Pubblicato il 11 Settembre 2019
Conferenza stampa di fine estate nella Sala Arazzi della residenza municipale di Verona
Arena Festival 2019 i risultati servizio di Athos Tromboni

190911_Vr_00_ArenaConsuntivo_FedricoSboarinaVERONA – E così il Festival 2019 della Fondazione Arena va in archivio con una serie di record, illustrati oggi dal sindaco Federico Sboarina, dalla sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e dal direttore generale della Fondazione, Gianfranco De Cesaris, nella tradizionale conferenza stampa di consuntivo. Al tavolo dei relatori erano presenti anche Gianmarco Mazzi, Paolo Bedoni, Gabriele Maestrelli e altri componenti del Consiglio di indirizzo.
La Sala Arazzi del palazzo municipale erano gremita di giornalisti italiani e stranieri, e da numerosi operatori del tessuto economico e ricettivo della città scaligera.
La riunione è cominciata con la proiezione di un video che illustrava i dati statistici salienti della stagione areniana appena conclusa, e le scene essenziali degli spettacoli allestiti.
Poi ha preso la parola il sindaco Federico Sboarina e ha detto con giusto orgoglio che i dati sintetizzati nel video appena proiettato altro non sono che il risultato di una «squadra che si è dedicata con impegno alla realizzazione di un lavoro progettato integralmente da essa stessa» citando il fatto che una quindicina di mesi prima la Fondazione Arena era sull’orlo del fallimento e a consuntivo del Festival 2019 «si sono raggiunti traguardi incoraggianti che fanno ben sperare per i prossimi anni; certo però che i prossimi anni devono essere affrontati considerando che sopravvivere è importante, ma avere un futuro è qualcosa di più.»
Il sindaco ha poi ringraziato le maestranze per la dedizione con cui hanno affrontato il loro lavoro ognuno per le sfere di competenza e ha concluso dicendo che l’Arena di Verona, il teatro all’aperto più grande del mondo, è un gioiello e che la Fondazione deve essere un gioiello nel gioiello.
Ha preso poi la parola Cecilia Gasdia definendo la squadra citata dal sindaco come «una falange macedone» e sintetizzando i risultati del Festival 2019; si sono avute 51 alzate di sipario per 5 titoli d’opera, tra cui l’acclamata ultima Traviata del Maestro Zeffirelli, nuova produzione areniana in diretta mondiale Rai1; 1 settimana evento per i 50 anni di Plácido Domingo in Arena, culminato con la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, secondo maggior incasso in tutta la storia areniana; la doppia serata di danza Roberto Bolle and Friends con 21.000 spettatori in 24 ore, e gli acclamati Carmina Burana condotti dal maestro Ezio Bosso in una serata sold-out con 13.555 spettatori, record per la sinfonica a Verona nelle ultime sei stagioni.
«La presenza di grandissime star come Anna Netrebko, Plàcido Domingo, Roberto Bolle e fra i registi l’indimenticabile Franco Zeffirelli, hanno portato la visibilità del nostro Festival molto in alto. Questo bel risultato riempie di gioia, ma ci dice che c’è ancora molto da fare, molto da impegnarsi.»
La Gasdia ha poi ricordato i titoli del Festival 2020 che inizierà il prossimo 13 giugno (Cavalleria rusticana/Pagliacci, Aida, Turandot, Nabucco, La traviata, un Gala Event, due serate per Roberto bolle & Friends, Domingo Opera Night che ritorna, Le Stelle dell’Opera e la IX Sinfonia di Beethoven diretta da Ezio Bosso) e ha anticipato che fervono già idee per celebrare degnamente due anniversari verdiani nel 2021: il 150° dell’Aida e il 120° della morte di Giuseppe Verdi. E ha concluso con un proclama: «La falange macedone vincerà!»

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Ha preso infine la parola il direttore generale Gianfranco De Cesaris che ha messo in evidenza come nel corso della primavera e dell’estate fosse palpabile il fatto che «tutta la città quest’anno si è stretta intorno all’Arena e alla Fondazione» e ciò è un segnale importante per la realizzazione di un proposito, divenuto patrimonio di tutto lo staff, dell’Amministrazione comunale, delle maestranze, degli operatori economici: fare di Verona «la capitale mondiale dell’Opera». Per questo in molti punti della città sono state dislocate delle grandi sculture che richiamano le scenografie areniane; e l’arredo “stile Arena” dovrà continuare anche fuori della città, nei centri urbani più importanti del territorio, di modo che «chi viaggia per le strade che conducono a Verona abbia la percezione immediata di trovarsi nel territorio di una città-simbolo, capitale mondiale dell’Opera.»
De Cesaris ha poi sciorinato i dati più significativi del Festival 2019: in tutto 426.649 biglietti venduti con l’8,56% di incremento delle presenze rispetto all’anno precedente, con 26.674.454 euro di fatturato di biglietteria, il miglior risultato degli ultimi sei anni, con una media di 523.028 € a serata, superiore dell’11,13% rispetto alla stagione precedente, il miglior incremento annuale degli ultimi sei anni. Sempre analizzando solo gli ultimi sei anni, si sono realizzati in assoluto: il maggior incasso del Festival rispetto alla sua storia, il maggior numero di spettatori totali, il maggior numero totale di spettatori per le recite effettuate nelle giornate di giovedì e domenica, con Il trovatore e La traviata in testa agli incassi e all’affluenza medi del 2019.
Nella sintesi proposta dal direttore generale veniva messo in evidenza come la nuova gestione abbia centrato pienamente il target di rilancio, sotto l’aspetto artistico e di conseguenza economico, gratificando la città; ha sottolineato come il Festival 2019 abbia potuto contare su un ampissimo pubblico italiano e internazionale e abbia sviluppato un virtuoso percorso comunicativo coronato da ben 3 collaborazioni con televisioni internazionali quali Rai Mondovisione, Unitel, ZDF/3Sat, Bel Air Media/France Télévisions, rimettendo così al centro del turismo veronese «il suo monumento più celebre, strumento sempre più efficace di cultura viva e attuale.»
E a proposito dell’attenzione dei media e dei social riservata al Festival 2019, De Cesaris ha sottolineato che ciò non è avvenuto a caso, ma grazie anche ad una capillare attività promo-marketing che quest’anno ha visto Fondazione Arena presentare il proprio cartellone sul territorio e nel mondo a Milano, Roma, Bologna, Venezia, Mantova, Rimini, New York, Mosca, Berlino, Vienna, Monaco di Baviera, Dubai, Madrid e Shangai, con concerti, conferenze stampa, incontri pubblici, fiere e workshop di turismo.

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Anche la partecipazione del pubblico giovane ha visto un netto incremento rispetto al già confortante dato del 2018, grazie al coinvolgimento di scuole e università, particolarmente seguite da Fondazione Arena di Verona attraverso iniziative dedicate e riduzioni speciali sul prezzo dei biglietti. In totale, per il 97° Opera Festival 2019 sono stati staccati attraverso questo canale 23.682 biglietti, per un incasso complessivo di € 365.450. i dati positivi seguono una crescita parallela a quelli degli altri importanti traguardi di fine stagione, con la vendita di oltre 2.000 biglietti in più rispetto all’anno precedente.
A questi dati vanno sommati i giovani partecipanti all’iniziativa Pagelle d’Oro, promossa dal Comune di Verona: il riconoscimento consente agli studenti più meritevoli delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado del territorio veronese di assistere ad uno spettacolo in Arena omaggiandoli di due biglietti per una serata del Festival a loro scelta.
È stato ribadito che Fondazione Arena di Verona conferma la propria attenzione per le nuove generazioni tutto l’anno, con il programma di Arena Young, destinato a tutte le scuole di ogni ordine e grado, che prosegue iniziative analoghe a quelle del Festival e ad altre nuove dedicate, anche per la stagione lirica-sinfonica 2019-2020 al Teatro Filarmonico da ottobre a maggio.
Infine i canali di vendita dei biglietti: anche per il 2019 i dati relativi ai canali di vendita hanno confermato il trend che da alcuni anni dimostra come gli spettatori prediligano sempre più l’acquisto online rispetto ai canali più tradizionali. Il 53,48% del pubblico del Festival ha infatti acquistato online dal sito Internet ufficiale www.arena.it,  con un incremento costante dell’1,11% su base annua. Il 19,22% degli acquirenti si è invece recato presso la Biglietteria, il 12,87% si è rivolto alle Agenzie convenzionate (anch’esse in lieve aumento). Stazionario l’andamento dei punti remoti, al 10,21% delle preferenze (centri commerciali, negozi, agenzie viaggi, ecc.), al 3,42% il Call center mentre lo 0,44% ha acquistato presso gli sportelli bancari abilitati. In particolare, la percentuale relativa alla nazionalità di chi ha acquistato biglietti tramite il sito web conferma nelle prime posizioni, oltre all’Italia, nell’ordine, la Germania, la Gran Bretagna, la Svizzera, la Russia (in netto incremento), i Paesi Bassi, e gli Stati Uniti. Complice di questo successo l’efficacia del servizio di e-ticketing, reso possibile anche quest’anno grazie alla consolidata partnership con UniCredit: gli spettatori che hanno effettuato la prenotazione on-line, tramite lettori ottici di codici a barre, hanno potuto accedere direttamente agli ingressi dell’Arena, senza dover passare in biglietteria per il ritiro del titolo d’accesso.
La riunione si è chiusa dopo alcune domande dei giornalisti a cui è stata data risposta più che esauriente, senza bisogno di dibattito

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Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il sindaco di Verona, Federico Sboarina
Sotto: foto del tavolo dei relatori, con il sindaco Sboarina al centro e Cecilia Gasdia (alla sua destra), Gianfranco De Cesaris (alla sinistra) e i rappresentanti del Consiglio d’indirizzo.
Al centro in sequenza: il controcampo con il pubblico alla sinistra del tavolo dei relatori e il controcampo con il pubblico alla destra
In fondo: una bella panoramica di Foto Ennevi che testimonia il tutto esaurito la sera dei Carmina Burana diretti da Ezio Bosso





Pubblicato il 04 Agosto 2019
L'Italian Opera Academy creata da Riccardo Muti ha preparato cinque direttori per Mozart
Cosė ti insegno le Nozze servizio di Attilia Tartagni

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani musicisti pronti a carpire i segreti  de “Le nozze di Figaro”, prima opera della trilogia prodotta dal musicista Wolfgang Amadeus Mozart e dal librettista Da Ponte. Avviene sempre più raramente che la rappresentazione sia l’epilogo di un “work in progress” del genere, dove l’opera viene sviscerata leggendola rigo per rigo, nota per nota e indagando perfino fra le righe, nel “non scritto” in cui può nascondersi l’intenzione del compositore.
“Le nozze di Figaro” è ispirata a una delle opere teatrali della trilogia dedicata a Figaro da Beamarchais messa al bando per i contenuti antiaristocratici e antinobiliari che preludono alla Rivoluzione francese. Lorenzo Da Ponte calmierò il portato “sovversivo” della trama in cui i servi rovesciano i progetti dei potenti come la pretesa del Conte di esercitare lo ius primae noctis nei confronti di Susanna, scaltra promessa sposa di Figaro che disfa con astuzia femminile ogni trappola ordita nei suoi confronti. Ma è veramente tutto limpido come appare nel finale, quando  tutti cantano all’unisono: Questo giorno di tormenti / di capricci e di follia/ ….ed al suon di lieta marcia / corriam tutti a festeggiare?.
In realtà Susanna è stata tentata dal Conte e la Contessa dal paggio Cherubino, Figaro è risultato figlio di Marcellina e Bartolo; e poi Don Basilio non si rivelerà mai in quanto si nasconde sotto una pelle d’asino. Insomma, la realtà non è bianca o nera ma una terra di mezzo in cui si consumano i sentimenti umani imprevedibili e contraddittori. Non c’è giudizio morale in Mozart, ma accettazione e comprensione e, per dirla come Muti: «Io, come ho detto e scritto tante volte, sono convinto che Mozart, come Verdi, nella loro comprensione del sentimento umano ci portano conforto.»
Dunque “Le nozze” non sono un’opera buffa, ma un dramma giocoso espresso tanto dai versi di Da Ponte quanto e soprattutto dalla musica di Mozart che esalta ogni nota, ogni cadenza italiana a lui ben nota comprese quelle licenziose, ed è la ragione per cui l’opera non va tradotta ma fatta in italiano. Ecco perché “Le nozze”, presentate nei concerti in forma ridotta, entrano a  pieno titolo nell’Italian Opera Academy, nata con la finalità di diffondere i principi del patrimonio operistico italiano radicati nel passato, nel M° Antonino Vuotto (erede del M° Arturo Toscanini) con cui ha studiato Muti e che dunque diviene depositario di esperienze legate al contatto diretto avuto dal Maestro parmense con i compositori Verdi e Puccini.

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Nei concerti il Teatro Alighieri è tornato alla destinazione per cui fu inaugurato il 15 maggio 1852, fare da cornice di lusso alla rappresentazione. Si è consumato nel tutto esaurito quello del 31 luglio 2019 diretto da Riccardo Muti mentre quello del 2 agosto ha visto alternarsi sul podio i cinque direttori scelti fra duecento domande pervenute (i cinesi Jiannan Cheng e Lik-Hin Lam, il tedesco di origini vietnamite David Quang Tho Bui, l’italo-tedesco Nicolò Umberto Foron e l’austriaco Felix Hornbachner) e consegnare i diplomi, presente il Sindaco di Ravenna, anche ai tre maestri accompagnatori destinati alla preparazione dietro le quinte dei cantanti (le italiane Veronica Cornacchio e Clelia Noviello Tommasino, e Daniel Strahilevitz, di nazionalità spagnola, sudafricana e israeliana).  Sul palco, per entrambi i concerti, l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini arricchita per l’occasione dalla presenza di Li-Kuo Chang, prima viola della Chicago Symphony Orchestra, che da cinque anni partecipa all’Academy perché adora la città di Ravenna, e il cast dei cantanti, uno staff coeso che giorno dopo giorno ha aderito all’idea interpretativa che il M° Muti esprime anche teoricamente nel suo ultimo libro “L’infinito tra le note - Riccardo Muti - Il mio viaggio nella musica” (Editore Solferino) dove cerca di spiegare l’inspiegabile, la magia che scaturisce dalla coesione fra direttore, orchestra e la partitura musicale.
Chi assiste soltanto al concerto ignora la formazione pregressa di alto livello acquisita dai partecipanti all’Academy in rinomati istituti internazionali e le due settimane di preparazione strumentale e vocale con prove al pianoforte, prove d’assieme, ante e prova generale che portano a esaltare questo: «regalo che Mozart fa al repertorio italiano…... Non solo perché composto su un libretto poetico nella nostra lingua, ma perché testimonia di quanto Mozart non solo parlasse e conoscesse l’italiano, ma avesse capito fino in fondo l’incedere tipico della nostra pronuncia, la melodia e il ritmo delle parole, il filo espressivo che attraversa le frasi, sia nei recitativi –che poi saranno l’esempio per la perfezione di quelli verdiani – sia nelle arie.». Sono parole di Riccardo Muti, che persegue con appassionato rigore l’obiettivo di formare eredi della sua “maniera”: «Mi sento in dovere di trasmettere ai giovani il metodo e gli strumenti che hanno permesso a me di arrivare fin qui, in particolare credo si debba recuperare la capacità, troppo spesso dimenticata, di concertare, ovvero di costruire la regia musicale di un titolo lavorando a fondo con i cantantl al pianoforte o ragionando con l’orchestra sulle caratteristiche e sui dettagli anche delle partiture.»
E’ entusiasmante vedere come Muti, durante le lezioni, vigili costantemente sul rispetto del “suono” mozartiano, riprendendo, correggendo e spiegando (in lingua inglese) perché bisogna rifare, fino a che tutti non convergano sulla sua visione, perché il direttore d’orchestra, specialmente quando si fa docente, non deve imporre, ma coordinare e condividere la materia musicale per  «…riuscire a dar voce e a interpretare la musica che sta tra una nota e l’altra: insomma, tirar fuori ciò che non è scritto eseguendo rigorosamente ciò che è scritto.»
Muti non si stanca di ribadirlo, è la musica la struttura portante dell’opera, non certo la regia di qualche sensazionalista improvvisatore talvolta del tutto ignaro dei fondamenti musicali e vocali. In definitiva, è il direttore d’orchestra a occupare il posto privilegiato (ma anche travagliato) di chi controlla dal podio tutto ciò che attiene alla musica e al canto.

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Veniamo dunque agli esiti: splendido il concerto del 31 luglio con il cast canoro applaudito a ogni esibizione e con ovazioni finali (l’ammirazione della città per Muti è in continuo “crescendo”), straordinaria l’esibizione dei nuovi direttori del 2 agosto dove il “suono mozartiano” ha trionfato nei cinque stralci dell’opera, fatta salva la personalità del singolo. L’Academy è ormai una realtà consolidata che Muti ha sperimentato anche in Corea e in Giappone,  realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Comune di Ravenna e di sponsor privati. Insieme alla Trilogia operistica che conclude nel mese di novembre il  Ravenna Festival sollecita l’attenzione della stampa specializzata e dei media richiamando a Ravenna pubblico internazionale.
Ricordo che la città di Ravenna ha dato i natali ad  Angelo Mariani (12 ottobre 1821 – 13 giugno 1873), il primo italiano ad affermarsi nella direzione dell’opera e dunque la scuola di alta specializzazione in questa città ha anche una ragione storica. E’ un piacere vedere il Teatro Alighieri, come una bottega dove si teorizza e si fa l’opera, invaso da giovani studenti dal mondo, specialmente orientali (un centinaio gli auditori che hanno ottenuto l’attestato), di appassionati e di giornalisti e poi vederlo ricondotto al suo ruolo primario di contenitore di spettacoli nei concerti diretti dal maestro-docente e dai cinque giovani neo-direttori, tutti, precisiamolo, con esperienze pregresse e non omogenee, artefici del successo del 2 agosto i cui incassi sono stati devoluti allo IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) nel quarantennale dalla sua fondazione. Quanto ai cantanti, raramente si è visto un cast più indovinato, da Damiana Mizzi (Susanna), già interprete di un Falstaff ravennate, voce flautata arricchita da toni più maturi, alla splendida prova di Serena Gamberoni che esprime con profondità inaudita i tormenti della Contessa, dalla voce gorgogliante e cristallina di Paola Gardina (Cherubino) alla buona resa canora di Letizia Bertoldi (Barbarina) e alla solida  professionalità di Isabel De Paoli (Marcellina): sul fronte maschile ottima la performance di Alessio Arduini (Figaro), di Luca Micheletti (Conte d’Almaviva) e veramente da manuale “la vendetta” di Carlo Lepore (il medico Don Bartolo) e ancora Matteo Falcier (Don Basilio, maestro di musica), Riccardo Benlodi (il giudice Don Curzio), Adriano Gramigni (il giardiniere Antonio), tutti singolarmente efficaci e nei brani d’insieme particolarmente coesi. Con questo cast sabato 3 agosto 2019 Riccardo Muti è salito per la prima volta sul podio del Teatro Amintore Galli di Rimini per l’apertura della Sagra Malatestiana, presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, aprendo nuovi cammini per l’opera forgiata nella “bottega” ravennate e lo scrivo con soddisfazione, fiera di quanto si sta facendo nella mia città per la Musica e per la Cultura.

Crediti fotografici: Zani Casadio e Silvia Lelli per Ravenna Festival – Teatro Alighieri di Ravenna
Mnella miniatura in alto: il direttore Riccardo Muti
Sotto in sequenza: ancora Muti, Jiannan Cheng (Cina); Lik-Hin Lam (Cina); David Quang Tho Bui (Germania): Nicolò Umberto Foron (Italia); Felix Hornbachner (Austria)
Al centro: un momento dell’opera-concerto
In fondo; una panoramica di Silvia Lelli sul Teatro Alighieri di Ravenna





Pubblicato il 15 Maggio 2019
Chiusa la stagione concertistica di Ferrara Musica con un quartetto d'archi pių pianoforte
Progetto Lauter 2019 servizio di Edoardo Farina

190515_Fe_00_ProgettoLauter_Nicola BruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione Concertistica 2018-19 di “Ferrara Musica” sotto la gestione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” dopo la precedente collaborazione invernale con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura, il 13 maggio 2019 è tornato il “Progetto Lauter” nel  secondo e suggestivo appuntamento cameristico proponendosi un tema lineare con il repertorio tardo–romantico francese. Boldini e la moda in mostra al Palazzo dei Diamanti ne ha ispirato l’interessante scelta artistica trattandosi prevalentemente di un omaggio al pittore Giovanni Boldini nato nella città estense nel 1842, considerato uno degli interpreti più sensibili e fantasiosi dell'elettrizzante fascino della Belle Époque vissuta a Parigi dove, giungendovi da Firenze nel 1871 dimorò morendo nel 1931. Lodevole iniziativa internazionale ideata e diretta da Nicola Bruzzo, classe 1989, talentuoso violinista ferrarese dalla carriera internazionale e artefice di un’idea inserita fin dal suo esordio, si è preposto nuovamente il difficile intento di avvicinare i ragazzi delle scuole superiori alla storia della musica grazie a una formula semplice quanto efficace: coinvolgerli attivamente nell’organizzazione, creandoli consapevoli e partecipi, stimolando tra di essi curiosità e attenzione nei confronti di un mondo considerato a loro spesso molto distante. Dal nome che propriamente non rimanda alla tipologia musicale assai introspettiva della serata, “Lauter” in tedesco significa “più forte”, espressione che intende descrivere l’intenzione di renderne un genere spesso desueto vicino ai giovani, gestito da un gruppo di artisti, giuristi, esperti di comunicazione e musicologi provenienti da tutto il mondo. “Crediamo che la classica sia una delle radici culturali dell’Europa moderna: essa fa parte della nostra identità al pari del patrimonio artistico e architettonico.  Fondamentale è riaccenderne l’interesse e l’amore attivando un dialogo su tre diversi livelli: Musicale, Culturale e Sociale in grado di costituire la nostra proposta. Pensiamo alle circostanze preposte come cantieri aperti, in cui la collaborazione e il contributo di tutti sono fondamentali - sostiene Bruzzo - sviluppando direzioni diverse ma mantenendo alcuni tratti caratteristici che costituiscono l’anima del progetto creando oggi il pubblico di domani”.  La divulgazione del repertorio dei secoli passati,  il lavoro a fianco dei giovani e l’idea di fare dialogare la musica con altre forme di espressione interattiva, sono l’essenza vera dello “spirito Lauter”. Obiettivo primario di tutte le loro attività è assumersi responsabilità per i musicisti, per i loro interlocutori, mettendosi in gioco in prima persona contribuendo alla realizzazione di un progetto comune; aspetto fondamentale è l’attività ripresa nelle scuole ferraresi, iniziativa cominciata già dal mese di marzo 2018 e che ha coinvolto gli studenti del Liceo scientifico Roiti – istituto che aveva partecipato anche alle due precedenti edizioni coordinate dall’associazione –  per la prima volta del Liceo Carducci e della Smiling International School. Gli allievi sono stati formati per costituirsi in gruppi di lavoro autonomi capaci di preparare, promuovere e gestire uno spettacolo o un concerto dal vivo fornendo loro le basi del managing e della divulgazione culturale per farli diventare curatori degli eventi performativi svoltisi al teatro, considerando che  anche questa volta come già nelle passate stagioni ne ha fatto registrare il sold out a dimostrazione dell’efficacia ospitando appuntamenti didattici e cameristici a cui sono seguiti momenti di dialogo e confronto tra strumentisti e studenti e per lo stesso concerto finale.

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Protagonista, il quintetto formato dai violinisti Alexandra Conunova, in primis Bruzzo che ha anteposto i saluti e ringraziamenti, la violista Béatrice Muthelet il violoncellista Alexey Stadler e il pianista Enrico Pace dalle partiture strettamente connesse con il periodo storico e le suggestioni derivanti dall’esposizione in corso alla pinacoteca nazionale di corso Biagio Rossetti associandone sinergia tra la moda e la pittura nel suo tema iniziale ove ne è valsa  un’ampia valutazione e similitudine rispetto alla musica di quel periodo, trattandosi di canali diversi riguardo la comunicazione del fascino e del prestigio sociale dell’individuo moderno la cui  partecipazione fu pur sempre fattore importante di distinzione nella mondanità parigina, consumata tra salotti borghesi, café, sale da concerto. Incentrato interamente su compositori attivi tra la fine del secolo romantico e il Novecento, in apertura la celebre “Sonata per violoncello e pianoforte n. 1 in re minore L 144” di Debussy (1862 - 1918), nei tempi Prologue  (Lent. Sostenuto e molto risoluto) - Sérénade (Modérément animé) - Finale (Aminé. Léger et nerveux), scritta d'un solo getto nei mesi di luglio e agosto 1915, essa respira la grazia e la felicità delle opere nate spontaneamente e dalla cui stesura è assente ogni apparente sforzo creativo. Il Prologo, assomiglia a un'austera ouverture in stile antico, "alla francese" ove il piano ne disegna un tema declamatorio dal fare teatrale e improvvisato   completato dall’arco che tratteggia il proprio assunto come un lamento. Giunge la seconda idea, dal disegno discendente, misterioso pianto solitario scandito dai rintocchi plagali del piano, un’incessante opera di trasformazione dei contenuti, anche attraverso l'inserzione di nuovi spunti, garantisce ricchezza inventiva e vivacità esplicitata a tratti in intense fasi di meditazione. Con la Sérénade,  giochi buffi degli archi e puntiformi accordi in staccato del pianoforte introducono una minimalista linea che pare alludere, di volta in volta, al pianto, al sorriso, alle atmosfere lunatiche e fantastiche di Pierrot. Reiterazioni fugaci dell'idea sopra pizzicati ricreano l'atmosfera di una chitarra che suona, o di un liuto, dentro un'ambientazione bizzarra, surreale, tipica di uno scherzo, andando verso un vivace ove incontriamo  una pagina coloristica tutta glissando, suoni "sur la touche", flautati, combattuta su serrate alternanze di partenze, fermate, ripartenze fulminee di spunti contorti e mobilissimi e conclusa da acute e lamentose risonanze. Nel Finale un turbinante moto in arpeggio del piano prepara la strada al violoncello che si inserisce nell'agitato discorso con un profilo "volubile", smaccatamente spensierato, aereo, saltabeccante, fatto di plastiche evoluzioni, funambolismi, sottili ironie. Poco dopo ecco una fase di sospirose attese, di sospensioni e improvvise accelerazioni concluse da una profonda declamazione. Dopo una sezione meditativa, con la ripresa del primo gruppo si giunge a un magniloquente epilogo, come afferma anche il critico Marino Mora.

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La Francia dell’ultimo quarto d’Ottocento è un Paese che, come il nostro, conosce un solo genere veramente popular, capace di raccogliere un consenso di pubblico trasversale alle classi sociali: quello operistico. Rispetto ciò, la musica da camera, più prossima al gusto delle élite borghesi, soffre di una minore visibilità, nonché di una certa subalternità di fronte all’omologo di sponda tedesca, che è il riferimento obbligato sul palcoscenico internazionale. I musicisti francesi guardando dunque inevitabilmente alle novità che arrivano al di là del Reno, rivendicando tuttavia il compito di promuovere uno stile strumentale a pieno titolo francese. Si è proseguito quindi con la “Sonata per violino e pianoforte” di Francis Poulenc (1899–1963) - appartenente al gruppo Les Six (assieme a Auric, Durey, Honegger, Milhaud e Tailleferre) che nella Parigi degli anni Venti dà voce, in varie forme, a un modernismo antiwagneriano e anti impressionista. Se Poulenc praticava la musica da camera come raffinato accompagnatore alla tastiera, in qualità di compositore il suo catalogo non è, in questo genere, cospicuo, riservando maggiore attenzione agli strumenti a fiato piuttosto che agli archi. In una lettera dell'ottobre 1942, indirizzata al musicologo André Schaeffner, parla della stesura della Sonata iniziata nel 1940 e terminata due anni dopo. Poulenc non ne è soddisfatto (opererà anche una revisione nel 1949) ma mantiene l'impegno preso con la committente del lavoro, la portentosa violinista Ginette Neveu (1919-1949), talento precocissimo, allieva di George Enescu e Carl Flesch, lanciata nel circuito internazionale con la conquista, nel 1935, del concorso "Wieniawski" e deceduta tragicamente nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 1949, in un disastro aereo avvenuto nell'Arcipelago delle Azzorre sulla rotta Parigi-New York, senza superstiti. La Sonata porta coraggiosamente - nell'asprezza tragica del primo e dell'ultimo movimento, nel tagliente profilo ritmico dei temi e di certe figurazioni i segni della Francia occupata e della memoria di Federico Garcia Lorca, assassinato dai franchisti nel 1936. In epigrafe all'Intermezzo spagnoleggiante risuona l'incipit della poesia Las Seis Cuerdas: "La chitarra fa piangere i sogni". In queste pagine si attua quell'espansione calorosa del canto di gusto nobile e popolare a un tempo rappresentante la cifra più commovente dell’autore.
Chiusura di programma con il coinvolgimento simultaneo di tutti gli interpreti, come di pragmatica,  per il “Quintetto per archi e pianoforte op. 89 n. 1” di  Gabriel Faurè (1845-1924) formato da soli tre movimenti ma dalla difficile esecuzione e insieme strumentale, continuando a rimanere ai margini sia del repertorio concertistico sia del cuore degli appassionati di cameristica in parte per la sua genesi e in parte per la sua tormentata storia. Definito dal suo allievo e teorico Charles Koechlin «una delle opere più belle scritte dal suo compositore», può essere considerato il lavoro che diede inizio all’ultima sua fase creativa. Dal clima teso e terso, tutto sembra scorrere con divina semplicità, ma al tempo stesso l’ascoltatore è scosso dall’interno da dopo un temporale previsto…una lunare trasparenza bachiana, un sentimento da ultimo romantico che s’inoltra sopravvissuto nel nuovo secolo… L’autore  contribuì ad accrescere le fortune del quintetto per archi e pianoforte, genere definito da Luigi Boccherini e portato a perfezione nel corso del XIX° secolo da maestri  del calibro di Robert Schumann, Johannes Brahms e César Franck, con due opere di grande bellezza, (l’altro è il quintetto Op. 115) stilisticamente lontane sia dalle romanze giovanili che dalle atmosfere evanescenti di quella macabra ninna nanna che è il suo Requiem. Nei primi anni del 1900 egli manifesta purtroppo i primi segni della sordità, non sente più bene le frequenze basse e quelle acute facendone supporre la causa dovuta all’impiego di un registro medio nelle due opere sondate  in tutti i suoi aspetti. I grandi e modulanti blocchi melodici, infiniti, sinuosi,  plasmati da mano sapientissima e delicata, derivano forse da questa grave e debilitante menomazione?
Platea costituita nuovamente e in massima parte da giovanissimi inseriti nel contesto “scuola”, non sempre tutti attenti e a livello comportamentale inesperti dell’ambiente teatrale, messi alla prova da pagine dall’aspetto estremamente intimistico di primo acchito non facili all’ascolto e a mio avviso del tutto inidonee all’ottica, creando inevitabilmente una sorta di disconnessione tra livelli culturali molto differenti in conflitto tra l’intransigenza dei coetanei sul palco e coloro non portati a tali scelte rigorosamente accademiche. Repertorio dettato forse più da un inconsapevole gusto personale del Lauter che altro, come tale probabilmente sarebbe stato più adatto e fruibile un tardo barocco vivaldiano o un solare quartetto di Mozart “di consumo”, per usare un termine un po’ azzardato. Esecuzione ad ogni modo eccellente in una scelta strutturata nell’alternanza dal duo alla formazione in quintetto, perfetto nell’insieme e intonazione: elementi direi quasi inaspettati a tale livello da parte di strumentisti mediamente trentenni dando prova di grande abilità al di là di ogni limite scaturendo massima attenzione soprattutto da parte dei consueti habitué au théâtre… nella speranza di essere comunque il tutto di buon auspicio riguardo le generazioni a venire, come afferma l’editore musicale Filippo Michelangeli, attento e sensibile a diverse e plurime realtà sociali, di cui riporto felicemente un suo recente pensiero: “Agli adulti e agli anziani che non perdono occasione per dire «I ragazzi di oggi non si impegnano più, sono buoni a nulla, non sanno sacrificarsi» rispondo semplicemente che sono tutte sciocchezze.  È  pieno di gioventù operosa, seria, studiosa, affettuosa, generosa. Ai giovani diamo noi il buon esempio. Ci verranno dietro e in molti casi saranno pure meglio di noi”.

Crediti fotografici: Andrea Bighi per il Progetto Lauter
Nella miniatura in alto: il violinista Nicola Bruzzo, referente del Progetto Lauter






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Personaggi Approfondimenti Eventi Echi dal Territorio Pagina Aperta


Parliamone
Semiramide non coinvolge, sconvolge
intervento di Simone Tomei FREE

190903_Ps_00_Semiramide_SalomeJiciaPESARO - Semiramide di Gioachino Rossini è la prima produzione vista nella mia trasferta pesarese al ROF 2019, ma l'ultima recensita. Il motivo? Ho trovato molte difficoltà nel tradurre per iscritto le impressioni di quella serata e mi sono fatto diverse domande, senza però riuscire a trovare una risposta adeguata a causa di uno spettacolo per il quale non sono riuscito a trovare né senso, né significato. La prima impressione (la più immediata e, forse, la più semplicistica) è quella del solito delirio registico: una sorta di onnipotenza che aleggia ormai ovunque, talvolta con produzioni di notevole spessore, acume e inventiva, talaltra con palesi orrori che vorresti obliare per sempre senza doverne neppure scrivere. Penso a Bruno Cagli, autorevole studioso rossiniano (al quale, insieme al soprano Monserrat Caballé, è dedicato il ROF 2019), che, alcuni anni fa, tenne a Pesaro un interessante seminario anni fa
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Pagina Aperta
Arena Festival 2019 i risultati
servizio di Athos Tromboni FREE

190911_Vr_00_ArenaConsuntivo_FedricoSboarinaVERONA – E così il Festival 2019 della Fondazione Arena va in archivio con una serie di record, illustrati oggi dal sindaco Federico Sboarina, dalla sovrintendente e direttore artistico Cecilia Gasdia e dal direttore generale della Fondazione, Gianfranco De Cesaris, nella tradizionale conferenza stampa di consuntivo. Al tavolo dei relatori erano presenti anche
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Concorsi e Premi
Il Premio Caruso 2019 alla Devia
FREE

190910_Lastra_00_PremioCaruso2019_MariellaDevia.JPGLASTRA A SIGNA (FI) - Sabato 7 settembre 2019, nello scenario  di Villa Bellosguardo sede del Museo Enrico Caruso, sulle magnifiche colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso premio che fin dal 1979 viene assegnato ai grandi interpreti del teatro d’opera. Il primo insignito fu il grande tenore Galliano Masini e poi
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Opera dal Nord-Est
Arena ultime quattro recite
servizio di Simone Tomei FREE

190909_Vr_00_Ultime4Recite_CarmenTraviataToscaAida_FotoEnneviVERONA - Ebbene sì, anche il Festival Arena di Verona 2019 giunge al termine e la mia ennesima salita estiva nella città scaligera ha avuto come obiettivo quello di seguire le ultime quattro recite della stagione, con alcune interessanti novità per quello che riguarda gli interpreti che si sono succeduti sul palcoscenico.


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Eventi
Teatro Duse la stagione 2019/2020
redatto da Edoardo Farina FREE

190909_Bo_00_TeatroDuse_WalterMramorBOLOGNA - La conferenza stampa del 5 settembre riguardante la presentazione della nuova Stagione invernale 2019/2020 del Teatro Duse di Bologna alla presenza tra gli altri del direttore organizzativo Gabriele Scrima e Rossella Fino proveniente dal dipartimento Cultura e Promozione della città del Comune di Bologna, ha voluto prevalentemente porre in
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Opera dal Centro-Nord
Falstaff versione commedia dell'arte
servizio di Athos Tromboni FREE

190908_Cento_00_Falstaff_CostantinoFinucciCENTO (FE) – Il Falstaff  di Giuseppe Verdi proposto nel cartellone di “Cento – Opera in festa” e allestito dell’Accademia del Bel Canto e dalla Pro Loco di Renazzo, con il patrocinio del Teatro Borgatti, avrebbe avuto come palcoscenico e scenografia naturale il suggestivo parco di Villa Chiarelli. Ma venerdì 6 settembre 2019 il meteo ha fatto decidere diversamente
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Opera dall Estero
Successo per La Dori
servizio di Simone Tomei FREE

190905_Innsbruck_00_LaDori_FrancescaAsciotiINNSBRUCK - "Pietro Antonio Cesti (1623-1669): La Schiava Fortunata ó vero La Dori. Dramma musicale in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni. Prima rappresentazione: Innsbruck, Hoftheater, 1657."
Così si presenta questo lavoro barocco che, a distanza di oltre trecentocinquant'anni, torna "a casa" (al Tiroler Landestheater nel
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Soci Uncalm
Finta giardiniera opera vera
servizio di Athos Tromboni FREE

190903_Ro_00_FintaGiardiniera_PabloMaritanoROVIGO - Avrebbe dovuto essere il "saggio finale" di una masterclass sulla vocalità mozartiana, La finta giardiniera, ma lo spettacolo realizzato dal regista Pablo Maritano, con la preparazione vocale curata dal tenore e docente di canto Fernando Cordeiro Opa realizzato nel Ridotto del Teatro Sociale domenica 1 settembre 2019, si è proposto al numeroso
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Personaggi
Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Opera dal Centro-Sud
Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Centro-Sud
Ecuba, amor filiale amor di patria
servizio di Valentina Anzani FREE

190812_MartinaFranca_00_Ecuba_SestoQuatriniMARTINA FRANCA (TA), 4 agosto 2019 – L’Ecuba di Nicola Antonio Manfroce è, al fianco di Orfeo di Porpora, tra le primizie del 45° Festival della Valle d’Itria: composta nel 1812, è stata ivi eseguita per la prima volta in tempi moderni. Opera risalente al periodo napoleonico, riflette i gusti di importazione francese sia nel soggetto, sia nella forma,
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Centro-Sud
Matrimonio per burla e per amore
servizio di Valentina Anzani FREE

190804_MartinaFranca_00_MatrimonioSegretoMARTINA FRANCA (TA), 3 agosto 2019 – Il principale titolo buffo del 45° Festival della Valle d’Itria è stato Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, spettacolo con regia, scene e costumi di Pierluigi Pizzi, che è risultato molto divertente per il concorso di tutti gli interpreti, molto apprezzati sia sul piano vocale sia sul piano attoriale.
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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Jazz Pop Rock Etno
Galliano espugna la Rocca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri
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Personaggi
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio''
intervista di Simone Tomei FREE

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino
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Ballo and Bello
Les étoiles accendono gli entusiasmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario
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Soci Uncalm
Premio Cappelli a un giornalista: Giacomin
servizio di Athos Tromboni FREE

190715_Rocca_00_PremioCappelli_LucaSaltini_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) – Minacciava pioggia, nonostante le previsioni della vigilia, la sera di domenica 14 luglio 2019 a Rocca, dove nella splendida Piazza Garibaldi erano allestiti il palco e la vasta platea per il conferimento del XXX Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli, organizzato dall’omonima Associazione culturale. Un’ora prima
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Jazz Pop Rock Etno
Mason il nuovo si radica nel passato
servizio di Attilia Tratagni FREE

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini
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Opera dal Centro-Nord
Turandot un bel successo
servizio di Athos Tromboni FREE

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce
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Opera dall Estero
La vitale e pulsante energia del Tell
servizio di Simone Tomei FREE

190713_Orange_00_GuillaumeTell_NicolaAlaimo_phAbadieBrunoORANGE (Francia) - «Io reputo il Guglielmo Tell la nostra Divina Commedia, una vera epopea; né so comprendere come ognuno che ama e coltiva la musica non si prostri innanzi a questa più che sublime, divina creazione, a questo miracolo dell’arte»: così il compositore siciliano Vincenzo Bellini salutava la consacrazione definitiva dell’illustre collega pesarese
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Classica
Inno alla gioia per tutti gli europei
servizio di Attilia Tartagni FREE

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este pronta al via
FREE

190709_Fe_00_MusicaMarfisa_MarcoGulinelliFERRARA - Come ogni anno, ritornano con l'estate anche i concerti di "Musica a Marfisa d'Este" con un calendario di 31 appuntamenti musicali serali (inizio alle 21,15) a partire da giovedì 11 luglio e fino a giovedì 15 agosto 2019. La manifestazione organizzata dal Circolo Frescobaldi è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Teatro Comunale
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Prosa
Il Purgatorio dentro la cittā
servizio di Attilia Tartagni FREE

190709_Ra_00_DivinaCommedia-Purgatorio_GianniPlazzi_phSilviaLelliRAVENNA - Partecipare alla Cantica del Purgatorio trasformata in teatro, nel cuore della città che accolse l’esilio di Dante Alighieri, da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ideatori, registi e guide, è un’esperienza unica in grado di cambiare la percezione della realtà: è la terra di mezzo dove ci si monda dai peccati e si ricomincia, dove si supera il baratro senza
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Ballo and Bello
Le narrazioni danzate di Neumeier
servizio di Attilia Tartagni FREE

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di
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Opera dal Nord-Est
Torna Carmen ma non migliora
servizio di Athos Tromboni FREE

190707_Vr_00_Carmen_DanielOren_FotoEnneviVERONA – La Carmen non ha fatto registrare il tutto esaurito quest’anno alla sua “prima” areniana per il Festival 2019. Pubblico numeroso ma non strabocchevole, un esito quanto meno insolito per quest’opera di Georges Bizet che da sempre è la preferita dei melomani italiani e stranieri, dopo l’Aida di Verdi. Comunque la recita è stata accolta con molto
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Personaggi
Elisabetta Zizzo si racconta
Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe
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Opera dal Centro-Sud
Aida nella suggestione di Caracalla
servizio di Simone Tomei FREE

190706_Rm_00_Aida_DenisKriefROMA - Dopo molti anni, sono ritornato alle Terme di Caracalla, dove ho avuto il piacere di poter assistere alla rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi. Lo scenario è sempre suggestivo e il palcoscenico all’avanguardia, che un tempo ricordavo incastonato fra le antiche rovine romane, oggi si trova qualche metro più avanti proprio per preservare al meglio
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Classica
Il temporale non ferma Krivine
servizio di Attilia Tartagni FREE

190705_Ra_00_OrchestreFrance_EmmanuelKrivine_phZaniCasadioRAVENNA - Quello dell’Orchestre National De France al Pala De André il 3 luglio 2019 è stato un ritorno. Infatti la compagine mosse i primi passi su questo palco nel 1990, diretta dall’indimenticato Pierre Boulez. Sul podio, stavolta, c’era Emmanuel Krivine, figura non propriamente carismatica ma di indiscussa valenza e buona volontà, come
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Opera dal Centro-Nord
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero
servizio di Athos Tromboni FREE

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici
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Nuove Musiche
Goran Bregović 'From Sarajevo'
servizio di Attilia Tartagni FREE

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento
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Vocale
Suoni dall'Abbazia
servizio di Edoardo Farina FREE

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno
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Jazz Pop Rock Etno
Stewart Copeland musica senza confini
servizio di Attilia Tartagni FREE

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe
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Opera dal Nord-Est
Un Trovatore... ritrovato
servizio di Simone Tomei FREE

190629_Vr_00_Trovatore_PierGiorgioMorandi_FotoEnneviVERONA - Correva l'anno 2001 quando, durante il Festival Areniano, andò in scena per la prima volta l'allestimento ideato da Franco Zeffirelli per Il Trovarore di Giuseppe Verdi. Da allora il pubblico veronese ha potuto godere di questa visione, che ritengo quasi "beatifica", per altre cinque stagioni (ben 6, se includiamo anche quella appena inizata). Lo spettacolo
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Prosa
Le parole e il mare
servizio di Attilia Tartagni FREE

190626_Ra_00_LeParoleEIlMare_LinoGuancialeRAVENNA - Ancora uno spettacolo in un neo-luogo del Festival il 24 giugno 2019: “Classis”, inaugurato al pubblico soltanto sei mesi fa, museo archeologico di Classe di Ravenna ricavato dalla ristrutturazione dell'ex zuccherificio inattivo da decenni.  Il palco e la platea sono stati allestiti nello spazio aperto di fronte alla magnifica facciata
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Opera dal Nord-Ovest
Masnadieri una lezione d'oro
servizio di Francesco Lora FREE

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore
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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Jazz Pop Rock Etno
Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Pianoforte
Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara č Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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