Pubblicato il 13 Agosto 2019
Affollato concerto a Cesenatico al Teatro all'aperto al Largo dei Capuccini
Noa scrive lettere a Bach servizio di Attilia Tartagni

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante israeliana di origini yemenite, famosa nel mondo per la sua straordinaria vocalità e per l’impegno profuso per la pace, si è confermata in grado di affrontare qualsiasi genere musicale, saldamente radicata nelle sue origini popolari ma con ali che le consentono di volare oltre confini geografici e culturali. Stavolta ha varcato anche i confini temporali, scavando nel repertorio di un maestro assoluto della Musica come Johann Sebastian Bach. Al suo fianco non poteva mancare Gil Dor, chitarrista, compositore e arrangiatore con cui ha un sodalizio artistico che dura da 28 anni e che ha curato i suoi 15 album di successo. Noa ha davvero sorpreso il pubblico presentando l’ultimo album prodotto da Quincy Jones “Noa/Johann Sebastian Bach”, un lavoro a lungo meditato sul genio senza tempo di Bach su cui lei ha inserito testi ritagliati sulla propria interiorità e sulla realtà di oggi.
Noa ha per l’Italia e per la Romagna di cui è stata ospite di frequente una predilezione che ha espresso in apertura di concerto, cantando parole d’affetto e di ringraziamento a margine di una canzone. Carismatica, vera e propria luce del palcoscenico, il collo e i capelli adornati di piccoli gioielli lucentissimi, l’abito lungo color sabbia del deserto, mani fluide come onde marine e corpo mosso da una sorta di danza arcana, Noa ha esordito sottolineando l’amore per la musica mediorientale e per le percussioni su tamburi e tamburelli. Per lei cantare è un atto d’amore con cui diffonde armonia. Canta in sei lingue e il suo stile è eclettico, mossa dalla curiosità per paesi e culture diversi. Il suo nome significa “sorella di pace” e ogni concerto è l’occasione per comunicare i suoi ideali. Accade così che fra una canzone e l’altra tocchi temi importanti come l’emigrazione, ricordando che siamo tutti  migranti, per professione, per sentimento, per guerra o per fame. E per dare forza al ragionamento, intona la canzone di E.A.Mario “Santa Lucia luntana” dedicata ai migranti napoletani diretti in America e la sua voce diventa pura malinconia, struggimento ed evocazione, meglio di una napoletana autentica. Ma è altrettanto vera quando interpreta “Yuma”, dedicata alla nonna yemenita che non c’è più, femminista ante-litteram, percuotendosi il petto secondo un’usanza etnica, ed è evidente che fra una napoletana che si strugge di nostalgia e una yemenita che muore di dolore c’è solo distanza geografica ma l’emozione è la stessa.
Dopo avere stabilito il contatto con il pubblico con alcune canzoni del suo repertorio, Noa passa alla parte più attesa del concerto ispirata da Bach per cui nutre un’ammirazione infinita e che, a suo dire, tante cose fece meglio dei contemporanei, compreso crescere venti figli senza farsi distogliere dalla musica. Ma i tempi e i suoni ovattati del settecento non erano quelli di oggi e i figli di allora non avevano l’ossessione del digitale, non c’erano il femminismo, il riscaldamento globale, l’eutanasia e la difficoltà odierna ad affermare il merito e il talento. I temi che stanno cuore a Noa si sposano bene con le note di Bach che sfidando i secoli sono arrivate a noi e gli arrangiamenti di Gil Dor sono perfetti. Da “The race” a “All of the Angels”, da “Vertigo” a “Oh Mama dear” è un caleidoscopio di ritmi e di idee su musiche che suonano conosciute, fino a “No, baby” in jazz divertente come un gioco ed è evidente che Noa, voce senza tempo, ha trovato in Bach, musicista di tutti i tempi, un’altra chiave per arrivare al cuore delle persone.
L’annuncio della fine del concerto rompe l’incanto. Ai richiami del pubblico Noa torna in  scena per intonare uno dei suoi più grandi successi,  "Beautiful that way" di Nicola Piovani dalla colonna sonora del film premio Oscar di Benigni ed è automatico realizzare che “la vita è bella”, specialmente nel tempo di questo concerto. Poi Noa, in prodigiosa sintonia con Gil Dor, esegue l’Ave Maria di Gounod impreziosendola con una vocalità lirica intensa e ricca di agilità. Così il concerto, dopo avere viaggiato nello spazio e nel tempo, ci riporta alle origini del canto, al suo carattere originale di preghiera.

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Si dice che le canzoni di Noa siano “ponti di pace”. Lo è sicuramente “Look at me”, musica di Bach, parole ispirate a Noa dal lavoro di pacificazione svolto insieme delle donne israeliane e palestinesi. Questo è un momento oscuro, ha detto Noa, in cui sembrano prevalere i conflitti, ma è anche quello in cui le donne emergono come forza di lotta e di cambiamento. Semi di pace Noa ne ha gettati tanti, lanciando messaggi davanti a papi e a capi di stato e facendo della musica un elemento unificante che certamente non può cambiare il mondo, ma può sensibilizzarlo. Il suo saluto al pubblico è un Shalom con infiniti ringraziamenti, invece siamo noi del pubblico ad avere ricevuto da lei un autentico dono.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Emilia Romagna Festival
Nella miniatura in alto e sotto: Noa in concerto





Pubblicato il 06 Agosto 2019
Bellissimo concerto del duo Zamuner-Moriconi nella Biblioteca Comunale di Alfonsine
Dalla canzone... al Jazz servizio di Attilia Tartagni

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con personaggi sconosciuti del proprio mondo è il presupposto per svolte stilistiche e di carriera. Ma lo è anche per il  pubblico a cui può accadere, come ad Alfonsine, di entrare in contatto con uno stile musicale capace di trasformare (e a volte stravolgere) canzoni conosciute caricandole di nuove sonorità e di creare al riguardo una nuova percezione.
Il  concerto “Duet… dalla canzone al jazz” proposto da Emilia Romagna Festival nasce dall’incontro fra la talentuosa ventiseienne cantante napoletana Emilia Zamuner e il bassista e contrabbassista Massimo Moriconi, sessantaquattrenne testimone e protagonista della gloriosa stagione della canzone italiana prima dell’avvento di Internet che ha cambiato radicalmente il mondo della musica devastando l’industria discografica. L’esperienza professionale di Moriconi, esaltata da collaborazioni illustri italiane e internazionali (l’elenco è troppo lungo per riproporlo) ha incrociato lo straordinario talento vocale e la preparazione mirata (laurea quinquennale in jazz con 110 e lode al Conservatorio San Pietro della Majella di Napoli) della Zumaner, vincitrice di vari premi fra cui nel 2016 il concorso Massimo Urbani e nel 2019 unica italiana al “Ella Fitzgerald Competition” di Washington dove si è classificata seconda.
Nonostante il divario generazionale c’è un’intesa perfetta fra i due, che si consuma nel confronto fra la voce dell’eclettica napoletana e gli strumenti suonati da Moricone in un’atmosfera che vira dal blues al jazz fino a invadere i terreni astrusi della ricerca sonora. Come chiamare altrimenti i gorgheggi fantasiosi della Zamuner che a volte, per amplificate il vibrato, si batte il petto e simula altri strumenti, e le sollecitazioni del basso e del contrabbasso, pizzicati, percossi, stimolati per ampliare al massimo il loro ventaglio espressivo?
Ogni canzone fa ritrovare la memoria del passato e contemporaneamente la fa perdere, modificata com’è a piacimento secondo l’impulso estemporaneo. Il fondamento del jazz infatti è l’improvvisazione e qualsiasi brano o melodia è una semplice linea guida per inventare qualcosa d’altro. Così  brani storici di Gino Paoli e di Enzo Jannacci diventano materia di evoluzioni e di sviluppi jazzistici, esattamente come brani come Summertime di George Gershwin, Carovan di Ellington e Tizol, e My funny Valentine di Rodgers e Hart, nonché due canzoni dello stesso Massimo Moriconi, Nuvole e Solo, generati tutti dalla contaminazione jazz e ugualmente destinate a evolvere dallo scavo profondo alla voglia di giocare, qui e ora, secondo l’estro.

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Succede poi che nel bis finale, a grande richiesta, la Zamuner propone Vacanze romane , una suggestione lirica dei Matia Bazar lanciata al Festival di Sanremo nel 1983, ed è evidente a tutti che  è in grado di dominare qualsiasi genere di canto, perfino quello lirico in quanto dotata di una voce eclettica e performativa che può modulare a suo piacimento, uno strumento con cui può affrontare qualsiasi tipologia di canto.
“Smash the tube – enjoy the music!
“ è il motto adottato dall’Emilia Romagna Festival ovvero: “Spegni il monitor - goditi la musica” MA DAL VIVO, a contatto diretto con gli artisti. Riceverai stimoli ed emozioni che non immagini, come in questa magica serata alfonsinese dove la fantasia si è espressa prepotentemente, accompagnata, come sempre deve essere, da talento e professionalità, aprendo uno dei tanti varchi di accesso al territorio sterminato della musica dove ognuno può trovare la sua dimensione ideale, sempre rigorosamente nel  contatto diretto del “live” da cui nascono le più autentiche e durature suggestioni.

Crediti fotografici: Andrea Rotili per Emilia Romagna Festival
Nella miniatura in alto: la cantante napoletana Emilia Zamuner





Pubblicato il 18 Luglio 2019
Il fisarmonicista accolto con entusiasmo nello spettacolo proposto da Erf
Galliano espugna la Rocca servizio di Attilia Tartagni

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri incombenti e antichi bastioni, si è svolto l’atteso concerto Richard Galliano & Friends che ha azzerato le distanze fra la musica classica e la musica contemporanea. Mai il concerto per violino e  archi “L’estate” di Antonio Vivaldi e quello in La minore per violino e archi di Johann Sebastian Bach sono parsi così attuali,  e mai brani contemporanei come “Jade” e “Opale” composti da  Richard Galliano stesso, e brani di Piazzolla sono sembrati senza tempo.
Semplicemente la musica bella vive in ogni tempo e in ogni spazio. C’è però il ruolo giocato dalla fisarmonica, strumento imponente, concertante, monopolizzante soprattutto quando a riempirla di impulsi sonori è un fuoriclasse come il francese di origini italiane Richard Galliano. Strumento italiano anche nelle origini, evoca danze popolari ed è centrale nella storia del tango e della milonga, ma nelle mani sapienti di Galliano compete con i classici nell’esalare il respiro arcano di  Bach costruendo sublimi architetture che puntano al cielo ed è anche lo strumento che meglio declina il valzer musette parigino e che fluisce con facilità verso il jazz, l’unica dimensione del musicista appena sfiorata in questo concerto. Intanto Galliano, cittadino del mondo,  continua a esplorare la musica, incuriosendosi delle sue forme nuove e studiando i classici.  Oggi  il musette è diventato “New Musette”, un genere proprio di Galliano anche su consiglio di Astor Piazzolla, uno dei suoi maestri, inventore del New Tango.  
La fisarmonica è impegnativa e molto pesante, anche per un singolo concerto, ma Galliano, che l’ha tradita soltanto per un cameo con un’armonica a bocca con tastiera, l’abbraccia come una fedele compagna di vita. Figlio di un fisarmonicista con cui ha pubblicato un metodo per lo strumento, la suona fin da bambino, poi un lungo percorso di formazione alla musica e gli incontri che cambiano l’esistenza con nomi importanti del jazz e quello fondamentale con Piazzolla, che ha monopolizzato l’ultima parte del concerto con la malinconica suggestione di  “Oblivion”  (vincitore di un Grammy Award nel 1993 nella sua declinazione per fisarmonica e archi) e, come fuori programma, l’ossessione sonora di “Libertango”. E’ davvero un’esperienza unica sentire dal vivo Galliano, fusione uomo-strumento certo non unica ma straordinaria.
E’ anche autoironico: «Quanto sarebbe più agevole per me suonare  il violino?». Ma il destino di Galliano e quello della fisarmonica sono irrimediabilmente  intrecciati e nessuno ha fatto quanto lui per valorizzarla e inserirla nell’élite degli strumenti nobili in grado di declinare la musica d’ogni tempo. Polistrumentista, egli la riempie del suo senso musicale e la fa vivere e respirare come un alter ego.

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Galliano dunque è stata la star della serata, con l’ottimo supporto de “I solisti solisti aquilani” costituiti nel 1968 da Vittorio Antonellini e oggi apprezzati a livello internazionale, e con il concorso di Massimo Mercelli, flautista di  fama mondiale, Presidente e Direttore artistico del Erf. E’ stato Mercelli ad aprire con l’ensemble d’archi (due violini, viola, violoncello e contrabbasso) con il brano di Giovanni Sollima “Contrafactus” per flauto e archi in tre movimenti: lento, ritmico, moderato, giocato sulla prassi medioevale della contraffazione e basato su un frammento della venticinquesima variazione delle Goldberg di Bach. E’ ancora Mercelli a introdurre Galliano eseguendo con lui il brano "Jade", composto dall’italo-francese per l’Erf e a lui dedicato, come "Contrafactus". Lasciando la parola a Galliano: «Il primo movimento è un valzer ‘New Musette’, tinto di jazz e di swing. Il secondo, una pavana - metamorfosi di un’antica danza di corte -, esplora il suono soave del flauto basso e l’evocazione poetica di una malinconica melodia parigina. Immaginiamo sullo sfondo le più suggestive vedute di Parigi: Montmartre, le rive della Senna. Il terzo è un movimento perpetuo alla maniera del chorinho (un genere della musica strumentale tradizionale brasiliana) che sfrutta appieno sia il virtuosismo sia il ritmo, e mette in luce tutti i possibili dialoghi tra il flauto e gli archi. Jade è un’ode alla gioia di vivere, all’allegria, alla felicità.»  
Accade così che un concerto spalanchi le porte della percezione e il pubblico, grato,  risponda con ovazioni interminabili.

Crediti fotografici: Vincent Catalana
Nella miniatura in alto: Richard Galliano
Sotto: Galliano con Massimo Mercelli





Pubblicato il 15 Luglio 2019
Il batterista degli indimenticabili Pink Floys al Ravenna Festival con Saucerful of Secrets
Mason il nuovo si radica nel passato servizio di Attilia Tratagni

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini , in particolare con brani estratti da “The piper at the gates of dawn” e da “Saucerful of Secrets” che influenzano tuttora i giovani musicisti pop.
Ma quanto ci sia di popolare nel sound dei Saucerful of Secrets, la band che comprende, oltre al plurireferenziato batterista, Gary Kemp degli Spandau Ballet, lo storico collaboratore Guy Pratt, voce e basso, il chitarrista Lee Harris dei Blockheads e Dom Beken alle tastiere, credo se lo siano chiesti in tanti al concerto del 14 luglio 2019 al Pala De André intitolato “The heartbeat of Pink Flod” che ha chiuso il ciclo dedicato ai grandi batteristi.
Il concerto è fluito fra la musica psichedelica che connotò i Pink Floyd nel mercato discografico britannico degli anni 60-70 e un rock più strutturato e morbido.
Il Progetto di Mason ha preso vita nel  2018, con la costituzione del nuovo gruppo. Il suo intento non era fare un “tributo al passato” bensì riappropriarsi dello spirito dell’era psichedelica della celebre band molto influenzata da Syd Barret, uno dei suoi componenti, che su quel percorso si era perduto.
Saucerful of Secrets, nome del nuovo gruppo, è anche quello del disco datato 1968 in cui la forma canzone sembra svanire perdendosi nei meandri della musica elettronica e nelle derive dello spazio siderale, senza più costrizioni ritmiche e armoniche, con la band lanciata in una stratosfera sonora completamente libera.
Il pubblico dei concerti pop non è quello dei concerti classici e questo si evince tanto dall’abbigliamento casual di tanti giovani con pantaloni corti e bandane, quanto dall’atteggiamento fisico: ci si agita nelle sedie, si alzano le braccia, qualcuno balla (ma il suono psichedelico non è ballabile) e a fine concerto ci si sposta tutti sotto al palco per immortalare con i cellulari i propri beniamini emettendo ululati di gioia a braccia alzate. Tutto questo non si è verificato durante il concerto dove l’entusiasmo è stato contenuto, ma dopo la sua fine, quando il pubblico si è comportato come un bambino, privato del suo giocattolo preferito.
Questo spettacolo deve molto alle luci psichedeliche che ne accompagnano l’evoluzione. Tutto è luminoso a partire dalla batteria di Mason e dai fari a lunga gettata che accarezzano il pubblico con raffiche di colore; il Pala De André è tutto un riverbero di luci mobili policromatiche e dietro la band è di scena la video-art nelle proiezioni che si sfrangiano in macchie di colore, in immagini della band delle origini e in voli di gabbiano, peccato non sapere a chi sono dovute queste meraviglie della tecnologia odierna di cui certo non hanno usufruito i Pink Floyd ai tempi loro.
Anche in virtù di questa esplosione visiva, quando i musicisti hanno abbandonato sul palco gli strumenti,  c’è stato nel pubblico un rigurgito di ribellione, una richiesta forsennata di ripresa e quando è successo si è avuta la misura del doppio binario su cui viaggia il progetto.

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Partita con un brano psichedelico di pura astrazione, la band si è lentamente incanalata in un rock ritmicamente e armonicamente strutturato. Della serie: si può andare sulle stelle, si può viaggiare nel cosmo siderale, ci si può abbandonare ai sogni ipnotici con suoni che navigano a vista, ma poi c’è un ritorno alle realtà, alle radici, alle regole comunque tradite dall’abbandono della forma canzone. Allora si ha la sensazione che la musica diventi una metafora della giovinezza velleitaria e spericolata in cui i più deboli, come Syd Barret, soccombono, e della maturità dove i più forti e longevi si ritrovano come vecchi maestri in cattedra (pardon sul palco) come Nick Mason, sempre strepitoso alla batteria e intrepido nel gong galattico, a trasmettere ai giovani musicisti e agli appassionati l’esperienza, la professionalità e anche lo spirito di ricerca di un nuovo che si radica sempre inevitabilmente sul passato.

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Crediti fotografici: Zani Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il batterista Nick Mason





Pubblicato il 01 Luglio 2019
Il co-fondatore dei Police protagonista di un bel concerto con l'Orchestra Giovanile Cherubini
Stewart Copeland musica senza confini servizio di Attilia Tartagni

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe amalgamata perfettamente alla compagine. La batteria, scelta come strumento protagonista del 30° Ravenna Festival, non ha ancora compiuto cento anni di vita, essendo nata, così come la conosciamo ora, negli U.S.A. intorno al 1920.  Scintillante di piatti e di tamburi, ha focalizzato sguardi e attese fino a che non vi ha preso posto  Steward Copeland, il giocoliere della bacchetta, per raccontare con il suo strumento e l’orchestra la sua carriera prima e dopo i Police di cui fu cofondatore.
Il pubblico del rock e della pop è entrato subito in sintonia con il proprio beniamino interloquendo, oltre che con gli applausi, con le tipiche espressioni del genere. Del resto chi era al Pala De André il 29 giugno 2019 si è trovato ad assistere alla performance non soltanto di un talento assoluto della batteria ma anche di un formidabile comunicatore,  felice di suonare in una città d’arte come Ravenna.
Il concerto ha riservato ai tanti presenti ben più di una sorpresa: a un certo punto  Copeland, quasi si fosse annoiato della solita postazione, scuotendo la zazzera bianca da eterno “Peter Pan”, ha scambiato le sue bacchette con quella del direttore d’orchestra Troy Miller, ex batterista, per dirigere l’orchestra a modo suo, con competenza camuffata da improvvisazione, con risultati ottimi, oltre che divertenti.

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Copeland, infatti, pur avendo l’aria di chi sta sul palco per divertirsi, ha una preparazione musicale solidissima da polistrumentista, dalla tromba al trombone per approdare infine alla batteria, senza parlare del cambio di rotta affrontato dopo lo scioglimento dei Police avvenuto nel 1986.
Ora è un apprezzato compositore e orchestratore. Da comunicatore quale è, Copeland ha tenuto sempre accanto a sé il microfono sia per presentare un brano dopo l'altro, sia per lodare l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini che effettivamente ha dato a ogni canzone, a ogni brano musicale da film o per videogiochi, la stessa dignità di esecuzione. Ancora una volta la compagine orchestrale giovanile creata dal M° Riccardo Muti nel 2004 ha dimostrato di essere cresciuta in competenza e in duttilità, grazie ai direttori che si sono avvicendati sul suo  podio in questi anni, ultimo il M° Troy Miller con la sua impronta tipicamente americana che esprime i colori di un paese multietnico dai molti fermenti sonori.
Copeland ha anche più volte ringraziato Ravenna, il pubblico e l’orchestra giovanile con spericolati approcci in lingua italiana, giungendo a leggere versi di Dante Alighieri.  Se non tutto quello che ha detto è stato compreso, la sua  musica è arrivata sicuramente a tutti, specialmente il trittico dedicato ai Police, ma anche i brani dal film “Wall Street” di Oliver Stone e da “Rusty il selvaggio” di Francis Ford Coppola.
In fondo Copeland desiderava confermare ciò che era stato con i Police e farsi conoscere per ciò che è diventato dopo e c’è riuscito utilizzando la formula della grande orchestra, la più congeniale a un compositore duttile che qualsiasi brano affronti, sia esso per film, balletto o videogioco, si pone semplicemente al servizio della Musica.

Crediti fotografici: Zani - Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto e al centro: il batterista e compositore Stewart Copeland
Sotto: il direttore Troy Miller sul podio dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, con Copeland sullo sfondo





Pubblicato il 23 Giugno 2019
Show del cantautore napoletano, special guests Toni Esposito e Francesco De Gregori
Avitabile a Palazzo San Giacomo servizio di Attilia Tartagni

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli più suggestivi del territorio del quale testimonia le abitudini. La visione del seicentesco Palazzo San Giacomo, residenza estiva dei ravennati conti Rasponi, si manifesta come una stupefacente rivelazione al termine di uno stretto passaggio alberato concepito per carrozze e cavalli.  Sembra un’antica reggia decentrata con chiesa privata per i sacramenti, ma pur possedendo l’estensione dei grandi palazzi nobiliari non ne ha la pretenziosità.  Dietro l’enorme costruzione stilisticamente perfetta ma spartana c’è il grande spazio aperto limitato dall’argine del fiume Lamone che da alcuni anni accoglie i concerti più belli di musica contemporanea e popolare del Ravenna Festival. Non manca uno stand gastronomico di specialità romagnole, molto apprezzato dal pubblico di ogni età che affluisce al concerto come a una scampagnata sotto le stelle, portandosi la sedia o il tappeto sottobraccio.

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In questo contesto Enzo Avitabile ha espresso la sua anima intensamente napoletana, con tante riconoscibili paternità, dalla canzone napoletana d’autore al canto popolare profano e sacro, perché se c’è una città italiana che vanta un patrimonio musicale cresciuto su un’endemica fatica di vivere e su  irrefrenabili esplosioni di sentimento e di gioia quella  è sicuramente Napoli.  Avitabile  ha contaminato le sue radici con la world music, il  jazz fusion, il  soul e con incontri avuti con artisti come James Brown e Tina Turner, miscelando nel proprio sound  elementi diversi ed eterogenei.
Il musicista vive la vita come arte del viaggio e dell’incontro, come conoscenza di luoghi, di suggestioni, di persone che possono contaminare con il corso della vita anche quello della propria musica. Con la sua voce vibrante di emotività, dando fiato al sassofono che pare scavare nel profondo dell’anima, Avitabile racconta viaggi di speranza, migrazioni, mescolanze: il viaggio è nella natura umana, ma il richiamo a Lampedusa ci riconduce alle vicissitudini di chi è spinto a cercare un futuro migliore in paesi lontani e non sempre accoglienti.
La musica non può cambiare il destino degli uomini, ma può confortarli e farli sentire appartenenti alla stessa bandiera perché “L’acqua unisce tutto quello che separa; e il mare, come la musica, è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare”.
Francesco De Gregori sale sull’affollatissimo palco rinunciando a un po’ del suo tradizionale aplomb. “Ogni creatura è  un’isola nel mare”, canta con Avitabile e le loro voci e gli stili quanto mai diversi si fondono in un sentire comune. Lo hanno già fatto nell’album Lotto infinito dove Avitabile duetta, fra gli tanti artisti italiani e stranieri, anche con lui.  Poi “il principe” propone una delle sue canzoni più note e amate, “Generale” ed è subito pathos condiviso. Ma la sua resta un’apparizione e se ne va fra le proteste lasciando di nuovo la scena alla grande banda di Avitabile.
Le percussioni si fanno stentoree con una “tamurriata” del 1300 della tradizione dei contadini napoletani e il pubblico, come tarantolato, si agita davanti al palco, ballando e cantando, sempre più sedotto da questo sound intrigante. E’ un suono inconfondibile, ricco di musicalità e di ritmo che come una magia s’impossessa di tutto il popolo della notte andando avanti per almeno due ore.
Il silenzio che segue è un forzato ritorno alla realtà ma la serata è già scolpita nella memoria con le sua musica travolgente, con le parole che fanno riflettere, con le evoluzioni percussive di Toni Esposito,  con le mazzate dei Bottari di Portico che ritmano con falci e botti come gli antichi contadini, e con la gioia di esistere e di resistere dei fiati di Scorribanda. In questo sound respirano secoli di fatica e inquietudini, abitudini di antiche generazioni, la disperazione dei poveri del mondo senza futuro e dei loro bambini senza cibo e c’è il rumore del mare che richiama speranze e incognite ma anche  vita con le sue limitazioni e le sue insidie e il destino più grande di ognuno di noi: mille suggestioni che si allargano al mondo intero in un grande prato verde sotto le stelle dove l’anima napoletana, quella cosmopolita e quella romagnola per un bel lasso di tempo battono all’unisono.

Crediti fotografici: Roberto Molteni e Silvia Lelli per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: Enzo Avitabile
Al centro: il cantautore con i Bottari di Portico
Sotto: una panoramica di Silvia Lelli a Palazzo San Giacomo






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190909_Bo_00_TeatroDuse_WalterMramorBOLOGNA - La conferenza stampa del 5 settembre riguardante la presentazione della nuova Stagione invernale 2019/2020 del Teatro Duse di Bologna alla presenza tra gli altri del direttore organizzativo Gabriele Scrima e Rossella Fino proveniente dal dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, ha voluto prevalentemente porre in
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Opera dal Centro-Nord
Falstaff versione commedia dell'arte
servizio di Athos Tromboni FREE

190908_Cento_00_Falstaff_CostantinoFinucciCENTO (FE) – Il Falstaff  di Giuseppe Verdi proposto nel cartellone di “Cento – Opera in festa” e allestito dell’Accademia del Bel Canto e dalla Pro Loco di Renazzo, con il patrocinio del Teatro Borgatti, avrebbe avuto come palcoscenico e scenografia naturale il suggestivo parco di Villa Chiarelli. Ma venerdì 6 settembre 2019 il meteo ha fatto decidere diversamente
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Opera dall Estero
Successo per La Dori
servizio di Simone Tomei FREE

190905_Innsbruck_00_LaDori_FrancescaAsciotiINNSBRUCK - "Pietro Antonio Cesti (1623-1669): La Schiava Fortunata ó vero La Dori. Dramma musicale in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni. Prima rappresentazione: Innsbruck, Hoftheater, 1657."
Così si presenta questo lavoro barocco che, a distanza di oltre trecentocinquant'anni, torna "a casa" (al Tiroler Landestheater nel
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Soci Uncalm
Finta giardiniera opera vera
servizio di Athos Tromboni FREE

190903_Ro_00_FintaGiardiniera_PabloMaritanoROVIGO - Avrebbe dovuto essere il "saggio finale" di una masterclass sulla vocalità mozartiana, La finta giardiniera, ma lo spettacolo realizzato dal regista Pablo Maritano, con la preparazione vocale curata dal tenore e docente di canto Fernando Cordeiro Opa realizzato nel Ridotto del Teatro Sociale domenica 1 settembre 2019, si è proposto al numeroso
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Personaggi
Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Opera dal Centro-Sud
Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Centro-Sud
Ecuba, amor filiale amor di patria
servizio di Valentina Anzani FREE

190812_MartinaFranca_00_Ecuba_SestoQuatriniMARTINA FRANCA (TA), 4 agosto 2019 – L’Ecuba di Nicola Antonio Manfroce è, al fianco di Orfeo di Porpora, tra le primizie del 45° Festival della Valle d’Itria: composta nel 1812, è stata ivi eseguita per la prima volta in tempi moderni. Opera risalente al periodo napoleonico, riflette i gusti di importazione francese sia nel soggetto, sia nella forma,
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Centro-Sud
Matrimonio per burla e per amore
servizio di Valentina Anzani FREE

190804_MartinaFranca_00_MatrimonioSegretoMARTINA FRANCA (TA), 3 agosto 2019 – Il principale titolo buffo del 45° Festival della Valle d’Itria è stato Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, spettacolo con regia, scene e costumi di Pierluigi Pizzi, che è risultato molto divertente per il concorso di tutti gli interpreti, molto apprezzati sia sul piano vocale sia sul piano attoriale.
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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Jazz Pop Rock Etno
Galliano espugna la Rocca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri
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Personaggi
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio''
intervista di Simone Tomei FREE

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino
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Ballo and Bello
Les étoiles accendono gli entusiasmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario
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Soci Uncalm
Premio Cappelli a un giornalista: Giacomin
servizio di Athos Tromboni FREE

190715_Rocca_00_PremioCappelli_LucaSaltini_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) – Minacciava pioggia, nonostante le previsioni della vigilia, la sera di domenica 14 luglio 2019 a Rocca, dove nella splendida Piazza Garibaldi erano allestiti il palco e la vasta platea per il conferimento del XXX Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli, organizzato dall’omonima Associazione culturale. Un’ora prima
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Jazz Pop Rock Etno
Mason il nuovo si radica nel passato
servizio di Attilia Tratagni FREE

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini
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Opera dal Centro-Nord
Turandot un bel successo
servizio di Athos Tromboni FREE

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce
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Opera dall Estero
La vitale e pulsante energia del Tell
servizio di Simone Tomei FREE

190713_Orange_00_GuillaumeTell_NicolaAlaimo_phAbadieBrunoORANGE (Francia) - «Io reputo il Guglielmo Tell la nostra Divina Commedia, una vera epopea; né so comprendere come ognuno che ama e coltiva la musica non si prostri innanzi a questa più che sublime, divina creazione, a questo miracolo dell’arte»: così il compositore siciliano Vincenzo Bellini salutava la consacrazione definitiva dell’illustre collega pesarese
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Classica
Inno alla gioia per tutti gli europei
servizio di Attilia Tartagni FREE

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este pronta al via
FREE

190709_Fe_00_MusicaMarfisa_MarcoGulinelliFERRARA - Come ogni anno, ritornano con l'estate anche i concerti di "Musica a Marfisa d'Este" con un calendario di 31 appuntamenti musicali serali (inizio alle 21,15) a partire da giovedì 11 luglio e fino a giovedì 15 agosto 2019. La manifestazione organizzata dal Circolo Frescobaldi è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Teatro Comunale
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Prosa
Il Purgatorio dentro la cittā
servizio di Attilia Tartagni FREE

190709_Ra_00_DivinaCommedia-Purgatorio_GianniPlazzi_phSilviaLelliRAVENNA - Partecipare alla Cantica del Purgatorio trasformata in teatro, nel cuore della città che accolse l’esilio di Dante Alighieri, da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ideatori, registi e guide, è un’esperienza unica in grado di cambiare la percezione della realtà: è la terra di mezzo dove ci si monda dai peccati e si ricomincia, dove si supera il baratro senza
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Ballo and Bello
Le narrazioni danzate di Neumeier
servizio di Attilia Tartagni FREE

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di
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Opera dal Nord-Est
Torna Carmen ma non migliora
servizio di Athos Tromboni FREE

190707_Vr_00_Carmen_DanielOren_FotoEnneviVERONA – La Carmen non ha fatto registrare il tutto esaurito quest’anno alla sua “prima” areniana per il Festival 2019. Pubblico numeroso ma non strabocchevole, un esito quanto meno insolito per quest’opera di Georges Bizet che da sempre è la preferita dei melomani italiani e stranieri, dopo l’Aida di Verdi. Comunque la recita è stata accolta con molto
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Personaggi
Elisabetta Zizzo si racconta
Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe
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Opera dal Centro-Sud
Aida nella suggestione di Caracalla
servizio di Simone Tomei FREE

190706_Rm_00_Aida_DenisKriefROMA - Dopo molti anni, sono ritornato alle Terme di Caracalla, dove ho avuto il piacere di poter assistere alla rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi. Lo scenario è sempre suggestivo e il palcoscenico all’avanguardia, che un tempo ricordavo incastonato fra le antiche rovine romane, oggi si trova qualche metro più avanti proprio per preservare al meglio
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Classica
Il temporale non ferma Krivine
servizio di Attilia Tartagni FREE

190705_Ra_00_OrchestreFrance_EmmanuelKrivine_phZaniCasadioRAVENNA - Quello dell’Orchestre National De France al Pala De André il 3 luglio 2019 è stato un ritorno. Infatti la compagine mosse i primi passi su questo palco nel 1990, diretta dall’indimenticato Pierre Boulez. Sul podio, stavolta, c’era Emmanuel Krivine, figura non propriamente carismatica ma di indiscussa valenza e buona volontà, come
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Opera dal Centro-Nord
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero
servizio di Athos Tromboni FREE

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici
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Nuove Musiche
Goran Bregović 'From Sarajevo'
servizio di Attilia Tartagni FREE

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento
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Vocale
Suoni dall'Abbazia
servizio di Edoardo Farina FREE

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno
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Jazz Pop Rock Etno
Stewart Copeland musica senza confini
servizio di Attilia Tartagni FREE

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe
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Opera dal Nord-Est
Un Trovatore... ritrovato
servizio di Simone Tomei FREE

190629_Vr_00_Trovatore_PierGiorgioMorandi_FotoEnneviVERONA - Correva l'anno 2001 quando, durante il Festival Areniano, andò in scena per la prima volta l'allestimento ideato da Franco Zeffirelli per Il Trovarore di Giuseppe Verdi. Da allora il pubblico veronese ha potuto godere di questa visione, che ritengo quasi "beatifica", per altre cinque stagioni (ben 6, se includiamo anche quella appena inizata). Lo spettacolo
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Prosa
Le parole e il mare
servizio di Attilia Tartagni FREE

190626_Ra_00_LeParoleEIlMare_LinoGuancialeRAVENNA - Ancora uno spettacolo in un neo-luogo del Festival il 24 giugno 2019: “Classis”, inaugurato al pubblico soltanto sei mesi fa, museo archeologico di Classe di Ravenna ricavato dalla ristrutturazione dell'ex zuccherificio inattivo da decenni.  Il palco e la platea sono stati allestiti nello spazio aperto di fronte alla magnifica facciata
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Opera dal Nord-Ovest
Masnadieri una lezione d'oro
servizio di Francesco Lora FREE

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore
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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Jazz Pop Rock Etno
Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Pianoforte
Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara č Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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