Pubblicato il 08 Giugno 2018
Caloroso successo al Ravenna Festival per il pių celebre musical di Cole Porter
Kiss me Kate restaurato servizio di Athos Tromboni

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il 7 giugno, si registrava l'esaurito; e lo spettacolo ha avuto altre tre repliche, compresa quella pomeridiana del sabato successivo. Si è trattato di un Kiss me, Kate "restaurato" rispetto all'originale di Porter, come ha precisato il responsabile dell'edizione critica David Charles Abell nel libretto di sala: «Jo Davies (il regista, ndr), Will Tuckett (il coreografo) ed io abbiamo cercato di rimanere fedeli al materiale originario pur ripensando lo spettacolo per il pubblico d'oggi. Tutte le parole e le note che sentite sono state scritte da Porter, dagli Spewack e dalla loro squadra musicale. Come è tradizione a Broadway, però, alcune canzoni sono state trasposte e adattate alle caratteristiche vocali del nostro cast.»
Peccato veniale, venalissimo, se si considerano le "trasposizioni" registiche d'oggi nell'opera lirica e le licenze di tagli e ripuntature in uso da sempre da parte di registi e direttori tutt'altro che ossessionati dalla filologia accademica. Fatto sta che Kiss me, Kate prodotto non dai manager dei musical statunitensi ma dai loro cugini inglesi di Opera North, è risultato molto meno jazzistico e molto più romantico (soprattutto nelle canzoni accompagnate con il lussureggiante colore degli archi) di alcune versioni universalmente note.

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Spettacolo molto bello e divertente, intendiamoci, perché tutto ha funzionato assai bene, arie solistiche e musica d'assieme, coreografie, scene, luci e costumi... tanto che il crogiolo è diventato non un miscuglio di stili, ma l'unificazione degli stili (canto sincopato e spianato, canto con voce lirica impostata e voce naturale, riff degli ottoni e cromatismo di violini e viole e violoncelli, cori da osteria e da - quasi - polifonia, eccetera) tutto ben dosato dentro un amalgama apparso omogeneo.
La storia, la trama, l'ispirazione drammaturgica, sono abbastanza comuni nel teatro: si racconta di una messinscena della commedia di Shakespeare, La bisbetica domata, che sul palcoscenico e dietro le quinte si intreccia umanamente con la vita reale degli attori, le loro aspirazioni, le miserie, le caratterialità; dimostrando che la commedia può essere non la finzione fatta  paradosso, ma lo specchio della vita quotidiana. Cole Porter fa cioè un musical sfruttando il cliché del "teatro dentro il teatro" (non fu l'unico e non sarà il solo: ricordiamoci dell'opera di Leoncavallo Pagliacci; o di Pirandello, Stasera si recita a soggetto, tanto per citare esempi ormai classici del repertorio italiano).
Sul palcoscenico del Teatro Alighieri di Ravenna si muove benissimo tutta la compagnia di Opera North, con le eccellenti coreografie di Will Tuckett (qui riprese da David James Hulston), la spumeggiante regia di Jo Davis (qui ripresa da Ed Goggin) e le strepitose luci di Ben Cracknell, una vera meraviglia. A colorare il tutto ci hanno pensato i variopinti costumi di Colin Richmond, in foggia rinascimentale quelli della commedia di Shakespeare, contemporanei anni '50 del Novecento quelli che vestivano i personaggi quando l'azione si svolgeva dietro le quinte e nei camerini del back-stage, e in genere in ogni circostanza durante la quale la scena passava dalla recita shakespeariana ambientata sul proscenio, alla realtà del quotidiano ambientata proprio nel back-stage.
Citiamo i cantanti e attori principali quali la superlativa Stephanie Corley (Lilli Vanessi/Kate), e poi Quirijn de Lang (Fred Graham/Petruchio), Zoë Rainey (Lois Lane/Bianca) e Alan Burkitt (Bill Calhoun/Lucentio), Alesha Pease (Hattie), oltre al funambolico attore/ballerino Stephane Anelli (Paul), che sono il vero motore della messinscena; ma anche gli altri sono stati splendidi, tutti bravissimi, molto molto bravissimi (ipersuperlativo, licenza linguistica del recensore, ndr).

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L'orchestra di Opera North, diretta dal maestro James Holmes, ha entusiasmato il pubblico al pari della compagnia di ballo e del coro, diretti rispettivamente dal già citato Hulston e da Oliver Rundell, tutti gratificati da prolungati applausi a scena aperta e dalle ovazioni finali del pubblico.
Insomma, dopo l'apertura alla grande con l'Orchestra Giovanile Cherubini diretta da Wayne Marshall, il Ravenna Festival ha offerto un'altra prova di originalità e acume artistico con questo musical in prima esecuzione nazionale, che fa centro in piena coerenza col sottotitolo/slogan di quest'anno: "Whe Have a Dream" ("A j ò fat un sogn") nella sua accezione fantastica, più che simbolico/politica. (Repliche al Teatro Alighieri, venerdì 8 giugno ore 20,30 e sabato 9 ore 15,30 e 20,30).

Crediti fotografici: Tristam Kenton per Ravenna Festival 2018
Nella miniatura in alto: la protagonista Stephanie Corley (Lilli Vanessi/Kate)
Sotto in sequenza: ancora la Corley con Quirjin de Lang (Fred Graham/Petruchio); la coprotagonista Zo
ë Rainey (Lois Lane/Bianca)
In fondo: due istantanee di Kenton sul corpo di ballo e sui costumi di Opera North





Pubblicato il 21 Marzo 2018
In scena al Politeama Rossetti il musical pių completo di Andrew Lloyd Webber
Sunset Boulevard un capolavoro servizio di Rossana Poletti

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà in Inghilterra per una tournée nel Regno Unito. Lo spettacolo comincia con un omicidio: giornalisti, fotografi e reporter sono sul luogo del delitto, una villa di Hollywwod. Ma facciamo con il protagonista Joe Gillis, morto per un colpo di pistola, un passo indietro. Il sole è già tramontato da un po’ sulla villa di Sunset Boulevard. E’ infatti sera quando lo sceneggiatore Joe Gillis ci arriva per caso e per Norma Desmond, grande diva del cinema muto, sono ormai trascorsi vent’anni dal suo ultimo successo.  Un sole che non si accenderà più per lei, incapace di comprendere i cambiamenti, di adeguare le sue capacità artistiche ad un mondo tecnologico in continua evoluzione, che ormai macina tutto e tutti, esige tanto, paga poco, sfrutta i più, dando luogo alla genia dei disperati: attori senza ruoli, tecnici disoccupati, sceneggiatori perennemente a caccia di soggetti, aiuto registi in attesa di essere chiamati, comparse che fanno la fila per mangiare e pagare l’affitto.
180321_Ts_01_SunsetBoulevardQuesto è il mondo di Sunset Boulevard, la fabbrica del cinema della gloriosa Paramount, cinica e avida. Billy Wilder ne fece un film nel 1950, che poi Andrew Lloyd Webber musicò per trasformarlo in musical, il quale dal 1993 continua a mietere successi straordinari. Se lo stesso Lloyd Webber lo definisce la sua composizione più completa, lo spettacolo, che in questi giorni va in scena al Politeama Rossetti di Trieste, rappresenta, per dirla alla maniera cinematografica, un colossal. Scene straordinarie, costumi perfetti, una regia, quella di Nikolai Foster, che non consente neanche una sbavatura alla recitazione e alla complessa macchina che muove le scene.
Il pezzo forte è rappresentato dall’orchestra che suona dal vivo, sedici musicisti che donano allo spettacolo un’emozione maggiore, un calore decisamente eccezionale. I protagonisti si muovono sul palcoscenico che è una macchina perfettamente oliata, la recitazione è sorprendente, le voci strabilianti a partire da quella di Ria Jones, che subentrò, nel ruolo di Norma Desmond, a Glenn Close, quando la famosa attrice ebbe un malore durante la recitazione. Calda, potente, a tratti graffiante, la sua tonalità tradisce una voce matura, perfetta anche nella forma fisica, vestita di tutto punto, “come una gallina” dirà di lei Joe Gillis. Paillettes, piume, cappellini, un’auto d’epoca che la Paramount vorrebbe per girare un film. Sarà questo equivoco, l’idea cioè che la casa cinematografica cerchi lei per un ingaggio mentre vorrebbe solo affittare la vettura, a creare le premesse per il finale tragico. Come nel film, nel musical la diva si innamora del giovane sceneggiatore, capitatole per caso tra le mani e trattenuto a forza di denaro e regali.
E Joe Gillis, interpretato magistralmente da Denny Mac con un timbro squillante e potente, cederà per bisogno, ma quando la donna gli ruberà la speranza di un amore e di una vita normale, getterà in faccia alla vecchia attrice la verità, finendo morto ammazzato nella piscina; e la Desmond impazzirà.
Tutto si muove vorticosamente in scena, sembra sempre di essere dietro ad una cinepresa. Soltanto nel salotto di Norma il mondo si ferma e torna indietro nel tempo a quella Salomè che con il solo sguardo ammaliatore sarebbe capace di accendere i fans dell’artista. Un maggiordomo, che poi si scoprirà essere il primo marito di lei e anche il grande regista Max von Meyerling, le dedica tutte le attenzioni possibili.

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“E’ una donna fragile, madame – dirà – bisogna evitarle ogni contraccolpo”: Adam Pearce è uno splendido basso-baritono con un’estensione di voce che gli regala in alcuni passaggi delle sue canzoni applausi a scena aperta. Il pubblico entusiasta applaude alla forza della musica di Sunset Boulevard, di canzoni come “As il we never said goodbay” che Barbra Streisand portò al grande successo nel mondo.
In scena a Trieste fino al 25 marzo 2018.

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Politeama Rossetti di Trieste
Nella miniatura in alto: il compositore Andrew Lloyd Webber





Pubblicato il 09 Luglio 2017
Avviate e proseguita con successo la settimana della piccola lirica al Politeama Rossetti
L'Operetta chiama Budapest e Trieste servizio di Rossana Poletti

170710_Ts_01_LOperettaFranzLeharTRIESTE - In città e nel territorio triestino la tradizione dell’operetta ungherese viene da lontano, da quei favolosi anni '60 del Novecento, quando per svariate motivazioni il Teatro Verdi interruppe il Festival (era la prima volta e non fu senza dubbio l’ultima), per riprenderlo soltanto nel 1970 al Politeama Rossetti. A mantenere la tradizione, che aveva visto un Castello di San Giusto strapieno e traboccante di pubblico e di tanti personaggi straordinari, dal direttore d’orchestra Cesare Gallino alla cantante ungherese Rosy Barsony, da Elvio Calderoni alla coppia sfavillante di Martha Eggert e Jan Kiepura, in quel decennio ci aveva pensato un imprenditore triestino, Emilio Paterniti, proprietario di una importante agenzia di viaggi, ora scomparsa. Aveva contattato direttamente a sue spese compagnie ungheresi di operetta e fatte esibire a San Giusto. Scorrendo le locandine dell’epoca si scoprono titoli più o meno noti e nel 1965 anche un “Budapest Show” che ricorda tanto nei contenuti il “Gran Galà dell’Operetta - Suoni del Danubio” che ha aperto, il 5 luglio 2017, la settimana di spettacoli al Rossetti, dedicata alla piccola lirica. Protagonisti i solisti, il coro, il corpo di ballo e l’orchestra del Teatro Nazionale dell’Operetta di Budapest, una compagine di un’ottantina di artisti agguerriti. Agguerriti, sì, è il termine giusto per definire un gruppo motivato, che gira senza intoppi, tutti cantano, tutti ballano, per parafrasare una macchina da guerra. Hanno proposto un lungo spettacolo diviso per temi: Vienna, Budapest, Ricordi parigini, Messaggi da terre lontane, Sangue e fuoco magiaro e per concludere l’esibizione della “Budapest Gipsy Orchestra”, con cembalo, violini, contrabbasso e fiati, che ha interpretato una strepitosa Csardas di Monti, a suggerire che la musica non ha frontiere neanche nei generi.
Veri protagonisti della serata sono stati i brani degli austro-ungarici Lehár, Kálmán e Abraham, a cui aggiungere la bellissima “Quinta Danza ungherese” di Brahms, un pizzico di Stolz e Strauss e poco altro. “La Vedova allegra”, “Pipistrello”, “La Principessa della csardas”, “Vittoria e il suo Ussaro”, “Giuditta”, “Zarevitsch” titoli famosi a cui si sono aggiunte arie da operette di cui i nostri palcoscenici hanno perso la memoria: Madame Pompadour, Zircus Prinzessin e altre che non hanno comunque mancato di entusiasmare il pubblico. L’apertura dedicata al bellissimo valzer di Strauss, Sangue viennese, ha visto volteggiare coppie di ballerini candidi e luccicanti, che si sono calati anche in parti buffe e divertenti di soldati ubriaconi, oppure in perfetti costumi nazionali magiari, il cui spirito la compagnia intera rappresenta profondamente.

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Non potevano mancare arie romantiche e passionali, da Meine Lippen a Tu che m’hai preso il cuor di Ferenc Lehár, dalla Leggenda della Vilja a Vien Tzigan dalla “Contessa Maritza” di Imre Kálmán, per concludere con canti d’insieme come Bruna Bimba d’Ungheria e il can can tratto da “La Bajadera” sempre di Kálmán. Non si sono risparmiati i cantanti Monika Fischl e Zsolt Vádas, Anita Lukach e Gergely Boncer e molti altri.
Il giorno dopo si volta pagina e scene, perché sul palcoscenico del Politeama Rossetti è apparsa “La Vedova allegra”. Mai fu vista qui una Vedova così allegra. Un solo motivo: l’allestimento, una vivace versione del capolavoro di Franz Lehár da parte del Teatro Nazionale dell’Operetta di Budapest. Ma non è stata l’unica particolarità della situazione: in scena infatti una compagnia ungherese che cantava e recitava in italiano un’operetta scritta in tedesco. Benvenuti nella MItteleuropa, solo da queste parti possono accadere situazioni di questo tipo. Anzi se possiamo aggiungere un commento, il linguaggio approssimativo, gli accenti sbagliati hanno donato alla rappresentazione un nonsoché di esotico da renderla anche più spassosa. Ad un primo tempo più lento, con qualche incertezza negli attacchi, si è arrivati poi ad un secondo tempo scoppiettante in cui emergeva tutta la passione travolgente dei due protagonisti, Anna Glawary e il conte Danilo, e le esuberanze della piccola, buffa corte del Pontevedro. Franz, o meglio ancora Ferenc, Lehár rincorse per tutta la vita la composizione di un’opera; avrebbe voluto a tutti i costi proporne una e, negli anni della sua permanenza a Pola quando dirigeva la banda militare, conobbe il poeta Felix Falzari. Assieme scrissero Kukuschka, che però non ottenne il successo che Lehár avrebbe desiderato per permettergli di abbandonare il lavoro nella città istriana e cercare maggior fortuna nella capitale dell’Impero. In quegli anni suo mentore era stato Antonio Smareglia, che nel 1895 aveva composto le Nozze istriane, su libretto di Luigi Illica, vero suo grande capolavoro di ispirazione wagneriana, per il quale aveva avuto gli apprezzamenti di grandi musicisti dell’epoca, da Brahms a Puccini e Richard Strauss. Franz Lehár resterà il re dell’operetta nella sua epoca d’argento, fino a quegli anni Trenta in cui l’operetta lascerà il passo alla rivista, e la tristezza per un mondo in dissoluzione, sia sul versante musicale, sia per la distruzione dell’Impero Austro-ungarico, sarà ben espressa nel suo Paese del Sorriso, unica operetta con un finale non lieto, nella quale la malinconia prende spesso il posto della gioia e della gaudenza.
Ma torniamo ai nostri eroi ungheresi, che portano in scena un’energia inconsueta sui nostri palcoscenici. Cantanti, ballerini e coro hanno nelle corde della loro preparazione tutti gli elementi che rendono l’operetta vivace. Tutti quanti cantano, recitano ballano, compiono vere evoluzioni ginniche in scena. Hanno una particolare predisposizione per la vis comica e passionale, d'altronde come abbiamo avuto modo di constatare per il Galà, sono magiari e il loro animo si esprime in questo modo. Regalano a Lehár quel minimo di “ungheresità”, passate l’espressione, che il compositore invece non ebbe. A questo proposito si distingueva dal suo contemporaneo e conterraneo Imre Kálmán, il quale della sua terra aveva conservato lo spirito che trasmetteva a tutte le sue composizioni.

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La storia di Anna Glawary è troppo nota per essere ricordata. Monika Fischl, che la interpreta, incanta per la sua brillante presenza scenica. Va invece ricordato che Lehár in questa operetta deride il piccolo regno del Montenegro, povero e arretrato, e che questo fatto si evidenzia nel bisogno della corte di far sposare il conte Danilo, il bravo Zsolt Vádas, alla ricca giovane ereditiera. Questa evidente derisione, messa in atto anche attraverso i buffi e sciocchi personaggi della corte pontevedrina, l’assonanza del nome poi è significativa, innescò a quel tempo grandi proteste in tutti i teatri dell’impero, ma in particolare a Trieste, città in clima di irredentismo, anche perché la montenegrina Elena era finita in sposa al re d’Italia. Due personaggi triestini compaiono nel gruppo ungherese. Andrea Binetti nei panni del Barone Zeta, il cornificato padrone di casa, che con il suo fedele servitore Njegus, interpretato da Alessio Colautti, costruiscono il telaio su cui si innestano arie, melodie e gag dell’operetta. La dirigenza ungherese ha già annunciato per la prossima stagione un’operetta di Kálmán, ancora in lingua italiana. Peccato che Trieste non creda più al successo dell’operetta (teatro sempre pieno con prezzo del biglietto non proprio simbolico) e si debba ricorrere a forze esterne per avere grandi allestimenti. Forse per dirla con Colautti “Trieste è più amata dagli altri che dagli stessi triestini”.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il compositore più rappresentantivo dell'Operetta, Franz Lehár
Al centro: il momento culminante del Gran Gala d'apertura
Sotto: scena da La vedova allegra allestita al Politeama Rossetti






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Parliamone
E la Euyo debuttō a Ferrara
intervento di Athos Tromboni FREE

180331_Fe_00_Parliamone_Emily DavisFERRARA - La European Union Youth Orchestra, già familiarmente chiamata con la sigla Euyo dal pubblico ferrarese, sembra destinata a rappresentare simbolicamente - in questi ultimi tempi - la fase di passaggio di significativi rivolgimenti politici: l'ensemble, che è composto da giovani musicisti degli stati membri dell'Unione europea, non poteva più stare a Londra, perché la Gran Bretagna è uscita con la brexit dall'Europa comunitaria. E ha trovato residenza italiana a Ferrara, grazie all'impegno del ministro Dario Franceschini che l'ha fortemente voluta... ma Franceschini - europeista convinto - non sarà più ministro e (caso curioso) la Euyo si troverà a lavorare a Ferrara e in Italia probabilmente (diciamo probabilmente) alla presenza di un Ministro della cultura se non euroscettico
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

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180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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Kiss me Kate restaurato
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180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Pappano e la Eberle con dovizia
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180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Ferrara Musica lancia la Euyo
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180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Ottimo Stabat pro Telethon
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180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Cappello di paglia stropicciato
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180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Chiusura col botto per la Mariani
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180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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Trenta appuntamenti in Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

180510_FestivalValleDItria_00_FrancoPunzi_phGianfrancoRotaMILANO - È stato presentato nelle sale del Piccolo Teatro il 44° Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà dal 13 luglio al 4 agosto 2018. Alla conferenza stampa di presentazione del cartellone hanno partecipato Alberto Triola (direttore artistico della manifestazione), Fabio Luisi (direttore musicale) e Franco Punzi, presidente del Centro
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Eventi
Aida con tutta Cento
servizio di Athos Tromboni FREE

180508_Cento_00_Aida_FranceDarizCENTO (FE) - Sarà una brava soprano francese a interpretare l'Aida di Giuseppe Verdi sabato 23 giugno 2018 alle ore 21 in Piazza del Guercino a Cento: si chiama France Dariz, ed è stata impegnata una volta sola dalle nostre parti, nel maggio 2014 per un concerto tutto pucciniano nel Teatro Comunale di Ferrara. Ma è una cantante di rango proprio
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Opera dal Centro-Nord
Lucia con le pistole senza pistolettate
servizio di Athos Tromboni FREE

180507_Fe_00_LuciaDiLammermoor_FrancescoBellottoFERRARA - La protagonista della Lucia di Lammermoor  di Gaetano Donizetti gioca con una bambola di pezza dal vestitino rosso durante tutta l'opera: è l'insieme dell'innocenza e dell'adolescenza con cui il regista Francesco Bellotto ha caratterizzato il personaggio, nell'allestimento da lui curato e prodotto dai teatri di Treviso e Ferrara con la
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Echi dal Territorio
Daniele Barioni premiato dai jazzofili
servizio di Athos Tromboni FREE

180506_Vigarano_00_PremioADanieleBarioni_AndreaAmbrosiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Il «Gruppo dei 10» è un'associazione ferrarese di musicofili che amano riunirsi in locali caratteritici del territorio per incontri conviviali e concerti, generalmente di musica jazz perché "i 10" sono tutti appassionati cultori della musica afroamericana; ma la loro rassegna concertistica ha il titolo programmatico di "Tutte
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Soci Uncalm
Replica di un frizzante Elisir
FREE

180506_Fe_00_LElisirDAmore_GiuliaPierucciFERRARA - Ottima ripresa sabato 5 maggio 2018, alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena nel cartellone del Teatro Ragazzi del Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara esattamente un mese prima: si trattava di una produzione del Conservatorio di Ferrara "Girolamo Frescobaldi" inserita
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Pagina Aperta
Il grande merito di Sebastianutto
FREE

180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il
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Soci Uncalm
Cinzia Forte, il Premio e l'arcobaleno
FREE

180501_Fe_00_PremioFrescobaldi_DarioTondelliFERRARA - È stata una grande esibizione di belcanto e una gioiosa festa: il concerto del 29 aprile 2018 alla Sala della Musica, organizzato dal Circolo Frescobaldi nell'ambito del conferimento del Premio Frescobaldi 2018 al soprano Cinzia Forte, ha visto la partecipazione, oltre che della premiata, anche dei suoi allievi che citiamo in ordine di
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Opera dal Centro-Nord
Tosca buoni i due cast
servizio di Simone Tomei FREE

180429_Pr_00_Tosca_PirozziAnna_phRobertoRicciPARMA - Parlando di Tosca, Fedele D’Amico - musicologo e critico musicale - cosi diceva in merito a quest’opera: “… Le novità di Tosca sono inseparabili dalle sue scoperte espressive: il primo tema di Scarpia, ossia quei tre accordi che aprono l’opera e, con alcune varianti, concludono sia il primo che il secondo atto, offrono un giro armonico certamente inedito; ma
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo proprio bello
servizio di Edoardo Farina FREE

180427_Cesena_00_UnBalloInMaschera_ScillaCristiano_phLucaBogoCESENA - …e chiusura della stagione con l’opera  Un ballo in maschera  di Giuseppe Verdi dopo un’assenza di 153 anni, ove … “se il dialogo con la città, se il desiderio di rendere sempre di più la scena il luogo in cui giocare a mettere in pratica le diverse idee che definiscono gli orizzonti di pensiero e di azione di una comunità è ciò che caratterizza
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Opera dall Estero
Masnadieri molto belli
servizio di Simone Tomei FREE

180424_MonteCarlo_00_MantegnaRoberta_IMasnadieri_phAlainHanelMONTE-CARLO - Prima di intraprendere il mio viaggio narrativo ne I Masnadieri di Giuseppe Verdi, condivido questo pensiero del musicologo Michele Girardi in merito al componimento: «…fra i vari meriti dei Masnadieri, oltre a numerose pagine di bella musica, vi è quello di trattare temi spinosi, più attuali oggi che ai tempi dello Sturm und Drang. Non
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Vocale
Esther dello Spirito Santo
servizio di Athos Tromboni FREE

100423_Fe_00_Esther_NicolaValentiniFERRARA - Quella di Esther, personaggio biblico dell'Antico Testamento, è una figura che ha ispirato scrittori e musicisti perché la donna ebrea è stata una salvatrice del proprio popolo. Viene raccontato che la bambina Esther fu adottata dal cugino Mardocheo quando, orfana di padre, si trovò sola in Babilonia. Crebbe e divenne una bellissima giovinetta
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Opera dalle Isole
Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma č moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
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180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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