Pubblicato il 18 Luglio 2019
Francesco Lanzillotta, Francesco Ivan Ciampa e Giampaolo Bisanti a Macerata Opera Festival
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio'' intervista di Simone Tomei

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino a raggiungere lo Sferisterio al giorno d’oggi. In questa suggestiva cornice, il Macerata Opera Festival (giunto alla sua 55° edizione) propone da 19 luglio al 10 agosto 2019 un programma lirico tripartito a tema “Rosso Desiderio”: Carmen (diretta da Francesco Lanzillotta con regia di Jacopo Spirei), Macbeth (diretto da Francesco Ivan Ciampa con regia di Emma Dante) e Rigoletto (diretto da Giampaolo Bisanti con regia di Federico Grazzini). Per celebrare il fascino senza tempo del luogo e del festival, abbiamo deciso di conoscere meglio le proposte del MOF 2019 e i suoi direttori d’orchestra (uniti nella comune missione e nella passione lirica, divisi dalle rispettive personalità) tramite un’intervista “una e trina”.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando al colore rosso?
LANZILLOTTA – Ad una vita piena di passione e alla Ducati che Giampaolo Bisanti ha venduto.
CIAMPA – Sicuramente passione. Passione nel senso più profondo del termine, forte commozione dell’animo, che può anche essere non dolorosa.
BISANTI – L’amore, l’eros, la mia Ducati e l’alta moda italiana con il celebre Rosso Valentino. Queste sono le primissime cose che mi fa venire in mente il colore rosso.
A quale colore associ invece il tuo carattere e perché?
LANZILLOTTA – Rosso intenso perché non sopporto le vie di mezzo.
CIAMPA – Mia mamma, docente di storia dell’arte, mi ha trasmesso l’amore per i colori: ognuno di essi rispecchia uno specifico stato d’animo, una gradazione dello spirito. Ho sempre amato il nero, notoriamente inteso come assenza di colore, proprio perché, per essere musicisti, i colori bisogna ricercarli dentro, creando il proprio arcobaleno.
BISANTI – Il mio carattere lo assocerei volentieri a un giallo brillante perché sono sempre molto ottimista, positivo; e cerco di vivere la mia vita, così come la mia professione, con gioia e con trasporto. Mai abbandonarsi alla routine o alla quotidianità degli eventi.
Il filo conduttore che unisce i tre titoli in cartellone quest’anno a Macerata è proprio il rosso del desiderio, nelle sue accezioni più controverse. Musicalmente come emergono la gelosia in Carmen, il potere in Macbeth e il possesso in Rigoletto?
LANZILLOTTA – Carmen ci pone di fronte a un interrogativo: a cosa siamo disposti a rinunciare pur di non perdere la nostra libertà, o più in generale, a ciò in cui crediamo? Il rosso è sinonimo di forza intesa come capacità di non cedere, è il colore del sangue inteso come elemento vitale, quel sangue che viene tolto dalle vene pulsanti di Carmen, impedendole di vivere ma non di perdere la propria libertà.
CIAMPA – La genialità di Verdi dipinge nel Macbeth un ritratto psicologico meraviglioso dei protagonisti. Il ritmo, la scelta delle armonie e la varietà delle melodie tracciano proprio nel protagonista e nella Lady Macbeth due personaggi molto complessi: complici, assetati di potere e assassini.
BISANTI – Il desiderio di possesso, in Rigoletto, emerge prepotente in almeno tre occasioni. La prima è il meraviglioso duetto tra Rigoletto e Gilda del primo atto, pagina musicalmente sublime che nasconde però un amore “patologico” una forma di protezione a tratti inquietante. La seconda è l’esplosione di rabbia durante il duetto Tutte le feste al tempio: lampi musicali che sfociano nella celebre Vendetta, il vero desiderio di Rigoletto, un desiderio “strisciante” fin dalle primissime battute del preludio. L’ultima risiede nel quartetto del terzo atto, in cui il desiderio e la passione carnale del Duca, travolgono Maddalena e squarciano il velo sugli occhi della povera Gilda.

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All’interno dell’opera da te diretta, qual è il momento cui esplode il rosso? E quale, invece, in cui tale colore è meno evidente?
LANZILLOTTA – Direi che il rosso serpeggia attraverso i pentagrammi di Carmen dall’inizio alla fine. Forse il momento in cui è meno “appariscente” è il quintetto.
CIAMPA – Il rosso in Macbeth compare continuamente: è il colore del sangue, del delitto, della “macchia” nell’anima. Il rosso negli occhi delle streghe, il rosso che scorre lentamente dopo l’omicidio di Duncano, che Verdi sapientemente descrive con accordi sospesi, senza far “vedere” alcun omicidio, ma tracciando un momento altissimo di tensione e di attesa.
BISANTI – L’esplosione, anche musicale, del desiderio di vendetta si ha nel duetto che chiude il secondo atto. Invece il finale di Rigoletto rappresenta quasi un momento di “redenzione”, in cui i desideri di possesso e vendetta cedono il passo a una triste rassegnazione per come gli eventi hanno portato a una tragedia che poteva essere evitata.
All’interno dell’opera da te diretta, quale personaggio consideri l’incarnazione stessa del desiderio, in senso positivo o negativo?
LANZILLOTTA – Questa è facile: Carmen stessa.
CIAMPA – Se si parla di potere, Lady Macbeth. Ha un desiderio letteralmente infinito che la guida verso il proprio obiettivo.
BISANTI – Il desiderio è declinato in diverse sfaccettature a seconda delle angolazioni da cui lo si vuole osservare. Rigoletto nutre certamente un desiderio di vendetta nei confronti della figura del Duca, che rappresenta un mondo che ha violato la sua intimità domestica e le regole “perverse” che aveva imposto a se stesso ed alla figlia. Ma esiste anche il desiderio di rivalsa e di emancipazione della stessa Gilda nei confronti di questo padre oppressivo e intimidatorio. Quello di Rigoletto verso la figlia non è l’amore “puro” di un padre, bensì una forma di protezione tesa a conservare la condizione infantile di Gilda, dato che la ragazza è ormai cresciuta e sembra sfuggire al suo controllo. Infine esiste il desiderio più spavaldo, amorale e “consumistico” del Duca che rappresenta tutto ciò che di più carnale e “facile” possa esistere. Un capriccio più che un desiderio: il capriccio che scaturisce dall’abitudine al vizio.

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Secondo te, cosa rende unica (a livello umano e musicale) l’esperienza maceratese?
LANZILLOTTA – Alcune cose non sono facili da spiegare. Venire a Macerata ha lo stesso impatto di quando si entra in un luogo in cui il concetto di bellezza si concretizza in oggettività. Il risultato è un senso di benessere che trasforma la nostra quotidianità. Il Festival, Macerata, e le persone che ci lavorano fanno sì che questa sensazione di energia positiva arrivi immediatamente anche agli artisti. Aggiungo inoltre che la nostra idea di base (fare in modo che produrre un’opera diventi un momento aggregante, quasi familiare oserei dire) diventa rassicurante per tutti. Ed ecco che bellezza e serenità viaggiano insieme a una grande professionalità: tutto ciò crea questa magia.
CIAMPA – Decisamente il luogo ha un fascino senza tempo, che permette di riflettere e scavare in se stessi. Ogni persona che lavora allo Sferisterio percepisce perfettamente di essere parte di una grande macchina teatrale e quella parete altissima diventa emblema di separazione/unione tra realtà e sogno.
BISANTI – La gente che ho incontrato. È un ambiente meraviglioso, stimolante, fatto da persone giovani che amano Macerata e il suo Festival. La città è viva, partecipa e si sente: esiste una particolare energia che percorre le mura e le pietre di questo luogo magico. Un’energia che ha trovato un punto di catalizzazione in Francesco Lanzillotta, il quale si è fatto carico di offrire il suo straordinario talento e tutta la sua voglia di fare per attrarre l’attenzione del mondo su questa importante e storica rassegna musicale estiva. Sono felicissimo di far parte di questa “annata” che spero resti nei cuori dei maceratesi proprio come le migliori annate degli ottimi vini della zona!
Un pensiero a tema “rosso desiderio” per il pubblico che verrà ad ascoltarti…
LANZILLOTTA – Che Bisanti ricompri la sua Ducati rossa e che Ciampa si tagli il codino.
CIAMPA – Rosso desiderio, 
                Non sarà un refrigerio.
                Desiderio rosso,
                Farà d’animo un colosso.
BISANTI – Amo molto una frase di William Blake: «Coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perché il loro desiderio è abbastanza debole da essere represso.»
Avere sempre la forza di seguire i propri desideri, non lasciarli mai svanire e non lasciare mai che gli altri ce li cancellino. Ci deve muovere la passione. Ci deve mantenere vivi! Sempre.

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L’opera che, a tuo giudizio, si sposerebbe alla perfezione con lo Sferisterio del Macerata Opera Festival, ma a cui nessuno ha ancora pensato?
LANZILLOTTA – L’opera ancora da scrivere: una composizione pensata per il Festival e per lo Sferisterio, possibilmente di un compositore italiano.
CIAMPA – Non so se siano già state proposte allo Sferisterio, ma mi piacerebbe realizzare una Gioconda o una Fanciulla del West.
BISANTI – Non so se l’abbiano mai eseguita nel corso degli anni, ma nella cornice dello Sferisterio vedrei splendidamente Mefistofele di Boito: un altro titolo a sfondo “rosso desiderio”!

Lascio a voi le sensazioni suscitate da questa conversazione che, tra il serio e il faceto, è riuscita a mettere in luce qualche aspetto più recondito dei tre Direttori.
Attraverso la loro esperienza,  le loro passioni e i loro desideri istoriati di Rosso, ci hanno sicuramente invogliato a partecipare al Macerata Opera Festival, in attesa di scoprire quale sarà il colore che illuminerà le notti maceratesi nel 2020.
Un grazie quindi a Francesco Lanzillotta, Francesco Ivan Ciampa e Giampaolo Bisanti per essersi messi in gioco e ringrazio altresì la mia carissima collega Angela Bosetto, che mi ha suggerito l’incipit mitologico.

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Crediti fotografici: Michele Monasta, Roberto Ricci, Alfredo Tabocchini e archivi dei tre Direttori intervistati
Nella miniatura in alto: il logo di Macerata Opera Festival 2019
Sotto, da sinistra: Francesco Ivan Ciampa, Giampaolo Bisanti e Francesco Lanzillotta





Pubblicato il 07 Luglio 2019
Conversazione con il promettente soprano sul listone di Piazza Bra in attesa del Trovatore
Elisabetta Zizzo si racconta Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe Verdi, dove il giovane soprano siciliano interpreterà Inès al fianco di Anna Netrebko. Nel salutarla percepiamo tutta l’emozione e l’orgoglio di far parte della recita forse più attesa dell’intera stagione. Con gentilezza e disponibilità, Elisabetta ha condiviso sentimenti, ricordi e riflessioni personali. Ne è seguita una piacevole chiacchierata, che vi riporteremo in due incontri che qui raccontiamo. Non prima, però, di farvi conoscere qualcosa in più sulla nostra ospite.
Nata a Catania il 20 febbraio 1991, si è diplomata nel 2012 in canto lirico con lode al conservatorio Corelli di Messina. Ha partecipato a diverse masterclass di perfezionamento con Franco Boscolo, Eva Mei, Fabio Armiliato, Rolando Panerai e Renata Lamanda, vincendo inoltre numerosi premi in concorsi pianistici e lirici nazionali e internazionali. Nell’aprile 2015 entra come allieva effettiva nell’Accademia del Festival Pucciniano di Torre del Lago, ma il resto ve lo racconterà lei.

Elisabetta Zizzo, qual è il legame con la tua terra?
Indubbiamente sono molto legata alle mie radici e alla mia meravigliosa Sicilia, tanto bella quanto, purtroppo, piuttosto povera di opportunità, motivo per cui la si deve spesso lasciare se ci si vuole realizzare professionalmente. Ma non a caso la definisco ripetutamente “mia”. È parte integrante di me e della mia personalità: la “vulcanicità” dell’Etna, la solarità del clima mite, le sfaccettature e i colori della macchia mediterranea, l’allegria prorompente delle tradizioni e del folklore e quel tocco di malinconia dei tramonti sul mare. Sono assolutamente una “siciliana doc”!
Da siciliana doc, ti chiediamo un pensiero lirico personale anche sul tuo illustre compatriota Vincenzo Bellini.
Il mio pensiero è assolutamente in linea con la storia che lo ha consacrato quale grandissimo compositore, riuscito a creare, in pochi anni di vita, capolavori indiscussi e melodie immortali. Sono molto fiera e orgogliosa di esserne conterranea. Mi spiace solo di non essere ancora riuscita a debuttare in nessun ruolo belliniano, ma forse è meglio così, in quanto ritengo che, per rendere giustizia alla sua musica, occorra raggiungere una grande maturità. Spero la vita me ne dia l’opportunità in futuro.

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Dove affondano le radici della tua passione per la musica e per il canto? Se non andiamo errati, sei anche un’eccellente pianista…
Mia madre cantava, mentre mio padre suona la chitarra e il pianoforte da autodidatta. Entrambi purtroppo non hanno avuto la possibilità di studiare, ma mio padre, non rassegnatosi, decise di acquistare un pianoforte. Così, a cinque anni, quel misterioso strumento diventò il mio giocattolo preferito. Pregai mio padre di farmi imparare e cominciò tutto in questo modo, come un gioco! Mi appassionai talmente da decidere, a sette anni, di voler fare la concertista e, durante l’infanzia e l’adolescenza, mi impegnai molto a studiare, vincendo concorsi nazionali e internazionali e diplomandomi in conservatorio a 17 anni. Ma, già da qualche anno, si era insinuata in me, lentamente e quasi per scherzo, la passione per il canto. Se ci penso è davvero strano! Alle scuole medie partecipavo ad un laboratorio pomeridiano volto a mettere in scena il musical di Riccardo Cocciante, Notre Dame de Paris, in francese. L’avevo scelto perché lo teneva la mia insegnante preferita. Facevo parte del coro e, quando all’ultimo momento la protagonista si ritirò, la professoressa mi pregò di sostituirla. Così, per puro caso, iniziai a cantare.
Raccontaci il tuo percorso formativo e l’esperienza presso l’Accademia di Torre del Lago.
Poco dopo il diploma con lode al Conservatorio, sotto la guida della mia carissima insegnante Alessandra Mantovani, ho deciso di provare a far qualche concorso e audizione e, tra le varie esperienze, quella che ha sicuramente segnato l’inizio della mia carriera è stata l’Accademia di Torre del Lago. Sono entrata nel 2015 con un piccolissimo ruolo (la prima conversa in Suor Angelica) e lì ho avuto l’opportunità di studiare con tanti importanti nomi della lirica, da Rolando Panerai e Maria Pia Ionata. Piano piano hanno cominciato a darmi fiducia, soprattutto il mio “babbino caro” artistico, Paolo Spadaccini, allora responsabile dell’Accademia, una delle prime persone che ha davvero creduto concretamente in me, permettendomi di debuttare all’interno del cartellone del Festival Puccini in ruoli importanti quali Musetta (La bohème), Liu (Turandot), Lauretta (Gianni Schicchi) e Lisette (La rondine). Non smetterò mai di ringraziare lui e il  Festival per le bellissime opportunità che mi hanno dato.

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Qual è l’episodio che consideri cruciale nello sviluppo della tua carriera?
Sicuramente, oltre all’Accademia Pucciniana, anche l’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma mi ha aperto tante porte, permettendomi non solo di esordire quest’anno all’interno del Festival Verdi, ma anche di conoscere tante personalità importanti della lirica tra cui Cecilia Gasdia, a cui devo davvero moltissimo. Ha creduto in me e mi ha fatto debuttare in Arena all’interno di cast stellari. Penso non avrei potuto desiderare di meglio e anche a lei devo un enorme ringraziamento.
Come definiresti la tua voce?
Penso finalmente di aver trovato la mia dimensione nel repertorio da soprano lirico puro. Ho cominciato come lirico leggero, ma dentro me sapevo che la mia strada sarebbe stata un’altra e ciò che sentivo mi è stato confermato col tempo da tutti, man mano che la voce cresceva con me.
Da Anna ad Anna: dopo l’esordio areniano del 2018 in Nabucco (dove hai riscosso ottimi consensi nei panni della sorella di Zaccaria), non solo sei tornata anche quest’estate nell’anfiteatro scaligero come Ines ne Il trovatore di Giuseppe Verdi, ma pure al fianco di una Leonora del calibro di Anna Netrebko.
Già l’anno scorso è stato meraviglioso e quasi surreale per me poter calcare il palcoscenico dell’Arena di Verona, ma quest’anno è davvero più che un sogno! Cantare insieme al mio mito di sempre, Anna Netrebko, è stato un qualcosa di totalmente inaspettato: un’emozione fortissima, un’esperienza senza eguali che porterò nel cuore per tutta la vita.
Oltre alle recite del Trovatore, sarai anche Frasquita in Carmen e parteciperai al Gala verdiano per celebrare i 50 anni di carriera areniana di Plácido Domingo: un’estate davvero intensa.
Assolutamente sì; e ne sono felicissima: amo i periodi così intensi e colmi di emozioni! Carmen è una delle mie opere preferite e Frasquita un personaggio molto divertente che non vedo l’ora di interpretare! Anche far parte del Gala Domingo rappresenta un altro sogno che diventa realtà. Spero sempre di essere all'altezza delle aspettative e della fiducia che la Fondazione Arena mi ha dato.
Dopo gli impegni in Arena, ti attende un nuovo Nabucco a Parma, quindi non può mancare una considerazione anche su Verdi.
Verdi è uno dei miei autori preferiti insieme a Puccini e trovo soprattutto le sue prime opere particolarmente congeniali al mio tipo di vocalità e personalità. Ho avuto l’opportunità di approfondirne lo studio grazie all’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma, scoprendone così tante magnifiche sfaccettature, spiegate da grandi interpreti quali Giovanna Casolla e Barbara Frittoli. Amo le melodie, i cantabili, ma anche il piglio a volte eroico, altre di una dolcezza che rasenta la magia.
Passando da Verdi a Bizet, Frasquita è un ruolo assai vivace, vocalmente e fisicamente. Tu e lei avete per caso qualcosa in comune?
Un personaggio sicuramente vivace e pieno di verve, passionale e dinamico. Caratteristiche queste che fanno parte anche di me. Dall’altro lato, però, me ne discosto molto caratterialmente: tendo ad essere più razionale che istintiva, più legata ai valori della famiglia che dell’amore libero. Ma questo è il bello del teatro, una finzione che per qualche ora cerchiamo di rendere reale.
Cosa significa essere una giovane artista nel teatro oggi?
Significa, purtroppo, avere tantissime difficoltà e dover avere le spalle particolarmente forti per superare i mille ostacoli. Significa dover studiare tantissimo e sperare in una buona dose di fortuna, che ritengo uno degli elementi più importanti insieme al talento.

Il tempo è tiranno e le esigenze della produzione areniana (trucco e parrucco) inesorabili, Auguriamo dunque buona fortuna a Elisabetta, dandoci appuntamento alla sua seconda recita del Il Trovatore per terminare la conversazione…
I giorni volano, giunge la sera del 4 luglio 2019 e la Piazza più famosa di Verona è nuovamente testimone del nostro incontro con Elisabetta Zizzo. Passata la febbre della prima, stavolta desideriamo qualche aspetto più intimo e personale di Elisabetta, la quale non esita a mettere in luce un carattere forte, una determinazione di ferro e un animo sensibile.

Ora parliamo di Elisabetta come donna. Quando non hai uno sparito in mano, cosa ti piace fare?
Amo molto leggere, tenermi in forma in palestra, stare con la mia famiglia e coltivare le amicizie, che sono una parte a dir poco fondamentale nella mia vita.
Cosa ti piace e cosa, invece, cambieresti di te?
Per quel che riguarda i pregi, credo la determinazione, l’essere socievole e solare. Quanto ai difetti, cambierei diverse cose, ad esempio in alcuni ambiti preferirei essere meno fragile e vorrei riuscire a prendere le cose più alla leggera: tendo a prendermi troppo sul serio!
Davanti alla passione di Leonora e Manrico del Trovatore, Ines afferma “Non debba mai pentirsi/Chi tanto un giorno amò!” Concordi? Cos’è per te l’amore?

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Sì, sono d’accordo. Ho amato e sofferto tantissimo, ma non me ne pento e, tornassi indietro, lo rifarei perché amare rende vivi, nonostante le possibili dolorose conseguenze: un’arma a doppio taglio. Ines mette in guardia Leonora perché teme per lei e, alla fine, aveva ragione visto che quel sentimento ha portata Leonora alla morte. Ma se proprio Leonora avesse ascoltato la prudenza piuttosto che il sentimento sarebbe finita a vivere infelice accanto a una persona che non amava. Preferisco decisamente la qualità alla quantità quindi sì: non debba mai pentirsi chi tanto un giorno amò!
E l’amicizia?
Credo sia ancora più importante dell'amore, perché l’Amicizia con la A maiuscola, è davvero per sempre. L’amore vero è difficile da trovare e talvolta lo si confonde con la passione o l’innamoramento... Quindi il più delle volte è destinato a finire. L’amicizia è difficile confonderla con altro, almeno per quella che è stata la mia esperienza. Mi ritengo molto fortunata perché ho accanto diversi amici a cui tengo tantissimo, che mi vogliono davvero bene e che per me ci sono sempre.
Facciamo un gioco: fra le sette grandi virtù (Fede, Speranza, Carità, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza) quale per te è la più importante e perché?
Sicuramente la Fede, che può essere intesa in diversi modi. Per me è importantissima la Fede in Dio da cui credo che tutto dipenda e a cui mi affido completamente. Ma anche la fede intesa come fiducia in se stessi e in chi ci sta vicino.
E a quale dei sette vizi capitali fatichi a resistere?
Decisamente la gola! Sono una golosona... Non riesco a dire di no alla mia granita siciliana o al tiramisù, che adoro!
Un desiderio per il futuro non come artista, bensì come donna.
Oltre alla realizzazione professionale, al mio lavoro che mi entusiasma, spero di trovare l’amore e, possibilmente, di costruire una famiglia.
A novembre ti rivedremo sempre a Verona, ma nel Teatro Filarmonico (dove, lo scorso maggio, sei stata Nella in Gianni Schicchi) come Giannetta ne L’elisir d’amore. Poi cosa ti attende?
Ci sono delle cose in sospeso per il 2020, ma, per scaramanzia, non dico nulla finché non diventano ufficiali!
Il grande sogno lirico?
Nell’immediato direi il poter interpretare di nuovo il mio ruolo preferito: Liu in Turandot. Per il resto non mi creo aspettative, ciò che Dio vorrà... accadrà. Io ci metterò del mio, continuando a studiare con la grande passione che da sempre porto dentro.

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Suonano i rintocchi del campanile e Leonora, là dietro le quinte del palcoscenci dell’Arena, attende Ines, la sua fida confidente. Elisabetta ci saluta e imbocca il celebre Cancello 57, l’ingresso degli artisti.
Riapparirà sul palco, nel costume rinascimentale di Ines, per ricordare che l’amore (incluso quello per la musica) vale ogni sacrificio.

Crediti fotografici: Foto Ennevi, foto Simone Tomei e archivio personale di Elisabetta Zizzo
Nella miniatura in alto: il soprano Elisabetta Zizzo
Sotto in sequenza: con il nostro critico musicale Simone Tomei; nei panni di Ines (Il Trovatore); in quelli di Lisette (La Rondine); dietro le quinte in Arena con Anna Netrebko; e in scena a Torre del Lago per La Rondine
Al centro: nei panni di Musetta (La bohème) a Torre del Lago
Sotto: sempre nei panni di Ines insieme ad altri artisti del cast per Il Trovatore a Verona
In fondo: foto ricordo con tutto il cast del Trovatore insieme alla sovrintendente dell’Arena, Cecilia Gasdia (al centro del gruppo)





Pubblicato il 20 Febbraio 2019
Nostra conversazione con il baritono francese dopo la recita del 'Simon Boccanegra' a Genova
Ludovic Teziér a tutto campo intervista a cura di Simone Tomei

190220_Ge_00_LudovicTezier_phA.BofillGENOVA - Per chi ama la musica e l’opera ogni partenza verso una nuova avventura teatrale porta in seno tanti diversi stati d’animo (attesa colma d’entusiasmo, paura di un’eventuale delusione, aspettative e supposizioni personali), sui quali vince però, senza dubbio, il piacere di far qualcosa che è parte fondamentale della propria vita e che nutre il corpo e lo spirito al pari del cibo quotidiano.
E la mia ultima tappa, Genova, mi ha regalato le più belle emozioni che si possano desiderare in tal senso, tra cui si erge senza dubbio (proprio come l’obelisco di Luxor al centro di Place de la Concorde a Parigi) l’incontro con il baritono francese Ludovic Teziér, il quale, dopo la mirabile recita del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice, mi ha concesso questa arricchente intervista, che ha impreziosito ancor più le sensazioni di “stupore e maraviglia” provate all’uscita del Teatro.

Che cos’è la musica per Ludovic Tézier?
Forse non tutto, ma di certo nulla di meno dell’aria che respiro. Per la mia famiglia la musica (che si tratti di ascoltarla, cantarla o anche, semplicemente, di chiacchierarne) fa parte della quotidianità, tuttavia penso che, per poter fare questo lavoro a un certo livello, occorra davvero vivere e, se necessario, anche dormire con la musica in testa. Quando io e mia moglie (il soprano Cassandre Berthon, NdA) ci siamo conosciuti in scena, abbiamo subito iniziato a parlare proprio di questo e lei, bravissima cantante, mi ha confidato “Sai, ogni tanto faccio dei sogni relativi a qualche problema tecnico”, al che le ho risposto “Pure io!” Forse siamo un po’ fissati... (E, proprio nell’ironizzare sulla puntigliosità musicale di Casa Tézier, Ludovic ci regala la prima di quelle risate calde e cordiali che torneranno altre volte nel corso di quest’intervista).

Dove hai incontrato la musica?
A casa mia, dove il giradischi era sempre in funzione. Non ricordo un giorno senza musica: canzoni, opere, musica sinfonica… (Bussano alla porta del camerino: è il tenore Francesco Meli, giunto a congratularsi con il collega, al cui fianco interpreta Gabriele Adorno. Dopo i reciproci attestati di stima e i saluti di rito, la mia conversazione con Teziér riprende).

Come è arrivata la vocazione per il canto lirico?
Un po’ casualmente. Ascoltavo i dischi d’opera in casa, ma ho scoperto di saper cantare facendo musica leggera con gli amici, anche se all’inizio loro mi prendevano un po’ in giro per il tipo di voce, che chiamavano “alla Pavarotti”. Siccome però la lirica mi piaceva molto, ho deciso (un po’ per sfida) di farmi ascoltare da una una signora, la quale mi ha detto “Vale la pena di insistere.” Sei mesi dopo, sono entrato nella scuola di musica di Marsiglia. Avendo solo diciotto anni e la voce ancora chiara, ho fatto l’audizione proponendo arie tenorili, ma ho avuto la fortuna di incontrare subito la mia futura insegnante, Claudine Duprat, la quale mi ha detto: “Mi spiace non sarai mai un tenore, però puoi diventare un buon baritono”. Il che per me è stato una fortuna, dato che, mentre già cantavo come baritono, una serie di persone ha provato a convincermi che in realtà ero un tenore! Per un giovane cantante una situazione simile può essere pericolosa. Non si può cambiare la voce, ma si può sbagliare a indirizzarla se malconsigliati ed è uno sbaglio che può costare caro.

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Anche mantenere la voce è importante...
Quello è stato il mio impegno personale successivo. La mia carriera è iniziata in modo molto rapido e, avendo perso il contatto diretto con i professori, ho dovuto imparare a sistemare le cose da solo “a vista”, certo facendo anche degli errori, ma lavorando passo passo e cercando di prendere il meglio dagli incontri con i colleghi più maturi o comunque dotati di maggior esperienza.

Fra le sfide che hai vinto nella tua carriera, quale reputi la più importante?
Probabilmente andare in scena la prima volta, perché sono di natura piuttosto riservata. Cantare mi è sempre piaciuto, ma esibirsi in un allestimento lirico recitando è tutt’altra cosa. Però è proprio dalla volontà di andare oltre queste paure, derivanti dall’avere un carattere introverso, che ho avuto la prova definitiva di quanto il canto fosse importante per me.

Qual è il ruolo che hai più a cuore?
Adoro Verdi, quindi non posso che citare come esempio Simon Boccanegra, personaggio che riassume in sé al meglio ogni qualità del baritono verdiano. In quest'opera, Giuseppe Verdi mette a nudo se stesso, la sua vita, la sua sofferenza e la sua visione politica. Si tratta di un capolavoro assoluto e occorre una preparazione estrema per rendere giustizia a questo spartito fenomenale. Non basta cantarlo bene, bisogna viverlo e forse anche eseguirlo solo quando si è arrivati a un certo punto nella propria vita.

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Essere padre davvero aiuta a viverlo nella giusta prospettiva?
Direi di sì. È un po’ come fare Rigoletto senza conoscere nulla del rapporto genitoriale. Un giovane baritono certi ruoli “vissuti” li può anche fare, ma, al di là della bella voce e dell’immagine corretta, cosa ci lascia la sua esecuzione alla fine? Per me, a livello emotivo, mancherà sempre qualcosa.

Un altro sublime ruolo baritonale verdiano è Rodrigo di Don Carlo: dal momento che lo hai cantato in entrambe le versioni, qual è la diversità fra interpretarlo in italiano e in francese?
Questa è una domanda che mi sono fatto a lungo. La lingua ha già un valore musicale a sé e le differenze sulla partitura sono una conseguenza di quelle linguistiche. Verdi, che parlava il francese molto bene, ha composto due musiche diverse perché diversi sono i due idiomi. Nella versione italiana, lingua per sua natura più colorata ed espressiva, il personaggio di Rodrigo diventa più romantico, simpatico e scapestrato, mentre nella versione francese assume un forte connotato nobile e politico, nel quale il suo cruciale duetto con il re sembra quasi riflettere quanto accadde al Congresso di Vienna fra Talleyrand e Metternich. Fare Rodrigo in entrambe le lingue è quasi come affrontare  due personaggi diversi, ciascuno dei quali, però, aiuta poi l’altro a svilupparsi meglio.

Passiamo da Verdi a Jules Massenet: come hai fatto a calarti nei panni di Werther (nella ripresa della versione baritonale dell’opera) dopo essere stato un ottimo Albert?
La questione è interessante alla luce del fatto che l’opera gira intorno a Charlotte, dalla quale tutti pretendono qualcosa senza però preoccuparsi di capire cosa invece voglia lei. Werther e Albert fanno parte di quel mondo maschile che la opprime, quindi passare da un tipo di oppressione a un altro non è poi così difficile. Certo la prevaricazione di Albert (tipico uomo che vuole la moglie sottomessa e chiusa in casa) è più facilmente identificabile, mentre Werther è un giovane poeta, ma resta comunque un edonista, altrimenti non metterebbe la povera Charlotte davanti all’ultimatum “o ritorni da me o mi suicido.”
Per questo, nonostante la versione tenorile di Werther sia bellissima, ritengo quella baritonale più vicina ai sentimenti che animano l’originale letterario di Goethe. Basti solo pensare all’atmosfera cupa e drammatica che creano due voci scure nel tragico duetto finale.

190220_Ge_06_LudovicTezierMariaAgresta_SimonBoccanegra_Parigi_phAgathePoupeney190220_Ge_07_LudovicTezier_Werther_Vienna_phMichael

Perché un artista del tuo calibro canta così poco in Italia? E non dire “perché i teatri non mi chiamano...”
Ma è la verità! Prima di questo Simon Boccanegra, il mio ultimo impegno in Italia risale al 2013: Don Carlo al Regio di Torino, teatro a cui mi legano bei ricordi e dove nel 2001 ho debuttato anche come Hamlet nell’omonima opera di Thomas. E poi, purtroppo (se escludiamo l’Aida su disco, diretta da Antonio Pappano e registrata all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma) più niente.
Ogni volta che, all’estero, gli spettatori italiani mi chiedevano perché non venissi più in Italia, non sapevo cosa rispondere. Che un singolo teatro non mi voglia posso capirlo, ma che non mi chiami una nazione intera... Ecco, non nascondo di averne sofferto, perché mi sento molto vicino alla vostra cultura e alla vostra lingua. Spero che ora la situazione cambi grazie a Genova, che ha avuto l’audacia di farmi venire con un preavviso minimo. A volte, quando si presentano certe occasioni bisogna rischiare, ma l’accoglienza avuta sul palco del Carlo Felice mi ripaga di tutto.

Da lucchese ti chiedo: fra Puccini e Verdi a chi va il tuo amore?
Verdi, Verdi, Verdi... e anche Puccini ti avrebbe risposto lo stesso! Però ho cantato sovente La Bohème e Madama Butterfly, reputo Tosca un’opera geniale e mi sono emozionato tantissimo con Manon Lescaut. Quindi ti dico Verdi perché con lui c’è una connessione più diretta, però non posso negare che Puccini abbia dei momenti che lasciano a bocca aperta, come il “Te Deum” di Tosca, l’appello delle deportate in Manon Lescaut o il doppio duetto della Bohème. Chi lo ascolta e pensa “Ah, vabbé, musica semplice” dovrebbe andare a leggersi lo spartito per capire quanto sia complicato a livello musicale ottenere quest’effetto di naturalezza. E vogliamo parlare della bellezza di Tabarro e di Gianni Schicchi o La fanciulla del West? Diciamo che nel mio futuro Puccini non mancherà. Le sue opere sono come delle splendide chiese e in una chiesa bella si entra sempre a pregare più volentieri.

Che rapporto hai con la critica musicale?
Generalmente buono. La critica fa parte della lirica fin dagli inizi ed è necessaria per far conoscere l’opera a chi vive lontano dai grandi centri o dai teatri. Tuttora sono tante le persone che vanno ad assistere a determinati spettacoli perché un certo critico li ha apprezzati oppure ha scritto qualcosa che li ha incuriositi, spingendoli a volerli vedere di persona. Dunque se la critica fa venire la gente all’opera per ascoltare, confrontarsi e discutere, ben venga. Se diventa uno sterile gioco di comparazioni a chi è più bravo, a cosa serve?
Personalmente apprezzo le recensioni ben argomentate e che forniscono all’artista spunti di riflessione per migliorarsi, mentre non comprendo il senso di quelle che nascono da una penna avvelenata già in partenza. È del tutto legittimo che uno spettacolo o una performance non piacciano, ma l’importante è dirlo con educazione. Che bisogno c’è di essere cattivi? Mi è capitato di finire nel mirino di un critico francese particolarmente feroce, che però di me non ha più scritto da quando gli ho risposto a tono, sia pur in modo educato.

Cantare “male” una sera è umano...
Certo, però se un cantante sta comunque dando tutto se stesso, il critico dovrebbe limitarsi a prendere atto di ciò che non va senza infierire perché chi ha davanti potrebbe non stare bene, a livello fisico o emotivo. Per esempio, due giorni dopo la morte di mio padre, ero di nuovo sul palcoscenico. Il nostro è un mestiere meraviglioso anche in virtù del rapporto che si crea dal vivo con il pubblico e vederlo “macchiato” da certe cattiverie è brutto. Per questo, a volte, non andiamo in scena.

Quando non canti, com’è la tua vita?
Pazza! Lo sa bene mia moglie Cassandre: abbiamo giusto un paio di giorni per fare le lavatrici e sistemare tutto prima di ripartire, dato che siamo sempre in giro. La fatica in scena dà tanta gioia, ma quando torni a casa dopo due o tre mesi d’assenza... ecco arrivare il lato più stancante del mestiere. Al momento la nostra base è Parigi (sia per la comodità negli spostamenti, sia per via della scuola di nostro figlio Aureliano), ma abbiamo anche una casa in Alsazia. Solo che è difficile godersela con pochi giorni liberi l’anno. Dovrei dire di no più spesso? Forse, ma al momento ho la fortuna di cantare a un livello da sogno e come faccio a non inseguire certe opportunità, tipo quella di esordire a Salisburgo nei panni di Simon Boccanegra? E, nel momento in cui gli impegni si sovrappongono, si fa il possibile per fare le scelte migliori e conciliare famiglia, lavoro e salute.

190220_Ge_09_LudovicTezierMartinaSerafin_facebook_Macbeth

A proposito di Boccanegra, tornerai all’Opera di Montecarlo, dove sei stato Simone nel 2017?
Sì, prossimamente con Cassandre per Thaïs di Massenet. Mi piacciono sia la città, sia la bella atmosfera che il direttore Jean-Louis Grinda ha saputo costruire all’interno del teatro.

190220_Ge_10_LudovicTezierSimoneTomeiFuturi impegni da qui all’estate?
Dal 21 marzo al 12 aprile interpreterò Don Carlo di Vargas ne La forza del destino diretta Antonio Pappano alla Royal Opera House di Londra con Anna Netrebko (Leonora) e Jonas Kaufmann (Don Alvaro). A maggio sarò Wolfram von Eschenbach in Tannhäuser alla Bayerische Staatsoper di Monaco e a luglio il Conte di Luna ne Il trovatore al Teatro Real di Madrid (produzione in cui sarà presente anche Cassandre nel ruolo di Ines) dove ritroverò Francesco Meli e Maria Agresta. Infine, ad agosto, volerò in Australia per un Andrea Chénier in forma di concerto alla Sydney Opera House, di nuovo insieme a Kaufmann.

E in Italia quando ti rivedremo?
Tornerò alla Scala di Milano. Non posso dirvi quando: posso dire solo che è un progetto bellissimo.

Spengo il registratore, ma la nostra conversazione prosegue, virando verso lidi più confidenziali e di esperienza privata. Ed ecco che, complice la presenza del basso Vincenzo Forgione (artista del coro dell’Opera di Montecarlo), si ripercorrono le figure cardine del mondo del melodramma francese e italiano, rievocando i ricordi personali relativi ai grandi interpreti del passato ed evidenziandone le peculiarità interpretative e tecniche. Si parla di canto all’italiana e di artisti d’oltralpe, dei grandi baritoni del passato (come Riccardo Stracciari, Carlo Galeffi, Gino Bechi, Titta Ruffo, Giuseppe Taddei, Ugo Savarese, Jean Borthayre, Charles Cambon, Michel Dens, Robert Massard e Camille Maurane, “voci straordinarie eppure sconosciute a molti giovani cantanti” ha commentato incredulo Ludovic Tézier) e dei rispettivi insegnanti, evidenziando quel modo entusiasta con cui hanno saputo trasmettere l’arte sopraffina del canto ai loro allievi. Il nostro commiato coincide con un saluto e un omaggio alla grandezza umana e artistica del maestro Bruno de Simone, elemento indispensabile per poter concretizzare il mio incontro con Tézier.
Al termine di questo racconto, sento sgorgare dal cuore un senso di gratitudine immensa per ciò che la vita mi sta regalando giorno dopo giorno, in un mondo (quello del Teatro e del melodramma) che sento mio e che tuttavia vivo con la rispettosa distanza dettata dalla profonda stima verso chi lo fa.
(Ringrazio la dott.ssa Angela Bosetto per la fattiva collaborazione alla realizzazione di questo servizio)

Crediti fotografici: Alain Hanel (Monte Carlo); Marcello Orselli (Genova); Elena Bauer (Parigi); Agathe Poupeney (Parigi); A. Bofil (Barcellona); Michael Painihn (Vienna); Charles Duprat (Parigi); Stephen Cummiskey (Londra); Simone Tomei
Nella miniatura in alto: il baritono francese Ludovic Teziér
Sotto, in sequenza: in Lucia di Lammermoor a Londra; in Werther a Vienna; con Jonas Kaufmann in Don Carlos a Parigi; in Simon Boccanegra a Genova; in Il trovatore a Parigi
Al centro in sequenza: in Simon Boccanegra a Parigi con Maria Agresta; e ancora a Vienna, nel finale del Werther
Sotto: con Martina Serafin in Macbeth a Barcellona
In fondo: foto-ricordo con il nostro critico musicale Simone Tomei






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Personaggi Approfondimenti Eventi Echi dal Territorio Pagina Aperta


Parliamone
Le Villi e Veronesi
intervento di Athos Tromboni FREE

190817_Torre_00_LeVilli_GiacomoPucciniTORRE DEL LAGO (LU) - Unica rappresentazione venerdì 16 agosto 2019, al Gran Teatro all'Aperto, di Le Villi, opera-ballo di Giacomo Puccini. La produzione era quella del Mupa di Budapest, con la regia di Ksaba Káel, le coreografie di Balázs Vincze e le danzatrici e i danzatori del Balett Pécs. La storia di Anna e Roberto, giovani sposi, è raccontata nel libretto di Ferdinando Fontana e la trama è semplicissima: Roberto riceve l'eredità di una vecchia parente e deve recarsi a Magonza per appropriarsene; parte il giorno stesso del matrimonio promettendo ad Anna e a Guglielmo (padre di Anna) che ritornerà presto. Ma non torna, anzi a Magonza si invaghisce di un'altra donna che gli farà delapidare tutta l'eredità. Dopo alcuni mesi Roberto torna a casa pentito, ma nel frattempo Anna è morta per le pene d'amore sofferte e si è trasformata in una Villi. Le Villi sono creature delle leggende nordiche e compaiono nel bosco nelle notti di luna piena
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
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190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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Jazz Pop Rock Etno
Galliano espugna la Rocca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri
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Personaggi
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio''
intervista di Simone Tomei FREE

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino
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Ballo and Bello
Les étoiles accendono gli entusiasmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario
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Soci Uncalm
Premio Cappelli a un giornalista: Giacomin
servizio di Athos Tromboni FREE

190715_Rocca_00_PremioCappelli_LucaSaltini_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) – Minacciava pioggia, nonostante le previsioni della vigilia, la sera di domenica 14 luglio 2019 a Rocca, dove nella splendida Piazza Garibaldi erano allestiti il palco e la vasta platea per il conferimento del XXX Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli, organizzato dall’omonima Associazione culturale. Un’ora prima
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Jazz Pop Rock Etno
Mason il nuovo si radica nel passato
servizio di Attilia Tratagni FREE

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini
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Opera dal Centro-Nord
Turandot un bel successo
servizio di Athos Tromboni FREE

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce
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Opera dall Estero
La vitale e pulsante energia del Tell
servizio di Simone Tomei FREE

190713_Orange_00_GuillaumeTell_NicolaAlaimo_phAbadieBrunoORANGE (Francia) - «Io reputo il Guglielmo Tell la nostra Divina Commedia, una vera epopea; né so comprendere come ognuno che ama e coltiva la musica non si prostri innanzi a questa più che sublime, divina creazione, a questo miracolo dell’arte»: così il compositore siciliano Vincenzo Bellini salutava la consacrazione definitiva dell’illustre collega pesarese
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Classica
Inno alla gioia per tutti gli europei
servizio di Attilia Tartagni FREE

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este pronta al via
FREE

190709_Fe_00_MusicaMarfisa_MarcoGulinelliFERRARA - Come ogni anno, ritornano con l'estate anche i concerti di "Musica a Marfisa d'Este" con un calendario di 31 appuntamenti musicali serali (inizio alle 21,15) a partire da giovedì 11 luglio e fino a giovedì 15 agosto 2019. La manifestazione organizzata dal Circolo Frescobaldi è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Teatro Comunale
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Prosa
Il Purgatorio dentro la cittā
servizio di Attilia Tartagni FREE

190709_Ra_00_DivinaCommedia-Purgatorio_GianniPlazzi_phSilviaLelliRAVENNA - Partecipare alla Cantica del Purgatorio trasformata in teatro, nel cuore della città che accolse l’esilio di Dante Alighieri, da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ideatori, registi e guide, è un’esperienza unica in grado di cambiare la percezione della realtà: è la terra di mezzo dove ci si monda dai peccati e si ricomincia, dove si supera il baratro senza
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Ballo and Bello
Le narrazioni danzate di Neumeier
servizio di Attilia Tartagni FREE

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di
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Opera dal Nord-Est
Torna Carmen ma non migliora
servizio di Athos Tromboni FREE

190707_Vr_00_Carmen_DanielOren_FotoEnneviVERONA – La Carmen non ha fatto registrare il tutto esaurito quest’anno alla sua “prima” areniana per il Festival 2019. Pubblico numeroso ma non strabocchevole, un esito quanto meno insolito per quest’opera di Georges Bizet che da sempre è la preferita dei melomani italiani e stranieri, dopo l’Aida di Verdi. Comunque la recita è stata accolta con molto
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Personaggi
Elisabetta Zizzo si racconta
Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe
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Opera dal Centro-Sud
Aida nella suggestione di Caracalla
servizio di Simone Tomei FREE

190706_Rm_00_Aida_DenisKriefROMA - Dopo molti anni, sono ritornato alle Terme di Caracalla, dove ho avuto il piacere di poter assistere alla rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi. Lo scenario è sempre suggestivo e il palcoscenico all’avanguardia, che un tempo ricordavo incastonato fra le antiche rovine romane, oggi si trova qualche metro più avanti proprio per preservare al meglio
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Classica
Il temporale non ferma Krivine
servizio di Attilia Tartagni FREE

190705_Ra_00_OrchestreFrance_EmmanuelKrivine_phZaniCasadioRAVENNA - Quello dell’Orchestre National De France al Pala De André il 3 luglio 2019 è stato un ritorno. Infatti la compagine mosse i primi passi su questo palco nel 1990, diretta dall’indimenticato Pierre Boulez. Sul podio, stavolta, c’era Emmanuel Krivine, figura non propriamente carismatica ma di indiscussa valenza e buona volontà, come
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Opera dal Centro-Nord
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero
servizio di Athos Tromboni FREE

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici
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Nuove Musiche
Goran Bregović 'From Sarajevo'
servizio di Attilia Tartagni FREE

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento
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Vocale
Suoni dall'Abbazia
servizio di Edoardo Farina FREE

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno
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Jazz Pop Rock Etno
Stewart Copeland musica senza confini
servizio di Attilia Tartagni FREE

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe
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Opera dal Nord-Est
Un Trovatore... ritrovato
servizio di Simone Tomei FREE

190629_Vr_00_Trovatore_PierGiorgioMorandi_FotoEnneviVERONA - Correva l'anno 2001 quando, durante il Festival Areniano, andò in scena per la prima volta l'allestimento ideato da Franco Zeffirelli per Il Trovarore di Giuseppe Verdi. Da allora il pubblico veronese ha potuto godere di questa visione, che ritengo quasi "beatifica", per altre cinque stagioni (ben 6, se includiamo anche quella appena inizata). Lo spettacolo
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Prosa
Le parole e il mare
servizio di Attilia Tartagni FREE

190626_Ra_00_LeParoleEIlMare_LinoGuancialeRAVENNA - Ancora uno spettacolo in un neo-luogo del Festival il 24 giugno 2019: “Classis”, inaugurato al pubblico soltanto sei mesi fa, museo archeologico di Classe di Ravenna ricavato dalla ristrutturazione dell'ex zuccherificio inattivo da decenni.  Il palco e la platea sono stati allestiti nello spazio aperto di fronte alla magnifica facciata
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Opera dal Nord-Ovest
Masnadieri una lezione d'oro
servizio di Francesco Lora FREE

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore
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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Jazz Pop Rock Etno
Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Pianoforte
Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara č Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Opera dall Estero
Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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