Pubblicato il 13 Novembre 2023
Il dramma di Richard Strauss Ŕ un thriller fra gli specchi per il regista Mariusz Treliński
La donna senz'ombra servizio di Ramˇn Jacques

20231113_Lyon_00_DieFrauOhneSchatten_SaraJakubiak_phBertrandStoflethLYON (Francia) - 25 ottobre 2023 Opera de Lyon. Nel 1911, otto anni prima della première dell’opera, Hugo von Hofmannsthal mostrò a Richard Strauss i primi schizzi di quello che sarebbe stato il libretto della sua nuova opera. Il lavoro creativo svolto tra il librettista e il compositore, iniziato alla fine del 1913 e conclusosi nell'agosto del 1916, ha dato vita a Die Frau ohne Schatten (La donna senz'ombra), opera in tre atti, opus 65 di Richard Strauss , che ha visto la sua prima messa in scena all'Opera di Stato di Vienna il 10 ottobre 1919.
Centoquattro anni dopo quella data, l'opera arriva per la prima volta sul palcoscenico dell'Opera di Lione, come primo titolo di un’altra stagione variegata. Una prima molto tardiva se si considera che il teatro d'opera della città della Gallia si concentra da diversi anni sulla proposta di opere contemporanee o opere raramente rappresentate del repertorio; anche se sembra che il rapporto tra questo titolo e i teatri francesi non sia stato in generale molto stretto quando si consideri che l'opera è andata in scena per la prima volta in Francia nel 1965, al Teatro Municipale di Strasburgo, e non è regolarmente programmata in sedi importanti. La sua esecuzione più recente infatti è quella in versione da concerto nel febbraio 2020 al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi.
D'altra parte, la sfida e le esigenze di proporre un titolo come questo si sono evidenziate quando, la mattina del giorno di questa quarta rappresentazione, su sei in totale, il teatro annunciava che il soprano Sara Jakubiak, che aveva cantato il ruolo dell'Imperatrice nelle prime rappresentazioni, così come il tenore Vincent Wolfsteiner, che aveva fatto lo stesso come Imperatore, erano indisposti per quella recita e che sarebbero stati sostituiti dal soprano Miriam Clark e dal tenore tedesco Burkhard Fritz.
Miriam Clark, che ha poi sostenuto il ruolo dell'Imperatrice, ha dovuto viaggiare dalla Germania a Lione lo stesso giorno della recita per la quale l'avevano chiamata d'urgenza: alla fine, e con qualche minuto di ritardo, è iniziato lo spettacolo in cui la indisposta Sara Jakubiak e l'indisposto Vincent Wolfsteiner hanno interpretato sulla scena i loro personaggi come nelle recite precedenti, mentre i sostituti cantavano le parti con lo spartito in mano alle due estremità del palco, senza alterare né influenzare la performance con distrazioni per il pubblico.
Vocalmente si è udito un cast solido ed omogeneo, con la voce sontuosa e profonda, chiara, tagliente ma mai stridente che Miriam Clark prestava al personaggio dell’Imperatrice, così come la ricchezza di mezzi vocali che Burkhard Fritz ha offerto dando voce all’Imperatore.
Il basso baritono Josef Wagner impersonava Barak, un personaggio cupo, intrattabile, bellicoso e sessualmente compulsivo come richiesto dalla regia; Josef Wagner ha mostrato buoni mezzi vocali, così come il soprano Ambur Braid con una buona recitazione e interpretazione vocale nel ruolo della Moglie di Barak, rappresentata come una donna stanca, maltrattata e dall'aspetto non in linea con gli altri personaggi (con i suoi pantaloncini di jeans strappati).
Da parte sua, il mezzosoprano americano Linsday Ammann ha dato rilevanza al personaggio della Nutrice, elegante nel canto e nell'aspetto, e per l'espressività e il calore che trasmetteva con sfumature e colori. Con quella del tenore Burkhard Fritz ha offerto la performance vocale migliore e più emozionante.

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Il resto dei protagonisti che erano rappresentati da personaggi mostruosi, loro alter-ego immaginario, hanno cantato correttamente le loro parti, come il soprano Giulia Scopelliti che era la voce del falco e il guardiano del tempio, il tenore Robert Lewis che ha prestato la sua voce al bel giovane e al gobbo, il baritono Julian Ohrlishausen nel ruolo del messaggero, il baritono Pawel Trojak nel ruolo dell'uomo con un occhio solo, il basso baritono Pete Thanapat nel ruolo dell'uomo con un braccio solo e il mezzosoprano Thandiswa Mpongwaga come voce dall’alto. Celestiale e chiara si è sentita l'interpretazione dei soprani nei panni dei bambini non nati e corretta quella dei bassi come guardiani notturni, senza dimenticare gli interventi del coro.
La dimensione della buca del teatro di Lione ha costretto l'orchestra a ridurre il numero degli strumenti richiesti dalla partitura, che dopo un inizio un po' accidentato, sotto la direzione del M° Daniele Rustioni, ha emesso un suono morbido, preciso e ricco, come richiesto dalla musica di Richard Strauss, di cui si sentivano i leitmotiv, e l'abilità degli strumentisti, insieme e singolarmente, di un'orchestra abituata anche ad eseguire il repertorio sinfonico, oltre a quello operistico.
La parte visiva dello spettacolo è stata curata dal cineasta e regista polacco Mariusz Treliński, con un allestimento realizzato per questa première locale che si è concentrato sulla parte metaforica e freudiana dell'opera e che descriveva la condizione mentale dell'Imperatrice, personaggio che vive in un mondo magico e che ha perso interesse per la vita, non avendo né famiglia, né figli, e nemmeno alcun contatto con la realtà, ritrovandosi smarrita e sola in un labirinto di pensieri.
Alla ricerca dell'ombra dell'Imperatrice e prendendo ispirazione dal film «Persona» di Ingmar Bergman, Treliński confronta l'Imperatrice, attraverso uno specchio, con una donna che vive nel mondo reale, ma che, come lei, non riesce a dare un senso alla propria esistenza. Realizzando uno scambio di personalità e sensazioni tra entrambe, il regista ha ideato una sorta di thriller psicologico in stile cinematografico per l'importanza delle immagini e dei personaggi che emergono dall'oscurità.
L'azione inizia con una donna che tenta il suicidio nel suo bagno di marmo nero e si conclude con una donna vecchia, sola, che contempla una bambola sul bordo del letto. La trama si svolge quindi solo nell'immaginazione dell’Imperatrice, oppure è ciò che lo spettatore osserva in scena?
Treliński è riuscito a catturare e sviluppare molto bene questa idea.

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Le scenografie del designer Fabien Lédé erano impattanti, con una casa rotante sul palco che da un lato mostrava l'opulenza di una dimora in marmo nero, appartenente a un mondo immaginario, e dall'altro l'interno di una casa appartenente al mondo reale, pieno di difetti, che si integrava secondo l'idea scenica.
Alcune proiezioni video, ideate da Bartek Macias, con i chiaroscuri e le luci sobrie di Marc Heinz, e il buon lavoro del reparto trucco del teatro hanno contribuito al successo della parte teatrale e visiva dello spettacolo.
(la recensione si riferisce alla recita di mercoledì 25 ottobre 2023)

Crediti fotografici: Bertrand Stofleth per il Teatro dell'Opera di Lione (Francia)
Nella miniatura in alto:
Sara Jakubiak (nel ruolo della Imperatrice)





Pubblicato il 30 Agosto 2023
Approda anche in Centro America l'opera contemporanea della serba Ana Sokolović
Svadba a CittÓ del Messico servizio di Ramˇn Jacques

20230830_00_Svabda_LuciaOlmosCITTÀ DEL MESSICO, 26 agosto 2023. Teatro de las Artes del Centro Nacional de Las Artes - Il palcoscenico del Teatro de las Artes ideale per mettere in scena opere contemporanee, da camera e musica antica, dove appena due mesi fa ha avuto luogo la prima locale della cantata drammatica Aci, Galatea e Polifemo di Händel (1685-1759), ha offerto un altro interessante progetto operistico, la prima assoluta messicana di Svadba (in italiano Le Nozze ) opera in un atto per sei voci femminili a cappella della compositrice canadese di origine serba Ana Sokolović (1968) che vanta un ampio catalogo di opere teatrali, da camera, operistiche, orchestrali e vocali.
Svadba, con libretto in serbo, le è stata commissionata dalla compagnia teatrale specializzata nella creazione di opere originali canadesi, Queen of Puddings Music Theatre di Toronto (Canada), ed è stata rappresentato in anteprima il 24 giugno 2011 sul palcoscenico del Berkeley Street Theatre nella stessa città. La trama dello spettacolo, della durata di appena un’ora, esplora il tema del matrimonio, concentrandosi soprattutto sulla notte prima della cerimonia, un rito antico e privato tra la sposa e le sue amiche.
La Sokolović, originaria della città di Belgrado, capitale della Serbia, si è ispirata al testo originale di una poesia propria del suo paese natale e lo ha adattato al contesto attuale. La parte musicale e i canti contengono l'influenza del folklore tradizionale serbo, e le scene si sviluppano, non in modo lineare ma attraverso un collegamento lucido e drammatico, con momenti di fantasia e gioia che incontriamo durante la riunione tra le amiche, dopo il giorno del matrimonio di una di loro. Un matrimonio che, come spiega la stessa compositrice «... è un punto di svolta e uno snodo nella vita di ogni donna perché significa cambiamento ed è anche impregnato di tradizione.»

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Il rito di iniziazione di Milica, la protagonista, prosegue la compositrice «è un archetipo dell'esperienza umana, e quest'opera offre la possibilità di approfondire la ricchezza che un attimo breve ma decisivo nel tempo può donare.»
L’opera si è rivelata un prezioso contributo al repertorio contemporaneo, così come per la stessa compositrice che è diventata la prima donna a ricevere una commissione dalla Canadian Opera Company, e una produzione di Svadba è stata presentata in tournée in vari teatri canadesi e città europee tra il 2012 e il 2015. Inoltre, ha raggiunto diversi teatri internazionali come l'Opera di Filadelfia, con la sua prima americana nel 2013, così come il prestigioso festival francese  di Aix-en-Provence, nel 2015, al Ljubljana Festival  nel 2017e l'Opéra de Montréal, dove ha debuttato nel 2018, tra gli altri.
Le presentazioni e la loro prima in Messico fanno parte di un ambizioso progetto ideato dall'ensemble messicano Túumben Paax, curiosamente proprio un sestetto vocale femminile che si adatta perfettamente all’organico dell'opera. Con una carriera che dura da più di 17 anni, Túumben Paax, specializzato nella commissione, creazione e promozione del nuovo repertorio messicano contemporaneo, ha scoperto per caso quest'opera che ben si adatta – poiché è composta per sei voci femminili – perfettamente alla visione e al tipo di formazione, decidendo così di proporla in prima locale.
In un'intervista che ho realizzato pochi giorni prima dello spettacolo a cui ho assistito, il soprano Lucía Olmos, membro e fondatore del gruppo, mi ha detto che il nome Túumben Paax, è un parola in lingua maya, lingua parlata soprattutto negli stati peninsulari dello Yucatán, Campeche e Quintana Roo, nel sud-est del Messico e la cui traduzione in spagnolo significa “Nuova Musica”.
La particolarità dell'opera, mi ha spiegato Olmos, è che «... il suo peso musicale ricade sulle sei voci, non esiste una voce più importante dell'altra, ma l'idea della Sokolović è quella di far sí che i cantanti dell'ensemble cantino per l’intera totalità dell’opera.»
In effetti, l'opera è stata eseguita con il direttore, Rodrigo Cadet, nella buca vuota con alcune percussioni come un gong o dei bastoni della pioggia (palos de lluvia) che suonavano solo qualche nota particolare.

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L'ensemble ha mostrato un rapporto ammirevole, precisione e omogeneità durante i suoi continui interventi.
Il suono simultaneo delle voci e la tipicità delle melodie m’ha fatto pensare al coro polifonico, principalmente al canto gregoriano, che deve essere senza dubbio la sua origine, ma con un suono chiaramente contemporaneo, attuale, a tratti colorito e festoso con influenze e sfumature della musica balcanica.
Lucía Olmos ha mostrato brillantezza e timbrica piacevole nel ruolo di Milica. Il resto dei personaggi sono stati interpretati dai soprani Lorena Barranco e Carmen Contreras, che hanno dato vita rispettivamente a Danica e Lena, così come il mezzosoprano Julieta Beas, un'interprete esperta che ha prestato la sua voce cupa e setosa al ruolo di Nada, e come Mitzy Chávez nel ruolo di Zora e Itzel Servin nel ruolo di Ljubica, entrambi con ottime prestazioni.
Il canto che offre diverse sfumature, colori e che riesce a trasmettere emozioni, sensazioni, passioni e stati d'animo è stato adeguatamente integrato dalla scenografia semplice, efficace e adeguata di Carolina Jiménez, che all'interno di una sorta di immaginaria stanza circolare, coperta all'inizio da un velo bianco trasparente, e con i movimenti scenici specifici di María Inés Pintado, è riuscita a dare una qualità umana e vivida ai personaggi, più palpabili, vicini e comprensibili per il pubblico presente, in considerazione della mancanza di conoscenza della lingua cantata, per la quale sia la traduzione che i sopratitoli sono stati apprezzatii. Gli eleganti costumi di Josefina Echeverría consistevano in raffinati e semplici abiti bianchi per ogni personaggio, a cui venivano aggiunti per il personaggio di Milica una corona di fiori e alcuni copricapi e decorazioni tipici dei Balcani
Alla fine c’è stata approvazione e applausi entusiastici da parte del pubblico presente per il lodevole progetto e per gli esecutori che hanno dato una preziosa interpretazione di un'opera che merita senza dubbio di essere rappresentata di nuevo in questa città, così come sui palcoscenici di altre città del paese.

Crediti fotografici: Gina Ibáñez, Cortesía Cinetc
Nella miniatura in alto: Lucía Olmos (Milica)
Sotto, in sequenza: immagini da Svadba messa in scena dal Gruppo Túumben Paax





Pubblicato il 28 Agosto 2023
Il Canto della Terra e altre composizioni da camera hanno arricchito il festival di San Diego
Summerfest 2023 ottimo cartellone servizio di Ramˇn Jacques

20230901_SanDiego_00_Summerfest_ThomasAdesSAN DIEGO, California (USA) - Dal 1986 si tiene ogni anno nella città di San Diego un importante festival estivo di musica da camera, prestigioso per la quantità e la qualità dei musicisti che vi si sono esibiti nel corso degli anni. Il cosiddetto "Summerfest", nella sua edizione 2023, della durata di un mese, ha offerto un'ampia e interessante scelta di opere e brani di vari autori - che in questa occasione ha incluso titoli dal barocco ai giorni nostri con lavori di autori viventi - tra i quali si sono potute ascoltare anteprime, opere commissionate dal festival stesso, note opere di musica da camera e alcune rarità, eseguite da musicisti e solisti accreditati come Augustin Handelich (violino), Tessa Lark (violino), Alisa Weilerstein (violoncello), Anthony McGill (clarinettista), Conrad Tao (pianoforte), il Takács Quartet e Stefan Dohr e Noah Bendix-Baigley (primo corno e primo violino, rispettivamente dei Berliner Philarmoniker) o il pianista israeliano Inon Barnatan (direttore musicale del festival) e molti altri musicisti straordinari, che oltre alle loro esibizioni individuali, hanno fatto parte della Summerfest Chamber Orchestra, ensemble creato appositamente per questa edizione del festival.
I festival di musica da camera generalmente lascino poco spazio alle opere vocali, ma questa volta il festival di San Diego ha avuto la particolarità di avere a capo dell'orchestra il maestro Alain Gilbert (1967), che, sebbene il suo nome sia associato alla precedente posizione di direttore della New York Philharmonic, non va dimenticato che la sua carriera è legata all'opera lirica poiché in passato Gilbert è stato direttore musicale della Santa Fe Opera e dal 2021 è direttore musicale della Royal Swedish Opera.

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Era presente anche il compositore e direttore d'orchestra inglese Thomas Adès (Londra, 1971), autore di celebri opere contemporanee come Powder Her Face, The Tempest e The Exterminating Angel, che ha anche una carriera come direttore d'opera di musica sinfonica. Adès è stato designato come composer-in-residence (compositore in residenza) e ha avuto una presenza molto attiva: interviste alla presenza del pubblico, in cui ovviamente ha parlato dei propri successi operistici, tavole rotonde, prove aperte, oltre a sovrintendere alla prima americana di molte delle sue composizioni da camera e dirigere e suonare il pianoforte in vari brani; un aspetto questo raramente visto o conosciuto nei compositori d'opera le cui opere vengono viste sul palco ma mai loro personalmente come solisti o direttori. Il concerto intitolato “A Song to Remember” (30 luglio 2023) si è aperto con un brano accorato, ma gioioso e brioso nei suoi quattro movimenti, il Trio per corno, violino e pianoforte in Mi bemolle maggiore Op. 40 di Johannes Brahms (1833-1897) che ha mostrato l'abilità e la perizia di Alain Gilbert al violino, il brillante accompagnamento di Inon Barnatan al pianoforte e la maestria di Stefan Dohrn al corno.
Si è poi ascoltato l'unico lavoro vocale programmato dal festival: Das Lied von der Erde (Il canto della Terra) di Gustav Mahler (1860-1911), il ciclo di Lieder distribuito in sei movimenti indipendenti. Ma questa volta è stata ascoltata la versione ridotta firmata da Arnold Schönberg (1874-1951), appassionato ammiratore di Mahler, che a sua volta rispettava l'opera di Schönberg e lo sosteneva finanziariamente. Nel 1921 Arnold Schönberg iniziò ad arrangiare una versione de Il canto della Terra per un ensemble di 13 musicisti, diverso dall’originale mahleriano, che è per grande orchestra. Tuttavia, lo stesso Schönberg non fu in grado di completare il suo arrangiamento cameristico, ma sulla base delle sue idee, dell'orchestrazione,  dell'approccio e delle sue intenzioni, il lavoro fu terminato anni dopo dal compositore tedesco Rainer Riehn (1941-2015) per essere presentato in anteprima nel 1983 a Dobbiaco, in Italia. Si è detto che la riduzione della forza orchestrale di un'opera emblematica di Mahler in un insieme di archi, fiati, pianoforte, celesta e harmonium sia stato un esperimento sostanzialmente fallito, ma nelle intenzioni di Schönberg c'era solo ammirazione e rispetto per un grande compositore della tradizione musicale tedesca, interessato anche alle nuove tendenze, e l'esistenza di questo arrangiamento ne è la prova.
La Summerfest Chamber Orchestra, sotto la delicata e precisa direzione di Alain Gilbert, è riuscita a mettere in risalto la trama musicale dell'opera, nonché gli accenni di carattere orientale contenuti nella partitura. Vocalmente era presente Paul Groves, e questo tenore americano dalla lunga e fortunata carriera ha mostrato ardore ed esaltazione nei suoi interventi, ma nella sua voce, oggi priva di freschezza e duttilità, e difficoltosa nella proiezione, si percepiva tensione e forzatura negli acuti.

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Da parte sua, Sasha Cooke, secondo la mia esperienza il miglior mezzosoprano americano oggi in attività, ha riservato un trattamento sincero al suo canto, quasi operistico, pieno di espressività, dolcezza e chiarezza nella pronuncia e nella proiezione.
I concerti si sono svolti nella nuova sala di concerti The Baker-Baum Concert Hall, ideale per dimensioni e acustica per questo tipo di programma. Vale la pena scrivere anche alcune righe sul recital del 2 agosto 2023, intitolato "Fantastic Tales" in cui Thomas Adès, al pianoforte, ha eseguito per la prima volta negli Stati Uniti la sua opera Märchentänze (Fairy Tale Dances) per violino e pianoforte (composta nel 2020) di cui ha successivamente realizzato una versione da camera e alcuni dei brani vocali che ha composto hanno ispirato le sue opere, come egli stesso ha affermato.  Dirigendo dal pianoforte, ha eseguito il delizioso Concertino per clarinetto, fagotto, corno, due violini, viola e pianoforte di Leoš Janáček (1854-1928); il concerto è stato completato da piacevoli esecuzioni di due opere di Robert Schumann (1810-1856) Fantasiestücke Op. 73 (Versione per violoncello e pianoforte) e il Quintetto per pianoforte e archi in Mi bemolle maggiore Op. 44.
Da parte sua, Thomas Adès ha partecipato a concerti successivi eseguendo opere di vari compositori, come Schumann e  Stravinsky  di chi ha eseguito: Airs du Rossigonl e Marche Chinoise de Le Rossignol, la Dance Russe di Marva e The Rite of Sping  arrangiamento per 2 pianoforti, e ha anche assunto la direzione dell'orchestra del festival dove ha eseguito in prima assoluta americane, in questo paese, varie opere come Alchymia, quintetto per clarinetto (2021) che contiene secondo lui, musiche legate a The Tempest e Lulu di Alban Berg; il quartetto d'archi Four Quarters (2010) è stato ascoltato così come la sua Arcadiana per quartetto d'archi Op. 12 (1994), e Four Berceuses (ninne nanne) dalla sua opera The Exterminating Angel.
Il catalogo delle composizioni di Thomas Adès è ampio, ma il posto che già hanno all'interno del repertorio operistico le sue opere è indiscutibile; e vederlo in qualità d’interprete e ascoltarlo parlare è stata un'esperienza senza dubbio arricchente.
(il servizio è riferito agli spettacoli del 30 luglio e 2 agosto 2023)

Crediti fotografici: Ken Jacques per Jolla Music Society San Diego California (USA)
Nella miniatura in alto: il compositore e pianista Thomas Adès
Sotto: Thomas Adès al pianoforte con la formazione da camera di Summerfest
Al centro: il Trio di Alain Gilbert (violino), Inon Barnatan (pianoforte), Stefan Dohrn (corno); e il violinista Augustin Handelich con Thomas Adès
In fondo: l'ottimo mezzosoprano Sasha Cooke






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Eventi
Il Torrione del jazz riparte
servizio di Athos Tromboni FREE

20230925_Fe_00_JazzClubFerrara_MarcoGulinelliFERRARA -  La 25.ma edizione della stagione del Jazz Club Ferrara si aprirà nel Torrione San Giovanni di Corso Porta Mare 112 venerdì 6 ottobre 2023 e si protrarrà fino al 30 aprile 2024. Oggi è stato reso noto dal presidente Federico D’Anneo e dal direttore artistico Francesco Bettini alla presenza dell’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli
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Classica
Ottime voci per il Verdi sacro
servizio di Nicola Barsanti FREE

20230925_Pr_00_VerdiRequiem_OksanaLyniv_phRobertoRicciPARMA - Terrore e dubbio: i caratteri salienti della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.
La direzione di questo capolavoro sinfonico-corale è affidata al direttore ucraino Oksana Lyniv che nella prima parte, fino al terzetto Quid sum miser  trasmette ad hoc l’intensità drammatica della partitura, mentre assume un carattere meno intenso e quasi
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Jazz Pop Rock Etno
Ares Tavolazzi riceve il premio Tutte le Direzioni
redatto da Athos Tromboni FREE

20230923_Fe_00_TutteLeDirezioni_AresTavolazziVIGARANO MAINARDA (FE) - «Seduto in quel caffè io non pensavo a te e tutta la città…» è una parafrasi in questo caso; ma qui, questa, che è una delle più belle canzoni di Lucio Battisti e Mogol ci può stare, perché proprio il 29 settembre torna al Ristorante Spirito di Vigarano Mainarda la grande musica dal vivo: prende il via infatti la nuova stagione di
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Vocale
Ottimo recital di Lise Davidsen
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20230920_00_LosAngeles_LiseDavidsen_phBenGibbsSANTA MONICA, California 17 settembre 2023 - Il giovane soprano norvegese Lise Davidsen ha debuttato a Los Angeles sul palco del Teatro Broadstage, situato nel sobborgo  di Santa Monica, il cui ciclo intitolato 'Celebrity Opera Recital Series' si è consolidato negli anni come tappa imprescindibile, quasi obbligata, per la presentazione,
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Pagina Aperta
La ricca stagione del Bonci
redatto da Edoardo Farina FREE

20230910_Cesena_00_TeatroBonci_ValterMalostiCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ in data 7 settembre 2023: è stata definita la programmazione della stagione invernale 2023/2024 caratterizzata da un’ ampia scelta intesa come luogo di confronto, esplorazione e dialogo, ovvero filtro e racconto del nostro vivere, offrendo ancora una volta una visione
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Opera dal Nord-Est
Tre donne tre stelle: Pirozzi, Grigorian, Stikhina
servizio di Simone Tomei FREE

VERONA - Ho frequentato il Festival "Arena 100" della città scaligera solo verso il concludersi della stagione estiva 2023. Sono arrivato a Verona agli inizi di settembre ed in questo scritto vi do conto delle mie tre serate areniane.
20230905a_Vr_02_Tosca_AnnaPirozzi_EnneviFotoTOSCA – Venerdì 1 settembre 2023
Il consueto allestimento del regista Hugo de Ana
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Eventi
Interno Verde Danza al via
redatto da Athos Tromboni FREE

20230901_Fe_00_InternoVerdeDanza_LogoFERRARA - Venerdì 8 settembre 2023 è il giorno dell’inaugurazione con la festa delle scuole di danza: per la nuova edizione sono 12 le realtà del territorio che presenteranno le loro coreografie a Teatro. Sabato 9 e domenica 10 settembre si entra nel vivo di Interno Verde Danza, in scena in cinque veri e propri scrigni di bellezza, da Palazzo dei
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Opera dall Estero
Svadba a CittÓ del Messico
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20230830_00_Svabda_LuciaOlmosCITTÀ DEL MESSICO, 26 agosto 2023. Teatro de las Artes del Centro Nacional de Las Artes - Il palcoscenico del Teatro de las Artes ideale per mettere in scena opere contemporanee, da camera e musica antica, dove appena due mesi fa ha avuto luogo la prima locale della cantata drammatica Aci, Galatea e Polifemo di Händel (1685-1759),
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Opera dall Estero
Summerfest 2023 ottimo cartellone
servizio di Ramˇn Jacques FREE

20230901_SanDiego_00_Summerfest_ThomasAdesSAN DIEGO, California (USA) - Dal 1986 si tiene ogni anno nella città di San Diego un importante festival estivo di musica da camera, prestigioso per la quantità e la qualità dei musicisti che vi si sono esibiti nel corso degli anni. Il cosiddetto "Summerfest", nella sua edizione 2023, della durata di un mese, ha offerto un'ampia e interessante
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