Pubblicato il 22 Gennaio 2022
Il Jazz Club Ferrara ha reso noto gli appuntamenti fino a fine aprile al Torrione San Giovanni
Stagione a tutto jazz e altro redatto da Athos Tromboni

20220122_Fe_00_JazzClubFerrara_ShermanIrby_phFrankStewart.jpegFERRARA – Il Jazz Club del Torrione San Giovanni ha annunciato la seconda parte di Ferrara in Jazz 2021/2022, quella d’inverno-primavera: saranno tre lunghi mesi e mezzo di jazz e non solo, che condurranno ad aprile inoltrato, tutti da vivere in un luogo unico qual è il bastione rinascimentale sede del sodalizio, il famoso "Torrione" iscritto nella lunga lista dei beni Unesco e location per il cinema di Emilia-Romagna Film Commission. La storica rassegna jazzistica, giunta alla ventitreesima edizione, è stata presentata alla stampa nella residenza municipale, presente l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, insieme a Federico D’Anneo (presidente del sodalizio), Francesco Bettini (direttore artistico) ed Eleonora Sole Travagli (capo-ufficio stampa). realizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, di Endas Emilia-Romagna ed il prezioso sostegno di numerosi partner privati. Ecco tutte le attività in programma suddivise in “capitoletti” tematici:

20220122_Fe_13_JazzClubFerrara_InvernoPrimavera_GulinelliBettiniTravagli_facebookLa Stagione “grande”
Ad inaugurare la seconda tranche dell’apprezzata stagione concertistica sarà, sabato 22 gennaio, il quartetto di due autentici swing masters quali il sassofonista Harry Allen ed il pianista Martin Sasse, entrambi con una carriera costellata di prestigiose collaborazioni a fianco di autentiche leggende della storia del jazz.
Forte della fiducia e della partecipazione dimostrata dal pubblico nei primi mesi di programmazione, il Jazz Club Ferrara continua a garantire la qualità di sempre data dall’alternanza di protagonisti del jazz nazionale ed internazionale, dalla presentazione di giovani talenti, nuovi progetti, incontri, didattica ed esposizioni da fruire in sicurezza. Saranno tre le differenti proposte d’ascolto concentrate nel fine settimana, dal venerdì alla domenica, molte delle quali gratuite per i soci under 30.
Così, da gennaio a fine aprile, Ferrara in Jazz propone circa 40 appuntamenti, godibili perlopiù anche in modalità streaming, che coinvolgono oltre 100 artisti del calibro di Jeff Ballard, Sylvie Courvoisier, Immanuel Wilkins, Ari Hoenig, Gianluca Petrella e Paquale Mirra, Rudresh Mahanthappa, Sherman Irby, Roberto Ottaviano, Fred Frith, Chris Morrissey, Samara Joy, Hamilton de Holanda e Chano Dominguez, Simone Zanchini e Antonello Salis, Tim Berne e Matt Mitchell, Scott Hamilton, Craig Taborn e moltissimi altri. Un’edizione di queste proporzioni sarebbe impensabile senza il network di prestigiose collaborazioni avviate con Bologna Jazz Festival, Crossroads – Jazz e altro in Emilia-Romagna, Jazz Italian Platform, Italia Jazz Club, Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, Istantanea, Over Studio Recording e Akamu Music Productions.
Gli appassionati di modern mainstream, o i neofiti che desiderano avvicinarsi alle sonorità del jazz più classico godranno dell’imbarazzo della scelta sin dal concerto di riapertura seguito, venerdì 18 febbraio, dalla magnetica voce di Samara Joy, vincitrice della Sarah Vaughan International Jazz Competition, accompagnata al pianoforte da Emmet Cohen. Il giorno seguente è la volta di una musica straordinariamente elegante interpretata dal quartetto del sassofonista Scott Hamilton con fraseggi e un sound ispirati dai grandi dello swing (sabato 19/2).
Febbraio ospita anche il quintetto di Roberto Ottaviano (sabato 26/2); il sassofonista attivo sin dagli anni ’80 del Novecento sta vivendo una fase particolarmente felice della propria carriera, con numerosi riconoscimenti ottenuti grazie ad una serie di apprezzatissimi album.
A marzo approda sul palco del Torrione il modern jazz di uno dei migliori sassofonisti della scena statunitense, Sherman Irby, che si avvale di una ritmica di eccezionale compattezza, soulful & swinging, come quella dell’MMT Trio (venerdì 11/3).
Sabato 19 marzo, invece, il pubblico potrà assaporare il particolarissimo repertorio di Hero, trio del sassofonista Rudresh Mahanthappa che rivisita brani degli eroi del jazz, dell’R&B e del pop attraverso la fusione di musica carnatica dell'India meridionale e musica occidentale contemporanea.
Il mese volge al termine - venerdì 25 marzo  - con Fairgrounds, quartetto stellare guidato dal batterista Jeff Ballard e completato da Logan Richardson al sax alto, Charles Altura alla chitarra e Joe Sanders al contrabbasso.
Aprile inizia con un trio da non perdere come quello del batterista Ari Hoenig, affiancato da Gadi Lehavi al pianoforte e Ben Tiberio al contrabbasso (sabato 2/4).
Conducono a fine stagione il quartetto tutto italiano guidato dalla tecnica cristallina del sassofonista Stefano Bedetti (venerdì 22 aprile) ed il trio del pianista Dario Carnovale coadiuvato dal vigoroso drumming di Ferenc Nemeth alla batteria (venerdì 29 aprile).

 

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Liberi!
America latina, colonne sonore del grande cinema e cantautorato trovano spazio in “Liberi!”, gioiosa performance senza confini stilistici di due autentici funamboli della fisarmonica come Simone Zanchini e Antonello Salis (29/1 in collaborazione con Crossroads); nell’esotico duo – tanto sulla carta geografica quanto negli esiti musicali – formato dal pianoforte di Chano Dominguez e Hamilton de Holanda al mandolino (domenica 13/2); nelle storie cantate da Danilo Lico, che ha da poco esordito con un nuovo singolo dal titolo “Per me o per te” (domenica 30/1), e nell’interpretazione di brani originali e di classici della tradizione latino americana firmata da Cabruja, cantautore di origine venezuelana, genovese d’adozione (venerdì 8/4 in collaborazione con Overstudio Music Recording).

Romantic Funk
Funk, funk e ancora funk con Romantic Funk: The Unfamiliar, progetto del bassista e compositore inglese Orlando le Fleming, che approfondisce il lessico jazz-funk spingendolo verso i fasti della fusion anni ’80 (sabato 26/3 in collaborazione con Crossroads); e con i Funk Hunters (venerdì 4/2), band nata dal desiderio del batterista Enrico Smiderle di omaggiare la grande stagione anni ’70 del Novecento del celebre gruppo Head Hunters, guidato dallo sciamano del jazz-funk Herbie Hancock.

Novità imperdibili
Gli orecchi più audaci, attratti dall’attualità jazzistica imprevedibile e multiforme, avranno di che sbizzarrirsi a partire da venerdì 28 gennaio con l’incredibile parco giochi sonoro di OoopopoiooO, duo formato da Vincenzo Vasi e Valeria Sturba (in collaborazione con Crossroads); con Correspondence, nuovo disco firmato da Gianluca Petrella e Pasquale Mirra (sabato 5/2 in collaborazione con Crossroads), e ancora con il duo Tim Berne-Matt Mitchell, due star newyorchesi le cui ultime uscite discografiche si caratterizzano per un’intensità che non teme confronti (sabato 12/2).
Un’altra chicca proveniente dalla Grande Mela è il quartetto del bassista Chris Morrissey, il cui tour europeo farà tappa al Torrione per presentare il nuovo Impact Winter Formal (venerdì 25/2).
L’inizio di marzo vede un grande ritorno, il trio di un autentico camaleonte della chitarra come Fred Frith (5/3 in collaborazione con Crossroads), mentre domenica 20 marzo sarà Canada Day, quartetto pianoless del batterista Harris Eisenstadt, a cambiare nuovamente le carte in gioco.
Attinge alla tradizione musicale afro-americana proiettandola nella più stretta attualità The 7th Hand, ultimo progetto del sassofonista Immanuel Wilkins, una nuova stella del firmamento musicale newyorkese, ospite di Ferrara in Jazz sabato 12 marzo.
Sabato 9 aprile sarà poi la volta di un’artista devota all’improvvisazione radicale qual è la pianista Sylvie Courvoisier, accompagnata da Drew Gress al contrabbasso e Kenny Wollesen alla batteria.
L’attualità del jazz nazionale è ben rappresentata dalla libertà espressiva di “Anasyrma”, nuovo progetto dei Tell No Lies, una formazione decisamente poco incline al compromesso (venerdì 1/4); da Ghost Horse, espansione in forma di sestetto di Hobby Horse, trio che negli ultimi dieci anni si è posto all’avanguardia di un forte rinnovamento creativo (venerdì 15/4), e da Ground 71, trio formato da Giampiero Locatelli, Stefano Dallaporta e Andrea Grillini, che presenterà al Jazz Club l’omonimo disco edito da Auand (venerdì 4/3). A chiudere in bellezza questa ventitreesima edizione di Ferrara in Jazz spetta ad uno dei massimi improvvisatori del nostro tempo, Craig Taborn, che in piano solo celebrerà al Torrione la Giornata internazionale del jazz Unesco (sabato 30 aprile 2022).

Luce su “Istantanea”
Anche le restanti domeniche del Jazz Club strizzano l’occhio alla contemporaneità dei linguaggi sonori. Prosegue infatti Serico-Tonale, la rassegna curata da Istantanea che vive dell’osmosi tra compositori e artisti di diversa estrazione, intenti a generare percorsi trasversali nel panorama dell’arte più attuale, dando vita a un proteiforme arcipelago di grande biodiversità creativa. Segnaliamo qui gli appuntamenti in programma: Enrico Mignani “Ai confini del violoncello: un’esperienza in suoni” (6/2), Stefano Ricci & Istantanea Ensemble (6/3), Istantanea String Quartet (3/4).
Firmato Ferrara in Jazz è poi “Su Mimmi non si spara!”, performance per violoncello solo di Francesco Guerri in programma per domenica 13 marzo. In questa parte di stagione si avrà inoltre il piacere di conoscere ed ascoltare la neonata OCER, Orchestra creativa dell’Emilia-Romagna, che calcherà il palcoscenico del Torrione rispettivamente il 23 gennaio arricchita dal live painting dell’illustratore Maurizio Lacavalla, il 20 febbraio e il 18 marzo quando, diretta da Wayne Horvitz, proporrà un tributo a Butch Morris (appuntamenti in collaborazione con Akamu Music Productions).

Musica e Parole
Di musica e di altre forme d’arte nel terzo millennio si dialogherà assieme ad ospiti illustri quali Oderso Rubini (produttore musicale, assistente all’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna), Fabio Testoni (fondatore degli Skiantos) e Domenico “Mimmo” Paganelli (direttore artistico delle principali case discografiche italiane), protagonisti de “Il mestiere dell’artista”, due incontri a ingresso libero per i soci Endas curati da Roberto Manuzzi e realizzati in collaborazione con il Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, rispettivamente domenica 27 febbraio e 27 marzo. Seguono gli incontri le jam session degli allievi del Dipartimento Jazz del conservatorio.

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Immagini al muro e musica
Immancabile infine l’appuntamento con le esposizioni di quella che può essere definita la piccola art gallery del Jazz Club. In questa seconda parte di stagione le nicchie del Torrione ospiteranno “Le muse del jazz”, una selezione di tavole tratte dall’omonimo volume firmato da Vanni Masala e dall’illustratrice Marilena Pasini (Curci Edizioni), dedicato alle donne che hanno ispirato celebri composizioni del Novecento jazzistico. La vernice della mostra è in programma per venerdì 11 febbraio. Nella prima parte della serata l’Indaco trio guidato dalla cantante Silvia Donati dialogherà con l’autore e l’illustratrice, punteggiando con la propria musica la presentazione del libro. Al termine dell’incontro la stessa formazione, completata da Francesca Bertazzo Hart alla chitarra e Camilla Missio al contrabbasso, porterà sul palco del Jazz Club “D’amore e d’orgoglio”, performance dedicata a Billie Holiday e Nina Simone, cantanti il cui percorso umano ed artistico ha rimarcato l’orgoglio di essere donna e afroamericana in un paese e in un’epoca in cui i più ovvi diritti civili erano tutt’altro che scontati (in collaborazione con Crossroads). La mostra sarà fruibile nelle serate di programmazione fino al 30 aprile. Info: www.jazzclubferrara.com 

Crediti fotografici: Ufficio stampa Jazz Club Ferrara
Nella miniatura in alto: il sassofonista Sherman Irby in pedana l’ 11 marzo 2022 uno degli ospiti più prestigiosi e attesi
Sotto, da sinistra: l’assessore Marco Gulinelli, Francesco Bettini ed Eleonora Sole Travagli
Al centro in sequenza: Martin Sasse e Harry Allen (22 gennaio 2022); Samara Joy (18 febbraio); Scott Hamilton (19 febbraio); Roberto Ottaviano (26 febbraio); il direttore Wayne Horvitz (20 febbraio e 18 marzo); Immanuel Wilkins (12 marzo); Harris Eisenstadt (20 marzo); Jeff Ballard (25 marzo); Orlando le Fleming (26 marzo); Ari Hoenig (2 aprile); Sylvie Courvoiser (9 aprile)
Sotto, in sequenza: Simone Zanchini & Antonello Salis (29 gennaio); Pasquale Mirra & Gianluca Petrella (5 febbraio); Fred Frith Trio (5 marzo); Rudresh Mahanthappa Hero Trio (19 marzo 2022)





Pubblicato il 14 Novembre 2021
Spettacolo di raffinata godibilitā e molto ben diretto in scena al Politeama Rossetti di Trieste
Oblivion Rhapsody concentrato di bravura servizio di Rossana Poletti

20211114_Ts_00_OblivionRhapsody_GiorgioGallioneTRIESTE - C’era una volta il Quartetto Cetra: immagini sbiadite in bianco e nero di una televisione del sabato sera che sfornava numeri musicali di qualità e successo. Ogni settimana proponevano un tema, ricavato spesso dalla letteratura. E fu così che fecero le divertenti parodie della Traviata, di Madame Bovary, di Giulio Cesare, di Romolo e Remo e, forse la più ricordata, tratta dai Promessi Sposi. Erano un quartetto italiano, attivo dagli anni quaranta fino alla fine degli anni ottanta, con notevoli capacità vocali, evidenti nelle armonizzazioni delle canzoni, e dai testi spesso umoristici. Anticipatori in Italia di mode e generi musicali, come ad esempio il Rock and roll.
Molto tempo dopo cinque artisti, cantanti e musicisti, decisero, sulla scorta dei tanti filmati che avevano potuto visionare nelle teche Rai, di seguire le orme del Quartetto Cetra, utilizzando ovviamente le canzoni e i generi musicali più attuali per dare forma e vita ad altre parodie, più nuove, partendo però proprio da quei Promessi Sposi che avevano divertito l’Italia televisiva degli anni del dopoguerra. Si diedero un nome “Oblivion”, si fecero fare delle giacche bizzarre e i nostri cinque artisti debuttarono alla Sala Bartoli del Rossetti a Trieste nel 2009.  Era un test, per capire se le loro proposte potessero incontrare il gusto del pubblico e Trieste è nota per essere una piazza molto critica. Gli artisti dicono che se hai successo in questa città lo avrai dovunque. Il test più importante fu la rete; postarono la loro versione dei Promessi Sposi in 10 minuti, tantissimi la videro e a loro volta la pubblicizzarono, come accade spesso sui social. Incominciarono a esibirsi nei teatri italiani e questi si riempivano, la loro fama correva veloce; la loro bravura e professionalità, la ricerca della perfezione nei tempi, lo straordinario senso del ritmo, l’affiatamento, e chi più ne ha più ne metta, sono stati vincenti per lungo tempo. Arrivata la pandemia sono stati costretti ad un lungo stop.
Ritornano oggi sulle scene italiane con “Oblivion Rhapsody”, una rassegna delle loro migliori performance di 10 anni di lavoro, tutte riviste e riaggiornate. Al Rossetti di Trieste sono ripartiti proprio da quei Promessi Sposi, che li fecero arrivare al successo, e il pubblico è andato in visibilio. Il loro spettacolo è tutta musica, ma anche tanto teatro, sono genio e demenzialità, capaci di cantare i Queen e Gianni Morandi con la stessa facilità, rompono e riaggregano la musica, per ridarle nuova forma. Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli sono cinque voci, una chitarra, un paio di strumenti a fiato e qualche piccola percussione. Con così poco riempiono il teatro di suoni e di musica, spesso utilizzando solo la voce che si fa strumento.

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E dopo i Promessi Sposi i nostri eroi propongono una parodia di Shakespeare, sbeffeggiano i cantanti attraverso i loro difetti e particolarità, da Jovannotti a Giusi Ferrero, da Ligabue a Emma Marrone, dai Negramaro al Volo. Propongono una spiritosa presa in giro dei vocalist: Graziana Borciani canta usando solo le ‘vocali’ e Francesca Folloni solo le ‘consonanti’, poi le due cantano assieme e come per magia le parole ritornano regolari al loro posto nella trama musicale; un’esibizione di bravura straordinaria che deve aver richiesto interminabili ore di prove e perfezionamento. Concludono lo spettacolo con l’“History of Rock”: sei minuti per interpretare 50 artisti immortali e 53 famosissime hit a partire dal 1955 con “Rock around the clock” per giungere ai Sex Pistols, The Doors, Jimi Hendrix e tantissimi altri.
Gli Oblivion li celebrano utilizzando unicamente le loro voci a cappella e sono sei minuti di vera storia della migliore musica rock.

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Si sono rimessi in gioco, hanno sfidato sé stessi e, nonostante gli anni passati, la loro freschezza e qualità è sicuramente migliorata. Diretti da Giorgio Gallione, questi dice di loro: «... Gioco, paradosso, ironia, sorriso: questo è il comico che vedo negli Oblivion. Il tutto sorretto e condito da un talento continuamente messo in discussione e da una professionalità feroce. Tutto è libero e volatile nel loro teatro, ma nulla è affidato al caso. C’è costantemente una architettura ferrea che sostiene i loro castelli di carta.  Una costruzione variegata e complessa di parole e musica che gode della gioia della lingua e del pensiero, ma che si trasforma presto in sberleffo liberatorio, sovversione del senso comune, ludica e ragionata aggressione alla noia.»

Crediti fotografici: Giorgio Minisini
Nella miniatura in alto: il regista Giorgio Gallione
Al centro e sotto: panoramiche sulla performance Oblivion Rhapsody





Pubblicato il 15 Ottobre 2021
Buon successo del Past1trio e di Valeria Burzi al Torrione San Giovanni di Ferrara
Terza serata di Fresch & Bold servizio di Athos Tromboni

20211015_Fe_00_JazzClub-Past1trio_ValeriaBurzi(RevealingMelba)FERRARA - Torrione di San Giovanni, serata terza di cinque: intendo dire, specificando, terzo concerto di Fresch & Bold, rassegna musicale dei docenti e degli allievi delle classi jazz del Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” (quindi, giro di boa, come l’ha chiamato Francesco Bettini direttore artistico del Jazz Club Ferrara presentando la serata). Dopo il trio Abbuhel Puglisi Paoli (sceso in pedana il 30 settembre 2021) e il quartetto Succi Puglisi Ciancaglini Paoli (7 ottobre), il terzo appuntamento di giovedì 14 ottobre ha chiamato alla ribalta il Past1trio e successivamente il quintetto della jazz vocalist Valeria Burzi. Nel prosieguo del corrente mese di ottobre, seguiranno una serata di “Divine Songs” affidata a un'altra jazz vocalist, Marta Raviglia con il suo quintetto (21 ottobre); infine l’ultimo concerto della rassegna ottobrina con l’Ars Antiqua World Jazz Ensemble e The Flute Orchestra, entrambi i combo sotto la direzione di Roberto Manuzzi (28 ottobre).
Tornando a ieri sera, 14 ottobre, il primo set affidato al Past1trio ha schierato il pianista Federico Rubin a fianco di Stefano Galassi al contrabbasso e Gianfilippo Invincibile alla batteria. Loro sono nati e cresciuti proprio tra le mura del Torrione San Giovanni. Cosa avrebbero suonato?

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Una voce amica mi aveva suggerito che avrebbero proposto composizioni originali di Rubin, attraversando panorami musicali in cui potevano scorgesi riferimenti musicali all'ermetismo di Paul Bley, alla spazialità di Bobo Stenson ed ai colori di Marc Copland. Sicuramente è stato anche così… ma sono andati oltre, nella personalizzazione di un ground riflessivo e sostanzialmente crepuscolare, intimo connubio fra la sintesi nord-europea della musica afroamericana e la tentazione neoclassica che sbircia al soft del minimalismo. Impressioni mie? Può darsi, ma non saprei spiegare meglio al mio lettore quel pianismo di Federico Rubin che pur traguardando Paul Bley assume per sé, trasmettendolo ai suoi sidemen, il soft-cool di un Lennie Tristano: la stessa irrequietezza espressiva, lo stesso amore per i riff variati appena appena nota dopo nota e insistiti, lo stesso rifuggire dall’effetto cluster per privilegiare un suono frequentemente in legato, leggero come l’aria e palpabile come il pensiero. Insomma, se facessi un riferimento alla musica classica, direi che tra Liszt e Debussy, il pianista-compositore Rubin mostra di preferire Debussy. E non è una boutade questa affermazione: chiamo a testimonio il drumming di Gianfilippo Invincibile, più attento a cercare i suoni che intento a disegnare ritmi aggioganti: la sua batteria si è trasformata così nell’armamentario del percussionista, ligio alle sottolineature armoniche della crepuscolare tastiera di Rubin. Bravissimo. Bravissimi. E poi il continuum seduttivo del contrabbasso di Stefano Galassi, suonato con l’archetto anziché le dita. Insomma un concerto di bello spessore espressivo, non aggressivo, senza i canonici assoli, ma fatto di musica d’assieme dal primo all’ultimo brano: in particolare ho apprezzato, per i miei gusti, l’apertura con il sognante Overthinking e il coloristico (impressionista, se traguardo dentro la metafora della pittura) Conca d’oro; infine segnalo Bear Mood, ultimo brano in programma prima degli applausi finali e calorosi di un pubblico non numeroso ma molto attento e coinvolto.

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E, contraddicendo nientemeno che Giacomo Leopardi, dopo la quiete ecco la tempesta…  Sì, ecco la voce di Valeria Burzi nel suo Revealing Melba - A Heartfelt Tribute To Melba Liston’s Music, omaggio della cantante bolognese all’immensa opera musicale di Melba Liston, trombonista di colore che lavorò come strumentista ed arrangiatrice per gli artisti più famosi dell’era dello swing, attraverso sei decadi a diretto contatto con l'evoluzione della musica afroamericana. La Burzi - come mi ha suggerito ancora una volta la mia voce amica e come io stesso confermo - ha proposto, senza mai togliersi le lenti da cantante, una rilettura per quintetto di alcuni brani della celebre trombonista nero-americana. In questo secondo set del concerto al Jazz Club, la voce della Burzi si è espressa al servizio della musica, cantando dei testi scritti appositamente da lei stessa per i brani della Liston, o fungendo da secondo strumento a fiato, con vocalizzi e accenni di scat. Al suo fianco erano il trombonista Sandro Comini, Marco Rossi al pianoforte, di nuovo Stefano Galassi al contrabbasso (percussivo e groove, stavolta, non crepuscolare…) e Marco Garbin alla batteria. E con la “tempesta” sono apparsi anche gli assoli, per le apoteosi di un Garbin in gran forma nel trovare le battute giuste a far ballare i piedi di chi lo stava ascoltando, e del suadente trombonismo di Comini vecchia conoscenza del Jazz Club Ferrara; più defilati negli assoli, ma non meno efficaci, Rossi al pianoforte e Galassi al contrabbasso.
Ma la star della serata era lei, la Burzi (non scrivo a caso “la” Burzi, né amo scrivere e non lo farò mai “Burzi” punto e basta, né parlando di lei che ho apprezzato durante la serata, né con “la” Raviglia che sarà la voce del prossimo appuntamento di Fresch & Bold, né con “la” Ella Fitzgerald se fosse miracolosamente possibile … perché sono convinto che gli articoli determinativi il, lo, la, i, gli, le, hanno una funzione linguistica che conduce fuori della confusione…)
Voglio citare due brani in particolare che mi hanno colpito: Pow ! e soprattutto Blues for Strayhorn perché ritengo che qui la Burzi si sia superata, dimostrando una malleabilità vocale e una forza espressiva oltre le note, dentro alle emozioni che proprio le note sanno evocare; seducente il suo canto-musica impostato sui vocalizzi che passavano dall’emissione naturale alle sottigliezze della voce impostata, tipo lirica, senza esagitazioni, anzi con un porgere morbido morbido quando necessario; e rinforzante fino all’acuto limpido e tenuto quando necessario.
La performance si è conclusa ovviamente con applausi molto calorosi che, ne sono convinto, hanno commosso e gratificato sia la leader del quintetto, sia i suoi sidemen.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: Valeria Burzi
Al centro in sequanza: la performance del combo Past1trio
Sotto in sequenza: la performance del quintetto di Valeria Burzi
 






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Jazzofilia tra classico e antico
intervento di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_GeofWarrenFERRARA - Quinta e ultima tappa di Fresh & Bold al Torrione San Giovanni del Jazz Club Ferrara, venerdì 28 ottobre... quinta e ultima puntata della prima edizione, anno 2021, perché sia per volontà del management del Jazz Club, sia per disponibilità del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" la rassegna è destinata ad avere continuità nelle prossime stagioni di "Ferrara in jazz" organizzate proprio nel Torrione.
Nel corso dell'ultima tappa 2021 è andato in pedana un progetto originale: quello di offrire ai jazzofili ferraresi due momenti dove sono state protagoniste le jazz-band, assemblate per l'occasione, del Conservatorio Frescobaldi, sotto la direzione musicale di Roberto Manuzzi.
Il primo set intitolato The Flute Orchestra consisteva in un progetto (nato all'interno dei corsi jazz di Musica di insieme e di Flauto)
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Opera dal Nord-Est
Barbiere con pochi... clienti
servizio di Rossana Poletti FREE

20211212_Ts_00_IlBarbiereDiSiviglia_FrancescoQuattrocchi_phFabioParenzanTRIESTE, Teatro Verdi - Ci sono belle voci e ottime interpretazioni in questo Barbiere di Siviglia rossiniano in scena al lirico giuliano. Lascia il segno la Berta di Elisa Verzier, giovanissima triestina, vincitrice di importanti concorsi lirici, che nell’aria “Il vecchiotto cerca moglie” incontra l’applauso sentito del pubblico. Il mezzosoprano Paola
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Opera dal Centro-Nord
Piccolo Marat di lusso
servizio di Simone Tomei FREE

20211212_Li_00_IlPiccoloMarat_ValentinaBoiLIVORNO - Il Teatro Goldoni di Livorno in occasione del centenario mette in scena Il piccolo Marat di Pietro Mascagni; la prima rappresentazione, avvenuta il 2 maggio 1921 al Teatro Costanzi di Roma, fu salutata da un enorme successo di pubblico, addirittura superiore a quello colto quasi trent’anni prima nello stesso Teatro dal giovanissimo compositore
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Opera dal Nord-Est
Elle e Lucy le eroine del... telefono
servizio di Simone Tomei FREE

20211207_Vr_00_LaVoixHumaine_LaviniaBini _EnneviFoto.jpegVERONA - La Fondazione Arena di Verona, nella cornice del Teatro Filarmonico, ha messo in scena, quale ultimo allestimento della stagione 2021, un dittico di bellezza rara: La voix humaine di Francis Poulenc e The Telephone di Gian Carlo Menotti. Due composizioni del secolo scorso che, senza nulla togliere alle eccelse interpreti che si sono cimentate sul
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Opera dal Centro-Nord
Nicola Alaimo insuperabile Falstaff
servizio di Simone Tomei FREE

20211202_Fi_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phMicheleMonastaFIRENZE - «Non sto facendo un'opera buffa. Sto lavorando su un personaggio. Il mio Falstaff non è solo quello delle Allegre comari di Windsor, in cui è soltanto un buffone sbeffeggiato dalle donne; è anche il Falstaff dell'Enrico IV e dell'Enrico V»: così Giuseppe Verdi scriveva ad Italo Pizzi - letterato parmense - in merito all’opera che dopo quattordici
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Opera dal Centro-Nord
Una Pulzella assai frenetica
servizio di Simone Tomei FREE

20211128_Re_00_GiovannaDArco_RobertoRizziBrignoli.jpegREGGIO EMILIA - Giovanna d’Arco è la settima opera di Giuseppe Verdi che fu rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 15 febbraio del 1845; erano gli anni in cui l’astro nascente Verdi cominciava ad emergere fortemente; Rossini era silente, Bellini era morto e Donizetti oltralpe, malato. Come altre opere di quel periodo, anche
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Opera dal Centro-Nord
Claudia Pavone grande Violetta
servizio di Nicola Barsanti FREE

20211122_Lu_00_LaTraviata_FrancescoRosaLUCCA - La serata inaugurale della stagione operistica del Teatro del Giglio vede sul palcoscenico La Traviata di Giuseppe Verdi (primo di tre titoli previsti in cartellone). Una scelta estremamente oculata non solo perché, essendo l’opera più rappresentata al mondo, La Traviata genera sempre grandi aspettative e curiosità, ma poiché, a pochi giorni
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Opera dal Centro-Nord
Bianca e Fernando secondo de Ana
servizio di Simone Tomei FREE

20211121_Ge_00_BiancaEFernando_DonatoRenzettiGENOVA - L’opera dal titolo originario Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini ebbe il suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli il 30 maggio del 1826, ma per un riguardo al principe Ferdinando di Borbone fu cambiata in Bianca e Gernando. Essa nacque sul soggetto tratto dal dramma di Carlo Roti - Bianca e Fernando alla tomba di Carlo IV, duca d’Agrigento -
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Opera dal Nord-Est
Cosė fan tutte non per molti
servizio di Angela Bosetto FREE

20211115_Vr_00_CosiFanTutte_FrancescoOmmassini_phFotoEnneviVERONA – Dopo aver proposto Le nozze di Figaro nel 2018 e Don Giovanni nel 2019, Fondazione Arena completa la trilogia Mozart-Da Ponte con Così fan tutte, andato in scena al Teatro Filarmonico dal 31 ottobre al 7 novembre 2021. La tanto sospirata capienza piena, però, non è ancora – purtroppo – sinonimo di normalità, a partire dalla necessità di
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Jazz Pop Rock Etno
Oblivion Rhapsody concentrato di bravura
servizio di Rossana Poletti FREE

20211114_Ts_00_OblivionRhapsody_GiorgioGallioneTRIESTE - C’era una volta il Quartetto Cetra: immagini sbiadite in bianco e nero di una televisione del sabato sera che sfornava numeri musicali di qualità e successo. Ogni settimana proponevano un tema, ricavato spesso dalla letteratura. E fu così che fecero le divertenti parodie della Traviata, di Madame Bovary, di Giulio Cesare, di Romolo
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Opera dal Centro-Nord
L'Orfeo non invecchia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211112_Ra_00_LOrfeo_OttavioDantoneRAVENNA - L’Orfeo di Claudio Monteverdi su versi di Alessandro Striggio ha più di 400 anni ma non li dimostra, almeno nella versione andata in scena al Teatro Alighieri il 6 e il 7 novembre 2021 nella raffinata esecuzione dell’Accademia Bizantina con la regia di Pier Luigi Pizzi.  La lettura e l’esecuzione di Ottavio Dantone, da oltre vent’anni alla guida
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Vocale
Il divino intelletto di Dante e Berio
servizio di Athos Tromboni FREE

20211104_Fe_00_DaDivinoIntelletto-ProgettoBerioPanni_LucianoBerio_phEricMarinitschFERRARA - Da divino intelletto e da sua arte s'accostò ai ferraresi, cioè il pubblico pagante di Ferrara Musica, un insolito omaggio a Dante Alighieri e al suo settecentenario: il direttore d'orchestra e compositore Marcello Panni, sul podio dell’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio di Bologna ha infatti proposto uno stimolante (e bellissimo)
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Soci Uncalm
Bruno Laudato Band felice ritorno
FREE

20211101_Fe_00_ConcertoBrunoLaudatoBand_BrunoLaudatoFERRARA - Ha preso avvio domenica 31 ottobre 2021 alla Sala della Musica di Via Boccaleone 19 la rassegna concertistica del Circolo Culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” ospitando la formazione cameristica Bruno Laudato Band. Il musicista bolognese, come chitarra solista e anche in formazioni cameristiche, aveva già partecipato in
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Opera dal Nord-Ovest
ŦBarbiereŧ e ŦTurcoŧ, Rossini alla Scala
servizio di Francesco Lora FREE

20211031_Mi_00_IlBarbiereDiSiviglia_RiccardoChaillyMILANO - Prima che La Calisto di Cavalli e L’elisir d’amore di Donizetti chiudano la stagione d’opera del Teatro alla Scala, nella ripresa dopo la pausa estiva il cartellone milanese è stato improntato al Rossini buffo con una trilogia: L’italiana in Algeri per quattro recite dal 10 al 18 settembre 2021, nell’impolverato ma insostituibile allestimento con regìa,
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Echi dal Territorio
Comitato per i Grandi Maestri adieu
servizio di Athos Tromboni FREE

20213031_Fe_00_ComitatoPerIGrandiMaestriAdieu_SacconChristianJosephFERRARA - Comitato per i Grandi Maestri, ultimo atto. Si è chiusa con una sobria festa privata a casa di Gianluca La Villa e Camilla Segre sabato 30 ottobre 2021 l’esperienza di quel “Comitato” ferrarese che ha fatto parlare di sé le cronache musicali non solo della città estense, ma anche di numerose altre località della Toscana, della Liguria e del Veneto
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Classica
Il transito dell'anima coinvolge
servizio di Simone Tomei FREE

21211030_Pc_00_TransitatusAnimae_AnnaMariaChiuri_phLuigiBloisePIACENZA - Uno degli Oratori più belli di don Lorenzo Perosi è il Transitus Animae. In esso si raffigura il momento dell’estremo passaggio dell’anima dall'esilio terreno alla dimora celeste, un viaggio scandito dalle preghiere della tradizione cattolica. Forse, questo lavoro è il suo capolavoro, se si deve giudicare dall’altissimo grado di
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Opera dal Centro-Nord
Butterfly molto ispirata al Teatro Noh
servizio di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_MadamaButterfly_MatteoMazzonini_phFERRARA - Una Madama Butterfly urlata. L’estrema sintesi dell’opera d’apertura della stagione lirica autunno-invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” può essere questa. La ragione una sola: l’orchestra col suo suono vigoroso copriva spesso le voci soliste, tanto che ci siamo chiesti: se invece di una compagine da camera (le disposizioni
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Opera dal Nord-Est
Piccole Donne e il premio a Gismondi
servizio di Rossana Poletti FREE

20211028_Ts_00_PiccoleDonne_FabrizioAngeliniTRIESTE Politeama Rossetti - E’ un congegno ben oliato il musical Piccole donne, andato in scena al Politeama Rossetti di Trieste, città dalla quale è partita la sua tournée. Nel grande teatro da oltre 1.500 posti arrivano molte produzioni internazionali di grande qualità e spesso abbiamo avuto modo di notare le differenze di spessore tra gli allestimenti stranieri
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Opera dal Centro-Nord
L'isola disabitata ammalia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211027_Ra_00_LIsolaDisabitata_NicolaValentiniRAVENNA - L’Isola disabitata di Franz Joseph Haydn, datata 1779, su libretto di Metastasio musicato per la corte degli Esterhàzy, ha piacevolmente sorpreso il pubblico del Teatro Alighieri di Ravenna il 23 e 24 ottobre 2021, non tanto per la trama, tutto sommato fragile, quanto per le allusioni al tema della solitudine e dell’isolamento che la recente pandemia ha
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Opera dal Nord-Est
Gnecco e Pasticci
servizio di Rossana Poletti FREE

20211025_Ts_00_GneccoEPasticci_DanielaMazzucatoTRIESTE - Ci riprova il Teatro Verdi di Trieste con La prova di un’opera seria di Francesco Gnecco, un atto unico che si presta a manipolazioni e diverse ambientazioni. Alla musica mette mano Matteo Musumeci che rielabora la partitura del compositore genovese e ci mescola spezzoni di altre arie, per caratterizzare l’ambientazione che il regista e
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Pagina Aperta
Peccato Vinile allo Spirito
servizio di Athos Tromboni FREE

20211025_Vigarano_00_PeccatoVinileAlloSpirito_PaoloZamboniVIGARANO MAINARDA (FE) - Di domenica pomeriggio, dopo pranzo. Al ristorante come se si fosse nello studio di una radio libera (un tempo si chiamavano proprio così, "libere", le radio che oggi si dicono "commerciali") a immaginare una trasmissione via etere con musica in "tutte le direzioni". È successo domenica 24 ottobre 2021 al ristorante Spirito
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