Pubblicato il 31 Marzo 2018
Tutto esaurito per il concerto dei giovani musicisti della European Union Youth Orchestra
E la Euyo debuttō a Ferrara intervento di Athos Tromboni

180331_Fe_00_Parliamone_Emily DavisFERRARA - La European Union Youth Orchestra, già familiarmente chiamata con la sigla Euyo dal pubblico ferrarese, sembra destinata a rappresentare simbolicamente - in questi ultimi tempi - la fase di passaggio di significativi rivolgimenti politici: l'ensemble, che è composto da giovani musicisti degli stati membri dell'Unione europea, non poteva più stare a Londra, perché la Gran Bretagna è uscita con la brexit dall'Europa comunitaria. E ha trovato residenza italiana a Ferrara, grazie all'impegno del ministro Dario Franceschini che l'ha fortemente voluta... ma Franceschini - europeista convinto - non sarà più ministro e (caso curioso) la Euyo si troverà a lavorare a Ferrara e in Italia probabilmente (diciamo probabilmente) alla presenza di un Ministro della cultura se non euroscettico , quantomeno non in sintonia con quell'Europa unita che da oltre quarant'anni a questa parte (cioè nel periodo di vita e pieno fulgore proprio della Euyo, fondata nel 1976) rappresenta il sogno ideale di buona parte del popolo europeista; mentre, come antitesi conclamata, questi ultimi tempi alimentano il sentimento nazionalistico di altrettanto popolo che ambisce a tante brexit quanti sono oggi gli stati membri dell'Unione europea.
E allora al vostro cronista, mentre ascolta attentamente il concerto di debutto della Euyo nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara il 30 marzo 2018, appare l'immagine di un'orchestra che ha fatto ripartire la vita e la speranza di un popolo, segnando l'avvento di tempi nuovi: l'immagine dei Berliner Philharmoniker che nel 1946, sotto la direzione del giovane direttore Sergiu Celibidache, tennero il concerto della rinascita della Germania, eseguendolo proprio fra i ruderi della Alte Philharmonie, la loro sala da concerti distrutta nel 1944 dai bombardamenti su Berlino.
Se il cronista evoca qui esempi forti, altrettanto forti sembrano allo stesso cronista, in questa precisa circostanza, i valori significativi di una Euyo che fuoriesce dalla Gran Bretagna e prende residenza in una Italia oggi più sensibile alla brexit che non allo spirito del Trattato di Roma 1957, quando fu lanciata l'idea dell'Europa unita.
Allora la musica non dovrà solo suonare, ma spendersi per contribuire a far risorgere l'armonia fra i popoli europei: questo è un valore simbolico che travalica ogni altro valore, compreso quello estetico. Per tutto questo, lo strumento non può che essere l'orchestra, perché lì, proprio dentro l'orchestra, coabitano le diversità, le dissonanze e le consonanze, i furori e le amenità, il confronto e la sintesi, l'individuo e l'insieme, il contrasto e l'abbraccio, la competizione e la solidarietà.

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Passando alla descrizione della serata del 30 marzo, l'impressione del cronista è che si sia trattato proprio di una ripartenza, dal punto di vista emotivo, riguardo al pubblico: il Teatro Abbado era gremito in ogni ordine di posti, e fin dalle settimane precedenti l'attesa fra gli appassionati di musica classica era palpabile. Ferrara ha dato residenza italiana a tre orchestre europee: la Chamber Orchestra of Europe (Coe) nel 1989 consentendo il ritorno periodico e regolare in Italia del maestro Claudio Abbado, la Mahler Chamber Orchestra (Mco), sempre sotto il segno del maestro Abbado, e oggi la Euyo. Ebbene il clima che si respirava il 30 marzo a teatro era di attesa e curiosità, di speranza e orgoglio, come quando venne la Coe per la prima volta. Molto meno sentito fu l'avvio della residenza della Mco. Con la Euyo la "febbre da musica classica" è tornata a salire nel pubblico ferrarese. Diversamente dalle due compagini precedenti, l'organico della Euyo è di vera e propria orchestrona, non dunque orchestra da camera, ma orchestrona. Che può fare musica di Mozart e Haydn dove la leggerezza è fondamentale, ma suonare anche musica celebrativa come quella di Johann Strauss figlio, o mastodontica come quella di Bruckner o Brahms. L'organico consente la possanza e la potenza. E perciò il repertorio può diventare più ampio rispetto alle due "residenze" precedenti. In questo sta la novità del presente, rispetto al recente passato. E la percezione dei ferraresi sembra avere colto proprio questa novità. Al punto che nel foyer, durante l'intervallo, si sentivano già pronunciamenti favorevoli all'acquisto in anticipo del biglietto d'ingresso al secondo concerto che la Euyo terrà a Ferrara in piena estate, il 25 agosto prossimo. Orchestra adottata.
I ragazzi e le ragazze della Euyo si sono presentati nella loro divisa, nera come consuetudine, ma le donne avevano una sciarpa blu-Europa che scendeva dal collo fin sui fianchi. La bandiera europea. E sono sati accolti da un applauso di immediata simpatia, applauso che alla fine del concerto è diventato assai caloroso, ben oltre la simpatia. Il primo violino, Emily Davis, sfoggiava il sorriso che i ferraresi hanno imparato a identificare dalle fotografie dei giornali, pubblicate nelle pagine della cronaca locale. Sul podio saliva il russo Vasily Petrenko, direttore principale della Euyo, e l'orchestrona attaccava perentoriamente il valzer di Johann Strauss figlio, Frühlingstimmen op.410 (Voci di primavera) mostrando immediatamente, oltre al suono ragguardevole e preciso, la contentezza, la gioia d'esserci, dei ragazzi e delle ragazze nelle varie sezioni, archi, fiati, percussioni. La Davis si girava ogni tanto ad abbracciare con lo sguardo gli archi che stavano dietro di lei, come se verificasse che la sua arcata venisse percepita nel modo migliore. Dal podio Petrenko teneva sotto controllo ogni cosa e le voci di primavera straussiane hanno allietato platea, palchi e loggione.
Il secondo brano vedeva alla ribalta il pianista austriaco Till Fellner, impegnato nel più classico dei concerti mozartiani, il Concerto per pianoforte e orchestra n.27 in Si bemolle maggiore K.595 di Wolfgang Amadeus Mozart, appunto. L'orchestra veniva alleggerita di strumenti, ma l'organico era comunque consistente rispetto alla prassi filologica. L'esecuzione e stata molto limpida e il pianista ha dimostrato buon amalgama con l'ensemble, soprattutto nel primo movimento dove lo sviluppo affida il tema in alternanza a solista o orchestra, in un dialogo che sembra la metamorfosi dell'uno verso il tutti, o il trionfo di un assieme che sappia miracolosamente conservare le reciproche individualità. Morbido e suadente nelle cadenze del primo e del terzo movimento, Fellner ha espresso anche quelle malinconie che sono dentro le note del Concerto K.595, con raffinata sensibilità interpretativa: non solo note, ma anima. Caloroso l'applauso del pubblico che ha chiamato il pianista austriaco al bis, eseguito senza annunciare di che si trattasse. (Era comunque un brano di Franz Liszt, Al lago di Walenstad da Années de Pèlerinage, Svizzera).

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Infine, dopo l'intervallo, ecco la poderosa Sinfonia in Re maggiore n.2 op.73 di Johannes Brahms: qui il direttore Petrenko, riappropriandosi dell'orchestra, ha condotto l'ensemble a gradi livelli, fornendo una lettura tanto luminosa e potente nei pienissimi e tanto eterea e sognate nelle brevi parentesi dei pianissimi. Vasily Petrenko non è un direttore appariscente, il suo gesto è sempre misurato, ma sul suo stile e sulla sua personalità avremo modo di esprimerci in futuro perché, come una rondine non fa primavera, anche un concerto (peraltro inaugurale, dunque più celebrativo che altro) non fa testo per un giudizio approfondito e motivato.
La serata si è conclusa fra gli applausi più calorosi e con la concessione di una Danza ungherese di Brahms che ha fatto il paio ideale, chiudendo il cerchio, con il valzer iniziale di Strauss figlio.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale di Ferrara
Nella miniatura in alto: la violinista Emily Davis (foto di Andrew McCoy)
Al centro in sequenza: il pianista Till Fellner e il direttore Vasily Petrenko
Sotto: una bella panoramica di Marco Caselli Nirmal del gremitissimo Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara visto dall'orchestra





Pubblicato il 12 Marzo 2018
Prosegue sul nostro giornale on-line il dibattito aperto sulle regie fatte di stravoglimenti
Il teatro e la coscienza critica intervento di Attilia Tartagni

180312_Parliamone_00_PuntoInterogativoRAVENNA - Premessa: senza praticare il teatro assiduamente non cresce la coscienza critica: ma "praticare" non significa soltanto assistere allo spettacolo dal vivo... significa anche leggere, informarsi, confrontare, approfondire. In proposito, letti gli altri articoli pubblicati su questo giornale on-line, fra l'altro uno riguardante la stessa Fanciulla del West di Giacomo Puccini da me recensita (gli interpreti dell'allestimento che ha toccato vari teatri sono cambiati cammin facendo) e osservato con interesse il loro corredo fotografico, mi pare che per fortuna in questo caso siano state abbandonate decisamente le desolanti scenografie degli ultimi decenni, quelle che ti trasportavano pari pari in pieno fascismo (il cattivo di turno sosia di Hitler con pastrano di pelle nera ai piedi), o in ambiente Ausl da terzo mondo o, nella migliore delle ipotesi, nel peggiore arredo Ikea. Santo cielo, un po' di bellezza a teatro non si dovrebbe negare mai, tanto più che il nostro archivio pittorico nazionale e locale è un patrimonio inestimabile e inesauribile.
E mi rivolgo a te, direttore: complimenti per avere affrontato il tema della regia a proposito di "La traviata" che si può leggere qui , un tema che induce a riflettere anche sulla sostanza dell'opera. Mi sono pure chiesta, come redattrice di recensioni se sia giusto ritornare sempre sugli scritti del compositore o dell'autore dei testi e non cercare piuttosto, per chi fa la regia, una via del tutto nuova e originale. Se la drammaturgia musicale è prioritaria, certamente la regia e la scenografia sono molto importanti, tanto da modificare la ricezione dell'opera. Nell'Ottocento c'erano quadri e foto, oggi ci sono foto, incisioni e Dvd e una Violetta quarantenne o un Alfredo maturo, per l'opera più celebre di Verdi, sono già fuori luogo, condannati dal primo piano pseudo cinematografico.
Recentemente ho visto vari Dvd operistici in Biblioteca Classense a Ravenna, anche  per approfondire quanto avrei visto a teatro. Il Don Giovanni di Mozart diretto da Riccardo Muti alla Scala di Milano con la regia di Giorgio Strehler e artisti  stratosferici è di una tale perfezione che dopo rischi di non apprezzare più nulla. Viceversa uno spettacolo con "regia moderna" ripreso in Dvd della Fanciulla del West è così datato che la vetustà lo rende ai nostri occhi di contemporanei praticamente inguardabile. Infine Simon Boccanegra di Verdi con artisti bravi dell'est Europa e gran scenografia di Pier LuigiPizzi (o almeno da lui mutuata) mi era sembrato valido, ma l'ho completamente rimosso di fronte al bello dello spettacolo dal vivo, visto al Teatro Alighieri pochi giorni fa; non a caso l'importanza dello spettacolo dal vivo è oggi riconosciuta anche da una legge fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini.

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Questo per dire che il rispetto della drammaturgia, dell'ambientazione e dei costumi rimane intramontabile, anche in Dvd, e contribuisce ad accrescere la coscienza critica, ma anche la conoscenza dell'originale. Mentre lo stravolgimento e gli ammodernamenti spinti ai fini creativi, passato un periodo di tempo, anche breve, sono di fatto superati. Proprio inguardabili, appunto.

Nella foto al centro: scena di La fanciulla del West con i costumi e l'ambientazione fedeli al libretto dell'opera (credito foto: Andrea Simi, Lucca)





Pubblicato il 31 Gennaio 2018
La Carmen di Georges Bizet con un finale inventato ha scatenato polemiche a non finire
E io dico che Leo Muscato... intervento di Simone Tomei

180131_Fi_00_Carmen_LeoMuscatoFIRENZE - Sono passati diversi giorni da quel 13 e 14 gennaio 2018 in cui ho assistito alle recita di Carmen di George Bizet al Teatro del Maggio Fiorentino; i giorni precedenti al mio arrivo nel capoluogo toscano sono stati cornice e culla di numerose polemiche in merito a questo allestimento che porta la firma del regista Leo Muscato, coadiuvato per la parte visiva dallo scenografo Andrea Belli, dalla costumista Margherita Baldoni e dalle luci di Alessandro Verazzi.
Giorni e giorni di polemiche e di sproloqui sui giornali e sui social che si sono susseguiti senza soluzione di continuità creando qua e là le più bizzarre manifestazioni; ci si barcamenava dall’ilarità più becera a quella maggiormente raffinata passando poi per la via dell’anatema senza farci mancare qualche  punta di maledizione vera a propria che è sfociata spesso nel cattivo gusto.
La motivazione è nota e ormai, dopo l’acqua passata sotto i ponti in questo periodo, forse anche gli spiriti più ribelli si sono assopiti, ma veniamo ai fatti: “qualcuno” ha avuto la brillante idea di modificare il finale dell’opera invertendo i ruoli di uccisore ed uccisa invocando una sorta di “lotta” o meglio “sensibilizzazione” sullo scottante tema del femminicidio; personalmente non mi trovo d’accordo con questa decisione e lo sottolineo non solo per evidenziare un parere personale che è doveroso che io esprima per dovere di cronaca, ma perché mi interessa mettere in luce alcuni aspetti consequenziali su cui ho fatto qualche riflessione personale.

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Il primo scaturisce dal fatto che, se non ho male interpretato alcuni segni, sembra che in questa idea del signor “qualcuno” anche il torero Escamillo abbia sorte avversa nel suo duello finale in quanto proprio sulle ultime note dell’opera appare sospeso in aria un fantoccio che simula il resto del suo vestito fatto a brandelli, quale segno di una evidente sconfitta nella corrida.

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Ho interpretato male? Non lo so, ma credo di no; questa ulteriore conclusione invertita, rispetto all’originale di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, librettisti della Carmen, porta a vanificare anche il tentativo di cercare un finale come si usa dire oggi “politically correct” perché se questa “donna di facili costumi” alla fine sopravvive, lo fa per un nuovo amore che poi rimane infilato dalle corna taurine nell’arena di Siviglia. E quindi? “Lei, cornuta e mazziata. Lui incornato” altro che la riscossa della donna… era forse più coerente darle un doveroso e completo lieto fine… se si fa un danno, si faccia almeno bene.
Questi però sono discorsi da leone della tastiera - che comunque hanno una firma - perché quello che più mi preme mettere in evidenza sono altri due aspetti che mi stanno particolarmente a cuore.
Chi mi legge, ricorderà come quest’estate ebbi modo di parlare in maniera non proprio esaltante di una Turandot che vidi a Macerata - per chi vuole può leggere qui l’articolo - ed in quel contesto misi in evidenza alcuni aspetti piuttosto deboli e vacui di una drammaturgia completamente travisata; al di là di tante assurdità e pacchianerie di dubbio gusto, vi era un episodio che, come nella Carmen fiorentina, invertiva completamente la realtà del libretto: Liù non si uccide, ma viene uccisa con un colpo di pistola proprio dalla principessa Turandot.

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Ebbene, a quel tempo non lessi sui social (e ovunque fosse possibile dare fiato agli istinti più beceri), un accanimento e una ferocia cosi accaniti come in questo caso, anzi, alcuni elogiarono quella produzione come un capolavoro di alta regia, invocando quasi segnali divini in merito alla bravura del duo registro Ricci-Forte: l’episodio maceratese per me, invece, fu in toto un vero insulto alla musica e al Teatro; questa fiorentina al contrario, al di là di quella arbitrarietà nella scelta finale, portava in sé uno spettacolo di ottima piacevolezza e di grande gusto, con peculiare attenzione al libretto; probabilmente è una questione di “figli e figliastri”, ma questo è un altro discorso...

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Ultimo aspetto che vorrei segnalare è proprio rivolto direttamente al signor “qualcuno”; ognuno è libero di esprimere come vuole le idee che una partitura, un libretto o la realtà della vita, possono suggerire, ma forse sarebbe anche necessario che queste idee non andassero totalmente a penalizzare coloro che sono tenuti a dargli vita tramite il proprio corpo e la propria voce; la sera del sabato in cui era in scena il cast alternativo non ho notato particolari sofferenze nel pubblico salvo qualche isolato dissenso, ma la domenica, giorno di trasferta per molti melomani da soli o in gruppo, proprio alla fine dell’ultima nota, si è levata nella platea con urlo quasi disumano, la parola “buffoni” seguita da una sequela di fischi e di urla. Ecco, signor “qualcuno”, forse in questi momenti sarebbe stato giusto che tali parole e tali gesti fossi andato tu a prenderli sul palco esponendoti al “pubblico ludibrio” anziché far sì che tanta acredine si fosse riversata su coloro che hanno eseguito le tue idee dando anima e corpo per tre ore sulle tavole di legno.

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Al di là del dispiacere personale che ho provato per i cantanti - peraltro molto bravi - di quella domenica, ho notato anche come il mondo dei frequentatori di Teatro appaia ancora in parte, molto ignorante e non solo per il fatto del fischio e del becerío, ma per non saper ancora distinguere tra la figura di un regista e quella di un Maestro di Coro, scambiando completamente la loro identità; all’uscita infatti del M° Lorenzo Fratini - in abito scuro - contornato dai suoi cantanti e dalle voci bianche l’urlo ed il dissenso sono aumentati credendo di avere davanti forse quel signor “qualcuno”; questa a mio avviso è astio pregiudiziale che non merita la musica e non merita un Teatro…
Leo Muscato vede questa Carmen appartenente ad una popolazione di origine Rom che vive in un accampamento ben delineato dalle scene in cui si mette in mostra proprio un campo di zingari separato dalla realtà della città; questo è un segnale che ottimamente lega il tempo di Bizet al nostro e nel quale si concretizzano queste diversità e queste divisioni volute in parte da noi, ma anche da coloro che appartengono a quella etnia; una scenografia che muta senza mai cambiare nella sostanza, ma che riesce a trovare i giusti colori, il giusto sapore e le giuste proporzioni per farci viaggiare nella straordinaria partitura; sembra che sia tutto immobile, ma i giusti tocchi di luce e la disposizione variata delle roulottes rendono ogni volta l’impressione di trovarci nei vari mondi di Carmen. Ebbene, dopo avere espresso senza imbarazzi il mio pensiero, ora mi dedico all’aspetto musicale, del quale parlerò in due capitoli separati.

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Recita di sabato 13 gennaio - secondo cast:il tenore Sergio Escobar è stato interprete di Don José; il suo canto si è rivelato elegante evidenziando al contempo qualche affanno in acuto dove il suono perdeva smalto e lucentezza; meglio la zona centrale dotata di ampiezza e grande legato in cui la morbidezza trovava un suo più naturale sfogo.
Nei panni di Escamillo il titubante Burak Bilgili ha messo in evidenza solo limiti vocali che gli sono valsi una prova del tutto insufficiente: voce poco timbrata, spesso fagocitante in acuto e prova di corpo nelle note gravi, non ha saputo trasmettere il carisma di un personaggio che sprigiona fascino ed eleganza in ogni frase e in ogni movenza.
Dario Shikmiri è stato un bravo Dancario, preciso musicalmente e vocalmente; mentre nel ruolo del compagno Remendado si è fatto valere per squillo sonoro e precisione musicale un ottimo Gregory Bonfatti.
Poco incisivo il Morales di Qianmind Dou a causa di un’emissione molto ingolata; invece si è ben distinto lo Zuniga di Adriano Gramingi grazie alla presenza scenica e un gradevole timbro.
La Carmen di Marina Comparato ha saputo trattare con eleganza e maturità un personaggio complesso e conturbante; si è notata con grande stile l’evoluzione del personaggio attraverso la drammaturgia che libretto e musica impongono con una vocalità omogenea e con una grande attenzione a trovare l’accento necessario per ogni frase, senza mai cadere nel volgare o nello scurrile, ma trovando sempre la giusta misura per regalarci un personaggio di grande pregio e di grande sensualità.
Nel ruolo di Micaëla il soprano Valeria Sepe si è garantita una prova vocale precisa e puntuale dal punto di vista prettamente musicale, ma gli accenti e le intenzioni erano ben lontani dalla visione dolce e mite del personaggio; sono mancate le nouances di suono che amo sentire nelle sue struggenti pagine; hanno prevalso gli acuti piuttosto secchi e feroci e con note gravi piuttosto deboli; ritengo che la sua vocalità poco si adatti a questi ruoli che esigono un canto meno nerboruto e più incline a languide sfumature.
Brave e spigliate le due amiche Frasquita e Mercédès interpretate rispettivamente da Eleonora Bellocci e Giada Frasconi, che hanno saputo trovare un giusto piglio scenico e vocale mettendo in risalto un’emissione ben curata e precisa senza voler strafare, ma integrandosi bene con il contesto e regalandoci, insieme alle altre, un preciso e frizzante quintetto.
A completare il cast: Une marchandise d’oranges Mirabela Castillo, Un Bohémien Antonio Menicucci e Lillas Pastia Rufin Dho Zeyenouin.
Ottima la prova del Coro adulti e di quello delle Voci bianche diretto e preparato dal M° Lorenzo Fratini; lui ha saputo tradurre i tanti colori vocali in altrettante immagini di acquerelli che hanno armoniosamente illuminato e colorato il palcoscenico del Teatro fiorentino.
La direzione di Ryan McAdams è stata fluente e lineare, abbastanza vivace di colori e alla ricerca di buone intenzioni per rendere il tutto fluido e malleabile; i tempi scelti talvolta hanno trovato nella fretta la loro più criticabile collocazione e questo ha tolto in alcuni momenti qualche sicurezza nelle voci e soprattutto negli intrecci con le grandi masse che per imponenza vocale e per fascino musicale hanno saputo tradurre in emozioni intere pagine maestose come il gran finale del secondo atto.

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Recita di domenica 14 gennaio - primo cast: il tenore Roberto Aronica è stato il valido e degno interprete del soldato amante Don José; l’aggettivo "generoso" è quello che maggiormente incarna la sua interpretazione; generoso vocalmente, generoso sulla scena e questa generosità si è trasformata in un personaggio completo che mai ha tradito la sua identità drammaturgica; la voce trova nell’emissione un grande legato e fascino che si traduce in un servizio attento alla parola e di conseguenza anche al gesto scenico andato a formare un triangolo di solida bravura.
Elegante e signorile anche la prova di Simone Alberghini nel ruolo di Escamillo, che ha sostituito il titolare già in scena la sera prima, con ottimo risultato grazie ad una vocalità salda, compatta e sempre omogenea, nonché spigliato e disinvolto nell’approccio scenico.
La Carmen domenicale è stata interpreta dal mezzosoprano Veronica Simeoni già ascoltata da me nel medesimo ruolo in terra salentina e che oggi si è confermata interprete appassionata e padrona del ruolo; la voce è andata di pari passo con la scena mettendo in evidenza con i disparati accenti le varie sfaccettature di un personaggio che mai è incline a piegare la testa; la grinta vocale si è tradotta in un canto che oscillava tra il sensuale ed il diabolico, ma come l’interprete della sera precedente, mai sgarbata o sopra le righe.
Un cambio di interprete anche per il ruolo di Micaëla che ha trovato voce ed emozione per mezzo del soprano Laura Giordano; il suo canto è stato elegante, misurato, ma non anonimo ed ha saputo tradurre le grandi emozioni ed intenzioni che scaturiscono da parole e musica che le sono attribuite; se il duetto del primo atto ha scaldato i motori sicuramente la preghiera del terzo ci ha fatto volare sui lidi della poesia pura e del canto a fior di labbra, ma con quella giusta profondità che solo la prece di una semplice ragazza può elevare l’animo all’infinito.
Completavano il cast: Une marchandise d’oranges Ramona Peter, ed Un Bohémien Gabriele Spina.
Si conclude questo mio reportage di un fine settimana fiorentino in compagnia di una musica immortale che ad ogni pagina riesce sempre a regalarmi grandi emozioni… e se “Carmen non muore” come recita una frase del comunicato stampa della Fondazione fiorentina, l’emozione della musica mi ha fatto sicuramente superare questa visione che non condivido, ma che non era l’essenza dello spettacolo, bensì solo un insolito, seppur importante particolare.

Crediti fotografici: Michele Borzoni e Pietro Paolini per il Maggio Musicale Fiorentino - Teatro dell'Opera di Firenze
Nella miniatura in alto: il regista Leo Muscato






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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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Eventi
Trenta appuntamenti in Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

180510_FestivalValleDItria_00_FrancoPunzi_phGianfrancoRotaMILANO - È stato presentato nelle sale del Piccolo Teatro il 44° Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà dal 13 luglio al 4 agosto 2018. Alla conferenza stampa di presentazione del cartellone hanno partecipato Alberto Triola (direttore artistico della manifestazione), Fabio Luisi (direttore musicale) e Franco Punzi, presidente del Centro
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Eventi
Aida con tutta Cento
servizio di Athos Tromboni FREE

180508_Cento_00_Aida_FranceDarizCENTO (FE) - Sarà una brava soprano francese a interpretare l'Aida di Giuseppe Verdi sabato 23 giugno 2018 alle ore 21 in Piazza del Guercino a Cento: si chiama France Dariz, ed è stata impegnata una volta sola dalle nostre parti, nel maggio 2014 per un concerto tutto pucciniano nel Teatro Comunale di Ferrara. Ma è una cantante di rango proprio
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Opera dal Centro-Nord
Lucia con le pistole senza pistolettate
servizio di Athos Tromboni FREE

180507_Fe_00_LuciaDiLammermoor_FrancescoBellottoFERRARA - La protagonista della Lucia di Lammermoor  di Gaetano Donizetti gioca con una bambola di pezza dal vestitino rosso durante tutta l'opera: è l'insieme dell'innocenza e dell'adolescenza con cui il regista Francesco Bellotto ha caratterizzato il personaggio, nell'allestimento da lui curato e prodotto dai teatri di Treviso e Ferrara con la
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Echi dal Territorio
Daniele Barioni premiato dai jazzofili
servizio di Athos Tromboni FREE

180506_Vigarano_00_PremioADanieleBarioni_AndreaAmbrosiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Il «Gruppo dei 10» è un'associazione ferrarese di musicofili che amano riunirsi in locali caratteritici del territorio per incontri conviviali e concerti, generalmente di musica jazz perché "i 10" sono tutti appassionati cultori della musica afroamericana; ma la loro rassegna concertistica ha il titolo programmatico di "Tutte
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Soci Uncalm
Replica di un frizzante Elisir
FREE

180506_Fe_00_LElisirDAmore_GiuliaPierucciFERRARA - Ottima ripresa sabato 5 maggio 2018, alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena nel cartellone del Teatro Ragazzi del Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara esattamente un mese prima: si trattava di una produzione del Conservatorio di Ferrara "Girolamo Frescobaldi" inserita
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Pagina Aperta
Il grande merito di Sebastianutto
FREE

180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il
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Soci Uncalm
Cinzia Forte, il Premio e l'arcobaleno
FREE

180501_Fe_00_PremioFrescobaldi_DarioTondelliFERRARA - È stata una grande esibizione di belcanto e una gioiosa festa: il concerto del 29 aprile 2018 alla Sala della Musica, organizzato dal Circolo Frescobaldi nell'ambito del conferimento del Premio Frescobaldi 2018 al soprano Cinzia Forte, ha visto la partecipazione, oltre che della premiata, anche dei suoi allievi che citiamo in ordine di
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Opera dal Centro-Nord
Tosca buoni i due cast
servizio di Simone Tomei FREE

180429_Pr_00_Tosca_PirozziAnna_phRobertoRicciPARMA - Parlando di Tosca, Fedele D’Amico - musicologo e critico musicale - cosi diceva in merito a quest’opera: “… Le novità di Tosca sono inseparabili dalle sue scoperte espressive: il primo tema di Scarpia, ossia quei tre accordi che aprono l’opera e, con alcune varianti, concludono sia il primo che il secondo atto, offrono un giro armonico certamente inedito; ma
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo proprio bello
servizio di Edoardo Farina FREE

180427_Cesena_00_UnBalloInMaschera_ScillaCristiano_phLucaBogoCESENA - …e chiusura della stagione con l’opera  Un ballo in maschera  di Giuseppe Verdi dopo un’assenza di 153 anni, ove … “se il dialogo con la città, se il desiderio di rendere sempre di più la scena il luogo in cui giocare a mettere in pratica le diverse idee che definiscono gli orizzonti di pensiero e di azione di una comunità è ciò che caratterizza
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Opera dall Estero
Masnadieri molto belli
servizio di Simone Tomei FREE

180424_MonteCarlo_00_MantegnaRoberta_IMasnadieri_phAlainHanelMONTE-CARLO - Prima di intraprendere il mio viaggio narrativo ne I Masnadieri di Giuseppe Verdi, condivido questo pensiero del musicologo Michele Girardi in merito al componimento: «…fra i vari meriti dei Masnadieri, oltre a numerose pagine di bella musica, vi è quello di trattare temi spinosi, più attuali oggi che ai tempi dello Sturm und Drang. Non
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Vocale
Esther dello Spirito Santo
servizio di Athos Tromboni FREE

100423_Fe_00_Esther_NicolaValentiniFERRARA - Quella di Esther, personaggio biblico dell'Antico Testamento, è una figura che ha ispirato scrittori e musicisti perché la donna ebrea è stata una salvatrice del proprio popolo. Viene raccontato che la bambina Esther fu adottata dal cugino Mardocheo quando, orfana di padre, si trovò sola in Babilonia. Crebbe e divenne una bellissima giovinetta
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Opera dalle Isole
Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma č moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
FREE

180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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