Pubblicato il 17 Luglio 2019
Gran gala di chiusura del Ravenna Festival edizione 2019
Les étoiles accendono gli entusiasmi servizio di Attilia Tartagni

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario Daniele Cipriani ha riunito le parti prime dei corpi di ballo internazionali sfoderando tutto il repertorio della danza classica: passi a due, sforbiciate, piroette, salti acrobatici per un piacere dello sguardo tale da scatenare più volte l’applauso a scena aperta. Per apprezzare questa danza, per coglierne l’armonia e la bellezza, non occorre essere degli esperti, basta abbandonarsi al suo incanto. Corpi scolpiti dall’esercizio, temperamento artistico, costumi estrosi intessuti di lustrini, queste étoiles esprimono, nelle differenze stilistiche riconducibili alle relative scuole, il talento, la dedizione e la meraviglia sprigionata dal balletto classico.
La coreografia di apertura, “Diamonds” di Balanchine, mette in risalto l’abilità tecnica e l’eleganza della coppia che arriva dal Teatro Bolshoi di Mosca,  Alena Kovaleva e l’italiano Jacopo Tissi, che ritornano poi nel “Gran Pas Classique” di Gsovskii.
Cresciuti all’Opéra di Parigi, considerati i migliori rappresentanti dell’ésprit francese nella danza, Ugo Marchand e Dorothée Gilbert, interpretano meravigliosamente “Esmeralda” coreografia storica di Petipa, da Perrot, e sono superbi  anche nel contesto più moderno di “Amovéo”, coreografia di Benfiamin Millepied, su musica del minimalista Philip Glass.

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“Le fiamme di Parigi”, coreografia di Vasilij Vajnon, scatena sulla scena l’incantevole italiana Rebecca Storani, formatasi fra l’Accademia Nazionale di Roma e l’Hamburg Ballet Schule di Amburgo, e il sudcoreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese, lui con una girandola di sforbiciate e di volteggi  con approdi plastici al suolo che richiamano l’applauso, ritornando poi nell’unico quadro mitologico di Diana e Atteone.
Non poteva mancare, nell’omaggio al balletto classico, “Il corsaro” con l’incalzante musica di Drigo, protagonisti Bakthiyar Adamzhan, kazako dell’Opera di Astana,  e Tatiana Melnik, prima ballerina del Teatro dell’Opera ungherese,  ovvero l’energia virile spinta oltre la legge di gravità con quelle incredibili spaccate in aria,  e la grazia, il talento e la mobilità femminile all’ennesima potenza.  Si riproporranno in un altro classico, “Don Chisciotte”, dando l’ennesima prova della prestanza singola e a due della coppia.
C’è anche il classico per eccellenza, “Il lago dei cigni” di Chajkovskij, coreografie di Petipa, danzato da Anna Tsgankova con i suoi trentadue fouettées (prima ballerina del Balletto Nazionale Olandese) e Costantine Allen, americano formatosi alla Pacific Ballet Academy e al Ballet Havaii a Honolulu, poi arruolato allo Stuttgart Ballet, ottimi nelle vesti classiche e altrettanto espressivi in "Duet" su musica di Maurice Ravel, dove la danza, spogliata dei virtuosismi classici, si fa dialogo profondo e intimo nelle dinamiche di coppia.
Fra i tanti i duetti-rapporti di coppia in chiave classica o moderna, sorprendono due assoli di Sergio Bernal Alonso, primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna,  che esprime in “Zapateado de Sarsate”  tutto il carisma, l’eleganza classica e il calore del flamenco. E’ un ballerino di grande charme che ha voluto rompere le barriere  proponendo “Il cigno”, musica di Camille Saint-Saens, coreografato da Ricardo Cue, ruolo tradizionalmente femminile. Con quelle sue perfette fattezze maschili è come un colosso che si abbatte malinconicamente su se stesso negli spasimi della morte.
Nel défilé finale tutti rientrano in scena, orgogliosi ambasciatori dell’arte di Tersicore, sommersi da ovazioni senza fine ed è pura gioia, di qua e di là dal palco. Fra il pubblico tante mamme e giovanissime allieve delle scuole di danza con gli occhi sognanti: sono loro il futuro della danza e per la prima volta se lo figurano come quello degli italiani Rebecca Storani e Jacopo Tissi, étoiles grandi fra i grandi di una grande serata.
E per finire, all’uscita, la luna piena da spettacolo con una eclissi che la copre quasi totalmente, quasi una metafora del Ravenna Festival che si spegne.  Per tornare, più splendente che mai, l’anno prossimo.

Crediti fotografici: Ezio Bevere, Alexander Yakovlev, Jack Devant, Massimo Danza e Foto Cositore per Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il solista Sergio Bernal Alonso
Al centro in sequenza: Alena Kovaleva;
Jacopo Tissi; Dorothée Gilbert
Sotto: una posa perfetta da "Le corsaire"





Pubblicato il 08 Luglio 2019
Successo per l' Hambourg Ballett venerdė 5 e sabato 6 luglio al Teatro Alighieri
Le narrazioni danzate di Neumeier servizio di Attilia Tartagni

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di ballo.  Ogni danzatore, uscito da una dura selezione, evidenzia la formazione classica ma anche la capacità di improvvisare interpretando stati emozionali grazie alla formidabile espressività dei corpi, dei gesti, della mimica facciale. Le pagine musicali scelte ispirano coreografie intimiste e nello stesso tempo capaci di dialogare con il mondo.
Come scrive Silvia Poletti nel libretto di sala: «…ogni gesto è logico, motivato, necessario all’architettura registica e narrativa, alla struttura psicologica ed emozionale di ciò che si vuole raccontare»; il design dei costumi, velati e vaporosi quelli femminili, sobri quelli maschili, il coordinamento dei colori, l’architettura delle luci e l’elemento scenografico che rimanda allo spirito eroico di Beethoven nell’affrontare sofferenze disumane per un musicista, nonché naturalmente le coreografie, sono opera dell’ottantenne Neumeier, che di coreografie in repertorio ne ha 160,  la maggior parte create per l’Hamburg Ballett che dirige da cinquant’anni.
Apre lo spettacolo il lungo e impegnativo Beethoven Fragments, parte di un più vasto progetto ideato per il 2020 in cui ricorre il 250° della nascita del compositore tedesco. Il lavoro partito come “solo creazioni di movimento improvvisando sulla musica”, si è poi codificato in modo più complesso. ”Studiare approfonditamente Beethoven - annota Neumeier - ha influenzato la natura puramente sinfonica del lavoro”, mentre riflettere sulla sua vita privata e personale lo ha portato “a rintracciare il contenuto o sottotesto emozionale nella rigorosa architettura della sua musica. Sta a ciascuno di noi sentirlo e interpretarlo a modo suo”. La sensazione è che ciascun danzatore, sia pure nell’ambito di valori condivisi, riesca a esprimersi con una certa libertà.
Nelle Quindici Variazioni e Fuga per pianoforte, Neumeier presenta un Ludwig fiero ma minacciato da ombre che gli ruotano attorno in una natura Sturm and Drang. I musicisti sono in scena con il corpo di ballo. Il pianoforte di Michal Blaik entra direttamente nella coreografia con il primo ballerino Edvin Revazov e in un secondo tempo si aggiungono il violoncellista cesenate Sebastiano Severi e la violinista americana Elicia Silversterin.

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Nel mezzo c’è la coreografia Birthday Dance su musiche del compositore Leonard Bernstein, sottotitolo Diveriment for orchestra, creata nel 1990 per festeggiare i 50  anni della regina Margrethe II di Danimarca. Si tratta di un lavoro legato al carattere americano del suo creatore (Neumeier è nato nel 1939 nel Wisconsin, ha studiato a Chicago e completato gli studi in Europa). Pensato come ballo a due, si è allargato alla coralità di otto danzatori travolti da una giostra velocissima di ritmi americani, dal folklore al Turkey Trot: un’atmosfera che rimanda dalle sale da ballo al Blues fumoso dei jazz club, lontanissima dalle altre due coreografie europee per musica e concezione.
Il finale è romantico venato di malinconia: At Midnight, rielaborazione di un balletto del 1976 sui Rückert Lieder di Mahler cantati dal baritono Benjamin Appl accompagnato dal pianista James Bailieu dove i primi ballerini Anna Laudere e Edvin Revazov esprimono il tormento di un amore che si materializza per sfuggire loro continuamente. C’è anche, protagonista assoluta di uno dei lieder trasformati in narrazione danzata, l’italiana Silvia Azzoni. Baritono e pianista, sempre presenti in scena, incidono sulle dinamiche coreografiche delle poesie musicate da Mahler in uno scenario astratto, ma di forte impatto narrativo, perché Neumeier è sostanzialmente un narratore che ha eletto a suo linguaggio la danza.

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Crediti fotografici: Zani Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il coreografo John Neumeier
Sotto: panoramiche su Beethoven Fragments, su Birthday Dance e su At Midnight





Pubblicato il 19 Giugno 2019
Successo al Pala De André per le danzatrici della Graham Dance Company guidate dalla Eilber
Nel labirinto di Martha servizio di Attilia Tartagni

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre della danza contemporanea” e di uno stile basato sul movimento dalle forme lente angolari caratterizzato dalla spinta pelvica e rilascio, qualcosa in cui ella vedeva il fondamento della vita stessa. La compagnia ha portato al Ravenna Festival cinque coreografie, tre delle quali basate su celebri performance di Martha Graham ma sempre con un’ottica tesa alla memoria del passato guardando al futuro in modo innovativo.
E’ stata eclatante l’apertura con Errand into the Maze del 1947 che, sulle musiche intriganti di Giancarlo Menotti, mette il scena il mito di Arianna e del Minotauro, spaventoso ibrido fra uomo e bestia che ella riesce a dominare sciogliendo e riannodando il filo sul palco e risultando tre volte vincitrice in questa  lotta impari.
E’ uno dei set più luminosi dello spettacolo che usa forse un po’ troppo spesso il buio o i toni bassi per sancire stati d’animo contrastati o dolorosi. Qui la luce è tanta ed esalta come una bella cornice l’ottima performance di Xin Ying e Alessio Crognale.

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Eskatis recupera una coreografia della Graham del 1933 proposta una sola volta, qui ricreata da Virgine Mécème per Anna Souder  che si esprime in movimenti lenti esasperati dall’abito lungo di jersey elastico che sembra imprigionarla.
Deo è una coreografia di Maxine Doyle e Bobbi Jeme Smith che ha debuttato in aprile scorso a New York, dunque una assoluta novità tra spettacoli datati fra i settanta e gli ottanta anni senza peraltro dimostrarli. Otto ballerine emergono dall’ombra come vestali e formando figure corali o muovendosi in solitaria richiamano il mito di Demetra, dea del raccolto e della fertilità sulla musica elettronica sperimentale di Lesley Flanigan, quasi a congiungere antichissimi riti e musica avveniristica.
Altra coreografia recente e slegata dalla Graham, anche se un filmato ci ha ricondotto decisamente alla Musa della danza americana per eccellenza, è Lamentation Variations, uscito nel 2007 come evento per l’anniversario del 8 settembre. Il filmato dei primi anni quaranta è danzato dalla Graham imprigionata dentro un abito elastico: il dolore che esprime è quello di una  madre che ha perso il figlio e si trasforma in quello collettivo della città di New York che piange le vittime dell’attentato terroristico. I coreografi Bulareyaung Pagarlava, Nicolas Paul e Larry Keigwin hanno scelto una colonna sonora intensa articolata fra Gustav Mahler, John Dowlland e Frederic Chopin.
Per finire Diversion of Angels, coreografie e costumi di Martha Graham, musiche di Norman Dello Jojo, ispirato da una suggestione legata all’osservazione di un quadro di Kadiskij, in cui si formano tre coppie, una con dama in giallo che richiama l’amore adolescenziale dei facili  passeggeri entusiasmi, una con la dama in rosso che rimanda all’amore sessualmente maturo e una con la dama in bianco che rappresenta l’amore spirituale. Potrebbero essere tre modi di vivere il rapporto di coppia che coesistono oppure tre fasi della stessa esistenza. Anche quando della Graham si fa una rilettura diversa, come in Diversion of Angels,  è presente la sua eredità e quella concezione tipicamente femminile dell’amore che risente del mutare delle stagioni della vita in cui tuttavia è sempre presente il ricordo di ciò che siamo stati sentimentalmente

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ravenna Festival






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Arena Festival 2019 i risultati
servizio di Athos Tromboni FREE

190911_Vr_00_ArenaConsuntivo_FedricoSboarinaVERONA – E così il Festival 2019 della Fondazione Arena va in archivio con una serie di record, illustrati oggi dal sindaco Federico Sboarina, dalla sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e dal direttore generale della Fondazione, Gianfranco De Cesaris, nella tradizionale conferenza stampa di consuntivo. Al tavolo dei relatori erano presenti anche
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Concorsi e Premi
Il Premio Caruso 2019 alla Devia
FREE

190910_Lastra_00_PremioCaruso2019_MariellaDevia.JPGLASTRA A SIGNA (FI) - Sabato 7 settembre 2019, nello scenario  di Villa Bellosguardo sede del Museo Enrico Caruso, sulle magnifiche colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso premio che fin dal 1979 viene assegnato ai grandi interpreti del teatro d’opera. Il primo insignito fu il grande tenore Galliano Masini e poi
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Opera dal Nord-Est
Arena ultime quattro recite
servizio di Simone Tomei FREE

190909_Vr_00_Ultime4Recite_CarmenTraviataToscaAida_FotoEnneviVERONA - Ebbene sì, anche il Festival Arena di Verona 2019 giunge al termine e la mia ennesima salita estiva nella città scaligera ha avuto come obiettivo quello di seguire le ultime quattro recite della stagione, con alcune interessanti novità per quello che riguarda gli interpreti che si sono succeduti sul palcoscenico.


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Eventi
Teatro Duse la stagione 2019/2020
redatto da Edoardo Farina FREE

190909_Bo_00_TeatroDuse_WalterMramorBOLOGNA - La conferenza stampa del 5 settembre riguardante la presentazione della nuova Stagione invernale 2019/2020 del Teatro Duse di Bologna alla presenza tra gli altri del direttore organizzativo Gabriele Scrima e Rossella Fino proveniente dal dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, ha voluto prevalentemente porre in
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Opera dal Centro-Nord
Falstaff versione commedia dell'arte
servizio di Athos Tromboni FREE

190908_Cento_00_Falstaff_CostantinoFinucciCENTO (FE) – Il Falstaff  di Giuseppe Verdi proposto nel cartellone di “Cento – Opera in festa” e allestito dell’Accademia del Bel Canto e dalla Pro Loco di Renazzo, con il patrocinio del Teatro Borgatti, avrebbe avuto come palcoscenico e scenografia naturale il suggestivo parco di Villa Chiarelli. Ma venerdì 6 settembre 2019 il meteo ha fatto decidere diversamente
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Opera dall Estero
Successo per La Dori
servizio di Simone Tomei FREE

190905_Innsbruck_00_LaDori_FrancescaAsciotiINNSBRUCK - "Pietro Antonio Cesti (1623-1669): La Schiava Fortunata ó vero La Dori. Dramma musicale in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni. Prima rappresentazione: Innsbruck, Hoftheater, 1657."
Così si presenta questo lavoro barocco che, a distanza di oltre trecentocinquant'anni, torna "a casa" (al Tiroler Landestheater nel
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Soci Uncalm
Finta giardiniera opera vera
servizio di Athos Tromboni FREE

190903_Ro_00_FintaGiardiniera_PabloMaritanoROVIGO - Avrebbe dovuto essere il "saggio finale" di una masterclass sulla vocalità mozartiana, La finta giardiniera, ma lo spettacolo realizzato dal regista Pablo Maritano, con la preparazione vocale curata dal tenore e docente di canto Fernando Cordeiro Opa realizzato nel Ridotto del Teatro Sociale domenica 1 settembre 2019, si è proposto al numeroso
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Personaggi
Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Opera dal Centro-Sud
Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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