Pubblicato il 27 Novembre 2022
Serata di eccellenza del Jazz Club Ferrara all'antico Torrione di via Rampari di Belfiore
Pietro Tonolo e il Passpartout servizio di Athos Tromboni

20221127_Fe_00_TonoloPietroFERRARA - È in pieno svolgimento il cartellone d'eccellenza del Jazz Club Ferrara nello storico Torrione di via Rampari di Belfiore: ieri sera, 26 novembre 2022, il sodalizio ferrarese ha salutato l’edizione 2022 del "Passpartout", una collaborazione con il Bologna Jazz Festival costruita nel segno di un incrocio di amicizie artistiche cementate da innumerevoli esperienze condivise. Da ricordare che fin dall'inizio della corrente stagione al Torrione, il 29 ottobre scorso, era già attiva la collaborazione artistica fra i due jazz club, consolidatasi con ben otto concerti svolti e condivisi fra la città felsinea e quella estense.
Ieri sera è arrivato - appunto - il "Passpartout" con un quartetto all stars formato da Pietro Tonolo ai sassofoni, Gil Goldstein al pianoforte e fisarmonica, Marc Abrams al contrabbasso e Jorge Rossy alla batteria.
Il programma di sala informa che pochi, tra i musicisti italiani in attività, godono come Tonolo della piena e incondizionata stima dei colleghi statunitensi, suoi sidemen per il concerto al Torrione. Ciò si deve alla sua grande personalità, alla profonda conoscenza della musica di matrice post-boppistica e ancora alle sue numerose e prestigiose collaborazioni: primus inter pares quella fondamentale con la "Gil Evans Orchestra" e poi con Kenny Clarke, Chet Baker, Steve Lacy, Joe Lovano, Steve Swallow, Dave Holland, Joe Chambers e Paul Motian; a completare il quadro collaborativo di Pietro Tonolo occorre poi dire che lui è stato un componente stabile della Electric Be-Bop Band dal 1999 al 2004.
Il pianista del combo esibitosi ieri sera è personaggio da urlo: Gil Goldstein (nato a Baltimora nel 1950) ha raggiunto una notevole fama sia come strumentista (alternandosi tra pianoforte e fisarmonica) che come compositore e arrangiatore. Goldstein ha sempre frequentato i ‘piani alti’ del jazz internazionale: ha collaborato con Bobby McFerrin, Pat Metheny, Michael Brecker, Manhattan Transfer, Al Jarreau, Pat Martino, Jim Hall, Billy Cobham, Michel Petrucciani, Richard Galliano. Di grande rilevanza è stata la sua opera di ricostruzione del lavoro orchestrale di Miles Davis e Gil Evans, mentre in qualità di arrangiatore è stato richiesto da artisti di ogni provenienza stilistica: Placido Domingo, Juliette Greco, Marianne Faithfull, Abbey Lincoln, Regina Carter, Roy Hargrove. Una delle esperienze fondamentali nella sua carriera è stata la collaborazione con Gil Evans, il guru degli arrangiatori orchestrali jazz, maestro indiscusso nell’esplorazione delle sonorità strumentali più varie applicate alla musica afroamericana.

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Da applausi anche la ritmica, completata dal solido basso di Marc Abrams e soprattutto dallo spagnolo Jorge Rossy, che è probabilmente il batterista europeo che ha lasciato il segno più indelebile nella scena jazz mondiale, a partire dalla sua lunga militanza nel trio di Brad Mehldau.
È stato palese fin dal primo brano in programma, con Tonolo al flauto e poi alle ance, il climax che avrebbe caratterizzato l'intero concerto: atmosfere rarefatte, sostenute da un drumming di Rossy agito prevalentemente con le spazzole sul rullante o con le bacchette moderatamente strisciate o toccate sui piatti, temi riconoscibili affidati ora al flauto, ora al sax soprano, ora al sax tenore, con il supporto incitativo del pianoforte di Goldstein, prezioso suggeritore di variazioni improvvisative.
Non sono mancate - dalle ance di Tonolo - incursioni fuori della estetica west coast con citazioni affini allo sperimentalismo di Braxton o soffuse della contaminazione del "classicismo in jazz" made in Modern Jazz Quartet, per dire in maniera più figurativa che musicologica, le atmosfere create dal virtuoso band-leader della serata... insomma un Tonolo delicatamente virtuosistico, da vera chiave "Passpartout".
Per quanto riguarda il pianismo di Gil Goldstein, ogni cultore della musica classica - fosse stato presente fra il pubblico - avrebbe gioito degli assoli che ha saputo tessere sulla tastiera; e ogni cultore del jazz di pianisti come Bill Evans, o Paul Bley, quando non addirittura il Keith Jarret "classicheggiante on jazz", avrebbe del pari gioito. Ottimo anche il contributo musicale con la fisarmonica.
Coerenti e servizievoli a tanto pregio qualitativo dei due jazzmen citati, sia il drumming di Jorge Rossy, sia il vellutato e preciso suono al contrabbasso di Marc Abrams, protagonisti di qualche assolo degno d'applausi.
Il concerto ha presentato brani originali di Tonolo e Goldstein, ma anche musiche della Gil Evans Orchestra adattate e riarrangate per il quartetto. Torrione gremito di pubblico molto caloroso e successo meritato per il combo in pedana.

 

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Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm
Nella miniatura in alto: Pietro Tonolo
Sotto: ancora Tonolo (flauto e sax), con Gil Goldstein (pianoforte), Marc Abrams (contrabbasso) e Jorge Rossy (batteria)





Pubblicato il 19 Settembre 2022
Presentato il ricco cartellone dei concerti al Torrione San Giovanni di ottobre e novembre 2022
Ferrara in jazz d'autunno servizio di Athos Tromboni

20220919_Fe_00_JazzClub_HermonMehariFERRARA - il 30 settembre si apre la nuova stagione artistica del Jazz Club Ferrara al Torrione San Giovanni di Corso Porta Mare 112; la programmazione prevede attività fino alla fine di aprile 2023, ma oggi in conferenza stampa sono state rese pubbliche le serate dei primi due mesi, ottobre e novembre 2022. Tutto lo staff del Jazz Club era presente all'appuntamento con i giornalisti: il presidente Federico D'Anneo, il direttore artistico Francesco Bettini, la responsabile dell'ufficio stampa Eleonora Sole Travagli; oltre all'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, e agli invitati Marta Raviglia (coordinatrice del Dipartimento Jazz del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi") e Piero Bittolo Bon (sassofonista della Tower Jazz Composer Orchestra).
L'assessore Gulinelli, aprendo la riunione, ha confermato l'appoggio dell'amministrazione comunale alla ricca attività del Jazz Club Ferrara, perché il sodalizio ha saputo «... innovare e rinnovare, diventando elemento di prestigio per la città.»
Il presidente D'Anneo ha messo in evidenza come Il palinsesto sia un autentico viaggio musicale intorno al mondo che spazia tra tradizione e attualità con l’intento di promuovere la conoscenza ed i valori che contraddistinguono un linguaggio musicale sempre più trasversale e in continua evoluzione. Le proposte d’ascolto sono distribuite su tre serate alla settimana - dal venerdì alla domenica - due delle quali spesso gratuite per i soci del Jazz Club under 30. «Invito gli amici giornalisti - ha chiosato D'Anneo - a immettere nella notizia che daranno sui loro giornali ed emittenti tutto l'entusiasmo del nostro staff affinché possa essere contagioso.... anche perché bisogna sfatare il detto che il jazz è una musica difficile.»
Marta Raviglia ha illustrato l'apporto del Dipartimento Jazz del Conservatorio alla stagione del Jazz Club affermando che «... i nostri allievi partecipanti l'anno scorso alla prima edizione non hanno solo fatto conceti nel Torrione, ma hanno cominciato a partecipare anche alle serate dove non erano protagonisti e quella frequentazione ha dato risultati significativi per la formazione professionale.»
Piero Bittolo Bon ha parlato del rapporto con l'assocoiazione "Istantanea" per il ciclo di concerti della domenica sera.

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Francesco Bettini da parte sua ha parlato dei contenuti della prossima stagione andando oltre i concerti dei prossimi due mesi autunnali e dando anche qualche anticipazione sul prosieguo della stagione fino ad aprile 2023. Ecco in dettaglio i contenuti della prossima stagione del Jazz Club Ferrara: il Torrione San Giovanni ospiterà stelle della musica e giovani talenti per sette mesi di programmazione, con oltre 80 concerti, didattica, jam sessions, esposizioni e visite guidate. Ogni singolo appuntamento sarà fruibile fino a giungere a fine aprile 2023 nel prestigioso bastione rinascimentale inscritto nella lunga lista dei beni UNESCO e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission.
Da ottobre a dicembre il pubblico del Jazz Club Ferrara potrà godere di circa 40 appuntamenti (altrettanti sono previsti nella seconda parte di stagione), molti dei quali fruibili anche in modalità streaming; saranno coinvolti oltre 100 artisti del calibro di Billy Hart, Roberto Gatto, Mark Turner, Fabrizio Bosso, Larry Grenadier, Florian Arbenz, Pablo Held, João Bosco, Joe Locke, Rosario Giuliani, Kevin Hays, Aaron Parks, Joey Baron, Pietro Tonolo, Joel Ross, Joe Chambers, Dave Kikoski, Mary Halvorson, Ethan Iverson, Nduduzo Makhathini, Edmar Castaneda, Grégoire Maret e moltissimi altri.
«Un’edizione di queste proporzioni sarebbe impensabile senza il network di prestigiose collaborazioni - ha precisato Bettini - in primis con JazzER avviato insieme a Bologna Jazz Festival e Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna, ma anche quelle con Istantanea, Seven Virtual Jazz Club, Conservatorio “G. Frescobaldi” e Scuola di musica moderna.»

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L'itinerario USA/ITALIA di questa stagione parte da un’icona della storia del jazz sulla cresta dell’onda da oltre cinquant’anni, il batterista Billy Hart che si esibirà in quartetto, sabato 4 ottobre, con Mark Turner al sassofono, Ethan Iverson al pianoforte e Ben Street al contrabbasso, per poi tornare in novembre (sabato 12) al fianco, nuovamente di Ben Street e di Kevin Hays al pianoforte.
Sabato 15 ottobre approda sul palco del Torrione la musica del trombettista russo Alex Sipiagin, a pieno diritto nella stretta cerchia dei world jazz top players, che si esibirà corroborato dal sax di Rosario Giuliani. Giuliani si ripresenterà poi in Connection, quartetto stellare che lo vede al fianco del trombettista Fabrizio Bosso, con Alberto Gurrisi all’organo e Marco Valeri alla batteria (18 novembre).
Di taglio contemporaneo è l’impasto sonoro materico, tortuoso e costantemente in movimento di Thumbscrew, trio ai vertici della scena downtown newyorchese che sancisce il ritorno al Torrione della chitarrista Mary Halvorson con Michael Formanek al contrabbasso e Thomas Fujiwara alla batteria (sabato 22 ottobre).
Il mese successivo è caratterizzato da Good Vibes, progetto del vibrafonista Joel Ross che ha già fatto parlare di sé, sia come leader sia in qualità di compositore, mettendo a segno tre apprezzati album editi da Blue Note Records (4 novembre); dalla presentazione di Return From The Stars, nuovo lavoro edito da ECM del quartetto guidato dal sassofonista Mark Turner, oggi nel pieno della maturità artistica (5 novembre); dal mix di jazz, pop, elettronica e R&B, forte della cangiante e sempre ispirata penna del pianista Aaron Parks & Little Big (11 novembre).
A fine mese (26 novembre) ritroviamo poi l’imprevedibile alternanza al vibrafono e batteria di Joe Chambers e Jorge Rossy, nel più che rodato quartetto Passport completato da Pietro Tonolo (sassofoni) e Marc Abrams (contrabbasso).
Ad aprire dicembre sono le scorribande della band guidata dal batterista capitolino Roberto Gatto, completata da Alessandro Presti alla tromba, Alessandro Lanzoni al pianoforte e Matteo Bortone al contrabbasso (3/12), anticipate, venerdì 2 dicembre, dal Luca Perciballi Organic Gestures Trio che presenterà Approximately Grids With A Plan, suo disco d’esordio.
Al secondo episodio discografico è giunta invece la sassofonista e compositrice Giulia Barba che, venerdì 9 dicembre, presenterà il suo “Sonoro”. Sabato 17/12 ritroviamo la straripante energia unita alla personalissima rilettura dell’universo del jazz moderno di Dave Kikoski. Il pianista si esibirà in trio con Darryl Hall al contrabbasso e Jason Brown alla batteria. Precede, infine, la pausa natalizia il concerto del duo formato da un fuori classe del contrabbasso come Larry Grenadier (già con Brad Melhdau e Charles Lloyd) e dalla voce di Rebecca Martin (lunedì 19 dicembre).
A fianco dell'itinerario USA/ITALIA, il viaggio musicale si sviluppa anche in EUROPA con il trio formato da Hermon Mehari (tromba), Nelson Veras (chitarra) e Florian Arbenz (batteria e percussioni): quest’ultimo, fondatore dell’acclamato Trio Vein, ha concentrato la propria attività in produzioni per piccoli organici sotto la sigla Conversation ed il sodalizio con Veras e Mehari rappresenta di fatto la prima e più rodata incarnazione di questo percorso (sabato 1 ottobre).
Segue, sabato 8 ottobre, Amaranth, quartetto di recente formazione che riunisce due apprezzatissimi musicisti mitteleuropei come Jaka Kopach (sax alto) e Vladimir Kostadinovic (batteria) a due fuori classe statunitensi quali Joe Locke (vibrafono) e Ameen Saleem (contrabbasso), impegnati in un repertorio di composizioni e arrangiamenti originali che portano la firma di tutti i componenti. Chiude il mese di ottobre (sabato 29 in collaborazione con BJF) MiXMONK, l’originale omaggio alla musica di Thelonious Monk realizzato da Robin Verheyen (sassofoni) e Bram De Looze (pianoforte), due dei musicisti più interessanti della scena contemporanea del jazz belga, affiancati dal leggendario batterista Joey Baron.
Sabato 10 dicembre è poi la volta di una delle poche unità simbiotiche della storia recente del piano trio, quella del pianista Pablo Held, completata da Robert Landfermann al contrabbasso e Jonas Burgwinkel alla batteria; non sorprende infatti che un mostro sacro come John Scofield li abbia scelti per incidere.  
In questo contesto si inscrivono anche i due appuntamenti realizzati in collaborazione con Seven Virtual Jazz Club, il contest internazionale online che porta al Torrione alcuni dei vincitori dell’edizione appena conclusa: quest’anno si potrà infatti ascoltare dal vivo la giovane armonicista israeliana, di base a Berlino, Ariel Bart che presenterà "In Between", suo disco d’esordio, e la musica del contrabbassista Misha Mullov-Abbado in cui convivono in assoluta armonia Brahms, Stravinsky e Bartok con Bill Frisell, Avishai Cohen, Stevie Wonder e gli Earth Wind & Fire. Rispettivamente il 25 novembre ed il 16 dicembre 2022.
L'ideale itinerario musicale si sviluppa anche tra BRASILE, COLOMBIA ed AFRICA con delle chicche assolute. Mercoledì 12 ottobre il Torrione ospiterà la personale sintesi di jazz, samba, ritmi africani e cultura araba dello straordinario chitarrista, dotato cantante e sopraffino compositore João Bosco in solo.
Sabato 19 novembre è la volta di Harp vs. Harp, ovvero l’inusuale incontro in ambito jazzistico tra due dei massimi specialisti mondiali dei rispettivi strumenti quali l’arpista di Bogotà Edmar Castaneda e l’armonicista francese Grégoire Maret.
Mercoledì 7 dicembre, infine, è di scena il quartetto del pianista Nduduzo Makhathini completato da Logan Richardson al sassofono, Zwelakhe Duma al contrabbasso e Nasheet Waits alla batteria. Dai successi sudafricani alla ribalta statunitense il passo è stato breve, specie dopo l’approdo alla Blue Note e una serie di acclamati album.
Inoltre: questa nuova stagione vede il ritorno della TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA, gli oltre 20 elementi guidati da Alfonso Santimone e Piero Bittolo Bon che costituiscono l’apprezzata orchestra residente del Jazz Club Ferrara. Li si potrà ascoltare con cadenza mensile domenica 23 ottobre, domenica 20 novembre e domenica 18 dicembre nell’ambito degli appuntamenti realizzati in collaborazione con Istantanea, ideale spazio d’incontro tra la TJCO e Istantanea Ensemble (collettivo nato nel 2018 in seno alle esperienze che fanno capo al Mercato Sonato di Bologna) che vive dell’osmosi tra compositori e artisti di diversa estrazione, intenti a generare percorsi trasversali nel panorama dell’arte più attuale, dando vita a un proteiforme arcipelago di grande biodiversità creativa.

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Si segnalano qui gli altri appuntamenti in programma: Simoni:Teolis (2 ottobre), Eyal Maoz/Piero Bittolo Bon/Zeno De Rossi (9 ottobre), Pilia – Franceschelli Duo (16 ottobre), Francesco Bucci Zobibor (30 ottobre), Silvia Mandolini (6 novembre), Pepe Medri e Small Timbuctù Orkestra (13 novembre), Denis Zardi Interferenze (27 novembre), D’Alessandro/Santimone Lìmen Apràxias  (4 dicembre) e Istantanea 7 (11 dicembre).
In AMBITO DIDATTICO, nel corso della settimana, il Jazz Club Ferrara continua ad ospitare buona parte delle lezioni del Dipartimento Jazz del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi”, oltre ad essere sede ideale, anche quest’anno, di Fresh & Bold, festival jazz dell’istituto musicale giunto alla sua seconda edizione. Fresh & Bold animerà i venerdì sera di ottobre con una serie di concerti degli allievi e dei docenti del Conservatorio stesso che vedono la partecipazione di ospiti speciali quali: Reda Zine e Kalifa Kone, Simon Purcell e Christpher Culpo.  Qui tutti gli appuntamenti in programma: Orchestra Creativa del Conservatorio “G. Frescobaldi” (30 settembre), Simon Purcell Quintet (7 ottobre), Yatra-ta Ensemble + I soliti ignoti (14 ottobre), Tiny Music + Quartetto Z (21 ottobre) ed il Christopher Culpo Quartet (28 ottobre).
Immancabile infine l’appuntamento con le ESPOSIZIONI di quella che può essere definita la piccola art gallery del Jazz Club.
Dal 30 settembre (e fino al 19 novembre), le nicchie del Torrione ospiteranno “Towerismo”, personale della giovane illustratrice Cristina Cervesato (CriCerve).
«Il Towerismo è un movimento nato all’interno di un baluardo difensivo sulla cinta muraria di Ferrara dalla consapevolezza del valore collettivo della cultura e dalla volontà di mettere in atto una vera e propria rivoluzione - ha detto Eleonora Sole Travagli - dimostrare che il jazz è una musica, o meglio una lingua, comune a tutti. La Torre non si regge da sola, è sostenuta da donne e uomini che con i loro sguardi, colori, voci e ombre riempiono lo spazio lasciando sempre un posto libero al prossimo curioso e appassionato.»
La mostra è realizzata con il sostegno di Endas Emilia-Romagna in collaborazione con Regione Emilia-Romagna nell'ambito del progetto "Intrecciare cultura".
Dal 20 novembre (e fino alla pausa natalizia), in occasione del centenario della nascita di Charles Mingus, sarà la volta di un'altra mostra: “Mingus”. Si tratta di una preziosa selezione di stampe tratte dall’omonimo volume di Flavio Massarutto e Squaz edito da Coconino Press. Nel corso della serata inaugurale, l’incontro con l’autore e l’illustratore anticiperà il concerto della Tower Jazz Composers Orchestra, impegnata nell’esecuzione di alcuni arrangiamenti originali di brani dell’iconico contrabbassista. La mostra è realizzata in collaborazione con Bologna Jazz Festival. La curatela delle esposizioni è compito di Eleonora Sole Travagli.

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La rassegna, che ha per titolo "Ferrara in jazz", è giunta alla ventiquattresima edizione, ed è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara e la partnership di Endas Emilia-Romagna, JazzER powered by Hera, Jazz Italian Platform e Italia Jazz Club, oltre al supporto di numerosi partner privati.
L'Associazione Culturale Jazz Club Ferrara consente di ampliare la propria base sociale attraverso il TESSERAMENTO a Endas, che riserva ai propri soci numerose agevolazioni su scala nazionale, insieme alla possibilità di fruire di un numero di appuntamenti di indiscusso valore culturale.  Il Jazz Club Ferrara è inoltre parte integrante del circuito MyFe, la carta turistica della città estense.
Info: www.jazzclubferrara.com - jazzclub@jazzclubferrara.com -
Informazioni e prenotazione cene al cell. 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm e Ufficio stampa Jazz Club Ferrara
Nella miniatura in alto: il trombettista Hermon Mehari che si esibirà col suo trio sabato 1 ottobre 2022
Sotto: Francesco Bettini, l'assessore Marco Gulinelli e Federico D'Anneo alla presentazione del cartellone del Jazz Club Ferrara
Al centro: il Trio di Mehari con Nelson Veras (chitarra) e Florian Arbenz (batteria e percussioni) in pedana l' 1 ottobre
Sotto, in sequenza, alcuni protagonisti di ottobre e novembre: Joe Locke percussionista dell'Amarantz Quartet (8 ottobre); il chitarrista
João Bosco (12 ottobre); il vibrafonista Joel Ross animatore del "Good Vibes" con Jeremy Corren (pianoforte), Kanoa Mendenhall (contrabbasso) e Joe Dyson Jr. (batteria) in pedana il 4 novembre;  il pianista Aaron Parks anima dei "Little Big" con Greg Tuohey (chitarra), Chris Morrissey (contrabbasso) e Josh Dion (batteria) in pedana l' 11 novembre; il Trio Thumbscrew con Mary Alvorson (chitarra), Michael Formanek (contrabbasso) e Thomas Fujiwara (batteria), in pedana il 22 ottobre
In fondo: il Billy Hart Quartet con Mark Turner (sax tenore), Ethan Iverson (pianoforte), Ben Street (contrabbasso) e Bill Hart (batteria) in pedana il 4 ottobre 2022





Pubblicato il 04 Luglio 2022
Messa Arcaica e Canzoni Mistiche hanno intrattenuto per due ore e mezza un caloroso pubblico
Omaggio a Franco Battiato servizio di Attilia Tartagni

20220704_Ra_00_OmaggioAFrancoBattiato_NicolaCisterninoRAVENNA - Al Pala De Andrè il 2 luglio 2022 si è compiuto un riuscito “Omaggio a Franco Battiato” con l’evocazione di una delle sue tante anime spese nella Musica, quella più intima e profonda dell’artista siciliano nato nel 1945 e scomparso nel 2021. Come ha dichiarato fra una canzone e l’altra il poliedrico Simone Cristicchi che se ne ritiene discepolo «Questa sera si sente la carezza di Franco Battiato.»
Anche se spesso scriveva parole e musica delle sue creazioni, Battiato è stato essenzialmente un ricercatore senza limitazioni geografiche, storiche o tematiche. Le sue canzoni, dotate di formule originali e nate da slancio interiore, spalancano mondi inusuali e obbediscono a uno spirito refrattario alle leggi del mercato discografico. Battiato ha sempre cercato nella Musica percorsi originali con l’intento di dare un senso alla propria e altrui esistenza e spesso ha incontrato il gusto del pubblico con concetti e sonorità lontanissimi dalla banalità quotidiana.  Canzoni come Centro di gravità permanente, La stagione dell’amore, La cura, sono classici che appartengono a tutti.
L’omaggio a Franco Battiato, fra gli ispiratori di questo Ravenna Festival di cui peraltro fu ospite nell’edizione del 1992, contempla il periodo di ricerca definito “mistico e classico”  fra il 1987 e il 1994 quando, deluso dall’esperienza ventennale di vita milanese, si rifugiò nella sua Sicilia perseguendo una certa sua vena mistica e misteriosa non corrispondente ad alcun credo religioso. Di questo periodo è la Messa Arcaica commissionatagli nel 1992 dalla Sagra Musicale Umbra, rappresentata nel 1993 nella Basilica Superiore del Santo di Assisi, e vi appartengono le “Canzoni Mistiche” che riflettono un approccio originale alla Natura, alla Filosofia, alla Cultura, cercando l’essenza dell’esistenza oltre al concetto di transito a termine. Certo non è “transitato” invano chi, come Battiato, ha lasciato alla gente tante testimonianze artistiche per riflettere ed emozionarsi e ha inciso tracce indelebili nei suoi collaboratori.
Il pregio del concerto ravennate è proprio questo: avere riuniti sul palco artisti che sono stati al suo fianco, che l’hanno ispirato o se ne sono stati ispirati e che dunque hanno saputo esprimere in scena qualcosa di autentico dell’artista scomparso.
Incipit con la Messa Arcaica che ha generato nel pubblico una certa perplessità  soprattutto per il lungo e ripetitivo sottofondo elettronico spezzato solo da qualche nota di pianoforte, un clima che si prefigge di favorire la concentrazione e il silenzio interiore, salvo recuperare tutta l’attenzione nei brani cantati, nominativamente ispirati alla liturgia cattolica, come il Kyrie che i suoni di harmonium e di pianoforte e gli interventi orchestrali e corali rendono dilatato e fluido, e l’Agnus Dei.
«La mia Messa è “Arcaica” - spiegò Battiato - in quanto primigenia nel significato... Per la prima volta in una Messa la parola compare come sonorità, la preghiera è interna al suono.»

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L’esecuzione al Pala De Andrè è stata pregevole, con le voci soliste di Juri Camisasca, facente le veci di Battiato, di Cristina Baggio, apprezzata mezzosoprano e del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” istruito da Lorenzo Donati,  direttore Guido Corti.
La seconda parte della serata, dedicata alle “Canzoni Mistiche”,  stessa Orchestra "Bruno Maderna" schierata sul palco, ancora Carlo Guaitoli al pianoforte e qui anche direttore d’orchestra, Angelo Privitera alle tastiere, si è subito colorata di una tinta più colloquiale ed empatica, grazie anche alle belle interpretazioni di Juri Camisasca, di Simone Cristicchi e di quella che forse è stata la principale  “Musa” di Battiato, Alice, accolta con ovazioni di affetto oltre che con lo stupore di ritrovare intatta quella sua voce intensa e avvolgente con cui ha proposto, fra le altre, L’oceano di silenzio insieme alla Baggio, voce pop e lirica a confronto, e La cura con testo del filosofo Manlio Sgalambro, una delle più significative e note creazioni musicali di Battiato. Gli interpreti hanno sfoderato la massima intensità in queste canzoni, che riflettono il cammino spirituale dell’autore e che, seppure meno conosciute di altre, esercitano sui sensi una bellezza arcana e misteriosa con arrangiamenti orchestrali degni di brani sinfonici e testi che scavano in profondità nell’animo umano. Qui gli appassionati di Battiato si sono davvero scatenati, sussurrando i testi delle canzoni e invocando il bis con una vera standing-ovation.
Allora tutti i cantanti sono tornati in scena includendo altre canzoni del repertorio, come il notorio Il cinghiale bianco, mentre il pubblico chiedeva a gran voce Per Elisa, purtroppo non concessa, e comunque il concerto si è chiuso in bellezza dopo due ore e mezzo di grande musica; la serata è stata coprodotta dal Ravenna Festival con la Sagra Musicale Malatestiana, ripetuta domenica 3 luglio al Teatro Galli di Rimini.

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: Franco Battiato in un celebre disegno di Nicola Cisternino
Sotto, tre protagonisti del concerto, da sinistra: Simone Cristicchi, Juri Camisasca e Alice






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La scelta di quel programma è stata spiegata da Giacomo Cardelli al pubblico prima dell’inizio del concerto, con un breve discorso che ha testimoniato la predisposizione
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Il Pipistrello vola nell'assurdo
servizio di Athos Tromboni FREE

20221231_Fe_00_IlPipistrelloFERRARA - Nella presentazione di Il Pipistrello, operetta di Johann Strauss figlio su libretto di Carl Haffner e Richard Genée (tratta da “Le Réveillon” di Henri Meilhac e Ludovic Halévy) rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1874, il regista e cantante Corrado Abbati, animatore della compagnia che porta da sempre il suo nome, adopera
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Echi dal Territorio
Eleonora Buratto e il 200° anniversario del Sociale
servizio di Laura Gatti FREE

20221229_Mn_00_EleonoraBurattoMANTOVA - Grande ritorno dei melomani la sera del 26 dicembre 2022 al Teatro Sociale per i festeggiamenti del 200° anniversario della fondazione del teatro cittadino, inaugurato il 26 dicembre 1822. Ospite d’eccezione il soprano di Sustinente, Eleonora Buratto, cantante affermata in tutto il mondo
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Nuove Musiche
Omaggio a Nino Rota
servizio di Athos Tromboni FREE

20221204_Fe_00_ConcertoNinoRota_CirilloAdrianoFERRARA - La rassegna cameristica "Concerti al Ridotto" di Ferrra Musica ha ospitato oggi un Duo violino-pianoforte costituitosi un paio di anni fa: Marcello Corvino (violinista, direttore artistico del Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara) e Carlo Beramasco (avvocato-pianista e vicepresidente dello stesso Teatro Comunale) hanno
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Eventi
Non solo jazz al Torrione San Giovanni
servizio di Athos Tromboni FREE

20221202_Fe_00_JazzClub_TravagliEleonoraSoleFERRARA - Presentato alla stampa un nuovo progetto culturale del Jazz Club Ferrara: si tratta della visita guidata allo storico Torrione San Giovanni di via Rampari di Belfiore, sede del sodalizio ferrarese e monumento di importanza storica quale presidio di guardia e sede della dogana ferrarese ai tempi del Ducato Estense. Alla
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Pagina Aperta
Marco Caselli Nirmal e le sue poli-immagini
FREE

20221202_Fe_00_MarcoCaselliNirmalFERRARA - Apre domani, sabato 3 dicembre 2022 alle ore 17,30, la mostra personale del fotografo Marco Caselli Nirmal allo Human Alien Studio di via Calcagnini 8 Ferrara.  La mostra di Caselli Nirmal intitolata «1977 - Improvvisazioni Fotografiche» (che sarà in parete fino al 9 dicembre) è un flusso di coscienza, una lunga serie di immagini
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Opera dal Centro-Nord
Don Giovanni indigesto
servizio di Simone Tomei FREE

20221129_Lu_00_DonGiovanni_DanieleAntonangeli_FotoAlcideLucca_9LUCCA - Scrivo con notevole ed imperdonabile ritardo del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart che è andato in scena al Teatro del Giglio di Lucca lo scorso mese di ottobre e me ne scuso con i lettori, con il Teatro e con gli artisti. La prima domanda che sorge spontanea è: perché? La scomparsa regista Cristina Pezzoli, ideò questa messiscena
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Opera dal Nord-Ovest
Cenerentola fra ombre e luci
servizio di Simone Tomei FREE

20221128_Ge_00_Cenerentola_HongniWuGENOVA - Quando penso a Gioachino Rossini, mi si illuminano gli occhi, si drizzano le orecchie ed il mio cuore impazza di gioia. Da remote letture ho estrapolato una frase per configurare “il pesarese” attraverso queste parole di Stendhal allorché scriveva una prima, ma poco precisa biografia, Vie de Rossini: «Dalla morte di Napoleone
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Jazz Pop Rock Etno
Pietro Tonolo e il Passpartout
servizio di Athos Tromboni FREE

20221127_Fe_00_TonoloPietroFERRARA - È in pieno svolgimento il cartellone d'eccellenza del Jazz Club Ferrara nello storico Torrione di via Rampari di Belfiore: ieri sera, 26 novembre 2022, il sodalizio ferrarese ha salutato l’edizione 2022 del "Passpartout", una collaborazione con il Bologna Jazz Festival costruita nel segno di un incrocio di amicizie artistiche cementate da
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Prosa
Oylem Goylem dove il mondo č scemo
servizio di Athos Tromboni FREE

20221126_Fe_00_OylemGoylem_MoniOvadiaFERRARA – «Dico un sacco di fregnacce sugli ebrei e sull’ebraismo. Non sono né un maestro, né un dotto, anche se qualcuno tenta di farmici passare… io sono solo un saltimbanco, e tale voglio restare.»
La frase si trova nel capitolo introduttivo del primo libro stampato (o forse il secondo libro)
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Opera dal Centro-Nord
Ottimo il cast dell'Ernani
servizio di Simone Tomei FREE

20221114_Fi_00_Ernani_JamesConlonFIRENZE - L’Ernani di Giuseppe Verdi latitava al Teatro del Maggio sin dal 1965.  L’allestimento di Leo Muscato è risultato una garanzia per il successo dell’opera; lineare, compatto, elegante come è nel suo stile con una trasposizione ai primi dell’Ottocento, ha reso la visione piacevole, serena e soprattutto armonica sia nei colori che
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Opera dal Nord-Est
Otello nel blu di Ciabatti
servizio di Rossana Poletti FREE

20221106_Ts_00_Otello_GiulioCiabatti_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. «Non è un dramma della gelosia...» aveva affermato il regista Giulio Ciabatti alla conferenza di presentazione dell’Otello, andato in scena al Teatro Verdi di Trieste: «... la gelosia è solo l’apparenza, ma la scrittura musicale ci porta lontano, in un luogo in cui non c’è giustizia sociale e neanche
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Opera dal Nord-Ovest
Béatrice e Bénédict in paradiso e in terra
servizio di Simone Tomei FREE

20221031_Ge_00_BeatriceEtBenedict_CeciliaMolinariGENOVA - La stagione operistica del Teatro Carlo Felice anche quest’anno apre con un titolo “atipico”, ma di sicuri impatto e risonanza: Béatrice et Bénédict di Hector Berlioz. È la prima partitura d’opera di questo musicista francese e rappresenta quasi la critica di un compositore inattuale che non vuol cedere a nessun potere esterno, alle
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Dischi in Redazione
Alfredo d'Ambrosio revival tra Italia a Francia
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20221031_Dischi_00_OperaOmniaDiAlfredoDAmbrosio_Copertina.JPGÈ uscito per Brilliant Classics (ed era stato interamente anticipato su YouTube), il cofanetto di 3 compact-disc che il Gran Duo Italiano composto da Mauro Tortorelli al violino e Angela Meluso al pianoforte hanno inciso tra il 2021 e il 2022. L'incisione discografica si avvale delle pagine riscoperte e rivitalizzate grazie all’opera di raccolta e
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