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Eventi

Eventi

In scena il 19 gennaio 2009 nel Teatro del Giglio di Lucca

L’angelo del Liponard, delirio amoroso di Tobino

LUCCA - La Fondazione Mario Tobino, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della figura e dell’opera dello scrittore e psichiatra viareggino, tra le massime voci del Novecento, promuove per il 19 gennaio 2009 un evento che attraverso musica e parola porta in scena in prima esecuzione assoluta al Teatro del Giglio uno dei testi più attuali - anche se la prima pubblicazione risale al 1963 - dell’autore: L’angelo del Liponard. La vicenda ruota attorno al sottile potere che Fernanda, moglie del capitano alla guida dell’Angelo del Liponard, un’enorme goletta che trasporta stoccafissi verso l’isola di Medusa, esercita sugli undici uomini dell’equipaggio. 

Silvia Colasanti, compositrice, e Pietro Borgonovo, oboista-direttore (Fototeca Gli Amici della Musica.Net) 

Lei, unica donna a bordo, si rivelerà un elemento destabilizzante per il gruppo che, coinvolto in un perfido gioco di seduzione, via via perderà equilibrio, disciplina, riferimenti. "È un testo con una musicalità intrinseca molto forte" dice Fabio Bagnoli, musicista poliedrico alla continua ricerca del dialogo tra le varie espressioni artistiche, ideatore e coordinatore del progetto; "La poetica di Tobino è molto vicina al ritmo musicale e l’idea di trasformare questo testo in melologo, ovvero in quella forma teatrale che unisce musica e parola, è stata immediata, spontanea, così come affidarne la realizzazione delle musiche alla giovane compositrice Silvia Colasanti, tra le figure di certo più interessanti e affermate del panorama contemporaneo" continua Bagnoli che è anche oboe concertante del Volumina Ensemble, cui è affidata l’esecuzione dal vivo - la direzione sarà di Pietro Borgonovo - della partitura composta ad hoc. La voce recitante sarà quella del tre volte Premio Ubu, Sandro Lombardi, figura magistrale del teatro italiano, felicemente attivo anche in ambito musicale avendo collaborato con Luciano Berio, Luigi Nono, Giorgio Battistelli, Hans Werner Henze. Circa le suggestioni sulle quali si sviluppa la partitura, Silvia Colasanti aggiunge: "È la storia di un viaggio in mare, ma soprattutto di una scoperta interiore, in cui la protagonista impara a guardarsi dentro in modo più consapevole, si conosce per la prima volta. La musica, rispetto al testo, è drammatica, mai didascalica. A tratti sottolinea stati d'animo espressi dalla parola, alter volte si sostituisce ad essa, arrivando ad esprimere quelle emozioni che non sempre sono razionalizzabili, traducibili verbalmente. All'oboe è affidato questo compito, particolarmente evidente nei momenti in cui dialoga in libertà con la voce recitante". "Sentiamo rispettata in questo progetto la nostra missione" specifica Marco Natalizi, direttore della Fondazione Tobino; "Lo scritto da cui ha origine il progetto è di indubbia fascinazione e lo riteniamo adatto ad una trasposizione come quella che ci è stata proposta. La serietà del progetto e l'elevata qualità degli interpreti ci hanno confortato nella nostra decisione di presentare al pubblico lucchese, per la prima volta, questo autore e tra le linee d’indirizzo della Fondazione vi è proprio la volontà di avvicinare quanto più possibile il nostro pubblico al teatro e alla musica. Tra l'altro, accanto ad alcune prime linee di intervento, intendiamo incentivare questo tipo di attività artistica". L' ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria (tel. 0583 417481; info@fondazionemariotobino.it ). (i.m.)

 

Quattro concerti novecenteschi a Venezia

Le tante maniere di far musica

VERONA - Riceviamo e pubblichiamo. Dal 18 novembre al 14 gennaio, Euterpe Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia per la musica, propone un ciclo di quattro concerti dedicati al ‘900. Il primo, nella sala del Piovegno in palazzo Ducale, è affidato al pianista Daniele Lombardi, che proporrà pagine futuriste di Franco Casavola, Alfredo Casella, Alberto Savinio e Giacinto Scelsi. Il secondo, nell’auditorium Santa Margherita, vedrà l’Interenensemble di Mirko Schipilliti impegnato in musiche di Arnold Schönberg, William Walton e Benjamin Britten. Seguirà, nel Centro culturale Candiani di Mestre, l’ensemble Sentieri diretto da Carlo Boccadoro che eseguirà pezzi di Philip Glass, Michael Nyman, Lang (David Avery?), MacMillan (James?) e Andriessen (non meglio identificato). Chiuderà, nella stessa sede, la Società filarmonica di Portogruaro diretta da Enrico Bronzi con Paul Hindemith (Der Dämon), Aaron Copland (Appalachian spring) e il giovane Mario Pagotto. Come vien sottolineato nel comunicato stampa - inviatoci con cortese preghiera di pubblicazione (forse si voleva dire "con preghiera di cortese pubblicazione") -, al di là del repertorio di ciascun concerto l’intento dell’iniziativa vuol essere di diversificare le tante maniere di far musica verificatesi nel corso del secolo. Per informazioni, tel. 041.719274. (SeSta)

 

La Stagione 2008-2009 nel Teatro La Fenice

Un percorso tra amore, morte e rigenerazione

VENEZIA - La Stagione lirica 2009 del Teatro La Fenice comprenderà nove produzioni, di cui sei nuovi allestimenti (tre dei quali in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, l’Arena di Verona, il Teatro Verdi di Trieste e il San Carlo di Napoli) e tre riprese (una della Fenice, una della Scala, una dell’Opera di Colonia).
La Stagione si aprirà venerdì 23 gennaio 2009 con la prima rappresentazione a Venezia di Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold. Direttore Eliahu Inbal, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con La Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Interpreti principali Stefan Vinke e Solveig Kringelborn. Quattro repliche il 25, 27, 29 e 31.
Seguirà Roméo et Juliette di Charles Gounod, in scena il 19 febbraio 2009. Interpreti principali Jonas Kaufmann che debutta nel ruolo e Nino Machaidze. Direttore Carlo Montanaro, regia di Damiano Michieletto, scene di Paolo Fantin e costumi di Carla Teti. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in coproduzione con l’Arena di Verona e il Teatro Verdi di Trieste. Sei repliche il 22, 24, 25, 27, 28 febbraio e l’1 marzo 2009.

Il soprano Fiorenza Cedolins 
debutterà nel ruolo di Maria Stuarda
(foto Cristiano Zane)

 

Terza opera, il 24 aprile, Maria Stuarda di Gaetano Donizetti, con Fiorenza Cedolins al debutto nel ruolo titolo, accanto a Sonia Ganassi, José Bros e Mirko Palazzi. Direttore Bruno Campanella, regia, scene e costumi di Denis Krief. Nuovo allestimento del Teatro La Fenice in coproduzione con il San Carlo di Napoli, il Teatro Verdi di Trieste e il Teatro Massimo di Palermo. Sei repliche il 26, 28, 29, 30 aprile e il 2 e 3 maggio 2009.
L’allestimento scaligero di Madama Butterfly di Giacomo Puccini con la regia di Keita Asari, scene Ichiro Takada e costumi di Hanae Mori, costituirà il quarto appuntamento della Stagione, con prima il 22 maggio. Direttore Eliahu Inbal, interpreti principali Micaela Carosi, Massimiliano Pisapia e Gabriele Viviani. Sette repliche il 23, 24, 26, 27, 29, 30 e 31 maggio 2009.
Prosegue il 25 giugno l’esecuzione del Ring di Richard Wagner diretto da Jeffrey Tate con la regia di Robert Carsen creata fra il 2000 e il 2004 per l’Opera di Colonia: Götterdämmerung, terza giornata del ciclo, si aggiungerà a Die Walküre, presentata alla Fenice nel 2006, e Siegfried, presentato nel 2007. Scene e costumi di Patrick Kinmonth e realizzazione scenica di Darko Petrovic. Interpreti principali Stefan Vinke, Olaf Bär, Gidon Saks, Werner Van Mechelen, Jayne Casselman e Nicola Beller Carbone. Quattro repliche il 28 giugno e l’1, 4 e 7 luglio 2009.
Dopo la pausa estiva, la Stagione proseguirà il 6 settembre 2009 con una prestigiosa ripresa dell’allestimento curato dallo stesso Carsen della Traviata di Giuseppe Verdi, scene e costumi Patrick Kinmonth, coreografia Philippe Giraudeau; direttore Myung-Whun Chung, interpreti principali Patrizia Ciofi e Vittorio Grigolo. Undici repliche: l’8, 9, 11, 12, 13, 15, e altre cinque recite nel settembre 2009.

 

Il soprano Patrizia Ciofi 
sarà Violetta ne "La traviata"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Proseguirà anche nel 2009 la collaborazione con Fabio Biondi e con il Laboratorio integrato di regia, scenografia e costume della Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia: il 9 ottobre al Teatro Malibran, ex San Giovanni Grisostomo, Biondi dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice e un cast di specialisti del repertorio barocco nell’Agrippina di Händel, a 300 anni dalla prima assoluta nello stesso teatro, e a 250 dalla morte del compositore. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Sei repliche il 10, 11, 14, 16, 17 e 18 ottobre.
Il 27 ottobre andrà in scena in prima assoluta una nuova opera contemporanea commissionata dalla Fondazione Teatro La Fenice: Il killer di parole, ludodramma in due atti di Claudio Ambrosini (libretto e musica) su un soggetto di Daniel Pennac e Claudio Ambrosini. Direttore Tito Ceccherini, regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Fra gli interpreti Sonia Visentin e Marlin Miller. Quattro repliche il 29 e 31 ottobre e il 3 e 5 novembre.
Concluderà la Stagione, l’11 dicembre, un dittico formato da due lavori coevi ma geograficamente lontani: Šárka di Leoš Janáček, presentata a Venezia in prima italiana, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Direttore Eliahu Inbal, Ermanno Olmi firmerà la regia, Arnaldo Pomodoro le scene e Maurizio Millenotti i costumi del nuovo allestimento della Fondazione Teatro La Fenice. Interpreti principali Tatiana Smirnova e Walter Fraccaro in Cavalleria rusticana. Quattro repliche il 13, 16, 18 e 20 dicembre.

 

Marlin Miller sarà interprete 
del ludodramma "Il killer di parole"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La Stagione comprenderà anche un appuntamento con la danza in prima esecuzione italiana, il 29 settembre 2009 al Teatro La Fenice la compagnia dell’Hamburg Ballett proporrà Tod in Venedig, un balletto narrativo di John Neumeier liberamente ispirato alla novella di Thomas Mann. Coreografia e regia di John Neumeier, scene di Peter Schmidt e musiche di Johann Sebastian Bach e Richard Wagner. Quattro repliche il 30 settembre e l’1, 2 e 3 ottobre.
Se due possono essere considerate le linee principali della Stagione lirica, una centrata sul tema «amore e morte» (Roméo et Juliette, Madama Butterfly, La traviata, Šárka, Tod in Venedig), l’altra sul tema «morte e rigenerazione» (Die tote Stadt, Götterdämmerung), la Stagione sinfonica 2008-2009 si intreccerà strettamente con quella lirica nella costruzione di una riflessione sul secondo tema condotta attraverso una conversazione tra stili che da Bach giunge a Maderna. Momenti clou della Stagione saranno infatti i concerti diretti da Riccardo Chailly e da Bruno Bartoletti che prevedono l’esecuzione di due monumenti della spiritualità europea, l’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach e il War Requiem di Benjamin Britten. A questi si aggiungerà, nella Stagione 2009/2010, la prima esecuzione assoluta, sempre affidata a Riccardo Chailly, del monumentale Requiem di Bruno Maderna, una composizione giovanile del 1946 a lungo considerata perduta e recentemente ritrovata presso un College della New York University.

Il maestro Riccardo Chailly
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

La Stagione comprenderà in totale 15 concerti, affidati a direttori di rilievo internazionale. Oltre a Eliahu Inbal, direttore musicale della Fondazione Teatro La Fenice, torneranno sul podio dell’orchestra veneziana Claudio Scimone, Gerd Albrecht, Michel Tabachnik, Sir Andrew Davis, Dmitrij Kitajenko, Ottavio Dantone e Kurt Masur. Debutterà con l’Orchestra della Fenice Riccardo Chailly; dirigerà per la prima volta un concerto sinfonico alla Fenice Bruno Bartoletti, recentemente protagonista di un memorabile Death in Venice di Britten. Debutteranno con l’orchestra del teatro veneziano Mario Venzago e i giovani Christian Arming e Juraj Valčuha.
Queste le date, organizzate in due turni di abbonamento uno di 14 e uno di 7 concerti: inaugurazione al Teatro La Fenice giovedì 20 novembre 2008 (repliche il 22 e il 23) con Riccardo Chailly che dirigerà l’Oratorio di Natale BWV 248 di Johann Sebastian Bach; giovedì 18 dicembre (replica il 19) Concerto di Natale nella Basilica di San Marco con musiche del repertorio marciano dirette da Claudio Scimone (concerto replicato anche il 20 dicembre a Chioggia e il 21 a Mestre); sabato 10 gennaio (replica l’11) Mario Venzago al Teatro Malibran; venerdì 30 gennaio (replica l’1 febbraio) Eliahu Inbal al Teatro La Fenice; ancora Eliahu Inbal il 7 febbraio (replica l’8) al Teatro Malibran; venerdì 6 marzo (repliche il 7 e l’8) Gerd Albrecht al Teatro La Fenice; sabato 14 marzo (replica il 15) al Teatro La Fenice Bruno Bartoletti impegnato con orchestra e coro nel War Requiem op. 66 di Benjamin Britten; venerdì 20 marzo (repliche il 21 e 22) Christian Arming al Teatro La Fenice; sabato 28 marzo (replica il 29) Juraj Valčuha al Teatro Malibran; sabato 4 aprile (replica il 5) Michel Tabachnik al Teatro Malibran; venerdì 10 aprile (replica l’11) Sir Andrew Davis al Teatro Malibran; sabato 6 giugno (replica il 7) Dmitrij Kitajenko al Teatro Malibran; venerdì 3 luglio (replica il 5) Ottavio Dantone al Teatro La Fenice; sabato 11 luglio Kurt Masur al Teatro La Fenice; venerdì 17 luglio conclusione della Stagione sinfonica con Eliahu Inbal al Teatro La Fenice.

 

Il maestro Eliahu Inbal
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Fra i progetti speciali, le iniziative «La Fenice per la città» e «La Fenice per la provincia» (cinque opere, uno spettacolo teatrale e sette concerti sinfonici rivolti ai residenti nel comune e nella provincia di Venezia); un concerto straordinario in occasione del conferimento del Premio Una vita nella musica (17 settembre 2008); la XXV edizione del Premio Venezia, concorso pianistico nazionale organizzato in collaborazione con la Fondazione Amici della Fenice (11-16 novembre 2008); il Concerto di Natale diretto da Claudio Scimone in Basilica di San Marco in collaborazione con la Procuratoria di San Marco (18 e 19 dicembre 2008); il Concerto di Capodanno diretto da Georges Prêtre in collaborazione con Rai Uno e Rai Trade (30 e 31 dicembre 2008 e 1 gennaio 2009) in diretta televisiva; gli spettacoli per il Carnevale (dal 19 al 24 febbraio 2009) che comprenderanno un’opera (Roméo et Juliette di Gounod), uno spettacolo teatrale (L’impresario delle Smirne di Goldoni con musiche di Nino Rota eseguite dall’Orchestra del Teatro La Fenice, spettacolo in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto) e il Gran ballo in maschera della Cavalchina il sabato grasso; la nona edizione dell’iniziativa «La Fenice e il Conservatorio»; la seconda edizione della Rassegna internazionale accademie di canto; una tournée ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti.
Il programma 2008-2009 sarà completato da alcune importanti collaborazioni: con la Società Veneziana di Concerti per la Stagione di musica da camera; con la Fondazione Amici della Fenice per i consueti "Incontri con l’opera" e con il balletto in preparazione delle opere in cartellone; con Radio3 Rai per la trasmissione in diretta o in differita delle opere e dei concerti della Stagione; con gli Amici della musica di Mestre; con l’Associazione Arthur Rubinstein; con Veneto Jazz. L’attività della Fenice prevede inoltre un articolato progetto didattico a cura dell’Area Formazione, Ricerca, Progetti innovativi, e la gestione dell’Archivio storico, uno dei più importanti archivi teatrali del mondo, aperto alla consultazione diretta e on-line sul sito internet ad esso dedicato.

 

Il programma 2008-2009 del Teatro alla Scala

Stagione all’insegna della "varietà ragionata"

MILANO - La Stagione 2008-2009 si aprirà con Don Carlo di Verdi diretto da Daniele Gatti, regia di Stéphane Braunschweig. E questo è noto. Avverrà il 4 dicembre. L’idea che ci ha mosso l’anno scorso con L’histoire du soldat ha aperto le ali: la sera del 4 dicembre un pubblico di giovani potrà assistere all’anteprima di Don Carlo al costo simbolico di 10 euro, con il primo cast. Abbiamo incoraggiato quella che l’anno scorso era solo una tentazione: allargare le maglie del Sant’Ambrogio della Scala senza sottrargli la sacralità conquistata in sessant’anni, dal 1947 in cui De Sabata lo istituì come rito della città. Il 7 dicembre resta il 7 dicembre: la Stagione si inaugura ufficialmente e formalmente quella sera. Ma una platea del tutto nuova, abituata ad altri riti, potrà godersi Don Carlo con l’occhio privilegiato che sembra giusto riservare al pubblico che coltiviamo per la Scala di domani. 

Ferruccio Furlanetto sarà impegnato nel
"Don Carlo" e in "The Rake's Progress"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Un giorno Verdi, criticando il lavoro di un suo librettista, gli scrisse: "Non c’è foco, non c’è agitazione, non c’è disordine". Piace questa idea del "disordine" come qualità artistica. Chi si occupa di programmazione, questo "disordine" lo chiama "varietà". In programma 14 opere: una del Seicento, una del Settecento, quattro del Novecento, le altre otto dell’Ottocento. Sette sono gli autori italiani dei vari secoli. Gli altri sono un ceco, un inglese, un austriaco, un tedesco, un tedesco divenuto inglese ma che scrisse in italiano, un italiano divenuto francese, un russo divenuto americano. Sei sono i titoli italiani su 14, considerando l’Onegin del Bolshoi. Quattro le nuove produzioni, tutte italiane (Don Carlo, Assassinio nella cattedrale, Orfeo, Convenienze e inconvenienze teatrali); quattro le riprese che rispettano la storia lontana e recente della Scala (Viaggio a Reims, Idomeneo, Tristano, Aida); tre gli spettacoli che hanno inaugurato le ultime tre stagioni: Aida, Tristano, Idomeneo; tre le prime italiane di grandi spettacoli stranieri (The Rake's Progress di Robertson-Lepage, A Midsummer Night’s Dream di Davis-Carsen e Alcina di Antonini-Carsen); tre i periodi storici della musica italiana: la nascita dell’Opera con Monteverdi; il periodo d’oro del primo e secondo Ottocento con Rossini, Donizetti e Verdi; il Novecento inoltrato di Pizzetti. Insomma, in apparenza c’è disordine. Verdi sarà contento. E lo sarà di più perché a lui abbiamo lasciato la ‘prima’. Ma la varietà non è davvero tale senza una logica, un rigore, un progetto.
Una stagione non è mai fine a se stessa. Non è un elenco di titoli senza relazioni l’uno con l’altro, senza passato e futuro, prima e dopo. 
Stagione - Dopo Idomeneo diretto da Daniel Harding, dopo Aida diretta da Riccardo Chailly, dopo Tristano diretto da Daniel Barenboim, Don Carlo di Verdi torna alla Scala nelle mani di un direttore italiano che ha emozionato pubblico e critici in Lohengrin, in Wozzeck e in diversi concerti della Filarmonica. Daniele Gatti è il direttore che la Staatsoper di Vienna ha applaudito in capolavori del repertorio tedesco, che i Wiener Philharmoniker hanno invitato a entrare nella ristretta famiglia dei suoi direttori, che Bayreuth ha voluto quest’anno per inaugurare il festival wagneriano con Parsifal. Ma Gatti tornerà alla Scala con Lulu, chiudendo così il cerchio di Berg, con Tosca e con Bohème, oltre a riprendere Don Carlo a Tokyo nel settembre 2009. Il regista Stéphane Braunschweig il pubblico l’ha conosciuto, apprezzato e applaudito in Jenůfa di Janaček: è un regista giovane e sensibilissimo, che conosce la musica, che va dritto al centro delle opere e al cuore dei personaggi. È suo il Ring che Sir Simon Rattle sta conducendo con i Berliner Philharmoniker. Il cast allinea il Filippo II di Ferruccio Furlanetto, l’Elisabetta di Fiorenza Cedolins, il Don Carlo di Giuseppe Filianoti, l’Inquisitore di Matti Salminen, il Rodrigo di Dalibor Jenis. 

Angela Denoke sarà protagonista
de "L’affare Makropulos" di Janaček 
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Il secondo titolo è L’affare Makropulos nello spettacolo di Luca Ronconi. Marko Letonja è un direttore che respira la musica slava da sempre. Con questo titolo prosegue un ciclo Janaček che ha avuto in Kat’a Kabanova e Jenůfa due spettacoli che hanno conquistato il pubblico. E il ciclo Janaček proseguirà nella prossima stagione con Da una casa di morti di Patrice Chéreau, direttore Esa-Pekka Salonen. Qualunque teatro pensi di eseguire Janaček, per i ruoli di soprano e in particolare per il doppio ruolo di Emilia Marty/Elena Makropulos, cerca Angela Denoke, interprete senza rivali in Janaček. E noi avremo Angela Denoke, in un cast di specialisti come Alan Opie, David Kuebler, Steven Mark Doss, Peter Bronder.
Il terzo titolo, Tristan und Isolde, è la ripresa dello spettacolo di Patrice Chéreau, che vedrà ancora Barenboim sul podio e gli stessi protagonisti dello scorso anno. Ha conquistato il premio Abbiati, ma ha lasciato fuori dal teatro una grande fetta di pubblico, che desiderava vederlo. Tristano non è solo: lo seguiranno Aida e Idomeneo, le altre due inaugurazioni degli ultimi tre anni. Perché valorizzare il patrimonio di casa è un dovere e una necessità.
Con il quarto titolo, Alcina, la Scala guarda con consapevolezza storica al primo Settecento, che a torto si può pensare che non le appartenga. Handel, come Mozart, scrisse per la lingua italiana come un italiano. Sarebbe un delitto rinunciare al patrimonio delle opere di Handel, così vicine alla comprensibilità del nostro pubblico. E il bel risultato che Giovanni Antonini ha ottenuto in Ascanio in Alba ci ha convinti a confermarlo alla direzione musicale dello spettacolo di Robert Carsen. Nel cast basta citare i due ruoli principali: Anja Harteros (Alcina) e Monica Bacelli (Ruggiero). 

Anja Harteros sarà 
protagonista nel ruolo di Alcina
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Noi crediamo nelle qualità "italiane" di un giovane direttore italiano come Carlo Montanaro. Per questo abbiamo scelto per lui, nel suo ritorno alla Scala dopo La traviata prossima, un titolo del giovane Verdi, I due Foscari, che ha bisogno di freschezza e di sguardi nuovi per essere valorizzato e che nel repertorio di spettacoli di casa ha un bell’allestimento firmato da Cesare Lievi, con le scene e i costumi di Maurizio Balò. Francesco Foscari è Leo Nucci; Jacopo è Fabio Sartori, Lucrezia Contarini è un soprano che ancora i critici italiani hanno premiato con l’Abbiati, Svetla Vassileva.
Nel patrimonio della Scala c’è un capolavoro come Il viaggio a Reims, ed è scattata naturale l’idea di riportarlo in scena come omaggio a un maestro del teatro moderno: Luca Ronconi. L’opera di Rossini è fra le sue più visionarie. Lo spettacolo con i suoi schermi e il suo teatro "teletrasmesso", altrettanto. Anche nel Viaggio abbiamo puntato sull’omogeneità del cast, una "omogeneità nel virtuosismo": Patrizia Ciofi, Daniela Barcellona, Carmela Remigio, Annick Massis, Dmitry Korchak, Nicola Ulivieri, Alistair Miles, Fabio Capitanucci. E per la direzione continuiamo la nostra collaborazione con Ottavio Dantone. 
The Rake’s Progress di Stravinskij manca alla Scala dal 1980. Era tempo di riprendere questo capolavoro del Novecento che ogni pubblico ama per la sua raffinata arte della citazione. Avete scoperto Lepage, uno dei più grandi registi di oggi, con 1984: la sua lettura de La carriera di un libertino ravviva il confronto con lo spettacolo di allora e stimola la coscienza del tempo che passa. David Robertson è uno stravinskiano d’elezione. Nel cast di specialisti, spiccano il Nick Shadow di William Shimell e la Anne di Emma Bell, applaudita in Idomeneo, il 7 dicembre 2005, nella parte di Elektra.
Perché Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti? Per quattro buoni motivi: è un’opera di rispetto nel teatro musicale italiano del secondo dopoguerra; ha un libretto di qualità letteraria rarissima (T.S. Eliot, premio Nobel per la letteratura nel 1948); ricorrono i cinquant’anni dalla sua prima esecuzione, alla Scala nel 1958; e corrono nel 2009 i cento anni dalla nascita di Gianandrea Gavazzeni, che allora la diresse. Sul podio accogliamo un direttore italiano che proprio dalla Scala ha mosso una carriera importante, e torna così per la prima volta, Donato Renzetti. Nel ruolo di Tommaso Beckett entra ancora Ferruccio Furlanetto. Per regia, scene e costumi abbiamo fiducia nella raffinatezza di Yannis Kokkos. Infine è importante ricordare che nel cast di quella prima del 1958 cantava Leyla Gencer, e anche a lei la dedicheremo. 

Nicola Ulivieri sarà 
impegnato ne "Il viaggio a Reims"
(fototeca gli Amici della Musica.net)

 

Se con L’affare Makropulos continua un ciclo, con A Midsummer Night’s Dream ne inizia un altro, dedicato a Britten, autore che, come Janaček, quando il pubblico lo conosce ne resta immancabilmente conquistato. È un altro spettacolo di Robert Carsen, apprezzatissimo, che riafferma anche nel coté teatrale una famiglia di registi. Abbiamo Sir Andrew Davis sul podio, uno dei più profondi conoscitori di Britten. E di specialisti è composto il cast, in cui spiccano l’Oberon di David Daniels e la Titania di Rosemary Joshua.
Daniel Barenboim riprende con Tristano l’inaugurazione del 2007 e anche l’inaugurazione del 2006. Il ritorno di Aida ha tre motivi ben chiari: l’impegno di Barenboim nel grande repertorio italiano della Scala; la valorizzazione del patrimonio del teatro; la messa a fuoco dell’opera e dello spettacolo insieme, in vista di una doppia tournée: in Israele con l’Aida storica del 1962 e in Giappone con la regia recente di Zeffirelli, sempre con Barenboim direttore.
Corre un filo scaligero anche nella produzione ospite del Bolshoi: regista e scenografo di Eugene Onegin è Dmitri Cerniakov, che firma Il giocatore di Prokof’ev tra poco alla Scala.
Anche Orfeo apre un percorso: con Monteverdi, che alla Scala è cosa rara. Nelle due prossime stagioni vedremo Il ritorno di Ulisse in patria e L’Incoronazione di Poppea. Ma si apre una trilogia di strettissima coerenza anche dal punto di vista della musica e del teatro: con la regia di Robert Wilson e con la direzione di Rinaldo Alessandrini, che ha ricevuto diversi premi per le sue registrazioni monteverdiane, e al quale la casa editrice Bärenreiter ha affidato l’edizione critica di tutta la musica di Monteverdi. Alessandrini lavorerà con musicisti della Scala, con l’integrazione al cembalo e alle tiorbe di specialisti del suo Concerto Italiano. E il Coro è quello dei giovani dell’Accademia.
Il Donizetti di Le convenienze e inconvenienze teatrali viaggia sull’onda dell’Accademia e dei suoi contributi alla stagione "grande". Ma è anche l’occasione per far debuttare alla Scala e nella regia lirica Antonio Albanese. 
Infine, il ritorno del terzo 7 dicembre. Idomeneo di Mozart. Per la sua esportazione a Parigi, Luc Bondy lo ha raffinato, sono cambiate alcune scene, sono stati rinnovati i costumi. Così arricchito, lo spettacolo torna alla Scala, con Myung-Whun Chung. Dopo la bellissima lettura di Madama Butterfly e lo splendido concerto recente con la Filarmonica, Chung ha sentito di aver stretto con l’Orchestra e il teatro un bel rapporto di fiducia. Ha quindi accettato con entusiasmo l’idea di dirigere il concerto di Natale, e Idomeneo, come preludio a un Flauto magico nel 2011 e al Saint François d’Assise di Messiaen nel 2013. E con Chung c’è anche un altro percorso, che ci porterà alla prima grande tournée della Scala in casa sua, in Corea, in Cina e a Taiwan nel 2012. 

L'étoile Svetlana Zakharova
(foto Vladimir Shirokov)

 

Il Ballo - Sei programmi, otto titoli, tre grandi riprese, una nuova creazione in prima assoluta e tre importanti titoli del Novecento per la prima volta acquisiti in repertorio. Questa, in sintesi, l’offerta del Balletto della Scala, sotto la guida di Elisabetta Terabust, per il 2008-2009; stagione nella quale anche per la Compagnia di danza sarà molto intensa l’attività in tournée.  Le tre riprese riguardano spettacoli di grande richiamo per il pubblico: La bayadère, il Sogno di una notte di mezza estate e Giselle. La novità è Coppélia, in una nuova produzione sia dal punto di vista scenico sia coreografico. Con il Trittico Novecento, in maggio, il Balletto scaligero prosegue il suo viaggio nella creatività del nostro tempo. Mentre ai mesi estivi di giugno e luglio è affidata la prima nazionale di un pezzo di culto di Roland Petit, Pink Floyd Ballet, vero connubio fra danza accademica e musica rock.
Una stagione in perfetto equilibrio fra classicità e modernità, con coreografi di assoluta grandezza, come Natalia Makarova, Yvette Chauviré, George Balanchine, Glen Tetley, Jiri Kylián, Roland Petit e Derek Deane, ed étoiles come Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Massimo Murru, ospiti come Polina Semionova, Guillaume Côté, Denis Matvienko, Marianela Nuñez.
Come si è detto, una stagione non è un elenco di titoli. Il cartellone 2008-2009, che si pone come un ponte fra il primo triennio e lo sviluppo completo del progetto artistico fino al 2013, lo dimostra. Ogni titolo e ogni spettacolo non si chiude in se stesso ma apre una porta e comincia un percorso: con un compositore, un direttore, un regista, un linguaggio, un periodo, una tematica, un mondo espressivo.
Grandi cicli - Ad arricchire il pensiero organico della programmazione, due grandi musicisti di riferimento per la Scala di oggi hanno creato due progetti assolutamente speciali, il "Ciclo Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini", che sono modi diversi e complementari per mettere il repertorio e la contemporaneità a confronto. Daniel Barenboim prosegue il suo discorso su Beethoven con i cinque Concerti per pianoforte e orchestra, ai quali ha affiancato capolavori di Schoenberg come Pelléas et Mélisande, Verklärte Nacht, Un sopravvissuto di VarsaviaVariazioni per orchestra op.31Cinque pezzi op.16

    

I maestri Daniel Barenboim e Maurizio Pollini (foto Philippe Gontier)
cureranno, rispettivamente, il "Ciclo Beethoven-Schoenberg" e il "Progetto Pollini"

Maurizio Pollini ha ideato un suo Progetto in sei concerti di spessore straordinario, articolato in recital per pianoforte e programmi con orchestra - il Gewandhaus di Lipsia, l’Ensemble Intercontemporain, il Klangforum Wien, l’Experimental Studio di Friburgo - con direttori come Pierre Boulez, Riccardo Chailly, Peter Eötvös, Beat Furrer; da Bach a Stockhausen, da Chopin a Nono. In più, dopo tre anni di messa a punto, anche la Stagione Sinfonica del Teatro si assesta ad un livello di qualità superiore. I direttori dei sei appuntamenti sono fra i più contesi dai teatri e dalle grandi orchestre: Daniele Gatti, Philippe Jordan, Myung-Whun Chung, David Robertson, Georges Prêtre e Daniel Barenboim. Se aggiungiamo gli undici appuntamenti della Filarmonica nella sua attività autonoma, che la Scala è sempre orgogliosa di ospitare, e i concerti straordinari de Les Arts Florissants di William Christie, della West-Eastern Divan Orchestra con Barenboim, dell’Orchestra del Bolshoi con Vedernikov, del Concertgebouw di Amsterdam con Mariss Jansons, della Staatskapelle di Dresda con Fabio Luisi, dei Münchner Philharmoniker con Christian Thielemann, veniamo a combinare una offerta di quasi 35 concerti che conferiscono alla programmazione della Scala un respiro sinfonico e cameristico assai vicino a quello di grandi istituzioni sinfoniche internazionali.
Canto - Allineati a questi standard, anche i recital di canto volano alto, con Daniela Dessì, soprano amatissima, Ben Heppner, uno dei più grandi tenori di repertorio tedesco, Nina Stemme, Olga Borodina, Monica Bacelli, Diana Damrau, e Thomas Quasthoff, che con l’accompagnatore Barenboim affronterà un ciclo di Schubert.


 

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