Diari dei Cronisti

Diario di Simone Tomei

Ottima esecuzione al Festival Verdi della celebre pagina sacra del Cigno di Busseto

Un Requiem dedicato...

di Simone Tomei

Pubblicato il 20 Ottobre 2017

171020_Pr_00_RequiemVerdi_DanieleCallegariPARMA - Ogni volta che ascolto il Requiem di Giuseppe Verdi mi sovviene alla mente questa mirabile pagina tratta dal libro di Ferruccio Ulivi dal titolo "Manzoni": «La mattina del 30 maggio, a un’ora quasi antelucana, una carrozza si fermò davanti al Cimitero Monumentale di Milano. Al rumore sullo sterrato, e al fermarsi, un custode uscì a guardare. Era una carrozza privata. Qualcuno venne fuori. Il personaggio (che tale sembrava), un uomo alto e maturo, dalla redingote col bavero tirato fino alla bocca, si fece avanti e spinse il cancello. Il custode gli venne incontro. “Dov’è la tomba?...”, domandò quello, come se l’altro potesse intendere, senza bisogno di aggiungere il nome. L’uomo capì, e in silenzio lo precedette. La sistemazione era avvenuta in via provvisoria in una delle cappelle entro un portico a destra, e qui il custode ebbe un cenno alla tomba dove si accumulavano corone con scritte e fiori, e si ritirò discretamente, senza perder d’occhio la scena. Il personaggio dall’abito scuro rimase un attimo in piedi, poi, tenendo nella sinistra il cappello, si inginocchiò. Fu in quel momento che il custode, di colpo, lo riconobbe: era Verdi. La tomba indicava scritto il nome di Manzoni. A perdita d’occhio, tra i fastigi marmorei che finivano in fregi monumentali, pesava la caligine del tempo. L’aria impietosa malgrado la stagione non era promettente. Con qualche folata arrivavano odori di fiori fradici e di sterpi. Verdi stava ora con la fronte sulla mano. La sosta si protraeva per un tempo incredibilmente lungo. Il custode si era immaginato che piangesse o apparisse in qualche modo turbato. Vide invece che la faccia aggrottata, dalla barba più biancheggiante che grigia, era, come poc’anzi, severamente immota. Semmai, sembrava ancora più immerso nei pensieri. Era palese che un colloquio, con le emozioni che comportava, si verificava in modo del tutto privato tra i due, il morto e il vivo. Bisognava eventualmente essere attento a intervenire, un lume, una corona che si debba spostare… Il silenzio di quei luoghi, pensava Verdi, non è uguale a nessun altro, e la musica che vi s’installasse somiglierebbe, per l’opposto, all’improvviso tacere in una festa da ballo. Sarebbe, s’intende, una musica senza corpo, un’anima in pena, disperata di non potersi mescolare alle passioni di chi vive. Forse, vi si potrebbe trovare un anticipo delle trombe del Giudizio… Quando si accorse che era ripreso a piovere, e che era tempo di risalire in carrozza dove due amici discreti stavano ad aspettarlo. Come segno di attenzione il custode ritenne di precedere il visitatore, e si mosse per schiudergli il cancello. Dopo che ne ebbe in mano una moneta, e dopo un cenno di saluto, lo vide farsi in mezzo alla strada. La carrozza, riapparsa, venne avanti. Si era avvolto di nuovo il bavero intorno alla gola, con una premura, venne in mente al custode, che faceva pensare a un cantante. La carrozza ripartì.»

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Questa volta ho ascoltato il Requiem con uno spirito diverso che non è per nulla legato alla Fede, bensì legato alla mia idea di spiritualità che, con l'immersione nella sublime bellezza di certe pagine, non può che scaturire in maniera forte ed emozionante. E questa volta non sono mancati nemmeno motivi personali a ravvivare questa forte ed emozionante partecipazione alla misticità del momento: la scomparsa di mia madre pochi giorni prima del mio viagio a Parma, e la dedica da parte di un artista sul palcoscenico del proprio canto alla sua memoria, sono stati elementi di forte emozione per questa trasferta musicale che oltre alla motivazione intima che mi legava alla serata ha trovato grande piacere nell'ascoltare un'esecuzione mirabile di quello che ritengo uno dei capolavori più alti di musica sacra, mai composti.
Una quaterna di solisti hanno omaggiato con intima partecipazione questa partitura regalandoci ognuno dei momenti di intensa emozione e di grande professionalità.
Il soprano Anna Pirozzi ha saputo emozionarci durante tutta l’esecuzione - specie nel brano solistico finale Libera me domine - mettendo in campo una vocalità ben tornita e salda capace di "aggredire" le note più veementi e di "accarezzare" quelle più suadenti con una elegante istrionicità; non ha mancato anche nei pezzi di assieme e nel meraviglioso duetto del Recordare, di donarci un canto elegante, sempre ben misurato e mai anonimo.
Non è stata da meno il mezzosoprano Veronica Simeoni che con un bellissimo timbro brunito si è distinta per un'emissione sempre morbida e vellutata anche nelle pagine più intense, non mancando di mettere in rilievo un'ottima cavata di suono e una capacità sempre ben ferma di gestire i fiati con pregevole legato e grande gusto interpretativo facendo a tratti "parlare e pregare" anche il corpo; mi emoziona sempre molto il Liber Scriptus perchè ritrovo in quelle note le caratteristiche mirabili dei mezzosoprani verdiani e qui la nostra interprete ha trovato il modo di cogliere appieno le intenzioni del compositore interagendo con grande maestria con il coro e con l'orchestra.
Alla destra del palcoscenico gli interpreti maschili hanno saputo ben bilanciare la bravura di quelli femminili sia per il fatto di aver saputo ben interagire nelle mirabili pagine di assieme, sia per aver trovato una personale ed originale vis interprerativa nei momenti solistici.
Il tenore Antonio Poli, del quale ho ascoltato per la prima volta la voce, mi ha colpito per la sua freschezza vocale e per la sua capacità di sapersi adattare alle varie esigenze della partitura; se nell'Ingemisco si passa da momenti intensi e pressanti ad altri più eterei e meditativi, sicuramente nell'Hostias dell'Offertorio si viaggia su livelli ancor più mistici che possono davvero avvicinarti all'infinito; questo ottimo interpete ha saputo ben modulare la sua emissione riuscendo a trovare in ogni momento la giusta misura mettendo in campo una precisa intonazione, ottima proiezione e grande legato.
Riccardo Zanellato con la sua voce possente e cavernosa ha completato una quaterna di solisti degni di un Festival che vuole rendere omaggio appieno al Cigno di Busseto; già ascoltato in altro loco per lo stesso ruolo, si è confermato interprete maturo ed ormai un punto di riferimento per il repertorio verdiano; la sua voce ferma, salda e solida è riuscita a tradurre ogni pagina ed ogni nota che Verdi gli ha messo sul labbro; inutile dire come la veemenza e la possenza di suono si siano tradotte mirabilmente nelle prime note del Confutatis per poi sciogliersi senza perdere consistenza in quelle più riflessive dell'Oro supplex.
Per tutti è fuor di dubbio come le pagine di interazione tra le voci – il Lacrymosa ed il Domine Jesu Christe -, oltre alla loro bellezza intrinseca, abbiano potuto beneficiare proprio di una magistrale interpretazione dei solisti che al pari delle loro pagine dedicate, hanno saputo ben trovare un'ottima interazione ed amalgama nell'emissione che si è tradotta in eccellenti equilibri dinamici e ritmici.
In gran forma il Coro del Teatro Regio di Parma preparato e diretto dal M° Martino Faggiani che ha saputo trovare in ogni momento le sollecitazioni che si diramavano dal podio con sicura precisione e determinazione.

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Il podio è stato dominato dal M° Daniele Callegari che dall’alto della sicura esperienza e “vocazione” verdiana ha dato la sua interpretazione di questo pezzo sacro, riuscendo a coniugare la visione più riflessiva e meditativa con quella più grintosa ed impetuosa; sin dall’inizio si è percepita questa istrionicità nell’approccio, riuscendo a cogliere più con l’anima che con l’orecchio le prime note quasi impercettibili e impalpabili dei violini che avallavano un “pp” del coro in attesa del fragore del Dies irae e della baldanza del Tuba mirum; ottima è stata anche l’attenzione ai solisti che hanno sempre potuto contare su un gesto preciso, sicuro ed elegante.
Inutile dire come il fragore del pubblico si sia riversato nell’aere dopo un “breve silenzio riflessivo” che è seguito all’ultima nota della composizione. Una Messa da Requiem per me vissuta appieno in un atteggiamento di meditazione e di riflessione, ripercorrendo ogni momento un recente passato fatto di sofferenza e di dolore, ma con un occhio al futuro in cui auspico di trovare momenti di pace e serenità.

Crediti fotografici: Simone Tomei e Ufficio stampa del Teatro Regio di Parma
Nella miniatura in alto: il maestro Daniele Callegari





Iniziativa culturale congiunta di ISI Barga e ISI Garfagnana con il patrocinio dei rispettivi Comuni

Tosti e D'Annunzio fra parole e musica

di Simone Tomei

Pubblicato il 01 Giugno 2017

170601_TostiEDAnnunzio_00_CastelnuovoGarfagnana_EmmaMartelliniCASTELNUOVO GARFAGNANA (LU) - Caro diario, ho aspettato qualche giorno prima di scrivere sulle tue pagine qualche impressione in merito all’iniziativa che ho fortemente voluto all’interno di questo mio percorso scolastico come insegnante di potenziamento all’ISI Barga; con la mia garbata sfrontatezza un mattino di fine febbraio chiesi appuntamento alla mia Dirigente scolastica, Prof.ssa Catia Gonnella e la misi al corrente della mia idea: volevo riproporre nella scuola dove ebbe la sua genesi il Progetto musicale “Tosti e D’Annunzio tra parole e musica”. Avevo al mio fianco come garante, anche la Prof.ssa Silvia Redini collaboratrice della dirigenza che, protagonista ed interprete del progetto, fu un supporto importante per avallare la mia richiesta.
Devo dire, senza indugi, che trovai subito ampi spazi di accoglimento da parte sua e quindi mi spinsi oltre; perché non facciamo questa cosa in collaborazione anche con l’ISI Garfagnana?
Visto che fino al mese di dicembre avevo insegnato proprio in quella scuola per me fu un collegamento naturale e la cosa che mi stupì, fu proprio il fatto che la Prof,ssa Gonnella non indugiando nemmeno un secondo prese il telefono e chiamò il Prof. Massimo Fontanelli, dirigente dell’altro Istituto con una frase che per me è rimasta mitica: «A me Massimo non dice di no.»
La risposta dall’altra parte del telefono, infatti, fu subito positiva e da quel giorno abbiamo iniziato a mettere in cantiere questa idea; sono stati due mesi e mezzo di intenso lavoro, associato anche agli impegni scolastici di routine, ma alla fine credo sia stato un momento molto importante per i due Istituti; due scuole che già vivono momenti di collaborazione e di interazione grazie a questa ulteriore iniziativa hanno avuto modo di suggellare ancor di più questi intenti e questo percorso.
Si è svolta dunque sabato 27 maggio 2017 al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana alle ore 11,00 questa esperienza culturale congiunta dall’ISI Barga e dall’ISI Garfagnana con il Patrocinio dei rispettivi Comuni: “Tosti e d’Annunzio tra parole e musica”.
Una giornata che ha unito la cultura, l’arte, la musica all’interno di un percorso scolastico che sembra essersi dimenticato di questi elementi relegandoli alla mera iniziativa personale degli studenti; riproporli nel contesto proprio del Teatro, ha voluto essere un modo per ampliare l’offerta formativa e, come sovente ripete la Prof. Catia Gonnella, per creare e incrementare sempre più la “cultura del bello”.

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Una cultura del bello per combattere le dipendenze ed un larvato lassismo che sovente alberga negli animi dei giovani; trovare degli stimoli, creare degli interessi, questo è lo scopo della scuola oltre a fornire le basi necessarie per una cultura di base indispensabile nella vita, ma che da sola non basta, in un mondo che chiede sempre di più e nel quale la conoscenza ed “il sapere” non fini a se stessi, possono essere un valore aggiunto importante per distinguersi e per emergere.
Che bello sia stato non sta certo a me/noi dirlo, ma in nostra vece parla l’entusiasmo dei  quasi duecento ragazzi e la loro partecipazione attenta e sentita; melodie nuove, un approccio diverso alla cultura e alla storia, hanno regalato agli studenti dei due Istituti un’ora e mezzo di parole, di nozioni, di emozioni e di musica che si sono alternate tra loro in un divenire sempre più concitato che ha visto come importane momento il monologo finale di Athos Tromboni, uno dei protagonisti, che ha suscitato motivi di riflessione quali l’invito allo studio attento, alla sete di conoscenza, all’amore per la storia quale ingrediente fondamentale per capire chi siamo e dove andiamo.
Oltre a questo, le melodie struggenti di Francesco Paolo Tosti interpretate dal soprano Emma Martellini accompagnate dal sottoscritto, maestro al pianoforte, nonché le indispensabili note didascaliche, di Silvia Redini.
Nel parterre come graditi ospiti c’erano oltre i due dirigenti scolastici Prof.ssa Catia Gonnella e Prof. Massimo Fontanelli, i due vicesindaci dei Comuni di cui fanno parte le scuole, - per Barga la prof.ssa Giovanna Stefani e per Castelnuovo Garfagnana la Dott.ssa Patricia Josephine Tolaini - il Dirigente dell’USP Dott. Duccio Di Leo, il Comandante della Polizia municipale di Barga, Dott.ssa Cristina Saisi, la prof.ssa Giovanna Mannelli quale ex Dirigente scolastico dell’ISI Barga, alcuni giornalisti delle testate cittadine ed amici ospiti che hanno voluto assistere con entusiasmo a questa iniziativa.
Nei saluti iniziali i due Dirigenti hanno sottolineato proprio questo intento di coinvolgere le due scuole superiori della Mediavalle e della Garfagnana, che vuole essere un motivo di orgoglio e di vanto per superare i confini campanilistici mettendo in evidenza l’importanza delle sinergie e l’obiettivo comune di offrire delle opportunità di crescita agli studenti.

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Quasi un’ora e mezzo di musica e parole hanno tenuto i numerosi studenti attenti al divenire degli eventi; per capire di cosa si tratta vi faccio partecipi della spiegazione a margine della brochure del progetto: “…Si tratta di una piece teatrale di circa 75 minuti senza intervallo, scritta a quattro mani da Silvia Redini e Athos Tromboni, cui partecipano, oltre agli autori in funzione di voci narranti, il soprano Emma Martellini e il pianista Simone Tomei.  Lo spettacolo consiste nell'insieme di notizie letterarie (si parla di Gabriele D'Annunzio) e musicologiche (Francesco Paolo Tosti), alternate a esecuzioni musicali delle romanze da camera, che la collaborazione dei due (entrambi abruzzesi animati da un forte legame con la terra d'origine) ha consegnato alla storia della musica. In scena sono quattro "personaggi": Athos Tromboni che interpreta Francesco Paolo Tosti, come se il musicista di Ortona, rivolgendosi a Gabriele D'Annunzio, gli comunicasse le proprie riflessioni sui testi delle poesie da musicare; poi Silvia Redini che, nella funzione paragonabile a quella del "coro greco", racconta episodi, aneddoti e fatti riguardanti il poeta di Pescara; il racconto è corredato, oltre che da spunti musicologici e letterari, anche da citazioni riguardanti la storia italiana ed europea nel periodo di collaborazione fra Tosti e D'Annunzio, protrattosi dal 1880, anno in cui si conobbero in casa di un comune amico, il pittore Michetti, fino al 1916, anno della morte del musicista.
La parte di Tosti (scritta da Tromboni) è di pura fantasia, anche se strettamente correlata a vicende vere che riguardano il musicista, quindi volutamente teatrale.
La parte che tratta del D'Annunzio (scritta dalla Redini) è rigorosamente biografica, formulata in maniera didascalica per l'immediata comprensione delle vicende che vengono narrate.
Il tutto crea un clima di verisimiglianza che fa capire al pubblico chi fossero e perché fu importante la collaborazione fra i due artisti abruzzesi.
Alla parte storico-letteraria si alterna il canto della Martellini, che delle 34 romanze da camera musicate da Tosti su poesie di D'Annunzio, ne esegue ben undici…”
Lo stupore ed il piacere di vedere una generazione lontana da queste armonie, attenta e partecipe è stata una grande soddisfazione per tutti noi ed un motivo per credere ancor di più che il lavoro fatto non sia qualcosa di vano, bensì che sia una strada importante da battere e seguire; tutto nella formazione è importante; le materie curriculari hanno sicuramente la precedenza su tutto, ma riuscire a ritagliare dei momenti ah hoc sicuramente accresce e arricchisce l’animo degli studenti, ma non solo, arricchisce anche il nostro animo e ci rende orgogliosi del nostro operato.

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Dopo lo spettacolo teatrale i protagonisti e i graditi amici, sono stati ospiti dell’Istituto Alberghiero di Barga dove hanno potuto assaporare un “Menù a tema” in cui sono state proposte pietanze e sapori sia della terra abruzzese cui appartiene Francesco Paolo Tosti, sia della terra gardesana in cui il d’Annunzio trascorse gli ultimi anni di vita, senza dimenticare la nostra identità toscana, con un omaggio nell’aperitivo a Giovanni Pascoli e ai prodotti della Garfagnana e una deliziosa torta elaborata con il famoso “Formenton otto file”, grano autoctono coltivato proprio in Garfaganana.
Gli alunni della VKC - leggasi classe quinta cucina sezione C - guidati dal prof. Daniele Mangiafave di concerto con il Prof. Roberto Santacaterina per il servizio in sala, hanno fatto sì che questo incontro delle parole e musica con il sapore potesse trovare un’intesa perfetta. Un ringraziamento particolare anche alla Prof.ssa Chiara Angelini che ha guidato i ragazzi che hanno fornito l’accoglienza a Teatro.
La giornata si è conclusa per gli ospiti con una visita alla Casa museo di Giovanni Pascoli a Castelvecchio gentilmente offerta dalla Fondazione che cura il complesso museale pascoliano. Cultura, musica, bello, si sono incontrate ed hanno regalato un momento diverso alla normale quotidianità scolastica; qualcosa è stato seminato e se son rose… fioriranno.

Crediti fotografici: Andrea Simi, fotografo in Lucca
Nella miniatura in alto: il soprano Emma Martellini, interprete delle romanze di Francesco Paolo Tosti





Tosti rivive per Ensemble strumentale grazie al sapiente lavoro del M° Francesco Lanzillotta

Un mattutino Crepuscolo romantico

di Simone Tomei

Pubblicato il 27 Aprile 2017

170427_Pr_00_ConcertoTosti_FrancescoLanzillotta_phLucaPezzaniPARMA - Francesco: Ad aprile farò un concerto assieme all'Ensemble della Fondazione Toscanini di Parma con musiche di Francesco Paolo Tosti su liriche di Gabriele d'Annunzio e forse qualche Lieder di Mahler.
Simone: Ma dai!... io sono un culture, un amante ed un divulgatore di Tosti.
Francesco: Dici davvero?
Simone: Beh, sì e mi piacerebbe poter interagire in questa occasione magari facendo una presentazione un po' particolare dei brani del concerto con qualche lettura ad hoc che ricordi i rapporti tra i due artisti.
Francesco: Sarebbe una bella idea... ne parlo con i responsabili, ma credo che vi sarà ampio consenso.
Simone: Speriamo...
Davanti ad un "Pirlo" - aperitivo originario della terra bresciana - proprio in Piazza Duomo nella città lombarda si è svolto questo dialogo tra me ed il M° Francesco Lanzillotta in una tiepida mattina di dicembre dello scorso anno prima di assistere alla rappresentazione di La Traviata della quale il M° Lanzillotta sarebbe stato il concertatore.
Una chiacchierata amena che ci ha visti partecipi della condivisione di pensieri e di emozioni, una proposta lanciata in maniera del tutto spontanea e disinteressata, che ha visto la propria concretizzazione nel concerto che si è tenuto lo scorso 23 aprile 2017 nella sala del Ridotto del Teatro Regio di Parma.
Come sono solito fare voglio precisare che, essendo parte in causa di questo racconto, non pubblico l'articolo in qualità di recensore - nonostante non possa essere celato un pensiero critico sulla performance degli artisti - bensì quale semplice narratore di un evento che, come mi sarei aspettato, ha trovato grande consenso di pubblico in maniera incondizionata; chi legge queste note nel mio diario mi potrebbe accusare di essere di parte, ma pazienza; questa volta dichiaro esplicitamente di esserlo e rimando i miei lettori, con fierezza, per una maggiore obiettività, alla lettura di altri commenti e recensioni che si possono trovare pubblicati da altre testate.
Un incontro, quello di Parma, foriero di grandi emozioni per me che mi sono confrontatao con un'ensemble di grandi musicisti come quella della Fondazione Toscanini di Parma, con un Direttore attento e servitore della musica, con un'interprete del calibro di Anna Maria Chiuri che con la sua voce ha reso omaggio, onore e gloria alle romanze e per finire con i due Compositori geni che ci hanno portato parole e musica con così grande maestria da rimanere incantati ed al contempo scossi dal susseguirsi di note ed emozioni.
«Romanticismi al Crepuscolo» era il titolo del Concerto Aperitivo di cui vi sto narrando che oltre alle citate romanze di Tosti ha visto in campo anche un Lied di Gustav Malher rivisitato anche questo, dal punto di vista orchestrale, dalla mano esperta del concertatore.
Proprio in relazione a questo brano dal titolo Rheinlegendchen - che fa parte di una più ampia serie di composizioni, il Des Knaben Wunderthorn - è importante a mio avviso ricordare questa frase dello stesso compositore che in una letterea del 2 marzo del 1905, così si esprime: "...Wunderhorn Lieder sono nettamente distinti nello spirito dai poemi o da qualsiasi caratterizzazione letteraria, traendo linfa direttamente dalle sorgenti dell'arte, la natura e la vita”.
Dopo questa parentesi malheriana è necessario andare con ordine perchè qualcosa a questo punto non torna; quando si parla di Francesco Paolo Tosti, si parla delle sue romanze e ci troviamo davanti ad un ensembre strumentale.

170427_Pr_01_ConcertoTosti_FrancescoLanzillotta_phLucaPezzani 170427_Pr_02_ConcertoTosti_SimoneTomeiFrancescoLanzillotta_phLucaPezzani

Ma egli non aveva scritto le sue romanze per voce e pianoforte? Ebbene sì, però...
Il M° Lanzillotta ha effetturato un lavoro molto accurato su queste pagine di musica effettuando una vera e propria orchestrazione dei brani; questa orchestrazione ha lasciato intatto l'impianto armonico e della linea melodica, andando sostanzialmente a ricreare – componendo ex novo – un'armonizzazione che comprendesse l'utlizzo di undici strumenti tra archi, legni, ottoni ed arpa.
Come ha sottolineato lo stesso Lanzillotta in una sua intervista: ".. Ho lavorato sulla musica di Tosti non semplicemente orchestrandola; la linea vocale e la struttura armonica sono rimaste inalterate mentre il tessuto pianistico è stato rielaborato con l'immissione di nuovo materiale musicale per orchestra da camera... un nuovo progetto affascinante ed ambizioso che vale la pena di ascoltare".
E la pena ne è valsa perchè proprio con questa grande fusione compositiva, orchestrale e vocale il pubblico numeroso ha vissuto un'ora di emozioni dove la parola dapprima a servizio della musica, nelle prime romanze che vedono la collabrazione tra due grandi artisti come Tosti e D'Annunzio, vede poi una sua evoluzione in un rapporto compleatmente antitetico dove la musica diventa serva di una parola sempre più consapevole, come le liriche delle Canzoni di Amaranta.
Interprete di eccezione di è dimostrata il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, anche lei amante e fedele "amica" di Tosti e D'Annunzio, che con grande carisma, con grande intento vocale e con ottima professionalità ha regalato una suadente interpetazione di questo non facile lirismo; passionale e appassionata, ha accarezzato queste dolci melodie con un atteggiamento molto rispettoso, mai anonimo, infondendo grande istrionistmo nel rendere le emozioni amorose del Vate d'Italia; l'ottima cavata nella zona più grave del rigo musicale ha fatto da perfetto contraltare alla capacità di salita in acuto con un suono levigato e quasi elegiaco per infondere perentorietà alle stasi amorose.
Sono state eseguire le seguenti melodie in ordine cronologico di composizione nella collaborazione tra i due: Visione, Malinconia, Per morire, A' Vucchella, Lasciami,  Lascia ch'io respiri e L'alba separa dalla luce l'ombra.
L'apporto strumentale è stato sublime trovando nel morbido gesto del M°Lanzillotta un sicuro appoggio per delinerare le intenzioni e le emozioni che oltre alla linea melodica sono state create con una sapiente orchestrazione; fusione di suoni pastosi come quello del fagotto con gli struggenti aneliti dell'oboe, si sono spesso sposati con le melodie di rimembranza del corno, del flauto e del clarinetto per amalgamarsi mirabilmente con un tappeto rilassante di archi; anche l'arpa ha avuto un grande momento di gloria nell'introdurre la prima Canzone di Amaranta, cui ha dato grande fascino ed emozione.
In questo meraviglioso contesto ho deciso di intervallare l'esecuzione dei brani con alcuni passi di lettere o di scritti dannunziani che andavano in un modo o in un altro a riecheggiare il loro rapporto che non fu soltanto collaborativo, ma anche pregno di una solida e fraterna amicizia.

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Riporto qui per mio e vostro piacere un estratto da una Favilla del 1929 che si intitola L'arietta di Posillipo ed il pianto del Vittoriale in cui il Vate riecheggia il ricordo della romanza 'A vucchella: "Sono solo nella mia stanza della Prigione. Sono disteso, in una specie di dormiveglia. Fra le immagini del maggio 1915 m'apparre quella di F.Paolo Tosti. In que' giorni dovevo rivederlo per l'ultima volta. Ea presso di me quando mi liberavo della folla e del tumulto. La sera sedeva alla mia mensa.
La sua canizie, i suoi occhi sporgenti, la sua bocca da satiro addolcita dal canto, la sua bontà la sua tenerezza per me... rimango qualche tempo seduto. Cerco di leggere. Mi distolgo. Ripenso. Vado verso la biblioteca. Odo il pianoforte nella stanza della musica. Entro. Smirka è là, davanti al pianoforte di Franz Listz. Si accorge di me. Mi avvicino. Sùbito mi dice "Sai? E' arrivata 'A Vucchella. La vuoi sentire?"
Carlo Clausetti me l'ha mandata, dopo la sua visita recente... Nel sedere sul divano, come non vedo a destra ove l'occhio è cieco, urto l'archinto posato contro i cuscini. Le corde gemono. Odo scricchiolare la cassa. Mi adiro. Palpo il liuto fragile e infermo. Per fortuna, poco danno, quasi nulla.
Il cuore è così gonfio che, alle prime note dell'arietta, un pianto improvviso – dopo anni e anni di ciglia asciutte – sgorga  da' miei occhi e m'inonda il volto. E sùbito dopo, senza che io possa dominare e reprimere la commozione, singhiozzi miscuotono, sembrano infrangermi.
Dopo tanto! Un pianto quasi puerile – puerile e senile insieme – un sussulto insòlito che rompe il mio petto e squassa le mie ossa.
Ricordare. Il Passato che soverchia la volontà di non voltarsi indietro. Un flutto smisurato di cose che si ravvivano ed ànsano...
Prego Smirka di lasciarmi solo. Riesco a domare il singulto.
Asciugo le lacrime. Resto immobile. Guardo nell'ombra per scorgere un segno: il sengo di una presenza – invano. I bagliori dell'occhio oscurato non compongono nessun lineamento certo.
Rievoco i ricordi, tutti. Mi alzo con pena. Mi accosto al pianoforte. Tocco sul leggìo le pagine dell'Arietta. Guardo l'effige di F. Paolo su la copertina: la data: 1891 – Posillipo."
Le emozioni traspaiono dalla musica e si amplificano anche con questi afflati che proprio il Vate scrive nel suo ultimo soggiorno a Gardone Riviera in quel luogo magico che è il Vittoriale degli Italiani.
Così il concerto di Parma ha offerto una mattinata di grandi emozioni per il pubblico, ma anche per me che mi sono visto partecipe di questo momento e di ciò ringrazio il M° Lanzillotta, l'Ensemble musicale, Anna Maria Chiuri e la Direzione della Fondazione Toscanini di Parma, per la feconda occasione di scambio, confronto e condivisione.

Crediti fotografici: Luca Pezzani per la Fondazione Toscanini di Parma
Nella miniatura in alto: il maestro Francesco Lanzillotta
Al centro: Anna Maria Chiuri con Francesco Lanzillotta; Simone Tomei sempre con Lanzillotta
Sotto: i saluti finali






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Parliamone
Gatti e l'onda lunga
intervento di Athos Tromboni FREE

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
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Tante stelle ma brilla solo la Traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180827_Vr_00_VerdiOperaNight_StefanoTrespidiVERONA - Ancora una serata di musica all'Arena di Verona: questa volta per il Verdi Opera Night tenutosi domenica 26 agosto 2018. I comunicati stampa avevano annunciato da tempo una «serata memorabile» dedicata a Giuseppe Verdi per suggellare ancor di più il legame indissolubile tra l’anfiteatro veronese ed il Cigno di Busseto; era stata
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Pianoforte
Euyo e il pubblico va in delirio
servizio di Athos Tromboni FREE

180826_Fe_00_Euyo-GianandreaNoseda_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Introdotto da una conferenza stampa il 24 agosto, in pieno Buskers Festival 2018, è stato presentato il secondo concerto della European Union Youth Orchestra (per tutti, ormai, la “Euyo”) a coronamento della residenza ferrarese di questa orchestra giovanile europea. All’incontro con la stampa, oltre a un nutrito gruppo
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Opera dal Nord-Est
Barbiere, Nabucco, Aida, le repliche
servizio di Simone Tomei FREE

180820_Vr_00_Barbiere_MarioCassi_FotoEnneviVERONA - Ancora Arena nel pieno del 96.mo Opera Festival con un’incursione di metà agosto per tre serate di grande musica ascoltando i cast alternativi di tre grandi capolavori del Teatro in Musica in cui il genio di Gioachino Rossini si è sposato con quello di Giuseppe Verdi... ma andiamo con ordine, cominciando dal capolavoro buffo del pesarese.
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Opera dall Estero
Didone abbandonata e... ritrovata
servizio di Simone Tomei FREE

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV
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Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
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Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
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Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
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Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
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Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
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Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
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Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
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Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
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Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
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Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
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Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
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Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
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Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
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Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
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Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
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Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
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Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
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Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
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Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
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Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
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Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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