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Successo del nuovo allestimento dell'opera di Rossini a duecento anni dalla prima assoluta

Nella Cenerentola rivive Lele Luzzati

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 11 Febbraio 2017

170211_Lu_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phAndreaSimiLUCCA - Quando penso a Gioachino Rossini, mi si illuminano gli occhi, si drizzano le orecchie ed il mio cuore impazza di gioia. Da remote letture ho estrapolato una frase per configurare “il pesarese” attraverso queste parole di Stendhal allorché scriveva una prima, ma poco precisa biografia:  Vie de Rossini: «Dalla morte di Napoleone abbiamo trovato un altro uomo di cui si parla tutti i giorni a Mosca come a Napoli, a Londra come a Vienna, a Parigi come a Calcutta. La gloria di quest'uomo non conosce altri confini che quelli della civiltà
Credo che questo pensiero renda davvero merito alla genialità all’arguzia e alla lungimiranza del compositore trovando in Cenerentola una degna rappresentanza di questi lusinghieri aggettivi. Nel dicembre del 1816 stava formandosi l’idea di una nuova opera da comporre per il Carnevale romano ormai alle porte; il librettista Jacopo Ferretti - nelle sue memorie redatte da Annalisa Bini in Rossini a Roma nel 1830 - ci racconta della genesi, in una fredda sera romana, di questo capolavoro con la narrazione dell’incontro a palazzo Capranica a Roma - davanti la chiesa di Sant’Andrea della Valle - in casa dell’impresario Cartoni; “… Mancavano due soli dì al Natale dell'anno 1816, quando il pacifico impresario Cartoni ed il maestro Rossini m'invitarono ad un congresso innanzi al censore ecclesiastico. Trattavasi di considerevoli modificazioni da operarsi in un libretto scritto dal Rossi, pel teatro Valle, e che come second'opera del carnevale comporre si doveva dal Rossini. Nel titolo si leggeva: Ninetta alla corte, ma il soggetto ne era Francesca di Foix, una delle meno morali commedie del teatro francese, in un'epoca che incominciava a cangiarsi in una famosa scuola di libertinaggio…” e venendo a quella sera dicembrina aggiornando l'incontro a casa del Cartoni, compositore ed impresario chiesero a Ferretti di trovare un nuovo argomento e scrivere subito un libretto e le cose andarono più o meno così: “… Ristrettici in casa del Cantoni a bere del the in quella sera freddissima, io proposi un venti o trenta soggetti da melodramma, ma uno era valutato troppo serio, e a Roma per carnevale si voleva ridere, un altro troppo complicato. Stanco dal proporre e mezzo cascante dal sonno, sillabai in mezzo ad uno sbadiglio: Cendrillon. Rossini, che per esser meglio concentrato si era posto in letto, rizzandosi fu come il Farinata dell’Alighieri: “Avresti tu core di scrivermi Cendrillon? mi disse, ed io a lui di rimando: e tu di metterla in musica?”. “Quando mi daresti il programma dell’opera?” “Domani mattina”. “Allora a domani mattina, buonanotte”. E Rossini si avvolse nelle coperte disponendosi a dormire. Jacopo Ferretti chiese un’altra tazza di the fumante e fissò subito con Cartoni la mercede per il suo lavoro su Cenerentola. Lui e l’impresario si strinsero e si scrollarono la mano come si usava nei mercati tra gente d’onore e il poeta se ne usci nella serena, gelida notte romana. Le statue di Sant’Andrea della Valle parevano, più che mai raggelate. “Corsi a casa. Là un buon caffè di moda rimpiazzò il the della Giamaica, Misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia gran camera da letto, e quando Dio volle, e mi vidi innanzi il quadro, scrissi il programma della Cenerentola e all’indomani lo inviai a Rossini.”
Sono passati più di duecento anni da quella notte gelida e proprio a Lucca per celebrare questo anniversario ha preso nuovamente vita questo sublime capolavoro di musica, parole ed emozioni. Raccontare di questa visione al Teatro del Giglio di Lucca nella rappresentazione del 10 Febbraio 2017 non è cosa facile, ma comunque entusiasmante.
Innanzitutto giova ricordare che  quello andao in scena è un nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca in coproduzione con il Teatro Alighieri di Ravenna, la Fondazione Teatri di Piacenza, con la collaborazione di Teatro Comunale "A. Rendano" di Cosenza, e con l'Ente Luglio Musicale Trapanese.

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Qualche tempo fa dopo una mia recensione in cui avevo espresso delle perplessità in merito ad una messinscena, uno degli autori della stessa, in un suo commento sul social Facebook, mi rivolse un’ambascia che conteneva tanti “se”: se il critico sapesse, se il critico avesse visto, se il critico fosse stato; non mi sento di dare torto a questo suo discorso anche perché quando è possibile ho sempre cercato di “entrare” dietro le quinte fisiche e non, di uno spettacolo per poterne carpire al meglio i molteplici aspetti, ma in quell’occasione non fu possibile; posso assicurarvi che in questa esperienza lucchese, ho avuto modo di poter vivere appieno tanti aspetti e tanti momenti della fase preparatoria ed ho visto crescere piano piano, ma con determinazione, questa produzione: qualcuno potrà asserire che non vi sia obiettività nel giudizio e quindi leggere questa recensione come una semplice cronaca; io credo invece che l’occhio critico si sviluppi maggiormente e riesca a riportare con più sincerità e realtà di quello che accade sul palcoscenico: in fin dei conti il compito del critico è sì, quello di giudicare lo spettacolo nella sua forma suprema che si esplica nella “recita”, ma lo può fare ancor con maggiore cognizione di causa, laddove abbia materiale ed informazioni da poter elaborare e tradurre sulla carta, in modo da riuscire ad esplicitare al meglio tutte le facce che compongono il poliedrico mondo del palco e retropalco. Proprio per dare ancor più voce a tutto ciò che fa parte di questo mondo fatato, ma non troppo di Cenerentola, ho voluto alla fine del mio scritto, cedere la penna per far sì che ciascun artista potesse esplicitare un pensiero i merito a questa suggestione proposta: La mia Cenerentola lucchese; ognuno in poche righe ha elaborato un pensiero scaturito dal cuore, dalle emozioni e dalla propria sensibilità, per rendere ancor più empatico questo racconto nel quale oltre alla mia obiettività entrano in gioco - come è normale che sia - anche aspetti emozionali.
Un allestimento, quello lucchese, che porta la firma proprio del direttore artistico del Teatro del Giglio, il M° Aldo Tarabella che si è avvalso della collaborazione di Enrico Musenich, dei costumi di Lele Luzzati, delle luci di Marco Minghetti e delle coreografie di Monica Bocci.
Ho citato cinque personaggi per la parte visuale, ma risulta doveroso prima di tutto rendere omaggio, con un approfondimento particolare, al nome più altisonante del quale celebriamo il decennale della sua scomparsa: Lele Luzzati; dal racconto di Tarabella, che ci ha narrato in conferenza stampa la genesi dell’idea, ci siamo trovati ad ammirare un capolavoro di sartoria che risale al 1978 allorché il compianto Luzzati disegnò scene e abiti per l’edizione genovese al Teatro Margherita; quei costumi, ritrovati proprio a due passi da Lucca in proprietà della Sartoria Cerratelli di Pisa, oggi Fondazione, hanno ripreso vita - solo perché stavano dormendo e non perché erano morti come ha detto Florinda Benedettini della Fondazione stessa - grazie ad un sapiente e minuzioso lavoro di restauro e di riadattamento alla scena; hanno ritrovato vita ed anima, proprio sul palcoscenico del teatro lucchese in tutto il loro splendore e in tutta la loro magnificenza di sgargianti colori e di preziosi tessuti che sotto le sapienti luci brillavano del fascino ritrovato.
Le scenografie dell’originario allestimento purtroppo sono andate perdute, ma la sapiente firma di Enrico Musenich, grande e fidato collaboratore di Luzzati,  e con l’abile mano dello scenografo-costruttore Elio Sanzogni, cui dobbiamo lo stile luzzatiano nella realizzazione pittorica, ha ricostruito con gusto gli immaginifici castelli e palazzi marmorei che all’uopo si trasformano e ci portano negli ambienti narrati dal Ferretti; mi sono trovato in un via vai di armadi, di librerie che si trasformano in guardaroba e poi in carrozze, di scatole, di credenze - mobile lucchese nel quale si ricoverano oggetti di uso quotidiano - di portantine e di un grande camino centrale che rappresenta il fulcro di tutta la storia: è il luogo in cui la protagonista vive la sua quotidianità come una “covacenere”, ma diventa anche il luogo in cui si incontra per la prima volta con il Principe, luogo per il quale vi è l’ingresso di Alidoro e la fuga per il riscatto da una vita di affanni come ci ricorda nella sua ultima aria. Il tutto dominato da una miriade di colori che alla fine del primo atto sembrano quasi portarmi alla memoria le pitture del Tiziano o del Tintoretto.
Le luci hanno espresso una loro magicità nell’economia dello spettacolo con una punta di diamante nel “drammatico” quintetto Nel volto estatico dove l’improvvisa stasi drammaturgica trova la sua personalità proprio in uno stacco forte che diventa quasi catartico.
Anche l’approccio coreografico, che ha visto in movimento, quattro personaggi nel ruolo dei “servi di scena” ha trovato ottima amalgama con la musica e con le intenzioni librettistiche fornendo quel giusto completamento alla resa di uno spettacolo che per mano del regista è riuscito a dare una particolare caratterizzazione a tutti i personaggi; Aldo Tarabella ha creato squadra, ha creato amalgama tra gli interpreti e ha creato con suprema sagacità i caratteri dei personaggi; proprio lui nelle sue note di regia ci parla di questo: «… Cenerentola è la favola di un giorno, ma soprattutto è l’opera dei travestimenti: il servo Dandini si traveste da principe, il filosofo Alidoro da mendicante, Cenerentola da sguattera e poi da principessa, e il principe Ramiro da servo, per andare alla ricerca del vero amore. Anche Don Magnifico e le due sorellastre cambiano, e da malvagi che sono si “travestono” da finti generosi e gentili: la loro cattiveria contrasta terribilmente con la bontà di Cenerentola, l’unico personaggio che alla fine uscirà dal proprio travestimento diventando la sposa del principe, dunque una vera principessa, definitivamente e finalmente liberata dal maniglio, simbolo di schiavitù. L’opera è densa di tentativi falliti, di rivalsa sociale, di ricerca di amore povero, di colpevoli che non meritano il perdono e poi dei valori della bontà e della profonda umanità, che alla fine vinceranno. Nell’opera di Rossini musica e drammaturgia sono in continua tensione tra dramma e commedia, tra leggerezza e comicità, sotto la cupa cappa del rifiuto all’interno del nucleo familiare. In fondo, tutti noi aspiriamo ad avere davanti casa una carrozza come quella di Cenerentola, nella quale entrare per realizzare un sogno o, più semplicemente, per uscirne ricaricati e più fiduciosi nella vita.»
Ed il sogno c’è stato e voglio riviverlo un’altra volta proprio perché in questi travestimenti e contrasti della vita siamo sempre immersi; andare a teatro e vedere questo allestimento, mi ha reso ancor più consapevole di questa forte dimensione della vita, in cui la sofferenza talvolta sembra prevalere e dalla quale - parlo per esperienza personale - sembra non riuscire a sfuggirne, ma poi alla fine Trionfa la bontà; forse questo è un pensiero “sempliciotto e semplicistico”, ma mi sento di esternarlo ugualmente, perché fa parte di un percorso di vita che sto facendo e dal quale sto imparando molto.
Se alla prima esecuzione assoluta del 25 gennaio 1817 il successo non fu clamoroso, dopo duecento anni, nella "piccola Salisbugo italiana" - come mi piace immaginare Lucca nel futuro - il successo è stato unanime e le parole del compositore, di fronte all’allora insuccesso, riflettono l’epilogo che ha avuto quest’opera nel tempo: «Sciocco! Non si terminerà il carnevale senza che tutti se ne innamorino; non passerà un anno che sarà cantatadal Lilibeo alla Dora…». Ne son passati ben duecento ed ovunque, nel mondo, questo capolavoro ha trovato meritata accoglienza.
Ma gli artisti? Beh per presentarli in toto voglio usare una frase pronunciata proprio dal regista in conferenza stampa: «Se dovessi scegliere una compagnia stabile per realizzare il repertorio rossiniano, non potrei che scegliere questi interpreti; essi rappresentano la nuova generazione dei cantanti rossiniani e sono felice di avere a disposizione un cast di siffatta levatura
Ho citato questa frase perché la condivido appieno; tutti gli interpreti hanno dato prova di aver maturato vocalmente e scenicamente i personaggi e lo spirito di affiatamento che si è creato durante le prove ha trovato una sua esternazione piena in un’esecuzione direi quasi ad incastro perfetto di tutte le movenze e di tutte le intenzioni vocali.
Come ho annunciato prima, ognuno di essi, ha dedicato ai lettori un pensiero su questo allestimento che potrete leggere al termine dei questo mio articolo;  adesso esprimo, in qualità del ruolo che investo in questa sede, un mio giudizio sulla loro interpretazione.

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Dalla terra partenopea, il contralto Teresa Iervolino nel ruolo di Angelina, come sotto nome di Cenerentola; è dotata di un timbro corposo, generoso e mai scontato con il quale è riuscita a trovare sempre una giusta intesa con il rigo musicale; le spigliate agilità e le solide note centrali sono sempre state snocciolate con gran sicumera, assieme alle dinamiche sonore che hanno saputo ben caratterizzare il personaggio dal punto di vista delle emozioni e degli stati d’animo; non è mancato lo stupore nell’aria finale Nacqui nell’affanno… non più mesta dove l’indole e la verve rossiniane trovano il loro naturale sfogo, nelle quali la nostra interprete ha sguazzato in maniera veramente eccellente con un grande senso musicale e con un’ottima capacità di legato e di virtuosismo nelle agilità della cabaletta.
Giulia Perusi nel ruolo di Clorinda - unico soprano dell’opera - è stata al pari della sorellastra, un quadro visuale di bravura e di simpatia; ha messo in campo un timbro vocale molto particolare ed accattivante tale da caratterizzare il personaggio in maniera ancor più pregnante; mai sopra le righe, ma abbastanza ridicola e goffa da renderla grottesca, ma non volgare, con una vocalità che non ha fatto fatica a distinguersi nei meravigliosi concertati.
Anche Tisbe - l’altra sorellastra - ha trovato nel mezzosoprano Isabel De Paoli una validissima interprete; rispetto alla goffaggine e ridicolezza di Clorinda, la caratterizzazione di Tisbe ha puntato più sull’aspetto vanesio e mondano del personaggio; di pregio anche la sua vocalità che in contrasto con quella dell’altra sorellastra ha trovato sempre un’ottima amalgama sia nelle civettuole esternazione, sia nei momenti di assieme. Entrambe sono state una bomba di simpatia e ilarità fino agli ultimi momenti dell’opera dove ci hanno donato delle espressioni facciali da manuale.
La voce più acuta vede nel tenore Pietro Adaini un brillante Ramiro principe di Salerno; di per sé il personaggio è sempre stato caratterizzato da una superficialità piuttosto marcata, ma anche qui l’intento del regista ha voluto metterci mano trovando, oltre che nella voce, quei giusti atteggiamenti e quegli attenti sguardi e movenze che lo elevano dalla sua “mediocrità”; vocalmente il nostro interprete possiede un ottimo metallo nella voce e specialmente nella zona acuta riesce a regalare una chiara e proiettata emissione curata nel fraseggio e nelle dinamiche; anche nella zona più centrale non cede in un canto spoggiato, ma pondera bene ogni suono sì da rendere l’intenzione musicale in linea con quella scenica.
Scendendo nella corda baritonale in qualità di Barone di Montefiascone nonché Don Magnifico, Marco Filippo Romano; già l’indossare il costume che fu di Sesto Bruscantini oltre ad essere un grande onore, pesa sulle spalle come un enorme onere; posso dire che l’anima di Bruscantini ancora vive in quel costume e sicuramente è risultata foriera, per il nostro interprete, di buon auspicio; è stato impeccabile scenicamente regalandoci un’interpretazione grottesca, ma al contempo curata nel minimo dettaglio; la mimica facciale è stata un susseguirsi di ilarità e simpatia, senza farci mancare anche l’aspetto più truce e sadico del patrigno padrone; la sua voce è andata di pari passo con l’ars scenica e ha messo in rilievo un’ottima uniformità sia nella zona grave che acuta, non mancando di sfoderare una grande facilità nella agilità e nei numerosi scioglilingua, unitamente ad una straordinaria eleganza e signorilità nel porgere note.
Voce di gran pregio e suadente timbro, quella del baritono Pablo Ruiz nel ruolo di Dandini servo di Ramiro; il costume verde di rara bellezza, con cui si presenta in scena e la camminata piuttosto ridicola, lo rendono un personaggio enormemente pacchiano, ma con quel guizzo di carattere che lo fa vivere di luce propria; drammaturgicamente più caratterizzato del suo padrone ha una sua individualità vocale che si esprime in una impegnativa aria d’entrata e in numerosi impegni sia nei recitativi che nei concertati; nella sua esibizione ha dato modo di essere un gran mattatore della scena e di saper trovare le giuste intenzioni vocali; dotato di una robusta cavata e di una morbidezza nell’emissione ha affrontato con ottimo gusto sia le note più cantabili che quelle dotate di maggiore virtuosismo.
Nella favola da cui è tratto il libretto prende corpo l’anima buona della fata che in questo contesto è invece sostituito dal deus ex machina di tutta l’azione; le physique dû röle di Matteo D’Apolito e una vocalità tonda ed elegante hanno reso molto elegiaco e direi quasi ieratico, il personaggio del filosofo Alidoro; una figura che ispira fiducia, sicurezza, compassione, deve accompagnare le sue peculiarità anche nell’emissione vocale; l’inizio in sordina per questo ruolo non deve trarre in inganno; è proprio a lui che nel 1821, quando l'interprete di Alidoro al teatro Apollo di Roma doveva essere il baritono Carlo Moncada, ammirato da Rossini, il compositore sostituì l'aria di Agolini "Vasto teatro è il mondo" con un nuovo esteso pezzo di bravura, Là del ciel nell'arcano profondo; proprio in quest’aria ha trovato ampio sfoggio. a Lucca, la voce di D’Apolito regalandoci una pagina di sublime nobiltà, di suadente legato e di morbido fraseggio con grande cura delle dinamiche e delle intenzioni.
Un tantino più sotto tono la resa del Coro Melodi Cantores diretto da Elena Sartori; è mancata un po’ di uniformità nel canto e, soprattutto nella zona tenorile, ho notato una tendenza ad un suono piuttosto forzato e poco naturale; forse un canto più incline al falsetto, avrebbe reso meglio certi passaggi in cui non son mancate lievi stonature.
Erina Yashima - assistente di Riccardo Muti alla Chicago Symphony Orchestra - ha guidato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini; un gesto molto morbido ha accompagnato la sua direzione; ha cercato di trovare sempre un giusto raccordo tra palco e buca, ma nonostante una minuziosa attenzione all’equilibrio dinamico, in alcuni momenti, gli strumentisti non hanno saputo cogliere appieno le intenzioni della bacchetta “tirando” un po’ indietro con i tempi sì da creare qualche scollamento negli intricati e rocamboleschi concertati; sono dell’idea che l'ensemble sia ancora piuttosto acerbo per la maturità musicale necessaria in questa difficilissima opera del periodo d’oro di Gioachino Rossini. Ottimo e molto pertinente l’accompagnamento al fortepiano dei recitativi secchi per mano del M° Laura Pasqualetti.
Un sold-out annunciato da giorni ha visto un Teatro gremito in ogni ordine e grado con un’accoglienza sentita e calorosa che ha visto più chiamate alla ribalta di tutti gli artisti, del regista e dello scenografo.

 

Gli interpreti raccontano: “La mia Cenerentola lucchese” 

170211_Lu_92_Cenerentola_MarcoFilippoRomanoMarco Filippo Romano - Don Magnifico
Premettendo che è la mia terza volta a Lucca e il terzo ruolo buffo dopo Mamma Agata delle Convenienze ed inconveniente teatrali ed il Bartolo nel Barbiere di Siviglia mi preme dire che è sempre una emozione calcare questo palcoscenico. Passando nella fattispecie a Cenerentola come non confessare che questa produzione ha per me tanti motivi per portarla nel cuore. Comincio dai due maestri Erina Yashima ed Aldo Tarabella persone che hanno valorizzato le caratteristiche di ognuno ed hanno creato un clima disteso e creativo. Passo poi ai colleghi che sono bravi, simpatici e con la giusta dose di modestia che serve a creare sinergia e si vede nel lavoro svolto. Il mio personaggio, che a differenza di quello che si crede non è un buffo ma un carattere complesso che deve funambolicamente districarsi fra l'ilare e il serio.. insomma "buffo ma non troppo".. Insomma un artista si nutre di stimoli e qui a Lucca ho fatto una bella scorpacciata. Vorrei però concludere queste mie brevi impressioni sottolineando l'emozione che ho provato nell'indossare i costumi di Luzzati, nei quali hanno sudato e faticato grandi artisti e cito in particolare il grande Sesto Bruscantini fonte di ispirazione per chi come me decide di affrontare questo repertorio.

 

170211_Lu_93_Cenerentola_IsabelDePaoliIsabel De Paoli - Tisbe
Lucca, è per me la città dei sorrisi, delle scoperte e delle emozioni in Musica. Si girovaga per il mondo e il Teatro diventa la nostra "casa" e dei nuovi incontri, ne fai "famiglia". Con loro trascorri ore ed ore… sulle tavole di legno come attorno ad un calice di vino, smistando emozioni di svariata natura. "La mia Cenerentola" al Teatro del Giglio, mi ha proiettata in una nuova esistenza. Colleghi strepitosi, Artisti poliedrici e di elevata umanità, con la quale avviene costantemente uno scambio. Colleghi - amici che ti fanno scoprire molto anche di te stessa, di come aggiungere o smussare al tuo personaggio… una grande crescita. La più grande riconoscenza, va ad Aldo Tarabella e ad Erina Yashima che hanno saputo assemblare un cast davvero "affine e sinergico”. Un lavoro divertente che ha arricchito il mio “viaggio". E si sappia che alla fine...TRIONFA LA BONTÀ!

 

 

170211_Lu_94_Cenerentola_MatteoDApolitoMatteo D’Apolito - Alidoro
Interpretare il ruolo del mentore e filosofo: non semplice per un quasi trentenne, ma il M°Tarabella mi ha dato degli input molto interessanti, poi al resto c’ha pensato la potenza drammaturgica della musica di Rossini, grazie anche ad una visione molto briosa del M° Erina Yashima: a me è bastato soltanto mettere insieme le due cose. Sono soddisfatto del lavoro svolto, grazie soprattutto ad un gruppo affiatato, formato da colleghi ed amici straordinari che mi hanno donato la loro arte ma soprattutto tanti, tanti sorrisi, cosa non da poco. Torno a Lucca da professionista, dopo aver frequentato l'opera studio nel 2010 del circuito di tradizione toscano, ed ho ritrovato con piacere una città che adoro, la stessa città che mi ha visto giovanissimo muovere i prima passi in questo straordinario mondo che mi sta dando tanto.

 

 

170211_Lu_95_Cenerentola_TeresaIervolinoTeresa Iervolino - Cenerentola
Questa Cenerentola è stato un flusso di energia indomabile come non mi era mai successo prima. La bellezza di questa città, il calore dei colleghi e la voglia di creare di tutti, hanno fatto si che una favola prendesse vita. Ancor più felice di aver potuto donare con libertà e condivisione la malinconia che sento nella mia Angelina, una ragazza maltrattata, che subisce violenza e che sogna di essere amata e nient’altro, e alla fine quando meno se l’aspetta il suo desiderio diventa realtà. Direi un desiderio piuttosto vicino ai nostri giorni, quello di molte ragazze e donne che vivono in un mondo sommerso dalla violenza.

 

 

 

 

170211_Lu_96_Cenerentola_GiuliaPerusiGiulia Perusi - Clorinda
Dopo aver partecipato l’anno scorso al LTL Opera Studio nella veste di Praskowia ne “La Vedova allegra”, ho avuto l’immenso piacere di essere stata selezionata dal Teatro del Giglio e dagli altri enti teatrali coinvolti per questa produzione. Grazie alla sinergia tra la mia “strampalata” visione, la fantasia del M° Tarabella e la professionalità del M° Yashima siamo riusciti a creare un personaggio sopra le righe, una sorellastra esageratamente viziata, esplosiva, egoista, egocentrica e capricciosa. Nemmeno “il trionfo della bontà” riuscirà a scalfirla, lei rimarrà sempre e solo Clorinda. E’ poco di un anno che ho intrapreso la carriera operistico-teatrale e questa è stata finora l’esperienza più bella. Ho avuto la possibilità di collaborare con un cast fantastico che mi ha permesso di crescere e di esprimere liberamente la mia creatività.

 

 

 

170211_Lu_97_Cenerentola_PietroAdainiPietro Adaini - Ramiro
Beh, sicuramente il clima creatosi è "mite" grazie alla collaborazione di tutti: cast, direttore, regista e tutto quello che le quinte celano. Questa città che offre molto dal punto di vista artistico e culturale incornicia un'altro capolavoro che è proprio La Cenerentola di Rossini . Riflettendo sui personaggi possiamo dedurre che i soggetti sono attuali e che il librettista Jacopo Ferretti assieme al Grande Maestro siano riusciti a creare un chef-d'oeuvre prendendo spunto dal passato e dalla loro contemporaneità. Analizzando i personaggi possiamo scorgere che la maggior parte  di loro non sono statici bensì a tutto tondo e lo si può notare pensando al cambiamento che subiscono Don Ramiro, Don Magnifico e le sorellastre; non bisogna poi tralasciare il "deus ex machina" in questo caso interpretato da Alidoro che scioglie l'intreccio permettendo ai due innamorati di incontrarsi per poi sposarsi. Il mio personaggio si trasforma grazie a questo "nodo avviluppato" riuscendo a perdonare la cattiveria e reprimere il desiderio di vendetta nei confronti del barone e dei suoi “rampolli”. Il Principe alla fine si tramuta diventando così una persona migliore, ciò è possibile grazie al "trionfo della bontà" concetto ribadito dal coro davanti alla loro unione. Questa è un'opera piena di spunti riflessivi e che va assolutamente vista, studiata e acquisita facendola rientrate nel nostro bagaglio culturale.

 

 

 

170211_Lu_98_Cenerentola_PabloRuizPablo Ruiz - Dandini
Sono lieto di partecipare a questo meraviglioso progetto del nuovo allestimento dell'opera La Cenerentola di Rossini, nel bicentenario della sua composizione. Sono inoltre molto onorato di vestire questi meravigliosi costumi disegnati da Lele Luzzati. È per tanto una occasione ideale per vestire di nuovo i panni di Dandini. Lavorare a Lucca, in questa meravigliosa città, in questo bellissimo teatro, con un cast di colleghi straordinari, la simpatia e l'entusiasmo di Aldo Tarabella,  la perfezione e la precisione di Erina Yashima, creano una atmosfera ideale per portare in scena Dandini, il principe e cameriere. Questa nuova avventura che è appena iniziata mi porterà a vivere questo sogno indimenticabile: il sogno dell' Ape nei giorni d'aprile e del Nodo avviluppato col talento di Rossini e Luzzati.

 

 

 

170211_Lu_99_Cenerentola_AldoTarabellaAldo Tarabella - Regista
Questo nuovo allestimento de La Cenerentola rossiniana è diventato l’opera dell’amicizia, nella quale tutti hanno dato il massimo di loro stessi per citare Luzzati, spinti però anche dal desiderio di andare oltre realizzando un progetto originale fatto di continue sorprese, di palazzi di carta, di scatole magiche, di guardaroba in continuo moto giocoso, di librerie che si trasformano in carrozza… Tutto questo rappresenta un omaggio a Lele Luzzati, al suo mondo di immagini, forme e colori nel quale ci ritroviamo ad affrontare giocosamente e con grande naturalezza il rapporto con il teatro musicale.

Crediti fotografici: Andrea Simi per il Teatro del Giglio di Lucca e Simone Tomei
Nella miniatura in alto: la protagonista Teresa Iervolino
Nella sequenza al centro: Giulia Perusi, Marco Filippo Romano, Isabel De Paoli; Matteo D'Apolito e ancora la Iervolino e Romano
Sotto: una panoramica di Andrea Simi con tutti i protagonisti in scena
 






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Tante stelle ma brilla solo la Traviata
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180827_Vr_00_VerdiOperaNight_StefanoTrespidiVERONA - Ancora una serata di musica all'Arena di Verona: questa volta per il Verdi Opera Night tenutosi domenica 26 agosto 2018. I comunicati stampa avevano annunciato da tempo una «serata memorabile» dedicata a Giuseppe Verdi per suggellare ancor di più il legame indissolubile tra l’anfiteatro veronese ed il Cigno di Busseto; era stata
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Pianoforte
Euyo e il pubblico va in delirio
servizio di Athos Tromboni FREE

180826_Fe_00_Euyo-GianandreaNoseda_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Introdotto da una conferenza stampa il 24 agosto, in pieno Buskers Festival 2018, è stato presentato il secondo concerto della European Union Youth Orchestra (per tutti, ormai, la “Euyo”) a coronamento della residenza ferrarese di questa orchestra giovanile europea. All’incontro con la stampa, oltre a un nutrito gruppo
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Opera dal Nord-Est
Barbiere, Nabucco, Aida, le repliche
servizio di Simone Tomei FREE

180820_Vr_00_Barbiere_MarioCassi_FotoEnneviVERONA - Ancora Arena nel pieno del 96.mo Opera Festival con un’incursione di metà agosto per tre serate di grande musica ascoltando i cast alternativi di tre grandi capolavori del Teatro in Musica in cui il genio di Gioachino Rossini si è sposato con quello di Giuseppe Verdi... ma andiamo con ordine, cominciando dal capolavoro buffo del pesarese.
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Opera dall Estero
Didone abbandonata e... ritrovata
servizio di Simone Tomei FREE

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV
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Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
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Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
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Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
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Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
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Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
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Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
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Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
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Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
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Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
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Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
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Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
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Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
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Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
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Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
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Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
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Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
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Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
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Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
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Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
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Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
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Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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