Diari dei Cronisti

Diario di Simone Tomei

Ottima esecuzione al Festival Verdi della celebre pagina sacra del Cigno di Busseto

Un Requiem dedicato...

di Simone Tomei

Pubblicato il 20 Ottobre 2017

171020_Pr_00_RequiemVerdi_DanieleCallegariPARMA - Ogni volta che ascolto il Requiem di Giuseppe Verdi mi sovviene alla mente questa mirabile pagina tratta dal libro di Ferruccio Ulivi dal titolo "Manzoni": «La mattina del 30 maggio, a un’ora quasi antelucana, una carrozza si fermò davanti al Cimitero Monumentale di Milano. Al rumore sullo sterrato, e al fermarsi, un custode uscì a guardare. Era una carrozza privata. Qualcuno venne fuori. Il personaggio (che tale sembrava), un uomo alto e maturo, dalla redingote col bavero tirato fino alla bocca, si fece avanti e spinse il cancello. Il custode gli venne incontro. “Dov’è la tomba?...”, domandò quello, come se l’altro potesse intendere, senza bisogno di aggiungere il nome. L’uomo capì, e in silenzio lo precedette. La sistemazione era avvenuta in via provvisoria in una delle cappelle entro un portico a destra, e qui il custode ebbe un cenno alla tomba dove si accumulavano corone con scritte e fiori, e si ritirò discretamente, senza perder d’occhio la scena. Il personaggio dall’abito scuro rimase un attimo in piedi, poi, tenendo nella sinistra il cappello, si inginocchiò. Fu in quel momento che il custode, di colpo, lo riconobbe: era Verdi. La tomba indicava scritto il nome di Manzoni. A perdita d’occhio, tra i fastigi marmorei che finivano in fregi monumentali, pesava la caligine del tempo. L’aria impietosa malgrado la stagione non era promettente. Con qualche folata arrivavano odori di fiori fradici e di sterpi. Verdi stava ora con la fronte sulla mano. La sosta si protraeva per un tempo incredibilmente lungo. Il custode si era immaginato che piangesse o apparisse in qualche modo turbato. Vide invece che la faccia aggrottata, dalla barba più biancheggiante che grigia, era, come poc’anzi, severamente immota. Semmai, sembrava ancora più immerso nei pensieri. Era palese che un colloquio, con le emozioni che comportava, si verificava in modo del tutto privato tra i due, il morto e il vivo. Bisognava eventualmente essere attento a intervenire, un lume, una corona che si debba spostare… Il silenzio di quei luoghi, pensava Verdi, non è uguale a nessun altro, e la musica che vi s’installasse somiglierebbe, per l’opposto, all’improvviso tacere in una festa da ballo. Sarebbe, s’intende, una musica senza corpo, un’anima in pena, disperata di non potersi mescolare alle passioni di chi vive. Forse, vi si potrebbe trovare un anticipo delle trombe del Giudizio… Quando si accorse che era ripreso a piovere, e che era tempo di risalire in carrozza dove due amici discreti stavano ad aspettarlo. Come segno di attenzione il custode ritenne di precedere il visitatore, e si mosse per schiudergli il cancello. Dopo che ne ebbe in mano una moneta, e dopo un cenno di saluto, lo vide farsi in mezzo alla strada. La carrozza, riapparsa, venne avanti. Si era avvolto di nuovo il bavero intorno alla gola, con una premura, venne in mente al custode, che faceva pensare a un cantante. La carrozza ripartì.»

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Questa volta ho ascoltato il Requiem con uno spirito diverso che non è per nulla legato alla Fede, bensì legato alla mia idea di spiritualità che, con l'immersione nella sublime bellezza di certe pagine, non può che scaturire in maniera forte ed emozionante. E questa volta non sono mancati nemmeno motivi personali a ravvivare questa forte ed emozionante partecipazione alla misticità del momento: la scomparsa di mia madre pochi giorni prima del mio viagio a Parma, e la dedica da parte di un artista sul palcoscenico del proprio canto alla sua memoria, sono stati elementi di forte emozione per questa trasferta musicale che oltre alla motivazione intima che mi legava alla serata ha trovato grande piacere nell'ascoltare un'esecuzione mirabile di quello che ritengo uno dei capolavori più alti di musica sacra, mai composti.
Una quaterna di solisti hanno omaggiato con intima partecipazione questa partitura regalandoci ognuno dei momenti di intensa emozione e di grande professionalità.
Il soprano Anna Pirozzi ha saputo emozionarci durante tutta l’esecuzione - specie nel brano solistico finale Libera me domine - mettendo in campo una vocalità ben tornita e salda capace di "aggredire" le note più veementi e di "accarezzare" quelle più suadenti con una elegante istrionicità; non ha mancato anche nei pezzi di assieme e nel meraviglioso duetto del Recordare, di donarci un canto elegante, sempre ben misurato e mai anonimo.
Non è stata da meno il mezzosoprano Veronica Simeoni che con un bellissimo timbro brunito si è distinta per un'emissione sempre morbida e vellutata anche nelle pagine più intense, non mancando di mettere in rilievo un'ottima cavata di suono e una capacità sempre ben ferma di gestire i fiati con pregevole legato e grande gusto interpretativo facendo a tratti "parlare e pregare" anche il corpo; mi emoziona sempre molto il Liber Scriptus perchè ritrovo in quelle note le caratteristiche mirabili dei mezzosoprani verdiani e qui la nostra interprete ha trovato il modo di cogliere appieno le intenzioni del compositore interagendo con grande maestria con il coro e con l'orchestra.
Alla destra del palcoscenico gli interpreti maschili hanno saputo ben bilanciare la bravura di quelli femminili sia per il fatto di aver saputo ben interagire nelle mirabili pagine di assieme, sia per aver trovato una personale ed originale vis interprerativa nei momenti solistici.
Il tenore Antonio Poli, del quale ho ascoltato per la prima volta la voce, mi ha colpito per la sua freschezza vocale e per la sua capacità di sapersi adattare alle varie esigenze della partitura; se nell'Ingemisco si passa da momenti intensi e pressanti ad altri più eterei e meditativi, sicuramente nell'Hostias dell'Offertorio si viaggia su livelli ancor più mistici che possono davvero avvicinarti all'infinito; questo ottimo interpete ha saputo ben modulare la sua emissione riuscendo a trovare in ogni momento la giusta misura mettendo in campo una precisa intonazione, ottima proiezione e grande legato.
Riccardo Zanellato con la sua voce possente e cavernosa ha completato una quaterna di solisti degni di un Festival che vuole rendere omaggio appieno al Cigno di Busseto; già ascoltato in altro loco per lo stesso ruolo, si è confermato interprete maturo ed ormai un punto di riferimento per il repertorio verdiano; la sua voce ferma, salda e solida è riuscita a tradurre ogni pagina ed ogni nota che Verdi gli ha messo sul labbro; inutile dire come la veemenza e la possenza di suono si siano tradotte mirabilmente nelle prime note del Confutatis per poi sciogliersi senza perdere consistenza in quelle più riflessive dell'Oro supplex.
Per tutti è fuor di dubbio come le pagine di interazione tra le voci – il Lacrymosa ed il Domine Jesu Christe -, oltre alla loro bellezza intrinseca, abbiano potuto beneficiare proprio di una magistrale interpretazione dei solisti che al pari delle loro pagine dedicate, hanno saputo ben trovare un'ottima interazione ed amalgama nell'emissione che si è tradotta in eccellenti equilibri dinamici e ritmici.
In gran forma il Coro del Teatro Regio di Parma preparato e diretto dal M° Martino Faggiani che ha saputo trovare in ogni momento le sollecitazioni che si diramavano dal podio con sicura precisione e determinazione.

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Il podio è stato dominato dal M° Daniele Callegari che dall’alto della sicura esperienza e “vocazione” verdiana ha dato la sua interpretazione di questo pezzo sacro, riuscendo a coniugare la visione più riflessiva e meditativa con quella più grintosa ed impetuosa; sin dall’inizio si è percepita questa istrionicità nell’approccio, riuscendo a cogliere più con l’anima che con l’orecchio le prime note quasi impercettibili e impalpabili dei violini che avallavano un “pp” del coro in attesa del fragore del Dies irae e della baldanza del Tuba mirum; ottima è stata anche l’attenzione ai solisti che hanno sempre potuto contare su un gesto preciso, sicuro ed elegante.
Inutile dire come il fragore del pubblico si sia riversato nell’aere dopo un “breve silenzio riflessivo” che è seguito all’ultima nota della composizione. Una Messa da Requiem per me vissuta appieno in un atteggiamento di meditazione e di riflessione, ripercorrendo ogni momento un recente passato fatto di sofferenza e di dolore, ma con un occhio al futuro in cui auspico di trovare momenti di pace e serenità.

Crediti fotografici: Simone Tomei e Ufficio stampa del Teatro Regio di Parma
Nella miniatura in alto: il maestro Daniele Callegari





Iniziativa culturale congiunta di ISI Barga e ISI Garfagnana con il patrocinio dei rispettivi Comuni

Tosti e D'Annunzio fra parole e musica

di Simone Tomei

Pubblicato il 01 Giugno 2017

170601_TostiEDAnnunzio_00_CastelnuovoGarfagnana_EmmaMartelliniCASTELNUOVO GARFAGNANA (LU) - Caro diario, ho aspettato qualche giorno prima di scrivere sulle tue pagine qualche impressione in merito all’iniziativa che ho fortemente voluto all’interno di questo mio percorso scolastico come insegnante di potenziamento all’ISI Barga; con la mia garbata sfrontatezza un mattino di fine febbraio chiesi appuntamento alla mia Dirigente scolastica, Prof.ssa Catia Gonnella e la misi al corrente della mia idea: volevo riproporre nella scuola dove ebbe la sua genesi il Progetto musicale “Tosti e D’Annunzio tra parole e musica”. Avevo al mio fianco come garante, anche la Prof.ssa Silvia Redini collaboratrice della dirigenza che, protagonista ed interprete del progetto, fu un supporto importante per avallare la mia richiesta.
Devo dire, senza indugi, che trovai subito ampi spazi di accoglimento da parte sua e quindi mi spinsi oltre; perché non facciamo questa cosa in collaborazione anche con l’ISI Garfagnana?
Visto che fino al mese di dicembre avevo insegnato proprio in quella scuola per me fu un collegamento naturale e la cosa che mi stupì, fu proprio il fatto che la Prof,ssa Gonnella non indugiando nemmeno un secondo prese il telefono e chiamò il Prof. Massimo Fontanelli, dirigente dell’altro Istituto con una frase che per me è rimasta mitica: «A me Massimo non dice di no.»
La risposta dall’altra parte del telefono, infatti, fu subito positiva e da quel giorno abbiamo iniziato a mettere in cantiere questa idea; sono stati due mesi e mezzo di intenso lavoro, associato anche agli impegni scolastici di routine, ma alla fine credo sia stato un momento molto importante per i due Istituti; due scuole che già vivono momenti di collaborazione e di interazione grazie a questa ulteriore iniziativa hanno avuto modo di suggellare ancor di più questi intenti e questo percorso.
Si è svolta dunque sabato 27 maggio 2017 al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana alle ore 11,00 questa esperienza culturale congiunta dall’ISI Barga e dall’ISI Garfagnana con il Patrocinio dei rispettivi Comuni: “Tosti e d’Annunzio tra parole e musica”.
Una giornata che ha unito la cultura, l’arte, la musica all’interno di un percorso scolastico che sembra essersi dimenticato di questi elementi relegandoli alla mera iniziativa personale degli studenti; riproporli nel contesto proprio del Teatro, ha voluto essere un modo per ampliare l’offerta formativa e, come sovente ripete la Prof. Catia Gonnella, per creare e incrementare sempre più la “cultura del bello”.

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Una cultura del bello per combattere le dipendenze ed un larvato lassismo che sovente alberga negli animi dei giovani; trovare degli stimoli, creare degli interessi, questo è lo scopo della scuola oltre a fornire le basi necessarie per una cultura di base indispensabile nella vita, ma che da sola non basta, in un mondo che chiede sempre di più e nel quale la conoscenza ed “il sapere” non fini a se stessi, possono essere un valore aggiunto importante per distinguersi e per emergere.
Che bello sia stato non sta certo a me/noi dirlo, ma in nostra vece parla l’entusiasmo dei  quasi duecento ragazzi e la loro partecipazione attenta e sentita; melodie nuove, un approccio diverso alla cultura e alla storia, hanno regalato agli studenti dei due Istituti un’ora e mezzo di parole, di nozioni, di emozioni e di musica che si sono alternate tra loro in un divenire sempre più concitato che ha visto come importane momento il monologo finale di Athos Tromboni, uno dei protagonisti, che ha suscitato motivi di riflessione quali l’invito allo studio attento, alla sete di conoscenza, all’amore per la storia quale ingrediente fondamentale per capire chi siamo e dove andiamo.
Oltre a questo, le melodie struggenti di Francesco Paolo Tosti interpretate dal soprano Emma Martellini accompagnate dal sottoscritto, maestro al pianoforte, nonché le indispensabili note didascaliche, di Silvia Redini.
Nel parterre come graditi ospiti c’erano oltre i due dirigenti scolastici Prof.ssa Catia Gonnella e Prof. Massimo Fontanelli, i due vicesindaci dei Comuni di cui fanno parte le scuole, - per Barga la prof.ssa Giovanna Stefani e per Castelnuovo Garfagnana la Dott.ssa Patricia Josephine Tolaini - il Dirigente dell’USP Dott. Duccio Di Leo, il Comandante della Polizia municipale di Barga, Dott.ssa Cristina Saisi, la prof.ssa Giovanna Mannelli quale ex Dirigente scolastico dell’ISI Barga, alcuni giornalisti delle testate cittadine ed amici ospiti che hanno voluto assistere con entusiasmo a questa iniziativa.
Nei saluti iniziali i due Dirigenti hanno sottolineato proprio questo intento di coinvolgere le due scuole superiori della Mediavalle e della Garfagnana, che vuole essere un motivo di orgoglio e di vanto per superare i confini campanilistici mettendo in evidenza l’importanza delle sinergie e l’obiettivo comune di offrire delle opportunità di crescita agli studenti.

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Quasi un’ora e mezzo di musica e parole hanno tenuto i numerosi studenti attenti al divenire degli eventi; per capire di cosa si tratta vi faccio partecipi della spiegazione a margine della brochure del progetto: “…Si tratta di una piece teatrale di circa 75 minuti senza intervallo, scritta a quattro mani da Silvia Redini e Athos Tromboni, cui partecipano, oltre agli autori in funzione di voci narranti, il soprano Emma Martellini e il pianista Simone Tomei.  Lo spettacolo consiste nell'insieme di notizie letterarie (si parla di Gabriele D'Annunzio) e musicologiche (Francesco Paolo Tosti), alternate a esecuzioni musicali delle romanze da camera, che la collaborazione dei due (entrambi abruzzesi animati da un forte legame con la terra d'origine) ha consegnato alla storia della musica. In scena sono quattro "personaggi": Athos Tromboni che interpreta Francesco Paolo Tosti, come se il musicista di Ortona, rivolgendosi a Gabriele D'Annunzio, gli comunicasse le proprie riflessioni sui testi delle poesie da musicare; poi Silvia Redini che, nella funzione paragonabile a quella del "coro greco", racconta episodi, aneddoti e fatti riguardanti il poeta di Pescara; il racconto è corredato, oltre che da spunti musicologici e letterari, anche da citazioni riguardanti la storia italiana ed europea nel periodo di collaborazione fra Tosti e D'Annunzio, protrattosi dal 1880, anno in cui si conobbero in casa di un comune amico, il pittore Michetti, fino al 1916, anno della morte del musicista.
La parte di Tosti (scritta da Tromboni) è di pura fantasia, anche se strettamente correlata a vicende vere che riguardano il musicista, quindi volutamente teatrale.
La parte che tratta del D'Annunzio (scritta dalla Redini) è rigorosamente biografica, formulata in maniera didascalica per l'immediata comprensione delle vicende che vengono narrate.
Il tutto crea un clima di verisimiglianza che fa capire al pubblico chi fossero e perché fu importante la collaborazione fra i due artisti abruzzesi.
Alla parte storico-letteraria si alterna il canto della Martellini, che delle 34 romanze da camera musicate da Tosti su poesie di D'Annunzio, ne esegue ben undici…”
Lo stupore ed il piacere di vedere una generazione lontana da queste armonie, attenta e partecipe è stata una grande soddisfazione per tutti noi ed un motivo per credere ancor di più che il lavoro fatto non sia qualcosa di vano, bensì che sia una strada importante da battere e seguire; tutto nella formazione è importante; le materie curriculari hanno sicuramente la precedenza su tutto, ma riuscire a ritagliare dei momenti ah hoc sicuramente accresce e arricchisce l’animo degli studenti, ma non solo, arricchisce anche il nostro animo e ci rende orgogliosi del nostro operato.

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Dopo lo spettacolo teatrale i protagonisti e i graditi amici, sono stati ospiti dell’Istituto Alberghiero di Barga dove hanno potuto assaporare un “Menù a tema” in cui sono state proposte pietanze e sapori sia della terra abruzzese cui appartiene Francesco Paolo Tosti, sia della terra gardesana in cui il d’Annunzio trascorse gli ultimi anni di vita, senza dimenticare la nostra identità toscana, con un omaggio nell’aperitivo a Giovanni Pascoli e ai prodotti della Garfagnana e una deliziosa torta elaborata con il famoso “Formenton otto file”, grano autoctono coltivato proprio in Garfaganana.
Gli alunni della VKC - leggasi classe quinta cucina sezione C - guidati dal prof. Daniele Mangiafave di concerto con il Prof. Roberto Santacaterina per il servizio in sala, hanno fatto sì che questo incontro delle parole e musica con il sapore potesse trovare un’intesa perfetta. Un ringraziamento particolare anche alla Prof.ssa Chiara Angelini che ha guidato i ragazzi che hanno fornito l’accoglienza a Teatro.
La giornata si è conclusa per gli ospiti con una visita alla Casa museo di Giovanni Pascoli a Castelvecchio gentilmente offerta dalla Fondazione che cura il complesso museale pascoliano. Cultura, musica, bello, si sono incontrate ed hanno regalato un momento diverso alla normale quotidianità scolastica; qualcosa è stato seminato e se son rose… fioriranno.

Crediti fotografici: Andrea Simi, fotografo in Lucca
Nella miniatura in alto: il soprano Emma Martellini, interprete delle romanze di Francesco Paolo Tosti





Tosti rivive per Ensemble strumentale grazie al sapiente lavoro del M° Francesco Lanzillotta

Un mattutino Crepuscolo romantico

di Simone Tomei

Pubblicato il 27 Aprile 2017

170427_Pr_00_ConcertoTosti_FrancescoLanzillotta_phLucaPezzaniPARMA - Francesco: Ad aprile farò un concerto assieme all'Ensemble della Fondazione Toscanini di Parma con musiche di Francesco Paolo Tosti su liriche di Gabriele d'Annunzio e forse qualche Lieder di Mahler.
Simone: Ma dai!... io sono un culture, un amante ed un divulgatore di Tosti.
Francesco: Dici davvero?
Simone: Beh, sì e mi piacerebbe poter interagire in questa occasione magari facendo una presentazione un po' particolare dei brani del concerto con qualche lettura ad hoc che ricordi i rapporti tra i due artisti.
Francesco: Sarebbe una bella idea... ne parlo con i responsabili, ma credo che vi sarà ampio consenso.
Simone: Speriamo...
Davanti ad un "Pirlo" - aperitivo originario della terra bresciana - proprio in Piazza Duomo nella città lombarda si è svolto questo dialogo tra me ed il M° Francesco Lanzillotta in una tiepida mattina di dicembre dello scorso anno prima di assistere alla rappresentazione di La Traviata della quale il M° Lanzillotta sarebbe stato il concertatore.
Una chiacchierata amena che ci ha visti partecipi della condivisione di pensieri e di emozioni, una proposta lanciata in maniera del tutto spontanea e disinteressata, che ha visto la propria concretizzazione nel concerto che si è tenuto lo scorso 23 aprile 2017 nella sala del Ridotto del Teatro Regio di Parma.
Come sono solito fare voglio precisare che, essendo parte in causa di questo racconto, non pubblico l'articolo in qualità di recensore - nonostante non possa essere celato un pensiero critico sulla performance degli artisti - bensì quale semplice narratore di un evento che, come mi sarei aspettato, ha trovato grande consenso di pubblico in maniera incondizionata; chi legge queste note nel mio diario mi potrebbe accusare di essere di parte, ma pazienza; questa volta dichiaro esplicitamente di esserlo e rimando i miei lettori, con fierezza, per una maggiore obiettività, alla lettura di altri commenti e recensioni che si possono trovare pubblicati da altre testate.
Un incontro, quello di Parma, foriero di grandi emozioni per me che mi sono confrontatao con un'ensemble di grandi musicisti come quella della Fondazione Toscanini di Parma, con un Direttore attento e servitore della musica, con un'interprete del calibro di Anna Maria Chiuri che con la sua voce ha reso omaggio, onore e gloria alle romanze e per finire con i due Compositori geni che ci hanno portato parole e musica con così grande maestria da rimanere incantati ed al contempo scossi dal susseguirsi di note ed emozioni.
«Romanticismi al Crepuscolo» era il titolo del Concerto Aperitivo di cui vi sto narrando che oltre alle citate romanze di Tosti ha visto in campo anche un Lied di Gustav Malher rivisitato anche questo, dal punto di vista orchestrale, dalla mano esperta del concertatore.
Proprio in relazione a questo brano dal titolo Rheinlegendchen - che fa parte di una più ampia serie di composizioni, il Des Knaben Wunderthorn - è importante a mio avviso ricordare questa frase dello stesso compositore che in una letterea del 2 marzo del 1905, così si esprime: "...Wunderhorn Lieder sono nettamente distinti nello spirito dai poemi o da qualsiasi caratterizzazione letteraria, traendo linfa direttamente dalle sorgenti dell'arte, la natura e la vita”.
Dopo questa parentesi malheriana è necessario andare con ordine perchè qualcosa a questo punto non torna; quando si parla di Francesco Paolo Tosti, si parla delle sue romanze e ci troviamo davanti ad un ensembre strumentale.

170427_Pr_01_ConcertoTosti_FrancescoLanzillotta_phLucaPezzani 170427_Pr_02_ConcertoTosti_SimoneTomeiFrancescoLanzillotta_phLucaPezzani

Ma egli non aveva scritto le sue romanze per voce e pianoforte? Ebbene sì, però...
Il M° Lanzillotta ha effetturato un lavoro molto accurato su queste pagine di musica effettuando una vera e propria orchestrazione dei brani; questa orchestrazione ha lasciato intatto l'impianto armonico e della linea melodica, andando sostanzialmente a ricreare – componendo ex novo – un'armonizzazione che comprendesse l'utlizzo di undici strumenti tra archi, legni, ottoni ed arpa.
Come ha sottolineato lo stesso Lanzillotta in una sua intervista: ".. Ho lavorato sulla musica di Tosti non semplicemente orchestrandola; la linea vocale e la struttura armonica sono rimaste inalterate mentre il tessuto pianistico è stato rielaborato con l'immissione di nuovo materiale musicale per orchestra da camera... un nuovo progetto affascinante ed ambizioso che vale la pena di ascoltare".
E la pena ne è valsa perchè proprio con questa grande fusione compositiva, orchestrale e vocale il pubblico numeroso ha vissuto un'ora di emozioni dove la parola dapprima a servizio della musica, nelle prime romanze che vedono la collabrazione tra due grandi artisti come Tosti e D'Annunzio, vede poi una sua evoluzione in un rapporto compleatmente antitetico dove la musica diventa serva di una parola sempre più consapevole, come le liriche delle Canzoni di Amaranta.
Interprete di eccezione di è dimostrata il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, anche lei amante e fedele "amica" di Tosti e D'Annunzio, che con grande carisma, con grande intento vocale e con ottima professionalità ha regalato una suadente interpetazione di questo non facile lirismo; passionale e appassionata, ha accarezzato queste dolci melodie con un atteggiamento molto rispettoso, mai anonimo, infondendo grande istrionistmo nel rendere le emozioni amorose del Vate d'Italia; l'ottima cavata nella zona più grave del rigo musicale ha fatto da perfetto contraltare alla capacità di salita in acuto con un suono levigato e quasi elegiaco per infondere perentorietà alle stasi amorose.
Sono state eseguire le seguenti melodie in ordine cronologico di composizione nella collaborazione tra i due: Visione, Malinconia, Per morire, A' Vucchella, Lasciami,  Lascia ch'io respiri e L'alba separa dalla luce l'ombra.
L'apporto strumentale è stato sublime trovando nel morbido gesto del M°Lanzillotta un sicuro appoggio per delinerare le intenzioni e le emozioni che oltre alla linea melodica sono state create con una sapiente orchestrazione; fusione di suoni pastosi come quello del fagotto con gli struggenti aneliti dell'oboe, si sono spesso sposati con le melodie di rimembranza del corno, del flauto e del clarinetto per amalgamarsi mirabilmente con un tappeto rilassante di archi; anche l'arpa ha avuto un grande momento di gloria nell'introdurre la prima Canzone di Amaranta, cui ha dato grande fascino ed emozione.
In questo meraviglioso contesto ho deciso di intervallare l'esecuzione dei brani con alcuni passi di lettere o di scritti dannunziani che andavano in un modo o in un altro a riecheggiare il loro rapporto che non fu soltanto collaborativo, ma anche pregno di una solida e fraterna amicizia.

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Riporto qui per mio e vostro piacere un estratto da una Favilla del 1929 che si intitola L'arietta di Posillipo ed il pianto del Vittoriale in cui il Vate riecheggia il ricordo della romanza 'A vucchella: "Sono solo nella mia stanza della Prigione. Sono disteso, in una specie di dormiveglia. Fra le immagini del maggio 1915 m'apparre quella di F.Paolo Tosti. In que' giorni dovevo rivederlo per l'ultima volta. Ea presso di me quando mi liberavo della folla e del tumulto. La sera sedeva alla mia mensa.
La sua canizie, i suoi occhi sporgenti, la sua bocca da satiro addolcita dal canto, la sua bontà la sua tenerezza per me... rimango qualche tempo seduto. Cerco di leggere. Mi distolgo. Ripenso. Vado verso la biblioteca. Odo il pianoforte nella stanza della musica. Entro. Smirka è là, davanti al pianoforte di Franz Listz. Si accorge di me. Mi avvicino. Sùbito mi dice "Sai? E' arrivata 'A Vucchella. La vuoi sentire?"
Carlo Clausetti me l'ha mandata, dopo la sua visita recente... Nel sedere sul divano, come non vedo a destra ove l'occhio è cieco, urto l'archinto posato contro i cuscini. Le corde gemono. Odo scricchiolare la cassa. Mi adiro. Palpo il liuto fragile e infermo. Per fortuna, poco danno, quasi nulla.
Il cuore è così gonfio che, alle prime note dell'arietta, un pianto improvviso – dopo anni e anni di ciglia asciutte – sgorga  da' miei occhi e m'inonda il volto. E sùbito dopo, senza che io possa dominare e reprimere la commozione, singhiozzi miscuotono, sembrano infrangermi.
Dopo tanto! Un pianto quasi puerile – puerile e senile insieme – un sussulto insòlito che rompe il mio petto e squassa le mie ossa.
Ricordare. Il Passato che soverchia la volontà di non voltarsi indietro. Un flutto smisurato di cose che si ravvivano ed ànsano...
Prego Smirka di lasciarmi solo. Riesco a domare il singulto.
Asciugo le lacrime. Resto immobile. Guardo nell'ombra per scorgere un segno: il sengo di una presenza – invano. I bagliori dell'occhio oscurato non compongono nessun lineamento certo.
Rievoco i ricordi, tutti. Mi alzo con pena. Mi accosto al pianoforte. Tocco sul leggìo le pagine dell'Arietta. Guardo l'effige di F. Paolo su la copertina: la data: 1891 – Posillipo."
Le emozioni traspaiono dalla musica e si amplificano anche con questi afflati che proprio il Vate scrive nel suo ultimo soggiorno a Gardone Riviera in quel luogo magico che è il Vittoriale degli Italiani.
Così il concerto di Parma ha offerto una mattinata di grandi emozioni per il pubblico, ma anche per me che mi sono visto partecipe di questo momento e di ciò ringrazio il M° Lanzillotta, l'Ensemble musicale, Anna Maria Chiuri e la Direzione della Fondazione Toscanini di Parma, per la feconda occasione di scambio, confronto e condivisione.

Crediti fotografici: Luca Pezzani per la Fondazione Toscanini di Parma
Nella miniatura in alto: il maestro Francesco Lanzillotta
Al centro: Anna Maria Chiuri con Francesco Lanzillotta; Simone Tomei sempre con Lanzillotta
Sotto: i saluti finali






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Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
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Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
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Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
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Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
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Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
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180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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Eventi
Trenta appuntamenti in Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

180510_FestivalValleDItria_00_FrancoPunzi_phGianfrancoRotaMILANO - È stato presentato nelle sale del Piccolo Teatro il 44° Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà dal 13 luglio al 4 agosto 2018. Alla conferenza stampa di presentazione del cartellone hanno partecipato Alberto Triola (direttore artistico della manifestazione), Fabio Luisi (direttore musicale) e Franco Punzi, presidente del Centro
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Eventi
Aida con tutta Cento
servizio di Athos Tromboni FREE

180508_Cento_00_Aida_FranceDarizCENTO (FE) - Sarà una brava soprano francese a interpretare l'Aida di Giuseppe Verdi sabato 23 giugno 2018 alle ore 21 in Piazza del Guercino a Cento: si chiama France Dariz, ed è stata impegnata una volta sola dalle nostre parti, nel maggio 2014 per un concerto tutto pucciniano nel Teatro Comunale di Ferrara. Ma è una cantante di rango proprio
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Opera dal Centro-Nord
Lucia con le pistole senza pistolettate
servizio di Athos Tromboni FREE

180507_Fe_00_LuciaDiLammermoor_FrancescoBellottoFERRARA - La protagonista della Lucia di Lammermoor  di Gaetano Donizetti gioca con una bambola di pezza dal vestitino rosso durante tutta l'opera: è l'insieme dell'innocenza e dell'adolescenza con cui il regista Francesco Bellotto ha caratterizzato il personaggio, nell'allestimento da lui curato e prodotto dai teatri di Treviso e Ferrara con la
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Echi dal Territorio
Daniele Barioni premiato dai jazzofili
servizio di Athos Tromboni FREE

180506_Vigarano_00_PremioADanieleBarioni_AndreaAmbrosiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Il «Gruppo dei 10» è un'associazione ferrarese di musicofili che amano riunirsi in locali caratteritici del territorio per incontri conviviali e concerti, generalmente di musica jazz perché "i 10" sono tutti appassionati cultori della musica afroamericana; ma la loro rassegna concertistica ha il titolo programmatico di "Tutte
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Soci Uncalm
Replica di un frizzante Elisir
FREE

180506_Fe_00_LElisirDAmore_GiuliaPierucciFERRARA - Ottima ripresa sabato 5 maggio 2018, alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena nel cartellone del Teatro Ragazzi del Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara esattamente un mese prima: si trattava di una produzione del Conservatorio di Ferrara "Girolamo Frescobaldi" inserita
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Pagina Aperta
Il grande merito di Sebastianutto
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180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il
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Soci Uncalm
Cinzia Forte, il Premio e l'arcobaleno
FREE

180501_Fe_00_PremioFrescobaldi_DarioTondelliFERRARA - È stata una grande esibizione di belcanto e una gioiosa festa: il concerto del 29 aprile 2018 alla Sala della Musica, organizzato dal Circolo Frescobaldi nell'ambito del conferimento del Premio Frescobaldi 2018 al soprano Cinzia Forte, ha visto la partecipazione, oltre che della premiata, anche dei suoi allievi che citiamo in ordine di
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Opera dal Centro-Nord
Tosca buoni i due cast
servizio di Simone Tomei FREE

180429_Pr_00_Tosca_PirozziAnna_phRobertoRicciPARMA - Parlando di Tosca, Fedele D’Amico - musicologo e critico musicale - cosi diceva in merito a quest’opera: “… Le novità di Tosca sono inseparabili dalle sue scoperte espressive: il primo tema di Scarpia, ossia quei tre accordi che aprono l’opera e, con alcune varianti, concludono sia il primo che il secondo atto, offrono un giro armonico certamente inedito; ma
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo proprio bello
servizio di Edoardo Farina FREE

180427_Cesena_00_UnBalloInMaschera_ScillaCristiano_phLucaBogoCESENA - …e chiusura della stagione con l’opera  Un ballo in maschera  di Giuseppe Verdi dopo un’assenza di 153 anni, ove … “se il dialogo con la città, se il desiderio di rendere sempre di più la scena il luogo in cui giocare a mettere in pratica le diverse idee che definiscono gli orizzonti di pensiero e di azione di una comunità è ciò che caratterizza
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Opera dall Estero
Masnadieri molto belli
servizio di Simone Tomei FREE

180424_MonteCarlo_00_MantegnaRoberta_IMasnadieri_phAlainHanelMONTE-CARLO - Prima di intraprendere il mio viaggio narrativo ne I Masnadieri di Giuseppe Verdi, condivido questo pensiero del musicologo Michele Girardi in merito al componimento: «…fra i vari meriti dei Masnadieri, oltre a numerose pagine di bella musica, vi è quello di trattare temi spinosi, più attuali oggi che ai tempi dello Sturm und Drang. Non
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Vocale
Esther dello Spirito Santo
servizio di Athos Tromboni FREE

100423_Fe_00_Esther_NicolaValentiniFERRARA - Quella di Esther, personaggio biblico dell'Antico Testamento, è una figura che ha ispirato scrittori e musicisti perché la donna ebrea è stata una salvatrice del proprio popolo. Viene raccontato che la bambina Esther fu adottata dal cugino Mardocheo quando, orfana di padre, si trovò sola in Babilonia. Crebbe e divenne una bellissima giovinetta
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Opera dalle Isole
Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma č moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
FREE

180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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