Pubblicato il 06 Agosto 2018
Ravenna ha ospitato l'ennesima edizione dello stage di alto perfezionamento diretto da Muti
Quarta Academy col Macbeth servizio di Attilia Tartagni

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4° edizione dell’Italian Opera Academy svoltasi dal 21 luglio al 3 agosto al Teatro Alighieri di Ravenna.
Hanno concluso l’Academy due concerti con lo stesso programma  dall’opera verdiana, il primo agosto diretto dal M° Riccardo Muti, il 3 agosto in successione dai  quattro direttori d’orchestra selezionati fra le molte richieste di partecipazione pervenute da tutto il mondo (titolo preferenziale il pianoforte). Il M° Muti, in apertura della seconda serata, ha spiegato quanto sia importante capire il senso del teatro e ha spiegato che anche direttori già in possesso di una notevole tecnica direttoriale quali i quattro della Academy edizione 2018 non necessariamente lo possiedono, avendo alle spalle background  e formazioni diverse. Oggi manca proprio quel senso del teatro che nel secolo scorso e decenni precedenti veniva tramandato oralmente e che passò, per esperienza diretta, da Verdi a Toscanini e da questi ad Antonino Votto che fu maestro di Riccardo Muti. «Spero che questi giovani direttori portino con loro un pensiero di sano rispetto nei confronti di Verdi, così come si usa verso Mozart e altri autori d’oltralpe» ha detto Muti, aggiungendo che altrettanto importanti per l’opera sono i maestri accompagnatori con conoscenza di regia musicale collegata alla drammaturgia dell’opera. L’Academy, che per due settimane ha trasformato il teatro in una laboratorio rinascimentale di teoria e pratica operistica, si è aperta al pubblico nelle prime due giornate di lavoro e ne ha consentito l’accesso in tutte le giornate successive, cosa che ha permesso di toccare con mano i progressi non solo dei quattro direttori, ma anche dei cantanti presenti per tutta la durata dell’Academy e degli strumentisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Nella sua “crociata a favore dell’integrità della partitura e contro la compiaciuta disattenzione con cui il melodramma è spesso presentato per la mancata comprensione del rapporto fra musica e testo”  li ha guidati il M° Muti perfetto bilingue, alternando inglese e italiano, con l’obiettivo di una lettura di assoluta fedeltà alle note e alle parole.
Macbeth, decima opera di Verdi, miscela tragedia ed elementi fantastici generalmente estranei alla produzione verdiana. Forgiata frettolosamente nel 1847, nei cosiddetti “anni di galera”, fu rivista nel 1865, prima della rappresentazione parigina, e contempla varie novità linguistiche fra cui un uso inconsueto del declamato.  I personaggi hanno uno spessore psicologico inedito e se la figura trainante della Lady è universalmente riconosciuta come un’icona di ambizione e perfidia è certamente dovuto più all’opera verdiana che alla tragedia di Shakespeare. Tutto origina da una profezia delle streghe e tutto si conclude con il nuovo vaticinio completando quella circolarità del destino che porterà la coppia a uccidere più volte (“Nuovo delitto, è necessario”, declama convinta la Lady nel 2° atto) fino al sollevamento del popolo (coro “Patria oppressa”) contro l’oppressore. Ma la coppia diabolica si corrode soprattutto interiormente, lui annientato  dalle visioni degli uccisi, lei dal peso del rimorso. “Non potrebbe l’oceano queste mani a me lavar” canta Macbeth nel 1° atto dopo avere pugnalato il re Duncano equo e amato, quando ancora la Lady sa infondergli forza e ambizione. Ma nell’ultimo atto, nella gran scena del sonnambulismo, è lei a cercare inutilmente  di lavare via il sangue dalle proprie mani delirando “Chi poteva in quel vegliardo tanto sangue immaginar?” Parole crude a cui fa riscontro una musica talvolta disturbante come il magma infernale in cui si dibatte la coppia. Macbeth ha un sussulto di dignità finale quando sente “la vita nelle sue fibre inaridita” e canta “Pietà, rispetto, onore”, sentimenti a cui ha rinunciato con la sua condotta. Neanche la notizia della morte di Lady  lo scuote. “La vita, che importa, è il racconto di un povero idiota! Vento e suono che nulla dinota.”  E come Verdi esortava gli interpreti a essere più attenti al poeta che al compositore, così il M° Muti nell’Academy indulge sulla parola, sulla sua pronuncia e sul legato, servendo il compositore che più di ogni altro ha affidato al canto i caratteri, l’estetica e lo stile del proprio linguaggio. “In Verdi c’è una verticalità perfetta tra parola e musica - ha ripetuto più volte Muti durante l’Accademia, fra sale cantanti e prove con l’orchestra, tutte rigorosamente aperte al pubblico - ogni nota, ogni accordo, tutto è calibrato sul significato della parola, ed è su questa verticalità che devono lavorare direttori e maestri collaboratori”.

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Diversi nella gestualità,  ma con la stessa visione dell’opera rivelata dal M° Muti, nella serata del 3 agosto hanno diretto sostanzialmente con continuità Pak Lok Alvin Ho, nato a Hong Kong e John Lidfors, nato in Germania, entrambi attivi negli Stati Uniti, lo statunitense Wilbur Lin e l’ucraino Aleksandr Poliykov, forse il più passionale dei quattro, coordinando ottimamente orchestra, cantanti e coro e determinando il successo della serata.
La coreana Vittoria Yeo, già splendida Lady Macbeth nella Trilogia verdiana ravennate del  2016, ha confermato le sue eccezionali qualità come pure il basso Riccardo Zanellato, formidabile cesellatore di Banco. Originariamente orientato in senso “eroico”, il tenore Giuseppe Distefano nel ruolo di Macduff sotto la guida del M° Muti si è espresso con un canto più intimo e doloroso in Ah la paterna mano. Ma l’autentica sorpresa è stato il baritono rumeno Serban Vasile, classe 1985, laureatosi nella sua città con la specializzazione “Vocalità nella partitura di Verdi”,  che con duttilità e splendido timbro ha sviscerato i sentimenti contraddittori di Macbeth regalando emozioni profonde. Altri buoni interpreti sono stati Riccardo Rados (Malcom), Antonella Carpenito (Dama della Lady), Adriano Gramigni (medico). Particolarmente bravo è stato il Coro Costanzo Porta preparato dal M° Antonio Greco, per inciso docente dell’Istituto Musicale Verdi di Ravenna; e impeccabile è risultata l’esecuzione dell’Orchestra Giovanile Cherubini, tutti coinvolti nelle giornate dell’Academy e nelle serate conclusive.
Momento cloud della seconda serata è stato quello della consegna dei diplomi ai quattro direttori già citati e ai quattro maestri accompagnatori, gli italiani Alessandro Boeri, Andrea Chinaglia, Luca Spinosa e la coreana Jeong Jieun, tutti rigorosamente under 35.  L’Italian Opera Academy, giunta al quarto anno e alla quarta opera verdiana vivisezionata dopo Falstaff, La traviata e Aida, è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Comune di Ravenna e sostenuta da vari sponsor. Grande è stato il riscontro sulla stampa italiana ed estera come il Times di Londra, Le Monde, giornali tedeschi e ucraini. Numerosi sono stati i giovani auditori orientali che hanno appreso con piacere che l’anno prossimo ci sarà una Academy anche in Cina.

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L’ultimo riverbero di tanto studio e perfezionamento benedetto da autentici talenti canori, corali e strumentali, veicolati dalla magica bacchetta del M° Muti, è passato sabato 4 agosto su RAI5 in diretta da Norcia, città ancora in ricostruzione dopo il terremoto, nel concerto con brani dal “Macbeth” che ci auguriamo abbiano seguito in tanti perché semplicemente sublime.

Crediti fotografici: Silvia Lelli per la Italian Opera Academy
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti
Al centro: le prove di John Lidfors e di Aleksandr Polykov
Sotto: la prova di Pak Lok Alvin Ho





Pubblicato il 03 Agosto 2018
Nella chiesa di Sant'Andrea di Levanto concerto violinistico per la Rassegna Musicale Levantese
Se Saccon suona in in a-solo servizio di Gianluca La Villa

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
Ma così non fu. Dall’alto dei Cieli sia Jascha che il suo pianista di esordio André Benoist si saran chiesti a quale audacia e presunzione si esporrebbero i revivalisti di tale epocale concerto, e han  dunque provveduto ostacolandone la realizzazione, forse giustamente, sia rendendo la Sala del Ridotto ferrarese inagibile per lavori edili per l’appuntamento previsto per l’anniversario del 27 ottobre 2017, sia creando “incomprensioni” tra il pianista del duo e l’organizzatore, per il che quest’ultimo si è visto costretto ad abbandonare l’iniziativa. Ma mentre il pianista non ha suonato, il violinista si è prestato onorevolmente ad eseguire un concerto di a solo di violino, di cui qui di seguito riferiamo,dopo aver imparato la lezione che “non licet parva componere magnis”.
Veniamo quindi all’impaginato, come si usa dire, del concerto del violinista Christian Joseph Saccon ieri sera, giovedì 2 agosto 2018: in una chiesa dove la temperatura media si aggirava sui trenta gradi il solista offrì alla organizzazione musicale della rassegna curata dal maestro Aldo Viviani una rara "Sonata tredicesima" in Re maggiore di Giuseppe Tartini, quattro tempi barocchi, tutto sommato non particolarmente accattivanti. Seguì la ancor più rara pagina del Duo in re maggiore per violino solo dedicato da Giovan Battista Viotti all’amico Luigi Cherubini, un Allegro moderato con bicordi e scale in stile Bachiano, di ottimo effetto. A concludere la prima lunga parte del concerto la Partita n.1 in Si minore di Johann Sebastian Bach, eseguita dal solista nello stile che a suo dire gli fu insegnato a Lucerna, una lunga traversata di note non certo col legato morbido di Szerying o Luzzato, tanto per puntualizzare.
Dopo un breve intervallo che ha consentito al numeroso uditorio di non squagliarsi (anche in senso figurato) del tutto all’agognato aperto, il programma proseguì con la Paganiniana di Milstein e il Recitativo e Scherzo Caprice di Kreisler, entrambi eseguiti non si capisce perchè con una specie di eroico furore, limite di questo bravo violinista, che invece in altri concerti da noi uditi eseguì gli stessi brani con miglior calma, il che solo del resto rende giustizia ad essi musicalmente parlando: si veda su Youtube come eseguivano gli Autori.

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L'impaginato terminò con una 'Sesta Sonata" di Eugène Ysaye, quella dedicata a Manuel Quiroga, e rarissima presenza nei concerti. Ivi la relativa velocità esecutiva ha talora offuscato ritmo e linea melodica, per i quali rispettivamente rimando alle incisioni di Ruggiero Ricci e di Tianwa Yang.
Come bis fu eseguita molto bene la Ciaccona di Paolo Pessina, dal fluire musicale finalmente disteso. Infine non pago di quanto offerto, il violinista si cimentò in una lunghetta Passacaglia, pronuba di serena notte.
Ognuno di questi brani fu garbatamente presentato al pubblico dalla voce non particolarnente oratoria del violinista, cui consigliamo il detto milanese:"Offelé fa el to mesté".
Il Saccon suonò su un bel violino Monterumici appartenuto ad Arrigo Serato.
Successo di pubblico per un concerto interessante e audace. Soddisfatto Heifetz per esser stato lasciato nel suo Empireo. (Chiesa di Sant'Andrea, giovedì 2 agosto 2018 - Concerto per la Rassegna musicale Levantese  - violino Christian Joseph Saccon)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net





Pubblicato il 12 Luglio 2018
L'opera di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, applauditissima a Ferrara
Nabucco in Castello... no in teatro servizio di Athos Tromboni

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile del Castello Estense di Ferrara, dove per fare scenografia bastano poche suppellettili e pochi attrezzi di scena, il numeroso pubblico che aveva prenotato il biglietto d'ingresso all'opera facendo registrare il tutto esaurito si è trovato nelle comode poltrone del teatro, riempiendo la platea e i primi tre ordini di palchi.
Poco male, per il pubblico... un po' più problematico il compito della regista Maria Cristina Osti che ha dovuto ridisegnare tutti i movimenti di scena pensati per lo spazio all'aperto del Castello Estense e non per un palcoscenico al chiuso: detto fatto... la Osti non rinuncia a far muovere l'opera in mezzo al pubblico ed allora ecco entrare ebrei, prigionieri, coro, personaggi, dalle porte laterali della platea, perché possano transitare in mezzo al pubblico e salire sul palcoscenico dove ad attenderli come scenografia c'è un fondale e delle quintine nere con  accenni di sculture che richiamano l'età d'oro egizia, seicento anni prima di Cristo.
Anche i bei costumi voluti dalla Osti, vagamente riferiti al periodo storico citato nel libretto del poeta ferrarese Temistocle Solera, contribuisco a creare il clima di dramma storico cui Verdi aveva sicuramente pensato.
E così la recita prende avvio e prosegue in un clima di crescente simpatia e consenso da parte del pubblico, simpatia e consenso che si manifestano alla fine con calorosissimi applausi e più chiamate alla ribalta dei cantanti, del direttore d'orchestra e della regista con tutto lo staff di palcoscenico.
Sul podio della brava Orchestra Città di Ferrara era il maestro Riccardo Boeretto che ha concertato in maniera appropriata la messinscena, eseguendo una sinfonia iniziale molto "verdiana" nei tempi scelti e nelle sonorità richieste all'orchestra: pianissimi tenuti nei momenti più lirici e mistici della partitura, esplosioni di ottoni e piatti nelle circostanze più celebrative o drammatiche della musica. Il rapporto del direttore con i cantanti si è poi manifestato come una costante attenzione alle loro vocalità, perché nei passaggi più ostici il direttore ha dimostrato di saperli aiutare e attendere, e non è sempre così soprattutto in produzioni dove siano protagonisti i giovani vincitori di concorsi (era il caso per alcuni ruoli di questo Nabucco in terra ferrarese).

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Tutti i protagonisti, compresi quelli impegnati nelle parti di fianco, hanno dato il massimo, impegnandosi per la buona riuscita dello spettacolo. Nel ruolo principale era in scena il baritono Pedro Carrillo, nelle vesti di Abigaille il soprano lirico Erika Peder, in quello molto impegnativo di Zaccaria il basso Cesare Lana, Ismaele era il tenore Zhan Xuchen e Fenena il mezzosoprano Maria Ermolaeva; completavano il cast Marco Veneziale (Gran Sacerdote di Belo), Stefano Rizzati (Abdallo) e Barbara Favali (Anna).
Il Coro del Teatro Verdi di Padova era ben preparato da Roberto Rossetto, ed ha eseguito benissimo l'atteso Va' pensiero sull'ali dorate meritando gli applausi calorosi del pubblico.

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Al termine dello spettacolo, come detto, numerose sono state le chiamate alla ribalta; e all'uscita dal teatro si leggeva sui volti di tutti il sorriso della soddisfazione per la serata spesa bene. Lo spettacolo è stato realizzato dall'Associazione OperiAmo sotto il patrocinio del Teatro Abbado di Ferrara, dell'Amministrazione comunale e della Regione Emilia Romagna. (Recita di mercoledì 11 luglio 2018)

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per "Lirica in Castello" - Associazione OperiAmo - Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: la regista Maria Cristina Osti
Al centro in sequenza: Pedro Carrillo (Nabucco), Erika Peder (Abigaille) e Cesare Lana (Zaccaria)
Sotto: il Coro del Teatro Verdi di Padova durante il Va' pensiero





Pubblicato il 04 Giugno 2018
Ottimo concerto al Circolo Lirico Bolognese con Saltarin, la Orefice, Ruperti e... Alice
Se la Minarelli canta e presenta...

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti e… la giovanissima Alice. Al pianoforte sedeva il maestro Francesco Ricci. In verità la Minarelli, oltre che cantare arie d’opera, ha fatto anche da presentatrice, avendo come “valletta” la piccola Alice. Così il concerto si è trasformato in uno spettacolo vivo dove la presentazione dei brani, introdotti dalla Minarelli (mentre Alice leggeva testi e piccoli commenti inerenti le romanze che sarebbero state eseguite) ha fatto da legante al canto dei solisti e alla musica eseguita da Ricci.
L’esordio è stato affidato a Saltarin, in ottima forma vocale: è un lirico spinto dalla carriera notevole, Verdi, Puccini, Mascagni e Giordano gli autori più frequentati, molti i teatri e le rassegne, soprattutto all’estero, che lo hanno visto e lo vedono protagonista. E a Bologna, domenica 3 giugno 2018, ha immediatamente conquistato il pubblico intrerpretando alla grande l’ Addio fiorito asil di Pinkerton, dalla “Madama Butterfly” di Puccini. Applauso caloroso, quasi standing-ovation per lui alla fine della romanza; Saltarin tornava felicemente a cantatre al Circolo Lirico Bolognese dopo “una ventina d’anni” ha dichiarato; e la sua prestazione, anche nel prosieguo del concerto, è stata accolta da altrettanti calorosi applausi.

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Subito dopo il Pinkerton di Saltarin, la scena è stata presa dalla Orefice, soprano lirico, lirico-drammatico, lirico-spinto, insomma non ha imbarazzi e titubanze quando si tratta di usare la voce per i personaggi mitici dell’opera romantica e tardo-romantica: ma ha iniziato con una romanza da camera dolcissima, Il bacio di Luigi Arditi, eseguita con trasporto, così come con molto trasporto ha poi interpretato altre arie d’opera durante il pomeriggio affidando sia al canto che al gesto scenico (come per esempio durante l’aria Sola perduta abbandonata dalla “Manon Lescaut” di Puccini) quel pathos da artista che sa “entrare” nelle emozioni del personagio e condividerle con il pubblico.
Ottimo ritorno al Circolo bolognese anche per il basso Davide Ruperti (“dopo circa 25 anni” ha detto, facendo il verso a Saltarin), voce piena e robusta, che può ammorbidirsi nel repertorio belliniano fino alla delicatezza del registro di bass-baritono belcantista (Vi ravviso o luoghi ameni da “La sonnambula”) così come irrobustirsi e divenire profonda per personaggi come il Filippo II del “Don Carlo” di Verdi (Ella giammai m’amò).
Per parte sua la Minarelli ha eseguito parti del proprio repertorio di mezzosoprano rossiniano-belliniano (ma anche wagneriano, come l’abbiamo sentita proprio al Comunale di Bologna durante le nostre frequantazioni operistiche) per la piena soddisfazione del pubblico, soprattutto manifestata dopo un’aria impegnativa come Di tanti palpiti dal “Tancredi” di Rossini.
Cast stellare dunque, con un debutto speciale e promettente per la “valletta” Alice, che si è mostrata disinvolta e partecipe, trascinata dall’energia e dalla simpatia della Minarelli “presentatrice”: se la Minarelli canta e presenta, lo spettacolo non può che essere pirotecnico e coinvolgente. Per quanto riguarda, infine, il maestro Ricci al pianoforte, ottimo il suo accompagnamento dove ha messo in mostra la sua innata musicalità e intelligenza interpretativa.
Sala dell’Oratorio San Rocco piena di pubblico fino all’esaurito.
Prossimi appuntamenti concertistici di giugno al Circolo Lirico Bolognese, tutte le domeniche alle ore 16,30 fino alla fine del mese. Info: c.liricobolognese@gmail.com - (a.t.)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il maestro Francesco Ricci, pianista
Al centro in sequenza: il tenore Maurizio Saltarin; il soprano Antonella Orefice; il basso Davide Ruperti
Sotto: Monica Minarelli con la piccola Alice durante la presentazione del concerto





Pubblicato il 29 Maggio 2018
A Bagnara di Romagna quattro bravi interpreti fanno rivivere la passione per la lirica
Bel concerto del Comitato Mascagnano servizio di Attilia Tartagni

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena Bresciani accompagnati al pianoforte dal M° Enrico Zucca. Ha favorevolmente impressionato la partecipazione appassionata dei due stranieri, innamorati della musica operistica italiana che declinano con grande proprietà linguistica (studiano in Italia da alcuni anni) e cantano con una sorta di evidente orgoglio.
Se nel primo tempo ha trionfato il dramma, nel secondo il clima si è stemperato nella serenità di classiche canzoni fino all’acme di estatica dolcezza di La Barcarola di Hoffenbach declinata in virtuosa sintonia dalle due donne. Si è trattato di un concerto di ottimo livello che ha evidenziato la professionalità canora non meno di quella attoriale, due elementi che nell’opera sono indissolubilmente  legati. Oltre alle arie per voci sole hanno sedotto l’uditorio il terzetto dal “Trovatore”, laddove Eleonora (il soprano Monica Bozzo) confonde Manrico (il tenore Pivnitiskyi) con il Conte di Luna (il baritono Jin) scatenando le reciproche gelosie; e subitoi dopo, il trascinante duetto di “La forza del destino” fra il tenore, che predica pace,  e il baritono che lo accusa di viltà provocandolo fino allo scontro mortale: sono dimostrazioni di come un compositore come Giuseppe Verdi interpreti la forza devastante delle passioni, capaci di travolgere i destini umani.
Il concerto ha messo in luce la potenza “eroica” del tenore Denis Piunitiskyi meno che trentenne, dalla voce praticamente inesauribile: il suo problema non è esibirla, ma controllarla e lo ha fatto  benissimo anche in un’aria meravigliosa come il cosiddetto Improvviso (Un dì all'azzurro spazio) da “Andrea Chenier” di Umberto Giordano. Sempre da quest’opera, il cui libretto è stato meravigliosamente verseggiato da Luigi Illica,  Matteo Jin ha intonato con appassionata partecipazione Nemico della patria, un connubio geniale di parole e note dai contenuti universali a cui il coreano ha impresso grande pathos. Il soprano Monica Bozzo ha mostrato la sua tempra drammatica scandagliando anche arie poco note, mentre il mezzosoprano Elena Bresciani ha brillato nell’omaggio a Mascagni con Voi lo sapete oh mamma da “Cavalleria rusticana”.

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Finale trionfale di debordante orgoglio virile declinato anche al femminile con Nessun dorma da “Turandot” di Giacomo Puccini. Applausi convinti per i cantanti che hanno dato il massimo e per il pianista Enrico Zucca, ottimo accompagnatore, che sa ritagliarsi sprazzi di virtuosismo sulla tastiera, tutti simpaticamente introdotti da Mattia Galli. Ora il Comitato si ferma per la pausa estiva e in autunno riprende con altri concerti. Per chi vuole mantenersi informato telefono della segreteria del Comitato Mascagnano: 333 9979488 - 0545 76131

Crediti fotografici: Ufficio stampa Comitato Mascagnano di Bagnara di Romagna
Nella miniatura in alto: il maestro Enrico Zucca, pianista
Sotto: i saluti del cast al termine del concerto






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Parliamone
Gatti e l'onda lunga
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180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
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Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
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Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
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Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
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Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
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Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
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Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
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Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
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Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
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Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
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Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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Ballo and Bello
Danza 2018/19 conferme e novitā
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Fe_00_StagioneDanza_SaburoTeshigawaraFERRARA - È stata presentata venerdì 8 giugno 2018 la stagione di Danza 2018/2019 del Teatr0 Comunale Claudio Abbado: ad illustrare il cartellone erano il direttore del teatro, Marino Pedroni, il consulente per la danza, Gisberto Morselli, e la ballerina e coreografa Francesca Pennini, fondatrice  del CollettivO CineticO, da un decennio
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Operetta and Musical
Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
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Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
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Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
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Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
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Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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