Pubblicato il 02 Febbraio 2019
Il grande soprano ligure ha inaugurato la Stagione dei Recital 2019 del Teatro Massimo
La Devia sa ancora incantare servizio di Salvatore Aiello

190202_Pa_00_DeviaMariella_phRosellinaGarboPALERMO - Si è inaugurata la Stagione dei Recital 2019 del Teatro Massimo, con l’attesissimo ritorno di Mariella Devia accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa. La primadonna, che ha lasciato la scena teatrale, ancora offre il prodigio della sua arte con l’attività concertistica su ribalte internazionali. Fasciata in un bell’abito viola con ricami dorati, tornava al suo pubblico del Massimo con i grandi ruoli del belcanto italiano. La si ricorda interprete di edizioni palermitane clamorose tra cui: Lucia di Lammermoor e Anna Bolena, Sonnambula, I Capuleti e i Montecchi, Maria Stuarda sino alla recente Norma.
Nonostante l’impegno professionale di oltre quaranta anni in tutti i teatri più importanti del mondo, la Devia ancora propone  con disinvoltura e perizia tecnica la splendida linea vocale che l’ha sempre  contraddistinta mettendo a fuoco il controllo assoluto del fiato, gli acuti lucenti e morbidi, il gusto di primo piano.
Ben impaginato il programma tra arie d’Opera e da Camera che spaziava nella prima parte dal “Com’è bello” della Lucrezia Borgia e di “L’amor suo mi fe beata” dal Roberto Devereux  a “Una Caresse à ma femme” di Rossini dei Péchés de vieillesse a “Oh! Quand je dors"  S.282 di Liszt; e fino a Gounod “Au printemps” e Air des bijoux  da Faust con cui ha saputo anche colorare e variare, con virtuosismi, i da capo .
Nella seconda parte iI Corsaro “Non son le tetre immagini” e Giovanna Arco “Sempre all’alba” e  per concludere la grande scena finale dal Pirata “Col sorriso d’innocenza”. Tutte le esecuzioni, vera lezione di canto, sono state applauditissime fino ai due bis conclusivi: “Casta diva” dalla Norma e  “Chi il bel sogno di Doretta” dalla Rondine quest’ultima un’alta cifra della sua trascinante e incantevole musicalità.

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Di grande risalto il pianismo di Giulio Zappa che oltre ad accompagnare e sostenere il canto si è fatto apprezzare in due pagine solistiche quali Romanza senza parole op.67 n.2 di Mendelssohn e Notturno op.70 n.1 di Martucci.

Crediti fotografici: Rosellina Garbo per il Teatro Massimo di Palermo
Nella miniatura in alto: il soprano Mariella Devia





Pubblicato il 10 Dicembre 2018
Ottimo concerto organizzato dall'Associazione Angelo Mariani nel Teatro Alighieri di Ravenna
La Balbo splendida protagonista servizio di Attilia Tartagni

181210_Ra_00_RecitalElisaBalbo_phAngeloPalmieriRAVENNA - Il soprano Elisa Balbo,  incantevole Desdemona nell’Otello della Trilogia verdiana, è tornata a Ravenna per esibirsi nella Sala Corelli del Teatro Alighieri il 9 dicembre 2018 nei “Concerti della domenica” organizzati dall’Associazione Angelo Mariani, dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale,  anche in un repertorio di Lieder reso impervio dalle inflessioni dure della lingua tedesca.
Cantante apprezzata per la morbidezza e la freschezza del timbro, avviata verso una brillante carriera, dopo avere debuttato nel 2013 come Lisetta nel Falstaff della Trilogia verdiana ravennate,  è stata Anna in Maometto II al Festival Rossini, Traviata al Comunale di Bologna, Liù di Turandot al Teatro Verdi di Sassari  e tanto altro, diretta da bacchette prestigiose fra cui spicca quella del M° Riccardo Muti.  in questa occasione si è presentata in un progetto nuovo costruito insieme al clarinettista Simone Nicoletta, già nell’Orchestra Giovanile Cherubini, oggi primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, e al pianista Davide Cavalli che dopo prestigiose esibizioni da solista o in formazioni da camera presso la Fondazione Hindemith di Blonay, la Odessa Philharmonic Society, il Conservatorio Popolare di Ginevra e il Ravenna Festival, dal  2015 è pianista della Riccardo Muti Italian Opera Academy e della Trilogia ravennate, nonché docente presso il Liceo Musicale di Forlì.
Titolo  del concerto: Il pastore sulla roccia , in programma musiche di Giacomo Meyerbeer, Louis Sphor, Johann Wenzel Kalliwoda, Conradin Kreutzer, Franz Liszt, Franz Schubert. Fra i lieder brillantemente intonati dalla Balbo sono parsi particolarmente affascinanti "Oh! Quand je dors" (in francese) e "Die Loreley" (versi di Heine) di Franz Liszt e  "Der Hirt auf clem Felsen", opera postuma di Franz Schubert sorprendente per l’intensità e il cambio di passo fra stati d’animo contraddittori, splendidamente sottolineati dalle evoluzioni del clarinetto.  

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La lirica si è presa il suo spazio con “Fantasia da concerto su motivi del Rigoletto di Verdi" nella rivisitazione del clarinettista Luigi Bassi che in questa riscrittura sfiora il gusto contemporaneo con accenti blues, ma forse è una suggestione legata alle tonalità vellutate del clarinetto e alle virtù del duetto strumentale.
Applausi entusiastici per tutti e in particolare per Elisa Balbo, vero talento di grande estensione vocale, controllata e sicura in apparente contraddizione con l’aspetto leggiadro e apparentemente fragile. E in fondo il talento eclettico dei tre esecutori,  ovvero la capacità di indirizzarsi con profitto su strade inconsuete, è stato il tratto distintivo di questo riuscito concerto.

Crediti fotografici: Angelo Palmieri per l'Associazione Angelo Mariani di Ravenna
Nella miniatura in alto: il soprano Elisa Balbo splendida protagonista
Sotto: i saluti a fine concerto





Pubblicato il 28 Ottobre 2018
Il capolavoro sacro di Gioachino Rossini esaltatato dalla prestazione dell'orchestra e del direttore
Gelmetti per un eccellente Stabat servizio di Simone Tomei

181028_Fi_00_StabatMaterRossini_GianluigiGelmettiFIRENZE - Il genio di Gioachino Rossini, scevro dagli impegni verso il Teatro d'opera da cui si era accommiatato anni prima, e la sequenza religiosa attribuita a Jacopone da Todi sono stati la materia prima con cui è stata confezionata la serata di apertura della XXXVIII stagione concertistica dell'Orchestra Regionale Toscana (ORT) al Teatro Verdi di Firenze la sera del 26 ottobre 2018; correva infatti l'anno 1842 quando la mente del cigno pesarese ormai in terra francese portò a compimento la partirura dello Stabat Mater una delle composizioni di musica sacra più coinvolgenti ed emozionanti e, assieme alle Pétite Messe Solennelle, ancora a mio avviso insuperate.
Voglio ricordare qui un pensiero del M° Alberto Zedda proprio in relazione a questa composizione: «Più studio Rossini, più mi accorgo che tra la sua musica e la sua vita non c’è relazione, il suo modo di comporre è freddo e, se vogliamo, inumano. Il suo sguardo ha un che di olimpico e impassibile, e chi cercasse nella sua musica chiaroscuri psicologici rimarrebbe deluso, perché al posto c’è una scrittura apparentemente artificiale e astratta, che però una volta riempita di contenuti teatrali e umani, lievita, creando forme espressive dal carattere unico e di una vitalità travolgente… per questa sua qualità, gli è possibile cambiare arie e musiche da un’opera buffa a una seria e viceversa senza che il loro effetto teatrale ne esca sminuito… Singolare nello Stabat la presenza di due brani ‘a cappella’ riservati alle sole voci senza accompagnamento. Nel primo ‘Eia Mater’, il basso solista, si alterna al coro in una sequenza responsoriale che richiama il rito liturgico. Il secondo, “Quando corpus morietur”, pagina di alta commozione che trasfigura in gioia paradisiaca il terrore della morte, è stato pensato da Rossini per le sole voci dei quattro solisti... L’emozione intima e profonda di questo pezzo, forse il culmine espressivo dell’opera, rende irrefrenabile l’esplosione della successiva fuga finale, predisponendo l’ascoltatore al grido liberatorio.»
Ci siamo inebriati di questa musica che nel dialogo con la sofferenza, il dolore e la morte, trova ampi spazi lirici per continutare un discorso apparentemente interrotto dopo che era stata ultimata l'estrema composizione operistica; diventa quindi in primis una prosecuzione di quel percorso musicale che proprio il Guglielmo Tell (anzi, il Guillaume Tell) non aveva affatto arrestato, ed in secondo luogo si profila come un sincero omaggio all'amato, studiato e venerato Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, che Rossini mai aveva ritenuto di poter neppure lontanamente eguagliare; musica nel quale il testo di Jacopone da Todi è incastonato con l'arte del cesello, in cui Maria e gli altri protagonisti del Golgota vivono il dramma della morte; in esso prendono anima tanti motivi fortemente operistici che attribuiscono ancora più incisività al testo sacro e alla rappresentazione drammatica di quanto avviene ai piedi della croce.
Sensazioni e intuizioni che voce e musica hanno tradotto in emozioni; il soprano Angela Nisi ha messo in luce un'emissione limpida e cristallina che ha reso omaggio alla grande pagina in cui essa è protagonista con il coro Inflammatus et accensuns distinguendosi per una linea di canto elegante e raffinata.
Il mezzosoprano Raffaella Lupinacci ha conquistato il pubblico fiorentino con una vocalità rotonda, pastosa ed omogenea in tutta la sua estensione che ben emerge nella cavatina del Fac, ut portem dopo essersi armonicamente fusa con quella dell'altra voce femminile nel duetto Quis est homo.
La grazia e la signorilità interpetative si sono palesate con l'esecuzione del tenore Celso Albelo che con ottimo gusto e grande sensibilità ha saputo tradurre le emozioni dell'impervia pagina del Cujus Animam; i colori netti in alcuni passaggi si sono trasformati in trascolorate pennellate dai toni pastello che hanno riempito il Teatro di emozionante soavità.

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Note meno felici per il basso George Andguladze che, seppur dotato di bel timbro, ha trovato il suo limite in una vocalità piuttosto ingolata e poco incline al fraseggio e con alcuni momenti di intonazione periclitante come quello dell'Eja Mater dove la scrittura "a cappella" non gli è stata di grande aiuto.
Il coro del Maggio Musicale Fiorentino diretto e preparato dal M° Lorenzo Fratini si è distinto anche quella sera per grande amalgama vocale ed ottima preparazione regalando pagine da vero protagonista ed un sicuro sostegno per i momenti da cornice assieme ai solisti.
Lettura ferrea, decisa ed asciutta quella del M° Gianluigi Gelmetti che in questo terreno d'elezione ha saputo trovare amalgama, sintonia tra voci e strumenti quasi idilliache: gesti morbidi, ma sicuri hanno accompagnato la sua direzione a cui si sono fuse talvolta alcune movenze quasi impercettibili che sono state un vero viatico per un'esecuzione da ricordare; mirabile anche la pastosità del colore del suono generato dai professori dell'Orchestra Regionale Toscana che hanno dato prova di una compattezza e di una grande sintonia nel saper raccogliere le suggestioni del concertatore.
Una sala quasi al completo ha salutato questo inizio di stagione con calorosi consensi per tutti che hanno indotto i protagonisti a numerose uscite sul proscenio per ricevere gli applausi.

Crediti fotografici: Ufficio stampa dell'Orchestra Regionale della Toscana
Nella miniatura in alto: il direttore Gianluigi Gelmetti






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Parliamone
Il viaggio di Roberto. Parliamone
intervento di Athos Tromboni FREE

181223_Fe_00_IlViaggioDiRoberto_GuidoBarbieriFERRARA - Su quale realtà italiana storicamente accertata si innesta Il viaggio di Roberto scritto da Guido Barbieri e musicato da Paolo Marzocchi? La recensione dello spettacolo la si può leggere qui (servizio di Attilia Tartagni dal Teatro Alighieri di Ravenna). A me preme, in questo Parliamone, focalizzare giornalisticamente la realtà storica e il momento più alto dell'antisemitismo (o meglio, del razzismo) italiano che approvò le infami leggi razziali del 1938 e organizzò di conseguenza il rastrellamento degli ebrei e la reclusione nei campi di concentramento italiani nell'anno cruciale 1943 e fino alla data di approvazione del cosiddetto "ordine del giorno Grandi" del 25 luglio: nel maggio di quell'anno il neoministro delle Corporazioni, Tullio Cianetti, approntava e faceva approvare un Regio Decreto Legislativo che all'articolo 1 diceva: «Il Ministero per le Corporazioni in relazione ai compiti ad esso spettanti in base al Testo Unico delle leggi sulla disciplina dei cittadini in tempo di guerra ...
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

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Vocale
La Devia sa ancora incantare
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190128_MonteCarlo_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phAlainHanelMONTE-CARLO - «C'è un solo modo di finir meglio che coll'Otello ed è quello di finire vittoriosamente col Falstaff. Dopo aver fatto risuonare tutte le grida e i lamenti del cuore umano finire con uno scoppio immenso d'ilarità! C'è da far strabiliare!». Era il 1889 e Arrigo Boito scriveva questa lettera a Giuseppe Verdi con la quale ebbe ragione delle
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Ed eccovi la Turandot cyber
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190110_Fe_00_GrazieClaudio_EzioBossoFERRARA - Sarà una "tre giorni" molto particolare quella che ricorderà - a cinque anni dalla scomparsa - il maestro Claudio Abbado: la città estense e Bologna, ultima residenza del Maestro scomparso il 20 gennaio 2014, hanno collaborato per una serie di eventi musicali con i quali coinvolgere il pubblico sia ferrarese che bolognese. L'iniziativa
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Echi dal Territorio
Agostini e la novitā del 1° gennaio
servizio di Mario Del Fante FREE

190102_Fi_00_GalaDiCapodanno_MaurizioAgostiniFIRENZE - Sotto l’etichetta dell’Orchestra Regionale Toscana (Ort) e di Corso d’Opera, si è tenuto al Teatro Verdi di Firenze il Gala’ lirico di capodanno  con un grande riscontro di pubblico che ha gremito il  teatro ed ha applaudito lungamente tutto il concerto. Credo sia stato il primo concerto di capodanno che si tiene in un grande teatro fiorentino.
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Nuove Musiche
Il viaggio di Roberto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181218_Ra_00_IlViaggioDiRoberto_PaoloMarzocchiRAVENNA - E’ un tributo a Roberto Bachi, nato nel 1929 e scomparso ad Auschwitz, e un richiamo alla memoria della più immane tragedia del novecento “Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz”,  opera tornata al Teatro Alighieri a quattro anni dal suo debutto, tornato ma nella nuova versione rivista per orchestra da Paolo Marzocchi, autore
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Nuove Musiche
West Side Story sempre suggestivo
servizio di Simone Tomei FREE

181223_Fi_00_WestSideStory_LucaGiacomelliFerrariniCaterinaGabrieli_phCamillaRiccoFIRENZE - Non potevo chiedere una serata migliore per assistere al Musical West Side Story di Leonard Bernstein nel Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una musica che suscita emozioni del cuore, passione, festa, amore, gioia nonostante il finale tragico, ma si è ugualmente sposata bene con il clima degli imminenti giorni festivi.
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Concorsi e Premi
Alla Taigi il Mascagni d'Oro 2018
servizio di Attilia Tartagni FREE

181212_Bagnara_00_38MascagniDOro_ChiaraTaigi_phMarcoMartiniBAGNARA (RA) - All’Auditorium di Bagnara di Romagna rinnovato nelle misure di sicurezza e nel palco (è sparito il trompe l’oeuil di fondo ed è migliorata l’illuminazione), è ritornato il 9 dicembre 2018 l’appuntamento più atteso dagli appassionati d’opera:  la consegna del Premio Mascagni d’Oro al soprano Chiara Taigi, già assegnataria del
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Concorsi e Premi
Il Premio Alberghini diventa regionale
redatto da Athos Tromboni FREE

181219_San GiorgioDiPiano_00_PremioAlberghini2019_LogoSAN GIORGIO DI PIANO - E' stata presentata a Bologna la quarta edizione del Premio per Giovani Musicisti e Compositori "Giuseppe Alberghini" dell'Unione Reno Galliera; la conferenza stampa di lancio dell'iniziativa ha evidenziato che dopo il grande successo della terza edizione, culminata a fine maggio 2018 con il Concerto dei Vincitori, inserito
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Nuove Musiche
Il Castello Incantato incanta
servizio di Antonio Ferdinando Di Stefano FREE

181218_Mo_00_IlCastellIncantato_MarcoTaralliMODENA - Domenica 16 dicembre 2018 è andata in scena presso il Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” la fiaba musicale di Marco Taralli con il libretto di Fabio Ceresa dal titolo Il Castello Incantato. Cominciamo subito dicendo che i dubbi relativi a quale tipo di operazione artistica stavamo per recensire si sono dissolti dopo i primi passi dell'ouverture
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Opera dalle Isole
Ottima la ripresa di Bohčme
servizio di Salvatore Aiello FREE

181218_Pa_00_LaBoheme_DanielOrenPALERMO - La Stagione 2018 del Massimo si è conclusa, sotto le feste natalizie, con La Bohème opera di forte richiamo per le motivazioni che continuano a fare presa sui pubblici di tutto il mondo, in pieno contrasto con quanto la critica ebbe a dire alla prima nel 1896 a Torino : «Bohème opera mancata, non farà giro»; invece  Nappi, de La
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Opera dall Estero
Luisa Miller ricamata da Benini
servizio di Simone Tomei FREE

181217_MonteCarlo_00_AleksandraKurzak_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho sempre creduto che Luisa Miller sia uno dei titoli più belli di Giuseppe Verdi:  Kabale und Liebe di Friedrich von Schiller è il tema su cui Salvatore Cammarano elabora il libretto per il Cigno di Busseto che sarà rappresentato la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849. E io ritengo che la Luisa Miller sia davvero
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Pianoforte
Ecco la Carini, ecco Schumann
servizio di Athos Tromboni FREE

181216_Fe_00_MariaCristinaCariniFERRARA - La musica pianistica di Robert Schumann... e il recital di Maria Cristina Carini nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" per la stagione cameristica del Circolo Frescobaldi. Ecco le due motivazioni che hanno indotto il pubblico ferrarese alla partecipazione dell'appuntamento musicale. Se poi si tratta del 18 pezzi caratteristici
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Vocale
La Balbo splendida protagonista
servizio di Attilia Tartagni FREE

181210_Ra_00_RecitalElisaBalbo_phAngeloPalmieriRAVENNA - Il soprano Elisa Balbo,  incantevole Desdemona nell’Otello della Trilogia verdiana, è tornata a Ravenna per esibirsi nella Sala Corelli del Teatro Alighieri il 9 dicembre 2018 nei “Concerti della domenica” organizzati dall’Associazione Angelo Mariani, dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale,  anche in un repertorio
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Opera dal Centro-Nord
Torna la Carmen che uccide
servizio di Simone Tomei FREE

181205_Fi_00_Carmen_MarinaComparatoFIRENZE - E' ormai lontano il termine delle polemiche e degli anatemi contro la Carmen che non muore andata in scena un anno fa al Teatro del Maggio che fu fonte di esagitati sproloqui per ogni dove; la Carmen di George Bizet, diventata oramai un titolo di repertorio della Fondazione Fiorentina, ha trovato nuovamente albergo sulle tavole del
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Eventi
Guardati intorno č la nuova stagione
servizio di Edoardo Farina FREE

181201_Cesena_00_TeatroBonci_Franco PolliniCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci” promossa da  ERT, Comune di Cesena ove in data 21 settembre 2018 è stata definita la nuova programmazione della  stagione invernale 2018/19 caratterizzata da un luogo inteso come confronto, esplorazione e dialogo,  spazio che si fa filtro e racconto del nostro vivere,
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Opera dal Centro-Nord
Le due facce di Rigoletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181130_Ra_00_Rigoletto_AndreaBorghini_phZaniCasadioRAVENNA - Il Rigoletto del 28 novembre 2018 andato in scena al Teatro Alighieri è ambientato a Mantova, e possiede, come il suo ambiguo protagonista, due facce:  da una parte  la corte dei Gonzaga lussureggiante di pitture manieriste (la camera degli sposi di Mantegna incornicia il talamo in cui verrà sedotta Gilda rapita), dominata
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Opera dal Centro-Nord
Ovazioni finali per l'Otello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181126_Ra_00_Otello__phZaniCasadioRAVENNA - Il 25 novembre, giornata mondiale della violenza sulle donne,  è andato in scena al Teatro Alighieri il più celebre “femminicidio” operistico: Otello dall’omonimo testo teatrale di William Shakespeare, musica di Giuseppe Verdi, libretto di Arrigo Boito, antico detrattore verdiano che seppe riportare il maestro alla creazione a 16
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Opera dall Estero
Trionfo per Samson et Dalila
servizio di Simone Tomei FREE

181126_MonteCarlo_00_SamsonEtDalila_AnitaRachvelishvili_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho scelto di iniziare il mio scritto con queste pennellate frutto dei miei studi e delle mie letture di approfondimento prima della visione dell’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns la cui rappresentazione si è concretizzata domenica 25 novembre 2018 al Grimaldi Forum - Salle de Princes quale titolo inaugurale della
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Classica
Progetto Lauter per Courbet
servizio di Edoardo Farina FREE

171124_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Curato dall’Associazione “Lauter”  in collaborazione con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura allestita nel Palazzo Dei Diamanti, il 22 novembre 2018 presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” della città estense nell’ambito della stagione 2018/2019 di Ferrara Musica, è andato in scena un suggestivo concerto
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Opera dal Centro-Nord
Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
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Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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