Pubblicato il 14 Agosto 2021
Il regista Davide Livermore per la sua messinscena riempie il palcoscenico di linee temporali alternative
L'universo parallelo di Elisabetta servizio di Valentina Anzani

20210814_Ps_00_ElisabettaReginaDInghilterra_KarineDeshayes_phAmatiBacciardiPESARO, 8 agosto 2021 – La regia di Davide Livermore per Elisabetta Regina d’Inghilerra, seconda opera del Rossini Opera Festival 2021, ci trasporta nella prima stagione della serie The Crown, con una Regina Elisabetta (seconda) che fa con la sua aria di apertura un discorso alla nazione. È immersa in scene (di Giò Forma) dall’aura tipicamente British, intrise di un glamour post seconda guerra mondiale e coadiuvate da suggestioni dell’esperienza cinematografica recente, tra cui almeno il film The Queen e la serie Netflix The Crown. Come se non bastasse, sullo schermo a led che domina il palcoscenico si susseguono bellissimi effetti prospettici e di luce delle proiezioni di D-Wok.
Questa regia si configura come un’imponente, accattivante, accurata operazione estetica fatta di profili luminosi che svaporano in esplosioni acquee e fumose (che a loro volta tramutano anche in effetti marmorei alle pareti), porte a specchi che rilucono e fermi immagine che risultano in tableau vivants di grande effetto visivo (grazie anche ai bellissimi costumi di Gianluca Falaschi). È un allestimento che punta sull’impatto visivo e che demanda la narrazione alla scenografia più che all’attore cantante, per quanto comunque le proiezioni di eventi atmosferici (irrealistici) amplificano il sentire dei personaggi in scena, mentre le prospettive architettoniche (realistiche come se fossero una scenografia fisica), li posizionano nello spazio.
Le suggestioni cinematografiche citate però, per essere efficaci, devono essere estrapolate dal loro contesto originario (e dal dato storico da cui prendono le mosse) per essere fruite come niente meno che quello che sono: suggestioni, appunto.

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E solo in tal prospettiva l’allestimento funziona, senza la pretesa di far perfettamente aderire la figura di Elisabetta I (protagonista dell’opera) e le sue vicende amorose a quelle della tuttora vivente Elisabetta II. In alternativa, lo spettatore può giocare al gioco dei paradossi: e se, in una linea temporale alternativa, Lilibeth avesse amato altri all’infuori del Principe Filippo? E se quel tale non l’avesse ricambiata? E se Churchill le fosse stato nemico? E se l’avesse tradita, e con lei avesse tradito l’Inghilterra? 
È proprio in questo scenario che si muove un cast di livello, di cui è il versante femminile a compiacere maggiormente: Karine Deshayes è un’Elisabetta portentosa, Salome Jicia è un’impettita Matilde facile agli acuti e con agilità definite e penetranti. Marta Pluda nei panni en travesti di Enrico è dinamica, agile e pienamente convincente. Il Leicester di Sergey Romanovsky ha un mezzo potente ed equilibrato, mentre il Norfolc di Barry Banks (che ricorda un Churchill) ha poca voce ed è spesso fuori tempo. Di grazia gli interventi di Valentino Buzza nei panni di Guglielmo. Senza troppo polso invece è stata la direzione di Evelino Pidò in testa all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

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Crediti fotografici: Studio Amati Bacciardi per il Rossini Opera Festival di Pesaro
Nella miniatura in alto: la protagonista Karine Deshayes (Elisabetta)
Sotto in sequenza: Salome Jicia (Matilde); Sergey Romanovsky (Leicester); Karine Deshayes con  Sergey Romanovsky; Barry Banks (Norfolc)
Al centro e in fondo: due belle immagini della protagonista nel ruolo di Elisabetta





Pubblicato il 13 Agosto 2021
Il trionfo dell'Amneris di Veronica Simeoni e la riflessione sul colonialismo di Valentina Carrasco
Aida ai tempi degli oleodotti servizio di Valentina Anzani

210813_Mc_00_Aida_MariaTeresaLeva_phTabocchiniMACERATA, 12 agosto 2021 – L’Aida in scena sul palcoscenico maceratese è stata insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica in onore dei 100 anni di spettacoli in Sferisterio, e la qualità dell’allestimento non avrebbe potuto meglio celebrare tale importante ricorrenza. La regia di Valentina Carrasco - con le scene di Carles  Berga, chevalorizzano al meglio l’immenso palcoscenico, e i costumi di Silvia Aymonino dai fini riferimenti storici, ideologici e culturali - ha fatto dell’opera uno strumento di riflessione sul colonialismo e i suoi deleteri effetti. Su queste dinamiche sociali e culturali, pur applicabili a innumerevoli epoche e storie di conquiste e conquistatori, Carrasco ambienta l’umanissimo dramma di amore non corrisposto, gelosie e implicazioni politiche in una Menfi di inizio Novecento. Indiscussa protagonista dell’allestimento è l’Amneris di Veronica Simeoni nei panni di una Lady Mary della Downtown Abbey d’Egitto, raffinata e nobile nella figura così come nella sua resa vocale.
In un allestimento come questo, con una regia concentrata sui movimenti delle masse e sul colpo d’occhio dalle grandi distanze, e dunque poco attenta alle minime interazioni di recitazione tra cantanti (ma forse non potrebbe essere altrimenti, date le dimensioni dell’arena), Simeoni riesce comunque a far parlare il corpo, mettendo in primo piano una fisicità che è un tutt’uno con la sua emissione vocale, e che dà all’interprete un’identità specifica di grande impatto e in pieno contrasto con l’Aida di Maria Teresa Leva: se l’una è algida ed elegante, l’altra è tutto sangue. Leva ha tanta voce, acuti solidi e un bel fraseggio che spesso commuove, soprattutto nell’apertura del Terzo Atto.

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Il tenore Luciano Ganci è un Radamès pavarottiano anche nel porgere a volte poco misurato del suono, ma la rotondità penetrante del bel timbro ne fanno un interprete prezioso.
Alessio Cacciamani interpreta il sacerdote egizio Ramfis con voce piena e gravi ben sostenuti e perfettamente udibili anche nei più delicati pianissimi.
Completano il cast Marco Caria nei panni di Amonasro, re Etiope e padre di Aida, e Fabrizio Beggi, il Re egizio, entrambi convincenti e apprezzati.
Il maestro Francesco Lanzillotta dirige con sobrietà l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, riuscendo a trovare un perfetto equilibrio tra le imponenti dimensioni del luogo e i tempi richiesti dall’opera verdiana. Di particolare effetto sono state anche le scene corali, sia per l’oculato dispiegamento di comparse e ballerini, sia per la qualità degli interventi del Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” (maestro del coro, Martino Faggiani), specialmente quella dedicata alla preghiera a Fhtà, con Maritina Tampakopoulos notevole nel ruolo della Sacerdotessa.

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È sulle note della marcia trionfale che viene proposto (nelle coreografie di Massimiliano Volpini) con maggiore enfasi il trionfo dell’invasore che porta modernità e tecnologia, con un iperrealismo nella rappresentazione - soprattutto della violenza - che ha fatto sollevare proteste da qualche spettatore tra i più tradizionalisti. È qui che emergono le contraddizioni di un colonialismo che deride l’oppresso nella sua fame, che gli impone un’istruzione, che ne sfrutta le risorse, che lo sveste dei suoi abiti rivestendolo dei propri, che si impossessa di una cultura “altra” feticizzandola e delegittimandola. Ed è qui che si impone la profonda riflessione operata da Carrasco (in linea con i più aggiornati temi di riflessione geopolitica) sull’imposizione da parte dell’invasore di quelle che possono apparire migliorie (come infrastrutture, trasporti, istruzione, sanità), che però vanno di pari passo con lo sfruttamento delle risorse e delle popolazioni autoctone. Sono tutte pratiche che causano l’impoverimento del conquistato e la sua dipendenza economica rispetto al conquistatore, a dispetto di tante frasi ripetute a sproposito, secondo cui un certo colonialismo ha fatto anche del bene perché ha portato progresso tecnologico in determinate regioni: in realtà non è così, soprattutto quando il progresso è finalizzato all’ottimizzazione dei processi di depauperamento del territorio occupato.
E infatti l’oleodotto costruito dal conquistatore dell’Aida di Carrasco finisce per deturpare il territorio e danneggiare il clima. In questo senso la coraggiosa produzione maceratese ci ricorda quale dovrebbe essere il valore dell’opera e del teatro di oggi, ossia strumenti che possano ancora muovere valide ed efficaci critiche al mondo contemporaneo, e in questo sta il suo meritato successo e plauso.

Crediti fotografici: Alfredo Tabocchini per il Macerata Opera Festival
Nella miniatura in alto: la protagonista Maria Teresa Leva (Aida)
Sotto in sequenza: Luciano Ganci (Radames); Marco Caria (Amonasro) e Maria Teresa Leva; panoramica sulla scenografia di Carles Berga e i costumi di Silvia Aymonino
Al centro: Maria Teresa Leva, Marco Caria, Fabrizio Beggi (il Re egizio) e Veronica Simeoni (Amneris)
Sotto: ancora la Simeoni all'inizio del secondo atto
In fondo: una bella panoramica sull'intero allestimento maceratese





Pubblicato il 07 Agosto 2021
Pier Luigi Pizzi firma il nuovo allestimento diretto da Giacomo Sagripanti al Rossini Opera Festival
Un Moïse commovente servizio di Valentina Anzani

20210807_Ps_00_MoiseEtPharaon_EleonoraBurattoAndrewOwens_phAmatiBacciardiPESARO, 6 agosto 2021 – Prima opera del Rossini Opera Festival 2021 in scena alla Vitrifrigo Arena di Pesaro è stata Moïse et Pharaon. La regia di Pier Luigi Pizzi, tutta sviluppata sui colori del blu, viola e giallo a toni solidi, è al solito - per i canoni estetici del Maestro - ridotta all’essenziale di linee e blocchi rettangolari che di volta in volta sono gradinate, spalti, rive di fiume, mura, porte. La messa in scena è statica ai limiti dell’immobilità, per quanto questo rifletta quella difficoltà esperita fin dalla prima messa in scena dell’opera a rendere con macchine sceniche adeguate le piaghe d’Egitto e gli eventi sovrannaturali che portano con sé (l’arbusto in fiamme, l’eruzione vulcanica).
In questo caso Pizzi demanda alle proiezioni gran parte delle caratterizzazioni d’ambiente. In alcuni momenti l’espediente è efficacissimo, come in quello del mare su cui appaiono sagomati in controluce gli interpreti, mentre altre soluzioni sono poco riuscite, come ad esempio l’apparizione dell’arco luminoso oppure delle fiamme, entrambi fuori fuoco e poco credibili: questo uso malriuscito di tecnologia d’avanguardia come i maxi schermi a led viene percepito come un anacronismo tecnologico - come potrebbero risultare gli effetti speciali di film di mezzo secolo fa a coloro cui è nota anche la realtà virtuale - e lascia un po’ straniti.
D’alta parte la resa musicale è sopraffina. Giacomo Sagripanti dirige con eleganza e garbo, esaltando lo stile declamatorio che permea gran parte della scrittura musicale di questa partitura rossinana speciale e intrisa in più punti di un gusto esotico, con i suoi cori trionfali grandiosi e solenni, le bellissime sezioni a cappella e il cosiddetto “Va pensiero del Moïse”, eseguito in un crescendo gentilissimo e struggente, sia da parte del Coro del Teatro Ventidio Basso sia da quella dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Moïse è un’opera dalle molte voci maschili (e gravi) che si avvicendano sul palcoscenico: qui i grandi nomi di Roberto Tagliavini, Andrew Owens, Erwin Schrott caratterizzano con accuratezza i rispettivi personaggi Moïse, Aménophis e Pharaon. Completano il comparto maschile del cast Alexey Tatarintsev (Éliézer), Matteo Roma (Aufide) e Nicolò Donini, il quale come sacerdote Osiride e voce “misteriosa” fuori campo è ieratico e solido, soprattutto nei gravi, che risuonano pieni e vividi.

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Sul fronte femminile, Vasilisa Berzhamskaya, soprano dall’emissione emissione potente, con un vibrato naturale e ricco, con le sue agilità naturalissime e sostenute e gli acuti pieni ha dato magnificamente voce alla sovrana d’Egitto Sinaïde.
L’altra grande figura femminile, innamorata del figlio del faraone, ma da questi divisa dalla lealtà verso il suo popolo ebraico, Eleonora Buratto è un’Anaï pienamente convincente. Nei panni della madre di questa, Marie, Monica Bacelli piace.
Molto piacevoli anche gli intermezzi danzati, soprattutto il pas de deux dei due solisti Maria Celeste Losa e Gioacchino Starace, coreografati da Gheorghe Iancu e tutti costruiti sull’imitazione e l’esasperazione delle pose plastiche dei profili netti con arti piegati ad angoli retti degli affreschi geroglifici egizi.
In chiusura, è stato commovente il riferimento finale all’Olocausto, delicato ma efficace suggerito dai costumi e dal ricongiungimento delle famiglie dopo le separazioni tra lager maschili e femminili, a rievocare la vittoria del popolo ebraico contro un nemico che li voleva sterminati. Durante l’anteprima, a cui si è assistito, in sala era presente anche la Senatrice Liliana Segre.

Crediti fotografici: Studio Amati Bacciardi per il Rossini Opera Festival di Pesaro
Nella miniatura in alto: Eleonora Buratto e Andrew Owens splendidi Anaï  e Aménophis
Al centro in sequenza: Roberto Tagliavini (Moïse), Vasilisa Berzhamskaya (Sinaïde), i ballerini Maria Celeste Losa e Gioacchino Starace, Eleonora Buratto (Anaï)
Sotto: due belle panoramiche di Amati Bacciardi sull’allestimento pesarese





Pubblicato il 04 Agosto 2021
L'oratorio di Franz Joseph Haydn diretto da Fabio Luisi per il Festival della Valle d'Itria
La creazione un romanzo di formazione servizio di Valentina Anzani

20210804_MartinaFranca_00_LaCreazione_FabioLuisiMARTINA FRANCA (TA), 31 luglio 2021 – La direzione di La creazione (Die Schöpfung) di Franz Joseph Haydn, data dalla bacchetta del maestro Fabio Luisi in testa all’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, è stata tra quanto di più pregevole si è ascoltato durante la XVII edizione del Festival della Valle d’Itria. Questo oratorio (genere originariamente pensato per la forma scenica, come invece è stato sul palco del Palazzo Ducale) è, nelle parole di Luisi, «... a metà strada tra la fine del barocco e un classicismo un po’ Biedermeier», e prevede l’avvicendarsi i tre angeli Gabriele (Rosalia Cid), Uriele (Vassily Solodkyy) e Raffaele (Alessio Arduini) e due uomini, i primi, Adamo (Jan Antem) ed Eva (Sabrina Sanza), per i quali, oltre all’esperto e prezioso Arduini, si è assistito a un cast vocale di voci giovani e con ottime prospettive.
Il regista Fabio Ceresa fa corrispondere ai giorni della creazione (e ad ogni elemento naturale cui essi sono rispettivamente dedicati) un’arte liberale: danza, scultura, architettura, musica, pittura, poesia, che un bambino (interpretato da una ballerina) acquisisce gradatamente. In secondo luogo propone una lettura duplice e ciclica: la creazione è intesa come nascita, crescita e formazione di un nuovo essere vivente dotato d’intelligenza, che da un lato, imparando e acquisendo capacità tecniche, dà forma al proprio mondo personale, e che dall’altro è anche Dio stesso che crea l’intero universo.
L’intenzione è quella (proposta non solo sul palcoscenico ma anche dalle note di sala) di riflettere, in questo nostro tempo votato al progresso scientifico e tecnologico, sul valore di una spiritualità e sulla necessità di un mito di creazione (non solo biblico, ma di ogni orientamento religioso).

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La realizzazione avviene attraverso coreografie, dal bell’impatto estetico, di Mattia Agatiello alla guida dei danzatori di Fattoria Vittadini, anche grazie ai bellissimi costumi di Gianluca Falaschi e Gianmaria Sposito. Per quanto in alcuni casi la componente visiva sia quasi invadente, lo spettacolo piace al pubblico, che dimostra di apprezzare quel dinamismo musicale e scenico che invece è mancato negli altri due spettacoli Settecenteschi proposti durante il Festival.

Crediti fotografici: Clarissa Lapolla per il Festival della Valle d'Itria
Nella miniatura in alto: il direttore Fabio Luisi
Sotto: una bella panoramica di Clarissa Lapolla sull'allestimento





Pubblicato il 01 Agosto 2021
Diamo conto delle recite di due opere rappresentative della filosofia fondante del Festival della Valle d'Itria
Griselda travisata e Angelica sovrabbondante servizio di Valentina Anzani

20210801_MartinaFranca_00_Griselda_CarmelaRemigio_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA) - Delude la ripresa dell’opera di Alessandro Scarlatti, la Griselda diretta da George Petrou, al 47° Festival della Valle d’Itria; e non si presenta esente da critiche neanche l' Angelica, serenata di Nicola Porpora diretta da Federico Maria Sardelli, allestite sul palcoscenico del Palazzo Ducale. Ecco come è andata e quali giudizi hanno stimolato:

Griselda (29 luglio 2021) - «Oggi siamo stati al teatro Capranica, dove abbiamo assistito all’opera Griselda, eseguita senza alcuna vitalità o azione, le arie cantate così piano da essere difficilmente sentite, e il tutto accolto senza alcun particolare segno di apprezzamento da parte del pubblico.»
Queste le parole del diario di Mr. Rawlinson, presente nel pubblico romano della prima rappresentazione della Griselda di Alessandro Scarlatti nel febbraio 1721. Tale giudizio pare mettere in luce problematiche relative all’opera e al libretto che anche nel trecentesimo anniversario dalla sua prima messa in scena, nella ripresa della 47° edizione del Festival della Valle d’Itria, sembrano essere rimaste invariate.
Cast e regia sulla carta promettono bene (Raffaele Pe quale Gualtiero, Carmela Remigio nei panni di Griselda, Francesca Ascioti come Ottone, Mariam Battistelli quale Corrado, Miriam Albano quale Roberto e Carlo Buonfrate come Everardo), così come la nuova edizione critica appositamente commissionata, per quanto poi la resa effettiva di tale apparato si sia rivelata purtroppo deludente sotto diversi aspetti.
In primo luogo, proprio l’uso che si fa della nuova, pur accurata, edizione critica, pomposamente annunciata a più riprese nelle pagine del programma di sala, nelle presentazioni dell’opera sui vari canali pubblicitari e divulgativi del festival, poi però piegata impietosamente alle necessità della regia, tradisce le aspettative. È pur vero che era prassi consolidata che un “dramma per musica” barocco venisse ripreso, mutilato, variato, che ne fossero cassate, spostate, sostituite arie (e recitativi), ma tali modifiche avvenivano secondo una precisa logica di equilibrio e di ritmo narrativo che non può essere oggi fraintesa come un’autorizzazione a disporre liberamente di queste partiture.

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Nella produzione martinese, con la struttura dei tre atti scarnificata, arie tradizionalmente pentapartite zoppicanti perché private delle dovute ripetizioni e scene spostate arbitrariamente, il ritmo narrativo è completamente alterato e privato delle logiche strutturali dell’opera del Settecento. Delude poi lo stacco dei tempi dato dal direttore George Petrou in testa all’Ensemble La Lira di Orfeo, scanditi per ogni aria tanto simili l’uno all’altro da rendere difficile la distinzione tra i diversi, variati, contrastanti “affetti” che rappresentano.
È un peccato, perché poi, a rimetterci, è l’opera di Scarlatti, che ripresa oggi dopo trecento anni appare al fruitore contemporaneo come “noiosa”, tutta uguale, ripetitiva e piena di lungaggini inutili.

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In secondo luogo, l’intervento registico di Rosetta Cucchi che traspone la rappresentazione (con piacevoli effetti estetici) in una Sicilia di inizio Novecento, esagera nell’esasperare astoricisticamente una situazione di violenza sulla donna: la Griselda del libretto originale è una donna del proprio tempo, nobile d’animo, ben consapevole che sposare un uomo d’altro e sì alto rango le creerà problemi, ed è con grande dignità che affronta il proprio destino, come peraltro il suo Gualtiero si aspetta. L’equivoco, in questo allestimento nasce tutto dal fatto che sembra che Griselda affronti con accettazione sadica le violenze del marito e dei cortigiani, che però gratuite non sono: l’allontanamento dalla corte e il ripudio volevano essere tutte prove che il marito e re Gualtiero confidava che la consorte avrebbe superato con dignità ed onore, e che sapeva anche essere necessarie per dimostrarne quella nobiltà d’animo che avrebbe finalmente fatto apparire al popolo lei e la prole come legittima e degna del lignaggio regio. Questo sottile gioco non emerge nella produzione martinese: Gualtiero mette alla prova la consorte ma appare come un debole che, pur amando la propria sposa, non riesce a contrastare i “picciotti” che onnipresenti incombono su di lui e non lo lasciano libero di rivolgersi a lei da solo a solo.
Di fronte a un’opera così complessa, con una scrittura musicale articolata, con un linguaggio che può apparire sconosciuto, con delle proporzioni e delle lunghezze cronometriche che possono apparire immense, le strade da prendere possono essere diverse all’interno di uno spettro che va dal tradizionalissimo tentativo della ricostruzione storica iper-accurata oppure allo stravolgimento di contenuti e premesse in nome di un tentativo di “avvicinare” l’opera barocca al pubblico di oggi. In entrambi i casi però dovere di coloro che ne curano l’allestimento è quello di rendere comprensibili quelle dinamiche proprie di uno spettacolo nato in un’epoca diversa e lontana che, se non esplicitate, restano impenetrabili al fruitore contemporaneo.
La critica che si muove non è dunque verso l’intenzione di riproporre in maniera alternativa una partitura con intenti innovativi, moderni, all’avanguardia, ma è al modo in cui tali interventi sono stati messi in atto: d’altro canto se rimanessimo solo ancorati al passato non ci sarebbe progresso e rinnovato amore per quello che resterebbe altrimenti inevitabilmente solo vecchio e ammuffito. I tentativi di innovazione sono legittimi dunque, a patto però che non tradiscano né gli antichi autori dell’opera, né la fiducia del nuovo pubblico al quale si rivolgono. 

20210801_MartinaFranca_05_Angelica_EkaterinaBakanova_phClarissaLapollaAngelica (30 luglio 2021) - L’Angelica di Nicola Porpora è una serenata molto nota per essere stato il primo contesto scenico in cui collaborarono coloro che divennero due dei protagonisti del teatro musicale del Settecento: il poeta Pietro Metastasio e il cantante Carlo Broschi meglio conosciuto come il castrato Farinelli. La partitura è stata ripresa al 47° Festival della Valle d’Itria, con una regia di Fabio Falaschi tutta fatta di rimandi barocchi negli abiti dei figuranti, che – con colori pastello sfavillanti, parrucche e piume, belletti, ventagli, bustini e travestimenti che giocano sul non-binarismo di genere – riprendono cliché che compiacciono la vista e strizzano l’occhio alla Versailles di Sofia Coppola.
Seppur sia una regia estetica, sovrabbondante, che riempie gli occhi, allo stesso tempo non è funzionale allo scopo: non direziona i cantanti, non crea spazi di interazione dinamica e di valore, tutte funzioni cui supplisce però l’apporto personale degli interpreti, diretti con piglio deciso da Federico Maria Sardelli.

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La scena si svolge tutta attorno a una tavola imbandita a festa, in un continuo rincorrersi degli amori di Angelica e Medoro (interpretati rispettivamente da una Ekaterina Bakanova di classe, elegante nel gesto corporeo e musicale; e da Paola Valentina Molinari) e di Tirsi e Licori (Gaia Petrone e Barbara Massaro), tutti supervisionati dalle sagge parole di Titiro, un Sergio Foresti incisivo e nobile.
Rispetto ai colori chiari che dominano il palcoscenico è estremo il contrasto con le vesti rosso cremisi di Orlando (al secolo, Teresa Iervolino), che proprio nei colori degli abiti denota la sua estraneità al contesto, il suo essere fuori controllo, impazzito per un amore non ricambiato. La stessa binomia cromatica è riportata nelle torte che imbandiscono la tavolata, tutte ricoperte di caramelle pastello tranne una, su cui troneggia un cuore sanguinante dello stesso colore degli abiti di Orlando, simbologia cruentissima dello stato emotivo del paladino interpretato da Teresa Iervolino: è un Orlando impetuoso, dal timbro brunito che ben conosciamo, le agilità sostenute e l’arco del fraseggio dalle sottili inflessioni dinamiche.
Il tutto incastonato dentro agli interventi dei danzatori della Fattoria Vittadini.

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Come per il precedente titolo barocco in cartellone in questa edizione del festival, il trattamento della partitura lascia però spiazzati: è mutilata, in questo caso del finale, tradizionalmente stemperato da una “lieta” licenza, e termina invece bruscamente con il drammaticissimo dolore di Orlando.

 

Crediti fotografici: Clarissa Lapolla per il Festival della Valle d'Itria di Martina Franca
Nella miniatura in alto: il soprano Carmela Remigio nei panni di
Griselda
Sotto: scene dalla Griselda di Alessandro Scarlatti
Nella miniatura al centro: il contralto Teresa Iervolino nei panni di Orlando
Sotto: scene dall' Angelica di Nicola Porpora






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Terza serata di Fresch & Bold
servizio di Athos Tromboni FREE

20211015_Fe_00_JazzClub-Past1trio_ValeriaBurzi(RevealingMelba)FERRARA - Torrione di San Giovanni, serata terza di cinque: intendo dire, specificando, terzo concerto di Fresch & Bold, rassegna musicale dei docenti e degli allievi delle classi jazz del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” (quindi, giro di boa, come l’ha chiamato Francesco Bettini direttore artistico del Jazz Club Ferrara presentando la serata). Dopo il
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Approfondimenti
Omaggio a Giorgio Balboni
ricerca storico-documentale di Edoardo Farina FREE

20211015_Fe_00_Personaggi_GorgioBalboniFERRARA - La figura del chitarrista Giorgio Balboni (Ferrara, 7 settembre 1911 - 15 febbraio 1985) si colloca nell’ambito dei pionieri della chitarra classica, appartenente a una generazione senza la quale la moderna didattica e il concertismo oggi raggiunto probabilmente non sarebbero esistiti. Tralasciando i grandi nomi, quali ad esempio Andrés
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Eventi
Lo Spirito del Gruppo dei 10
redatto da Athos Tromboni FREE

20211008_VigaranoMainarda_00_TutteLeDirezioniInFalltime_GiorgioConteVIGARANO MAINARDA (FE) - L’autunno entra nel vivo della musica con «Tutte le Direzioni in Falltime 2021», la nuova stagione culturale firmata da Il Gruppo dei 10 che come sempre porta appuntamenti di assoluta qualità allo Spirito di Vigarano Mainarda (Ferrara), toccando tutti i generi, con momenti di riflessione e altri di puro svago, appunto in “tutte
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Vocale
Faust rapsodia dal cielo all'inferno
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211007_Ra_00_TrilogiaDAutunnoFaustRapsodia_LucaMichelettiRAVENNA - Dunque sia Robert Schumann che Johann Wolfgang Goethe furono affascinati dal mito di Faust e lasciarono ai posteri due opere incomplete: lo rivela  Luca Micheletti, direttore artistico della Trilogia d’Autunno 2021 dedicata a Dante Alighieri nel settecentesimo anniversario della morte, che le ha riprese entrambe, le ha elaborate in
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Opera dal Nord-Est
La Butterfly di origami e ombre
servizio di Rossana Poletti FREE

20211004_Ts_00_MadamaButterfly_FrancescoIvanCiampaTRIESTE - Alla fine dell’Ottocento in Giappone fiorirono nuovi contatti con l’Occidente che produssero un profondo mutamento nella società nipponica. Nagasaki era il principale porto del paese. Le istituzioni si modellavano a somiglianza di quelle occidentali e il sistema feudale vigente da secoli iniziava una lenta ed inesorabile dissoluzione, mentre si avviava
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Echi dal Territorio
Franco Corelli un tributo dovuto
FREE

20211003_CamerataPicena_00_EventoFrancoCorelliCAMERATA PICENA (AN) - Sabato 25 settembre 2021 durante le Giornate Nazionali dei Castelli e nella cornice di Villa Lavagnino del Cassero di Camerata Picena si è svolto in occasione dei 100 anni dalla nascita del tenore Franco Corelli l’evento in forma privata «FRANCO CORELLI. L’uomo, l’amico, l’artista, il Maestro.» Si è trattato di un appuntamento culturale
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Opera dal Centro-Nord
Napoli milionaria densa di sfumature
servizio di Simone Tomei FREE

20210928_Lu_00_NapoliMilionaria_JonathanBrandaniLUCCA - Napoli Milionaria nasce da una commedia di Eduardo de Filippo - rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 25 marzo del 1945 - trasposta poi in musica dal geniale Nino Rota e messa in scena per la prima volta al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1977
Una realtà drammatica non solo a causa della guerra, ma  perchè
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Approfondimenti
Dante 700 con Granata
servizio di Athos Tromboni FREE

20210927_Fe_00_15IncontriConGardenioGranataAllAriosteaFERRARA - «La vera "modernità" di Dante Alighieri sta dentro un viaggio e nelle sue inquietanti motivazioni. In particolare laddove nell' "incipit" il poeta ci narra di uno smarrimento che, nel cromatismo buio di quella selva, luogo delle paure e delle ansie, esemplifica il dramma di un uomo senza punti di riferimento, lacerato da una solitudine priva di conforti»
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Classica
Goetzel e la Patetica
servizio di Athos Tromboni FREE

20210923_Fe_00_Euyo-SaschaGoetzelFERRARA – Bye bye Euyo! Sarà un arrivederci perché la Eropean Union Youth Orchestra dopo il concerto conclusivo della propria permanenza autunnale, concerto fatto ieri sera 22 settembre 2021, tornerà  per la stagione primaverile di Ferrara Musica. Ieri sera, per questo arrivederci, il Teatro Comunale Claudio Abbado era gremito in ogni ordine di
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Soci Uncalm
S'inizia in casa con l'Ensemble Rossini
servizio di Fulvio Galleano FREE

20210921_Savona_00_AssociazioneRossini_ElenaBacchiarelloSAVONA - L’Associazione Musicale Rossini, ha varato la sua tradizionale Stagione Concertistica, giunta alla XXVI^ edizione. I concerti si terranno tutti alla  Sala Stella Maris e saranno divisi in tre cicli: unciclo autunnale, i concerti per festeggiare il XXX° anniversario di fondazione (febbraio 2022) e un ciclo primaverile. Fino a quando rimarranno in vigore
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Soci Uncalm
Giovani cantanti distintisi al concorso
servizio di Simone Tomei FREE

20210920_LastraASigna_00_ConcertoAssociazioneCaruso_CarusoLASTRA A SIGNA (FI) - Sabato 18 settembre 2021, nello scenario di Villa Bellosguardo sede del Museo Enrico Caruso, sulle magnifiche colline di Lastra a Signa, si è tenuto un un concerto di giovani artisti cui è stata consegnata la "Medaglia Caruso", opera dello scultore Bruno Catarzi. Lo scopo è stato quello di rendere omaggio al grande tenore napoletano
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Classica
Euyo e Marzadori che spettacolo
servizio di Athos Tromboni FREE

20210919_Fe_00_Euyo-LauraMarzadori-PekkaKuusisto_PekkaKuusistoFERRARA - Inaugurazione ufficiale della stagione di Ferrara Musica nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" sabato 18 settembre 2021 con il maestro Pekka Kuusisto sul podio della Euyo (European Union Youth Orchestra), ospite la violinista Laura Marzadori. Scorrevoli e ordinati, anche se un po' brigosi, i controlli di Grenn-pass e temperatura all'ingresso
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Opera dal Nord-Est
Mozartiade e si riparte
servizio di Rossana Poletti FREE

20210918_Ts_00_BastianoEBastiana_AndreaBinettiTRIESTE - Mentre fervono i preparativi per la prossima messa in scena di Madama Butterfly, si è conclusa la ripartenza, dopo la pausa estiva del Teatro Verdi di Trieste, avvenuta con “Mozartiade” ovvero un allestimento del Singspiel Bastiano e Bastiana che Wolfgang Amadeus Mozart compose
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Personaggi
Francesco Filidei ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

20210916_FrancescoFilidei_00_miniaturaGENOVA - Il prossimo 8 ottobre il Teatro Carlo Felice manderà in scena un dittico che, nel merito della "formula" è del tutto innovativo: infatti l'opera Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo sarà preceduta da un'azione danzata dal titolo Sull'essere angeli, musica di Francesco Filidei; coreografia, scene, costumi e luci di Virgilio Sieni. L'incontro di uno dei coreografi
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Echi dal Territorio
Il Lirico Sperimentale ne fa 75
servizio di Athos Tromboni FREE

20210913_Spoleto_00_ConcertoDel75esimo_DonatellaTesei~SPOLETO (PG) - Nel pieno della corrente stagione d'opera il Teatro Lirico sperimentale "A. Belli" ha trovato modo di festeggiare giovedì 9 settembre 2021 il 75.esimo anno di attività, con un bel concerto nel Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti". L'appuntamento musicale ha costituito il punto forse più festoso delle manifestazioni celebrative, onorate dal
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Ballo and Bello
Polunin in viaggio dentro la Commedia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210905_Ra_00_TrilogiaDAutunno_SergeiPolunin_phSilviaLelliRAVENNA - La Trilogia d’Autunno 2021 si è aperta con "Dante Metànoia", dal 1 al 5 settembre alle ore 21 al Teatro Alighieri di Ravenna: star assoluta Sergei Polunin, classe 1989. Danzatore di eccezionale qualità, ventiduenne lasciò il Royal Ballet di Londra per cercare se stesso fuori da vincoli lesivi per il suo equilibrio, perché, come ha dichiarato:
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Opera dal Nord-Est
Da un'Aida all'altra
servizio di Athos Tromboni FREE

20210905_Vr_00_Aida_MariaTeresaLevaVERONA - Una Aida scenicamente grandiosa ma un po' meno kolossal del solito ha chiuso il 4 settembre il Festival dell'Arena di Verona 2021. Un po' meno kolossal perché quest'anno la "regia" è stata guidata dai movimenti scenici impostati dal management di palcoscenico e le scenografie (belle, in ogni spettacolo, in ogni recita) erano
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Classica
Muti e Schubert al Pala De André
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210904_Ra_00_MutiiESchubertAlPalaDeAndre_FranzSchubertRAVENNA - Il concerto  saltato lo scorso luglio alla Rocca Brancaleone per una lieve indisposizione del M° Riccardo Muti è stato recuperato con successo il 2 settembre 2021 al Pala De André: grande la soddisfazione del direttore d’orchestra, dell’Orchestra Giovanile Cherubini e del pubblico nel ritrovarsi nel luogo di tanti indimenticabili appuntamenti estivi.
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Eventi
Sperimentare lo Sperimentale
redatto da Athos Tromboni FREE

20210903_Spoleto_00a_SperimentareLoSperimentale_CarloPalleschiSPOLETO - Alla vigilia della prossima stagione artistica e culturale il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” intensifica le manifestazioni celebrative dei 75 anni di vita; giusto sottolineare, a titolo di cronaca, che proprio proprio quest'anno è stata conferita allo Sperimentale spoletino la Targa del Presidente della Repubblica Italiana, quale riconoscimento
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Opera dal Centro-Nord
Cenerentola capolavoro di provincia
servizio di Athos Tromboni FREE

20210901_Cento_00_LaCenerentola_AndreaBianchiCENTO (FE) – Giungendo a Cento sulla strada provinciale che collega Ferrara con il territorio bolognese si passa davanti a “La Pandurera” un tempo fabbrica di lavorazione dei pomodori e oggi secondo teatro della città (lo storico Teatro Borgatti è ancora in fase di restauro) e poco distante si giunge all’antica Rocca, fortificazione medievale difensiva, costruita
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Pagina Aperta
Ecco tutti i numeri del ROF 2021
redatto da Athos Tromboni FREE

20210831_Ps_00_Rof-BilancioFinale_GianfrancoMariottiPESARO - Bilancio più che positivo per la 42esima edizione del Rossini Opera Festival conclusosi in piazza del Popolo con il Gala Rossini, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: questa prestigiosa presenza istituzionale ha impreziosito l'edizione 2021 del ROF (acronimo del Festival che è conosciuto in tutto il mondo), dove sono
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Soci Uncalm
Trapani Fabbriciani Cellini Canelles poker di stelle
servizio di Edoardo Farina FREE

20210727_Fe_00_MusicaMarfisa_AntiquaEstensis_CanellesFabbricianiTrapaniCellini_MatteoFanniCanellesFERRARA - “Musica a Marfisa d’Este” nello splendido loggiato rinascimentale, residenza signorile ferrarese del XVI° secolo e delizia ducale sita in Corso Giovecca 170 a Ferrara, organizzata dal Circolo Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Città Teatro e altre associazioni cittadine,  il cui incasso dovuto
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Concorsi e Premi
Il Tulipduo vince il Burri
redatto da Simone Tomei FREE

20210826_CittaDiCastello_00_ConcorsoAlbertoBurri_miniaturaCITTÀ DI CASTELLO (PG) - È giunto a conclusione con il concerto di mercoledì 25 agosto 2021 nel Teatro degli Illuminati di Città di Castello il Concorso Nazionale Alberto Burri per gruppi giovanili di musica da camera, riconoscimento promosso dal Festival delle Nazioni e giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Nella selezione finale che si è svolta il
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Classica
Gala IX Sinfonia di Beethoven
servizio di Angela Bosetto FREE

20210826_Vr_00_IXSinfoniaBeethoven_ErinaYashima_phEnnevFotoiVERONA – Chiunque abbia assistito all’ultima edizione areniana dei Carmina Burana (estate 2019), ricorderà bene il commosso saluto finale di Ezio Bosso che, girandosi verso il pubblico festante, promise: «Ci vediamo l’anno prossimo per la Nona». Dirigere la Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125 di Ludwig van Beethoven in Arena era il suo
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Vocale
Viva il "Verdi"
servizio di Rossana Poletti FREE

20210823_Ts_00_VivaIlVerdi_JordiBernacer_phLucioAbadTRIESTE - Il Teatro lirico “Giuseppe Verdi” è indubbiamente il teatro esistente più antico di Trieste. La sua costruzione cominciò per iniziativa privata nel 1798, per essere completata nel 1801, duecentoventi anni fa. Fu inaugurato con il nome di Teatro Nuovo, si chiamò poi Teatro Grande, nel 1861 divenne Teatro Comunale e soltanto centoventi anni fa nel 1901
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Opera dal Centro-Nord
The Fake's digress realtā contemporanea
servizio di Carlo Grandi FREE

20210822_Lu_00_TheFakeSDigres_AntonioFerdinandoDiStefano.JPGLUCCA - Nei primi giorni di luglio, caratterizzati dalla ripresa delle attività artistiche e musicali grazie al calo dei contagi Covid-19, abbiamo avuto il piacere di assistere nella splendida cornice del Teatro del Giglio di Lucca, ad una delle serate del MITO festival di Lucca Chamber opera 2020-21, dedicato alla messa in scena di nuove opere scritte da compositori contemporanei
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Vocale
Jonas Kaufmann Gala Event di successo
servizio di Athos Tromboni FREE

20210818_Vr_00_JonasKaufmannGalaEvent_JonasKaufmann_phEnneviFotoVERONA – E in effetti si è trattato di una grande, festosa, celebrazione: il Jonas Kaufmann Gala Event di martedì 17 agosto 2021 ha “consacrato” presso il pubblico (popolare e no) dell’Arena di Verona il celebre tenore tedesco. Si sa, i frequentatori dell’Arena hanno il mito del ‘grande tenore’ perché tutti i grandi del passato (un po’ meno quelli del presente…) hanno
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Echi dal Territorio
Incontri Asolani di Musica da Camera
redatto da Athos Tromboni FREE

20210817_Asolo_00_IncontriAsoliani2021_FedericoPupoASOLO (TV) -  Con un evento straordinario che rientra nelle celebrazioni del VII centenario della morte di Dante Alighieri, mercoledì 1 settembre 2021 si inaugura la 43esima edizione di Incontri Asolani, Festival Internazionale di Musica da Camera con la direzione artistica di Federico Pupo,  rassegna dall’alto valore artistico che torna ogni settembre
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Opera dal Centro-Sud
L'universo parallelo di Elisabetta
servizio di Valentina Anzani FREE

20210814_Ps_00_ElisabettaReginaDInghilterra_KarineDeshayes_phAmatiBacciardiPESARO, 8 agosto 2021 – La regia di Davide Livermore per Elisabetta Regina d’Inghilerra, seconda opera del Rossini Opera Festival 2021, ci trasporta nella prima stagione della serie The Crown, con una Regina Elisabetta (seconda) che fa con la sua aria di apertura un discorso alla nazione. È immersa in scene (di Giò Forma) dall’aura tipicamente British,
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Eventi
Dante al Castello di Gradara
redatto da Athos Tromboni FREE

20210813_Ps_00_WKO-DanteAlCastelloDiGradaraPESARO - In quest'anno di celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, l'Italia tutta (e non solo l'Italia) sta mostrando un fervore culturale straordinario intorno al sommo Poeta e alle sue vicende umane e letterarie. Così anche la Wunderkammer Orchestra (che ha due sedi, una a Pesaro e una a Milano) si è mossa senza
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Opera dal Centro-Sud
Aida ai tempi degli oleodotti
servizio di Valentina Anzani FREE

210813_Mc_00_Aida_MariaTeresaLeva_phTabocchiniMACERATA, 12 agosto 2021 – L’Aida in scena sul palcoscenico maceratese è stata insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica in onore dei 100 anni di spettacoli in Sferisterio, e la qualità dell’allestimento non avrebbe potuto meglio celebrare tale importante ricorrenza. La regia di Valentina Carrasco - con le scene di Carles
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Vocale
Pizzolato, Simeoni, Oropesa recitals stellari
servizio di Valentina Anzani FREE

20210811_MartinaFranca_00_Concerti2021_JoanSutherlandMARTINA FRANCA (TA), 20 luglio/2 agosto 2021 – Il Festival della Valle d’Itria anche per questa 47° edizione ha proposto concerti fruibili sia sul palcoscenico di Palazzo Ducale a Martina Franca, sia in altre location di pregio del territorio quali alcune masserie e il Castello Aragonese di Taranto. Ricercati gli interpreti e i programmi, che quest’anno hanno
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Soci Uncalm
Concerti per Don Silvio
servizio di Fulvio Galleano FREE

20210811_Sv_00_AssociazioneRossini2Concerti_DukeEllingtonSAVONA - L' Associazione Rossini, in collaborazione con l'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Savona e con il Seminario Vescovile di Savona, proporrà, nella seconda metà di agosto 2021, due concerti straordinari, entrambi con il pensiero rivolto a Don Silvio Delbuono già Rettore della Cattedrale di Savona, grande amico e sostenitore della ns. Associazione, appassionato
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Personaggi
Cambio al Festival della Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

20210810_MartinaFranca_00_SebastianSchwarzNuovoDA_FrancoPunziMARTINA FRANCA (TA) - Il musicologo tedesco Sebastian Schwarz è il nuovo direttore artistico del  Festival della Valle d’Itria per il triennio 2022-2024. Succede ad Alberto Triola che ha firmato dodici edizioni del festival presieduto da Franco Punzi. A pochi giorni dalla chiusura della 47a edizione del Festival della Valle d’Itria che, nonostante le difficoltà legate alla pandemia,
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Opera dal Nord-Est
Nabucco e La traviata successi di prassi
servizio di Nicola Barsanti FREE

20210809_Vr_00_Nabucco_LucaSalsiAnnaPirozzi_phEnneviFotoVERONA - Non c'è dubbio che fra tutti i titoli dei cartelloni estivi della Fondazione Arena di Verona da che sono allestititi gli spettacoli nell'anfiteatro romano, i due capolavori verdiani qui citati costituiscano una punta di diamante delle programmazioni passate e presenti succedutesi nel corso delle stagioni. Ecco come è andata quest'anno con i cast alternativi a
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Opera dal Centro-Sud
Un Moïse commovente
servizio di Valentina Anzani FREE

20210807_Ps_00_MoiseEtPharaon_EleonoraBurattoAndrewOwens_phAmatiBacciardiPESARO, 6 agosto 2021 – Prima opera del Rossini Opera Festival 2021 in scena alla Vitrifrigo Arena di Pesaro è stata Moïse et Pharaon. La regia di Pier Luigi Pizzi, tutta sviluppata sui colori del blu, viola e giallo a toni solidi, è al solito - per i canoni estetici del Maestro - ridotta all’essenziale di linee e blocchi rettangolari che di volta in volta sono gradinate, spalti, rive di fiume, mura, porte.
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Vocale
Markus Werba grande interprete
servizio di Valentina Anzani FREE

20210805_MartinaFranca_00_Winterreise_MarcusWerba_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 4 agosto 2021 – L’idea di rappresentare in forma scenica un ciclo di Lieder (nati per l’intrattenimento statico di un salotto borghese da parte di un cantante e un accompagnatore al pianoforte) non è scontata, ma con Winterreise di Franz Schubert, penultimo appuntamento del XXXVII Festival della Valle d’Itria, il regista Libero
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Personaggi
Gea Garatti Ansini nuovo maestro del coro
FREE

20210805_Bo_00_TeatroComunale_GeaGarattiAnsiniBOLOGNA - Dopo due anni di intenso e proficuo lavoro, il Teatro Comunale di Bologna ringrazia il maestro del Coro Alberto Malazzi che il 12 agosto 2021, al termine delle recite di La bohème di Giacomo Puccini, concluderà la sua collaborazione con il teatro.
Da settembre prossimo, con la stagione autunnale, il Comunale di Bologna e il suo Coro daranno il benvenuto
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Eventi
Un Carlo Felice per tutti i gusti
redatto da Athos Tromboni FREE

20210805_Ge_00_TeatroCarloFelice_ClaudioOraziGENOVA - Nel prossimo mese di ottobre il Teatro Carlo Felice festeggerà il trentennale dell’apertura della nuova sede, quella attuale (18 ottobre 1991 – 18 ottobre 2021); per questo, guardando al futuro con fiducia,  ha annunciato il cartellone di Opere, Balletto, Concerti dei mesi di settembre-dicembre 2021, dedicato alla ricorrenza del trentennale.
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Jazz Pop Rock Etno
Dante il cinema la musica e Avati
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210805_Ra_00_DanteIlCinemaLaMusica_PupiAvatiRAVENNA - Con un fantastico binomio di parole e note La Milanesiana 2021, il festival itinerante ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, ha fatto il botto in Piazza del Popolo a Ravenna il 1 agosto 2021 con un programma intitolato  Dante, il Cinema, la Musica. Ospite d’onore della serata era il regista Pupi Avati, intervistato da Mario Andreose, direttore della
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Opera dal Centro-Sud
La creazione un romanzo di formazione
servizio di Valentina Anzani FREE

20210804_MartinaFranca_00_LaCreazione_FabioLuisiMARTINA FRANCA (TA), 31 luglio 2021 – La direzione di La creazione (Die Schöpfung) di Franz Joseph Haydn, data dalla bacchetta del maestro Fabio Luisi in testa all’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, è stata tra quanto di più pregevole si è ascoltato durante la XVII edizione del Festival della Valle d’Itria. Questo oratorio (genere originariamente
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Jazz Pop Rock Etno
L'Enzo di Elio chiude Ravenna Festival
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210803_Cervia_00_CiVuoleOrecchio_Elio_phZani-CasadioCERVIA (RA) - Con il titolo di una canzone di Enzo Jannacci, “Ci vuole orecchio” , il 31 luglio 2021 si è tenuto ultimo appuntamento del Trebbo in Musica a Cervia, che ha chiuso brillantemente il Ravenna Festival incontrando Milanesiana, 22° edizione del Festival itinerante condotto da Elisabetta Sgarbi sul tema “Il progresso”. Ed è progresso anche riproporre
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Opera dal Centro-Nord
L'amico Fritz debutta sul lago
servizio di Athos Tromboni FREE

20210802_Li_00_LAmicoFritz_GiannaFratta_phFelici-BizziGUASTICCE (LI) - L'opera all'aperto, sul lago... anzi, sul Lago Alberto a Guasticce (Collesalvetti). Da non confondere con un altro lago toscano, quello di Massaciuccoli, dove anche là si fa l'opera all'aperto. Sul Lago di Massaciuccoli, si fa Giacomo Puccini; qui a Guaticce, Pietro Mascagni. Un binomio di festival (Puccini / Mascagni) che se diventa contagioso
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Opera dal Nord-Est
Cavalleria rusticana e Pagliacci altro trionfo
servizio di Angela Bosetto FREE

20210802_Vr_00_CavalleriaPagliacci_MarcoArmiliato_phEnneviFotoVERONA – A oltre un mese dalla prima stagionale di Cavalleria rusticana e Pagliacci (qui la recensione di quella recita) e pochi giorni dopo la stellare Turandot di Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, l’Arena organizza una nuova serata speciale con protagonista un’altra illustre coppia del mondo della lirica, ossia il tenore Roberto Alagna
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Opera dal Centro-Sud
Griselda travisata e Angelica sovrabbondante
servizio di Valentina Anzani FREE

20210801_MartinaFranca_00_Griselda_CarmelaRemigio_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA) - Delude la ripresa dell’opera di Alessandro Scarlatti, la Griselda diretta da George Petrou, al 47° Festival della Valle d’Itria; e non si presenta esente da critiche neanche l' Angelica, serenata di Nicola Porpora diretta da Federico Maria Sardelli, allestite sul palcoscenico del Palazzo Ducale. Ecco come è andata e quali giudizi hanno stimolato:
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Opera dal Nord-Est
Turandot incorona la Netrebko
servizio di Athos Tromboni FREE

20210731_Vr_00_Turandot_AnnaNetrebko_EnnevifotoVERONA - Se si cita la Turandot di Giacomo Puccini quale “spettacolo da Arena” si fa una citazione azzeccata: l’opera incompiuta del maestro lucchese, infatti, fu allestita nell’anfiteatro veronese nel 1928 per la prima volta (Puccini era morto nel 1924 all’ospedale di Bruxelles) e da allora ad oggi ha avuto allestimenti pressoché continui, festival dopo festival
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Ballo and Bello
A settembre Interno Verde Danza
servizio di Athos Tromboni FREE

20210730_Fe_00_PresentazioneInternoVerdeDanza_MoniOvadiaFERRARA – Il Teatro Comunale Claudio Abbado concluso il cartellone estivo che ha portato alcuni spettacoli “fuori” del tradizionale palcoscenico di Rotonda Foschini, rilancia un altro “fuori”, con la ripresa settembrina delle attività, affidata alla danza contemporanea: per la prima volta, venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 settembre l’appuntamento è 
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Opera dal Centro-Nord
Ecco la Turandot di Puccini/Berio
servizio di Athos Tromboni FREE

20210726_TorreDelLago_00_Turandot_DanieleAbbadoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Tanto se ne parlò che poi avvenne… eh sì! la Turandot con il finale “moderno” di Luciano Berio (al posto di quello “tradizionale” di Franco Alfano) è finalmente andata in  scena sabato 24 luglio come secondo titolo del Festival Puccini 2021. Anche in questa circostanza l’introduzione musicologica della serata è stata
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Operetta and Musical
Una Vedova che rinverdisce la tradizione
servizio di Rossana Poletti FREE

20210726_Ts_00_LaVedovaAllegra_AndreaBinettiTRIESTE, Teatro Verdi - Era il 27 febbraio del 1907 e al Teatro Filodrammatico di Trieste andava in scena la prima italiana di “La Vedova allegra”, l’operetta di Franz Lehár che ha avuto più successo in assoluto al mondo. Che a quel tempo Trieste fosse italiana nello spirito è vero, ma in quel momento era ancora il porto principale dell’Impero austro-ungarico e
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Opera dal Nord-Est
Nabucco e le analogie con l'olocausto
servizio di Angela Bosetto FREE

20210726_Vr_00_Nabucco_DanielOren_FotoEnneviVERONA – Interrotta dalla pioggia, la prima stagionale del Nabucco di Giuseppe Verdi è stata pienamente recuperata sabato 24 luglio 2021 con il ritorno del baritono Amartuvshin Enkhbat, che (se il meteo non si fosse intromesso) avrebbe dovuto inaugurare il ciclo di recite del capolavoro verdiano nei panni del re babilonese. E per ascoltare il Nabucco
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Jazz Pop Rock Etno
Uno nel tutto č grande rock
servizio di Attilia Tartagni FREE

20210726_Russi_00_UnoNelTutto_EnzoVinceVallicelli_phLucaConcasRUSSI (RA) - Il Palazzo San Giacomo, sorto per le vacanze estive della ricca famiglia ravennate dei Rasponi, da anni  è location per gli spettacoli di sapore popolare del Ravenna Festival; sembra aver perduto quella caratteristica di festa campestre che lo rendeva unico nella programmazione provinciale, ma non ha perso però il suo fascino. Ora, nel rispetto
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