Diari dei Cronisti

Diario di Simone Tomei

Bruno de Simone e Beatrice Benzi protagonisti di uno spettacolo benefico a Piombino

Lezione cantata sulla 'parola scenica'

di Simone Tomei

Pubblicato il 19 Novembre 2018

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto , è stato per tutta la vita un Servo della musica e dei suoi autori, con spirito di grande dedizione e completa abnegazione.
Si respirava ancora il freddo dello scorso inverno quando durante una mia traversata della pianura padana mi chiamò il M° Bruno de Simone, baritono, che d’ora in poi, per promessa fatta, scriverò semplicemente “Bruno”; mi chiese se avessi voluto partecipare con lui ad un evento cui era stato invitato da carissimi amici; non esitai a dare la mia disponibilità e sin da subito, proprio in quella telefonata, cominciammo a buttare giù qualche rudimentale idea su cosa avremmo fatto assieme. La primavera e l’estate sono trascorse incontrandoci di tanto in tanto sia per la voglia di vederci e di condividere qualche momento assieme, sia per seguire - da parte mia - le sue gesta di palcoscenico. Ogni incontro è servito per scambiarci sensazioni e spunti al fine di confezionare quell'evento che non voleva essere solo un momento di mera musica ed esibizione canora, bensì un angolo ristoratore dove fare cultura musicale in un’interazione dialettica tra me e lui, spontanea, schietta e sincera.
Proprio per mantenere questo spirito di naturalità è stato realizzato solo uno scarno canovaccio per non esser in totale balìa dell’improvvisazione, ma sul palcoscenico in realtà quel fil-rouge che avrebbe dovuto guidarci si è trasformato in un fiume in piena con tanti affluenti, fiume che ha coinvolto diversi aspetti della vita professionale di Bruno conducendoci al delta verso quel mare che racchiude tutte le sensazioni e tutti i sentimenti che solo la musica sa donare.
“Bruno de Simone: la parola scenica nell'Opera” è stato quindi il titolo/pretesto da noi scelto per il concerto-incontro musicale, organizzato dal Rotary Club di Piombino con il patrocinio del Comune di Piombino e con la partecipazione, quale main sponsor, della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci; l'evento si è svolto presso il Teatro Metropolitan della città. La particolarità di questo avvenimento ed il vanto di farne parte sono derivate proprio dalla sua preziosa finalità: il ricavato infatti è stato interamente devoluto alla Iniziativa Mondiale per l'Eradicazione della Poliomielite (Global Polio Eradication Initiative) che dal 1986 vede impegnati i Rotariani di tutto il mondo e ha finora permesso di vaccinare oltre 2,5 miliardi di bambini, con il risultato che i nuovi casi di poliomielite si sono ridotti da 365.000/anno a soli 12 casi nel 2018 in tutto il mondo; manca veramente poco a raggiungere l'obiettivo di sconfiggere definitivamente questa terribile malattia.

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La sensibilità della presidente di turno del Club Rotary di Piombino dott.ssa Susanna Biagini ha fatto sì che questo evento diventasse un fiore all’occhiello dell’Associazione proprio per il coinvolgimento e la partecipazione di un grande artista come Bruno; da non sottovalutare inoltre il prezioso contributo offerto dalla M° Beatrice Benzi che dal 1991 lavora stabilmente al Teatro alla Scala di Milano dove è stata prima assistente di direttori quali Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Gianandrea Gavazzeni, Zubin Mehta, Daniele Gatti e molti altri; pianista d'eccezionale bravura che ha accompagnato Bruno nelle sue incursioni musicali.
Due grandi musicisti con i quali ho avuto modo di interloquire ed al contempo di vederli all’opera; come dicevo, c'è stata prima una chiacchierata che mi ha portato a “scoprire”, per chi già non lo conosceva, gli albori musicali di Bruno, il rapporto con il suo maestro Sesto Bruscantini, l’approccio allo spartito ed una guida su come egli affronta lo studio di un nuovo lavoro, l’importanza della “parola scenica” nel Teatro d’Opera, qualche racconto di vita ed infine un pensiero al mondo del Teatro di questi primi anni del terzo millennio. Il tutto si è consumato come se il tempo non esistesse ed il guardarsi negli occhi è stata la cosa più emozionante perché nonostante ci fosse un folto pubblico in sala, è stata quasi magia il potersi immergere completamente nell’oasi corroborante della Musica cercando di trasmettere agli astanti quel senso di partecipazione e di coinvolgimento che ha trovato motivo di apprezzamento proprio durante le esecuzioni musicali che si sono intervallate alla nostra chiacchierata.
Gioachino Rossini e Gaetano Donizetti, toccando poi il '900 con Nino Rota, sono stati i punti di riferimento musicali per metter in luce proprio quell’aspetto che ci premeva far emergere: la Parola scenica nell’opera; sillabati, terzine, scioglilingua, dizione ineccepibile, sono solo alcuni degli esempi che questo incontro-lezione di approfondimento culturale ha donato ai partecipanti.
In un dizionario Le grandi voci così si legge: “... la vocalità di questo artista appare invece subito sorprendente per l'incisività dell'accento, la dizione ficcante e la varietà del fraseggio (Giorgio Gualerzi). Qualità non comunemente possedute, né tanto meno esibite: unite... alla disciplina fisica e tecnica, all'oculata scelta del repertorio hanno favorito la singolare longevità artistica, senza sostanziali perdite di personalità timbrica...
Queste parole da me citate anche in quel consesso sono riferite al M° Sesto Bruscantini, ma possono essere tranquillamente ricondotte anche all'arte di Bruno che si avvicina a festeggiare i suoi primi quarant'anni di carriera; si capisce dal suo parlare e dalla sua esecuzione musicale che siamo di fronte ad un artista il cui pensiero precipuo è sempre stato, come per il suo maestro, quello di curare la propria vocalità, scegliendo sempre adeguatamente il repertorio e  avendo cura amorevole di quel prezioso ed invisibile strumento che la natura gli ha donato.
Don Magnifico, uno dei personaggi interpretati attraverso due arie tratte dalla Cenerentola di Gioachino Rossini, riesce a restituire appieno le doti e la bravura dell'interprete: qui la dizione chiara e la proiezione del suono sono elemento principale e non semplicemente un obiettivo da raggiungere; cosi pure Dulcamara per passare a Gaetano Donizetti e poi il mitico Beaupertuis dell'opera rotiana Cappello di Paglia di Firenze: tali personaggi possono emergere appieno solo se parola, ars scenica e intenzioni viaggiano sullo stesso binario... ed è questo il caso. Un quadro di notevole perfezione che ha trovato la sua cornice dorata nell'accompagnamento di Beatrice Benzi ,preciso, sicuro e completo sì da farci dimenticare talvolta la presenza del coro e dell'orchestra nelle arie eseguite.
Concludo questo mio ricordo della giornata con un pensiero che è già stato esplicitato proprio sul palco quel giorno; come dice Platone nei suoi dialoghi: “la musica è una legge morale, essa dà un'anima all'universo, le ali al pensiero, uno slancio all'immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose”... anche in questo giorno tramite la musica abbiamo dato vita a qualcosa; ebbene sì, alla solidarietà, alla condivisione, alla voglia di mettere qualcosa di noi a servizio di uno scopo con quello spirito di gioia e di condivisione che sempre più orgogliosamente sperimento. Grazie a Bruno, grazie a Beatrice, grazie a Susanna che mi avete dato la possibilità, l'ònere e l'onóre di condividere tante sensazioni e tante emozioni.

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Il mio obiettivo era quello di rendervi orgogliosi del mio modesto contributo e spero di esserci riuscito, unitamente al fatto di aver consolidato un rapporto di grande amicizia e stima con Bruno ed Alessandra e di aver approfondito l'amicizia con Beatrice e Susanna che reputo, ciascuna per le proprie particolarità, due grandi Donne. Solo una parola: Grazie.

Crediti fotografici: Francesco Livi per il Rotary Club di Piombino
Nella miniatura in alto: il baritono Bruno de Simone
Al centro: ancora de Simone con la pianista Beatrice Benzi
Sotto: il momento dei saluti finali con tutti, artisti e management, in scena





Ottima esecuzione al Festival Verdi della celebre pagina sacra del Cigno di Busseto

Un Requiem dedicato...

di Simone Tomei

Pubblicato il 20 Ottobre 2017

171020_Pr_00_RequiemVerdi_DanieleCallegariPARMA - Ogni volta che ascolto il Requiem di Giuseppe Verdi mi sovviene alla mente questa mirabile pagina tratta dal libro di Ferruccio Ulivi dal titolo "Manzoni": «La mattina del 30 maggio, a un’ora quasi antelucana, una carrozza si fermò davanti al Cimitero Monumentale di Milano. Al rumore sullo sterrato, e al fermarsi, un custode uscì a guardare. Era una carrozza privata. Qualcuno venne fuori. Il personaggio (che tale sembrava), un uomo alto e maturo, dalla redingote col bavero tirato fino alla bocca, si fece avanti e spinse il cancello. Il custode gli venne incontro. “Dov’è la tomba?...”, domandò quello, come se l’altro potesse intendere, senza bisogno di aggiungere il nome. L’uomo capì, e in silenzio lo precedette. La sistemazione era avvenuta in via provvisoria in una delle cappelle entro un portico a destra, e qui il custode ebbe un cenno alla tomba dove si accumulavano corone con scritte e fiori, e si ritirò discretamente, senza perder d’occhio la scena. Il personaggio dall’abito scuro rimase un attimo in piedi, poi, tenendo nella sinistra il cappello, si inginocchiò. Fu in quel momento che il custode, di colpo, lo riconobbe: era Verdi. La tomba indicava scritto il nome di Manzoni. A perdita d’occhio, tra i fastigi marmorei che finivano in fregi monumentali, pesava la caligine del tempo. L’aria impietosa malgrado la stagione non era promettente. Con qualche folata arrivavano odori di fiori fradici e di sterpi. Verdi stava ora con la fronte sulla mano. La sosta si protraeva per un tempo incredibilmente lungo. Il custode si era immaginato che piangesse o apparisse in qualche modo turbato. Vide invece che la faccia aggrottata, dalla barba più biancheggiante che grigia, era, come poc’anzi, severamente immota. Semmai, sembrava ancora più immerso nei pensieri. Era palese che un colloquio, con le emozioni che comportava, si verificava in modo del tutto privato tra i due, il morto e il vivo. Bisognava eventualmente essere attento a intervenire, un lume, una corona che si debba spostare… Il silenzio di quei luoghi, pensava Verdi, non è uguale a nessun altro, e la musica che vi s’installasse somiglierebbe, per l’opposto, all’improvviso tacere in una festa da ballo. Sarebbe, s’intende, una musica senza corpo, un’anima in pena, disperata di non potersi mescolare alle passioni di chi vive. Forse, vi si potrebbe trovare un anticipo delle trombe del Giudizio… Quando si accorse che era ripreso a piovere, e che era tempo di risalire in carrozza dove due amici discreti stavano ad aspettarlo. Come segno di attenzione il custode ritenne di precedere il visitatore, e si mosse per schiudergli il cancello. Dopo che ne ebbe in mano una moneta, e dopo un cenno di saluto, lo vide farsi in mezzo alla strada. La carrozza, riapparsa, venne avanti. Si era avvolto di nuovo il bavero intorno alla gola, con una premura, venne in mente al custode, che faceva pensare a un cantante. La carrozza ripartì.»

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Questa volta ho ascoltato il Requiem con uno spirito diverso che non è per nulla legato alla Fede, bensì legato alla mia idea di spiritualità che, con l'immersione nella sublime bellezza di certe pagine, non può che scaturire in maniera forte ed emozionante. E questa volta non sono mancati nemmeno motivi personali a ravvivare questa forte ed emozionante partecipazione alla misticità del momento: la scomparsa di mia madre pochi giorni prima del mio viagio a Parma, e la dedica da parte di un artista sul palcoscenico del proprio canto alla sua memoria, sono stati elementi di forte emozione per questa trasferta musicale che oltre alla motivazione intima che mi legava alla serata ha trovato grande piacere nell'ascoltare un'esecuzione mirabile di quello che ritengo uno dei capolavori più alti di musica sacra, mai composti.
Una quaterna di solisti hanno omaggiato con intima partecipazione questa partitura regalandoci ognuno dei momenti di intensa emozione e di grande professionalità.
Il soprano Anna Pirozzi ha saputo emozionarci durante tutta l’esecuzione - specie nel brano solistico finale Libera me domine - mettendo in campo una vocalità ben tornita e salda capace di "aggredire" le note più veementi e di "accarezzare" quelle più suadenti con una elegante istrionicità; non ha mancato anche nei pezzi di assieme e nel meraviglioso duetto del Recordare, di donarci un canto elegante, sempre ben misurato e mai anonimo.
Non è stata da meno il mezzosoprano Veronica Simeoni che con un bellissimo timbro brunito si è distinta per un'emissione sempre morbida e vellutata anche nelle pagine più intense, non mancando di mettere in rilievo un'ottima cavata di suono e una capacità sempre ben ferma di gestire i fiati con pregevole legato e grande gusto interpretativo facendo a tratti "parlare e pregare" anche il corpo; mi emoziona sempre molto il Liber Scriptus perchè ritrovo in quelle note le caratteristiche mirabili dei mezzosoprani verdiani e qui la nostra interprete ha trovato il modo di cogliere appieno le intenzioni del compositore interagendo con grande maestria con il coro e con l'orchestra.
Alla destra del palcoscenico gli interpreti maschili hanno saputo ben bilanciare la bravura di quelli femminili sia per il fatto di aver saputo ben interagire nelle mirabili pagine di assieme, sia per aver trovato una personale ed originale vis interprerativa nei momenti solistici.
Il tenore Antonio Poli, del quale ho ascoltato per la prima volta la voce, mi ha colpito per la sua freschezza vocale e per la sua capacità di sapersi adattare alle varie esigenze della partitura; se nell'Ingemisco si passa da momenti intensi e pressanti ad altri più eterei e meditativi, sicuramente nell'Hostias dell'Offertorio si viaggia su livelli ancor più mistici che possono davvero avvicinarti all'infinito; questo ottimo interpete ha saputo ben modulare la sua emissione riuscendo a trovare in ogni momento la giusta misura mettendo in campo una precisa intonazione, ottima proiezione e grande legato.
Riccardo Zanellato con la sua voce possente e cavernosa ha completato una quaterna di solisti degni di un Festival che vuole rendere omaggio appieno al Cigno di Busseto; già ascoltato in altro loco per lo stesso ruolo, si è confermato interprete maturo ed ormai un punto di riferimento per il repertorio verdiano; la sua voce ferma, salda e solida è riuscita a tradurre ogni pagina ed ogni nota che Verdi gli ha messo sul labbro; inutile dire come la veemenza e la possenza di suono si siano tradotte mirabilmente nelle prime note del Confutatis per poi sciogliersi senza perdere consistenza in quelle più riflessive dell'Oro supplex.
Per tutti è fuor di dubbio come le pagine di interazione tra le voci – il Lacrymosa ed il Domine Jesu Christe -, oltre alla loro bellezza intrinseca, abbiano potuto beneficiare proprio di una magistrale interpretazione dei solisti che al pari delle loro pagine dedicate, hanno saputo ben trovare un'ottima interazione ed amalgama nell'emissione che si è tradotta in eccellenti equilibri dinamici e ritmici.
In gran forma il Coro del Teatro Regio di Parma preparato e diretto dal M° Martino Faggiani che ha saputo trovare in ogni momento le sollecitazioni che si diramavano dal podio con sicura precisione e determinazione.

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Il podio è stato dominato dal M° Daniele Callegari che dall’alto della sicura esperienza e “vocazione” verdiana ha dato la sua interpretazione di questo pezzo sacro, riuscendo a coniugare la visione più riflessiva e meditativa con quella più grintosa ed impetuosa; sin dall’inizio si è percepita questa istrionicità nell’approccio, riuscendo a cogliere più con l’anima che con l’orecchio le prime note quasi impercettibili e impalpabili dei violini che avallavano un “pp” del coro in attesa del fragore del Dies irae e della baldanza del Tuba mirum; ottima è stata anche l’attenzione ai solisti che hanno sempre potuto contare su un gesto preciso, sicuro ed elegante.
Inutile dire come il fragore del pubblico si sia riversato nell’aere dopo un “breve silenzio riflessivo” che è seguito all’ultima nota della composizione. Una Messa da Requiem per me vissuta appieno in un atteggiamento di meditazione e di riflessione, ripercorrendo ogni momento un recente passato fatto di sofferenza e di dolore, ma con un occhio al futuro in cui auspico di trovare momenti di pace e serenità.

Crediti fotografici: Simone Tomei e Ufficio stampa del Teatro Regio di Parma
Nella miniatura in alto: il maestro Daniele Callegari





Iniziativa culturale congiunta di ISI Barga e ISI Garfagnana con il patrocinio dei rispettivi Comuni

Tosti e D'Annunzio fra parole e musica

di Simone Tomei

Pubblicato il 01 Giugno 2017

170601_TostiEDAnnunzio_00_CastelnuovoGarfagnana_EmmaMartelliniCASTELNUOVO GARFAGNANA (LU) - Caro diario, ho aspettato qualche giorno prima di scrivere sulle tue pagine qualche impressione in merito all’iniziativa che ho fortemente voluto all’interno di questo mio percorso scolastico come insegnante di potenziamento all’ISI Barga; con la mia garbata sfrontatezza un mattino di fine febbraio chiesi appuntamento alla mia Dirigente scolastica, Prof.ssa Catia Gonnella e la misi al corrente della mia idea: volevo riproporre nella scuola dove ebbe la sua genesi il Progetto musicale “Tosti e D’Annunzio tra parole e musica”. Avevo al mio fianco come garante, anche la Prof.ssa Silvia Redini collaboratrice della dirigenza che, protagonista ed interprete del progetto, fu un supporto importante per avallare la mia richiesta.
Devo dire, senza indugi, che trovai subito ampi spazi di accoglimento da parte sua e quindi mi spinsi oltre; perché non facciamo questa cosa in collaborazione anche con l’ISI Garfagnana?
Visto che fino al mese di dicembre avevo insegnato proprio in quella scuola per me fu un collegamento naturale e la cosa che mi stupì, fu proprio il fatto che la Prof,ssa Gonnella non indugiando nemmeno un secondo prese il telefono e chiamò il Prof. Massimo Fontanelli, dirigente dell’altro Istituto con una frase che per me è rimasta mitica: «A me Massimo non dice di no.»
La risposta dall’altra parte del telefono, infatti, fu subito positiva e da quel giorno abbiamo iniziato a mettere in cantiere questa idea; sono stati due mesi e mezzo di intenso lavoro, associato anche agli impegni scolastici di routine, ma alla fine credo sia stato un momento molto importante per i due Istituti; due scuole che già vivono momenti di collaborazione e di interazione grazie a questa ulteriore iniziativa hanno avuto modo di suggellare ancor di più questi intenti e questo percorso.
Si è svolta dunque sabato 27 maggio 2017 al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana alle ore 11,00 questa esperienza culturale congiunta dall’ISI Barga e dall’ISI Garfagnana con il Patrocinio dei rispettivi Comuni: “Tosti e d’Annunzio tra parole e musica”.
Una giornata che ha unito la cultura, l’arte, la musica all’interno di un percorso scolastico che sembra essersi dimenticato di questi elementi relegandoli alla mera iniziativa personale degli studenti; riproporli nel contesto proprio del Teatro, ha voluto essere un modo per ampliare l’offerta formativa e, come sovente ripete la Prof. Catia Gonnella, per creare e incrementare sempre più la “cultura del bello”.

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Una cultura del bello per combattere le dipendenze ed un larvato lassismo che sovente alberga negli animi dei giovani; trovare degli stimoli, creare degli interessi, questo è lo scopo della scuola oltre a fornire le basi necessarie per una cultura di base indispensabile nella vita, ma che da sola non basta, in un mondo che chiede sempre di più e nel quale la conoscenza ed “il sapere” non fini a se stessi, possono essere un valore aggiunto importante per distinguersi e per emergere.
Che bello sia stato non sta certo a me/noi dirlo, ma in nostra vece parla l’entusiasmo dei  quasi duecento ragazzi e la loro partecipazione attenta e sentita; melodie nuove, un approccio diverso alla cultura e alla storia, hanno regalato agli studenti dei due Istituti un’ora e mezzo di parole, di nozioni, di emozioni e di musica che si sono alternate tra loro in un divenire sempre più concitato che ha visto come importane momento il monologo finale di Athos Tromboni, uno dei protagonisti, che ha suscitato motivi di riflessione quali l’invito allo studio attento, alla sete di conoscenza, all’amore per la storia quale ingrediente fondamentale per capire chi siamo e dove andiamo.
Oltre a questo, le melodie struggenti di Francesco Paolo Tosti interpretate dal soprano Emma Martellini accompagnate dal sottoscritto, maestro al pianoforte, nonché le indispensabili note didascaliche, di Silvia Redini.
Nel parterre come graditi ospiti c’erano oltre i due dirigenti scolastici Prof.ssa Catia Gonnella e Prof. Massimo Fontanelli, i due vicesindaci dei Comuni di cui fanno parte le scuole, - per Barga la prof.ssa Giovanna Stefani e per Castelnuovo Garfagnana la Dott.ssa Patricia Josephine Tolaini - il Dirigente dell’USP Dott. Duccio Di Leo, il Comandante della Polizia municipale di Barga, Dott.ssa Cristina Saisi, la prof.ssa Giovanna Mannelli quale ex Dirigente scolastico dell’ISI Barga, alcuni giornalisti delle testate cittadine ed amici ospiti che hanno voluto assistere con entusiasmo a questa iniziativa.
Nei saluti iniziali i due Dirigenti hanno sottolineato proprio questo intento di coinvolgere le due scuole superiori della Mediavalle e della Garfagnana, che vuole essere un motivo di orgoglio e di vanto per superare i confini campanilistici mettendo in evidenza l’importanza delle sinergie e l’obiettivo comune di offrire delle opportunità di crescita agli studenti.

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Quasi un’ora e mezzo di musica e parole hanno tenuto i numerosi studenti attenti al divenire degli eventi; per capire di cosa si tratta vi faccio partecipi della spiegazione a margine della brochure del progetto: “…Si tratta di una piece teatrale di circa 75 minuti senza intervallo, scritta a quattro mani da Silvia Redini e Athos Tromboni, cui partecipano, oltre agli autori in funzione di voci narranti, il soprano Emma Martellini e il pianista Simone Tomei.  Lo spettacolo consiste nell'insieme di notizie letterarie (si parla di Gabriele D'Annunzio) e musicologiche (Francesco Paolo Tosti), alternate a esecuzioni musicali delle romanze da camera, che la collaborazione dei due (entrambi abruzzesi animati da un forte legame con la terra d'origine) ha consegnato alla storia della musica. In scena sono quattro "personaggi": Athos Tromboni che interpreta Francesco Paolo Tosti, come se il musicista di Ortona, rivolgendosi a Gabriele D'Annunzio, gli comunicasse le proprie riflessioni sui testi delle poesie da musicare; poi Silvia Redini che, nella funzione paragonabile a quella del "coro greco", racconta episodi, aneddoti e fatti riguardanti il poeta di Pescara; il racconto è corredato, oltre che da spunti musicologici e letterari, anche da citazioni riguardanti la storia italiana ed europea nel periodo di collaborazione fra Tosti e D'Annunzio, protrattosi dal 1880, anno in cui si conobbero in casa di un comune amico, il pittore Michetti, fino al 1916, anno della morte del musicista.
La parte di Tosti (scritta da Tromboni) è di pura fantasia, anche se strettamente correlata a vicende vere che riguardano il musicista, quindi volutamente teatrale.
La parte che tratta del D'Annunzio (scritta dalla Redini) è rigorosamente biografica, formulata in maniera didascalica per l'immediata comprensione delle vicende che vengono narrate.
Il tutto crea un clima di verisimiglianza che fa capire al pubblico chi fossero e perché fu importante la collaborazione fra i due artisti abruzzesi.
Alla parte storico-letteraria si alterna il canto della Martellini, che delle 34 romanze da camera musicate da Tosti su poesie di D'Annunzio, ne esegue ben undici…”
Lo stupore ed il piacere di vedere una generazione lontana da queste armonie, attenta e partecipe è stata una grande soddisfazione per tutti noi ed un motivo per credere ancor di più che il lavoro fatto non sia qualcosa di vano, bensì che sia una strada importante da battere e seguire; tutto nella formazione è importante; le materie curriculari hanno sicuramente la precedenza su tutto, ma riuscire a ritagliare dei momenti ah hoc sicuramente accresce e arricchisce l’animo degli studenti, ma non solo, arricchisce anche il nostro animo e ci rende orgogliosi del nostro operato.

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Dopo lo spettacolo teatrale i protagonisti e i graditi amici, sono stati ospiti dell’Istituto Alberghiero di Barga dove hanno potuto assaporare un “Menù a tema” in cui sono state proposte pietanze e sapori sia della terra abruzzese cui appartiene Francesco Paolo Tosti, sia della terra gardesana in cui il d’Annunzio trascorse gli ultimi anni di vita, senza dimenticare la nostra identità toscana, con un omaggio nell’aperitivo a Giovanni Pascoli e ai prodotti della Garfagnana e una deliziosa torta elaborata con il famoso “Formenton otto file”, grano autoctono coltivato proprio in Garfaganana.
Gli alunni della VKC - leggasi classe quinta cucina sezione C - guidati dal prof. Daniele Mangiafave di concerto con il Prof. Roberto Santacaterina per il servizio in sala, hanno fatto sì che questo incontro delle parole e musica con il sapore potesse trovare un’intesa perfetta. Un ringraziamento particolare anche alla Prof.ssa Chiara Angelini che ha guidato i ragazzi che hanno fornito l’accoglienza a Teatro.
La giornata si è conclusa per gli ospiti con una visita alla Casa museo di Giovanni Pascoli a Castelvecchio gentilmente offerta dalla Fondazione che cura il complesso museale pascoliano. Cultura, musica, bello, si sono incontrate ed hanno regalato un momento diverso alla normale quotidianità scolastica; qualcosa è stato seminato e se son rose… fioriranno.

Crediti fotografici: Andrea Simi, fotografo in Lucca
Nella miniatura in alto: il soprano Emma Martellini, interprete delle romanze di Francesco Paolo Tosti






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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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Opera dal Centro-Nord
La bella Cenerentola della Iervolino
servizio di Simone Tomei FREE

181113_Fi_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phMicheleBorzoniFIRENZE - Scrivevo nell'estate del 2017 dopo la visione della Cenerentola di Gioachino Rossini nel cortile di Palazzo Pitti: «... Un nuovo allestimento volto alla tradizionalità, ma al contempo non tradizionalista, che porta la firma della regista Manu Lalli; un allestimento che vede in campo una scenografia piuttosto semplice, ma funzionale curata da Roberta
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni con Max e Ellade
servizio di Athos Tromboni FREE

181109_Vigarano_00_Gruppo10_MaxChiarellaVIGARANO (FE) - La serata in ricordo di Federico ‘Chico’ Franchella, già presidente del Gruppo dei 10, e Antonio Fogli, socio, amico, e storico gestore del Bar Ragno di Comacchio, si è svolta al ristorante ‘Spirito’ di Vigarano Mainarda ieri, 8 novembre. Scomparsi entrambi da pochi mesi, furono anima e cuore della rassegna “Tutte le direzioni” che
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Libri in Redazione
Eroine rossiniane regine e vincenti
recensione di Athos Tromboni FREE

181108_Libri_00_RobertaPedrotti-LeDonneDiGioachinoRossini_Roberta Pedrotti
Le donne di Gioachino Rossini - Nate per vincere e regnar
Odoya Editore - giugno 2018, pagg. 416, euro 22
La Pedrotti è musicologa, critico musicale, fondatrice e direttrice responsabile della rivista on-line L'ape musicale. Questo libro, che reca una toccante prefazione di 
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Classica
Il Trio di Parma fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE

181106_Fe_00_TrioDiParma_EnricoBronziFERRARA - Prosegue la stagione 2018/2019 di Ferrara Musica presso il Teatro Comunale Claudio Abbado; dopo gli entusiasmanti concerti  per opera della European Union Youth Orchestra e Kammerchor Stuttgart Hofkapelle, appuntamento inedito con uno dei più prestigiosi  ensemble  cameristici italiani, il Trio di Parma, preceduto
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Eventi
Tutte le Direzioni in Falltime 2018
redatto da Athos Tromboni FREE

181103_Fe_00_TutteLeDirezioni2018_GaetanoRiccobonoVIGARANO MAINARDA (FE) - Torna come ogni anno la rassegna musicale d'autunno del Gruppo dei 10, l'ormai proverbiale Tutte le direzioni in Falltime: il ciclo di concerti nell'accogliente sala del ristorante-music hall "Lo Spirito" di Vigarano Mainarda (in via Rondona 11d) partirà giovedì 8 novembre prossimo e proseguirà fino alla fine dell’
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Ballo and Bello
Schubert contro Gershwin in danza
servizio di Annarosa Gessi FREE

181031_Fe_00_EnricoMorelliFERRARA - Il terzo spettacolo del nuovo cartellone di danza del Teatro Comunale Claudio Abbado ha visto in scena la compagnia MM Contemporary Dance Company impegnata in due coreografie intitolate Schubert Frames (musica di Franz Schubert) e Gershwin Suite (musica di George Gershwin e Stefano Corrias).
Due lavori molto
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Eventi
Sei titoli non era mai successo
servizio di Athos Tromboni FREE

181030_Fe_00_StagioneLirica_PaoloMarzocchiFERRARA - Solita partecipata conferenza stampa per la presentazione della stagione lirica del Teatro Abbado: oltre i giornalisti locali, erano in sala anche i dirigenti di numerose associazioni culturali della città, che sono il tessuto connettivo del pubblico ferrarese interessato all'opera. Il cartellone di sei titoli, mai così tanti negli ultimi vent'anni
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Opera dal Centro-Nord
Hey Gio' con Le Villi
servizio di Simone Tomei FREE

181030_Fi_00_HeyGioLeVilli_VittorioMontalti.jpegFIRENZE - Un audace accostamento quello che si è visto all’inaugurazione della stagione lirica 2018-2019 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una ricerca di dialogo tra il presente, un passato prossimo ed  un passato remoto. L’opera del compositore contemporaneo Vittorio Montalti, Hey Gio'..., vuole essere un ricordo ed un omaggio
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Vocale
Gelmetti per un eccellente Stabat
servizio di Simone Tomei FREE

181028_Fi_00_StabatMaterRossini_GianluigiGelmettiFIRENZE - Il genio di Gioachino Rossini, scevro dagli impegni verso il Teatro d'opera da cui si era accommiatato anni prima, e la sequenza religiosa attribuita a Jacopone da Todi sono stati la materia prima con cui è stata confezionata la serata di apertura della XXXVIII stagione concertistica dell'Orchestra Regionale Toscana (ORT) al
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Prosa
Profondo blu per Hester
servizio di Athos Tromboni FREE

181027_Fe_00_TheDeepBlueSea_LucaZingarettiFERRARA - Ma chi sarà quella morettina che rende bella, ancor più bella, la canzone Sognami di Biagio Antonacci? Era una domanda che mi ponevo nel 2007 quando uscì in videoclip proprio Sognami, canzone molto suggestiva in un periodo in cui si "scaricavano" ininterrottamente i filmati sul computer di casa trafficando in internet. Il videoclip non
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Opera dalle Isole
Raccapricciante il Rigoletto di Turturro
servizio di Salvatore Aiello FREE

181024_Pa_00_Rigoletto_StefanoRanzaniPALERMO - Il verdiano Rigoletto ha segnato la ripresa della Stagione 2018 di Opere e Balletti del Massimo in un clima faticoso per la defezione del tenore Giorgio Berruggi e del soprano Maria Grazia Schiavo (presente quest'ultima in sole due recite, quella del 13 e quella del 17 ottobre), ambedue per sopravvenuti motivi di salute.  Il palcoscenico, incorniciato dai
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Opera dal Centro-Nord
Il Dittico in attesa del Trittico
servizio di Simone Tomei FREE

181023_Lu_00_SuorAngelicaGianniSchicchi_MarcoGuidarini_phFilippoBrancoliPanteraLUCCA - Il Teatro del Giglio Ha aperto la sua stagione lirica 2018/2019 con il Dittico di Giacomo Puccini… ebbene sì, il “Dittico” e non il “Trittico”. Ma a tutto vi è una spiegazione: da tempo il teatro lucchese diretto dal M° Aldo Tarabella guarda lontano, punta alla vetta e lo fa trovando ampi spazi di manovra in collaborazioni nazionali e internazionali:
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Personaggi
Suor Angelica la vivrō da mamma...
intervista di Simone Tomei FREE

181021_Lu_00_AlidaBertiLUCCA - Eccoci come promesso al terzo appuntamento di questa maratona lucchese per presentarvi il terzo debutto nel dittico pucciniano Suor Angelica e Gianni Schicchi battistrada per la la stagione lirica del Teatro del Giglio 2018/2019; è la volta del soprano Alida Berti che affronta proprio il grande ruolo di Suor Angelica del quale ci parlerà in
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Personaggi
Rosiello lusingato d'essere Schicchi
intervista di Simone Tomei FREE

181019_Lu_00_MarcelloRosielloLUCCA - Eccoci al secondo piacevole incontro, questa volta con il baritono Marcello Rosiello al suo debutto lucchese nel ruolo di Gianni Schicchi; anche per lui il racconto della nostra chiacchierata è preceduto dal suo curriculum.
Nato a Bari, studia canto con Lucia Naviglio e Pietro Naviglio e
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Personaggi
Cerco nel personaggio la mia veritā
intervista di Simone Tomei FREE

181016_Lu_00_IsabelDePaoli_phFabioParenzanLUCCA - Vivere Giacomo Puccini ed ascoltare le sue opere nella città dove è nato, è sempre una grande emozione e da lucchese doc non posso che esprimere felicità nel poter vedere dei bravi interpreti debuttare i ruoli del “mio” compositore proprio nel Teatro di Lucca.
Inizierò quindi questo “Trittico” di debutti con il
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Vocale
Missa Solemnis da applausi
servizio di Athos Tromboni FREE

181014_Fe_00_MissaSolemnisHofkapelleStuttgard_FriederBerniusFERRARA - Dopo un’ampia pagina dedicata con successo e grande soddisfazione alla Euyo (quattro concerti a partire dall’agosto scorso), il cartellone di Ferrara Musica è approdato il 12 ottobre 2018 al primo appuntamento con un’orchestra e un coro “non residenti”: la Hofkapelle Stuttgard e il Kammerchor Stuttgard entrambe dirette
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Personaggi
Roberto de Candia prima della prima
intervista di Simone Tomei FREE

181005_No_00_RobertoDeCandiaNOVARA - Abbiamo incontrato il baritono Roberto de Candia che ci ha raccontato qualcosa di sé nell’imminenza del debutto nel ruolo di Rigoletto nell’omonima opera di Giuseppe Verdi al Teatro Coccia di Novara. Conosciamo un po’ meglio questo artista attraverso il suo curriculum.
Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista
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Pagina Aperta
Festival Verdi impressioni d'un cronista
Simone Tomei FREE

180930_Pr_00_GiuseppeVerdiPARMA - La fine del mese di settembre richiama melomani, critici e curiosi del mondo del melodramma in terra emiliana e più precisamente a Parma per l’atteso Festival Verdi che quest’anno ha raggiunto la sua maggiore età; un Festival preparato nei minimi dettagli e con una cura quasi certosina per i dettagli: prova ne è, tra le la altre, il
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Classica
Euyo e Chamber Academy belle realtā
servizio di Edoardo Farina FREE

180928_Fe_00_HeloiseDeJenlisFERRARA - La corrente stagione sinfonica e cameristica di Ferrara Musica ha visto nel pomeriggio del 27 settembre 2018 la seconda giornata di concerti per quanto concerne  l’attività di Ferrara Chamber Academy, organizzata per la prima volta quest'anno da EUYO e Ferrara Musica al Teatro Comunale Claudio Abbado. L’Accademia ha
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Opera dal Centro-Nord
La Traviata anche lei traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180927_Fi_00_Traviata_ZuzanaMarkovaFIRENZE - L’epilogo di questa trilogia verdiana si è concluso con l’opera tratta dalla Signora delle camelie, il romanzo di Dumas fils: La Traviata, che è stata quindi in ordine di apparizione l’ultima delle “tre” con la firma del “progetto drammaturgico e regia” di Francesco Micheli, scene di Federica Parolini, costumi di Alessio Rosati e luci di Daniele Naldi.
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Opera dall Estero
Un ottimo Trovatore
servizio di Simone Tomei FREE

180924_Liegi_00_Trovatore_FabioSartori_phOperaRoyalDeVallonieLIEGI - Ogni volta che mi trovo ad ascoltare Il trovatore di Giuseppe Verdi non posso fare a meno di ammirarne la contraddittoria perfezione drammaturgica e musicale; il connubio tra Salvatore Cammarano ed il Cigno di Busseto ha creato uno dei capolavori che, a mio avviso, è da annoverare nell’olimpo del Teatro in Musica. La repetita
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Soci Uncalm
Rivive d'Ambrosio ai Servi
redatto da Athos Tromboni FREE

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in
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Opera dal Centro-Nord
Rigoletto e Trovatore tuoni e fulmini
servizio di Simone Tomei FREE

180919_Fi_00_Rigoletto-Trovatore_FabioLuisiFIRENZE - Tre giorni sono stati necessari per sbollire, freddare e decantare, ma anche assaporare e rielaborare le emozioni del mio fine settimana fiorentino in cui ho assistito alla rappresentazione di parte della Trilogia verdiana al Teatro del Maggio Musicale; sbollire, freddare, decantare, assaporare e rielaborare sono azioni rivolte a ciascuno degli
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Echi dal Territorio
Dolce sentire davanti la chiesa
servizio di Edoardo Farina FREE

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di
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