Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Nel Teatro Bonci di Cesena Ŕ andata in scena un'applaudita esecuzione del capolavoro di Verdi

Villari la Battistini e un bel Trovatore

servizio di Edoardo Farina

Pubblicato il 30 Dicembre 2015

151230_Cesena_00_IlTrovatore_VillariCESENA - Al di fuori della programmazione concertistica invernale, era in cartellone a Cesena una delle pagine più note ed elaborate della lirica italiana, Il Trovatore di Giuseppe Verdi (1813 – 1901)  brillantemente  portato a termine il 6 dicembre 2015 nella pomposa sede del teatro “Alessandro Bonci”. Ambizioso progetto operistico firmato dal locale “Coro Lirico Maria Callas”, patrocinato tra gli altri dalla locale Fondazione Cassa di Risparmio in collaborazione con il Comune ed Emilia Romagna Teatri,  realizzato in occasione del “Memorial Pavarotti” con  incasso devoluto in beneficienza a favore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Bufalini sempre di Cesena, a ricordo del grande tenore nell’ottavo anniversario della scomparsa.  Tutto esaurito per assistere ai celebri quattro atti e otto quadri della diciottesima  opera del Cigno di Busseto, rappresentata in prima assoluta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma.  La trama, fu tratta dal dramma “El Trovador” di Antonio García Gutiérrez, commissionando a Salvatore Cammarano  la riduzione librettistica. Il poeta napoletano morì improvvisamente nel 1852, appena terminata la stesura e Verdi, che desiderava alcune aggiunte e piccole modifiche, si trovò costretto a chiedere l'intervento di un collaboratore del compianto librettista. Questi, che lavorò su precise direttive dell'operista, mutò il metro della canzone di Azucena (da settenari a doppi quinari) e aggiunse il cantabile del Conte di Luna (Il balen del suo sorriso) e quello di Leonora (D'amor sull'ali rosee). Quindi, Verdi  intervenne personalmente sui versi finali, abbreviandoli, portando la prima rappresentazione ad un grande successo, come scrisse il noto critico e musicologo inglese Julian Budden (1924 – 2007) «Con nessun'altra delle sue opere, neppure con il Nabucco, Verdi toccò così rapidamente il cuore del suo pubblico».  Genesi dell’opera: La vicenda si svolge in Spagna, all'inizio del XV° secolo, sullo sfondo della rivolta contro il Re d'Aragona da parte del Conte Urgel di Biscaglia. Comandante delle forze regie a Saragozza, è il Conte di Luna. Anni addietro, quando questi era ancora un ragazzo, fu trovata una zingara vicino alla culla del fratello Garzia.
151230_Cesena_01_IlTrovatore_BattistiniVillari
Cacciata dai servi e accusata di stregoneria secondo la credenza popolare, per aver maledetto l’infante in seguito preso da febbre violenta,  quindi catturata e arsa viva. Per vendicarsi, la figlia della zingara rapì il bambino con l’intento di gettarlo nelle fiamme della madre, ma nella frenesia gettò invece il proprio figlio… e Garzia allevato come fosse  il suo. Nella brace ancora ardente del rogo vennero trovate le ossa di un neonato. Non si ebbe più notizia della zingara, mentre il fantasma della madre giustiziata è stato visto aggirarsi di notte sotto diverse sembianze, secondo l’ aria Sull’orlo dei tetti.
Molti autorevoli musicologi considerano Il Trovatore l'opera più cupa e pessimistica di Verdi. Si apre nell'atmosfera minacciosa del palazzo d'Aliaferia con Ferrando, il capitano delle guardie, che racconta una storia di tenebre e d'orrore, che non solo ci dà il retroscena per la vicenda che si sta per svolgere, ma funge anche da una specie di introduzione emotiva: sarà una tragedia di zingari, di vendetta e di morte. Quasi tutte le scene che seguono hanno luogo di notte o all'interno o entrambi e perfino l'apertura della seconda parte - l'accampamento affaccendato di zingari, con canti e danze - avviene all'alba, quando le prime fievoli luci del giorno si fondono con quelle ancora vivide dei fuochi del bivacco, importanti nella  sua oscurità intimistica. La pira due volte preparata per l'esecuzione di Azucena, è cruciale ai fini della storia e ancor più lo è l'altro rogo dove morì sua madre e - come narra in Condotta ell'era in ceppi - suo figlio. L'iconografia del libretto di Cammarano, inoltre, è insolitamente ricca di riferimenti a fiamme e ardore, sia reali che metaforici donando inoltre un senso di urgenza. "Corri!", Manrico ordina a Ruiz; e Manrico stesso sembra sempre entrare e uscire precipitosamente, continuamente proteso all'azione. La scena si sposta rapidamente da una parte all'altra della Spagna, perché, come dice Azucena al Conte, "D'una zingara è costume mover senza disegno il passo vagabondo, ed è suo tetto il ciel; sua patria il mondo". Tuttavia, in contrasto con questo movimento rapido e di ampio respiro, esiste una staticità al cuore de “Il Trovatore”, che è un'opera "narrata" per antonomasia. Manrico, in ultima analisi, altro non è che un trovatore, un cantante popolare che effettivamente si introduce a noi con una ballata autobiografica. Ma nelle scena antecedente il suo arrivo, abbiamo già sentito altre storie, più o meno simili; quella di Ferrando è già stata accennata, seguita dell'aria ricca di reminiscenze di Leonora "Tacea la notte", dove il passato è magicamente presagio degli eventi che stanno per avvenire.

151230_Cesena_02_IlTrovatore_Carraro 151230_Cesena_03_IlTrovatore_Meo 151230_Cesena_04_IlTrovatore_DArtegna

Più tardi, vi sono le narrazioni di Azucena e, ancora una volta, di Manrico che racconta, nel "Mal reggendo" del suo duello con il Conte, facendoci rivivere la fine della parte prima e anticipando lo scontro che presto seguirà. Solo il Conte vive saldamente nel presente; l'aria "Il balen del suo sorriso" parla dei suoi sentimenti immediati. Per gli altri, il passato incombe di continuo e il tempo ricorre sporadicamente, in genere in senso patetico, come nella breve scena del matrimonio di Leonora e Manrico: il destino prefigurato è tutt'altro che gioioso, così come nel duetto - ballata dell'ultima parte, "Ai nostri monti", il futuro è effettivamente idillico, ma purtroppo impossibile. Manrico e il Conte di Luna, innamorati della stessa donna, si fronteggiano fino alla morte come nemici, senza sapere che sono fratelli. Appartenenti a due diverse classi sociali, essi condividono solo l'amore di Leonora; su tutti Azucena, la zingara, pervasa da un amore materno ai limiti dell’irrazionalità e da un tragico destino di vendetta, due fratelli uniti dal sangue e dall'amore divisi; una figlia e poi madre, zingara o strega, che ama e che odia; duelli, battaglie e ancora il fuoco in cui leggere e confondere passato e futuro in un destino, per tutti implacabile, avverso. Il dramma in alcune parti potrebbe cadere nell'incredibile, ma la musica di Verdi e la poesia del libretto riscattano l'opera trasformandola nel miglior melodramma del musicista. Scrivendo di un'altra sua opera tenebrosa, “I due Foscari”, Verdi ammise che era troppo deprimente, monocromatica, "troppo uniforme dal principio alla fine".
Il pubblico contemporaneo tende a dissentire col compositore e, sebbene uniforme, questa è sempre più spesso presente nel repertorio, insieme a altre opere verdiane meno famigliari.“ Il Trovatore” fu composto solo in pochi anni. Nell'opera Verdi voleva ovviamente servare da un lato il quadro cromatico ristretto e apparentemente restrittivo, cioè la qualità notturna già accennata; e dall'altro, nell'ambito di tali limiti, creare la massima varietà. E vi riuscì. Perciò gli zingari si alternano con gli armigeri; un coro festivo e risonante precede una scena a due di profonda intensità drammatica, quando Azucena e il suo nemico mortale, il Conte sono faccia a faccia, dopo anni di vicendevole odio e rancore. Il contrasto esiste anche tra lo scenario e l'azione ivi svolta, come quando la serenità del convento è sconvolta dal fragore delle armi e dell'esplosione di emozioni; o come nel finale, nell'orrore del carcere germogliano le espressioni più tenere di amore filiale, e lo spirito più indomabile di eroismo e sacrificio. Nel repertorio verdiano, “Il Trovatore” fa parte della cosiddetta trilogia popolare e occupa una posizione particolare, seguendo immediatamente il “Rigoletto” e precedendo ”La Traviata”, due opere estremamente anticonvenzionali all'epoca, l'una con protagonista un gobbo brutale e deforme, l'altra raffigurante la cortigiana - eroina in termini compassionevoli. A prima vista può apparire, e molti l'hanno considerata una regressione almeno sotto il profilo drammaturgico, un ritorno al conformismo tradizionale, perché Leonora è effettivamente l'eroina tradizionale dell'opera, la dama di alto linguaggio che ama al di fuori del suo mondo e paga questo amore con la morte; analogamente, Manrico, l'eroe fuorilegge, ricorda da vicino l'altro nobile bandito verdiano, “Ernani”. Ma innanzitutto, Verdi riesce a conferire all'eroe e all'eroina alcune caratteristiche individualizzanti: Leonora sfida le consuetudini fino in fondo, con un coraggio che manca ad Elvira di “Ernani”. E la violenza di Manrico, insieme al suo liricismo da trovatore, gli dà un'altra dimensione, da Ivanoe. Inoltre, per Verdi, protagonista non è né l'amante fuorilegge né l'amata aristocratica, bensì la zingara, Azucena, che dà al dramma spagnolo originario su cui si basa il libretto quella bizzarria che  per Verdi è l'attrazione principale della storia.In una lettera a Salvatore Cammarano, Verdi scrisse che il carattere di Azucena era "strano e nuovo", parlando del potere delle due passioni dominanti della donna: l'amore filiale e l'amore materno. Queste non sono le passioni tradizionali dell'opera; chiaramente, come per il “Rigoletto”, Verdi era convinto che si stava  avventurando in un territorio drammatico nuovo. Nella prima bozza del libretto, il librettista intendeva che nell'ultima scena Azucena perdesse il lume della ragione.Verdi subito obbiettò che Azucena non doveva essere insana: "...... Non fare Azucena demente. Abbattuta dalla fatica, dal dolore, dal terrore, dalla veglia, non può fare un discorso seguito. I suoi sensi sono oppressi, ma non pazza......".Un compositore convenzionale avrebbe invece benvisto, a questo punto, un dramma di follia. Ma Verdi non era mai ricorso ad artifici del genere: solo nel “Nabucco” c'è una scena di follia, importante e commovente. La figura di Azucena doveva essere molto più grande, ma sempre saldamente e profondamente umana.
Secondo parecchi biografi di Verdi, Il Trovatore fu composto nell'arco di un mese; nel novembre del 1852, ma ovviamente ancor prima di mettersi al lavoro il compositore  aveva già pensato da tempo al suo lavoro e certamente alla musica. Già dalla primavera precedente era in contatto con il vecchio amico librettista e dopo la sua morte nel luglio di quell'anno, in collaborazione del giovane Leone Emmanuele Bardare che completò la stesura ma, con tatto, senza aggiungere il suo nome a quello di Cammarano,  lo spartito fu pronto il 14 dicembre 1852 e l'opera fu rappresentata al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853.
151230_Cesena_05_IlTrovatore_MeoVillariBattistiniIl Teatro Apollo non esiste più, al suo posto, sul Lungotevere del Tor di Nona, c'è una stele di marmo. Fu demolito verso la fine dell’800 quando vennero edificati lungo il Tevere gli sbarramenti per proteggere Roma dagli straripamenti del fiume che avvennero proprio quella notte di gennaio, ma il pubblico sfidò le acque per assistere alla prima.
L'impresario approfittò della popolarità del compositore per alzare i prezzi, ciononostante tutti i biglietti furono esauriti,  l’opera  ebbe un'accoglienza trionfale e  la stampa riflesse in modo unanime l’entusiasmo del pubblico.
All’epoca, quindi, Il Trovatore era altrettanto rivoluzionario quanto il melodramma  precedente, ed è significativo che un recensore del 1853 sottolineasse una qualità "castigliana".
La Spagna, diversamente dagli altri paesi stranieri, affascinava Verdi e fu l'unico che visitò da semplice turista (in Inghilterra, Russia e Francia fu, almeno in parte, per ragioni di lavoro). E dalla letteratura, spagnola, o da racconti di altre letterature, ma ambientate nella Penisola Iberica, trasse ispirazione per tutta una schiera di opere, da “Ernani” a “La forza del destino” e al “Don Carlos”, essendo per lui  terra di passioni profonde e travagliate, così come di azioni veementi.
Una scena de Il Trovatore colpì particolarmente il pubblico del 1853: l'apertura dell'ultimo atto, quando Leonora è sola in scena, e si levano invisibili la voce di Manrico e il coro dei monaci. È così famigliare per noi oggi che dimentichiamo la forza della sua costruzione; dovendo sforzarci di ricordare il dramma sonoro: Leonora può udire Manrico, ma egli non può udirla. Quello che possiamo solo definire un effetto "stereo" ha conservato il potere suggestivo, nonostante il fatto che la diafonia usata ne XX° secolo possa produrre effetti meccanici che Verdi non avrebbe mai potuto immaginare. E per tutta la durata, i personaggi sono uditi prima di essere visti e i cori aprono e chiudono "in dissolvenza".
Esaminando un racconto che lo interessasse, non solo sentiva nella sua mente le note, ma vedeva anche immediatamente le posizioni, le situazioni drammatiche, i conflitti.
Scritto in fretta e furia, tende ancora oggi a travolgere chi l'ascolta, l'esperienza di questa musica potente è così immediata, così avvincente che non abbiamo il tempo di preoccuparci per la presenza o assenza di  sfumature o sottigliezze... che però ci sono. Le sentiamo, anche se inconsciamente, parte calcolata dell'esperienza dell'opera.
151230_Cesena_06_IlTrovatore_CarraroProporre Il Trovatore è un impegno notevole dal coinvolgimento emotivo enorme - chiedo al M° direttore Massimo Scapin -  trattandosi di pagine note al panorama internazionale, in qualche modo mai scontate e soggette sempre a critiche e lusinghe …  
“Sì, la soddisfazione maggiore di quest’opera è giungere alla fine sperando di avere appagato la platea in modo convincente, trattandosi  infatti di un lavoro lungo e molto faticoso, soprattutto se pensiamo alla  prova generale terminata, qui a Cesena, solo mezzora prima dell’inizio della rappresentazione, un po‘ come avere fatto due  spettacoli consecutivamente!” 
Insomma, una grande scommessa, un po’ una lotta contro il tempo… e lei l’ha vinta!
"E’ stato un successo trionfale e come tale ci riteniamo  molto soddisfatti,  anche se da parte del pubblico ci si aspettava qualche ovazione in più; invece l’inesperienza nei confronti della lirica costituisce una situazione spesso assai comune, dove solo la minor parte degli spettatori  di solito è realmente a conoscenza  riguardo cosa andrà ad assistere. Determinante, comunque, è stata la coesione dell’intero teatro, l’entusiasmo collettivo dei protagonisti, la bravura dei cantanti, e del coro diretto da Marialuce Monari, dalla grande capacità organizzativa e didattica, quindi l’impegno appassionato delle maestranze."
Persino la regia, di solito punto debole di ogni melodramma, non ha destato perplessità grazie a Alberto Umbrella, non nuovo nella realizzazione di opere teatrali di un certo spessore...
“Sicuramente solo da un lavoro d’insieme nasce il risultato di questa sera considerando anche che  la regia spesso consiste in un  problema cruciale della lirica, oggi. E’ complicato infatti fare coincidere le intenzioni del direttore con quelle di chi cura la messa in scena..."
L’Orchestra “Città di Ferrara”, sotto la bacchetta di Scapin, ha saputo sostenere egregiamente tutti i principali protagonisti e attori: Angelo Villari (tenore) è riuscito a esprimere un Manrico in modo assai efficace, così come Tiziana Carraro (mezzosoprano) in Azucena,  Stefano Meo baritono nelle vesti del Conte di Luna,  Francesco Ellero D’Artegna (basso) in Ferrando, senza tralasciare il perfetto sincronismo del balletto de “La zingarella” curato dal  “Centro studi Danza di Gambettola” e i ragazzi delle scuole secondarie di Cesena, nel ruolo delle comparse. Poi la primadonna, ancora una volta Raffaella Battistini, (soprano) qui in Leonora,  anch’essa cesenate, dal curriculum senza bisogno di particolari presentazioni dovendo tra l’altro la formazione artistica allo stesso  Luciano Pavarotti.  La Battistini, benché raffreddata, si è fatta apprezzare coraggiosamente in una versione interamente  ripensata e  senza tagli, che ha richiesto grande impegno vocale, soprattutto nell’esecuzione delle arie del primo e del terzo atto, quindi nell’esposizione degli ultimi, dimostrandosi una vera artista.
“Si tratta di un ruolo che ho interpretato diverse volte e mi piace molto; - ha detto  - nell'aria del 1° atto  è presente  un bellissimo tema, poi la Cabaletta dove il soprano deve fare notare la sua agilità; la seconda aria,  forse la più complessa, è nel 3° atto, D'amor sull'ali rosee,  in quanto cantabile e virtuosismo  sono nella stessa stesura... ricordo che Pavarotti mi diceva affettuosamente: Ciccia ! se fai bene questa romanza puoi cantare tutto!”

151230_Cesena_07_IlTrovatore

Alberto Umbrella,  raffigura un “Trovatore” a tinte fosche, cupe, con colori forti che rendono perfettamente la tragicità e l’ineluttabilità della vicenda, infondendo nello spettatore un senso di irrequietudine e di ansia fin dalla prima scena. Il regista di ampia esperienza di direzione nei maggiori teatri e profondo conoscitore del melodramma, sa entrare nella psicologia dei diversi personaggi, tutti scenicamente molto abili, facendo scorrere la storia con un ritmo incalzante e sempre molto vivo.
Giuseppe Verdi, considerato  il musicista "rivoluzionario”  per eccellenza, dispone di rigore  autentico dalle pagini forti e ribelli, spesso connesse con la situazione politica dell’Italia del tempo. Nelle sue opere si rivelano verità profondamente sofferte, sentimenti umani universali, qui bene espressi e musicalmente valorizzati, per merito anche delle scene, dei grandiosi costumi a cura di Maria Teresa Nanni, gli  allestimenti e luci di Giorgio Lorenzetto e Antonio Lenzi ottenuti con pochissimi mezzi (solo proiezioni verso uno schermo gigante in modo da fornire le paesaggistiche coreografiche, registrando però dei tempi di attesa un po’ elevati tra i vari cambi), quindi l’uso strutturale ed intensivo delle tecnologie multimediali però con continui rimandi alla tradizione, hanno consentito allo spettatore di immergersi nell’opera assaporando i caratteri dei personaggi e coinvolgendolo nel dramma verdiano.  Ottimo coordinamento tra il “Coro Maria Callas”, per la prima volta ingaggiato in sinergia con la  Corale Lirica “San Rocco” di Bologna in un progetto molto impegnativo per un’opera di questo spessore; e non c'era dubbio che sarebbe andata bene,  dopo le belle esecuzioni, nelle stagioni precedenti, dei tre melodrammi di Giacomo Puccini: Tosca, Madama Butterfly e La Bohème, perfettamente riusciti.

Crediti fotografici: Luca Bogo fotografo in Cesena
Nella miniatura in alto: il tenore Angelo Villari che ha vestito i panni di Manrico
Sotto: Ancora Villari con Raffaella Battistini (Leonora)
Nella sequenza al centro: Tiziana Carraro (Azucena), Stefano Meo (Conte di Luna), Francesco Ellero D'Artegna (Ferrando)
Sotto: terzetto Conte di Luna, Manrico, Leonora (Meo, Villari, Battistini); Azucena (Tiziana Carraro)
In basso: un assieme con Raffaella Battistini al centro della scena






< Torna indietro

Personaggi Approfondimenti Eventi Echi dal Territorio Pagina Aperta


Parliamone
Ecco la Carmen venuta da Ravenna
intervento di Athos Tromboni FREE

200208_Fe_00_Carmen_MartinaBelli_phZaniCasadioFERRARA - Un successo annunciato, quello della Carmen di Georges Bizet proveniente dal Teatro Alighieri di Ravenna dove era andata in scena quale ultimo spettacolo della “Trilogia d’Autunno” nel novembre scorso. Si sapeva che il regista Luca Micheletti era un giovane baritono interprete anche del ruolo di Escamillo (peraltro non in scena a Ferrara nel Teatro Abbado dove ha lasciato il posto al collega Andrea Zaupa, limitandosi a fare la regia già proposta a Ravenna); si sapeva che il pubblico romagnolo aveva accolto quella regia con lunghi applausi e ovazioni, replicate qui dal pubblico ferrarese; si sapeva che nel ruolo eponimo aveva brillato una giovane promessa (promessa già mantenuta, diciamo oggi) che risponde al nome di Martina Belli.
Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Eventi
Arena ecco il cast stellare
servizio di Athos Tromboni FREE

200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il
...prosegui la lettura

Pianoforte
La Vacatello sa emozionare
servizio di Athos Tromboni FREE

200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Il dittico del Trittico
servizio di Attilia Tartagni FREE

200204_Ra_00_SuorAngelica_phFilippoBrancoliPanteraRAVENNA - Il Puccini del Trittico su versi di Giovachino Forzano, che debuttò a New York nel 2018, non è quello di Bohème o di Tosca dove imperano le grandi arie espansive: per i più, questo, è un Puccini minore; ma per i musicologi è un Puccini di maggior respiro europeo. Al Teatro Alighieri il 31 gennaio e il 2 febbraio 2020, di quel Trittico, sono andati in
...prosegui la lettura

Libri in Redazione
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano
recensione di Athos Tromboni FREE

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Risurrezione nel teatro fiorentino
servizio di Simone Tomei FREE

200123_Fi_00_Risurrezione_AnneSophieDuprels_phMicheleMonastaFIRENZE - Qual è la via da percorrere per arrivare all’espiazione di un atto d’amore che la società considera come colpa? Per Katerina Mikalowna (alias Katiuscia) è stata quella di scendere fino agli inferi, toccarne il fondo e da lì risorgere e tornare a rivivere i sentimenti della fanciullezza e quindi risorgere. Risurrezione di Franco Alfano è la storia di questa
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Turandot, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200122_Pr_00_Turandot_GiuseppeFrigeniPARMA - La città di Giuseppe Verdi, eletta Capitale Italiana della Cultura 2020, ha dao il via alla stagione lirica del Teatro Regio con la Turandot di Giacomo Puccini; l'ultimo capolavoro del genio lucchese prende vita con un allestimento nato a Modena nel 2003 e che porta la firma di Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci), coadiuvato dalla di lui
...prosegui la lettura

Classica
Riccardo Muti e la Cso un trionfo
servizio di Nicola Barsanti FREE

200122_Fi_00_RiccadoMuti-Cso_miniaturaFIRENZE - Grandi ovazioni da parte del pubblico hanno accolto il Maestro Riccardo Muti, tornato sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con la sua fidata Chicago Symphony Orchestra, compagine orchestra che  mancava da Firenze dal lontano 20 settembre 1974 (per l’occasione aveva suonato al Teatro Comunale sotto la direzione di Sir Georg Solti).
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
AmaDeus ex Mantova celebra il genio
servizio di Laura Gatti FREE

200121_Mn_00_AmaDeus_MozartATrediciAnniMANTOVA - Dal 10 al 20 gennaio 2020 Mantova ha vissuto un grande momento musicale e culturale con “AmaDeus ex Mantova”, riuscitissima iniziativa di Oficina OCM in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, tendente a restituire ai mantovani (come ha affermato il maestro Carlo
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Gilda nella gabbia di Rigoletto
servizio di Simone Tomei FREE

200118_Lu_00_Rigoletto_DevidCecconi_phRolandoPaoloGuerzoniLUCCA - Rigoletto di Giuseppe Verdi approda al Teatro del Giglio in una coproduzione realizzata con la Fondazione Teatro Comunale di Modena e con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Un allestimento la cui realizzazione sembra andare nell'ottica della sottrazione (nella lettura delle didascalie testuali) depurando scene e costumi per una
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Serse adatto al pubblico moderno
servizio di Attilia Tartagni FREE

200112_Ra_00_Serse_AriannaVenditelli_phAlfredoAnceschiRAVENNA - La stagione d’opera 2020 del Teatro Alighieri si è aperta il 10 e il 12 gennaio portando per la prima volta a Ravenna il Serse,  una delle tante opere scaturite dal genio prolifico di Georg Friedrich Händel, il cui debutto avvenne al  King’s Theatre di Londra il 15 aprile 1738.
Ottavio Dantone al clavicembalo e alla direzione
...prosegui la lettura

Personaggi
Ventre e Simoncini i due Calaf
intervista di Simone Tomei e Angela Bosetto FREE

200110_Pr_00_GiacomoPucciniPARMA - Venerdì 10 gennaio 2020, il Teatro Regio di Parma inaugurerà la Stagione lirica con Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, diretto da Valerio Galli e proposto nell’allestimento del Teatro Comunale di Modena, firmato da Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci) con  costumi di Amélie Haas. Ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata con i
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ritorno di BohŔme, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200105_Fi_00_LaBoheme_FrancescoIvanCiampa_phMicheleMonastaFIRENZE - Di questa produzione di Bohème, andata in scena al Teatro del Maggio Fiorentino nello scorso periodo natalizio, già parlai nel settembre del 2017 (qui potete leggere il mio intervento). Sebbene in questa ripresa il posizionamento delle scene sembri essere più funzionale alla drammaturgia, i problemi strutturali del palcoscenico fiorentino
...prosegui la lettura

Vocale
Natale alla Scala con Berlioz
servizio di Francesco Lora FREE

200102_Mi_00_ConcertoBerlioz_HectorBerliozMILANO – «Il coro dei pastori è molto più moderno (dell’ouverture) e bisogna essere ignoranti come una carpa (sic) per credere che un maestro di cappella del Settecento abbia mai immaginato la modulazione che si trova nel mezzo di questo coro»: così Hector Berlioz scriveva a Théophile Gautier, intorno al Natale 1853, a proposito della sua
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
La Delfrate e i giovani talenti
servizio di Laura Gatti FREE

200102_Mn_00_ConcertoDiCapodanno_CarlaDelfrateMANTOVA - A pochi giorni dal successo, in un Duomo gremitissimo, del Concerto di Natale diretto autorevolmente dal M° Luca Bertazzi, titolare della cattedra di Musica d’insieme, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “L. Campiani” si è presentata al Teatro Sociale mercoledì 1° gennaio 2020 per il tradizionale “Concerto di Capodanno”.
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Ottima la BohŔme tutta colorata
servizio di Simone Tomei FREE

191231_Ge_00_LeonardoSiniGENOVA - Lo stupore, la magnificenza, il brio, l’elettricità che si sprigiona nell’aria non possono lasciare indifferente (se non addirittura a bocca aperta) lo spettatore che entra nella grande sala del Teatro Carlo Felice di Genova per assistere a La bohème di Giacomo Puccini: il pannello che sostituisce il sipario ci offre una già un’anticipazione di quello che sarà la visione dei 
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una bella Madama Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

191224_Vr_00_MadamaButterfly_FrancescoOmmassini_EnnevifotoVERONA - Con la fine del 2019 volge al termine anche la stagione autunnale della  Fondazione Arena; il percorso di questo “Viaggio in Italia”, iniziato nel mese di ottobre, si conclude con l’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sono quasi trent’anni (precisamente dal 1991) che questo titolo latita dalla sale del Teatro Filarmonico (più volte
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot e Aida un'apertura kolossal
servizio di Rossana Poletti FREE

191215_Ts_00_KatiaRicciarelliTRIESTE - Teatro Verdi. E' stata una straordinaria doppia apertura della stagione lirica al Verdi di Trieste, quella che ha visto in scena in alternaza la Turandot di Giacomo Puccini e l'Aida di Giuseppe Verdi. Un teatro, che non ha grandi spazi e tecnologie sul palcoscenico, ha dovuto operare su una scena in gran parte comune per i due allestimenti,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
L' Ernani che traballa
servizio di Simone Tomei FREE

191215_Pi_00_Ernani_AlexandraZabala _phFinottiPISA - Al Teatro Verdi nell’attuale stagione lirica, un allestimento del 1999 incornicia la vicenda dell’Ernani di Giuseppe Verdi; l’autore originario della messinscena è Beppe de Tomasi che propose questa regia per il Teatro Massimo di Palermo ed è qui ripresa da Pier Francesco Maestrini; alle luci Bruno Ciulli mentre le scene ed i costumi sono di Francesco Zito.
...prosegui la lettura

Dischi in Redazione
Sentire l'amore secondo Mirael
recensione di Athos Tromboni FREE

191214_Dischi_00_MiraelCD audio "Sentire l'amore"
MIRAEL
Produzione: Studio Suonamidite (Empoli)
Reperibilità:
www.mirael.it
Ha scelto un nome d'arte - Mirael - che significa «guarda Lui» dove «Lui» è sinonimo di Amore. Così la giovane cantautrice ferrarese Pia Pisciotta si presenta al pubblico con il proprio nuovo (e primo) CD
...prosegui la lettura

Operetta and Musical
My Fair Lady chiude la stagione
servizio di Salvatore Aiello FREE

191209_Pa_00_MyFairLady_NancySullivanPALERMO - Il Teatro Massimo, introducendo al clima delle festività natalizie, ha scelto di concludere la Stagione d’Opera (sarà il prossimo Schiaccianoci a concludere quella del Balletto) col riproporre, dopo lunghi anni, il musical. E’ andato quindi scena My Fair Lady su libretto e testi di Alan Jay Lerner e musica di Frederick Loewe, tratto dal
...prosegui la lettura

Vocale
Figure del femminino al Giglio
servizio di Nicola Barsanti FREE

191201_Lu_00_FigureDelFemminino_RosellaIsola_phAndreaSimiLUCCA - La serata inaugurale della sesta edizione dei Lucca Puccini Days svoltasi presso il Teatro del Giglio di lucca sabato 30 novembre 2019, ha proposto al pubblico un significativo viaggio musicale tutto al femminile. Come già anticipato dal titolo Figure del femminino nel melodramma ottocentesco: un viaggio alla scoperta delle donne nell’opera
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Concerto di imponente vocalitÓ
servizio di Attilia Tartagni FREE

191130_Lugo_00_Concerto24Novembre_MarialuceMonariLUGO DI ROMAGNA (RA) - Come da tradizione, il Circolo Lirico Giuseppe Verdi di Lugo si apprestava ad allestire a fine anno un’opera lirica ma la chiusura per lavori del Teatro Rossini lo ha fatto optare per il “Grande concerto lirico” di domenica 24 novembre nella Sala polivalente del Circolo “Gli amici del Tondo” di Lugo, che per inciso è anche sede
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Belle Nozze disegnate da Gasparon
servizio di Simone Tomei FREE

191126_Li_00_NozzeDiFigaro_JacopoSibariDiPescasseroli_phAugustoBizziLIVORNO - «Questo ritorno dopo quasi due secoli della commedia per musica mozartiana, costituisce il primo capitolo di un progetto tutto toscano, ideato in coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa e il Teatro del Giglio di Lucca, dedicato alla riproposta nei nostri Teatri di tradizione della storica Trilogia mozartiana sui libretti di Lorenzo
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Lucia di Lammermoor spettacolare
servizio di Simone Tomei FREE

191119_MonteCarlo_00_LuciaDiLammermoor_OlgaPeretyatko_phAlainHanelMONTE CARLO - «Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia fra le braccia, la lasciava, tornava vicino a lei, sembrava disperato: aveva accessi di collera seguiti da sospiri elegiaci di una dolcezza infinita e le note sfuggivano dalla gola nuda piene di singhiozzi e di baci. Emma si protendeva per vederlo, graffiando con le unghie il velluto
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
Scala, un nuovo Strauss a Milano
servizio di Francesco Lora FREE

191117_Mi_00_DieAgyptischeHelena_RicardaMerbeth_phBresciaAmisanoMILANO – Un libretto amabilmente sconclusionato di Hugo von Hofmannsthal, dove il mito omerico e il teatro euripideo sono ulteriormente contaminati con il fantastico di una maga, quattro elfi e un’oracolare conchiglia onnisciente. Una musica che su quella drammaturgia senza bussola – un ritratto della psiche all’indomani della prima
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Trittico pucciniano da applausi
servizio di Simone Tomei FREE

191118_Fi_00_Trittico_DenisKrief_phMicheleMonastaFIRENZE - Era il 22 ottobre 2018 quando fu pubblicato un mio articolo dal titolo Dittico in attesa del Trittico che potete rileggere qui. Eravamo oltre la metà del cammino che vedeva impegnati la Fondazione Lirico Sinfonica di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Dante Alighieri di Ravenna e la musicale casa natìa di Giacomo Puccini incarnata
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale Ŕ iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310