Pubblicato il 02 Febbraio 2018
L'operetta di Johann Strauss figlio in versione italiano/tedesco non convince fino in fondo
Il Pipistrello bilingue vola basso servizio di Emanuele Dominioni

180202_Mi_00_IlPipistrello_CorneliusMeister_phBresciaAmisanoMILANO - Per il debutto del Pipistrello di Johann Strauss, il Teatro alla Scala si affida alle cure registiche di Cornelius Obonya e Carolin Pienkos, che attualizzano la vicenda con esiti alterni sul piano scenico, mentre a sostituire Zubin Metha, sale sul podio il giovane Cornelius Meister a dirigere una compagnia di canto in cui spiccano Peter Sonn e Maria Nazarova. Pare impossibile constatare come un capolavoro assoluto, simbolo di una tradizione musicale fra le più importanti della storia della musica, non sia mai approdato fino ad oggi ai fasti del Piermarini. In questa sorte cade, appunto, Die Fledermaus di Strauss figlio, un autentico gioiello di drammaturgia musicale, che oltre a vantare un primato, se guardiamo al numero della rappresentazioni in area mitteleuropea, costituisce un momento chiave nell'evoluzione del teatro musicale di fine '800 e della carriera dello stesso Strauss.
Nata come operetta sui modelli francesi di Offenbach e Hervé, il capolavoro straussiano attinge idealmente al teatro mozartiamo, sia per temi, sia nella modalità con cui combina teatro e strutture musicali. Mediante il modello della parodia il compositore viennese, trasmuta le forme musicali consuete, piegandole alle più spassose situazioni drammaturgiche. Ne è un esempio il terzetto dell'addio fra Rosalinde e Eisenstein del primo atto in cui da una comunissima forma tripartita di rondò, Strauss ricava tre livelli teatrali diversi in relazione ai veri sentimenti che i personaggi provano in quel momento.

180202_Mi_01_IlPipistrello_phBresciaAmisano180202_Mi_02_IlPipistrello_phBresciaAmisano

L'opera della finzione e dei travestimenti (musicali e non) si direbbe, in una cornice quella dell'Austria felix che tentava con ogni sforzo di nascondere le problematiche sociali del quadro di un impero che volgeva all'imminente tramonto. Il disagio sociale appunto, la crisi economica costituiscono una realtà ingombrante nel 1874, contro i quali questa musica non pretende di scontrarsi o offrire un conforto all'ascoltatore, ma sembra piuttosto volerne dimenticare ad ogni costo le cupe atmosfere, sebbene in ultima analisi, ne sia profondamente condizionata: «Glucklich ist, wer vergisst/ was doch nicht zu andem ist (Felice è chi dimentica quello che non può essere cambiato)» sono le parole dello stesso Eisenstein nel finale primo.

180202_Mi_03_IlPipistrello_facebook

Di queste lontane atmosfere asburgiche poco rimane nell'allestimento scaligero odierno, in cui la trasposizione della vicenda ad un passato più prossimo al nostro, cancella ogni riferimento ai fasti imperiali per catapultarci invece in una sorta di Cortina d'Ampezzo d'oltralpe, fra lussuosi cottage alpini, feste popolate da milionari in cerca di svago e un carcere che a colpo d'occhio somiglia di più ad un albergo. Molte sono le finezze a livello visivo, soprattutto per quanto riguardo il primo e il terzo atto. Abbastanza generico invece è l'impianto del secondo dove si poteva fare di più e meglio sia a livello scenografico che coreografico (coro e balletto), e in cui si saremmo aspettati maggior dinamismo nel movimenti di singoli e masse.

180202_Mi_05_IlPipistrello_phBresciaAmisano
180202_Mi_06_IlPipistrello_phBresciaAmisano

Ciò che però ha maggiormente inficiato la riuscita di questa produzione è la manieristica caratura attorale dei protagonisti costretti a ricreare sketch umoristici alternandosi continuamente fra il tedesco e l'italiano. Il risultato, nonostante l'enorme sforzo linguistico messo a punto (gran parte dei cantanti non erano né italiani né tedeschi), lascia molto a desiderare per quanto riguarda la recitazione, e ha prodotto molte situazioni al limite dell'imbarazzo, oltre che di scarsissima presa sul pubblico in sala che è sembrato dare qualche segno di apprezzamento unicamente in occasione della performance di Paolo Rossi nel terzo atto.  Ci chiediamo se la scelta di alternare le due lingue sia stata felice, in riferimento alla valorizzazione nonché in questo caso all'attualizzazione della drammaturgia e della vicenda. Nel caso affermativo un maggiore lavoro di affinamento a livello attorale, poteva essere speso, soprattutto in riferimento ad  un genere (quello dell'operetta) che vive di musica ma principalmente di recitazione, e in cui il coinvolgimento e la relazione diretta col pubblico sono quanto mai vitali alla riuscita dello spettacolo.
Sul versante musicale ritroviamo dopo lunga assenza scaligera, una Eva Mei vocalmente a fuoco per quanto riguarda la solidità dello strumento e apparato tecnico, che le hanno permesso nonostante il repertorio a lei poco famigliare, di affrontare la difficile scrittura di Rosalinde con agevolezza. Ciò che non le permette di brillare però è rappresentato oltre che da un colore non proprio accattivante, in generale da una vocalità che manca dello caratura e dallo slancio passionale che la scrittura straussiana vorrebbe, e che in ultima analisi suona corretta ma poco incisiva. Il fascino della sua figura e una sapiente arte interpretativa le hanno comunque permesso di calarsi adeguatamente nella parte della donna volitiva ora gelosa, ora assuefatta al marito.
Molto più apprezzabile è la prova di Peter Soon come Eisenstein, bravissimo vocalmente, nonostante una scrittura temibile che oscilla sempre fra la linea baritonale e quella tenorile (caratteristica che vale per quasi tutti i ruoli maschili); Soon dà sfoggio di uno strumento limpido e ben a fuoco. Riesce a imprimere verità scenica al personaggio ed è incalzante anche a livello attorale, nonostante i limiti contestuali sopracitati.
Lo stesso dicasi per il Falke di Markus Werba di cui lodiamo in particolar modo una dizione italiana cristallina nel parlato, e lo sforzo (riuscito) di diventare deus ex machina della vicenda.
In sostituzione di Daniela Fally, ecco Maria Nazarova nel ruolo di Adele: soprano di coloratura della scuderia dello Staatsoper di Vienna, si impone per la presenza scenica minuta ma perfettamente calata nella parte della cameriera in cerca di riscatto sociale. Spumeggiante sul piano vocale e scenico, è parsa a suo agio complessivamente sul piano drammaturgico. Le due arie scorrono con maestria vocale e piglio energico.
Buona la prova di Elena Maximova come Orlofskaya, matronale quanto basta nel disegnare la parte della russa milionaria e annoiata, che avrebbe dovuto trovar maggior spazio nel tessuto registico utilizzando proprio l'innata cadenza russa nell'approccio all'Italiano, e che invece è sembrata fine a se stessa soprattutto negli scambi con Falke nel secondo atto.
Stesso discorso per Giulio Berrugi (Alfred), ineccepibile sul piano vocale e interpretativo (irresistibili le sue continue citazioni  all'opera italiana) ma vittima anch'egli di alcuni sketch il cui carattere manieristico in quali non hanno giovato a far emergere il personaggio con la dovuta e necessaria ironia.
Degne di nota la prova di Kresimir Spicer (Dr. Blind) e di Anna Doris Capitelli come Ida.
Apprezzabile il contributo di un attore di esperienza come Paolo Rossi, nonostante il contesto registico poco stimolante, ha saputo ritagliarsi uno spazio in cui dare sfogo alla propria arte attorale con riferimenti umoristici all'italiano medio e al mondo austriaco. Francamente poco rilevante invece la sua apparizione durante il primo atto.

180202_Mi_04_IlPipistrello_phBresciaAmisano

A sostituire l'indisposto Zubin Metha, ecco sul podio Cornelius Meister che ritorna agli onori scaligeri dopo l'esperienza di CO2 nel 2015. Reduce dalle riprese viennesi del Pipistrello, Meister dà una lettura brillante e scorrevole dell'opera, in perfetta sintonia col palcoscenico. Non tralascia di isolare e valorizzare le oasi timbriche durante la sinfonia e i numerosi pezzi d'assieme, cercando di privilegiare però una leggerezza d'intenti che è propria della partitura. Un plauso  particolare va ai complessi scaligeri e soprattutto al corpo di ballo, che si fa apprezzare nelle deliziose coreografie approntate da Heinz Spoerli, impreziosite dagli inserti acrobatici di Dasha Shelest e Vadym Pankevych.

Crediti fotografici: Brescia & Amisano per il Teatro alla Scala
Nella miniatura in alto: il direttore Cornelius Meister





Pubblicato il 02 Gennaio 2018
Spirito di novitā nell'interpretazione di Chailly, Martone, Netrebko, Eyvazov e Salsi
Chénier un mese di recite alla Scala servizio di Francesco Lora

180102_Mi_00_AndreaChenier_RiccardoChailly_phBresciaAmisanoMILANO - Basta un breve raffreddore perché il melomane perda un’intera produzione. Così accade di norma nei teatri italiani dove, complice il canonico avvicendamento di due compagnie di canto, le recite iniziano e finiscono in una settimana. Non è invece così al Teatro alla Scala, dove le produzioni si intersecano, tendono alla compagnia unica, spandono le loro recite sull’arco di due, tre, quattro settimane, e nel frattempo sempre meglio si assestano, crescono, dialogano con un pubblico che può assistere e ascoltare, meditare e assimilare, riassistere e riascoltare. Una volta inaugurata la stagione d’opera e balletto nella data santa del 7 dicembre, dunque, tra clamore mediatico e dirette radiotelevisive, fino al 5 gennaio è stato possibile seguire una delle otto recite di Andrea Chénier di Umberto Giordano: un nuovo allestimento che, col privilegio del mese dopo, smorzate le aspettative e còlto il dato di fatto, è forse possibile inquadrare, apprezzare e recensire con maggior lucidità.
In esso si attendeva, spropositatamente, la fiera vocale del soprano Anna Netrebko e la concomitante prova del tenore Yusif Eyvazov: costui oscuro marito della primadonna – si diceva – e scritturato soltanto per compiacerla. Ma altri sono stati i metri valutativi imposti da uno spettacolo perentorio. Lo ha simboleggiato la prima uscita degli interpreti alla fine di ogni recita: tutti subito, tutti insieme, dal concertatore al protagonista, al comprimario, alle intere masse; una squadra coesa nella quale ciascuno ha tenuto il proprio ruolo nell’avvaloramento di quello altrui, talvolta rinunciando all’ostentazione – quando sterile – del patrimonio artistico personale, e corrispondendo invece studio, studio, studio inesaustibile di un’opera forse mai riproposta con pari spirito di novità. Creata alla Scala nel 1896, vi era stata ripresa con continuità fino al 1960; era riapparsa soltanto nel 1982 e 1985, diretta da Riccardo Chailly; aveva compiuto i suoi primi cent’anni in un pacifico silenzio milanese.

180102_Mi_01_AndreaChenier295_phBresciaAmisano180102_Mi_02_AndreaChenier295_phBresciaAmisano180102_Mi_03_AndreaChenier295_phBresciaAmisano

Ancora Chailly, oggi direttore musicale, l’ha voluta nel 2017/18. Nel programma di sala dello spettacolo, tra le tante concesse alla stampa, è impaginata la sua più puntuale intervista circa l’opera di Giordano. Vi si legge del pregio sinfonico, della tensione teatrale, dell’imprevedibilità ritmica, dell’originalità armonica, della connotazione storica, della dignità stilistica, del respiro autenticamente europeo vantato da questa composizione negli anni già di Mahler, Puccini e Strauss. Non è l’interprete che blatera promesse, bensì l’antipasto al capolavoro direttoriale: mai gli ultimi decenni – e forse la storia tutta – aveva conosciuto un Andrea Chénier più misuratamente coltivato nel testo senza pretendere di uscirne ed eccederlo, ma nel contempo anche più fremente di passo, sgargiante di timbri, drammaticamente proteso al punto da rendere impossibile l’interruzione dell’applauso, e dunque l’omaggio al cantante anziché il rispetto dell’unità teatrale.
Là dove Chailly eccitava il ritmo drammatico, con un’orchestra ora estenuata in mezzetinte ora fiammeggiante di gesti, il regista Mario Martone ha predisposto una scena girevole che esalta il flusso dell’azione, e con mano leggera ha eletto una seconda macchina teatrale negli specchi: da lì dietro, nel castello dei conti di Coigny, s’intravedono i servi, i poveri, gli emarginati pronti all’irruzione e alla rivoluzione; davanti a uno specchio, nel monologo del Terzo quadro, Gérard ha il confronto morale con la propria doppiezza. È una lettura per il resto intenta a narrare, spiegare, dirozzare, illustrare, focalizzare: non necessita di trasposizione spazio-temporale, professa i valori stessi predicati nel libretto, invita a entrare nel testo anziché a dileggiarlo. Le scene di Margherita Palli colgono insieme il Settecento storico, la suggestione dell’età di Giordano e la restituzione al terzo millennio; i costumi di Ursula Patzak divengono capolavoro cromatico nelle scene di massa, percorse da punti rossi tra gli stracci.

180102_Mi_04_AndreaChenier460_phBresciaAmisano180102_Mi_05_AndreaChenier460_phBesciaAmisano.JPG

Nella compagnia di canto, la Netrebko è regina non per arroganza primadonnesca, bensì per magistrale inclusione in un lavoro condiviso. Per mettere a punto la parte di Maddalena di Coigny, ella insegue dunque la sfumatura, la naturalezza, la rinuncia all’esibizione di un canto fluviale come oggi di nessun’altra. In cambio, ottiene dal podio un accompagnamento vivido, fonte d’ispirazione, sul quale la voce corre, il timbro si scalda, ogni capitale risparmiato è restituito con gli interessi. Si coglie in lei la gioia di lavorare col marito. Ed Eyvazov ribalta di recita in recita, con innata simpatia e palese abnegazione, il pregiudizio per lui tenuto in serbo. Fortunatamente non è il tenore capace di sbancare il loggione, e dunque di mandare all’aria la coesione generale; ma ha scandagliato la parte protagonistica, ha imbrigliato un canto facile in una tecnica salda, mostra in più passi ragguardevole metallo, volume e squillo, non pretende il calibro drammatico ma costruisce sull’estrazione lirica.

180102_Mi_06_AndreaChenier_facebook

Il terzetto delle parti principali è completato alla pari dal più attendibile Carlo Gérard oggi alle scene: il baritono Luca Salsi, che a ogni istante della recita va acquisendo sempre più lucido smalto, sempre più esuberante risonanza, sempre più omogeneità e legato, sempre più forza di caratterizzazione, senza per questo sostituire alla dismissione del canto verista degradato l’intrusione opposta di formule calligrafiche. Sciorinamento di lussi nella galleria delle parti di caratteristi e comprimari: non v’è niente di meno che una vivace Annalisa Stroppa come Mulatta Bersi, e che una laconica Mariana Pentcheva come Contessa di Coigny. Per accorta ortodossia tecnica e insinuante sottigliezza espressiva, favoloso l’“Incredibile” di Carlo Bosi. E a fuoco anche i numerosi altri. Una sola occasione persa: quella di Madelon, parte predestinata a camei memorabili – si pensi all’Elena Zilio di oggi – e qui limitata a Judit Kutasi; efficiente senza dubbio, ma non carismatica.

180102_Mi_07_AndreaChenier_phBresciaAmisano

Crediti fotografici: Brescia Amisano per il Teatro alla Scala
Nella miniatura in alto: il direttore Riccardo Chailly





Pubblicato il 13 Dicembre 2017
Con ŦChe originali!ŧ e ŦPigmalioneŧ il Festival di Bergamo celebra Mayr e Donizetti
Un Dittico per maestro e allievo servizio di Simone Tomei

171213_Bg_00_Dittico_BrunoDeSimone_FotoRotaBERGAMO - Quest’anno il Donizetti Opera Festival ha voluto dedicare uno spicchio di celebrità al “Maestro del Maestro” bergamasco: è con Che originali! del musicista Giovanni Simon Mayr - insegnante del cigno di Bergamo - che si è aperta la serata del 1 dicembre 2017 cui ha fatto seguito la prima  composizione scenica dell’allievo: Pigmalione che risale al 1816 in cui il diciannovenne Gaetano era compositore a Bologna sotto la guida di Padre Mattei. Due componimenti che sembrano non avere nulla in comune, ma che le abili invenzioni del regista Roberto Catalano aiutato dalle scene di Emanuele Sinisi hanno saputo ben amalgamare trovando quel filo conduttore che può legare i due melodrammi con un’elegante soluzione di continuità.
Siamo sostanzialmente di fonte all’ego smisurato di due personaggi: per l’opera di Mayr, Don Febeo rappresenta un uomo estremamente egocentrico e narcisista che “schiavizza” le figlie nel seguire le sue manie/fobie musicali; l’una, Aristea, si rifugia nella sua passione per Metastasio e nell’amore ricambiato di Don Carolino che attraverso opportuni travestimenti cerca di accaparrarsi il beneplacito del padre che non lo accetta in quanto non sa niente di musica; l’altra, Rosina, vive in uno stato di perenne depressione più o meno veritiero che sconfina in ipocondria e sarà l’anello di congiunzione con il componimento successivo del dittico attraverso un’invenzione scenica di grande suggestione; le vicende di entrambe le sorelle e del singolare padre sono arricchite di colpi di scena e di trabocchetti che vengono messi a punto dai due servitori di casa, Biscroma e Celestina, intrecciando una sorta di commedia delle beffe ai danni del vecchio brontolone.
L’ego tanto acceso e tanto smisurato di Don Febeo trova un legame in Pigmalione proprio attraverso una parete che divide gli ambienti della prima opera da quelli della seconda: sullo sfondo è collocato un grandissimo quadro che rimanda ai tagli delle tele di Lucio Fontana come a voler dimostrare che dietro quei tagli qualcosa si cela e che la figlia ipocondriaca cerca di scoprire senza, in un primo momento, riuscirci: Don Febeo invece non si pone nemmeno il problema e vive totalmente nel suo egoismo e nelle sue passioni usate solo per occupare il tempo e per celare quel senso di fallimento che è la propria vita. Proprio questa "invenzione" di Lucio Fontana tratta dalle sue opere più famose Concetto spaziale. Attesa rappresenta quell’anello di congiunzione in cui Pigmalione vede da questi tagli quella vita dalla quale è fuggito per stare in completa solitudine con la sua arte per cercare quell’ideale di bellezza incorruttibile che porta Pigmalione da un’altra parte ed è questo il modo per dividere definitivamente le due realtà che non si incontreranno mai se non nella misura in cui la grande tela con i tagli viene strappata e sotto appare un gigantesco specchio che impedisce ancora ai due mondi di avvicinarsi

171213_Bg_01_Dittico_facebook

Essi non si avvicineranno mai se non tramite degli opportuni colpi di luce che mettono in mostra un Pigmalione intento ad osservare la scena di un mondo che non gli appartiene e dal quale è fuggito per rifugiarsi nella sua idea alta e nobile di arte per ricercare quell’ideale di bellezza femminile che esiste in natura ben in contrasto con l’ideale di arte e di musica del cialtrone Don Febeo; sarà alla fine proprio il personaggio che prende spunto dalle Metamorfosi di Ovidio a far cadere nel buio la realtà strampalata del musicista mancato, con il suggestivo gesto di staccare la spina per chiudere definitivamente ed obliare il mondo di Don Febeo che nulla ha che fare con l’alto concetto di arte cui aspira e per cui vive il giovane Pigmalione. Completavano la squadra scenica gli originali costumi di Ilaria Ariemme e le buone idee per le luci di Alessandro Andreoli.
Che originali! è stata capitanata dal grande artista che è Bruno de Simone nel ruolo del più volte sunnominato Don Febeo; ma…. “che ve lo dico a fà”; si potrebbe scrivere la più sperticata critica positiva, si potrebbe dire di tutto, ma qualsiasi parola non potrebbe mai riuscire a tradurre l’emozione che si prova a vedere all'opera un sì grande artista, che ha fatto del Teatro musicale la sua vita; proprio in relazione a questo debutto bergamasco ho avuto modo di incontrarlo e poter parlare con lui della sua vita artistica e non e di questa avventura e per questo vi rimando alla mia intervista che potere leggere qui . Tornando alla nostra serata posso solamente dirvi il meglio che questo artista possa aver dato all’economia dello spettacolo e ciò non sarebbe sufficiente: vi basti che l’emozione di vederlo, ascoltarlo e goderlo nel pieno contesto del palcoscenico è gioia per gli occhi, gaudio per l’orecchio e serenità per il cuore perché qui veramente siamo di fronte ad un uomo che riesce ad incarnare nei ruoli buffi e comici l’eredità che fu del suo grande maestro Sesto Bruscantini.
Donna Aristea la figlia letterata amante di Metastasio è stata interpretata dal mezzosoprano Chiara Amarù: voce di buon timbro, scaltra scenicamente, con abili doti di fraseggio, si è scontrata talvolta con una vocalità non eccezionalmente proiettata che l’ha portata a tratti, soprattutto nella zona più grave del rigo, a suoni ingolati e privi di armonici e tendenzialmente di petto; meglio nella parte più spericolata della partitura dove ha saputo con arguzia emergere quanto a proiezione e a controllo delle agilità sempre ben eseguite.
Il Don Carolino di Leonardo Cortellazzi è stato estroso, brillante, estroverso e “scafato” scenicamente riuscendo a far emergere quella personalità un po’ timida, ma al contempo sognatrice del giovane amato dalla figlia, ma negletto dal padre; la voce è omogenea, salda, squillante e trova il suo terreno di elezione in un canto sempre a servizio della parola con ottima dizione, sicura intonazione con sonoro squillo in acuto; il tutto ottimamente legato ad una resa scenica di tutto rispetto.
Angela Nisi è stata una brava Donna Rosina riuscendo a trovare un’ottima collocazione del personaggio anche a livello vocale ed emergendo appieno nell’aria, forse, più difficile di tutto il componimento I mali miei son tanti, che la vede impegnata in spericolate agilità che richiedono un ottimo dosaggio del fiato; la giovinezza e l’inesperienza hanno portato a qualche piccolo affanno, ma la pasta della bravura già scorre nelle sue corde e sono certo avremo modo di ascoltarla con piacere in altri ruoli con sicuro successo.
Il servo Biscroma, anello di congiunzione tra tutti i personaggi, è stato appannaggio di un bravissimo Omar Montanari che ha unito le eccellenti doti attoriali ad un canto sempre pertinente, mai sguaiato, bensì elegante e tornito da una perfetta dizione ed un’intonazione ineccepibile; Andria bene mia cara l’aria che elenca le caratteristiche della giovane che vorrebbe sposare è stata un cesello di finezze e nuances senza perder di vista l’occhio ad un canto fermo ed un’emissione sempre ben proiettata e a fuoco.

171213_Bg_02_Dittico_AyaWakizono_FotoRota 171213_Bg_03_Dittico_AntoninoSiragusa_FotoRota

La serva Celestina, segretamente innamorata di Biscroma ha visto in Gioia Crepaldi una sincera interprete della quale non possiamo che elogiare l’impegno, in attesa che la sua voce maturi ancor di più per far sì che l’emissione e l’interpretazione possano godere maggior sicurezza e spontaneità.
Ottimo il Carluccio di Pietro di Bianco che grazie ad una vocalità solida, tonda e ben omogenea si è distinto in un ruolo non pienamente centrale, ma di sicuro contorno nei meandri dell’intreccio dove ha messo in rilievo anche un’ottima verve scenica.
La musica di Mayr, che comunque non è riuscita a regalarmi quelle emozioni che sovente mi rende il suo allievo Gaetano Donizetti, ha trovato qualche limite interpretativo nella direzione del M° Gianluca Capuano; ho potuto scorgere una tavolozza poco fornita di colori e di intenzioni musicali con una tendenza a tempi piuttosto concitati che spesso sono stati un po’ deleteri nel servizio alla parola scenica che in quest’opera si rivelano fondamentali; ho notato qualche difficoltà negli interpreti a seguire e a donare il pieno significato di quanto cantato nella ricerca, talvolta spasmodica, di un fiato o di un’intenzione per rendere al meglio l’idea librettistica del grande Gaetano Rossi.
Venendo alla seconda parte della serata ecco che nel ruolo dell’artista Pimmalione - così è nomato nel libretto - il tenore siciliano Antonino Siragusa è stato grande interprete riuscendo a introiettare l’animo del personaggio e a farlo vivere nella parola cantata con grande trasporto ed emozione; un crescendo rossiniano definirei la sua interpretazione che è passata in maniera del tutto spontanea nel dipingere la musica con tutti quei colori necessari dettati dalla partitura e dal libretto; si leggono nel testo di Simone Antonio Sografi tanti stati emozionali: spaventato, tremante, disperato, mortificato, sorpreso… e ogni aggettivo ha saputo tradursi in parola ed ogni parola in suono sì da regalarci quaranta minuti di vera maestria scenica e vocale a conferma del grande istrionismo che caratterizza l’arte di questo mirabile interprete. Nei panni di Galatea il canto di una corretta Aya Wakizono cui ha unito una sicura prestanza scenica. Una sera quella delle idi di dicembre non molto affollata nel Teatro Sociale della Bergamo Alta, ma sicuramente di grande calore, espresso appannaggio di un dittico di cui porto in seno un ottimo ricordo. 

Crediti fotografici: Foto Rota per il Donizetti Opera Festival di Bergamo
Nella miniatura in alto: il bass-baritono Bruno de Simone ottimo protagonista nell'opera di Mayr
Al centro: il cast di Che originali! al completo
Sotto in sequenza: il soprano Aya Wakizono e il tenore Antonino Siragusa protagonisti di Pigmalione






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Gatti e l'onda lunga
intervento di Athos Tromboni FREE

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Echi dal Territorio
La Casa della Musica si presenta
redatto da Athos Tromboni FREE

180911_00_Vigarano_OstiMariaCristinaVIGARANO PIEVE (FE) - Settembre segna da anni il ritorno a scuola dei ragazzi e dei giovani; riparte la scuola dell'obbligo ma anche le altre scuole sono ai blocchi di partenza, comprese quelle di formazione e/o alto prefezionamento. In sintonia con il periodo, anche a Vigarano Pieve - nel Comune di Vigarano Mainarda (Ferrara) - è tutto pronto per
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Ecco le 'Carte' di Trioschi
servizio di Athos Tromboni FREE

180909_00_Fusignano_TrioschiMarinoFUSIGNANO (RA) - Si chiama Carte. Semplicemente Carte, la mostra di pittura che Marino Trioschi ha allestito quest’anno per la Festa della Madonna di Fusignano nelle stanze della residenza Ca’ Ruffo. Una breve personale, in parete dal 6 al 9 settembre 2018, perché tanto (o tanto poco) durano i “giorni della Madonna” di Fusignano,
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Fine stagione con mezza Aida
servizio di Simone Tomei FREE

180902_Vr_00_BarbiereDiSiviglia_NicolaAlaimo_FotoEnneviVERONA - Come un cerchio che si chiude è giunto al termine anche il 96.mo Festival lirico dell’Arena di Verona con le ultime repliche di alcune opere in cartellone e con nuovi interpreti di cui vi darò conto in questo scritto. Il Festival edizione 2018 ha avuto un più che favorevole andamento stagionale (dal punto di vista atmosferico), salvo
...prosegui la lettura

Personaggi
Vado dove mi porta la voce
a cura di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

180829_00_Personaggi_Mario Cassi_phFrancescoSquegliaVERONA - Incontriamo… ebbene sì “non son solo, siamo in due”, come direbbe il bohémien Rodolfo agli amici di ventura nel capolavoro pucciniano. Per questo ameno confronto con il baritono aretino Mario Cassi ho voluto accanto a me una cara amica e collega, Angela Bosetto, con la quale ho condiviso serate estive in Arena e pomeriggi
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Una tradizione musicale ferrarese
servizio di Edoardo Farina FREE

180828_Fe_00_GinoNeriFERRARA - Superato l’ambito traguardo dei 100 anni dalla fondazione avvenuto il 7 febbraio 1998 ove per l’occasione fu organizzato un prestigioso concerto presso il Teatro Comunale con altrettanti 100 mandolinisti, uno a rappresentarne ogni anno trascorso, il 2018 continua a proporsi all’insegna di numerose attività artistiche già
...prosegui la lettura

Vocale
Tante stelle ma brilla solo la Traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180827_Vr_00_VerdiOperaNight_StefanoTrespidiVERONA - Ancora una serata di musica all'Arena di Verona: questa volta per il Verdi Opera Night tenutosi domenica 26 agosto 2018. I comunicati stampa avevano annunciato da tempo una «serata memorabile» dedicata a Giuseppe Verdi per suggellare ancor di più il legame indissolubile tra l’anfiteatro veronese ed il Cigno di Busseto; era stata
...prosegui la lettura

Pianoforte
Euyo e il pubblico va in delirio
servizio di Athos Tromboni FREE

180826_Fe_00_Euyo-GianandreaNoseda_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Introdotto da una conferenza stampa il 24 agosto, in pieno Buskers Festival 2018, è stato presentato il secondo concerto della European Union Youth Orchestra (per tutti, ormai, la “Euyo”) a coronamento della residenza ferrarese di questa orchestra giovanile europea. All’incontro con la stampa, oltre a un nutrito gruppo
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Barbiere, Nabucco, Aida, le repliche
servizio di Simone Tomei FREE

180820_Vr_00_Barbiere_MarioCassi_FotoEnneviVERONA - Ancora Arena nel pieno del 96.mo Opera Festival con un’incursione di metà agosto per tre serate di grande musica ascoltando i cast alternativi di tre grandi capolavori del Teatro in Musica in cui il genio di Gioachino Rossini si è sposato con quello di Giuseppe Verdi... ma andiamo con ordine, cominciando dal capolavoro buffo del pesarese.
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Didone abbandonata e... ritrovata
servizio di Simone Tomei FREE

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV
...prosegui la lettura

Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
...prosegui la lettura

Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
...prosegui la lettura

Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
...prosegui la lettura

Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
...prosegui la lettura

Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
...prosegui la lettura

Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
...prosegui la lettura

Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
...prosegui la lettura

Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
...prosegui la lettura

Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
...prosegui la lettura

Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
...prosegui la lettura

Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
...prosegui la lettura

Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
...prosegui la lettura

Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
...prosegui la lettura

Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310