Pubblicato il 26 Giugno 2019
La Scala va alla grande sullIapproccio alle opere verdiane meno frequentate
Masnadieri una lezione d'oro servizio di Francesco Lora

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore  La battaglia di Legnano, innalzata sugli scudi alle sue primissime recite, rispolverata per il glorioso sant’Ambrogio 1961 e oggi proposta con una certa regolarità? Benché cronologicamente schiacciato tra Luisa Miller e Rigoletto, è forse minore lo Stiffelio a monte di Aroldo, che scrostato dalle censure parla con viepiù sconvolgente attualità? Lo status di minore dovrebbe poi magari estendersi a titoli poco rappresentati null’altro che per l’ingente richiesta di mezzi, come nel caso di Jérusalem, il grand opéra lievitato a dismisura sul torso dei Lombardi alla prima crociata?
E a proposito di altri titoli sottoposti a rifacimento, la conoscenza del Macbeth fiorentino, del Simon Boccanegra veneziano e del Don Carlos parigino non è forse la condizione onde comprendere il perché – ma anche gli occasionali limiti – delle relative ultime versioni? Quel che si può dire: il catalogo di Verdi – e anzi qualsivoglia opera – lega gran parte della propria fortuna all’iniziativa commerciale promossa nella sua epoca e alla rivalutazione, talvolta imprevedibile, intervenuta in quelle successive.

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Quel che poi è certo: arbitra della fortuna di ciascuna partitura è la qualità dei suoi interpreti; guai a risvegliare un lavoro dormiente senza possederne le risorse adeguate, magari usando a pretesto e ombrello la formazione di cantanti giovani e immaturi.
190626_Mi_03_Masnadieri_particolare_phBresciaArmisanoCon sette alzate di sipario dal 18 giugno al 7 luglio 2019, in questi giorni il Teatro alla Scala sta dando una lezione d’oro, che aiuta a mettere in ordine i pensieri sopra snocciolati.
L’opera rappresentata è un’altra nel novero delle minori di Verdi: I masnadieri.
E la lettura datane a Milano – mancava da quarantun anni – basta a smuovere ammirazione per quel testo. L’ammirazione è teatrale, mediante il nuovo allestimento con regìa di David McVicar, scene di Charles Edwards e costumi di Brigitte Reiffenstuel: nessuna trasposizione spazio-temporale – esultate! – rispetto al militaresco mondo germanico di metà Settecento; virtuosismo di austere scene colossali, con tanto di fiamme vive appiccate, e di puntiglio filologico nel vestiario; sottilissimo lavoro gestuale con i cantanti, che uno per uno tengono il palcoscenico con disinvoltura insolente.
Il punto debole è nell’unica licenza: quella di subordinare l’azione alla presenza muta di un mimo nei panni di Friedrich Schiller, l’autore della tragedia e l’ispiratore del libretto, il quale si aggira immaginando gli eventi, immedesimandosi nei personaggi, compatendo i loro affetti e scrivendo insomma il dramma. Punto debole: non perché l’idea sia da rigettare a priori, ma poiché non è immediata a decodificarsi. Lo dimostrano i commenti dei vicini di posto, vergini di quanto dichiarato dal regista e dunque spronati a scambiarsi spiegazioni: v’è chi vede una personificazione della coscienza umana, chi un inedito terzo fratello Moor da affiancare al protagonista Carlo e all’antagonista Francesco, chi, infine, un ignoto cronachista senza collegamento a Schiller. La sovrastruttura innesca involontariamente un’estetica opera aperta.
Sul versante musicale, la concertazione di Michele Mariotti è addirittura consolatoria: vi si riconosce ciò che si desidererebbe sempre, che di rado si trova e che si dispera di ritrovare nell’indomani. Ossia: la conoscenza stilistica del passo teatrale verdiano conseguita non come arretramento rispetto al verismo, ma come evoluzione del romanticismo di Rossini e successori; l’instancabile palpito di colori non chiesto per calligrafia a un’orchestra in stato di grazia, ma suscitato dalle evidenze della partitura (a loro volta palesate dai colori: e siamo da capo); l’apparente libertà concessa ai cantanti, fatta credere dall’agio che esibiscono, mentre è Mariotti a non recedere di un passo dalle proprie esatte intenzioni; la mobilità agogica che procura sorpresa espositiva e pregnanza espressiva a ogni frase, e conferma nei Masnadieri un’opera incapace di ruffianeria ma scrigno di eleganza.
Senza rivali l’Amalia di Lisette Oropesa, finalmente una virtuosa con carte in regola per una parte che esige tanta esuberante risonanza quanta esterrefazione lirica, fino a trilli e passaggi che implicano – e qui trovano – il capolavoro tecnico.
Come Carlo, Fabio Sartori supera sé stesso per squillo facile, fraseggio impegnato e pervicace volontà di ergere un personaggio appassionato.
Vertiginoso Michele Pertusi come Massimiliano, sfarzoso di pasta, erudito nel porgere, monumentale e insieme affranto nella plastica ampiezza di cavata.
In una tra le prove più accurate e smaltate Massimo Cavalletti: la parte di Francesco gli calza meno larga del previsto.
Di pregio il comprimariato: Francesco Pittari come Arminio, Alessandro Spina come Moser, Matteo Desole come Rolla. Coro come in nessun altro teatro al mondo.

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Crediti fotografici: Brescia Armisano per il Teatro alla Scala di Milano

Nella miniatura in alto: il tenore Fabio Sartori (Carlo)
Sotto in sequenza: panoramiche e scena particolare dell'allestimento curato dal regista David McVicar





Pubblicato il 15 Giugno 2019
Bella chiusura di stagione per il Teatro Carlo Felice con l'opera giapponese di Puccini
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly servizio di Athos Tromboni

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata su Rai1 e su RaiRadio 1 e che ha meritoriamente fatto riferimento alla tragedia del Ponte Morandi, dieci mesi dopo, il 14 giugno 2019. Fuori del teatro, sul palco e sui maxischermo, il gotha della musica leggera italiana contemporanea: dentro il teatro, sul palcoscenico, la più «sentita e suggestiva» opera di Puccini (così lui disse e scrisse).
Il Teatro Carlo Felice non ha “sofferto” la concomitanza della musica pop, e si presentava gremito con un pubblico che ha risposto con favore alla messa in scena di un allestimento proveniente da Astana Opera (Khazakistan), allestimento che ha ricalcato la maniera tradizionale di fare melodramma, con le scene, i costumi, la drammaturgia agita, in perfetta sintonia con scene, costumi, drammaturgia scritte nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. E anche questo, in tempi di “regie moderne” strabordanti e indisponenti, è stato un nobile momento per rivolgere un pensiero deferente alla tragedia che ha ferito la città dieci mesi prima.
Del resto il regista Lorenzo Amato l’approccio con la propria idea registica lo aveva ben dichiarato nel suo scritto sul programma di sala: «Oggi è quasi impossibile immaginare la possibilità di mettere in scena un titolo così popolare per la prima volta (si riferisce alla “prima volta” per il Teatro di Astana), raccontando al pubblico questa storia senza doversi confrontare con niente e nessuno. Insomma, quello che inizialmente poteva sembrare un limite (Ndr: la messa in scena nel solco della tradizione), si è trasformato in una incredibile opportunità.»
E il pubblico del Carlo Felice ha reagito molto positivamente, con calorosi applausi a scena aperta, al termine della prima parte (atto 1) e al termine dello spettacolo (atto 2 e 3 riuniti assieme). Amato si è concesso un’unica licenza rispetto alla tradizione: ha vestito la Cio Cio San del secondo atto (quello della famosa aria Un bel dì vedremo) all’americana, per significare come la protagonista abbia, per amore verso Pinkerton, rinnegato «la sua fede, la sua cultura, la sua famiglia, la sua stessa immagine, isolandosi da tutto e da tutti per identificarsi esclusivamente in un ruolo di moglie “occidentale”.

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Scegliendo perciò di vivere in funzione di un marito americano che ben presto la abbandona.» Una intuizione che ci sta, è pertinente, e che si è già vista (ricordiamo per esempio lo spettacolo bellissimo curato da Henning Brockhaus a Macerata nel 1999).
Ma il regista, d’accordo con la costumista Franca Squarciapino, è poi ritornato al tema, decidendo «di stratificare in maniera posticcia i costumi di Madama Butterfly, sovrapponendo volutamente al suo abito e alle sue scarpe di foggia occidentale un kimono giapponese, proprio per sottolineare la sua condizione di personaggio in cerca d’autore.»
A completare il quadro d’ambiente ci ha pensato lo scenografo Ezio Frigerio, che ha disegnato una struttura sospesa, una palafitta sopra l’acqua, dove inizialmente va in scena il matrimonio della protagonista e si trasforma atto dopo atto in una disadorna dimora che rispecchia lo stato d’animo di Cio Cio San, sospeso fra la fiducia del ritorno del marito e la disillusione di una realtà che la porterà al suicidio con harakiri.
Sul podio dell’eccellente Orchestra del Teatro Carlo Felice era il maestro Giuseppe Acquaviva. Un pucciniano d’acchito e d’intelligenza: ha caricato le sonorità quando necessario, ha ammorbidito in tenui e sfumate pitturazioni tutti i cosiddetti “colori locali” che Puccini ha creato ispirandosi alla musica di tradizione orientale, non ha mai soverchiato il palcoscenico per quel protagonismo della bacchetta che da Wagner (ma anche da Verdi) in poi sarebbe possibile (intendiamo dire che non ha mai coperto le voci con lo strumentale, anche quando l’orchestra deve suonare un fortissimo), ha sempre incitato e assecondato i cantanti; e tale direzione è stata premiata dall’acclamazione del pubblico all’apparire di Acquaviva sul proscenio, a fine spettacolo.
La protagonista nel ruolo di Cio Cio San era Maria Teresa Leva, un soprano lirico di fulgida intonazione e appropriati appoggi del fiato, forse un po’ leggerina per la parte della Butterfly, ma non c’è dubbio che la sua emissione è premiata da una musicalità veramente di primordine.
In grande spolvero il tenore Stefano Pop (F.B. Pinkerton) la cui natura di lirico spinto ha brillato imponendosi come il migliore del cast; potente in zona acuta, ha un timbro di tenore chiaro che si ispessisce quando lo richiede il volume d’emissione; e ha una dizione e un fraseggio di ottima fattura, frutto della tecnica ma anche di quella dote del tutto naturale che impreziosisce la sua vocalità.

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Ottima la prestazione di Raffaella Lupinacci (Suzuki), applaudita con molto calore dal pubblico genovese e altrettanto bravo l’esperto Stefano Antonucci (Sharpless) che ha dato gesti e voce alla caratterizzazione richiesta dal regista (citiamo: «Sharpless è un uomo saggio ma in fondo mediocre, certamente non forte a sufficienza da impedire un dramma annunciato»).
Un Goro più infido di quello che mediamente di vede sui palcoscenici è stato ottimamente interpretato da Didier Pieri, e anche tutti gli altri del cast hanno onorato il loro impegno con bravura e competenza: Marta Leung (Kate Pinkerton), John Paul Huckle (Lo zio Bonzo) e Claudio Ottino (il Commissario imperiale e il Principe Yamadori):
Molto ben preparato il Coro del Teatro Carlo Felice diretto dal maestro Francesco Aliberti.
Al termine dell’opera, il pubblico che sciamava dal teatro passava di fronte ai maxischermo del concerto pop in Piazza De Ferraris: «Paese mio che stai sulla collina… Che sarà? Che sarà? Che sara-a-a…»: mitica canzone dei Ricchi e Poveri di un Sanremo sperso nei ricordi e mai dimenticato; la stavano cantando Piero Cassano e Franco Gatti. Quasi una metafora per la Butterfly.
(Repliche il 15, 16, 18, 19 e 20 giugno)

Crediti fotografici: Marcello Orselli per il Teatro Carlo Felice di Genova
Nella miniatura in alto: il soprano Maria Teresa Leva (Cio Cio San)
Al centro in sequenza; Maria Teresa Leva con Stefano Pop (Pinkerton) e con Stefano Antonucci (Sharpless); Marta Leung (Kate Pinkerton) con Raffaella Lupinacci (Suzuki)
Sotto: una bella istantanea di Marcello Orselli sull’allestimento del teatro khazako





Pubblicato il 03 Giugno 2019
Il classico dittico Mascagni/Leoncavallo andato in scena a Genova con esiti alterni
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no servizio di Simone Tomei

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale ho scritto in un articolo che qui potete leggere.
La visione genovese ha confermato e rinnovato i dubbi e le riserve sull’allestimento firmato da Luigi di Giangi e Ugo Giacomazzi, con le scene, di Federica Parolini, costumi di Agnese Rabatti e luci di Luigi Biondi: in Cavalleria Rusticana sono quegli elementi avulsi di cui già narrai che fanno maggior stridore e tolgono essenzialità e corpo ad un testo prima letterario e poi musicale che al suo interno ha tutto il sapore del sugoso frutto che è il melodramma che ne deriva. Spero inoltre che nel futuro sia lasciato solo alla musica il compito di dare l'emozione che lo spettatore va cercando dentro le note, senza interventi inutili di certi registi nel preludio o nell’intermezzo.
Per Pagliacci il costrutto scenico é diversamente disposto, ma in questo caso vengono eliminati tutti quegli orpelli inneggianti a riti più o meno tribali per lasciare spazio a tre carrelli su cui appaiono alcuni dei protagonisti dell’opera di Leoncavallo. Il loro arrivo sulle strutture metalliche, che diventeranno prima camerino e poi luogo di esibizione, è salutato festante dalla folla in piazza per poi diventare luogo per l'intimità della vita dei nomadi e doppio palcoscenico per la finta commedia che si mescola con la vita vera dai risvolti drammatici. Una pecca, soprattutto per questo allestimento, sono le luci che pare siano fatte apposta per illuminare laddove non risulti necessario (anche se mi pongo il dubbio di fraintendere le intenzioni) e al pari del primo titolo restituiscono sempre e comunque un ambiente cupo e tetro nonostante il momento festoso del mattino di Pasqua; dunque nulla di nuovo sotto il sole, ma complessivamente meno peggio di molto altro che circola sui palcoscenici dei Teatri.

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Sul versante musicale il M° Giuseppe Finzi presenzia il podio con due risultati piuttosto differenti tra loro. In Cavalleria Rusticana sin dall’inizio sembra far fatica a decollare e fornire unitarietà alla partitura: i tempi sono piuttosto rallentati, le sonorità poco curate ed il colore che emerge dalla buca non affascina, anzi annoia. Nemmeno i momenti concitati dei tre grandi duetti che precedono l’intermezzo riescono a far decollare la partitura verso i lidi del fremito e della passione, ma tutto scorre in maniera trasparente senza regalare emozioni particolari.
In Pagliacci la situazione è diametralmente opposta e quel piglio energico che ci si aspetta da una partitura “verista” sembra prendere corpo sotto la verga direttoriale; ecco che i colori opachi e tetri sul palco sono sostituiti da quelli dei professori di orchestra che si lasciano prendere dalle note e dalla passione che alberga in questa pagine musicali. Migliora nettamente il rapporto con il palcoscenico e le scollature presenti nella prima parte scompaiono per lasciare spazio ad una fluidità ed un’intesa eccellenti.
L’altro elemento comune ai due atti unici é il Coro preparato e diretto dal M° Francesco Aliberti; meno convincente nel primo con palesi disallineamenti nell’Inneggiamo al Signor e con qualche stridore sul versante acuto femminile, egregio poi con una pasta sonora coinvolgente e densa di pathos.
Le avventure narrate da Giovanni Verga vedono in scena il mezzo soprano Sonia Ganassi che vive con passione il ruolo di Santuzza donando con grande impeto accenti e intenzioni molto personali e ben introiettate; la voce non gode di uniformità e se nelle note più gravi scende spesso in petto provocando suoni gutturali piuttosto marcati e privi di corpo, talvolta l’acuto tende ad essere poco sicuro e al limite della tenuta.
Ho sentito questa artista in altri ruoli e credo che Santuzza risulti un po’ distante dalla sua vocalità più incline ad un repertorio belcantista.
Un Turiddu tutto passione anche se con il freno a mano leggermente tirato quello di Diego Torre che dispone di un materiale notevole sia dal punto di vista tecnico che da quello timbrico. La voce è bella, pastosa, elegante ma, da quello che mi hanno detto, ultimamente un po’ messa a dura prova da molte recite di Tosca e da questo intenso dittico; ho notato qualche fatica ad andar direttamente sull’acuto cercando di proteggersi con una presa della nota un po’ guardinga, ma il risultato complessivo è di notevole pregio.
Piacevole scoperta il baritono Gevorg Hakobyan nel ruolo di Alfio: la sua voce libra nell’aria con squillo e metallo e ad un primo acchito si può essere indotti a pensare che sia un “falso” baritono in quanto svetta in acuto con facilità e con colore piuttosto argenteo; ma ecco che la sorpresa arriva nelle note più gravi dove, non perdendo di intensità e rotondità, riesce a scavare nel rigo musicale con una tale facilità da poterlo annoverare a pieno titolo nella corda baritonale. Il suo canto ben intonato restituisce un personaggio duro, ma signorile e nel duetto con Santuzza tira fuori una grinta senza pari.
Lola trova in Giuseppina Piunti il carattere sinuoso e provocante del “giaggiolo fedifrago”, senza volgarità, bensì con fascino seducente e nobile; la voce corre morbida e sinuosa con inflessioni provocanti, anzi direi ammaliatrici.
A completamento del cast un’eccellente Carlotta Vichi nei panni di Mamma Lucia; in questo la regia ha trovato una connotazione del personaggio più materna e meno arcigna rispetto a quanto solitamente vediamo ed il colore brunito della voce ha restituito egregiamente un signor fraseggio e colori interpretativi molto variegati.

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Cambia la scena, nuova “commedia” e cambia quasi completamente il cast.
Una Nedda di lusso quella di Donata D’Annunzio Lombardi che non fatica a far emergere le qualità del personaggio interpretato. La sua voce color del mogano, ma lucente come l’oro riempie il Teatro con nitidezza e uniformità; non fatica a salire in acuto giocando con i colori che la partitura impone e trova altresì il giusto piglio per disegnare la passionalità che la lega all’amato Silvio con il quale esegue in duetto di gran lusso.
Diego Torre
(Canio) unico interprete che si cimenta nel doppio ruolo tenorile, diventa qui più verace e più generoso portando a casa un ottimo successo.
Rapisce per l’emozione che crea il Prologo di Carlos Alvarez nei panni di Tonio; è una vera lezione di canto dove ogni frase, ogni parola, ogni silenzio, ogni gesto, ogni sguardo, lo erigono a fuori classe sia per presenza scenica che tecnica vocale ed interpretativa; in tutta l’opera emergono dal suo canto malvagità, cattiveria, sadismo, schifo ed ogni parola è felice sposa di un’ugola che non tradisce mai le vere intenzioni che trasudano da musica e libretto: un interprete sublime.
Francesco Verna
supera la prova di Silvio con audacia e sa ben impersonare il giovane e focoso amante; voce pulita, emissione ben dosata con un bel fraseggio.
Elegante e spigliato anche il Peppe di Matteo Roma che nella sua ballata snocciola con facilità le sue allegre frasi. A completamento del cast i due contadini per voce di Maurizio Raffa e Marco Piretta a loro agio nella breve parte.
Era un giovedì sera e precisamente il 30 maggio 2019 ed il Teatro era notevolmente affollato; ottima accoglienza del pubblico che non ha esitato a omaggiare tutti di sentiti applausi.

Crediti fotografici: Marcello Orselli per il Teatro Carlo Felice di Genova
Nella miniatura in alto: il direttore Francesco Aliberti
Sotto in sequenza: Diego Torre (Turiddu) con Sonia Ganassi (Santuzza); ancora la Ganassi con Carlotta Vichi (Mamma Lucia); Giuseppina Piunti (Lola) con Diego Torre
Al centro: istantanea di Marcello Orselli sull'allestimento di Cavalleria Rusticana
Sotto in sequenza: Donata D'Annunzio Lombardi (Nedda); Carlos Alvarez (Tonio) con la D'Annunzio Lombardi; Diego Torre (Canio) con Carlos Alvarez
In fondo: altra istantanea di Marcello Orselli sull'allestimento di Pagliacci






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Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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Jazz Pop Rock Etno
Galliano espugna la Rocca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri
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Personaggi
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio''
intervista di Simone Tomei FREE

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino
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Ballo and Bello
Les étoiles accendono gli entusiasmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario
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Soci Uncalm
Premio Cappelli a un giornalista: Giacomin
servizio di Athos Tromboni FREE

190715_Rocca_00_PremioCappelli_LucaSaltini_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) – Minacciava pioggia, nonostante le previsioni della vigilia, la sera di domenica 14 luglio 2019 a Rocca, dove nella splendida Piazza Garibaldi erano allestiti il palco e la vasta platea per il conferimento del XXX Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli, organizzato dall’omonima Associazione culturale. Un’ora prima
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Jazz Pop Rock Etno
Mason il nuovo si radica nel passato
servizio di Attilia Tratagni FREE

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini
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Opera dal Centro-Nord
Turandot un bel successo
servizio di Athos Tromboni FREE

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce
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Opera dall Estero
La vitale e pulsante energia del Tell
servizio di Simone Tomei FREE

190713_Orange_00_GuillaumeTell_NicolaAlaimo_phAbadieBrunoORANGE (Francia) - «Io reputo il Guglielmo Tell la nostra Divina Commedia, una vera epopea; né so comprendere come ognuno che ama e coltiva la musica non si prostri innanzi a questa più che sublime, divina creazione, a questo miracolo dell’arte»: così il compositore siciliano Vincenzo Bellini salutava la consacrazione definitiva dell’illustre collega pesarese
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Classica
Inno alla gioia per tutti gli europei
servizio di Attilia Tartagni FREE

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este pronta al via
FREE

190709_Fe_00_MusicaMarfisa_MarcoGulinelliFERRARA - Come ogni anno, ritornano con l'estate anche i concerti di "Musica a Marfisa d'Este" con un calendario di 31 appuntamenti musicali serali (inizio alle 21,15) a partire da giovedì 11 luglio e fino a giovedì 15 agosto 2019. La manifestazione organizzata dal Circolo Frescobaldi è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Teatro Comunale
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Prosa
Il Purgatorio dentro la cittā
servizio di Attilia Tartagni FREE

190709_Ra_00_DivinaCommedia-Purgatorio_GianniPlazzi_phSilviaLelliRAVENNA - Partecipare alla Cantica del Purgatorio trasformata in teatro, nel cuore della città che accolse l’esilio di Dante Alighieri, da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ideatori, registi e guide, è un’esperienza unica in grado di cambiare la percezione della realtà: è la terra di mezzo dove ci si monda dai peccati e si ricomincia, dove si supera il baratro senza
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Ballo and Bello
Le narrazioni danzate di Neumeier
servizio di Attilia Tartagni FREE

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di
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Opera dal Nord-Est
Torna Carmen ma non migliora
servizio di Athos Tromboni FREE

190707_Vr_00_Carmen_DanielOren_FotoEnneviVERONA – La Carmen non ha fatto registrare il tutto esaurito quest’anno alla sua “prima” areniana per il Festival 2019. Pubblico numeroso ma non strabocchevole, un esito quanto meno insolito per quest’opera di Georges Bizet che da sempre è la preferita dei melomani italiani e stranieri, dopo l’Aida di Verdi. Comunque la recita è stata accolta con molto
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Personaggi
Elisabetta Zizzo si racconta
Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe
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Opera dal Centro-Sud
Aida nella suggestione di Caracalla
servizio di Simone Tomei FREE

190706_Rm_00_Aida_DenisKriefROMA - Dopo molti anni, sono ritornato alle Terme di Caracalla, dove ho avuto il piacere di poter assistere alla rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi. Lo scenario è sempre suggestivo e il palcoscenico all’avanguardia, che un tempo ricordavo incastonato fra le antiche rovine romane, oggi si trova qualche metro più avanti proprio per preservare al meglio
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Classica
Il temporale non ferma Krivine
servizio di Attilia Tartagni FREE

190705_Ra_00_OrchestreFrance_EmmanuelKrivine_phZaniCasadioRAVENNA - Quello dell’Orchestre National De France al Pala De André il 3 luglio 2019 è stato un ritorno. Infatti la compagine mosse i primi passi su questo palco nel 1990, diretta dall’indimenticato Pierre Boulez. Sul podio, stavolta, c’era Emmanuel Krivine, figura non propriamente carismatica ma di indiscussa valenza e buona volontà, come
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Opera dal Centro-Nord
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero
servizio di Athos Tromboni FREE

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici
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Nuove Musiche
Goran Bregović 'From Sarajevo'
servizio di Attilia Tartagni FREE

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento
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Vocale
Suoni dall'Abbazia
servizio di Edoardo Farina FREE

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno
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Jazz Pop Rock Etno
Stewart Copeland musica senza confini
servizio di Attilia Tartagni FREE

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe
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Opera dal Nord-Est
Un Trovatore... ritrovato
servizio di Simone Tomei FREE

190629_Vr_00_Trovatore_PierGiorgioMorandi_FotoEnneviVERONA - Correva l'anno 2001 quando, durante il Festival Areniano, andò in scena per la prima volta l'allestimento ideato da Franco Zeffirelli per Il Trovarore di Giuseppe Verdi. Da allora il pubblico veronese ha potuto godere di questa visione, che ritengo quasi "beatifica", per altre cinque stagioni (ben 6, se includiamo anche quella appena inizata). Lo spettacolo
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Prosa
Le parole e il mare
servizio di Attilia Tartagni FREE

190626_Ra_00_LeParoleEIlMare_LinoGuancialeRAVENNA - Ancora uno spettacolo in un neo-luogo del Festival il 24 giugno 2019: “Classis”, inaugurato al pubblico soltanto sei mesi fa, museo archeologico di Classe di Ravenna ricavato dalla ristrutturazione dell'ex zuccherificio inattivo da decenni.  Il palco e la platea sono stati allestiti nello spazio aperto di fronte alla magnifica facciata
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Opera dal Nord-Ovest
Masnadieri una lezione d'oro
servizio di Francesco Lora FREE

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore
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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Jazz Pop Rock Etno
Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Pianoforte
Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara č Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Opera dall Estero
Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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