Pubblicato il 03 Agosto 2018
A proposito del licenziamento del direttore dell'Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam
Gatti e l'onda lunga intervento di Athos Tromboni

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato in tronco dai dirigenti dell'Orchestra Concertgebouw perché in un articolo pubblicato sul Washington Post il 26 luglio scorso era stato accusato da due orchestrali donne di comportamenti "inappropriati".  Gatti, ha oggi  56 anni; era stato nominato direttore musicale del Concertgebouw nel 2016; ieri è stato licenziato, non solo per via delle accuse contenute nell’articolo del Washington Post, ma anche perché dopo quella pubblicazione varie dipendenti dell’Orchestra del Concertgebouw avevano riferito di aver patito comportamenti inappropriati da parte del direttore. Dopo la pubblicazione dell’articolo del Washington Post, Gatti si è rivolto a uno studio di pubbliche relazioni americano, Reputation Doctor, attraverso il quale ha diffuso un messaggio di scuse:
«Mi scuso sinceramente dal profondo del cuore con tutte le donne che ho incontrato nella mia vita e specialmente con quelle che credo di non aver trattato con il massimo del rispetto che meritano. Oggi e da ora in avanti ho intenzione di concentrarmi di più sui miei comportamenti nei confronti delle donne. Sia quelle giovani che quelle non più giovani, per essere sicuro che nessuna donna si senta più a disagio, specialmente quelle con cui lavoro nell’ambito della musica classica. Mi dispiace davvero tanto».
Ma non è bastato a calmare le acque.
Non vogliamo entrare nel merito della vicenda, saranno gli atti legali - qualora s'innescassero procedimento giudiziari - a dire quale sia la verità. Noi siamo convinti sostenitori della presunzione d'innocenza fino a che una sentenza passata in giudicato non abbia decretato la colpevolezza dell'imputato.
Eppure ci inquieta il clima da "caccia allo stregone" che ha preso avvio dalla vicenda americana di poco più d'un anno fa, vicenda che ha ridotto sul lastrico il produttore e regista cinematografico della Miramax, Harvey Weinstein. Vicenda che sembra aver innescato l'onda lunga, sulla via più del sensazionalismo che della giustizia. Fra gli "accusati eccellenti" si contano ormai decine di personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, e tra i tanti anche il direttore musicale del Metropolitan di New York, James Levine.

180802_01_Parliamone_DanieleGatti_facebook

Riprendendo il ragionamento su Daniele Gatti, ripetiamo che non vogliamo entrare nel merito. Per noi egli era, è, e rimane, uno dei più grandi direttori d'orchestra oggi in attività. E a testimonianza del nostro apprezzamento per il Musicista, riportiamo tre recensioni (fra le tante pubblicate sulla nostra Testata). Eccole, in ordine decrescente di tempo:

""" Nella ripresa milanese, la bontà del polo teatrale è persin sovrastata dall’eccellenza di quello musicale, ove la concertazione di Daniele Gatti tiene a sua volta a bada estro e mezzi dei singoli cantanti. Formidabili sono la prestazione tecnica e il riscontro poetico dell’Orchestra e del Coro della Scala nelle mani del direttore. Interprete wagneriano di riferimento nel contesto internazionale, avvezzo alle diverse risorse d’istituzioni e compagini austro-tedesche, Gatti procede qui come nel recente Tristan und Isolde al Teatro dell’Opera di Roma: nobilita il pregio peculiarmente italiano dell’orchestra, lavora dunque in vista dell’omogeneità timbrica tra le sezioni, privilegia il canto degli archi sull’interpunzione dei fiati, sa comunque far esplodere di echeggi dorati le file degli ottoni, suscita atmosfere narrative con tanta solidità d’impasti quanta sollecitudine di sfumature e pragmatica astensione da compiacimenti calligrafici. (Francesco Lora - recensione dal Teatro alla Scala dell'opera "I Maestri Cantori di Norimberga" pubblicata il 23 marzo 2017  e visibile qui )

""" Gatti ha messo sotto torchio l'orchestra, l'ha fatta suonare in maniera straordinaria adoperando tutte le tecniche e tutte le sottigliezze possibili, dai crescendo agli stop and go improvvisi, dai pianissimi sussurrati ai fortissimi esplosivi, con pause espressive di qualche secondo fra un passaggio strumentale e l'altro molto efficaci, inconsueti per chi conosce esecuzioni di riferimento delle sinfonie beethoveniane; e ha diretto a memoria sempre. Ora può piacere o non piacere la sua irruenza, il modo di trasformare la leggerezza quasi danzante dell'Ottava sinfonia in drammatica tensione ritmica, o inscenare un terremotato crescendo finale della Nona con coro, orchestra e solisti tutti in fortissimo e oltre se possibile. Ma il suo gesto è chiaro, lampante, motore di una guida veramente efficace, che consente proprio all'orchestra di mostrare il proprio valore, l'eccellenza delle prime parti e dei fiati, l'intensa complicità col direttore nell'offrire un Beethoven fuori dei canoni classici e (perché no?) anche fuori dai gangheri. Gatti osa, va oltre l'abitudine, si espone alle critiche dei "puristi" consapevolmente. Nel contempo inventa una musica di Beethoven insospettabile, carica di espressione; ma non è solo dinamismo spinto e potenza oltre; perché quando decide di liricizzare (il cantabile dell'Adagio della Nona sinfonia, per esempio) trae dall'orchestra un suono purissimo, anodino, rallentato ai limiti della rottura d'intonazione, etereo, sognante. (Athos Tromboni - recensione dal Teatro Comunale di Ferrara del concerto con la Mahler Chamber Orchestra pubblicata il 30 maggio 2016 e visibile qui ) """

180802_02_Parliamone_DanieleGatti_phMarcoCaselliNirmal

""" La Quarta sinfonia di Johannes Brahms, in Mi minore opera 98, sotto la direzione di Daniele Gatti, ne esce da quel capolavoro che è. Non pérdono, il direttore e l’orchestra, i dettagli, e non li fan perdere agli ascoltatori, che possono bearsene gustandoli. Mi piace sottolineare la splendida interpretazione del secondo tema nel secondo movimento andante moderato, quando cambia il tempo. L’insieme è coinvolgente, trascinante, entusiasmante (Sergio Stancanelli - recensione dal Teatro Filarmonico di Verona del concerto con i Wiener Philharmoniker pubblicata il 9 ottobre 2012 e visibile qui ) """

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal e Fototeca gli Amici della Musica.Net





Pubblicato il 21 Luglio 2018
L'inaugurazione di Macerata Opera Festival tra fischi contestazioni e (pochi) apprezzamenti
Flauto malfunzionante pių che Magico intervento di Simone Tomei

180721_Mc_00_FlautoMagico_GrahamVick_phAlfredoTabocchiniMACERATA - È piuttosto arduo accingersi a parlare di uno spettacolo quando ti rendi conto che la visione e l'ascolto hanno preso due strade differenti; solitamente l'Opera è un lavoro che coinvolge in un solo momento musica, parole, scene ed emozioni; nella serata di apertura del Macerata Opera Festival 2018 questi elementi hanno viaggiato ciascuno per conto proprio non riuscendo mai a confluire nel mare dell'unitarietà, come fosse il delta di un fiume anziché un estuario; il titolo in questione è il Flauto Magico (Die Zauberflöte) di Wolfgang Amadeus Mozart "rivisto" e diretto dal regista inglese Graham Vick con cui hanno collaborato Stuart Nunn per scene e costumi, Ron Howell ai movimenti mimici e Giuseppe Di Iorio alle luci.
Che dire dello spettacolo... senza dubbio una genialata: un colpo di marketing non indifferente che è servito se non altro, a creare curiosità e rumors intorno all'evento che ha rappresentato una prima assoluta mondiale; l'Opera è stata eseguita in italiano sulla versione che vede la traduzione poetica di Fedele d'Amico, mentre i dialoghi parlati sono dello stesso regista Vick con il quale ha collaborato Stefano Simone Pintor.
A questo punto mi immagino le schiere di quelli che si appelleranno alla filologia (quella sempre e prima di tutto), invocando l'anatema più sentito quasi fossero delle Amneris di fronte ai sacerdoti egizi; devo dire che pur non biasimando il dovuto rispetto per le scelte filologiche, conscio anche del mio limite con la lingua tedesca, ritengo abbastanza positivo aver attuato questa scelta perchè la comprensione piena del significato delle parole è stato un elemento a favore del pubblico; ripensando infatti alla  funzione sociale dell'Opera sono perfettamente conscio che in alcuni casi si possa e ci si debba avvicinarsi al linguaggio di oggi e trovare un canale privilegiato di comunicazione con un pubblico emergente - visto che i melomani di ieri, oggi sono sulla via della vetustà ed è necessario rimpolparne le fila - e questo può essere raggiunto in tanti modi; tra i quali quello che va per la maggiore si ottiene di solito attraverso un'attualizzazione ed una contestualizzazione diversa della drammaturgia rispetto al libretto ed alle indicazioni dell'autore.

180721_Mc_01_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_02_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_03_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Nel nostro caso, come già accennato, questa attualizzazione, oltre ad altri modi di cui dirò più sotto, è stata messa in atto anche attraverso una trasformazione del libretto per quello che riguarda i dialoghi parlati e qualche ritocco anche alle parti del canto. Rispetto a ciò il mio pensiero è totalmente contrario e muove il mio animo verso una sensazione di stizza e di rabbia; stizza e rabbia che se si fermassero a questa evidenza dei fatti potrebbero anche acquietarsi in maniera veloce, ma la cosa che più mi dispiace e mi rattrista è il fatto dell'abuso che è stato fatto di questa criticabile e criticata operazione. Graham Vick ha voluto costruirsi il suo giocattolino, come fanno spesso e sovente ormai molti registi per esaltare un proprio ego e per mettere in luce una creatività che altrimenti non avrebbe spazio per emergere se vi fosse soltanto un confronto serio e profondo con il testo originario. Un giochino che ha solo effetto pubblicitario e rappresenta un colpo di marketing non indifferente, ma che denatura, a mio avviso, l'idea del Teatro in musica oggi; prima, in relazione al "rimpolpamento" delle fila di coloro che vanno a Teatro, ho parlato della necessità di creare nuovi stimoli per rendere efficace questa azione/operazione;  anche guardando sulla rete internet (social e siti vari) vediamo una miriade di post e di pagine che cercano di illustrare e invogliare il pubblico ad andare a questo o a quel Festival; si creano ad hoc messaggi pubblicitari accattivanti e si dà ovunque l'idea di fare qualcosa di sensazionale e di unico; si creano eventi collaterali coinvolgenti e si mette il futuro e probabile spettatore nell'ottica di trovare a Macerata, a Verona, a Pesaro o a Martina Franca tutta una serie di momenti unici ed irripetibili. Ecco allora che eventi come questa prima maceratese del Flauto Magico del 20 luglio diventano un coacervo di aspettative che poi non trovano una loro concretizzazione nella realtà; a scanso di fraintendimenti tengo a precisare che tutto ciò che è stato annunciato all'interno del Festival marchigiano trova una sua concretizzazione nella realtà, che vede una miriade di occasioni per fare cultura e per divulgare l'amore e la passione per il Teatro; il mio riferimento è solo indirizzato all'idea di questa "prima mondiale" dalla quale sinceramente mi sarei aspettato molto di più vista la capacità e la genialità di un regista che in molte occasioni ho apprezzato e dal lavoro del quale ho ricevuto grandi emozioni.
Il Flauto Magico, l'ultima creatura del compositore salisburghese, rappresenta un capolavoro assoluto di maturità musicale e stilistica; si tratta di un viaggio iniziatico alla ricerca della Verità dove l'uomo prende coscienza delle forze negative che si frappongono alla fondazione di un nuovo mondo; ecco quindi che nelle quattordici scene si vive come in un caleidoscopio di modi e di comportamento che vanno dalla felicità intrinseca di Papageno, alla ieraticità massonica di Sarastro passando per la crudeltà della Regina della Notte in contrapposizione alla dolcezza di Tamina cui si sposa perfettamente la pura ingenuità di Tamino e la torbida e mostruosa sensualità di Monostatos; siamo di fronte ad una miriade di situazioni che ben si sposano con la complessità della nostra società attuale dalla quale l'idea registica avrebbe voluto attingere per "attualizzarne" il contenuto ai tempi moderni; ma le suggestioni così come sono state portate sul palcoscenico dello Sferisterio sono tante e ben confuse e danno l'idea - e mi ripeto - di un giochino creato a proprio uso e consumo, incapace alla fine di confrontarsi realmente con il mondo di oggi e di trasmettere un messaggio chiaro ed univoco; anzi forse si confronta e si specchia, ma con un fare che non aggiunge niente a ciò che giornali e social ogni giorni ci propinano, anche di becero.

180721_Mc_05_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_06_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Il mostro iniziale che incontra Tamino è rappresentato da un caterpillar in un cantiere di lavoro...
Parliamo di morti sul lavoro, di caporalato, di contratti collettivi di lavori iniqui e sempre sbilanciati da un parte...
parliamo di cosa?
Abbiamo una schiera urlante e chiassosa dei cento cittadini maceratesi che interagiscono quasi sempre ai lati del palcoscenico in mezzo ad una baraccopoli di tende e di disagio in cui emergono un paio di auto di grossa cilindrata...
Parliamo di campi rom, parliamo di centri di accoglienza, parliamo di disagio sociale...
parliamo di cosa?
Il comportamento di Monostatos - libidinoso e cruento com Pamina - sembra ricalcare le movenze delle aggressioni che, nei mesi precedenti, hanno fatto di Macerata un centro di cronaca nazionale e sovranazionale...
Parliamo di xenofobia, parliamo di atteggiamento di accoglienza, parliamo di integrazione sociale...
parliamo di cosa?
Le uniche tre strutture scenografiche sono rappresentate da un palazzo in vetro con sopra il simbolo dell'euro che dietro nasconde una batteria di missili, una costruzione con il simbolo della Apple (la mela morsicata) con dietro un albero spoglio cui è appesa una sola mela fresca, una chiesa che vagamente ricorda la Basilica di San Pietro a Roma che dietro nasconde una madonna imbavagliata...
Parliamo di simboli del male, parliamo di risorse indispensabili per l'uomo, parliamo di rivincita dell'uomo su ciò che lo porterà alla distruzione...
parliamo di cosa?
Una schiera di uomini sdraiati sul palcoscenico con indosso giubbotti arancione...
Parliamo di morti in mare, parliamo di barconi stracolmi di immigrati, parliamo di magliette rosse...
parliamo di cosa?
Potrei andare avanti ancora per molto, ma il rischio della prolissità mi attanaglia quindi mi fermo qui.
Materiale per riflettere ce n'è tanto, le idee sono molte e valide, ma purtroppo confusionarie e associate a costanti elementi disturbanti - quali suoni provenienti dai lati del palcoscenico a richiamare l'attenzione non è dato sapere su cosa, elaborati attraverso colpi di bastone su bidoni di latta e altoparlanti da discoteca con rumori assordanti - e tanti altri piccoli particolari che mi hanno fatto quasi dimenticare la musica a pro del giocattolino con il quale credo fermamente si sia divertito solo il costruttore e che la maggior parte del pubblico, che non ha lesinato fischi e buuuh! sonori, non ha gradito; ripeto... le idee sono encomiabili, ma la capacità di metterle in atto, a mio avviso, non è stata all'altezza della situazione trasformando un evento che poteva essere davvero unico in un giocattolino... malfunzionante; sono uscito da una tale serata confuso, amareggiato ed un po' allibito per il trattamento ricevuto dalla Musica ed ho cercato di mettere insieme tutta la mia accozzaglia di sensazioni per dar loro un senso compiuto, ma il senso alla fine non l'ho trovato; probabilmente è un mio limite o magari è proprio quello il fine ultimo del messaggio... tutti abbiamo in mano un giocattolo, ma tale oggetto è malfunzionante... rotto dalle nostre sovrastrutture mentali, rotto dalla nostra ipocrisia, rotto dalla nostra indifferenza e, soprattutto, rotto dalla nostra saccenza nella quale alberga l'idea di essere sempre superiori a tutti e dove le nostre idee sono sempre e comunque migliori di quelle degli altri... ecco pensandola così vado a casa meno scontento, ma...

180721_Mc_04_FlautoMagico_facebook_phAlfredoTabocchini

È d'uopo parlare anche della musica che indubbiamente ha subito un trascinamento verso il basso per la mancanza di dialogo con il palcoscenico e questo ha ulteriormente contribuito a rompere il giocattolino; la direzione musicale del M° Daniel Cohen è stata l'ulteriore anello debole della serata ed i motivi sono sostanzialmente due: l'organico orchestrale è stato notevolmente ridotto - si parla di almeno venti/venticinque elementi in meno - togliendo al costrutto musicale sostanza sonora ed un tappeto sicuro su cui far scivolar il canto; in secondo luogo è mancato un colloquio fattivo e collaborativo con il palcoscenico dove le voci si sono trovate prive di un valido cenno e di quegli accorgimenti necessari per sentirsi a proprio agio; potremmo dire in una parola... "musica quasi non pervenuta"; una "prima" di stagione merita decisamente qualcosa in più ed anche l'idea di iniziare la serata in mezzo a una confusione ciarliera non addomesticata da un avviso di inizio, ha tolto ancora  alla solennità del momento ed al rispetto per ciò che ci si stava attingendo ad eseguire... necessità di regia? Ancor peggio.. doppia negligenza.
Ed eccoci alle voci purtroppo relegate alla fine del mio articolo, ma tutto il detto era doveroso per collocare questo elemento uditivo dello spettacolo nel contesto in cui è stato posto.
Il tenore Giovanni Sala è stato un egregio Tamino dalla voce squillante dotata di buona proiezione, sicura dizione e luminosità cui si è unita un'altrettanta briosità interpretativa dal punto di vista scenico.
Sopra le righe, ma con gusto e stile, il Papageno di Guido Loconsolo che ha però scontato un ingresso infelice dalla platea in cui l'intesa inesistente con la bacchetta dettata dalla situazione registica ha provocato qualche scollamento prontamente risolto una volta giunto a destinazione; la voce gode di un bel timbro nobile che non fa fatica a muoversi nel suo spazio musicale con spavalda eleganza.
La Regina della Notte, ohps! Astrifiammante come indicato sul programma di sala è stata interpretata dal soprano Tetiana Zhuravel senza infamia e senza lode; se la correttezza musicale non è mancata, sicuramente non vi è stata una partecipazione emotiva e interpretativa densa e profonda, perché la Regina si è limitata ad eseguire le note alla stregua di un solfeggio cantato.
Il personaggio più negativo della vicenda rappresentato da Monostato ha trovato vita e voce tramite il tenore Manuel Pierattelli che grazie alla brillante emissione ha sostenuto il ruolo in maniera precisa, beneficiando di una fluida dizione e di un'ottima intonazione.
Luminosa e solare anche la vocalità di Valentina Mastrangelo nei panni di Pamina che ha eseguito con nobiltà di fraseggio e con grande precisione ogni nota del suo rigo musicale dominandolo con  egregia preparazione vocale.
Qualche nota più dolente per il basso Antonio Di Matteo in difficoltà soprattutto in merito a proiezione vocale: il timbro è pregevole, ma non ha trovato lo sfogo necessario per essere incisivo e pregnante nel ruolo di Sarastro; la voce si perde spesso nei meandri della gola e la prima delle due arie affidate al ruolo Possenti numi, Isi ed Osiri... - tra l'altro succeduta ad un estenuante e ridicolo recitativo eseguito con il microfono - è risultata quasi inudibile, priva di quel fascino che le è proprio.
Voce solida e sicura anche quella dell'Oratore interpetato da Marcell Bakonyi. Simpatica e vivace sia scenicamente che vocalmente la Papagena di Paola Leoci. Ottimi i due Armigeri interpretati da Marco Miglietta - che anche nel ruolo del Sacerdote gode di uno squillo argenteo e di un'intonazione pregevole - e da Seung Pil Choi anch'esso perentorio e sicuro nel ruolo.
La triade femminile delle Dame si è ben difesa nei complicati interventi musicali ed era composta da Lucrezia Drei, Adriana Di Paola e Eleonora Cilli. Completavano il cast tre bravissime voci per il ruolo dei Tre Geni: Ilenia Silvestrelli, Caterina Piergiacomi e Emanuele Saltari che hanno fatto dell'intonazione e della musicalità un fiore all'occhiello della loro interpretazione.
Il Coro Lirico Marchigiano "Vincenzo Bellini" preparato e diretto dal M° Martino Faggiani si è difeso come ha potuto nei suoi interventi, facendo emergere buona preparazione, ma orfano di un chiaro segnale dalla buca che spesso lo ha portato a nuotare nel mare in tempesta.
Il finale con i fuochi d'artificio e con la distruzione dei tre simboli del male che sono caduti l'uno sull'altro con effetto domino, è stato seguito da una sonora e decisa ondata di fischi e dissensi che se all'inizio sembrava non risparmiare nessuno, si è poi evoluta in applausi sentiti per tutto il cast, ma è stata di nuovo implacabile allorché si sono presentati sul palco gli autori della parte scenica.
Cosa porto con me dopo una serata come questa?
La sensazione immediata, mentre mi accingevo a percorrere le salite cittadine, è stata quella di provare a sgombrare il cervello da tutta quella paccottiglia sonora, oggettuale e musicale cercando di ricordare cosa sia il Flauto Magico, ohps! Die Zauberflöte di Mozart; e qui entra in campo la mia devozione al rispetto verso la musica, il libretto, l'autore ed il pubblico; mi è poi venuto in mente il famoso detto che "se Maometto non va alla montagna, essa va da Maometto": avvicinare il pubblico all'opera è un dovere di qualsiasi Ente che è preposto a divulgare un bene così prezioso, ma alla fine siamo sicuri che debba essere sempre la Musica a piegarsi alla poca conoscenza e alla poca voglia di mettersi in gioco per capire cosa ci sia al di là di un libretto e di uno spartito attraverso una serie di strumenti che alla fine la destrutturano e la deformano?
Questa sera, da un punto di vista prettamente musicale, si è vissuta la distruzione di un capolavoro per voler lanciare un messaggio o più messaggi seppur nobili nelle intenzioni... ma alla fine cosa rimane?

180721_Mc_07_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Dal punto di vista del Macerata Opera Festival sicuramente notorietà e risonanza internazionale, dal punto di vista della Musica forse qualcuno in più conoscerà il Flauto Magico, ma sarà il giocattolino malfunzionante di Grahm Vick e non il capolavoro musicale di Wolfang Amadeus Mozart. Il discorso si fa lungo e complicato e sicuramente non è questo il luogo per andare oltre quanto già detto, ma queste mie riflessioni possono essere un punto di partenza per un confronto fra gli addetti ai lavori che dovrebbero pesare tutti i pro e i contro di cotali operazioni, con l'obiettivo di trovare quella giusta via di mezzo che non faccia venire il colpo della strega alla Musica per il troppo piegarsi verso un pubblico poco istruito, ma che aiuti il pubblico a tendere una mano verso di essa con il desiderio di capire cosa ci sia dietro ad un capolavoro musicale capace di attraversare i secoli senza invecchiare.

Crediti fotografici: Alfredo Tabocchini per Macerata Opera Festival 2018
Nella miniatura in alto: il regista Graham Vick





Pubblicato il 30 Giugno 2018
Successo per lo spettacolo di Emio Greco e Pieter C. Scholten a Ravenna Festival
Apparizione... ciō che č, ciō che non č intervento di Athos Tromboni

180630_Ra_00_Apparizione_FranckKrawczyk_phA.PoianaRAVENNA - I Kindertotenlieder di Gustav Mahler fanno parte delle opere intoccabili. Questo è l’incipit scelto dal compositore francese Franck Krawczyk a proposito delle sue musiche “arrangiate” per lo spettacolo di danza Apparizione (ma sarebbe più corretto chiamarla performance di teatro-danza) messo in scena al Ravenna Festival in prima esecuzione nazionale, venerdì 29 giugno 2018: infatti le musiche di Krawczyk fanno sì riferimento, trasformandola, alla composizione di Mahler - il cui titolo tradotto in italiano diventa Canto dei bambini morti (ci chiediamo: chissà se lo odono, quel canto, salire dal Mare Mediterraneo i governanti europei, in questi anni di rigurgiti del più orrido razzismo xenofobo) - ma nel libero adattamento che ne deriva si intrecciano: un coro di bambini, il suono di un pianoforte, una melodia morava di Leoš Janáček, e un canto rivoluzionario di Hanns Eisler (compositore austriaco perseguitato dai nazisti, autore dell’inno nazionale della ex Germania dell’Est); quelle musiche di autori ormai storici sono vivisezionate da Krawczyk e immerse tra i rumori della natura: la pioggia, i tuoni e gli ululati di animali. È una colonna sonora bellissima e inquietante, che il compositore francese gestisce in palcoscenico, sedendo al pianoforte nella penombra della scena.

180630_Ra_01_Apparizione_Cranio_phDidierPhilispart180630_Ra_02_Apparizione_Cantatrice_phDidierPhilispart
180630_Ra_03_Apparizione_Lupo_facebook

Ne esce un suggestivo spettacolo di musica, danza e illuminotecnica, durata 50 minuti; gli autori sono i coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten, il cineasta Ruben Van Leer, il costumista Clifford Portier, la drammaturga Jesse Vanhoeck, i danzatori, il Coro Infantil De La Sociedad Coral De Bilbao istruito da José Luis Ormazabal. La produzione è quella del Ballet National de Marseille & ICK, che debuttò all’Opéra di Marsiglia il 2 dicembre dello scorso anno.
La performance è caratterizzata da una narrazione discontinua, della stessa discontinuità dei sogni, e il simbolo più frequente è l’immagine del lupo feroce che punta i bambini; il lupo feroce, non mansueto, sia come figura immersa nel buio della notte che come scheletro proiettato in tre dimensioni. Altri significati simbolici possono essere trovati nei costumi come tabarri, nelle casse (da morto?) trascinate sul proscenio, nella enarmonica danza contemporanea con le proprie disarticolazioni anticlassiche.
Tutto - in Apparizione - si intreccia e compenetra, canto del coro di bambini, melodie scarnificate sulla tastiera del pianoforte, rumori, movimenti scenici, danza.
Siamo in perfetta sintonia con la dimensione extraterrena della vita: quella dei sogni. Di che sostanza sono fatti i sogni? Inquietudine, incoerenza, inafferrabilità, presentimento, paura, discontinuità, ricorrenza, atemporalità, anormalità, suggestione, ammonimento… non (cioè) cose materiali, ma percezioni sensoriali, extraterrene; una antitesi a tutto ciò che sia “terreno” o “terrestre”; una irrazionale ‘altra dimensione’ rispetto a ciò che si possa toccare verificandone la consistenza fisica.
Il Canto dei bambini morti, una dimensione fatta di inquietudini, ricorrenze, suggestioni, ammonimenti…

180630_Ra_04_Apparizione_Gruppo1_phDidierPhilispart

Anche l’anima, fin dai tempi di Zoroastro, Seneca e Platone, è fatta della stessa sostanza dei sogni, e si trova nella dimensione extraterrena della vita.
Per sillogismo con i sogni, e con l’anima, lo spettacolo creato da Greco e Scholten non parla di bambini reali, ma di quello che i bambini reali avevano dentro prima di morire e che hanno metafisicamente trasmesso dopo la morte: in questo senso lo spettacolo è suggestivo, pieno di significati non dichiarati né dai gesti né dalla coreografia, magari in nuce nella musica perché quella è come i sogni, come l’anima, prende forma nella dimensione extraterrena della vita e si manifesta con suoni ricorrenti, inafferrabili, ammonitori.
Al cospetto dello spettatore contemporaneo, razionale (anzi, razionalista) la creazione di Greco e Scholten, Apparizione, può risultare incomprensibile, perché lo spettatore contemporaneo è perlopiù razionalista - anche quando romantico sognatore - e tende a dare allo spettacolo il compito di “raccontare” secondo sequenze logiche, comprensibili, decodificabili, rassicuranti; tutto in antitesi con la dimensione extraterrena, dove il là è un altrove del qui, soprattutto di quel qui dove la percezione viene confusa con la memoria, mentre la percezione è sensibilità, presentimento, suggestione; e mai, mai, mai memoria. Fatta della stessa sostanza dei sogni.

180630_Ra_06_Apparizione_Bambini_phDidierPhilispart

Successo pieno della performance. Hanno applaudito a lungo anche i razionalisti, perché (ha spifferato qualcuno all’uscita dal teatro) «… lo hanno meritato la perfetta realizzazione tecnica, le proiezioni e le luci di scena»; qualcuno che sembrava aver capito il mondo senza riuscire a capire l’ Apparizione, ciò che è, ciò che non è.

Crediti fotografici: A. Poiana e Didier Philispart per il Ballet National de Marseille & ICK
Nella miniatura in alto: il compositore e pianista Franck Krawczyk





Pubblicato il 21 Giugno 2018
Bellissimo concerto di The Sixteen guidati dal direttore Harry Christophers
Il canto ritrovato di Pärt intervento di Athos Tromboni

180621_Ra_00_TheSixteen_HarryChristophersRAVENNA - Il punto tolemaico del concerto del gruppo corale inglese The Sixteen era rappresentato da Super flumina Babylonis del compositore Philippe de Monte (1521-1603). Parliamo di "punto tolemaico" perché quel mottetto è stato il brano attorno al quale ha ruotato tutto il concerto, con musiche a cappella di William Byrd (1540-1623), Thomas Tallis (1505-1585) e Arvo Pärt (1935 - vivente). Così come nella teoria del sistema tolemaico la Terra era considerata il centro dell'universo, prima che Niccolò Copernico la soppiantasse con la sua teoria (vera) del sistema eliocentrico (in sintesi, il Sole al centro del sistema e pianeti che gli ruotano attorno), nel concerto dei The Sixteen in programma al Ravenna Festival, nella basilica di Sant'Apollinare in Classe, il Super flumina è risultato essere il centro della serata.
Un centro fatto di contenuti, quasi un concentrato implosivo, perché se è vero che quella musica a cappella è musica devozionale, è altrettanto vero che è comparsa in un periodo in cui - appunto - Copernico faceva nascere l'età moderna (sotto l'aspetto scientifico), la dinastia Tudor in Inghilterra consolidava lo scisma della chiesa anglicana (Enrico VIII ed Elisabetta I) e la musica liturgica e devozionale dell'Inghilterra protestante sostituiva progressivamente i testi in lingua latina con testi in lingua inglese, proprio con William Byrd (ma non per i brani del concerto di Ravenna) e i compositori coevi. La lingua latina non veniva bandita dalla musica devozionale, ma tollerata e progressivamente superata. Ora, il Super flumina Babylonis è universalmente musicato in lingua latina, essendo la traduzione latina "imprimatur" della Bibbia; e noi italiani che frequentiamo la musica antica abbiamo reminescenze, se non proprio memoria, della bellissima composizione di Giovanni Pierluigi da Palestrina, diversa ma non distante da quella di de Monte.
Ma ritorniamo al concetto di "punto tolemaico": il testo del mottetto è la prima strofa del Salmo 136 della Bibbia: bisogna qui ricordare che i Salmi sono composizioni di diverso contenuto poetico e spirituale, nelle quali si riflette l’esperienza religiosa individuale e collettiva del popolo di Israele e la sua evoluzione nei vari contesti storici e culturali; preghiera e poesia sono un unico respiro che sale a Dio come supplica, contemplazione e lode. Ecco, allora, il testo del Salmo 136 tradotto in italiano: Sui fiumi di Babilonia / sedevamo piangendo / al ricordo di Sion. / Ai salici di quella terra / appendemmo le nostre cetre.
Scrisse il Papa emerito Benedetto XVI quando era ancora Papa effettivo, in una riflessione datata 2005 a proposito del Salmo 136: «Il testo evoca la tragedia vissuta dal popolo ebraico durante la distruzione di Gerusalemme, avvenuta nel 586 a.C., e il successivo e conseguente esilio babilonese. Siamo di fronte a un canto nazionale di dolore, segnato da un’asciutta nostalgia per ciò che si è perso. Questa accorata invocazione al Signore, perché liberi i suoi fedeli dalla schiavitù babilonese, esprime bene anche i sentimenti di speranza e di attesa della salvezza.»
Ancora: scrisse il librettista Temistocle Solera per il Nabucco di Giuseppe Verdi nel testo del famoso coro "Va pensiero": Oh, mia patria sì bella e perduta! / Oh, membranza sì cara e fatal! / Arpa d'or dei fatidici vati / perché muta dal salice pendi?
E ancora e ancora, scrisse il poeta Salvatore Quasimodo nel testo della sua "Alle fronde dei salici": E come potevano noi cantare / con il piede straniero sopra il cuore, / fra i morti abbandonati nelle piazze / sull'erba dura di ghiaccio, al lamento / d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero / della madre che andava incontro al figlio / crocifisso sul palo del telegrafo? / Alle fronde dei salici, per voto, / anche le nostre cetre erano appese, / oscillavano lievi al triste vento.
Questi sono solo alcuni esempi letterari, delle migliaia e migliaia di citazioni disseminate nella storia, dove le cetre del poeta, del cantore, quella stessa di Orfeo, tacciono mute appese ai salici per lo sgomento della crudeltà etnica (non umana, etnica) che mette uomo contro uomo, privilegi ed egoismi contro carità e solidarietà, scelte materiali contro princìpi etici.
A tutto questo si riferisce probabilmente l'occhiello che stava a presentazione del concerto in Sant'Apollinare in Classe: "Il canto ritrovato della cetra"... un auspicio, più che una realtà, visti i tempi d'oggi che segnano il percorso d'una umanità sempre più divisa e conflittuale, anziché orientata sulla strada dell'integrazione e della tolleranza... e alla luce di ciò, è quanto mai azzeccato il concetto di "punto tolemaico" del mottetto Super flumina Babylonis come testimonianza del dolore sociale causato dalle oppressioni di un popolo verso un altro popolo.
Del concerto abbiamo apprezzato la bellezza del canto di The Sixteen, undici uomini e sette donne, guidati dal direttore Harry Christophers: e per la nostra sensibilità musicale osiamo dire che si è trattato sicuramente di una delle serate più belle fra quelle programmate per Ravenna Festival 2018. E parliamo di bellezza pura, non dunque di bellezza melodica come suggestione, né di bellezza espressiva come capacità tecnica, e nemmeno di bellezza timbrica o polifonica per le miracolose combinazioni di suoni, armoniche e voci. Parliamo di bellezza pura intendendo con questo l'astrazione da ogni estetica codificata nei secoli e l'assunzione del canto alle vette del mistico ed extraterreno linguaggio degli angeli.
Dunque Byrd, per cominciare: del compositore inglese venivano eseguiti dai The Sixteen, in Sant'Apollinare in Classe, sette brani (compreso il Miserere del bis) su un totale di undici: tutti in latino, brani che costituiscono la testimonianza del suo irrinunciabile credo cattolico, anche se in seguito lo stesso Byrd compose molte musiche in lingua inglese adeguandosi in ciò alla riforma protestante. Poi il de Monte del Super flumina e un piccolo omaggio anche a Thomas Tallis (Miserere nostri); nel frammezzo fra un brano antico a l'altro, ecco le perle della serata, tre canti a cappella dell'estone Arvo Pärt: The Deer's Cry, poi The Woman with the Alabaster Box (in lingua inglese) e infine Nunc dimittis (in latino). I suoi canti sono stati i più applauditi della serata, meritatamente, perché più affini al gusto postmoderno del pubblico d'oggi.

180621_Ra_01_TheSixteen_facebook

Proprio con Pärt è sembrato che risonasse "il canto ritrovato della cetra" perché lui ha sfidato e vinto la prepotenza di un regime odioso e il suo canto è germogliato alla nuova speranza... Pärt, come altri oggi, può essere indicato a testimone dell'ammonimento etico dell'evangelista Matteo «Ero straniero e non mi avete accolto» perché fu costretto ad abbandonare l'Unione Sovietica comunista per poter continuare a scrivere la propria musica... "straniera" per il regime: straniera in casa, non accolta in casa; solo altrove, in paesi lontani. E poi finalmente riammessa nella sua Estonia; e fu "il canto ritrovato della cetra" dopo la dissoluzione dell'Unione sovietica.
Una nota di cronaca e un appello, in chiusura. Cronaca: il pubblico è rimasto soddisfatto e gli applausi ai bravi The Sixteen sono stati calorosissimi; ma circa la metà dei posti a sedere nella Basilica sono rimasti vuoti; pochi i giovani e giovanissimi, si contavano sulle dita di due mani.
Appello: ministro Bonisoli, non sopprima la 18App di 500 euro del bonus cultura ai diciotteni, anzi la modifichi in una 25App per estendere fino ai venticinquenni l'incentivo alla spesa in cultura: ce n'è veramente bisogno, di favorire l'approccio dei giovani alla cultura, Oggi più che mai. (Concerto di mercoledì 20 giugno 2018)

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il direttore dei The Sixteen, Harry Christophers






< Torna indietro


Parliamone
Gatti e l'onda lunga
intervento di Athos Tromboni FREE

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
...prosegui la lettura

Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
...prosegui la lettura

Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
...prosegui la lettura

Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
...prosegui la lettura

Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
...prosegui la lettura

Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
...prosegui la lettura

Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
...prosegui la lettura

Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
...prosegui la lettura

Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
...prosegui la lettura

Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
...prosegui la lettura

Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
...prosegui la lettura

Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
...prosegui la lettura

Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
...prosegui la lettura

Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Danza 2018/19 conferme e novitā
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Fe_00_StagioneDanza_SaburoTeshigawaraFERRARA - È stata presentata venerdì 8 giugno 2018 la stagione di Danza 2018/2019 del Teatr0 Comunale Claudio Abbado: ad illustrare il cartellone erano il direttore del teatro, Marino Pedroni, il consulente per la danza, Gisberto Morselli, e la ballerina e coreografa Francesca Pennini, fondatrice  del CollettivO CineticO, da un decennio
...prosegui la lettura

Operetta and Musical
Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
...prosegui la lettura

Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
...prosegui la lettura

Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
...prosegui la lettura

Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
...prosegui la lettura

Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
...prosegui la lettura

Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
...prosegui la lettura

Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
...prosegui la lettura

Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
...prosegui la lettura

Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310