Pubblicato il 16 Ottobre 2020
Il contenimento prima e le misure anticovid oggi fanno saltare i bilanci delle Fondazioni lirico-sinfoniche
Anfols lancia l'allarme

201016_Roma_01_ComunicatoAnfols_FrancescoGiambrone.JPGROMA - Allarme dell’Associazione Nazionale Fondazioni lirico-sinfoniche (ANFOLS) per le ricadute dell’emergenza sanitaria sui teatri d’opera. Nel 2021 minori incassi per oltre 60 milioni di euro dal botteghino. L'Anfols chiede adeguati interventi economici che permettano di proseguire le attività e la missione di servizio pubblico per le Fondazioni (ex Enti lirici) che oggi sono enti di diritto privato.
La decisione del Governo di non prevedere ulteriori misure restrittive rispetto alle capienze dei teatri, confermando la possibilità per le Regioni di concedere deroghe rispetto al limite dei 200 posti al chiuso, è stata accolta con soddisfazione dall’Associazione Nazionale Fondazioni lirico-sinfoniche convocata il 14 ottobre u.s. per discutere la situazione generale del comparto.
«Tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane sono impegnate dalla fine del lockdown in una ripartenza nel segno della responsabilità nei confronti del pubblico, dei dipendenti e degli artisti scritturati; -afferma Francesco Giambrone, presidente dell’Anfols - i teatri d’opera sono aperti, vogliono continuare a restare aperti e sono luoghi sicuri in cui, grazie alla rigorosa applicazione di tutti i protocolli, si stanno garantendo in tutta Italia le misure di sicurezza previste per prevenire il contagio anche nelle situazioni in cui si sono registrati dei casi. In questi mesi post lockdown sia il pubblico sia i lavoratori hanno mostrato alto senso di responsabilità nel rispettare tutte le norme e le attività si sono svolte in totale sicurezza. Resta tuttavia un problema gravissimo di sostenibilità delle nostre attività. Tutte le Fondazioni liriche si stanno confrontando con una riduzione delle capienze assai significativa che supera il 50 per cento dei posti e questo comporta un drammatico crollo dei ricavi da botteghino, parte fondamentale degli equilibri di bilancio.»
Anche nel caso in cui le deroghe regionali dovessero aumentare la capienza dei teatri da 200 a 500 o più posti, l’introito da biglietteria resterebbe talmente ridotto da non permettere ad essi la sostenibilità e soprattutto una programmazione certa.

201016_Roma_02_ComunicatoAnfols_facebook_

Da una prima valutazione di Anfols, relativa alle dodici Fondazioni liriche aderenti, i mancati ricavi, considerando solo il botteghino, ammonteranno nel 2021 a oltre 60 milioni di euro. A questo si aggiunge il fatto che anche nel 2020 la situazione è difficile in considerazione delle minori risorse complessive che il comparto ha ricevuto dallo Stato.
Ed è proprio lo scenario futuro a destare le maggiori preoccupazioni nel management delle Fondazioni ex Enti lirici.


201016_Roma_03_ComunicatoAnfols_FulvioMaciardi«Oggi nessuna delle dodici Fondazioni lirico-sinfoniche si trova nelle condizioni di presentare nei tempi previsti un bilancio di previsione 2021 - dichiara il vicepresidente dell’Anfols, Fulvio Macciardi - né di annunciare la Stagione. Senza un intervento economico e risorse aggiuntive per l’anno in corso e per il 2021 mancano le condizioni minime per proseguire le attività in condizioni di stabilità.»
«E’ per questa ragione che - conclude il presidente Francesco Giambrone -  mentre eravamo certi dell’impegno del ministro Dario Franceschini per evitare ulteriori misure restrittive sulle capienze (e confermiamo l’apprezzamento per gli interventi che il Governo ha fin qui adottato), facciamo appello affinché vengano previsti adeguati interventi economici che ci mettano nelle condizioni di proseguire le nostre attività, confermando il nostro ruolo di servizio pubblico che dà lavoro a migliaia di persone e l’importanza fondamentale delle attività culturali e di spettacolo nelle strategie di ripartenza del Paese.»

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il presidente Anfols, Francesco Giambrone
Nella miniatura in fondo: il vicepresidente Anfols, Fulvio Macciardi





Pubblicato il 04 Agosto 2020
ŦAbbiamo l'obbligo morale di stigmazzire le dichiarazioni palesemente denigratorieŧ
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS, Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli a tutela del valore e della dignità e dell’importanza della figura professionale del Rappresentante artistico e dell’attività del Management artistico in Italia.
Nelle ultime settimane a seguito delle note vicende giudiziarie le pagine di tutti giornali hanno acceso i “riflettori” sul mondo dell’Opera e sugli eventi che la vedono “tristemente” protagonista e, forse mai con in questi giorni, la professione del MANAGER ARTISTICO, tra le meno note all’opinione pubblica, è divenuta oggetto di una nutrita rassegna stampa.
Un’attenzione che seppur da tempo auspicata, sotto vari profili, dai tanti professionisti del settore che ARIACS è orgogliosa di rappresentare, tra gli effetti ha generato probabilmente un clima di tensione tale da indurre alcuni Direttori artistici, Sovrintendenti, organi di stampa e giornalisti a rendere pubbliche simili dichiarazioni quali:

«... la nostra Fondazione tratta sempre e direttamente con gli artisti tutte le questioni contrattuali, dopo di che sono loro che si scelgono ed hanno eventualmente rapporticon le agenzie …» (Corriere di Verona, 13 giugno 2020);

«… se l’artista ha un agente poco “raccomandabile” lo si può contattare direttamente … la polemica sul predominio di alcune agenzie di management torna periodicamente, penso che in parte dipenda da colleghi invidiosi …» (La Stampa, 22 luglio 2020):

«... noi non ci rivolgiamo alle agenzie ma ai cantanti …» (La Nuova di Venezia e Mestre, 09 luglio 2020)

“Infamia” ed “invidia” periodica di “colleghi”, i termini utilizzati (vedi La Nuova di Venezia e Mestre e La Stampa sopra citate) per commentare i fatti oggi oggetto di inchiesta da parte di organi di stampa, di governo o di giustizia che rileverebbero un monopolio o oligopolio di talune agenzie di management.

PREMESSO CHE

ARIACS come già dichiarato a mezzo stampa e nel rispetto dei principi fondamentali del diritto non intende entrare nel merito delle inchieste in quanto oggetto di indagini in corso da parte della magistratura e degli organi inquirenti verso cui rinnova la piena fiducia nonché il totale sostegno affinché sia fatta chiarezza a tutela della giustizia e per il ritorno della trasparenza del nostro ambiente lavorativo.
Sempre con lo stesso comunicato stampa del 14 giugno auspicava rettifica su dichiarazioni che non rispecchiano la veridicità dell’andamento dei rapporti che precedono, sviluppano e portano al perfezionamento, in termini contrattali, l’attività della scrittura artistica.
Nonostante questo purtroppo, ravvisa un crescendo di dichiarazioni affini, prive di alcun fondamento, soggette a pericolosi fraintendimenti che se non chiarite rischiano e sono già lesive e discreditanti dell'immagine professionale di tanti rappresentanti, molti facenti capo ad ARIACS che svolgono con abnegazione, competenza, serietà e nel rispetto della legalità e di un codice etico e deontologico il proprio lavoro.
ARIACS, Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli HA L’OBBLIGO MORALE DI STIGMAZZIRE TALI DICHIARAZIONI palesemente denigratorie per la nostra categoria e di TUTELARE con forza il valore, l’importanza e la dignità dell’attività di rappresentanza artistica, vero trait-d’union fra istituzioni ed artisti, dal momento che il principale scopo ed impegno del rappresentante, nonché l’oggetto delle procure di rappresentanza, è quello di individuare e promuovere la carriera dei propri assistiti presso gli Enti e le Fondazioni liriche.
A sostegno di tutto quanto sopra esposto, qualora venga richiesto, tutti gli associati ARIACS possono dimostrare quanto affermato a mezzo delle copiose documentazioni scritte di cui siamo in possesso da anni a questa parte.

INOLTRE

Ringrazia il servizio pubblico Radio3 Rai, la trasmissione La Barcaccia ed il Dott. Enrico Stinchelli per l’attenzione rivolta in questo periodo al mondo dell’Opera ed alle criticità emerse, nonché per il sostegno espresso a tutti i soci ARIACS e non, che agiscono nel rispetto della professione e della legalità.
E proprio in virtù di questo rispetto ritiene d’obbligo la seguente precisazione in riferimento all’articolo pubblicato sul suo blog in data 22 luglio c.a., un punto fondamentale che se non chiarito ed esplicitato anch’esso rischierebbe di penalizzare e delegittimare la nostra categoria e l'operato di tutti i rappresentanti di artisti che lavorano nell’osservanza della legge e di un codice etico e deontologico.

PREMESSO  CHE

ai sensi dell’art. 1754 c.c. «È mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.» (Un’ esempio per tutti l’agente immobiliare, che percepisce infatti un compenso dell’attività di mediazione tanto dal venditore quanto dall’acquirente.)
L’Agente lirico, Rappresentante di artisti, che opera secondo legge non è per definizione un mediatore, in quanto opera in nome per conto e nell’interesse del suo cliente (l’artista) in virtù di un MANDATO conferitogli ex art. 1703 c.c. e seguenti e conseguentemente per il compimento del suo mandato riceve un compenso esclusivamente corrisposto in Italia dall’Artista e NON dal Teatro.

Tale dispositivo ex art. 1703 del Codice civile cita testualmente: «Il mandato è il contratto col quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra*.»
*Chi conferisce l'incarico è il mandante che può attribuire o meno al mandatario anche il potere di rappresentanza (ex artt. 1704, 1705 c.c.).
Conseguentemente, a prova di quanto sopra detto, infatti, il contratto viene stipulato tra il Teatro / Ente / Fondazione ed il singolo Artista a cui in qualità di unico titolare del contratto spetta l’accettazione e la sottoscrizione dello stesso.
Concordiamo quindi con quanto correttamente scritto da Enrico Stinchelli, ossia che ex art. 9 della legge n.8 del 1979, restando in vigore il divieto di mediazione e di di interposizione di lavoro è DA CONSIDERARSI ILLECITA OGNI FORMA DI MEDIAZIONE E CI SI DISSOCIA DA EVENTUALI SIMILI COMPORTAMENTI CHE IN PRIMIS, SE PROVATI, COSTITUISCONO UN GRAVE DANNO PER TUTTI I RAPPRESENTANTI CHE LAVORANO IN OSSERVANZA E NEL RISPETTO DELLA LEGGE.
Auspicio già pubblicamente espresso da ARIACS a mezzo comunicato stampa del 14 giugno scorso, in merito alle merito alle inchieste oggetto di indagini in corso - cit: «… esprimiamo la piena fiducia nei confronti della magistratura e degli organi inquirenti che sono chiamati a fare chiarezza sulle citate vicende …»
E confidiamo che, dopo anni di silenzio in merito, il fatto che un trasversale eco di tali criticità risuoni anche nelle sedi istituzionali ed a vari livelli della politica (Comuni, Regioni, Parlamento, ecc…) - a testimonianza del fatto che si è tutti uniti al fine di valorizzare una delle vere eccellenze italiane - possa essere un primo passo per poter ottenere prima possibile, a garanzia di noi rappresentanti osservanti della legge e del codice etico e degli artisti stessi da noi rappresentati, un riconoscimento ed una regolamentazione della categoria per ovviare alla vacatio legis, di certo tra gli obiettivi e gli impegni primari di ARIACS.
Ma nel frattempo ARIACS nella persona del Presidente, del Consiglio e di tutti i SOCI, si dissocia e disapprova comportamenti e dichiarazioni di cui sopra, sterili commenti sui social del tutto privi di fondamento, di natura provocatoria nonché da querelle social provenienti da appartenenti alla nostra categoria che rischiano di far nascere il grave fraintendimento e conseguente danno che il nostro lavoro, la professione svolta con onestà e secondo legge possa essere descritta ed interpretata come ai “confini” dell’illegalità. Confidando non vengano reiterate dai vai organi di vertice tali incresciosi fraintendimenti, auspichiamo un ritorno al rispetto in termini di dichiarazioni nei confronti della nostra figura professionale.

200801_Vr_01_ARIACS_CantoriaLucaDellaRobbia_facebook

firmato: A.R.I.A.C.S. Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli - Sede operativa: Via A. Scarsellini, 31 - 37123 Verona - e-mail: segreteria@ariacs.it

Nella miniatura in alto: ritratto di Carlo Maria Michelangelo Nicola Broschi detto "Farinelli" (1705 – 1782), il più famoso cantante lirico castrato della storia
Sotto: formella della Cantoria di 
Luca della Robbia, scolpita per la cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze, oggi conservata nel Museo dell'Opera del Duomo (foto gentilmente resa pubblica da Sailko)





Pubblicato il 01 Agosto 2020
L'Italian Opera Academy conferma il proprio impegno didattico/divulgativo grazie a Riccardo Muti
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria servizio di Attilia Tartagni

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione d’orchestra? L’Italian Opera Academy, nata nel 2015 e dunque quest'anno alla sua sesta edizione, è il frutto di un intendimento volto non solo a tramandare una esperienza artistica (quella di Muti, appunto), ma soprattutto a liberare l’opera italiana dai fraintendimenti e dalle incrostazioni retoriche del tempo riportandola alla sua vera essenza, come specifica il sottotitolo del corso di studio: "A lezione di italianità con Riccardo Muti e il patrimonio irripetibile dell’Opera italiana".
Se non bastassero i libri che Muti ha scritto per elogiare il patrimonio operistico italiano, ci sono le mille filippiche verbali del maestro che non perde occasione per farsi paladino dell’opera, autentico prodotto culturale made in Italy, lui che ebbe fra i suoi maestri Antonino Votto che era stato allievo poi maestro collaboratore di Arturo Toscanini e dunque depositario di una preziosa eredità trasmessa dai compositori stessi. Muti è oggi l’unico in grado di ricercare sulle e fra le righe di una partitura l’essenza più autentica troppe volte fraintesa quando non addirittura  sottovalutata e vilipesa. Prendiamo le due opere tema di studio dell’Accademy 2020, Pagliacci, parole e musica di Ruggero Leoncavallo e Cavalleria rusticana , musica di Pietro Mascagni, la prima ispirata da un fatto di cronaca nera tradotto in forma poetica dallo stesso compositore, la seconda tratta da una famosa novella di Verga, due icone fondamentali, se non le principali in assoluto, del “verismo” nato come fenomeno letterario che influenzò le arti figurative e la musica lirica.

200801_Ra_01_Academy2020-Muti_GiovanniContiRiccardoMuti_phZaniCasadio 200801_Ra_02_Academy2020-Muti_CharlottePolitiRiccardoMuti_phZaniCasadio
200801_Ra_03_Academy2020-Muti_SamueleGaleanoRiccardoMuti_phZani-Casadio 200801_Ra_04_Academy2020-Muti_RiccardoMutiTaisConteRenzetti_phZani-Casadio

«Non si tratta di rappresentare una storia che abbia grande aderenza con la realtà, ma di affondare le mani nel tessuto culturale in cui queste opere sono nate e si riferiscono - ha ribadito il M° Muti durante la lectio magistralis che ha preceduto le due settimane di studio, alla quale hanno assistito anche pubblico, studenti e appassionati, perché la divulgazione dei valori della musica è pregnante per il maestro - e per capire a fondo questi titoli - ha proseguito - per cogliere l’essenza della loro drammaticità e violenza si deve conoscere l’humus culturale in cui affondano le radici, quello del sud dell’Italia: se non se ne ha coscienza si rischia di cercare di mettere in luce la loro potenza espressiva esagerandole, brutalizzandole, in una parola volgarizzandole, in nome di un’idea del tutto sbagliata e decisamente grossolana di ‘italianità’”.»
Così le due opere sono state vivisezionate da Muti con le modalità di approfondimento già usate nei confronti di Falstaff, La Traviata, Macbeth, Aida, titoli verdiani, e Le nozze di Figaro di Mozart, che italiana non è ma si ispira totalmente all’opera italiana.
Le due rappresentazioni finali di Pagliacci e Cavalleria rusticana, la prima mercoledì 29 luglio 2020 diretta dal maestro stesso (un irresistibile duplice incanto, un’apoteosi dalla magica sinergia strumentale e canora, talmente perfetta da ritenerla difficilmente ripetibile e invece è proprio questo il bello dell’opera, che essa si ripete e si ripete ancora per riuscire sempre a sorprenderti) e il 31 luglio dai novelli direttori armati degli insegnamenti impartiti dal maestro. Muti come docente non si pone in cima a un piedistallo, cerca una comunicazione autentica con ogni allievo, incidendo con le parole, con l’esempio, con aneddoti illustri e anche con battute spassose perché ha lo spirito di un napoletano verace, oggi, per via della lunga residenza a Ravenna, contaminato dallo spirito tragicomico romagnolo, contribuendo a quella costruzione progressiva che è il suo concetto di opera, una fabbrica che fonderà perfettamente gli elementi nella rappresentazione finale.
L’Academy ravennate mette a disposizione degli studenti il teatro “Alighieri”, splendido teatro di tradizione, l’Orchestra Giovanile Cherubini, a sua volta creata dal M° Muti, che, come ribadisce spesso,  «è giovane soltanto per età ma quanto a rigore esecutivo non è seconda a nessuna», e infine un cast di virtuosi cantanti: tutti insieme appassionatamente, giorno per giorno, fanno crescere quelle parti d’opera che saranno rappresentate nei concerti finali. Due settimane di lavoro che si imprimono indelebilmente negli studenti ammessi al corso, scelti fra i cinquanta selezionati delle domande arrivate da tutto il mondo, ma quest’anno necessariamente tutti italiani a causa del Covid-19.
Il M° Muti ha ribadito anche durante la consegna degli attestati nella serata conclusiva del 31 luglio l’importanza del maestro collaboratore, figura chiave nella preparazione dell’opera lirica a cui appartengono cinque dei licenziati di quest’anno, Giorgia Duranti, Giordana Rubria Fiori, Sergio Lapedota, Valentina Rando e Irina Riabikova, russa ma residente in Italia, che per tutto il corso si sono alternati al pianoforte per la preparazione delle voci perché l’opera non esiste senza il canto.
Ci sono dunque i soprani Alessia Pintossi e Francesca di Sauro, rispettivamente Nedda di Pagliacci e Santuzza di Cavalleria, due appassionate e puntuali interpreti nei rispettivi ruoli di “candida seduttrice” e di sedotta e abbandonata; i tenori Azer Zada e Matteo Falcier ad alternarsi nel ruolo di Compare Turiddu; il baritono Serban Vasile nel ruolo di Tonio dei Pagliacci (il suo straordinario prologo è l’equivalente letterario del preludio musicale ed è solo la prima delle tante sorprese che ci riserva l’opera che alterna  realtà e finzione fino al tragico finale) e di Compare Alfio di Cavalleria, il contralto Antonella Carpenito è Lola, il mezzosoprano Clarissa Leonardi è Mamma Lucia la madre di Turiddu. Il tenore di stampo classico dal bel timbro virile Aser Zada, già Radames in una recente Trilogia ravennate, ci guida all’emozionante riscoperta di “Vesti la giubba”, atto di dolore di Canio, il teatrante che deve far ridere mentre il suo cuore sanguina, e poi ci tocca nel profondo con il brindisi finale di Cavalleria che è l’addio di Turiddu alla vita e anche la tardiva assunzione di responsabilità verso Santuzza che ha sedotto senza sposarla e verso la madre che abbandona perché non si sfugge al destino. Tutto questo avviene nel contesto di due straordinari tessuti musicali che sono paesaggi emotivi prima ancora che geografici ed è come se la bacchetta morbida e perentoria di Muti trasmettesse a tutti uno stato di grazia pienamente percepibile. Fra un’opera e l’altra c’è stato un lungo silenzio, necessario per far decantare l’emozione di Pagliacci e passare a quella di Cavalleria rusticana, altra storia, altri colori, altra atmosfera.

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Applausi finali interminabili per Muti, direttore d’orchestra della serata del 29 luglio 2020, dove le pagine delle due opere veriste, sia cantate che soltanto strumentali (indescrivibile l’alchimia dei due preludi e dei due intermezzi) hanno assunto inedito spessore invadendo tutti gli spazi fisici e mentali. Non diciamo, per favore, che la musica è un’astrazione, perché non c’è nulla di più concreto, potente ed evocativo di un’opera bella eseguita come Dio comanda.
Il segreto? «Ripetere, ripetere, ripetere: questo ho chiesto tante volte ai musicisti perché aumentassero la concentrazione, il rigore, la lettura scevra da malintesa italianità» ha detto ancora Muti nella serata conclusiva del 31 luglio in cui sono stati i quattro direttori a prendere  posto sul podio, tenendo incatenati con lo sguardo i musicisti, assai distanziati per le norme antiCovid, e il cast dei cantanti, per gli attacchi e gli impulsi in corso d’opera.
I direttori licenziati quest’anno sono Giovanni Conti, classe 1996, di Varese, Samuele Galeano, classe 1987 di Catania, già violino di spalla dell’Orchestra Giovanile Cherubini, Charlotte Politi nata nel 1990 a Parigi e residente a Firenze, Tais Conte Renzetti, italo-brasiliana, nata a Anapolis il 19-11-1990 e residente a Milano, a cui il M° Muti ha augurato tanta fortuna sollecitandoli a non abbandonare mai lo studio, fondamentale per migliorare la performance. Tutti i direttori hanno emulato il docente cercando un risultato che non è mancato, testimoniato dagli appassionati applausi del pubblico.
Come ravennate orgogliosa di quanto vi accadde, anche in tempi difficili come questi, penso che la città con l’Academy ha aggiunto alle sue attrattive internazionali un altro tassello foriero di ulteriori sviluppi. «Dalla Corea e dal Giappone, dove la lirica italiana è prediletta e dove si aprono continuamente auditorium e sale da concerto - ha sottolineato Muti - giungono richieste di partecipazione e di collaborazione che quest’anno non è stato possibile accogliere per il Covid-19. Del resto, Ravenna bizantina con i suoi mosaici, è già la porta d’Oriente.»

Crediti fotografici: Marco Borrelli e Foto Zani-Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti
Al centro in sequanza: il maestro Muti guida sul podio Giovanni Conti, Charlotte Politi, Samuele Galleano e Thais Conte Renzetti
Sotto, da sinistra: Tais Conte Renzetti, Giovanni Conti, Charlotte Politi e Samuele Galleano






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Anfols lancia l'allarme
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Naturalezza di Rana e danza di Noseda
servizio di Athos Tromboni FREE

200822_Fe_00_BeatriceRana_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Sempre in primo piano le norme antiCovid-19 negli spettacoli al chiuso del Teatro Comunale "Claudio Abbado", con gli spettatori dislocati nei palchi (due per palco nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro) e spettacolo che va in scena in platea, dove sono state tolte le poltrone. Così è successo anche per l'anteprima della
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Diario
Il legno di Bregenz e la legna di Denore
Athos Tromboni FREE

200821_Diario_00_RigolettoABregenzLegnaADenore_PhilippStolzlDENORE (FE) - Ieri sera (sì, ieri sera, giovedì 20 agosto 2020) ero esausto. Avevo pubblicato di mattina prestissimo una recensione di un concerto pop seguito al Castello Estense di Ferrara; e subito dopo, senza neanche una pausa fra lavoro intellettuale e lavoro manuale, avevo tagliato e portato a casa, deponendoli nella mia legnaia, cinque
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Jazz Pop Rock Etno
Un mondo a pių voci
servizio di Athos Tromboni FREE

200820_Fe_00_UnMondoAPiuVoci_AlessandroAdamiFERRARA - Era un progetto che Ellade Bandini covava da tempo, e ne aveva parlato qualche volta con gli amici del Gruppo dei 10 di Ferrara, tanto che tale progetto non era più un segreto, anche se mai specificato nei dettagli. E mercoledì 19 agosto 2020 il progetto di Bandini (titolato Un mondo a più voci) è diventato esecutivo, persino nei dettagli: portare
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Opera dal Centro-Sud
Denuncia sociale e grande musica di Strauss
servizio di Valentina Anzani FREE

200820_MartinaFranca_00_IlBorgheseGentiluomo_MicheleSpottiMARTINA FRANCA (TA), 1 e 2 agosto 2020 - Revisionato a causa dell’attuale crisi sanitaria, accantonati (o, si spera, solo rimandati) gli spettacoli inizialmente previsti, il 46.mo Festival della Valle d’Itria (oltre a una lunga serie di concerti e di eventi collaterali) ha ripiegato su due titoli che videro la collaborazione di Richard Strauss con Hugo von
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Classica
Vivaldi e la musica veneta
servizio di Angela Bosetto FREE

200819_Vr_00_Vivaldi_AlviseCasellati_EnneviFotoVERONA - «Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia»; parola di Friedrich Nietzsche, rimarcata dall’erede Thomas Mann, il quale definiva la città lagunare «… bella lusinghiera e ambigua, metà fiaba e metà trappola», ma sempre capace di ispirare  «ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.»
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Diario
Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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Vocale
Wagner in Arena - Verdi Gala
servizio di Angela Bosetto FREE

200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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Classica
Appuntamenti con grandi nomi a Martina Franca
servizio di Valentina Anzani FREE

200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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Eventi
Trame... pianistiche quest'anno
servizio di Laura Gatti FREE

200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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Personaggi
La Venditelli barocca, classica, belcantista
intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly contigua e non inane
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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Opera dal Centro-Nord
La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Vocale
Lunga serata apre il Mascagni Festival
servizio di Simone Tomei FREE

200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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