Pubblicato il 02 Gennaio 2019
Ha debuttato a Firenze con successo il concerto di capodanno ed č stata una prima volta
Agostini e la novitā del 1° gennaio servizio di Mario Del Fante

190102_Fi_00_GalaDiCapodanno_MaurizioAgostiniFIRENZE - Sotto l’etichetta dell’Orchestra Regionale Toscana (Ort) e di Corso d’Opera, si è tenuto al Teatro Verdi di Firenze il Gala’ lirico di capodanno  con un grande riscontro di pubblico che ha gremito il  teatro ed ha applaudito lungamente tutto il concerto. Credo sia stato il primo concerto di capodanno che si tiene in un grande teatro fiorentino.
Un merito particolare del successo va al direttore d’orchestra  Maurizio Agostini che pochi a Firenze conoscevano: dopo aver conseguito il diploma al Conservatorio di Firenze e i successivi corsi di perfezionamento  in composizione con Salvatore Sciarrino, e in direzione d’orchestra con Carlo Maria  Giulini, ha legato il suo nome di compositore a diverse opere liriche e strumentali , fra queste : Medea, La Mandragola, Messa di Requiem per Giovanni Paolo IIi, rappresentate con successo, intercalate a studio e attività  come pianista accompagnatore nei corsi di perfezionamento con Gino Bechi, Rolando Panerai, Franco Corelli, Carlo Bergonzi e nella vasta attività di concerti ed opere dell’Associazione Caruso di Lastra a Signa. Ha debuttato come direttore d’orchestra, all’età di vent’anni,  nel 1997 con La serva padrona e poi Rigoletto con Leo Nucci, Il barbiere di Siviglia, L’elisir d’amore, Madama Butterfly, Gianni  Schicchi con Rolando Panerai, Il Trovatore.  Dal 2008 è direttore musicale di palcoscenico e direttore d’orchestra al Teatro San Carlo di Napoli e dirige opere e concerti sia al San Carlo che in altri teatri italiani e stranieri.
Recentemente, con i complessi del San Carlo, ha inaugurato il teatro di Dubai con Le nozze di Figaro, passando poi  a Montreal ,Maison Symphonique, dirigendo alcuni concerti sinfonici.
Finalmente, dopo anni di  “distrazione”  la sua città, Firenze, si è ricordata di lui ed il pubblico fiorentino ha potuto apprezzare il suo indubbio talento musicale, sia pure in forma di “assaggio”; durante il concerto al Teatro Verdi ha fatto emergere rilevanti qualità interpretative che attraverso, il gesto molto comunicativo, hanno trascinato  l’Orchestra Regionale Toscana verso una ottima resa musicale, sia nella sinfonia del Nabucco che nell’intermezzo di Manon Lescaut, dove hanno “brillato” anche i solisti; ottima anche la tenuta della buca nell’accompagnamento dei cantanti.  Le varie romanze e duetti da opere sono state interpretate dai giovani allievi del “Corso d’Opera” : Lucia Filaci, Valentina Pluzhnikova, Leslie Visco, Rodrigo Ortiz Miranda, Costanza Fontana, Nina Zaziyants, Andrea Trueba e Alfonso Zambuto, con voci promettenti, guidati dai veterani  Roberto ScandiuzziAlessandro Corbelli, noti  interpreti  del panorama lirico internazionale.

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Al termine del programma, molto applaudito con insistenti  richieste di bis, sono stati eseguiti sia il “Brindisi” da La Traviata che la Marcia di Radetzky, marchio obbligato dei più noti concerti di capodanno, suscitando il coinvolgimento del pubblico. Un plauso agli organizzatori dell' Ort e al Teatro Verdi, per aver portato  anche  a Firenze, il “suo” concerto di capodanno, che , visto il successo merita la riconferma.

Crediti fotografici: Ufficio stampa dll'Orchestra Regionale della Toscana (Ort)





Pubblicato il 24 Ottobre 2018
Il Conservatorio di Cesena ha dedicato un concerto al mitico tenore Alessandro Bonci
Talenti d'oggi omaggiano un grande di ieri servizio di Edoardo Farina

181025_Cesena_00_Omaggio_Paolo ManettiCESENA - Nell’ambito del cartellone Stagione Concertistica 2018/19, sabato 20 ottobre 2018 il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena ha presentato un “Omaggio ad Alessandro Bonci” con un grandioso concerto dedicato alla sua importante figura in preparazione del 150esimo anniversario del grande tenore che avverrà nel 2020.
Nato Cesena nel 1870 ma cresciuto professionalmente al Conservatorio "Gioachino Rossini" di Pesaro, Bonci ebbe modo di lavorare con Carlo Pedrotti e Felice Coen, compiendo il debutto al Teatro Regio di Parma nel Falstaff di Giuseppe Verdi del 1896. Tale fu il successo che, prima del termine della stagione, fu ingaggiato dal Teatro alla Scala di Milano esordendo ne I puritani di Vincenzo Bellini, opera che portò in tutta Europa sino al 1906 sul palco della Manhattan Opera Company di New York.
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Divenuto per il pubblico una sorta di competitore di Enrico Caruso, allora la maggiore attrazione del rivale Metropolitan Opera, sebbene la diversità del genere, si contese accanitamente il favore delle platee riuscendo talvolta a prevalere sul più dotato antagonista sotto il profilo tecnico ed estetico. "Miniaturista magico della melodia", sua specialità virtuosistica era quella di variare fiorettature e cadenze, con estro e squisita musicalità, replicando più volte di seguito uno stesso pezzo (come, di preferenza, in Una furtiva lagrima). Dopo la prima esperienza d’oltre oceano intraprese un lungo tour canoro intercontinentale durato più di un anno e messo sotto contratto dalla Chicago Opera. Nel dicembre 1913 entrò in Massoneria nella Loggia VIII Agosto di Bologna divenendone Maestro massone successivamente nel marzo 1914. Scoppiata la Grande Guerra fu richiamato alle armi e servì fino alla fine del conflitto, immediatamente dopo tornò negli Stati Uniti d'America per un tour di tre stagioni che lo riportarono sul palco del Metropolitan e a Chicago. All’inizio degli anni ’20 fu primo tenore del Teatro Costanzi di Roma iniziando a diradare  gli impegni verso il 1925 giungendo e privilegiando l’attività di insegnante a Milano, tornando in Romagna ove morirà a Viserba di Rimini nel 1940.
Annoverato ingiustamente tra i “minori” della lirica rispetto ai grandi dello stesso periodo e in parte oggi dimenticato anche se era dotato di una voce snella, squillante, estesa e tecnicamente impeccabile, Bonci fu a suo tempo universalmente riconosciuto come l'ultimo degno esponente del "belcantismo" ottocentesco, succedendo al conterraneo Angelo Masini e al napoletano Fernando De Lucia.
Serata che ha inteso ripercorrere la carriera e le tappe musicali dell’artista ammirato fra i tanti da Giuseppe Verdi e Giosuè Carducci, ospitando sul palco a cui è dedicato il teatro della città romagnola, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio diretta da Paolo Manetti, docente di Esercitazioni Orchestrali, ha aperto il sipario iniziando con un grande classico della storia della musica, La Serenata in Sol maggiore K 525, universalmente nota come Eine kleine Nachtmusik per archi, di Wolfgang Amadeus Mozart, solare capolavoro orchestrale tra i più celebri, di struttura relativamente semplice ma ricca di idee portate avanti con grande leggerezza e continuità che il compositore   austriaco, molto amato dal tenore cesenate, terminò di scrivere il 10 agosto 1787 poco prima di partire per Praga dove sarebbe andato a completare il Don Giovanni. Originariamente la stesura comprendeva due minuetti di cui il primo, che è andato perduto, si collocava tra l'allegro iniziale e la romanza; come tale oggi presenta solamente quattro tempi rientrando in tale modo nel canone della sinfonia viennese, richiamandosi alle deliziose pagine giovanili. Scritta molto probabilmente in occasione di una ricorrenza festiva, destinata a una esecuzione da tenersi in un elegante cortile o in giardino di un palazzo principesco secondo le abitudini della società feudale e mecenate del tempo, la meditata disposizione, la calcolata valorizzazione del materiale tematico, l'eleganza e la nobiltà della linea melodica rivelano la grande maestria mozartiana del periodo consistendo proprio nell'aderire compiutamente alle regole "semplici" del suo genere con un artigianato inappuntabile, rivelando però a tratti la mano inconfondibile dell'autore, che guarda con più matura consapevolezza e quasi con distacco a stilemi abbandonati da tempo.
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Il diciottenne solista Martino Colombo già vincitore di numerosi concorsi e grande promessa del violinismo italiano, ha mirabilmente esposto il Concerto n. 1 in Mi bemolle Maggiore per violino e orchestra op. 6 di Niccolò Paganini nel solo primo movimento dei tre, Allegro, (secondo la partitura ne segue l’Adagio,  Rondò: Allegro spiritoso. Un poco più presto), affrontando una delle stesure più famose e ostiche del repertorio violinistico, ben esprimendone nonostante l’età la testimonianza e raggiunta maturità artistica dell’allora trentaquattrenne genovese, capace di unire, all'interno di una forma ampiamente sviluppata un caldo eloquio melodico di grande e immediata presa ai dirompenti procedimenti tecnici e di bravura, di volta in volta turbinosi o brillanti.
I giovani e il virtuosismo, due temi molto cari a Bonci che si prodigò in ogni modo per tramandare l’immensa tradizione canora italiana alle nuove generazioni, con un impegno e allo stesso tempo una riservatezza in contrasto con la figura del divismo evidenziando l’evidente simpatia e generosità è stato ricordato nella seconda parte affidata agli strumentisti e voci emergenti del Conservatorio Maderna in collaborazione con il Dipartimento di Canto e Teatro Musicale del Conservatorio e Università di Henan (Cina centrale), riproponendo le romanze “cavalli di battaglia” a suo tempo preferite e meglio riuscite.

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Gran galà lirico quindi dalle grandi arie da Opere: di Verdi La donna è mobile tratta da Rigoletto, ancora di Mozart   Farfallone amoroso da Le nozze di Figaro, mentre Dalla sua pace e Notte giorno faticar dal Don Giovanni  in programma,  è stato sostituito con La calunnia è un venticello celebre dotta pagina dal Barbiere di Siviglia di Rossini, per concludere da Elisir d’amore di Donizetti Quanto è bella, quanto è cara, tutte trame assai bene interpretate alternativamente dal tenore  romagnolo Gian Luca Pasolini e il basso/baritono Andrea Jin Chen, che, di origine cinese ma nato a Forlì deve la preparazione musicale al conservatorio cesenate dove ha studiato flauto traverso e canto. Eccellenti voci entrambi dalla grande tecnica espressiva, sono stati abilmente in grado di distinguersi nel repertorio preposto noto a tutti ma mai scontato, con leggerezza e agilità affrontandolo adeguatamente.
Interessante fuori programma dove per l’occasione è stata data la possibilità inedita di ascoltare la vera voce di Alessandro Bonci direttamente sul palco attraverso dei monitor in grado di riprodurre fedelmente una registrazione del 1905 accompagnata dalla stessa orchestra sincronizzata dal vivo, nonostante i problemi connessi con la tonalità originaria d’impianto a 442 Hz contro i 440 odierni.

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Esperimento assolutamente emozionate e ben riuscito, le arie prescelte Una furtiva lagrima ancora dall’ Elisir d’Amore, poi Recordita armonia e Lucevan le stelle dalla Tosca di Puccini hanno riscosso calorosissime ovazioni dal pubblico accorso numeroso, replicatesi dopo le soddisfazioni dal tutto esaurito della Traviata di Verdi messa in scena dai vincitori del Concorso “Primo Palcoscenico” presentata nel settembre scorso nel medesimo teatro sotto la bacchetta sempre del M° Manetti. 

Crediti fotografici: Giorgio Boschi
Nella miniatura in alto: il direttore Paolo Manetti
Sotto: il tenore cesenate Alessandro Bonci in una foto d'epoca
Al centro: il giovane violinista Martino Colombo
Sotto, foto ricordo del cast: da sinistra, Paolo Manetti, Martino Colombo, Gian Luca Pasolini e Andrea Jin Ken
In fondo: l'esibizione del basso/baritono Andrea Jin Ken





Pubblicato il 15 Settembre 2018
Il Gruppo Mandolinistico Codigorese guidato dal maestro Vanzini protagonista di un bel concerto
Dolce sentire davanti la chiesa servizio di Edoardo Farina

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di Spina, nel Comune di Comacchio (Ferrara),  con “Dolce Sentire”, svoltosi nel  piazzale antistante la chiesa di San Francesco d’Assisi;  e lo ha fatto  con un programma di intrattenimento destinato a chiunque abbia voluto trascorrere un paio d’ore all’insegna della musica sia classica che moderna d’autore, replicatosi il 14 settembre al Castello Estense di Ferrara nel contesto riservato al “40° Fetoscopy Meeting”, convegno annuale internazionale di Medici Ricercatori statunitensi. 
La formazione Codigorese che nulla ha da invidiare all’analogo Ensemble da camera “Gino Neri”, costituita spesso anche da alcuni dei medesimi elementi, nasce nel 1973 per volontà del mandolinista Gino Mucchi e del M° Dario Avanzi che la fondò supportandola per molti anni, divulgando nelle scuole la passione e lo studio degli strumenti a plettro.
Ha intrapreso a suo tempo diverse tournée in Francia, Germania, Romania, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica, dal 1991 al 2016 è stata diretta dal M° Pierangelo Boccaccini continuando a partecipare a numerosi concerti e festival in Spagna, Croazia e varie città italiane, per cedere il sodalizio in seguito alla pianista Franca Giannella.
Costituita da circa venti strumentisti, tra cui molti giovanissimi suddivisi nelle sezioni di mandolini, mandole mandoloncelli, chitarre e contrabbasso ad arco, offre un repertorio vasto e articolato muovendosi dal  classico-operistico sino a giungere al più folkloristico campano originale per mandolino non tralasciando il genere contemporaneo, cinematografico e autori dell’Ottocento nella loro forma tradizionale grazie anche all’abilità di revisione ed edizione critica delle partiture a cura di alcuni componenti del gruppo.
Numerose le collaborazioni nel corso degli ultimi anni di attività con diversi cantanti lirici, tra i quali Carla Cenacchi, Rita Pedretti, Silvia Marcolongo, Riccardo Zanellato, e altri bei nomi del mondo dell'Opera, grazie ai quali è stato possibile sperimentare l’accompagnamento alle arie e duetti del repertorio lirico utilizzando gli strumenti a plettro, contribuendo in modo considerevole alla crescita artistica, così come l’ampliamento dell’ordinamento strutturale delle partiture per quanto concerne la sezione dei “mandolini secondi” non più preposti al solo supporto armonico di sostegno ma evidenziando anche le parti tematiche,
La bacchetta di Renato Vanzini non ha certamente deluso le aspettative, e si sono manifestate assai pregevoli queste sue prime esperienze in qualità di direttore d’orchestra dopo una lungimirante attività di contrabbassista. Ha diretto trovando sicurezza e precisione servendosi di una dinamica sonora non semplice da sostenere per via dell’esecuzione all’aperto ma riuscendo a curare con estrema attenzione ogni sfumatura: il difficile fraseggio dei plettri, morbido e vellutato, i pianissimi appena udibili, per un recital composto da musiche rinomate oramai a noi tutti, partendo dalle nostalgiche ed emozionanti colonne sonore di Ennio Morricone, con La leggenda del pianista sull’oceano e Gabriel’s oboe dal film Mission, giungendo alle pittoresche note tratte da alcuni episodi della Carmen di George Bizet dopo aver ascoltato un celebre capolavoro del famoso “complesso” (così si chiamavano i gruppi pop italiani negli anni ’70) Matia Bazar, Vacanze Romane, intramontabile e deliziosa canzone interpretata a Lido di Spina dal soprano di coloratura Letizia Verri dalla bella voce bene  impostata,  ricca di modulazioni e sostegno corposo, continuando nella celebre aria O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Il cigno, uno dei temi più noti e soavi dall’opera Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns originale per violoncello e pianoforte nell’arrangiamento di Clarissa Castellani, chitarra solista, è da sempre inserito in vari lungometraggi (in primis nel film d’animazione a cartoni animati  “Fantasia” prodotto da Walt Disney nel 1940) e spettacoli di danza, poi ancora pagine di Giuseppe Verdi, La Vergine degli angeli commovente aria da La forza del destino dalla collocazione più che altro invernale ma sempre richiesta, Addio del passato da La Traviata, tra la prima e seconda parte, nei rispettivi tempi il Walzer del commiato dal film Il Gattopardo di Luchino Visconti del 1963, trascrizione di Stefano Squarzina, proseguendo con l’ascolto di altri brani caratteristici Arte y musica di Pablo Candido, la Rumba di Kreidler, concludendo con il suggestivo Libertango di Astor Piazzolla e un divertentissimo pot pourri di celebri melodie napoletane adattate da Carlo Alberto Bacilieri, immancabili per potere davvero apprezzare le capacità espressive degli strumenti a plettro nel loro  vigore e vivacità.

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Fuori programma e conclusione della performance, lasciando grande soddisfazione tra il pubblico come sempre  accorso numeroso, proponendo un capolavoro della musica sovietica, il Waltz lirico tratto dalla Suite per orchestra  Jazz n. 2 scritto da Dmitrij Shostakovic  nella Leningrado del 1938 in un momento storico ove la tonalità sembrava essere tramontata dimostrando invece, insieme ad altre composizioni, la sua attenzione ai nuovi stilemi provenienti da oltre oceano, non di rado sovrapponendoli a uno schema tipicamente europeo-viennese proprio come avviene espressamente nella suddivisione ritmica di 3/8; dalla struttura armonica semplicissima, si alterna dalla tonalità minore alla relativa maggiore, per chiudersi in quella iniziale in modo assolutamente geniale e assai efficace…

Crediti fotografici: Sandro Ronconi
Nella miniatura in alto: il maestro Renato Vanzini
Sotto: il Gruppo Mandolinistico Codigorese, al centro il maestro Vanzini






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La Balbo splendida protagonista
servizio di Attilia Tartagni FREE

181210_Ra_00_RecitalElisaBalbo_phAngeloPalmieriRAVENNA - Il soprano Elisa Balbo,  incantevole Desdemona nell’Otello della Trilogia verdiana, è tornata a Ravenna per esibirsi nella Sala Corelli del Teatro Alighieri il 9 dicembre 2018 nei “Concerti della domenica” organizzati dall’Associazione Angelo Mariani, dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale,  anche in un repertorio
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Opera dal Centro-Nord
Torna la Carmen che uccide
servizio di Simone Tomei FREE

181205_Fi_00_Carmen_MarinaComparatoFIRENZE - E' ormai lontano il termine delle polemiche e degli anatemi contro la Carmen che non muore andata in scena un anno fa al Teatro del Maggio che fu fonte di esagitati sproloqui per ogni dove; la Carmen di George Bizet, diventata oramai un titolo di repertorio della Fondazione Fiorentina, ha trovato nuovamente albergo sulle tavole del
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Eventi
Guardati intorno č la nuova stagione
servizio di Edoardo Farina FREE

181201_Cesena_00_TeatroBonci_Franco PolliniCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci” promossa da  ERT, Comune di Cesena ove in data 21 settembre 2018 è stata definita la nuova programmazione della  stagione invernale 2018/19 caratterizzata da un luogo inteso come confronto, esplorazione e dialogo,  spazio che si fa filtro e racconto del nostro vivere,
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Opera dal Centro-Nord
Le due facce di Rigoletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181130_Ra_00_Rigoletto_AndreaBorghini_phZaniCasadioRAVENNA - Il Rigoletto del 28 novembre 2018 andato in scena al Teatro Alighieri è ambientato a Mantova, e possiede, come il suo ambiguo protagonista, due facce:  da una parte  la corte dei Gonzaga lussureggiante di pitture manieriste (la camera degli sposi di Mantegna incornicia il talamo in cui verrà sedotta Gilda rapita), dominata
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Opera dal Centro-Nord
Ovazioni finali per l'Otello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181126_Ra_00_Otello__phZaniCasadioRAVENNA - Il 25 novembre, giornata mondiale della violenza sulle donne,  è andato in scena al Teatro Alighieri il più celebre “femminicidio” operistico: Otello dall’omonimo testo teatrale di William Shakespeare, musica di Giuseppe Verdi, libretto di Arrigo Boito, antico detrattore verdiano che seppe riportare il maestro alla creazione a 16
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Opera dall Estero
Trionfo per Samson et Dalila
servizio di Simone Tomei FREE

181126_MonteCarlo_00_SamsonEtDalila_AnitaRachvelishvili_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho scelto di iniziare il mio scritto con queste pennellate frutto dei miei studi e delle mie letture di approfondimento prima della visione dell’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns la cui rappresentazione si è concretizzata domenica 25 novembre 2018 al Grimaldi Forum - Salle de Princes quale titolo inaugurale della
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Classica
Progetto Lauter per Courbet
servizio di Edoardo Farina FREE

171124_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Curato dall’Associazione “Lauter”  in collaborazione con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura allestita nel Palazzo Dei Diamanti, il 22 novembre 2018 presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” della città estense nell’ambito della stagione 2018/2019 di Ferrara Musica, è andato in scena un suggestivo concerto
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Opera dal Centro-Nord
Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
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Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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