Pubblicato il 29 Ottobre 2021
Concluso il ciclo 2021 di Fresh & Bold organizzato dai corsi jazz del Conservatorio Frescobaldi
Jazzofilia tra classico e antico intervento di Athos Tromboni

20211029_Fe_00_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_GeofWarrenFERRARA - Quinta e ultima tappa di Fresh & Bold al Torrione San Giovanni del Jazz Club Ferrara, venerdì 28 ottobre... quinta e ultima puntata della prima edizione, anno 2021, perché sia per volontà del management del Jazz Club, sia per disponibilità del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" la rassegna è destinata ad avere continuità nelle prossime stagioni di "Ferrara in jazz" organizzate proprio nel Torrione.
Nel corso dell'ultima tappa 2021 è andato in pedana un progetto originale: quello di offrire ai jazzofili ferraresi due momenti dove sono state protagoniste le jazz-band, assemblate per l'occasione, del Conservatorio Frescobaldi, sotto la direzione musicale di Roberto Manuzzi.
Il primo set intitolato The Flute Orchestra consisteva in un progetto (nato all'interno dei corsi jazz di Musica di insieme e di Flauto) che ha proposto inedite sonorità di un gruppo costituito in prevalenza da flautisti e da altri fiati raramente usati, come il flauto contralto e il flauto basso. Le musiche di Gil Evanz, George Gershwin e Geoff Warren sono state arrangiate e adattate da Manuzzi ed eseguite dalla jazz-band a cui, nelle tre composizioni finali s' è aggiunto lo stesso Warren.
Meritano citazione i protagonisti della session: la ritmica era affidata a Pasquale Morgante (pianoforte), Raffaele Guandalini (contrabbasso), Stefano Guarisco (batteria); i flauti erano soffiati da Lucia Paccamiccio, Ambra Bianchi, Serena Semprini, Vanessa Candela, Lucia Carleschi, Daniele Rocchetta, Roberta Fogli, Iseppe Cavalieri e, come detto, anche da Geoff Warren. Direzione musicale di Manuzzi. I brani eseguiti sono stati il celebre Boplicity di Gil Evans, poi But not for me di Gershwin e infine le tre composizioni di Warren (Winter flutes, Rondo e Prologue and Chorale).
Non era difficile identificare, nello stile e nella levità del suono della band, quel sapore west-coast (sì, insomma, il jazz californiano) che ha avuto fortuna negli Stati Uniti d'America e in Europa a partire dagli anni '60 del Novecento.
In particolare l'ultimo brano, il "Prologo con Corale" di Warren, ha felicemente condensato nel tempo contemporaneo l'estetica che fu dei cosiddetti  jazzisti "contaminati dalla musica classica" a partire proprio da Gil Evans e, anche attraverso il Modern Jazz Quartet di John Lewis, giungere alla grande notorietà grazie a Gershwin.

20211029_Fe_01_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_RobertoManuzzi20211029_Fe_02_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_GeofWarren20211029_Fe_03_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_RacheleAmorePaolaTagliani

20211029_Fe_04_Fresh&Bold(5)_TheFluteOrchestra

Più complesso, forse meno jazzistico e perciò più intrigante, il secondo set del concerto, che ha proposto musiche di Roberto Manuzzi: «Il mio è un esperimento musicale - ha detto Manuzzi - dedicato ai testi di un precursore illustre di Dante Alighieri, il siciliano Giacomo da Lentini. Le musiche originali, in bilico tra jazz, folk e world music, sono eseguite da un ensemble formato da allievi del nostro Conservatorio di musica con alcune partecipazioni speciali. Tutti ricordano Dante Alighieri come il padre della lingua italiana - ha proseguito il jazzman ferrarese - dimenticando che nella prima parte del XIII secolo Federico II di Svevia istituì alla sua corte una scuola poetica, chiamata "Scuola siciliana", ispirata ai modelli provenzali, la cui produzione era in volgare siciliano. Di essa fecero parte Cielo (o Clullo) d'Alcamo, Giacomo da Lentini, Guido delle Colonne, Pier delle Vigne, Stefano Protonotaro ed altri. Io ha approfondito in particolare lo studio dei testi di Giacomo (Jacopo) da Lentini, indicato dagli storici come l'inventore della forma poetica del sonetto. La straordinarietà di queste liriche, che contengono riferimenti sia al volgare siciliano che ad altre lingue del Mediterraneo, ne rendono possibile una lettura contemporanea e attuale che mi ha stimolato nella scrittura di musiche originali. Le melodie sono affidate alla voce di Rachele Amore che con il poeta del XIII secolo condivide la città di nascita.»
Dopo la presentazione del set sono salite in pedana proprio la cantante Rachele Amore con la pianista Paola Tagliani dove il canto e pianoforte dei Sonetti barbarici non ha mancato di far risaltare la bella e già matura vocalità della Amore e la perizia di un'eccellente pianista classica come la Tagliani: qui le atmosfere veramente affini ai carmina burana filologicamente intesi (non cioè quelli della celebre riscrittura di Carl Orff) hanno affascinato il pubblico dei jazzofili che gremiva il Torrione. Bravissima la Amore, degnamente sostenuta dal pianismo pulito e preciso della Tagliani.

20211029_Fe_05_Fresh&Bold(5)_facebook

La stessa Rachele Amore si è poi ripetuta quando in pedana è salita la neonata Ars Antiqua World Jazz Orchestra del Conservatorio Frescobaldi "con alcune partecipazioni speciali" come aveva annunciato Manuzzi, destinate alle percussioni, alla viola da gamba, al mandolino, al flauto a becco. Ecco tutti i nomi: Erica Ruggero (pianoforte), Raffaele Guandalini (basso elettrico e contrabbasso), Stefano Guarisco (batteria), Davide La Rosa e Pietro Boarini (chitarre), Antonio Stragapede (mandolino), Alessandro Onorato (vibrafono e percussioni), Guido Querci (percussioni), Davide Zabbari (viola da gamba) e Stefano Melloni (clarinetto e flauti a becco). Vocalist Rachele Amore, direzione musicale Roberto Manuzzi.
Cito anche i titoli dei pezzi, per necessità di cronaca: Al'aire claro; Quand'om ha un bon amico; Chi non avesse mai veduto foco (su testi di Giacomo da Lentini, tredicesimo secolo); Ondas de ma do Vigo (su testo e melodia di Martin Codax, tredicesimo secolo); Santa Maria strela do dia (su testo e melodia di Alfonso X, tredicesimo secolo).
Tutto sommato si è ascoltata una musica nuova e originale, capace di porsi oltre la contaminazione jazz west-coast: ben oltre, perché stimola e fa nascere un gusto particolare negli appassionati di musica: quello della jazzofilia all'italiana tra classico e antico.
Infine, non c'è dubbio che le suggestioni suscitate da quest'ultima parte del secondo set nel Torrione San Giovanni ha insinuato in molti dei presenti, e anche in chi scrive, il desiderio del riascolto se non dal vivo, almeno in una incisione consegnata alle tracce di un compact-disc o (ancor meglio) ai solchi di un vinile molto più affidabile e duraturo dei files digitalizzati.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il flautista Geoff Warren
Sotto in sequenza: Roberto Manuzzi, ancora Geoff Warren, Rachele Amore con Paola Tagliani
Al centro: l'ensemble
The Flute Orchestra
In fondo: l'ensemble Ars Antiqua World Jazz Orchestra





Pubblicato il 19 Ottobre 2021
Ferrara Musica ha ripreso il programma dei cinque concerti per pianoforte e orchestra rinviati per pandemia
Maratona Beethoven con Lonquich intervento di Athos Tromboni

20211019_Fe_00_Parliamone_MaratonaBeethoven-AlexanderLonquich_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Bentornata piena capienza: ieri sera, 18 ottobre 2021 alle ore 19, il Teatro Comunale "Claudio Abbado" ha accolto il concertone pensato e programmato in tempi pre-pandemia per l’esecuzione integrale dei cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven. Per Ferrara Musica è stato il primo appuntamento con la capienza completa della sala: il pubblico non ha fatto registrare l'esaurito, comunque il teatro era praticamente pieno in ogni ordine di posti. In pedana erano l’Orchestra da Camera di Mantova e Alexander Lonquich, nella duplice veste di solista al pianoforte e direttore.
Il programma prevedeva in apertura il Concerto n. 2 in Si bemolle maggiore op. 19 e a seguire il Concerto n. 1 in Do maggiore op. 15. Non deve stupire se la serata ha preso avvio col secondo dei due concerti pianistici: questo infatti fu pubblicato alla fine del 1801, qualche mese dopo quello in Do maggiore op.15, ma venne composto negli anni precedenti. Entrambi furono eseguiti dallo stesso autore prima che le rispettive partiture fossero stampate. Al termine della duplice esecuzione, la serata ha concesso un primo intervallo.
Dopo il primo intervallo, è stata la volta del terzo concerto pianistico: scritto tra il 1800 e il 1802, ed eseguito per la prima volta al Theater an der Wien di Vienna il 5 aprile 1803 con Beethoven come interprete, il Concerto n. 3 in Do minore op. 37 rappresenta una svolta stilistica nella scrittura del compositore, alla scoperta delle possibilità timbriche ed espressive dello strumento. Secondo intervallo.
Con il successivo Concerto n. 4 in Sol maggiore op. 58, la serata si è fatta ancora più sorprendente, per via di quell'incipit affidato insolitamente alla tastiera, vezzo o consapevolezza di Beethoven è difficile stabilirlo oggi... Il quarto concerto pianistico fu composto tra il 1805 e il 1806, e venne eseguito in pubblico il 22 dicembre 1808, ancora al Theater an der Wien e con il compositore come solista. Terzo intervallo.
Ha infine chiuso (quasi) la serata il più celebre di tutti, il Concerto n. 5 in Mi bemolle op. 73. Composto nel 1809 mentre Vienna veniva occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte, fu soprannominato “Imperatore” dall’editore Johann Baptist Cramer, che aggiunse l’appellativo nella partitura forse prendendo spunto proprio da quella situazione o forse riferendosi alla natura monumentale del lavoro. Alla sua prima esecuzione, avvenuta il 28 novembre 1811 al Gewandhaus di Lipsia, al pianoforte Friedrich Schneider; l'esecuzione ottenne ampio consenso. Tra i pianisti che lo suonarono successivamente figura anche il noto pianista e didatta Carl Czerny. In tutto, quasi tre ore di musica e quattro ore e mezza seduti in teatro.

20211019_Fe_01_Parliamone_MaratonaBeethoven-AlexanderLonquich_facebook_phMarcoCaselliNirmal

Questa lunga cronaca della serata non poteva non essere puntualmente raccontata: perché l'unità di tempo, di luogo e d'azione ha segnato veramente una serata "aristotelica" dando modo al pubblico in presenza, di valutare sia la progressiva maturazione (verso l'indipendenza formale e stilistica) del compositore di Bonn, sia l'unità concettuale riferita all'interpretazione. Ora, sulle tavole del Teatro Abbado di Ferrara abbiamo visto negli anni molti interpreti e anche molto qualificati, affrontare i cinque concerti pianistici di Beethoven, però ogni concerto era "isolato" come un pezzo a sé della serata, un vero unicus magari fra una ouverture e una sinfonia, con musiche di altri compositori anche non coevi: ogni esecutore col suo stile, le proprie personali concezioni interpretative, il proprio credo poetico, in serate diverse, con direttori diversi...
È stato perciò impareggiabile evento il concerto di Lonquich alla tastiera e sul podio dell'Orchestra da Camera di Mantova, perché ha consentito il "confronto" delle cinque partiture agite non all'unicus ma ricondotte all'unum. Stessa serata, stessi interpreti, stesso pianista, stesso direttore. Veramente un fatto eccezionale. Sarebbe augurabile che l'idea di Lonquich (ma lui l'idea può lanciarla come proposta e farla diventare serata, perché è in grado di gestire il tutto in toto: egli ha dimostrato di saper conseguire l'unum), che l'idea di Lonquich - si diceva - venga fatta propria da qualche altro/altra fuoriclasse della tastiera e/o della bacchetta, laddove non sia possibile che il pianista sia anche direttore o viceversa.
Perché se si eseguono le integrali dei Concerti Brandeburghesi di Bach o delle Stagioni di Vivaldi o di qualsiasi altro "genere" musicale unum in fieri di grandi compositori, è legittimo pensare che possano e debbano essere pensate anche le integrali di tanta altra musica: dentro l'unità di tempo, di luogo e d'azione... se il problema non fosse "non ce la posso fare!".
Nel merito dell'esecuzione di lunedì 18 ottobre 2021 nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara dobbiamo solo aggiungere che la brava e disciplinata Orchestra da Camera di Mantova ha seguito in maniera eccellente le indicazioni di un ispirato e coinvolto Alexander Lonquich; e il concertone è stato gratificato dal pubblico con numerose chiamate alla ribalta; a tanto calore e simpatia del pubblico ferrarese, il pianista/direttore ha chiuso la serata (davvero) con il bis del Terzo movimento ( Rondò. Allegro scherzando) del Concerto n.1 op.15 come ci si aspettava.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale "Claudio Abbado"
Nella miniatura in alto: il pianista/direttore Alexander Lonquich e l'Orchestra da Camera di Mantova





Pubblicato il 30 Agosto 2021
Jonas Kaufmann ha consolidato con il concerto nell'Arena di Verona la sua giā estesa popolaritā italiana
Il mito del tenore intervento di Athos Tromboni

20210830_Vr_00_Parliamone-IlMitoDelTenore_JonasKaufmann_phGregorHohenbergVERONA - Il mito del tenore nasce con il passaggio storico dall'opera del periodo classico all'opera romantica e post-romantica: propiziato, tale mito, da autori che vanno da Bellini a Donizetti, da Verdi a Puccini, ma anche da Wagner ai propugnatori italiani del wagnerismo che trionfarono sotto l'etichetta di "giovine scuola italiana". E datosi che il repertorio mondiale dell'opera - tra la fine Ottocento e tutto il Novecento - era dominato soprattutto dall'operismo romantico e post-romantico italiano e dai suoi interpreti, fu proprio il repertorio consolidato a trascinare con sé il mito del tenore, anzi del tenore italiano o di scuola italiana. Si potrebbe dire di più: il tenore italiano costituì (costituisce anche tutt'oggi) lo zoccolo duro della vocalità amata dal pubblico popolare: da Rubini a Tamagno, da Caruso a Gigli, da Del Monaco a Di Stefano, da Barioni a Bergonzi, l'elenco dei grandi potrebbe continuare... tanto che il mito del tenore italiano è rimasto predominante fino a Luciano Pavarotti.
Anche eccelsi tenori nati in altri paesi europei furono tenori all'italiana: basti citare fra tutti gli spagnoli Alfredo Kraus e Miguel Fleta, o il polacco Jean De Retszke, o l'irlandese John McCormack, o l'austriaco Richard Tauber, o lo svedese Jussi Björling. Ma il predominio della popolarità rimase appannaggio del tenore italiano.
20210830_Vr_01_Parliamone-IlMitoDelTenore_JonasKaufmann_phGregorHohenberg
Con la scomparsa di Pavarotti si affievolisce notevolmente il mito del tenore italiano e come conseguenza (essendo il mito del tenore tuttora imperante nei gusti del pubblico popolare) prende quota il mito del tenore straniero ma che sa cantare all'italiana. E la vocalità, il modo di porgere, il protagonismo di questa tipica figura di cantante, continuano a essere accolti trionfalmente in tutto il mondo. Anche in Italia.
Ne sia testimonianza l'Arena di Verona che da diversi anni ha lanciato e perpetua un "Gran gala Placido Domingo"; e quest'anno - per la prima volta - anche un "Gran gala Jonas Kaufmann". Spettacoli che hanno richiamato un pubblico numeroso, da tutto esaurito. Ciò è importante per il botteghino del teatro all'aperto più grande del mondo, ma segna anche il passaggio di testimone (irreversibile?) dal mito del tenore italiano al mito del tenore straniero che sappia cantare all'italiana.
Scontato che Domingo è passato al registro baritonale forse definitivamente (finché la sua forte tempra glielo consentirà) e che quando smetterà di cantare continuerà come direttore d'orchestra, non c'è dubbio che il mito imperante del tenore sia oggi universalmente quello di Jonas Kaufmann, un tenore "all'italiana" che ha saputo trasporre con efficacia e successo la sua stupefacente vocalità anche nella prassi dell'helden-tenor di impostazione wagneriana. Oggi Kaufmann può cantare il repertorio italiano e quello austro-tedesco (e pure quello francese) con efficacia in ogni caso, perché unisce al miracoloso dono di natura di cui è dotato, anche l'intelligenza musicale che lo caratterizza.
Dunque il debutto di Kaufmann in Arena (che equivale a dire la sua definitiva consacrazione presso le folle popolari) ha avuto successo perché, come vuole la tradizione, sa "cantare d'amore" sia che adoperi tutti i colori e le tecniche della mezzavoce, del canto morbido e suadente o dell'acuto disperato o veemente, sia che si impegni nei passaggi di registro più impervi, che lui sa risolvere con musicalità, intonazione e tecnica ineccepibili. Del resto la voce del tenore (e di Kaufmann in particolare) in quanto la più acuta fra i registri maschili dell'opera, ha degli aspetti di voluttà e di languidezza che non possono essere ascritte al baritono o al basso; e per questo è diventato il personaggio amoroso per eccellenza: ciò ha fatto colpo (e continua a fare colpo) sul pubblico femminile che è l'altra metà del mondo (almeno in occidente); e di converso questa vocalità rappresenta, per il pubblico maschile, la massima espressione enfatica dell'eroismo o del furore: fremiti - questi - di ogni moto insurrezionale o di conflitto civile (quindi il non plus-ultra della mascolinità o, se vogliamo, del maschilismo dominante).
Ritornando al personaggio, all'artista Jonas Kaufmann, nato a Monaco di Baviera in Germania il 10 luglio 1969, annotiamo che la sua biografia racconta che egli debuttò come tenore belcantista (Tamino nel Flauto magico di Mozart) cominciando la sua carriera allo Staatstheater di Saarbrücken nel 1994, all'età di 25 anni; venne poi immediatamente invitato per altri debutti in importanti teatri tedeschi, tra cui il teatro dell'opera di Stoccarda e l'Opera di Amburgo.

20210830_Vr_02_Parliamone-IlMitoDelTenore_JonasKaufmannMartinaSerafinJochen Rieder_phEnneviFoto

In Italia ha cantato per la prima volta nel 1997 al Piccolo Teatro di Milano per l'ultima, geniale produzione di Giorgio Strehler: il Così fan tutte, sempre di Mozart.
Ma la consacrazione italiana è molto più tardiva, risale al 2009, quando il Teatro alla Scala lo chiama per interpretare un eccellente Don José nella Carmen di Bizet, a cui seguiranno - sempre alla Scala - un Cavaradossi della Tosca di Puccini (2011) e  un Lohengrin di Wagner nel ruolo eponimo, all'inaugurazione scaligera del 2012. In seguito (nel 2020) si è fatto avanti anche il Teatro di San Carlo di Napoli, impegnandolo nel ruolo di  Radames dell'Aida di Verdi, autore quest'ultimo che Kaufmann ha interpretato diverse volte in Italia e nel mondo come tenore della Messa da requiem.
Importanti per la sua popolarità e la sua carriera italiana anche i recital e i concerti effettuati, che hanno toccato città italiane come Milano, Roma, Bologna e - ultimamente - Verona.
Dal punto di vista dell'evoluzione stilistica, abbiamo in Kaufmann un esempio di come, partendo all'età di 25 anni con una vocalità specificamente mozartiana o comunque adatta all'opera del periodo classico (Mozart, Rossini, Beethoven) sia gradualmente poi passato ad autori romantici e tardoromantici per approdare nel contempo anche a Wagner e ai veristi italiani delle "giovine scuola", fino a far diventare l'ostico Andrea Chénier di Umberto Giordano uno dei suoi cavalli di battaglia. Il 21 febbraio 2017 Kaufmann è stato eletto nuovo Accademico Onorario di Santa Cecilia in Roma.
Poche le notizie sulla sua vita privata: è di dominio pubblico che Kaufmann è stato sposato con il mezzosoprano Margarete Joswig fino al 2014; e dal 2018 è sposato con la regista d'opera Christiane Lutz; ha avuto tre figli dalla prima unione e uno dalla seconda.

20210830_Vr_03_Parliamone-IlMitoDelTenore_JonasKaufmann_facebook_phEnneviFoto

All'Arena di Verona, durante il "Gran gala Jonas Kaufmann" di martedì 17 agosto 2021, insieme al soprano austriaco Martina Serafin e sotto la guida del suo direttore ormai storico e ovviamente fedelissimo, Jochen Rieder, ha ottenuto un successo di pubblico che lui ha saputo apprezzare e compensare con la concessione di una cinquina di bis fuori programma. Tanto per consolidare l'intramontabile mito del tenore.

Crediti fotografici: Ennevi Foto e Gregor Hohenberg per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il tenore Jonas Kaufmann
Sotto: una delle fotografie ufficiali del tenore, nello scatto di Hohenberg
Al centro e in fondo: Kaufmann con Martina Serafin e il direttore Jochen Rieder sul podio dell'Orchestra dell'Arena di Verona durante il "Gran gala" di martedì 17 agosto 2021






< Torna indietro


Parliamone
Jazzofilia tra classico e antico
intervento di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_Fresh&Bold(5)_RobertoManuzziGeofWarren_GeofWarrenFERRARA - Quinta e ultima tappa di Fresh & Bold al Torrione San Giovanni del Jazz Club Ferrara, venerdì 28 ottobre... quinta e ultima puntata della prima edizione, anno 2021, perché sia per volontà del management del Jazz Club, sia per disponibilità del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" la rassegna è destinata ad avere continuità nelle prossime stagioni di "Ferrara in jazz" organizzate proprio nel Torrione.
Nel corso dell'ultima tappa 2021 è andato in pedana un progetto originale: quello di offrire ai jazzofili ferraresi due momenti dove sono state protagoniste le jazz-band, assemblate per l'occasione, del Conservatorio Frescobaldi, sotto la direzione musicale di Roberto Manuzzi.
Il primo set intitolato The Flute Orchestra consisteva in un progetto (nato all'interno dei corsi jazz di Musica di insieme e di Flauto)
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Jazz Pop Rock Etno
Stagione a tutto jazz e altro
redatto da Athos Tromboni FREE

20220122_Fe_00_JazzClubFerrara_ShermanIrby_phFrankStewart.jpegFERRARA – Il Jazz Club del Torrione San Giovanni ha annunciato la seconda parte di Ferrara in Jazz 2021/2022, quella d’inverno-primavera: saranno tre lunghi mesi e mezzo di jazz e non solo, che condurranno ad aprile inoltrato, tutti da vivere in un luogo unico qual è il bastione rinascimentale sede del sodalizio, il famoso "Torrione" iscritto nella lunga lista
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ed ecco l'Aroldo fascista
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220118_Ra_00_Aroldo_RobertaMantegna_phZani-CasadioRAVENNA - E’ possibile perdonare un tradimento coniugale? Questo è l’esile tema intorno al quale ruota Stiffelio che Giuseppe Verdi revisionò insieme al librettista Francesco Maria Piave, ricavandone l’Aroldo con cui debuttò al Nuovo Teatro di Rimini nel 1857. Fu un grande successo: ci furono ben 27 chiamate per Verdi e due per Piave dal pubblico
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Cara Biblioteca ti dico e ridico
redatto da Athos Tromboni FREE

20220114_Fe_000_CaraBiblioteca_logoFERRARA - Era in campo tutto lo staff dirigente del sistema culturale del Comune di Ferrara, oggi, 14 gennaio 2022, alla conferenza stampa dei presentazione del percorso Cara Biblioteca; un percorso voluto dall'Amministazione comunale per rispondere a una domanda (se vogliamo) retorica: «Ti sta a cuore la tua biblioteca? Vieni a dirci
...prosegui la lettura

Eventi
Festival delle Memorie (al plurale)
redatto da Athos Tromboni FREE

20220110_Fe_00_FestivalDelleMemorie_FrancoCardiniFERRARA - Nasce un nuovo festival, di impegno civile oltre che spettacolare, promosso dal Teatro Comunale "Claudio Abbado": si tratta del neonato Festival delle Memorie presentato oggi alla stampa dall'assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli, dal direttore generale del teatro, Moni Ovadia, dal direttore artistico Marcello
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Con Lo Schiaccianoci riecco la classica
servizio di Athos Tromboni FREE

20220109_Fe_00_LoSchiaccianoci_Masha_PhMarcoCaselliNirmalFERRARA - Niente di perfetto, tutto di spettacolare. L'estrema sintesi del nostro giudizio sul balletto Lo Schiaccianoci (libretto di Marius Petipa e Vasili Vainonen, musica di Piotr Il'ic Chaikovskji) andato in scena sabato 8 gennaio 2022 nel Teatro Comunale "Claudio Abbado" potrebbe essere questa: niente di perfetto perché non abbiamo visto la
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Il Farnace debutta dopo 283 anni
servizio di Athos Tromboni FREE

20211231_Fe_00_IlFarnace_RaffaelePe_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Nella storia della musica può capitare che un capolavoro sepolto nel dimenticatoio possa essere riscoperto e riproposto. Succede con molte opere fuori repertorio, che poi generalmente rientrano come "minori" nel repertorio e in tempi moderni (quelli nostri) vengono di tanto in tanto riprese da qualche direttore artistico di buona volontà e
...prosegui la lettura

Dischi in Redazione
Perle musicali d'un autore raffinato
recensione di Simone Tomei FREE

20211227_00_Dischi_DavideBuraniFrancoisJosephDizi_CopertinaFrançois-Joseph Dizi (1780-1840)
48 Études ou Fantaisies pour harpe
DAVIDE BURANI  arpa
2 CD - SMC Records - DB 012021
Da tempo – e me ne scuso con l’autore - giacciono sulla mia scrivania due CD che racchiudono l’Antologia dell’arpista belga François-Joseph Dizi incisi dal concertista
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Quattro bacchette per Nabucco
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211224_Ra_00_Nabucco(ScuolaDirezioneDOrchestra)_RiccardoMutiRAVENNA - I quattro direttori d’orchestra consacrati dalla “Riccardo Muti Italian Opera Academy“ alla sua decima edizione in sette anni, ospitata  quest’anno dalla Fondazione Prada di Milano,  hanno mostrato di avere assorbito la lezione del  maestro alternandosi alla direzione nel concerto al Teatro Alighieri di Ravenna del 20 dicembre, replica di
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Barbiere con pochi... clienti
servizio di Rossana Poletti FREE

20211212_Ts_00_IlBarbiereDiSiviglia_FrancescoQuattrocchi_phFabioParenzanTRIESTE, Teatro Verdi - Ci sono belle voci e ottime interpretazioni in questo Barbiere di Siviglia rossiniano in scena al lirico giuliano. Lascia il segno la Berta di Elisa Verzier, giovanissima triestina, vincitrice di importanti concorsi lirici, che nell’aria “Il vecchiotto cerca moglie” incontra l’applauso sentito del pubblico. Il mezzosoprano Paola
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Piccolo Marat di lusso
servizio di Simone Tomei FREE

20211212_Li_00_IlPiccoloMarat_ValentinaBoiLIVORNO - Il Teatro Goldoni di Livorno in occasione del centenario mette in scena Il piccolo Marat di Pietro Mascagni; la prima rappresentazione, avvenuta il 2 maggio 1921 al Teatro Costanzi di Roma, fu salutata da un enorme successo di pubblico, addirittura superiore a quello colto quasi trent’anni prima nello stesso Teatro dal giovanissimo compositore
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Elle e Lucy le eroine del... telefono
servizio di Simone Tomei FREE

20211207_Vr_00_LaVoixHumaine_LaviniaBini _EnneviFoto.jpegVERONA - La Fondazione Arena di Verona, nella cornice del Teatro Filarmonico, ha messo in scena, quale ultimo allestimento della stagione 2021, un dittico di bellezza rara: La voix humaine di Francis Poulenc e The Telephone di Gian Carlo Menotti. Due composizioni del secolo scorso che, senza nulla togliere alle eccelse interpreti che si sono cimentate sul
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Nicola Alaimo insuperabile Falstaff
servizio di Simone Tomei FREE

20211202_Fi_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phMicheleMonastaFIRENZE - «Non sto facendo un'opera buffa. Sto lavorando su un personaggio. Il mio Falstaff non è solo quello delle Allegre comari di Windsor, in cui è soltanto un buffone sbeffeggiato dalle donne; è anche il Falstaff dell'Enrico IV e dell'Enrico V»: così Giuseppe Verdi scriveva ad Italo Pizzi - letterato parmense - in merito all’opera che dopo quattordici
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Una Pulzella assai frenetica
servizio di Simone Tomei FREE

20211128_Re_00_GiovannaDArco_RobertoRizziBrignoli.jpegREGGIO EMILIA - Giovanna d’Arco è la settima opera di Giuseppe Verdi che fu rappresentata per la prima volta alla Scala di Milano il 15 febbraio del 1845; erano gli anni in cui l’astro nascente Verdi cominciava ad emergere fortemente; Rossini era silente, Bellini era morto e Donizetti oltralpe, malato. Come altre opere di quel periodo, anche
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Claudia Pavone grande Violetta
servizio di Nicola Barsanti FREE

20211122_Lu_00_LaTraviata_FrancescoRosaLUCCA - La serata inaugurale della stagione operistica del Teatro del Giglio vede sul palcoscenico La Traviata di Giuseppe Verdi (primo di tre titoli previsti in cartellone). Una scelta estremamente oculata non solo perché, essendo l’opera più rappresentata al mondo, La Traviata genera sempre grandi aspettative e curiosità, ma poiché, a pochi giorni
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Bianca e Fernando secondo de Ana
servizio di Simone Tomei FREE

20211121_Ge_00_BiancaEFernando_DonatoRenzettiGENOVA - L’opera dal titolo originario Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini ebbe il suo debutto al Teatro San Carlo di Napoli il 30 maggio del 1826, ma per un riguardo al principe Ferdinando di Borbone fu cambiata in Bianca e Gernando. Essa nacque sul soggetto tratto dal dramma di Carlo Roti - Bianca e Fernando alla tomba di Carlo IV, duca d’Agrigento -
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Cosė fan tutte non per molti
servizio di Angela Bosetto FREE

20211115_Vr_00_CosiFanTutte_FrancescoOmmassini_phFotoEnneviVERONA – Dopo aver proposto Le nozze di Figaro nel 2018 e Don Giovanni nel 2019, Fondazione Arena completa la trilogia Mozart-Da Ponte con Così fan tutte, andato in scena al Teatro Filarmonico dal 31 ottobre al 7 novembre 2021. La tanto sospirata capienza piena, però, non è ancora – purtroppo – sinonimo di normalità, a partire dalla necessità di
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Oblivion Rhapsody concentrato di bravura
servizio di Rossana Poletti FREE

20211114_Ts_00_OblivionRhapsody_GiorgioGallioneTRIESTE - C’era una volta il Quartetto Cetra: immagini sbiadite in bianco e nero di una televisione del sabato sera che sfornava numeri musicali di qualità e successo. Ogni settimana proponevano un tema, ricavato spesso dalla letteratura. E fu così che fecero le divertenti parodie della Traviata, di Madame Bovary, di Giulio Cesare, di Romolo
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
L'Orfeo non invecchia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211112_Ra_00_LOrfeo_OttavioDantoneRAVENNA - L’Orfeo di Claudio Monteverdi su versi di Alessandro Striggio ha più di 400 anni ma non li dimostra, almeno nella versione andata in scena al Teatro Alighieri il 6 e il 7 novembre 2021 nella raffinata esecuzione dell’Accademia Bizantina con la regia di Pier Luigi Pizzi.  La lettura e l’esecuzione di Ottavio Dantone, da oltre vent’anni alla guida
...prosegui la lettura

Vocale
Il divino intelletto di Dante e Berio
servizio di Athos Tromboni FREE

20211104_Fe_00_DaDivinoIntelletto-ProgettoBerioPanni_LucianoBerio_phEricMarinitschFERRARA - Da divino intelletto e da sua arte s'accostò ai ferraresi, cioè il pubblico pagante di Ferrara Musica, un insolito omaggio a Dante Alighieri e al suo settecentenario: il direttore d'orchestra e compositore Marcello Panni, sul podio dell’Ensemble di Musica Contemporanea del Conservatorio di Bologna ha infatti proposto uno stimolante (e bellissimo)
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Bruno Laudato Band felice ritorno
FREE

20211101_Fe_00_ConcertoBrunoLaudatoBand_BrunoLaudatoFERRARA - Ha preso avvio domenica 31 ottobre 2021 alla Sala della Musica di Via Boccaleone 19 la rassegna concertistica del Circolo Culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” ospitando la formazione cameristica Bruno Laudato Band. Il musicista bolognese, come chitarra solista e anche in formazioni cameristiche, aveva già partecipato in
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Ovest
ŦBarbiereŧ e ŦTurcoŧ, Rossini alla Scala
servizio di Francesco Lora FREE

20211031_Mi_00_IlBarbiereDiSiviglia_RiccardoChaillyMILANO - Prima che La Calisto di Cavalli e L’elisir d’amore di Donizetti chiudano la stagione d’opera del Teatro alla Scala, nella ripresa dopo la pausa estiva il cartellone milanese è stato improntato al Rossini buffo con una trilogia: L’italiana in Algeri per quattro recite dal 10 al 18 settembre 2021, nell’impolverato ma insostituibile allestimento con regìa,
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Comitato per i Grandi Maestri adieu
servizio di Athos Tromboni FREE

20213031_Fe_00_ComitatoPerIGrandiMaestriAdieu_SacconChristianJosephFERRARA - Comitato per i Grandi Maestri, ultimo atto. Si è chiusa con una sobria festa privata a casa di Gianluca La Villa e Camilla Segre sabato 30 ottobre 2021 l’esperienza di quel “Comitato” ferrarese che ha fatto parlare di sé le cronache musicali non solo della città estense, ma anche di numerose altre località della Toscana, della Liguria e del Veneto
...prosegui la lettura

Classica
Il transito dell'anima coinvolge
servizio di Simone Tomei FREE

21211030_Pc_00_TransitatusAnimae_AnnaMariaChiuri_phLuigiBloisePIACENZA - Uno degli Oratori più belli di don Lorenzo Perosi è il Transitus Animae. In esso si raffigura il momento dell’estremo passaggio dell’anima dall'esilio terreno alla dimora celeste, un viaggio scandito dalle preghiere della tradizione cattolica. Forse, questo lavoro è il suo capolavoro, se si deve giudicare dall’altissimo grado di
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Butterfly molto ispirata al Teatro Noh
servizio di Athos Tromboni FREE

20211029_Fe_00_MadamaButterfly_MatteoMazzonini_phFERRARA - Una Madama Butterfly urlata. L’estrema sintesi dell’opera d’apertura della stagione lirica autunno-invernale del Teatro Comunale “Claudio Abbado” può essere questa. La ragione una sola: l’orchestra col suo suono vigoroso copriva spesso le voci soliste, tanto che ci siamo chiesti: se invece di una compagine da camera (le disposizioni
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Piccole Donne e il premio a Gismondi
servizio di Rossana Poletti FREE

20211028_Ts_00_PiccoleDonne_FabrizioAngeliniTRIESTE Politeama Rossetti - E’ un congegno ben oliato il musical Piccole donne, andato in scena al Politeama Rossetti di Trieste, città dalla quale è partita la sua tournée. Nel grande teatro da oltre 1.500 posti arrivano molte produzioni internazionali di grande qualità e spesso abbiamo avuto modo di notare le differenze di spessore tra gli allestimenti stranieri
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
L'isola disabitata ammalia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20211027_Ra_00_LIsolaDisabitata_NicolaValentiniRAVENNA - L’Isola disabitata di Franz Joseph Haydn, datata 1779, su libretto di Metastasio musicato per la corte degli Esterhàzy, ha piacevolmente sorpreso il pubblico del Teatro Alighieri di Ravenna il 23 e 24 ottobre 2021, non tanto per la trama, tutto sommato fragile, quanto per le allusioni al tema della solitudine e dell’isolamento che la recente pandemia ha
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Gnecco e Pasticci
servizio di Rossana Poletti FREE

20211025_Ts_00_GneccoEPasticci_DanielaMazzucatoTRIESTE - Ci riprova il Teatro Verdi di Trieste con La prova di un’opera seria di Francesco Gnecco, un atto unico che si presta a manipolazioni e diverse ambientazioni. Alla musica mette mano Matteo Musumeci che rielabora la partitura del compositore genovese e ci mescola spezzoni di altre arie, per caratterizzare l’ambientazione che il regista e
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Peccato Vinile allo Spirito
servizio di Athos Tromboni FREE

20211025_Vigarano_00_PeccatoVinileAlloSpirito_PaoloZamboniVIGARANO MAINARDA (FE) - Di domenica pomeriggio, dopo pranzo. Al ristorante come se si fosse nello studio di una radio libera (un tempo si chiamavano proprio così, "libere", le radio che oggi si dicono "commerciali") a immaginare una trasmissione via etere con musica in "tutte le direzioni". È successo domenica 24 ottobre 2021 al ristorante Spirito
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310