Pubblicato il 16 Dicembre 2018
La brava pianista ferrarese ha portato nel Ridotto del Teatro Abbado uno degli autori preferiti
Ecco la Carini, ecco Schumann servizio di Athos Tromboni

181216_Fe_00_MariaCristinaCariniFERRARA - La musica pianistica di Robert Schumann... e il recital di Maria Cristina Carini nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" per la stagione cameristica del Circolo Frescobaldi. Ecco le due motivazioni che hanno indotto il pubblico ferrarese alla partecipazione dell'appuntamento musicale. Se poi si tratta del 18 pezzi caratteristici per pianoforte Davidsbündlertänze op.6 e delle 8 fantasie della Kreisleriana op.16 ci sono ulteriori motivazioni che coinvolgono sia lo studioso acculturato che il pubblico generico: quelle motivazioni afferiscono principalmente il come si suona Schumann e il perché di una data interpretazione.
Andiamo con ordine: si tratta di lavori giovanili del tedesco scritti rispettivamente nel 1837 e nel 1838 ma sono pieni di quella carica emotiva che caratterizzerà le più intense opere del compositore nella maturità, prima della pazzia.
All'inizio del 1837 il compositore viveva in stato di appassionata disperazione, a causa dell'allontanamento forzato dall'amata Clara Wieck; i timori di perderla per sempre lo prostravano. Fu lei, Clara, che fece il primo passo verso la riconciliazione; e così il coraggio del compositore si rinvigorì portandolo ad accettare la proposta di lei, che di matrimonio si sarebbe potuto parlare, ma non prima che Schumann avesse trovato un lavoro, una sistemazione, una fonte di guadagno: nacquero perciò, sull'onda emotiva del rinascente rapporto, i 18 pezzi caratteristici per pianoforte: in essi si alternano momenti luminosi, altri lirici, altri riflessivi e malinconici. L'anno successivo, ma in effetti pochi mesi dopo, nacquero le fantasie della Kreisleriana, vera "summa" di invenzioni ritmiche incomparabili, e di complessità melodiche inusitate per l'epoca. Schumann innamorato, Schumann creativo, Schumann determinato, Schumann concreto. Non si può prescindere da queste considerazioni quando ci si approccia alle due composizioni, tanto per ascoltarle, e tanto più per eseguirle.
E la Carini ha mostrato di avere interiorizzato non solo le note, ma anche gli umori reconditi del compositore, traferiti poi nel proprio tocco e nella propria maniera di utilizzare il pedale di risonanza del pianoforte. Ed ha eseguito tutto a memoria... «Suonare a memoria. Chiamatela pure un'audacia... testimonierà ben sempre la grande forza dello spirito musicale. Perché questa buca del suggeritore? Perché questo peso al piede, se ci sono ali alla testa? Non sapete che un accordo, letto dalla musica, per quanto sia liberamente toccato, non suona nemmeno per metà così liberamente come uno sonato di fantasia?»: sono le parole di un celebre aforismo di Robert Schumann tratto dai suoi scritti "La musica romantica".

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Ecco il come si ha da suonare quel compositore se si vuole trasmettere al pubblico la simbiosi fra interprete e autore. La Carini l'ha fatto. E per quanto riguarda il perché più sopra citato, rileviamo che non solo nelle mani agilissime, nelle dita affusolate, ma addirittura nello sguardo della pianista, nel suo gesto misurato, si sono intravisti ora i momenti luminosi, ora l'abbandono lirico, ora il raccoglimento riflessivo e malinconico che furono di Schumann; cioè i suoi sentimenti, così come vengono raccontati dalle analisi psico-espressive che la letteratura musicologica ci ha tramandato dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri.
Ottimo recital pianistico, dunque, premiato da un grande calore del pubblico presente a cui la Carini, per ringraziamento, ha offerto come bis fuori programma una splendida Mazurka di Chopin.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm
Nella miniatura in alto e sotto: la pianista Maria Cristina Carini durante il recital nel Teatro Abbado





Pubblicato il 27 Giugno 2018
Bach e Mozart pianistici eseguiti dal virtuoso francese ospite dell'Orchestra Cherubini
David Fray e il suo latu-sensu servizio di Athos Tromboni

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi soprattutto in Bach. Il programma di sala proponeva il Concerto per pianoforte e archi in Re minore Bwv 1052 e il Concerto per pianoforte e archi in La maggiore Bwv 1055 entrambi del compositore nativo di Eisenach; e - subito dopo - il Concerto per pianoforte e orchestra n.24 in Do minore K 491 di Mozart.
I due concerti bachiani sono, come noto, trascrizioni per tastiera (clavicembalo, per la verità) di due concerti andati perduti, il primo per violino e archi e il secondo per oboe e archi: se eseguiti al pianoforte esigono diteggiatura pulitissima e sincronia perfetta con gli archi, oltreché un equilibrato compenso dinamico fra tastiera e archi; la qual cosa è stata messa in bella mostra da Fray: egli ha eseguiti entrambi i concerti a memoria, alzandosi dal pianoforte solo quando, all'inizio di movimenti centrali o finali, la tastiera entra dopo l'orchestra: qui abbiamo cercato di capire se Fray, oltre che ottimo pianista, avesse "stoffa" per aspirare alla carriera di direttore, similmente a molti altri pianisti che lo hanno preceduto (per esempio: Daniel Barenboim)... Certo il suo gesto, senza bacchetta, è ampio, indicativo, molto esuberante. Ma come una rondine sola non fa primavera, un solo concerto con il ruolo di esecutore-direttore al pianoforte non ci consente di azzardare un giudizio o una previsione. Basti qui dire che l'effetto sul pubblico è stato positivo...
A proposito: perché il pubblico del Teatro Alighieri, quella sera, batteva le mani nelle pause di passaggio da un movimento all'altro dei due concerti bachiani? Pecche di cultura musicale di invitati degli sponsor?
Fortuna che i ssttt! ssttt! decisi e possenti della parte di pubblico un po' più competente hanno zittito gli applausi compulsivi, almeno per il concerto di Mozart...
Torniamo alla musica, anzi, all'esecuzione: raccolto e intensamente serioso nel Concerto in Re minore Bwv 1052, Fray si è sciolto alla luminosa e frizzante gioiosità del La maggiore nel concerto Bwv 1055. Ha usato - in entrambe le esecuzioni - il pedale smorzatore con intelligenza, ricavando un suono secco che ben si combinava con le risposte degli archi nel gioco dei contrappunti e delle citazioni tematiche.

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Dopo l'intervallo, in Mozart, il pedale è stato usato con più libertà espressiva, anche per dare un senso alla tonalità di modo minore che fa del Concerto K 491 un preziosissimo pezzo pre-romantico (insieme al Concerto K 291 "Jeunhomme" e al Concerto K 466): composto nel 1786, il K 491 esce dalla logica dei concerti "galanti" introducendo nell'ordito musicale molti elementi di concitazione e anche certe atmosfere patetiche (nel senso veramente romantico del termine); le melodie sono intense, riflessive, in tutti i temi del primo movimento; e i contrasti fra suoni acuti e suoni gravi, così come i rimandi fra il solo e il tutti, delineano uno stile che esploderà con Beethoven e con i compositori del primo Ottocento. In particolare il Larghetto centrale è uno degli adagio fra i più commoventi scritti da Mozart e qui il rapporto fra gli strumentini e la tastiera diventa veramente il botta-risposta di una passione intima e sofferta.
David Fray è stato ottimo interprete, dando l'impressione di aver compreso e metabolizzato il lato-sensu dello spirito romantico nella musica di Mozart. Del resto se questo pianista ha appena inciso, come dicono le cronache, un disco per la Erato con musiche di Chopin e, qualche tempo prima, un altro disco con musiche di Schubert, non ci vuole molto a capire che la sua sensibilità batte oggi là dove lo spirito romantico è più (pianisticamente) fulgente.
Due altri encomi, al termine di questa cronaca: uno per il violino di spalla dell'Orchestra Cherubini, Adele Viglietti, alla quale Fray lanciava di tanto in tanto un occhiata volgendo appena la testa, per suggerire attacchi e dinamiche che lei, la violinista, aveva comunque già intuito e trasmesso all'orchestra; l'altro encomio alla flautista Viola Brambilla in perfetta sintonia con il pianista in Mozart, e soprattutto nel citato Larghetto centrale dove il flauto accompagna e stimola le dolci note malinconiche della tastiera.
Bis a grande richiesta, concesso: ancora Bach, per applausi che si sono dimostrati calorosissimi. (Concerto di martedì 26 giugno 2018)

Crediti fotografici: Silvia Lelli per Ravenna Festival 2018
Nella miniatura in alto: un'intensa espressione del pianista David Fray





Pubblicato il 18 Giugno 2018
Le sinfonie di Leonard Bernstein e Philip Glass celebrano la musica degli Stati Uniti
Russel Davies & Arciuli č proprio America servizio di Attilia Tartagni

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della sua enorme esperienza di musica americana, ma anche per avere lavorato a lungo con il compositore Philip Glass nelle sale da concerto, nonché in sala di incisione dove, a giudizio dello stesso Glass, si completa il processo compositivo.  La Sinfonia n.11 terminata un anno fa, che debuttò  il 31 gennaio 2017 alla Carnegie Hall di New York in occasione dell’ottantesimo compleanno del compositore diretta da Dennis Russell Davies con l’Orchestra Bruckner di Linz, è stata presentata a Ravenna con l’Orchestra Giovanile Cherubini in prima nazionale italiana da quello stesso direttore che ha firmato la direzione delle sinfonie di Philip Glass in tutte le incisioni discografiche con l’apporto delle tecnologie di postproduzione sviluppate dalla musica pop e rock. Difficile immaginare dunque qualcosa di più contemporaneo di una composizione come questa, concepita per l’attualità che non ha ancora raggiunto un anno e mezzo di vita.
La Sinfonia  n.11 di Glass è sopravvenuta in seconda battuta; l’apertura era incentrata sulla Sinfonia n.2 di Leonard Bernstein con l’accompagnamento del pianista Emanuele Arciuli, nel centenario della nascita del compositore che volle fortissimamente dedicarsi alle sinfonie non ritenendole affatto un modello superato bensì depositario dell’autentica musica americana. La Sinfonia n.2 "The Age of Anxiety" per pianoforte e orchestra fu eseguita per la prima volta a Boston l’8 aprile 1949 con al pianoforte lo stesso Leonard Bernstein.
Ispirata al poema "The Age of Anxiety" di Wystan H. Auden, contempla sei parti (Prologo, Le sette età, I sette stadi, Il canto funebre, La recita, Epilogo), narrando l’incontro in un bar di New York, la notte dei Morti di un anno durante la Seconda guerra mondiale, di quattro personaggi fra loro sconosciuti che disquisiscono sulle sette età della vita e sulla possibilità di vivere un sogno comune, i “sette stadi”. Nonostante queste premesse, essi sono destinati a non incontrarsi mai più. Nella Sinfonia di Bernstein per orchestra e pianoforte il poema si divide in due parti:  un Prologo e quattordici variazioni (corrispondenti alle Sette età e ai Sette stadi) sono la prima parte,  il Canto funebre, La recita e l’Epilogo la seconda. C’è dunque il tema della guerra e delle ansie che essa scatena in questa composizione di impegnativo ascolto dove la ricerca di sonorità, di tempistica, di timbrica e di percussioni si mescola all’abbondanza di generi richiamati ed esaltati dal pianoforte.

180618_Ra_011_EmanueleArciuli 180618_Ra_022_DennisRussellDavies_facebook

Il maestro Dennis Russell Davies, che vanta una carriera stellare in Europa e negli Stati Uniti d'America,  ha diretto l’Orchestra Cherubini con rigore e pugno di ferro. Il magma sonoro proposto, specialmente nel lavoro di Glass - che anche quando parte in sordina raggiunge acmi perduranti e ossessivi - crea una tensione tale da non lasciare spazio a cedimenti. Il direttore, infatti, presi tutti quanti i meritati applausi, si è affrettato a lasciare la scena senza concedere alcun fuori programma. L’unico bis della serata lo ha concesso il pianista Arciuli alla fine del primo tempo con l’applauditissima trascrizione pianistica di The men I love di George Gershwin.

Crediti fotografici: Maurizio Montanari per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il direttore Dennis Russell Davies
Al centro: il pianista Emanuele Arciuli
Sotto: ancora Russell Davies sul podio dell'Orchestra Giovanile Cherubini






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Parliamone
Hewitt e Bach ossia dell'interpretazione
intervento di Athos Tromboni FREE

190402_Fe_00_AngelaHewitt_phBerndEberleFERRARA - Dunque, ricapitolando: «Sì, gli arpeggi nella Fantasia cromatica di Bach sono precisamente l’effetto principale. Io mi prendo la libertà di suonarli con ogni possibile crescendo e piano e fortissimo, naturalmente con pedale, ed inoltre raddoppiando le note basse. Accentuo quanto meglio si può le note-melodia, e allora le singole armonie successive risaltano splendidamente sui nuovi pianoforti a coda… Tutti affermano che è bello.»
È una frase estrapolata dalla lettera che Felix Mendelsshon scrisse nel 1840 alla sorella Fanny, anche lei pianista eccellente, che riportiamo qui per testimoniare due fatti importanti nella storia della musica: che la Fantasia cromatica e fuga di Johann Sebastian Bach fu la composizione che venne usata per forzare l’inserimento del compositore sassone nel nascente repertorio pianistico ai primi anni dell’Ottocento. E testimonia anche la
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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La classe operaia secondo Di Paolo
servizio di Athos Tromboni FREE

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190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
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Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
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La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
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Classica
Euyo e Opolais carte vincenti
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190412_Fe_00_EuyoVasilyPetrenkoKristineOpolais_phMarcoBorggreveFERRARA - E chiediamoci perché la tonalità di Mi minore sia così poco usata dai grandi compositori dell'Ottocento e del primo Novecento: si contano sulle dita di una mano le sinfonie in Mi minore: ne scrisse una Chajkovskij (la sua più bella, la Quinta sinfonia), poi una ciascuno Brahms, Dvoràk, Sibelius, e Sostakovic. E basta. Anche Haydn
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Chénier dalla concitazione alla lentezza
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190408_Pr_00_AndreaChenier_MartinMuehle_phRobertoRicciPARMA - Dopo aver girato il circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Andrea Chénier di Umberto Giordano approda al Teatro Regio di Parma, coinvolto nella produzione dell’allestimento insieme al Teatro Comunale di Modena, alla Fondazione Teatri di Piacenza, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, alla Fondazione Ravenna Manifestazioni e all’Opéra di Toulon. Un progetto
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Tosca ottima dai due cast
servizio di Simone Tomei FREE

190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido
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Faber rivive coi suoi musicisti
redatto da Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_GruppoDei10_SerataFabrizioDeAndre_facebookFERRARA - I musicisti pop e jazz che suonarono con e per Fabrizio De André sia in concerto che in sala d'incisione si riuniranno giovedì 16 maggio 2019 alle ore 21 nel Teatro Comunale Claudio Abbado per un omaggio al cantautore genovese nel 20° anniversario della scomparsa. L'iniziativa, partita da un'idea del batterista ferrarese Ellade Bandini,
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Opera dal Centro-Nord
E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
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Jazz Pop Rock Etno
La prima volta di Rita Payés a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
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Prosa
Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
servizio di Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_LaBisbeticaDomata_WilliamShakespeareFERRARA - Nell'Inghilterra di Elisabetta Tudor le compagnie teatrali non potevano ammettere le donne sul palco a recitare. Neanche Shakespeare era, in fondo in fondo, dispensato da questa "regola"; i ruoli femminili erano di norma affidati a un giovane uomo en-travesti (come si direbbe oggi con termine tecnico) magari con voce acuta, naturale
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Opera dal Centro-Nord
E Tito incoronō la sua statua
servizio di Simone Tomei FREE

190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
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Donizetti Opera 2019 il programma
redatto da Athos Tromboni FREE

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
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Opera dall Estero
Il ratto dal... Treno
servizio di Simone Tomei FREE

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
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Opera dal Centro-Nord
Aci, Galatea, il coro e il sublime
servizio di Athos Tromboni FREE

190322_Fe_00_AciAndGalatea_AlessandroQuartaFERRARA - Una vera perla barocca per la stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado: giovedì 21 marzo i due turni di abbonamento abbinati (recita unica) hanno assistito ad Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel, masque in due atti su testo inglese del 1718 di John Gay, Alexander Pope e John Hughes tratto dalle Metamorfosi di
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Soci Uncalm
Bel concerto della Neri con la Trapani
servizio di Edoardo Farina FREE

190320_Fe_00_LauraTrapaniFERRARA - Riprendono le attività dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”, dopo il ricchissimo calendario 2018 in occasione delle celebrazioni per il 120° dalla fondazione e il consueto prestigioso Concerto di Capodanno presso il Teatro “Claudio Abbado” di Ferrara, il secondo appuntamento del 2019, organizzato dall’Associazione Amici della Musica
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Ballo and Bello
Antologia Yacobson una meraviglia
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190320_Ra_00_BallettoYacobsonSanPietroburgoRAVENNA - Una straordinaria serata di gala, di quelle che ci affascinano regolarmente al Ravenna Festival  nel popoloso contenitore del Pala De André,  ha sedotto, nell’aristocratica cornice del Teatro Alighieri il 16 e il 17 marzo 2019, gli amanti del balletto classico declinato anche in formule nuove coniugate ai grandi Bellini, Mozart e Rossini.  Non
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Opera dal Nord-Est
Elisir come un quadro di Botero
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190319_Ts_00_ElisirDAmore_FrancescoCastoroTRIESTE - Teatro Verdi. Il regista venezuelano Victor García Sierra ha deciso di ambientare L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena al Verdi di Trieste, in un mondo pittorico circense attinto da Botero, che dipinse una serie di quadri dedicata proprio al circo nel 2008. Le scene e i costumi appaiono conformi a quelle che sono le peculiarità dell’artista
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Opera dal Centro-Nord
Chénier una maestosa costruzione storica
servizio di Attilia Tartagni FREE

190312_Ra_00_AndreaChenier_GiovanniDiStefanoRAVENNA - Venerdì 8 e domenica 10 marzo 2019 nel Teatro Alighieri il sipario sull’opera Andrea Chénier si è aperto su un palazzo della nobiltà parigina in un clima festoso superficiale e fatuo, in quella che Carlo Gérard, insofferente alla sua condizione di servo dei ricchi Coigny, definisce “…l’odiata casa dorata, immagine di un mondo incipriato e vano”.
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Opera dal Centro-Nord
Edipo e La Voce Umana
servizio di Simone Tomei FREE

190305_Pi_00_EdipoRe_GiuseppeAltomare_phImaginariumCreativeStudioPISA - Sul finire della stagione lirica 2018/2019 il Teatro Verdi di Pisa ha proposto un dittico inusuale, per non dire unico, con protagonisti due autori novecenteschi diversi per stile ed estrazione: Ruggero Leoncavallo e Francis Poulenc.
Edipo Re rappresenta l'estremo addio del compositore
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Opera dal Nord-Est
Don Pasquale viticoltore veronese
servizio di Simone Tomei FREE

190304_Vr_00_DonPasquale_AlviseCasellati_FotoEnneviVERONA - Donizetti comico...o forse melanconico quello che racconta le avventure di un signorotto attempato, rispondente al nome di Don Pasquale da Corneto, che vorrebbe ammogliarsi. Temi ilari, situzioni grottesche, ma come succede spesso, il compositore bergamasco sa trarre dai libretti, anche quelli più "leggeri", una vis piena di
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Opera dalle Isole
Ottima "Favorite" in stile antico
servizio di Salvatore Aiello FREE

190228_Pa_00_LaFavorite_SoniaGanassi_phFrancoLanninoPALERMO - Altro appuntamento per la Stagione 2019 del Massimo con La Favorite di Gaetano Donizetti, per la prima volta sulle scene del capoluogo siciliano nell’edizione critica di Rebecca Harris Wallick. L’opera donizettiana, grand-opéra,dopo alterne vicende nella produzione del bergamasco, vide la luce a Parigi nel 1840, la capitale
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly torna con successo
servizio di Simone Tomei FREE

190227_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoIvanCiampa_MicheleMonasta_SA91975FIRENZE - Quando un'emozione ha conquistato il tuo cuore  sorge spontaneo il desiderio di poterla rivivere; talvolta l'occasione che si ripresenta porta in sé minori aspettative perché epurate dell'effetto sorpresa, ma può accadere che la repetita sia foriera di rinnovate soddisfazioni ed elementi di interesse tali da rinverdire quel ricordo un
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Opera dal Centro-Nord
Ottime Nozze di Figaro
servizio di Attilia Tartagni FREE

190226_Ra_00_NozzeDiFigaro_ErinaYashima_phAngeloPalmieriRAVENNA - Dopo Così fan tutte (2017) e Don Giovanni (2018), il 22 e 24 febbraio 2019 è approdata al Teatro Alighieri di  Ravenna l’opera “Le nozze di Figaro”, prima della trilogia scaturita dalla collaborazione fra il librettista Da Ponte e il musicista Mozart e allestita in coproduzione fra il teatro ravennate, il teatro Coccia di Novara e il Festival di Spoleto.
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Opera dal Centro-Nord
Un po' troppo scolastica la Lucia...
servizio di Simone Tomei FREE

190223_Lu_00_LuciaDiLammermoor_SarahBaratta_phAndreaSimiLUCCA - Il Teatro del Giglio di Lucca prosegue la sua programmazione stagionale con la messa in scena della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in un allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con l'Opéra Nice Côte d'Azur.
"… Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia
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Ballo and Bello
Ballando Cohen
servizio di Attilia Tartagni FREE

190223_Ra_00_BJM_LeonardCohenRAVENNA - “Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore” affermava il canadese Leonard Cohen, poeta prestato alla canzone d’autore scomparso nel 2017. La danza della compagnia canadese Les Jazz Ballets de Montréal  fondata nel 1972 e diretta dal 1998 da Louis Robitaille, scorre innervata dalla sua arte, solida come
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Opera dal Nord-Ovest
Entusiasmante Simon Boccanegra
servizio di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_SimonBoccanegra_AndriyYurkevychGENOVA - Prima di parlare del Simon Boccanegra d Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice di Genova (dove ho avuto il piacere di seguire entrambi i cast), vorrei proporvi un “monologo” proprio su quell’opera di Giuseppe Verdi. La voce è quella di Giorgio Strehler, che narra le proprie impressioni in qualità di regista del celebre allestimento scaligero
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Personaggi
Ludovic Teziér a tutto campo
intervista a cura di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_LudovicTezier_phA.BofillGENOVA - Per chi ama la musica e l’opera ogni partenza verso una nuova avventura teatrale porta in seno tanti diversi stati d’animo (attesa colma d’entusiasmo, paura di un’eventuale delusione, aspettative e supposizioni personali), sui quali vince però, senza dubbio, il piacere di far qualcosa che è parte fondamentale della propria vita e che nutre
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Pagina Aperta
Un dittico insolito per Firenze
servizio di Mario Del Fante FREE

190220_Fi_00_CavalleriaRusticana_AngeloVillariFIRENZE - In attesa di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, abbiamo assistito a Un mari à la porte di Jacques Offenbach, compositore nato a Colonia il 20 giugno 1819 che si traferì a Parigi, studiò in quel Conservatorio, mise in scena un centinaio di operette e divenne un beniamino del pubblico che apprezzava molto quel genere del quale
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Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone.
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Opera dal Centro-Nord
Un marito alla porta. Un amante ammazzato
servizio di Simone Tomei FREE

190212_Fi_00_UnMariALaPorte_CavalleriaRusticana_ValerioGalliFIRENZE - Il tema delle “corna” (e, in generale, dell’infedeltà più o meno celata) è sempre stato molto in voga nel repertorio melodrammatico, facendo degli intrighi amorosi uno degli elementi portanti nelle trame operistiche. Elementi che talvolta fanno rima con puro divertimento, talaltra diventano fattore drammatico, oltre che drammaturgico.
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