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Successo del nuovo allestimento dell'opera di Rossini a duecento anni dalla prima assoluta

Nella Cenerentola rivive Lele Luzzati

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 11 Febbraio 2017

170211_Lu_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phAndreaSimiLUCCA - Quando penso a Gioachino Rossini, mi si illuminano gli occhi, si drizzano le orecchie ed il mio cuore impazza di gioia. Da remote letture ho estrapolato una frase per configurare “il pesarese” attraverso queste parole di Stendhal allorché scriveva una prima, ma poco precisa biografia:  Vie de Rossini: «Dalla morte di Napoleone abbiamo trovato un altro uomo di cui si parla tutti i giorni a Mosca come a Napoli, a Londra come a Vienna, a Parigi come a Calcutta. La gloria di quest'uomo non conosce altri confini che quelli della civiltà
Credo che questo pensiero renda davvero merito alla genialità all’arguzia e alla lungimiranza del compositore trovando in Cenerentola una degna rappresentanza di questi lusinghieri aggettivi. Nel dicembre del 1816 stava formandosi l’idea di una nuova opera da comporre per il Carnevale romano ormai alle porte; il librettista Jacopo Ferretti - nelle sue memorie redatte da Annalisa Bini in Rossini a Roma nel 1830 - ci racconta della genesi, in una fredda sera romana, di questo capolavoro con la narrazione dell’incontro a palazzo Capranica a Roma - davanti la chiesa di Sant’Andrea della Valle - in casa dell’impresario Cartoni; “… Mancavano due soli dì al Natale dell'anno 1816, quando il pacifico impresario Cartoni ed il maestro Rossini m'invitarono ad un congresso innanzi al censore ecclesiastico. Trattavasi di considerevoli modificazioni da operarsi in un libretto scritto dal Rossi, pel teatro Valle, e che come second'opera del carnevale comporre si doveva dal Rossini. Nel titolo si leggeva: Ninetta alla corte, ma il soggetto ne era Francesca di Foix, una delle meno morali commedie del teatro francese, in un'epoca che incominciava a cangiarsi in una famosa scuola di libertinaggio…” e venendo a quella sera dicembrina aggiornando l'incontro a casa del Cartoni, compositore ed impresario chiesero a Ferretti di trovare un nuovo argomento e scrivere subito un libretto e le cose andarono più o meno così: “… Ristrettici in casa del Cantoni a bere del the in quella sera freddissima, io proposi un venti o trenta soggetti da melodramma, ma uno era valutato troppo serio, e a Roma per carnevale si voleva ridere, un altro troppo complicato. Stanco dal proporre e mezzo cascante dal sonno, sillabai in mezzo ad uno sbadiglio: Cendrillon. Rossini, che per esser meglio concentrato si era posto in letto, rizzandosi fu come il Farinata dell’Alighieri: “Avresti tu core di scrivermi Cendrillon? mi disse, ed io a lui di rimando: e tu di metterla in musica?”. “Quando mi daresti il programma dell’opera?” “Domani mattina”. “Allora a domani mattina, buonanotte”. E Rossini si avvolse nelle coperte disponendosi a dormire. Jacopo Ferretti chiese un’altra tazza di the fumante e fissò subito con Cartoni la mercede per il suo lavoro su Cenerentola. Lui e l’impresario si strinsero e si scrollarono la mano come si usava nei mercati tra gente d’onore e il poeta se ne usci nella serena, gelida notte romana. Le statue di Sant’Andrea della Valle parevano, più che mai raggelate. “Corsi a casa. Là un buon caffè di moda rimpiazzò il the della Giamaica, Misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia gran camera da letto, e quando Dio volle, e mi vidi innanzi il quadro, scrissi il programma della Cenerentola e all’indomani lo inviai a Rossini.”
Sono passati più di duecento anni da quella notte gelida e proprio a Lucca per celebrare questo anniversario ha preso nuovamente vita questo sublime capolavoro di musica, parole ed emozioni. Raccontare di questa visione al Teatro del Giglio di Lucca nella rappresentazione del 10 Febbraio 2017 non è cosa facile, ma comunque entusiasmante.
Innanzitutto giova ricordare che  quello andao in scena è un nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca in coproduzione con il Teatro Alighieri di Ravenna, la Fondazione Teatri di Piacenza, con la collaborazione di Teatro Comunale "A. Rendano" di Cosenza, e con l'Ente Luglio Musicale Trapanese.

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Qualche tempo fa dopo una mia recensione in cui avevo espresso delle perplessità in merito ad una messinscena, uno degli autori della stessa, in un suo commento sul social Facebook, mi rivolse un’ambascia che conteneva tanti “se”: se il critico sapesse, se il critico avesse visto, se il critico fosse stato; non mi sento di dare torto a questo suo discorso anche perché quando è possibile ho sempre cercato di “entrare” dietro le quinte fisiche e non, di uno spettacolo per poterne carpire al meglio i molteplici aspetti, ma in quell’occasione non fu possibile; posso assicurarvi che in questa esperienza lucchese, ho avuto modo di poter vivere appieno tanti aspetti e tanti momenti della fase preparatoria ed ho visto crescere piano piano, ma con determinazione, questa produzione: qualcuno potrà asserire che non vi sia obiettività nel giudizio e quindi leggere questa recensione come una semplice cronaca; io credo invece che l’occhio critico si sviluppi maggiormente e riesca a riportare con più sincerità e realtà di quello che accade sul palcoscenico: in fin dei conti il compito del critico è sì, quello di giudicare lo spettacolo nella sua forma suprema che si esplica nella “recita”, ma lo può fare ancor con maggiore cognizione di causa, laddove abbia materiale ed informazioni da poter elaborare e tradurre sulla carta, in modo da riuscire ad esplicitare al meglio tutte le facce che compongono il poliedrico mondo del palco e retropalco. Proprio per dare ancor più voce a tutto ciò che fa parte di questo mondo fatato, ma non troppo di Cenerentola, ho voluto alla fine del mio scritto, cedere la penna per far sì che ciascun artista potesse esplicitare un pensiero i merito a questa suggestione proposta: La mia Cenerentola lucchese; ognuno in poche righe ha elaborato un pensiero scaturito dal cuore, dalle emozioni e dalla propria sensibilità, per rendere ancor più empatico questo racconto nel quale oltre alla mia obiettività entrano in gioco - come è normale che sia - anche aspetti emozionali.
Un allestimento, quello lucchese, che porta la firma proprio del direttore artistico del Teatro del Giglio, il M° Aldo Tarabella che si è avvalso della collaborazione di Enrico Musenich, dei costumi di Lele Luzzati, delle luci di Marco Minghetti e delle coreografie di Monica Bocci.
Ho citato cinque personaggi per la parte visuale, ma risulta doveroso prima di tutto rendere omaggio, con un approfondimento particolare, al nome più altisonante del quale celebriamo il decennale della sua scomparsa: Lele Luzzati; dal racconto di Tarabella, che ci ha narrato in conferenza stampa la genesi dell’idea, ci siamo trovati ad ammirare un capolavoro di sartoria che risale al 1978 allorché il compianto Luzzati disegnò scene e abiti per l’edizione genovese al Teatro Margherita; quei costumi, ritrovati proprio a due passi da Lucca in proprietà della Sartoria Cerratelli di Pisa, oggi Fondazione, hanno ripreso vita - solo perché stavano dormendo e non perché erano morti come ha detto Florinda Benedettini della Fondazione stessa - grazie ad un sapiente e minuzioso lavoro di restauro e di riadattamento alla scena; hanno ritrovato vita ed anima, proprio sul palcoscenico del teatro lucchese in tutto il loro splendore e in tutta la loro magnificenza di sgargianti colori e di preziosi tessuti che sotto le sapienti luci brillavano del fascino ritrovato.
Le scenografie dell’originario allestimento purtroppo sono andate perdute, ma la sapiente firma di Enrico Musenich, grande e fidato collaboratore di Luzzati,  e con l’abile mano dello scenografo-costruttore Elio Sanzogni, cui dobbiamo lo stile luzzatiano nella realizzazione pittorica, ha ricostruito con gusto gli immaginifici castelli e palazzi marmorei che all’uopo si trasformano e ci portano negli ambienti narrati dal Ferretti; mi sono trovato in un via vai di armadi, di librerie che si trasformano in guardaroba e poi in carrozze, di scatole, di credenze - mobile lucchese nel quale si ricoverano oggetti di uso quotidiano - di portantine e di un grande camino centrale che rappresenta il fulcro di tutta la storia: è il luogo in cui la protagonista vive la sua quotidianità come una “covacenere”, ma diventa anche il luogo in cui si incontra per la prima volta con il Principe, luogo per il quale vi è l’ingresso di Alidoro e la fuga per il riscatto da una vita di affanni come ci ricorda nella sua ultima aria. Il tutto dominato da una miriade di colori che alla fine del primo atto sembrano quasi portarmi alla memoria le pitture del Tiziano o del Tintoretto.
Le luci hanno espresso una loro magicità nell’economia dello spettacolo con una punta di diamante nel “drammatico” quintetto Nel volto estatico dove l’improvvisa stasi drammaturgica trova la sua personalità proprio in uno stacco forte che diventa quasi catartico.
Anche l’approccio coreografico, che ha visto in movimento, quattro personaggi nel ruolo dei “servi di scena” ha trovato ottima amalgama con la musica e con le intenzioni librettistiche fornendo quel giusto completamento alla resa di uno spettacolo che per mano del regista è riuscito a dare una particolare caratterizzazione a tutti i personaggi; Aldo Tarabella ha creato squadra, ha creato amalgama tra gli interpreti e ha creato con suprema sagacità i caratteri dei personaggi; proprio lui nelle sue note di regia ci parla di questo: «… Cenerentola è la favola di un giorno, ma soprattutto è l’opera dei travestimenti: il servo Dandini si traveste da principe, il filosofo Alidoro da mendicante, Cenerentola da sguattera e poi da principessa, e il principe Ramiro da servo, per andare alla ricerca del vero amore. Anche Don Magnifico e le due sorellastre cambiano, e da malvagi che sono si “travestono” da finti generosi e gentili: la loro cattiveria contrasta terribilmente con la bontà di Cenerentola, l’unico personaggio che alla fine uscirà dal proprio travestimento diventando la sposa del principe, dunque una vera principessa, definitivamente e finalmente liberata dal maniglio, simbolo di schiavitù. L’opera è densa di tentativi falliti, di rivalsa sociale, di ricerca di amore povero, di colpevoli che non meritano il perdono e poi dei valori della bontà e della profonda umanità, che alla fine vinceranno. Nell’opera di Rossini musica e drammaturgia sono in continua tensione tra dramma e commedia, tra leggerezza e comicità, sotto la cupa cappa del rifiuto all’interno del nucleo familiare. In fondo, tutti noi aspiriamo ad avere davanti casa una carrozza come quella di Cenerentola, nella quale entrare per realizzare un sogno o, più semplicemente, per uscirne ricaricati e più fiduciosi nella vita.»
Ed il sogno c’è stato e voglio riviverlo un’altra volta proprio perché in questi travestimenti e contrasti della vita siamo sempre immersi; andare a teatro e vedere questo allestimento, mi ha reso ancor più consapevole di questa forte dimensione della vita, in cui la sofferenza talvolta sembra prevalere e dalla quale - parlo per esperienza personale - sembra non riuscire a sfuggirne, ma poi alla fine Trionfa la bontà; forse questo è un pensiero “sempliciotto e semplicistico”, ma mi sento di esternarlo ugualmente, perché fa parte di un percorso di vita che sto facendo e dal quale sto imparando molto.
Se alla prima esecuzione assoluta del 25 gennaio 1817 il successo non fu clamoroso, dopo duecento anni, nella "piccola Salisbugo italiana" - come mi piace immaginare Lucca nel futuro - il successo è stato unanime e le parole del compositore, di fronte all’allora insuccesso, riflettono l’epilogo che ha avuto quest’opera nel tempo: «Sciocco! Non si terminerà il carnevale senza che tutti se ne innamorino; non passerà un anno che sarà cantatadal Lilibeo alla Dora…». Ne son passati ben duecento ed ovunque, nel mondo, questo capolavoro ha trovato meritata accoglienza.
Ma gli artisti? Beh per presentarli in toto voglio usare una frase pronunciata proprio dal regista in conferenza stampa: «Se dovessi scegliere una compagnia stabile per realizzare il repertorio rossiniano, non potrei che scegliere questi interpreti; essi rappresentano la nuova generazione dei cantanti rossiniani e sono felice di avere a disposizione un cast di siffatta levatura
Ho citato questa frase perché la condivido appieno; tutti gli interpreti hanno dato prova di aver maturato vocalmente e scenicamente i personaggi e lo spirito di affiatamento che si è creato durante le prove ha trovato una sua esternazione piena in un’esecuzione direi quasi ad incastro perfetto di tutte le movenze e di tutte le intenzioni vocali.
Come ho annunciato prima, ognuno di essi, ha dedicato ai lettori un pensiero su questo allestimento che potrete leggere al termine dei questo mio articolo;  adesso esprimo, in qualità del ruolo che investo in questa sede, un mio giudizio sulla loro interpretazione.

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Dalla terra partenopea, il contralto Teresa Iervolino nel ruolo di Angelina, come sotto nome di Cenerentola; è dotata di un timbro corposo, generoso e mai scontato con il quale è riuscita a trovare sempre una giusta intesa con il rigo musicale; le spigliate agilità e le solide note centrali sono sempre state snocciolate con gran sicumera, assieme alle dinamiche sonore che hanno saputo ben caratterizzare il personaggio dal punto di vista delle emozioni e degli stati d’animo; non è mancato lo stupore nell’aria finale Nacqui nell’affanno… non più mesta dove l’indole e la verve rossiniane trovano il loro naturale sfogo, nelle quali la nostra interprete ha sguazzato in maniera veramente eccellente con un grande senso musicale e con un’ottima capacità di legato e di virtuosismo nelle agilità della cabaletta.
Giulia Perusi nel ruolo di Clorinda - unico soprano dell’opera - è stata al pari della sorellastra, un quadro visuale di bravura e di simpatia; ha messo in campo un timbro vocale molto particolare ed accattivante tale da caratterizzare il personaggio in maniera ancor più pregnante; mai sopra le righe, ma abbastanza ridicola e goffa da renderla grottesca, ma non volgare, con una vocalità che non ha fatto fatica a distinguersi nei meravigliosi concertati.
Anche Tisbe - l’altra sorellastra - ha trovato nel mezzosoprano Isabel De Paoli una validissima interprete; rispetto alla goffaggine e ridicolezza di Clorinda, la caratterizzazione di Tisbe ha puntato più sull’aspetto vanesio e mondano del personaggio; di pregio anche la sua vocalità che in contrasto con quella dell’altra sorellastra ha trovato sempre un’ottima amalgama sia nelle civettuole esternazione, sia nei momenti di assieme. Entrambe sono state una bomba di simpatia e ilarità fino agli ultimi momenti dell’opera dove ci hanno donato delle espressioni facciali da manuale.
La voce più acuta vede nel tenore Pietro Adaini un brillante Ramiro principe di Salerno; di per sé il personaggio è sempre stato caratterizzato da una superficialità piuttosto marcata, ma anche qui l’intento del regista ha voluto metterci mano trovando, oltre che nella voce, quei giusti atteggiamenti e quegli attenti sguardi e movenze che lo elevano dalla sua “mediocrità”; vocalmente il nostro interprete possiede un ottimo metallo nella voce e specialmente nella zona acuta riesce a regalare una chiara e proiettata emissione curata nel fraseggio e nelle dinamiche; anche nella zona più centrale non cede in un canto spoggiato, ma pondera bene ogni suono sì da rendere l’intenzione musicale in linea con quella scenica.
Scendendo nella corda baritonale in qualità di Barone di Montefiascone nonché Don Magnifico, Marco Filippo Romano; già l’indossare il costume che fu di Sesto Bruscantini oltre ad essere un grande onore, pesa sulle spalle come un enorme onere; posso dire che l’anima di Bruscantini ancora vive in quel costume e sicuramente è risultata foriera, per il nostro interprete, di buon auspicio; è stato impeccabile scenicamente regalandoci un’interpretazione grottesca, ma al contempo curata nel minimo dettaglio; la mimica facciale è stata un susseguirsi di ilarità e simpatia, senza farci mancare anche l’aspetto più truce e sadico del patrigno padrone; la sua voce è andata di pari passo con l’ars scenica e ha messo in rilievo un’ottima uniformità sia nella zona grave che acuta, non mancando di sfoderare una grande facilità nella agilità e nei numerosi scioglilingua, unitamente ad una straordinaria eleganza e signorilità nel porgere note.
Voce di gran pregio e suadente timbro, quella del baritono Pablo Ruiz nel ruolo di Dandini servo di Ramiro; il costume verde di rara bellezza, con cui si presenta in scena e la camminata piuttosto ridicola, lo rendono un personaggio enormemente pacchiano, ma con quel guizzo di carattere che lo fa vivere di luce propria; drammaturgicamente più caratterizzato del suo padrone ha una sua individualità vocale che si esprime in una impegnativa aria d’entrata e in numerosi impegni sia nei recitativi che nei concertati; nella sua esibizione ha dato modo di essere un gran mattatore della scena e di saper trovare le giuste intenzioni vocali; dotato di una robusta cavata e di una morbidezza nell’emissione ha affrontato con ottimo gusto sia le note più cantabili che quelle dotate di maggiore virtuosismo.
Nella favola da cui è tratto il libretto prende corpo l’anima buona della fata che in questo contesto è invece sostituito dal deus ex machina di tutta l’azione; le physique dû röle di Matteo D’Apolito e una vocalità tonda ed elegante hanno reso molto elegiaco e direi quasi ieratico, il personaggio del filosofo Alidoro; una figura che ispira fiducia, sicurezza, compassione, deve accompagnare le sue peculiarità anche nell’emissione vocale; l’inizio in sordina per questo ruolo non deve trarre in inganno; è proprio a lui che nel 1821, quando l'interprete di Alidoro al teatro Apollo di Roma doveva essere il baritono Carlo Moncada, ammirato da Rossini, il compositore sostituì l'aria di Agolini "Vasto teatro è il mondo" con un nuovo esteso pezzo di bravura, Là del ciel nell'arcano profondo; proprio in quest’aria ha trovato ampio sfoggio. a Lucca, la voce di D’Apolito regalandoci una pagina di sublime nobiltà, di suadente legato e di morbido fraseggio con grande cura delle dinamiche e delle intenzioni.
Un tantino più sotto tono la resa del Coro Melodi Cantores diretto da Elena Sartori; è mancata un po’ di uniformità nel canto e, soprattutto nella zona tenorile, ho notato una tendenza ad un suono piuttosto forzato e poco naturale; forse un canto più incline al falsetto, avrebbe reso meglio certi passaggi in cui non son mancate lievi stonature.
Erina Yashima - assistente di Riccardo Muti alla Chicago Symphony Orchestra - ha guidato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini; un gesto molto morbido ha accompagnato la sua direzione; ha cercato di trovare sempre un giusto raccordo tra palco e buca, ma nonostante una minuziosa attenzione all’equilibrio dinamico, in alcuni momenti, gli strumentisti non hanno saputo cogliere appieno le intenzioni della bacchetta “tirando” un po’ indietro con i tempi sì da creare qualche scollamento negli intricati e rocamboleschi concertati; sono dell’idea che l'ensemble sia ancora piuttosto acerbo per la maturità musicale necessaria in questa difficilissima opera del periodo d’oro di Gioachino Rossini. Ottimo e molto pertinente l’accompagnamento al fortepiano dei recitativi secchi per mano del M° Laura Pasqualetti.
Un sold-out annunciato da giorni ha visto un Teatro gremito in ogni ordine e grado con un’accoglienza sentita e calorosa che ha visto più chiamate alla ribalta di tutti gli artisti, del regista e dello scenografo.

 

Gli interpreti raccontano: “La mia Cenerentola lucchese” 

170211_Lu_92_Cenerentola_MarcoFilippoRomanoMarco Filippo Romano - Don Magnifico
Premettendo che è la mia terza volta a Lucca e il terzo ruolo buffo dopo Mamma Agata delle Convenienze ed inconveniente teatrali ed il Bartolo nel Barbiere di Siviglia mi preme dire che è sempre una emozione calcare questo palcoscenico. Passando nella fattispecie a Cenerentola come non confessare che questa produzione ha per me tanti motivi per portarla nel cuore. Comincio dai due maestri Erina Yashima ed Aldo Tarabella persone che hanno valorizzato le caratteristiche di ognuno ed hanno creato un clima disteso e creativo. Passo poi ai colleghi che sono bravi, simpatici e con la giusta dose di modestia che serve a creare sinergia e si vede nel lavoro svolto. Il mio personaggio, che a differenza di quello che si crede non è un buffo ma un carattere complesso che deve funambolicamente districarsi fra l'ilare e il serio.. insomma "buffo ma non troppo".. Insomma un artista si nutre di stimoli e qui a Lucca ho fatto una bella scorpacciata. Vorrei però concludere queste mie brevi impressioni sottolineando l'emozione che ho provato nell'indossare i costumi di Luzzati, nei quali hanno sudato e faticato grandi artisti e cito in particolare il grande Sesto Bruscantini fonte di ispirazione per chi come me decide di affrontare questo repertorio.

 

170211_Lu_93_Cenerentola_IsabelDePaoliIsabel De Paoli - Tisbe
Lucca, è per me la città dei sorrisi, delle scoperte e delle emozioni in Musica. Si girovaga per il mondo e il Teatro diventa la nostra "casa" e dei nuovi incontri, ne fai "famiglia". Con loro trascorri ore ed ore… sulle tavole di legno come attorno ad un calice di vino, smistando emozioni di svariata natura. "La mia Cenerentola" al Teatro del Giglio, mi ha proiettata in una nuova esistenza. Colleghi strepitosi, Artisti poliedrici e di elevata umanità, con la quale avviene costantemente uno scambio. Colleghi - amici che ti fanno scoprire molto anche di te stessa, di come aggiungere o smussare al tuo personaggio… una grande crescita. La più grande riconoscenza, va ad Aldo Tarabella e ad Erina Yashima che hanno saputo assemblare un cast davvero "affine e sinergico”. Un lavoro divertente che ha arricchito il mio “viaggio". E si sappia che alla fine...TRIONFA LA BONTÀ!

 

 

170211_Lu_94_Cenerentola_MatteoDApolitoMatteo D’Apolito - Alidoro
Interpretare il ruolo del mentore e filosofo: non semplice per un quasi trentenne, ma il M°Tarabella mi ha dato degli input molto interessanti, poi al resto c’ha pensato la potenza drammaturgica della musica di Rossini, grazie anche ad una visione molto briosa del M° Erina Yashima: a me è bastato soltanto mettere insieme le due cose. Sono soddisfatto del lavoro svolto, grazie soprattutto ad un gruppo affiatato, formato da colleghi ed amici straordinari che mi hanno donato la loro arte ma soprattutto tanti, tanti sorrisi, cosa non da poco. Torno a Lucca da professionista, dopo aver frequentato l'opera studio nel 2010 del circuito di tradizione toscano, ed ho ritrovato con piacere una città che adoro, la stessa città che mi ha visto giovanissimo muovere i prima passi in questo straordinario mondo che mi sta dando tanto.

 

 

170211_Lu_95_Cenerentola_TeresaIervolinoTeresa Iervolino - Cenerentola
Questa Cenerentola è stato un flusso di energia indomabile come non mi era mai successo prima. La bellezza di questa città, il calore dei colleghi e la voglia di creare di tutti, hanno fatto si che una favola prendesse vita. Ancor più felice di aver potuto donare con libertà e condivisione la malinconia che sento nella mia Angelina, una ragazza maltrattata, che subisce violenza e che sogna di essere amata e nient’altro, e alla fine quando meno se l’aspetta il suo desiderio diventa realtà. Direi un desiderio piuttosto vicino ai nostri giorni, quello di molte ragazze e donne che vivono in un mondo sommerso dalla violenza.

 

 

 

 

170211_Lu_96_Cenerentola_GiuliaPerusiGiulia Perusi - Clorinda
Dopo aver partecipato l’anno scorso al LTL Opera Studio nella veste di Praskowia ne “La Vedova allegra”, ho avuto l’immenso piacere di essere stata selezionata dal Teatro del Giglio e dagli altri enti teatrali coinvolti per questa produzione. Grazie alla sinergia tra la mia “strampalata” visione, la fantasia del M° Tarabella e la professionalità del M° Yashima siamo riusciti a creare un personaggio sopra le righe, una sorellastra esageratamente viziata, esplosiva, egoista, egocentrica e capricciosa. Nemmeno “il trionfo della bontà” riuscirà a scalfirla, lei rimarrà sempre e solo Clorinda. E’ poco di un anno che ho intrapreso la carriera operistico-teatrale e questa è stata finora l’esperienza più bella. Ho avuto la possibilità di collaborare con un cast fantastico che mi ha permesso di crescere e di esprimere liberamente la mia creatività.

 

 

 

170211_Lu_97_Cenerentola_PietroAdainiPietro Adaini - Ramiro
Beh, sicuramente il clima creatosi è "mite" grazie alla collaborazione di tutti: cast, direttore, regista e tutto quello che le quinte celano. Questa città che offre molto dal punto di vista artistico e culturale incornicia un'altro capolavoro che è proprio La Cenerentola di Rossini . Riflettendo sui personaggi possiamo dedurre che i soggetti sono attuali e che il librettista Jacopo Ferretti assieme al Grande Maestro siano riusciti a creare un chef-d'oeuvre prendendo spunto dal passato e dalla loro contemporaneità. Analizzando i personaggi possiamo scorgere che la maggior parte  di loro non sono statici bensì a tutto tondo e lo si può notare pensando al cambiamento che subiscono Don Ramiro, Don Magnifico e le sorellastre; non bisogna poi tralasciare il "deus ex machina" in questo caso interpretato da Alidoro che scioglie l'intreccio permettendo ai due innamorati di incontrarsi per poi sposarsi. Il mio personaggio si trasforma grazie a questo "nodo avviluppato" riuscendo a perdonare la cattiveria e reprimere il desiderio di vendetta nei confronti del barone e dei suoi “rampolli”. Il Principe alla fine si tramuta diventando così una persona migliore, ciò è possibile grazie al "trionfo della bontà" concetto ribadito dal coro davanti alla loro unione. Questa è un'opera piena di spunti riflessivi e che va assolutamente vista, studiata e acquisita facendola rientrate nel nostro bagaglio culturale.

 

 

 

170211_Lu_98_Cenerentola_PabloRuizPablo Ruiz - Dandini
Sono lieto di partecipare a questo meraviglioso progetto del nuovo allestimento dell'opera La Cenerentola di Rossini, nel bicentenario della sua composizione. Sono inoltre molto onorato di vestire questi meravigliosi costumi disegnati da Lele Luzzati. È per tanto una occasione ideale per vestire di nuovo i panni di Dandini. Lavorare a Lucca, in questa meravigliosa città, in questo bellissimo teatro, con un cast di colleghi straordinari, la simpatia e l'entusiasmo di Aldo Tarabella,  la perfezione e la precisione di Erina Yashima, creano una atmosfera ideale per portare in scena Dandini, il principe e cameriere. Questa nuova avventura che è appena iniziata mi porterà a vivere questo sogno indimenticabile: il sogno dell' Ape nei giorni d'aprile e del Nodo avviluppato col talento di Rossini e Luzzati.

 

 

 

170211_Lu_99_Cenerentola_AldoTarabellaAldo Tarabella - Regista
Questo nuovo allestimento de La Cenerentola rossiniana è diventato l’opera dell’amicizia, nella quale tutti hanno dato il massimo di loro stessi per citare Luzzati, spinti però anche dal desiderio di andare oltre realizzando un progetto originale fatto di continue sorprese, di palazzi di carta, di scatole magiche, di guardaroba in continuo moto giocoso, di librerie che si trasformano in carrozza… Tutto questo rappresenta un omaggio a Lele Luzzati, al suo mondo di immagini, forme e colori nel quale ci ritroviamo ad affrontare giocosamente e con grande naturalezza il rapporto con il teatro musicale.

Crediti fotografici: Andrea Simi per il Teatro del Giglio di Lucca e Simone Tomei
Nella miniatura in alto: la protagonista Teresa Iervolino
Nella sequenza al centro: Giulia Perusi, Marco Filippo Romano, Isabel De Paoli; Matteo D'Apolito e ancora la Iervolino e Romano
Sotto: una panoramica di Andrea Simi con tutti i protagonisti in scena
 






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Trionfo per Samson et Dalila
servizio di Simone Tomei FREE

181126_MonteCarlo_00_SamsonEtDalila_AnitaRachvelishvili_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho scelto di iniziare il mio scritto con queste pennellate frutto dei miei studi e delle mie letture di approfondimento prima della visione dell’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns la cui rappresentazione si è concretizzata domenica 25 novembre 2018 al Grimaldi Forum - Salle de Princes quale titolo inaugurale della
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Classica
Progetto Lauter per Courbet
servizio di Edoardo Farina FREE

171124_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Curato dall’Associazione “Lauter”  in collaborazione con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura allestita nel Palazzo Dei Diamanti, il 22 novembre 2018 presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” della città estense nell’ambito della stagione 2018/2019 di Ferrara Musica, è andato in scena un suggestivo concerto
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Opera dal Centro-Nord
Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
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Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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Opera dal Centro-Nord
La bella Cenerentola della Iervolino
servizio di Simone Tomei FREE

181113_Fi_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phMicheleBorzoniFIRENZE - Scrivevo nell'estate del 2017 dopo la visione della Cenerentola di Gioachino Rossini nel cortile di Palazzo Pitti: «... Un nuovo allestimento volto alla tradizionalità, ma al contempo non tradizionalista, che porta la firma della regista Manu Lalli; un allestimento che vede in campo una scenografia piuttosto semplice, ma funzionale curata da Roberta
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni con Max e Ellade
servizio di Athos Tromboni FREE

181109_Vigarano_00_Gruppo10_MaxChiarellaVIGARANO (FE) - La serata in ricordo di Federico ‘Chico’ Franchella, già presidente del Gruppo dei 10, e Antonio Fogli, socio, amico, e storico gestore del Bar Ragno di Comacchio, si è svolta al ristorante ‘Spirito’ di Vigarano Mainarda ieri, 8 novembre. Scomparsi entrambi da pochi mesi, furono anima e cuore della rassegna “Tutte le direzioni” che
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Libri in Redazione
Eroine rossiniane regine e vincenti
recensione di Athos Tromboni FREE

181108_Libri_00_RobertaPedrotti-LeDonneDiGioachinoRossini_Roberta Pedrotti
Le donne di Gioachino Rossini - Nate per vincere e regnar
Odoya Editore - giugno 2018, pagg. 416, euro 22
La Pedrotti è musicologa, critico musicale, fondatrice e direttrice responsabile della rivista on-line L'ape musicale. Questo libro, che reca una toccante prefazione di 
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Classica
Il Trio di Parma fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE

181106_Fe_00_TrioDiParma_EnricoBronziFERRARA - Prosegue la stagione 2018/2019 di Ferrara Musica presso il Teatro Comunale Claudio Abbado; dopo gli entusiasmanti concerti  per opera della European Union Youth Orchestra e Kammerchor Stuttgart Hofkapelle, appuntamento inedito con uno dei più prestigiosi  ensemble  cameristici italiani, il Trio di Parma, preceduto
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Eventi
Tutte le Direzioni in Falltime 2018
redatto da Athos Tromboni FREE

181103_Fe_00_TutteLeDirezioni2018_GaetanoRiccobonoVIGARANO MAINARDA (FE) - Torna come ogni anno la rassegna musicale d'autunno del Gruppo dei 10, l'ormai proverbiale Tutte le direzioni in Falltime: il ciclo di concerti nell'accogliente sala del ristorante-music hall "Lo Spirito" di Vigarano Mainarda (in via Rondona 11d) partirà giovedì 8 novembre prossimo e proseguirà fino alla fine dell’
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Ballo and Bello
Schubert contro Gershwin in danza
servizio di Annarosa Gessi FREE

181031_Fe_00_EnricoMorelliFERRARA - Il terzo spettacolo del nuovo cartellone di danza del Teatro Comunale Claudio Abbado ha visto in scena la compagnia MM Contemporary Dance Company impegnata in due coreografie intitolate Schubert Frames (musica di Franz Schubert) e Gershwin Suite (musica di George Gershwin e Stefano Corrias).
Due lavori molto
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Eventi
Sei titoli non era mai successo
servizio di Athos Tromboni FREE

181030_Fe_00_StagioneLirica_PaoloMarzocchiFERRARA - Solita partecipata conferenza stampa per la presentazione della stagione lirica del Teatro Abbado: oltre i giornalisti locali, erano in sala anche i dirigenti di numerose associazioni culturali della città, che sono il tessuto connettivo del pubblico ferrarese interessato all'opera. Il cartellone di sei titoli, mai così tanti negli ultimi vent'anni
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Opera dal Centro-Nord
Hey Gio' con Le Villi
servizio di Simone Tomei FREE

181030_Fi_00_HeyGioLeVilli_VittorioMontalti.jpegFIRENZE - Un audace accostamento quello che si è visto all’inaugurazione della stagione lirica 2018-2019 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una ricerca di dialogo tra il presente, un passato prossimo ed  un passato remoto. L’opera del compositore contemporaneo Vittorio Montalti, Hey Gio'..., vuole essere un ricordo ed un omaggio
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Vocale
Gelmetti per un eccellente Stabat
servizio di Simone Tomei FREE

181028_Fi_00_StabatMaterRossini_GianluigiGelmettiFIRENZE - Il genio di Gioachino Rossini, scevro dagli impegni verso il Teatro d'opera da cui si era accommiatato anni prima, e la sequenza religiosa attribuita a Jacopone da Todi sono stati la materia prima con cui è stata confezionata la serata di apertura della XXXVIII stagione concertistica dell'Orchestra Regionale Toscana (ORT) al
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Prosa
Profondo blu per Hester
servizio di Athos Tromboni FREE

181027_Fe_00_TheDeepBlueSea_LucaZingarettiFERRARA - Ma chi sarà quella morettina che rende bella, ancor più bella, la canzone Sognami di Biagio Antonacci? Era una domanda che mi ponevo nel 2007 quando uscì in videoclip proprio Sognami, canzone molto suggestiva in un periodo in cui si "scaricavano" ininterrottamente i filmati sul computer di casa trafficando in internet. Il videoclip non
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Opera dalle Isole
Raccapricciante il Rigoletto di Turturro
servizio di Salvatore Aiello FREE

181024_Pa_00_Rigoletto_StefanoRanzaniPALERMO - Il verdiano Rigoletto ha segnato la ripresa della Stagione 2018 di Opere e Balletti del Massimo in un clima faticoso per la defezione del tenore Giorgio Berruggi e del soprano Maria Grazia Schiavo (presente quest'ultima in sole due recite, quella del 13 e quella del 17 ottobre), ambedue per sopravvenuti motivi di salute.  Il palcoscenico, incorniciato dai
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Opera dal Centro-Nord
Il Dittico in attesa del Trittico
servizio di Simone Tomei FREE

181023_Lu_00_SuorAngelicaGianniSchicchi_MarcoGuidarini_phFilippoBrancoliPanteraLUCCA - Il Teatro del Giglio Ha aperto la sua stagione lirica 2018/2019 con il Dittico di Giacomo Puccini… ebbene sì, il “Dittico” e non il “Trittico”. Ma a tutto vi è una spiegazione: da tempo il teatro lucchese diretto dal M° Aldo Tarabella guarda lontano, punta alla vetta e lo fa trovando ampi spazi di manovra in collaborazioni nazionali e internazionali:
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Personaggi
Suor Angelica la vivr˛ da mamma...
intervista di Simone Tomei FREE

181021_Lu_00_AlidaBertiLUCCA - Eccoci come promesso al terzo appuntamento di questa maratona lucchese per presentarvi il terzo debutto nel dittico pucciniano Suor Angelica e Gianni Schicchi battistrada per la la stagione lirica del Teatro del Giglio 2018/2019; è la volta del soprano Alida Berti che affronta proprio il grande ruolo di Suor Angelica del quale ci parlerà in
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Personaggi
Rosiello lusingato d'essere Schicchi
intervista di Simone Tomei FREE

181019_Lu_00_MarcelloRosielloLUCCA - Eccoci al secondo piacevole incontro, questa volta con il baritono Marcello Rosiello al suo debutto lucchese nel ruolo di Gianni Schicchi; anche per lui il racconto della nostra chiacchierata è preceduto dal suo curriculum.
Nato a Bari, studia canto con Lucia Naviglio e Pietro Naviglio e
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Personaggi
Cerco nel personaggio la mia veritÓ
intervista di Simone Tomei FREE

181016_Lu_00_IsabelDePaoli_phFabioParenzanLUCCA - Vivere Giacomo Puccini ed ascoltare le sue opere nella città dove è nato, è sempre una grande emozione e da lucchese doc non posso che esprimere felicità nel poter vedere dei bravi interpreti debuttare i ruoli del “mio” compositore proprio nel Teatro di Lucca.
Inizierò quindi questo “Trittico” di debutti con il
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Vocale
Missa Solemnis da applausi
servizio di Athos Tromboni FREE

181014_Fe_00_MissaSolemnisHofkapelleStuttgard_FriederBerniusFERRARA - Dopo un’ampia pagina dedicata con successo e grande soddisfazione alla Euyo (quattro concerti a partire dall’agosto scorso), il cartellone di Ferrara Musica è approdato il 12 ottobre 2018 al primo appuntamento con un’orchestra e un coro “non residenti”: la Hofkapelle Stuttgard e il Kammerchor Stuttgard entrambe dirette
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Personaggi
Roberto de Candia prima della prima
intervista di Simone Tomei FREE

181005_No_00_RobertoDeCandiaNOVARA - Abbiamo incontrato il baritono Roberto de Candia che ci ha raccontato qualcosa di sé nell’imminenza del debutto nel ruolo di Rigoletto nell’omonima opera di Giuseppe Verdi al Teatro Coccia di Novara. Conosciamo un po’ meglio questo artista attraverso il suo curriculum.
Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista
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Pagina Aperta
Festival Verdi impressioni d'un cronista
Simone Tomei FREE

180930_Pr_00_GiuseppeVerdiPARMA - La fine del mese di settembre richiama melomani, critici e curiosi del mondo del melodramma in terra emiliana e più precisamente a Parma per l’atteso Festival Verdi che quest’anno ha raggiunto la sua maggiore età; un Festival preparato nei minimi dettagli e con una cura quasi certosina per i dettagli: prova ne è, tra le la altre, il
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Classica
Euyo e Chamber Academy belle realtÓ
servizio di Edoardo Farina FREE

180928_Fe_00_HeloiseDeJenlisFERRARA - La corrente stagione sinfonica e cameristica di Ferrara Musica ha visto nel pomeriggio del 27 settembre 2018 la seconda giornata di concerti per quanto concerne  l’attività di Ferrara Chamber Academy, organizzata per la prima volta quest'anno da EUYO e Ferrara Musica al Teatro Comunale Claudio Abbado. L’Accademia ha
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Opera dal Centro-Nord
La Traviata anche lei traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180927_Fi_00_Traviata_ZuzanaMarkovaFIRENZE - L’epilogo di questa trilogia verdiana si è concluso con l’opera tratta dalla Signora delle camelie, il romanzo di Dumas fils: La Traviata, che è stata quindi in ordine di apparizione l’ultima delle “tre” con la firma del “progetto drammaturgico e regia” di Francesco Micheli, scene di Federica Parolini, costumi di Alessio Rosati e luci di Daniele Naldi.
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Opera dall Estero
Un ottimo Trovatore
servizio di Simone Tomei FREE

180924_Liegi_00_Trovatore_FabioSartori_phOperaRoyalDeVallonieLIEGI - Ogni volta che mi trovo ad ascoltare Il trovatore di Giuseppe Verdi non posso fare a meno di ammirarne la contraddittoria perfezione drammaturgica e musicale; il connubio tra Salvatore Cammarano ed il Cigno di Busseto ha creato uno dei capolavori che, a mio avviso, è da annoverare nell’olimpo del Teatro in Musica. La repetita
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Soci Uncalm
Rivive d'Ambrosio ai Servi
redatto da Athos Tromboni FREE

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in
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Opera dal Centro-Nord
Rigoletto e Trovatore tuoni e fulmini
servizio di Simone Tomei FREE

180919_Fi_00_Rigoletto-Trovatore_FabioLuisiFIRENZE - Tre giorni sono stati necessari per sbollire, freddare e decantare, ma anche assaporare e rielaborare le emozioni del mio fine settimana fiorentino in cui ho assistito alla rappresentazione di parte della Trilogia verdiana al Teatro del Maggio Musicale; sbollire, freddare, decantare, assaporare e rielaborare sono azioni rivolte a ciascuno degli
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Echi dal Territorio
Dolce sentire davanti la chiesa
servizio di Edoardo Farina FREE

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di
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