Pubblicato il 17 Aprile 2019
Presentato dalla sovrintendente Cecilia Gasdia e dallo staff areniano lo spettacolo dell'11 agosto
Carmina per Bosso in Arena servizio di Athos Tromboni

190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un coro, più coro di voci bianche, imponenti come quelle masse della città scaligera.
L'evento è stato presentato oggi nella sala conferenze dell'Hotel Majestic di Bologna, dalla sovrintendente e direttrice artistica della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, dal vicedirettore artistico della stessa fondazione, Stefano Trespidi, dal baritono Mario Cassi e, naturalmente, dal maestro Bosso;  ed è stato proprio quest'ultimo a dichiarare, un po' commosso, che: «Quando mi ha chiamato la signora Gasdia per confermarmi questo immenso onore mi ha detto una frase che racchiude tutto: “Se ci parliamo fra noi musicisti, le cose succedono”. Ed è proprio così; e la partitura di Carl Orff ne è un esempio, capace di inventare un suono di una parola antica. Un suono non ancora scoperto ma che diventa quel suono. Capace di essere inclusivo, didattico, propedeutico di ogni disciplina. E poi un inno alla vita in tutte le sue forme. Allo stesso tempo è una partitura talmente immediata da restare su quel precipizio del non essere esplorata per troppa bellezza. A questo mi dedicherò con tutte le mie forze con tutti i miei compagni di viaggio: a questo miro, allo scavare insieme all'orchestra, ai cantanti, ai cori, il come da quei canti - che da terra, parlando di vita, sapore, amore, fratellanza - si possa essere trasportati a toccare il cielo e a guardarlo meglio. Proprio lì, in Arena, perché l’Arena di Verona non ha paragoni ed è innegabile: è il palcoscenico dei sogni di tutti i direttori e cantanti e musicisti. E a volte dei loro genitori. È il palcoscenico dei sogni di amanti della musica e degli innamorati. Andare all’Arena è un gesto ricco di commozione, che fa la storia di chi c’è potuto essere e non è solo andare a un concerto, se ci pensate. Una responsabilità ancora più evidente per me, anche se la metto sempre in ogni cosa che faccio. E tanti veronesi lo sanno perché lo dissi senza remore nei miei concerti passati, è il sogno della mia mamma (e anche del mio papà). Perché Verona l’ha protetta negli anni della guerra. Quello che dissi fu: “se non ci fosse Verona, non sarei nato”. E l’Arena fu il primo regalo che potei fare, insieme a mia sorella, ai nostri genitori: farla tornare ad andare all’Arena dove non era potuta andare in quegli anni. E questo credo dica tutto, soprattutto la gratitudine che ci sarà in ogni gesto da direttore - e non solo - che vedrete in quei giorni. Quindi grazie ancora Verona e grazie signora Cecilia Gasdia e grazie Arena. Perché Verona è l’Arena e l’Arena è Verona. È proprio vero, i musicisti quando fanno tra di loro, esaudiscono desideri senza tempo.»
Precedentemente all'intervento di Bosso, il vicedirettore artistico Trespidi aveva fatto scorrere sul grande schermo una "copertina" che mostrava immagini della grande storia artistica dell'Arena, da Tullio Serafin ai giorni nostri; quindi la Gasdia aveva introdotto la conferenza stampa illustrando i contenuti salienti del prossimo Festival dell'Arena di Verona, al via il 21 giugno prossimo, e soffermandosi particolarmente sulla serata che sarà diretta dal maestro Bosso: «Abbiamo iniziato a pensare a Ezio Bosso già per la scorsa edizione, ma problemi di calendario ci hanno impedito di realizzare il progetto.

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Per l’Arena, il cui Festival è nato nel 1913 e che da sempre ha come obiettivo quello di diffondere la cultura e l’amore per l’opera, è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, e che è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa. E poi vogliamo iniziare a portare nomi nuovi su quel palcoscenico, nomi freschi, di appeal internazionale e nazionale, nomi che segnino anche un cambio di passo: l’invito a Bosso fa parte di questo percorso di attenzione al contesto internazionale e italiano. E poi ci piace che Bologna e l’Emilia gli vogliano bene e gli riservino lo stesso affetto che storicamente rivolgono all’Arena di Verona», quindi la Gasdia ha regalato al maestro Bosso una camelia rossa, segno di un impegno morale alla futura chiamata del direttore per il podio di un'opera lirica (una Traviata? La sovrintendente non si è sbilanciata... ha rivolto lo sguardo al cielo e s'è taciuta alla domandi in fieri di una giornalista).
Tornando, ai Carmina Burana ed entrando nel merito:  il grande affresco di poesia medievale messo in musica da Carl Orff risuonerà per la terza volta in pochi anni tra le antiche pietre areniane (le precedenti edizioni furono quelle del 2014 e del 2015) e i protagonisti della serata saranno l’Orchestra areniana, le voci del soprano Ruth Iniesta, del controtenore Raffaele Pe e del baritono Mario Cassi; completano l'ensemble della serata il Coro areniano diretto da Vito Lombardi e il doppio Coro di voci bianche – con oltre 60 bambini – A.d’A.MUS diretto da Marco Tonini e A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.
Repertorio tra i più trascinanti ed evocativi del panorama classico, trasversalmente divulgato da cinema e televisione tanto da essere molto noto anche al grande pubblico nei suoi momenti di maggiore potenza espressiva, i Carmina Burana sono costituiti da 24 brani musicali, con testi prevalentemente in latino, alcuni in alto tedesco antico ed uno in provenzale; essi sono tratti da una raccolta di testi poetici medievali dell’XI e XII secolo ritrovati nel monastero bavarese di Benediktbeuern, nei pressi di Bad Tölz in Baviera, e tramandati da un importante manoscritto contenuto in un codice miniato del Tredicesimo secolo, il Codex Latinus Monacensis 4550 o Codex Buranus: da qui il termine Carmina Burana, introdotto nel 1847 dallo studioso Johann Andreas Schmeller in occasione della prima pubblicazione del manoscritto. Dunque un testo che ben rispecchia la nascita dello spirito poliglotta e internazionalista del Medio Evo Imperiale e Bizantino all’uscita dai primi oscuri secoli dopo la caduta dell’Impero d’Occidente.

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Al termine della presentazione ufficiale della serata dell' 11 agosto, sono intervenuti diversi giornalisti, con domande sia alla Gasdia, sia a Bosso: in particolare quest'ultimo ha potuto così esprimere, espandendolo, il proprio pensiero (scherzando col baritono Cassi, gli ha rivolto il monito che chiederà loro, a cantanti e musicisti, molto ma molto coinvolgimento); ha detto Bosso che i significati di un componimento come i Carmina Burana vanno ben oltre la bellezza musicale insita nelle note: sono l'esempio di contenuti che «fanno crescere il senso di umanità e generano stupore» tanto più in un luogo come quello dell'anfiteatro romano che viene trasformato «da un'Arena fatta per combattere, ad un'Arena fatta per vivere» e dunque per tutto ciò sarà necessario «lavorare perché tutto questo emerga e non sia solo la bellezza della musica e del canto ad essere esaltati quella sera lì, ma il contenuto più profondo, umano e popolare che Orff ha messo nelle note.» Info e prenotazioni www.arena.it  - tel. 045 8005151.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal e Foto Ennevi Verona
Nella miniatura in alto: il maestro Ezio Bosso
Al centro: ancora il maestro Bosso con la sovrintendente dell'Arena, Cecilia Gasdia, e il baritono Mario Cassi
Sotto: la spettacolare conclusione dell'esecuzione dei Carmina Burana nell'edizione 2015





Pubblicato il 28 Marzo 2019
Bergamo lancia il festival che si svolgerā dal 12 novembre al 1° dicembre intorno al Dies natalis
Donizetti Opera 2019 il programma redatto da Athos Tromboni

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula che vede le opere in scena nei tre fine settimana intorno al Dies natalis del compositore bergamasco (29 novembre) intrecciarsi insieme ad una serie di appuntamenti quotidiani (prove aperte per gli under30, uno spettacolo per bambini, concerti da camera, musica sacra, recital vocali), formando un cartellone indirizzato a un pubblico sempre crescente sia locale, sia internazionale.
Il progetto di riscoperta donizettiana va di pari passo con la vita della città: l’amministrazione comunale, infatti, ha recentemente proclamato Bergamo “Città di Gaetano Donizetti” dandone anche traccia in una rinnovata segnaletica stradale. In questa atmosfera di partecipazione collettiva la città si prepara ad accogliere, dal 12 novembre all’1 dicembre 2019, la pacifica invasione di appassionati provenienti da tutto il mondo. Resta costante l’attività di studio e ricerca sull’eredità e la codifica dell’identità musicale operistica di Donizetti, affidata alle cure della sezione scientifica della Fondazione Teatro Donizetti, diretta da Paolo Fabbri.
Il festival Donizetti Opera 2019 si apre con un Gala inaugurale, giovedì 14 novembre al Teatro Sociale: sul podio il direttore musicale del Festival Riccardo Frizza alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in un programma dedicato alle musiche del compositore orobico: solisti il soprano Carmela Remigio, artista in residenza dell’edizione 2019 del Festival, e il baritono Alessandro Corbelli al suo debutto al Donizetti Opera, affiancati da altri “debuttanti” d’eccezione come il soprano Marta Torbidoni, il tenore Francesco Demuro e il baritono Florian Sempey.
Nel giorno del Dies natalis di Gaetano Donizetti, venerdì 29 novembre 209, nella Basilica di Santa Maria Maggiore sarà eseguita la sua Messa di Gloria, nuovo tassello della riscoperta del repertorio sacro del compositore affidato alla bacchetta di Corrado Rovaris, sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera; Serena Farnocchia (soprano), Varduhi Abrahamyan (mezzosoprano), Giulio Pelligra (tenore) e Roberto De Candia (basso) compongono invece il cast vocale.
Per proseguire il ciclo #donizetti200 – la messa in scena ogni anno di un’opera di Donizetti che compie due secoli – è stato scelto il titolo del 1819, Pietro il Grande kzar delle Russie (15 e 23 novembre, 1 dicembre; anteprima under30 il 12 novembre), con la partitura curata da Maria Chiara Bertieri in base alle due uniche fonti superstiti: il manoscritto autografo (conservato all’Archivio Storico Ricordi) e una copia manoscritta del solo primo atto senza la sinfonia (conservata al Museo Donizettiano di Bergamo): maestro concertatore sarà Rinaldo Alessandrini, specialista del repertorio antico e del recupero delle prassi esecutive, alla guida della nuova compagine orchestrale promossa dalla Fondazione Teatro Donizetti e denominata "Gli originali", nata dall’incontro con Enrico Casazza e dal desiderio di Frizza e Micheli di proporre l’esecuzione delle opere del primo Ottocento con strumenti storici. "Gli originali" saranno impegnati anche negli attesi concerti nelle dimore storiche bergamasche. La regia è invece affidata a Ondadurto Teatro composto da Marco Paciotti e Lorenzo Pasquali, ideatori anche dei macchinari e delle scenografie per uno spettacolo improntato sulla loro consueta ed espansiva fisicità; i costumi saranno firmati da K.B. Project e le luci da Marco Alba. Il cast vocale vede nei panni di Pietro il baritono Roberto De Candia, anche lui al debutto al Donizetti Opera. Il ruolo di Caterina è affidato a Loriana Castellano, quello di Madama Fritz a Paola Gardina. Inoltre, Francisco Brito come Carlo Scavronski, e Marco Filippo Romano come Ser Cuccupis.

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Grandissima l’attesa per la prima mondiale in forma scenica dell’opera L’ange de Nisida (16 e 21 novembre), partitura che si credeva perduta dopo il mancato debutto nel 1839 e che invece è stata recuperata e ricostruita da Candida Mantica, giovane ricercatrice calabrese con un dottorato alla Southhampton University, che ha lavorato per otto anni sui fogli manoscritti alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi, sparpagliati in 18 contenitori nei quali è riuscita a identificare circa 470 pagine manoscritte di Donizetti, grazie anche alla copia di una bozza del libretto conservata a Bergamo. Alla ricostruzione filologica farà da cornice la ricostruzione edilizia, perché l’opera ritrovata (già eseguita la scorsa estate a Londra in forma di concerto) verrà finalmente messa in scena nel cantiere del Teatro Donizetti prossimo alla completa riapertura. L’allestimento della “doppia rinascita” – con la regia di Francesco Micheli, le scene di Angelo Sala e i costumi di Margherita Baldoni – indicato a livello internazionale come avvenimento imperdibile, sta suscitando con grande anticipo l’interesse del pubblico e della critica e sono già pervenute decine di richieste di prenotazione e accredito. Per l’occasione l’Orchestra Donizetti Opera sarà diretta da Jean-Luc Tingaud, con Florian Sempey nel ruolo di Don Fernand d’Aragon, Paul Gay come Don Gaspar, Francesco Demuro come Leone de Casaldi e Salome Jicia nei panni della Comtesse Sylvia de Linarès.
Terzo titolo operistico è uno dei capolavori più amati di Donizetti, Lucrezia Borgia (22, 24 e 30 novembre; anteprima under 30 il 20 novembre), in una messa in scena basata sulla nuova edizione a cura di Roger Parker e Rosie Ward, che riprende la fondamentale collaborazione con Casa Ricordi (da trent’anni portabandiera dell’Edizione critica nazionale delle Opere di Gaetano Donizetti in accordo con il Comune di Bergamo e con la Fondazione Teatro Donizetti): l’esecuzione è affidata alla bacchetta di Riccardo Frizza (Carla Delfrate sarà sul podio il 30 novembre) che dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Nel ruolo del titolo il soprano Carmela Remigio e, nelle vesti di Gennaro, il tenore Xabier Anduaga; quindi Marko Mimica sarà Don Alfonso d’Este, Varduhi Abrahamyan sarà Maffio Orsini. Il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti vede la regia di Andrea Bernard, le scene e i costumi ideati rispettivamente da Alberto Beltrame e Elena Beccaro e luci di Marco Alba, ed è frutto di una importante coproduzione territoriale con la Fondazione i Teatri di Reggio Emilia, la Fondazione Teatri di Piacenza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni, dove lo spettacolo sarà messo in scena subito dopo le date bergamasche.
Due saranno le compagini corali coinvolte nelle produzioni: il Coro Donizetti Opera diretto da Fabio Tartari sarà impegnato per il Gala inaugurale, la Messa di Gloria e in Pietro il Grande e Ange de Nisida; il Coro del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati è invece nella Lucrezia Borgia.
Continua e cresce anche la sezione Donizetti Educational, per dare risalto alla figura del compositore beragamasco come Maestro di Emozioni ed esaltare la multidisciplinarità intrinseca nell’opera stessa. Anche per l’anno scolastico 2018/2019 è in programma un insieme di attività didattiche e formative legato ai titoli del festival Donizetti Opera. Il progetto, costituito da un ventaglio di proposte ampio e diversificato, si adatterà alle diverse fasce d’età e ai vari gradi di scuola, favorendo non solo un avvicinamento all’opera, ma anche un coinvolgimento efficace ed avvincente.
Gli istituti primari e secondari di primo grado potranno assistere a una inedita versione preparata per loro a partire dall’opera Pietro, il Grande, che si intitola Pietro il Piccolo (27, 28, 29 novembre). Gli insegnanti potranno frequentare un percorso di formazione condotto dai registi e dall’ufficio didattico, durante il quale verranno presentate l’opera e le attività che fanno gli studenti durante lo spettacolo, brani cantati, travestimenti e oggetti costruiti in classe. La riduzione dell’opera e le attività didattiche ad essa collegate sono frutto del lavoro condiviso insieme all’ufficio didattico selezionato nel 2018 da “Donizetti con una Z”.
Nella seconda parte dell’anno scolastico le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado potranno svolgere un’attività di scoperta di Donizetti, attraverso una visita interattiva della Casa natale e del Teatro Sociale e un’esperienza diretta laboratoriale di uno dei codici dell’opera lirica (visivo, verbale e musicale), anche attraverso una progressione didattica di più incontri svolta direttamente a scuola.

190328_Bg_02_DonizettiOpera2019_RiccardoFrizza190328_Bg_03_DonizettiOpera2019_CarmelaRemigio190328_Bg_04_DonizettiOpera2019_AlessandroCorbelli190328_Bg_05_DonizettiOpera2019_CorradoRovaris
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Gli istituti secondari di secondo grado invece potranno accedere alle prove generali di Pietro, il Grande (12 novembre) e Lucrezia Borgia (20 novembre), alle quali arriveranno preparati grazie ad un percorso di formazione interattivo di formazione all’opera svolto in classe da nostri collaboratori.
Il festival Donizetti Opera 2019 sarà preceduto da due importanti appuntamenti: il 12 aprile al Teatro Sociale (ore 20.30), Francesco Micheli sarà sul palcoscenico per la Donizetti Revolution vol. 5, la presentazione-spettacolo per introdurre il pubblico alla prossima edizione del Festival in compagnia del soprano Marta Torbidoni e del pianista Sem Cerritelli (ultimi biglietti gratuiti disponibili su gaetanodonizetti.org). Il 15 giugno torna invece la Donizetti Night, l’attesissima festa cittadina che ogni anno chiama a raccolta migliaia di persone e che quest’anno animerà per tutta la sera il centro di Bergamo con centinaia di artisti impegnati su decine di palchi, tutti nel nome di Gaetano Donizetti.
Il festival Donizetti Opera, è organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti e dal Comune di Bergamo
con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo, in collaborazione con Fondazione Donizetti, Conservatorio Gaetano Donizetti, Fondazione Mia, Opera Europa, Sacbo, Atb con il contributo di ABenergie, la luce della Donizetti Night, San Lucio Events, Stucchi spa, charity partner media partner Classica.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Donizetti Opera Festival
Nella miniatura in alto: il direttore artistico del festival, Francesco Micheli
Al centro: una bella foto aerea del teatro nell'ultima fase del restauro
Sotto in sequenza: Riccardo Frizza, Carmela Remigio, Alessandro Corbelli, Corrado Rovaris, Roberto De Candia, Rinaldo Alessandrini, Jean-Luc Tingaud, Xabier Anduaga e Paolo Fabbri





Pubblicato il 10 Gennaio 2019
Ferrara e Bologna assieme per celebrare il quinto anniversario della scomparsa del grande Maestro
Grazie Claudio! ricordando Abbado redatto da Athos Tromboni

190110_Fe_00_GrazieClaudio_EzioBossoFERRARA - Sarà una "tre giorni" molto particolare quella che ricorderà - a cinque anni dalla scomparsa - il maestro Claudio Abbado: la città estense e Bologna, ultima residenza del Maestro scomparso il 20 gennaio 2014, hanno collaborato per una serie di eventi musicali con i quali coinvolgere il pubblico sia ferrarese che bolognese. L'iniziativa è stata illustrata presso la residenza municipale di Ferrara dal sindaco Tiziano Tagliani, da Alessandra Abbado, figlia di Claudio e animatrice dell'Associazione Mozart14 di Bologna, dal direttore d'orchestra Ezio Bosso, da Dario Favretti (direttore artistico di Ferrara Musica), da Roberta Ziosi (presidente del Teatro Abbado di Ferrara) e da Giuseppina Benassati e Roberta Cristofori dell'Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell' Emilia Romagna.
Si tratta di un omaggio doveroso, che sottolinea il contributo dato alla città dal grande direttore d’orchestra in venticinque anni di costante collaborazione e nello stesso tempo segnala la volontà di sostenere una politica culturale centrata su quelle caratteristiche di vivacità culturale, coraggio intellettuale, attenzione per le nuove generazioni e senso civile che ne hanno sempre guidato il percorso artistico.
Claudio Abbado, riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più grandi direttori d’orchestra, è stato senza dubbio il principale protagonista della vita musicale ferrarese nell’ultimo quarto di secolo. Nel 1989 ha fondato Ferrara Musica con l’intento primario di creare una stagione concertistica di respiro internazionale che offrisse residenza stabile a giovani orchestre: prima la Chamber Orchestra of Europe e, dal 1998, anche la Mahler Chamber Orchestra, due delle realtà più brillanti del panorama musicale contemporaneo. Per ultima, ma non ultima, a queste formazioni si è affiancata l’anno scorso la European Union Youth Orchestra, in residenza a Ferrara Musica per il triennio 2018/2021.

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Il primo degli eventi che commemorano la figura di Claudio Abbado è il concerto in programma martedì 15 gennaio 2019, che vedrà la Mahler Chamber Orchestra diretta da Daniele Gatti impegnata nell’esecuzione delle Sinfonie n. 2 e n. 4 di Robert Schumann, autore particolarmente caro sia a Claudio Abbado che a Gatti. La presenza di Daniele Gatti sottolinea inoltre anche il rapporto sempre più intenso che lo unisce alla Mahler Chamber Orchestra, di cui è diventato dal 2016 consulente artistico.
La seconda iniziativa per ricordare Claudio Abbado è la serie di prove aperte del concerto “Grazie Claudio!” che si svolgerà domenica 20 gennaio al Teatro Manzoni di Bologna. Una formazione orchestrale di cinquanta musicisti provenienti da tutta Europa diretta da Ezio Bosso, a cui si aggiungerà la partecipazione straordinaria di Silvio Orlando, darà vita a un programma di grande richiamo che prevede l'esecuzione dell’Ouverture dall’opera Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev, favola sinfonica per bambini “narrata” da Silvio Orlando, e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven. Il concerto è organizzato dall’Associazione Mozart14, presieduta da Alessandra Abbado, per raccogliere fondi a sostegno delle attività nel sociale volute da Abbado: i Laboratori di Tamino e il Coro Papageno.
Le prove aperte del grande concerto bolognese sono programmate nel Teatro Comunale di Ferrara e si svolgeranno giovedì 17 gennaio, alle ore 14 e alle 18; e venerdì 18 gennaio alle 10 e alle 14. Per desiderio esplicito di Ezio Bosso saranno destinate in particolar modo al pubblico dei bambini e dei giovani; potranno inoltre partecipare gli abbonati alla stagione di Ferrara Musica e alla stagione Lirica del Teatro Comunale di Ferrara.
Gli appuntamenti legati al concerto “Grazie Claudio!”, realizzati in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e con il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, si avvalgono del sostegno di Sipro e del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Bologna e Ferrara.
Completa la serie di iniziative in memoria del maestro Abbado la mostra "Il viaggio a Reims. Memorie di uno spettacolo": si tratta di una selezione delle immagini realizzate da Marco Caselli Nirmal in occasione dell’allestimento rossiniano presentato a Ferrara nel 1992 con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Luca Ronconi; il repertorio fotografico è affiancato da alcuni dei bozzetti di scena creati dalla scenografa  Gae Aulenti per lo spettacolo. La mostra, curata dalla Benassati e dalla Cristofori, sarà inaugurata alle ore 16,30 di venerdì 18 gennaio 2019 al termine delle prove aperte dirette dal maestro Bosso;  realizzata a cura dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e con il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, resterà aperta fino al 26 marzo nel Ridotto del Teatro Comunale: all'inaugurazione sarà presente il governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il maestro Ezio Bosso
Al centro, da sinistra, il tavolo della conferenza stampa: Tiziano Tagliani (sindaco di Ferrara), Alessandra Abbado (Associazione Mozart 14), il maestro Ezio Bosso, Dario Favretti e Roberta Ziosi (direttore artistico di Ferrara Musica e presidente del Teatro Abbado)
Sotto: una bella immagine di Claudio Abbado sorridente con una delle sue orchestre






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Hewitt e Bach ossia dell'interpretazione
intervento di Athos Tromboni FREE

190402_Fe_00_AngelaHewitt_phBerndEberleFERRARA - Dunque, ricapitolando: «Sì, gli arpeggi nella Fantasia cromatica di Bach sono precisamente l’effetto principale. Io mi prendo la libertà di suonarli con ogni possibile crescendo e piano e fortissimo, naturalmente con pedale, ed inoltre raddoppiando le note basse. Accentuo quanto meglio si può le note-melodia, e allora le singole armonie successive risaltano splendidamente sui nuovi pianoforti a coda… Tutti affermano che è bello.»
È una frase estrapolata dalla lettera che Felix Mendelsshon scrisse nel 1840 alla sorella Fanny, anche lei pianista eccellente, che riportiamo qui per testimoniare due fatti importanti nella storia della musica: che la Fantasia cromatica e fuga di Johann Sebastian Bach fu la composizione che venne usata per forzare l’inserimento del compositore sassone nel nascente repertorio pianistico ai primi anni dell’Ottocento. E testimonia anche la
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
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190424_Fe_00_AntiquaEstensisStefanoSquarzinaFERRARA - Per festeggiare la ricorrenza del 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della città di Ferrara, il Polo Museale dell'Emilia Romagna ha ospitato nella bellissima sala delle carte geografiche, in Palazzo Costabili (ma i ferraresi preferiscono chiamarlo da sempre "Palazzo Ludovico il Moro"), un concerto barocco dell'ensemble d'archi Antiqua
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Katër i Radës inferno mediterraneo
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190419_Ra_00_KaterIRades_AdmirShkurtajRAVENNA - Il tema di Katër i Radës. Il naufragio, ultimo appuntamento del 18 aprile 2019  della corrente stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna,  è un viaggio di imbarcati clandestini verso l’Italia  finito tragicamente a cui la cronaca ci ha assuefatto. Aspirazione dello spettacolo è smuovere le coscienze coinvolgendole nel dramma
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Vieni qui bella juventina che ti sistemo!
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190419_Fe_00_IlReAnarchico_PaoloRossiFERRARA - Irriverente, sarcastico, ironico, buffo; come sempre. Il funambolico Paolo Rossi, uno degli attori fra i più fantasiosi ed incisivi nel panorama dei comici italiani, ha proseguito a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado per la stagione di prosa, il suo personale itinerario intorno al pianeta Molière; ha portato in scena nella città estense
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E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
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Jazz Pop Rock Etno
La prima volta di Rita Payés a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
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Prosa
Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
servizio di Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_LaBisbeticaDomata_WilliamShakespeareFERRARA - Nell'Inghilterra di Elisabetta Tudor le compagnie teatrali non potevano ammettere le donne sul palco a recitare. Neanche Shakespeare era, in fondo in fondo, dispensato da questa "regola"; i ruoli femminili erano di norma affidati a un giovane uomo en-travesti (come si direbbe oggi con termine tecnico) magari con voce acuta, naturale
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Opera dal Centro-Nord
E Tito incoronō la sua statua
servizio di Simone Tomei FREE

190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
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Eventi
Donizetti Opera 2019 il programma
redatto da Athos Tromboni FREE

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
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Opera dall Estero
Il ratto dal... Treno
servizio di Simone Tomei FREE

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
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Opera dal Centro-Nord
Aci, Galatea, il coro e il sublime
servizio di Athos Tromboni FREE

190322_Fe_00_AciAndGalatea_AlessandroQuartaFERRARA - Una vera perla barocca per la stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado: giovedì 21 marzo i due turni di abbonamento abbinati (recita unica) hanno assistito ad Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel, masque in due atti su testo inglese del 1718 di John Gay, Alexander Pope e John Hughes tratto dalle Metamorfosi di
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Soci Uncalm
Bel concerto della Neri con la Trapani
servizio di Edoardo Farina FREE

190320_Fe_00_LauraTrapaniFERRARA - Riprendono le attività dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”, dopo il ricchissimo calendario 2018 in occasione delle celebrazioni per il 120° dalla fondazione e il consueto prestigioso Concerto di Capodanno presso il Teatro “Claudio Abbado” di Ferrara, il secondo appuntamento del 2019, organizzato dall’Associazione Amici della Musica
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Ballo and Bello
Antologia Yacobson una meraviglia
servizio di Attilia Tartagni FREE

190320_Ra_00_BallettoYacobsonSanPietroburgoRAVENNA - Una straordinaria serata di gala, di quelle che ci affascinano regolarmente al Ravenna Festival  nel popoloso contenitore del Pala De André,  ha sedotto, nell’aristocratica cornice del Teatro Alighieri il 16 e il 17 marzo 2019, gli amanti del balletto classico declinato anche in formule nuove coniugate ai grandi Bellini, Mozart e Rossini.  Non
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Opera dal Nord-Est
Elisir come un quadro di Botero
servizio di Rossana Poletti FREE

190319_Ts_00_ElisirDAmore_FrancescoCastoroTRIESTE - Teatro Verdi. Il regista venezuelano Victor García Sierra ha deciso di ambientare L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena al Verdi di Trieste, in un mondo pittorico circense attinto da Botero, che dipinse una serie di quadri dedicata proprio al circo nel 2008. Le scene e i costumi appaiono conformi a quelle che sono le peculiarità dell’artista
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Opera dal Centro-Nord
Chénier una maestosa costruzione storica
servizio di Attilia Tartagni FREE

190312_Ra_00_AndreaChenier_GiovanniDiStefanoRAVENNA - Venerdì 8 e domenica 10 marzo 2019 nel Teatro Alighieri il sipario sull’opera Andrea Chénier si è aperto su un palazzo della nobiltà parigina in un clima festoso superficiale e fatuo, in quella che Carlo Gérard, insofferente alla sua condizione di servo dei ricchi Coigny, definisce “…l’odiata casa dorata, immagine di un mondo incipriato e vano”.
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Opera dal Centro-Nord
Edipo e La Voce Umana
servizio di Simone Tomei FREE

190305_Pi_00_EdipoRe_GiuseppeAltomare_phImaginariumCreativeStudioPISA - Sul finire della stagione lirica 2018/2019 il Teatro Verdi di Pisa ha proposto un dittico inusuale, per non dire unico, con protagonisti due autori novecenteschi diversi per stile ed estrazione: Ruggero Leoncavallo e Francis Poulenc.
Edipo Re rappresenta l'estremo addio del compositore
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Opera dal Nord-Est
Don Pasquale viticoltore veronese
servizio di Simone Tomei FREE

190304_Vr_00_DonPasquale_AlviseCasellati_FotoEnneviVERONA - Donizetti comico...o forse melanconico quello che racconta le avventure di un signorotto attempato, rispondente al nome di Don Pasquale da Corneto, che vorrebbe ammogliarsi. Temi ilari, situzioni grottesche, ma come succede spesso, il compositore bergamasco sa trarre dai libretti, anche quelli più "leggeri", una vis piena di
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Opera dalle Isole
Ottima "Favorite" in stile antico
servizio di Salvatore Aiello FREE

190228_Pa_00_LaFavorite_SoniaGanassi_phFrancoLanninoPALERMO - Altro appuntamento per la Stagione 2019 del Massimo con La Favorite di Gaetano Donizetti, per la prima volta sulle scene del capoluogo siciliano nell’edizione critica di Rebecca Harris Wallick. L’opera donizettiana, grand-opéra,dopo alterne vicende nella produzione del bergamasco, vide la luce a Parigi nel 1840, la capitale
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly torna con successo
servizio di Simone Tomei FREE

190227_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoIvanCiampa_MicheleMonasta_SA91975FIRENZE - Quando un'emozione ha conquistato il tuo cuore  sorge spontaneo il desiderio di poterla rivivere; talvolta l'occasione che si ripresenta porta in sé minori aspettative perché epurate dell'effetto sorpresa, ma può accadere che la repetita sia foriera di rinnovate soddisfazioni ed elementi di interesse tali da rinverdire quel ricordo un
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Opera dal Centro-Nord
Ottime Nozze di Figaro
servizio di Attilia Tartagni FREE

190226_Ra_00_NozzeDiFigaro_ErinaYashima_phAngeloPalmieriRAVENNA - Dopo Così fan tutte (2017) e Don Giovanni (2018), il 22 e 24 febbraio 2019 è approdata al Teatro Alighieri di  Ravenna l’opera “Le nozze di Figaro”, prima della trilogia scaturita dalla collaborazione fra il librettista Da Ponte e il musicista Mozart e allestita in coproduzione fra il teatro ravennate, il teatro Coccia di Novara e il Festival di Spoleto.
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Opera dal Centro-Nord
Un po' troppo scolastica la Lucia...
servizio di Simone Tomei FREE

190223_Lu_00_LuciaDiLammermoor_SarahBaratta_phAndreaSimiLUCCA - Il Teatro del Giglio di Lucca prosegue la sua programmazione stagionale con la messa in scena della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in un allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con l'Opéra Nice Côte d'Azur.
"… Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia
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Ballo and Bello
Ballando Cohen
servizio di Attilia Tartagni FREE

190223_Ra_00_BJM_LeonardCohenRAVENNA - “Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore” affermava il canadese Leonard Cohen, poeta prestato alla canzone d’autore scomparso nel 2017. La danza della compagnia canadese Les Jazz Ballets de Montréal  fondata nel 1972 e diretta dal 1998 da Louis Robitaille, scorre innervata dalla sua arte, solida come
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Opera dal Nord-Ovest
Entusiasmante Simon Boccanegra
servizio di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_SimonBoccanegra_AndriyYurkevychGENOVA - Prima di parlare del Simon Boccanegra d Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice di Genova (dove ho avuto il piacere di seguire entrambi i cast), vorrei proporvi un “monologo” proprio su quell’opera di Giuseppe Verdi. La voce è quella di Giorgio Strehler, che narra le proprie impressioni in qualità di regista del celebre allestimento scaligero
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Personaggi
Ludovic Teziér a tutto campo
intervista a cura di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_LudovicTezier_phA.BofillGENOVA - Per chi ama la musica e l’opera ogni partenza verso una nuova avventura teatrale porta in seno tanti diversi stati d’animo (attesa colma d’entusiasmo, paura di un’eventuale delusione, aspettative e supposizioni personali), sui quali vince però, senza dubbio, il piacere di far qualcosa che è parte fondamentale della propria vita e che nutre
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Pagina Aperta
Un dittico insolito per Firenze
servizio di Mario Del Fante FREE

190220_Fi_00_CavalleriaRusticana_AngeloVillariFIRENZE - In attesa di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, abbiamo assistito a Un mari à la porte di Jacques Offenbach, compositore nato a Colonia il 20 giugno 1819 che si traferì a Parigi, studiò in quel Conservatorio, mise in scena un centinaio di operette e divenne un beniamino del pubblico che apprezzava molto quel genere del quale
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Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone.
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Opera dal Centro-Nord
Un marito alla porta. Un amante ammazzato
servizio di Simone Tomei FREE

190212_Fi_00_UnMariALaPorte_CavalleriaRusticana_ValerioGalliFIRENZE - Il tema delle “corna” (e, in generale, dell’infedeltà più o meno celata) è sempre stato molto in voga nel repertorio melodrammatico, facendo degli intrighi amorosi uno degli elementi portanti nelle trame operistiche. Elementi che talvolta fanno rima con puro divertimento, talaltra diventano fattore drammatico, oltre che drammaturgico.
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Vocale
La Devia sa ancora incantare
servizio di Salvatore Aiello FREE

190202_Pa_00_DeviaMariella_phRosellinaGarboPALERMO - Si è inaugurata la Stagione dei Recital 2019 del Teatro Massimo, con l’attesissimo ritorno di Mariella Devia accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa. La primadonna, che ha lasciato la scena teatrale, ancora offre il prodigio della sua arte con l’attività concertistica su ribalte internazionali. Fasciata in un bell’abito viola
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Opera dall Estero
Falstaff allegra edizione monegasca
servizio di Simone Tomei FREE

190128_MonteCarlo_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phAlainHanelMONTE-CARLO - «C'è un solo modo di finir meglio che coll'Otello ed è quello di finire vittoriosamente col Falstaff. Dopo aver fatto risuonare tutte le grida e i lamenti del cuore umano finire con uno scoppio immenso d'ilarità! C'è da far strabiliare!». Era il 1889 e Arrigo Boito scriveva questa lettera a Giuseppe Verdi con la quale ebbe ragione delle
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Opera dalle Isole
Ed eccovi la Turandot cyber
servizio di Salvatore Aiello FREE

190120_Pa_00_Turandot_FabioCherstichPALERMO - Turandot di Giacomo Puccini ha inaugurato il 19 gennaio scorso la Stagione 2019 di Opera e Balletto del Teatro Massimo di Palermo. Una Turandot cyber tra video, proiezioni e mondi fantastici, frutto della collaborazione del collettivo di artisti russi Aes + f, cui si dovevano costumi e scene, con la regia di Fabio Cherstich in coproduzione
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Opera dal Centro-Nord
Magnifica Forza del destino
servizio di Simone Tomei FREE

190121_Pc_00_ForzaDelDestino_ItaloNunziataPIACENZA - Era il 1869 per l'esattezza il 27 febbraio a Milano al Teatro alla Scala! Oggi 20 gennaio 2019, sono passati centocinquantanni dalla prima rappresentazione italiana de La Forza del Destino... oddio! l'ho detto, l'ho scritto... anatema su me? A parte le battute e l'aneddotica che vuole questo componimento verdiano foriero delle più
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Opera dal Nord-Est
Convincente Meoni nel Nabucco
servizio di Rossana Poletti FREE

190121_Ts_00_Nabucco_ChristopherFranklinTRIESTE -  Ha debuttato al Teatro Verdi il Nabucco di Giuseppe Verdi, frutto di una coproduzione della fondazione lirica triestina con il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Roma. L’allestimento ha alcuni punti di forza: le scene imponenti, i grandi muri di pietra bianca del tempio dedicato a Jehova,
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Opera dal Centro-Nord
Olmi ricama l'opera di Gounod
servizio di Attilia Tartagni FREE

190121_Ra_00_RomeoJiuliette_PaoloOlmi_phWolfgangLacknerRAVENNA - Se, come scriveva Charles Gounod,  “L'arte drammatica è un'arte da ritrattista”, allora Roméo et Juliette, opera in  cinque atti di Jules Barbier e Michel Carrè dalla tragedia di Shakespeare con musica di Charles Gounod che vi lavorò a lungo negli anni dopo il debutto, è la perfetta applicazione di questo principio. I due adolescenti innamorati
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