Pubblicato il 21 Giugno 2019
Ultimo titolo della corrente stagione lirica, il capolavoro di Leoncavallo incontra il consenso del pubblico
Bell'allestimento di Pagliacci servizio di Salvatore Aiello

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani , ex direttore artistico della Fondazione.
L’opera, ispirata da un fatto autenticamente accaduto, porta all’attenzione la nuda sofferenza della plebe con tutta una ritualità arcaica che la tiene fissa ab aeterno nella sua concezione  senza la possibilità di mutamenti sociali. Sint lacrimae rerum  per cui vano è il ribellarsi e i sentimenti si tramutano in grido allucinante cui partecipa la coralità dei vinti.
Ad attenderci sul palcoscenico c’era una grande cavea di un circo equestre ad intelaiare la tragica storia di Canio e Nedda, un amore malato, un femminicidio ispirato dal gobbo Tonio (Jago della situazione).
Sugli spalti della gradinata nei momenti più tragici si  accampavano attonite figure, presenze incombenti, testimoni muti che assistevano alla consumata esistenza dei personaggi inchiodati da un fato imperscrutabile che trovavano nella morte la soluzione alla loro solitudine.
In questo senso si è mosso Lorenzo Mariani la  cui regia risultava lodevole per il rispetto del soggetto e della musica e che si giovava dei colorati costumi di Maurizio Balò e delle appropriate luci di Roberto Venturi affidando ad un cielo intenso e attonito testimone del delitto. La vicenda aggiornata agli anni sessanta del secolo scorso trovava giusto respiro con belle invenzioni, vivacizzate dall’apporto di saltimbanchi, giocolieri, ballerine che ci sarebbero piaciuti di più senza il passo del twist.
Alla piacevolezza dello spettacolo contribuiva il cast nel complesso di  prim’ordine.
Martin Muehle ha dato di Canio un’interpretazione intensa per espressività, accurata partecipazione mettendo a disposizione tutte le risorse di tenore  lirico sapendo regalare momenti di sentita drammaticità; sconvolgenti il suo “Vesti la giubba” e “ No, pagliaccio non son” doloroso finale resi con focosi accenti  e delirante pienezza vocale.
Al pari il Tonio, da antologia, di Amartuvshin Enkhbat, viscido, diabolico in possesso di una vocalità prodigiosa e ricca di armonici, di bel colore e cospicuo volume a servizio di un accorto gioco psicologico.
Valeria Sepe (Nedda) ha affrontato il personaggio con buone risorse tecniche ed interpretative oltre ad un appropriata tenuta scenica.
Elia Fabbian era Silvio. In evidenza il Beppe di Matteo Mezzaro. Completavano il cast, Francesco Polizzi e Paolo Cutolo (Contadini).

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Daniel Oren dopo la breve commemorazione di Franco Zeffirelli a cui è stata dedicata la rappresentazione, ha guidato l’orchestra con scioltezza e dinamiche strumentali pronte a cogliere i  momenti e gli appuntamenti  più attesi della partitura concedendo spazi lirici calibrati e lanciandosi in spessori turgidi nei momenti più drammatici con continuo dialogo tra orchestra e palcoscenico; in rilievo l’Intermezzo che ha riscosso il plauso di un pubblico soggiogato dalla bellezza della musica.
Valido l’apporto del coro diretto da Piero Monti e il coro di voci bianche diretto da Salvatore Punturo.
Caloroso e convinto il consenso del numeroso pubblico.

Crediti fotografici: Rosellina Garbo per il Teatro Massimo di Palermo
Nella miniatura in alto: il direttore Daniel Oren
Sotto: il tenore Martin Muehle (Canio)





Pubblicato il 06 Aprile 2019
Il Teatro Lirico di Cagliari ha mandato in scena uno spettacolo da visione tendenzialmente cinematografica
Tosca ottima dai due cast servizio di Simone Tomei

190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido giorno primaverile, posso finalmente lasciarmi trasportare da una soave nostalgia e rivivere le ore trascorse presso il Teatro Lirico di Cagliari in compagnia di Tosca, terzo capolavoro consecutivo di Giacomo Puccini dopo Manon Lescaut e La bohème. Ho avuto il piacere e l’onore di poter ascoltare entrambe le compagnie di canto – delle quali parlerò più avanti distintamente – , ma per poter apprezzare al meglio un dipinto è necessario premurarsi di collocarlo in una cornice adatta, che in questa occasione ci viene fornita dal regista Pier Francesco Maestrini, coadiuvato da Juan Guillermo Nova (scene e proiezioni), Marco Nateri (costumi) e Pascal Mérat (luci).
Dal punto di vista scenografico, si passa dal reale all’immaginario in un batter di ciglia. Sulle inquietanti note della triade iniziale, che annunciano il tema di Scarpia, le immagini in bianco e nero che illustrano l’antefatto (la fuga di Angelotti dalle carceri romane) si trasformano immediatamente in quelle raffiguranti l’interno di Sant’Andrea della Valle (dove l’ex console  si rifugia), disegnando in primo piano alcuni elementi scenici fittizi in supporto a quelli fisici. Allo stesso modo, dopo il gesto di Cavaradossi teso a scoprire il dipinto della Maddalena, ecco che la Marchesa Attavanti diventa una figura olografica, la cui presenza evanescente vuole dimostrare da un lato la totale estraneità della nobildonna alla vicenda rappresentata e dall’altro la sua importanza drammaturgica nell’escalation degli eventi. Il primo atto abbraccia in toto la realtà solo alla fine, quando, insieme al Te Deum, cessa il “fragore” delle immagini e tutto si concretizza nell’autentica consistenza di oggetti e persone. Se il secondo atto è più vivido e terreno nel sottolineare la materialità laida e carnale del barone, nel terzo si tornano a mescolare verità e fantasia, ricreando la prigione in cui il pittore aspetta la sentenza con grandi arcate, proiettate sul retino in proscenio in modo da ottenere una verosimiglianza elegante e plausibile.
La visione registica è tendenzialmente cinematografica, tesa a valorizzare le figure degli interpreti tramite l’impianto visivo e a delineare con dovizia di particolari gli aspetti più sadici e truculenti della trama. Come afferma Maestrini, Tosca è quasi un film dell’orrore e per questo occorre sottolinearne la violenza, psicologia e fisica, utilizzando anche gli abiti per rimarcare con nitidezza i numerosi contrasti insiti nell’opera. Citando il costumista Nateri, “… con i vestiti si racconta un dramma ottocentesco in cui la cupezza dell’aristocrazia romana e del clero fanno da contraltare alla limpidezza dei sentimenti dei due amanti.” Il cappotto nero di Scarpia simboleggia tale cupezza in contrasto con i colori accesi indossati della protagonista (a tal proposito, l’abito rosso del secondo atto è un concentrato di bellezza e fascino) e quelli candidi del pittore. La musica immortale di Puccini fa il resto.

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Il M° Donato Renzetti guida con garbo, gusto e matura musicalità le due compagnie di canto, assecondando le voci con un incedere votato a sottolineare i respiri più drammatici e, talvolta, concitato nel dipanare gli intrecci, per donare la necessaria fluidità agli eventi che si susseguono nell’arco di poche ore. L’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari risponde a dovere e ne segue il gesto, cesellando ogni nota in un prezioso monile da porgere agli interpreti e al pubblico, che pare quasi calamitato dall’ebbrezza che trasuda da queste pagine. Il Te Deum è l’apoteosi di una solennità che non trasborda in chiasso bensì in religioso e sontuoso cerimoniale, in cui la blasfemia di Scarpia lo porta ad impossessarsi dell’ostensorio, spodestando di fatto il prelato dal suo ufficio solenne. La musica sottolinea con veemenza questo momento e i tre accordi sembrano legare indissolubilmente il Barone lussurioso alla sua atroce fine.

190406_Ca_01_Tosca_IvanInverardiSabato 30 marzo, data di debutto del secondo cast, ha visto l’esordio del soprano pugliese Rachele Stanisci nel ruolo della Diva Floria. La sua è una Tosca sanguigna e sincera, capace di trarre dalle insidie dello sparito momenti di assoluta poesia con un canto sempre ben a fuoco e una parola che corre sul rigo musicale in maniera genuina, arricchendosi però di sfumature degne del più luminoso arcobaleno.
Il Cavaradossi di Antonello Palombi dipinge con la voce i fulgidi colori di ciascuna nota tramite un legato morbido, un’emissione mai forzata e un’espressività simile una perla preziosa, il cui ascolto è il regalo più bello che un artista può fare al suo pubblico. Nel tripudio di passione, amore e sofferenza del terzo atto, il canto e l’interpretazione scenica si fondono magistralmente con la voce del soprano, entrambi in uno stato di autentica grazia.
Lo Scarpia di Ivan Inverardi non teme le avversità della linea di canto e, se il suono tiene bene in acuto, non manca di sorprendere anche nella zona più grave. Forse un po’ di naturalezza in più non sarebbe guastata, ma nel complesso la figura infida e laida riesce comunque ad emergere.
Un egregio Graziano Dallavalle è Cesare Angelotti: la voce profonda e rotonda cesella con stile e musicalità i non facili interventi.
Ammirabile anche il Sagrestano di Giulio Mastrototaro per il gusto misurato con cui sa restituire un personaggio di per sé alquanto bizzarro senza cadere nel facile ridicolo. Un bravo Enrico Zara affronta la perfidia di Spoletta con luminoso squillo e ottima baldanza scenica.
Completano il cast Francesco Musino, nel doppio ruolo di Sciarrone e Un carceriere, ed Eleonora Cabras, voce di Un pastorello.
Eccellente la prestazione del Coro dell’Ente lirico cagliaritano, diretto dal M° Donato Sivo, a cui si unisce il Coro di Voci Bianche del Conservatorio “G.P. da Palestrina”, preparato dal M° Enrico di Maira.

 

190406_Ca_03_Tosca_MarcelloGiordaniAmarilliNizzaDomenica 31 marzo sono cambiati i tre protagonisti, rimanendo comunque di alto livello. Cavalleria vuole che si inizi dalla signora, ossia da Amarilli Nizza, la quale, complice la lunga frequentazione del ruolo, sa infondere a Tosca pathos ed emozione. L’attenzione al significato di ogni frase musicale e la calibratura di ogni accento risultando sempre calzanti, evolvendosi insieme al dramma e all’interazione con gli altri cantanti. Nel secondo atto il soprano sfodera la sua vena di “tigre da palcoscenico”, affrontando con piglio energico le direttive registiche e inondando la platea di armonici caldi e suadenti, portatori di violenza, passione e tormento.
Eleganza nello stile canoro anche da parte di Marcello Giordani. La cifra migliore del suo Mario Cavaradossi emerge negli acuti squillanti e luminosi e nella capacità di smorzare il suono, ottenendo dinamiche eteree.
Ultimo di nomina, ma non certo in bravura, Devid Cecconi nella parte di Scarpia. Alle prese con uno dei personaggi pucciniani più ambiti, il baritono toscano centra il bersaglio: vile, subdolo e malefico al punto giusto, ne traduce le viscide intenzioni con un canto tanto graffiante quanto mellifluo. Al di là della dissacrante esplosione del Te Deum, vale la pena di ricordare come sua la voce sappia correre sul filo delle labbra con somma naturalezza nel bellissimo legato della frase “Tosca gentile, la mano mia la vostra aspetta, piccola manina, non per galanteria ma per offrirvi l’acqua benedetta”, eseguito con grande padronanza di fiato ed emissione.
Il teatro, gremito in entrambe le recite, ha reso omaggio agli artisti con sentiti consensi.

190406_Ca_02_Tosca_AntonelloPalombiRacheleStanisci        190406_Ca_04_Tosca_DevidCecconiAmarilliNizza

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Lirico di Cagliari
Nella miniatura in alto: il regista Pier Francesco Maestrini
Nella miniatura al centro: il baritono Ivan Inverardi (Scarpia)
Nella miniatura sotto: il tenore Marcello Giordani (Cavaradossi) e il soprano Amarilli Nizza (Tosca)
Nelle foto di scena: il Te Deum disegnato dal regista Maestrini; Antonello Palombi (Cavaradossi secondo cast) e Rachele Stanisci (Tosca secondo cast); Devid Cecconi (Scarpia primo cast) e Amarilli Nizza (Tosca primo cast)





Pubblicato il 03 Marzo 2019
Il capolavoro in lingua francese di Gaetano Donizetti ha entusiasmato il pubblico di Palermo
Ottima "Favorite" in stile antico servizio di Salvatore Aiello

190228_Pa_00_LaFavorite_SoniaGanassi_phFrancoLanninoPALERMO - Altro appuntamento per la Stagione 2019 del Massimo con La Favorite di Gaetano Donizetti, per la prima volta sulle scene del capoluogo siciliano nell’edizione critica di Rebecca Harris Wallick. L’opera donizettiana, grand-opéra,dopo alterne vicende nella produzione del bergamasco, vide la luce a Parigi nel 1840, la capitale francese che in quei giorni ospitava i più grandi compositori alla Corte di Gioacchino Rossini.
La Favorite che era il risultato di recuperi tra cui quell’Ange  de Nisida archiviata dopo il fallimento del Theatre de la Renaissance, ebbe un certo successo e il libretto di Alphonse Royer, Gustave Vaez ed Eugene Scribe fu tradotto in varie lingue,in Italia fu La Favorita; recentemente gira l’edizione originale.
L’opera in quattro atti ha una cifra privata, intima, in cui si staglia Fernand, simbolo della libertà, vittima della sua visione pura del mondo emblema della difesa dei valori, soprattutto l’onore, un uomo-frate dimidiato tra  lusinghe della terra e aneliti mistici e con lui, su uno sfondo storico, fanno spicco la vita di Corte, l’amore agitato del sovrano ed  Eleonor, la maitresse du roi.
A Palermo tornava, dopo recenti spettacoli d’avanguardia, un’edizione tradizionale rispettosa al massimo dell’Autore con le preziose scene di Francesco Zito, dei suoi meravigliosi costumi (broccati, velluti, rasi) ben valorizzati dalle sapienti luci di Caetano Vilela e con la funzionale regia di Allex Aguilera.

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Il direttore Francesco Lanzilotta alla guida dell’orchestra ci ha entusiasmato per la conduzione incisiva e intenta a restituire tutto il carattere strumentale della partitura con ritmi decisi, sonorità marcate nei momenti più drammatici e arcate melodiose, sempre attento al palcoscenico lasciando all’interprete libertà di esprimere.
Sonia Ganassi è stata una protagonista di grande rilievo nel calarsi come interprete a restituire tutto il tormento di donna da una parte umiliata  e raggirata, dall’altra di innamorata che nella morte trova redenzione; solida e di grande esperienza la sua vocalità come pure coinvolgente il suo gioco scenico regalando momenti di vero teatro nelle parti d’insieme e nella sua grande scena del terzo atto O mon Fernand scoglio di prova delle grandi interpreti. Molto convincente e partecipe il Fernand di John Osborn che ha colpito lo spettatore con la sua voce estesa, sicura e per un canto naturale e morbido scalando all’acuto con perizia e marcato squillo; d’antologia Ange si pur che ha riscosso vivo consenso.
Con i due protagonisti bene si inseriva l’Alphonse di Mattia Olivieri con pienezza vocale e attente flessioni nell’assecondare impeti e spinte seduttive ma scenicamente non sempre confacente ad atteggiamenti regali.
Marko Mimica (Balthazar) risultava credibile per autorevolezza scenica e vocale così pure la Ines di Clara Polito.
Completavano professionalmente il cast Blagoj Nacoski (Don Gaspar) e Carlo Morgante (Un seigneur).
Risultava elegante la coreografia delle danze del secondo atto curata da Carmen Marcuccio e vigoroso il Coro diretto da Piero Monti  contribuendo a dare risalto alla vicenda.
Il numeroso pubblico ha pienamente applaudito lo spettacolo di eccellente qualità degno della tradizione nostro  Teatro palermitano.

Crediti fotografici: Franco Lannino e Rosellina Garbo per il Teatro Massimo di Palermo
Nella miniatura in alto: il mezzosoprano Sonia Ganassi interprete del ruolo eponimo
Al centro: Mattia Olivieri (Alphonse); John Osborn (Fenand) con Sonia Ganassi
Sotto: Marko Mimica (Balthazar) con Sonia Ganassi






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Parliamone
La Traviata ''di Zeffirelli''
intervento di Athos Tromboni FREE

190622_Vr_00_LaTraviata_FrancoZeffirelli_FotoEnneviVERONA - Un parterre di persone importanti. Rai 1 che manda la diretta tivù dell’opera in mondovisione. La recentissima morte di Franco Zeffirelli regista e scenografo dello spettacolo, avvenuta sei giorni prima della “prima” areniana. Questi gli ingredienti che fanno della Traviata che ha inaugurato il festival dell’Arena di Verona uno spettacolo fuori dell’ordinario. Il sunto più significativo sta nella dichiarazione di Federico Sboarina, sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena: «Un grande lavoro di squadra per realizzare questo evento che è, ad un tempo, il tributo a un Maestro come Zeffirelli e il meritato riconoscimento al valore degli artisti e dei tecnici della Fondazione Arena di Verona.»
Parole che si riverberano anche nella dichiarazione ante-spettacolo di Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Arena, ancora commossa dall’affetto dimostrato sia dalla gente comune che dalle massime istituzioni italiane per la scomparsa del Maestro e amico Franco Zeffirelli
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Chiara č Medea
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190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
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190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Nel labirinto di Martha
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190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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Progetto Lauter 2019
servizio di Edoardo Farina FREE

190515_Fe_00_ProgettoLauter_Nicola BruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018-19 di “Ferrara Musica” sotto la gestione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dopo la precedente collaborazione invernale con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura, il 13 maggio 2019 è tornato il “Progetto Lauter” nel  secondo e suggestivo appuntamento
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Opera dall Estero
Un altro Macbeth alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190511_Wien_00_GeorgePeteanVIENNA, 11 maggio 2019 – Alla Staatsoper di Vienna, gli allestimenti scenici sono un investimento: quando vengono varati, sono destinati a ricomparire per stagioni anche consecutive, e a rimanere in servizio anche per decenni interi. La Madama Butterfly di Puccini con regìa di Josef Gielen e scene e costumi di Tsugouharu Foujita, per fare un
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Prosa
La classe operaia secondo Di Paolo
servizio di Athos Tromboni FREE

190510_Fe_00_LaClasseOperaiaVaInParadiso_LinoGuanciale_phGiuseppeDiStefanoFERRARA - Nel 1972 furono due film italiani a vincere ex-aequo a Cannes la Palma d’Oro: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, e Il caso Mattei di Francesco Rosi. In entrambi i film protagonista più che esuberante fu l’attore Gian Maria Volonté. Il primo film tentava (riuscendoci in buona parte) di coniugare la commedia all’italiana con il cinema di
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Opera dal Centro-Nord
Un Re Lear esagerato
servizio di Simone Tomei FREE

190507_Fi_00_Lear_FabioLuisi_phMicheleMonastaFIRENZE - William Shakespeare incontra il Teatro d’opera con la sua opera King Lear attraverso le “note” di Aribert Reimann che con il “suo” Lear avrebbe voluto fornire un supporto musicale alla vicenda tra l’altro ben costruita, da un punto di vista librettistico, per mano di Claus H. Henneberg; queste parole introduttive con virgolette e tempo
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Eventi
Ferrara Musica nel segno di Beethoven
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
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Opera dal Centro-Nord
Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
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Echi dal Territorio
Antonio Malinconico a Musi Jam
servizio di Edoardo Farina FREE

190415_00_Fe_AntonioMalinconicoFERRARA - Dopo gli ultimi appuntamenti dell’estate scorsa svoltisi nel giardino della loggia rinascimentale nell’ambito di “Musica a Marfisa d’Este” ove non sono mancati bravi interpreti, è tornata la “chitarra sola” a Ferrara con un prestigioso esecutore di origine partenopea e appartenente al panorama internazionale Antonio Malinconico,  nel primo
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Echi dal Territorio
La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
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Soci Uncalm
L'arco della Mariotti incanta ai Servi
servizio di Gianluca La Villa FREE

190430_Lu_00_LucillaRoseMariottiLUCCA - Sabato 27 aprile 2019, a Lucca, la Chiesa dei Servi, luogo ormai dedicato con la sua acustica quasi perfetta ai programmi concertistici di “Animando Lucca”, ha ospitato un concerto in collaborazione con il “Comitato per i Grandi Maestri”, di Ferrara, e la violinista giovanissima e ferrarese di adozione Lucilla Rose Mariotti, come il suo maestro Marco
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Vocale
Exultate Jubilate in San Giorgio fuori le Mura
servizio di Athos Tromboni FREE

190429_Fe_00_BalderiMarcoAntiquaEstensis_AmaliaScardellatoFERRARA - Non è stato solo un concerto devozionale quello che si è svolto nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, domenica 28 aprile 2019, quale “ringraziamento per il restauro del convento di Santa Maria dell’Olivo in Maciano di Pennabilli (Rimini)”. No, non solo devozionale, ma anche carico di solidarietà umana e – perché no? – anche di curiosità per il ritorno nella propria città
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Opera dall Estero
Aguilera propone l'Otello d'Amore
servizio di Simone Tomei FREE

190426_MonteCarlo_00_Otello_GregoryKunde_phAlainHanelMONTE-CARLO - Tante sono le motivazioni che spingono a parlare di Otello come un (se non addiritutta "il") capolavoro del Cigno di Busseto dove lo stigma  più evidente, quello della gelosia, diventa l'indiscusso motore dell'azione scenica, ma... proprio durante l'ascolto dell'opera nell'affascinante Salle Garnier dell'Opéra di Montecarlo la
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Echi dal Territorio
Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
FREE

190424_Fe_00_AntiquaEstensisStefanoSquarzinaFERRARA - Per festeggiare la ricorrenza del 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della città di Ferrara, il Polo Museale dell'Emilia Romagna ha ospitato nella bellissima sala delle carte geografiche, in Palazzo Costabili (ma i ferraresi preferiscono chiamarlo da sempre "Palazzo Ludovico il Moro"), un concerto barocco dell'ensemble d'archi Antiqua
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Nuove Musiche
Katër i Radës inferno mediterraneo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190419_Ra_00_KaterIRades_AdmirShkurtajRAVENNA - Il tema di Katër i Radës. Il naufragio, ultimo appuntamento del 18 aprile 2019  della corrente stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna,  è un viaggio di imbarcati clandestini verso l’Italia  finito tragicamente a cui la cronaca ci ha assuefatto. Aspirazione dello spettacolo è smuovere le coscienze coinvolgendole nel dramma
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Prosa
Vieni qui bella juventina che ti sistemo!
servizio di Athos Tromboni FREE

190419_Fe_00_IlReAnarchico_PaoloRossiFERRARA - Irriverente, sarcastico, ironico, buffo; come sempre. Il funambolico Paolo Rossi, uno degli attori fra i più fantasiosi ed incisivi nel panorama dei comici italiani, ha proseguito a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado per la stagione di prosa, il suo personale itinerario intorno al pianeta Molière; ha portato in scena nella città estense
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Eventi
Carmina per Bosso in Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un
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Classica
Euyo e l'incognita Brexuyo
servizio di Athos Tromboni FREE

190414_Fe_00_Euyo_VasilyPetrenko_facebookFERRARA - Secondo concerto primaverile, sabato 13 aprile 2019, della European Union Youth Orchestra nel Teatro Comunale Claudio Abbado per Ferrara Musica. Un altro successo di pubblico (teatro tutto esaurito) per i giovani strumentisti della Euyo guidati dal loro "chief conductor" Vasily Petrenko. Il programma era tutto incentrato sull'orchestra,
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Classica
Euyo e Opolais carte vincenti
servizio di Athos Tromboni FREE

190412_Fe_00_EuyoVasilyPetrenkoKristineOpolais_phMarcoBorggreveFERRARA - E chiediamoci perché la tonalità di Mi minore sia così poco usata dai grandi compositori dell'Ottocento e del primo Novecento: si contano sulle dita di una mano le sinfonie in Mi minore: ne scrisse una Chajkovskij (la sua più bella, la Quinta sinfonia), poi una ciascuno Brahms, Dvoràk, Sibelius, e Sostakovic. E basta. Anche Haydn
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Opera dal Centro-Nord
Chénier dalla concitazione alla lentezza
servizio di Simone Tomei FREE

190408_Pr_00_AndreaChenier_MartinMuehle_phRobertoRicciPARMA - Dopo aver girato il circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Andrea Chénier di Umberto Giordano approda al Teatro Regio di Parma, coinvolto nella produzione dell’allestimento insieme al Teatro Comunale di Modena, alla Fondazione Teatri di Piacenza, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, alla Fondazione Ravenna Manifestazioni e all’Opéra di Toulon. Un progetto
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Echi dal Territorio
Cronaca di una serata pop-jazz
FREE

190406_Fe_00_SophisticatedPopQuintet_PaolaBaccagliniFERRARA - Abbinare i sapori di un bravo cuoco e la popolarità della migliore musica pop trattata come jazz è una "ricetta" che funziona sempre. Così è successo anche sabato 6 aprile 2019 nel Ristorante Piper del campo aeroportuale del Club Volo a Vela di Ferrara, uno spazio verde alla periferia della città ma raggiungibile dal centro
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Opera dalle Isole
Tosca ottima dai due cast
servizio di Simone Tomei FREE

190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido
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Jazz Pop Rock Etno
Faber rivive coi suoi musicisti
redatto da Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_GruppoDei10_SerataFabrizioDeAndre_facebookFERRARA - I musicisti pop e jazz che suonarono con e per Fabrizio De André sia in concerto che in sala d'incisione si riuniranno giovedì 16 maggio 2019 alle ore 21 nel Teatro Comunale Claudio Abbado per un omaggio al cantautore genovese nel 20° anniversario della scomparsa. L'iniziativa, partita da un'idea del batterista ferrarese Ellade Bandini,
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Opera dal Centro-Nord
E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
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Jazz Pop Rock Etno
La prima volta di Rita Payés a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
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Prosa
Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
servizio di Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_LaBisbeticaDomata_WilliamShakespeareFERRARA - Nell'Inghilterra di Elisabetta Tudor le compagnie teatrali non potevano ammettere le donne sul palco a recitare. Neanche Shakespeare era, in fondo in fondo, dispensato da questa "regola"; i ruoli femminili erano di norma affidati a un giovane uomo en-travesti (come si direbbe oggi con termine tecnico) magari con voce acuta, naturale
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Opera dal Centro-Nord
E Tito incoronō la sua statua
servizio di Simone Tomei FREE

190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
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Eventi
Donizetti Opera 2019 il programma
redatto da Athos Tromboni FREE

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
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Opera dall Estero
Il ratto dal... Treno
servizio di Simone Tomei FREE

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
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