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Il Pavaglione di Lugo di Romagna ha fatto da splendida cornice ad una serata del Ravenna Festival

Bacalov una vita da film

servizio di Athos Tromboni

Pubblicato il 31 Luglio 2020

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos Branca, regista, e Rosanna Pavarini, aiutoregista, la cui struttura fu creata dal compositore stesso prima della sua scomparsa. Ravenna Festival ha riproposto quello spettacolo nella suggestiva cornice del Pavaglione di Lugo di Romagna, quarto e ultimo appuntamento nella cittadina romagnola del Festival stesso. Rispettati tutti i protocolli sanitari delle norme anti-Covid, ecco dunque la sera di giovedì 30 luglio 2020 riempirsi il Pavaglione di spettatori: cos'è stato quel concerto, o meglio, quello spettacolo musicale/multimediale?
Lo spiega bene il programma di sala elaborato da Federico Savini: « Parlare di spettacolo “sincretico” forse a qualcuno suonerà pomposo, ma bisogna ammettere che non c’è altro termine per tenere insieme le sfaccettature di un’esistenza che vale almeno per tre, e merita eccome il titolo di Vita da film. Questo perché, appunto, di Luis Bacalov ce ne sono quanto meno tre: il geniale autore e arrangiatore della musica pop italiana, l’eclettico compositore di colonne sonore per il cinema e, in ultimo, il “teatralizzatore” di sé stesso, visto che lo spettacolo era stato concepito, insieme al regista e autore Carlos Branca, dallo stesso Bacalov.»


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Il grande palco del Pavaglione ha accolto i musici e gli attori (o, per meglio dire, l'attrice) che hanno condotto e animato la serata: Maria Grazia Cucinotta (voce narrante), Vittorio De Scalzi dei New Trolls (canto, flauto e tastiere), gli Ànema (al secolo: Marcello Corvino e Laura Sarti, violini; Fabio Tricomi, flauti, oud e percussioni; Biagio Labanca, chitarre e cori; Massimo De Stephanis, basso elettrico e cori; Maurizio Brancone, batteria e percussioni).
Lo spettacolo ha raccontato per sintesi la biografia artistica di Bacalov (che fu grande amico di Ennio Morricone), con la voce narrante della Cucinotta. La narrazione era arricchita da spezzoni di film dei quali il compositore argentino aveva firmato le colonne sonore; e proprio le colonne sonore dei principali film di successo sono state eseguite dal vivo dagli Ànema e da Vittorio De Scalzi: quest'ultimo oltre a guidare l'ensemble dei musici nell'esecuzione del "Concerto grosso per i New Trolls" scritto da Bacalov (nel 1971 fu il disco della band che ottenne un grande successo di vendite), ha anche proposto una recente canzone scritta appositamente in memoria proprio di Bacalov: Una vita da film.
All'inizio dello spettacolo, sul palco vuoto, mentre sui tre maxischermi veniva proiettato il logo della Titanus con il celebre stacchetto musicale di quella casa cinematografica, irrompeva il regista Carlos Branca: «No! No! No! Non è un film che dobbiamo proiettare stasera, ma "Una vita da film" per ricordare Luis», spiegando che all'inizio della carriera fatta tutta in Italia il compositore, con il suo tocco, ha marchiato a fuoco alcune perle melodiche incastonate nel nostro immaginario collettivo. Qualche esempio? Il Nico Fidenco di Legata ad un granello di sabbia e poi ancora il Gianni Morandi di Fatti mandare dalla mamma (sue le musiche), Rita Pavone (La partita di pallone e diverse altre), Mina (Mandalo giù, tirati su), e soprattutto Sergio Endrigo, con il quale la collaborazione è stata lunga e assai fruttuosa, da classici intramontabili come Io che amo solo te e Canzone per te, fino agli album “concept” che si affacciavano sugli anni ’70 del Novecento.
All'ascolto si è capito che a Lugo si era in presenza di uno spettacolo collaudato, della durata di poco più di 90 minuti, che ha riassunto in maniera didascalica ma molto significativa una carriera inimitabile: sono state proposte in video e dal vivo molte canzoni, poi usate per il cinema o il teatro (nella fattispecie il thriller La vittima designata di Maurizio Lucidi, con Tomas Milian), perché appunto il compositore italo-argentino si era già fatto un nome in quel settore. Addirittura nel remoto 1954, Bacalov aveva lavorato alle musiche di Questi fantasmi per Eduardo De Filippo e negli anni ’60 avrebbe firmato e arrangiato le colonne sonore di pellicole come Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini e altri film di Ettore Scola, Luciano Salce, Pasquale Festa Campanile ed Elio Petri.
«Terreno di esplorazione creativa anche più privilegiato - ricorda ancora il programma di sala di Savini, ripreso anche dalla narratrice - fu però il cosiddetto “cinema di genere” dei vari Lucio Fulci, Umberto Lenzi, Ruggero Deodato e Sergio Corbucci, per il quale Bacalov compose lo score del mitico Django (utilizzato più avanti da Quentin Tarantino, a riprova che non c’è solo il grande Ennio Morricone nelle grazie del regista americano). Il nome di Bacalov è pressoché proverbiale nel mondo delle colonne sonore anche grazie al lavoro per un poliziottesco archetipico come il protagonista di Milano Calibro 9 (Gastone Moschin) di Fernando Di Leo (pluricitato da una band odierna come i Calibro 35, che proprio dalla devozione per quelle musiche sono partiti) e un film di molti anni dopo come Il postino di Michael Radford (1994), con l’ultima struggente interpretazione di Massimo Troisi e della stessa Maria Grazia Cucinotta.»
Non è mancato un momento specifico dedicato a Ennio Morricone, con l'esecuzione dal vivo del tema di un grande film come Nuovo Cinema Paradiso e, per chiudere la serata, l'esecuzione di un bis a grande richiesta: non poteva che essere lo stupendo Adagio del "Concerto grosso per i New Trolls" di Bacalov.
La serata era calda ma non torrida; la Luna di tre/quarti faceva risplendere il cielo notturno; il Pavaglione era bellissimo nella sua veste rimodernata (pavimentazione, luci, alberi e piante vive). E la musica, oltre al resto, indimenticabile.

Crediti fotografici: Foto Zani-Casadio per il Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: Vittorio De Scalzi dei New Trolls
Sotto, in sequenza: le suggestive panoramiche di Zani-Casadio dello spettacolo al Pavaglione di Lugo






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