Pubblicato il 20 Luglio 2021
Accolto da ovazioni l'eccellente debutto in Arena di una signora italiana della bacchetta
Verdi Requiem con Scappucci servizio di Angela Bosetto

210721_Vr_00_VerdiRequiem_AlessandroManzoni_repertorioVERONA – «La Messa da Requiem verdiana ci dà piuttosto il dramma, realistico e crudele, della morte»: con queste parole il musicologo Massimo Mila spiega come in questa atipica composizione sacra (dalla natura apertamente operistica) la morte sia «... una specie di ferro del mestiere drammatico, un ineluttabile evento naturale che, come necessario deus ex machina, viene a tagliare i nodi e a risolvere le intricate situazioni in cui gli uomini si sono cacciati per effetto delle loro passioni.»
210721_Vr_01_VerdiRequiem_SperanzaScappucci_phEnneviFotoPer quanto questo monumentale affresco musicale sia composto da sette sezioni (Requiem et Kyrie, Dies Irae, Offertorium, Sanctus, Agnus Dei, Lux Aeterna e Libera Me), questa Messa, citando nuovamente Mila, «... consiste principalmente nel Dies irae, col suo incubo michelangiolesco del giudizio finale», nel quale «tutto il genere umano si comporta come i personaggi verdiani, e stramazza fulminato, come selvaggina abbattuta di colpo dall’improvvisa palla di fucile, passando di punto in bianco dal calore d’una vita intensissima al gelo della morte.»
Eseguita per la prima volta a Milano il 22 maggio 1874 (a un anno dalla scomparsa di Alessandro Manzoni, a cui è dedicata), la «Messa da Requiem» di Giuseppe Verdi negli anni passati è stata diretta in Arena da Antonino Votto (1966), Gianandrea Gavazzeni (1973, 1974), Riccardo Muti (1980), Vladimir Delman (1986), Lorin Maazel (1990, 2000), Zubin Mehta (1997), Georges Prêtre (2001) e Chung Myung-Whun (2013).
Il 18 luglio 2021 a tale prestigioso elenco si è unita anche Speranza Scappucci, seconda donna (dopo la canadese Keri-Lynn Wilson) e prima direttrice d’orchestra italiana a salire sul podio areniano.
La serata (dedicata alla memoria del regista Graham Vick) è stata realizzata da Fondazione Arena in collaborazione con il Sito Archeologico di Paestum e del Parco Archeologico di Pompei, le cui antiche magnificenze hanno amplificato l’impatto emotivo delle note di Verdi, specialmente alla luce del fatto che la catastrofica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è quanto di più simile la nostra immaginazione riesca ad abbinare ai celeberrimi versi attribuiti a Tommaso da Celano: “Dies iræ, dies illa / Solvet sæclum in favilla / Teste David cum Sibylla” (Giorno dell’ira sarà quel giorno che dissolverà il mondo terreno in cenere / secondo la profezia di Davide e della Sibilla).
In cima alle gradinate dell'anfiteatro veronese guizzavano invece una serie di fuochi, che insieme alle tradizionali candeline degli spettatori (spostati opportunamente più in basso) amplificavano la dimensione sacrale dell’evento e del luogo, non più tempio della musica, ma Tempio a tutti gli effetti, in cui chiedere grazia dopo un terribile periodo storico (dal quale, forse, non siamo ancora effettivamente usciti).
Appuntamento memorabile grazie (in primis) al Maestro Scappucci, che (al suo esordio - come detto - all'Arena di Verona) ha diretto un Requiem pregevolissimo, restituendo con la medesima, drammatica efficacia tanto l’apocalittica potenza di un fato ineluttabile quanto l’intima delicatezza che ammanta le invocazioni e le preghiere, sospese fra paura e speranza.

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Sugli scudi l’Orchestra e il Coro areniano (magistralmente preparato da Vito Lombardi), mentre fra i quattro solisti si sono distinti in modo particolare il tenore Piero Pretti e il basso Michele Pertusi, affiancati con lodevole impegno dal soprano Hibla Gerzmava e dal mezzosoprano Clémentine Margaine.
Applausi per tutti e successo personale per la Scappucci, salutata con acclamazioni trionfali.

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: l'immagine del poeta e letterato Alessandro Manzoni cui è dedicato il Requiem di Giuseppe Verdi
Al centro: un'intensa espressione di Speranza Scappucci, al suo debutto in Arena
Sotto: il cast del Requiem verdiano, edizione 2021; da sinistra Hibla Gerzmava, Clémentine Margaine, Piero Pretti e Michele Pertusi





Pubblicato il 20 Giugno 2021
Nel Duomo di Cesena una pregevole esecuzione del capolavoro sacro di Gioachino Rossini
Stabat Mater in memoria di Giovanni Battistini servizio di Edoardo Farina

210620_Cesena_00_StabatMaterRossini_LorenzoBizzarriCESENA - Patrocinato dall’Associazione Musicale “La Pomme” al di fuori delle varie stagioni concertistiche sia del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ che del Conservatorio “Bruno Maderna”, finalmente un appuntamento in presenza da tutto esaurito, segnale di ripresa e intraprendenza dopo una pausa durata un anno e mezzo, dove nel Duomo di Cesena - Cattedrale di San Giovanni Battista, venerdì 18 giugno 2021 è stata eseguita una delle pagine più memorabili della storia della musica: lo Stabat Mater di Gioachino Rossini per commemorare il presidente del locale Coro “Maria Callas” Giovanni Battistini (1929 – 2017) a quattro anni dalla scomparsa, padre del soprano Raffaella Battistini, ricordandolo in una toccante interpretazione supportata dall’Orchestra e Coro della “Cappella Musicale dei Servi” di Bologna diretta dal M° Lorenzo Bizzarri.
«Con questo concerto – afferma la Battistini – ho reso omaggio a mio papà venuto a mancare il 6 giugno 2017, nonostante si tratti sicuramente di un’opera più adatta a essere proposta nel periodo invernale o pasquale dato il tema assai cupo e introspettivo. L'ispirazione dell’evento l’ho colta dallo stesso Bizzarri che a sua volta realizzò il Requiem di Mozart a ricordo del proprio genitore a Bologna, aiutandomi molto nella scelta e allestimento.»
L’ideazione del capolavoro rossiniano si deve al prete spagnolo Don Manuel Fernández Varela, il quale essendo grande estimatore del celebre pesarese e desideroso di possedere un suo manoscritto, lo pregò di essere accontentato.  Rossini che ben conosceva l’adattamento dell’omonimo Stabat  redatto da Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736) presumibilmente nel 1734, non si cimentò mai sino a quel momento in una versione propria ma non volendo deludere il religioso cedette infine alle sue insistenze venendo ricambiato da questi con un dono; in effetti non è stato mai ritrovato un atto di vendita comprovante l’acquisto della partitura dato che Rossini, con l’assenso del Varela, stabilì che la stesura non sarebbe mai stata pubblicata essendo a carattere personale. La composizione ebbe una battuta di arresto dovuta a una dolorosa lombaggine sofferta in quel periodo dal musicista, ma molto più probabilmente a causa della scarsa motivazione nell’affrontare quegli stilemi ben lontani dai suoi schemi sinfonici assai noti. Ceduta al maestro Giovanni Tadolini ne avrebbe ultimato il lavoro a scapito dell’ignaro committente, eseguita poi con varie modifiche nel Convento di San Felice el Real a Madrid il 5 aprile 1833. Nel 1837 Don Varela morì e a quattro anni di distanza dalla prima rappresentazione, i fogli dello Stabat Mater vennero ritrovati dall’editore francese Aulagnier il quale chiese a Rossini il permesso di poterli dare alle stampe ove non solo egli si oppose ma ne vietò inizialmente anche l’esecuzione. Riproposto con successive variazioni nella prima parigina del 1842, ebbe consensi molto favorevoli e come tale fu replicato all’Archiginnasio di Bologna sotto la direzione di Gaetano Donizetti con il contralto Marietta Alboni; seguirono date alla Fenice di Venezia e al Teatro Regio di Parma. Nonostante ciò, sin dalla première, Rossini fu però accusato da alcuni esponenti della critica di eccessiva teatralità nella composizione, che pecca, secondo questi, nella trasmissione del senso più mistico di religiosità che emana la sequenza attribuita al beato Jacopone da Todi.

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«Siamo abituati ad applaudirla sul palco principalmente in qualità di primadonna nell’ambito di importanti icone femminili ed eroine…cosa significa emotivamente e artisticamente interpretare una delle voci di quest’opera sacra rispetto alle successive del secolo romantico, ove non si tratta di mettere in scena espressamente un personaggio?»  domando alla Battistini …
«La differenza tra le due tipologie concertistiche è chiaramente enorme e data soprattutto dalle diverse capacità timbriche; qui siamo nella prima metà dell’800, in pieno Classicismo, non ancora giunti totalmente nella grandezza del melodramma italiano ove è indispensabile un soprano lirico dalla massima espressione esecutiva soggetto a rigidi aspetti accademici; come tale senza una adeguata preparazione tecnica ed estensione di ottave risulta impossibile affrontare passaggi considerevoli. Nello Stabat di Rossini abbiamo voci spesso in alternanza non essendo certamente richiesta l’interpretazione in veste di arte scenica e drammatica. Considerando inoltre il fatto che il grosso del lavoro è svolto in buona parte dal basso e tenore, il non rivestire un ruolo emergente lo considero un atto reverenziale nell’ambito del contesto a cui esso è dedicato anche se la difficoltà maggiore si riscontra sicuramente nell’ottavo episodio dei dieci, Inflammatus et accensus per soprano e coro, ricco di ampie modulazioni ove la  parte solistica seppur con difficoltà, deve emergere al di sopra dell’orchestra in modo espressivo e tangibile.»
«Rossini come ben sappiamo non è mai semplice, anzi se eseguito male può apparire addirittura volgare – aggiunge il M° Bizzarri -  Per contrasto occorre qui dare un giusto tono liturgico considerando i non pochi problemi di precisione ritmica e intonazione del coro, senza per altro cedere di un passo dalla criticità che impregna l'intera partitura, come nel Sancta Mater ove  la teatralità del compositore si fonde con la sacralità del testo descritto attraverso un sapientissimo utilizzo prima separato, poi unito dalle quattro voci soliste coinvolte. Personalmente mi ritengo ancora una volta appagato, tutti gli orchestrali ingaggiati oramai dispongono di un’esperienza enorme riguardo la capacità di adattarsi a molteplici partiture e opere spesso dalle intenzioni e periodi assai diversi tra loro, rispondendo benissimo senza troppe difficoltà logistiche e creando le giuste interpretazioni, la dinamica, il crescendo ove previsto…»   

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Intarsi straordinari, esempio di dolore e lirismo hanno fatto onore con superba maestria allo sviluppo delle singole parti tramite un quartetto già esperto e affiatatissimo anche in altri contesti; il basso Francesco Ellero D'Artegna nell’aria Pro peccatis e il seguente “Eia, Mater, il tenore Giorgio Casciarri, soprattutto nella nota pagina Cuius animam – da cui Saverio Mercadante (1795 o ’97? – 1870) dopo avere incontrato il Cigno di Pesaro ne trasse la Gran Sinfonia sopra i motivi dello Stabat Mater del celebre Rossini - entrambi dotati di emissione sorprendente dai toni sapientemente “inquietanti” insieme all’eccellente contralto Christine Knorren assai incisiva nella cavatina Fac ut portem sin dalle prime battute, quindi l’intenso duetto con la Battistini in Quis est homo. Il coro con Amen, in sempiterna in stile fugato ha concluso la prestigiosa serata per dare spazio alle toccanti parole di Lusiana, sorella di Giovanni che hanno portato Raffaella a momenti di grande commozione sino alle lacrime in ricordo del padre. «…egli appartiene ai nomi illustri della cultura cesenate: promotore e sostenitore delle più svariate manifestazioni artistiche, ha saputo donare al sodalizio quella stabilità organizzativa che ha permesso di essere applaudito ovunque in contesti in grado di procurare sapientemente e assai abilmente, portando alla Direzione affermati Maestri con i quali è stato possibile raggiungere sempre la vetta più alta. Fine mediatore, riusciva a ricondurre sui binari di un confronto serrato ma costruttivo qualsiasi contrasto tra le diverse tendenze musicali emergenti dal dibattito interno. Un fedele appassionato della lirica riconosciuto nella città per averne invitato i più grandi esponenti tra cui Luciano Pavarotti nel 2003 al Teatro Bonci donando l’intero incasso per contribuire alla realizzazione del reparto di Terapia intensiva Neonatale dell'Ospedale Bufalini della nostra cittadina romagnola.»
La bacchetta di Bizzarri, maestro e concertatore, è stata in grado di sostenere egregiamente tutti i vari episodi nonostante le evidenti difficoltà in primis ambientali dovute al soffitto della chiesa estremamente alto, come tale  non certamente idoneo alle sonorità sinfoniche, generando vari effetti eco e fastidiosi ritorni acustici in sovrapposizione alle parti, ma soprattutto l’assurda e immotivata imposizione delle mascherine al coro nonostante l’area enorme, situazione che ovviamente non ha agevolato né la qualità dell’emissione vocale né il visibile labiale utile allo stesso direttore… riuscendo comunque e ugualmente a regalarci una serata di grande musica scaturendo calorosissime e meritate ovazioni.

Crediti fotografici: Roberto Baracca
Nella miniatura in alto: il maestro Lorenzo Bizzarri
Al centro: il soprano Raffaella Battistini
Sotto: panoramica sui protagonisti dell’esecuzione





Pubblicato il 11 Settembre 2020
Il cantante ancora una volta mattatore nell'anfiteatro di Verona che lo ha visto spesso protagonista
Plácido Domingo per l'Arena servizio di Angela Bosetto

200911_Vr_00_PlacidoDomingoPerLArena_EnneviFotoVERONA – Quello fra Plácido Domingo e l’Arena è un rapporto che dura da oltre mezzo secolo. Dal 1969 (anno in cui il tenore madrileno debuttò nell’anfiteatro veronese come Calaf e Don Carlo), Domingo in Arena ha interpretato Des Grieux, Cavaradossi, Radamès, Turiddu, Canio, Otello, Nabucco e Germont, ha diretto Aida e Carmen, è stato nominato Direttore artistico onorario del Festival del Centenario (2013) ed è stato il protagonista di numerose serate evento, culminate nel 2019 in Plácido Domingo 50° Arena Anniversary Nigh, secondo maggior incasso dell’intera storia areniana. Era dunque prevedibile che, il 28 agosto, anche il concerto Plácido Domingo per l’Arena (dedicato a Giuseppe Verdi e Umberto Giordano) attirasse un pubblico numeroso, nonostante le avverse previsioni meteo (il che porta spesso a ironizzare – bonariamente, si intende – sul fatto che il rischio di pioggia segua Domingo più fedelmente dei qualunque suo fan), gli annosi dibattiti riguardanti la sua vocalità (indiscutibilmente tenorile a dispetto dell’attuale repertorio baritonale) e l’invito del movimento #MeToo a boicottarne le esibizioni in seguito alle accuse di molestie (questione che non affronteremo, dal momento che i processi non si fanno sui media, ma in sede legale alla presenza di autorità competenti). E così, puntualmente, è avvenuto. Tutto il resto può cambiare, ma l’amore del pubblico areniano per Domingo (già prenotato per l’estate 2021) no, non cambia.
Alla guida dell’Orchestra, il Maestro Jordi Bernàcer ha confermato la propria attenta sensibilità musicale, non solo accompagnando di solisti, ma dirigendo tre preziose pagine strumentali sinora mai proposte in Arena: l’evocativa Sinfonia di Giovanna d’Arco, il raffinato Preludio de I Masnadieri (durante il quale ha avuto occasione di splendere il primo violoncello Sara Airoldi) e l’appassionato Intermezzo di Fedora.
Al contrario di quanto annunciato sulla carta, Domingo ha deciso di eseguire all’inizio «Nemico della patria» (Andrea Chénier) e alla fine «Per me giunto è il dì supremo… O Carlo, ascolta» (Don Carlo). Una scelta oculata che gli ha permesso di ghermire subito il palco grazie all’impetuoso monologo di Carlo Gérard e di affrontare quindi la celeberrima morte di Rodrigo con la voce opportunamente ammorbidita e “riscaldata” (non solo dall’emozione).

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Anche se gli strumenti canori non sono più – comprensibilmente – quelli di una volta, l’indubbio carisma e le forti doti espressive continuano a permettergli di veicolare emozioni genuine e di toccare l’animo degli spettatori.
Chiamata ad affiancare il superdivo, il soprano Saioa Hernández si è calata nei panni di Maddalena di Coigny («La mamma morta») e di Leonora («Tacea la notte placida»), per poi duettare con Domingo negli accesi confronti de Il Trovatore («Udiste?... Mira, d’acerbe lagrime… Vivrà! Contende il giubilo») e La Traviata («Madamigella Valéry?... Pura siccome un angelo... Un dì, quando le veneri... Dite alla giovine sì bella e pura... Morrò! La mia memoria»). La voce della Hernández risuonava bella e generosa, ricca di armonici e colori, luminosa ma al contempo brunita.
Visto che l’opera italiana era già stata omaggiata con il programma ufficiale, i bis sono stati dedicati alla zarzuela spagnola: la romanza sopranile «¿Qué te importa que no venga?» (da Los claveles di Josè Serrano), il duetto «¿Me llamabas, Rafaeliyo?» (da El gato montés di Manuel Penella) e, naturalmente, «No puede ser» (da La tabernera del puerto di Pablo Sorozábal), aria irrinunciabile per qualunque tenore ispanico, Domingo in primis. Successo pieno per tutti.

Crediti fotografici: Ennevi Foto per la Fondazione Arena di Verona






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Leone Magiera sarā presidente onorario
intervento di Athos Tromboni FREE

210712_Fe_00_GranGalaLiricoVerdiano_LeoneMagiera_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - E così il Gran Gala Verdiano nel Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha passato indenne senza assembramenti sia il concerto lirico che la finale del campionato Europa 2020 vinto ai rigori dall’Italia contro l’Inghilterra. Ma il Gala non è passato - invece - indenne dalle polemiche sui social: perché molte persone, fin dalla vigilia dell’evento, identificando la scelta di far vedere nel dopo-concerto la partita di calcio sul maxischermo del Teatro Abbado, come fosse una scelta “politica” dell’amministrazione di centro-destra, si erano scatenate nel “no! al calcio in un luogo di cultura!” con le immaginabili veemenze e stupidaggini che caratterizzano tutti i dibattiti dei leoni da tastiera. E sono usciti pronunciamenti e stigmatizzazioni contro “i soliti privilegiati” o ironie crasse e ideologiche come “il teatro trasformato in osteria” o ancora “i luoghi di cultura vanno tutelati e rispettati” e “chissà quanti saranno invitati gratis”, eccetera.
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Personaggi
Gea Garatti Ansini nuovo maestro del coro
FREE

20210805_Bo_00_TeatroComunale_GeaGarattiAnsiniBOLOGNA - Dopo due anni di intenso e proficuo lavoro, il Teatro Comunale di Bologna ringrazia il maestro del Coro Alberto Malazzi che il 12 agosto 2021, al termine delle recite di La bohème di Giacomo Puccini, concluderà la sua collaborazione con il teatro.
Da settembre prossimo, con la stagione autunnale, il Comunale di Bologna e il suo Coro daranno il benvenuto
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Eventi
Un Carlo Felice per tutti i gusti
redatto da Athos Tromboni FREE

20210805_Ge_00_TeatroCarloFelice_ClaudioOraziGENOVA - Nel prossimo mese di ottobre il Teatro Carlo Felice festeggerà il trentennale dell’apertura della nuova sede, quella attuale (18 ottobre 1991 – 18 ottobre 2021); per questo, guardando al futuro con fiducia,  ha annunciato il cartellone di Opere, Balletto, Concerti dei mesi di settembre-dicembre 2021, dedicato alla ricorrenza del trentennale.
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Jazz Pop Rock Etno
L'Enzo di Elio chiude Ravenna Festival
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210803_Cervia_00_CiVuoleOrecchio_Elio_phZani-CasadioCERVIA (RA) - Con il titolo di una canzone di Enzo Jannacci, “Ci vuole orecchio” , il 31 luglio 2021 si è tenuto ultimo appuntamento del Trebbo in Musica a Cervia, che ha chiuso brillantemente il Ravenna Festival incontrando Milanesiana, 22° edizione del Festival itinerante condotto da Elisabetta Sgarbi sul tema “Il progresso”. Ed è progresso anche riproporre
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L'amico Fritz debutta sul lago
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20210802_Li_00_LAmicoFritz_GiannaFratta_phFelici-BizziGUASTICCE (LI) - L'opera all'aperto, sul lago... anzi, sul Lago Alberto a Guasticce (Collesalvetti). Da non confondere con un altro lago toscano, quello di Massaciuccoli, dove anche là si fa l'opera all'aperto. Sul Lago di Massaciuccoli, si fa Giacomo Puccini; qui a Guaticce, Pietro Mascagni. Un binomio di festival (Puccini / Mascagni) che se diventa contagioso
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Turandot incorona la Netrebko
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20210731_Vr_00_Turandot_AnnaNetrebko_EnnevifotoVERONA - Se si cita la Turandot di Giacomo Puccini quale “spettacolo da Arena” si fa una citazione azzeccata: l’opera incompiuta del maestro lucchese, infatti, fu allestita nell’anfiteatro veronese nel 1928 per la prima volta (Puccini era morto nel 1924 all’ospedale di Bruxelles) e da allora ad oggi ha avuto allestimenti pressoché continui, festival dopo festival
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Ballo and Bello
A settembre Interno Verde Danza
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20210730_Fe_00_PresentazioneInternoVerdeDanza_MoniOvadiaFERRARA – Il Teatro Comunale Claudio Abbado concluso il cartellone estivo che ha portato alcuni spettacoli “fuori” del tradizionale palcoscenico di Rotonda Foschini, rilancia un altro “fuori”, con la ripresa settembrina delle attività, affidata alla danza contemporanea: per la prima volta, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 settembre l’appuntamento è 
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Ecco la Turandot di Puccini/Berio
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Una Vedova che rinverdisce la tradizione
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20210726_Ts_00_LaVedovaAllegra_AndreaBinettiTRIESTE, Teatro Verdi - Era il 27 febbraio del 1907 e al Teatro Filodrammatico di Trieste andava in scena la prima italiana di “La Vedova allegra”, l’operetta di Franz Lehár che ha avuto più successo in assoluto al mondo. Che a quel tempo Trieste fosse italiana nello spirito è vero, ma in quel momento era ancora il porto principale dell’Impero austro-ungarico e
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Nabucco e le analogie con l'olocausto
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20210726_Vr_00_Nabucco_DanielOren_FotoEnneviVERONA – Interrotta dalla pioggia, la prima stagionale diel Nabucco di Giuseppe Verdi è stata pienamente recuperata sabato 24 luglio 2021 con il ritorno del baritono Amartuvshin Enkhbat, che (se il meteo non si fosse intromesso) avrebbe dovuto inaugurare il ciclo di recite del capolavoro verdiano nei panni del re babilonese. E per ascoltare il Nabucco
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Uno nel tutto č grande rock
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20210726_Russi_00_UnoNelTutto_EnzoVinceVallicelli_phLucaConcasRUSSI (RA) - Il Palazzo San Giacomo, sorto per le vacanze estive della ricca famiglia ravennate dei Rasponi, da anni  è location per gli spettacoli di sapore popolare del Ravenna Festival; sembra aver perduto quella caratteristica di festa campestre che lo rendeva unico nella programmazione provinciale, ma non ha perso però il suo fascino. Ora, nel rispetto
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20210724_TorreDelLago_00_Tosca_StefaniaSandrelliTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Il teatro all’aperto sul lago di Massaciuccoli ha accolto la sera del 23 luglio l’opera inaugurale del Festival Puccini 2021: Tosca. Il teatro era pieno fino alla capienza consentita dalle disposizioni in vigore e il pubblico veniva invitato dai numerosi addetti in sala, gentilmente ma fermamente, a tenere sul naso e bocca la mascherina anche
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Concorsi e Premi
Il 49° Premio Puccini a Michele Girardi
redatto da Athos Tromboni FREE

210722_TorreDelLago_00_PremioPuccini2021_MicheleGiradiTORRE DEL LAGO (LU) – Quest’anno il “Premio Puccini” (prestigiosa onorificenza della Fondazione Festival Pucciniano) non sarà attribuito come tradizione a una “voce pucciniana” scelta nel panorama lirico internazionale, ma a uno studioso che ha contribuito a divulgare la conoscenza della musica e della vita di Giacomo Puccini nel mondo: il musicologo e
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Echi dal Territorio
Inferno restaurato e musica live electronics
servizio di Attilia Tartagni FREE

210722_Ra_00_Inferno_DanteAlighieriRAVENNA - “Inferno” di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe de Liguoro, prodotto dalla Milano Films nel 1911, risponde a un progetto incredibilmente ambizioso per la nascente arte cinematografica che si limitava a proporre figure in movimento senza pretese narrative. Non a caso, a oltre un secolo di distanza, si parla del più grande lungometraggio e kolossal
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Vocale
Verdi Requiem con Scappucci
servizio di Angela Bosetto FREE

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Opera dal Nord-Est
La Traviata i due cast
servizio di Angela Bosetto FREE

210720_Vr_00_LaTraviata_FrancescoIvanCiampa_phFotoEnneviVERONA -  Dopo Cavalleria rusticana, Pagliacci, Aida e Nabucco, il quinto titolo dell’estate veronese è l’opera più vista al mondo, ossia La Traviata di Giuseppe Verdi, proposta da Fondazione Arena in un nuovo allestimento che si avvale di un’esclusiva collaborazione con le Gallerie degli Uffizi per proporre (insieme al melodramma) un percorso di studio sulla figura
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Jazz Pop Rock Etno
Tango dal bandonéon al sassofono
servizio di Attilia Tartagni FREE

210716_Ra_00_MarcoAlbonetti-RomanceDelDiableRAVENNA - Fra i tre spettacoli-omaggio del Ravenna Festival 2021 al musicista e compositore Astor Piazzolla (1921-1992) nel centenario della nascita ha brillato Romance del Diable del 13 luglio 2021 alla Rocca Brancaleone trascrizione del sassofonista Marco Albonetti de “Cuatro Estaciones Portenas”, risposta argentina alle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, del Romance
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Jazz Pop Rock Etno
Comfort Festival prossimo venturo
servizio di Athos Tromboni FREE

210714_Fe_00_ComfortFestival_ClaudioTrottaFERRARA - E cosÌ un ulteriore festival rock pop jazz si aggiunge a quelli (numerosi) in corso nell'estate ferrarese: il 3 e 4 settembre 2021, infatti, organizzato da Barley Arts e con il patrocinio del Comune di Ferrara e del Teatro Comunale "Claudio Abbado" ci saranno due giornate con musica non-stop dalle ore 16 a mezzanotte nel Parco Bassani (parco urbano,
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Echi dal Territorio
Ecco l'anfiteatro Agrivar di Varignana
servizio di Athos Tromboni FREE

210712_Varignana_00_MusicFestival_GiovanniSollimaVARIGNANA (BO) – Immaginate di trovarvi nel mezzo di una piantagione di vigneti in collina. Là dove le pendici s’immergono verso il basso disegnando un cono ovale rovesciato, al fondo del quale sia costruito un anfiteatro di sapore greco antico. E immaginatevi che poco discosto dall’anfiteatro ci sia una pozza d’acqua… sì, insomma, un laghetto artificiale poco più esteso
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Opera dal Nord-Est
Aida fra il nazional-popolare e il colossal americano
servizio di Angela Bosetto FREE

210707_Vr_00_Aida_DiegoMatheus_phEnneviFotoVERONA – Da decenni Aida in Arena è un appuntamento estivo immancabile, saltato solo nel 2020 a causa dell’emergenza pandemica. Basti pensare che nemmeno un’aria del capolavoro verdiano è stata proposta nel corso delle varie Serate di Gala che, lo scorso anno,  hanno sostituito gli allestimenti scenici previsti. Data una simile assenza
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Echi dal Territorio
Varignana Music Festival VII edizione
redatto da Athos Tromboni FREE

210707_Bo_00_VarignanaMusicFestival2021_LorenzoBizzarriVARIGNANA (BO) - Da giovedì 8 al 16 luglio, nell’esclusiva cornice di Palazzo di Varignana, luxury resort immerso nelle colline bolognesi, torna il Varignana Music Festival, primo festival estivo di musica classica del territorio che può contare sulla direzione artistica di Musica Insieme a garanzia di qualità assoluta, con grandi interpreti e molte novità in programma. Cinque le date
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Eventi
Musica Insieme da ottobre a maggio
redatto da Athos Tromboni FREE

210706_Bo_00_MusicaInsieme-ConcertiDelLunedi2021-2022_AlessandraScardoviBOLOGNA - «Ritrovare i grandi Maestri e scoprire nuovi straordinari talenti, e con molte sorprese in arrivo»: sembra uno slogan pubblicitario, ma vedendo i contenuti bisogna solo dire che - quella bolognese - è una gran bella rassegna di musica: il prossimo 25 ottobre 2021 Musica Insieme attende (finalmente) di poter accogliere il proprio pubblico nella
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Eventi
Mehta fa 30 e Gatti rinnova
redatto da Simone Tomei FREE

210702_Fi_00_MaggioMusicaleFiorentino2021-2022_DanieleGattiFIRENZE - Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha presentato il programma della stagione lirico sinfonica 2021/2022: dal 30 agosto 2021 al 9 aprile 2022, 9 opere liriche: Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart , La traviata di Giuseppe Verdi, Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti, Falstaff di Giuseppe Verdi, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Fidelio
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Pianoforte
The Piano Man
servizio di Rossana Poletti FREE

210701_Ts_00_Thomas Borchert-ThePianoManTRIESTE, Politeama Rossetti - Solo nella Mitteleuropa ci può essere così tanto entusiasmo per un cantante di lingua tedesca. Trieste, avamposto sul mare dell’impero austro-ungarico, dopo cent’anni di adesione all’Italia, porta ancora in seno l’attaccamento a quel mondo, a quelle atmosfere e, diciamolo pure, a quella lingua che nella città giuliana si parlava in quasi tutte
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Pagina Aperta
La Gino Neri dall'on-line all'on-stage
servizio di Edoardo Farina FREE

210630_Fe_00_OrchestraGinoNeri_MattiaNovelliFERRARA - Superato l’ambìto traguardo dei 100 anni dalla fondazione avvenuto il 7 febbraio 1998 quando per l’occasione fu organizzato un prestigioso concerto presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara con altrettanti 100 mandolinisti, uno a rappresentarne ogni anno trascorso, il 2021, musicalmente in ritardo causa le restrizioni note dovute al Covid-19,
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Eventi
Un Barbiere per la ripartenza, e poi...
redatto da Athos Tromboni FREE

210630_Bo_00_TreOperePerLAutunno_PiergiorgioMorandiBOLOGNA - Tre titoli di grande repertorio e quattro repliche per ogni titolo: riparte con tre celebrati allestimenti rispettivamente di Federico Grazzini (Il barbiere di Siviglia, 17-23 ottobre 2021), Rosetta Cucchi (Adriana Lecouvreur, 14-20 novembre 2021) ed Emma Dante (La Cenerentola, 16-23 dicembre 2021) la stagione “Autunno all’Opera 2021” del
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Concorsi e Premi
La Mazzola fa l'en-plein al Premio Di Stefano
FREE

210629_Tp_00_GiuliaMazzola_phLorenzoGiganteTRAPANI - È Giulia Mazzola la vincitrice della XVI edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Giuseppe Di Stefano”: dopo aver superato le prove selettive e la semifinale, il soprano palermitano, classe 1996 ha ricevuto gli applausi del pubblico del Teatro Ariston di Trapani eseguendo “Chi il bel sogno di Doretta” da La Rondine di
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Opera dal Nord-Est
La Traviata al tempo del Covid
servizio di Rossana Poletti FREE

210627_Ts_00_LaTraviata_RuthIniesta_phFabioParenzanTRIESTE - La migliore o, senza dubbio, la più amata opera verdiana, La traviata, ha finalmente debuttato, si è incontrata cioè con il pubblico del lirico triestino, interdetto a teatro da troppo tempo. Già un anno fa la medesima produzione stava per essere registrata e trasmessa in forma televisiva, senonché un imprevisto, un contagio di Covid-19,
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Opera dal Nord-Est
Cavalleria rusticana e Pagliacci hi-tech
servizio di Athos Tromboni FREE

210616_Vr_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_MarcoArmiliato_phEnneviFotoVERONA -  Clima di grande festa nell’anfiteatro per il ritorno dell’opera in forma scenica dopo l’anno terribile della pandemia che aveva costretto a sospendere gli allestimenti del Festival 2020: ieri sera, infatti, per il ritorno di scenografie, costumi e orchestra in buca, il pubblico (in numero ridotto come da normativa e opportunamente distanziato con mascherina
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Vocale
Stabat Mater in memoria di Giovanni Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

210620_Cesena_00_StabatMaterRossini_LorenzoBizzarriCESENA - Patrocinato dall’Associazione Musicale “La Pomme” al di fuori delle varie stagioni concertistiche sia del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ che del Conservatorio “Bruno Maderna”, finalmente un appuntamento in presenza da tutto esaurito, segnale di ripresa e intraprendenza dopo una pausa durata un anno e mezzo, dove nel Duomo di Cesena - Cattedrale di
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Eventi
Ferrara Musica riparte
servizio di Athos Tromboni FREE

210618_Fe_00_FerraraMusica_StagioneAutunnoInverno2021_AmbraBianchiFERRARA - Si riparte in presenza. Questo è diventato ormai uno slogan universale, ripetuto in ogni conferenza stampa riguardante gli eventi culturali e di spettacolo. Ed è stato così anche per Ferrara Musica, quando ieri mattina l’associazione fondata da Claudio Abbado ha presentato ufficialmente la stagione concertistica autunno-invernale 2021 e tre
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Soci Uncalm
Genova e i 30 anni dell'Associazione Teatro Carlo Felice
recensione di Athos Tromboni FREE

210618_Libri_00_IlCuoreOltreIlSipario_AnnaMariaTorelliCorradoAnna Maria Torelli Corrado
Il cuore oltre il sipario
De Ferrari Editore, pagg. 258, euro 18
Questo, più che un libro di ricordi dei 30 anni dell'Associazione Teatro Carlo Felice
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Opera dal Centro-Nord
Ecco la Norma del prossimo ventennio
servizio di Athos Tromboni FREE

210616_Fe_00_Norma_LorenzoBizzarri_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Abbiamo la druidessa giusta per i prossimi venti anni e forse più. La prestazione del soprano Renata Campanella, infatti, ha fatto capire che la sua Norma è un esempio di come si possa efficacemente proporre oggi, in scena, il ruolo della sacerdotessa dei Druidi incarnando non solo il carattere schizoide della controversa vestale posta in musica
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Prosa
Vita di Moličre in scena
servizio di Nicola Barsanti FREE

210615_Lu_00_VitaDiMoliere_AlessioBoniLUCCA - Dopo lunghi mesi di chiusura del Teatro del Giglio, dovuti alle misure di contenimento del contagio da Covid-19 e agli importanti lavori di ristrutturazione resi possibili grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana e dal Comune di Lucca, lo stesso Teatro ha riaperto finalmente le porte con un’attesissima prima nazionale dal titolo: L’uomo che oscurò
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Echi dal Territorio
Le Trame Sonore di Mantova
servizio di Laura Gatti FREE

210605_Mn_00_LaTrameSonoreDiMantova_AlexanderLonquichMANTOVA - Programmata in occasione del 40esimo anniversario della fondazione dell’Orchestra da Camera di Mantova (Ocm), si è tenuta, dal 29 maggio al 2 giugno, la nona edizione del Festival musicale “Trame Sonore”, cinque giorni intensi che hanno visto la città virgiliana protagonista mondiale della musica da camera, in un intreccio di concerti, incontri
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Eventi
Opere, concerti, Lieder a Martina Franca
redatto da Valentina Anzani FREE

210515_MartinaFranca_00_Festival2021_AlbertoTriolaMARTINA FRANCA (TA) -  Sono in programma 20 serate musicali per la 47.ma edizione del Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà  dal 17 luglio al 5 agosto 2021 a Martina Franca. "Fiat lux" è il titolo della manifestazione di quest'anno. Le locations (come si dice sempre più spesso oggi) sono quelle consolidate dalle edizioni precedenti: il Palazzo
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Opera dal Nord-Est
Antologia verista e Zanetto
servizio di Angela Bosetto FREE

210511_Vr_00_AntologiaVeristaEZanetto_ValerioGalli_FotoEnneviVERONA – Mentre la maggioranza dei teatri italiani riapre sulle note di Verdi e Puccini, il Teatro Filarmonico di Verona sceglie Pietro Mascagni per il quarto appuntamento della Stagione Lirica 2021, l’ultimo prima della pausa estiva e il relativo passaggio di testimone al Festival areniano. E, no, non si tratta della sempreverde Cavalleria rusticana, bensì di
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Echi dal Territorio
Donna vittima e portatrice di speranza
servizio di Luisa De Bartolomei FREE

210510_Mi_00_DonnaVittima_CeciliaHyunahSonMILANO - Il 6 maggio scorso ho assistito ad uno spettacolo particolare in un luogo particolare: l’Arci Bellezza a Milano. Questo luogo tanti anni fa era una palestra di pugilato (ci sono ancora i sacchi pugilistici e i punching ball) ma il posto è passato alla storia perché, in questa palestra, sono state girate le scene del film "Rocco e i suoi fratelli" (1960)
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