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Nella chiesa di San Pietro Apostolo a Cesena eseguita la celebre composizione sacra di Mozart

Requiem in memoria di Battistini

servizio di Edoardo Farina

Pubblicato il 02 Luglio 2018

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata eseguita una delle pagine più memorabili: la Messa da Requiem in Re minore K626,  ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart, proposta per commemorare il presidente del Coro “Maria Callas” di Cesena, Giovanni Battistini (1929-2017) a un anno dalla scomparsa, padre del soprano Raffaella Battistini che lo ha voluto ricordare in una toccante interpretazione a cui hanno partecipato anche il Coro “Cappella Musicale dei Servi” di Bologna, ovviamente il medesimo Coro “Maria Callas”, organo Pia Zanca, e l’Orchestra “Città di Ferrara” diretta dal M° Lorenzo Bizzarri.
«Con questo concerto - afferma Raffaella - vorrei rendere omaggio a mio papà venuto a mancare il 6 giugno 2017, nonostante si tratti sicuramente di un’opera più adatta a essere svolta nel periodo invernale dato il tema assai cupo e tenebroso. Sono lieta di farlo nel luogo dove egli si sposò il giorno 29 dello stesso mese e al quale restò sempre legato impegnandosi anche in attività parrocchiali compatibilmente con il tempo a disposizione. L'ispirazione dell’evento l’ho colta dal maestro Bizzarri che a sua volta lo realizzò a ricordo del proprio genitore a Bologna, aiutandomi molto nell'allestimento.»
La figura di Giovanni Battistini appartiene, insieme al compianto coetaneo Lidio Rocchi, ai nomi illustri della cultura cesenate: promotore e sostenitore delle più svariate manifestazioni artistiche, ha saputo donare al sodalizio quella stabilità organizzativa che ha permesso di essere applaudito ovunque in contesti in grado di procurare sapientemente e assai abilmente, portando alla direzione affermati Maestri con i quali è stato possibile raggiungere sempre le vette più alte. Fine mediatore, riusciva a ricondurre sui binari di un confronto serrato ma costruttivo qualsiasi contrasto tra le diverse tendenze musicali emergenti dal dibattito interno. Un fedele appassionato della lirica riconosciuto nella città per averne invitato i più grandi esponenti tra cui Luciano Pavarotti nel 2003 al Teatro Bonci donando l’intero incasso per contribuire alla realizzazione del reparto di Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale Bufalini della cittadina romagnola.
La prestigiosa serata presentata dalla sorella di Giovanni, Lusiana Battistini, ha visto la sacra sede della chiesa di San Pietro Apostolo gremita per assistere, all’opera suprema di Mozart, rimasta incompiuta per via della morte dell'autore avvenuta il 5 dicembre 1791, e legata alla controversa notizia avveratasi il giorno successivo al completamento delle parti vocali del Lacrimosa.
Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio (1815) parla infatti di un anonimo committente che si presentò bussando alla porta di Mozart nel cuore della notte indossando una maschera da carnevale, un mantello scuro, aria lugubre, e una sacca contenente danari incaricandolo, di redigere in un mese una messa da requiem dietro compenso di cinquanta ducati. Quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro e si rese conto di non riuscire a identificare l'uomo misterioso, Mozart si convinse che questi  fosse un emissario dell'aldilà, per cui egli stava scrivendo la messa di morte per se stesso. Allo scadere del periodo concordato l'individuo tornò per ritirare la composizione che però Mozart non aveva ancora completato, così gli offrì altri cinquanta ducati e altre quattro settimane di tempo: inutili, poiché Mozart morirà lasciando l'opera incompiuta. Una leggenda molto famosa ma totalmente infondata vuole sia stato il musicista italiano Antonio Salieri - invidioso del talento del compositore salisburghese - a forzare il deperimento del già malato collega.
La vedova di Mozart, Constanze Weber, delegò il completamento del Requiem (furono rinvenute decine di spartiti alla rinfusa sulla scrivania) a tre suoi allievi per meglio avvicinarsi agli intenti originari: Joseph Eybler, Franz Freistädler, infine Franz Xaver Süssmayr; il più vicino a Mozart negli ultimi tempi; e come egli stesso dichiarò anni dopo interrogato in merito all'autenticità del manoscritto, probabilmente ebbe anche modo di suonarne insieme al Maestro alcune battute. Il suo apporto fu quello di riordinare in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e di completare i brani totalmente mancanti, rigorosamente in latino, concluso quasi certamente entro la quaresima del 1792. Va fatto notare come nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda tentò mai di accampare diritti di qualsivoglia genere sul capolavoro non figurando alcuno di essi neppure nelle prime edizioni a stampa. Infine esiste una versione, non accettata dalla maggiore parte dei musicologi e critici, secondo cui Mozart non avrebbe nemmeno cominciato a comporre il Lacrimosa e che avesse a malapena definito le parti vocali del Confutatis. Importante poi aggiungere la tesi formulata dal musicologo Piero Buscaroli, avanzando  l'ipotesi che sia rimasto incompiuto non, come vuole la tradizione, a causa della morte del suo autore bensì per una scelta deliberata di Mozart stesso, dovuta alla sua ripugnanza ad adempiere all’ordine contrattuale impostagli dal richiedente che gli impediva di rivendicare la paternità delle sue note. Egli avrebbe ritenuto tale clausola talmente vessatoria da indurlo a non completare la partitura e forse addirittura a meditarne la distruzione lasciandola incompiuta terminando solo il primo episodio (Introitus: Requiem aeternam); ne portò comunque avanti come di consueto la stesura scrivendo solo le parti principali (le quattro voci del coro e dei soli - se presenti - e la linea del basso con la numerica per la realizzazione del continuo all'organo) e indicando di tanto in tanto il motivo tematico dell'accompagnamento ove questo non fosse deducibile dalle altre pagine. Pare solo dopo la sua morte si riuscirà a chiarire il mistero della strana richiesta da parte del conte Franz Walsegg zu Stuppach, un dilettante che possedeva una Cappella privata nella quale soleva eseguire musiche che spacciava per sue, ma che in realtà erano composte da altri. Il Requiem era destinato a servire per le annuali funzioni in suffragio della sua defunta moglie, quindi egli stesso l'avrebbe poi copiato di proprio pugno, scrivendoci «composto dal Conte Walsegg», addirittura dirigendolo successivamente nel dicembre del 1793, nella chiesa cistercense di Wiener Neustadt.

180702_Cesena_01_RequiemDiMozart_GiorgioCasciarriFrancescoElleroDArtegna_phGiorgioBoschi180702_Cesena_02_RequiemDiMozart_RaffaellaBattistiniCristinaKnorren_phGiorgioBoschi

- «Siamo abituati ad applaudirla principalmente sul palco in qualità di “primadonna” nell’ambito di importanti personaggi femminili drammatici…cosa significa emotivamente e artisticamente interpretare una delle voci del Requiem rispetto l’opera del secolo romantico ?» - domando a Raffaella Battistini
«La differenza tra le due tipologie concertistiche è chiaramente enorme e data soprattutto dalle diverse capacità timbriche; nell’800 è importante un soprano lirico dalla massima espressione; come tale la forma esecutiva necessaria è soggetta ad aspetti accademici rigidi, molto diversa ove senza una adeguata preparazione tecnica ed estensione di ottave, risulta impossibile affrontare passaggi considerevoli. Nel Requiem di Mozart abbiamo voci spesso in alternanza e considerando il fatto che il grosso del lavoro è svolto in buona parte dal coro, non rivestire un ruolo emergente lo considero un atto reverenziale nell’ambito del contesto a cui esso è dedicato.»                                                                                                             
- «Tra i momenti di maggiore ispirazione drammatica spicca sicuramente il Lacrimosa di cui Mozart ne scrisse solo le prime otto battute, riuscendo attraverso l'utilizzo di brevi frasi di crome ascendenti e discendenti assegnate ai violini contornate da una scrittura corale di ampio respiro, a creare un effetto di pianto a stento trattenuto, da sempre considerato un banco di prova importante per direttori d'orchestra» - chiedo conferma al M° Lorenzo Bizzarri
«Mozart come ben sappiamo non è mai semplice, soprattutto nell’opera che rappresenta essenzialmente tutta la sua maturità artistica. Per contrasto è la rigorosissima fuga del Kyrie a porre non pochi problemi di precisione ritmica e intonazione al coro, senza per altro cedere di un passo dalla drammaticità che impregna l'intera partitura, come nel Tuba Mirum nel quale la teatralità del compositore si fonde con la sacralità del testo descritto attraverso un sapientissimo utilizzo, prima separato poi unito delle quattro voci soliste coinvolte … personalmente mi ritengo ancora una volta appagato, i musicisti ingaggiati oramai dispongono di un’esperienza enorme riguardo anche la capacità di adattarsi a molteplici direttori spesso dalle intenzioni assai diverse tra loro, rispondendo benissimo senza troppe difficoltà logistiche creando i giusti contrasti,  il crescendo ove previsto…eccetera.»
Intarsi straordinari, esempio di dolore e lirismo hanno fatto onore con superba maestria nel supporto strumentale da parte dell’ Orchestra “Città di Ferrara” - associazione autonoma nata nel 1992 con il sostegno di Claudio Abbado -, per non parlare dell’ottima dinamica da parte del basso Francesco Ellero D'Artegna, il tenore Giorgio Casciarri entrambi dai toni sapientemente “inquietanti” e incisivi insieme a un eccellente contralto Cristina Knorren, assai toccante sin dalle prime battute, dopo l’ Introitus, il Requiem aeternam interamente scritto dal celebre salisburghese, sino alla mirabile conclusione del Communio, Lux aeterna entrambi per coro e gli intensi “soli” della Battistini, scaturendo calorosissime ovazioni.
Per l’immaginario collettivo, Mozart è oramai associato ed emblema del film celebre rimasto (e rimarrà)  sempre nella storia del cinema, "Amadeus" di Miloš Forman (1932-2018) il regista ceco che nel 1984 trovò il coraggio di portare sul grande schermo la vita del compositore salisburghese, unica, irripetibile, persino sovrumana. Enfant prodige per antonomasia, poi anche genio e sregolatezza, spirituale, carnale; in un'esistenza durata appena 35 anni, ha scritto il suo nome a lettere d'oro nel grande libro della storia della musica. Probabilmente, ciò che nei titoli di testa fa sentire la sua mancanza è la dicitura “Film di fantasia: i personaggi e le situazioni mostrati in questa pellicola, sebbene autentici, sono frutto del più sfrenato lavoro di immaginazione degli sceneggiatori”. Al di là della verità storica, dei  tanti, splendidi momenti, il più toccante è il finale, quello che ogni volta commuove non potendo non ricordare le ultime scene, soprattutto quando Mozart sul  letto di morte detta le note del Requiem a Salieri.

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La bacchetta di Lorenzo Bizzarri ha saputo sostenere egregiamente gli episodi liturgici riportandoci alle sequenze del lungometraggio visto da milioni di persone, ove negli anzidetti titoli dal quale è tratto, ossia l’omonima opera teatrale di Peter Shaffer Amadeus, del 1978, a sua volta ampliamento del micro dramma di Aleksandr Sergeevi Puškin, Mozart e Salieri, del 1832, è valido il celebre detto “Se Salieri non ha ucciso Mozart, di sicuro Puškin ha ucciso Salieri”. Purtroppo però non basta: al grande pubblico, ignaro della natura dei testi ai quali, direttamente o indirettamente, nel film andava doverosamente indicato l’intento del tutto antistorico e altamente fantasioso connesso con la finzione diegetica. Il non averlo fatto ha ingenerato, nei decenni, un’infinita serie di nuove false credenze e convinzioni, miti ai quali la pubblica opinione continua, grazie alla potenza del mezzo cinematografico, ancora oggi acriticamente a incrementare essendone fortemente influenzata. Ma il film fu comunque un successo trionfale, conquistò ben otto premi Oscar, quattro Golden Globe e innumerevoli altri riconoscimenti. Discutibile, irreale, frutto di una leggenda, fece breccia soprattutto in una platea che di solito nei confronti della musica classica rimane spesso disinteressata.
Forman non era un musicista, ma di Mozart aveva capito la cosa più importante: prima di essere un genio, era un uomo. Come nasce l'ispirazione musicale? Non lo sa nessuno. Un po' mestiere, concentrazione, creatività... Miloš Forman ci ha dato però la sua versione: semplicemente indimenticabile.

Crediti fotografici: Giorgio Boschi
Nella miniatura in alto: Giovanni Battistini
Al centro: Giorgio Casciarri (tenore) e Francesco Ellero D'Artegna (basso); Raffaella Battistini (soprano) e Cristina Knorren (contralto)
Sotto: le acclamazioni finali in una bella istantanea di Giorgio Boschi






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Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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