Pubblicato il 15 Settembre 2018
Il Gruppo Mandolinistico Codigorese guidato dal maestro Vanzini protagonista di un bel concerto
Dolce sentire davanti la chiesa servizio di Edoardo Farina

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di Spina, nel Comune di Comacchio (Ferrara),  con “Dolce Sentire”, svoltosi nel  piazzale antistante la chiesa di San Francesco d’Assisi;  e lo ha fatto  con un programma di intrattenimento destinato a chiunque abbia voluto trascorrere un paio d’ore all’insegna della musica sia classica che moderna d’autore, replicatosi il 14 settembre al Castello Estense di Ferrara nel contesto riservato al “40° Fetoscopy Meeting”, convegno annuale internazionale di Medici Ricercatori statunitensi. 
La formazione Codigorese che nulla ha da invidiare all’analogo Ensemble da camera “Gino Neri”, costituita spesso anche da alcuni dei medesimi elementi, nasce nel 1973 per volontà del mandolinista Gino Mucchi e del M° Dario Avanzi che la fondò supportandola per molti anni, divulgando nelle scuole la passione e lo studio degli strumenti a plettro.
Ha intrapreso a suo tempo diverse tournée in Francia, Germania, Romania, riscuotendo ovunque consensi di pubblico e di critica, dal 1991 al 2016 è stata diretta dal M° Pierangelo Boccaccini continuando a partecipare a numerosi concerti e festival in Spagna, Croazia e varie città italiane, per cedere il sodalizio in seguito alla pianista Franca Giannella.
Costituita da circa venti strumentisti, tra cui molti giovanissimi suddivisi nelle sezioni di mandolini, mandole mandoloncelli, chitarre e contrabbasso ad arco, offre un repertorio vasto e articolato muovendosi dal  classico-operistico sino a giungere al più folkloristico campano originale per mandolino non tralasciando il genere contemporaneo, cinematografico e autori dell’Ottocento nella loro forma tradizionale grazie anche all’abilità di revisione ed edizione critica delle partiture a cura di alcuni componenti del gruppo.
Numerose le collaborazioni nel corso degli ultimi anni di attività con diversi cantanti lirici, tra i quali Carla Cenacchi, Rita Pedretti, Silvia Marcolongo, Riccardo Zanellato, e altri bei nomi del mondo dell'Opera, grazie ai quali è stato possibile sperimentare l’accompagnamento alle arie e duetti del repertorio lirico utilizzando gli strumenti a plettro, contribuendo in modo considerevole alla crescita artistica, così come l’ampliamento dell’ordinamento strutturale delle partiture per quanto concerne la sezione dei “mandolini secondi” non più preposti al solo supporto armonico di sostegno ma evidenziando anche le parti tematiche,
La bacchetta di Renato Vanzini non ha certamente deluso le aspettative, e si sono manifestate assai pregevoli queste sue prime esperienze in qualità di direttore d’orchestra dopo una lungimirante attività di contrabbassista. Ha diretto trovando sicurezza e precisione servendosi di una dinamica sonora non semplice da sostenere per via dell’esecuzione all’aperto ma riuscendo a curare con estrema attenzione ogni sfumatura: il difficile fraseggio dei plettri, morbido e vellutato, i pianissimi appena udibili, per un recital composto da musiche rinomate oramai a noi tutti, partendo dalle nostalgiche ed emozionanti colonne sonore di Ennio Morricone, con La leggenda del pianista sull’oceano e Gabriel’s oboe dal film Mission, giungendo alle pittoresche note tratte da alcuni episodi della Carmen di George Bizet dopo aver ascoltato un celebre capolavoro del famoso “complesso” (così si chiamavano i gruppi pop italiani negli anni ’70) Matia Bazar, Vacanze Romane, intramontabile e deliziosa canzone interpretata a Lido di Spina dal soprano di coloratura Letizia Verri dalla bella voce bene  impostata,  ricca di modulazioni e sostegno corposo, continuando nella celebre aria O mio babbino caro da Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Il cigno, uno dei temi più noti e soavi dall’opera Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns originale per violoncello e pianoforte nell’arrangiamento di Clarissa Castellani, chitarra solista, è da sempre inserito in vari lungometraggi (in primis nel film d’animazione a cartoni animati  “Fantasia” prodotto da Walt Disney nel 1940) e spettacoli di danza, poi ancora pagine di Giuseppe Verdi, La Vergine degli angeli commovente aria da La forza del destino dalla collocazione più che altro invernale ma sempre richiesta, Addio del passato da La Traviata, tra la prima e seconda parte, nei rispettivi tempi il Walzer del commiato dal film Il Gattopardo di Luchino Visconti del 1963, trascrizione di Stefano Squarzina, proseguendo con l’ascolto di altri brani caratteristici Arte y musica di Pablo Candido, la Rumba di Kreidler, concludendo con il suggestivo Libertango di Astor Piazzolla e un divertentissimo pot pourri di celebri melodie napoletane adattate da Carlo Alberto Bacilieri, immancabili per potere davvero apprezzare le capacità espressive degli strumenti a plettro nel loro  vigore e vivacità.

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Fuori programma e conclusione della performance, lasciando grande soddisfazione tra il pubblico come sempre  accorso numeroso, proponendo un capolavoro della musica sovietica, il Waltz lirico tratto dalla Suite per orchestra  Jazz n. 2 scritto da Dmitrij Shostakovic  nella Leningrado del 1938 in un momento storico ove la tonalità sembrava essere tramontata dimostrando invece, insieme ad altre composizioni, la sua attenzione ai nuovi stilemi provenienti da oltre oceano, non di rado sovrapponendoli a uno schema tipicamente europeo-viennese proprio come avviene espressamente nella suddivisione ritmica di 3/8; dalla struttura armonica semplicissima, si alterna dalla tonalità minore alla relativa maggiore, per chiudersi in quella iniziale in modo assolutamente geniale e assai efficace…

Crediti fotografici: Sandro Ronconi
Nella miniatura in alto: il maestro Renato Vanzini
Sotto: il Gruppo Mandolinistico Codigorese, al centro il maestro Vanzini





Pubblicato il 12 Settembre 2018
Concluso il ciclo di concerti lirici dedicati al maestro lucchese, ospite d'onore Yuko Tsuchiya
Successo per le Cartoline Pucciniane servizio di Simone Tomei

180922_Lu_00_CartolinePucciniana_YukoTsuchiyaLUCCA - Anche quest’anno nella splendida cornice di Piazza Cittadella nel centro della città e sotto le finestre della casa natale di Giacomo Puccini si sono tenute, come ormai consuetudine, le "Cartoline Pucciniane". La loro realizzazione è frutto della collaborazione tra Il Teatro del Giglio, la Fondazione Giacomo Puccini e il Comune di Lucca i quali in più occasioni hanno ringraziato tutti i soggetti che direttamente o indirettamente hanno supportato le loro attività: Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Lucar, CCH-Tagetik, Unicoop, Manifattura Sigaro Toscano, Fidelitas.
Cinque cartoline spedite dall’agorà cittadino per volare in tutto il mondo tramite la presenza assidua di molti turisti stranieri che popolano la città nel periodo estivo e non solo.
Per un accavallarsi di impegni professionali del sottoscritto quest’anno ho potuto partecipare solo all’ultimo dei cinque appuntamenti previsti dell’estate 2018: gli appuntamenti erano, La bohème nel mese di giugno, Il trittico nel mese di luglio, due spettacoli per agosto con Tosca ed una repetita di Bohème ed infine a settembre Madama Butterfly.

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È proprio Madama Butterfly l’appuntamento cui anche io ho partecipato, il pomeriggio del 6 settembre 2018, che oltre alla consueta formula di arie, duetti, terzetti e concertati dell’opera nipponica di Giacomo Puccini, è stato arricchito dalla presenza di una gradite sorpresa: ospite di quella serata il soprano Yuko Tsuchiya, designata dalla città di Nagasaki per portare un saluto in occasione della Cartolina pucciniana dedicata a Madama Butterfly. La presenza a Lucca di Yuko Tsuchiya, finalista premiata al Quinto concorso lirico internazionale “Madama Butterfly” di Nagasaki, rientra tra gli accordi Lucca-Nagasaki stabiliti nell’ambito degli scambi internazionali intrapresi lo scorso marzo dall’amministrazione comunale - in collaborazione con Teatro del Giglio e Fondazione Giacomo Puccini - nel corso della visita a Nagasaki.
Momento emozionante alla fine del concerto dove la brava interprete si è cimentata nell’aria di Liù tratta dalla Turandot di Giacomo Puccini, Signore ascolta con la quale ha allietato il pubblico entusiasta della sua presenza.
Tornando al tema principale della serata la triade di interpreti era così composta: Shoko Okada (Cio-Cio-San), che con eleganza vocale e interpretativa ha dato vita ad un personaggio emozionante; Tiziano Barontini (Pinkerton) altero, spavaldo e sicuro per il comandate pusillanime; e Pedro Carrillo (Sharpless) egregio e signorile nella sua interpretazione; tutti gli artisti sono stati accompagnati con maestria dal M° Massimo Morelli al pianoforte. La serata ha trovato il gradimento di molti lucchesi e dei turisti e visitatori che hanno affollato la piazza sia nei posti canonici riservati al concerto che nei numerosi bar che la contornano gustando un bicchiere di vino fresco e godendo delle pagine immortali di colui che - in effige - guardava tutti dall’alto della sua statua bronzea.

Crediti fotografici: Andrea Simi per "Cartoline Pucciniane 2018"
Nella miniatura in alto: il soprano giapponese Yuko Tsuchiya ospite della serata
Al centro: il cast della "Cartolina" dedicata a Madama Butterfly, da sinistra il pianista Massimo Morelli, il soprano Shoko Okada, il tenore Tiziano Barontini e il baritono Pedro Carillo
Sotto: il pubblico della serata





Pubblicato il 11 Settembre 2018
Tutto pronto per l'Open Day interattivo a Vigarano Pieve in provincia di Ferrara
La Casa della Musica si presenta redatto da Athos Tromboni

180911_00_Vigarano_OstiMariaCristinaVIGARANO PIEVE (FE) - Settembre segna da anni il ritorno a scuola dei ragazzi e dei giovani; riparte la scuola dell'obbligo ma anche le altre scuole sono ai blocchi di partenza, comprese quelle di formazione e/o alto perfezionamento. In sintonia con il periodo, anche a Vigarano Pieve - nel Comune di Vigarano Mainarda (Ferrara) - è tutto pronto per l’Open Day 2.0 dei corsi di musica e teatro che, a partire dalle prossime settimane, prenderanno il via presso la Casa della Musica e delle Arti. L’appuntamento è per la giornata di domenica 16 settembre 2018 dalle ore 10 presso la sede delle ex scuole elementari di via Mantova 111, interamente ristrutturate proprio per ospitare l’innovativo contenitore culturale polifunzionale fortemente voluto dall’Amministrazione comunale vigaranese.
«È una grande opportunità per il territorio» spiega entusiasta la direttrice didattica Maria Cristina Osti, soprano, presidente dell’Associazione OPERiAMO, vincitrice del bando di convenzione relativo al progetto; «OPERiAMO ha optato per moduli formativi molto innovativi, sia per la didattica musicale che per quella recitativa. Lo scopo è quello di valorizzare le potenzialità individuali fornendo ad ogni allievo gli strumenti più adeguati per massimizzare la propria capacità espressiva.»
180911_01_Vigarano_VictorECarloRambaldi
Dalle 10 del mattino di domenica 16 settembre, quindi, prenderà il via la presentazione dei corsi base di dizione e recitazione, nonché delle attività di alto perfezionamento del canto lirico e dell’attività attoriale. Gli attori Alessandra Consonni, Paolo Garbini, Alessandro De Luigi, Daniela Patroncini e Ricky Doc Scandiani saranno a disposizione dei presenti per raccontare le proprie personali esperienze di “palco” e “video”, rispondere alle domande degli astanti, ed esibirsi - anche interagendo con il pubblico - in brevi estratti di opere shakespeariane nonchè del testo teatrale per ragazzi Chi ha rubato il naso a Pinocchio? di Victor Rambaldi, di cui sono stati tra i protagonisti in occasione del memorabile debutto del maggio scorso.
«Lo scopo dei nostri corsi sarà in primo luogo quello di stabilire con ciascuno dei nostri allievi gli obiettivi personali da perseguire» spiega Paolo Garbini, al quale sarà affidato l’insegnamento della dizione; «non tutti coloro che si avvicinano allo studio della recitazione desiderano necessariamente salire sul palco; spesso si tratta di persone che vogliono semplicemente acquisire un maggior controllo del parlato, della gestualità, dell’emotività.»
Ad ogni modo le occasioni per calcare le scene, per chi lo desiderasse, non mancheranno: già per il prossimo novembre è previsto un coinvolgimento attivo degli studenti nell’allestimento teatrale del Nabucco verdiano nell’ambito della rassegna “Teatro Ragazzi” del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara.
«Salire sul palco, anche dopo tanti anni di attività, rimane ogni volta un’esperienza memorabile...», commenta Daniela Patroncini, che coadiuverà nella docenza di lettura espressiva e costruzione del personaggio: «Tutti dovrebbero provarlo almeno per una volta nella vita...e noi siamo qui proprio per offrire quest’opportunità a chiunque pensi che sia arrivato il proprio turno per entrare nel cono di luce dei riflettori.»
All’Open Day sarà altresì presente, in veste di ospite d’onore, il regista Victor Rambaldi - professore di regia, sceneggiatura e produzione cinematografica presso l’Università Americana del Cinema di Roma - figlio del compiananto maestro degli effetti speciali Carlo Rambaldi originario di Vigarano Mainarda.

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Victor Rambaldi curerà una delle masterclass di alta formazione recitativa previste per l'inverno 2019. Nel pomeriggio invece saranno presenti presso la scutola i docenti dei corsi di musica, capitanati da Alessandro Vanzini e Giorgio Borgatti, ideatori del modulo formativo “Progetto Scuola di Musica Theremin” selezionato da OPERiAMO per la didattica propedeutica, strumentale e canora. Per l'autunno- inverno 2019 sono previsti incontri formativi di elevato spessore, la programmazione vedrà susseguirsi l'attrice e regista Monica Guerritore, il baritono Silvano Carroli, l'attore comico, imitatore Leonardo Fiaschi e altri importanti professionisti dello spettacolo. Le iscrizioni sono aperte. I cassetti “porta” sogni anche.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il soprano Maria Cristina Osti dell'Associazione OPERiAMO
Al centro: il regista Victor Rambaldi mostra l'immagine del padre Carlo, creatore di Et e di altri personaggi fantastici della cinematografia divenuti cult-movie
Sotto: la sede della Casa della Musica di Vigarano Pieve





Pubblicato il 06 Agosto 2018
Ravenna ha ospitato l'ennesima edizione dello stage di alto perfezionamento diretto da Muti
Quarta Academy col Macbeth servizio di Attilia Tartagni

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4° edizione dell’Italian Opera Academy svoltasi dal 21 luglio al 3 agosto al Teatro Alighieri di Ravenna.
Hanno concluso l’Academy due concerti con lo stesso programma  dall’opera verdiana, il primo agosto diretto dal M° Riccardo Muti, il 3 agosto in successione dai  quattro direttori d’orchestra selezionati fra le molte richieste di partecipazione pervenute da tutto il mondo (titolo preferenziale il pianoforte). Il M° Muti, in apertura della seconda serata, ha spiegato quanto sia importante capire il senso del teatro e ha spiegato che anche direttori già in possesso di una notevole tecnica direttoriale quali i quattro della Academy edizione 2018 non necessariamente lo possiedono, avendo alle spalle background  e formazioni diverse. Oggi manca proprio quel senso del teatro che nel secolo scorso e decenni precedenti veniva tramandato oralmente e che passò, per esperienza diretta, da Verdi a Toscanini e da questi ad Antonino Votto che fu maestro di Riccardo Muti. «Spero che questi giovani direttori portino con loro un pensiero di sano rispetto nei confronti di Verdi, così come si usa verso Mozart e altri autori d’oltralpe» ha detto Muti, aggiungendo che altrettanto importanti per l’opera sono i maestri accompagnatori con conoscenza di regia musicale collegata alla drammaturgia dell’opera. L’Academy, che per due settimane ha trasformato il teatro in una laboratorio rinascimentale di teoria e pratica operistica, si è aperta al pubblico nelle prime due giornate di lavoro e ne ha consentito l’accesso in tutte le giornate successive, cosa che ha permesso di toccare con mano i progressi non solo dei quattro direttori, ma anche dei cantanti presenti per tutta la durata dell’Academy e degli strumentisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Nella sua “crociata a favore dell’integrità della partitura e contro la compiaciuta disattenzione con cui il melodramma è spesso presentato per la mancata comprensione del rapporto fra musica e testo”  li ha guidati il M° Muti perfetto bilingue, alternando inglese e italiano, con l’obiettivo di una lettura di assoluta fedeltà alle note e alle parole.
Macbeth, decima opera di Verdi, miscela tragedia ed elementi fantastici generalmente estranei alla produzione verdiana. Forgiata frettolosamente nel 1847, nei cosiddetti “anni di galera”, fu rivista nel 1865, prima della rappresentazione parigina, e contempla varie novità linguistiche fra cui un uso inconsueto del declamato.  I personaggi hanno uno spessore psicologico inedito e se la figura trainante della Lady è universalmente riconosciuta come un’icona di ambizione e perfidia è certamente dovuto più all’opera verdiana che alla tragedia di Shakespeare. Tutto origina da una profezia delle streghe e tutto si conclude con il nuovo vaticinio completando quella circolarità del destino che porterà la coppia a uccidere più volte (“Nuovo delitto, è necessario”, declama convinta la Lady nel 2° atto) fino al sollevamento del popolo (coro “Patria oppressa”) contro l’oppressore. Ma la coppia diabolica si corrode soprattutto interiormente, lui annientato  dalle visioni degli uccisi, lei dal peso del rimorso. “Non potrebbe l’oceano queste mani a me lavar” canta Macbeth nel 1° atto dopo avere pugnalato il re Duncano equo e amato, quando ancora la Lady sa infondergli forza e ambizione. Ma nell’ultimo atto, nella gran scena del sonnambulismo, è lei a cercare inutilmente  di lavare via il sangue dalle proprie mani delirando “Chi poteva in quel vegliardo tanto sangue immaginar?” Parole crude a cui fa riscontro una musica talvolta disturbante come il magma infernale in cui si dibatte la coppia. Macbeth ha un sussulto di dignità finale quando sente “la vita nelle sue fibre inaridita” e canta “Pietà, rispetto, onore”, sentimenti a cui ha rinunciato con la sua condotta. Neanche la notizia della morte di Lady  lo scuote. “La vita, che importa, è il racconto di un povero idiota! Vento e suono che nulla dinota.”  E come Verdi esortava gli interpreti a essere più attenti al poeta che al compositore, così il M° Muti nell’Academy indulge sulla parola, sulla sua pronuncia e sul legato, servendo il compositore che più di ogni altro ha affidato al canto i caratteri, l’estetica e lo stile del proprio linguaggio. “In Verdi c’è una verticalità perfetta tra parola e musica - ha ripetuto più volte Muti durante l’Accademia, fra sale cantanti e prove con l’orchestra, tutte rigorosamente aperte al pubblico - ogni nota, ogni accordo, tutto è calibrato sul significato della parola, ed è su questa verticalità che devono lavorare direttori e maestri collaboratori”.

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Diversi nella gestualità,  ma con la stessa visione dell’opera rivelata dal M° Muti, nella serata del 3 agosto hanno diretto sostanzialmente con continuità Pak Lok Alvin Ho, nato a Hong Kong e John Lidfors, nato in Germania, entrambi attivi negli Stati Uniti, lo statunitense Wilbur Lin e l’ucraino Aleksandr Poliykov, forse il più passionale dei quattro, coordinando ottimamente orchestra, cantanti e coro e determinando il successo della serata.
La coreana Vittoria Yeo, già splendida Lady Macbeth nella Trilogia verdiana ravennate del  2016, ha confermato le sue eccezionali qualità come pure il basso Riccardo Zanellato, formidabile cesellatore di Banco. Originariamente orientato in senso “eroico”, il tenore Giuseppe Distefano nel ruolo di Macduff sotto la guida del M° Muti si è espresso con un canto più intimo e doloroso in Ah la paterna mano. Ma l’autentica sorpresa è stato il baritono rumeno Serban Vasile, classe 1985, laureatosi nella sua città con la specializzazione “Vocalità nella partitura di Verdi”,  che con duttilità e splendido timbro ha sviscerato i sentimenti contraddittori di Macbeth regalando emozioni profonde. Altri buoni interpreti sono stati Riccardo Rados (Malcom), Antonella Carpenito (Dama della Lady), Adriano Gramigni (medico). Particolarmente bravo è stato il Coro Costanzo Porta preparato dal M° Antonio Greco, per inciso docente dell’Istituto Musicale Verdi di Ravenna; e impeccabile è risultata l’esecuzione dell’Orchestra Giovanile Cherubini, tutti coinvolti nelle giornate dell’Academy e nelle serate conclusive.
Momento cloud della seconda serata è stato quello della consegna dei diplomi ai quattro direttori già citati e ai quattro maestri accompagnatori, gli italiani Alessandro Boeri, Andrea Chinaglia, Luca Spinosa e la coreana Jeong Jieun, tutti rigorosamente under 35.  L’Italian Opera Academy, giunta al quarto anno e alla quarta opera verdiana vivisezionata dopo Falstaff, La traviata e Aida, è patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dal Comune di Ravenna e sostenuta da vari sponsor. Grande è stato il riscontro sulla stampa italiana ed estera come il Times di Londra, Le Monde, giornali tedeschi e ucraini. Numerosi sono stati i giovani auditori orientali che hanno appreso con piacere che l’anno prossimo ci sarà una Academy anche in Cina.

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L’ultimo riverbero di tanto studio e perfezionamento benedetto da autentici talenti canori, corali e strumentali, veicolati dalla magica bacchetta del M° Muti, è passato sabato 4 agosto su RAI5 in diretta da Norcia, città ancora in ricostruzione dopo il terremoto, nel concerto con brani dal “Macbeth” che ci auguriamo abbiano seguito in tanti perché semplicemente sublime.

Crediti fotografici: Silvia Lelli per la Italian Opera Academy
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti
Al centro: le prove di John Lidfors e di Aleksandr Polykov
Sotto: la prova di Pak Lok Alvin Ho





Pubblicato il 03 Agosto 2018
Nella chiesa di Sant'Andrea di Levanto concerto violinistico per la Rassegna Musicale Levantese
Se Saccon suona in in a-solo servizio di Gianluca La Villa

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
Ma così non fu. Dall’alto dei Cieli sia Jascha che il suo pianista di esordio André Benoist si saran chiesti a quale audacia e presunzione si esporrebbero i revivalisti di tale epocale concerto, e han  dunque provveduto ostacolandone la realizzazione, forse giustamente, sia rendendo la Sala del Ridotto ferrarese inagibile per lavori edili per l’appuntamento previsto per l’anniversario del 27 ottobre 2017, sia creando “incomprensioni” tra il pianista del duo e l’organizzatore, per il che quest’ultimo si è visto costretto ad abbandonare l’iniziativa. Ma mentre il pianista non ha suonato, il violinista si è prestato onorevolmente ad eseguire un concerto di a solo di violino, di cui qui di seguito riferiamo,dopo aver imparato la lezione che “non licet parva componere magnis”.
Veniamo quindi all’impaginato, come si usa dire, del concerto del violinista Christian Joseph Saccon ieri sera, giovedì 2 agosto 2018: in una chiesa dove la temperatura media si aggirava sui trenta gradi il solista offrì alla organizzazione musicale della rassegna curata dal maestro Aldo Viviani una rara "Sonata tredicesima" in Re maggiore di Giuseppe Tartini, quattro tempi barocchi, tutto sommato non particolarmente accattivanti. Seguì la ancor più rara pagina del Duo in re maggiore per violino solo dedicato da Giovan Battista Viotti all’amico Luigi Cherubini, un Allegro moderato con bicordi e scale in stile Bachiano, di ottimo effetto. A concludere la prima lunga parte del concerto la Partita n.1 in Si minore di Johann Sebastian Bach, eseguita dal solista nello stile che a suo dire gli fu insegnato a Lucerna, una lunga traversata di note non certo col legato morbido di Szerying o Luzzato, tanto per puntualizzare.
Dopo un breve intervallo che ha consentito al numeroso uditorio di non squagliarsi (anche in senso figurato) del tutto all’agognato aperto, il programma proseguì con la Paganiniana di Milstein e il Recitativo e Scherzo Caprice di Kreisler, entrambi eseguiti non si capisce perchè con una specie di eroico furore, limite di questo bravo violinista, che invece in altri concerti da noi uditi eseguì gli stessi brani con miglior calma, il che solo del resto rende giustizia ad essi musicalmente parlando: si veda su Youtube come eseguivano gli Autori.

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L'impaginato terminò con una 'Sesta Sonata" di Eugène Ysaye, quella dedicata a Manuel Quiroga, e rarissima presenza nei concerti. Ivi la relativa velocità esecutiva ha talora offuscato ritmo e linea melodica, per i quali rispettivamente rimando alle incisioni di Ruggiero Ricci e di Tianwa Yang.
Come bis fu eseguita molto bene la Ciaccona di Paolo Pessina, dal fluire musicale finalmente disteso. Infine non pago di quanto offerto, il violinista si cimentò in una lunghetta Passacaglia, pronuba di serena notte.
Ognuno di questi brani fu garbatamente presentato al pubblico dalla voce non particolarnente oratoria del violinista, cui consigliamo il detto milanese:"Offelé fa el to mesté".
Il Saccon suonò su un bel violino Monterumici appartenuto ad Arrigo Serato.
Successo di pubblico per un concerto interessante e audace. Soddisfatto Heifetz per esser stato lasciato nel suo Empireo. (Chiesa di Sant'Andrea, giovedì 2 agosto 2018 - Concerto per la Rassegna musicale Levantese  - violino Christian Joseph Saccon)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net






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Parliamone
La Euyo se fosse la chiave di volta?
intervento di Athos Tromboni FREE

180923_Parliamone_00_EuyoStringEnsemble_MatsZetterqvistFERRARA - E se fosse la chiave di volta per un ampliamento della musica sinfonica dal plurieseguito repertorio di tradizione alle eccellenze del Novecento? Questo ci si chiedeva sabato 22 settembre 2018 assistendo al concerto della formazione d’archi della European Union Youth Orchestra, una formazione di 20 archi guidati da due eccellenti musicisti della Chamber Orchestra of Europe ben noti ai ferraresi, perché molti dei presenti in teatro hanno seguito la Coe fin dal 1989, quando il maestro Claudio Abbado portò quell’orchestra in residenza nella città estense. Sul palcoscenico erano 18 ragazzi e ragazze della Euyo, queste ultime con le loro sciarpe azzurre stellate, guidati dall’esperto primo violino Mats Zetterqvist e dall’eccellente violoncellista Richard Lester. In aggiunta agli archi, per l’esecuzione del primo brano (autore Arvo Pärt, Cantus in memoriam Benjamin Britten) c’era il bravo percussionista Boris Bondinof
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Suor Angelica la vivrō da mamma...
intervista di Simone Tomei FREE

181021_Lu_00_AlidaBertiLUCCA - Eccoci come promesso al terzo appuntamento di questa maratona lucchese per presentarvi il terzo debutto nel dittico pucciniano Suor Angelica e Gianni Schicchi battistrada per la la stagione lirica del Teatro del Giglio 2018/2019; è la volta del soprano Alida Berti che affronta proprio il grande ruolo di Suor Angelica del quale ci parlerà in
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Rosiello lusingato d'essere Schicchi
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181019_Lu_00_MarcelloRosielloLUCCA - Eccoci al secondo piacevole incontro, questa volta con il baritono Marcello Rosiello al suo debutto lucchese nel ruolo di Gianni Schicchi; anche per lui il racconto della nostra chiacchierata è preceduto dal suo curriculum.
Nato a Bari, studia canto con Lucia Naviglio e Pietro Naviglio e
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Inizierò quindi questo “Trittico” di debutti con il
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Rivive d'Ambrosio ai Servi
redatto da Athos Tromboni FREE

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in
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Opera dal Centro-Nord
Rigoletto e Trovatore tuoni e fulmini
servizio di Simone Tomei FREE

180919_Fi_00_Rigoletto-Trovatore_FabioLuisiFIRENZE - Tre giorni sono stati necessari per sbollire, freddare e decantare, ma anche assaporare e rielaborare le emozioni del mio fine settimana fiorentino in cui ho assistito alla rappresentazione di parte della Trilogia verdiana al Teatro del Maggio Musicale; sbollire, freddare, decantare, assaporare e rielaborare sono azioni rivolte a ciascuno degli
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Echi dal Territorio
Dolce sentire davanti la chiesa
servizio di Edoardo Farina FREE

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di
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Echi dal Territorio
Successo per le Cartoline Pucciniane
servizio di Simone Tomei FREE

180922_Lu_00_CartolinePucciniana_YukoTsuchiyaLUCCA - Anche quest’anno nella splendida cornice di Piazza Cittadella nel centro della città e sotto le finestre della casa natale di Giacomo Puccini si sono tenute, come ormai consuetudine, le "Cartoline Pucciniane". La loro realizzazione è frutto della collaborazione tra Il Teatro del Giglio, la Fondazione Giacomo Puccini e il Comune di Lucca i quali
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Echi dal Territorio
La Casa della Musica si presenta
redatto da Athos Tromboni FREE

180911_00_Vigarano_OstiMariaCristinaVIGARANO PIEVE (FE) - Settembre segna da anni il ritorno a scuola dei ragazzi e dei giovani; riparte la scuola dell'obbligo ma anche le altre scuole sono ai blocchi di partenza, comprese quelle di formazione e/o alto perfezionamento. In sintonia con il periodo, anche a Vigarano Pieve - nel Comune di Vigarano Mainarda (Ferrara) - è tutto pronto per
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Pagina Aperta
Ecco le 'Carte' di Trioschi
servizio di Athos Tromboni FREE

180909_00_Fusignano_TrioschiMarinoFUSIGNANO (RA) - Si chiama Carte. Semplicemente Carte, la mostra di pittura che Marino Trioschi ha allestito quest’anno per la Festa della Madonna di Fusignano nelle stanze della residenza Ca’ Ruffo. Una breve personale, in parete dal 6 al 9 settembre 2018, perché tanto (o tanto poco) durano i “giorni della Madonna” di Fusignano,
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Opera dal Nord-Est
Fine stagione con mezza Aida
servizio di Simone Tomei FREE

180902_Vr_00_BarbiereDiSiviglia_NicolaAlaimo_FotoEnneviVERONA - Come un cerchio che si chiude è giunto al termine anche il 96.mo Festival lirico dell’Arena di Verona con le ultime repliche di alcune opere in cartellone e con nuovi interpreti di cui vi darò conto in questo scritto. Il Festival edizione 2018 ha avuto un più che favorevole andamento stagionale (dal punto di vista atmosferico), salvo
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Personaggi
Vado dove mi porta la voce
a cura di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

180829_00_Personaggi_Mario Cassi_phFrancescoSquegliaVERONA - Incontriamo… ebbene sì “non son solo, siamo in due”, come direbbe il bohémien Rodolfo agli amici di ventura nel capolavoro pucciniano. Per questo ameno confronto con il baritono aretino Mario Cassi ho voluto accanto a me una cara amica e collega, Angela Bosetto, con la quale ho condiviso serate estive in Arena e pomeriggi
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Pagina Aperta
Una tradizione musicale ferrarese
servizio di Edoardo Farina FREE

180828_Fe_00_GinoNeriFERRARA - Superato l’ambito traguardo dei 100 anni dalla fondazione avvenuto il 7 febbraio 1998 ove per l’occasione fu organizzato un prestigioso concerto presso il Teatro Comunale con altrettanti 100 mandolinisti, uno a rappresentarne ogni anno trascorso, il 2018 continua a proporsi all’insegna di numerose attività artistiche già
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Vocale
Tante stelle ma brilla solo la Traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180827_Vr_00_VerdiOperaNight_StefanoTrespidiVERONA - Ancora una serata di musica all'Arena di Verona: questa volta per il Verdi Opera Night tenutosi domenica 26 agosto 2018. I comunicati stampa avevano annunciato da tempo una «serata memorabile» dedicata a Giuseppe Verdi per suggellare ancor di più il legame indissolubile tra l’anfiteatro veronese ed il Cigno di Busseto; era stata
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Pianoforte
Euyo e il pubblico va in delirio
servizio di Athos Tromboni FREE

180826_Fe_00_Euyo-GianandreaNoseda_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Introdotto da una conferenza stampa il 24 agosto, in pieno Buskers Festival 2018, è stato presentato il secondo concerto della European Union Youth Orchestra (per tutti, ormai, la “Euyo”) a coronamento della residenza ferrarese di questa orchestra giovanile europea. All’incontro con la stampa, oltre a un nutrito gruppo
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Opera dal Nord-Est
Barbiere, Nabucco, Aida, le repliche
servizio di Simone Tomei FREE

180820_Vr_00_Barbiere_MarioCassi_FotoEnneviVERONA - Ancora Arena nel pieno del 96.mo Opera Festival con un’incursione di metà agosto per tre serate di grande musica ascoltando i cast alternativi di tre grandi capolavori del Teatro in Musica in cui il genio di Gioachino Rossini si è sposato con quello di Giuseppe Verdi... ma andiamo con ordine, cominciando dal capolavoro buffo del pesarese.
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Opera dall Estero
Didone abbandonata e... ritrovata
servizio di Simone Tomei FREE

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV
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Jazz Pop Rock Etno
Look Mama dalle canzoni al jazz
servizio di Edoardo Farina FREE

180814_Fe_00_MusicaAMarfisa_LookMama_DavideZabbariFERRARA - La rassegna “Musica a Marfisa d’Este” nel giardino della splendida loggia rinascimentale, mirabile esempio di residenza signorile ferrarese del XVI° secolo, ove l’edizione 2018 ancora una volta è stata in grado di confermare l’interessante iniziativa estiva organizzata dal Circolo Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” in
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Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
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Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
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Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
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Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
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Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
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Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
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Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
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Jazz Pop Rock Etno
Interpretando Paco de Lucia
servizio di Edoardo Farina FREE

180728_Fe_00_PacoDeLuciaFERRARA - Musica a Marfisa d’Este nel giardino della splendida loggia rinascimentale, tra i migliori esempi di residenza signorile ferrarese del XVI° secolo, idonea sede in grado di ospitare una piacevole  iniziativa estiva organizzata dal Circolo Culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di
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Classica
Passini sei corde di grande musica
servizio di Edoardo Farina FREE

180726_Fe_00_GiordanoPassini_Fe180724_03FERRARA - E' tornata la Musica a Marfisa d’Este nel giardino della splendida loggia rinascimentale. Non sono mancati fino a oggi, e non mancheranno nel futuro prossimo della rassegna (che si concluderà il 15 agosto), prestigiosi appuntamenti in un ricco programma che ha compreso l’Orquestra Típica Estetango, voce, pianoforte
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Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
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Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
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Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
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Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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