Pubblicato il 08 Novembre 2019
Presentata la collezione autunno-inverno 2019-2020 dell'associazione di Viale Alfonso I d'Este
Essere/non essere dalle parti di Ferrara Off redatto da Athos Tromboni

191108_Fe_00_FerraraOff_Collezione20192020_GiulioCostaFERRARA - La stagione teatrale dell’Associazione Culturale Ferrara Off, con sede al Centro Culturale Slavich in viale Alfonso I d’Este, ricomincia con trentadue appuntamenti tra teatro, danza, musica, cinema e arte. Una rassegna che si stabilizza, radica e rafforza, quella che da sabato 9 novembre 2019 fino a sabato 21 marzo 2020, porterà in scena ogni weekend, salvo una pausa natalizia, negli spazi di Ferrara Off una programmazione unica che offre alla città tante proposte di teatro contemporaneo con alcuni ritorni e molte novità, riconfermando anche collaborazioni con realtà cittadine e internazionali.
«Si potrebbe riassumere questa stagione con una sola frase, “essere o non essere”, che teatralmente è anche troppo riconoscibile ma credo sia una giusta descrizione» afferma il direttore artistico di Ferrara Off Giulio Costa «gli spettacoli in programma sono in gran parte ironici, grotteschi, surreali e drammatici, descrivono la realtà e la società di oggi ponendo dubbi ma anche punti di vista personali e allo stesso tempo collettivi. A “essere o non essere” può anche essere collegata l’immagine che abbiamo scelto per questa stagione. La scultura in foto si chiama “Atlante” ed è opera dell’artista Davide Dormino, ritratto anch’esso in foto da Simone Passeri. L’opera è posta nella Valle del Sorbo e rappresenta una vertebra cervicale umana, una di quelle quindi che regge la testa. Nella foto è invece la scultura che sostiene l’uomo a sottolineare come il punto di vista possa essere ribaltato e riconsiderato.»
La scelta di usare un’opera di un artista contemporaneo come immagine della stagione è già stata adottata in passato da Ferrara Off con le opere di Giacomo Cossio e ciò dimostra la volontà di dare sostegno e risalto non solo ad artisti contemporanei ma anche di mostrarne i processi creativi e renderli noti al pubblico attraverso vari strumenti come le residenze artistiche e produzioni interne all’associazione.
Questo intento di trasparenza si rispecchia nella stagione con gli spettacoli “Pre-assenza” e “Sull’acqua calma e nera dove dormono le stelle” entrambi frutto di residenze artistiche, il primo del gruppo Dance Off e degli allievi della Scuola di Teatro ‘Alessandra Galante Garrone’ e il secondo del regista e attore Fabio Mangolini. Non mancano anche produzioni Ferrara Off, entrambe con la regia di Giulio Costa, “Tranne che il buio” e “Futuro Anteriore”, un monologo tratto da Dino Buzzati e uno spettacolo sul mondo dell’anzianità visto dai giovani. Tornerà inoltre sul palco del teatro l’attrice Gloria Giacopini (che il pubblico ferrarese ha già conosciuto per gli spettacoli “Sogliole a piacere’’ e “Signorina lei è un maschio o una femmina”) che per Ferrara Off porta la lettura a puntate del romanzo di Louisa M. Alcott “Piccole donne”.
Altro ritorno è lo spettacolo “A.R.E.M. Agenzia Recupero Eventi Mancanti” che lo scorso anno ha riscontrato grande successo grazie alla sua natura di improvvisazione che garantisce una diversità dell’opera a ogni replica.
Tanti i titoli e tanti gli attori/autori di grande talento che compongono la rassegna come Claudio Morici (“46 tentativi di lettera a mio figlio”), Alessandro Blasioli (“Questa è casa mia”), Massimiliano Loizzi (“Il matto”), Fabio Marceddu (“Alfonsina Panciavuota”), Alice Conti (“Chi ama brucia”) e il Duo Frosini/Timpano (“Sì l’ammore no”) che portano in scena interpretandoli a loro modo temi di grande attualità. In scena anche uno dei più grandi attori argentini, Carlos Belloso, con lo spettacolo “Sueño que duermo. Tecniche semplici per viaggiare al di fuori del corpo”.

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Tra i tanti anche due appuntamenti di danza, “Pre-assenza” e “Lute”, un duo di danza della compagnia di Fabrizio Favale con Daniele Bianco e Vincenzo Cappuccio, già ospitati durante la rassegna estiva Dance Off.
In apertura della stagione, sabato 9 novembre c’è Porpora Marcasciano, presidente del MIT – Movimento Identità Transessuale, che con “Il sogno e l’utopia. Biografia di una generazione” un racconto autobiografico racconta al pubblico la storia dell’emersione del mondo omosessuale nei movimenti degli anni ’70. Lo spettacolo è un’azione del Progetto Regionale GenerAzioni: percorsi di empowerment contro discriminazioni e violenza, coordinato dal Centro Donna Giustizia. Per questa data l’ingresso è gratuito riservato ai soci. Per i nuovi associati il costo del tesseramento sarà sostenuto da Centro Donna Giustizia.
In chiusura della stagione, sabato 21 marzo 2020, va in scena lo spettacolo “Questa splendida non belligeranza. Una storia così, poi così e infine così”, uno splendido esempio di drammaturgia contemporanea di Marco Ceccotti con la supervisione di Lucia Calamaro.
La rassegna di Ferrara Off non è solo teatro. Ecco quindi che si inseriscono nel programma musica arte e cinema. Per la musica, in collaborazione con Ferrara Sintonie e Ferrara Musica, va in scena “Gerarchia e privilegio”, un melologo per voce e pianoforte di e con Diana Höbel e Claudio Rastelli, ispirato ai testi di Primo Levi in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea e “Variazioni Goldberg”, che vede la già assodata collaborazione fra Lauter e Ferrara Off alle prese con il tema delle trascrizioni tra poesia e musica.
Per l’arte tornano le lezioni di Giacomo Cossio, con il patrocinio di Ferrara Arte, che quest’anno si strutturano in un vero e proprio corso di storia dell’arte diviso in sei appuntamenti tutti dedicati ad artisti contemporanei che hanno portato il pubblico a vedere l’arte da un altro punto di vista. Per sei domeniche pomeriggio, i protagonisti saranno quindi Marcel Duchamp, Andy Warhol, Francis Bacon, Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni e Maurizio Cattelan.
Tornano infine, sempre la domenica pomeriggio, “Mondovisioni” i documentari di Internazionale, proiettati durante Internazionale a Ferrara, nuovamente in città grazie alla rete di associazioni composta da Agire Sociale, Gruppo giovani di Amnesty International Ferrara, Cgil, Cittadini del mondo, Emmaus, Ferrara Off, Ibo, Intercultura, Movimento Nonviolento, Parrocchia di Santa Francesca Romana, Pax Christi e Segnidipace.
Tutte le attività sono riservate ai soci. Sono previsti sconti per under 18, under 30, studenti universitari e spettatori del Teatro Comunale di Occhiobello. Maggiori informazioni sul sito www.ferraraoff.it  o chiamando il numero di cellulare 333 6282360.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ferrara Off
Nella miniatura in alto: l'attore e regista Giulio Costa
Sotto: l'immagine-simbolo della stagione autunno-inverno 2019-2020





Pubblicato il 18 Settembre 2019
Un'operina contemporanea e l'opera-simbolo del verismo dittico per il Maggio Musicale Fiorentino
Noi, Due, Quattro... e Pagliacci servizio di Mario Del Fante

190918_Fi_00_Pagliacci_FrancescoDevidCecconi_phMicheleMonastaFIRENZE - E’ andato in scena al teatro del Maggio Musicale Fiorentino il dittico  Noi,Due,Quattro… di Riccardo Panfili su libretto di Elisa Fuksas in prima esecuzione assoluta, e Pagliacci - capolavoro di  Ruggero Leoncavallo. Le due opere si basano sulla gelosia distante anni luce l’una dall’altra, una basata su internet e l’altra che affonda le radici su un fatto realmente accaduto a Montalto Uffugo, paese di Leoncavallo. La prima opera è fatta di “visioni, pensieri, parole” sottolineate da musica molto sognante, non c’è azione, il tutto molto riposante, che è stata accolta dal pubblico con tiepidi applausi.
Interpretata da Paolo Antognetti, Federica Giansanti, Costanza Fontana, dalla voce recitante di Silvia Benvenuto e da voci bianche, con scene  di Saverio Santoliquido, costumi di Angela Giulia Toso e regia della librettista.
E’ andata quindi in scena l’opera di Leoncavallo  completamente agli antipodi  sia per la trama che per la musica . E’ un nuovo allestimento in coproduzione col teatro Carlo Felice di Genova, con  scene di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti , regia di Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi, con un cast di grande livello.
Nedda era Valeria Sepe che ha offerto un’interpretazione molto aderente al personaggio, dalla sognante e trepida “ballatella”, passando dallo scontro con Tonio all’amoroso duetto con Silvio,  a quello tempestoso con Canio fino al sanguinoso finale, il tutto sottolineato da intensa partecipazione scenica e vocale.
Angelo Villari (Canio) che già avevamo molto apprezzato in Cavalleria Rusticana, ha interpretato alla grande il suo personaggio, con voce bella, potente e omogenea nell’intera gamma fino agli acuti lucenti e sicuri, che ha destato impressione fin dall’inizio “Un grande spettacolo a ventitre ore”, cogliendo una vera ovazione dopo la straziante “Vesti la giubba” e con sempre crescente drammaticità,  affrontando con grande foga il “No Pagliaccio non son” fino al tragico epilogo.

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Francesco Devid Cecconi (Tonio) ha avuto la sua dose di calorosi e meritati applausi dopo il Prologo, calorosi durante tutta la recita per aver messo in mostra un abile fraseggio nella parte descrittiva, giusti accenti nelle varie frasi, un raccolto lirismo in “Un nido di memorie” eseguito con tanta nostalgia, fino alle puntature finale  “Al pari di voi” e “andiam incominciate”, con acuti squillanti e ben sostenuti. Durante l’opera ha adattato la sua voce a quella di Tonio lo scemo, fatta di laida cattiveria.
Hanno portato il loro contributo al successo dello spettacolo Leon Kim , dotato di buona voce, nel ruolo di Silvio; Matteo Mezzaro che ha ben modulato con voce morbida la “serenata” di Arlecchino e i Contadini Vito Luciano Roberti e Leonardo Melani.
Le due opere sono state dirette da Valerio Galli  con mano sicura e pertinente; maestro del Coro e del Coro di voci bianche Lorenzo Fratini , bene come sempre,  anche i due registi, sui quali avevo espresso le mie riserve in Cavalleria Rusticana, questa volta hanno ben eseguito il loro compito che, visti i tempi che corrono,  non è un dato scontato, perché possono anche mutare i finali dell’opera , come in Carmen.
Concludendo , una bellissima esecuzione di Pagliacci senza manipolazioni o variazioni gratuite e disturbanti.

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Maggio musicale Fiorentino – Teatro dell’Opera di Firenze
Nella miniatura in alto: il bravo baritono Francesco Devid Cecconi (Tonio in Pagliacci di Leoncavallo)
Al centro: scena da
Noi, due, quattro…
Sotto: scena da Pagliacci





Pubblicato il 31 Luglio 2019
Applaudite le musiche di Leone Sinigaglia alla rassegna concertistica di Levanto
Il Duo Génot in Sant'Andrea servizio di Gianluca La Villa

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato sulle rare poco udite oggi musiche di Leone Sinigaglia (1868-1944) di cui il Comitato ferrarese per i Grandi Maestri, guidato da chi scrive, si è proposto dal 2013 di fare risorgere alla meritata notorietà le composizioni, un tempo praticate dai grandi direttori e strumentisti.
Il concerto ha avuto inizio con due brani di freschezza e virtuosità per pianoforte solo, ilCapriccio op.24 n1 e lo Staccato-Etude op.11.
Il pianista ha sfoggiato da subito la sua maestrìa e dominio di tastiera e dinamica.
Di seguito Tre pezzi Romantici op13 per violino e pianoforte dedicati da Sinigaglia alla grandissima violinista Teresina Tua (1866-1956), “angelo del violino”, passata dalla celebrità, a dure prove nella vita, e infine al silenzio della clausura come Suora Maria di Gesù, in Roma, spogliandosi di ogni avere: Cavatina, Intermezzo, Erinnerung. Qui è apparsa la violinista Alessandra, con il suono bello e caldo del suo violino Altavilla di fine Ottocento.
Venne poi il pezzo forte della serata, la inaudita Sonata in Sol maggiore op.44 per violino e pianoforte da Sinigaglia dedicata ad Arrigo Serato e da questi battezzata a Torino lo stesso giorno della inaugurazione da parte di Achille Starace dello Stadio Mussolini,e che al compositore valse la nomina in Accademia di Santa Cecilia nel 1936, prima di esser colto da sincope nel 1944 davanti agli aguzzini che volevano fargli fare una gita con biglietto di sola andata ad Auschwitz.
I tre movimenti (Allegro moderato, Adagio, Allegro con spirito) di questa Sonata, definita da Zignani “una delle pagine più alte per questo organico di tutto il Novecento” e come tale negletta e dimenticata a favore di cose trite e ritrite e anche di Sonate contemporanee abominevoli e orribili, sono stati resi con bell’impeto, e profondità nei lenti, facendo scoprire una Sonata bellissima che i giovani violinisti dovrebbero fare loro.

190731_Levanto_01_AlessandraMassimilianoGenot_facebook 190731_Levanto_03_AlessandraMassimilianoGenot

Per finire il concerto del Duo, la Rapsodía piemontese op.26, per violino e pianoforte, pezzo brillantissimo dedicato a Dvorák e tutt’altro che popolaresco, tanto che fu strasuonato dai grandi violinisti dell’età d’oro del violino a cominciare da Fritz Kreisler che la eseguì dopo la Suite in Mi maggiore di Bach, pezzi suoi attribuiti falsamente ai vari Pugnani, ecc, ecc., Capricci di Paganini, alla Queen’s Hall il 5 maggio 1909 a Londra.
E proprio con la Liebesleid di Kreisler, dopo un solo di pianoforte di Massimiliano Génot, la sua trascrizione della canzone popolare riscoperta da Sinigaglia, Maria Catlí, il duo Génot si è accomiatato dal numeroso pubblico presente, aggiungendo un altro tassello alla rinascita della musica del Maestro, di cui il Comitato ferrarese si è fatto promotore dal 2013 con la incisione su cd Tactus del Concerto per violino (solista Laura Marzadori), della Romanza e Humoresque per cello e orchestra (solista F. Caida Greco) e, come annunciato a Levanto, con la produzione ad opera di un valente giovane Quartetto tedesco di tutta l’ampia opera quartettistica di Sinigaglia a comparire su una delle maggiori case discografiche mondiali.

Crediti fotografici: Gianluca La Villa
Nella miniatura in alto: la violinista Alessandra Génot






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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Al Teatro Bonci Bye Bye '900?
redatto da Edoardo Farina FREE

190914_Cesena_00_StagioneTeatroBonci_ClaudioLonghiCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ in data 11 settembre 2019, dove è stata annunciata la programmazione  della  stagione invernale 2019/2020 caratterizzata da un ampia scelta intesa come luogo di confronto, esplorazione e dialogo, ovvero filtro e racconto del nostro vivere, offrendo ancora una volta una visione il più possibile ampia
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Pagina Aperta
Arena Festival 2019 i risultati
servizio di Athos Tromboni FREE

190911_Vr_00_ArenaConsuntivo_FedricoSboarinaVERONA – E così il Festival 2019 della Fondazione Arena va in archivio con una serie di record, illustrati oggi dal sindaco Federico Sboarina, dalla sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e dal direttore generale della Fondazione, Gianfranco De Cesaris, nella tradizionale conferenza stampa di consuntivo. Al tavolo dei relatori erano presenti anche
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Concorsi e Premi
Il Premio Caruso 2019 alla Devia
FREE

190910_Lastra_00_PremioCaruso2019_MariellaDevia.JPGLASTRA A SIGNA (FI) - Sabato 7 settembre 2019, nello scenario  di Villa Bellosguardo sede del Museo Enrico Caruso, sulle magnifiche colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso premio che fin dal 1979 viene assegnato ai grandi interpreti del teatro d’opera. Il primo insignito fu il grande tenore Galliano Masini e poi
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Opera dal Nord-Est
Arena ultime quattro recite
servizio di Simone Tomei FREE

190909_Vr_00_Ultime4Recite_CarmenTraviataToscaAida_FotoEnneviVERONA - Ebbene sì, anche il Festival Arena di Verona 2019 giunge al termine e la mia ennesima salita estiva nella città scaligera ha avuto come obiettivo quello di seguire le ultime quattro recite della stagione, con alcune interessanti novità per quello che riguarda gli interpreti che si sono succeduti sul palcoscenico.


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Eventi
Teatro Duse la stagione 2019/2020
redatto da Edoardo Farina FREE

190909_Bo_00_TeatroDuse_WalterMramorBOLOGNA - La conferenza stampa del 5 settembre riguardante la presentazione della nuova Stagione invernale 2019/2020 del Teatro Duse di Bologna alla presenza tra gli altri del direttore organizzativo Gabriele Scrima e Rossella Fino proveniente dal dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, ha voluto prevalentemente porre in
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Opera dal Centro-Nord
Falstaff versione commedia dell'arte
servizio di Athos Tromboni FREE

190908_Cento_00_Falstaff_CostantinoFinucciCENTO (FE) – Il Falstaff  di Giuseppe Verdi proposto nel cartellone di “Cento – Opera in festa” e allestito dell’Accademia del Bel Canto e dalla Pro Loco di Renazzo, con il patrocinio del Teatro Borgatti, avrebbe avuto come palcoscenico e scenografia naturale il suggestivo parco di Villa Chiarelli. Ma venerdì 6 settembre 2019 il meteo ha fatto decidere diversamente
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Opera dall Estero
Successo per La Dori
servizio di Simone Tomei FREE

190905_Innsbruck_00_LaDori_FrancescaAsciotiINNSBRUCK - "Pietro Antonio Cesti (1623-1669): La Schiava Fortunata ó vero La Dori. Dramma musicale in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni. Prima rappresentazione: Innsbruck, Hoftheater, 1657."
Così si presenta questo lavoro barocco che, a distanza di oltre trecentocinquant'anni, torna "a casa" (al Tiroler Landestheater nel
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Soci Uncalm
Finta giardiniera opera vera
servizio di Athos Tromboni FREE

190903_Ro_00_FintaGiardiniera_PabloMaritanoROVIGO - Avrebbe dovuto essere il "saggio finale" di una masterclass sulla vocalità mozartiana, La finta giardiniera, ma lo spettacolo realizzato dal regista Pablo Maritano, con la preparazione vocale curata dal tenore e docente di canto Fernando Cordeiro Opa realizzato nel Ridotto del Teatro Sociale domenica 1 settembre 2019, si è proposto al numeroso
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Personaggi
Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Opera dal Centro-Sud
Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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