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Successo del nuovo allestimento dell'opera di Rossini a duecento anni dalla prima assoluta

Nella Cenerentola rivive Lele Luzzati

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 11 Febbraio 2017

170211_Lu_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phAndreaSimiLUCCA - Quando penso a Gioachino Rossini, mi si illuminano gli occhi, si drizzano le orecchie ed il mio cuore impazza di gioia. Da remote letture ho estrapolato una frase per configurare “il pesarese” attraverso queste parole di Stendhal allorché scriveva una prima, ma poco precisa biografia:  Vie de Rossini: «Dalla morte di Napoleone abbiamo trovato un altro uomo di cui si parla tutti i giorni a Mosca come a Napoli, a Londra come a Vienna, a Parigi come a Calcutta. La gloria di quest'uomo non conosce altri confini che quelli della civiltà
Credo che questo pensiero renda davvero merito alla genialità all’arguzia e alla lungimiranza del compositore trovando in Cenerentola una degna rappresentanza di questi lusinghieri aggettivi. Nel dicembre del 1816 stava formandosi l’idea di una nuova opera da comporre per il Carnevale romano ormai alle porte; il librettista Jacopo Ferretti - nelle sue memorie redatte da Annalisa Bini in Rossini a Roma nel 1830 - ci racconta della genesi, in una fredda sera romana, di questo capolavoro con la narrazione dell’incontro a palazzo Capranica a Roma - davanti la chiesa di Sant’Andrea della Valle - in casa dell’impresario Cartoni; “… Mancavano due soli dì al Natale dell'anno 1816, quando il pacifico impresario Cartoni ed il maestro Rossini m'invitarono ad un congresso innanzi al censore ecclesiastico. Trattavasi di considerevoli modificazioni da operarsi in un libretto scritto dal Rossi, pel teatro Valle, e che come second'opera del carnevale comporre si doveva dal Rossini. Nel titolo si leggeva: Ninetta alla corte, ma il soggetto ne era Francesca di Foix, una delle meno morali commedie del teatro francese, in un'epoca che incominciava a cangiarsi in una famosa scuola di libertinaggio…” e venendo a quella sera dicembrina aggiornando l'incontro a casa del Cartoni, compositore ed impresario chiesero a Ferretti di trovare un nuovo argomento e scrivere subito un libretto e le cose andarono più o meno così: “… Ristrettici in casa del Cantoni a bere del the in quella sera freddissima, io proposi un venti o trenta soggetti da melodramma, ma uno era valutato troppo serio, e a Roma per carnevale si voleva ridere, un altro troppo complicato. Stanco dal proporre e mezzo cascante dal sonno, sillabai in mezzo ad uno sbadiglio: Cendrillon. Rossini, che per esser meglio concentrato si era posto in letto, rizzandosi fu come il Farinata dell’Alighieri: “Avresti tu core di scrivermi Cendrillon? mi disse, ed io a lui di rimando: e tu di metterla in musica?”. “Quando mi daresti il programma dell’opera?” “Domani mattina”. “Allora a domani mattina, buonanotte”. E Rossini si avvolse nelle coperte disponendosi a dormire. Jacopo Ferretti chiese un’altra tazza di the fumante e fissò subito con Cartoni la mercede per il suo lavoro su Cenerentola. Lui e l’impresario si strinsero e si scrollarono la mano come si usava nei mercati tra gente d’onore e il poeta se ne usci nella serena, gelida notte romana. Le statue di Sant’Andrea della Valle parevano, più che mai raggelate. “Corsi a casa. Là un buon caffè di moda rimpiazzò il the della Giamaica, Misurai più volte per largo e per lungo con le braccia conserte la mia gran camera da letto, e quando Dio volle, e mi vidi innanzi il quadro, scrissi il programma della Cenerentola e all’indomani lo inviai a Rossini.”
Sono passati più di duecento anni da quella notte gelida e proprio a Lucca per celebrare questo anniversario ha preso nuovamente vita questo sublime capolavoro di musica, parole ed emozioni. Raccontare di questa visione al Teatro del Giglio di Lucca nella rappresentazione del 10 Febbraio 2017 non è cosa facile, ma comunque entusiasmante.
Innanzitutto giova ricordare che  quello andao in scena è un nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca in coproduzione con il Teatro Alighieri di Ravenna, la Fondazione Teatri di Piacenza, con la collaborazione di Teatro Comunale "A. Rendano" di Cosenza, e con l'Ente Luglio Musicale Trapanese.

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Qualche tempo fa dopo una mia recensione in cui avevo espresso delle perplessità in merito ad una messinscena, uno degli autori della stessa, in un suo commento sul social Facebook, mi rivolse un’ambascia che conteneva tanti “se”: se il critico sapesse, se il critico avesse visto, se il critico fosse stato; non mi sento di dare torto a questo suo discorso anche perché quando è possibile ho sempre cercato di “entrare” dietro le quinte fisiche e non, di uno spettacolo per poterne carpire al meglio i molteplici aspetti, ma in quell’occasione non fu possibile; posso assicurarvi che in questa esperienza lucchese, ho avuto modo di poter vivere appieno tanti aspetti e tanti momenti della fase preparatoria ed ho visto crescere piano piano, ma con determinazione, questa produzione: qualcuno potrà asserire che non vi sia obiettività nel giudizio e quindi leggere questa recensione come una semplice cronaca; io credo invece che l’occhio critico si sviluppi maggiormente e riesca a riportare con più sincerità e realtà di quello che accade sul palcoscenico: in fin dei conti il compito del critico è sì, quello di giudicare lo spettacolo nella sua forma suprema che si esplica nella “recita”, ma lo può fare ancor con maggiore cognizione di causa, laddove abbia materiale ed informazioni da poter elaborare e tradurre sulla carta, in modo da riuscire ad esplicitare al meglio tutte le facce che compongono il poliedrico mondo del palco e retropalco. Proprio per dare ancor più voce a tutto ciò che fa parte di questo mondo fatato, ma non troppo di Cenerentola, ho voluto alla fine del mio scritto, cedere la penna per far sì che ciascun artista potesse esplicitare un pensiero i merito a questa suggestione proposta: La mia Cenerentola lucchese; ognuno in poche righe ha elaborato un pensiero scaturito dal cuore, dalle emozioni e dalla propria sensibilità, per rendere ancor più empatico questo racconto nel quale oltre alla mia obiettività entrano in gioco - come è normale che sia - anche aspetti emozionali.
Un allestimento, quello lucchese, che porta la firma proprio del direttore artistico del Teatro del Giglio, il M° Aldo Tarabella che si è avvalso della collaborazione di Enrico Musenich, dei costumi di Lele Luzzati, delle luci di Marco Minghetti e delle coreografie di Monica Bocci.
Ho citato cinque personaggi per la parte visuale, ma risulta doveroso prima di tutto rendere omaggio, con un approfondimento particolare, al nome più altisonante del quale celebriamo il decennale della sua scomparsa: Lele Luzzati; dal racconto di Tarabella, che ci ha narrato in conferenza stampa la genesi dell’idea, ci siamo trovati ad ammirare un capolavoro di sartoria che risale al 1978 allorché il compianto Luzzati disegnò scene e abiti per l’edizione genovese al Teatro Margherita; quei costumi, ritrovati proprio a due passi da Lucca in proprietà della Sartoria Cerratelli di Pisa, oggi Fondazione, hanno ripreso vita - solo perché stavano dormendo e non perché erano morti come ha detto Florinda Benedettini della Fondazione stessa - grazie ad un sapiente e minuzioso lavoro di restauro e di riadattamento alla scena; hanno ritrovato vita ed anima, proprio sul palcoscenico del teatro lucchese in tutto il loro splendore e in tutta la loro magnificenza di sgargianti colori e di preziosi tessuti che sotto le sapienti luci brillavano del fascino ritrovato.
Le scenografie dell’originario allestimento purtroppo sono andate perdute, ma la sapiente firma di Enrico Musenich, grande e fidato collaboratore di Luzzati,  e con l’abile mano dello scenografo-costruttore Elio Sanzogni, cui dobbiamo lo stile luzzatiano nella realizzazione pittorica, ha ricostruito con gusto gli immaginifici castelli e palazzi marmorei che all’uopo si trasformano e ci portano negli ambienti narrati dal Ferretti; mi sono trovato in un via vai di armadi, di librerie che si trasformano in guardaroba e poi in carrozze, di scatole, di credenze - mobile lucchese nel quale si ricoverano oggetti di uso quotidiano - di portantine e di un grande camino centrale che rappresenta il fulcro di tutta la storia: è il luogo in cui la protagonista vive la sua quotidianità come una “covacenere”, ma diventa anche il luogo in cui si incontra per la prima volta con il Principe, luogo per il quale vi è l’ingresso di Alidoro e la fuga per il riscatto da una vita di affanni come ci ricorda nella sua ultima aria. Il tutto dominato da una miriade di colori che alla fine del primo atto sembrano quasi portarmi alla memoria le pitture del Tiziano o del Tintoretto.
Le luci hanno espresso una loro magicità nell’economia dello spettacolo con una punta di diamante nel “drammatico” quintetto Nel volto estatico dove l’improvvisa stasi drammaturgica trova la sua personalità proprio in uno stacco forte che diventa quasi catartico.
Anche l’approccio coreografico, che ha visto in movimento, quattro personaggi nel ruolo dei “servi di scena” ha trovato ottima amalgama con la musica e con le intenzioni librettistiche fornendo quel giusto completamento alla resa di uno spettacolo che per mano del regista è riuscito a dare una particolare caratterizzazione a tutti i personaggi; Aldo Tarabella ha creato squadra, ha creato amalgama tra gli interpreti e ha creato con suprema sagacità i caratteri dei personaggi; proprio lui nelle sue note di regia ci parla di questo: «… Cenerentola è la favola di un giorno, ma soprattutto è l’opera dei travestimenti: il servo Dandini si traveste da principe, il filosofo Alidoro da mendicante, Cenerentola da sguattera e poi da principessa, e il principe Ramiro da servo, per andare alla ricerca del vero amore. Anche Don Magnifico e le due sorellastre cambiano, e da malvagi che sono si “travestono” da finti generosi e gentili: la loro cattiveria contrasta terribilmente con la bontà di Cenerentola, l’unico personaggio che alla fine uscirà dal proprio travestimento diventando la sposa del principe, dunque una vera principessa, definitivamente e finalmente liberata dal maniglio, simbolo di schiavitù. L’opera è densa di tentativi falliti, di rivalsa sociale, di ricerca di amore povero, di colpevoli che non meritano il perdono e poi dei valori della bontà e della profonda umanità, che alla fine vinceranno. Nell’opera di Rossini musica e drammaturgia sono in continua tensione tra dramma e commedia, tra leggerezza e comicità, sotto la cupa cappa del rifiuto all’interno del nucleo familiare. In fondo, tutti noi aspiriamo ad avere davanti casa una carrozza come quella di Cenerentola, nella quale entrare per realizzare un sogno o, più semplicemente, per uscirne ricaricati e più fiduciosi nella vita.»
Ed il sogno c’è stato e voglio riviverlo un’altra volta proprio perché in questi travestimenti e contrasti della vita siamo sempre immersi; andare a teatro e vedere questo allestimento, mi ha reso ancor più consapevole di questa forte dimensione della vita, in cui la sofferenza talvolta sembra prevalere e dalla quale - parlo per esperienza personale - sembra non riuscire a sfuggirne, ma poi alla fine Trionfa la bontà; forse questo è un pensiero “sempliciotto e semplicistico”, ma mi sento di esternarlo ugualmente, perché fa parte di un percorso di vita che sto facendo e dal quale sto imparando molto.
Se alla prima esecuzione assoluta del 25 gennaio 1817 il successo non fu clamoroso, dopo duecento anni, nella "piccola Salisbugo italiana" - come mi piace immaginare Lucca nel futuro - il successo è stato unanime e le parole del compositore, di fronte all’allora insuccesso, riflettono l’epilogo che ha avuto quest’opera nel tempo: «Sciocco! Non si terminerà il carnevale senza che tutti se ne innamorino; non passerà un anno che sarà cantatadal Lilibeo alla Dora…». Ne son passati ben duecento ed ovunque, nel mondo, questo capolavoro ha trovato meritata accoglienza.
Ma gli artisti? Beh per presentarli in toto voglio usare una frase pronunciata proprio dal regista in conferenza stampa: «Se dovessi scegliere una compagnia stabile per realizzare il repertorio rossiniano, non potrei che scegliere questi interpreti; essi rappresentano la nuova generazione dei cantanti rossiniani e sono felice di avere a disposizione un cast di siffatta levatura
Ho citato questa frase perché la condivido appieno; tutti gli interpreti hanno dato prova di aver maturato vocalmente e scenicamente i personaggi e lo spirito di affiatamento che si è creato durante le prove ha trovato una sua esternazione piena in un’esecuzione direi quasi ad incastro perfetto di tutte le movenze e di tutte le intenzioni vocali.
Come ho annunciato prima, ognuno di essi, ha dedicato ai lettori un pensiero su questo allestimento che potrete leggere al termine dei questo mio articolo;  adesso esprimo, in qualità del ruolo che investo in questa sede, un mio giudizio sulla loro interpretazione.

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Dalla terra partenopea, il contralto Teresa Iervolino nel ruolo di Angelina, come sotto nome di Cenerentola; è dotata di un timbro corposo, generoso e mai scontato con il quale è riuscita a trovare sempre una giusta intesa con il rigo musicale; le spigliate agilità e le solide note centrali sono sempre state snocciolate con gran sicumera, assieme alle dinamiche sonore che hanno saputo ben caratterizzare il personaggio dal punto di vista delle emozioni e degli stati d’animo; non è mancato lo stupore nell’aria finale Nacqui nell’affanno… non più mesta dove l’indole e la verve rossiniane trovano il loro naturale sfogo, nelle quali la nostra interprete ha sguazzato in maniera veramente eccellente con un grande senso musicale e con un’ottima capacità di legato e di virtuosismo nelle agilità della cabaletta.
Giulia Perusi nel ruolo di Clorinda - unico soprano dell’opera - è stata al pari della sorellastra, un quadro visuale di bravura e di simpatia; ha messo in campo un timbro vocale molto particolare ed accattivante tale da caratterizzare il personaggio in maniera ancor più pregnante; mai sopra le righe, ma abbastanza ridicola e goffa da renderla grottesca, ma non volgare, con una vocalità che non ha fatto fatica a distinguersi nei meravigliosi concertati.
Anche Tisbe - l’altra sorellastra - ha trovato nel mezzosoprano Isabel De Paoli una validissima interprete; rispetto alla goffaggine e ridicolezza di Clorinda, la caratterizzazione di Tisbe ha puntato più sull’aspetto vanesio e mondano del personaggio; di pregio anche la sua vocalità che in contrasto con quella dell’altra sorellastra ha trovato sempre un’ottima amalgama sia nelle civettuole esternazione, sia nei momenti di assieme. Entrambe sono state una bomba di simpatia e ilarità fino agli ultimi momenti dell’opera dove ci hanno donato delle espressioni facciali da manuale.
La voce più acuta vede nel tenore Pietro Adaini un brillante Ramiro principe di Salerno; di per sé il personaggio è sempre stato caratterizzato da una superficialità piuttosto marcata, ma anche qui l’intento del regista ha voluto metterci mano trovando, oltre che nella voce, quei giusti atteggiamenti e quegli attenti sguardi e movenze che lo elevano dalla sua “mediocrità”; vocalmente il nostro interprete possiede un ottimo metallo nella voce e specialmente nella zona acuta riesce a regalare una chiara e proiettata emissione curata nel fraseggio e nelle dinamiche; anche nella zona più centrale non cede in un canto spoggiato, ma pondera bene ogni suono sì da rendere l’intenzione musicale in linea con quella scenica.
Scendendo nella corda baritonale in qualità di Barone di Montefiascone nonché Don Magnifico, Marco Filippo Romano; già l’indossare il costume che fu di Sesto Bruscantini oltre ad essere un grande onore, pesa sulle spalle come un enorme onere; posso dire che l’anima di Bruscantini ancora vive in quel costume e sicuramente è risultata foriera, per il nostro interprete, di buon auspicio; è stato impeccabile scenicamente regalandoci un’interpretazione grottesca, ma al contempo curata nel minimo dettaglio; la mimica facciale è stata un susseguirsi di ilarità e simpatia, senza farci mancare anche l’aspetto più truce e sadico del patrigno padrone; la sua voce è andata di pari passo con l’ars scenica e ha messo in rilievo un’ottima uniformità sia nella zona grave che acuta, non mancando di sfoderare una grande facilità nella agilità e nei numerosi scioglilingua, unitamente ad una straordinaria eleganza e signorilità nel porgere note.
Voce di gran pregio e suadente timbro, quella del baritono Pablo Ruiz nel ruolo di Dandini servo di Ramiro; il costume verde di rara bellezza, con cui si presenta in scena e la camminata piuttosto ridicola, lo rendono un personaggio enormemente pacchiano, ma con quel guizzo di carattere che lo fa vivere di luce propria; drammaturgicamente più caratterizzato del suo padrone ha una sua individualità vocale che si esprime in una impegnativa aria d’entrata e in numerosi impegni sia nei recitativi che nei concertati; nella sua esibizione ha dato modo di essere un gran mattatore della scena e di saper trovare le giuste intenzioni vocali; dotato di una robusta cavata e di una morbidezza nell’emissione ha affrontato con ottimo gusto sia le note più cantabili che quelle dotate di maggiore virtuosismo.
Nella favola da cui è tratto il libretto prende corpo l’anima buona della fata che in questo contesto è invece sostituito dal deus ex machina di tutta l’azione; le physique dû röle di Matteo D’Apolito e una vocalità tonda ed elegante hanno reso molto elegiaco e direi quasi ieratico, il personaggio del filosofo Alidoro; una figura che ispira fiducia, sicurezza, compassione, deve accompagnare le sue peculiarità anche nell’emissione vocale; l’inizio in sordina per questo ruolo non deve trarre in inganno; è proprio a lui che nel 1821, quando l'interprete di Alidoro al teatro Apollo di Roma doveva essere il baritono Carlo Moncada, ammirato da Rossini, il compositore sostituì l'aria di Agolini "Vasto teatro è il mondo" con un nuovo esteso pezzo di bravura, Là del ciel nell'arcano profondo; proprio in quest’aria ha trovato ampio sfoggio. a Lucca, la voce di D’Apolito regalandoci una pagina di sublime nobiltà, di suadente legato e di morbido fraseggio con grande cura delle dinamiche e delle intenzioni.
Un tantino più sotto tono la resa del Coro Melodi Cantores diretto da Elena Sartori; è mancata un po’ di uniformità nel canto e, soprattutto nella zona tenorile, ho notato una tendenza ad un suono piuttosto forzato e poco naturale; forse un canto più incline al falsetto, avrebbe reso meglio certi passaggi in cui non son mancate lievi stonature.
Erina Yashima - assistente di Riccardo Muti alla Chicago Symphony Orchestra - ha guidato l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini; un gesto molto morbido ha accompagnato la sua direzione; ha cercato di trovare sempre un giusto raccordo tra palco e buca, ma nonostante una minuziosa attenzione all’equilibrio dinamico, in alcuni momenti, gli strumentisti non hanno saputo cogliere appieno le intenzioni della bacchetta “tirando” un po’ indietro con i tempi sì da creare qualche scollamento negli intricati e rocamboleschi concertati; sono dell’idea che l'ensemble sia ancora piuttosto acerbo per la maturità musicale necessaria in questa difficilissima opera del periodo d’oro di Gioachino Rossini. Ottimo e molto pertinente l’accompagnamento al fortepiano dei recitativi secchi per mano del M° Laura Pasqualetti.
Un sold-out annunciato da giorni ha visto un Teatro gremito in ogni ordine e grado con un’accoglienza sentita e calorosa che ha visto più chiamate alla ribalta di tutti gli artisti, del regista e dello scenografo.

 

Gli interpreti raccontano: “La mia Cenerentola lucchese” 

170211_Lu_92_Cenerentola_MarcoFilippoRomanoMarco Filippo Romano - Don Magnifico
Premettendo che è la mia terza volta a Lucca e il terzo ruolo buffo dopo Mamma Agata delle Convenienze ed inconveniente teatrali ed il Bartolo nel Barbiere di Siviglia mi preme dire che è sempre una emozione calcare questo palcoscenico. Passando nella fattispecie a Cenerentola come non confessare che questa produzione ha per me tanti motivi per portarla nel cuore. Comincio dai due maestri Erina Yashima ed Aldo Tarabella persone che hanno valorizzato le caratteristiche di ognuno ed hanno creato un clima disteso e creativo. Passo poi ai colleghi che sono bravi, simpatici e con la giusta dose di modestia che serve a creare sinergia e si vede nel lavoro svolto. Il mio personaggio, che a differenza di quello che si crede non è un buffo ma un carattere complesso che deve funambolicamente districarsi fra l'ilare e il serio.. insomma "buffo ma non troppo".. Insomma un artista si nutre di stimoli e qui a Lucca ho fatto una bella scorpacciata. Vorrei però concludere queste mie brevi impressioni sottolineando l'emozione che ho provato nell'indossare i costumi di Luzzati, nei quali hanno sudato e faticato grandi artisti e cito in particolare il grande Sesto Bruscantini fonte di ispirazione per chi come me decide di affrontare questo repertorio.

 

170211_Lu_93_Cenerentola_IsabelDePaoliIsabel De Paoli - Tisbe
Lucca, è per me la città dei sorrisi, delle scoperte e delle emozioni in Musica. Si girovaga per il mondo e il Teatro diventa la nostra "casa" e dei nuovi incontri, ne fai "famiglia". Con loro trascorri ore ed ore… sulle tavole di legno come attorno ad un calice di vino, smistando emozioni di svariata natura. "La mia Cenerentola" al Teatro del Giglio, mi ha proiettata in una nuova esistenza. Colleghi strepitosi, Artisti poliedrici e di elevata umanità, con la quale avviene costantemente uno scambio. Colleghi - amici che ti fanno scoprire molto anche di te stessa, di come aggiungere o smussare al tuo personaggio… una grande crescita. La più grande riconoscenza, va ad Aldo Tarabella e ad Erina Yashima che hanno saputo assemblare un cast davvero "affine e sinergico”. Un lavoro divertente che ha arricchito il mio “viaggio". E si sappia che alla fine...TRIONFA LA BONTÀ!

 

 

170211_Lu_94_Cenerentola_MatteoDApolitoMatteo D’Apolito - Alidoro
Interpretare il ruolo del mentore e filosofo: non semplice per un quasi trentenne, ma il M°Tarabella mi ha dato degli input molto interessanti, poi al resto c’ha pensato la potenza drammaturgica della musica di Rossini, grazie anche ad una visione molto briosa del M° Erina Yashima: a me è bastato soltanto mettere insieme le due cose. Sono soddisfatto del lavoro svolto, grazie soprattutto ad un gruppo affiatato, formato da colleghi ed amici straordinari che mi hanno donato la loro arte ma soprattutto tanti, tanti sorrisi, cosa non da poco. Torno a Lucca da professionista, dopo aver frequentato l'opera studio nel 2010 del circuito di tradizione toscano, ed ho ritrovato con piacere una città che adoro, la stessa città che mi ha visto giovanissimo muovere i prima passi in questo straordinario mondo che mi sta dando tanto.

 

 

170211_Lu_95_Cenerentola_TeresaIervolinoTeresa Iervolino - Cenerentola
Questa Cenerentola è stato un flusso di energia indomabile come non mi era mai successo prima. La bellezza di questa città, il calore dei colleghi e la voglia di creare di tutti, hanno fatto si che una favola prendesse vita. Ancor più felice di aver potuto donare con libertà e condivisione la malinconia che sento nella mia Angelina, una ragazza maltrattata, che subisce violenza e che sogna di essere amata e nient’altro, e alla fine quando meno se l’aspetta il suo desiderio diventa realtà. Direi un desiderio piuttosto vicino ai nostri giorni, quello di molte ragazze e donne che vivono in un mondo sommerso dalla violenza.

 

 

 

 

170211_Lu_96_Cenerentola_GiuliaPerusiGiulia Perusi - Clorinda
Dopo aver partecipato l’anno scorso al LTL Opera Studio nella veste di Praskowia ne “La Vedova allegra”, ho avuto l’immenso piacere di essere stata selezionata dal Teatro del Giglio e dagli altri enti teatrali coinvolti per questa produzione. Grazie alla sinergia tra la mia “strampalata” visione, la fantasia del M° Tarabella e la professionalità del M° Yashima siamo riusciti a creare un personaggio sopra le righe, una sorellastra esageratamente viziata, esplosiva, egoista, egocentrica e capricciosa. Nemmeno “il trionfo della bontà” riuscirà a scalfirla, lei rimarrà sempre e solo Clorinda. E’ poco di un anno che ho intrapreso la carriera operistico-teatrale e questa è stata finora l’esperienza più bella. Ho avuto la possibilità di collaborare con un cast fantastico che mi ha permesso di crescere e di esprimere liberamente la mia creatività.

 

 

 

170211_Lu_97_Cenerentola_PietroAdainiPietro Adaini - Ramiro
Beh, sicuramente il clima creatosi è "mite" grazie alla collaborazione di tutti: cast, direttore, regista e tutto quello che le quinte celano. Questa città che offre molto dal punto di vista artistico e culturale incornicia un'altro capolavoro che è proprio La Cenerentola di Rossini . Riflettendo sui personaggi possiamo dedurre che i soggetti sono attuali e che il librettista Jacopo Ferretti assieme al Grande Maestro siano riusciti a creare un chef-d'oeuvre prendendo spunto dal passato e dalla loro contemporaneità. Analizzando i personaggi possiamo scorgere che la maggior parte  di loro non sono statici bensì a tutto tondo e lo si può notare pensando al cambiamento che subiscono Don Ramiro, Don Magnifico e le sorellastre; non bisogna poi tralasciare il "deus ex machina" in questo caso interpretato da Alidoro che scioglie l'intreccio permettendo ai due innamorati di incontrarsi per poi sposarsi. Il mio personaggio si trasforma grazie a questo "nodo avviluppato" riuscendo a perdonare la cattiveria e reprimere il desiderio di vendetta nei confronti del barone e dei suoi “rampolli”. Il Principe alla fine si tramuta diventando così una persona migliore, ciò è possibile grazie al "trionfo della bontà" concetto ribadito dal coro davanti alla loro unione. Questa è un'opera piena di spunti riflessivi e che va assolutamente vista, studiata e acquisita facendola rientrate nel nostro bagaglio culturale.

 

 

 

170211_Lu_98_Cenerentola_PabloRuizPablo Ruiz - Dandini
Sono lieto di partecipare a questo meraviglioso progetto del nuovo allestimento dell'opera La Cenerentola di Rossini, nel bicentenario della sua composizione. Sono inoltre molto onorato di vestire questi meravigliosi costumi disegnati da Lele Luzzati. È per tanto una occasione ideale per vestire di nuovo i panni di Dandini. Lavorare a Lucca, in questa meravigliosa città, in questo bellissimo teatro, con un cast di colleghi straordinari, la simpatia e l'entusiasmo di Aldo Tarabella,  la perfezione e la precisione di Erina Yashima, creano una atmosfera ideale per portare in scena Dandini, il principe e cameriere. Questa nuova avventura che è appena iniziata mi porterà a vivere questo sogno indimenticabile: il sogno dell' Ape nei giorni d'aprile e del Nodo avviluppato col talento di Rossini e Luzzati.

 

 

 

170211_Lu_99_Cenerentola_AldoTarabellaAldo Tarabella - Regista
Questo nuovo allestimento de La Cenerentola rossiniana è diventato l’opera dell’amicizia, nella quale tutti hanno dato il massimo di loro stessi per citare Luzzati, spinti però anche dal desiderio di andare oltre realizzando un progetto originale fatto di continue sorprese, di palazzi di carta, di scatole magiche, di guardaroba in continuo moto giocoso, di librerie che si trasformano in carrozza… Tutto questo rappresenta un omaggio a Lele Luzzati, al suo mondo di immagini, forme e colori nel quale ci ritroviamo ad affrontare giocosamente e con grande naturalezza il rapporto con il teatro musicale.

Crediti fotografici: Andrea Simi per il Teatro del Giglio di Lucca e Simone Tomei
Nella miniatura in alto: la protagonista Teresa Iervolino
Nella sequenza al centro: Giulia Perusi, Marco Filippo Romano, Isabel De Paoli; Matteo D'Apolito e ancora la Iervolino e Romano
Sotto: una panoramica di Andrea Simi con tutti i protagonisti in scena
 






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Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
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Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
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Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
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Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
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Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Ptite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
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180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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Eventi
Trenta appuntamenti in Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

180510_FestivalValleDItria_00_FrancoPunzi_phGianfrancoRotaMILANO - È stato presentato nelle sale del Piccolo Teatro il 44° Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà dal 13 luglio al 4 agosto 2018. Alla conferenza stampa di presentazione del cartellone hanno partecipato Alberto Triola (direttore artistico della manifestazione), Fabio Luisi (direttore musicale) e Franco Punzi, presidente del Centro
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Eventi
Aida con tutta Cento
servizio di Athos Tromboni FREE

180508_Cento_00_Aida_FranceDarizCENTO (FE) - Sarà una brava soprano francese a interpretare l'Aida di Giuseppe Verdi sabato 23 giugno 2018 alle ore 21 in Piazza del Guercino a Cento: si chiama France Dariz, ed è stata impegnata una volta sola dalle nostre parti, nel maggio 2014 per un concerto tutto pucciniano nel Teatro Comunale di Ferrara. Ma è una cantante di rango proprio
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Opera dal Centro-Nord
Lucia con le pistole senza pistolettate
servizio di Athos Tromboni FREE

180507_Fe_00_LuciaDiLammermoor_FrancescoBellottoFERRARA - La protagonista della Lucia di Lammermoor  di Gaetano Donizetti gioca con una bambola di pezza dal vestitino rosso durante tutta l'opera: è l'insieme dell'innocenza e dell'adolescenza con cui il regista Francesco Bellotto ha caratterizzato il personaggio, nell'allestimento da lui curato e prodotto dai teatri di Treviso e Ferrara con la
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Echi dal Territorio
Daniele Barioni premiato dai jazzofili
servizio di Athos Tromboni FREE

180506_Vigarano_00_PremioADanieleBarioni_AndreaAmbrosiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Il «Gruppo dei 10» è un'associazione ferrarese di musicofili che amano riunirsi in locali caratteritici del territorio per incontri conviviali e concerti, generalmente di musica jazz perché "i 10" sono tutti appassionati cultori della musica afroamericana; ma la loro rassegna concertistica ha il titolo programmatico di "Tutte
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Soci Uncalm
Replica di un frizzante Elisir
FREE

180506_Fe_00_LElisirDAmore_GiuliaPierucciFERRARA - Ottima ripresa sabato 5 maggio 2018, alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena nel cartellone del Teatro Ragazzi del Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara esattamente un mese prima: si trattava di una produzione del Conservatorio di Ferrara "Girolamo Frescobaldi" inserita
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Pagina Aperta
Il grande merito di Sebastianutto
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180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il
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Soci Uncalm
Cinzia Forte, il Premio e l'arcobaleno
FREE

180501_Fe_00_PremioFrescobaldi_DarioTondelliFERRARA - È stata una grande esibizione di belcanto e una gioiosa festa: il concerto del 29 aprile 2018 alla Sala della Musica, organizzato dal Circolo Frescobaldi nell'ambito del conferimento del Premio Frescobaldi 2018 al soprano Cinzia Forte, ha visto la partecipazione, oltre che della premiata, anche dei suoi allievi che citiamo in ordine di
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Opera dal Centro-Nord
Tosca buoni i due cast
servizio di Simone Tomei FREE

180429_Pr_00_Tosca_PirozziAnna_phRobertoRicciPARMA - Parlando di Tosca, Fedele D’Amico - musicologo e critico musicale - cosi diceva in merito a quest’opera: “… Le novità di Tosca sono inseparabili dalle sue scoperte espressive: il primo tema di Scarpia, ossia quei tre accordi che aprono l’opera e, con alcune varianti, concludono sia il primo che il secondo atto, offrono un giro armonico certamente inedito; ma
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo proprio bello
servizio di Edoardo Farina FREE

180427_Cesena_00_UnBalloInMaschera_ScillaCristiano_phLucaBogoCESENA - …e chiusura della stagione con l’opera  Un ballo in maschera  di Giuseppe Verdi dopo un’assenza di 153 anni, ove … “se il dialogo con la città, se il desiderio di rendere sempre di più la scena il luogo in cui giocare a mettere in pratica le diverse idee che definiscono gli orizzonti di pensiero e di azione di una comunità è ciò che caratterizza
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Opera dall Estero
Masnadieri molto belli
servizio di Simone Tomei FREE

180424_MonteCarlo_00_MantegnaRoberta_IMasnadieri_phAlainHanelMONTE-CARLO - Prima di intraprendere il mio viaggio narrativo ne I Masnadieri di Giuseppe Verdi, condivido questo pensiero del musicologo Michele Girardi in merito al componimento: «…fra i vari meriti dei Masnadieri, oltre a numerose pagine di bella musica, vi è quello di trattare temi spinosi, più attuali oggi che ai tempi dello Sturm und Drang. Non
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Vocale
Esther dello Spirito Santo
servizio di Athos Tromboni FREE

100423_Fe_00_Esther_NicolaValentiniFERRARA - Quella di Esther, personaggio biblico dell'Antico Testamento, è una figura che ha ispirato scrittori e musicisti perché la donna ebrea è stata una salvatrice del proprio popolo. Viene raccontato che la bambina Esther fu adottata dal cugino Mardocheo quando, orfana di padre, si trovò sola in Babilonia. Crebbe e divenne una bellissima giovinetta
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Opera dalle Isole
Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
FREE

180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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