Pubblicato il 31 Ottobre 2018
Bene il terzo appuntamento della stagione di danza al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Schubert contro Gershwin in danza servizio di Annarosa Gessi

181031_Fe_00_EnricoMorelliFERRARA - Il terzo spettacolo del nuovo cartellone di danza del Teatro Comunale Claudio Abbado ha visto in scena la compagnia MM Contemporary Dance Company impegnata in due coreografie intitolate Schubert Frames (musica di Franz Schubert) e Gershwin Suite (musica di George Gershwin e Stefano Corrias).
Due lavori molto diversi, perché il primo tempo era tutto romantico, incentrato sulla musica per pianoforte e per quartetto d'archi di Schubert, con la coreografia di Enrico Morelli.
Il secondo tempo era danzato sulle coreografie di Michele Merola e Cristina Spelti ed era tutto dinamismo, tutto ritmo, tutta eccitazione.
Comincia la musica di Schubert, c'è una donna sopra un panno bianco al centro del palcoscenico, con una campana di luce che scende dall'alto: sul panno bianco salgono a poco a poco anche gli altri danzatori della compagnia, sono in undici.
Ma non è un panno, perché quella cosa bianca lì, comincia a gonfiarsi e salire verso l'alto, prendendo prima la forma di una grossa pera, poi quella di un globo sospeso nel cielo e luminoso.
Intorno e sotto a quella luminosità si svolge tutta la danza, con parti d'assieme molto belle e ben coordinate; danzatori e danzatrici fanno le stesse pose e gesti in sincronia; poi ci sono anche gli assolo di qualche danzatore o danzatrice, le coppie, i gruppi di tre o quattro protagonisti, tutto danzato con una bella ispirazione classica, che mette in mostra la capacità delle ballerine (soprattutto le ballerine) di andare sulle punte.
Molto romantico, anche se sostanzialmente il clima che si respira è di mancata gioia, di solitudine che incombe nonostante gli assieme, come se ognuno fosse chiuso in sé anche quando agisce con gli altri d'attorno. Mi veniva in mente mia nipote con le sue amiche e amici, tutti intenti a guardare lo schermo del telefonino, ognuno isolato dentro i propri pensieri e pensierini (questi ultimi proprio scritti sul telefonino).
Il secondo tempo dello spettacolo era invece un brillare di ritmi e danze come se fosse l'America degli anni '50-'60 a essere rappresentata. Come se fosse la strada, la piazza, gli spazi aperti, la vivacità del musical... Divertente e non nostalgico il clima che in gran parte si respirava durante questa coreografia.
In fondo in fondo, vista proprio la diversità di clima che si era infilato nelle sensazioni durante l'intero spettacolo, è stato un confronto, forse una sfida, di Schubert contro Gershwin.

181031_Fe_01_SchubertFrames_facebook_phTizianoGhidorsi

181031_Fe_02_GershwinSuite

Tutti i danzatori e danzatrici, sia nel primo tempo che nel secondo, sono stati bravissimi e meritano di essere nominati: Angelo D'Aiello, Paolo Lauri, Gabriella Lemma, Fabiano Lonardo, Lorenza Matteucci, Giovanni Napoli, Miriam Re, Cosmo Sancillo, Nicola Stasi, Gloria Tombini, Lorenza Vicidomini.
Il pubblico dei giovani che era in teatro li ha acclamati con applausi, fischiolini e gridolini, meritati perché lo spettacolo e stato davvero sia commovente che divertente. (Recita di martedì 30 ottobre 2018)

Crediti fotografici: Tiziano Ghidorsi per la MM Contemporary Dance Company
Nella miniatura in alto: il coreografo Enrico Morelli
Al centro: scena da Schubert Frames
Sotto: scena da Gershwin Suite





Pubblicato il 08 Giugno 2018
Presentato il cartellone del festival autunnale e della stagione invernale del Teatro Abbado
Danza 2018/19 conferme e novitā servizio di Athos Tromboni

180608_Fe_00_StagioneDanza_SaburoTeshigawaraFERRARA - È stata presentata venerdì 8 giugno 2018 la stagione di Danza 2018/2019 del Teatr0 Comunale Claudio Abbado: ad illustrare il cartellone erano il direttore del teatro, Marino Pedroni, il consulente per la danza, Gisberto Morselli, e la ballerina e coreografa Francesca Pennini, fondatrice  del CollettivO CineticO, da un decennio compagnia residente del Teatro Abbado. Pedroni ha spiegato che anche per la prossima stagione il calendario sarà diviso in due fasi, la prima da ottobre a dicembre dedicata alla danza contemporanea, con 12 titoli e 15 rappresentazioni; la seconda da gennaio 2019 a marzo con 4 titoli compreso il balletto classico La bella addormentata di Chajkovskij danzato dal Balletto Jacobson di San Pietroburgo.
Nel suo intervento la Pennini, presenti alla conferenza stampa anche i numerosi giovani danzatori del "Campus CineticO" (un workshop intensivo in svolgimento, tenuto dalla stessa danzatrice e coreografa), ha illustrato i contenuti della sua attività didattica svolta grazie alla residenza presso il Teatro Abbado e ha dato informazioni anche sul work-in-progress degli spettacoli che CollettivO CineticO allestirà a Ferrara sia in abbonamento, sia fuori abbonamento.
Il consulente Gisberto Morselli, dopo aver espresso il suo rammarico perché la città e il pubblico ferrarese sembrano non prestare attenzione al livello alto delle proposte che entrano nel cartellone (facendo di Ferrara una delle piazze più prestigiose d'Italia e d'Europa per la danza) ha riassunto i contenuti artistici della stagione 2018/2019, che qui riassumiamo.
Il programma si apre con diversi elementi di novità: tre le presenze internazionali “eccellenti” dell’autunno. Per inaugurare il Festival di danza contemporanea, il 16 ottobre 2018 Saburo Teshigawara sceglie Ferrara per la prima nazionale in esclusiva di The idiot, un lavoro di grande complessità ispirato all’opera omonima di Fjiodor Dostoevskij, che vede in scena lo stesso Teshigawara con la sua storica partner Rihoko Sato.
In esclusiva per l’Italia sarà anche la coreografia Last Work di Ohad Naharin presentata il 25 novembre dall’israeliana Batsheva Dance Company, oggi considerata una delle più importanti compagnie di danza del mondo. Un complesso che Ferrara è riuscita a proporre anche grazie al sostegno dell’Ambasciata Israeliana in Italia e del Meis – Museo Internazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – e al contributo di alcuni privati.
Il 13 e il 14 dicembre sarà poi presente per la prima volta a Ferrara un lavoro di Jan Fabre, versatile artista belga di cui va in scena nell’interpretazione di Cédric Charron, suo interprete d’elezione, Attends, attends, attends… (pour mon père), uno dei suoi lavori più forti e intensi, in cui si riflette sul complesso rapporto che si sviluppa nel corso del tempo tra padri e figli.
Il CollettivO CineticO di Francesca Pennini avvia con la stagione 2018/2019 un progetto che si basa su percorsi laboratoriali condotti con coreografi di rilievo internazionale e con giovani coreografi interni al CollettivO: nell’autunno 2018 la compagnia affiancherà l’israeliano Sharon Fridman, mettendo a confronto le caratteristiche di ironia e rigore che la contraddistinguono con la qualità estremamente fisica e insieme poetica del coreografo ospite. Due gli appuntamenti frutto di questa collaborazione: il site specific Everything that will be is already there creato da Fridman e in programma al Meis il 20 ottobre, e la serata a due titoli del 3 novembre dove il CollettivO proporrà How to destroy your dance di Francesca Pennini e Dialogo primo: impatiens noli tangere di Sharon Fridman. Da segnalare ancora, nell’ambito delle attività coordinate dalla compagnia residente, il site specific per un numero limitato di spettatori: U, materiali d'azione simbiotica proposto da Margherita Elliot, che vede impegnati un bambino e un adulto in uno spazio esterno al Teatro (dal 16 al 18 novembre).

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Il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara avvia quest’anno un progetto particolarmente impegnativo sul tema della disabilità. La consapevolezza che confrontarsi in modo non superficiale con le diverse abilità sia elemento fondante per una comunità sta alla base delle performances che il teatro presenta con LST (La Società a Teatro) e con il sostegno della sezione ferrarese Rotary Distretto 2027: in Amore mio andrà in scena il risultato dell’esperienza pluriennale della coreografa Julie Ann Anzilotti condotta con giovani adulti con disabilità (23 ottobre), mentre la ricerca che Antonio Viganò per il Teatro La Ribalta sta conducendo all’Accademia Arte della Diversità sarà proposta nel lavoro di teatrodanza Ali (20 novembre).
All’interno del Festival troveranno ancora spazio Aterballetto – la più solida tra le compagnie di danza in Italia, attiva da oltre quarant’anni – che il 9 novembre presenterà la serata a doppio titolo Bach Project, dove la celebre Sarabande di Kilyan è accostata a Domus Aurea, nuova creazione di   con le musiche live dell’ensemble Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro, e la MM Contemporary Dance Company impegnata in 2 pièces per 11 danzatori: Schubert Frames di Enrico Morelli e Gerswin Suite di Michele Merola (30 ottobre).
Nell’ambito del progetto Anticorpi verrà mantenuta l’attenzione per i giovani danz’autori. La piattaforma Fuoristrada, quest’anno sarà dedicata a due coreografi in costante ascesa come Olimpia Fortuni, impegnata il 4 dicembre nella prima assoluta di Do animals go to heaven? e Manfredi Perego, che presenterà la sua nuova creazione Labile Pangea il 5 dicembre.
La seconda parte della Stagione si aprirà il 19 gennaio con il progetto RIC.CI., ripresa delle più significative creazioni di danza degli anni 1980/1990: in scena vedremo Tango glaciale, riallestimento di un lavoro del 1982 di un giovane Mario Martone, che già in quegli anni aveva compreso l’esigenza del teatro sperimentale di lavorare a fondo sulla fisicità. Il programma 2019 si completerà con tre appuntamenti di grande richiamo.
Dagli Stati Uniti arriverà per la prima volta a Ferrara (31 gennaio) la Parsons Dance, compagnia fondata da David Parsons nel 1985, che ha creato coreografie divenute veri e propri ‘cult’ della danza mondiale. Il programma vedrà tutta la compagnia impegnata in un repertorio fatto di novità e grandi classici, tra cui la celeberrima Caught, che Parsons creò per se stesso nel 1982.
A rappresentare la grande tradizione del balletto classico è stato chiamato il Balletto Yacobson di San Pietroburgo, fondato da Leonid Yacobson nel 1969, impegnato in uno dei titoli più rappresentati del repertorio romantico La bella addormentata, in una versione molto vicina all’originale di Petipa (28 febbraio).
La chiusura della Stagione sarà poi affidata il 24 marzo alla coreografa israeliana Sharon Eyal che – dopo anni di esperienza nella Batsheva Dance Company – con Gai Behar ha fondato la L-E-V Dance Company. Per il debutto a Ferrara Eyal ha scelto OCD Love per sette interpreti: una pièce che racconta il bisogno di amore espresso dallo sguardo di chi soffre di Disturbi Ossessivo Compulsivi.
Una seconda parte di stagione che si preannuncia davvero di estremo interesse, inconsueta e coraggiosa per la scelta di accostare e mettere a confronto nell’arco di poche settimane le eccellenza del balletto classico, della moderna dance americana e della danza contemporanea vista sia nelle sue prime formulazioni nell’Italia di fine ’900, sia nelle esperienze più innovative degli anni più recenti.
La stagione sarà, come sempre, completata da approfondimenti programmati in collaborazione con associazioni cittadine come gli Amici della Biblioteca Ariostea e il Centro Documentazione Donna, con proiezioni di film e documentari al Ridotto e con incontri con gli artisti.

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In coerenza con la presenza in cartellone di più coreografi e compagnie israeliane, il Teatro proporrà una riflessione su aspetti particolari della cultura ebraica. Il 21 novembre, al Ridotto del Teatro, sarà proiettato il film Mr. Gaga, dedicato alla carismatica figura di Ohad Naharin e alla compagnia Batsheva da lui fondata; il 25 novembre, alle ore 11 al MEIS, coordinato da Roberto Casarotto, è previsto un incontro sulla danza nella cultura ebraica. Nello stesso giorno, al termine dello spettacolo della Batsheva Dance Company, il Teatro offrirà al pubblico l’aperitivo “Sapori d’Oriente” a cura di You & Tea.
Sono confermati i workshop condotti dal CollettivO CineticO per studenti universitari e delle scuole superiori e il workshop fotografico condotto da Marco Caselli Nirmal. Rivolto alle scuole medie superiori, viene proposto in questa stagione anche il ciclo Essere corpi danzanti condotto da Massimo Carosi, formatore ed esperto in organizzazione di eventi culturali: un itinerario sulla danza in tre incontri costruito con l’ausilio di documentazioni video e opere di videodanza.
La vendita degli abbonamenti nelle formule Completo (a 10 spettacoli) e Carnet (4 spettacoli a scelta) ha inizio l’8 giugno. Viene confermata anche la proposta Dance Academy riservata alle scuole di danza comprendente 4 titoli e 2 workshop - info: biglietteria.teatro@comune.fe.it

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: Seburo Teshigawara che inaugurerà la nuova stagione il 16 ottobre 2018
Al centro: Gisberto Morselli, Marino Pedroni e Francesca Pennini durante la presentazione della stagione 2018/2019
Sotto in sequenza: ancora Teshigawara con la sua partner Rihoko Sato; e la compagnia Parsons Dance che sarà a Ferrara il 31 gennaio 2019





Pubblicato il 05 Febbraio 2018
Successo al Teatro Alighieri per la coreografia del celeberrimo artista francese
Preljocaj La Fresque servizio di Attilia Tartagni

180205_Ra_00_BalletPreljocaj-LaFresque_phJeanClaudeCarbonneRAVENNA - Proprio come la figurazione è sparita dai dipinti rendendo più ardua la decodificazione del senso, così il racconto è l’illustre scomparso di molti spettacoli contemporanei e particolarmente di quelli di danza. Lo riporta al centro dell’azione coreutica La Fresque, creazione 2016 del pluripremiato coreografo francese Angelin Preljocaj (Teatro Alighieri, 3 e 4 febbraio, secondo appuntamento del programma invernale di danza 2017-2018)  disegnando uno straordinario affresco coreutico in una foresta simboli che,  trascendendo la danza, suscita stimoli sensitivi e culturali  spalancando alternativi orizzonti.
Preljocaj, classe 1957, autore di successi planetari come l’Anoure del 1995, Biancaneve del 2008 e Siddharta del 2010, aggiudicatario di numerosi premi internazionali, direttore artistico del Ballet Preljocaj, compagnia di 24 ballerini che attualmente ha sede al Pavillon Noir di Aix-en- Provence e pratica danza contemporanea di matrice internazionale su basi classiche, afferma convinto: “La Fresque ci parla di un viaggio in un’altra dimensione, dove l’immagine diventa luogo di trascendenza e la persona fisica entra in relazione con l’immagine”…. “Il balletto esplora le relazioni misteriose esistenti tra la rappresentazione e la realtà, mettendo in evidenza, tramite la danza, i legami che si instaurano tra immagine fissa e movimento, tra istantaneità e durata, tra vivo e inerte”.

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Questa creazione onora l’arte coreutica evocando le emozioni provocate nell’ingenuo Chu dalla  visione di un dipinto e da una affascinante fanciulla dai lunghi capelli ivi ritratta. Egli entra nel quadro per vivere un sogno d’amore impossibile destinato a infrangersi nella constatazione che la capigliatura dell’amata , non più libera e sciolta, è diventata lo chignon di una donna coniugata. Il racconto arricchisce l’espressione artistica di spunti di  riflessione senza mai diventare invasivo o didascalico, esaltato dai costumi di Azzedine Alaia semplici ma ricchi di inventiva, dalle scene e dai video di Costance Guisset Studio e dalle luci parlanti di Eric Soyer. La proiezione di linee chiare fluttuanti sul fondale ipotizza una sorta di tela di ragno tendente a  imprigionare i danzatori, più spesso a sottolineare o alludere al senso dell’azione. In questo gioco di rimandi, la luce si fa protagonista,  calda ed evocativa quando illumina il dipinto, aggressiva nei controluce e inquietante nel gioco di ombre che tanta parte hanno nella cultura orientale. Tutto nello spettacolo è movimento: si muovono le immagini sul fondale, è vitale la musica, ma soprattutto stupisce e incanta la danza di questi straordinari dieci danzatori, cinque ragazzi e cinque ragazze di talento e di rigorosissima formazione con classiche radici, un rigore che si scioglie nell’arte espressa sul palcoscenico, perfettamente sincronizzati o singolarmente protagonisti di uno spettacolo complesso ed emozionante.
Difficile mettere ordine fra le suggestioni suscitate da questo singolare spettacolo. La danza si nutre di musica perciò è doveroso partire dalla musica, dal mix di generi e di stimoli sonori  che, in ossequio all’antica fiaba orientale ispiratrice, esalta flauti e gong cinesi, sonorità che evocano geografie, antichità e leggenda. La partitura elettronica di Nicolas Golin in collaborazione per alcuni brani con Vincent Taurelle, funzionale e seducente, fornisce il  primo spunto di riflessione accostando senza attriti l’antica saggezza popolare della fiaba e la musica elettronica di alta tecnologia contemporanea. Questa sonorità polivalente sostanzia il  movimento coreutico, imprime l’energia e il battito, sollecita una danza suadente e delicata sull’onda unicamente del  respiro umano amplificato,  ma può anche scatenare danze sincronizzate al ritmo primordiale di antichi riti tribali ed evocare danze popolari  con scambio di dame in un filo rosso che  accomuna culture occidentali diverse come quella celtica e quella romagnola.

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Il termine “viaggio” si usa spesso a sproposito anche per spettacoli che non fanno sognare né tantomeno creare paesaggi emotivi. Ma ne “La Fresque” il viaggio c’è davvero e ti porta in giro nel mondo, nella storia e nelle tradizioni culturali e artistiche:  è un viaggio post-moderno all’insegna della seduzione erotica del femminile-maschile fusi nel movimento espressivo della  danza, con le braccia “ondose” come nella Morte del Cigno o gli arti scossi da effetti tellurici, movimenti a cui fanno da contorno suggestioni multietniche che esaltano il potere dell’immagine nella società mediatica  come il “tableau vivant” di danzatrici baciate dalla luce caravaggesca, il rito sincronizzato dei danzatori tribali mascherati o la figura nera in controluce che si sdoppia e si moltiplica come una divinità orientale, aspetti di culture lontane che convivono nel mondo contemporaneo, parto di un coreografo capace di interpretare la realtà attuale con la coscienza del passato  e di trasformarla  in danza con prodigiosa inventiva,  premiato da un’ovazione finale che aveva il calore  di un abbraccio. (5 febbraio 2018)

Crediti fotografici: Jean-Claude Carbonne






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Luisa Miller ricamata da Benini
servizio di Simone Tomei FREE

181217_MonteCarlo_00_AleksandraKurzak_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho sempre creduto che Luisa Miller sia uno dei titoli più belli di Giuseppe Verdi:  Kabale und Liebe di Friedrich von Schiller è il tema su cui Salvatore Cammarano elabora il libretto per il Cigno di Busseto che sarà rappresentato la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849. E io ritengo che la Luisa Miller sia davvero
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Pianoforte
Ecco la Carini, ecco Schumann
servizio di Athos Tromboni FREE

181216_Fe_00_MariaCristinaCariniFERRARA - La musica pianistica di Robert Schumann... e il recital di Maria Cristina Carini nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" per la stagione cameristica del Circolo Frescobaldi. Ecco le due motivazioni che hanno indotto il pubblico ferrarese alla partecipazione dell'appuntamento musicale. Se poi si tratta del 18 pezzi caratteristici
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Vocale
La Balbo splendida protagonista
servizio di Attilia Tartagni FREE

181210_Ra_00_RecitalElisaBalbo_phAngeloPalmieriRAVENNA - Il soprano Elisa Balbo,  incantevole Desdemona nell’Otello della Trilogia verdiana, è tornata a Ravenna per esibirsi nella Sala Corelli del Teatro Alighieri il 9 dicembre 2018 nei “Concerti della domenica” organizzati dall’Associazione Angelo Mariani, dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale,  anche in un repertorio
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Opera dal Centro-Nord
Torna la Carmen che uccide
servizio di Simone Tomei FREE

181205_Fi_00_Carmen_MarinaComparatoFIRENZE - E' ormai lontano il termine delle polemiche e degli anatemi contro la Carmen che non muore andata in scena un anno fa al Teatro del Maggio che fu fonte di esagitati sproloqui per ogni dove; la Carmen di George Bizet, diventata oramai un titolo di repertorio della Fondazione Fiorentina, ha trovato nuovamente albergo sulle tavole del
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Eventi
Guardati intorno č la nuova stagione
servizio di Edoardo Farina FREE

181201_Cesena_00_TeatroBonci_Franco PolliniCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci” promossa da  ERT, Comune di Cesena ove in data 21 settembre 2018 è stata definita la nuova programmazione della  stagione invernale 2018/19 caratterizzata da un luogo inteso come confronto, esplorazione e dialogo,  spazio che si fa filtro e racconto del nostro vivere,
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Opera dal Centro-Nord
Le due facce di Rigoletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181130_Ra_00_Rigoletto_AndreaBorghini_phZaniCasadioRAVENNA - Il Rigoletto del 28 novembre 2018 andato in scena al Teatro Alighieri è ambientato a Mantova, e possiede, come il suo ambiguo protagonista, due facce:  da una parte  la corte dei Gonzaga lussureggiante di pitture manieriste (la camera degli sposi di Mantegna incornicia il talamo in cui verrà sedotta Gilda rapita), dominata
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Opera dal Centro-Nord
Ovazioni finali per l'Otello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181126_Ra_00_Otello__phZaniCasadioRAVENNA - Il 25 novembre, giornata mondiale della violenza sulle donne,  è andato in scena al Teatro Alighieri il più celebre “femminicidio” operistico: Otello dall’omonimo testo teatrale di William Shakespeare, musica di Giuseppe Verdi, libretto di Arrigo Boito, antico detrattore verdiano che seppe riportare il maestro alla creazione a 16
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Opera dall Estero
Trionfo per Samson et Dalila
servizio di Simone Tomei FREE

181126_MonteCarlo_00_SamsonEtDalila_AnitaRachvelishvili_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho scelto di iniziare il mio scritto con queste pennellate frutto dei miei studi e delle mie letture di approfondimento prima della visione dell’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns la cui rappresentazione si è concretizzata domenica 25 novembre 2018 al Grimaldi Forum - Salle de Princes quale titolo inaugurale della
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Classica
Progetto Lauter per Courbet
servizio di Edoardo Farina FREE

171124_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Curato dall’Associazione “Lauter”  in collaborazione con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura allestita nel Palazzo Dei Diamanti, il 22 novembre 2018 presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” della città estense nell’ambito della stagione 2018/2019 di Ferrara Musica, è andato in scena un suggestivo concerto
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Opera dal Centro-Nord
Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
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Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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