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Nostra intervista al direttore artistico della rassegna del Teatro Olimpico che partirā il 31 agosto

Il Castello di Vicenza in Lirica

intervista di Simone Tomei

Pubblicato il 28 Agosto 2019

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più antico del mondo. Dal 2017 (anno in cui ha firmato la regia dI L’Orfeo di Monteverdi, sempre all’Olimpico) Castello è presidente e custode dell’Archivio Storico Tullio Serafin, la cui omonima associazione ha istituito nel 2018 le celebrazioni ufficiali per il 50° anniversario della morte del grande direttore d’orchestra, alle quali hanno aderito i più celebri teatri e varie istituzioni musicali internazionali. In virtù dell’omaggio a Serafin, Andrea Castello ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica e tenuto conferenze in diversi teatri, inclusi il Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma e la Scala di Milano. L’emozione della musica appena ascoltata e il comune amore per il bello ci hanno così condotto in un bar del Liston di Piazza Bra per una piacevole chiacchierata.

Chi è Andrea Castello per il Festival Vicenza in Lirica?
Spero vivamente di essere un professionista che mette la propria passione a disposizione degli artisti e la propria esperienza a servizio del pubblico e della città. Il tutto inteso come crescita culturale e professionale.

E cos’è Vicenza in Lirica per Andrea Castello?
La mia creatura! La realizzazione del sogno di organizzare un festival in una città che amo e di vedere sia tanti giovani artisti debuttare in uno dei teatri più belli al mondo, sia i grandi nomi della lirica arrivare in città per il festival. Nonostante non manchino le difficoltà, Vicenza in Lirica sta crescendo e spero un giorno cammini da sola.

Quando è iniziata questa avventura?
Nel 2013 con una master class alle Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari, grazie alla fiducia della sua coordinatrice Elena Milan. L’anno seguente, complice il piccolo intervento del Comune, abbiamo aggiunto qualche concerto e da allora il programma è in continua evoluzione con concerti, opere, corsi, workshop e opera studio, ma sempre tenendo presente le nostre possibilità. Le prospettive sono tante perché amo sognare e, se si è determinati, è possibile realizzarle nel rispetto della musica e della cultura.

Quali sono lo spirito e gli obiettivi del Festival?
Lo spirito è quello di formare un “gruppo” utile agli artisti che vi debuttano, siano essi cantanti, orchestrali o altre figure impegnate nelle produzioni. Ahimè, a volte non ci riesco, ma non lo vedo come una cosa negativa, bensì come un insegnamento sul non essere precipitoso nelle scelte e sul distinguere l’amicizia dal lavoro. L’obiettivo principale rimane comunque il produrre spettacoli di alto livello, di formare, di comunicare e, naturalmente, di creare ponti culturali senza chiudersi nel proprio orticello con dei muri ben delineati… La musica è vita, anzi è una Dea meritevole di rispetto.

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Quest'anno Vicenza in Lirica inizia con “l’ultimo dei Péchés de vieillesse” di Gioachino Rossini: la Petite Messe Solennelle.
Un sogno, un grande sogno. Il mio più grande desiderio era quello di portarla al Teatro Olimpico proprio con questo cast (in cui spiccano i nomi di Barbara Frittoli, Sara Mingardo e Michele Campanella) e con la Schola San Rocco... e ci sono riuscito! È la prima volta all’Olimpico che si esegue la Petite Messe Solennelle con interpreti di questo livello. Poi la Petite ce l’ho nel cuore: l’ho cantata molte volte, quando il canto per me poteva essere un lavoro.

Perché poteva?
Il canto ha bisogno di studio continuo. Alle audizioni si capisce subito chi studia costantemente e chi no. Non basta avere solo la bella voce, tanto meno avere un bel corpo (un moda che durerà ancora poco), bisogna studiare ogni santo giorno sia la tecnica, sia l’opera, documentarsi del periodo storico e così via.La prestanza fisica è l’ingrediente fondamentale per quelle carriere fulminee che durano pochi anni (oltre che per alcuni registi), un po’ come i profumatori per ambienti: all’inizio buonissimi ma che si consumano rapidamente, se non subito, quando vengono aperti ed esposti del tutto. Lasciamo la voce alla sua evoluzione naturale, aiutandola con il repertorio indicato all’età e uno studio ben seguito: i modelli facciano le sfilate, i cantanti cantino.

Dopo Rossini, ci sarà il Barocco con La Diavolessa di Baldassarre Galuppi.
Un’altra sfida dopo Polidoro di Antonio Lotti, eseguito in prima assoluta nel Festival 2018. Il nostro Veneto nasconde tante pagine di musica straordinaria: una l’abbiamo ascoltata l’anno scorso, una l’ascolteremo quest’anno. La Diavolessa è un’opera buffa con libretto di Carlo Goldoni e musica di Baldassarre Galuppi (entrambi veneziani, come Lotti), proposta in nuova revisione di Franco Rossi e Francesco Erle. Siamo stati onorati anche dal patrocinio del Teatro La Fenice. Alla regia avremo il grande Bepi Morassi, mentre i costumi sono stati ideati da Carlos Tieppo, direttore dell’Atelier della Fenice. Non solo un grande sinergia con persone straordinarie, ma anche riconoscenza verso il festival e verso di me. Vorrei se ne parlasse di più: è un bell’omaggio alla cultura della nostra Vicenza.

Ci parli del progetto dell’Elisir d’amore con il liceo Corradini di Thiene?
Come ogni anno, il Festival potrà contare su produzione giovanile, nata grazie al Laboratorio Musicale dell’Istituto musicale di Thiene (diretto dal Maestro Alberto Spadarotto) in collaborazione con l’orchestra “Crescere in musica”, diretta dal Maestro Sergio Gasparella del Liceo Corradini di Thiene. Quindi un’altra bella collaborazione con una città limitrofa e con tanti giovani artisti volenterosi che meritano di essere premiati attraverso il teatro. I solisti sono stati scelti dal Concorso Lirico Tullio Serafin (che ho organizzato a Cavarzere con l’Archivio storico Tullio Serafin, di cui sono presidente), mentre altri due cantanti arrivano dall’Accademia del Teatro alla Scala grazie alla grande disponibilità e sensibilità del Maestro Toni Gradsack. L’elisir verrà poi replicato al Comunale di Thiene, grazie all’intervento lodevole del Comune di Thiene.

Infine ci sarà l’appuntamento con il celebre basso Ferruccio Furlanetto.
Altro mio sogno da circa 15 anni: organizzare un recital con Furlanetto. Una grande persona, che ha debuttato 45 anni fa a Lonigo, Comune in provincia di Vicenza che vanta un bel teatro. Sarà un’altra serata memorabile, con un repertorio che già mi emoziona.

Un programma culturalmente vasto, denso di suggestioni e grandi obiettivi. Non avrai fatto il passo più lungo della gamba?
Assolutamente no. Altrimenti sarei sommerso dai debiti, ma così non è. Certo non ho un guadagno e questo mi porta ad avere ansie continue, che però fanno parte del “gioco”. Se vedo che non ho le coperture per fare il programma “sognato”, taglio, a volte anche dopo essere andato in conferenza stampa, ma sempre nel rispetto del pubblico. Non taglio mai a biglietteria aperta e spero che mai possa succedere perché significherebbe che in corso d’opera (tanto per stare in tema) qualcuno mi ha voluto fare del male. Amo il mio lavoro e purtroppo, o per fortuna, non amo il mio portafoglio. Forse dovrei farmi più furbo? Non credo, chi bene semina bene raccoglie e se arriva la tempesta per cause avverse e imprevedibili, so che dopo c’è sempre il sole…

Di cosa vive e si nutre questo Festival?
Naturalmente del Comune di Vicenza, sensibile al festival, e che spero continui a crescere con me. Vive anche della Regione Veneto (che dall’anno scorso ci sostiene), delle Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari (che hanno sempre creduto in noi, nonché sede museale di Intesa Sanpaolo) e di Confartigianato Vicenza. Da quest’anno il Festival può inoltre contare sul supporto della Fondazione Cariverona, grazie al Bando Cultura 2019, e della Fiera Oro di Vicenza, conosciuta in tutto il mondo. Vicenza in Lirica vive di tutti gli sponsor, i partner e le collaborazioni che sostengono il festival e che spero continuino a farlo, sensibilizzando anche altre realtà. E vive anche di semplici famiglie, che donano borse di studio e alloggio agli artisti, nonostante in questo ambito ci sia ancora molto da fare per abituare le persone all’idea di ospitare i musicisti, una pratica molto diffusa all’estero, ma poco utilizzata in Italia. Non voglio dimenticare nessuno e proprio per questo sul sito abbiamo creato una pagina apposita, dedicata a chi ha dato un contribuito. A tutti loro va il mio grazie.

So che hai molti contatti e cerchi di sinergie con le varie realtà del territorio. Ma quanto è difficile?
Non so se definirlo facile o difficile, credo piuttosto che sia impegnativo come tutte le cose a cui si tiene. Io parlo e scrivo molto perché voglio spiegare quanto sia utile sostenere un festival di questo tipo, che sta crescendo di anno in anno. Non mi stancherò mai di farlo. Forse al primo impatto mi vedono come un po’ presuntuoso o un sognatore illuso, però poi, con il passare del tempo, molti ritornano chiedendomi scusa e sostengono il festival. Ho molti contatti è vero, ma viaggio anche tanto e chiedo sempre “permesso” bussando alla porta.

Cosa vuol dire fare un Festival di qualità e come ci si arriva?
Ci si arriva viaggiando molto e senza avere paura di imparare dagli altri, a patto però che abbiano seria professionalità e competenze. Ci si arriva anche dicendo dei “no” e prendendo decisioni che, a volte, possono fare male, perché io comunico dicendo le cose in modo diretto, forse pure troppo. Fare un Festival di qualità significa dare opportunità, significa innovazione (ossia portare titoli nuovi senza avere paura del “cassetto” che potrebbe soffrirne), significa dialogo, significa scambio. Fare un Festival è un valore aggiunto per la città e il territorio e – perché no? – anche per me stesso e per i giovani artisti.

Ti immagineresti lontano da questa realtà?
Chi lo sa? La vita è sempre una strada in continuo prosieguo, con gli ostacoli che servono a renderci più forti. Non è che mi immagino lontano da qui, solo non posso fare a meno di sognare anche altre realtà, sperando però che il Festival continui grazie a coloro con cui sto seminando. Sono distante anche dal mio paese natale, Cavarzere, ma cerco di sostenerlo come posso attraverso qualche evento, sempre di alto livello.

Gli obiettivi per il 2020?
Il 2020 sarà  sicuramente un anno di cambiamento, ma sempre con l’attenzione rivolta al pubblico che ci segue, alla formazione e al dare opportunità ai giovani artisti, che arrivano in città per perfezionarsi e debuttare insieme ai grandi nomi della lirica.

Desideri?
Tanti: sono già il primo frutto dei sogni, poi arriva la realtà. Vorrei che il festival diventasse itinerante, anche per abbattere costi e dare maggiori opportunità agli artisti. Con questo non voglio invadere il terreno altrui (che a volte viene difeso con gesti poco nobili), ma portare dei fiori per arricchire il giardino degli altri, abbattendo le mura di cinta e creando ponti culturali.

Hai qualche riga per invogliare i lettori a venire a Vicenza e godere delle proposte del Festival… Sei pronto? A te la penna.
Vicenza è fantastica e, essendo una città Palladiana, offre una moltitudine di siti culturali da visitare. Oltre a partecipare al Festival la sera, chi vuole può trascorrere due giorni a Vicenza tra musei, palazzi, buoni ristoranti e negozi. Cercate le vetrine allestite a tema Vicenza in Lirica e troverete agevolazioni per l’acquisto dei biglietti teatrali (altra bella forma sinergica). E poi credo che il cartellone parli da solo: un’offerta d’alto livello (dalla logica di programmazione alla caratura degli artisti) con biglietti alla portata di tutti. W la musica, W Vicenza, W Vicenza in Lirica e grazie a tutti, dai miei collaboratori al pubblico, dai grandi artisti, ai giovani che vi debuttano. Grazie.

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In attesa di Vicenza in Lirica (che aprirà i battenti il  prossimo 31 agosto 2019 con la Pétite Messe Solennelle), auguro ad Andrea Castello una stagione foriera di grandi numeri e di soddisfazioni artistiche, ringraziandolo per quanto ha voluto condividere con noi.
Un ringraziamento ad Angela Bosetto e Silvia Campana per i preziosi suggerimenti.

Crediti fotografici: fotografie fornite dall’Artista
Nella miniatura in alto: il direttore artistico di Vicenza in Lirica, Andrea Castello
Al centro in sequenza: ancora Andrea Castello in due istantanee scattate al Teatro Olimpico e Venezia (Teatro La Fenice)
Sotto: foto di scena dall’opera Polidoro di Antonio Lotti, allestita nel 2018






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Matrimonio per burla e per amore
servizio di Valentina Anzani FREE

190804_MartinaFranca_00_MatrimonioSegretoMARTINA FRANCA (TA), 3 agosto 2019 – Il principale titolo buffo del 45° Festival della Valle d’Itria è stato Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, spettacolo con regia, scene e costumi di Pierluigi Pizzi, che è risultato molto divertente per il concorso di tutti gli interpreti, molto apprezzati sia sul piano vocale sia sul piano attoriale.
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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