe solennelle dedicato al
ricordo della Valentini, di cui all’inizio è stata fatta ascoltare la sua
interpretazione, tramite disco, del rondò finale della Cenerentola. Pure
assai applaudite la grande scena tratta dal secondo atto del Trovatore
(da "Il balen del suo sorriso" in poi) con il Piazzola, il Lentini ed
il coro, e quella finale della Lucia di Lammermor (da "Tombe degli
avi miei" fino a "Tu che a Dio spiegasti l’ali" compreso) col
tenore Mercurio. M anche altri sono stati i momenti salienti dello spettacolo,
conclusosi con l’interessantissimo Coro "La Russia è salva" da Guerra
e pace di Prokofiev che ha preceduto la consegna ai protagonisti, da parte
dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco locale, di fiori, di doni, di
sculture di Walmer Peccenini e di bellissimi ritratti a pastello (prodotti,
quest’ultimi, dal prof. Luca Salvagno e dai suoi allievi dell’Istituto
Selvatico di Padova), uno dei quali, raffigurante il sorridente volto di Lucia,
ha particolarmente commosso il marito Alberto. In conclusione, il canto di tutti
i presenti, in piedi, dell’inno nazionale. E poi, ancora applausi a tutti,
esecutori ed organizzatori. (essepi)
LECCO
I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo sono andati in
scena al teatro Cenacolo in buona compagnia. Anzi con due buone compagnie. La
prima era composta dalle cinquanta danzatrici del centro Arte Danza di Lecco di
Cristina Romano che, con bellissime coreografie, hanno realizzato la
"Storia del circo e dello spettacolo viaggiante ideata, scritta e
raccontata da Daniele Rubboli. La seconda era la compagnia di canto della
celebre opera di Leoncavallo, dominata da uno strepitoso Ryun Kang, tenore di
grande levatura vocale e interpretativa. Con lui l'ottimo Pablo Karaman, tenore
argentino, che benchè sia passato ai grandi ruoli lirici (Rodolfo, Alfredo,
Pinkerton ecc) dà all'Arlecchino uno smalto entusiasmante. Bene con la sua
lunga esperienza il Tonio dell'australiano Barry Anderson, giunto all'ultimo
momento per salvare lo spettacolo dalla defezione del titolare, e con onore la
prova dei due debuttanti del cast: la Nedda di Chiara Giudice e il Silvio di
Simone Tansini che nel tempo avranno modo di meglio "digerire" questi
due ruoli splendidi, ma per nulla facili. Vito Lombardi ha saldamente tenuto le
redini di un'orchestra alla quale non avrebbe fatto male una prova in più,
mentre il Coro Mayr di Bergamo preparato da Salvo Sgrò è stato impeccabile.
Pubblico entusiasta e applausi per tutti. (m.g.)
CROTONE
Appuntamenti sempre più interessanti quelli della Società
Beethoven A.C.AM. Domenica 30 novembre, nell’auditorium del Liceo musicale
"Stillo” sono stati protagonisti di un bel appuntamento musicale il
soprano Ginevra Schiassi e il pianista Stefano Malferrari. Due artisti già
uditi in passato ma che non finiscono di stupire per la loro professionalità e
una capacità incredibile di trasmettere emozioni. Al di là della tecnica, la
musica per loro è soprattutto il saper cogliere ciò che l’autore ha voluto
trasfondere nel brano, e farlo percepire e godere ai presenti. La sala gremita
in ogni ordine di posto, con la presenza di moltissimi giovani, era rapita
davanti alla capacità artistica dei due protagonisti. Il bel programma proposto
comprendeva: R.Hahn A Chloris,
L’heure exquise; E.Satie La Diva de l’Empire, Je te
veux; F.Poulenc Les
chemins de l’amour; J.Brahms Intermezzo n.2 op. 17; R.Strauss
Vier lieder op. 27, Ruhe, meine seele, Cäcilie, Heimliche
aufforderung, Morgen; G.Verdi "Canzone
del Salice” e “Ave Maria” da Otello
e Parafrasi su Rigoletto per
pianoforte solo;
W.A.Mozart "Porgi amor” da Le nozze di Figaro, “Smanie
implacabili da Così fan tutte; G.Puccini “In quelle trine morbide” da Manon
Lescaut, “Tu che di gel sei cinta” da Turandot , “Donde lieta
uscì” da La Bohème e “Un bel dì vedremo” da Madama
Butterfly. Ginevra Schiassi ha
saputo con una vocalità cristallina, dipingere ogni momento delle romanze,
grazie ad una grande abilità tecnica e gusto di fraseggio, vibrante e molto
suggestivo. Malferrari ha saputo assecondare con perizia tecnica, calandosi
nella parte di comprimario, la superba vocalità della Schiassi, dando però
"sfogo" delle sue capacità nei due brani pianistici che ci ha
regalato, ossia l' Intermezzo di
Brahms e la Parafrasi
dal “Rigoletto” di Verdi . Contabilità e lirismo si contrapponevano ad un
pianismo trascendentale all’interno del quale Malferrari introduceva un
fraseggio che delineava i brani secondo codici interni personalissimi. Un
pianismo nel quale venivano esaltate le componenti melodrammatiche insite nei
brani. Una serie di bis ha rimandato ad un prossimo futuro, la loro presenza fra
di noi. (Mariarosa
Romano)
FAENZA (Ra)
Il 9 novembre è tornata l'Opera con la "O"
maiuscola grazie all'Associazione Lirica Pia Tassinari in collaborazione con la
Scuola Comunale di Musica G. Sarti di Faenza. In scena la Bohème ed il
primo lungo applauso di un teatro gremito è stato per la regia (Santini
Beatrice) e la scenografia (Chiaravalli Roberta) che si sono attenute a quanto
desiderato dal compositore, senza cervellotiche interpretazioni (cosa assai rara
oggi giorno).

"La Bohème" di Faenza
(fototeca gli Amici della Musica.net)
L'entusiasmo del pubblico è continuato per le eccezionali
interpretazioni dei solisti: Ombretta Macchi una Mimi dalla voce calda, pastosa
coinvolgente nelle emozione del personaggio; Domenico Menini (Rodolfo) una voce
che spicca come poche altre per il colore tipicamente lirico e per la sicurezza
in ogni ambito della tessitura, un artista con un sicuro avvenire; Fabrizio Da
Ros è stato un Marcello dal timbro caldo e ben tornito e Gledis Rossi una
Musetta eccezionale sia per capacità vocali (rivela notevoli attitudini al
virtuosismo belcantistico) che interpretative. Daniele Macciantelli ha
impersonato un Colline più che perfetto, ha saputo interpretare con maestria
scenica e vocale il ruolo a cui il pubblico ha tributato la giusta ovazione per
l'aria del quarto atto. Francesco De Poli (Schaunard) voce giovane ma
interessantissima per timbro e coloritura. I comprimari Fabiano Naldini, Bruno
Bernabè, Alberto Giovannini, Fabrizio Naldoni, Alessandro Lucchesi nonché il
coro e le voci bianche della Scuola comunale di Musica G. Sarti si sono
dimostrati puntuali e ben inseriti, vocalmente e scenicamente, in tutto il corso
della vicenda. Una menzione a parte merita Monica Ferrini, direttore e
concertatore d'orchestra che con sicurezza ha saputo trarre una musicalità
dall'ensemble sempre all'altezza della situazione, interpretando la musica
pucciniana così come il compositore aveva scritto. (Serse
Tiovini)
TRIESTE
L'Istituto Giuliano di storia, cultura e documentazione ha
presentato all'auditorium del Museo Rivoltella un concerto per ricordare il
compositore Antonio Bibalo, chiamato familiarmente Nino. La signora Alba Noella
Ricotti ha delineato la vita del musicista, nato a Trieste il 18 gennaio 1922 e
morto a Larvik (una cittadina nel golfo di Oslo) lo scorso 20 giugno.

Il compositore Antonio Bibalo
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Bibalo studiò pianoforte nella città natia sotto la guida
di Mercedes Gulli e Luciano Gante e composizione con Giulio Vizzi, che di lui
scrisse: "Irresistibilmente portato all'improvvisazione, suonava per ore,
per lo più avventurandosi in variazioni sul repertorio classico e romantico,
che conosceva a fondo, grazie anche a una straordinaria facilità di
lettura". I primi trent'anni della vita di Bibalo furono difficili ed
alquanto disordinati, poi il trasferimento in Norvegia determinò in lui un
forte cambiamento, non solo nello stile di vita, ma anche sotto il profilo
spirituale. Cambiamento che lo guidò nelle sue composizioni. Compose molta
musica da camera, ma anche sinfonica ed operistica. La sua opera più nota è La
signora Giulia (1975), rappresentata per la prima volta nell'aprile 1993 a
Trieste in sala Tripcovich, con l'interpretazione di Jadranka Jovanovich, José
Cura e Cosetta Toselli, sotto la direzione del maestro Frank Cramer. Una
rappresentazione che raccolse interesse e vivo successo. Nell'incontro
all'auditorium del Museo Rivoltella il giovane pianista Rinaldo Zhok ha eseguito
alcuni brani del compositore e dei suoi maestri: di Elisabeth Lutyenne (alla cui
scuola di Londra Bibalo si perfezionò) cinque Bagattelle in cui ad un tempo
lento si alternava un suono energico ed aspro.; di Giulio Vizzi Ritmi di
cantiere, in cui ad un iniziale suono pp seguiva un ritmo più martellante.
Di Bibalo sono poi state eseguite Tango impromtu, Miniatures dal
suono melodioso e dolce, Balkan dances che ricordavano il ritmo di Bela
Bartok, Piano solo in the evening in cui ad un ritmo martellante si
alternava un suono melanconico per concludersi, nell'ultimo tempo, con
un'animatissima musica da piano bar, nel ricordo di quando Bibalo,
nell'immediato dopo guerra per tirarsi fuori da difficoltà economiche, suonava
a Trieste, come lui stesso scrisse: "Non ero tanto giovane quando suonavo
ballabili nei night o nei gruppi jazz per le truppe d'occupazione del Territorio
Libero di Trieste nel 1946, tanto per vivere". Bravissimo Rinaldo Zhok, che
ha superato notevoli difficoltà tecniche senza mai rinunciare all'espressione
interiore che la musica di Bibalo suggeriva. Uno scorrere della mano destra su
tutta la tastiera ha chiuso l'interessantissimo ricordo di Antonio Bibalo. (Laura
Segré)
FERRARA
La ripresa dell’attività concertistica invernale dell’Orchestra
a plettro "Gino Neri" è caratterizzata da un ricchissimo calendario
di eventi, alcuni dei quali già sostenuti come il concerto presso la sala San
Francesco, in memoria della giornalista Anna Politkovskaya di nazionalità
ucraina, quindi il prestigioso appuntamento effettuato nel mese di ottobre nella
maestosa sede di Villa Olmo, uno degli scorci paesaggistici più belli d’Italia
sul lago di Como.

L’Orchestra a plettro "Gino Neri" (fototeca gli
Amici della Musica.net)
Orchestra a plettro Gino Neri e coro di San Gregorio Magno
ancora in stretto connubio, questa volta per il tradizionale accompagnamento
alla Santa Messa nella giornata dei defunti celebrata nella prestigiosa Certosa
ferrarese e più precisamente nella recentemente restaurata Chiesa di San
Cristoforo, alla presenza dell’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio Mons. Paolo
Rabitti che ne ha ufficiato la cerimonia solenne.
Basilica gremita di persone in occasione anche del 90° Anniversario della
Vittoria nella Grande Guerra; in primo piano le autorità civili e militari di
rappresentanza, i labari e gonfaloni delle varie associazioni combattentistiche
e d’Arma, organizzate congiuntamente per le varie manifestazioni svoltesi
nella successiva settimana del 4 novembre dedicata alle Forze Armate in tutti i
capoluoghi di provincia ed in moltissimi comuni della regione. Il programma
della Gino Neri, sotto la consueta direzione di Stefano Squarzina, è stato
imperniato ovviamente su autori di musiche sacre, in primis J.S.Bach,
compositore di centinaia di opere liturgiche. Dopo l'apertura Avanti la Messa
è stata eseguita la cosiddetta Aria sulla quarta corda, tratta dalla Terza
suite in Re maggiore, per proseguire con il Celebre Largo di
G.F.Händel, altro colosso della musica barocca.
All’ingresso della Liturgia, abbiamo seguito un’altra composizione di Bach,
il corale Whol mir, da§ ich Jesumhabe più conosciuto come Cantata
n.147 per orchestra e coro, quindi un Kyrye, Gloria e Alleluja di autori
minori ma interpretati mirabilmente a "cappella" dal San Gregorio,
diretto da Maria Teresa Bazzanini. La cerimonia dell’Offertorio è stata
accompagnata da suggestive musiche di W.A.Mozart quali Laudate Dominum KV 339,
scritto a Salisburgo nel 1780, tratto da Vesperae solennes de confessore,
per soprano (Paola Amoroso), coro, orchestra e organo; altri due brani per solo
coro, Sanctus e Agnus Dei, per giungere alla Comunione offerta
dallo splendido Ave Verum opera del grande salisburghese, il cui unico
"difetto" è forse essere troppo breve (aneddotica vuole che il brano
sia stato scritto da Mozart in pochi minuti a seguito della urgente richiesta da
parte di un ammiratore per il saggio finale della scuola di musica della
figlia).
Ma è con il Panis Angelicus tratto dalla Messe Solennelle op. 12
per soli, coro e organo, opera di César Auguste-Jean-Guillaume-Hubert Franck,
(compositore, organista e docente di musica belga, una delle figure più
importanti della vita musicale francese nella seconda metà del XIX secolo), che
la "musica di Dio" è stata espressa nel suo massimo splendore, per
arrivare alla conclusione con un brillantissimo l’Halleluja, tratto
dall’oratorio Il Messia di Händel, simbolo di gioia e speranza nella
resurrezione. (e.f.)
PORCARI (Lu)
Dal 29 ottobre al 2 novembre, il presidente del Circolo amici
della musica "Alfredo Catalani", Francesco Pardini ed una delegazione
del consiglio direttivo, sono stati ospiti del Centro di cultura italiana di
Stoccolma, in occasione della rappresentazione de La Wally, l’opera
lirica di Alfredo Catalani.

Michela Graziani e Francesco Pardini
consegnano
la Medaglia Catalani al maestro Impellizzeri
(fototeca gli Amici della Musica.net)
Con la messa in scena dell'opera, diretta dal maestro
catanese Giovanni Impellizzari, è stato inaugurato il nuovo teatro della
cittadina di Sodertalje, situata a quaranta chilometri da Stoccolma. La
delegazione italiana del Circolo nel corso della inaugurazione del Palazzo di
Vetro, sede del nuovo comune di Sodertalje, all’interno del quale è inserito
lo splendido teatro, ha consegnato per conto del sindaco di Lucca, Mauro
Favilla, al sindaco della cittadina svedese, Ulla-Marie Hellenberg, una
targa d’argento raffigurante l’effige del maestro Catalani. Il presidente
Francesco Pardini ha inoltre omaggiato il sindaco, l’assessore alla cultura ,
il direttore del teatro ed il direttore d’orchestra, della medaglia d’argento
coniata nel venticinquesimo anno di attività del Circolo e di una pergamena
realizzata dalla Antica Zecca di Lucca. La delegazione del Circolo ed il suo
presidente estremamente soddisfatti della splendida ospitalità ricevuta, un
coronamento ideale del venticinquesimo anno di attività, confidano di poter
ricambiare l’invito in occasione della consueta commemorazione del compositore
lucchese. Commemorazione che, ricordiamo, il Circolo organizza ogni anno, in
collaborazione con il Comune di Lucca, il 6 agosto, giorno della morte di
Alfredo Catalani. (Antonella Pera)