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Pubblicato il 05 Marzo 2018
Nel Teatro Filarmonico tutto esaurito per l'opera di Puccini con la regia di Graham Vick
Manon discesa agli inferi servizio di Simone Tomei

180305_Vr_00_ManonLescaut_Ciampa_FotoEnneviVERONA - Spesso si paragona la vita ad un viaggio; viaggio che può essere fisico, esperienziale o semplicemente mentale, ma comunque vada, questa avventura comporta sempre un cambiamento del proprio stato di vita. La Manon Lescaut di Giacomo Puccini che è andata in scena al Teatro Filarmonico di Verona domenica 4 marzo 2018, rappresenta per i protagonisti un viaggio nella vita che tocca tutte e tre le componenti sopra evidenziate con un incessante moto che conduce alla morte di lei e forse anche di lui.
La visione del regista Graham Vick parte proprio da questo viaggio e lo identifica in una progressiva discesa verso gli inferi... inferi che già compaiono nel primo atto. L'idea parte dal presupposto che l'opera di Puccini consista in una "lezione di morale"; forse se c'è un'opera che prescinde dalla morale è proprio questa, ma.. tant'è; a volte gli opposti si attraggono.
I quattro atti dell'opera hanno come denominatore scenico comune il fatto di mettere in evidenza l’epilogo, ossia gli inferi; i protagonisti infatti alla fine saranno collocati in un ambiente fetido e scarno a rappresentare il deserto della Louisiana, ma questo è proprio il deserto della vita come conseguenza dei comportamenti che abbiamo avuto nel suo scorrere.
Tornando al tema del viaggio, quello immaginato da Grahm Vich è un muoversi in senso "verticale" proprio perché, mano a mano che si dipanano le scene, sempre più si cade in basso, senza possibilità di ritorno, verso l'annullamento della persona; annullamento e luogo che domina tutti e quattro gli atti essendo già messo in luce sin dal primo, nella parte inferiore del palcoscenico.
Questo progressivo impoverirsi dell'essenza della vita da parte dei due protagonisti trova elementi scenici di dubbio gusto che ormai rappresentano sempre più concetti che il regista sembra avere molto a cuore; a tal fine ricordo che le scene sono di Andrew Hays, i costumi di Kimm Kovac e la ripresa della regia è stata affidata a Marina Bianchi.

180305_Vr_01_ManonLescaut_Filarmonico_FotoEnnevi 180305_Vr_02_ManonLescaut_Filarmonico_FotoEnnevi

Nel primo atto la freschezza di Manon è rappresentata in maniera "ochesca", presentandosi sulla scena con fare piuttosto svampito, ma poco adatta a rappresentare l'innocenza fanciullesca; il tutto all'interno di una scuola in cui si presuppone - a detta delle note registiche - di assistere ad una lezione di morale, ma... con formule matematiche sulla lavagna; l'ambiente scenico poi viene trasformato in un "paese di balocchi" in cui orribili maschere ed insignificanti oggetti volanti a mo' di cigni riempiono la scena.
La casa di Geronte del secondo atto è un luogo dove tra tatuaggi che vanno a sostituire la scena del parrucchiere truccatore e sniffate di cocaina, ci si diverte in attesa del Maestro di ballo... anzi no, di un fotografo che la ritrae in pose piuttosto provocanti dove Manon diviene "oggetto" di tutti; la discesa agli inferi è iniziata e già qualcuno tra coro e comparse comincia ad assaporarne gli odori scendendo nel sottopavimento, quello che, come ho precedentemente accennato, già dal primo atto viene fatto intravedere.
Il terzo quadro vede il palcoscenico alzarsi di qualche metro per rappresentare un pontile da dove partiranno le prostitute deportate nelle Americhe; non sto a commentare il modo con cui queste sono presentate per il viaggio, ma sicuramente in una situazione che poco ha di edificante per la donna; esse sono infatti appese in aria dentro crinoline settecentesche rovesciate... quando fa comodo torna in auge anche il Settecento; Manon invece è ancora sull'altalena che già compariva alla fine del secondo atto quasi a voler tenere ancora un piede nella gioventù e negli agi senza mai guardare avanti dove la vita la conduce. E la vita la conduce proprio verso l’annullamento, verso quegli inferi che nel quarto quadro prendono il posto predominante sul palcoscenico e diventano il deserto fisico e deserto dell'anima dei due protagonisti; un luogo fetido e putrido ancora visto come un'aula di morale cui dall'alto assistono alcuni studenti che, mano a mano che la vita volge alla morte, si allontanano e dei quali solo una ragazza alla fine getterà sul corpo esanime di Manon un nastro verde.
Prolisso? Confusionario? Ebben sì, chiedo venia!
Sinceramente per capire tutto questo è stata necessaria una lettura delle note di regia, cosa che cerco di non fare mai prima di vedere uno spettacolo, e dopo tale lettura ho cercato di riflettere e cercare di trovare una corrispondenza tra ciò che ho visto e ciò che gli scritti sul libretto di sala vogliono spiegare.
A mio avviso, siamo alla solita minestra riscaldata, fatta di forzature, di invenzioni piuttosto ambigue e di una manipolazione poco intelligente di un'opera e di un libretto che, solamente attraverso la musica e le struggenti frasi, trae da essi la sua essenza; una regia piena di sovrastrutture e di messaggi di cui ormai personalmente sono sazio... anzi stomacato, ma per fortuna che c'era la musica a cui ora cedo il passo.
Amarilli Nizza è stata una superba Manon Lescaut; tengo a precisare che le sue condizioni fisiche hanno fatto sì che il nuovo Sovrintendente, Cecilia Gasdia, salisse proprio sul palco nel lungo intervallo tra secondo e terzo atto per annunciare le precarie condizioni dell'interprete dovute ad un brutto stato influenzale;  ci viene riferito che nonostante tutto, avrebbe deciso di proseguire la recita; come faccio di solito in questi casi, sospendo ogni giudizio sull'artista in merito alla sua vocalità, ma non posso prescindere dall'essermi trovato di fronte ad una Donna (la maiuscola è voluta) tenace che è riuscita a rappresentare in maniera mirabile un personaggio complesso e dalle mille contraddizioni; come ha detto la Gasdia: «Amarilli, collega e amica, non sta bene, Ma.. non molla»; ed ecco che la ripresa dal terzo atto è stata ancor più avvincente arrivando all'epilogo della vita e dell'opera con una tempra ed una grinta degne delle più sperticate lodi, come segno di rispetto per il pubblico, i colleghi, il Teatro e per il suo essere grande professionista.
Il personaggio di Lescaut è stato affidato da Giorgio Caoduro che si è rivelato anche nei ruoli più distanti dal repertorio in cui l'ho sempre ascoltato - principalmente quello rossiniano -, un valido artista; interprete scenico di grande mestiere con voce piena e rotonda dal sapore ambrato, ha accarezzato con ottimo fascino e stile tutto il rigo musicale rendendo appieno la scaltrezza del carattere voluto dai librettisti dell'opera.

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Gaston Rivero è stato un generoso Renato Des Grieux; non si può non notare uno squillo particolarmente accattivante nel dipingere le note e le dolci parole suadenti del proprio amore, ma di converso è indubbio che manchi nella sua emissione qualche finezza e che si noti una tendenza talvolta ad ingigantire in acuto le note, così da renderle un po' meno luminose e povere di uno squillo che probabilmente si cela dietro a questo appesantimento.
Geronte
è un personaggio che richiede elegia e perentorietà e sicuramente queste caratteristiche non sono mancate al basso Romano Dal Zovo grande e degno interprete di questo ruolo; la voce è sonora e squillante, profonda ma non cupa e la presenza scenica ha completato una performance eccellente.
A completamento del cast un bravo Andrea Giovannini nel ruolo di Edmondo ha saputo mettere in luce una vocalità schietta e con ottima proiezione; l'Oste e il  Sergente degli Arceri è stato appannaggio di un bravo Giovanni Bellavia; un Musico degnamente interpretato da Alessia Nadin; un Lampionario e il Maestro di ballo era Bruno Lazzaretti sicuro e deciso nell'emissione; ed infine Alessandro Busi per Un Comandante di Marina.
Il Coro diretto dal M° Vito Lombardi ha dimostrato buona e sicura preparazione con opportuni interventi sempre ben calibrati nelle dinamiche.
La bacchetta del M° Ivan Ciampa ha restituito un orchestrazione sensuale e onirica come quella di "Manon" cercando di trovare egli accenti e le inflessioni che talvolta sono relegate a mera routine; dalla platea risultava talvolta un appesantimento troppo marcato in alcuni passaggi, ma probabilmente è dovuto alla mia collocazione che rende dalla buca il suono troppo generoso; l'interludio all'inizio del terzo atto è stato un quadro settecentesco di grande efficacia espressiva, dove ogni disegno musicale ed ogni strumento ha saputo rendere appieno il fascino di una musica immortale.
Un Teatro ai limiti dell'esaurito ha reso omaggio agli interpreti con un'ovazione particolare alla volta di Amarilli Nizza e di Ivan Ciampa; ovazione preceduta da un sentito "Viva Puccini !" allorché l'ultima nota dell'orchestra ha rilasciato la sua eco nell’aere del Teatro Filarmonico.

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arean di Verona - Teatro Filarmonico
Nella miniatura in alto: il direttore Ivan Ciampa





Pubblicato il 04 Marzo 2018
Sono tornati a Ferrara dopo undici anni ŦIl Tabarroŧ, ŦSuor Angelicaŧ e ŦGianni Schicchiŧ
Trittico senza lode né infamia servizio di Athos Tromboni

180304_Fe_00_TritticoPucciniano_AldoSisilloFERRARA - Può capitare che, nell'arco di poco più di un decennio, uno stesso allestimento d'opera che abbia avuto successo, venga riproposto magari con altri interpreti, ma con le identiche scenografie e regia: così è stato per il Trittico Pucciniano andato in scena nel Teatro Comunale Claudio Abbado il 3 marzo 2018 quale secondo titolo della stagione lirica.
I melomani ferraresi di buona memoria ricorderanno che lo stesso allestimento ottenne un successo caloroso di pubblico nel febbraio 2007 (qui la mia recensione di quella rappresentazione) e rileggendo quella cronaca musicale, giusto per un raffronto, non sfugge al cronista che stavolta il Trittico non vale... un Perù. Ed è risultato un po' meno... Perù di quello andato in scena nel 2007.
Non aggiungiamo nulla a quanto scritto sui meriti della regia di Cristina Pezzoli nella nostra recensione di allora, a cui per brevità rimandiamo, né per quanto riguarda le scene di Giacomo Andrico, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Cesare Accetta (se non che proprio le luci di Accetta sono state riprese da Andrea Ricci con pari bravura).
L'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna era diretta stavolta da Aldo Sisillo, una bacchetta "fatta in casa" e molto efficace nella conduzione di questo Trittico.

180304_Fe_01_TritticoPucciniano_IlTabarro_phRolandoPaoloGuerzoni
180304_Fe_02_TritticoPucciniano_SuorAngelica_phRolandoPaoloGuerzoni

Sisillo ha trovato le tinte fosche adatte per sottolineare l'atmosfera opprimente del Tabarro, ha fatto rivestire di malinconia le infinte melodie strumentali di Suor Angelica e si è divertito a sottolineare con leggerezza quasi mozartiana la brillante partitura del Gianni Schicchi. Il Coro del Teatro Comunale di Modena, anche stavolta diretto da Stefano Colò, ha risolto con buona professionalità l'impegno, e così dicasi delle voci bianche preparate da Paolo Gattolin e Melitta Litner.
Qualche perplessità la riserviamo al cast. Procedendo con ordine:

Il Tabarro: la parte di Michele è stata interpretata da Devid Cecconi che alla fine è risultato, oltre che il più applaudito dal pubblico, anche il migliore in assoluto. La sua vocalità è brunita, rotonda, buon fraseggio e bel timbro, caratteristiche colte dal pubblico e premiate con applausi veramente convinti.
Per il soprano Svetlana Kasyan era un debutto nel ruolo di Giorgetta: ma lei è un lirico, non un lirico spinto, per cui nella salita all'acuto manifestava qualche disagio a mantenere omogeneità di suono e intonazione; apprezzabile come attrice, anche perché dotata di una bella figura, avrà tempo di appropriarsi di quella tecnica vocale e di quella pronuncia italiana che servono per affrontare ruoli oltre i propri limiti.
Decisamente fuori ruolo ci è parso il tenore Vitaly Kovalchuk, troppo leggero per reggere la parte di Luigi.
Apprezzabile l'apporto degli altri cantanti: Matteo Desole (il Tinca), Francesco Milanese (il Talpa), Cristina Melis, ottima ottima ottima al cubo (la Frugola), Roberto Carli (Un venditore di canzonette) e ancora Mariia Komarova e Azusa Kinashi.

Suor Angelica: qui la Kasyan è parsa più franca e sicura di sé e la sua recitazione, nonché il canto, sono andati molto meglio, rispetto all'opera precedente.
Ottima al cubo, qui come là, Cristina Melis (La zia principessa), un mezzosoprano di sicura affidabilità e buona presenza scenica.
Citiamo per dovere di cronaca, anche come apprezzamento positivo, le altre "suore": Grazia Gira (La Badessa), Laura De Marchi (La suora zelatrice), Matilde Lazzaroni (La maestra delle novizie), Mariia Komarova (Suor Genovieffa), Patrizia Negrini (Suor Osmina), Alice Molinari (Suor Dolcina), Lucia Paffi (La suora infermiera), Stella Sestito (Una novizia), Silvia Tiraferri (Prima cercatrice), Azusa Kinashi (Seconda cercatrice), Giulia De Blasis (Prima conversa), Sandra Pacheco Quintero (Seconda conversa), Miriam Gorgoglione (Prima suorina), Maria Cristina Pizzoli (Seconda suorina), Daniela Cavicchini (Terza suorina). Tutte ben preparate

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Gianni Schicchi: anche qui ha brillato la stella di Devid Cecconi che ha saputo mostrare ottima versatilità nel passaggio da un ruolo drammatico (come quello del Michele nel Tabarro), a un ruolo buffo e satirico, come il Gianni che prende gli abiti, anzi le spoglie, di Buoso Donati. Ottimo baritono.
La brava Paola Santucci si è fatta molto apprezzare nel ruolo di Lauretta (delizioso il suo Babbino caro), e parimenti ha dato ottima prova di canto e recitazione anche il tenore Matteo Desole (qui nel ruolo primario di Rinuccio) con la bella esecuzione della romanza Firenze è come un albero fiorito.
Della Melis (Zita, cugina di Buoso Donati) abbiamo già tessuto i meritati elogi. Anche in questo caso ci limitiamo a citare tutti gli altri componenti del cast, meritevoli di applausi: Giovanni Castagliuolo (Gherardo, nipote di Buoso), Giulia De Blasis (Nella, moglie di Buoso), Serena Cusimano (Gherardino, figlio di Buoso e Nella), Valdis Jansons (Betto di Signa, cognato di Buoso), Francesco Milanese (Simone, cugino di Buoso), Felipe Oliveira (Marco, figlio di Simone), Alice Molinari (La Ciosca, moglie di Marco), Gianluca Monti (Maestro Spinelloccio, medico), Dario Giorgelè (Ser Amantio di Nicolai, notaio), Romano Franci (Pinellino, calzolaio), Stefano Cescatti (Guccio, tintore).
Replica oggi, 4 marzo 2018.

Crediti fotografici: Rolando Paolo Guerzoni (Modena) per l'Ufficio stampa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: il direttore e concertatore Aldo Sisillo
Sotto, in sequenza: scene da Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi





Pubblicato il 18 Febbraio 2018
L'opera francese di Gaetano Donizetti ottimamente realizzata al Verdi di Trieste
Bella Figlia del reggimento servizio di Rossana Poletti

180218_Ts_00_LaFilleDuRegiment_phVisualArtTRIESTE - Teatro Verdi.  Gaetano Donizetti compose "La figlia del reggimento”, in francese La fille du régiment nel 1840. Il libretto di Jean-François-Alfred Bayard e Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges doveva essergli particolarmente piaciuto; di umili origini amava le storie come questa, in cui si scopre che la giovane donna, adottata da piccola dal reggimento francese, è invece figlia di una nobildonna e che, ciò nonostante, sposerà il popolano Tonio.  Andata in scena all’Opéra-Comique l’11 febbraio di quell’anno, nel finale del primo atto vede l’innamorato Tonio, che arruolatosi nell'esercito per poter avvicinare Marie, intona Ah, mes amis, quel jour de fete! (Amici miei, che lieto giorno) e la seguente cabaletta Pour mon âme (Qual destin) che è la famosa aria "dei nove Do di petto".
In questa messiscena triestina, il tenore Shalva Mukeria (nel ruolo di Tonio) li fa egregiamente meritandosi un prolungato applauso del pubblico a scena aperta. Complessivamente gli interpreti dell’opera in scena al Teatro Verdi di Trieste, sono eccellenti e il risultato, si sente, è frutto di una sintonia che diverte e appaga il pubblico.

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Il soprano Gladys Rossi, nel ruolo di Maria, si sente bene nel personaggio della giovane, più ragazzaccio che graziosa signorina, e vocalmente va in crescendo concludendo a voce piena Par le rang et par l'opulence - Salut à la France!, quell’inno al paese che ha ospitato il compositore negli anni del volontario esilio.
Perfetta l’interpretazione del Sulpice di Andrea Borghini e della Marchesa di Berkenfield di Rossana Rinaldi, e ottima la prova anche dei comprimari Dario Giorgelè, Giuliano Pelizon, Dax Velenich. Divertentissima la gag del pianista nel secondo atto, grazie all’interpretazione brillante di Fumiyuki Kato, collaudato comico ormai di casa al Teatro Verdi di Trieste. Cammeo farsesco della Duchessa de Krakentorp, affidato ad Andrea Binetti en-travesti: trucco carico, parrucca e abito lustro bicolore, che contrastano vivacemente con l’andamento sobrio dell’allestimento.  Ottimi i cori maschili, ma il pezzo forte della serata è l’orchestra e il suo direttore, un giovane sloveno Simon Krečič, il quale in un’intervista dichiara in un ottimo italiano che la cosa più bella che l’Europa ci ha regalato è la fine delle frontiere e finalmente l’inizio della collaborazioni tra paesi e teatri vicini. La fine insomma di quella cortina di ferro che non vedeva di buon occhio la collaborazione con realtà che stavano dall’altra parte di quel confine, che a Trieste correva ad una decina di chilometri dal centro città. Il futuro è nelle mani di questi giovani, appassionati, capaci, competenti e illuminati.
Il futuro del Verdi di Trieste, che una burocrazia e politica italica tutta vessatoria avvilisce con tagli continui, nonostante gli sforzi di contenimento della spesa come pochi altri teatri nel nostro paese, sta proprio nel realizzare quell’anello di congiunzione tra la sensibilità del melodramma italiano dei grandi come Rossini, Donizetti e Verdi, con quell’esperienza mitteleuropea di cui Trieste fu punto di riferimento per i tanti secoli trascorsi sotto l’ala protettrice dell’impero austro-ungarico.
Non va dimenticato che Gioachino Rossini, ormai ritiratosi dalle scene a Parigi, va in soccorso di Gaetano Donizetti, rifugiatosi nella capitale francese per sfuggire alla sorte avversa: la moglie e i tre figli scomparsi in rapida successione, il veto censorio al suo Poliuto e la mancata assegnazione della direzione del Conservatorio di Napoli. Donizetti in poco tempo diventerà il riferimento dei tanti teatri della città con le sue composizioni, frutto di una prolificità dettata dall’urgenza del guadagno e soprattutto dalla solida formazione avuta da Giovanni Simone Mayr, il quale teorizzava la poetica della fretta, quale elemento di stimolo della fantasia e creatività. Non fu esente da pesanti critiche da parte dei francesi che consideravano la copiosa opera di Donizetti una vero pericolo per la produzione francese, tra questi Berlioz che lo riteneva un vero e proprio invasore, ma lo attaccava sul versante della composizione, definita a torto trascurata e ripetitiva.

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Come Rossini, Donizetti si comporterà poi allo stesso modo con Verdi. Avendo assistito alle prove del Nabucco nel 1842 ne rimase talmente colpito che successivamente non mancherà di sostenere le opere verdiane a Vienna, dove era direttore musicale della stagione italiana. Affetto e ammirazione legò i tre uomini che si inseguirono artisticamente contaminandosi vicendevolmente, Donizetti aveva ricevuto l’eredità dell’opera buffa di Rossini, ma sicuramente aprì la strada per le tante innovazioni nella composizione che poi Verdi portò a compimento. La fille du régiment  sarà in scena fino al 24 febbraio 2018.

Crediti fotografici: Visual Art Trieste






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Parliamone
E la Euyo debuttō a Ferrara
intervento di Athos Tromboni FREE

180331_Fe_00_Parliamone_Emily DavisFERRARA - La European Union Youth Orchestra, già familiarmente chiamata con la sigla Euyo dal pubblico ferrarese, sembra destinata a rappresentare simbolicamente - in questi ultimi tempi - la fase di passaggio di significativi rivolgimenti politici: l'ensemble, che è composto da giovani musicisti degli stati membri dell'Unione europea, non poteva più stare a Londra, perché la Gran Bretagna è uscita con la brexit dall'Europa comunitaria. E ha trovato residenza italiana a Ferrara, grazie all'impegno del ministro Dario Franceschini che l'ha fortemente voluta... ma Franceschini - europeista convinto - non sarà più ministro e (caso curioso) la Euyo si troverà a lavorare a Ferrara e in Italia probabilmente (diciamo probabilmente) alla presenza di un Ministro della cultura se non euroscettico
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Ottimo Stabat pro Telethon
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180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Cappello di paglia stropicciato
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180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma č moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
FREE

180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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Soci Uncalm
Rivalutazione delle opere degenerate
FREE

180312_Sv_01_FelixMendelssohnBartholdy_facebookSAVONA - Il Circolo Amici della Lirica "Renata Scotto", con la collaborazione del Comune di Savona ha programmato per sabato 24 marzo 2018 alle ore 16 nella sala conferenze del Museo d’Arte di Palazzo Gavotti g.c., la ormai consueta Conversazione tra Arte e Musica,
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Echi dal Territorio
Due concerti di Pugnani
FREE

180312_Echi_00_GaetanoPugnani1754FERRARA Il Comitato per i Grandi Maestri propone due Concerti per violino inediti di Gaetano Pugnani. Il compositore nacque nel 1731 a Torino, città dove trascorse gran parte della propria vita, figlio di Giovanni Battista Pugnani, segretario nell'ufficio della Regia Liquidazione di Torino; iniziò a studiare musica sotto la guida di Giovanni
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Concorsi e Premi
Varato il bando del Premio Alberghini
redatto da Athos Tromboni FREE

180307_Galliera_00_ConcorsoAlberghini_CristianoCremoniniSAN GIORGIO DI PIANO (BO) - Ha preso il via la terza edizione del Premio per i giovani musicisti e compositori della Città metropolitana di Bologna, Comuni di Ferrara e Modena, intitolato a Giuseppe Alberghini. questa competizione musicale è stata istituita e promossa dall'Unione Reno Galliera per sostenere e valorizzare i giovani talenti del territorio
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Opera dal Centro-Nord
Boccanegra ha convinto l'Alighieri
servizio di Attilia Tartagni FREE

180306_Ra_00_SimonBoccanegra_phGianniCravediRAVENNA - Corsaro, Doge illuminato, uomo di buoni sentimenti: così è apparso Simon Boccanegra il 2 e il 4 marzo 2018 al Teatro Alighieri nell’opera di Giuseppe Verdi su versi di F. M. Maria Piave ispirati da Guitiérrez, già autore del soggetto del “Trovatore”. Dopo
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Opera dal Nord-Est
Manon discesa agli inferi
servizio di Simone Tomei FREE

180305_Vr_00_ManonLescaut_Ciampa_FotoEnneviVERONA - Spesso si paragona la vita ad un viaggio; viaggio che può essere fisico, esperienziale o semplicemente mentale, ma comunque vada, questa avventura comporta sempre un cambiamento del proprio stato di vita. La Manon Lescaut di Giacomo Puccini che è andata in scena al Teatro Filarmonico di Verona domenica 4 marzo 2018,
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Opera dal Nord-Est
Trittico senza lode né infamia
servizio di Athos Tromboni FREE

180304_Fe_00_TritticoPucciniano_AldoSisilloFERRARA - Può capitare che, nell'arco di poco più di un decennio, uno stesso allestimento d'opera che abbia avuto successo, venga riproposto magari con altri interpreti, ma con le identiche scenografie e regia: così è stato per il Trittico Pucciniano andato in scena nel Teatro Comunale Claudio Abbado il 3 marzo 2018 quale secondo titolo
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Opera dal Centro-Nord
La Simeoni ottima Favorite
servizio di Simone Tomei FREE

180301_Fi_00_LaFavorite_VeronicaSimeoni_phPietroPaoliniFIRENZE - In principio fu L'Ange de Nisida commissionata dal Theatre de la Renaissance; nel frattempo Gaetano Donizetti lavorava anche per l'Opéra di Parigi con il Duc D'Albe mentre correva l'anno 1939 che volgeva verso il 1940, ma, per le vicende burrascose dell'impresario che aveva commissionato quest'ultimo titolo, l’avventura fallì
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Opera dall Estero
Un Peter Grimes folgorante
servizio di Simone Tomei FREE

180227_MonteCarlo_00_PeterGrimes_JoseCura_phAlainHanelMONTE-CARLO - È indubbio che il genio compositivo di Benjamin Britten assuma un posto nell’olimpo dei musicisti appartenenti in toto al secolo scorso; nato nel 1913 e vissuto fino al 1976 ha inserito nelle sue produzioni tutte le novità armoniche e tonali frutto dell’evoluzione compositiva in atto; i suoi personaggi sono sempre molto ben evidenziati
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Opera dal Centro-Nord
Cenerentola č cresciuta
servizio di Simone Tomei FREE

180227_Pc_00_Cenerentola_PIACENZA - Era il febbraio del 2017 ed a Lucca, nella città di Giacomo Puccini, nasceva dalla mente e dall’estro del regista Aldo Tarabella – direttore artistico del Teatro del Giglio – questa meravigliosa produzione di Cenerentola di Gioachino Rossini; in quella occasione ebbi modo di pubblicare questo articolo cui vi rimando, per
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Opera dal Centro-Nord
Fanciulla dalla Carolina all'Alighieri
servizio di Attilia Tartagni FREE

180223_Ra_00_LaFanciullaDelWest_JamesMeenaRAVENNA - «Tutto il mondo aspetta da me l’opera…; basta colle Bohème, Butterfly e compagnia, anch’io ne ho sopra i capelli….» scriveva Giacomo Puccini all’editore Ricordi prima di dare vita a quell’anomalia della sua produzione matura che è La fanciulla del West, «dramma americano a sfondo fosco, vasto di personaggi primitivi e di natura
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Opera dal Centro-Nord
Ecco l'Iris dei giovani
servizio di Simone Tomei FREE

180222_Lu_00_Iris_LUCCA - Si è conclusa al Teatro del Giglio di Lucca il viaggio di Iris di Pietro Mascagni che proveniva da Livorno dove il 16 dicembre 2017 mosse i primi passi; per tutto quello che riguarda gli aspetti storici, le notizie di cronaca informazioni sulla messinscena vi rimando al mio articolo che potrete leggere qui . Nel teatro lucchese la ripresa
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Opera dal Nord-Est
Bella Figlia del reggimento
servizio di Rossana Poletti FREE

180218_Ts_00_LaFilleDuRegiment_phVisualArtTRIESTE - Teatro Verdi.  Gaetano Donizetti compose "La figlia del reggimento”, in francese La fille du régiment nel 1840. Il libretto di Jean-François-Alfred Bayard e Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges doveva essergli particolarmente piaciuto; di umili origini amava le storie come questa, in cui si scopre che la giovane donna, adottata
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