Pubblicato il 23 Settembre 2018
Trionfale concerto della formazione d'archi della Orchestra giovanile europea nel Teatro Abbado
La Euyo se fosse la chiave di volta? intervento di Athos Tromboni

180923_Parliamone_00_EuyoStringEnsemble_MatsZetterqvistFERRARA - E se fosse la chiave di volta per un ampliamento della musica sinfonica dal plurieseguito repertorio di tradizione alle eccellenze del Novecento? Questo ci si chiedeva sabato 22 settembre 2018 assistendo al concerto della formazione d’archi della European Union Youth Orchestra, una formazione di 20 archi guidati da due eccellenti musicisti della Chamber Orchestra of Europe ben noti ai ferraresi, perché molti dei presenti in teatro hanno seguito la Coe fin dal 1989, quando il maestro Claudio Abbado portò quell’orchestra in residenza nella città estense. Sul palcoscenico erano 18 ragazzi e ragazze della Euyo, queste ultime con le loro sciarpe azzurre stellate, guidati dall’esperto primo violino Mats Zetterqvist e dall’eccellente violoncellista Richard Lester. In aggiunta agli archi, per l’esecuzione del primo brano (autore Arvo Pärt, Cantus in memoriam Benjamin Britten) c’era il bravo percussionista Boris Bondinof per suonare le campane nel modo “tintinnabuli”.
Ripetiamo: e se fosse la chiave di volta per un ampliamento della musica sinfonica dal plurieseguito repertorio di  tradizione alle eccellenze del Novecento? Perché il programma della serata prevedeva, oltre alla musica di Pärt, anche un sorprendente Dmitrij Sostakovic trascritto dal direttore d’orchestra Rudolf Barshaj (Sinfonia da camera in Do minore op.100a); poi un mai eseguito, a Ferrara, Henryk Górecki (Three pieces in old style); e infine l’aggiunto ottocentesco Petr Ilic Chajkovskij della Serenata per archi in Do maggiore op.48 di musica intimistica e melodiosa.
Non c’è niente che faccia presagire una risposta affermativa alla nostra domanda retorica posta all’inizio di questa corrispondenza: perché le Euyo (a partire dal concerto della formazione da camera che si esibirà giovedì 27 settembre prossimo, e proseguendo con i concerti dell’11 e del 13 aprile 2019) proporrà nel Teatro Abbado autori quali Ravel, Rossini, Schubert, Glinka, Rachmaninov, altro Chajkovskij, altro Sostakovic, Richard Strauss, Mozart e Bruckner.
Quindi grande repertorio di tradizione (che è quello che si impone nel mercato della concertistica) e se di autori novecenteschi si può parlare, ci si limita a Ravel, Rachmaninov, R. Strauss, Sostakovic, quindi un novecento ben piantato nella tradizione ottocentesca.
Ma Górecki e Pärt eseguiti l’altra sera (e pure il Sostakovic/Barshaj) hanno ricevuto una calorosa accoglienza dal pubblico, che non fiatava nemmeno durante le esecuzioni tanto era partecipe e coinvolto. E si tratta di musica bellissima, certo novecentesca piantata nella storia non solo ottocentesca, ma addirittura radicata nell’estetica trecentesca, o comunque antica, e pur tuttavia nuova e riconciliante la massa degli ascoltatori con la contemporaneità.
Sì, certo, negli anni passati, nelle passate stagioni sinfoniche, grazie alla sensibilità di Claudio Abbado, la Coe e la Mahler Chamber Orchestra avevano proposto qualche autore novecentesco, celebrato più dalla critica e dalla musicologia che dal pubblico, ma erano le classiche eccezioni che confermano la regola: “se si esegue troppo Novecento, soprattutto di compositori aleatori e matematici, il pubblico non gradisce e fugge”. Oggi forse no… a Ferrara il pubblico non fugge se si eseguono gli autori del Novecento, anzi partecipa emotivamente, ascolta attento. E applaude convinto. E allora coraggio giovani della Euyo, visto che avete la residenza italiana a Ferrara per i prossimi tre anni, osate di più con autori del Novecento e potete tentare anche con qualche compositore oggi giovane come voi, venuto alla ribalta in questi primi vent’anni del terzo millennio.

 180923_Parliamone_01_EuyoStringEnsemble_facebook

Consigliato ciò, parliamo del concerto del 22 settembre scorso, organizzato da Ferrara Musica nel Teatro Comunale Abbado: abbiamo assistito a una magistrale esecuzione di tutti i brani, per precisione, amalgama, disciplina, dedizione: merito certo di Zetterqvist e Lester che con i loro archi hanno guidato in maniera eccellente il primo set del concerto, eseguito seduti, e anche il secondo set, eseguito in piedi come è d’uso per le formazioni barocchiste.
Il Cantus di Pärt è una pietra miliare non solo per l’autore, ma anche per gli spettatori ferraresi cha hanno avuto modo di apprezzare questo compositore estone fin dall’inizio degli anni ’90 del Novecento, quando fu dedicata a lui una intera sezione in una stagione del soppresso (e rimpianto) Aterforum. L’esecuzione dei ragazzi della Euyo è stata magica: merito dell’attenzione e del coinvolgimento con cui è stato interpretato il Cantus, ma merito anche delle suggestive campane suonate da Bondinof.
La Sinfonia da camera di Sostakovic (trascritta - come detto - da Barshaj, dal Quartetto d’archi n.8) ha stemprato la serenità funebre del brano precedente dentro le tormentate dissonanze di una musica dove è possibile vestire di note i sentimenti costrittivi come angoscia e paura, coagulandoli insieme a sentimenti reattivi come il riscatto dell’ego e il desiderio di vita: magnifica anche qui l’interpretazione dei giovani Euyo.
Górecki, poi, dopo l’intervallo. Finalmente questo compositore è arrivato a Ferrara con un piccolo saggio della sua musica… troppo tardi, secondo noi, per una città come la nostra, troppo tardi perché è da più di quarant’anni che la sua Sinfonia n.3 viene riconosciuta come un capolavoro assoluto… ecco un’idea per il futuro: chi ci porterà per la prima volta a Ferrara la “Terza sinfonia per soprano e orchestra” di questo polacco morto a Katowice nel 2010? La Euyo? Ce la può fare egregiamente, visto come ha trattato i Tre pezzi in vecchio stile.
Infine l’esecuzione della Serenata di Chajkovskij: qui la leggerezza del tocco è stata dominante e le volute eleganti del Valzer e del Minuetto hanno corroborato di note lievi, eppure pregne, il resto della serata.
Accoglienza trionfale del pubblico per uno dei più bei concerti per orchestra d’archi visti a Ferrara. E, sentito il calore di platea, palchi e loggione, il primo violino Mats Zetterqvist ha concesso il bis, ancora il Valzer della Serenata di Chajkovskij. Poi tutti a casa. Felici.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale Claudio Abbado
Nella miniatura in alto: il primo violino Mats Zetterqvist
Sotto: la formazione d'archi della European Union Youth Orchestra (Euyo) a Ferrara





Pubblicato il 03 Agosto 2018
A proposito del licenziamento del direttore dell'Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam
Gatti e l'onda lunga intervento di Athos Tromboni

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato in tronco dai dirigenti dell'Orchestra Concertgebouw perché in un articolo pubblicato sul Washington Post il 26 luglio scorso era stato accusato da due orchestrali donne di comportamenti "inappropriati".  Gatti, ha oggi  56 anni; era stato nominato direttore musicale del Concertgebouw nel 2016; ieri è stato licenziato, non solo per via delle accuse contenute nell’articolo del Washington Post, ma anche perché dopo quella pubblicazione varie dipendenti dell’Orchestra del Concertgebouw avevano riferito di aver patito comportamenti inappropriati da parte del direttore. Dopo la pubblicazione dell’articolo del Washington Post, Gatti si è rivolto a uno studio di pubbliche relazioni americano, Reputation Doctor, attraverso il quale ha diffuso un messaggio di scuse:
«Mi scuso sinceramente dal profondo del cuore con tutte le donne che ho incontrato nella mia vita e specialmente con quelle che credo di non aver trattato con il massimo del rispetto che meritano. Oggi e da ora in avanti ho intenzione di concentrarmi di più sui miei comportamenti nei confronti delle donne. Sia quelle giovani che quelle non più giovani, per essere sicuro che nessuna donna si senta più a disagio, specialmente quelle con cui lavoro nell’ambito della musica classica. Mi dispiace davvero tanto».
Ma non è bastato a calmare le acque.
Non vogliamo entrare nel merito della vicenda, saranno gli atti legali - qualora s'innescassero procedimento giudiziari - a dire quale sia la verità. Noi siamo convinti sostenitori della presunzione d'innocenza fino a che una sentenza passata in giudicato non abbia decretato la colpevolezza dell'imputato.
Eppure ci inquieta il clima da "caccia allo stregone" che ha preso avvio dalla vicenda americana di poco più d'un anno fa, vicenda che ha ridotto sul lastrico il produttore e regista cinematografico della Miramax, Harvey Weinstein. Vicenda che sembra aver innescato l'onda lunga, sulla via più del sensazionalismo che della giustizia. Fra gli "accusati eccellenti" si contano ormai decine di personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, e tra i tanti anche il direttore musicale del Metropolitan di New York, James Levine.

180802_01_Parliamone_DanieleGatti_facebook

Riprendendo il ragionamento su Daniele Gatti, ripetiamo che non vogliamo entrare nel merito. Per noi egli era, è, e rimane, uno dei più grandi direttori d'orchestra oggi in attività. E a testimonianza del nostro apprezzamento per il Musicista, riportiamo tre recensioni (fra le tante pubblicate sulla nostra Testata). Eccole, in ordine decrescente di tempo:

""" Nella ripresa milanese, la bontà del polo teatrale è persin sovrastata dall’eccellenza di quello musicale, ove la concertazione di Daniele Gatti tiene a sua volta a bada estro e mezzi dei singoli cantanti. Formidabili sono la prestazione tecnica e il riscontro poetico dell’Orchestra e del Coro della Scala nelle mani del direttore. Interprete wagneriano di riferimento nel contesto internazionale, avvezzo alle diverse risorse d’istituzioni e compagini austro-tedesche, Gatti procede qui come nel recente Tristan und Isolde al Teatro dell’Opera di Roma: nobilita il pregio peculiarmente italiano dell’orchestra, lavora dunque in vista dell’omogeneità timbrica tra le sezioni, privilegia il canto degli archi sull’interpunzione dei fiati, sa comunque far esplodere di echeggi dorati le file degli ottoni, suscita atmosfere narrative con tanta solidità d’impasti quanta sollecitudine di sfumature e pragmatica astensione da compiacimenti calligrafici. (Francesco Lora - recensione dal Teatro alla Scala dell'opera "I Maestri Cantori di Norimberga" pubblicata il 23 marzo 2017  e visibile qui )

""" Gatti ha messo sotto torchio l'orchestra, l'ha fatta suonare in maniera straordinaria adoperando tutte le tecniche e tutte le sottigliezze possibili, dai crescendo agli stop and go improvvisi, dai pianissimi sussurrati ai fortissimi esplosivi, con pause espressive di qualche secondo fra un passaggio strumentale e l'altro molto efficaci, inconsueti per chi conosce esecuzioni di riferimento delle sinfonie beethoveniane; e ha diretto a memoria sempre. Ora può piacere o non piacere la sua irruenza, il modo di trasformare la leggerezza quasi danzante dell'Ottava sinfonia in drammatica tensione ritmica, o inscenare un terremotato crescendo finale della Nona con coro, orchestra e solisti tutti in fortissimo e oltre se possibile. Ma il suo gesto è chiaro, lampante, motore di una guida veramente efficace, che consente proprio all'orchestra di mostrare il proprio valore, l'eccellenza delle prime parti e dei fiati, l'intensa complicità col direttore nell'offrire un Beethoven fuori dei canoni classici e (perché no?) anche fuori dai gangheri. Gatti osa, va oltre l'abitudine, si espone alle critiche dei "puristi" consapevolmente. Nel contempo inventa una musica di Beethoven insospettabile, carica di espressione; ma non è solo dinamismo spinto e potenza oltre; perché quando decide di liricizzare (il cantabile dell'Adagio della Nona sinfonia, per esempio) trae dall'orchestra un suono purissimo, anodino, rallentato ai limiti della rottura d'intonazione, etereo, sognante. (Athos Tromboni - recensione dal Teatro Comunale di Ferrara del concerto con la Mahler Chamber Orchestra pubblicata il 30 maggio 2016 e visibile qui ) """

180802_02_Parliamone_DanieleGatti_phMarcoCaselliNirmal

""" La Quarta sinfonia di Johannes Brahms, in Mi minore opera 98, sotto la direzione di Daniele Gatti, ne esce da quel capolavoro che è. Non pérdono, il direttore e l’orchestra, i dettagli, e non li fan perdere agli ascoltatori, che possono bearsene gustandoli. Mi piace sottolineare la splendida interpretazione del secondo tema nel secondo movimento andante moderato, quando cambia il tempo. L’insieme è coinvolgente, trascinante, entusiasmante (Sergio Stancanelli - recensione dal Teatro Filarmonico di Verona del concerto con i Wiener Philharmoniker pubblicata il 9 ottobre 2012 e visibile qui ) """

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal e Fototeca gli Amici della Musica.Net





Pubblicato il 21 Luglio 2018
L'inaugurazione di Macerata Opera Festival tra fischi contestazioni e (pochi) apprezzamenti
Flauto malfunzionante pių che Magico intervento di Simone Tomei

180721_Mc_00_FlautoMagico_GrahamVick_phAlfredoTabocchiniMACERATA - È piuttosto arduo accingersi a parlare di uno spettacolo quando ti rendi conto che la visione e l'ascolto hanno preso due strade differenti; solitamente l'Opera è un lavoro che coinvolge in un solo momento musica, parole, scene ed emozioni; nella serata di apertura del Macerata Opera Festival 2018 questi elementi hanno viaggiato ciascuno per conto proprio non riuscendo mai a confluire nel mare dell'unitarietà, come fosse il delta di un fiume anziché un estuario; il titolo in questione è il Flauto Magico (Die Zauberflöte) di Wolfgang Amadeus Mozart "rivisto" e diretto dal regista inglese Graham Vick con cui hanno collaborato Stuart Nunn per scene e costumi, Ron Howell ai movimenti mimici e Giuseppe Di Iorio alle luci.
Che dire dello spettacolo... senza dubbio una genialata: un colpo di marketing non indifferente che è servito se non altro, a creare curiosità e rumors intorno all'evento che ha rappresentato una prima assoluta mondiale; l'Opera è stata eseguita in italiano sulla versione che vede la traduzione poetica di Fedele d'Amico, mentre i dialoghi parlati sono dello stesso regista Vick con il quale ha collaborato Stefano Simone Pintor.
A questo punto mi immagino le schiere di quelli che si appelleranno alla filologia (quella sempre e prima di tutto), invocando l'anatema più sentito quasi fossero delle Amneris di fronte ai sacerdoti egizi; devo dire che pur non biasimando il dovuto rispetto per le scelte filologiche, conscio anche del mio limite con la lingua tedesca, ritengo abbastanza positivo aver attuato questa scelta perchè la comprensione piena del significato delle parole è stato un elemento a favore del pubblico; ripensando infatti alla  funzione sociale dell'Opera sono perfettamente conscio che in alcuni casi si possa e ci si debba avvicinarsi al linguaggio di oggi e trovare un canale privilegiato di comunicazione con un pubblico emergente - visto che i melomani di ieri, oggi sono sulla via della vetustà ed è necessario rimpolparne le fila - e questo può essere raggiunto in tanti modi; tra i quali quello che va per la maggiore si ottiene di solito attraverso un'attualizzazione ed una contestualizzazione diversa della drammaturgia rispetto al libretto ed alle indicazioni dell'autore.

180721_Mc_01_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_02_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_03_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Nel nostro caso, come già accennato, questa attualizzazione, oltre ad altri modi di cui dirò più sotto, è stata messa in atto anche attraverso una trasformazione del libretto per quello che riguarda i dialoghi parlati e qualche ritocco anche alle parti del canto. Rispetto a ciò il mio pensiero è totalmente contrario e muove il mio animo verso una sensazione di stizza e di rabbia; stizza e rabbia che se si fermassero a questa evidenza dei fatti potrebbero anche acquietarsi in maniera veloce, ma la cosa che più mi dispiace e mi rattrista è il fatto dell'abuso che è stato fatto di questa criticabile e criticata operazione. Graham Vick ha voluto costruirsi il suo giocattolino, come fanno spesso e sovente ormai molti registi per esaltare un proprio ego e per mettere in luce una creatività che altrimenti non avrebbe spazio per emergere se vi fosse soltanto un confronto serio e profondo con il testo originario. Un giochino che ha solo effetto pubblicitario e rappresenta un colpo di marketing non indifferente, ma che denatura, a mio avviso, l'idea del Teatro in musica oggi; prima, in relazione al "rimpolpamento" delle fila di coloro che vanno a Teatro, ho parlato della necessità di creare nuovi stimoli per rendere efficace questa azione/operazione;  anche guardando sulla rete internet (social e siti vari) vediamo una miriade di post e di pagine che cercano di illustrare e invogliare il pubblico ad andare a questo o a quel Festival; si creano ad hoc messaggi pubblicitari accattivanti e si dà ovunque l'idea di fare qualcosa di sensazionale e di unico; si creano eventi collaterali coinvolgenti e si mette il futuro e probabile spettatore nell'ottica di trovare a Macerata, a Verona, a Pesaro o a Martina Franca tutta una serie di momenti unici ed irripetibili. Ecco allora che eventi come questa prima maceratese del Flauto Magico del 20 luglio diventano un coacervo di aspettative che poi non trovano una loro concretizzazione nella realtà; a scanso di fraintendimenti tengo a precisare che tutto ciò che è stato annunciato all'interno del Festival marchigiano trova una sua concretizzazione nella realtà, che vede una miriade di occasioni per fare cultura e per divulgare l'amore e la passione per il Teatro; il mio riferimento è solo indirizzato all'idea di questa "prima mondiale" dalla quale sinceramente mi sarei aspettato molto di più vista la capacità e la genialità di un regista che in molte occasioni ho apprezzato e dal lavoro del quale ho ricevuto grandi emozioni.
Il Flauto Magico, l'ultima creatura del compositore salisburghese, rappresenta un capolavoro assoluto di maturità musicale e stilistica; si tratta di un viaggio iniziatico alla ricerca della Verità dove l'uomo prende coscienza delle forze negative che si frappongono alla fondazione di un nuovo mondo; ecco quindi che nelle quattordici scene si vive come in un caleidoscopio di modi e di comportamento che vanno dalla felicità intrinseca di Papageno, alla ieraticità massonica di Sarastro passando per la crudeltà della Regina della Notte in contrapposizione alla dolcezza di Tamina cui si sposa perfettamente la pura ingenuità di Tamino e la torbida e mostruosa sensualità di Monostatos; siamo di fronte ad una miriade di situazioni che ben si sposano con la complessità della nostra società attuale dalla quale l'idea registica avrebbe voluto attingere per "attualizzarne" il contenuto ai tempi moderni; ma le suggestioni così come sono state portate sul palcoscenico dello Sferisterio sono tante e ben confuse e danno l'idea - e mi ripeto - di un giochino creato a proprio uso e consumo, incapace alla fine di confrontarsi realmente con il mondo di oggi e di trasmettere un messaggio chiaro ed univoco; anzi forse si confronta e si specchia, ma con un fare che non aggiunge niente a ciò che giornali e social ogni giorni ci propinano, anche di becero.

180721_Mc_05_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini180721_Mc_06_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Il mostro iniziale che incontra Tamino è rappresentato da un caterpillar in un cantiere di lavoro...
Parliamo di morti sul lavoro, di caporalato, di contratti collettivi di lavori iniqui e sempre sbilanciati da un parte...
parliamo di cosa?
Abbiamo una schiera urlante e chiassosa dei cento cittadini maceratesi che interagiscono quasi sempre ai lati del palcoscenico in mezzo ad una baraccopoli di tende e di disagio in cui emergono un paio di auto di grossa cilindrata...
Parliamo di campi rom, parliamo di centri di accoglienza, parliamo di disagio sociale...
parliamo di cosa?
Il comportamento di Monostatos - libidinoso e cruento com Pamina - sembra ricalcare le movenze delle aggressioni che, nei mesi precedenti, hanno fatto di Macerata un centro di cronaca nazionale e sovranazionale...
Parliamo di xenofobia, parliamo di atteggiamento di accoglienza, parliamo di integrazione sociale...
parliamo di cosa?
Le uniche tre strutture scenografiche sono rappresentate da un palazzo in vetro con sopra il simbolo dell'euro che dietro nasconde una batteria di missili, una costruzione con il simbolo della Apple (la mela morsicata) con dietro un albero spoglio cui è appesa una sola mela fresca, una chiesa che vagamente ricorda la Basilica di San Pietro a Roma che dietro nasconde una madonna imbavagliata...
Parliamo di simboli del male, parliamo di risorse indispensabili per l'uomo, parliamo di rivincita dell'uomo su ciò che lo porterà alla distruzione...
parliamo di cosa?
Una schiera di uomini sdraiati sul palcoscenico con indosso giubbotti arancione...
Parliamo di morti in mare, parliamo di barconi stracolmi di immigrati, parliamo di magliette rosse...
parliamo di cosa?
Potrei andare avanti ancora per molto, ma il rischio della prolissità mi attanaglia quindi mi fermo qui.
Materiale per riflettere ce n'è tanto, le idee sono molte e valide, ma purtroppo confusionarie e associate a costanti elementi disturbanti - quali suoni provenienti dai lati del palcoscenico a richiamare l'attenzione non è dato sapere su cosa, elaborati attraverso colpi di bastone su bidoni di latta e altoparlanti da discoteca con rumori assordanti - e tanti altri piccoli particolari che mi hanno fatto quasi dimenticare la musica a pro del giocattolino con il quale credo fermamente si sia divertito solo il costruttore e che la maggior parte del pubblico, che non ha lesinato fischi e buuuh! sonori, non ha gradito; ripeto... le idee sono encomiabili, ma la capacità di metterle in atto, a mio avviso, non è stata all'altezza della situazione trasformando un evento che poteva essere davvero unico in un giocattolino... malfunzionante; sono uscito da una tale serata confuso, amareggiato ed un po' allibito per il trattamento ricevuto dalla Musica ed ho cercato di mettere insieme tutta la mia accozzaglia di sensazioni per dar loro un senso compiuto, ma il senso alla fine non l'ho trovato; probabilmente è un mio limite o magari è proprio quello il fine ultimo del messaggio... tutti abbiamo in mano un giocattolo, ma tale oggetto è malfunzionante... rotto dalle nostre sovrastrutture mentali, rotto dalla nostra ipocrisia, rotto dalla nostra indifferenza e, soprattutto, rotto dalla nostra saccenza nella quale alberga l'idea di essere sempre superiori a tutti e dove le nostre idee sono sempre e comunque migliori di quelle degli altri... ecco pensandola così vado a casa meno scontento, ma...

180721_Mc_04_FlautoMagico_facebook_phAlfredoTabocchini

È d'uopo parlare anche della musica che indubbiamente ha subito un trascinamento verso il basso per la mancanza di dialogo con il palcoscenico e questo ha ulteriormente contribuito a rompere il giocattolino; la direzione musicale del M° Daniel Cohen è stata l'ulteriore anello debole della serata ed i motivi sono sostanzialmente due: l'organico orchestrale è stato notevolmente ridotto - si parla di almeno venti/venticinque elementi in meno - togliendo al costrutto musicale sostanza sonora ed un tappeto sicuro su cui far scivolar il canto; in secondo luogo è mancato un colloquio fattivo e collaborativo con il palcoscenico dove le voci si sono trovate prive di un valido cenno e di quegli accorgimenti necessari per sentirsi a proprio agio; potremmo dire in una parola... "musica quasi non pervenuta"; una "prima" di stagione merita decisamente qualcosa in più ed anche l'idea di iniziare la serata in mezzo a una confusione ciarliera non addomesticata da un avviso di inizio, ha tolto ancora  alla solennità del momento ed al rispetto per ciò che ci si stava attingendo ad eseguire... necessità di regia? Ancor peggio.. doppia negligenza.
Ed eccoci alle voci purtroppo relegate alla fine del mio articolo, ma tutto il detto era doveroso per collocare questo elemento uditivo dello spettacolo nel contesto in cui è stato posto.
Il tenore Giovanni Sala è stato un egregio Tamino dalla voce squillante dotata di buona proiezione, sicura dizione e luminosità cui si è unita un'altrettanta briosità interpretativa dal punto di vista scenico.
Sopra le righe, ma con gusto e stile, il Papageno di Guido Loconsolo che ha però scontato un ingresso infelice dalla platea in cui l'intesa inesistente con la bacchetta dettata dalla situazione registica ha provocato qualche scollamento prontamente risolto una volta giunto a destinazione; la voce gode di un bel timbro nobile che non fa fatica a muoversi nel suo spazio musicale con spavalda eleganza.
La Regina della Notte, ohps! Astrifiammante come indicato sul programma di sala è stata interpretata dal soprano Tetiana Zhuravel senza infamia e senza lode; se la correttezza musicale non è mancata, sicuramente non vi è stata una partecipazione emotiva e interpretativa densa e profonda, perché la Regina si è limitata ad eseguire le note alla stregua di un solfeggio cantato.
Il personaggio più negativo della vicenda rappresentato da Monostato ha trovato vita e voce tramite il tenore Manuel Pierattelli che grazie alla brillante emissione ha sostenuto il ruolo in maniera precisa, beneficiando di una fluida dizione e di un'ottima intonazione.
Luminosa e solare anche la vocalità di Valentina Mastrangelo nei panni di Pamina che ha eseguito con nobiltà di fraseggio e con grande precisione ogni nota del suo rigo musicale dominandolo con  egregia preparazione vocale.
Qualche nota più dolente per il basso Antonio Di Matteo in difficoltà soprattutto in merito a proiezione vocale: il timbro è pregevole, ma non ha trovato lo sfogo necessario per essere incisivo e pregnante nel ruolo di Sarastro; la voce si perde spesso nei meandri della gola e la prima delle due arie affidate al ruolo Possenti numi, Isi ed Osiri... - tra l'altro succeduta ad un estenuante e ridicolo recitativo eseguito con il microfono - è risultata quasi inudibile, priva di quel fascino che le è proprio.
Voce solida e sicura anche quella dell'Oratore interpetato da Marcell Bakonyi. Simpatica e vivace sia scenicamente che vocalmente la Papagena di Paola Leoci. Ottimi i due Armigeri interpretati da Marco Miglietta - che anche nel ruolo del Sacerdote gode di uno squillo argenteo e di un'intonazione pregevole - e da Seung Pil Choi anch'esso perentorio e sicuro nel ruolo.
La triade femminile delle Dame si è ben difesa nei complicati interventi musicali ed era composta da Lucrezia Drei, Adriana Di Paola e Eleonora Cilli. Completavano il cast tre bravissime voci per il ruolo dei Tre Geni: Ilenia Silvestrelli, Caterina Piergiacomi e Emanuele Saltari che hanno fatto dell'intonazione e della musicalità un fiore all'occhiello della loro interpretazione.
Il Coro Lirico Marchigiano "Vincenzo Bellini" preparato e diretto dal M° Martino Faggiani si è difeso come ha potuto nei suoi interventi, facendo emergere buona preparazione, ma orfano di un chiaro segnale dalla buca che spesso lo ha portato a nuotare nel mare in tempesta.
Il finale con i fuochi d'artificio e con la distruzione dei tre simboli del male che sono caduti l'uno sull'altro con effetto domino, è stato seguito da una sonora e decisa ondata di fischi e dissensi che se all'inizio sembrava non risparmiare nessuno, si è poi evoluta in applausi sentiti per tutto il cast, ma è stata di nuovo implacabile allorché si sono presentati sul palco gli autori della parte scenica.
Cosa porto con me dopo una serata come questa?
La sensazione immediata, mentre mi accingevo a percorrere le salite cittadine, è stata quella di provare a sgombrare il cervello da tutta quella paccottiglia sonora, oggettuale e musicale cercando di ricordare cosa sia il Flauto Magico, ohps! Die Zauberflöte di Mozart; e qui entra in campo la mia devozione al rispetto verso la musica, il libretto, l'autore ed il pubblico; mi è poi venuto in mente il famoso detto che "se Maometto non va alla montagna, essa va da Maometto": avvicinare il pubblico all'opera è un dovere di qualsiasi Ente che è preposto a divulgare un bene così prezioso, ma alla fine siamo sicuri che debba essere sempre la Musica a piegarsi alla poca conoscenza e alla poca voglia di mettersi in gioco per capire cosa ci sia al di là di un libretto e di uno spartito attraverso una serie di strumenti che alla fine la destrutturano e la deformano?
Questa sera, da un punto di vista prettamente musicale, si è vissuta la distruzione di un capolavoro per voler lanciare un messaggio o più messaggi seppur nobili nelle intenzioni... ma alla fine cosa rimane?

180721_Mc_07_FlautoMagico_phAlfredoTabocchini

Dal punto di vista del Macerata Opera Festival sicuramente notorietà e risonanza internazionale, dal punto di vista della Musica forse qualcuno in più conoscerà il Flauto Magico, ma sarà il giocattolino malfunzionante di Grahm Vick e non il capolavoro musicale di Wolfang Amadeus Mozart. Il discorso si fa lungo e complicato e sicuramente non è questo il luogo per andare oltre quanto già detto, ma queste mie riflessioni possono essere un punto di partenza per un confronto fra gli addetti ai lavori che dovrebbero pesare tutti i pro e i contro di cotali operazioni, con l'obiettivo di trovare quella giusta via di mezzo che non faccia venire il colpo della strega alla Musica per il troppo piegarsi verso un pubblico poco istruito, ma che aiuti il pubblico a tendere una mano verso di essa con il desiderio di capire cosa ci sia dietro ad un capolavoro musicale capace di attraversare i secoli senza invecchiare.

Crediti fotografici: Alfredo Tabocchini per Macerata Opera Festival 2018
Nella miniatura in alto: il regista Graham Vick






< Torna indietro


Parliamone
La Euyo se fosse la chiave di volta?
intervento di Athos Tromboni FREE

180923_Parliamone_00_EuyoStringEnsemble_MatsZetterqvistFERRARA - E se fosse la chiave di volta per un ampliamento della musica sinfonica dal plurieseguito repertorio di tradizione alle eccellenze del Novecento? Questo ci si chiedeva sabato 22 settembre 2018 assistendo al concerto della formazione d’archi della European Union Youth Orchestra, una formazione di 20 archi guidati da due eccellenti musicisti della Chamber Orchestra of Europe ben noti ai ferraresi, perché molti dei presenti in teatro hanno seguito la Coe fin dal 1989, quando il maestro Claudio Abbado portò quell’orchestra in residenza nella città estense. Sul palcoscenico erano 18 ragazzi e ragazze della Euyo, queste ultime con le loro sciarpe azzurre stellate, guidati dall’esperto primo violino Mats Zetterqvist e dall’eccellente violoncellista Richard Lester. In aggiunta agli archi, per l’esecuzione del primo brano (autore Arvo Pärt, Cantus in memoriam Benjamin Britten) c’era il bravo percussionista Boris Bondinof
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Personaggi
Suor Angelica la vivrō da mamma...
intervista di Simone Tomei FREE

181021_Lu_00_AlidaBertiLUCCA - Eccoci come promesso al terzo appuntamento di questa maratona lucchese per presentarvi il terzo debutto nel dittico pucciniano Suor Angelica e Gianni Schicchi battistrada per la la stagione lirica del Teatro del Giglio 2018/2019; è la volta del soprano Alida Berti che affronta proprio il grande ruolo di Suor Angelica del quale ci parlerà in
...prosegui la lettura

Personaggi
Rosiello lusingato d'essere Schicchi
intervista di Simone Tomei FREE

181019_Lu_00_MarcelloRosielloLUCCA - Eccoci al secondo piacevole incontro, questa volta con il baritono Marcello Rosiello al suo debutto lucchese nel ruolo di Gianni Schicchi; anche per lui il racconto della nostra chiacchierata è preceduto dal suo curriculum.
Nato a Bari, studia canto con Lucia Naviglio e Pietro Naviglio e
...prosegui la lettura

Personaggi
Cerco nel personaggio la mia veritā
intervista di Simone Tomei FREE

181016_Lu_00_IsabelDePaoli_phFabioParenzanLUCCA - Vivere Giacomo Puccini ed ascoltare le sue opere nella città dove è nato, è sempre una grande emozione e da lucchese doc non posso che esprimere felicità nel poter vedere dei bravi interpreti debuttare i ruoli del “mio” compositore proprio nel Teatro di Lucca.
Inizierò quindi questo “Trittico” di debutti con il
...prosegui la lettura

Vocale
Missa Solemnis da applausi
servizio di Athos Tromboni FREE

181014_Fe_00_MissaSolemnisHofkapelleStuttgard_FriederBerniusFERRARA - Dopo un’ampia pagina dedicata con successo e grande soddisfazione alla Euyo (quattro concerti a partire dall’agosto scorso), il cartellone di Ferrara Musica è approdato il 12 ottobre 2018 al primo appuntamento con un’orchestra e un coro “non residenti”: la Hofkapelle Stuttgard e il Kammerchor Stuttgard entrambe dirette
...prosegui la lettura

Personaggi
Roberto de Candia prima della prima
intervista di Simone Tomei FREE

181005_No_00_RobertoDeCandiaNOVARA - Abbiamo incontrato il baritono Roberto de Candia che ci ha raccontato qualcosa di sé nell’imminenza del debutto nel ruolo di Rigoletto nell’omonima opera di Giuseppe Verdi al Teatro Coccia di Novara. Conosciamo un po’ meglio questo artista attraverso il suo curriculum.
Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Festival Verdi impressioni d'un cronista
Simone Tomei FREE

180930_Pr_00_GiuseppeVerdiPARMA - La fine del mese di settembre richiama melomani, critici e curiosi del mondo del melodramma in terra emiliana e più precisamente a Parma per l’atteso Festival Verdi che quest’anno ha raggiunto la sua maggiore età; un Festival preparato nei minimi dettagli e con una cura quasi certosina per i dettagli: prova ne è, tra le la altre, il
...prosegui la lettura

Classica
Euyo e Chamber Academy belle realtā
servizio di Edoardo Farina FREE

180928_Fe_00_HeloiseDeJenlisFERRARA - La corrente stagione sinfonica e cameristica di Ferrara Musica ha visto nel pomeriggio del 27 settembre 2018 la seconda giornata di concerti per quanto concerne  l’attività di Ferrara Chamber Academy, organizzata per la prima volta quest'anno da EUYO e Ferrara Musica al Teatro Comunale Claudio Abbado. L’Accademia ha
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Un ottimo Trovatore
servizio di Simone Tomei FREE

180924_Liegi_00_Trovatore_FabioSartori_phOperaRoyalDeVallonieLIEGI - Ogni volta che mi trovo ad ascoltare Il trovatore di Giuseppe Verdi non posso fare a meno di ammirarne la contraddittoria perfezione drammaturgica e musicale; il connubio tra Salvatore Cammarano ed il Cigno di Busseto ha creato uno dei capolavori che, a mio avviso, è da annoverare nell’olimpo del Teatro in Musica. La repetita
...prosegui la lettura

Soci Uncalm
Rivive d'Ambrosio ai Servi
redatto da Athos Tromboni FREE

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Rigoletto e Trovatore tuoni e fulmini
servizio di Simone Tomei FREE

180919_Fi_00_Rigoletto-Trovatore_FabioLuisiFIRENZE - Tre giorni sono stati necessari per sbollire, freddare e decantare, ma anche assaporare e rielaborare le emozioni del mio fine settimana fiorentino in cui ho assistito alla rappresentazione di parte della Trilogia verdiana al Teatro del Maggio Musicale; sbollire, freddare, decantare, assaporare e rielaborare sono azioni rivolte a ciascuno degli
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Dolce sentire davanti la chiesa
servizio di Edoardo Farina FREE

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Successo per le Cartoline Pucciniane
servizio di Simone Tomei FREE

180922_Lu_00_CartolinePucciniana_YukoTsuchiyaLUCCA - Anche quest’anno nella splendida cornice di Piazza Cittadella nel centro della città e sotto le finestre della casa natale di Giacomo Puccini si sono tenute, come ormai consuetudine, le "Cartoline Pucciniane". La loro realizzazione è frutto della collaborazione tra Il Teatro del Giglio, la Fondazione Giacomo Puccini e il Comune di Lucca i quali
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
La Casa della Musica si presenta
redatto da Athos Tromboni FREE

180911_00_Vigarano_OstiMariaCristinaVIGARANO PIEVE (FE) - Settembre segna da anni il ritorno a scuola dei ragazzi e dei giovani; riparte la scuola dell'obbligo ma anche le altre scuole sono ai blocchi di partenza, comprese quelle di formazione e/o alto perfezionamento. In sintonia con il periodo, anche a Vigarano Pieve - nel Comune di Vigarano Mainarda (Ferrara) - è tutto pronto per
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Ecco le 'Carte' di Trioschi
servizio di Athos Tromboni FREE

180909_00_Fusignano_TrioschiMarinoFUSIGNANO (RA) - Si chiama Carte. Semplicemente Carte, la mostra di pittura che Marino Trioschi ha allestito quest’anno per la Festa della Madonna di Fusignano nelle stanze della residenza Ca’ Ruffo. Una breve personale, in parete dal 6 al 9 settembre 2018, perché tanto (o tanto poco) durano i “giorni della Madonna” di Fusignano,
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Fine stagione con mezza Aida
servizio di Simone Tomei FREE

180902_Vr_00_BarbiereDiSiviglia_NicolaAlaimo_FotoEnneviVERONA - Come un cerchio che si chiude è giunto al termine anche il 96.mo Festival lirico dell’Arena di Verona con le ultime repliche di alcune opere in cartellone e con nuovi interpreti di cui vi darò conto in questo scritto. Il Festival edizione 2018 ha avuto un più che favorevole andamento stagionale (dal punto di vista atmosferico), salvo
...prosegui la lettura

Personaggi
Vado dove mi porta la voce
a cura di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

180829_00_Personaggi_Mario Cassi_phFrancescoSquegliaVERONA - Incontriamo… ebbene sì “non son solo, siamo in due”, come direbbe il bohémien Rodolfo agli amici di ventura nel capolavoro pucciniano. Per questo ameno confronto con il baritono aretino Mario Cassi ho voluto accanto a me una cara amica e collega, Angela Bosetto, con la quale ho condiviso serate estive in Arena e pomeriggi
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Una tradizione musicale ferrarese
servizio di Edoardo Farina FREE

180828_Fe_00_GinoNeriFERRARA - Superato l’ambito traguardo dei 100 anni dalla fondazione avvenuto il 7 febbraio 1998 ove per l’occasione fu organizzato un prestigioso concerto presso il Teatro Comunale con altrettanti 100 mandolinisti, uno a rappresentarne ogni anno trascorso, il 2018 continua a proporsi all’insegna di numerose attività artistiche già
...prosegui la lettura

Vocale
Tante stelle ma brilla solo la Traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180827_Vr_00_VerdiOperaNight_StefanoTrespidiVERONA - Ancora una serata di musica all'Arena di Verona: questa volta per il Verdi Opera Night tenutosi domenica 26 agosto 2018. I comunicati stampa avevano annunciato da tempo una «serata memorabile» dedicata a Giuseppe Verdi per suggellare ancor di più il legame indissolubile tra l’anfiteatro veronese ed il Cigno di Busseto; era stata
...prosegui la lettura

Pianoforte
Euyo e il pubblico va in delirio
servizio di Athos Tromboni FREE

180826_Fe_00_Euyo-GianandreaNoseda_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Introdotto da una conferenza stampa il 24 agosto, in pieno Buskers Festival 2018, è stato presentato il secondo concerto della European Union Youth Orchestra (per tutti, ormai, la “Euyo”) a coronamento della residenza ferrarese di questa orchestra giovanile europea. All’incontro con la stampa, oltre a un nutrito gruppo
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Barbiere, Nabucco, Aida, le repliche
servizio di Simone Tomei FREE

180820_Vr_00_Barbiere_MarioCassi_FotoEnneviVERONA - Ancora Arena nel pieno del 96.mo Opera Festival con un’incursione di metà agosto per tre serate di grande musica ascoltando i cast alternativi di tre grandi capolavori del Teatro in Musica in cui il genio di Gioachino Rossini si è sposato con quello di Giuseppe Verdi... ma andiamo con ordine, cominciando dal capolavoro buffo del pesarese.
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Didone abbandonata e... ritrovata
servizio di Simone Tomei FREE

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Look Mama dalle canzoni al jazz
servizio di Edoardo Farina FREE

180814_Fe_00_MusicaAMarfisa_LookMama_DavideZabbariFERRARA - La rassegna “Musica a Marfisa d’Este” nel giardino della splendida loggia rinascimentale, mirabile esempio di residenza signorile ferrarese del XVI° secolo, ove l’edizione 2018 ancora una volta è stata in grado di confermare l’interessante iniziativa estiva organizzata dal Circolo Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” in
...prosegui la lettura

Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Aida e Carmen i cast alternativi
servizio di Simone Tomei FREE

180807_Vr_00_Aida_SusannaBranchini_FotoEnneviVERONA - Vengo a voi con un po' di ritardo nel darvi conto della mia “incursione” areniamo delle idi di agosto dove ho assistito ad una ripresa della Carmen di Bizet e dell’Aida di Giuseppe Verdi per ascoltare i cast alternativi di questa stagione estiva; l’elemento comune alle due serate è stato senza dubbio il caldo torrido che si è abbattuto
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Quarta Academy col Macbeth
servizio di Attilia Tartagni FREE

180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Grande Nucci nel bel Barbiere
servizio di Simone Tomei FREE

180805_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_LeoNucci_FotoEnneviVERONA - E con la sera del 4 agosto 2018 ecco che si invola sul palcoscenico dell’Arena di Verona il quinto titolo previsto per la 96.ma stagione nell’anfiteatro scaligero: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; nella ricorrenza delle celebrazioni per i centocinquanta anni dalla morte del compositore, il tributo dovuto al grande pesarese non
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
...prosegui la lettura

Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Interpretando Paco de Lucia
servizio di Edoardo Farina FREE

180728_Fe_00_PacoDeLuciaFERRARA - Musica a Marfisa d’Este nel giardino della splendida loggia rinascimentale, tra i migliori esempi di residenza signorile ferrarese del XVI° secolo, idonea sede in grado di ospitare una piacevole  iniziativa estiva organizzata dal Circolo Culturale Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di
...prosegui la lettura

Classica
Passini sei corde di grande musica
servizio di Edoardo Farina FREE

180726_Fe_00_GiordanoPassini_Fe180724_03FERRARA - E' tornata la Musica a Marfisa d’Este nel giardino della splendida loggia rinascimentale. Non sono mancati fino a oggi, e non mancheranno nel futuro prossimo della rassegna (che si concluderà il 15 agosto), prestigiosi appuntamenti in un ricco programma che ha compreso l’Orquestra Típica Estetango, voce, pianoforte
...prosegui la lettura

Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310