Pubblicato il 20 Agosto 2019
Concerto vocale diretto magistralmente da Carlo Tenan sul podio della Orchestra Sinfonica G.Rossini
Brillano le stella Molinari e Pratt servizio di Simone Tomei

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide) . Qualche modifica al programma originario non ha tolto niente all'essenza di un pomeriggio di grande musica in cui la commistione tra il Rossini "serio" e quello più "giocoso" si è dipanata in una sequenza vocale e sinfonica di rara finezza.
guidata con piglio sicuro e determinato dal M° Carlo Tenan ha aperto il pomeriggio musicale con la sinfonia da L'Italiana in Algeri nella cui esecuzione la ricerca di un suono elegiaco e morbido non ha fatto perdere la frizzante sonorità, mentre nella sinfonia tratta dall'Otello rossiniano ha privilegiato una lettura più misurata e meditativa. La bacchetta direttoriale è stata inoltre valida sponda di attracco per un'esecuzione canora in sfolgorante spolvero.
Colpisce subito l'eleganza delle due interpreti; Cecilia Molinari guadagna il palcoscenico con un abito rosso dando il via alle danze nell'impegnativa aria tratta dal Tancredi Oh patria!... Tu che ascendi questo core; il recitativo e la cavatina sono eseguite con determinazione sin dalle prime frasi che convincono appieno lo spettatore a cui la voce salda e nitida sa restituire con perfetta agogica la nobile gioventù del personaggio.
Colpisce poi come la seconda aria solistica viri verso un'interpretazione più canzonata, amorosa e caparbia Contro un cor che accende amore tratta dal  “Barbiere di Siviglia”, in cui trova pieno agio la sicurezza scenica e si evidenzia ancor di più una tecnica salda e grande omogeneità in tutta la gamma sonora.
Jessica Pratt (con un luminosto abito azzurro) di risposta a questi momenti solistici non è da meno ed apre lo spartito di “Adelaide in Borgogna” proprio alla pagina dell'aria della protagonista Cingi la benda candida per la quale nessuna nota impervia teme la sua adamantina vocalità. Ella sa giocare con le dinamiche e non ci rende orfani di un canto in cui dalla mezza voce si passa per un incedere sempre più veemente sino all'esecuzione in grande stile dell'acuto finale... anche questo è crescendo rossiniano.
Ma se fino ad ora eravamo già ammaliati dalla prima interpretazione ecco che il meglio ha ancora da venire con il rondò e finale secondo tratto da “Matilde di Shabran”, Ami alfin? E chi non ama; qui nessuno la frena nell'esortazione alle donne «nate per vincere e regnar» dove l'acuto sicuro e ottimemente a fuoco gode di una proiezione davvero ammirevole se non inebriante.
E come in un crescendo rossiniano che si rispetti il momento dei duetti è la ciliegina sulla torta di una grande performance vocale e strumentale.
Colpisce come le due vocalità non siano mai in antitesi tra loro, ma che il contrasto timbrico risulti all'orecchio dell'ascoltatore come una mirabile fusione di eleganza. Arpa e corno inglese sul palcoscenico con un suono limpido, celestiale e quasi spiriturale, fanno da coreografia al duettino da “Zelmira”, Perchè mi guardi, e piangi; qui le voci sono magicamente fuse nella parola scenica che viene servita al pubblico su di un piatto d'argento.
Ancora un momento a due previsto dal programma con il recitativo e duetto O qual scegliesti... l'aura che intorno spiri dal “Tancredi”; le voci atte a tradurre risentimento che alberga nella prima parte del testo, con l'evoluzione verso il momento di strazio che conlude la scena, sono state partecipi nel rendere appieno quel canto rossiniano genuino e schietto.

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Non pago di tanto ascolto il pubblico in grande ovazione per le due interpreti chiede a gran voce il bis che viene puntualmente concesso; la scelta vira  sul repertorio in atto proprio al Festival in corso: il duetto Questo cor ti giura amore dal “Demetrio e Polibio” che avevano cantato la sera precedente nella recita da me ascoltata, imprime le corroboranti emozioni del pubblico presente con un indelebile sigillo di bravura, ma anche di riconoscenza verso un compositore che sa appassionare con la sua grande musica traducendo le emozioni ed i sentimenti dei personaggi nella "prodigiosa" notazione delle sue composizioni.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Rossini Opera Festival di Pesaro
Mella miniatura in alto: il direttore Carlo Tenan
Sotto: un momento del concerto con Cecila Molinari e Jessica Pratt





Pubblicato il 13 Agosto 2019
Tutto esaurito per l'opera per soli e coro di Carl Orff diretta dal maestro Ezio Bosso
Carmina apoteosi di musica e luci servizio di Simone Tomei

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
Questo componimento è costituito da un corpus di testi poetici medievali dell' XI e XII secolo, scritti prevalentemente in latino, tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del XIII secolo, il «Codex Latinus Monacensis 4550» o «Codex Buranus», proveniente dal convento di Benediktbeuern (l'antica Bura Sancti Benedicti, fondata attorno al 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera). Il codice è custodito nella Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera. Quelli eseguiti sono la prima parte di un Trittico teatrale "Trionfi", che comprende anche i "Catulli Carmina" e il "Trionfo di Afrodite". Queste pagine musicale composte da Carl Orff tra il 1935 e il 1936, sono basate su 24 poemi tra quelli trovati nei testi poetici medievali omonimi il cui titolo completo è «Carmina burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis»; composto da un prologo, cinque parti ed un finale, non segue una narrazione precisa, ma si basa sul concetto del giro della "Ruota della Fortuna" simbolo utilizzato anche dall'editore tedesco Schott nella pubblicazione dello spartito originario.
A capo del complesso strumentale areniano il M° Ezio Bosso fornisce una lettura intensa, originale fino a toccare punte di estrema personalizzazione con un manierismo quasi esasperato, ma al contempo semplice e ripulito da retoriche interpretative che spesso infondono facezie bandistiche e ridondanti; ciò non vuol dire perdere l'essenza del carattere travolgente di talune pagine con la capacità di amalgamare quelle in cui il ritmo e l'intensità sonora vira in un'oasi più pacata e riflessiva. E qui emerge l'aspetto più intimistico dell'opera di Orff: le sonorità sono quasi ovattate e fatte vibrare nell'aere della calda serata areniana con ottimo gusto per la scelta delle dinamiche anche se in alcuni momenti indugiano nei tempi e nelle pause per i quali avrei preferito un più fluente andamento.

190812_Vr_01_CarminBurana_EzioBosso_facebook_FotoEnnevi

Proprio sull'accordo di re9 ha avuto inizio il concerto con il più famoso dei brani componenti l'opera O Fortuna e qui l'intera compagine corale (guidata anche in scena dal M° Vito Lombardi) è impegnata con uno slancio e con un impeto vocali quasi disumani, che sono richiesti dal FF sulla partitura e dalla notazione "pesante". L'impegno del coro è stato esemplare ed il caleidoscopio dei colori restituiti alla platea non ha tralasciato nessuna sfaccettatura caratterizzante i 24 pezzi. Uniti al Coro "dei grandi" un doppio coro di voci bianche hanno contribuito all'ottima riuscita della serata: il coro A.Li.Ve diretto dal M° Paolo Facincani e il coro A.d'A.Mus diretto dal M° Marco Tonini. Una piacevole fusione di voci e di emozioni armoniche, ha pervaso l'Arena di Verona per la durata di tutto il concerto.
Ottimo l'impegno dei solisti: il soprano Ruth Iniesta si è posta al pubblico con un ingresso quasi operistico denso di fascino ed eleganza e poi la sua interpretazione ha fatto il resto: vocalità piena, sicura, intensa e dolce al tempo stesso, solida nelle note più gravi e morbida e vellutata negli acuti filati del Dulcissime.
Raffaele Pe (controtenore) si è distinto per un'esecuzione misurata, mai eccessiva, in grande sintonia con le intenzioni del compositore e ben equilibrata con l'orchestra e con il coro nel suo pezzo (Olim lacus colueram).
Il baritono Mario Cassi è sicuro dello spartito e destreggia la sua vocalità in maniera eclettica e spavalda passando dallo stile quasi monteverdiano di taluni brani (nei falsetti con grande abilità di passaggio dalle note acute a quelle gravi Dies, nox et omnia), a quello più impegnativo di stampo simil operistico dove si rende necessaria una vocalità piena (Circa mea pectora), per finire nei virtuosismi dell' Estuans interius, brano che apre il terzo capitolo (“In taberna”) della composizione.
Un encomio anche ai tecnici delle luci (ed in particolare a Paolo Mazzon) che hanno creato atmosfere oniriche e caleidoscopiche sugli spalti nel retropalco dell'anfiteatro ed a coloro che hanno ideato scenicamente il finale quando sulle ultime note di "O Fortuna" si sono accese alternandosi, grandi fiaccole di fuoco dai lati del palcoscenico, fino all'apoteosi finale dove tutte insieme hanno "scaldato" l'Arena con un effetto veramente emozionante.
Inutile dire che la capacità catalizzante del M° Ezio Bosso ha fatto sì che tutto l'anfiteatro scaligero fosse completamente esaurito; alla fine non è mancato il suo saluto personale con il quale ha annunciato già l'impegno per il 2020 dove sarà chiamato a dirigere la Nona Sinfonia di Beethoven.
Quindi con il bis di O fortuna il pubblico areniano è stato salutato da parte dei musicisti e gli applausi scroscianti hanno continuato a omaggiare il palcoscenico con grande vigore per lungo tempo.

190812_Vr_02_CarminBurana_RuthIniesta_FotoEnnevi 190812_Vr_03_CarminBurana_MarioCassi_FotoEnnevi

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Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il direttore Ezio Bosso
Al centro: Ezio Bosso saluta il pubblico strabocchevole dell’anfiteatro veronese
Sotto in sequenza: Ruth Iniesta e Mario Cassi; e una grandiosa panoramica di Foto Ennevi





Pubblicato il 01 Luglio 2019
Il Gruppo Mandolinistico Codigorese ha inaugurato la 54.ma edizione di Musica Pomposa
Suoni dall'Abbazia servizio di Edoardo Farina

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno termine il 19 agosto 2019 con un programma di intrattenimento all’insegna della musica sia classica che moderna d’autore, nell’ambito di una della stagioni concertistiche più importanti della Regione Emilia Romagna.  
La formazione Codigorese nasce nel 1973 per volontà del mandolinista Gino Mucchi e del M° Dario Avanzi che la fondò supportandola per molti anni divulgando nelle scuole la passione e lo studio degli strumenti a plettro.  Ha intrapreso a suo tempo diverse tournée in Francia, Germania, Romania, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica, dal 1991 al 2016 è stata diretta dal M° Pierangelo Boccaccini continuando a partecipare a numerosi concerti e festival in Spagna, Croazia e varie città italiane, per cedere in seguito il sodalizio alla pianista Franca Giannella. Costituita da circa venti strumentisti, tra cui molti giovanissimi suddivisi nelle sezioni di mandolini, mandole, mandoloncelli, chitarre e contrabbasso ad arco, offre un repertorio vasto e articolato muovendosi dal classico – operistico sino a giungere al più folkloristico campano originale per mandolino non tralasciando il genere contemporaneo, cinematografico e autori dell’800 nella loro forma tradizionale grazie anche all’abilità di revisione ed edizione critica delle partiture a cura di alcuni componenti della stessa. Numerose le collaborazioni nel corso degli ultimi anni con diversi cantanti lirici, tra i quali Carla Cenacchi, Rita Pedretti, Silvia Marcolongo, Riccardo Zanellato, eccetera, grazie ai quali è stato possibile sperimentare l’accompagnamento all’opera utilizzando gli strumenti a plettro, contribuendo in modo considerevole alla crescita artistica così come l’ampliamento dell’ordinamento strutturale delle partiture per quanto concerne la sezione dei “mandolini secondi” non più preposti al solo supporto di sostegno ai solisti ma evidenziando anche le parti tematiche.
La bacchetta di Vanzini non ha certamente disatteso le aspettative in qualità di direttore d’orchestra dopo una lungimirante attività di contrabbassista, trovando sicurezza e precisione servendosi di una dinamica sonora non semplice da sostenere per via dell’esecuzione disturbata dal caldo torrido dell’ambiente chiuso e fortemente illuminato da fari alogeni, riuscendo però a curare con estrema attenzione ogni sfumatura: il difficile fraseggio dei plettri, morbido e vellutato, i pianissimi appena udibili, per un recital composto da musiche rinomate oramai a noi tutti. Il titolo quasi fiabesco richiama una collaudata esperienza per l’ensemble locale che tingendosi di nuove sonorità ha riveduto pagine tratte da opere celebri quali l’Habanera da la Carmen di Bizet, Addio del Passato da la Traviata di Verdi, l‘Intermezzo Sinfonico de la Cavalleria Rusticana di Mascagni, per proseguire con l’Ave Maria di Vladimir Vavilov pubblicata nel 1972 per l'etichetta discografica russa Melodiya ascrivendone la provenienza dapprima a un autore anonimo e successivamente all’arpista e cantore barocco Giulio Caccini per iniziativa dell'organista Mark Shakhin ma in modo del tutto equivoco: infatti da un attento ascolto si avverte una tipologia di scrittura e passaggi armonici impossibili per l’epoca, ciò nonostante il compositore Oleg Grigor'evič Jančenko l’arrangiò per il contralto Irina Arkhipova registrandola nel 1987 dando all’aria diffusione mondiale lasciandone invariata ormai l’attribuzione di falso storico. 
Chiusura del melodramma con la Barcarola di Offenbach, il tutto supportato sinora dai soprani Letizia Verri e Monica Ricci alternandosi in qualità sia di soliste che in duo, conferendo con le loro splendide voci e bella presenza scenica  un tocco di magia alle note notturne della serata estiva. Le moderne sonorità popolari e colte dell’America Latina e le colonne sonore tratte da grandi opere cinematografiche ci hanno accompagnato  nella continuazione divertendo molto con Dieter Kreidler, autore tedesco amante dei ritmi carioca dal melodioso Latin groove ma soprattutto con  il pirotecnico Tico Tico no fuba scritto da Zequina de Arbreu, quindi Por una Cabeza di Carlos Gardel, il più importante cantante argentino e ovviamente di tango (ballo passionale di coppia sviluppatosi  solo a Buenos Aires all’inizio del ‘900) che pur non potendosi definire sorprendente nelle note con altrettanta maestria come il vero esponente per antonomasia suo conterraneo Astor Piazzolla, è comunque ricco di suggestioni e colori riportandoci nella misteriosa atmosfera delle milonghe degli anni ’30 dall’ambiente buio e addensato dal fumo ma dal fascino intramontabile.

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L’ultima parte è stata affidata alle musiche da film con il grande maestro del genere, Ennio Morricone in C’era una volta il west, poi con il classico americano Moon River per mano di Johnny Mercer e Henry Mancini adattato a suo tempo appositamente al timbro di voce della cantante e attrice Audrey Hepburn vincendone l'Oscar come migliore canzone nel 1962, tratta dal celebre lungometraggio Breakfast at Tiffany's (Colazione da Tiffany). A seguire un altro capolavoro proveniente dalle note blues, Summertime tratta dall’Opera Porgy and Bess di George Gershwin datata 1935, che nei suoi soli 39 anni di vita ha lasciato pagine immortali rivoluzionando la musica americana di allora. Non potevano mancare i fantastici anni ‘60 con il complesso pop inglese più straordinario che sia mai esistito, i Beatles, ovvero John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, formatosi a Liverpool e attivo fino al 1970 rendendosi immortale anche se scioltosi prematuramente pare a causa delle vicissitudini legate al rapporto sentimentale e gli attriti tra Lennon e l’artista giapponese Yoko Ono. Eleanor Rigby qui proposta è tratta dal film su genere fantastico del 1968 Yellow submarine avente come protagonista in scena lo stesso quartetto in forma di animazione.

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Conclusione della performance, lasciando grande soddisfazione tra il pubblico come sempre accorso numeroso, con un capolavoro della musica sovietica, il Waltz lirico tratto dalla Suite per orchestra Jazz n. 2 scritto da Dmitrij Sostakovic nella Leningrado del 1938 in un momento storico ove la tonalità sembrava essere tramontata dimostrando invece, insieme ad altre composizioni, la sua attenzione ai nuovi stilemi provenienti da oltre oceano, non di rado sovrapponendoli a uno schema tipicamente europeo-viennese proprio come avviene espressamente nella suddivisione ritmica di 3/8; dalla struttura armonica semplicissima, si alterna dalla tonalità minore alla relativa maggiore, per chiudersi in quella iniziale in modo assolutamente geniale e assai efficace.

Crediti fotografici:  Renzo Fabbri per Musica Pomposa
Nella miniatura in alto: il maestro Renato Vanzini
Sotto: Letizia Verri, Monica ricci e (di spalle) il maestro Vanzini
Al centro: una foto del Gruppo Mandolinistico Codigorese davanti all’Abbazia di Pomposa
In fondo: il Gruppo Mandolinistico Codigorese in azione






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Nabucco scannato dal pubblico
intervento di Simone Tomei FREE

190930_Pr_00_Nabucco_AmartuvshinEnkhbat_phRobertoRicciPARMA - E se la provocazione stesse diventando un modus operandi perpetuo nel melodramma? Ce la troviamo ormai sbattuta sul palcoscenico in ogni dove… nessun Festival o quasi si fa mancare un allestimento che faccia discutere i chiacchieroni ed i petulanti, arrabbiare i melomani incalliti o portare all’orgasmo i più avveniristici (spesso con la puzza sotto al naso per darsi arie da intellettuali 3.0).
I rischi che corre la direzione di un Teatro in questi casi sono noti, anche se è importante sottolineare che spesso la provocazione nell’opera può essere il risultato della genialità di un regista che con un linguaggio aulico (seppur denso di attualità) qual è quello del melodramma riesce a plasmare la contemporaneità in maniera magistrale, regalando serate di altissimo livello e di  gaudente soddisfazione per l’animo.
Tutto questo non è assolutamente successo al Festival Verdi di Parma che, rispetto a
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Terza e Quinta di Beethoven da Savall
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Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Opera dal Centro-Sud
Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Centro-Sud
Ecuba, amor filiale amor di patria
servizio di Valentina Anzani FREE

190812_MartinaFranca_00_Ecuba_SestoQuatriniMARTINA FRANCA (TA), 4 agosto 2019 – L’Ecuba di Nicola Antonio Manfroce è, al fianco di Orfeo di Porpora, tra le primizie del 45° Festival della Valle d’Itria: composta nel 1812, è stata ivi eseguita per la prima volta in tempi moderni. Opera risalente al periodo napoleonico, riflette i gusti di importazione francese sia nel soggetto, sia nella forma,
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Centro-Sud
Matrimonio per burla e per amore
servizio di Valentina Anzani FREE

190804_MartinaFranca_00_MatrimonioSegretoMARTINA FRANCA (TA), 3 agosto 2019 – Il principale titolo buffo del 45° Festival della Valle d’Itria è stato Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, spettacolo con regia, scene e costumi di Pierluigi Pizzi, che è risultato molto divertente per il concorso di tutti gli interpreti, molto apprezzati sia sul piano vocale sia sul piano attoriale.
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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