Pubblicato il 23 Settembre 2019
Un trimestre fitto di appuntamenti musicali al Torrione San Giovanni di Corso Porta Mare 112
La nuova stagione del Jazz Club servizio di Athos Tromboni

190923_Fe_00_JazzClub_EnricoRava_phRobertoCifarelliFERRARA – Conferenza-fiume per presentare la prima parte del cartellone Ferrara in Jazz 2019-2020, nella nutrita programmazione che va dal prossimo 4 ottobre a fine dicembre. Hanno preso parte alla conferenza stampa, oltre all’assesore alla cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, anche il neo presidente del Jazz Club, Federico D’Anneo, il direttore artistico Francesco Bettini e l’addetto stampa Eleonora Sole Travagli; presenti pure il presidente del Bologna Jazz Festival, Federico Mutti, e il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri che ha fatto un passaggio per salutare operatori e giornalisti poi si è assentato per impegni istituzionali.
Nel discorso introduttivo, l’assessore Gulinelli ha definito il Jazz Club Ferrara un “elemento di eccellenza della vita musicale cittadina” e ha garantito il proprio sostegno e quello dell’Amministrazione comunale a iniziative come quelle che si andavano a presentare perché “il tessuto associativo della nostra città, di cui il Jazz Club come detto è punto di eccellenza, costituisce una ricchezza non trascurabile nella vita culturale di Ferrara”.
Il neopresidente D’Anneo, oltre a ringraziare gli sponsor privati (“ancora troppo pochi rispetto alle potenzialità degli sviluppi culturali e programmazioni esprimibili dal Jazz Club Ferrara” ha tenuto a sottolineare) ha ringraziato sindaco e assessore per il sostegno. Si è detto felice e onorato di essere stato designato di recente a quell’incarico e ha parlato del proprio intento di lavorare per allargare ulteriormente la base associativa del sodalizio, già oggi forte di oltre 3.500 soci iscritti: “… il mio progetto - ha sottolineato - è quello di far entrare ancora più gente nel Jazz Club”.
Infine il direttore artistico Bettini che, premettendo anch’egli l’intenzione di lavorare per allargare a tutto il mese di maggio 2020 il cartellone e di fare qualche concerto anche per l’estate ferrarese, ha illustrato i contenuti del primo trimestre della stagione che avrà la propria apoteosi il 20 e 21 dicembre per un doppio appuntamento con il trombettista Erico Rava e la sua band quando si festeggerà l’ottantesimo compleanno proprio di Rava, il jazzman più famoso d’Italia. Tutte le serate musicali inizieranno alle 21,30.

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LA STAGIONE ECCELLENTE
Venerdì 4 ottobre 2019: Jakob Bro Trio (Jakob Bro, chitarra; Thomas Morgan, contrabbasso; Joey Baron, batteria). Pluripremiato chitarrista e compositore danese, Bro si è formato negli Stati Uniti dove si è subito inserito nella florida scena newyorchese collaborando stabilmente con Paul Motian. Oggi Bro è un affermato bandleader e il suo trio, con Thomas Morgan e Joey Baron, ha più di un lustro di attività alle spalle. Il tutto si traduce in un affiatamento fuori dal comune, capace di produrre visionari dipinti sonori, attingendo da una ricchissima tavolozza timbrica.
Sabato 12 ottobre: Mary Halvorson Code Girl (Amirtha Kidambi, voce; Maria Grand, sax tenore; Adam O’Farrill, tromba; Mary Halvorson, chitarra; Michael Formanek, contrabbasso; Tomas Fujiwara, batteria). Collaboratrice di numerosi progetti di area downtown newyorchese a fianco di Anthony Braxton, Marc Ribot e Tim Berne, Mary Halvorson non cessa di stupire per la fertilità febbrile e l'estrema varietà espressiva che pone in opera nei suoi lavori da leader. Code Girl non è solo il primo gruppo per il quale la Halvorson ha scritto sia le musiche sia le parole, ma è forse quello più riuscito in termini di originalità e di sintesi tra composizione e tensione continua all'improvvisazione.
Sabato 19 ottobre: Joy Brown Quintet featuring Rita Payés & Massimo Faraò (Joy F. Brown, voce; Rita Payés, trombone e voce; Massimo Faraò, pianoforte; Nicola Barbon, contrabbasso; Byron Landham, batteria). Lo spettacolo ruota attorno a Massimo Faraò e alla sua competenza in materia di jazz standards, swing e blues feeling. Non è un caso che Faraò sia tra i musicisti italiani più apprezzati in America e che lì allacci proficue collaborazioni. Ne è testimonianza questo nuovo sodalizio stretto con la giovane trombonista Rita Payés e Joy F. Brown, un’interprete vocale capace di regalare emozioni come solo le grandi cantanti della tradizione afro-americana riuscivano a trasmettere.
Martedì 22 ottobre: Bill Frisell Harmony (Bill Frisell, chitarra; Petra Haden, voce; Hank Roberts, violoncello e voce; Luke Bergman, chitarra baritono e voce). A certi artisti non si può far altro che arrendersi. C'è poco da raccontare, da spiegare. Li si ascolta e li si ama, punto. Senza porre condizioni o veti, senza affannarsi a cercare giustificazioni. Quello che c'è da sapere è tutto lì e arriva dritto e preciso alla testa e al cuore. Quanto espresso trova piena conferma anche nel nuovo progetto Harmony, con tanto di omonimo cd appena uscito per la Blue Note Records, in cui Frisell ci restituisce nella sua totalità la tradizione musicale americana.
Sabato 26 ottobre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: Dena DeRose & The ERJ Orchestra - Tribute To Shirley Horn (Dena DeRose, pianoforte, voce, arrangiamenti; Emilia Romagna Jazz Orchestra: Roberto Rossi, trombone e direzione; Piero Odorici, sassofoni e direzione). Non è un risultato da poco essere considerati “la più creativa e avvincente cantante-pianista dai tempi di Shirley Horn”, ma è esattamente come Joel Siegel del Washington City Paper descrive Dena DeRose. In occasione del concerto al Torrione assisteremo alla prima assoluta del suo omaggio alla Horn: un progetto per cui la stimatissima performer e didatta statunitense ha curato gli arrangiamenti per la neonata Emilia-Romagna Jazz Orchestra.
Sabato 2 novembre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: Dave Douglas & Uri Caine Joy (Dave Douglas, tromba; Uri Caine, pianoforte). Dave Douglas e Uri Caine, tra i maggiori esponenti della scena jazz newyorkese, collaborano in varie formazioni da più di trent’anni. Ora hanno deciso di approfondire il loro legame artistico nell’intima formula del duo, per un concerto che si preannuncia di raffinata bellezza. La musica prevalentemente incentrata su ballads e inni sacri, è densa di sostanza, scorre tutt'altro che in superficie, tende anzi a distillare ogni episodio in una stretta relazione tra i due strumenti.

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Mercoledì 6 novembre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: Bosso – Guidi & The Revolutionary Brotherhood (Fabrizio Bosso, tromba; Aaron Burnett, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Eric Wheeler, contrabbasso; Joe Dyson, batteria). Musicisti dai percorsi personali e dalle predilezioni estetiche molto diverse, Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi dimostrano come nel jazz sia comunque sempre possibile trovare punti in comune sui quali costruire qualcosa di nuovo. Ed ecco servito The Revolutionary Brotherhood, il loro nuovo lavoro discografico a capo di un quintetto che, per andare oltre i loro abituali percorsi, coinvolge tre tra i più interessanti giovani talenti emersi dall'inesauribile scena jazz newyorchese.
Sabato 9 novembre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: Ralph Alessi Quintet (Ralph Alessi, tromba; Jon Irabagon, sax tenore; Andy Milne, pianoforte; Drew Gress, contrabbasso; Mark Ferber, batteria). Esponente di punta della comunità jazz di New York, Ralph Alessi torna al Torrione per presentare la sua ultima fatica discografica, Imaginary Fields (ECM, 2019). Nato oltre una quindicina di anni fa, il quintetto brilla per identità di vedute, densità espressiva e senso dell’architettura compositiva. Unitamente alla perizia esecutiva e improvvisativa dei singoli, della band si apprezza anche la cura negli arrangiamenti e la capacità di pervenire a una riuscita sintesi di molteplici linguaggi.
Sabato 16 novembre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: Aaron Parks Little Big (Aaron Parks, pianoforte e tastiere; Greg Tuohey, chitarra; David ‘DJ’ Ginyard, basso elettrico; Tommy Crane, batteria). Dopo un decennio caratterizzato da svariate collaborazioni, esibizioni pianistiche in solo e in trio e nel gruppo collettivo James Farm, Aaron Parks torna al ruolo di compositore e leader. In continuità con l'estetica del suo celebrato esordio discografico Invisible Cinema, Parks presenta un nuovo lavoro di ricercata creatività, con seducenti melodie e soluzioni timbriche e ritmiche eccentriche, in cui convivono elettronica, afrobeat, impressionismo e rock psichedelico.
Sabato 23 novembre in collaborazione con Bologna Jazz Festival: David Torn Sun Of Goldfinger: (David Torn, chitarra; Tim Berne, sax alto; Ches Smith, batteria). Sun Of Goldfinger rappresenta il grande ritorno di uno dei più rivoluzionari chitarristi della storia del jazz degli ultimi trent’anni, David Torn. Un personaggio difficile da inquadrare per l’incessante e vulcanica vena creativa che lo conduce da sempre a realizzare, instancabilmente, nuovi progetti musicali, colonne sonore per cinema e videogames, loop e samples per software musicali. Non c’è quindi da stupirsi sulla scelta dei compagni di viaggio di Torn, i visionari Tim Berne e Ches Smith.
Sabato 30 novembre: The Bad Plus (Reid Anderson, contrabbasso; Orrin Evans, pianoforte; Dave King, batteria). Con i Bad Plus, il piano trio è entrato nel post-moderno. Vent'anni di brillante carriera che ne hanno fatto un gruppo di culto, campione del cortocircuito tra gli stili. Tuttavia nel 2018 il gruppo cambia direzione: nell'ultimo album Never Stop II è infatti la prima volta in cui si ascolta al pianoforte Orrin Evans e anche il titolo è un chiaro segnale di emancipazione che si collega al precedente Never Stop (2010), primo disco della band basato interamente su composizioni originali.
Sabato 7 dicembre: Chris Potter Circuits (Chris Potter, sassofoni; James Francies, pianoforte e tastiere; Eric Harland, batteria). Nel nuovo progetto Circuits la propensione di Chris Potter al virtuosismo e la sua proverbiale maestria strumentale si sposano con il groove di una ritmica stratosferica che paga un forte tributo all’Africa. Di Harland e della sua versatilità si è parlato più volte, mentre James Francies è tastierista e pianista emergente il cui nome inizia ad affollare i cartelloni dei festival internazionali più à la page. Un lavoro i cui “circuiti” si muovono con disinvoltura tra jazz, R&B ed elettronica.
Sabato 14 dicembre: Paul McCandless & Charged Particles Project (Paul McCandless, sax soprano, oboe e clarinetto basso; Murray Low, pianoforte e tastiere; Aaron Germain, basso elettrico; Jon Krosnick, batteria). Paul McCandless è noto ai più come co-fondatore del leggendario gruppo Oregon, formazione antesignana della fusione di jazz, musica da camera e world music. Sulle sue doti di virtuoso polistrumentista c'è poco da aggiungere, meno conosciuta è invece la sua vena compositiva. Questo suo progetto si basa interamente sul repertorio originale dei suoi storici dischi solisti e lo vede in compagnia dei Charged Particles, una delle band più apprezzate della San Francisco Bay Area.
Venerdì 20 dicembre e Sabato 21 dicembre: Enrico Rava Special Edition 80th Anniversary (Enrico Rava, tromba; Gianluca Petrella, trombone; Francesco Bearzatti, sax tenore; Francesco Diodati, chitarra; Giovanni Guidi, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Enrico Morello, batteria). Il più rappresentativo dei jazzmen italiani in attività festeggia gli 80 anni al Torrione insieme ai musicisti che nell'ultimo decennio gli sono stati più vicini, artisti alla cui crescita ha contribuito attivamente. Enrico Rava non è, infatti, solo un acclamato trombettista e compositore ma anche un grande bandleader e, come tale, un eccellente scopritore di talenti. Un’occasione imperdibile per rendere omaggio alla straordinaria carriera di un autentico poeta del jazz internazionale.

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I LUNEDÌ DEL JAZZ CLUB
L’attualità del linguaggio jazzistico è l’humus di cui si nutre l’apprezzata formula del lunedì del Torrione, che vede esibirsi giovani protagonisti della scena nazionale ed internazionale seguiti da infuocate jam sessions e preceduti dal goloso aperitivo a buffet accompagnato dalla selezione musicale di France, Willygroove, Andreino e Gil Dj. Ecco tutti gli appuntamenti fino a dicembre:
Lunedì 7 ottobre Vernice con Segnosonico (a cura di Eleonora Sole Travagli, realizzata in collaborazione con BilBOlBul, Bologna Jazz Festival e Endas Emilia-Romagna. Inscritta nel progetto “Intrecciare Cultura” patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna). A seguire, Concerto del Miguel Zenón Quartet (Miguel Zenón, sax alto; Luis Perdomo, pianoforte; Matt Penman, contrabbasso; Henry Cole, batteria). Da anni personalità di punta della scena newyorchese, Miguel Zenón, oltre alle collaborazioni illustri a fianco di Charlie Haden e con il San Francisco Jazz Collective, vanta un’intensa attività di bandleader che gli è valsa numerose candidature ai Grammy Awards. Al Torrione, il sassofonista e compositore torna per presentare - corroborato dal rodatissimo quartetto - Sonero: The Music Of Ismael Rivera, progetto dedicato al leggendario cantante portoricano.
Lunedì 14 ottobre: A Flor Da Pele - Chico Buarque tra musica e parole (Daniella Firpo, voce; Gaia Benassi, voce recitante; Daniele Santimone, chitarra; Tiziano Negrello, contrabbasso; Roberto ‘Red’ Rossi, batteria). Ogni brano di Chico Buarque è un piccolo mondo di note e parole: una canzone, una storia. Con Flor Da Pele Daniella Firpo desidera veicolare non solo la musica, ma anche i testi e la straordinaria qualità letteraria del grande maestro. Le canzoni di Buarque, oltreché interpretate dalla Firpo, saranno recitate dall'attrice Gaia Benassi, mentre il trio di straordinari musicisti che le accompagna  contribuirà a sonorità uniche e variopinte.
Lunedì 21 ottobre:  Unscientific Italians Play The Music Of Bill Frisell (Mirco Rubegni e Fulvio Sigurtà,  trombe; Filippo Vignato e Federico Pierantoni, tromboni; Cristiano Arcelli, Piero Bittolo Bon, Francesco Bigoni e Rossano Emili, ance; Alfonso Santimone, pianoforte; Danilo Gallo, contrabbasso; Zeno De Rossi, batteria). Unscientific Italians nasce in occasione di una mini-rassegna dedicata dal Centro D’Arte di Padova all’attività del collettivo El Gallo Rojo. Nonostante la fortunata prima, il progetto è finito in un cassetto per tornare progressivamente a nuova vita, prima riadattando alcuni brani per il repertorio della Tower Jazz Composers Orchestra ed ora riproponendo un organico di undici elementi, co-diretto da Zeno De Rossi, Alfonso Santimone e Francesco Bigoni. La serata avrà anche funzione di anteprima dello show del leggendario chitarrista statunitense, previsto il giorno seguente. Si andrà così a comporre una due giorni in forma di retrospettiva “Friselliana”.
Lunedì 28 ottobre: in esclusiva italiana e in collaborazione con Seven Virtual Jazz Club, David Helbock Solo, recital pianistico. A soli 35 anni Helbock è già considerato un’icona della scena jazz europea. Completata la formazione negli States, inizia a farsi notare a capo del suo trio suonando nei più importanti festival internazionali, raccogliendo crescenti consensi di pubblico e di critica. Ha all'attivo numerosi album per l'etichetta ACT, incluso quello appena uscito in piano solo, dedicato a John Williams, che presenterà in esclusiva italiana a Ferrara. Helbock porterà, con l’irresistibile energia ritmica che lo contraddistingue, la sua arte visionaria al pubblico del Torrione grazie alla collaborazione con 7 Virtual Jazz Club, del cui annuale referendum è stato vincitore dell'ultima edizione.
Lunedì 4 novembre: Simone Graziano Frontal (Dan Kinzelman, sax tenore; Reinier Baas, chitarra; Simone Graziano, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria). Frontal è il quintetto guidato da Simone Graziano, considerato uno dei migliori pianisti e compositori emersi recentemente nel panorama italiano. Il gruppo, completato da altrettanti talenti quali Dan Kinzelman al sax tenore, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria, torna al Torrione con un plus one: il chitarrista olandese Reinier Baas, tra i più rappresentativi musicisti della nuova generazione del jazz europeo.
Lunedì 18 novembre: Barbara Raimondi Singin' Ornette (Barbara Raimondi, voce; Achille Succi, sax alto e clarinetto basso; Stefano Dallaporta, contrabbasso; Enzo Zirilli, batteria). Singin' Ornette, della cantante Barbara Raimondi, è una vera e propria celebrazione del mondo di Ornette Coleman. Trattandosi di un progetto vocale si è dato maggior rilievo al tratto melodico dell'espressività colemaniana, mettendo in luce una vena di cantabilità che raramente appare così caratteristica nella sua musica. Attiva da oltre vent’anni, la Raimondi ha al suo attivo sei cd da solista e vanta importanti collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Pieranunzi, Marco Pereira, Roberto Vecchioni e Peppe Servillo tra gli altri.
Lunedì 25 novembre: Matteo Bortone ClarOscuro Quartet (Adrien Sanchez, sax tenore; Enrico Zanisi, pianoforte; Matteo Bortone, contrabbasso; Stefano Tamborrino, batteria). ClarOscuro, formazione diretta dal contrabbassista pugliese Matteo Bortone, si espande e torna al Jazz Club Ferrara corroborata dalla verve del vulcanico e audace sassofonista francese Adrien Sanchez. Con Zanisi e Tamborrino, Bortone costruisce una musica alle volte intimista ed esplosiva, introspettiva e solare, che si svela poco a poco e lascia intravedere un approccio più malleabile al groove e alla pulsazione. È in questo universo sonoro che s’insinua la ‘voce’ di Sanchez.
Lunedì 2 dicembre: Léandre – Schiaffini Duo (Giancarlo Schiaffini, trombone; Joëlle Léandre, contrabbasso). La contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese Joëlle Léandre è tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine creativa e performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni. Al Torrione dialogherà col trombone di Giancarlo Schiaffini: ideale compagno di viaggio per inoltrarsi lungo sentieri a briglia sciolta.
Lunedì 9 dicembre: Istantanea Ensemble (Tommaso Ussardi, direzione; Filippo Mazzoli, flauto e flauto basso; Daniele D’Alessandro, clarinetto e clarinetto basso; Denis Zardi, pianoforte; Pietro Fabris, violino e viole; Alma Napolitano, violino; Giuseppe Franchellucci, violoncello; Jordi Tagliaferri, percussioni). Composizioni originali di Alfonso Santimone, Piero Bittolo Bon, Beppe Scardino, Achille Succi, Francesco Bigoni, Dimitri Sillato, Denis Zardi, Gioia Gurioli, Domenico Caliri e Matteo Tundo. Istantanea Ensemble nasce al Mercato Sonato di Bologna in seno al progetto Orchestra Senza Spine, con musicisti dediti ai linguaggi musicali contemporanei avente doppia residenza: a Bologna e al Torrione di Ferrara.
L’idea è quella di esplorare composizioni originali legate ai linguaggi della contemporaneità, varcando gli angusti confini dell'accademia e prestandosi anche a imprevedibili cortocircuiti con i mondi dell'improvvisazione, dell'elettronica, della danza, del video, della arti visive e performative, del teatro e della letteratura.
Lunedì 16 dicembre: Ingrid Jensen & Barga Jazz Band - Little Sweet Suite (Marta Raviglia, voce; Ingrid Jensen, tromba; Mirko Rubegni e Andrea Guzzolenti, trombe; Massimo Morganti, trombone; Nico Gori, Alessandro Rizzardi e Rossano Emili, sassofoni e clarinetti; Stefano Onorati, pianoforte; Angelo Lazzeri, chitarra; Paolo Ghetti, contrabbasso; Stefano Paolini, batteria). Il Barga Jazz Ensemble, composto da alcuni musicisti dell’orchestra del Barga Jazz Festival, si avvale di una musicista del calibro e dell’esperienza di Ingrid Jensen per eseguire - in prima assoluta - Little Sweet Suite, inedita composizione del grande trombettista canadese Kenny Wheeler, che ha lasciato un vivido segnale di maturità espositiva, scrittura e personalità in tutta la sua prolifica carriera.
Lunedì 23 dicembre: Slow Gold (Filippo Orefice, sax tenore; Stefano De Bonis, pianoforte elettrico; Stefano Dallaporta, basso elettrico; Andrea Grillini, batteria). I musicisti di Slow Gold, capitanati dal pianista Stefano De Bonis, collaborano insieme in svariati gruppi da molto tempo, condividendo esperienze musicali ed extramusicali. Da queste condivisioni è la nata voglia di ricercare in musica l’equilibrio, la freschezza e l’energia che la sinergia e l’alchimia tra le quattro personalità in questione sprigionano. Il repertorio è il giusto collante che rende solido il loro “campo da gioco”: si va da Elegant People dei Weather Report a Just The Two Of Us di Bill Withers, passando per Alfonsina y el mar di Ariel Ramirez…

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THE TOWER JAZZ COMPOSERS ORCHESTRA
La Tower Jazz Composers Orchestra, formatasi nel 2016, è l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara. L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Unreal Book e The Tower Jazz Workshop Orchestra), portando queste diverse esperienze a una sintesi comune, con una formazione e un repertorio più definiti. Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli oltre venti elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo un repertorio che affianca composizioni originali e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni. Ecco il calendario:
Venerdì 27 settembre al Teatro De Micheli di Copparo; concerto pubblico con incisione del disco.
Venerdì 11 ottobre, Lunedì 11 novembre e venerdì 13 dicembre, concerti al Torrione

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DIDATTICA
01-05 dicembre 2019, diversi orari: da un’idea di Mauro Rolfini, il Jazz Club Ferrara propone Workshop con Joëlle Léandre, seminario di improvvisazione musicale. Una full immersion con Joëlle Léandre, contrabbassista, improvvisatrice e compositrice francese, tra le figure di spicco della scena creativa internazionale. L'originale attitudine creativa e performativa che la contraddistingue l'ha condotta ad esibirsi sui palcoscenici più prestigiosi del mondo con artisti del calibro di Morton Feldman, John Cage, Giacinto Scelsi, Steve Lacy, Anthony Braxton, Fred Frith e John Zorn solo per citarne alcuni.
Per tutte le attività musicali e iscrizioni: info www.jazzclubferrara.com – email jazzclub@jazzclubferrara.com - Per prenotazione cena 331 4323840 (tutti i giorni dalle 12.00 alle 22.00)

Crediti fotografici: Roberto Cifarelli e (dove non citato) Ufficio stampa Jazz Club Ferrara
Nella miniatura in alto: il trombettista Enrico Rava
Sotto: il tavolo della conferenza stampa, da sinistra: il direttore artistico del Jazz Club Ferrara Francesco Bettini, l’assessore Marco Gulinelli, il presidente del Jazz Club Federico D’Anneo e l’addetta stampa Eleonora Sole Travagli
Nelle varie sequenze al centro: Jakob Bro Trio; Mary Halvorson Code Girl; Bill Frisell Harmony; Aaron Parks Little Big; David Torn Sun Of Goldfinger; The Bad Plus; Chris Potter Circuits; Miguel Zenon Quartet; Daniella Firpo e Gaia Benassi; Joy F. Brown; Dena De Rose; Ralph Alessi; Dave Douglas & Uri Caine; Giovanni Guidi & Fabrizio Bosso; David Helbock; Barbara Raimondi; Stefano De Bonis; Ingrid Jensen; Joelle Leandre; Matteo Bortone
Sotto: l’Istantanea Ensemble diretto da Tommaso Ussardi





Pubblicato il 13 Agosto 2019
Affollato concerto a Cesenatico al Teatro all'aperto al Largo dei Capuccini
Noa scrive lettere a Bach servizio di Attilia Tartagni

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante israeliana di origini yemenite, famosa nel mondo per la sua straordinaria vocalità e per l’impegno profuso per la pace, si è confermata in grado di affrontare qualsiasi genere musicale, saldamente radicata nelle sue origini popolari ma con ali che le consentono di volare oltre confini geografici e culturali. Stavolta ha varcato anche i confini temporali, scavando nel repertorio di un maestro assoluto della Musica come Johann Sebastian Bach. Al suo fianco non poteva mancare Gil Dor, chitarrista, compositore e arrangiatore con cui ha un sodalizio artistico che dura da 28 anni e che ha curato i suoi 15 album di successo. Noa ha davvero sorpreso il pubblico presentando l’ultimo album prodotto da Quincy Jones “Noa/Johann Sebastian Bach”, un lavoro a lungo meditato sul genio senza tempo di Bach su cui lei ha inserito testi ritagliati sulla propria interiorità e sulla realtà di oggi.
Noa ha per l’Italia e per la Romagna di cui è stata ospite di frequente una predilezione che ha espresso in apertura di concerto, cantando parole d’affetto e di ringraziamento a margine di una canzone. Carismatica, vera e propria luce del palcoscenico, il collo e i capelli adornati di piccoli gioielli lucentissimi, l’abito lungo color sabbia del deserto, mani fluide come onde marine e corpo mosso da una sorta di danza arcana, Noa ha esordito sottolineando l’amore per la musica mediorientale e per le percussioni su tamburi e tamburelli. Per lei cantare è un atto d’amore con cui diffonde armonia. Canta in sei lingue e il suo stile è eclettico, mossa dalla curiosità per paesi e culture diversi. Il suo nome significa “sorella di pace” e ogni concerto è l’occasione per comunicare i suoi ideali. Accade così che fra una canzone e l’altra tocchi temi importanti come l’emigrazione, ricordando che siamo tutti  migranti, per professione, per sentimento, per guerra o per fame. E per dare forza al ragionamento, intona la canzone di E.A.Mario “Santa Lucia luntana” dedicata ai migranti napoletani diretti in America e la sua voce diventa pura malinconia, struggimento ed evocazione, meglio di una napoletana autentica. Ma è altrettanto vera quando interpreta “Yuma”, dedicata alla nonna yemenita che non c’è più, femminista ante-litteram, percuotendosi il petto secondo un’usanza etnica, ed è evidente che fra una napoletana che si strugge di nostalgia e una yemenita che muore di dolore c’è solo distanza geografica ma l’emozione è la stessa.
Dopo avere stabilito il contatto con il pubblico con alcune canzoni del suo repertorio, Noa passa alla parte più attesa del concerto ispirata da Bach per cui nutre un’ammirazione infinita e che, a suo dire, tante cose fece meglio dei contemporanei, compreso crescere venti figli senza farsi distogliere dalla musica. Ma i tempi e i suoni ovattati del settecento non erano quelli di oggi e i figli di allora non avevano l’ossessione del digitale, non c’erano il femminismo, il riscaldamento globale, l’eutanasia e la difficoltà odierna ad affermare il merito e il talento. I temi che stanno cuore a Noa si sposano bene con le note di Bach che sfidando i secoli sono arrivate a noi e gli arrangiamenti di Gil Dor sono perfetti. Da “The race” a “All of the Angels”, da “Vertigo” a “Oh Mama dear” è un caleidoscopio di ritmi e di idee su musiche che suonano conosciute, fino a “No, baby” in jazz divertente come un gioco ed è evidente che Noa, voce senza tempo, ha trovato in Bach, musicista di tutti i tempi, un’altra chiave per arrivare al cuore delle persone.
L’annuncio della fine del concerto rompe l’incanto. Ai richiami del pubblico Noa torna in  scena per intonare uno dei suoi più grandi successi,  "Beautiful that way" di Nicola Piovani dalla colonna sonora del film premio Oscar di Benigni ed è automatico realizzare che “la vita è bella”, specialmente nel tempo di questo concerto. Poi Noa, in prodigiosa sintonia con Gil Dor, esegue l’Ave Maria di Gounod impreziosendola con una vocalità lirica intensa e ricca di agilità. Così il concerto, dopo avere viaggiato nello spazio e nel tempo, ci riporta alle origini del canto, al suo carattere originale di preghiera.

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Si dice che le canzoni di Noa siano “ponti di pace”. Lo è sicuramente “Look at me”, musica di Bach, parole ispirate a Noa dal lavoro di pacificazione svolto insieme delle donne israeliane e palestinesi. Questo è un momento oscuro, ha detto Noa, in cui sembrano prevalere i conflitti, ma è anche quello in cui le donne emergono come forza di lotta e di cambiamento. Semi di pace Noa ne ha gettati tanti, lanciando messaggi davanti a papi e a capi di stato e facendo della musica un elemento unificante che certamente non può cambiare il mondo, ma può sensibilizzarlo. Il suo saluto al pubblico è un Shalom con infiniti ringraziamenti, invece siamo noi del pubblico ad avere ricevuto da lei un autentico dono.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Emilia Romagna Festival
Nella miniatura in alto e sotto: Noa in concerto





Pubblicato il 06 Agosto 2019
Bellissimo concerto del duo Zamuner-Moriconi nella Biblioteca Comunale di Alfonsine
Dalla canzone... al Jazz servizio di Attilia Tartagni

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con personaggi sconosciuti del proprio mondo è il presupposto per svolte stilistiche e di carriera. Ma lo è anche per il  pubblico a cui può accadere, come ad Alfonsine, di entrare in contatto con uno stile musicale capace di trasformare (e a volte stravolgere) canzoni conosciute caricandole di nuove sonorità e di creare al riguardo una nuova percezione.
Il  concerto “Duet… dalla canzone al jazz” proposto da Emilia Romagna Festival nasce dall’incontro fra la talentuosa ventiseienne cantante napoletana Emilia Zamuner e il bassista e contrabbassista Massimo Moriconi, sessantaquattrenne testimone e protagonista della gloriosa stagione della canzone italiana prima dell’avvento di Internet che ha cambiato radicalmente il mondo della musica devastando l’industria discografica. L’esperienza professionale di Moriconi, esaltata da collaborazioni illustri italiane e internazionali (l’elenco è troppo lungo per riproporlo) ha incrociato lo straordinario talento vocale e la preparazione mirata (laurea quinquennale in jazz con 110 e lode al Conservatorio San Pietro della Majella di Napoli) della Zumaner, vincitrice di vari premi fra cui nel 2016 il concorso Massimo Urbani e nel 2019 unica italiana al “Ella Fitzgerald Competition” di Washington dove si è classificata seconda.
Nonostante il divario generazionale c’è un’intesa perfetta fra i due, che si consuma nel confronto fra la voce dell’eclettica napoletana e gli strumenti suonati da Moricone in un’atmosfera che vira dal blues al jazz fino a invadere i terreni astrusi della ricerca sonora. Come chiamare altrimenti i gorgheggi fantasiosi della Zamuner che a volte, per amplificate il vibrato, si batte il petto e simula altri strumenti, e le sollecitazioni del basso e del contrabbasso, pizzicati, percossi, stimolati per ampliare al massimo il loro ventaglio espressivo?
Ogni canzone fa ritrovare la memoria del passato e contemporaneamente la fa perdere, modificata com’è a piacimento secondo l’impulso estemporaneo. Il fondamento del jazz infatti è l’improvvisazione e qualsiasi brano o melodia è una semplice linea guida per inventare qualcosa d’altro. Così  brani storici di Gino Paoli e di Enzo Jannacci diventano materia di evoluzioni e di sviluppi jazzistici, esattamente come brani come Summertime di George Gershwin, Carovan di Ellington e Tizol, e My funny Valentine di Rodgers e Hart, nonché due canzoni dello stesso Massimo Moriconi, Nuvole e Solo, generati tutti dalla contaminazione jazz e ugualmente destinate a evolvere dallo scavo profondo alla voglia di giocare, qui e ora, secondo l’estro.

190306_Alfonsine_01_EmiliaZamunerMassimoMoriconi_phAndreaRotili

Succede poi che nel bis finale, a grande richiesta, la Zamuner propone Vacanze romane , una suggestione lirica dei Matia Bazar lanciata al Festival di Sanremo nel 1983, ed è evidente a tutti che  è in grado di dominare qualsiasi genere di canto, perfino quello lirico in quanto dotata di una voce eclettica e performativa che può modulare a suo piacimento, uno strumento con cui può affrontare qualsiasi tipologia di canto.
“Smash the tube – enjoy the music!
“ è il motto adottato dall’Emilia Romagna Festival ovvero: “Spegni il monitor - goditi la musica” MA DAL VIVO, a contatto diretto con gli artisti. Riceverai stimoli ed emozioni che non immagini, come in questa magica serata alfonsinese dove la fantasia si è espressa prepotentemente, accompagnata, come sempre deve essere, da talento e professionalità, aprendo uno dei tanti varchi di accesso al territorio sterminato della musica dove ognuno può trovare la sua dimensione ideale, sempre rigorosamente nel  contatto diretto del “live” da cui nascono le più autentiche e durature suggestioni.

Crediti fotografici: Andrea Rotili per Emilia Romagna Festival
Nella miniatura in alto: la cantante napoletana Emilia Zamuner






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Rigoletto dalla semantica alla semiotica
intervento di Athos Tromboni FREE

200111_Fe_00_Rigoletto_AldoSisilloFERRARA – Parliamo delle cose concrete viste nel Rigoletto di Giuseppe Verdi (e di Francesco Maria Piave, librettista, se non di Victor Hugo da cui è tratta la vicenda) andato in scena a Ferrara venerdì 10 gennaio 2020 per l’inaugurazione della stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado: dunque all’inizio il buffone ha la gobba, i capelli rossi e ispidi, il vestito da pagliaccio come da libretto. Ma poi, nel corso della recita, toglie la parrucca di capelli ispidi e mostra una capigliatura normale, di color castano, più vicina a un essere normale che non a un deforme che deve far ridere grazie soprattutto alla propria deformità; si toglie anche il vestito da pagliaccio e la gobba scompare, mostrando al pubblico che la malformazione era posticcia e che lui, Rigoletto, è un uomo senza segni particolari, come uno qualunque dei normali non deformi.
Gilda, sua figlia, è a Mantova «già da tre lune» (cioè da tre mesi), costretta dal padre buffone-padrone a restare chiusa in casa, salvo nei giorni di feste comandate dove può andare «al tempio» per la messa e dove
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Opera dal Centro-Nord
Serse adatto al pubblico moderno
servizio di Attilia Tartagni FREE

200112_Ra_00_Serse_AriannaVenditelli_phAlfredoAnceschiRAVENNA - La stagione d’opera 2020 del Teatro Alighieri si è aperta il 10 e il 12 gennaio portando per la prima volta a Ravenna il Serse,  una delle tante opere scaturite dal genio prolifico di Georg Friedrich Händel, il cui debutto avvenne al  King’s Theatre di Londra il 15 aprile 1738.
Ottavio Dantone al clavicembalo e alla direzione
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Personaggi
Ventre e Simoncini i due Calaf
intervista di Simone Tomei e Angela Bosetto FREE

200110_Pr_00_GiacomoPucciniPARMA - Venerdì 10 gennaio 2020, il Teatro Regio di Parma inaugurerà la Stagione lirica con Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, diretto da Valerio Galli e proposto nell’allestimento del Teatro Comunale di Modena, firmato da Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci) con  costumi di Amélie Haas. Ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata con i
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Echi dal Territorio
La Delfrate e i giovani talenti
servizio di Laura Gatti FREE

200102_Mn_00_ConcertoDiCapodanno_CarlaDelfrateMANTOVA - A pochi giorni dal successo, in un Duomo gremitissimo, del Concerto di Natale diretto autorevolmente dal M° Luca Bertazzi, titolare della cattedra di Musica d’insieme, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “L. Campiani” si è presentata al Teatro Sociale mercoledì 1° gennaio 2020 per il tradizionale “Concerto di Capodanno”.
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Opera dal Nord-Ovest
Ottima la Bohčme tutta colorata
servizio di Simone Tomei FREE

191231_Ge_00_LeonardoSiniGENOVA - Lo stupore, la magnificenza, il brio, l’elettricità che si sprigiona nell’aria non possono lasciare indifferente (se non addirittura a bocca aperta) lo spettatore che entra nella grande sala del Teatro Carlo Felice di Genova per assistere a La bohème di Giacomo Puccini: il pannello che sostituisce il sipario ci offre una già un’anticipazione di quello che sarà la visione dei 
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Opera dal Nord-Est
Una bella Madama Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

191224_Vr_00_MadamaButterfly_FrancescoOmmassini_EnnevifotoVERONA - Con la fine del 2019 volge al termine anche la stagione autunnale della  Fondazione Arena; il percorso di questo “Viaggio in Italia”, iniziato nel mese di ottobre, si conclude con l’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sono quasi trent’anni (precisamente dal 1991) che questo titolo latita dalla sale del Teatro Filarmonico (più volte
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Aida un'apertura kolossal
servizio di Rossana Poletti FREE

191215_Ts_00_KatiaRicciarelliTRIESTE - Teatro Verdi. E' stata una straordinaria doppia apertura della stagione lirica al Verdi di Trieste, quella che ha visto in scena in alternaza la Turandot di Giacomo Puccini e l'Aida di Giuseppe Verdi. Un teatro, che non ha grandi spazi e tecnologie sul palcoscenico, ha dovuto operare su una scena in gran parte comune per i due allestimenti,
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Opera dal Centro-Nord
L' Ernani che traballa
servizio di Simone Tomei FREE

191215_Pi_00_Ernani_AlexandraZabala _phFinottiPISA - Al Teatro Verdi nell’attuale stagione lirica, un allestimento del 1999 incornicia la vicenda dell’Ernani di Giuseppe Verdi; l’autore originario della messinscena è Beppe de Tomasi che propose questa regia per il Teatro Massimo di Palermo ed è qui ripresa da Pier Francesco Maestrini; alle luci Bruno Ciulli mentre le scene ed i costumi sono di Francesco Zito.
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Dischi in Redazione
Sentire l'amore secondo Mirael
recensione di Athos Tromboni FREE

191214_Dischi_00_MiraelCD audio "Sentire l'amore"
MIRAEL
Produzione: Studio Suonamidite (Empoli)
Reperibilità:
www.mirael.it
Ha scelto un nome d'arte - Mirael - che significa «guarda Lui» dove «Lui» è sinonimo di Amore. Così la giovane cantautrice ferrarese Pia Pisciotta si presenta al pubblico con il proprio nuovo (e primo) CD
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Operetta and Musical
My Fair Lady chiude la stagione
servizio di Salvatore Aiello FREE

191209_Pa_00_MyFairLady_NancySullivanPALERMO - Il Teatro Massimo, introducendo al clima delle festività natalizie, ha scelto di concludere la Stagione d’Opera (sarà il prossimo Schiaccianoci a concludere quella del Balletto) col riproporre, dopo lunghi anni, il musical. E’ andato quindi scena My Fair Lady su libretto e testi di Alan Jay Lerner e musica di Frederick Loewe, tratto dal
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Vocale
Figure del femminino al Giglio
servizio di Nicola Barsanti FREE

191201_Lu_00_FigureDelFemminino_RosellaIsola_phAndreaSimiLUCCA - La serata inaugurale della sesta edizione dei Lucca Puccini Days svoltasi presso il Teatro del Giglio di lucca sabato 30 novembre 2019, ha proposto al pubblico un significativo viaggio musicale tutto al femminile. Come già anticipato dal titolo Figure del femminino nel melodramma ottocentesco: un viaggio alla scoperta delle donne nell’opera
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Echi dal Territorio
Concerto di imponente vocalitā
servizio di Attilia Tartagni FREE

191130_Lugo_00_Concerto24Novembre_MarialuceMonariLUGO DI ROMAGNA (RA) - Come da tradizione, il Circolo Lirico Giuseppe Verdi di Lugo si apprestava ad allestire a fine anno un’opera lirica ma la chiusura per lavori del Teatro Rossini lo ha fatto optare per il “Grande concerto lirico” di domenica 24 novembre nella Sala polivalente del Circolo “Gli amici del Tondo” di Lugo, che per inciso è anche sede
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Opera dal Centro-Nord
Belle Nozze disegnate da Gasparon
servizio di Simone Tomei FREE

191126_Li_00_NozzeDiFigaro_JacopoSibariDiPescasseroli_phAugustoBizziLIVORNO - «Questo ritorno dopo quasi due secoli della commedia per musica mozartiana, costituisce il primo capitolo di un progetto tutto toscano, ideato in coproduzione con il Teatro Verdi di Pisa e il Teatro del Giglio di Lucca, dedicato alla riproposta nei nostri Teatri di tradizione della storica Trilogia mozartiana sui libretti di Lorenzo
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Opera dall Estero
Lucia di Lammermoor spettacolare
servizio di Simone Tomei FREE

191119_MonteCarlo_00_LuciaDiLammermoor_OlgaPeretyatko_phAlainHanelMONTE CARLO - «Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia fra le braccia, la lasciava, tornava vicino a lei, sembrava disperato: aveva accessi di collera seguiti da sospiri elegiaci di una dolcezza infinita e le note sfuggivano dalla gola nuda piene di singhiozzi e di baci. Emma si protendeva per vederlo, graffiando con le unghie il velluto
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Opera dal Nord-Ovest
Scala, un nuovo Strauss a Milano
servizio di Francesco Lora FREE

191117_Mi_00_DieAgyptischeHelena_RicardaMerbeth_phBresciaAmisanoMILANO – Un libretto amabilmente sconclusionato di Hugo von Hofmannsthal, dove il mito omerico e il teatro euripideo sono ulteriormente contaminati con il fantastico di una maga, quattro elfi e un’oracolare conchiglia onnisciente. Una musica che su quella drammaturgia senza bussola – un ritratto della psiche all’indomani della prima
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Opera dal Centro-Nord
Trittico pucciniano da applausi
servizio di Simone Tomei FREE

191118_Fi_00_Trittico_DenisKrief_phMicheleMonastaFIRENZE - Era il 22 ottobre 2018 quando fu pubblicato un mio articolo dal titolo Dittico in attesa del Trittico che potete rileggere qui. Eravamo oltre la metà del cammino che vedeva impegnati la Fondazione Lirico Sinfonica di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Dante Alighieri di Ravenna e la musicale casa natìa di Giacomo Puccini incarnata
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Approfondimenti
Trittico Polittico
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

191114_Fi_00_Trittico_GiacomoPucciniFIRENZE - L’idea del Trittico risponde a una tripartizione che, attraverso il verismo brutale (Il tabarro) e un dramma borghese (Suor Angelica), giunge al sollievo di un’ironica tragicomicità (Gianni Schicchi). Proprio come il viaggio fra Inferno, Purgatorio e Paradiso nella Divina Commedia, ci troviamo davanti a una graduale ascesa che, dalla notte, conduce
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Opera dal Centro-Nord
Carmen corale fantasiosa intelligente
servizio di Attilia Tartagni FREE

191111_Ra_00_Carmen_LucaMicheletti_phZaniCasadioRAVENNA - E’ stato un trionfo Carmen, ultimo spettacolo della Trilogia d’Autunno il 10 novembre 2019 al Teatro Alighieri: tutto esaurito, con tanti stranieri, pubblico rapito, stand ovation finale e applausi in corso d’opera, sulla scena una sinergia virtuosa e una macchina teatrale perfetta. Nessuno va escluso da questo successo, a cominciare dal direttore
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Opera dal Centro-Nord
Aida con inter-act Buyuledes
servizio di Attilia Tartagni FREE

191109_Ra_00_Aida_MonikaFalcon_phZaniCasadioRAVENNA - Fra i tre titoli della Trilogia d’Autunno 2019 grande successo ha riscosso Aida di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni (ma quanti suggerimenti dal compositore, quasi alter ego letterario !), una gestazione lunga e contrastata fino alla prima al Cairo nel 1871. Titolo fra i più noti e rappresentati, in cartellone ogni anno all’Arena
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Echi dal Territorio
Essere/non essere dalle parti di Ferrara Off
redatto da Athos Tromboni FREE

191108_Fe_00_FerraraOff_Collezione20192020_GiulioCostaFERRARA - La stagione teatrale dell’Associazione Culturale Ferrara Off, con sede al Centro Culturale Slavich in viale Alfonso I d’Este, ricomincia con trentadue appuntamenti tra teatro, danza, musica, cinema e arte. Una rassegna che si stabilizza, radica e rafforza, quella che da sabato 9 novembre 2019 fino a sabato 21 marzo 2020, porterà in
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Soci Uncalm
In ricordo di Rolando Panerai
redatto da Athos Tromboni FREE

191107_Lastra_00_RolandoPaneraiLASTRA A SIGNA (FI) - L’Associazione Enrico Caruso di Lastra a Signa ha ricordato la recente scomparsa del grande baritono Rolando Panerai (avvenuta a Firenze il 22 ottobre scorso), dedicandogli il tradizionale “salotto musicale” di Novembre. Non poteva essere diversamente visto la statura artistica di Rolando Panerai nel panorama lirico
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Opera dal Centro-Nord
La Norma della Virginia Yeo
servizio di Attilia Tartagni FREE

191106_Ra_00_Norma_VirginiaYeo_phSilviaLelliRAVENNA - Vincenzo Bellini è un rimpianto per tutto ciò che poteva dare alla musica italiana se fosse vissuto più a lungo. Mancato a  trentaquattro anni, ci ha lasciato Norma, dall’omonima tragedia di Louis-Alexandre Soumet, su libretto di Felice Romani, in prima alla Scala di Milano con scarso successo il 26 dicembre 1831, considerata un mito di belcanto
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Eventi
Al via con Turandot di Puccini
redatto da Edoardo Farina FREE

191105_Fm_00_ReteLiricaMarche_PietroRizzoFERMO - Dopo i successi di pubblico e i risultati gestionali estremamente positivi del primo anno di attività, la Fondazione Rete Lirica delle Marche è pronta ad alzare il sipario sulla nuova stagione 2019-2020: inaugurazione il 9 novembre alle 21:00 al Teatro dell’Aquila di Fermo con Turandot di Giacomo Puccini nella versione incompiuta del secolo scorso,
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Opera dall Estero
Tradizione e distinzione alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

19110_Wien_00_MadamaButterfly_KristineOpolais_phMichaelPhonVIENNA – La Staatsoper di Vienna è senza dubbio una roccaforte mondiale del grande repertorio operistico e della sua calcificata tradizione. Ne fa fede l’oleografica Madama Butterfly di Puccini con regìa di Josef Gielen e scene e costumi di Tsugouharu Foujita, un allestimento in ininterrotto servizio dal 1957 e con ben 390 levate di sipario sulla groppa
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Opera dall Estero
Trionfo-bis per lo Strauss di Thielemann
servizio di Francesco Lora FREE

191104_Wien_00_DieFrauIOhneSchatten_NinaStemme_phMichaelPhonVIENNA – In queste pagine si è già dato conto di un’avventurosa recita della Frau ohne Schatten di Strauss alla Staatsoper di Vienna: nella singola data del 6 giugno scorso, (leggere qui) su cinque serate, ben tre primi interpreti avevano dato forfait all’ultimo momento, costringendo nel volgere di poche ore a una disperata ricerca di sostituti,
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Dischi in Redazione
Aires de Espaņa per due
servizio di Simone Tomei FREE

191031_00_CD_BuraniDomene_copertinaNel novero degli strumenti musicali, l’Arpa è senza dubbio uno dei più sensuali ed ammalianti, in virtù di un suono che avvolge l’animo e carezza l’orecchio con una delicatezza quasi paradisiaca. Non solo la sua letteratura musicale regala pagine di indubbio interesse, ma, quando si decide di raddoppiarne la presenza, l’emozione cresce esponenzialmente.
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Classica
Archos Quartet con Sinigaglia e Brahms
servizio di Athos Tromboni FREE

191030_Fe_00_ArchosQuartet_LeoneSinigagliaFERRARA - Pubblico molto meno numeroso del solito, purtroppo, per il concerto dell'Archos Quartet nel Teatro Comunale Claudio Abbado per l'appuntamento organizzato da Ferrara Musica, con il patrocinio del Meis, Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano, e la collaborazione del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara presieduto da Gianluca La Villa.
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Opera dal Nord-Est
Matrimonio segreto... rivelato da Morgan
servizio di Athos Tromboni FREE

191028_Vr_00_MatrimonioSegreto_AlessandroBonatoVERONA - Il ritorno di Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa domenica 27 ottobre 2019 nel Teatro Filarmonico ha colmato un vuoto rappresentativo che si protraeva dal 1911: vero è che Verona ha ospitato questo capolavoro buffo anche nel 1922 (al Teatro Nuovo) e nel 1928 (al Teatro Ristori), ma a memoria di viventi quella del 27 ottobre
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Opera dal Centro-Nord
Carmen assassina. Parliamo dei cast
servizio di Simone Tomei FREE

191024_Fi_00_Carmen_SestoQuatrini_phMicheleMonastaFIRENZE - Ancora Carmen di Georges Bizet nell'allestimento firmato da Leo Muscato (ripreso da Alessandra De Angelis), con le scene di Andrea Belli, i costumi di Margherita Baldoni e le luci di Alessandro Verazzi riprese da Vincenzo Apicella. Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino l'opera in questione è ormai entrata tra i titoli di repertorio
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Opera dal Centro-Nord
Tosca nella Roma lugubre
servizio di Athos Tromboni FREE

191019_Lu_00_Tosca_DariaMasiero_phAndeaSimiLUCCA - Teatro del Giglio gremito per il debutto della stagione lirica 2019/20 con la Tosca di Giacomo Puccini. Dopo i saluti dell'amministratore unico, Giovanni Del Carlo, e del sindaco, Alessandro Tambellini, il nuovo allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con il Goldoni di Livorno ha svelato quel che il regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti
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Classica
Terza e Quinta di Beethoven da Savall
servizio di Athos Tromboni FREE

191017_Fe_00_LeConcertDesNationsJordiSavallFERRARA – Teatro Comunale Abbado gremito per la serata dedicata interamente a Beethoven; erano di scena Jordi Savall (passato per l'occasione dalla viola da gamba alla bacchetta) e la sua orchestra, Les Concert des Nations, impegnati nell’esecuzione della Sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore op.55 "Eroica" e della Sinfonia n.5 in Do minore op.67 e
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