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Napoletana di Roma č stata insignita del prestigioso Premio Frescobaldi 2018

Cinzia Forte ieri oggi domani

intervista di Athos Tromboni

Pubblicato il 18 Aprile 2018

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e romana di adozione; ha iniziato gli studi musicali all'età di cinque anni sotto la guida del padre. Ha proseguito gli studi al Conservatorio e, contemporaneamente agli studi classici, si è diplomata in Pianoforte e Canto Lirico. All'avvio di carriera ha vinto numerosi concorsi internazionali tra cui il "Giacomo Lauri Volpi" di Latina e il "Belli" di Spoleto.
Dopo il debutto, avvenuto al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, la sua carriera è decollata al punto che anno dopo anno si vede invitata dai più prestigiosi teatri e istituzioni concertistiche internazionali.
La sua vocalità è quella del soprano lirico di agilità, applaudita nelle opere di belcanto e particolarmente apprezzata per le sue interpretazioni di Violetta in La traviata e Gilda nel Rigoletto di Giuseppe Verdi; ha poi aggiunto nuovi ruoli al suo repertorio quali la Contessa d'Almaviva in Le Nozze di Figaro di Mozart, Desdemona in Otello di Verdi e Anna Bolena nell'omonima opera di Donizetti. Il suo repertorio conta circa 90 ruoli debuttati, e comprende tutto il repertorio oggi eseguito di autori quali, oltre quelli citati, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Charles Gounod e Jules Massenet. Collabora da anni con direttori d’orchestra di fama internazionale.
Nella sua carriera ha ricevuto tanti riconoscimenti da Circoli e Associazioni musicali italiane e straniere, ultimo dei quali il prestigioso "Premio Frescobaldi 2018" che le sarà conferito il 29 aprile dal Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara.
Ecco adesso l'intervista:

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Cinzia Forte, lei sta lavorando molto, come docente, con tanti giovani cantanti. Non le pesa rinunciare a qualche scrittura allettante per dedicarsi all'insegnamento?
Fino ad oggi sono riuscita a far conciliare le due attività senza che l’una soffrisse dell’esistenza dell’altra.
Amo molto lavorare con i giovani perché provo altrettante soddisfazioni nel prepararli e avviarli alla carriera.
E’ un modo per continuare a cantare attraverso le loro voci, attraverso una gamma espressiva amplificata dalla varietà dei registri e dei timbri. Ho sempre avuto attitudine all’insegnamento: mi sono diplomata in pianoforte e molto presto ho cominciato a insegnare per preparare i ragazzi fino al diploma.
Successivamente mi mantenevo agli studi di canto impartendo lezioni ai cantanti dei numerosi cori romani.

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Ci descriva l'emozione che provava quando giovanissima ha debuttato a Spoleto
Svolgo l’attività di cantante da quasi trent’anni ma il debutto in teatro è avvenuto appunto a Spoleto nel 1991.
Sono stati due anni bellissimi e densi di incontri artistici importanti, di soddisfazioni e ovviamente anche di sacrifici. Il mio rapporto con la musica è iniziato molto tempo prima con il pianoforte ma quando sono salita per la prima volta sul palcoscenico e ho sentito il calore del pubblico, ho capito che quella sarebbe stata la mia strada.
Adesso ci dica qual è l'emozione che prova quando va in scena oggi, che è in splendida carriera. È diversa o è sempre la stessa?
Salire sul palcoscenico è sempre una grande emozione, guai se non fosse così. Ovviamente i primi applausi e i primi debutti rimangono impressi anche perchè aiutano a credere nelle proprie qualità e a dare l’avvio alla carriera. Ma l’emozione prima di entrare in scena  è sempre la stessa, anche perché ogni serata è diversa dall’altra e il pubblico cambia sera dopo sera. Ogni giorno dobbiamo rimetterci in gioco. Questa è la magia del teatro.
A lei viene riconosciuta una notevole cura nell'uso della tecnica nel canto lirico: in percentuale, quanto conta secondo lei la tecnica e quanto la spontaneità interpretativa nell'affrontare un ruolo?
La tecnica e l’interpretazione sono le facce di una stessa medaglia e nel canto non possono essere separate. L’una esiste in funzione dell’altra. La spontaneità interpretativa, senza una tecnica che la sostenga, è destinata ad esaurirsi in poco tempo. Apprendere la tecnica, invece, significa diventare padroni dello strumento per poter rendere appieno le emozioni della musica e del personaggio.
Inoltre la  tecnica fa sì che la riuscita di una performance non sia casuale. Questo significa essere artisti professionisti.
Quali sono i personaggi che le hanno dato maggiore soddisfazione?
Ho interpretato oltre un centinaio di ruoli e ognuno di essi mi ha lasciato qualcosa. Anche quello che all’inizio mi sembrava distante. Amo di più quei ruoli che sono più adatti alla mia voce e che, per questo motivo, ho cantato più spesso: alcuni tra questi sono il personaggio di Violetta de La Traviata, quello di Lucia di Lammermoor, di  Susanna delle Nozze di Figaro. Ultimamente ho aggiunto al repertorio  ruoli più lirici come quello della Contessa altro personaggio fondamentale delle Nozze di Figaro; poi quello di Anna Bolena, di Desdemona dell’Otello e di Alice del Falstaff di Verdi, di Cio cio San della Madama Butterfly di Puccini.
Il ruolo di Corinna, la poetessa del Viaggio a Reims di Rossini, invece, mi è particolarmente caro perché nel 2001, grazie al successo di critica e di pubblico ottenuto, mi aprì le porte dei teatri spagnoli dove ho cantato molto negli anni successivi.

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Qual è un personaggio che non ha mai interpretato e che le piacerebbe affrontare?
Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea e Nedda dei Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo.
Si sente più portata per un ruolo d'opera buffa, per esempio Elisir o Turco in Italia, o per i ruoli tipici del melodramma romantico?
Ho iniziato con i ruoli di carattere brillante assecondando la giovane età e la natura vocale, agile ed estesa verso l’acuto. Come dicevo, accanto a quei ruoli ne ho aggiunti altri più lirici, particolarmente adatti oggi alla voce e alla personalità più matura.
Qual è il teatro internazionale che l'ha chiamata e lei non se l'aspettava?
Il Teatro Liceu di Barcellona. Mi chiamò a interpretare il ruolo di Lisetta nella Gazzetta di Rossini: imparai la parte in poche settimane di prove e fu un’esperienza indimenticabile non solo per il successo ricevuto ma anche per l’amicizia con i colleghi e con il grande Dario Fo, che ne curava la regia. Dopo qualche mese fummo chiamati a ripetere l’esperienza al Rossini Opera Festival di Pesaro, dove avevo già cantato.
Qual è il teatro internazionale dove ancora non ha cantato e se la chiamassero accetterebbe felice?
Il teatro Metropolitan. Nonostante abbia girato il mondo in lungo e in largo, non sono mai stata a New York.
Veniamo ai giovani che lei sta preparando: cosa cerca di trasmettere loro, al di là della tecnica di canto?
Oltre alla disciplina, all’amore per lo studio e alla capacità di sacrificarsi per raggiungere gli obiettivi è molto importante non perdere quell’umiltà che ci consente di crescere sempre. E’ facile sentirsi arrivati quando si è giovani. Con loro lavoro anche per far emergere quella sana individualità ed esuberanza che rende protagonisti assoluti sulla scena mentre cerco di prevenire le manifestazioni divistiche, oggi del tutto anacronistiche. Bisogna saper stare in palcoscenico e rispettare il lavoro di tutti.
Quando uno dei suoi allievi è chiamato a un debutto importante, lei partecipa emotivamente (oltre che, quando possibile, personalmente) o mantiene l'aplomb dell'insegnante che non deve mostrare le proprie emozioni?
Quando i ragazzi ricevono un premio o una scrittura, gioisco con loro ma allo stesso tempo desidero che considerino queste soddisfazioni  un punto di partenza e non di arrivo. Cerco di incitarli a fare sempre meglio, motivandoli ma rimanendo con i piedi per terra. L’insegnante di canto per certi versi è paragonabile all’allenatore sportivo perché nel canto c’è una grossa componente atletica.
Ci racconti adesso di una delusione che l'ha turbata durante la sua attività
Non mi viene in mente una delusione professionale che mi abbia particolarmente segnato, forse perché tendo a guardare avanti e a buttare alle spalle le negatività. Sarei più fragile se le delusioni avvenissero sul piano dei rapporti umani...
Ci parli del babbo, che sembra avere avuto un'importanza fondamentale nella sua formazione artistica e nel carattere personale di Cinzia Forte
Mio padre  è stato determinante soprattutto all’inizio del percorso che mi ha portato alla musica, prima avviandomi allo studio del pianoforte e successivamente alla lirica, essendo lui stesso un appassionato che ha studiato musica e canto. Non si è dedicato alla carriera, avendone già in corso un’altra, ma il canto è stato il  leitmotiv della sua vita. Lo è ancora se si pensa che oggi, a 85 anni, non rinuncia, quando si presenta l’occasione, a cantare presso i circoli lirici di Roma. Fino a qualche anno fa mi ha seguito nei miei viaggi e mi ha sempre sostenuto elargendo consigli.
Come considera oggi la critica musicale? Serve o non serve?
Quando il giudizio dell’esperto è costruttivo e aiuta a migliorare l’artista, credo che sia molto utile e importante. Il critico ha una grande responsabilità verso il pubblico che legge e verso l’artista che giudica. Per questo sono importanti la professionalità e l’esperienza, al pari di quella che si richiede all’artista che viene giudicato.
Come considera le cosiddette "regie moderne"? Favorevole o contraria?
Sono d’accordo quando si rispetta la musica e quando l’opera si svolge mantenendo una logica narrativa. Per apportare elementi innovativi nell’opera bisognerebbe prima di tutto conoscerla e amarla. Mi sono spesso imbattuta in registi estranei al mondo operistico e insensibili alla musica, che tenevano conto soltanto del libretto. L’opera è altra cosa rispetto alla prosa. La musica segna una traccia ben precisa dalla quale ci si può allontanare solo se la si conosce, nel rispetto del compositore e del libretto stesso.
Se le proponessero una parte per un'opera contemporanea, dove la musica è più afferente la matematica che non la melodia, e il successo di pubblico non è garantito, cosa risponderebbe?
Non mi sono mai posta nei confronti della musica con dei preconcetti riguardo al periodo storico. Esiste musica buona e cattiva. Ho preso parte a concerti e produzioni di musica contemporanea. Per evitare sorprese cerco sempre di ascoltare altri lavori del compositore prima di accettare, altrimenti, quando si entra nel campo della sperimentazione si rischia di dover piegare la voce a scritture ineseguibili, che sono dei veri e propri attentati alla salute vocale e… alla pazienza degli  ascoltatori. Tra le cose più interessanti che ho eseguito in questo repertorio, senza dubbio  metterei al primo posto la Phedra di Henze, ma parliamo di un compositore che è già entrato a pieno titolo nella storia della musica.

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Quali sono gli impegni futuri?
Oltre ai ruoli già cantati ho in programma alcuni debutti, tra cui Amelia in Un ballo in maschera di Verdi, Mimi ne La Boheme e Liù in Turandot di Puccini. Mi sto dedicando molto alla concertistica. Ho appena eseguito le Sette Romanze di Shostakovich al Teatro di San Carlo di Napoli e prossimamente sarò impegnata in una serie di concerti dedicati a Gioachino Rossini, precisamente ai Péchés de vieillesse insieme al famoso musicologo e critico musicale Sandro Cappelletto, che curerà degli intermezzi in prosa, scritti e recitati da lui stesso.

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Ringraziamo Cinzia Forte della disponibilità e le auguriamo, a nome anche di tutta la redazione, un prosieguo di successi e soddisfazioni. Meritati.

Crediti fotografici: Roberto Ricci (Parma), Foto Piccinni (Treviso), Ramella & Giannese (Torino), Amati Bacciardi (Pesaro), Maurizio Brenzoni (Verona), Marco Caselli Nirmal (Ferrara), Fabio Parenzan (Trieste), Priamo Tolu (Cagliari), Photo Croisier (Liegi)
Nella miniatura in alto: un'intensa espressione di Cinzia Forte
Sotto in sequenza: in Le Nozze di Figaro (ruolo della Contessa) a Napoli; in La Traviata a Liegi; in Il turco in Italia a Treviso; con Cesare Catani in La Traviata a Parma; con Giuseppe Filianoti in Medea (ruolo di Glauce) a Torino; con Lorenzo Regazzo in La Gazzetta a Pesaro; con Vincenzo Taormina ed Elena Borin in L'elisir d'amore a Verona
Al centro in sequenza: ancora in Il turco in Italia a Ferrara e in L'elisir d'amore a Verona; in Le nozze di Figaro (ruolo di Susanna) a Napoli; in Orfeo ed Euridice a Trieste; con Simone Alberghini in Adelina a Pesaro; in Otello di Verdi a Cagliari
Sotto: con Anne Catherine Gillet, Mario Cassi e Wiard Witholt in Le nozze di Figaro a Liegi
In fondo: ancora nel ruolo di Violetta Valery in La Traviata a Parma (con Cesare Catani)






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Opera dal Nord-Est
Don Pasquale viticoltore veronese
servizio di Simone Tomei FREE

190304_Vr_00_DonPasquale_AlviseCasellati_FotoEnneviVERONA - Donizetti comico...o forse melanconico quello che racconta le avventure di un signorotto attempato, rispondente al nome di Don Pasquale da Corneto, che vorrebbe ammogliarsi. Temi ilari, situzioni grottesche, ma come succede spesso, il compositore bergamasco sa trarre dai libretti, anche quelli più "leggeri", una vis piena di
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Opera dalle Isole
Ottima "Favorite" in stile antico
servizio di Salvatore Aiello FREE

190228_Pa_00_LaFavorite_SoniaGanassi_phFrancoLanninoPALERMO - Altro appuntamento per la Stagione 2019 del Massimo con La Favorite di Gaetano Donizetti, per la prima volta sulle scene del capoluogo siciliano nell’edizione critica di Rebecca Harris Wallick. L’opera donizettiana, grand-opéra,dopo alterne vicende nella produzione del bergamasco, vide la luce a Parigi nel 1840, la capitale
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly torna con successo
servizio di Simone Tomei FREE

190227_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoIvanCiampa_MicheleMonasta_SA91975FIRENZE - Quando un'emozione ha conquistato il tuo cuore  sorge spontaneo il desiderio di poterla rivivere; talvolta l'occasione che si ripresenta porta in sé minori aspettative perché epurate dell'effetto sorpresa, ma può accadere che la repetita sia foriera di rinnovate soddisfazioni ed elementi di interesse tali da rinverdire quel ricordo un
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Opera dal Centro-Nord
Ottime Nozze di Figaro
servizio di Attilia Tartagni FREE

190226_Ra_00_NozzeDiFigaro_ErinaYashima_phAngeloPalmieriRAVENNA - Dopo Così fan tutte (2017) e Don Giovanni (2018), il 22 e 24 febbraio 2019 è approdata al Teatro Alighieri di  Ravenna l’opera “Le nozze di Figaro”, prima della trilogia scaturita dalla collaborazione fra il librettista Da Ponte e il musicista Mozart e allestita in coproduzione fra il teatro ravennate, il teatro Coccia di Novara e il Festival di Spoleto.
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Opera dal Centro-Nord
Un po' troppo scolastica la Lucia...
servizio di Simone Tomei FREE

190223_Lu_00_LuciaDiLammermoor_SarahBaratta_phAndreaSimiLUCCA - Il Teatro del Giglio di Lucca prosegue la sua programmazione stagionale con la messa in scena della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in un allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con l'Opéra Nice Côte d'Azur.
"… Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia
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Ballo and Bello
Ballando Cohen
servizio di Attilia Tartagni FREE

190223_Ra_00_BJM_LeonardCohenRAVENNA - “Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore” affermava il canadese Leonard Cohen, poeta prestato alla canzone d’autore scomparso nel 2017. La danza della compagnia canadese Les Jazz Ballets de Montréal  fondata nel 1972 e diretta dal 1998 da Louis Robitaille, scorre innervata dalla sua arte, solida come
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Opera dal Nord-Ovest
Entusiasmante Simon Boccanegra
servizio di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_SimonBoccanegra_AndriyYurkevychGENOVA - Prima di parlare del Simon Boccanegra d Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice di Genova (dove ho avuto il piacere di seguire entrambi i cast), vorrei proporvi un “monologo” proprio su quell’opera di Giuseppe Verdi. La voce è quella di Giorgio Strehler, che narra le proprie impressioni in qualità di regista del celebre allestimento scaligero
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Personaggi
Ludovic Teziér a tutto campo
intervista a cura di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_LudovicTezier_phA.BofillGENOVA - Per chi ama la musica e l’opera ogni partenza verso una nuova avventura teatrale porta in seno tanti diversi stati d’animo (attesa colma d’entusiasmo, paura di un’eventuale delusione, aspettative e supposizioni personali), sui quali vince però, senza dubbio, il piacere di far qualcosa che è parte fondamentale della propria vita e che nutre
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Pagina Aperta
Un dittico insolito per Firenze
servizio di Mario Del Fante FREE

190220_Fi_00_CavalleriaRusticana_AngeloVillariFIRENZE - In attesa di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, abbiamo assistito a Un mari à la porte di Jacques Offenbach, compositore nato a Colonia il 20 giugno 1819 che si traferì a Parigi, studiò in quel Conservatorio, mise in scena un centinaio di operette e divenne un beniamino del pubblico che apprezzava molto quel genere del quale
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Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone.
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Opera dal Centro-Nord
Un marito alla porta. Un amante ammazzato
servizio di Simone Tomei FREE

190212_Fi_00_UnMariALaPorte_CavalleriaRusticana_ValerioGalliFIRENZE - Il tema delle “corna” (e, in generale, dell’infedeltà più o meno celata) è sempre stato molto in voga nel repertorio melodrammatico, facendo degli intrighi amorosi uno degli elementi portanti nelle trame operistiche. Elementi che talvolta fanno rima con puro divertimento, talaltra diventano fattore drammatico, oltre che drammaturgico.
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