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Pubblicato il 26 Aprile 2017
Un deludente allestimento ha concluso la Stagione operistica monegasca
Trovatore col gusto dell'horror servizio di Simone Tomei

170426_MonteCarlo_00_IlTrovatore_FrancescoMeliMONTE-CARLO - In questi ultimi mesi, mi sono già confrontato con il secondo titolo della cosiddetta “Triologia popolare” del buon Beppino di Roncole di Busseto, intendo Giuseppe Verdi (e intendo la sua opera II trovatore) ma forse per strane coincidenze lunari, posso dire che la fortuna non ha completamente arriso alle mie visioni. La triste sorte è accaduta questa volta al Teatro dell’Opera di Monte-Carlo dove la sera del 24 aprile 2017 si è consumata la seconda recita dell’ultima produzione operistica del Teatro.
Il Trovatore per me, come ho già scritto in altri miei articoli, è un’opera che più di altre parla da sola attraverso il suo libretto e attraverso la sua musica; ben esplicitate dalle parole dei protagonisti, sono tutte le complicate vicende e penso che qualunque arbitraria aggiunta possa essere un elemento di disturbo e di travisamento di ciò che musica e parola hanno da dirci; figuriamoci poi, se alle arbitrarie aggiunte, vi sono persino delle inspiegabili omissioni… a questo punto il quadro è completo e come era solita dire la mia nonna: la frittata è fatta.
La questione è che la frittata è per me un piatto molto prelibato se cucinato con dovizia e con cura, ma in questo caso l’accezione della frase è propriamente negativa come negativo è il mio pensiero su questa messinscena in cui il regista Francesco Negrin ha voluto dire la “sua”, ha creato il “suo” Trovatore, ha voluto costruire qualcosa che va oltre l’immaginabile senza donare - almeno a me - un minimo di coinvolgimento e di appagamento visivi.
Andando con ordine nel riferire di questa accozzaglia di nulla e in questa distruzione del contenuto del melodramma, quello che appare agli occhi pare il frutto di poche idee, ben confuse e male organizzate.
Si sa che Trovatore è opera tetra, che vive tra il colore cupo della notte e i bagliori onirici del fuoco, che porta dietro di sé fantasmi del passato, delitti irrisolti, rapporti e situazioni familiari al limite della “normalità”; tutto questo è palese e la drammaturgia attraverso il libretto ben esplicita con dovizia di particolari e di descrizioni testuali e didascaliche. Il racconto di Ferrando diventa la Sinfonia dell’opera e nulla di più occorre; non è necessario che l’inizio si esplicitino comportamenti quasi isterici della zingara Azucena che compare quasi in stato di trance ad evocare gli eventi del passato; non è necessario che per tutto il dipanarsi dell’opera in momenti più o meno alterni compaia in scena un bimbo carbonizzato che nella più felice delle ipotesi ti riporta la mente agli “arrosticini abruzzesi” da gustare a scottadito; non è necessario che una zingara madre appaia ogni tanto a rievocare gli spettri del passato; non è necessario che la morte, rappresentata da una roncola che gira per il palcoscenico passata di mano in mano, sia a delineare un rito quasi satanico sugli eventi che si narrano; questo è materiale per un film horror di basso livello, non per un capolavoro verdiano che per queste trovate induce solo svilimento e noia; e la cosa migliore che suscita può essere la voglia di alzarsi e andarsene, se non quella di urlare il dissenso più sfrenato.

170426_MonteCarlo_01_IlTrovatore_FrancescoMeliMarinaPrudenskaja 170426_MonteCarlo_02_IlTrovatore_MariaAgresta
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Ovviamente l’educazione (che ritengo mi appartenga), non mi ha mai portato a simili eccessi, ma non mi stupirei se qualcuno potesse andare in quella direzione; e probabilmente lo giustificherei.
Uno spazio scenico immobile curato da Luis Désiré - autore anche dei costumi - quasi immutato dall’inizio alla fine che sembra voglia ancor più tediare una visione vuota,  ma pesante che a primo acchito mi ha ricordato una moderna cucina con isola centrale in cui si arrostiscono le cibarie e su cui si consuma il cibo; tutto intorno il nulla se non degli anfratti in cui si aggrumano scompostamente gli Artisti del Coro e varie comparse per fare da sponda e contorno a questa pantomima; tutti in stile macabro anche loro; truccati e vestiti da zombie, come nel musical di Rocky Horror Show; i soliti cappotti di pelle alla Matrix, come quello che ho nel mio armadio da anni e che non mi non mi decido a rivisitare, giacconi sdruciti, e poco altro che aggiunge niente al niente; movimenti coreografici di scolastica circostanza e un apporto delle luci curate da Bruno Poet alquanto discutibile che se voleva intristire ancor di più una sfortunata serata c’è riuscito in maniera egregia. Questo è stato il Trovatore monegasco; la nota registica - note d’intention come si legge nel programma di sala - parla dell'opera verdiana tratta dal libretto di Salvatore Cammarano, come una storia di fantasmi, di un thriller nero con un piede nel passato; il Trovatore è una storia che nasce nel passato, ma vive nel presente in cui si svolge l'azione, nell’amore di Leonora verso Manrico, nell’amore del Conte di Luna per Leonora ed anche nella “vengeance” di Azucena e nel suo delitto compiuto; il fuoco, è un elemento importante, ma non più essere sempre riproposto a mo' di grill che ogni tanto si ravviva per riscaldare l’arrosticino che in quel momento riappare magari con la roncola in mano; questa a mio avviso è pacchianeria, è mal gusto, è distruggere, travisando, volutamente un capolavoro, per mettere in piedi l'ego di qualcuno, dimenticando che il Teatro, il Melodramma e la Drammaturgia, sono già scritte da oltre centocinquanta anni dentro un libro che si chiama Partitura;  molto spesso ci si allontana da questo testo che per molti non è considerato più fondamentale e succede di andare a Teatro uscendone poco soddisfatti e amareggiati.

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A  onor del vero devo dire che l’amarezza in parte è stata mitigata da un cast che ha saputo in qualche maniera risollevare le sorti dell’idea bislacca che ha connaturato l'allestimento, cercando di riportare sul binario di una certa “normalità” una serata non proprio entusiasmante.
Inizio a parlare, affrontando l'aspetto musicale, dalla concertazione del M° Daniel Harding; non è stata una direzione particolarmente eccelsa, ma per lo meno non ha peggiorato la situazione; personalmente ho notato una tendenza d'approcciarsi allo spartito in maniera piuttosto routinaria senza andare a cercare particolari raffinatezze né da un punto di vista di suono, né da un punto di vista dei tempi; se l’inizio è stato piuttosto baldanzoso, alcune stasi solistiche si sono sedute su tempi piuttosto soporiferi per poi riprendere in eccessivi orgasmi, come l’inizio del terzo atto che pareva una gara per chi arriva prima alla fine, con povertà di intenti e di nuances.
Anche i colori ricreati con l’ensemble corale e nei concertati sono stati piuttosto tendenti al pastello che non alla brillantezza e luminosità ed anche un momento che ritengo superbo dell’Opera - la condanna di Azucena… deh rallentate o barbari - non ha avuto nemmeno modo di spegnersi in quanto non si è mai acceso. In sostanza una formale correttezza musicale e un discreto rapporto con il palco, ma nulla più che una lettura scolastica e priva di emozioni.
L’apporto del cast vocale è andato sostanzialmente in altra direzione; nel ruolo eponimo il tenore genovese Francesco Meli, ha dimostrato di avere i numeri per affrontare in maniera eccelsa questo personaggio; la morbidezza della voce, il suadente legato, la capacità di porgere il suono a servizio della parola, hanno reso un personaggio altamente empatico e commovente; granitico e polposo nei centri, vellutato negli acuti, con grande capacità concertante e sicura verve nell’esecuzione della cabaletta della Pira, non bissata, ma cantata in tono.
Encomio anche per il baritono Nicola Alaimo, che si è rivelato un Conte di Luna di tutto rispetto; una personalità quella del nobile dalle mille sfaccettature e dai mille colori; vendicativo, tenero, innamorato, truce; emozioni che hanno necessità di trovare una corrispondenza sulla scena e nella vocalità; non sono mancate queste corrispondenze al nostro interprete che sin dalla sua entrata e dal terzetto iniziale, ha fatto capire che di talento ne ha da vendere; la pagina più intima e più eterea Il balen del suo sorriso, ha trovato uno dei momenti più commoventi della sua esecuzione; qui ho percepito l’amore, il dolore e la consapevole disperazione di non essere corrisposto; mi ha colpito l’esecuzione della cadenza; me la sarei aspettata più meditata ed invece è stata eseguita come se vi fosse la necessità impellente di chiudere un discorso; ed il risultato è stato comunque ottimo.
La Leonora di Maria Agresta, è risultato un personaggio direi a metà; da un punto di vista scenico, non ha trovato nessun momento di vita propria tale da emergere come carattere e come indole; da un punto di vista musicale ho trovato i suoi momenti solistici piuttosto anonimi, seppur corretti musicalmente con ottima proiezione di suono, grande capacità di fraseggio, ma tendenzialmente privi di afflati e di sentimento; sono convinto che la parte visiva abbia abbondantemente obliato una capacità di recepimento delle intenzioni della cantante, ma se ci sono state il mio orecchio le ha colte in maniera molto ridotta; non me ne voglia l’interprete che stimo per professionalità e carisma vocale.
Un personaggio che per physique du role, capacità attoriale e vocalità è emerso in maniera prevalente rispetto agli altri è stata prorpio l’Azucena di Marina Prudenskaja. Una figura, come già detto, costantemente in atteggiamenti schizofrenici; si è dimenata sulle tavole del palcoscenico facendomi venire spesso alla mente il titolo di un libro di Grazia Deledda Canne al vento; ondeggiando qua e là come in preda ai fumi di stupefacenti, ha catturato sicuramente in maniera più preponderante la scena; al di là dell’opportunità delle movenze assegnate in relazione all’idea registica, quello che mi ha molto colpito invece è stata la sua vocalità; un mezzosoprano tendenzialmente di colore “chiaro”, ma con la capacità di scavare il suono e di trovare quelle giuste bronzature nelle note più gravi, unitamente alla capacità di agganciare in maniera molto salda quelle più impervie; le due arie del secondo atto, sono state un mix di ars scenica e grande interpretazione vocale, come pure il duetto con il figlio Manrico dove, grazie ad un apporto congiunto di bravura dei due artisti, si è consumato uno dei momenti più alti di tutta la serata.
Il basso José Antonio Garcia  nel ruolo di Ferrando non si è distinto per capacità di fraseggio ed eleganza di emissione protendendo per un canto piuttosto di forza e poco curato che lo ha portato spesso all’emissione di suoni piuttosto crescenti.
Brava e con un canto molto curato la prestazione di Karine Ohanyan nel ruolo di Ines; piacevole timbro e bella dizione anche quella di Christophe Berry nei panni di Ruiz che assieme ad un bravo Gianni Cossu come Un messo e un altrettanto preciso Fabio Bonavita come un Vecchio zingaro hanno completato il cast.

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Il Coro seppur ben preparato dal M° Stefano Visconti come si è solito ascoltarlo, non ha trovato ampio modo di riscatto per la frenesia con cui sono state affrontate le due pagine di inizio del secondo e terzo atto; una tendenza a correre troppo frenetica che ha un po’ vanificato la graniticità e la compattezza cui siamo abituati; meglio nelle pagine più “discorsive” e sicuramente commovente nel Miserere finale il cui unico appunto è quello di essere stato fatto “a vista” e non come previsto in interno, facendo così perdere anche a questa pagina la sua giusta pregnanza e fascino.
Il pubblico quasi al limite del tutto esaurito ha esternato tiepidi consensi durante l’esecuzione, per dedicare alla fine un più solido plauso alla volta degli interpreti e del Maestro concertatore.

Crediti fotografici: Alain Hanel per il Teatro dell'Opera di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: Francesco Meli (Manrico)
Al centro in sequenza: ancora Meli e Marina Prudenskaja (Azucena); Maria Agresta (Leonora); José Antonio Garcia  (Ferrando); Nicola Alaimo (Conte di Luna)
Sotto: ancora la Prudenskaja nell'aria "Stride la vampa"
In fondo: una panoramica di Alain Hanel sull'allestimento monegasco





Pubblicato il 22 Aprile 2017
L'insuperabile Rossini di Ponnelle dā forza a un'ottima compagnia di canto
L'Italiana in Algeri, da 30 anni a Vienna servizio di Francesco Lora

170422_Wien_00_LItalianaInAlgeri_GRITSKOVAVIENNA – Alla Staatsoper di Vienna L’Italiana in Algeri di Rossini è arrivata tardi, non prima del 1987, fatta sbarcare da Claudio Abbado onde rinnovare il repertorio italiano. In quell’occasione il massimo teatro austriaco acquisì un duplicato – tra altri sparsi nel mondo, per esempio al Metropolitan di New York e all’Opéra di Parigi – del più collaudato tra gli allestimenti: quello concepito in regìa, scene e costumi da Jean-Pierre Ponnelle per l’inaugurazione della stagione 1973/74 del Teatro alla Scala. Nessuno ha più saputo fare di meglio nel rivelare divertito la psicologia dei personaggi, nel far frullare con geniale signorilità la macchina comica e nello scherzare con l’iconografia napoleonica e turchesca. Dopo oltre novanta rappresentazioni in trent’anni, la Staatsoper usa oggi qualche cautela e annuncia lo spettacolo non più come firmato da Ponnelle, bensì come ispirato a un originale viepiù corrotto: così nelle ultime quattro recite avvenute tra il 29 marzo e l’8 aprile.
Ma ciò attesta anche la continua evoluzione dello spettacolo, anziché la sua musealizzazione, su quel palcoscenico che lo vivifica, lo ama e lo aggiorna. E non v’è alcunché di sbagliato, poiché il sorriso stupito del pubblico dimostra la sopravvivenza del messaggio teatrale e dell’obiettivo registico, nella venerazione del compositore.
Il servizio reso dall’uomo di teatro al testo musicale aiuta a far grande il lavoro di tutti gli interpreti, anche in una casa d’opera mitteleuropea ove la levigatura del belcanto rossiniano non sia una missione prioritaria. La blasonatissima orchestra, impegnata gli stessi giorni anche nei ben differenti lidi del Parsifal di Wagner, del Werther di Massenet e della Medea di Reimann, esegue la sinfonia con incedere un tantino poderoso e sornione; ma basta che si schiuda il sipario per ascoltarla sciogliersi in ritmi più maliziosi e in colori più vivaci, sotto la sempre vigilie ed equilibrata direzione di Evelino Pidò.
Primadonna nella compagnia è la trentenne russa Margarita Gritskova, mezzosoprano atteso al prossimo ROF di Pesaro per un concerto di canto; smalto di fascinoso esotismo, coloratura brillante e granita, presenza scenica spigliata, risorse espressive che attingono con varietà, ironia e sagacia dal tenero come dall’erotico e dall’animoso. Lasciatosi alle spalle la malagevole cavatina dell’atto I, con le relative diminuzioni e apprensioni, il baritono Adam Plachetka è il Mustafà ideale per reggere bonariamente il gioco di tanta Isabella. Come Lindoro eccelle a propria volta il tenore Maxim Mironov, giovane ma già attendibile custode della grammatica del belcanto: in lui convivono il rigore della scuola, la straripante simpatia del porgere e la sempre più rara dote dell’eleganza. Paolo Rumetz, camaleontico baritono-utilité della Staatsoper, tra parti di ogni epoca e genere tiene con agio anche quella di Taddeo, e con l’adeguatezza dei mezzi vocali vi infonde anche l’antica arte del buffo all’italiana, capace d’intendersela anche con il pubblico di altro idioma e senza traviare la sottigliezza della commedia.

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Tra la Zulma di Rachel Frenkel e lo Haly di Rafael Fingerlos svetta la lussuosa Elvira del soprano Hila Fahima, squillante a oltranza nella melodia estrema del Finale I. Pubblico felice come alla storica “prima” del 1813.

Crediti fotografici: Michael Phön per la Wiener Staatsoper
Nella miniatura in alto: il mezzosoprano Margarita Gritskova (Isabella)
Al centro in sequenza: Maxim Mironov (Lindoro); Rachel Frenkel (Zulma) e Hila Faima (Elvira); Rafael Fingerlos (Haly) e ancora la Gritskova
Sotto: ancora la Gritskova con Adam Plachetka (Mustafà)





Pubblicato il 08 Aprile 2017
Ripresa del capolavoro di Massenet alla Staatsoper, con Chaslin, Koch e Serban
Tézier a Vienna, Werther č baritono servizio di Francesco Lora

170408_Vienna_00_Werther_LudovicTezierVIENNA, 3 aprile 2017 - Reciproca ammirazione legò il baritono Mattia Battistini e il compositore Jules Massenet. Quando l’uno propose di “puntare” al proprio registro la parte titolare e tenorile del Werther, l’altro stette al gioco e lo dotò di una nuova versione: il cantante la inaugurò nel 1901 a Varsavia e la conservò poi in repertorio, eseguendola in traduzione italiana e senza avventurarsi in area francofona. “Puntare”, ossia adattare la linea melodica di una parte vocale, trasponendola qui e là a intervalli paralleli o reinventandone l’andamento, ma senza modificare le altre parti vocali, l’accompagnamento strumentale e le tonalità originali dei “numeri” musicali: in caso contrario, il favore reso a un singolo cantante avrebbe implicato la costosa preparazione di nuovo materiale d’orchestra e uno sforzo aggiuntivo dei colleghi coinvolti nei pezzi d’assieme. La prassi fu ordinaria: se la memoria non tradisce chi scrive, anche Giuseppe Verdi chiese a Gaetano Donizetti di adattare la parte eponima dell’Ernani alla voce contraltina del tenore Nicola Ivanoff.
Ha senso rispolverare oggi il Werther nella versione per Battistini? Sì, se è fatto nel contesto tutto a base di rarità e aperture testuali del Festival della Valle d’Itria, ove l’opera è stata ricreata nel 2003 con un baritono e in italiano. No, se si considera che una parte “puntata” subisce di norma non un perfezionamento melodico ma una sua banalizzazione, in vista di una specifica situazione e uno specifico interprete. No, si considera che nella tradizione operistica il registro vocale corrisponde al ruolo drammatico: nel Werther si giunge al corto circuito di protagonista e antagonista entrambi baritoni. Sì, nondimeno, dove anche ai giorni nostri si disponga di un interprete d’eccezione; questo è appunto il caso del baritono Ludovic Tézier, che alla Staatsoper di Vienna ha cantato come protagonista nel 2012, come Albert di lusso nel 2015 e di nuovo come protagonista per quattro recite dal 26 marzo al 3 aprile scorsi: la sua presenza non solo motiva la ripresa di uno spettacolo collaudato, ma lo investe di nuovi orizzonti esegetici sia musicali sia teatrali.
Quello di Tézier è un Werther inevitabilmente adulto nel materiale, atto più a evocare delusione rabbiosa che languore dolente: personaggio caratterizzato già nella tradizione tenorile come più maturo rispetto alla ventina d’anni stabilita da Goethe, esso sembra così scattare in avanti di un’intera generazione, e superare Albert stesso (che nella fonte letteraria gli è pressoché coetaneo). Nel baritono francese si gode nondimeno la mutuazione dello slancio tipicamente tenorile, in particolare nelle frasi conservate all’altezza originale, ove il registro acuto squilla ed entusiasma con un dispiegamento e un vigore prodigiosi; e in lui si gode a maggior ragione la cura attentissima della psicologia e del fraseggio, sfumati con una dedizione degna dei migliori precedenti tenorili. Il solo pericolo che lo minaccia è l’esperienza pregressa come ascoltatore vorace della parte protagonistica, dai panni di Albert: in più di un momento lo si coglie concentrato per non inforcare la versione acuta, già mandata a memoria e non preclusa alle sue possibilità.

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Parimenti singolare è, al suo fianco, il mezzosoprano Sophie Koch come Charlotte: ciò anche perché l’allestimento scenico, ben noto, ha confermato una visione avvenente, giovanile e combattuta della deuteragonista, soprattutto nelle numerose recite sostenute a Vienna da Elīna Garanča.
Con canto rigoglioso e porgere sfrontato, la Koch sembra invece portare in scena un duplicato della favorita parte di Octavian nel Rosenkavalier di Richard Strauss, comprese le affettazioni lì da lei praticate. Questa Charlotte mascolina e vigliacca suggerisce però, ben combaciando con il Werther di Tézier, non la tormentata adolescente sacrificata alla promesse e al devoir, bensì una non più fresca borghese di vacuo spessore, oggetto di un’insensata mitizzazione da parte dell’amante e più prosaicamente imbarazzata che eroicamente addolorata. In tal modo, più commossi tratti di comprensione umana si trovano nell’Albert di Adrian Eröd, amichevole e cordiale nel porgere ancor prima che autorevole e signorile.

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Assai rifinito il comprimariato, dalla brillante Sophie di Maria Nazarova al solido Podestà di Alexandru Moisiuc, fino ai vivaci Peter Jelosits e Marcus Pelz come Schmidt e Johann. Come in precedenti cicli di recite, l’Orchestra della Staatsoper replica gorghi romantici, smalti liberty, involi celestiali ed echeggi corruschi in disinvolta trasmutazione reciproca. Alla sua testa si ritrova Frédéric Chaslin, specialista massenetiano con una sola menda: quella di sfogare le file strumentali con la solita esuberanza, senza rimodularne l’impatto in ragione del baritono protagonista e di melodie vocali diversamente condotte. Tuttora di riferimento l’allestimento, varato nel 2005, con regìa di Andrei Serban, scene di Peter Pabst e costumi di Pabst stesso e Petra Reinhardt: nella memoria si fissa l’albero secolare che domina il palcoscenico, lo divide in spazi di primo e secondo piano, si lascia percorrere dai personaggi tramite ponti, li fa agire su più livelli e segnala con il verdeggiare, l’ingiallire e il cadere del fogliame il trascorrere inesorabile del tempo.

Crediti fotografici: Michael Pöhn per il Teatro dell'Opera di Vienna
Nella miniatura in alto: il baritono Ludovic Tézier (Werther)
Al centro in sequenza: Maria Nazarova (Sophie), Alexandru Moisiuc (Podestà) e Adrian Eröd (Albert)
Sotto: ancora Tézier con Sophie Koch (Charlotte)






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La Cenerentola alle Terme
servizio di Simone Tomei FREE

170802_Casciana_00_Cenerentola_GiovanniReggioliCASCIANA (PI) - Il 2017 è l’anno che suggella i duecento anni dalla prima rappresentazione della Cenerentola di Gioachino Rossini e anche l’Accademia Giuseppe Verdi di Casciana Terme ha voluto festeggiare questo appuntamento con la riproposizione di questo affascinante ed accattivante titolo, nell’ambito della sua programmazione estiva
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Soci Uncalm
La Brychtova e Kuzela successo per due
servizio di Athos Tromboni FREE

170730_Fe_00_MonikaBrichtovaFERRARA - Il ritorno di Monika Brichtova (soprano) e Augustin Kuzela (pianista) a "Musica a Marfisa d'Este" anche per l'edizione 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico di melomani, molti dei quali già conoscevano l'arte del canto che la Brichtova sa porgere con grazia e grande professionalità: il soprano praghese, infatti
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Ballo and Bello
Tango il ballo degli immorali
servizio di Edoardo Farina FREE

170731_BagnoDiRomagna_00_RobertoGerbolesBAGNO DI ROMAGNA (FC) - L’ultimo  evento nella  programmazione estiva 2017 presso il Teatro delle Terme di Bagno di Romagna, sito nella provincia tra Forlì e Cesena, sotto la direzione artistica di Livio Valenti: il 23 luglio è andato in scena  nel padiglione delle fonti all’aperto uno spettacolo di buon richiamo soprattutto per quanto concerne un
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Personaggi
Arte amore e vita di due Artisti
intervista di Simone Tomei FREE

170730_Speciale_50_LeonardoCaimiDonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - L'idea di pubblicare un'intervista al soprano Donata D'Annunzio Lombardi nacque allorché, lo scorso settembre, accettai piacevolmente l'invito alla Masterclass DaltroCanto tenuto dalla stessa Donata ad Ortona proprio nella città natia di Francesco Paolo Tosti; le vicende della vita e i numerosi reciproci impegni non
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Opera dal Nord-Est
Un'Arena per il leone...
servizio di Simone Tomei FREE

170730_Vr_00_Rigoletto_LeoNucci_phEnneviVERONA - In occasione dell’ultima rappresentazione di Rigoletto di Giuseppe Verdi del 27 luglio 2017 all’interno dell’attuale Festival areniano ha fatto ingresso nell’anfiteatro scaligero il “leone” per antonomasia nel ruolo eponimo: ebbene sì proprio lui, il mitico baritono Leo Nucci che è stato il vero mattatore della serata. Lui è il Rigoletto per eccellenza
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Opera dal Nord-Est
Aida 1913 perché č storica
servizio di Athos Tromboni FREE

170729_Vr_00_Aida1913_GianfrancoDeBosio_phEnneviVERONA - Non c'è che dire: "Aida 1913" continua a essere uno spettacolo di grande suggestione. C'è qualcuno che si affanna a sostenere che si respira aria passatista nel catino dell'anfiteatro veronese quando va in scena "questa" Aida, mentre invece l'innovazione di quell'altra Aida, quella avveniristica della Fura dels Baus, in una sorta di confronto
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Opera dal Centro-Sud
Sogni di Butterfly nel postribolo
servizio di Simone Tomei FREE

170724_Mc_00_MadamaButterfly_BerloffaMACERATA - Ed è ancora Oriente al Macerata Opera Festival 2017 la sera del 22 luglio: sale infatti sul palcoscenico la prima rappresentazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini come vivido ricordo e ricorrenza del 50.mo anno dalla ripresa delle stagioni d’opera maceratesi che ebbe come titolo primiero proprio il capolavoro del composit
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Opera dal Centro-Sud
Turandot č una bambina capricciosa
servizio di Simone Tomei FREE

170723_Mc_00_Turandot_Ricci-Forte_phAngeloCricchiMACERATA - Siamo al 21 luglio e prende il via al Teatro Sferisterio il Macerata Opera Festival 2017. Una calda serata estiva ci accoglie nello spazio magico del Festival dedicato quest'anno all'Oriente; un Festival che diventa anche solidarietà attraverso un sodalizio importante con l'Anfass per evidenziare ancor meglio l'idea di condivisione che un evento
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Ballo and Bello
Svetlana Zakharova non solo vetrina
servizio di Athos Tromboni FREE

170723_Ra_00_SvetlanaZakharovaRAVENNA - Gala Svetlana Zakharova & Friends ha chiuso il 22 luglio l'edizione 2017 del Ravenna Festival: rimangono in appendice le serate della "Trilogia d'Autunno" che sull'orlo del Novecento proporranno nel Teatro Alighieri tre opere: Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (17 e 21 novembre); Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo (18 e 22 novembre)
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Vocale
Serata magica con Bolero e Carmina
servizio di Simone Tomei FREE

170719_Fi_00_Ort-Bolero_phMarcoBorrelliFIRENZE - Ci sono delle serate che sono magiche per natura ed altre che lo diventano per gli eventi che accadono, per i luoghi che frequentiamo e per le persone delle quali ci circondiamo: il Bolero di Maurice Ravel ed i Carmina Burana di Carl Orff (l'evento); Piazza Santissima Annunziata a Firenze (il luogo); la condivisione in amicizia con la propria
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Soci Uncalm
A Pupi Avati il Premio Cappelli 2017
servizio di Athos Tromboni FREE

170718_00_RoccaSanCasciano_AvatiPupi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - È giunto quest'anno alla ventottesima edizione il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli di Rocca, istituito dalla omonima Associazione culturale per onorare la memoria dell'illustre concittadino che fu, oltre che editore in Bologna, anche sovrintendente dell'Arena di Verona e uomo di cultura tout-court. La sera di domenica
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Classica
Quattro stagioni all'ombra della Marfisa
servizio di Fabio Valente FREE

170718_Fe_00_PaoloManciniAntiquaEstensis_StefanoSquarzinaFERRARA - Prendete un capolavoro quale i quattro concerti per violino solo di Antonio Vivaldi, comunemente raggruppati sotto il nome Le quattro stagioni. Immaginate una deliziosa residenza signorile del XVI secolo, nel pieno centro della città estense per eccellenza, Ferrara. Aggiungete un’orchestra di giovani musicisti del luogo, l’ensemble Antiqua Estensis
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Opera dal Centro-Nord
Chiaroscuri nel cast della Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170717_Torre_00_LaRondine_DonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - Il secondo titolo del 63° Festival Puccini di Torre del Lago è stato La Rondine di Giacomo Puccini, andata in scena la sera del 15 luglio; si celebra quest’anno il centenario della prima rappresentazione che ebbe luogo in terra monegasca il 27 marzo del 1917, al Théatre de l’Opera di Montecarlo. Un’opera travagliata nel suo finale
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Opera dal Centro-Nord
Turandot saperla fare č mezzo pane
servizio di Simone Tomei FREE

170716_Torre_00_Turandot_MartinaSerafinTORRE DEL LAGO (LU) - Mia nonna nella sua grande saggezza di persona poco colta, ma fortemente intelligente era solita esprimersi per modi di dire riuscendo sempre bene a cogliere la situazione dandone un quadro preciso e ben delineato; io, che le ero molto legato e che con lei ho vissuto molti dei mie anni, ho ereditato quei detti e quei modi
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Echi dal Territorio
La Cherubini a porte aperte
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_RiccardoMuti-OrchestraCherubini_phSilviaLelliRAVENNA - Per il concerto di Spoleto del 15 luglio 2017 il M° Riccardo Muti ha disposto il giorno antecedente prove aperte al Teatro Alighieri di Ravenna e com’era prevedibile ha fatto il tutto esaurito. Spesso le  “prove” aperte sono più interessanti dei concerti per via delle correzioni effettuate dal direttore d’orchestra e delle relative spiegazioni.
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Vocale
Phoebe Voigts e le sue bambine
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_SaskatoonChildren_phJennyCarboniRAVENNA - La musica corale è un filone costante del Ravenna Festival che in questi ventotto anni ha portato nel nostro territorio ragazzi da tutto il mondo con interessanti ripercussioni  sulla coralità locale che, già ottimamente avviata grazie ad appassionati e generosi docenti, nel confronto può crescere e scoprire nuove vie espressive. L’ultimo gruppo a
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Opera dal Centro-Nord
L'Elisir č ritornato a Palazzo Pitti
servizio di Simone Tomei FREE

170713_Fi_00_ElisirDAmore_GiuseppeLaMalfa_phPietroPaoliniFIRENZE - Ma siamo proprio sicuri che l'elisir d'amore sia la bevanda spacciata dall’imbonitore Dulcamara, oppure sia proprio lo stesso ciarlatano un portatore vivente di questo portentoso rimedio? Spigolando qua e là mi sono imbattuto in questa lettura che mi piace riportare come curiosità e come momento ameno, prima di raccontarvi di una piacevole
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Opera dal Centro-Nord
Una grande Suzuki per la Madama
servizio di Athos Tromboni FREE

170713_Fe_00_MadamaButterfly_MarioMenicagliFERRARA - Come ogni estate anche quest’anno è ritornata la “Lirica in Castello”. Il titolo scelto dall’Associazione OperiAmo con il patrocinio del Teatro Comunale Claudio Abbado e la collaborazione dell’Orchestra Città di Ferrara, è stata la Madama Butterfly di Giacomo Puccini. L’ultima Butterfly in forma integrale che si ricordi a Ferrara fu quella del
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Musiche di Scena
Musica e cinema dialogano da sempre
servizio di Attilia Tartagni FREE

170712_Ra_00_GoldenRush_TimotyBrock ph_ZaniCasadioRAVENNA - Musica e Cinema, tema portante del  Ravenna Festival 2017, si è dipanato in tre momenti (il 3 giugno, il 1° luglio e l’ 11 luglio) combinando alle immagini in movimento risoluzioni musicali originali, ricostruite o nuovamente arrangiate: Il gabinetto del Dr. Calligaris di Robert Viene (1919) con accompagnamento live soundtrack Edison Studio
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Opera dal Nord-Est
Butterfly molto tradizionale molto bella
servizio di Simone Tomei FREE

170712_Vr_00_MadamaButterfly_FotoEnneviVERONA - Non lo nascondo, né m’adonto… ma io trovo sempre di più un grande fascino, stile ed eleganza in questi allestimenti un po’ datati che molto spesso suscitano “isterie irrequiete” mal celate e qualche moto di stizza che poco si confà alla più elementare dettame del galateo. Sto parlando della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, quale quarto
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Personaggi
Mirella Parutto in Corso d'Opera
intervista di Simone Tomei FREE

170712_Cortona_00_CorsoDOpera_MirellaParuttoCORTONA (AR) - La grande lirica si è data appuntamento a Cortona, splendida città d’arte nel cuore della Toscana che dal 21 giugno al 10 luglio 2017 ha ospitato “Corso d’Opera”, masterclass di alto perfezionamento che vede impegnati docenti di fama internazionale quali Mirella Parutto (Tecnica Vocale), Michele Pertusi (Interpretazione), Lucio Gallo (Interpretazione, Musica
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Operetta and Musical
L'Operetta chiama Budapest e Trieste
servizio di Rossana Poletti FREE

170710_Ts_01_LOperettaFranzLeharTRIESTE - In città e nel territorio triestino la tradizione dell’operetta ungherese viene da lontano, da quei favolosi anni '60 del Novecento, quando per svariate motivazioni il Teatro Verdi interruppe il Festival (era la prima volta e non fu senza dubbio l’ultima), per riprenderlo soltanto nel 1970 al Politeama Rossetti. A mantenere la tradizione, che aveva
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Nuove Musiche
Arevalos e le sue Metamorphosis
servizio di Attilia Tartagni FREE

170709_Ra_00_MatteoRamonArevalos_phAngeloPalmieriRAVENNA - Matteo Ramon Arevalos, pianista-compositore  ravennate, è stato acclamato protagonista della performance sonora-visiva Metamorphosis il 3 luglio 2017 al Ridotto del Teatro Alighieri per il Ravenna Festival 2017, mix di varie arti, con un tale afflusso di persone da risultare quasi inadeguato. Arevalos, compositore avventuroso
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

170707_Vr_00_Rigoletto_JessicPratt_EnneviFotoVERONA - Come il vino rosso spesso migliora con il passare del tempo, così gli allestimenti operistici trovano, rappresentazione dopo rappresentazione, una maggiore amalgama  e fluidità ed un sapore più corposo ed intenso. Reduce dal primo ascolto di Rigoletto all'interno del Festival dell'Arena di Verona (di cui potete leggere qui la
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Soci Uncalm
A Bruson il Premio Caruso 2017
FREE

170701_Lastra_00_RenatoBrusonLASTRA A SIGNA (FI) - Nello scenario magnifico di Villa Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, che Enrico Caruso acquistò nel 1905  che fu la sua residenza  e quella della sua famiglia fino al 1928, si è svolta la cerimonia di consegna del quarantennale “Premio Caruso” che quest’anno è stato assegnato al grande baritono Renato Bruson con la
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Echi dal Territorio
Una sera all'Opera per i lughesi
servizio di Attilia Tartagni FREE

170707_Lugo_00_UnaSeraAllOpera_DanielaPiniLUGO (RA) - Fra gli eventi  contemplati da “Sere d’estate al Chiostro del Monte” dal 19 giugno al 29 luglio 2017 a Lugo di Romagna, in via Garibaldi 11 (ospitava fino a pochi anni fa la rassegna estiva di jazz),  “Una sera all’Opera” del 6 luglio è stata un trionfo di canto lirico, canto corale e voci strumentali e ha confermato lo spessore artistico dei due
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este 2017
FREE

170707_Fe_00_MusicaMarfisa_ProiettiDiValerioAntonioFERRARA - È stata presentata giovedì 6 luglio 2017 nella residenza municipale la rassegna di concerti Musica a Marfisa d'Este, in programma nella loggia del giardino di Corso Giovecca 170 da giovedì 13 luglio a martedì 15 agosto 2017, sempre alle 21.15. All'incontro con i giornalisti sono intervenuti il vicesindaco e assessore alla Cultura, 
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Classica
Grande serata musicale con Sostakovic
servizio di Attilia Tartagni FREE

170705_Ra_00_OrchestraSanPietroburgo_DenisMatsuev_phZani-CasadioRAVENNA - Il 4 luglio 2017 al Pala De André il Ravenna Festival ha fatto un grande centro grazie alla monumentale Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo superbamente diretta da Nikolay Alexeev, braccio destro Di Yury Temirkanov che, per indisposizione, ha rinunciato a guidarne la tournée. La musica del compositore russo Dmitrij
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto con costumi e scene storiche
servizio di Simone Tomei FREE

170703_Vr_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkhabat_EnneviFotoVERONA - Mi domando per l'ennesima volta, dopo aver assistito al Rigoletto di Giuseppe Verdi in Arena, come mai si debba sempre gridare allo scandalo  con tanto di “isteria snobbante” allorché si assiste ad un allestimento datato, ma che porta in grembo una cura particolare alla didascalia, al libretto, alla partitura e soprattutto al rispetto delle
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Jazz Pop Rock Etno
Tra Anguille e Tarante gioiosamente
servizio di Athos Tromboni FREE

170703_Comacchio_00_AnguilleETarante_AmbrogioSparagnaCOMACCHIO (FE) - Due giornate trascorse “Tra Anguille e Tarante” nella cittadina lagunare insieme ad Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma, le danzatrici di taranta dirette da Francesca Trenta, le “cantatrici e cantori” del coro popolare di Comacchio ed il cantautore Luca Barbarossa. Questo il programma
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Ballo and Bello
Alicia Alonso dalla storia al mito
servizio di Athos Tromboni FREE

170630_Ra_00_BalletNacionalDeCuba-AliciaAlonsoRAVENNA - Alicia Alonso è viva? Nella memoria dei ballettofili sì, nella realtà, chissà, verrebbe da dire… nata nel 1920, diventò in gioventù una delle più grandi étoiles della danza classica, poi divenne cieca, continuò a danzare al buio, poi fondò il Ballet Nacional de Cuba; grazie all’amicizia concessale da Fidel Castro portò tanti cubani a conoscere ed
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Classica
Violinisti romagnoli per Corelli
servizio di Attilia Tartagni FREE

170628_Ra_00_FollieCorelliane_ArcangeloCorelliRAVENNA - La musica di Arcangelo Corelli nato in terra di Romagna e musicista del mondo ha fatto un tale “rumore” ai suoi tempi da arrivare intatta ai giorni nostri, godibile ancorché segnata dai caratteri barocchi. Le sue pagine per violino hanno aperto la strada al virtuosismo e alla ricerca timbrica per uno strumento rimasto prodigiosamente
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Opera dal Nord-Est
Nabucco č Radetzky a Milano
servizio di Athos Tromboni FREE

170624_Vr_00_Nabucco_FotoEnneviVERONA - Dopo tre anni di cartelloni estivi con produzioni riciclate prese dall’ampio archivio in dotazione, l’Arena di Verona ha inaugurato venerdì 23 giugno 2017 il Festival con una nuova produzione: il Nabucco di Giuseppe Verdi, l’opera più rappresentata nell’anfiteatro romano dopo l’Aida e la Carmen di Bizet. Arrivare in Piazza Bra con un sole al tramonto che
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Opera dal Centro-Sud
Reims un viaggio nel Viaggio
servizio di Simone Tomei FREE

170623_Rm_00_ViaggioAReims_StefanoMontanariROMA - In una calda domenica di giugno ero a Roma per assistere alla rappresentazione di Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini; un viaggio reale per assistere ad un "viaggio rappresentato" che si è rivelato poi molto particolare ed accattivante. Si sa che questo capolavoro del Cigno pesarese fu composto per un'occasione ben precisa, ossia
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Eventi
L'Arena apre il 23 giugno
redatto da Athos Tromboni FREE

170621_Vr_00_Arena2017_DanielOren_phFotoEnneviVERONA - Il Festival lirico 2017 dell'Arena prende il via venerdì 23 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico areniano: Nabucco di Giuseppe Verdi, in programma per dodici serate fino al 26 agosto 2017. Quest’anno è proposto in un nuovo allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard, con le scene di Alessandro Camera. Il trucco
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Classica
Anne-Sophie e Slatkin uragano d'applausi
servizio di Attlia Tartagni FREE

170619_00_Ra_AnneSophieMutter_phSilviaLelliRAVENNA - Gli appuntamenti con le grandi orchestre e i direttori internazionali sono fra gli appuntamenti più seguiti del Ravenna Festival e quello del 15 giugno al Pala De André con l’Orchestre National de Lyon diretta dal M° Leonard Slatkin non ha fatto eccezione. Slatkin è  anche Direttore musicale della Detroit Symphony Orchestra e, in qualità
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Opera dal Centro-Nord
Cenerentola la tradizione non tradizionale
servizio di Simone Tomei FREE

170616_Fi_00_LaCenerentola_phSimoneDonati TerraProjectContrastoFIRENZE - Rossini è sempre Rossini e dopo più di venti anni la sua Cenerentola riapproda al Teatro di Firenze quale titolo inaugurale della Stagione estiva nel cortile di Palazzo Pitti. Un nuovo allestimento volto alla tradizionalità, ma al contempo non tradizionalista, che porta la firma della regista Manu Lalli; un allestimento che vede in campo una
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Eventi
Trieste, cartelloni col grande repertorio
redatto da Rossana Poletti FREE

170614_Ts_00_EzioBossoTRIESTE - «Il titolo della prossima stagione lirica “Sulle ali della passione” è la prosecuzione dei sogni che avevamo voluto sviluppare l’anno scorso. Abbiamo migliorato l’affluenza del pubblico con un più 15%, abbiamo dato al teatro maggior visibilità che ci ha portato nuovi sostenitori e sponsor. Nel futuro dobbiamo se possibile fare meglio». Con
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Opera dal Nord-Est
Tosca ha chiuso la stagione del Verdi
servizio di Rossana Poletti FREE

170600_Ts_00_Tosca_SvetlaVassileva_phFabioParenzanTRIESTE, Teatro Verdi - Una scenografia imponente, grandi colonnati scuri, altari e una tela su cui il maestro sta lavorando. Un velo permette di far scorrere davanti alla scena immagini di un film in cui si srotola la storia di Floria Tosca e Mario Cavaradossi. Perfetto solo per chi lo vede dal centro della platea, meno godibile per palchi e gallerie
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Ballo and Bello
Dubois apogeo del paradosso
servizio di Athos Tromboni FREE

170609_Ra_00_MemoiresSeigneur_RemiRichaudRAVENNA - Il pluripremiato Olivier Dubois ha portato al festival ravennate, l'8 giugno 2017, il suo più recente spettacolo di danza, Les mémoires d'un Seigneur, riscuotendo un caloroso successo. Dato per scontato che fra il pubblico c'erano comunque i "tifosi" dei 40 danzatori non professionisti selezionati a Ravenna, danzatori coinvolti dal coreografo
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Eventi
Danza 2017-18 al Comunale Abbado
servizio di Athos Tromboni FREE

170609_Fe_00_Danza_FrancescaPenniniFERRARA - La parte del leone, nel cartellone di danza 2017-18 del Teatro Comunale Claudio Abbado, la farà la compagnia residente, il CollettivO CineticO creato e diretto dalla danzatrice e coreografa Francesca Pennini. La presentazione della stagione, oggi 9 giugno 2017, è stata fatta nella ex caffetteria del Castello Estense, essendo il Teatro Comunale
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Vocale
Controcanti da San Marco a Sant'Apolinare
servizio di Attilia Tartagni FREE

170606_Ra_00_ControcantiSantApolinareInClasse_AntonioGrecoRAVENNA - Un concerto raffinato ed emozionante sulla scia della “musica dello spazio” nata a Venezia nel Cinquecento, quando nella Basilica di San Marco fu sperimentata la meraviglia dei suoni diversamente distribuiti da Andrea Gabrieli e da suo nipote Giovanni, probabilmente sugli echi arrivati dal Nord sulle rotte del commercio: questo ci ha
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Echi dal Territorio
Cartoline da La bohčme e poi...
servizio di Simone Tomei FREE

170604_Lu_00_CartolinePucciniane_AnnalisaDAgostoLUCCA - Caro Giacomo, anche quest’anno la tua Lucca ti invia una memoria, una cartolina, anzi ben cinque te ne arriveranno per suggellare ancor di più il legame e la riconoscenza che il “tuo” popolo e la “tua” città hanno nei tuoi confronti. Siamo al primo di giugno e alle ore 18 si è tenuto il primo appuntamento estivo con le Cartoline pucciniane: selezioni
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Diario
Junun, Scipione e il Summer Storm
Athos Tromboni FREE

170603_Ra_00_Junun_JonnyGreenwoodRAVENNA - Cos'è Junun? Junun è una parola urdu che designa la follia; una follia, però, che ha il retrogusto dell'amore, uno stato d'animo ambivalente e inafferrabile che appartiene alla sensibilità orientale. Junun  è un'odissea musicale sulla rotta che porta nel cuore dell'India ... Junun è un progetto firmato dal chitarrista dei Radiohead, Jonny
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Libri in Redazione
Un libro poco mito tante veritā
servizio di Massimo Crispi, tenore FREE

170602_Libri_00_RobinHendrixRobin Hendrix
How to sing like the great singers, 2016
(Cantare come i grandi cantanti) www.robinhendrix.com
Questa è la sfida della cantante e insegnante di canto Robin Hendrix nel suo libro, in inglese, sull’apprendimento del
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Diario
Tosti e D'Annunzio fra parole e musica
Simone Tomei FREE

170601_TostiEDAnnunzio_00_CastelnuovoGarfagnana_EmmaMartelliniCASTELNUOVO GARFAGNANA (LU) - Caro diario, ho aspettato qualche giorno prima di scrivere sulle tue pagine qualche impressione in merito all’iniziativa che ho fortemente voluto all’interno di questo mio percorso scolastico come insegnante di potenziamento all’ISI Barga; con la mia garbata sfrontatezza un mattino di fine febbraio chiesi appuntamento
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Libri in Redazione
Un catalogo che non č quello di Leporello
recensione di Athos Tromboni FREE

170530_Ra_00_CatalogoRavennaFestival_AleksejKrucenychRAVENNA FESTIVAL
25 maggio - 22 luglio 2017
Il rumore del tempo - euro 30
Come per le edizioni precedenti, anche questa tornata del Ravenna Festival affianca al nutrito calendario di spettacoli un catalogo della rassegna che assume il titolo della rassegna stessa: Il rumore del tempo. Si tratta di un ricco contributo saggistico,
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Classica
Gerstein e la seconda versione del primo
servizio di Athos Tromboni FREE

170529_Ra_00_MunichPhilharmonicOrchestra_KirillGerstein_phSashaGusovRAVENNA - Quando si pensa al Concerto n.1 in Si bemolle maggiore Op.23 per pianoforte e orchestra di Petr Il'ic Chajkovskij si ha presente la magniloquenza dell'attacco pianistico, dopo poche battute dell'orchestra, e quel procedere del dialogo fra lo strumento solista e il tutti (primo tema) che sembra una marcia trionfale verso la bellezza.
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Opera dalle Isole
Werther un ammalato d'amore
servizio di Salvatore Aiello FREE

170528_Pa_00_Werther_GiorgiaGuerra_phRosellinaGarboPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione del Massimo è approdato Werther  nell’insolita idea registica di Giorgia Guerra animata dalla voglia di  rappresentare, con un tentativo di attualizzazione, l’amore impossibile,  come in un vecchio film degli anni ’50 e con superflui spettatori-mimi nel parterre della sala intenti ad aspettare
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Eventi
Presentata la stagione del Giglio
redatto da Simone Tomei FREE

170528_Lu_00_TeatroDelGiglio2017-18_LucreziaLanteDellaRovereLUCCA - L’incontro di Mercoledi 24 maggio 2017 del ridotto del Teatro del Giglio è stato l’inizio di un percorso nuovo che mette in evidenza alcune novità di una stagione 2017/2018 molto interessante e molto viva per il Teatro lucchese. Prima però di illustrare i contenuti della nuova stagione, è stato fatto un richiamo alla stagione precedente, che  ha
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Soci Uncalm
Storia e progetti del Conservatorio Paganini
servizio di Giuseppe Isoleri FREE

170528_Ge_00_50AnniDelConservatorioPaganini_MarcoGuidariniGENOVA - Il Conservatorio “Niccolò Paganini” festeggia in questi mesi i cinquant’anni di statizzazione. La sua storia, in realtà, è assai più lunga. L’Istituto nacque, infatti, nel 1829, come “Scuola Gratuita di Canto” per fornire coristi (e poi strumentisti) al neonato Teatro Carlo Felice inaugurato nel 1828. Fra i suoi primissimi allievi si ricorda
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Eventi
Occhi puntati su Ravenna Festival
servizio di Attilia Tartagni FREE

170524_Ra_00_MarcoMartinelli_phAlessandraDragoni.RAVENNA - Sono diversi gli appuntamenti ripetuti giornalmente della  XXVIII° edizione del  Ravenna Festival che si apre di fatto il 28 maggio 2017 ma che anticipa alcuni appuntamenti destinati ai giovani e alle scuole. Anche per questa edizione il Ravenna Festival conferma la sua natura plurilinguistica: mostre fotografiche, pittoriche, documentali
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Prosa
Ferrara presenta la nuova Stagione di Prosa
servizio di Athos Tromboni FREE

170524_Fe_00_Prosa_MariaPaiatoFERRARA - È stata presentata oggi la stagione di prosa 2017/18 del Teatro Comunale Claudio Abbado, dieci titoli "più uno". Alla conferenza stampa sono intervenuti Roberta Ziosi (presidente del teatro), Marino Pedroni (direttore artistico), Massimo Maisto (vicesindaco e assessore alla Cultura) e Horacio Czertok del Teatro Nucleo, regista,
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Dvd in Redazione
Il Padre Nostro inciso da Benedetta Kim
recensione di Athos Tromboni FREE

170524_Dvd_00_PadreNostro-BenedettaKimBenedetta Kim - Padre Nostro
dal Musical "Il Primo Papa"
musica di Tony Labriola e Stefano Govoni
E' uscita la versione coreana, per la voce del soprano Benedetta Kim, (qui in veste anche di autrice), del "Padre Nostro" dal musical "Il Primo Papa", spettacolo di straordinaria bellezza che racconta la storia
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Opera dal Nord-Ovest
Maria Stuarda vista da un basso buffo
servizio di Simone Tomei FREE

170523_Ge_00_MariaSturada_DesireeRancatore_phMarcelloOrselliGENOVA - Il Teatro Carlo Felice ed il melodramma Maria Stuarda di Gaetano Donizetti non potevano mancare alla mia visione che proprio nel week end del 20 e 21 maggio 2017 ha visto il compimento della Trilogia delle “Regine donizettiane” ad opera di una team affiatato e vincente; Alfonso Antoniozzi regista, Monica Manganelli scenografa,
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