Pubblicato il 15 Maggio 2019
Chiusa la stagione concertistica di Ferrara Musica con un quartetto d'archi pių pianoforte
Progetto Lauter 2019 servizio di Edoardo Farina

190515_Fe_00_ProgettoLauter_Nicola BruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018-19 di “Ferrara Musica” sotto la gestione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dopo la precedente collaborazione invernale con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura, il 13 maggio 2019 è tornato il “Progetto Lauter” nel  secondo e suggestivo appuntamento cameristico proponendosi un tema lineare con il repertorio tardo–romantico francese. Boldini e la moda in mostra al Palazzo dei Diamanti ne ha ispirato l’interessante scelta artistica trattandosi prevalentemente di un omaggio al pittore Giovanni Boldini nato nella città estense nel 1842, considerato uno degli interpreti più sensibili e fantasiosi dell'elettrizzante fascino della Belle Époque vissuta a Parigi dove, giungendovi da Firenze nel 1871 dimorò morendo nel 1931. Lodevole iniziativa internazionale ideata e diretta da Nicola Bruzzo, classe 1989, talentuoso violinista ferrarese dalla carriera internazionale e artefice di un’idea inserita fin dal suo esordio, si è preposto nuovamente il difficile intento di avvicinare i ragazzi delle scuole superiori alla storia della musica grazie a una formula semplice quanto efficace: coinvolgerli attivamente nell’organizzazione, creandoli consapevoli e partecipi, stimolando tra di essi curiosità e attenzione nei confronti di un mondo considerato a loro spesso molto distante. Dal nome che propriamente non rimanda alla tipologia musicale assai introspettiva della serata, “Lauter” in tedesco significa “più forte”, espressione che intende descrivere l’intenzione di renderne un genere spesso desueto vicino ai giovani, gestito da un gruppo di artisti, giuristi, esperti di comunicazione e musicologi provenienti da tutto il mondo. “Crediamo che la classica sia una delle radici culturali dell’Europa moderna: essa fa parte della nostra identità al pari del patrimonio artistico e architettonico.  Fondamentale è riaccenderne l’interesse e l’amore attivando un dialogo su tre diversi livelli: Musicale, Culturale e Sociale in grado di costituire la nostra proposta. Pensiamo alle circostanze preposte come cantieri aperti, in cui la collaborazione e il contributo di tutti sono fondamentali - sostiene Bruzzo - sviluppando direzioni diverse ma mantenendo alcuni tratti caratteristici che costituiscono l’anima del progetto creando oggi il pubblico di domani”.  La divulgazione del repertorio dei secoli passati,  il lavoro a fianco dei giovani e l’idea di fare dialogare la musica con altre forme di espressione interattiva, sono l’essenza vera dello “spirito Lauter”. Obiettivo primario di tutte le loro attività è assumersi responsabilità per i musicisti, per i loro interlocutori, mettendosi in gioco in prima persona contribuendo alla realizzazione di un progetto comune; aspetto fondamentale è l’attività ripresa nelle scuole ferraresi, iniziativa cominciata già dal mese di marzo 2018 e che ha coinvolto gli studenti del Liceo scientifico Roiti – istituto che aveva partecipato anche alle due precedenti edizioni coordinate dall’associazione –  per la prima volta del Liceo Carducci e della Smiling International School. Gli allievi sono stati formati per costituirsi in gruppi di lavoro autonomi capaci di preparare, promuovere e gestire uno spettacolo o un concerto dal vivo fornendo loro le basi del managing e della divulgazione culturale per farli diventare curatori degli eventi performativi svoltisi al teatro, considerando che  anche questa volta come già nelle passate stagioni ne ha fatto registrare il sold out a dimostrazione dell’efficacia ospitando appuntamenti didattici e cameristici a cui sono seguiti momenti di dialogo e confronto tra strumentisti e studenti e per lo stesso concerto finale.

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Protagonista, il quintetto formato dai violinisti Alexandra Conunova, in primis Bruzzo che ha anteposto i saluti e ringraziamenti, la violista Béatrice Muthelet il violoncellista Alexey Stadler e il pianista Enrico Pace dalle partiture strettamente connesse con il periodo storico e le suggestioni derivanti dall’esposizione in corso alla pinacoteca nazionale di corso Biagio Rossetti associandone sinergia tra la moda e la pittura nel suo tema iniziale ove ne è valsa  un’ampia valutazione e similitudine rispetto alla musica di quel periodo, trattandosi di canali diversi riguardo la comunicazione del fascino e del prestigio sociale dell’individuo moderno la cui  partecipazione fu pur sempre fattore importante di distinzione nella mondanità parigina, consumata tra salotti borghesi, café, sale da concerto. Incentrato interamente su compositori attivi tra la fine del secolo romantico e il Novecento, in apertura la celebre “Sonata per violoncello e pianoforte n. 1 in re minore L 144” di Debussy (1862 - 1918), nei tempi Prologue  (Lent. Sostenuto e molto risoluto) - Sérénade (Modérément animé) - Finale (Aminé. Léger et nerveux), scritta d'un solo getto nei mesi di luglio e agosto 1915, essa respira la grazia e la felicità delle opere nate spontaneamente e dalla cui stesura è assente ogni apparente sforzo creativo. Il Prologo, assomiglia a un'austera ouverture in stile antico, "alla francese" ove il piano ne disegna un tema declamatorio dal fare teatrale e improvvisato   completato dall’arco che tratteggia il proprio assunto come un lamento. Giunge la seconda idea, dal disegno discendente, misterioso pianto solitario scandito dai rintocchi plagali del piano, un’incessante opera di trasformazione dei contenuti, anche attraverso l'inserzione di nuovi spunti, garantisce ricchezza inventiva e vivacità esplicitata a tratti in intense fasi di meditazione. Con la Sérénade,  giochi buffi degli archi e puntiformi accordi in staccato del pianoforte introducono una minimalista linea che pare alludere, di volta in volta, al pianto, al sorriso, alle atmosfere lunatiche e fantastiche di Pierrot. Reiterazioni fugaci dell'idea sopra pizzicati ricreano l'atmosfera di una chitarra che suona, o di un liuto, dentro un'ambientazione bizzarra, surreale, tipica di uno scherzo, andando verso un vivace ove incontriamo  una pagina coloristica tutta glissando, suoni "sur la touche", flautati, combattuta su serrate alternanze di partenze, fermate, ripartenze fulminee di spunti contorti e mobilissimi e conclusa da acute e lamentose risonanze. Nel Finale un turbinante moto in arpeggio del piano prepara la strada al violoncello che si inserisce nell'agitato discorso con un profilo "volubile", smaccatamente spensierato, aereo, saltabeccante, fatto di plastiche evoluzioni, funambolismi, sottili ironie. Poco dopo ecco una fase di sospirose attese, di sospensioni e improvvise accelerazioni concluse da una profonda declamazione. Dopo una sezione meditativa, con la ripresa del primo gruppo si giunge a un magniloquente epilogo, come afferma anche il critico Marino Mora.

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La Francia dell’ultimo quarto d’Ottocento è un Paese che, come il nostro, conosce un solo genere veramente popular, capace di raccogliere un consenso di pubblico trasversale alle classi sociali: quello operistico. Rispetto ciò, la musica da camera, più prossima al gusto delle élite borghesi, soffre di una minore visibilità, nonché di una certa subalternità di fronte all’omologo di sponda tedesca, che è il riferimento obbligato sul palcoscenico internazionale. I musicisti francesi guardando dunque inevitabilmente alle novità che arrivano al di là del Reno, rivendicando tuttavia il compito di promuovere uno stile strumentale a pieno titolo francese. Si è proseguito quindi con la “Sonata per violino e pianoforte” di Francis Poulenc (1899–1963) - appartenente al gruppo Les Six (assieme a Auric, Durey, Honegger, Milhaud e Tailleferre) che nella Parigi degli anni Venti dà voce, in varie forme, a un modernismo antiwagneriano e anti impressionista. Se Poulenc praticava la musica da camera come raffinato accompagnatore alla tastiera, in qualità di compositore il suo catalogo non è, in questo genere, cospicuo, riservando maggiore attenzione agli strumenti a fiato piuttosto che agli archi. In una lettera dell'ottobre 1942, indirizzata al musicologo André Schaeffner, parla della stesura della Sonata iniziata nel 1940 e terminata due anni dopo. Poulenc non ne è soddisfatto (opererà anche una revisione nel 1949) ma mantiene l'impegno preso con la committente del lavoro, la portentosa violinista Ginette Neveu (1919-1949), talento precocissimo, allieva di George Enescu e Carl Flesch, lanciata nel circuito internazionale con la conquista, nel 1935, del concorso "Wieniawski" e deceduta tragicamente nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1949, in un disastro aereo avvenuto nell'Arcipelago delle Azzorre sulla rotta Parigi-New York, senza superstiti. La Sonata porta coraggiosamente - nell'asprezza tragica del primo e dell'ultimo movimento, nel tagliente profilo ritmico dei temi e di certe figurazioni i segni della Francia occupata e della memoria di Federico Garcia Lorca, assassinato dai franchisti nel 1936. In epigrafe all'Intermezzo spagnoleggiante risuona l'incipit della poesia Las Seis Cuerdas: "La chitarra fa piangere i sogni". In queste pagine si attua quell'espansione calorosa del canto di gusto nobile e popolare a un tempo rappresentante la cifra più commovente dell’autore.
Chiusura di programma con il coinvolgimento simultaneo di tutti gli interpreti, come di pragmatica,  per il “Quintetto per archi e pianoforte op. 89 n. 1” di  Gabriel Faurè (1845-1924) formato da soli tre movimenti ma dalla difficile esecuzione e insieme strumentale, continuando a rimanere ai margini sia del repertorio concertistico sia del cuore degli appassionati di cameristica in parte per la sua genesi e in parte per la sua tormentata storia. Definito dal suo allievo e teorico Charles Koechlin «una delle opere più belle scritte dal suo compositore», può essere considerato il lavoro che diede inizio all’ultima sua fase creativa. Dal clima teso e terso, tutto sembra scorrere con divina semplicità, ma al tempo stesso l’ascoltatore è scosso dall’interno da dopo un temporale previsto…una lunare trasparenza bachiana, un sentimento da ultimo romantico che s’inoltra sopravvissuto nel nuovo secolo… L’autore  contribuì ad accrescere le fortune del quintetto per archi e pianoforte, genere definito da Luigi Boccherini e portato a perfezione nel corso del XIX° secolo da maestri  del calibro di Robert Schumann, Johannes Brahms e César Franck, con due opere di grande bellezza, (l’altro è il quintetto Op. 115) stilisticamente lontane sia dalle romanze giovanili che dalle atmosfere evanescenti di quella macabra ninna nanna che è il suo Requiem. Nei primi anni del 1900 egli manifesta purtroppo i primi segni della sordità, non sente più bene le frequenze basse e quelle acute facendone supporre la causa dovuta all’impiego di un registro medio nelle due opere sondate  in tutti i suoi aspetti. I grandi e modulanti blocchi melodici, infiniti, sinuosi,  plasmati da mano sapientissima e delicata, derivano forse da questa grave e debilitante menomazione?
Platea costituita nuovamente e in massima parte da giovanissimi inseriti nel contesto “scuola”, non sempre tutti attenti e a livello comportamentale inesperti dell’ambiente teatrale, messi alla prova da pagine dall’aspetto estremamente intimistico di primo acchito non facili all’ascolto e a mio avviso del tutto inidonee all’ottica, creando inevitabilmente una sorta di disconnessione tra livelli culturali molto differenti in conflitto tra l’intransigenza dei coetanei sul palco e coloro non portati a tali scelte rigorosamente accademiche. Repertorio dettato forse più da un inconsapevole gusto personale del Lauter che altro, come tale probabilmente sarebbe stato più adatto e fruibile un tardo barocco vivaldiano o un solare quartetto di Mozart “di consumo”, per usare un termine un po’ azzardato. Esecuzione ad ogni modo eccellente in una scelta strutturata nell’alternanza dal duo alla formazione in quintetto, perfetto nell’insieme e intonazione: elementi direi quasi inaspettati a tale livello da parte di strumentisti mediamente trentenni dando prova di grande abilità al di là di ogni limite scaturendo massima attenzione soprattutto da parte dei consueti habitué au théâtre… nella speranza di essere comunque il tutto di buon auspicio riguardo le generazioni a venire, come afferma l’editore musicale Filippo Michelangeli, attento e sensibile a diverse e plurime realtà sociali, di cui riporto felicemente un suo recente pensiero: “Agli adulti e agli anziani che non perdono occasione per dire «I ragazzi di oggi non si impegnano più, sono buoni a nulla, non sanno sacrificarsi» rispondo semplicemente che sono tutte sciocchezze.  È  pieno di gioventù operosa, seria, studiosa, affettuosa, generosa. Ai giovani diamo noi il buon esempio. Ci verranno dietro e in molti casi saranno pure meglio di noi”.

Crediti fotografici: Andrea Bighi per il Progetto Lauter
Nella miniatura in alto: il violinista Nicola Bruzzo, referente del Progetto Lauter





Pubblicato il 20 Febbraio 2019
Un mari ā la porte (Offenbach) e Cavalleria rusticana (Mascagni) insieme per il Maggio Musicale
Un dittico insolito per Firenze servizio di Mario Del Fante

190220_Fi_00_CavalleriaRusticana_AngeloVillariFIRENZE - In attesa di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, abbiamo assistito a Un mari à la porte di Jacques Offenbach, compositore nato a Colonia il 20 giugno 1819 che si traferì a Parigi, studiò in quel Conservatorio, mise in scena un centinaio di operette e divenne un beniamino del pubblico che apprezzava molto quel genere del quale Offenbach è considerato uno dei padri, con la sua natura scanzonata e con la sua solida preparazione musicale. Anche Un mari à la porte, messa in scena dal teatro fiorentino per il dugentesimo della nascita dell’autore ha confermato che è ancora piacevole ed infatti è stato bene accolto dal pubblico d’oggi. La vicenda del breve atto unico vede un marito che è messo a la porte la notte delle nozze e da fuori supplica per poter entrare. Hanno ben interpretato  i loro personaggi: Patrizio La Placa (Martel), Marina Ogii (Suzanne), Matteo Mezzaro (Florestan), Francesca Benitez (Rosita).

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Dopo questo “antipasto” frivolo, brillante, ironico, che, naturalmente, si conclude  con il lieto fine, il Maggio fiorentino ha proposto al pubblico l’opera mascagnana che per soggetto, ambiente e tipo di musica, è completamente agli antipodi: il 17 Maggio 1890 andò in scena al Costanzi di Roma la prima di Cavalleria Rusticana che rappresentò  un evento fondamentale per tutto il teatro musicale: l’avvento del verismo anche in musica, che con quest’opera si metteva nel solco delle correnti culturali europee sulla via che avevano da poco intrapreso sia nella narrativa, nella poesia, nella pittura, saldando il teatro musicale a quelle correnti.
La vita della gente comune irrompeva sulla scena e Cavalleria Rusticana (con I Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo) venne assurta a manifesto del verismo in musica. Fu un successo inaudito , che aprì con clamore straordinario e imprevedibile in tutto il mondo, la nuova via al verismo nell’opera.

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Il soggetto, tratto dalla novella di Verga, è troppo conosciuto e popolare per ricordarlo ancora. Passiamo a esaminare l’esecuzione.
Fino dalle prime note del preludio, l’orchestra sembrava avesse il freno tirato, non corrispondeva appieno agli slanci e agli abbandoni del linguaggio mascagnano, propendendo  piuttosto alla legge del “metronomo” e della povertà espressiva. Questa impostazione ha condizionato tutta l’opera, specialmente nei pezzi sinfonici ma anche in quelli affidati alle voci soliste, sia pure in misura minore. Infatti, abbiamo notato che per ragioni di “tempo” non sempre la parola cantata veniva espressa con il giusto colore/calore. Comunque i solisti  hanno messo in luce  buoni mezzi, partendo da Angelo Villari  che ha disegnato un generoso Turiddu, di bella e solida voce, buona presenza scenica, che non ha bisogno di microfoni per farsi sentire, anzi, deve stare attento a non forzare troppo perchè negli acuti  tende a crescere. Alexia Voulgaridou è stata una brava Santuzza , di bella voce e scena, come lo sono stati Francesco Devid Cecconi  autorevole Compar Alfio,  la veterana Elena Zilio ottima Mamma Lucia e Marina Ogii (Comare Lola). Bene il coro, come sempre, istruito da Lorenzo Fratini. La scena nella sua tristezza  non ha disturbato come invece hanno fatto i due registi  che pur di metterci qualcosa di loro, hanno trovato un pretesto per disorientare il pubblico (che non aveva letto le note di regia), inventando  il bucato nel giorno di Pasqua, iniziando dai fuochi notturni per produrre il “ranno” !
Ho ricordato prima i microfoni, che amplificano tutto, voci, orchestra, ed anche il piccolo bacio affettuoso fra Mamma Lucia e Santuzza, che ha fatto giungere in teatro un sonoro schiocco. Ma Cavalleria è sempre Cavalleria e Mascagni dimostra di sopportare tutto e di fare sempre successo. (recita del 14 febbraio 2019)

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Maggio Musicale Fiorentino - Teatro dell'Opera di Firenze
Nella miniatura in alto: Angelo Villari (Turiddu)
Sotto: scene da Un mari à la porte (Offenbach) e Cavalleria rusticana (Mascagni)





Pubblicato il 13 Ottobre 2018
Concerto di beneficenza della formazione musicale del Comando Prima Regione Aerea
Una Fanfara e tanta buona musica servizio di Edoardo Farina

181013_Fe_00_Concerto_AntonioMacciomei_phLauraDeVincentisFERRARA - Come da consuetudine oramai annuale, nella prestigiosa cornice del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara si è svolto giovedì 11 ottobre 2018 il tradizionale Concerto di Beneficienza della Fanfara del Comando 1a Regione Aerea dell’Aeronautica Militare, evento in edizione assai particolare per via del centenario dalla costituzione della Base Logistica di Poggio Renatico. Formazione bandistica costituitasi nel 1984, originariamente composta esclusivamente da personale di leva, attualmente ne fanno parte militari in servizio permanente dal Ruolo Sergenti e Volontari in ferma prefissata formatisi in vari istituti musicali nazionali: nata con lo scopo di dare lustro soprattutto durante le cerimonie alla presenza delle più alte cariche dello Stato, ha dimostrato le sue peculiarità come orchestra di legni  e ottoni esibendosi in numerose piazze e teatri italiani ed esteri di rilievo.
Sin dall’antichità gli Eserciti hanno avuto la necessità di inserire delle compagini musicali in sussistenza alle varie operazioni militari o di rappresentanza: sul campo di battaglia, durante i conflitti e nell’ambito delle ricorrenze e anniversari, la banda o schieramenti analoghi serviva per creare buon umore, allietare, dare coraggio e sostegno ai soldati impiegati nelle trincee, infondendo esaltazione e spirito patriottico di parte, marcando i passi di marcia con la  dinamica della musica e la forza del ritmo.
Pubblico costituito non solo da una rigorosa platea ordinata in massima parte da Ufficiali e Sottufficiali ma anche da numerosi cittadini e appassionati della più recente delle quattro Forze Armate Italiane per un  insolito e interessante progetto che ha visto sul palco sia musicisti in divisa che diciassette studenti  ingaggiati per l’occasione, formando un unico organico ampliato e coordinato dalla Prof.ssa Martina Dainelli docente proveniente dal Dipartimento fiati e jazz del Conservatorio ”Girolamo Frescobaldi” della città estense, sotto la bacchetta del Luogotenente M° Antonio Macciomei; diplomato in trombone e tromba, ha spaziato tra i generi musicali dalla “leggera” al jazz, dall’opera lirica alla sinfonica, specializzandosi soprattutto nel repertorio bandistico.
Dopo i consueti saluti dalle varie attività di volontariato ospitate, sponsor e raccolta fondi tra gli altri dell’ “Associazione Giulia”, del partner “Associazione AVIS provinciale”, si è passati alla musica supportata dalle dotte spiegazioni e l’ampio intrattenimento durante tutta la performance a cura del presentatore Nicola Franceschini con all’attivo una lungimirante attività professionale presso l’emittente visiva locale Telestense: Inno di Mameli di benvenuto, come di pragmatica, quindi il bel programma costituito da gloriose e note pagine tratte dalla “classica” alle più moderne trascrizioni riguardo la musica d’autore e rock/jazz.
Apertura con la pomposa e trionfale Pomp and Circumstance Op. 39 March n.1 in Do Magg. di Edward Elgar, edita a Londra nel 1901 considerata anche il secondo inno nazionale inglese dopo God Save the Queen di Thomas Arne, per proseguire con una divertentissimo brano scritto da Leroy Anderson nel 1950, The Typewrite, eseguito per la prima volta dalla Boston Pops Orchestra diretta da  Arthur Fiedler.  Famoso soprattutto attraverso la versione delle celeberrime e comiche smorfie di Jerry Lewis, intende imitare in modo onomatopeico il ticchettio dei tasti meccanici di un nevrotico dattilografo scanditi  a tempo di musica, qui affidato al brillante virtuosismo dell’Aviere Matteo Ribezzi seduto a una storica macchina per scrivere presente sul palco.
L’Aviere Scelto Daniele Simoniello ha invece interpretato Concert for Clarinet per clarinetto solista, composto da  Artie Shaw, americano tra i più conosciuti negli anni ‘30/’50 del secolo scorso e considerato alla pari dell’altrettanto famoso Benny Goodman tra i precursori dello stile swing più importanti del periodo.
Musiche da film, genere dall’indice di gradimento sempre molto elevato anche se presente una platea musicalmente poco esperta, soprattutto se queste provengono dalle emozionanti note di Ennio Morricone, 90 anni il 10 novembre e non sentirli, anzi sentirli benissimo!  Da Nuovo Cinema Paradiso del 1988 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, ne abbiamo ascoltato il tema principale appartenente a uno dei capolavori in grado di disegnare in ogni scena un particolare ricordo che non sapevamo di avere, in una terra che non conoscevamo abbastanza e con uno strumento, il cinema che sa analizzarci psicologicamente alienando le ingombranti innovazioni quotidiane facendoci apprezzare sino in fondo l’essenza dell’arte.

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Ancora note da lungometraggi con Great Moment in Cinema, medley di alcuni dei temi tratti dalle colonne sonore composte da John Williams, direttore d’orchestra e compositore tra i più famosi del mondo, autore della maggiore parte delle musiche inserite nei film di Steven Spielberg e Chris Columbus.
Indimenticabili i temi prescelti quali Star Wars, Cadillac of the Skies, Theme from Jaws e The Land Race.
Assai insolito ascoltare musica rock eseguita da parte di una fanfare militare…di norma ci si attende inni risorgimentali o canzoni tipiche appartenenti a gloriosi combattimenti della guerra che fu. Invece inaspettatamente e con tanto di proiezioni su grande schermo abbiamo contemplato niente meno che i Queen e le immagini del grande Freddie Mercury con Innuendo, omonimo vinile pubblicato nel gennaio del 1991, eseguito in versione orchestrale in uno splendido arrangiamento per Symphonic band di Marco Somadossi. 
Non sono mancati i grandi classici del pop con Abba on Broadway, canzoni cover del gruppo di straordinario successo che con i loro soli 8 album ufficiali in studio e 375 milioni di dischi venduti, ancora oggi sono il fenomeno scandinavo internazionale più popolare negli over 50 nonostante il quartetto si sia sciolto ufficialmente nel 1982. Nell’arrangiamento proposto da Michael Brown, un pot-pourri tra Mamma Mia, Dancing Queen, Take A Chance On Me… tutti noti e intramontabili, per passare alla musica italiana in omaggio ai vent’anni dalla scomparsa di Lucio Battisti, polistrumentista tra i più grandi influenti e innovativi cantautori, considerato da sempre artisticamente una delle massime personalità nella storia, proposto in Ci ritorni in mente in maniera del tutto inusuale su diversi brani legati tra loro in un arrangiamento bandistico per opera di Nicolò Gullì.

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Altro genere per spostarsi in America Latina con Mas Que Nada, samba brasiliana scritta e cantata da Jorge Ben nel 1963, in seguito ripresa e variata da Sergio Mendez ove il titolo vuole essere un’espressione del portoghese assumendo vari significati a seconda del contesto riferendosi letteralmente a un ringraziamento o una approvazione “più di ogni altra cosa”.  Penultimo brano prescelto, Birdland pagina jazz del tastierista austriaco Joe Zawinul e registrato dai suoi Weather Report, uno dei gruppi fusion più significativi degli anni ‘70/’80 e inserito nell’album Heavy Weather del 1977, per avvicinarsi alla conclusione con ancora i ringraziamenti da parte delle autorità presenti, in modo particolare dal Comandante Generale di B.A. Antonio Conserva e dal noto volto televisivo delle previsioni meteo RAI, Ten.Col. Daniele Mocio che ha inteso illustrare un video spettacolare ed entusiasmante riguardo l’avanzata tecnologia de “Arma Azzurra”, dimostrando l’alto livello di efficienza attualmente in atto nel nostro Paese e l’importanza della difesa del territorio.

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Chiusura del sipario con la celebre Marcia d’Ordinanza composta nel 1937 da Alberto Di Miniello, primo Maestro dell’allora Banda Musicale della Regia Aeronautica, tratta dal ballo Amor di Romualdo Marenco, adottata a suo tempo per acclamazione definitivamente dal Capo di Stato Maggiore.  
Ottimo livello interpretativo, professionalità e rigore esecutivo hanno caratterizzato la serata confermando un contatto e dialogo continuo tra la cultura nuovamente espressa da parte della città di Ferrara attraverso la collaborazione del conservatorio in sinergia con l’assai lontano mondo militare ma eticamente vicino, in modo particolare in occasione delle manifestazioni relative ai cento anni della Vittoria della Grande Guerra, avendo coinvolto nella ricorrenza diversi giovani nell’ambito delle scuole di ogni ordine e grado vedendone la partecipazione in varie iniziative storico didattiche.

Crediti fotografici: Luogotenente Leonardo Annunziata e Laura De Vincentis
Nella miniatura in alto: il direttore Luogotenente Antonio Macciomei
Al centro: l'Aviere Matteo Ribezzi
Sotto: l'Aviere scelto Daniele Simoniello






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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Opera dall Estero
Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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Pagina Aperta
Progetto Lauter 2019
servizio di Edoardo Farina FREE

190515_Fe_00_ProgettoLauter_Nicola BruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018-19 di “Ferrara Musica” sotto la gestione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dopo la precedente collaborazione invernale con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura, il 13 maggio 2019 è tornato il “Progetto Lauter” nel  secondo e suggestivo appuntamento
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Opera dall Estero
Un altro Macbeth alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190511_Wien_00_GeorgePeteanVIENNA, 11 maggio 2019 – Alla Staatsoper di Vienna, gli allestimenti scenici sono un investimento: quando vengono varati, sono destinati a ricomparire per stagioni anche consecutive, e a rimanere in servizio anche per decenni interi. La Madama Butterfly di Puccini con regìa di Josef Gielen e scene e costumi di Tsugouharu Foujita, per fare un
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Prosa
La classe operaia secondo Di Paolo
servizio di Athos Tromboni FREE

190510_Fe_00_LaClasseOperaiaVaInParadiso_LinoGuanciale_phGiuseppeDiStefanoFERRARA - Nel 1972 furono due film italiani a vincere ex-aequo a Cannes la Palma d’Oro: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, e Il caso Mattei di Francesco Rosi. In entrambi i film protagonista più che esuberante fu l’attore Gian Maria Volonté. Il primo film tentava (riuscendoci in buona parte) di coniugare la commedia all’italiana con il cinema di
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Opera dal Centro-Nord
Un Re Lear esagerato
servizio di Simone Tomei FREE

190507_Fi_00_Lear_FabioLuisi_phMicheleMonastaFIRENZE - William Shakespeare incontra il Teatro d’opera con la sua opera King Lear attraverso le “note” di Aribert Reimann che con il “suo” Lear avrebbe voluto fornire un supporto musicale alla vicenda tra l’altro ben costruita, da un punto di vista librettistico, per mano di Claus H. Henneberg; queste parole introduttive con virgolette e tempo
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Eventi
Ferrara Musica nel segno di Beethoven
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
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Opera dal Centro-Nord
Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
servizio di Athos Tromboni FREE

190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
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Echi dal Territorio
Antonio Malinconico a Musi Jam
servizio di Edoardo Farina FREE

190415_00_Fe_AntonioMalinconicoFERRARA - Dopo gli ultimi appuntamenti dell’estate scorsa svoltisi nel giardino della loggia rinascimentale nell’ambito di “Musica a Marfisa d’Este” ove non sono mancati bravi interpreti, è tornata la “chitarra sola” a Ferrara con un prestigioso esecutore di origine partenopea e appartenente al panorama internazionale Antonio Malinconico,  nel primo
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Echi dal Territorio
La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
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Soci Uncalm
L'arco della Mariotti incanta ai Servi
servizio di Gianluca La Villa FREE

190430_Lu_00_LucillaRoseMariottiLUCCA - Sabato 27 aprile 2019, a Lucca, la Chiesa dei Servi, luogo ormai dedicato con la sua acustica quasi perfetta ai programmi concertistici di “Animando Lucca”, ha ospitato un concerto in collaborazione con il “Comitato per i Grandi Maestri”, di Ferrara, e la violinista giovanissima e ferrarese di adozione Lucilla Rose Mariotti, come il suo maestro Marco
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Vocale
Exultate Jubilate in San Giorgio fuori le Mura
servizio di Athos Tromboni FREE

190429_Fe_00_BalderiMarcoAntiquaEstensis_AmaliaScardellatoFERRARA - Non è stato solo un concerto devozionale quello che si è svolto nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, domenica 28 aprile 2019, quale “ringraziamento per il restauro del convento di Santa Maria dell’Olivo in Maciano di Pennabilli (Rimini)”. No, non solo devozionale, ma anche carico di solidarietà umana e – perché no? – anche di curiosità per il ritorno nella propria città
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Opera dall Estero
Aguilera propone l'Otello d'Amore
servizio di Simone Tomei FREE

190426_MonteCarlo_00_Otello_GregoryKunde_phAlainHanelMONTE-CARLO - Tante sono le motivazioni che spingono a parlare di Otello come un (se non addiritutta "il") capolavoro del Cigno di Busseto dove lo stigma  più evidente, quello della gelosia, diventa l'indiscusso motore dell'azione scenica, ma... proprio durante l'ascolto dell'opera nell'affascinante Salle Garnier dell'Opéra di Montecarlo la
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Echi dal Territorio
Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
FREE

190424_Fe_00_AntiquaEstensisStefanoSquarzinaFERRARA - Per festeggiare la ricorrenza del 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della città di Ferrara, il Polo Museale dell'Emilia Romagna ha ospitato nella bellissima sala delle carte geografiche, in Palazzo Costabili (ma i ferraresi preferiscono chiamarlo da sempre "Palazzo Ludovico il Moro"), un concerto barocco dell'ensemble d'archi Antiqua
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Nuove Musiche
Katër i Radës inferno mediterraneo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190419_Ra_00_KaterIRades_AdmirShkurtajRAVENNA - Il tema di Katër i Radës. Il naufragio, ultimo appuntamento del 18 aprile 2019  della corrente stagione d’opera e danza del Teatro Alighieri di Ravenna,  è un viaggio di imbarcati clandestini verso l’Italia  finito tragicamente a cui la cronaca ci ha assuefatto. Aspirazione dello spettacolo è smuovere le coscienze coinvolgendole nel dramma
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Prosa
Vieni qui bella juventina che ti sistemo!
servizio di Athos Tromboni FREE

190419_Fe_00_IlReAnarchico_PaoloRossiFERRARA - Irriverente, sarcastico, ironico, buffo; come sempre. Il funambolico Paolo Rossi, uno degli attori fra i più fantasiosi ed incisivi nel panorama dei comici italiani, ha proseguito a Ferrara, nel Teatro Comunale Claudio Abbado per la stagione di prosa, il suo personale itinerario intorno al pianeta Molière; ha portato in scena nella città estense
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Eventi
Carmina per Bosso in Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un
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Classica
Euyo e l'incognita Brexuyo
servizio di Athos Tromboni FREE

190414_Fe_00_Euyo_VasilyPetrenko_facebookFERRARA - Secondo concerto primaverile, sabato 13 aprile 2019, della European Union Youth Orchestra nel Teatro Comunale Claudio Abbado per Ferrara Musica. Un altro successo di pubblico (teatro tutto esaurito) per i giovani strumentisti della Euyo guidati dal loro "chief conductor" Vasily Petrenko. Il programma era tutto incentrato sull'orchestra,
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Classica
Euyo e Opolais carte vincenti
servizio di Athos Tromboni FREE

190412_Fe_00_EuyoVasilyPetrenkoKristineOpolais_phMarcoBorggreveFERRARA - E chiediamoci perché la tonalità di Mi minore sia così poco usata dai grandi compositori dell'Ottocento e del primo Novecento: si contano sulle dita di una mano le sinfonie in Mi minore: ne scrisse una Chajkovskij (la sua più bella, la Quinta sinfonia), poi una ciascuno Brahms, Dvoràk, Sibelius, e Sostakovic. E basta. Anche Haydn
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Opera dal Centro-Nord
Chénier dalla concitazione alla lentezza
servizio di Simone Tomei FREE

190408_Pr_00_AndreaChenier_MartinMuehle_phRobertoRicciPARMA - Dopo aver girato il circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Andrea Chénier di Umberto Giordano approda al Teatro Regio di Parma, coinvolto nella produzione dell’allestimento insieme al Teatro Comunale di Modena, alla Fondazione Teatri di Piacenza, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, alla Fondazione Ravenna Manifestazioni e all’Opéra di Toulon. Un progetto
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Echi dal Territorio
Cronaca di una serata pop-jazz
FREE

190406_Fe_00_SophisticatedPopQuintet_PaolaBaccagliniFERRARA - Abbinare i sapori di un bravo cuoco e la popolarità della migliore musica pop trattata come jazz è una "ricetta" che funziona sempre. Così è successo anche sabato 6 aprile 2019 nel Ristorante Piper del campo aeroportuale del Club Volo a Vela di Ferrara, uno spazio verde alla periferia della città ma raggiungibile dal centro
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Opera dalle Isole
Tosca ottima dai due cast
servizio di Simone Tomei FREE

190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido
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Jazz Pop Rock Etno
Faber rivive coi suoi musicisti
redatto da Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_GruppoDei10_SerataFabrizioDeAndre_facebookFERRARA - I musicisti pop e jazz che suonarono con e per Fabrizio De André sia in concerto che in sala d'incisione si riuniranno giovedì 16 maggio 2019 alle ore 21 nel Teatro Comunale Claudio Abbado per un omaggio al cantautore genovese nel 20° anniversario della scomparsa. L'iniziativa, partita da un'idea del batterista ferrarese Ellade Bandini,
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Opera dal Centro-Nord
E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
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Jazz Pop Rock Etno
La prima volta di Rita Payés a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
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Prosa
Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
servizio di Athos Tromboni FREE

190330_Fe_00_LaBisbeticaDomata_WilliamShakespeareFERRARA - Nell'Inghilterra di Elisabetta Tudor le compagnie teatrali non potevano ammettere le donne sul palco a recitare. Neanche Shakespeare era, in fondo in fondo, dispensato da questa "regola"; i ruoli femminili erano di norma affidati a un giovane uomo en-travesti (come si direbbe oggi con termine tecnico) magari con voce acuta, naturale
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Opera dal Centro-Nord
E Tito incoronō la sua statua
servizio di Simone Tomei FREE

190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
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Eventi
Donizetti Opera 2019 il programma
redatto da Athos Tromboni FREE

190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
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Opera dall Estero
Il ratto dal... Treno
servizio di Simone Tomei FREE

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
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