Pubblicato il 12 Luglio 2018
Nella splendida cornice di Sant'Apolinare in Classe la formazione cameristica di Accademia Bizantina
Arte della fuga secondo Dantone servizio di Edoardo Farina

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”. Una accurata e rilevante attenzione alle scelte di repertorio, alle prassi esecutive e agli strumenti originali impiegati con il medesimo approccio cameristico, fanno sì che ancora oggi il gruppo sia gestito al meglio dai propri componenti stabilendo assieme obiettivi e linee guida. Dal 1989 il maestro Ottavio Dantone,  avvalendosi di importanti violinisti quali Viktoria Mullova, Giuliano Carmignola, Carlo Chiarappa, poi maestri dello spessore di Riccardo Muti e a suo tempo Luciano Berio solo per citare alcuni tra i solisti di maggiore rilievo e più frequentemente attivi, collabora alla gestione musicale ricoprendo dal 1996 rispettivamente i ruoli di direttore e concertatore fondendo il meglio delle qualità umane e artistiche. Diplomatosi in organo e clavicembalo al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano ha intrapreso la carriera concertistica giovanissimo dedicandosi fin dall'inizio allo studio e al costante approfondimento della musica antica segnalandosi presto all'attenzione della critica come uno dei clavicembalisti più esperti e di talento della sua generazione. Primo italiano, inoltre, ad avere vinto il premio Basso Continuo nel 1985 all'International Paris Festival e a essere premiato all'International Bruges Festival l’anno successivo.
Programma tra le pagine più complesse e difficili del XVIII° secolo, opera omnia per antonomasia, il capolavoro incompiuto e avvolto nella leggenda, "L’arte della fuga" BWV 1080 (Die Kunst der Fuge) di Johann Sebastian Bach (1685-1750), eseguito raramente per via del tono fortemente introspettivo e della difficile forma strutturale, viene composto negli ultimi quindici anni di attività di Bach a Lipsia e fa parte di quei lavori proposti alla “Società per corrispondenza delle scienze musicali”, fondata nel 1738 dall’allievo Lorenz Christoph Mizler. Non avente destinazione strumentale, o come si usava sin dal ‘500 indicare in testa al frontespizio …da sonarsi per ogni sorte di stromenti, porta al culmine più elevato le competenze contrappuntistiche sviluppate in Europa, costituita essenzialmente da una serie di elaborate variazioni di un tema presentato in apertura tra esposizione, soggetto e controsoggetto.
Probabilmente il primo abbozzo de L’arte della fuga risale al 1736 stando alle due versioni conservate: il manoscritto autografo custodito a Berlino e la prima edizione stampata postuma nel 1751. Pensata ipoteticamente per organo, non convince Dantone, che osserva “Mi sembra evidente che la stesura su quattro righi sia la maniera migliore per scrivere una composizione di tale tipologia, dove la buona condotta delle parti deve essere sempre sotto controllo. Ancora più evidente è il fatto che questa musica trascende l’aspetto puramente timbrico in quanto il suo significato è talmente vasto e profondo da colpire anima e intelletto a prescindere da qualunque cosa”. La chiave di lettura delle pagine bachiane non sta tanto nella riflessione sulla natura controversa dell’opera, teorica o nella scelta dell’organico per l’esecuzione ma piuttosto nella bellezza della scrittura e nell’emozione che è in grado di trasmettere, pur nella grande complessità dell’architettura contrappuntistica. Dato per scontato che la struttura speculativa rappresenta un concetto immanente, ovvero già insito nella fuga, ciò che va messo in luce il più possibile è proprio l'abilità del compositore di rendere bello e comunicativo quanto ha origine dall'autocontrollo costrittivo; non cercare tra le maglie delle note i sublimi piaceri, le dolci emozioni che nascondono, significherebbe in parte mortificare e non rendere giustizia all'immane lavoro di Bach, inarrivabile sintesi tra arte e scienza, intensità espressiva e intelletto…
L’accostamento ai Fiori musicali del 1635 per organo, di Girolamo Frescobaldi, per il semplice fatto di essere analoghi, è comunque abbastanza debole se si pensa che tantissimi altri autori dello stesso periodo hanno scritto in voci di diversa altezza sia per tastiera che per archi  diversificati e non bene definiti. Tra le trascrizioni più rilevanti spicca a esempio la versione del celebre “Trio Chitarristico Italiano”, assai attivo negli anni ’70/80, (Borghese, Frosali, Saldarelli) nella lettura parziale delle sole fughe II e IX, revisione di Alvaro Company. Partitura armonicamente di livello inarrivabile costituita da “voci” di ogni tipo, sufficiente a deliziare con le eleganti magie che offre il suo legame ingegneristico cercando di dare a tutti costi una precisa indicazione espositiva vuol dire semplicemente non avere capito le sue motivazioni più profonde.

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“Ritengo che il tentativo di completare L'arte della fuga non sia solo velleitario da un punto di vista creativo, vista la superiorità inarrivabile del Kantor, ma inutile, oltre che impossibile anche dal lato tecnico-compositivo” - continua  Dantone.  “Infatti, quando nell'ultimo tempo egli designa per la prima volta i temi uniti, tra cui quello composto dalle lettere del suo nome, si ferma dal momento in cui proseguendo secondo la sua stessa metodologia avrebbe dovuto, affidando il soggetto ad altri soggetti, invertirli in contrappunto triplo incorrendo in intervalli e condotta delle parti armonicamente vietate. Bach indica la scelta di un organico ristretto, dettata dall’obiettivo di mettere in risalto il movimento elegante, complesso e similmente emozionante, delle singole voci”. Come tale, si  tratta di un limite tecnico o di una scelta filosofica? - si chiede. La domanda rimane senza risposta facendone quasi una questione di misticismo: “Qualunque ne sia il riscontro, si inserisce naturalmente nell'universo della psicologia bachiana: il musico artigiano si arresta prima di sfiorare l'Eterno assoluto e decide, che lo voglia o no, di rendere a Dio ciò che è di Dio e lasciare all'uomo, anche quando di natura superiore, ciò che gli appartiene. Credo sia impossibile obiettare che Bach raggiunse in questo tipo di composizione livelli mai perseguiti prima e mai più eguagliati. Personalmente ancora oggi non riesco a capire come abbia potuto concepire qualcosa di così meraviglioso e complesso, ma è proprio quest’estrema difficoltà che a volte può generare nell’esecutore un freno psicologico nell’esprimere le emozioni”.
Dirigere rispettando la forma antica comporta spesso svolgere un doppio ruolo, quello del maestro concertatore e del cembalista incorrendo in problemi non comuni relativi a un tipo di attività musicale per così dire un po' insolita rispetto alla media di chi è solo strumentista…- chiedo a Dantone al termine del concerto…
“Essere direttore d'orchestra significa soprattutto doversi confrontare in prima persona con una certa espressione formale, quindi studiare a fondo un brano dal punto di vista tecnico e storico ritrovandone un senso assolutamente personale: tutto ciò rappresenta già un buon traguardo, poi il sentirsi direttamente responsabile davanti ai propri esecutori come davanti al pubblico… Nella fattispecie, le difficoltà da affrontarsi sono sempre molteplici e mai scontate, sia di natura che di metodo e lavoro durante le prove, richiedenti delle capacità di soluzione a volte strettamente logistiche possibili solo dopo parecchi anni di acquisita esperienza”.

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-  L’offerta musicale del 1747 e L’arte della fuga sono senza alcun dubbio le due opere più importanti di Bach ove presente tutta la sua maturità artistica. Al di là dell’aspetto storiografico citato, che difficoltà comporta in linea di massima la prassi esecutiva e tecnica rispetto al resto della musica del medesimo periodo?   
“Entrambe riconosciute come le più articolate e complesse mai composte, universalmente considerate agli  estremi raggiunti nella storia della musica, accostarsi in modo particolare a quest’ultima significa toccare con mano anche uno dei più alti vertici della creazione umana, come tale il manoscritto è oggetto da sempre di studi, discussioni, ma anche polemiche a livello sia musicale che musicologico. Tra gli argomenti che generano confronti e scontri ci sono in particolare la natura della composizione e la sua destinazione organologia. Musica teorica o pratica? Scientifica o artistica? Metafisica o terrena? Razionale o emozionale? Alcuni studiosi sostengono che è sicuramente stata concepita per l’organo, altri per clavicembalo, altri ancora per consort di viole…  Alla base delle varie affermazioni ci sono analogie estetiche tipiche del primo ‘600 così come problemi legati all’estensione o alla condotta delle parti facendo optare per una formazione addirittura esclusivamente vocale a cappella, dubbi assai minori nell’affrontare normalmente la linearità dei Concerti Brandeburghesi o il  barocco italiano”.
È una formazione ridotta a pochi musicisti la performance del contesto ravennate, tra l’altro da un anno disponibile anche in un prezioso cd Decca registrato nel Teatro Goldoni di Bagnacavallo visibile in rete ove recentemente i vari cortometraggi non sono più limitati alla sola ripresa formale, bensì accompagnati da diverse immagini a volte divertenti dalle coreografie o danze insolitamente moderne, vedi orchestrali in arrivo sul palco con gli strumenti ancora nelle custodie, poi acrobati in teatro e sulle scene… eccetera, merito delle brillanti produzioni curate da Fabio Framba.
Ottima interpretazione da parte di Accademia Bizantina, formazione in grado di confermarsi ancora una volta professionalmente tra le più esperte, dotata di energia, grande virtuosismo, entusiasmo e complicità, aggiungendosi estro e raffinatezza, perfetto rigore, in modo da fondersi insieme come le tessere di un mosaico bizantino. Qualità peculiari che vengono universalmente riconosciute e che non hanno certamente deluso le aspettative proponendoci la versione bachiana in uno stile filologico ed esatto nell'uso del "continuo concertante" esposto in prassi d’epoca, sostituendo la figura tradizionale del direttore d'orchestra secondo la più nobile tradizione settecentesca in questo caso tedesca, nonostante la sede decisamente incantevole ma ovviamente dall’acustica assai difficile causa l’ampiezza architettonica.
Oltre cembalo e direzione di Ottavio Dantone, i musicisti coinvolti sono stati soltanto cinque, Alessandro Tampieri e Ana Liz Ojeda (violini), Diego Mecca (viola), Mauro Valli (violoncello) e Stefano Demicheli (organo) lasciandoci obbligatoriamente nel nulla con le note finali della “mancata risoluzione armonica” conclusiva in quel gioco contrappuntistico che si arresta dove l’aveva abbandonato Bach con l’esposizione dei tre temi, ultimi dei venti tra i “Contrapunctus e Canon” qui esposti. Fuori programma con una nuova fuga scritta dallo stesso Dantone secondo gli stilemi consueti e non avente un titolo ufficiale, in tema alla figura retorica primaria del linguaggio barocco (levare breve e appoggiatura successiva di semitono) delineando un sentimento di pena…” Noi scherzosamente l’abbiamo chiamata Come si soffre  ma è lessico familiare, per così dire!... Un piccolo omaggio informale e per certi versi un po’ “monello” al genio di Bach…” –  conclude Tampieri.

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Platea assai numerosa, ha prestato grande attenzione sino alle calorose ovazioni finali per un concerto dall’ascolto non facilissimo e di fatto musicalmente non alla portata di tutti, a riprova del fatto che gli estimatori della musica classica colta a tratti “dissonante” costituiscono ancora una volta un alto numero di presenze a uno dei Festival più importanti d’Italia, non trattandosi certamente dei consueti soli “addetti ai lavori”.

Crediti fotografici: Zani & Casadio per Ravenna Festival 2018
Nella miniatura in alto: il direttore Ottavio Dantone
Sotto: due primo piano di Zani & Casadio su Dantone e sul violoncellista Mauro Valli
Al centro e in fondo: panoramiche sul concerto in Sant'Apolinare in Classe





Pubblicato il 02 Luglio 2018
Nella chiesa di San Pietro Apostolo a Cesena eseguita la celebre composizione sacra di Mozart
Requiem in memoria di Battistini servizio di Edoardo Farina

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata eseguita una delle pagine più memorabili: la Messa da Requiem in Re minore K626,  ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart, proposta per commemorare il presidente del Coro “Maria Callas” di Cesena, Giovanni Battistini (1929-2017) a un anno dalla scomparsa, padre del soprano Raffaella Battistini che lo ha voluto ricordare in una toccante interpretazione a cui hanno partecipato anche il Coro “Cappella Musicale dei Servi” di Bologna, ovviamente il medesimo Coro “Maria Callas”, organo Pia Zanca, e l’Orchestra “Città di Ferrara” diretta dal M° Lorenzo Bizzarri.
«Con questo concerto - afferma Raffaella - vorrei rendere omaggio a mio papà venuto a mancare il 6 giugno 2017, nonostante si tratti sicuramente di un’opera più adatta a essere svolta nel periodo invernale dato il tema assai cupo e tenebroso. Sono lieta di farlo nel luogo dove egli si sposò il giorno 29 dello stesso mese e al quale restò sempre legato impegnandosi anche in attività parrocchiali compatibilmente con il tempo a disposizione. L'ispirazione dell’evento l’ho colta dal maestro Bizzarri che a sua volta lo realizzò a ricordo del proprio genitore a Bologna, aiutandomi molto nell'allestimento.»
La figura di Giovanni Battistini appartiene, insieme al compianto coetaneo Lidio Rocchi, ai nomi illustri della cultura cesenate: promotore e sostenitore delle più svariate manifestazioni artistiche, ha saputo donare al sodalizio quella stabilità organizzativa che ha permesso di essere applaudito ovunque in contesti in grado di procurare sapientemente e assai abilmente, portando alla direzione affermati Maestri con i quali è stato possibile raggiungere sempre le vette più alte. Fine mediatore, riusciva a ricondurre sui binari di un confronto serrato ma costruttivo qualsiasi contrasto tra le diverse tendenze musicali emergenti dal dibattito interno. Un fedele appassionato della lirica riconosciuto nella città per averne invitato i più grandi esponenti tra cui Luciano Pavarotti nel 2003 al Teatro Bonci donando l’intero incasso per contribuire alla realizzazione del reparto di Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale Bufalini della cittadina romagnola.
La prestigiosa serata presentata dalla sorella di Giovanni, Lusiana Battistini, ha visto la sacra sede della chiesa di San Pietro Apostolo gremita per assistere, all’opera suprema di Mozart, rimasta incompiuta per via della morte dell'autore avvenuta il 5 dicembre 1791, e legata alla controversa notizia avveratasi il giorno successivo al completamento delle parti vocali del Lacrimosa.
Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio (1815) parla infatti di un anonimo committente che si presentò bussando alla porta di Mozart nel cuore della notte indossando una maschera da carnevale, un mantello scuro, aria lugubre, e una sacca contenente danari incaricandolo, di redigere in un mese una messa da requiem dietro compenso di cinquanta ducati. Quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro e si rese conto di non riuscire a identificare l'uomo misterioso, Mozart si convinse che questi  fosse un emissario dell'aldilà, per cui egli stava scrivendo la messa di morte per se stesso. Allo scadere del periodo concordato l'individuo tornò per ritirare la composizione che però Mozart non aveva ancora completato, così gli offrì altri cinquanta ducati e altre quattro settimane di tempo: inutili, poiché Mozart morirà lasciando l'opera incompiuta. Una leggenda molto famosa ma totalmente infondata vuole sia stato il musicista italiano Antonio Salieri - invidioso del talento del compositore salisburghese - a forzare il deperimento del già malato collega.
La vedova di Mozart, Constanze Weber, delegò il completamento del Requiem (furono rinvenute decine di spartiti alla rinfusa sulla scrivania) a tre suoi allievi per meglio avvicinarsi agli intenti originari: Joseph Eybler, Franz Freistädler, infine Franz Xaver Süssmayr; il più vicino a Mozart negli ultimi tempi; e come egli stesso dichiarò anni dopo interrogato in merito all'autenticità del manoscritto, probabilmente ebbe anche modo di suonarne insieme al Maestro alcune battute. Il suo apporto fu quello di riordinare in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti e di completare i brani totalmente mancanti, rigorosamente in latino, concluso quasi certamente entro la quaresima del 1792. Va fatto notare come nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda tentò mai di accampare diritti di qualsivoglia genere sul capolavoro non figurando alcuno di essi neppure nelle prime edizioni a stampa. Infine esiste una versione, non accettata dalla maggiore parte dei musicologi e critici, secondo cui Mozart non avrebbe nemmeno cominciato a comporre il Lacrimosa e che avesse a malapena definito le parti vocali del Confutatis. Importante poi aggiungere la tesi formulata dal musicologo Piero Buscaroli, avanzando  l'ipotesi che sia rimasto incompiuto non, come vuole la tradizione, a causa della morte del suo autore bensì per una scelta deliberata di Mozart stesso, dovuta alla sua ripugnanza ad adempiere all’ordine contrattuale impostagli dal richiedente che gli impediva di rivendicare la paternità delle sue note. Egli avrebbe ritenuto tale clausola talmente vessatoria da indurlo a non completare la partitura e forse addirittura a meditarne la distruzione lasciandola incompiuta terminando solo il primo episodio (Introitus: Requiem aeternam); ne portò comunque avanti come di consueto la stesura scrivendo solo le parti principali (le quattro voci del coro e dei soli - se presenti - e la linea del basso con la numerica per la realizzazione del continuo all'organo) e indicando di tanto in tanto il motivo tematico dell'accompagnamento ove questo non fosse deducibile dalle altre pagine. Pare solo dopo la sua morte si riuscirà a chiarire il mistero della strana richiesta da parte del conte Franz Walsegg zu Stuppach, un dilettante che possedeva una Cappella privata nella quale soleva eseguire musiche che spacciava per sue, ma che in realtà erano composte da altri. Il Requiem era destinato a servire per le annuali funzioni in suffragio della sua defunta moglie, quindi egli stesso l'avrebbe poi copiato di proprio pugno, scrivendoci «composto dal Conte Walsegg», addirittura dirigendolo successivamente nel dicembre del 1793, nella chiesa cistercense di Wiener Neustadt.

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- «Siamo abituati ad applaudirla principalmente sul palco in qualità di “primadonna” nell’ambito di importanti personaggi femminili drammatici…cosa significa emotivamente e artisticamente interpretare una delle voci del Requiem rispetto l’opera del secolo romantico ?» - domando a Raffaella Battistini
«La differenza tra le due tipologie concertistiche è chiaramente enorme e data soprattutto dalle diverse capacità timbriche; nell’800 è importante un soprano lirico dalla massima espressione; come tale la forma esecutiva necessaria è soggetta ad aspetti accademici rigidi, molto diversa ove senza una adeguata preparazione tecnica ed estensione di ottave, risulta impossibile affrontare passaggi considerevoli. Nel Requiem di Mozart abbiamo voci spesso in alternanza e considerando il fatto che il grosso del lavoro è svolto in buona parte dal coro, non rivestire un ruolo emergente lo considero un atto reverenziale nell’ambito del contesto a cui esso è dedicato.»                                                                                                             
- «Tra i momenti di maggiore ispirazione drammatica spicca sicuramente il Lacrimosa di cui Mozart ne scrisse solo le prime otto battute, riuscendo attraverso l'utilizzo di brevi frasi di crome ascendenti e discendenti assegnate ai violini contornate da una scrittura corale di ampio respiro, a creare un effetto di pianto a stento trattenuto, da sempre considerato un banco di prova importante per direttori d'orchestra» - chiedo conferma al M° Lorenzo Bizzarri
«Mozart come ben sappiamo non è mai semplice, soprattutto nell’opera che rappresenta essenzialmente tutta la sua maturità artistica. Per contrasto è la rigorosissima fuga del Kyrie a porre non pochi problemi di precisione ritmica e intonazione al coro, senza per altro cedere di un passo dalla drammaticità che impregna l'intera partitura, come nel Tuba Mirum nel quale la teatralità del compositore si fonde con la sacralità del testo descritto attraverso un sapientissimo utilizzo, prima separato poi unito delle quattro voci soliste coinvolte … personalmente mi ritengo ancora una volta appagato, i musicisti ingaggiati oramai dispongono di un’esperienza enorme riguardo anche la capacità di adattarsi a molteplici direttori spesso dalle intenzioni assai diverse tra loro, rispondendo benissimo senza troppe difficoltà logistiche creando i giusti contrasti,  il crescendo ove previsto…eccetera.»
Intarsi straordinari, esempio di dolore e lirismo hanno fatto onore con superba maestria nel supporto strumentale da parte dell’ Orchestra “Città di Ferrara” - associazione autonoma nata nel 1992 con il sostegno di Claudio Abbado -, per non parlare dell’ottima dinamica da parte del basso Francesco Ellero D'Artegna, il tenore Giorgio Casciarri entrambi dai toni sapientemente “inquietanti” e incisivi insieme a un eccellente contralto Cristina Knorren, assai toccante sin dalle prime battute, dopo l’ Introitus, il Requiem aeternam interamente scritto dal celebre salisburghese, sino alla mirabile conclusione del Communio, Lux aeterna entrambi per coro e gli intensi “soli” della Battistini, scaturendo calorosissime ovazioni.
Per l’immaginario collettivo, Mozart è oramai associato ed emblema del film celebre rimasto (e rimarrà)  sempre nella storia del cinema, "Amadeus" di Miloš Forman (1932-2018) il regista ceco che nel 1984 trovò il coraggio di portare sul grande schermo la vita del compositore salisburghese, unica, irripetibile, persino sovrumana. Enfant prodige per antonomasia, poi anche genio e sregolatezza, spirituale, carnale; in un'esistenza durata appena 35 anni, ha scritto il suo nome a lettere d'oro nel grande libro della storia della musica. Probabilmente, ciò che nei titoli di testa fa sentire la sua mancanza è la dicitura “Film di fantasia: i personaggi e le situazioni mostrati in questa pellicola, sebbene autentici, sono frutto del più sfrenato lavoro di immaginazione degli sceneggiatori”. Al di là della verità storica, dei  tanti, splendidi momenti, il più toccante è il finale, quello che ogni volta commuove non potendo non ricordare le ultime scene, soprattutto quando Mozart sul  letto di morte detta le note del Requiem a Salieri.

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La bacchetta di Lorenzo Bizzarri ha saputo sostenere egregiamente gli episodi liturgici riportandoci alle sequenze del lungometraggio visto da milioni di persone, ove negli anzidetti titoli dal quale è tratto, ossia l’omonima opera teatrale di Peter Shaffer Amadeus, del 1978, a sua volta ampliamento del micro dramma di Aleksandr Sergeevi Puškin, Mozart e Salieri, del 1832, è valido il celebre detto “Se Salieri non ha ucciso Mozart, di sicuro Puškin ha ucciso Salieri”. Purtroppo però non basta: al grande pubblico, ignaro della natura dei testi ai quali, direttamente o indirettamente, nel film andava doverosamente indicato l’intento del tutto antistorico e altamente fantasioso connesso con la finzione diegetica. Il non averlo fatto ha ingenerato, nei decenni, un’infinita serie di nuove false credenze e convinzioni, miti ai quali la pubblica opinione continua, grazie alla potenza del mezzo cinematografico, ancora oggi acriticamente a incrementare essendone fortemente influenzata. Ma il film fu comunque un successo trionfale, conquistò ben otto premi Oscar, quattro Golden Globe e innumerevoli altri riconoscimenti. Discutibile, irreale, frutto di una leggenda, fece breccia soprattutto in una platea che di solito nei confronti della musica classica rimane spesso disinteressata.
Forman non era un musicista, ma di Mozart aveva capito la cosa più importante: prima di essere un genio, era un uomo. Come nasce l'ispirazione musicale? Non lo sa nessuno. Un po' mestiere, concentrazione, creatività... Miloš Forman ci ha dato però la sua versione: semplicemente indimenticabile.

Crediti fotografici: Giorgio Boschi
Nella miniatura in alto: Giovanni Battistini
Al centro: Giorgio Casciarri (tenore) e Francesco Ellero D'Artegna (basso); Raffaella Battistini (soprano) e Cristina Knorren (contralto)
Sotto: le acclamazioni finali in una bella istantanea di Giorgio Boschi





Pubblicato il 05 Maggio 2018
Rinasce a Lucca il Concerto in sol minore di Alfredo D'Ambrosio
Il grande merito di Sebastianutto

180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il Concerto n.2 in Sol minore op.51 per violino e orchestra  di Alfredo D'Ambrosio (1871-1914), dedicato a Jacques Thibaud ma totalmente uscito dai repertori violinistici, anche se ai primi del Novecento era d'obbligo per il diploma in violino a Parigi. Fu eseguito a Milano negli anni Venti da Jaroslaw Kocian e da Yvonne Astruc a Parigi. Sul podio dell'orchestra Nuove Assonanze era il maestro Alan Freiles.
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Il concerto, sia la parte solistica, senza cadenze, sia la parte orchestrale, è stato una sorpresa di modernità e di scrittura felice, con una ispirazione che spesso richiamava Debussy, fremiti di modernità colti nel 1912 da quel grande violinista allievo di Sarasate che fu Alfredo d'Ambrosio. La pagina iniziale potrebbe ricordare anche il terzo movimento del Concerto in la maggiore di Paul Juon, dedicato a Vecsey, e di quegli anni.
E' in tre movimenti, Allegro moderato, Andante moderato e Allegro moderato ed energico.
Christian Sebastianutto ha mostrato una gran classe interpretativa, non aveva modelli, nessuno l'ha mai suonato e inciso, nemmeno Accardo che pure è gemmato dalla scuola di D'Ambrosio Luigi, il fratello di Alfredo... Grande merito dunque per il giovane solista in quel di Lucca, e demerito per tutti gli altri violinisti, anche celebrati, che avrebbero potuto e forse dovuto riprendere questa pagina ben prima!
In precedenza l'orchestra Nuove Assonanze, composta da più di 40 elementi e diretta con lodevole precisione e coinvolgimento dal maestro Freiles, ha dato il via al concerto di grande musica strappando applausi con la popolarissima Sinfonia del Barbiere di Siviglia di Giachino Rossini. È seguito un brano del Settecento napoletano, con l'orchestra che ha fornito una pregevole e godibilissima lettura della Ciaccona in mi bemolle maggiore di Niccolò Jommelli. Infine l’inedito Concerto n. 2 in sol minore Op. 51 di D'Ambrosio.
In ottobre prossimo entrambi i Concerti per violino di D'Ambrosio, il n.1 in si minore e il n.2 in sol minore, verranno eseguiti e incisi da Laura Bortolotto e Christian Sebastianutto rispettivamente, per un dvd da Achord Pictures su iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara.

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Ne verrà onorata la scuola friulana del violino che risale a Cesare Barison e Alfonso Mosesti, quest’ultimo deceduto il 6 aprile scorso 2018 a Torino e che Gianluca La Villa ha voluto ricordare pubblicamente come ispiratore di grandi riscoperte violinistiche (Sinigaglia, Pugnani, Illersberg), all'inizio del concerto lucchese del 29 aprile scorso. (a.t.)

Crediti fotografici: Luca A. D'Agostino e Domenico Bertuccelli
Nella miniatura in alto: il maestro Alan Freiles
Al centro: il giovane violinista Christian Sebastianutto
Sotto: Sebastianutto con l'orchestra Nuove Assonanze diretta dal maestro Freiles






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""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
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Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
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Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
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Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
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Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
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Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
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Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
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Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
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Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
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Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
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Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
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Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
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Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
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Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
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Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
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Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
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Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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Ballo and Bello
Danza 2018/19 conferme e novitā
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Fe_00_StagioneDanza_SaburoTeshigawaraFERRARA - È stata presentata venerdì 8 giugno 2018 la stagione di Danza 2018/2019 del Teatr0 Comunale Claudio Abbado: ad illustrare il cartellone erano il direttore del teatro, Marino Pedroni, il consulente per la danza, Gisberto Morselli, e la ballerina e coreografa Francesca Pennini, fondatrice  del CollettivO CineticO, da un decennio
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Operetta and Musical
Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
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Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
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Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
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Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
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Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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