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Pubblicato il 31 Agosto 2017
Comunicati alla stampa dal sovrintendente Giuliano Polo i dati del Festiva estivo 2017
Arena il bilancio dā soddisfazione servizio di Athos Tromboni

170831_Vr_00_RisultatiFestival2017_GiulianoPoloVERONA - Tempo di bilanci per l'appena concluso Arena Festival 2017; e i bilanci li ha illustrati ad una nutritissima conferenza stampa, giovedì 31 agosto, il sovrintendente della Fondazione Arena, Giuliano Polo; al suo fianco, silenzioso ma partecipe, il coordinatore della programmazione e casting-manager, Raffaele Polcino; brevi interventi anche di Corrado Ferraro, direttore commerciale e marketing, e Paola Fontecedro, capo ufficio stampa della Fondazione. La sintesi delle 48 serate di spettacolo (5 titoli d'opera; un concerto con la IX Sinfonia di Beethoven il giorno di Ferragosto; il concertone lirico di Placido Domingo; e la serata di gala dedicata a Roberto Bolle & Friends) è questa: presenze di spettatori paganti, oltre 380 mila, con un incremento del 2,79% rispetto al 2016; incasso totale superiore ai 22 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 3,05% rispetto al 2016; budget pienamente rispettato, nell'ambito del programma di risanamento della Fondazione Arena; e presenza di artisti di levatura internazionale niente affatto "in fuga" per il contenimento dei loro cachet e i tempi cadenzati di liquidazione delle spettanze.
Il sovrintendente Polo ha fatto una relazione riassuntiva, soffermandosi sui punti salienti della produzione estiva 2017 ed esprimendo la propria tranquilla soddisfazione per quella che egli ha definito «... una inversione di tendenza rispetto alle passate gestioni, segno che l'Arena e la sua programmazione estiva sono un patrimonio culturale amato dal pubblico, da salvare e da salvaguardare.»
Ha poi accennato brevemente alla frenesia produttiva (l'ha chiamata "fretta per il poco tempo disponibile") che ha contagiato tutti, maestranze, management e artisti ospiti; e poi ha accennato anche alla prossima stagione lirica invernale nel Teatro Filarmonico, annunciando i titoli e promettendo che entro settembre sarebbe stata convocata una sucvcessiva conferenza-stampa per dire, oltre i titoli della stagione 2017/18 del Filarmonico, anche i cast.
Per i nostri lettori più impazienti, prima di passare alla illustrazione dettagliata dei risultati del Festival estivo, diamo di seguito i titoli e le date della lirica nel Teatro Filarmonico:

170831_Vr_01_RisultatiFestival2017_GiulianoPoloRaffaelePolcinoDa domenica 17 dicembre a domenica 31 dicembre 2017: ritorno dell'operetta con La vedova allegra di Franz Lehár (7 recite)
Da domenica 4 febbraio a domenica 11 febbraio 2018: Otello di Giuseppe Verdi (4 recite)
Da domenica 4 marzo a domenica 11 marzo 2018: Manon Lescaut di Giacomo Puccini (4 recite)
Da sabato 31 marzo a domenica 8 aprile 2018: Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart (4 recite)
Da domenica 29 aprile a domenica 6 maggio 2018: Anna Bolena di Gaetano Donizetti (4 recite)
Da domenica 20 maggio a domenica 27 maggio 2018: Salome di Richard Strauss (4 recite).
Ritornando ai risultati del Festival estivo 2017, riportiamo qui integralmente quanto contenuto nella cartella-stampa fornita ai giornalisti e redatta dall'Ufficio stampa della Fondazione Arena di Verona:

I risultati
Domenica 27 agosto 2017 si è conclusa la 95ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona che ha proposto per tutta l’estate 48 serate di spettacolo nell’affascinante cornice dell’anfiteatro veronese.
Positiva la risposta del pubblico: il crescente gradimento ha permesso di registrare un incasso medio di € 471.461,00 per un totale di € 22.630.135,00 con un aumento degli incassi del 3,05% rispetto al 2016.
La media del pubblico in ciascuna serata è stata di 7.934 spettatori, per un totale di 380.823 presenze, pari a un incremento del 2,79% rispetto al 2016.
«Il Festival lirico 2017 si è concluso positivamente - ha dichiarato il Sovrintendente Giuliano Polo. - Gli spettatori sono aumentati così come gli incassi, che hanno superato di circa 700mila euro quelli dell’anno precedente. Per la Fondazione si trattava dell’anno zero dopo il commissariamento e la chiusura dell’attività per due mesi. Ripartire con la programmazione del Festival a pochi mesi dal suo inizio è stata una sfida che ha fatto emergere molte luci e, ovviamente, qualche ombra. Sicuramente positiva è stata l’esperienza del nuovo allestimento di Nabucco, realizzato dai nostri laboratori dopo due anni di riproposizione di vecchie produzioni, che ha confermato la vitalità dell’Arena. L’opera inaugurale ha avuto un grande successo ed ha fatto molto discutere, rimettendo la Fondazione al centro dell’interesse di esperti, critici e semplici appassionati, come si conviene ad una gloriosa istituzione culturale che ha tutte le potenzialità per ritornare ad essere un centro di riferimento della lirica nel mondo. Di sicuro interesse è stata la presenza di molti artisti lirici di punta, che hanno accettato volentieri di cantare in Arena, nonostante le difficoltà passate e il ritardo con cui è partita la programmazione, risultata necessariamente un po’ convulsa. Non tutti gli allestimenti hanno dato i risultati sperati così come il calendario piuttosto compresso ha in parte limitato l’afflusso di pubblico che, come dimostrano le ultime quattro rappresentazioni del Festival, risulta potenzialmente molto elevato. Sono riflessioni che saranno utili per migliorare in occasione del Festival 2018 con l’obiettivo di conferirgli un più ampio respiro, anche di calendario, e la costante presenza dei migliori artisti. Gioca a favore della Fondazione il maggior tempo a disposizione e, soprattutto, una situazione economica che continua a dare segni positivi nell’ottica del risanamento. Ringrazio calorosamente tutti i lavoratori della Fondazione - artisti, tecnici, amministrativi e maestranze - che hanno lavorato con dedizione e senso di responsabilità a questo Festival, spesso in condizioni climatiche estreme».
L’Arena Opera Festival si riconferma così una delle grandi eccellenze culturali a livello internazionale, grazie anche all’attenta macchina organizzativa che ogni estate offre, con il suo staff dall’altissima capacità artistica e tecnica, importanti titoli in cartellone e porta in scena ogni sera un’opera diversa, ottenendo un positivo riscontro di pubblico e critica.

Il cartellone
Il Festival lirico 2017 si è inaugurato il 23 giugno con il nuovo allestimento di Nabucco firmato dal maestro francese Arnaud Bernard, e si è concluso lo scorso 27 agosto, come da tradizione con Aida, nell’edizione storica curata da Gianfranco de Bosio che rievoca la prima rappresentazione areniana del 1913. Hanno completato il cartellone produzioni molto amate dal pubblico dell’Arena, interpretate da grandi nomi del panorama lirico internazionale guidati da celebri direttori d’orchestra e registi di fama, a partire da Aida proposta nell’allestimento futuristico della Fura dels Baus che aveva inaugurato il Festival del Centenario nel 2013, per proseguire poi con il raffinato Rigoletto per la regia di Ivo Guerra, Madama Butterfly nella messa in scena di Franco Zeffirelli e Tosca nella produzione di Hugo de Ana. Infine, hanno arricchito la programmazione le serate-evento Roberto Bolle and Friends, Plácido Domingo - Antología de la Zarzuela e il Gala IX Sinfonia di Beethoven.
Numerose date hanno registrato importanti presenze, tra i 12.000 e i 13.000 spettatori, dato che conferma il seguito del Festival da parte del pubblico internazionale dell’Arena ed il riconoscimento del suo alto valore artistico: la serata inaugurale con Nabucco del 23 giugno; la prima rappresentazione di Aida per la regia della Fura dels Baus del 24 giugno; l’appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends del 17 luglio e il gala Plácido Domingo - Antología de la Zarzuela del 21 luglio. Inoltre, si è registrata un’affluenza considerevole di pubblico, con circa 11.000 presenze, alla prima rappresentazione di Rigoletto del 1° luglio; alla recita di Nabucco del 15 luglio; all’ultima recita di Rigoletto del 27 luglio con protagonista Leo Nucci; alla prima rappresentazione di Aida nell’edizione storica 1913 del 28 luglio e alle recite conclusive di Nabucco e Aida del 26 e 27 agosto.
Nabucco ha quindi riscosso un grande successo, complici il nuovo allestimento e la popolarità del titolo verdiano, con l’anfiteatro gremito la sera della “première” e una presenza media di 7.914 persone alle 12 recite, per un totale di 94.968 spettatori; l’incasso medio è stato di € 493.348,00, per un totale di € 5.920.176,00.
Aida, opera simbolo del Festival areniano, ha visto per le 8 serate dell’allestimento firmato dalla Fura dels Baus una presenza media di 6.960 persone per un totale di 55.680 spettatori e un incasso medio di € 424.970,00 con un totale di € 3.399.760,00; mentre per le 9 date dell’edizione storica 1913 Aida ha contato una presenza media di 8.052 persone per un totale di 72.468 spettatori e un incasso medio di € 478.163,00 per un totale di € 4.303.467,00.
Seguono quindi Rigoletto con una presenza media di 7.959 persone alle 5 serate in cartellone e un totale di 39.795 spettatori per un incasso medio di € 449.796,00 e un totale di € 2.248.980,00; Madama Butterfly con una media di 8.282 persone ad ognuna delle 6 recite e un totale di 49.692 spettatori per un incasso medio di € 499.216,00 e un totale di € 2.995.296,00; infine, Tosca con 7.234 persone in media per un totale di 36.170 spettatori che hanno assistito alle 5 rappresentazioni con un incasso di € 399.475,00 in media e € 1.997.375,00 in totale.
Successo conclamato per le serate Roberto Bolle and Friends e Plácido Domingo - Antología de la Zarzuela, che hanno registrato rispettivamente 13.073 e 11.815 spettatori per un incasso di € 621.695,00 e € 893.889,00.
Infine, buona la risposta per la serata sinfonica di pura emozione che ha proposto l’ascolto della celeberrima IX Sinfonia di Beethoven, totalizzando un pubblico di 7.164 persone per un incasso di € 249.490,00.
Per raggiungere tali risultati Fondazione Arena ha promosso diverse iniziative che hanno confermato il Festival lirico 2017 accessibile ad un pubblico sempre più numeroso e diversificato: oltre alle agevolazioni riservate a Over 65, Under 30, associazioni ed aziende convenzionate, ricordiamo la proposta di early booking, che anche per questa stagione ha reso disponibili i biglietti del Festival a una tariffa più conveniente (con uno sconto pari a circa l’8% rispetto al prezzo intero) per chi ha acquistato entro il 24 dicembre 2016; una proposta ben accolta dagli spettatori e già confermata anche per il prossimo anno. Un’attenzione particolare, inoltre, è stata rivolta ai più giovani attraverso le consolidate iniziative La Scuola è all’Opera e L’Università è all’Opera, che si propongono di avvicinare al mondo della lirica e della musica classica il pubblico del futuro.
Fondazione Arena ha anche dedicato un importante investimento alla promozione e all’immagine del Festival con la realizzazione di un nuovo e accattivante spot televisivo e una mirata campagna pubblicitaria sui principali media.

I canali di vendita
I dati relativi ai canali di vendita confermano il trend che già da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre di più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 48,89% del pubblico del Festival 2017, pari a 152.935 utenti, ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale www.arena.it, per un incasso record che supera gli 11 milioni di Euro, con un incremento di oltre 2 milioni rispetto al 2016. Il 21,05% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 12,88% si è rivolto alle Agenzie convenzionate, il 12,71% ha prediletto l’acquisto tramite punti remoti collegati al nostro sistema di biglietteria (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), il 3,7% ha scelto il Call center e lo 0,77% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati.
In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime 5 posizioni l’Italia con il 37,95%, la Germania con il 24,84%, la Gran Bretagna con l’11,91%, i Paesi Bassi con il 5,29% e la Svizzera con il 4,92%. Seguono fino alla decima posizione Stati Uniti, Russia e altri Paesi europei.
Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.

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Il pubblico giovane
L’Arena di Verona per il Festival 2017 ha contato tra il suo pubblico molti giovani Under 30, per un totale di 42.800 biglietti emessi con la tariffa dedicata, soprattutto nelle serate di Aida (in entrambi gli allestimenti proposti) e di Nabucco.
Si è quindi rinnovata, anche per il 2017, l’attenzione rivolta al mondo della Scuola e dell’Università nell’ottica della formazione del pubblico di domani, riservando biglietti a prezzo speciale per studenti, docenti, genitori e personale ATA in numerose serate del Festival. Calorosa la partecipazione: circa 22.000 biglietti venduti a studenti delle Scuole primarie, secondarie e dell’Università, principalmente nel settore di gradinata non numerata, confermano il trend delle stagioni precedenti. Gli spettacoli che hanno maggiormente incuriosito ed appassionato il pubblico degli studenti quest’anno sono stati Rigoletto e, ancora, Nabucco.
Oltre 770 sono stati poi gli allievi delle Scuole di Danza che, grazie ad una tariffa dedicata scontata di circa il 50% sul prezzo intero, hanno potuto partecipare entusiasti alla serata Roberto Bolle and Friends per ammirare dal vivo i loro beniamini.
Infine, a sottolineare l’attenzione che la Fondazione rivolge alle nuove generazioni, l’iniziativa Pagelle d’Oro: il riconoscimento, promosso dal Comune di Verona, ha invitato gli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese ad assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.

L’Arena Social: Tweet seats, Facebook e Instagram
Fondazione Arena ha proseguito anche per il Festival 2017 il dialogo con la propria community sui principali social network, concentrando la propria attività soprattutto su Facebook, Twitter e Instagram. Sulla prima piattaforma, con oltre 376.587 fan (circa 6.500 in più rispetto al 2016) l’Arena conferma il primato italiano e il terzo posto nella classifica internazionale per numero di fan tra le Fondazioni lirico-sinfoniche e le maggiori realtà concertistiche, dopo la Sydney Opera House e il Metropolitan di New York: il dato rivela la presenza di una community numerosa, molto attiva e proveniente da tutto il mondo – soprattutto Italia (intorno al 70%) e poi Germania, Brasile, USA – e che dal 2010 contribuisce con post, foto e video a rendere il racconto del Festival lirico più ricco e sfaccettato. Inoltre l’analisi dei dati rileva che la maggior parte degli utenti sono donne tra i 25 e i 54 anni con un totale di interazioni pari a circa 59.600 tra reactions, commenti e condivisioni.
Su Twitter l’Arena registra 26.700 follower e 8.300 interazioni tra retweets, replies, likes e mentions, a cui si aggiunge la vincente iniziativa dei Tweet Seats che ha visto per il Festival 2017 448 spettatori twittare in diretta la loro esperienza dell’opera in Arena con il proprio dispositivo mobile da posti riservati vicinissimi al palcoscenico e ad un prezzo assolutamente accessibile (€ 10,00). Sempre su Twitter, l’hashtag #inarena ha contato 5.126 mentions da 2.139 utenti, raggiungendo così 3 milioni di persone. Infine, scelta strategica per il 2017 l’apertura ad inizio Festival di un profilo Instagram dedicato, che in poco più di 2 mesi ha già annoverato 3.110 follower.

Gli artisti
Il successo del Festival 2017 si deve innanzitutto alle scelte artistiche, che hanno portato ad esibirsi sul palcoscenico dell’anfiteatro veronese musicisti di fama internazionale, alcuni al loro debutto in Arena.
Tra le voci femminili abbiamo apprezzato Tatiana Melnychenko, Anna Pirozzi, Susanna Branchini, Carmen Topciu, Anna Malavasi, Nino Surguladze, Violeta Urmana, Anastasia Boldyreva, Amarilli Nizza, Sae-Kyung Rim, Elena Mosuc, Jessica Pratt, Oksana Dyka, Hui He, Silvia Beltrami, Ana Maria Martínez, Marianne Cornetti, Giovanna Casolla, Monica Zanettin, Maria José Siri, Ainhoa Arteta, Daniela Barcellona.
Tra gli interpreti maschili ricordiamo, oltre alle grandi voci di Plácido Domingo e Leo Nucci, George Gagnidze, Leonardo López Linares, Walter Fraccaro, Mikheil Sheshaberidze, Rubens Pelizzari, Rafa? Siwek, Carlo Ventre, Yusif Eyvazov, Gianluca Terranova, Francesco Demuro, Carlos Álvarez, Andrea Mastroni, Marcello Giordani, Alessandro Corbelli, Stefano Antonucci, Alberto Gazale, Ambrogio Maestri, Carlos Almaguer, Aleksandrs Antonenko, Saimir Pirgu, per citare solo alcuni tra i tanti interpreti che hanno arricchito con la loro grande professionalità il Festival 2017.
Hanno esordito sul palco dell’anfiteatro veronese nomi del calibro di Rebeka Lokar, Anna Maria Chiuri, Irina Churilova, Ekaterina Siurina, Jessica Nuccio, Olesya Petrova, Cellia Costea, Erika Grimaldi, Boris Statsenko, Stanislav Trofimov, Arturo Chacón-Cruz, Amartuvshin Enkhbat, Gaston Rivero, Hovhannes Ayvazyan, Ugo Guagliardo ed altri validi cantanti che si sono avvicendati nei diversi ruoli in quasi tre mesi di Festival.
A dirigere l’Orchestra dell’Arena di Verona - e il Coro guidato da Vito Lombardi - abbiamo ritrovato le valenti bacchette di Daniel Oren, Julian Kovatchev, Jader Bignamini e Andrea Battistoni, mentre con successo di pubblico e critica hanno debuttato sul podio areniano Jordi Bernàcer e Antonino Fogliani. Da sottolineare la presenza del Corpo di ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino.

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L’attenzione dei Media
I media nazionali ed internazionali hanno seguito con attenzione il Festival lirico 2017 e la Fondazione Arena di Verona. Conferma l’interesse la partecipazione di giornalisti, blogger, reporter ed operatori televisivi, produttori e registi dal mondo del cinema e del documentario, critici musicali e della stampa specializzata, che hanno pubblicato presentazioni, recensioni, interviste agli artisti, pezzi di costume e anticipazioni su testate della carta stampata e online. Tra questi sono stati riservati 187 accrediti ai media locali, 215 ai rappresentanti di testate nazionali e 178 ai giornalisti stranieri.
La copertura mediatica ad oggi registra oltre 2.600 articoli e segnalazioni, distribuiti per il 45% sulla stampa cartacea, il 35% sul web, il 15% in passaggi televisivi e per il 5% in radio. Tra questi circa il 65% è stato pubblicato da testate stampa ed emittenti radio e tv locali, il 22% dal panorama mediatico nazionale, l’11% dal regionale e un 2% dall’estero.
La presenza sempre più capillare su carta stampata e web vede l’attenzione non solo delle testate specializzate internazionali tra cui L’Opera, Classic Voice, Amadeus, Suonare News, Sipario, Operaclick, Teatro, Das Opernglas, Opernwelt, Ópera Actual, Revista Musical Catalana, Operaworld, ma anche dei principali quotidiani nazionali come Avvenire, Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Giornale, Il Messaggero, Il Piccolo, QN, La Repubblica, Il Secolo XIX, La Stampa, dei settimanali come Chi, Famiglia Cristiana, Gente, Oggi, Sette, TV Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, dei periodici femminili e di lifestyle come Bella, Confidenze, D la Repubblica delle donne, Donna Moderna, F, Glamour, Grazia, Io Donna, Starbene, TuStyle, Vanity Fair e Vogue, e di turismo come ItaEventi, La Freccia, Mete, Touring e Ulisse.
Come sempre, con grande interesse e passione hanno seguito l’articolato cartellone del Festival 2017 i media locali, a cui Fondazione Arena esprime un sentito ringraziamento: puntualmente e con grande disponibilità i quotidiani L’Arena e il Corriere di Verona, insieme alle emittenti Telearena, Telenuovo e RadioVerona, per citare solo i principali, oltre a numerose testate online di settore e non (una per tutte Operarenamagazine), hanno dedicato ampi servizi e rubriche, tenendo viva l’attenzione della città sul suo Festival.
Sempre crescente - in particolar modo verso il nuovo allestimento di Nabucco e nei confronti delle tre serate speciali del Festival - l’attenzione delle radio e dei telegiornali regionali e nazionali, quali TG1, TG2, TGR Veneto, Canale 5, TgCom24, Rai News, SkyTG24, TG7 Nord Est che hanno dato ampio spazio agli appuntamenti del Festival.
Inoltre, emittenti televisive e radiofoniche straniere da Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Corea, Giappone per citarne alcune, hanno studiato format dedicati all’Arena di Verona ed al Festival lirico per puntate speciali e di approfondimento, documentari, spazi online e web TV, utilizzando immagini spettacolari di palco e backstage che documentano e promuovono nel mondo le importanti produzioni areniane e ne svelano i retroscena e i segreti più coinvolgenti ed emozionanti.
Tra le trasmissioni ricordiamo che, grazie alla collaborazione tra Fondazione Arena, Bel Air Media, ARTE e ZDF, il Festival 2017 nel suo weekend conclusivo ha visto la ripresa televisiva della nuova produzione di Nabucco trasmessa in diretta il 26 agosto su ARTE Germania e ARTE Francia, e in live streaming su ARTE Concert, con video disponibile online fino al 25 settembre 2017. In collegamento da Verona la giornalista tedesca Nazan Gökdemir; l’audience televisiva ha superato il mezzo milione di spettatori: 380.000 i tedeschi con uno share del 2%, 181.000 i francesi con uno share dell’1,8%, dati che hanno segnato un vero e proprio record nel panorama delle trasmissioni liriche in tv.
Inoltre Classica HD, Official Partner del Festival 2017, durante la stagione estiva ha trasmesso integralmente dal 17 giugno al 14 luglio l’opera La Traviata con la regia di Hugo de Ana registrata all’Arena di Verona nel 2011, oltre all’apprezzato documentario Arena 100. Un secolo di musica, riproposto in prima serata lo scorso 3 agosto e trasmesso in replica fino al 28 agosto, prodotto nel 2013 in collaborazione con Classica Italia per ripercorrere i cent’anni di grande Opera all’Arena di Verona attraverso le voci di protagonisti del calibro di Raina Kabaivanska, Leo Nucci, Renato Bruson, Plácido Domingo, Katia Ricciarelli. In maggio e giugno è stato poi trasmesso in due parti lo storico reportage di Enzo Biagi Un cronista all’Arena, che racconta la macchina produttiva areniana dei gloriosi anni Ottanta che ha fatto dell’Arena nel corso del tempo la prestigiosa istituzione musicale odierna. Molto seguite dal pubblico televisivo anche le Cartoline da Verona dedicate alla scoperta delle opere più rappresentative del Festival riprese nei loro allestimenti storici più celebri, quali Nabucco nella messa in scena di Gianfranco de Bosio e Rigoletto secondo la regia di Ivo Guerra, oltre ad Aida nell’allestimento della Fura dels Baus. Le Cartoline sono state trasmesse sul canale 138 di Sky rispettivamente dal 16 al 22 giugno quella dedicata a Nabucco, per preparare gli spettatori alla serata inaugurale del Festival, quindi dal 23 al 29 giugno Aida e dal 30 giugno al 6 luglio Rigoletto.
Anche RAI 5 ha rivolto una grande attenzione al Festival realizzando due servizi speciali per il programma Save the date, trasmessi in luglio e dedicati all’Aida della Fura dels Baus e al nuovo allestimento di Nabucco di Arnaud Bernard. Inoltre in aprile, per rendere omaggio al grande artista emiliano Leo Nucci in occasione dei suoi 75 anni e in vista del suo ritorno in Arena nel ruolo protagonista per il Festival 2017, ha scelto di riproporre la trasmissione integrale dell’opera Rigoletto con la regia di Charles Roubaud, rappresentata all’Arena di Verona nel corso del Festival lirico 2001. Infine, nel mese di agosto è stata trasmessa Madama Butterfly nell’edizione realizzata da Franco Zeffirelli per il Festival 2004 all’Arena di Verona.
Per concludere, MEZZO - canale televisivo francese di settore presente in 57 Paesi inclusa l’Italia al canale 49 della piattaforma satellitare TivùSat - ha inserito nel suo palinsesto estivo dal 22 luglio all’11 settembre la trasmissione integrale dell’opera Roméo et Juliette di Charles Gounod, messa in scena nell’ambito dell’Arena di Verona Opera Festival 2011.

Iniziative e collaborazioni
Numerose le iniziative nate quest’anno intorno al Festival, a conferma dell’attenzione rivolta non solo da parte della città di Verona ma anche da prestigiose realtà internazionali.
Fondazione Arena ha dedicato al proprio territorio di riferimento un’iniziativa speciale: grazie a Opera d’argento è stata rinnovata ai Comuni della Provincia di Verona la possibilità di acquistare biglietti a prezzo ridotto (€ 10,00 per posti di Gradinata ed € 25,00 per posti di Poltroncina di gradinata) a favore di cittadini impegnati in attività socialmente utili e che operano nel volontariato, come ringraziamento per l’impegno costante profuso verso la comunità. La buona accoglienza di questa iniziativa, che ne conferma il successo, ha visto l’adesione dei Comuni di Negrar, Colognola ai Colli, Sommacampagna, Villafranca, Sona, Arcole, Garda, Valeggio sul Mincio, Grezzana, Pescantina, Peschiera del Garda, Bussolengo, Belfiore, Castelnuovo, Terrazzo, Casaleone, Povegliano, Vigasio, Isola della Scala, Cavaion, Bosco Chiesa Nuova, Trevenzuolo.
Si è rafforzato, inoltre, il legame con il Lago di Garda grazie alla collaborazione con ATV, Azienda Trasporti Verona, che ha messo a disposizione degli spettatori provenienti dalle sponde veronesi del lago un servizio bus che, 30 minuti dopo la fine di ciascuna recita, li ha riaccompagnati a Castelnuovo, Peschiera, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Brenzone e Malcesine. Fondazione Arena ha poi finanziato un servizio di trasferimento dal Parcheggio Centro, prima e dopo l’opera, attraverso due bus autoarticolati con l’obiettivo di rendere più agevole l’accesso dei gruppi agli spettacoli.
Grazie alla consolidata partecipazione alla promozione del Festival lirico del punto vendita veronese laFeltrinelli di Via Quattro Spade, è stata inaugurata in concomitanza con l’inizio della stagione areniana la mostra Nabucco - Nel cuore dell’opera, a cura dei fotografi ufficiali della Fondazione Arena di Verona Filippo Nardo e Stefano Valentino dello Studio ENNEVI. Una storia di immagini, omaggio al nuovo allestimento di Nabucco, molto gradita dai clienti della libreria, che resterà in esposizione fino a domenica 3 settembre.
Il 15 agosto si è rinnovato il tradizionale appuntamento con la Messa officiata dal Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti e la benedizione dedicata a tutti gli artisti nel giorno della Festività dell’Assunta, un evento che da oltre sessant’anni vede gremita la Chiesa di San Nicolò all’Arena. Protagonista il Coro della Fondazione Arena di Verona diretto, per il secondo anno, da Vito Lombardi; nelle parti soliste hanno regalato momenti particolarmente intensi il soprano Jessica Nuccio, insieme ai violinisti Carlotta Rossi e Davide Gibellato, Erika Ferroni alla tromba, Michele Mazzon al corno e Francesca Zancanaro all’organo.
A livello internazionale, lo scorso 24 luglio l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Andrea Battistoni è stata protagonista presso il Brunnenhof der Residenz di Monaco del prestigioso concerto ARENA DI VERONA ZU GAST IN MÜNCHEN. Il programma ha presentato arie dal più celebre repertorio operistico interpretate dalle grandi voci del soprano Amarilli Nizza, del tenore Carlo Ventre e del baritono Boris Statsenko, impegnate nel Festival areniano 2017. L’evento, patrocinato dai Comuni di Verona e Monaco, ha celebrato i 30 anni della Konzertgesellschaft München e.V. e ha reso omaggio al gemellaggio stretto nel 1960 tra Verona e la città tedesca. Tra i numerosi ospiti sono intervenuti, oltre ai Reali di Svezia Carl XVI Gustaf e la moglie Silvia, i Ministri di Stato Markus Söder e Ludwig Spaenle. In rappresentanza della città di Verona sono stati presenti il Vice Sindaco con delega alle Relazioni Internazionali Lorenzo Fontana, l’Assessore al territorio, cultura e sicurezza della Regione del Veneto Cristiano Corazzari e il Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Giuliano Polo. Il concerto ha riscosso un successo straordinario con oltre 15 minuti di applausi e standing ovation dal pubblico in Sala.
Inoltre, per il quinto anno consecutivo si è rinnovata la collaborazione con Ancàp, azienda veronese produttrice di porcellane di pregio realizzate esclusivamente in Italia, per celebrare lo storico legame tra il territorio e la cultura operistica. Il set esclusivo realizzato per il 2017 è composto da tazza da cappuccino e tazzina da caffè che riproducono un’elaborazione dell’iconografia rateriana della città di Verona, a cui si lega l’immagine dell’Arena e del suo Festival lirico, rappresentato dall’opera Nabucco, titolo inaugurale del Festival. La collaborazione tra Fondazione Arena e Ancàp ha visto negli anni la diffusione di tazzine celebrative della stagione estiva, particolarmente apprezzate dai turisti, a partire da quelle dedicate all’opera regina dell’Arena, Aida (2013), a cui hanno fatto seguito le tirature ispirate a Carmen (2014) e Roméo et Juliette (2015), per arrivare a Turandot proposta lo scorso anno. Il progetto 2017 ha voluto quindi allargare lo sguardo e comunicare in modo semplice ed immediato la forte connessione tra il Festival areniano e la sua città, partendo dalla riproduzione grafica di una carta miniata medievale che ben rappresenta l’identità di Verona.

I prossimi impegni
Tra i prossimi impegni dei Complessi artistici areniani, prima dell’inizio della Stagione invernale 2017-2018, si segnalano nel mese di settembre alcune importanti iniziative.
Giunge alla dodicesima edizione il suggestivo appuntamento con la lirica in alta quota Con l’Arena sul Monte Baldo, che vede protagonista il Coro della Fondazione Arena di Verona diretto da Andrea Cristofolini. Il concerto, organizzato dalla Funivia Malcesine-Monte Baldo in collaborazione con Fondazione Arena, si terrà domenica 24 settembre alle ore 14.00 in località Pozza della Stella per un connubio tra arte e natura che richiama, dal 2004, un grandissimo numero di veronesi e appassionati.
All’interno della prestigiosa rassegna Il Settembre dell’Accademia, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona è stata invitata ad esibirsi lunedì 25 settembre alle ore 20.30 presso il Teatro Filarmonico di Verona nel concerto diretto da Julien Masmondet con il solista Seong-Jin Cho al pianoforte. Ricco il programma con l’Adagio per archi Op. 11 di Samuel Barber, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore Op. 21 di Fryderyk Chopin e per finire la Sinfonia n. 9 in mi minore Op. 95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvorák.

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Infine, venerdì 29 settembre alle ore 20.00 il Coro dell’Arena di Verona, sempre diretto da Andrea Cristofolini, sarà impegnato in un concerto all’interno della suggestiva cornice del Castello di Sirmione, dove saranno eseguite musiche di Gounod, Mascagni, Bizet, Verdi, Bellini e Offenbach. L’appuntamento segna l’inizio di una viva collaborazione con il territorio, che prevede altre manifestazioni nella primavera 2018.

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona e Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il sovrintendente Giuliano Polo
Sotto: ancora il sovrintendete Polo con Raffaele Polcino
Al centro: due momenti della conferenza stampa
In fondo: una suggestiva immagine di Foto Ennevi al pubblico areniano durante il rito delle candeline accese, offerte ogni anno dalla prermiata ditta dolciaria Matilde Vicenzi di Verona





Pubblicato il 19 Luglio 2017
Serata di entusiasmi con il tutto esaurito in Arena per Roberto Bolle and Friends
Il ballerino č mito e anche eroe intervento di Athos Tromboni

170719_Vr_00_RobertoBolleAndFriends_phLauraFerrariVERONA - Ci sono due citazioni contrapposte che colpiscono il nostro intelletto alla visione dell'accoglienza riservata dal pubblico a Roberto Bolle in Arena per il suo spettacolo Roberto Bolle and Friends: la prima che viene in mente è quella di Bertolt Brecht, tratta dall'opera teatrale "Vita di Galileo Galilei" e dice così: Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi. La seconda è di Benito Mussolini: Noi celebreremo i nostri eroi marciando sulle strade, tratta dal discorso pronunciato a Casola Valserio il 27 aprile 1924 in occasione della visita all'abitazione del poeta Alfredo Oriani e impressa come monito su un'abitazione della località La Vecchia Biella.
Entrambe le citazioni, pur nella diversità etica del significato, rappresentano comunque un ossimoro dell'eroe. Perché quando un popolo ha bisogno di eroi significa che quel popolo ha bisogno di riconoscersi in qualcuno che si innalzi sopra la massa e proprio quel popolo diventa sensibile alla celebrazione acritica del mito: ed è altrettanto vero che quel popolo non s'accontenta d'immergersi nella contemplazione solitaria della figura dell'eroe, ma si esalta "marciando sulle strade" e arrivando alla commistione dell'identità individuale con l'identificazione di massa.
Fenomeno sociale confermato, appunto, dalla reazione dei 13 mila spettatori alla comparsa di Roberto Bolle sul palcoscenico dell'Arena la sera del 17 luglio; e suggellato dal trionfale (osannante) applauso di fine spettacolo con richiesta (soddisfatta) di bis. Fenomeno identificativo di massa non isolato, anzi confermato in Italia anche dai 220 mila al concerto di Vasco Rossi a Modena, pochi giorni prima, e da altri eventi di spettacolo che sarebbe qui molto lungo citare.
Ora, diciamolo senza riserve, la performance di Roberto Bolle è stata ottima, ma non fu lui quella sera il primus inter pares, perché il russo Daniil Simkin e il coreano Young Gyu Choi hanno imposto il loro primato sia nella danza classica che nella pantomima, mentre invece Bolle si è ritagliato una performance di eccellenza nella danza contemporanea. Però Bolle è più bello. Anzi è più bellissimo, meglio nudo che vestito. I Bronzi di Riace, i corpi marmorei di Fidia sul frontone del Partenone di Atene, il Perseo trionfante e il Teseo che siede sul Minotauro di Antonio Canova, celebrano la bellezza, perché anche questa è un valore che non si deve nascondere e che esalta al pari del coraggio e dell'abilità, il mito dell'eroe; un eroe che - in quanto mito - si eleva al di sopra di ogni criticità.
Ritornando allo spettacolo, per raccontarvi come è andata e per dovere di cronaca, riproduciamo qui integralmente il comunicato stampa dell'Arena di Verona diramato subito dopo il trionfale esito della serata.

""" Ieri, lunedì 17 luglio 2017, lo spettacolo Roberto Bolle and Friends per la quinta volta all’Arena di Verona e per la quarta volta nel cartellone dell’Opera Festival ha registrato il sold out contando oltre 13.000 spettatori.
L’attesissimo gala dedicato al balletto classico e contemporaneo, organizzato dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Artedanza s.r.l., ha riportato le stelle mondiali della danza nella suggestiva cornice dell’anfiteatro veronese gremitissimo in ogni ordine di posti.

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Con un tifo quasi “da stadio” e applausi a scena aperta, il caloroso pubblico con tutta la sua energia ed emozione ha manifestato il proprio apprezzamento per il variegato programma e gli spettacolari Friends, scelti personalmente dallo stesso Roberto Bolle, protagonista indiscusso della serata. L’étoile del Teatro alla Scala e dell’American Ballet Theatre si è infatti esibito sul palcoscenico areniano insieme ad artisti di primissimo livello e fama internazionale come Melissa Hamilton, stella del Royal Ballet di Londra; Daniil Simkin e Herman Cornejo dall’American Ballet Theatre di New York; Misa Kuranaga principal dancer del Boston Ballet; Anna Ol e Young Gyu Choi, primi ballerini del Dutch National Ballet di Amsterdam, e Polina Semionova, ospite nella compagnia dello Staatsballett Berlin.
Hanno composto la prima parte Ballet 101 con la partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Pannofino, Esmeralda, Carmen, Don Chisciotte e l’emozionante Take me with you su musica dei Radiohead; mentre La Bayadère, Penumbra, Les Bourgeois, Caravaggio e Tchaikovsky Pas de Deux hanno costellato la seconda parte in un crescendo di emozioni. Lo spettacolo si è quindi concluso tra i più fragorosi applausi sulle note del nuovo balletto multimediale Rencontre, danzato dalla Hamilton e da Bolle, che ha regalato ai suoi fan in visibilio un fuori programma con il famoso assolo di Prototype.
Altro regalo per il pubblico areniano il flash mob #illuminiamoladanza, proposto da Roberto Bolle con l’ospite Francesco Pannofino: una grande, bellissima dichiarazione d’amore per la danza, che alla fine del primo tempo ha invitato tutta l’Arena a puntare le luci dei cellulari verso il palco per dar vita ad una ola. Senza esitazione, le oltre 13.000 persone che gremivano il Teatro hanno subito aderito all’appello, regalando all’Artista uno spettacolo unico ed emozionante, come egli stesso ha dichiarato: «La danza vive un momento di grande difficoltà nel nostro Paese. Quello che volevamo dimostrare con questo piccolo gesto è quale e quanto entusiasmo susciti.

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Un grido di allarme che si fa dichiarazione di amore. Un’emozione e un calore difficili da ignorare.»
Il connubio tra danza, musica e spettacolari effetti tecnologici, oltre alla suggestiva atmosfera del teatro sotto le stelle, si sono quindi rivelati il mix perfetto per una serata davvero magica, grande omaggio all’arte della Danza."""

Crediti fotografici: Laura Ferrari per la Fondazione Arena di Verona





Pubblicato il 10 Luglio 2017
Riccardo Muti ha portato prima a Tehran e poi a Ravenna un concerto molto significativo
Le vie dell'amicizia. Una riflessione intervento di Athos Tromboni

170709_Ra_00_VieDellAmicizia_RiccardoMutiRAVENNA - «Pietà, rispetto, amore, conforto ai dì cadenti non spargerà d'un fiore la tua canuta età. Né sul tuo regio sasso sperar soavi accenti: sol la bestemmia, ahi lasso! la nenia tua sarà». Sono i versi di Francesco Maria Piave, librettista, per l'aria finale del Macbeth musicato da Giuseppe Verdi nel 1847. È, quella, la riflessione sconsolata di un tiranno sanguinario che - giunto al termine del proprio percorso terreno - si rende conto che di lui resterà un ricordo senza pietà, senza rispetto, senza amore; e che la "bestemmia" contro la sua persona sarà l'unica nenia che risuonerà nei suoi confronti. Più conciso ed efficace di così, Piave, non poteva essere. E dimostra che sono le parole che restano, quelle che fanno la storia. Oggi più di ieri quelle parole sono valide se applicate alla tirannia del potere che sopprime la libertà dei popoli. Ma il potere ha molte facce: da quella mistico-religiosa, a quella ideologico-politica. E comunque quello tirannico è sempre incarnato non solo da un sistema oppressivo, ma principalmente da un leader che è cerniera e snodo del sistema oppressivo. Potremmo parlare di un simbolo, più che d'un personaggio in carne e ossa. Da preservare, perché senza quel simbolo vitale nei gangli del sistema oppressivo, il potere si squaglia, viene soppiantato da altro potere che può essere maggiormente libertario (fino a divenire democratico) o addirittura maggiormente oppressivo.
Il trafiletto filosofico serve per dire una cosa, Piave aveva visto giusto: anche se il simbolo del potere oppressivo rigenera se stesso nel tempo e nella storia, verrà un giorno che "sol la bestemmia... la nenia tua sarà".
Eccellente la scelta di Ravenna Festival di percorre Le vie dell'amicizia anno 2017 unendo Tehran a Ravenna, con un concerto di musiche verdiane eseguite - il 6 luglio nella capitale iraniana e due giorni dopo nella città romagnola - dai musicisti delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane e della Sinfonica di Tehran, dal Coro del Municipale di Piacenza unito al Coro della capitale iraniana, dai tenori Piero Pretti e Giovanni Sala, dal baritono Luca Salsi e dal basso Riccardo Zanellato. Con Riccardo Muti sul podio, e Corrado Casati e Razmik Ohanian a dirigere e preparare la fusione dei due cori. Missione impossibile no, perché non poteva essere rifiutata una proposta d'amicizia che veniva dall'Italia, visti i rapporti diplomatici oggi non tesi e anche collaborativi che esiste fra il nostro Paese e l'Iran. Mediata, certo, quella proposta, forse più dallo scrupolo di Ravenna Festival che dalle "censure" iraniane; non lo sappiamo se sia così, ma conoscendo come agisce il management del Festival romagnolo, crediamo di non essere fuori della realtà.

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Mediata: ecco allora che le donne in orchestra e nel coro devono indossare lo chador, ecco che le arie e i duetti scelti per il concerto sono solo per voci maschili perché le donne che osassero cantare in un teatro iraniano sarebbero "svergognate", ecco che non si può scegliere ad esempio il Va pensiero sull'ali dorate perché simboleggia l'anelito di libertà e amor patrio degli ebrei; e men che meno cantare l'aria di soprano É  strano!  É  strano!  della Traviata: allora si procede alla composizione di un impaginato per voci maschili che mantenga l'universalità dei valori, più che i riferimenti alla tipicità sociale o etica, e si eseguono cori arie e duetti da I vespri siciliani, dal Don Carlo, dal Simon Boccanegra e soprattutto dal Macbeth. Capolavori assoluti, però meno conosciuti dal nostro pubblico di quelli popolarissimi della trilogia romantica, del Nabucco o dell' Otello.
Eppure quell'impaginato, per chi sappia vedere e riflettere, è profondo e significativo, perché sia i testi dei librettisti, ma soprattutto l'afflato ispiratore del musicista che si chiama Giuseppe Verdi, affrontano un tema che è attuale oggi come lo era ai suoi tempi e come lo fu alla genesi delle società organizzate in caste e classi: l'inconciliabilità fra la libertà e l'oppressione; il lacerante scontro fra i doveri del ruolo di re o regnante e la coscienza interiore; la lotta fra l'uomo e l'Uomo laddove l'uomo con la minuscola è principalmente strumento oppressore, mentre quello con la maiuscola è principalmente umano.

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Al Pala de André, la sera di sabato 8 luglio, c'era il tutto esaurito. Diversi pullman erano giunti trasportando melomani italiani, ma anche stranieri (giapponesi, alacremente impegnati a scattare foto coi telefonini durante tutta la serata); il concerto diretto da Muti ed interpretato dai due cori uniti e dai solisti è stato di grande qualità. Non poteva essere diversamente. Ma soprattutto è passato un messaggio di amicizia. Vera. Perché il linguaggio universale della musica ha consentito che passasse, facendosi forte delle umane emozioni semplicemente; e senza furbizie o sotterfugi per aggirare ostacoli. Speriamo.

Crediti fotografici: Silvia Lelli e Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il direttore Riccardo Muti
Al centro: panoramica di Silvia Lelli sul concerto di Tehran
Sotto: panoramica sullo stesso concerto al Pala de André di Ravenna





Pubblicato il 25 Giugno 2017
Nella seconda serata di Arena Festival 2017 delude pių l'esecuzione musicale della regia
Aida della Fura cosa si perde intervento di Athos Tromboni

170625_Vr_00_Aida_AmarilliNizza_EnnevifotoVERONA - Il secondo titolo in cartellone dell’Arena Festival 2017 è l’ Aida di Giuseppe Verdi, nell’allestimento avveniristico di La Fura dels Baus. Questo spettacolo, firmato dalla regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé (alias “La Fura dels Baus”), con scene di Roland Olbeter, costumi di Chu Uroz, luci di Paolo Mazzon e coreografie di Valentina Carrasco, venne prodotto nel 2013 per il “centenario” dell’Arena e venne replicato anche nella stagione 2014. Secondo La Fura, la storia di Aida, Radames, Amneris Amonasro e compagnia inizia già prima della sinfonia, quando gli spettatori vengono sottoposti ad uno sforzo intellettivo per capire come mai al soffio di un vento che aumenta il proprio sibilo di minuto in minuto, una lunga schiera di schiavi o comunque lavoratori eslege (come li chiamerebbe Carlo Marx) sotto il controllo di colonizzatori bianchi (o padroni, come li chiamerebbe sempre Marx) scava nella sabbia alla ricerca di qualcosa, forse un tesoro egizio, forse una mummia del Re o di Ramfis, forse semplicemente oro e diamanti.
Che c’entra con il racconto del librettista Antonio Ghislanzoni? E con la musica di Verdi? Ma non stiamo qui a sottilizzare, parteggiando per quelli che amano le regie nel solco della tradizione o per quelli che adorano lo stravolgimento delle drammaturgie dei libretti. Lo spettacolo c’è, anche perché nel prosieguo dell’esecuzione, Padrissa e Ollé hanno modo di mettere in mostra centinaia di trovate, dal carosello dei carrelli elevatori per gli imballaggi pesanti di magazzino adoperati come bighe, ai fusti di latta contenenti (forse) rifiuti tossici o radioattivi, alle macchine teatrali appositamente costruite come i cammelli e gli elefanti (o meglio, lo scheletro dei cammelli e degli elefanti) semoventi, le centinaia di comparse vestite e truccate come dei lemuri umani che fanno la sfilata dentro la platea e sulle gradinate dell’Arena reggendo una palla luminosa, alle altre comparse che accendono le loro lunghe torce dopo essersi inerpicate sulla sommità della gradinata dietro il palcoscenico nei momenti in cui il coro canta a piena voce, alle tele sgonfie poste sullo sfondo della scena che progressivamente si gonfiano in corso d’opera fino a trasformarsi da stracci in dune di sabbia, al va-e-vieni che non concede posa all’azione quando non siano i cantanti da soli a stare in scena come vuole quel momento lì dell’opera.

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Tutto freneticamente in transito sul palcoscenico. Poi le soppressioni o le arbitrarie “sostituzioni”, una su tutte il balletto del trionfo di Radames che viene sostituito da una buffa pantomima realizzata con la tecnica del teatro d’ombre. Sono trovate che mettono in evidenza l’arguzia e la fantasia dei loro creatori e mettono in secondo piano il significato di una storia che Ghislanzoni aveva limato, limato, limato fino alla perfezione, sotto la supervisione di Giuseppe Verdi. Tralasciamo di dilungarci in altre descrizioni, invitando chi ci legge a recarsi all’Arena in una delle repliche, perché questo è uno spettacolo che va visto, più che ascoltato.
Allora viene da chiedersi: che cosa ci si guadagna ad assistere a un tale spettacolo? Meraviglia. Forse divertimento. Sicuramente perplessità. Un vero trionfo del tempo e del disinganno (Händel: Discoprirò, che la Bellezza è un fiore... / che in un sol giorno è vago e bello, e muore).
E cosa si perde? Intanto la perfetta coerenza fra musica e azione, laddove la musica accenta e accentua sentimenti, attese e pene, gioie, patimenti; poi la bellezza dell’ordito drammatico (sempre Händel: Se la Bellezza perde vaghezza / se cade o more non torna più); e infine si perde quello che l’opera lirica ha di importante proprio dal punto di vista culturale in sé: la rappresentazione di una realtà storica attinente al periodo in cui si svolge l’azione. Quanti musicologi, esperti del costume e delle tradizioni, stilisti e sarti, scenografi, registi, hanno studiato - nel corso degli anni che precedono il nostro presente - in maniera certosina e approfondita per rendere vero l’ambiente in cui si svolge un’opera di contenuto storico? Dagli studi sulle fogge e colori degli abiti per Nabucco (ambientato in Palestina e in Siria cinque secoli avanti Cristo), alle armi e armature per Il trovatore (Spagna, primi anni del Secolo XV dopo Cristo), alle sagre religiose e ai colori paesani  della Sicilia di Cavalleria rusticana, ai costumi ed usanze di fine Settecento, periodo di Rivoluzione francese, per l’Andrea Chénier.  Potremmo continuare a iosa, citazione dopo citazione; esiste una nutrita e preziosa bibliografia per chi ama approfondire gli studi sulla verità, piuttosto che trastullarsi nella fantasia. Quelli sopra citati non sono solo titoli d’opera. No: sono mondi veri che portati sul palcoscenico, nella finzione scenica secondo i loro usi, costumi, credenze, canoni estetici, diventano un museo vivo e vivace per noi spettatori e recensori, che quei tempi li abbiamo solo letti sui libri di storia. Ecco ciò che si perde assistendo a una cosiddetta regia trasgressiva.
Ed in fondo è meno penoso (non diciamo più facile, ma sicuramente meno faticoso sì) inventare di sana pianta un ambiente ed una situazione, dando briglia sciolta alla fantasia, piuttosto che studiare, verificare, ristudiare e confrontare, prima di mettere in scena.Dal punto di vista documentario, dunque, l’Aida inventata da La Fura del Baus è un falso orripilante. Dal punto di vista spettacolare è pura meraviglia. Dal punto di vista della fantasia è un florilegio di novità e sorprese. Dal punto di vista musicale…
Beh… dal punto di vista musicale, la direzione di Julian Kovatchev sul podio dell’Orchestra dell’Arena di Verona, ci ha deluso e anche stancato: tempi dilatati in maniera insopportabile, dove i cantanti erano in difficoltà a mantenere ferma la nota e l’intonazione. Poco entusiasmo anche nella famosa Marcia trionfale che contribuisce a rendere celebri le buccine romane, antiche trombe dallo squillo possente. L’orchestra è sostanzialmente chiamata alla routine.
Miglior sorte non è toccata al cast, forse intimorito, forse impreparato ai tempi scelti dal direttore per consentire le rivoluzioni sceniche della Fura dels Baus: Amarilli Nizza nel ruolo di Aida (interpretata decine e decine di volte, sempre - da quel che sappiamo - con ottimo risultato) pareva affaticata, tanto che qualcuno ha osato pronosticare nelle chiacchiere durante gli intervalli, che non ce l’avrebbe fatta a tirare la fine.
Violeta Urmana (Amneris) è risultata la migliore in assoluto, e la più applaudita; questo soprano divenuto mezzosoprano ha una tecnica, una sicurezza di sé e una musicalità che le consento di ben figurare nei ruoli più impervi.

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Carlo Ventre (Radames) ci è piaciuto perché sa essere generoso, fraseggia bene, squilla e soprattutto fa gli acuti tenuti come piace al pubblico dell’Arena che, dopo la sua aria Se quel guerrier io fossi… Celeste Aida, lo ha sommerso di applausi per un superacuto finale che Verdi non ha mai scritto nei segni d’espressione.
Boris Statsenko (Amonasro) ha declamato la parte senza mai melodizzare l’emotività nella parola cantata, né quando deve interpretare il padre amoroso di Aida, né quando va su tutte le furie perché la figlia non vorrebbe diventare la spia che tradisce Radames; insomma, un canto monotono e privo di sfumature, solo potente e a volte sguaiato.

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Professionali e più che sufficienti tutti gli altri: Deyan Vatchov  (il Re), Giorgio Giuseppini (Ramfis), Antonello Ceron (Un messaggero) e Marina Ogii (Sacerdotessa). Ottimo il coro preparato da Vito Lombardi. Arena gremita, praticamente tutta esaurita, con ancora più pubblico della serata inaugurale del Nabucco. Repliche il 30 giugno, 5, 9, 11, 16, 20 e 23 luglio 2017. (La recensione si riferisce alla recita di sabato 24 giugno 2017).

Crediti fotografici: Ennevifoto per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il soprano Amarilli Nizza (Aida)
Al centro in sequenza: il tenore Carlo Ventre (Radames), il mezzosoprano Violeta Urmana (Amneris), il baritono Boris Statsenko (Amonasro) e ancora Amarilli Nizza
Sotto: una suggestiva immagine della danza della solista volante, ideata da La Fura dels Baus
In fondo: bella panoramica di Ennevifoto sull’allestimento





Pubblicato il 22 Giugno 2017
Ravenna Festival ha mandato in scena l'opera russa di Chlebnikov, Kručënych e Matjusin
Il Futurismo e le sue propaggini oggi intervento di Athos Tromboni

170622_Ra_00_VIttoriaSulSole_phSilviaLellRAVENNA - Seguendo fedelmente le indicazioni del programma di sala dovremmo dire che nel Teatro Alighieri abbiamo assistito, mercoledì 21 giugno 2017, alla ricostruzione dell’opera cubofuturista russa  La vittoria sul sole di Velim Chlebnikov (prologo) e Aleksej Kručënych (libretto) con musiche di Michail V. Matjušin. La “ricostruzione” è dovuta ai due registi moscoviti Stats Namin e Andrej Rossinskij mentre la rielaborazione musicale per tastiere elettroniche in scena e percussioni registrate fuori scena è stata curata da Aleksandr Slizunov. Per il resto era tutto originale come nel 1913 quando l’opera, fra risa schiamazzi e proteste del pubblico, andò in scena a San Pietroburgo in prima esecuzione assoluta.
All’inizio della rappresentazione, durata poco più di 70 minuti, mentre i canta-attori si vestivano dei loro costumi variopinti e cubisti, si è presentato in scena il regista Namin, insieme all’interprete, per garantire con la sua parlata russa che avevano fatto tutto il possibile per cambiare pochissimo rispetto all’originale. Poi aveva riferito che loro, quelli del cast e tutto l’entourage, avevano sorriso quando gli era stato detto che il canto e gli urli scanditi rigorosamente in russo sarebbero stati visibilizzati in italiano con i sovratitoli: «Sì, abbiamo effettivamente sorriso, perché quando la mettiamo in scena in Russia, nessuno ci capisce niente, quindi la traduzione forse non serve. Perché questa opera futurista va ascoltata come un concerto sinfonico...  Cercate in essa il suono, non il senso. Il senso non c’è.»
Il libretto di Kručënych, commentato da un bel saggio di Michaela Böhmig, chiarisce perfettamente la precisazione fatta da Namin. Ecco il contenuto dissacratorio degli “agimenti” e dei “quadri” visti sul palcoscenico del Teatro Alighieri, sintetizzati dalla Böhmig: «... L’opera si ispira alla poetica del ripugnante e del volgare. C’è un ributtante bestiario che comprende una testuggine maciullata, una grassa cimice che odora di tomba, un porco. Si parla inoltre di una rapa sanguinaria, di una poppa crepata, di teschi rosicchiati che corrono sulle uniche quattro zampe. Di stampo futurista è anche il campionario di personaggi-tipo, tutti maschili, tra cui figurano “forzuti futuristi”, un “viaggiatore in tutti i secoli”, “guerrieri”, “sportivi”, i “nuovi” e un “aviatore”... Tutto è stato fatto al fine di preparare un’epoca virile, in sostituzione degli effeminati Apollo e delle insozzate Afroditi... Concorre a rendere fluttuante il materiale verbale anche la soppressione di quasi tutti i segni di interpunzione. L'assenza di cesure grafiche fa traballare i nessi sintattici ... Con queste parole si apre la prospettiva su un mondo in cui sono definitivamente superate non solo le tre dimensioni spaziali, ma anche quella temporale a favore di un universo plurudimensionale illimitato ed eterno, in cui diventa possibile tutto e il contrario di tutto»
Il Teatro Alighieri era gremito, troppo ghiotta l’occasione perché studiosi del Futurismo, musicologi, semplici spettatori e melomani si lasciassero sfuggire una rara messinscena di La vittoria sul sole.

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Lo spettacolo che ci si aspettava, c’è stato. Spettacolo vero, godibile, ironico e fuori di testa; certo, oggi che le due guerre mondiali del Novecento e l’attuale guerra dei fanatici islamici contro la civiltà hanno riempito di nefandezze la storia e la cronaca degli ultimi cento anni del mondo, quel contenuto dissacratorio programmato dai futuristi fa davvero sorridere; non per l’inintelligibilità delle trame, ma per l’inoffensività dei contenuti. Nel nostro presente. Non nel 1913. Restando nel campo delle considerazioni, diventa facile dire oggi che anche in campo estetico-musicale quell’opera là, come la musica futurista in genere (anche quella italiana), sono stati i precursori di un trend che si è prolungato nel tempo fino ai giorni nostri: come spiegare la performance luciferina - ad esempio - di Jimi Hendrix quando agli sgoccioli della sua esibizione esagitata a Woodstock incendiò la chitarra distruggendo il simbolo del proprio successo? Come non assimilare alle esibizioni futuriste più dissacranti di inizio Novecento i concerti macabri di diabolici ceffi del nostro tempo come Alice Cooper o Marylin Manson? Come giustificare, sempre considerando il tempo presente, i comportamenti in pubblico (ma anche nel privato) di un fenomeno negativo come quello del Sex Pistols? Certo, qui siamo nel campo del rock trasgressivo di fine Novecento - non in quello asettico della musica di tradizione colta contemporanea -  ma anche il Futurismo d’inizio Novecento mirava alla trasgressione e in buona misura si proponeva d’essere l’antitesi della cultura ufficiale.
Noi siamo dell’avviso che il Futurismo non deve restare un fenomeno da studiare come evento folkloristico: il Futurismo deve farci capire oggi quali siano le sue propaggini al di là delle interpretazioni e degli studi accademici. Noi le propaggini (per come la vediamo) le abbiamo indicate, sono quelle citate: Hendrix. Cooper, Manson, Sex Pistols e altri che sarebbe lungo elencare. E qui sta il trionfo del Futurismo nella realtà contemporanea.

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Per concludere riportiamo un dato di cronaca: la rappresentazione di La vittoria sul sole, ha ottenuto a Ravenna un successo strepitoso. Meritato. Perché erano tutti molto bravi, dai canta-attori alle pianiste che eseguivano la musica suonando due tastiere elettroniche sul proscenio, ai lati del palcoscenico.

Crediti fotografici: Silvia Lelli per il Ravenna Festival






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Arena il bilancio dā soddisfazione
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170831_Vr_00_RisultatiFestival2017_GiulianoPoloVERONA - Tempo di bilanci per l'appena concluso Arena Festival 2017; e i bilanci li ha illustrati ad una nutritissima conferenza stampa, giovedì 31 agosto, il sovrintendente della Fondazione Arena, Giuliano Polo; al suo fianco, silenzioso ma partecipe, il coordinatore della programmazione e casting-manager, Raffaele Polcino; brevi interventi anche di Corrado Ferraro, direttore commerciale e marketing, e Paola Fontecedro, capo ufficio stampa della Fondazione. La sintesi delle 48 serate di spettacolo (5 titoli d'opera; un concerto con la IX Sinfonia di Beethoven il giorno di Ferragosto; il concertone lirico di Placido Domingo; e la serata di gala dedicata a Roberto Bolle & Friends) è questa: presenze di spettatori paganti, oltre 380 mila, con un incremento del 2,79% rispetto al 2016; incasso totale superiore ai 22 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 3,05% rispetto al 2016; budget pienamente rispettato, nell'ambito
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170918_PalazzoloSO_00_GitaAFerrara_BattistaPozziPALAZZOLO S/O (BS) - Accolti dalla gentile signorina Chiara Trombetta, nostra guida per tutto la giornata, abbiamo visitato come Circolo Amici della Musica di Palazzolo sull'Oglio, domenica 17 settembre, la città di Ferrara. È stata una gita molto ben riuscita e per fortuna il cielo che minacciava pioggia e temporale, non ha rispettato le previsioni,
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Concerto a casa del Principe
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170918_Soragna_00_PrincipeDiofeboMeliLupiSORAGNA (PR) - Festa grande della Musica, domenica 17 settembre 2017, nel magnifico castello della bella cittadina parmense, residenza storica del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna, il quale ha ospitato uno straordinario concerto lirico offerto da Adolfo (Dodo) Frattagli presidente dell’Associazione Culturale Carlo Alberto Cappelli di Rocca San
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Eventi
Erf in winter a Imola e Faenza
redatto da Athos Tromboni FREE

170913_Erf_00_Imola_IvoPogorelichIMOLA - Per il secondo anno consecutivo Emilia Romagna Festival apre i battenti del teatro imolese "Ebe Stignani" per la stagione invernale ERF#StignaniMusica 2017/18, presentando un programma estremamente interessante di ben nove concerti, più un concerto fuori programma ed un concerto vocale nell’ambito della rassegna “L’opera nel ridotto”.
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Eventi
Ferrara Musica riparte dopo i lavori
servizio di Athos Tromboni FREE

170911_Fe_00_FerraraMusica_EdgarMoreauFERRARA - Il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comuna di Ferrara, Massimo Maisto, la presidente del Teatro comunale "Claudio Abbado", Roberta Ziosi, e il direttore artistico di Ferrara Musica, George Edelman, hanno presentato lunedì 11 settembre 2017 alla stampa e a un nutrito gruppo di rappresentsanti delle associazioni culturali e musicali ferraresi
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Opera dal Centro-Nord
Elegante e suggestiva Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoPasqualetti_phPietroPaoliniFIRENZE - Puccini è amore, Puccini è emozione, Puccini è genio… Puccini è passione! “Passione Puccini” è proprio il ciclo musicale che racchiude le  opere che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - ormai non si chiama più Opera di Firenze - ha voluto dedicare al compositore lucchese: Madama Butterfly, La bohème e Tosca in questo settembre 2017 e
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Echi dal Territorio
Ultima Cartolina per la Fanciulla
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Lu_00_Cartolina-FanciullaDelWest_MassimoMorelli_phLorenzoBreschiLUCCA - La sera di giovedì 7 settembre al Teatro del Giglio, appuntamento con La fanciulla del West, quale ultima "Cartolina pucciniana" del 2017, dedicata ai Lucchesi nel Mondo; un teatro gremito ha fatto da cornice a questo momento musicale dedicato all’opera “americana” di Giacomo Puccini. Settembre e la festa cittadina della Santa Croce
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Eventi
La nuova stagione del Duse
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Bo_00_TeatroDuse_EraDOttobre_PaoloMieliBOLOGNA - La conferenza stampa del 4 settembre 2017 riguardante la comunicazione alla stampa della nuova stagione invernale del Teatro Duse di Bologna, presente come sempre l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Bruna Gambarelli, ha voluto porre in evidenza ancora una volta una caratteristica molto particolare: il Teatro Duse
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Soci Uncalm
Ricordando Francesco Maria Piave
FREE

170908_Soragna_00_FrancescoMariaPiaveROCCA SAN CASCIANO (FC) - Domenica 17 settembre 2017, alle ore 16,30, l’Associazione "Carlo Alberto Cappelli" di Rocca San Casciano, ospite del principe Diofebo Meli Lupi, offre nella storica sede del Castello di Soragna (Parma) nel cuore delle Terre Verdiane, un originale concerto lirico dedicato al più amato dei librettisti di Giuseppe Verdi, quel Francesco
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Echi dal Territorio
La Gino Neri d'estate
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Fe_00_EnsembleGinoNeri_GiorgioFabbriBOLOGNA - I concerti nel cortile del Castello di Bentivoglio organizzati dall’Associazione Musicale “Il Temporale” nell’ambito del Festival da Camera “Orchestre senza Frontiere” attraverso la direzione artistica di Marzia Baldassarri, hanno oramai raggiunto l’importante traguardo della XXI.ma edizione; presso la splendida cornice rinascimentale
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Opera dal Nord-Est
Arena incursione di fine agosto
servizio di Simone Tomei FREE

170828_Vr_00_ArenaLogoVERONA - Anche questo 95° Festival dell’Arena di Verona è giunto al suo epilogo regalandoci tre serate finali da quasi tutto esaurito; un anfiteatro colmo di spettatori ha salutato con esultanza le ultime rappresentazioni della stagione, dove si sono replicati tre titoli di cui vi dò conto, per lo più, in relazione agli avvicendamenti dei cast, rimandando
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Vocale
Rof vetrina per grandi voci
servizio di Simone Tomei FREE

170826_Ps_00_Concerto_DavidParryPESARO - Come preannunciato in un mio precedente articolo riguardante il Rossini Opera Festival 2017 mi sono riservato di scrivere separatamente dei due concerti vocali cui ho assisto durante la mia presenza nella città marchigiana. Ho tardato qualche giorno a pubblicare lo scritto perché assieme al mio resoconto dei due pomeriggi
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Opera dal Centro-Sud
Speciale Rof - Le recensioni
servizio di Simone Tomei FREE

170825_Ps_00_LogoRofPESARO - La città marchigiana si è rivelata anche quest'anno la culla della musica, dei suoi sapori, delle sue sfumature e dei suoi interpreti; ovunque per le strade si respira l'aria del suo esimio compositore: le vetrine dei negozi sono adornate di libri e spartiti che parlano del Cigno e delle sue opere, le locandine inneggiano a tutte le molteplici
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Personaggi
Carlo Cigni si racconta
intervista di Simone Tomei FREE

170824_Ps_00_CarloCigniPESARO - Non ho fatto da solo il viaggio di ritorno da Pesaro a conclusione della mia permanenza al Rof 2017; ho potuto infatti godere della compagnia del basso livornese Carlo Cigni, impegnato nel personaggio di Hiéros nell’opera di Gioachino Rossini Le Siège de Corinthe; Cigni mi ha onorato di questa piacevole chiacchierata che ho il piacere di condividere
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Echi dal Territorio
Christian Joseph Saccon a meraviglia
servizio di Gianluca La Villa FREE

170821_Levanto_00_ChristianJosephSacconLEVANTO (SP) - La stagione estiva della rassegna musicale levantese, firmata e diretta da Aldo Viviani, ha ospitato il 2 agosto 2017 un violinista veramente virtuoso: Christian Joseph Saccon.
Come di consueto quando la impaginazione dei concerti per violino è opera del Comitato per i Grandi Maestri (alle cui proposte storico-artistiche
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Eventi
Pur ti miro che ritorna
redatto da Athos Tromboni FREE

170822_Lugo_00_PurTiMiro2017_AlessandriniRinaldoLUGO DI ROMAGNA (RA) - Torna dal 29 settembre al 15 ottobre 2017 la seconda edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma dieci eventi dei quali due dedicati alla rilettura del genio di Johann Sebastian Bach (Variazioni Goldberg e musiche per il violino). Poi autori quali
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Classica
La Nona č sinonimo di gioia
servizio di Simone Tomei FREE

170817_Vr_00_IXSinfoniaBeethoven_DanielOren_FotoEnneviVERONA - «L’ultima sinfonia di Beethoven è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire. Dopo di essa non è possibile alcun progresso, perché non può seguirla immediatamente che l’opera più perfetta: il dramma universale, di cui Beethoven ci ha fornito la chiave artistica» (Richard Wagner
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Soci Uncalm
Cellini tra Variazioni e Forrinacell
servizio di Athos Tromboni FREE

170816_Fe_00_CelliniRina_MusicaMarfisaFERRARA - Chiusura alla grande per «Musica a Marfisa d'Este» edizione 2017, il giorno di Ferragosto: il recital pianistico di Rina Cellini ha raccolto oltre 120 spettatori, un record se si considera che altri recital pianistici della stessa rassegna - anche di valenti solisti internazionali - hanno fatto registrare presenze oscillanti fa i 40 e i 60 spettatori. Dunque
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Personaggi
Alaimo l'artista il marito il padre
intervista di Simone Tomei FREE

170815_AlaimoNicola_00_IntervistaPESARO - La mia incursione al ROF 2017 mi ha visto in compagnia del baritono Nicola Alaimo per completare un discorso iniziato alle idi di agosto proprio in previsione della mia presenza a Pesaro. Un momento di simpatico e ameno confronto  riflettendo su tanti aspetti della vita professionale e privata. Il risultato è questo che condivido con
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Opera dal Nord-Est
Arena intorno a Ferragosto
servizio di Simone Tomei FREE

170815_Vr_00_Nabucco_StatsenkoBoris_FotoEnneviVERONA - La canicola soffocante sembra aver abbandonato l'aere veronese e questa mia incursione areniana nei giorni precedenti Ferragosto mi ha visto presente nell'anfiteatro scaligero per le ulteriori repliche di Nabucco e Aida, alle recite dove sono stati chiamati nuovi cantanti insieme a numerose conferme . In Arena, quelle due sere, soffiava un'
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Vocale
Eine Kleine Domplatz Musik
redatto da Athos Tromboni FREE

170813_Spoleto_00_Mahagonny_phRobertaPaolucciSPOLETO (PG) - Venerdì 11 e sabato 12 agosto 2017 il Teatro Lirico Sperimentale, in collaborazione con il Comune di Spoleto, ha presentato in anteprima il programma della 71.ma Stagione, affidandosi come consuetudine alla kermesse Eine Kleine Domplatz Musik, presso l’Ex Museo Civico, il Teatrino delle Sei Luca Ronconi e al Teatro Caio Melisso.
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Personaggi
Il canto: l'amore della mia vita
intervista di Simone Tomei FREE

170812_Rm_00_RaffaellaLupinacci_phVictorSantiagoROMA - Il ROF 2017 è già partito, ma la mia discesa a Pesaro sarà per la settimana prossima. In vista di quella trasferta nella città del Cigno voglio farvi partecipi di alcuni incontri con artisti di questo XXXVIII Festival; il primo incontro non “de visu”, bensì telefonico l’ho avuto con il mezzosoprano calabrese Raffaella Lupinacci che ci ha raccontato
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Opera dal Nord-Est
Incursioni agostane in Arena: le idi
servizio di Simone Tomei FREE

170807_Vr_00_Nabucco_DanielOren_phEnneviVenerdì 4 agosto 2017: Nabucco
Una serata torrida come non mai accoglie il pubblico nell’anfiteatro scaligero; le pietre bollono, l'aria è pesante sugli occhi e un velo di “fiacca” pesa sopra la mia testa; ma è una serata all’insegna della musica e la musica sarà la vera
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Opera dal Nord-Est
La bella Tosca di... Fogliani
servizio di Athos Tromboni FREE

170806_Vr_00_Tosca_AntoninoFogliani_phEnneviVERONA - Il ritorno della Tosca di Giacomo Puccini disegnata dal regista Hugo de Ana, due anni dopo l’ultima volta (fu infatti uno dei titoli di maggior spicco del Festival 2015: però l’allestimento è datato 2006), si è presentato in forma più soffice: ricordiamo come nel 2015 e negli allestimenti dei Festival precedenti un colpo di cannone
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Vocale
Cartoline dalla Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170801_Lu_00_LaRondine-Cartoline_00LUCCA - Nel torrido pomeriggio del 3 di agosto ha preso di nuovo vita in Piazza Cittadella a Lucca il terzo appuntamento musicale estivo delle Cartoline pucciniane; evento prodotto e organizzato dal Teatro del Giglio e dalla  fondazione Giacomo Puccini, e reso possibile  grazie anche al sostegno del Comune di Lucca,
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Soci Uncalm
Amore e Potere in Verdi
servizio di Athos Tromboni FREE

170803_Fe_00_AmoreEPotere_FinottiDavide_phBrunoDroghettiFERRARA - La rassegna «Musica a Marfisa d'Este» nella loggia rinascimentale della palazzina di Corso Giovecca 170 ha affrontato la sera del 2 agosto 2017 un argomento particolare: Amore e Potere nelle opere di Giuseppe Verdi. Una scelta tematica curata dalla regista e soprano Maria Cristina Osti, con la collaborazione del soprano Francesca
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Echi dal Territorio
Bruson cantante e Bruson docente
redatto da Athos Tromboni FREE

170803_Busseto_00_RenatoBrusonBUSSETO (PR) - Varata nella città natale di Giuseppe Verdi, grazie ad una collaborazione fra Comune e Associazione Parma OperArt, l’Accademia di Alto perfezionamento in canto lirico intitolata al baritono Renato Bruson, grande voce della lirica tuttora in attività, uno dei pochi che può ancora vantare un percorso formativo e di perfezionamento tutto
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Opera dal Centro-Nord
La Cenerentola alle Terme
servizio di Simone Tomei FREE

170802_Casciana_00_Cenerentola_GiovanniReggioliCASCIANA (PI) - Il 2017 è l’anno che suggella i duecento anni dalla prima rappresentazione della Cenerentola di Gioachino Rossini e anche l’Accademia Giuseppe Verdi di Casciana Terme ha voluto festeggiare questo appuntamento con la riproposizione di questo affascinante ed accattivante titolo, nell’ambito della sua programmazione estiva
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Soci Uncalm
La Brychtova e Kuzela successo per due
servizio di Athos Tromboni FREE

170730_Fe_00_MonikaBrichtovaFERRARA - Il ritorno di Monika Brichtova (soprano) e Augustin Kuzela (pianista) a "Musica a Marfisa d'Este" anche per l'edizione 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico di melomani, molti dei quali già conoscevano l'arte del canto che la Brichtova sa porgere con grazia e grande professionalità: il soprano praghese, infatti
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Ballo and Bello
Tango il ballo degli immorali
servizio di Edoardo Farina FREE

170731_BagnoDiRomagna_00_RobertoGerbolesBAGNO DI ROMAGNA (FC) - L’ultimo  evento nella  programmazione estiva 2017 presso il Teatro delle Terme di Bagno di Romagna, sito nella provincia tra Forlì e Cesena, sotto la direzione artistica di Livio Valenti: il 23 luglio è andato in scena  nel padiglione delle fonti all’aperto uno spettacolo di buon richiamo soprattutto per quanto concerne un
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Personaggi
Arte amore e vita di due Artisti
intervista di Simone Tomei FREE

170730_Speciale_50_LeonardoCaimiDonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - L'idea di pubblicare un'intervista al soprano Donata D'Annunzio Lombardi nacque allorché, lo scorso settembre, accettai piacevolmente l'invito alla Masterclass DaltroCanto tenuto dalla stessa Donata ad Ortona proprio nella città natia di Francesco Paolo Tosti; le vicende della vita e i numerosi reciproci impegni non
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Opera dal Nord-Est
Un'Arena per il leone...
servizio di Simone Tomei FREE

170730_Vr_00_Rigoletto_LeoNucci_phEnneviVERONA - In occasione dell’ultima rappresentazione di Rigoletto di Giuseppe Verdi del 27 luglio 2017 all’interno dell’attuale Festival areniano ha fatto ingresso nell’anfiteatro scaligero il “leone” per antonomasia nel ruolo eponimo: ebbene sì proprio lui, il mitico baritono Leo Nucci che è stato il vero mattatore della serata. Lui è il Rigoletto per eccellenza
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Opera dal Nord-Est
Aida 1913 perché č storica
servizio di Athos Tromboni FREE

170729_Vr_00_Aida1913_GianfrancoDeBosio_phEnneviVERONA - Non c'è che dire: "Aida 1913" continua a essere uno spettacolo di grande suggestione. C'è qualcuno che si affanna a sostenere che si respira aria passatista nel catino dell'anfiteatro veronese quando va in scena "questa" Aida, mentre invece l'innovazione di quell'altra Aida, quella avveniristica della Fura dels Baus, in una sorta di confronto
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Opera dal Centro-Sud
Sogni di Butterfly nel postribolo
servizio di Simone Tomei FREE

170724_Mc_00_MadamaButterfly_BerloffaMACERATA - Ed è ancora Oriente al Macerata Opera Festival 2017 la sera del 22 luglio: sale infatti sul palcoscenico la prima rappresentazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini come vivido ricordo e ricorrenza del 50.mo anno dalla ripresa delle stagioni d’opera maceratesi che ebbe come titolo primiero proprio il capolavoro del composit
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Opera dal Centro-Sud
Turandot č una bambina capricciosa
servizio di Simone Tomei FREE

170723_Mc_00_Turandot_Ricci-Forte_phAngeloCricchiMACERATA - Siamo al 21 luglio e prende il via al Teatro Sferisterio il Macerata Opera Festival 2017. Una calda serata estiva ci accoglie nello spazio magico del Festival dedicato quest'anno all'Oriente; un Festival che diventa anche solidarietà attraverso un sodalizio importante con l'Anfass per evidenziare ancor meglio l'idea di condivisione che un evento
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Ballo and Bello
Svetlana Zakharova non solo vetrina
servizio di Athos Tromboni FREE

170723_Ra_00_SvetlanaZakharovaRAVENNA - Gala Svetlana Zakharova & Friends ha chiuso il 22 luglio l'edizione 2017 del Ravenna Festival: rimangono in appendice le serate della "Trilogia d'Autunno" che sull'orlo del Novecento proporranno nel Teatro Alighieri tre opere: Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (17 e 21 novembre); Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo (18 e 22 novembre)
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Vocale
Serata magica con Bolero e Carmina
servizio di Simone Tomei FREE

170719_Fi_00_Ort-Bolero_phMarcoBorrelliFIRENZE - Ci sono delle serate che sono magiche per natura ed altre che lo diventano per gli eventi che accadono, per i luoghi che frequentiamo e per le persone delle quali ci circondiamo: il Bolero di Maurice Ravel ed i Carmina Burana di Carl Orff (l'evento); Piazza Santissima Annunziata a Firenze (il luogo); la condivisione in amicizia con la propria
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Soci Uncalm
A Pupi Avati il Premio Cappelli 2017
servizio di Athos Tromboni FREE

170718_00_RoccaSanCasciano_AvatiPupi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - È giunto quest'anno alla ventottesima edizione il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli di Rocca, istituito dalla omonima Associazione culturale per onorare la memoria dell'illustre concittadino che fu, oltre che editore in Bologna, anche sovrintendente dell'Arena di Verona e uomo di cultura tout-court. La sera di domenica
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Classica
Quattro stagioni all'ombra della Marfisa
servizio di Fabio Valente FREE

170718_Fe_00_PaoloManciniAntiquaEstensis_StefanoSquarzinaFERRARA - Prendete un capolavoro quale i quattro concerti per violino solo di Antonio Vivaldi, comunemente raggruppati sotto il nome Le quattro stagioni. Immaginate una deliziosa residenza signorile del XVI secolo, nel pieno centro della città estense per eccellenza, Ferrara. Aggiungete un’orchestra di giovani musicisti del luogo, l’ensemble Antiqua Estensis
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Opera dal Centro-Nord
Chiaroscuri nel cast della Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170717_Torre_00_LaRondine_DonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - Il secondo titolo del 63° Festival Puccini di Torre del Lago è stato La Rondine di Giacomo Puccini, andata in scena la sera del 15 luglio; si celebra quest’anno il centenario della prima rappresentazione che ebbe luogo in terra monegasca il 27 marzo del 1917, al Théatre de l’Opera di Montecarlo. Un’opera travagliata nel suo finale
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Opera dal Centro-Nord
Turandot saperla fare č mezzo pane
servizio di Simone Tomei FREE

170716_Torre_00_Turandot_MartinaSerafinTORRE DEL LAGO (LU) - Mia nonna nella sua grande saggezza di persona poco colta, ma fortemente intelligente era solita esprimersi per modi di dire riuscendo sempre bene a cogliere la situazione dandone un quadro preciso e ben delineato; io, che le ero molto legato e che con lei ho vissuto molti dei mie anni, ho ereditato quei detti e quei modi
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Echi dal Territorio
La Cherubini a porte aperte
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_RiccardoMuti-OrchestraCherubini_phSilviaLelliRAVENNA - Per il concerto di Spoleto del 15 luglio 2017 il M° Riccardo Muti ha disposto il giorno antecedente prove aperte al Teatro Alighieri di Ravenna e com’era prevedibile ha fatto il tutto esaurito. Spesso le  “prove” aperte sono più interessanti dei concerti per via delle correzioni effettuate dal direttore d’orchestra e delle relative spiegazioni.
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Vocale
Phoebe Voigts e le sue bambine
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_SaskatoonChildren_phJennyCarboniRAVENNA - La musica corale è un filone costante del Ravenna Festival che in questi ventotto anni ha portato nel nostro territorio ragazzi da tutto il mondo con interessanti ripercussioni  sulla coralità locale che, già ottimamente avviata grazie ad appassionati e generosi docenti, nel confronto può crescere e scoprire nuove vie espressive. L’ultimo gruppo a
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Opera dal Centro-Nord
L'Elisir č ritornato a Palazzo Pitti
servizio di Simone Tomei FREE

170713_Fi_00_ElisirDAmore_GiuseppeLaMalfa_phPietroPaoliniFIRENZE - Ma siamo proprio sicuri che l'elisir d'amore sia la bevanda spacciata dall’imbonitore Dulcamara, oppure sia proprio lo stesso ciarlatano un portatore vivente di questo portentoso rimedio? Spigolando qua e là mi sono imbattuto in questa lettura che mi piace riportare come curiosità e come momento ameno, prima di raccontarvi di una piacevole
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Opera dal Centro-Nord
Una grande Suzuki per la Madama
servizio di Athos Tromboni FREE

170713_Fe_00_MadamaButterfly_MarioMenicagliFERRARA - Come ogni estate anche quest’anno è ritornata la “Lirica in Castello”. Il titolo scelto dall’Associazione OperiAmo con il patrocinio del Teatro Comunale Claudio Abbado e la collaborazione dell’Orchestra Città di Ferrara, è stata la Madama Butterfly di Giacomo Puccini. L’ultima Butterfly in forma integrale che si ricordi a Ferrara fu quella del
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Musiche di Scena
Musica e cinema dialogano da sempre
servizio di Attilia Tartagni FREE

170712_Ra_00_GoldenRush_TimotyBrock ph_ZaniCasadioRAVENNA - Musica e Cinema, tema portante del  Ravenna Festival 2017, si è dipanato in tre momenti (il 3 giugno, il 1° luglio e l’ 11 luglio) combinando alle immagini in movimento risoluzioni musicali originali, ricostruite o nuovamente arrangiate: Il gabinetto del Dr. Calligaris di Robert Viene (1919) con accompagnamento live soundtrack Edison Studio
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Opera dal Nord-Est
Butterfly molto tradizionale molto bella
servizio di Simone Tomei FREE

170712_Vr_00_MadamaButterfly_FotoEnneviVERONA - Non lo nascondo, né m’adonto… ma io trovo sempre di più un grande fascino, stile ed eleganza in questi allestimenti un po’ datati che molto spesso suscitano “isterie irrequiete” mal celate e qualche moto di stizza che poco si confà alla più elementare dettame del galateo. Sto parlando della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, quale quarto
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Personaggi
Mirella Parutto in Corso d'Opera
intervista di Simone Tomei FREE

170712_Cortona_00_CorsoDOpera_MirellaParuttoCORTONA (AR) - La grande lirica si è data appuntamento a Cortona, splendida città d’arte nel cuore della Toscana che dal 21 giugno al 10 luglio 2017 ha ospitato “Corso d’Opera”, masterclass di alto perfezionamento che vede impegnati docenti di fama internazionale quali Mirella Parutto (Tecnica Vocale), Michele Pertusi (Interpretazione), Lucio Gallo (Interpretazione, Musica
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Operetta and Musical
L'Operetta chiama Budapest e Trieste
servizio di Rossana Poletti FREE

170710_Ts_01_LOperettaFranzLeharTRIESTE - In città e nel territorio triestino la tradizione dell’operetta ungherese viene da lontano, da quei favolosi anni '60 del Novecento, quando per svariate motivazioni il Teatro Verdi interruppe il Festival (era la prima volta e non fu senza dubbio l’ultima), per riprenderlo soltanto nel 1970 al Politeama Rossetti. A mantenere la tradizione, che aveva
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Nuove Musiche
Arevalos e le sue Metamorphosis
servizio di Attilia Tartagni FREE

170709_Ra_00_MatteoRamonArevalos_phAngeloPalmieriRAVENNA - Matteo Ramon Arevalos, pianista-compositore  ravennate, è stato acclamato protagonista della performance sonora-visiva Metamorphosis il 3 luglio 2017 al Ridotto del Teatro Alighieri per il Ravenna Festival 2017, mix di varie arti, con un tale afflusso di persone da risultare quasi inadeguato. Arevalos, compositore avventuroso
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

170707_Vr_00_Rigoletto_JessicPratt_EnneviFotoVERONA - Come il vino rosso spesso migliora con il passare del tempo, così gli allestimenti operistici trovano, rappresentazione dopo rappresentazione, una maggiore amalgama  e fluidità ed un sapore più corposo ed intenso. Reduce dal primo ascolto di Rigoletto all'interno del Festival dell'Arena di Verona (di cui potete leggere qui la
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Soci Uncalm
A Bruson il Premio Caruso 2017
FREE

170701_Lastra_00_RenatoBrusonLASTRA A SIGNA (FI) - Nello scenario magnifico di Villa Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, che Enrico Caruso acquistò nel 1905  che fu la sua residenza  e quella della sua famiglia fino al 1928, si è svolta la cerimonia di consegna del quarantennale “Premio Caruso” che quest’anno è stato assegnato al grande baritono Renato Bruson con la
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Echi dal Territorio
Una sera all'Opera per i lughesi
servizio di Attilia Tartagni FREE

170707_Lugo_00_UnaSeraAllOpera_DanielaPiniLUGO (RA) - Fra gli eventi  contemplati da “Sere d’estate al Chiostro del Monte” dal 19 giugno al 29 luglio 2017 a Lugo di Romagna, in via Garibaldi 11 (ospitava fino a pochi anni fa la rassegna estiva di jazz),  “Una sera all’Opera” del 6 luglio è stata un trionfo di canto lirico, canto corale e voci strumentali e ha confermato lo spessore artistico dei due
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este 2017
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170707_Fe_00_MusicaMarfisa_ProiettiDiValerioAntonioFERRARA - È stata presentata giovedì 6 luglio 2017 nella residenza municipale la rassegna di concerti Musica a Marfisa d'Este, in programma nella loggia del giardino di Corso Giovecca 170 da giovedì 13 luglio a martedì 15 agosto 2017, sempre alle 21.15. All'incontro con i giornalisti sono intervenuti il vicesindaco e assessore alla Cultura, 
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Classica
Grande serata musicale con Sostakovic
servizio di Attilia Tartagni FREE

170705_Ra_00_OrchestraSanPietroburgo_DenisMatsuev_phZani-CasadioRAVENNA - Il 4 luglio 2017 al Pala De André il Ravenna Festival ha fatto un grande centro grazie alla monumentale Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo superbamente diretta da Nikolay Alexeev, braccio destro Di Yury Temirkanov che, per indisposizione, ha rinunciato a guidarne la tournée. La musica del compositore russo Dmitrij
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto con costumi e scene storiche
servizio di Simone Tomei FREE

170703_Vr_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkhabat_EnneviFotoVERONA - Mi domando per l'ennesima volta, dopo aver assistito al Rigoletto di Giuseppe Verdi in Arena, come mai si debba sempre gridare allo scandalo  con tanto di “isteria snobbante” allorché si assiste ad un allestimento datato, ma che porta in grembo una cura particolare alla didascalia, al libretto, alla partitura e soprattutto al rispetto delle
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Jazz Pop Rock Etno
Tra Anguille e Tarante gioiosamente
servizio di Athos Tromboni FREE

170703_Comacchio_00_AnguilleETarante_AmbrogioSparagnaCOMACCHIO (FE) - Due giornate trascorse “Tra Anguille e Tarante” nella cittadina lagunare insieme ad Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma, le danzatrici di taranta dirette da Francesca Trenta, le “cantatrici e cantori” del coro popolare di Comacchio ed il cantautore Luca Barbarossa. Questo il programma
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Ballo and Bello
Alicia Alonso dalla storia al mito
servizio di Athos Tromboni FREE

170630_Ra_00_BalletNacionalDeCuba-AliciaAlonsoRAVENNA - Alicia Alonso è viva? Nella memoria dei ballettofili sì, nella realtà, chissà, verrebbe da dire… nata nel 1920, diventò in gioventù una delle più grandi étoiles della danza classica, poi divenne cieca, continuò a danzare al buio, poi fondò il Ballet Nacional de Cuba; grazie all’amicizia concessale da Fidel Castro portò tanti cubani a conoscere ed
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Classica
Violinisti romagnoli per Corelli
servizio di Attilia Tartagni FREE

170628_Ra_00_FollieCorelliane_ArcangeloCorelliRAVENNA - La musica di Arcangelo Corelli nato in terra di Romagna e musicista del mondo ha fatto un tale “rumore” ai suoi tempi da arrivare intatta ai giorni nostri, godibile ancorché segnata dai caratteri barocchi. Le sue pagine per violino hanno aperto la strada al virtuosismo e alla ricerca timbrica per uno strumento rimasto prodigiosamente
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Opera dal Nord-Est
Nabucco č Radetzky a Milano
servizio di Athos Tromboni FREE

170624_Vr_00_Nabucco_FotoEnneviVERONA - Dopo tre anni di cartelloni estivi con produzioni riciclate prese dall’ampio archivio in dotazione, l’Arena di Verona ha inaugurato venerdì 23 giugno 2017 il Festival con una nuova produzione: il Nabucco di Giuseppe Verdi, l’opera più rappresentata nell’anfiteatro romano dopo l’Aida e la Carmen di Bizet. Arrivare in Piazza Bra con un sole al tramonto che
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Opera dal Centro-Sud
Reims un viaggio nel Viaggio
servizio di Simone Tomei FREE

170623_Rm_00_ViaggioAReims_StefanoMontanariROMA - In una calda domenica di giugno ero a Roma per assistere alla rappresentazione di Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini; un viaggio reale per assistere ad un "viaggio rappresentato" che si è rivelato poi molto particolare ed accattivante. Si sa che questo capolavoro del Cigno pesarese fu composto per un'occasione ben precisa, ossia
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Eventi
L'Arena apre il 23 giugno
redatto da Athos Tromboni FREE

170621_Vr_00_Arena2017_DanielOren_phFotoEnneviVERONA - Il Festival lirico 2017 dell'Arena prende il via venerdì 23 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico areniano: Nabucco di Giuseppe Verdi, in programma per dodici serate fino al 26 agosto 2017. Quest’anno è proposto in un nuovo allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard, con le scene di Alessandro Camera. Il trucco
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