Pubblicato il 01 Agosto 2020
L'Italian Opera Academy conferma il proprio impegno didattico/divulgativo grazie a Riccardo Muti
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria servizio di Attilia Tartagni

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione d’orchestra? L’Italian Opera Academy, nata nel 2015 e dunque quest'anno alla sua sesta edizione, è il frutto di un intendimento volto non solo a tramandare una esperienza artistica (quella di Muti, appunto), ma soprattutto a liberare l’opera italiana dai fraintendimenti e dalle incrostazioni retoriche del tempo riportandola alla sua vera essenza, come specifica il sottotitolo del corso di studio: "A lezione di italianità con Riccardo Muti e il patrimonio irripetibile dell’Opera italiana".
Se non bastassero i libri che Muti ha scritto per elogiare il patrimonio operistico italiano, ci sono le mille filippiche verbali del maestro che non perde occasione per farsi paladino dell’opera, autentico prodotto culturale made in Italy, lui che ebbe fra i suoi maestri Antonino Votto che era stato allievo poi maestro collaboratore di Arturo Toscanini e dunque depositario di una preziosa eredità trasmessa dai compositori stessi. Muti è oggi l’unico in grado di ricercare sulle e fra le righe di una partitura l’essenza più autentica troppe volte fraintesa quando non addirittura  sottovalutata e vilipesa. Prendiamo le due opere tema di studio dell’Accademy 2020, Pagliacci, parole e musica di Ruggero Leoncavallo e Cavalleria rusticana , musica di Pietro Mascagni, la prima ispirata da un fatto di cronaca nera tradotto in forma poetica dallo stesso compositore, la seconda tratta da una famosa novella di Verga, due icone fondamentali, se non le principali in assoluto, del “verismo” nato come fenomeno letterario che influenzò le arti figurative e la musica lirica.

200801_Ra_01_Academy2020-Muti_GiovanniContiRiccardoMuti_phZaniCasadio 200801_Ra_02_Academy2020-Muti_CharlottePolitiRiccardoMuti_phZaniCasadio
200801_Ra_03_Academy2020-Muti_SamueleGaleanoRiccardoMuti_phZani-Casadio 200801_Ra_04_Academy2020-Muti_RiccardoMutiTaisConteRenzetti_phZani-Casadio

«Non si tratta di rappresentare una storia che abbia grande aderenza con la realtà, ma di affondare le mani nel tessuto culturale in cui queste opere sono nate e si riferiscono - ha ribadito il M° Muti durante la lectio magistralis che ha preceduto le due settimane di studio, alla quale hanno assistito anche pubblico, studenti e appassionati, perché la divulgazione dei valori della musica è pregnante per il maestro - e per capire a fondo questi titoli - ha proseguito - per cogliere l’essenza della loro drammaticità e violenza si deve conoscere l’humus culturale in cui affondano le radici, quello del sud dell’Italia: se non se ne ha coscienza si rischia di cercare di mettere in luce la loro potenza espressiva esagerandole, brutalizzandole, in una parola volgarizzandole, in nome di un’idea del tutto sbagliata e decisamente grossolana di ‘italianità’”.»
Così le due opere sono state vivisezionate da Muti con le modalità di approfondimento già usate nei confronti di Falstaff, La Traviata, Macbeth, Aida, titoli verdiani, e Le nozze di Figaro di Mozart, che italiana non è ma si ispira totalmente all’opera italiana.
Le due rappresentazioni finali di Pagliacci e Cavalleria rusticana, la prima mercoledì 29 luglio 2020 diretta dal maestro stesso (un irresistibile duplice incanto, un’apoteosi dalla magica sinergia strumentale e canora, talmente perfetta da ritenerla difficilmente ripetibile e invece è proprio questo il bello dell’opera, che essa si ripete e si ripete ancora per riuscire sempre a sorprenderti) e il 31 luglio dai novelli direttori armati degli insegnamenti impartiti dal maestro. Muti come docente non si pone in cima a un piedistallo, cerca una comunicazione autentica con ogni allievo, incidendo con le parole, con l’esempio, con aneddoti illustri e anche con battute spassose perché ha lo spirito di un napoletano verace, oggi, per via della lunga residenza a Ravenna, contaminato dallo spirito tragicomico romagnolo, contribuendo a quella costruzione progressiva che è il suo concetto di opera, una fabbrica che fonderà perfettamente gli elementi nella rappresentazione finale.
L’Academy ravennate mette a disposizione degli studenti il teatro “Alighieri”, splendido teatro di tradizione, l’Orchestra Giovanile Cherubini, a sua volta creata dal M° Muti, che, come ribadisce spesso,  «è giovane soltanto per età ma quanto a rigore esecutivo non è seconda a nessuna», e infine un cast di virtuosi cantanti: tutti insieme appassionatamente, giorno per giorno, fanno crescere quelle parti d’opera che saranno rappresentate nei concerti finali. Due settimane di lavoro che si imprimono indelebilmente negli studenti ammessi al corso, scelti fra i cinquanta selezionati delle domande arrivate da tutto il mondo, ma quest’anno necessariamente tutti italiani a causa del Covid-19.
Il M° Muti ha ribadito anche durante la consegna degli attestati nella serata conclusiva del 31 luglio l’importanza del maestro collaboratore, figura chiave nella preparazione dell’opera lirica a cui appartengono cinque dei licenziati di quest’anno, Giorgia Duranti, Giordana Rubria Fiori, Sergio Lapedota, Valentina Rando e Irina Riabikova, russa ma residente in Italia, che per tutto il corso si sono alternati al pianoforte per la preparazione delle voci perché l’opera non esiste senza il canto.
Ci sono dunque i soprani Alessia Pintossi e Francesca di Sauro, rispettivamente Nedda di Pagliacci e Santuzza di Cavalleria, due appassionate e puntuali interpreti nei rispettivi ruoli di “candida seduttrice” e di sedotta e abbandonata; i tenori Azer Zada e Matteo Falcier ad alternarsi nel ruolo di Compare Turiddu; il baritono Serban Vasile nel ruolo di Tonio dei Pagliacci (il suo straordinario prologo è l’equivalente letterario del preludio musicale ed è solo la prima delle tante sorprese che ci riserva l’opera che alterna  realtà e finzione fino al tragico finale) e di Compare Alfio di Cavalleria, il contralto Antonella Carpenito è Lola, il mezzosoprano Clarissa Leonardi è Mamma Lucia la madre di Turiddu. Il tenore di stampo classico dal bel timbro virile Aser Zada, già Radames in una recente Trilogia ravennate, ci guida all’emozionante riscoperta di “Vesti la giubba”, atto di dolore di Canio, il teatrante che deve far ridere mentre il suo cuore sanguina, e poi ci tocca nel profondo con il brindisi finale di Cavalleria che è l’addio di Turiddu alla vita e anche la tardiva assunzione di responsabilità verso Santuzza che ha sedotto senza sposarla e verso la madre che abbandona perché non si sfugge al destino. Tutto questo avviene nel contesto di due straordinari tessuti musicali che sono paesaggi emotivi prima ancora che geografici ed è come se la bacchetta morbida e perentoria di Muti trasmettesse a tutti uno stato di grazia pienamente percepibile. Fra un’opera e l’altra c’è stato un lungo silenzio, necessario per far decantare l’emozione di Pagliacci e passare a quella di Cavalleria rusticana, altra storia, altri colori, altra atmosfera.

200801_Ra_05_Academy2020-Muti_RenzettiContiPolitiGaleano_facebook_phMarcoBorrelli

Applausi finali interminabili per Muti, direttore d’orchestra della serata del 29 luglio 2020, dove le pagine delle due opere veriste, sia cantate che soltanto strumentali (indescrivibile l’alchimia dei due preludi e dei due intermezzi) hanno assunto inedito spessore invadendo tutti gli spazi fisici e mentali. Non diciamo, per favore, che la musica è un’astrazione, perché non c’è nulla di più concreto, potente ed evocativo di un’opera bella eseguita come Dio comanda.
Il segreto? «Ripetere, ripetere, ripetere: questo ho chiesto tante volte ai musicisti perché aumentassero la concentrazione, il rigore, la lettura scevra da malintesa italianità» ha detto ancora Muti nella serata conclusiva del 31 luglio in cui sono stati i quattro direttori a prendere  posto sul podio, tenendo incatenati con lo sguardo i musicisti, assai distanziati per le norme antiCovid, e il cast dei cantanti, per gli attacchi e gli impulsi in corso d’opera.
I direttori licenziati quest’anno sono Giovanni Conti, classe 1996, di Varese, Samuele Galeano, classe 1987 di Catania, già violino di spalla dell’Orchestra Giovanile Cherubini, Charlotte Politi nata nel 1990 a Parigi e residente a Firenze, Tais Conte Renzetti, italo-brasiliana, nata a Anapolis il 19-11-1990 e residente a Milano, a cui il M° Muti ha augurato tanta fortuna sollecitandoli a non abbandonare mai lo studio, fondamentale per migliorare la performance. Tutti i direttori hanno emulato il docente cercando un risultato che non è mancato, testimoniato dagli appassionati applausi del pubblico.
Come ravennate orgogliosa di quanto vi accadde, anche in tempi difficili come questi, penso che la città con l’Academy ha aggiunto alle sue attrattive internazionali un altro tassello foriero di ulteriori sviluppi. «Dalla Corea e dal Giappone, dove la lirica italiana è prediletta e dove si aprono continuamente auditorium e sale da concerto - ha sottolineato Muti - giungono richieste di partecipazione e di collaborazione che quest’anno non è stato possibile accogliere per il Covid-19. Del resto, Ravenna bizantina con i suoi mosaici, è già la porta d’Oriente.»

Crediti fotografici: Marco Borrelli e Foto Zani-Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti
Al centro in sequanza: il maestro Muti guida sul podio Giovanni Conti, Charlotte Politi, Samuele Galleano e Thais Conte Renzetti
Sotto, da sinistra: Tais Conte Renzetti, Giovanni Conti, Charlotte Politi e Samuele Galleano





Pubblicato il 11 Aprile 2020
Una preghiera cantata dal soprano Felicia Bongiovanni con il coro dell'Antoniano
La Benedizione di San Francesco servizio di Athos Tromboni

200411_00_PreghieraASanFrancesco_FeliciaBongiovanniBOLOGNA - In tempo di Covid-19 gli artisti sono fermi a casa. Come tanti di noi. Questo limita ma non impedisce la loro creatività, né il loro contributo, con i mezzi possibili, alla socializzazione della loro arte. È il caso del soprano Felicia Bongiovanni; durante una conversazione telefonica la Bongiovanni ci ha spiegato quello che ha fatto nel periodo pasquale di questo tribolata primavera 2020, mettendo a disposizione di tutti la propria arte: «Come diceva Sant'Agostino, chi canta prega due volte – ha escalamato – ed è quello che ho fatto io, in queste ore drammatiche segnate dalla pandemia di Coronavirus, perché la preghiera non è solo consolazione, ma forza, coraggio e (richiesta di) guarigione. Per condividere con tutti questa preghiera, ho scelto di pubblicare un video in cui interpreto la Benedizione di San Francesco a Frate Leone, insieme al Coro dei Bambini dell'Antoniano dello Zecchino d'oro.»
Abbiamo appena fatto in tempo a dirle la parola “complimenti!” che la cantante ha subito aggiunto con il suo consueto e contagioso entusiasmo: « È una maniera per stringersi insieme nella preghiera a Dio per debellare questa epidemia. Quel video in pochi giorni ha già raggiunto quasi 50.000 visualizzazioni su Facebook, e questo mi fa molto piacere dal momento che il mio intento di pregare insieme è stato ben recepito: rimaniamo sempre in comunione di preghiera con la musica.»
Il video (che può essere ascoltato cliccando qui ) si apre con belle parole di speranza: “In queste ore così difficili, il Signore benedica la nostra Italia con la benedizione del nostro patrono San Francesco: Benedicat frate Leo te"; e mai come in questo difficile momento la musica può essere di sostegno e conforto al nostro Paese e all’umanità tutta.
Felicia Bongiovanni si potrebbe definire "missionaria della musica lirica", perché il noto soprano palermitano è da sempre impegnata a diffonderla, per farla apprezzare sia da tutti coloro che ancora non la conoscono, come le popolazioni di alcuni paesi africani (dove questo genere musicale non è tuttora molto diffuso), sia da chi non l’ama poiché la ritiene superata, portandola umilmente, ma con grande professionalità, nei luoghi cosiddetti "non deputati".
In questo compito di artista-ambasciatrice si adopera da oltre vent'anni, fin dai primi  momenti della carriera, quando il suo impegno era difficilmente immaginato e compreso. E sempre per la sua passione/missione, non ha mai avuto timori davanti a nessun ostacolo, animata dall'amore viscerale per la musica lirica, e da quello incondizionato verso i grandi valori di cui l'Opera è intrisa. Non si è mai tirata indietro neanche durante la minaccia del terrorismo, quando è stata chiamata a cantare, pochissimi giorni dopo l'attentato al Bataclan di Parigi, nella Basilica di Notre Dame d'Afrique, per un concerto di brani tutti dedicati alla Madonna.

200411_01_PreghieraASanFrancesco_FeliciaBongiovanni_facebook

Per il suo temperamento e per questa ulteriore prova di messaggera “missionaria della musica lirica” giungano alla cantante palermitana anche i nostri più sentiti ringraziamenti.

Crediti fotografici: fotografie fornite dall’Artista
Nella miniatura in alto: il soprano palermitano Felicia Bongiovanni
Sotto: la Bongiovanni con il Coro dei Bambini dell'Antoniano dello Zecchino d'oro





Pubblicato il 29 Marzo 2020
Comunicati i titoli 'classici' che andranno in onda nella settimana a cavallo fra marzo e aprile 2020
Rai 5 perle di musica danza e opera redatto da Athos Tromboni

200329_Rai5_00_LaSettimanaTv_AlexanderMalofeevRai 5 ha comunicato spettacoli e interpreti di opera e musica nella settimana che va da lunedì 30 marzo a venerdì 3 aprile 2020: gli appuntamenti di spicco sono quelli con Roberto Bolle, le Orchestre della Rai e dell'Accademia di Santa Cecilia, la Manon Lescaut di Puccini e Hänsel e Gretel di Humperdinck. Tutti i giorni dalle 18 alle 20 circa. Ecco il dettaglio:

Lunedì 30 marzo 2020 ore 18
È il giorno dedicato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: viene riproposto un concerto che vede protagonista un autentico prodigio dell'attuale panorama pianistico: il russo Alexander Malofeev. Balzato alla ribalta internazionale grazie alla partecipazione al Concorso Internazionale Čajkovskij per giovani musicisti di Mosca, che gli è valsa il Primo Premio nel 2014, a soli tredici anni, Malofeev è già un fenomeno mondiale, con concerti al fianco di direttori come Myung-whun Chung, Dmitry Liss e Vladimir Spivakov. Con l’Orchestra Rai interpreta il Concerto n.1 in Si bemolle minore per pianoforte e orchestra op.23 di Pëtr Il’ic Chajkovskij, pagina fra le più amate dai virtuosi della tastiera, con cui Malofeev si è esibito per la prima volta in Italia nel 2017 al Teatro alla Scala sotto la direzione di Valery Gergiev. 
Sul podio è impegnato Juraj Valcuha, già Direttore principale dell’Orchestra Rai dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli, nonché Primo Direttore Ospite della Konzerthausorchester di Berlino. Insignito del “Premio Abbiati” 2018 come Migliore direttore d’orchestra, Valcuha ha collaborato con orchestre prestigiose come i Berliner Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e la Chicago Symphony Orchestra. In apertura di programma propone Othello op.93 di Antonín Dvořák, ultimo tassello di un trittico di ouvertures da concerto scritte fra il 1891 e il 1892, che evoca con vivaci chiaroscuri l’amore accecato dalla gelosia fra gli shakespeariani Otello a Desdemona. Chiudono il concerto le Danze sinfoniche op.45 di Sergej Rachmaninov, ultimo lavoro del compositore russo composto nel 1940 su commissione della Philadelphia Orchestra, al tempo diretta da Eugene Ormandy. A tre anni dalla morte, Rachmaninov vi raccolse l’antica tradizione delle composizioni di argomento macabro, da Saint-Saëns a Strauss, legandosi fermamente alla civiltà tardoromantica ormai superata. La regia tv è a cura di Rossella De Bonis.

Martedì 31 marzo 2020 ore 18
Torna l'opera italiana: va in onda la Manon Lescaut di Giacomo Puccini, andata in scena al Teatro Regio di Torino nel 2017. «È una musica cinematografica ante litteram, con una drammaturgia musicale basata su primi piani, controcampi, piani sequenza, che apre all’immaginario del teatro musicale soluzioni fino a quel momento inedite.»
Così il direttore d’orchestra Gianandrea Noseda descrive l’opera, interpretata – insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Regio – dal soprano uruguaiano María José Siri nel ruolo del titolo; dal tenore americano Gregory Kunde come Renato Des Grieux; dal baritono slovacco Dalibor Jenis nei panni di Lescaut; e dal basso Carlo Lepore che interpreta Geronte di Ravoir
L’allestimento del Teatro Regio, con la regia di Vittorio Borrelli, si caratterizza per una significativa convivenza tra realismo e simbolismo, pur nel rispetto dei dettami presenti nel libretto. L’ambientazione settecentesca è solare nel primo atto, dominata dagli ori e dal nero del palazzo di Geronte nel secondo, si tinge di un’atmosfera tenebrosa nell’atto del porto di Le Havre e si conclude con una distesa dominata da luci taglienti e nette per la “landa desolata” dell’ultimo atto. La regia televisiva è curata da Ariella Beddini.

Mercoledì 1 aprile 2020 ore 18
È il giorno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, impegnata in un concerto del 2015 che vede protagonista il grande direttore d’orchestra austriaco Manfred Honeck. In programma l’ultima Sinfonia di Wolfgang Amadeus Mozart e la Prima di Gustav Mahler: due poli estremi che aprono rispettivamente al romanticismo e al Novecento. Entrambe note per un titolo solenne: la Sinfonia n. 41 in Do maggiore KV 551 di Mozart è detta “Jupiter”, con rimando mitologico a Giove, mentre la Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Mahler è conosciuta come “Il Titano”, sottotitolo dato dal compositore stesso in occasione dell’esecuzione ad Amburgo del 1893.

Giovedì 2 aprile 2020 ore 18
Tocca alla danza: sono protagoniste due étoiles come Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, insieme al corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano. Lo spettacolo proposto è La bayadère, uno dei balletti cardine del repertorio classico, che ha visto la sua prima assoluta a San Pietroburgo nel 1877. La versione ripresa e trasmessa da Rai 5 è andata in scena nel 2006 al Teatro alla Scala con le coreografie di Natalia Makarova dall’originale di Marius Petipa, e la direzione musicale di David Coleman. Uno spettacolo carico di atmosfere esotiche, dove sullo sfondo di un’India da leggenda si consumano intrighi e drammi d’amore tra la bella Nikiya, danzatrice del tempio, il principe Solor e la figlia del Rajah Gamzatti. Protagonisti sul palco, oltre alla Zakharova (Nikiya) e Bolle (Solor), sono Isabelle Brusson (Gamzatti) e Bryar Rewisor (Il Gran Bramino). Le scene sono di Pierluigi Samaritani e i costumi di Yolanda Sonnabend. La regia televisiva è a cura di Tina Protasoni.

200329_Rai5_01_LaSettimanaTv_SvetlanaZakharovaRobertoBolle_facebook

Venerdì 3 aprile 2020 ore 18
Spazio riservato al repertorio operistico internazionale: va in onda la trasposizione televisiva del capolavoro di Engelbert Humperdinck, Hänsel e Gretel, realizzata dalla Rai nel 1957 in lingua italiana. Un documento storico che vede protagonisti Fiorenza Cossotto e Jan Poleri, rispettivamente nei ruoli di HänselGretel, Vittoria Palombini come Strega Marzapane, Enrico Campi come Pietro, Maria Amadini come Geltrude, Jolanda Mancini nella parte del Nano Sabbiolino e Margherita Benetti in quella del Nano Rugiadoso. La direzione musicale è di Nino Sanzogno mentre la regia è curata da Vittorio Cottafavi.

Crediti fotografici: Ufficio stampa di Rai 5.
Nella miniatua in alto: il pianista russo Alexander Malofeev
Sotto: Svetlana Zakharova e Roberto Bolle in scena ne La bayadère






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Trapani/Cellini intesa "a memoria"
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200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jekill & Hyde miti contemporanei
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200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Mirael fa Sentire l'Amore
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200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
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200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Muti e le Dogan che messaggio!
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200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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Eventi
Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone
redatto da Attilia Tartagni FREE

200618_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMutiRAVENNA - Dopo lo stop impresso dal COVID-19 all’economia e alla vita sociale, spettacoli compresi, il Ravenna Festival è fra i primi a ripartire con un viaggio interdisciplinare di oltre 40 eventi dal 21 giugno al 30 luglio 2020. Certamente i protocolli di sicurezza hanno inciso sulla programmazione, riducendo il programma originale ma
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Eventi
Ferrara riparte dal Rinascimento
servizio di Athos Tromboni FREE

200615_Fe_00_TeatroComunaleFerrara_RescaMarioFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" è fra i primi (se non il primo in assoluto) a riaprire al pubblico con uno spettacolo dal vivo, proprio il primo giorno utile della fase 2 post-Coronavirus: il tardo pomeriggio di oggi 15 giugno 2020, infatti, vede alle ore 18 l'inaugurazione della mostra di locandine e manifesti storici «La pelle del teatro
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Dischi in Redazione
In chordis et plectro
recensione di Edoardo Farina FREE

200601_Dischi_00_GiulioTampalini_CopertinaCDL’ultimo lavoro discografico dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara, In chordis et plectro - Viaggio nella musica per chitarra e orchestra a plettro - distribuito dall’etichetta “Movimento Classical”, intende offrire un’esperienza di ascolto originale relativa a un ampio ventaglio di composizioni appartenenti a stili e periodi diversi, accomunati dal fatto di
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Dischi in Redazione
Il doublebass di Valentina
recensione di Simone Tomei FREE

200607_00_Dischi_ValentinaCiardelliCopertina1CD audio “Music from the Sphinx”
Valentina Ciardelli contrabbasso, Alessandro Viale pianoforte
musiche di Ciardelli, Granados, Puccini, Schubert, Serra, R.Strauss, Tabakov, Viale, Zappa
Da Vinci Classics

Concettualmente la Sfinge
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