Pubblicato il 27 Ottobre 2018
Il lavoro di Rattigan ŦThe deep blue seaŧ ha inaugurato la stagione di prosa del Teatro Abbado
Profondo blu per Hester servizio di Athos Tromboni

181027_Fe_00_TheDeepBlueSea_LucaZingarettiFERRARA - Ma chi sarà quella morettina che rende bella, ancor più bella, la canzone Sognami di Biagio Antonacci? Era una domanda che mi ponevo nel 2007 quando uscì in videoclip proprio Sognami, canzone molto suggestiva in un periodo in cui si "scaricavano" ininterrottamente i filmati sul computer di casa trafficando in internet. Il videoclip non portava titoli di testa o di coda che specificassero gli attori coinvolti dal Biagio per la canzone.
Eppure quella morettina a cui il cantante rivolgeva il proprio invito, mi restò impressa nella memoria, più del Biagio e delle sue note. Due anni più tardi scoprii chi fosse quella morettina, vedendo il film di Pupi Avati, Gli amici del Bar Margherita (lo confesso, sono un cultore dei film di Avati): era Luisa Ranieri, che dava voce e soprattutto corpo al personaggio di Ninnì, napoletana senza tanti scrupoli trapiantata a Bologna, dove faceva l'insegnante di pianoforte al nonno del protagonista principale del film.
La carriera della Ranieri era decollata, cinema, fiction e conduzioni televisive; buoni ultimi le quattro partecipazioni da protagonista a film e fiction che mi sono piaciute molto: la Maria Callas di Canale 5, la Luisa Spagnoli di Rai 1, il film Napoli velata di Ferzan Ozpetek in un ruolo affiacatore della protagonista, e infine un capolavoro della fiction, La vita promessa, quattro puntate intensissime trasmesse poche settimane fa da Rai 1, visibile anche adesso attraverso il servizio RaiPlay.
Quanto premesso ha solleticato molto la mia attenzione critica a teatro, quando il 25 ottobre 2018 proprio Luisa Ranieri era la protagonista dello spettacolo The deep blue sea (Il profondo mare blu), testo collaudato del commediografo inglese Terence Rattigan che ha inaugurato il cartellone di prosa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara.
La Ranieri in scena, viva, dal vivo, e non dietro la telecamera o la cinepresa. Come dire, le emozioni qui e subito. Diretta dal marito Luca Zingaretti.
La trama del lavoro di Rattigan è quanto mai scontata: Hester (Luisa Ranieri) ha lasciato il marito William (Luciano Scarpa) che è un giudice influente dell'Alta Corte, per mettersi con lo squattrinato e disoccupato Freddie (Giovanni Anzaldo) più giovane di lei; ha scelto l'amore, ma Freddie, ex collaudatore di aerei e dedito all'alcool, si dimentica di lei il giorno del compleanno e preferisce stare dapprima su un campo da golf a intessere (secondo lui) relazioni per fare "affari", poi a zonzo per i bar della città.
Hester è talmente delusa che tenta il suicidio col gas, ma non avendo messo ella uno scellino nel contatore, l'erogazione del gas si blocca; per facilitare il trapasso, lei aveva anche ingoiato un numero imprecisato di calmanti, che la fanno addormentare, stesa davanti al fornello.

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Il corpo sul tappeto viene scoperto dalla padrona di casa Mrs. Elton (Alessia Giuliani) e dai coniugi Ann (Maddalena Amorini) e Philip (Flavio Furno), i quali chiamano immediatamente un medico radiato dall'albo per ragioni che non si sa, anche lui inquilino del palazzo, così l'ex dottor Miller (Aldo Ottobrino) interviene, le fa un'iniezione e una lavanda gastrica e lei ritorna in sé.
Poi arriva a casa Freddie e si scatena il litigio fra lei e lui. Ma i due si amano, nonostante tutto, e le argomentazioni reciproche diventano il succo di una situazione paradossale, anche perché giunge più volte l'ex marito William che vorrebbe riportare a casa la moglie, perdonarla, continuare ad averla accanto. Hester non cede alle lusinghe dell'ex marito a cui chiede ripetutamente il divorzio. Poi giunge la notizia che lo squattrinato Freddie è stato assunto come collaudatore d'aerei da una ditta della Carolina del Sud, Stati Uniti. Dovrà lasciare subito l'Inghilterra, ma rifiuta di portare con sé Hester, vuole lasciarla, come aveva confidato anche all'amico Jackie (Giovanni Serratore). E così a Hester non rimane altro che preparare la valigia di Freddie, con fredda determinazione, dopo un addio commovente dei due amanti.
Lei non si suiciderà più, come si era ripromessa, anche perché le entrate improvvise della signora Elton e dell'ex medico Miller la costringono a non farlo.
Il dramma rispetta la regola aristotelica (unità d'azione, di tempo e di luogo), perciò fila via in maniera quasi frenetica fra entrate e uscite improvvise dei vari personaggi e momenti di solitudine della protagonista.
Luisa Ranieri è bravissima anche dal vivo, nella prosa; la sua intepretazione è vissuta, il personaggio la stimola; c'è un momento che testimonia le qualità artistiche di questa donna, quando al verificarsi dell'ennesimo paradosso Hester scoppia in una lunga risata, grassa, cristallina, che piano piano si trasforma in pianto: è un passaggio che la Ranieri affronta e risolve con una capacità straordinaria, da grande attrice che sa di dover fingere ma non finge.
Altra citazione la voglio riservare a Ottobrino: nei panni dell'ex medico Miller, egli fa del cinismo realistico la dottrina del proprio credere: disillusione, senso pratico, ironia e scontrosità del personaggio consentono ad Ottobrino una prova veramente maiuscola.
Bravi tutti, comunque, anche Luca Zingaretti che disegna una regia che va oltre l'espresso del testo facendo ben capire anche quale era il climax dell'Inghilterra anni '50 del Novecento e quali le differenze di censo fra la middle-class (Hester, William, Miller) e la classe popolare bratannica (tutti gli altri personaggi). Hanno contribuito al successo pure le scene d'epoca di Carmelo Giammello, i costumi d'epoca di Chiara Ferrantini e le bellissime luci di Pietro Sperduti.
Applausi calorosi e prolungati per tutti al termine dello spettacolo, con più chiamate anche a sipario chiuso.

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Crediti fotografici: Anna Camerlingo e Ufficio stampa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: l'attore Luca Zingaretti regista in
The deep blue sea
Al centro: Luisa Ranieri in un atteggiamento del personaggio di Hester
Sotto: ancora la Ranieri con Luciano Scarpa (William)





Pubblicato il 24 Maggio 2017
Il Teatro Comunale Claudio Abbado sarā aperto anche durante i lavori antisismici
Ferrara presenta la nuova Stagione di Prosa servizio di Athos Tromboni

170524_Fe_00_Prosa_MariaPaiatoFERRARA - È stata presentata oggi la stagione di prosa 2017/18 del Teatro Comunale Claudio Abbado, dieci titoli "più uno". Alla conferenza stampa sono intervenuti Roberta Ziosi (presidente del teatro), Marino Pedroni (direttore artistico), Massimo Maisto (vicesindaco e assessore alla Cultura) e Horacio Czertok del Teatro Nucleo, regista, animatore e responsabile dello spettacolo "più uno" realizzato nell'ambito del programma voluto dal Coordinamento Regionale Emilia Romagna Teatro Carcere.
Nel suo intervento di saluto, la Ziosi ha ricordato che la prossima stagione coinciderà in parte con i lavori di messa in sicurezza post-sisma del Teatro Comunale Claudio Abbado «... non perché adesso non siamo in sicurezza, ma saranno fatti lavori per rendere ancora più sicuro il teatro, per dargli cioè una struttura antisismica»: i lavori dureranno un anno, secondo le previsioni, ma prima dell'inizio della nuova stagione saranno disponibili sia la sala grande (platea e palchi) sia il palcoscenico; per il Ridotto ci saranno invece tempi più lunghi.
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Nel suo commento a commiato della riunione, il vicesindaco Maisto ci ha tenuto a ringraziare tutta la città, associazionismo, persone singole, operatori economici, che hanno consentito la raccolta di 400 mila euro destinati proprio alla ristrutturazione antisismica del complesso di Rotonda Foschini-Corso Martiri della Libertà. Maisto si è detto anche soddisfatto dell'incremento del pubblico della prosa nella passata stagione, sia per quanto riguarda il cartellone principale, sia la rassegna del Teatro Ragazzi fatta in collaborazione con le scuole.
Marino Pedroni ha poi illustrato il bel cartellone della prosa 2017/18 commentando anche lui come «... la stagione di prosa - da sempre - sia attesa dal pubblico della città con particolare interesse e che di anno in anno dimostra di sapere attrarre un numero via via più consistente di spettatori: un migliaio in più i biglietti serali della passata edizione e un centinaio in più gli abbonamenti ...» dicendosi fiducioso che anche nella prossima stagione il pubblico ferrarese risponderà positivamente.
Intervenendo nel merito degli spettacoli proposti, il direttore ha detto che da tempo il cartellone della prosa non
appariva a un primo sguardo così omogeneo: da Shakespeare a Feydeau, da Palazzeschi  a Dürrenmatt, da Michele Serra a Umberto Eco, la stagione è un omaggio alla inesauribile capacità del teatro di rinnovarsi per avvicinarsi alla sensibilità contemporanea, e nello stesso tempo alla capacità di raccogliere, partendo da forme artistiche “altre” - prima fra tutte la forma del romanzo -, preziose occasioni per quella riflessione “condivisa” che solo nel rapporto tra artisti sulla scena e pubblico in sala si può concretizzare.
La stagione 2017-2018 del Teatro di Ferrara presenta, da questo punto di vista, una proposta di grande interesse, basata sulla sapienza di registi e interpreti eccellenti che, tassello dopo tassello, sapranno «... arricchire la quotidianità di ogni spettatore di un divertimento inaspettato o di impreviste fonti di conoscenza.»
Primo appuntamento del cartellone è Lacci (26-29 ottobre 2017), in cui si rinnova il sodalizio tra Domenico Starnone e Silvio Orlando. Dopo il successo ottenuto con La scuola, l’autore rielabora per la scena un suo recente romanzo di successo in cui la vita di coppia si snoda - grottesca e  malinconica - in un susseguirsi di tradimenti e complicità.
Un processo analogo è quello che ispira Father and Son (12-14 gennaio 2018), scritto da Michele Serra a partire da suoi romanzi Gli sdraiati e Breviario comico. Lo spettacolo, che mette in scena il complesso rapporto che si instaura fra padri e figli, è costruito attorno ad un interprete di carisma come Claudio Bisio, accompagnato in scena da due musicisti.
Il tema della riscrittura ritorna con Sorelle Materassi (16-18 febbraio), testo di Ugo Chiti ispirato all’opera di Aldo Palazzeschi, che vede protagoniste assolute tre “prime donne” come Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati, e in Il nome della rosa di Umberto Eco (8-11 marzo), per la prima volta portato sulle scene grazie all’adattamento che ne ha fatto Stefano Massini. Lo spettacolo, frutto di una produzione che vede affiancati i Teatri Stabili di Torino e Genova, si avvale di un cast ricco di nomi importanti: ricordiamo tra tutti, Eugenio Allegri, Renato Carpentieri e Luca Lazzareschi.

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In questo ventaglio di proposte si inseriscono ancora sia la giocosa e acuta rivisitazione di Feydeau che fa la giovane compagnia Il Mulino di Amleto in L’albergo del libero scambio (19-21 gennaio), sia le riletture di Shakespeare condotte da registi di differenti generazioni: Giorgio Barberio Corsetti (Re Lear dal 26 al 28 gennaio) e Jurij Ferrini (Misura per misura dal 12 al 15 aprile), entrambi mossi dall’idea della centralità del teatro nella formazione dell’esperienza.
Un discorso a parte va dedicato a Play Strindberg (17-19 novembre 2017) dove il testo di Strindberg, Danza macabra, si rinnova nella forza della scrittura di Dürrenmatt (traduzione di Luciano Codignola). Attori di  qualità indiscutibile come Maria Paiato, Maurizio Donadoni e Franco Castellano danno vita ai tre protagonisti del triangolo amoroso, mentre la regia è affidata a Franco Però.
Non si sottrae all’esigenza di confrontarsi con linguaggi diversi neppure la nuova drammaturgia. Valerio Binasco porta in scena il bel testo del giovane Igor Esposito, Come stelle nel buio (15-17 dicembre) affidando il ruolo delle due sorelle in perenne conflitto a Isabella Ferrari (per la prima volta ospite del Teatro Comunale di Ferrara) e Iaia Forte.
Marco Martinelli ed Ermanna Montanari con il Teatro delle Albe presentano Va’ pensiero (23-25 marzo): riflessione su ciò che è rimasto nel nostro paese delle speranze risorgimentali.
Anche nella nuova stagione non viene meno l’impegno del Teatro Comunale di Ferrara nel proporre al pubblico occasioni di incontro e approfondimento con progetti realizzati anche in collaborazione con associazioni culturali della città. Oltre agli incontri con gli artisti ospiti in programma nel corso della stagione e al progetto di attività formative per gli studenti delle scuole superiori realizzato dalla Biblioteca del Teatro, vanno in questa direzione gli appuntamenti a cura degli Amici della Biblioteca Ariostea e del Centro Documentazione Donna, che saranno presentati in autunno.

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Al termine della stagione sarà infine riservato uno spazio significativo all’esperienza laboratoriale condotta dal regista Horacio Czertok nell’ambito del progetto regionale Stanze di Teatro Carcere. L’11 maggio 2018 sul palcoscenico del Teatro Comunale, i detenuti attori del Carcere Circondariale di Ferrara presenteranno Ascesa e caduta degli Ubu, spettacolo prodotto dal Teatro Nucleo, frutto del progetto formativo di promozione, produzione e ricerca teatrale curato dal Coordinamento Teatro Carcere della Regione Emilia Romagna nel biennio 2016/2018.
Abbonamenti in vendita dal 24 maggio al 23 giugno - info: www.teatrocomunaleferrara.it

Crediti fotografici: Ufficio stampa Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: l'attrice Maria Paiato, ferrarese, protagonista del secondo titolo in cartellone (Play Strindberg)
Sotto in sequenza: il vicesindaco Massimo Maisto, il direttore Marino Pedroni e la presidente Roberta Ziosi; più sotto, Silvio Orlando cui è affidata l'apertura della stagione (Lacci) e Claudio Bisio personaggio di richiamo con il suo spettacolo (Father and son)
Al centro: gli attori del Mulino di Amleto che metteranno in scena un classico di Georges Feydeau: L'albergo del libero scambio
In fondo: uno degli spettacolo più attesi, Sorelle Materassi, con Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati





Pubblicato il 18 Marzo 2017
Lo spettacolo di Neri Marcorč con canzoni di De Andrč e testi di Pasolini fa il pienone
Quello che ho e che non ho servizio di Athos Tromboni

170318_Fe_00_QuelloCheNonHo_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La stagione di prosa del Teatro Comunale "Claudio Abbado" si è conclusa con Quello che non ho, un affresco in forma di teatro canzone portato in scena da Neri Marcorè.  L'attore e cantante marchigiano è partito dal repertorio di Fabrizio De Andrè per raccontare, fra sottolineature grottesche e civile indignazione, piccole storie quotidiane che mettono a nudo le tante facce della nostra società. Al repertorio di De Andrè erano accostati testi di Pier Paolo Pasolini, che lucidamente aveva visto e raccontato in alcuni suoi libri l’avanzare di una "nuova orrenda preistoria", in grado di minare politicamente ed eticamente la società contemporanea.
Giorgio Gallione, che firma drammaturgia e regia  dello spettacolo, scrive sul programma di sala: «Raccontiamo storie di sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità, rilette con un filtro grottesco, ghignante e aristofanesco. Con Quello che non ho, titolo tratto da una celebre canzone del cantautore genovese, l’obiettivo è ripensare al nostro recente passato filtrandolo con le intuizioni di due grandi uomini di cultura che hanno saputo indagare con profonda onestà intellettuale quegli anni e capire se, e come, il nostro mondo oggi è cambiato.»
In scena, assieme a Marcorè, c'erano anche tre chitarristi cantanti dal talento virtuosistico: la bionda Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini.
I quattro si muovevano canzone dopo canzone, assumendo pose e occupando sedie disseminate qua e là,  come se obbedissero alla precisa intenzione di fare della dinamica scenica la parte più propriamente visiva delle performance. E quando Neri Marcorè cantava le canzoni di Faber, gli altri facevano il coro oppure il controcanto. Una saggio di perfezione estetica, se si considerano il movimento scenico, la bellezza delle esecuzioni musicali e gli arrangiamenti per quattro chitarre e voci.
Brani come Se ti tagliassero a pezzetti, oppure la stessa Quello che non ho, insieme a Khorakhané e a canzoni in dialetto gallurese e napoletano tratte dall'album Le Nuvole sono ormai repertorio classico del pop impegnato italiano e non sbilanciano né in eccesso, né in difetto le crude considerazioni pasoliniane sullo status orribilis della modernità, il cinismo della modernità, l'alterigia della modernità.

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Perché si parli dell'inquinamento della terra dei fuochi o della proliferazione dei cancri nell'urbe tarantino, oppure si porti alla memoria lo sfruttamento degli operai-schiavi costretti nelle miniere del Congo a estrarre il Coltan, un minerale indispensabile ai nostri telefoni cellulari e smartphone, oppure si denunci il disprezzo verso gli zingari da non provare pietà per i loro bambini morti tragicamente, o si enumerino altre inumane situazioni, tutto si materializza, secondo Marcorè e il suo drammaturgo, come inventario di quello che ho, esatta copia in negativo di quello che non ho quale cittadino italiano, occidentale, cristiano.
La critica è radicale, estremista, non lascia spazio ad attenuanti, né generiche, né circostanziate. E il pubblico, che gremisce il teatro in ogni ordine di posti, applaude. Tutti ambientalisti al Teatro Abbado quella sera? Tutti di sinistra? O tutti Grilli?
Ecco, questo (al di là dell'estetica) è il debole di tale comunicazione etica, se comunicazione etica quella di Marcorè voleva essere: un "vigoroso generico" che rischia il qualunquismo, un catastrofismo che vuole indignare insistendo sulle piaghe dell'emozione, un messaggio provocatorio e tutto sommato inefficace.
"La vita si sconta vivendo" dice Ungaretti; perché alle alternative tanto radicali quanto aleatorie si può opporre solo e unicamente il realismo del possibile. E perché "non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni..." (citando, noi, Francesco Guccini, L'Avvelenata).

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara
Nella miniatura in alto: Neri Marcorè
(recita del 17 marzo 2017)






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Ballo & Bello Operetta & Musical Musiche di Scena Prosa


Parliamone
Il viaggio di Roberto. Parliamone
intervento di Athos Tromboni FREE

181223_Fe_00_IlViaggioDiRoberto_GuidoBarbieriFERRARA - Su quale realtà italiana storicamente accertata si innesta Il viaggio di Roberto scritto da Guido Barbieri e musicato da Paolo Marzocchi? La recensione dello spettacolo la si può leggere qui (servizio di Attilia Tartagni dal Teatro Alighieri di Ravenna). A me preme, in questo Parliamone, focalizzare giornalisticamente la realtà storica e il momento più alto dell'antisemitismo (o meglio, del razzismo) italiano che approvò le infami leggi razziali del 1938 e organizzò di conseguenza il rastrellamento degli ebrei e la reclusione nei campi di concentramento italiani nell'anno cruciale 1943 e fino alla data di approvazione del cosiddetto "ordine del giorno Grandi" del 25 luglio: nel maggio di quell'anno il neoministro delle Corporazioni, Tullio Cianetti, approntava e faceva approvare un Regio Decreto Legislativo che all'articolo 1 diceva: «Il Ministero per le Corporazioni in relazione ai compiti ad esso spettanti in base al Testo Unico delle leggi sulla disciplina dei cittadini in tempo di guerra ...
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Convincente Meoni nel Nabucco
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Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
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Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
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Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
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Opera dal Centro-Nord
La bella Cenerentola della Iervolino
servizio di Simone Tomei FREE

181113_Fi_00_Cenerentola_TeresaIervolino_phMicheleBorzoniFIRENZE - Scrivevo nell'estate del 2017 dopo la visione della Cenerentola di Gioachino Rossini nel cortile di Palazzo Pitti: «... Un nuovo allestimento volto alla tradizionalità, ma al contempo non tradizionalista, che porta la firma della regista Manu Lalli; un allestimento che vede in campo una scenografia piuttosto semplice, ma funzionale curata da Roberta
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Opera dal Centro-Nord
Mosč in Egitto grande spettacolo
servizio di Simone Tomei FREE

181111_Pi_00_MoseInEgitto_FrancescoPasqualettiPISA - “Rossini 150” anche al Teatro Verdi che ha scelto il titolo del Mosè in Egitto per dare il via alla stagione lirica 2018-2019 anche se in realtà un primo abbrivio si era già consumato con l’allestimento di The Beggar’s Opera, ballad-opera di John Gay e Johann Christoph Pepusch. Si celebra dunque anche in riva d’Arno un omaggio al Cigno di Pesaro
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni con Max e Ellade
servizio di Athos Tromboni FREE

181109_Vigarano_00_Gruppo10_MaxChiarellaVIGARANO (FE) - La serata in ricordo di Federico ‘Chico’ Franchella, già presidente del Gruppo dei 10, e Antonio Fogli, socio, amico, e storico gestore del Bar Ragno di Comacchio, si è svolta al ristorante ‘Spirito’ di Vigarano Mainarda ieri, 8 novembre. Scomparsi entrambi da pochi mesi, furono anima e cuore della rassegna “Tutte le direzioni” che
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Libri in Redazione
Eroine rossiniane regine e vincenti
recensione di Athos Tromboni FREE

181108_Libri_00_RobertaPedrotti-LeDonneDiGioachinoRossini_Roberta Pedrotti
Le donne di Gioachino Rossini - Nate per vincere e regnar
Odoya Editore - giugno 2018, pagg. 416, euro 22
La Pedrotti è musicologa, critico musicale, fondatrice e direttrice responsabile della rivista on-line L'ape musicale. Questo libro, che reca una toccante prefazione di 
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Classica
Il Trio di Parma fa il pienone
servizio di Edoardo Farina FREE

181106_Fe_00_TrioDiParma_EnricoBronziFERRARA - Prosegue la stagione 2018/2019 di Ferrara Musica presso il Teatro Comunale Claudio Abbado; dopo gli entusiasmanti concerti  per opera della European Union Youth Orchestra e Kammerchor Stuttgart Hofkapelle, appuntamento inedito con uno dei più prestigiosi  ensemble  cameristici italiani, il Trio di Parma, preceduto
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Eventi
Tutte le Direzioni in Falltime 2018
redatto da Athos Tromboni FREE

181103_Fe_00_TutteLeDirezioni2018_GaetanoRiccobonoVIGARANO MAINARDA (FE) - Torna come ogni anno la rassegna musicale d'autunno del Gruppo dei 10, l'ormai proverbiale Tutte le direzioni in Falltime: il ciclo di concerti nell'accogliente sala del ristorante-music hall "Lo Spirito" di Vigarano Mainarda (in via Rondona 11d) partirà giovedì 8 novembre prossimo e proseguirà fino alla fine dell’
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Ballo and Bello
Schubert contro Gershwin in danza
servizio di Annarosa Gessi FREE

181031_Fe_00_EnricoMorelliFERRARA - Il terzo spettacolo del nuovo cartellone di danza del Teatro Comunale Claudio Abbado ha visto in scena la compagnia MM Contemporary Dance Company impegnata in due coreografie intitolate Schubert Frames (musica di Franz Schubert) e Gershwin Suite (musica di George Gershwin e Stefano Corrias).
Due lavori molto
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Opera dal Centro-Nord
Deserto sull' Elisir
servizio di Simone Tomei FREE

181030_Li_00_ElisirDAmore_TatsuyaTakahashi_phAugustoBizziLIVORNO - La produzione di L'elisir d’amore di Gaetano Donizetti ha dato il via alla stagione lirica 2018-2019 al Teatro Goldoni; questo titolo mancava dalla città labronica dal 1929 ed in questo 2018 riappare nella sua versione integrale. L’opera è stata coprodotta dal Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e dal Teatro Sociale di Rovigo e con
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Eventi
Sei titoli non era mai successo
servizio di Athos Tromboni FREE

181030_Fe_00_StagioneLirica_PaoloMarzocchiFERRARA - Solita partecipata conferenza stampa per la presentazione della stagione lirica del Teatro Abbado: oltre i giornalisti locali, erano in sala anche i dirigenti di numerose associazioni culturali della città, che sono il tessuto connettivo del pubblico ferrarese interessato all'opera. Il cartellone di sei titoli, mai così tanti negli ultimi vent'anni
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Opera dal Centro-Nord
Hey Gio' con Le Villi
servizio di Simone Tomei FREE

181030_Fi_00_HeyGioLeVilli_VittorioMontalti.jpegFIRENZE - Un audace accostamento quello che si è visto all’inaugurazione della stagione lirica 2018-2019 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una ricerca di dialogo tra il presente, un passato prossimo ed  un passato remoto. L’opera del compositore contemporaneo Vittorio Montalti, Hey Gio'..., vuole essere un ricordo ed un omaggio
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Vocale
Gelmetti per un eccellente Stabat
servizio di Simone Tomei FREE

181028_Fi_00_StabatMaterRossini_GianluigiGelmettiFIRENZE - Il genio di Gioachino Rossini, scevro dagli impegni verso il Teatro d'opera da cui si era accommiatato anni prima, e la sequenza religiosa attribuita a Jacopone da Todi sono stati la materia prima con cui è stata confezionata la serata di apertura della XXXVIII stagione concertistica dell'Orchestra Regionale Toscana (ORT) al
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Prosa
Profondo blu per Hester
servizio di Athos Tromboni FREE

181027_Fe_00_TheDeepBlueSea_LucaZingarettiFERRARA - Ma chi sarà quella morettina che rende bella, ancor più bella, la canzone Sognami di Biagio Antonacci? Era una domanda che mi ponevo nel 2007 quando uscì in videoclip proprio Sognami, canzone molto suggestiva in un periodo in cui si "scaricavano" ininterrottamente i filmati sul computer di casa trafficando in internet. Il videoclip non
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Opera dalle Isole
Raccapricciante il Rigoletto di Turturro
servizio di Salvatore Aiello FREE

181024_Pa_00_Rigoletto_StefanoRanzaniPALERMO - Il verdiano Rigoletto ha segnato la ripresa della Stagione 2018 di Opere e Balletti del Massimo in un clima faticoso per la defezione del tenore Giorgio Berruggi e del soprano Maria Grazia Schiavo (presente quest'ultima in sole due recite, quella del 13 e quella del 17 ottobre), ambedue per sopravvenuti motivi di salute.  Il palcoscenico, incorniciato dai
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Opera dal Centro-Nord
Il Dittico in attesa del Trittico
servizio di Simone Tomei FREE

181023_Lu_00_SuorAngelicaGianniSchicchi_MarcoGuidarini_phFilippoBrancoliPanteraLUCCA - Il Teatro del Giglio Ha aperto la sua stagione lirica 2018/2019 con il Dittico di Giacomo Puccini… ebbene sì, il “Dittico” e non il “Trittico”. Ma a tutto vi è una spiegazione: da tempo il teatro lucchese diretto dal M° Aldo Tarabella guarda lontano, punta alla vetta e lo fa trovando ampi spazi di manovra in collaborazioni nazionali e internazionali:
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