Pubblicato il 05 Luglio 2024
L'opera di Georg Friedrich Händel non è ambientata dal regista Christopher Alden a Napoli
Partenope emigra a Parigi servizio di Ramón Jacques

20240705_SanFrancisco_00_Partenope_JulieFuchs_phCoryWeaver SAN FRANCISCO (USA) -  War Memorial Opera House, 19 giugno 2024. Partenope, opera lirica in tre atti di Georg Friedrich Händel su libretto italiano anonimo, adattata nel 1699 da Silvio Stampiglia, e la cui prima assoluta ebbe luogo al King's Theatre di Londra il 24 Febbraio 1730 - come molte delle opere di Händel - non è una delle opere più conosciute o apprezzate del compositore tedesco, né viene messa in scena frequentemente. Negli Stati Uniti, ad esempio, ha debuttato nel 1988 all'Omaha Opera House, lo stesso anno è stata vista al Glimmerglass Festival di New York e alla New York City Opera, dove è stata poi ripresa nel 2010.
Nel 2014, la San Francisco Opera aveva deciso di includerla nella sua stagione in una nuova produzione teatrale commissionata al regista americano Christopher Alden, andata in scena per la prima volta all'English National Opera di Londra nel 2008. Le rappresentazioni di San Francisco vedevano nel ruolo della protagonista il soprano Danielle de Niese, e trattandosi di un importante teatro americano, questo ha attirato l'attenzione di molti appassionati e critici, rendendolo uno spettacolo di successo. L’opera avrebbe dovuto essere rappresentata nell’estate del 2020, ma ha dovuto essere cancellata a causa del Covid, insieme a Ernani di Verdi e The (R)evolution of Steve Jobs di Mason Bates, che è stata già riproposta nella scorsa stagione; ma di Ernani non si conosce ancora la data del suo recupero, poiché non è stata inserita nella prossima stagione.
Almeno quest'estate è stato possibile godersi quel gioiello handeliano che è Partenope.
Come molte opere del repertorio antico, la trama di questa opera comprende varie situazioni comiche, e assieme ad Agrippina, che si stacca dallo stile dell’opera seria (come era abitudine di Händel di comporre), fu considerata ai suoi tempi un'opera poco attraente, per la vastità delle arie e i lunghi recitativi, oltre che per la sua frivolezza dovuta agli intrecci amorosi che compongono la trama.
Per questa rappresentazione di ben tre ore e mezza furono apportati diversi tagli alla partitura, eliminando alcuni numeri, come una sinfonia, dei recitativi e alcune arie in ciascuno dei tre atti, per non farla durare più di quattro ore, come sarebbe stata la versione senza tagli.
Essendo un'opera votata alla commedia ma che include un personaggio mitologico come la regina Partenope, fondatrice di Napoli, la scena è ambientata a Parigi negli anni '20 del Novecento, dove Partenope è una raffinata aristocratica, che organizza un gioco di carte nell'elegante e spaziosa sala del suo palazzo.
Riassumendo la trama in poche parole, i personaggi di Arsace, Armindo ed Emilio corteggiano Partenope, la quale mostra di preferire Arsace, ma compare il personaggio di Rosmina, travestita da Eurimine per allontanare Arsace, suo ex compagno, da Partenope. Alla fine Partenope sceglie Armindo e Rosmira riprende Arsace.
Christopher Alden ha saputo sfruttare la comicità che la storia permette, senza cadere in eccessi, riuscendo a realizzare uno spettacolo fluido, divertente, senza idee fuori luogo o eccessi.

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L'idea scenica di Andrew Liebermann è esteticamente attraente, con un ampio spazio bianco che contiene un'enorme scalinata da un lato del palco e un tavolo dall'altro, che è il salone menzionato prima, rappresentativo dell’avanguardia del XIX secolo. Il secondo atto si svolge nel seminterrato di quel palazzo, e l'ultimo atto ci mostra un collage realizzato su un enorme muro bianco con fotografie del personaggio del guerriero Emilio, che qui è una specie di paparazzo che usa la sua macchina fotografica invece della spada per esplorare e indagare una comme rappresentazione o avatar del fotografo Man Ray; per concludere lo spettacolo nella stessa stanza, con il personaggio di Partenope che poggia una gamba su una sedia e l'altra sul tavolo, la stessa scena con cui inizia la rappresentazione quando il tenore si alza, come esempio dell’importanza gerarchica del personaggio.
Quell’immagine appartiene ad una fotografia scattata nel 1920 alla scrittrice Nancy Cunard dal fotografo Man Ray, di cui sono stati proiettati video e immagini della sua opera. Nella progettazione e nei tratti di questo allestimento si notano influssi dei movimenti surrealisti e dadaisti, come le maschere utilizzate dai personaggi, di André Breton, o i dipinti di Pablo Picasso, ecc. e vanno menzionati anche i costumi eleganti, dell’epoca di Jon Morrell.
Per l'occasione si è formato un buon cast con la presenza del soprano  francese Julie Fuchs nel ruolo di Partenope, che, al suo debutto americano, ha mostrato affinità con il repertorio barocco, fraseggiando con buon gusto ed eleganza, agilità nel canto e un timbro vivace e duttile. Mostrando personalità e eleganza scenica con i suoi movimenti delicati e calibrati, ha anche dato autorevolezza al personaggio di Partenope, suscitando interesse per la sua versione anni '20.
Si è distinto anche il controtenore italiano Carlo Vistoli che, anch’egli al suo debutto su un palcoscenico americano, ha dato rilevanza al personaggio di Arsace, recitando bene e con grazia, esibendo virtuosismo nel suo canto e in ciascuna delle sue arie, con una voce delicata, piena di musicalità ed elasticità in tutto il registro.
Nel caso del controtenore Nicholas Tamagna, nel ruolo di Ormindo, la sua voce sembrava un po' più pesante e aspra nell’emissione, ma riusciva comunque a gestirla con disinvoltura e virtuosismo e il suo disimpegno attoriale era giustamente comico.
Il mezzosoprano Daniela Mack, nel ruolo di Rosmira (e travestita da Eurimene) e il tenore Alek Shrader nel ruolo di Emilio, facevano parte del cast dell'opera nel 2014, impegnati negli stessi ruoli.
Daniela Mack ha cantato correttamente con la sua voce brunita, vellutata e morbida e, nonostante una certa durezza nelle colorature, ha mostrato le sue qualità canore e consapevolezza stilistica.
Da parte sua, Shrader ha cantato con un tono caldo e un colore piacevole, molto attivo e divertente in scena. Il baritono Hadleigh Adams ha interpretato bene vocalmente il malizioso Ormonte, ma in generale ha recitato in modo esagerato.

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Come aveva fatto nell'Orlando dello stesso compositore, nell'esecuzione del 2019, il maestro inglese Christopher Molds ha diretto l'orchestra dal clavicembalo, dando una lettura di questa sontuosa partitura fluida, leggera, piacevole e ben condotta, la cui musica, soprattutto nella parti dei corni e delle trombe, somiglia molto a quella del Messiah. L'orchestra ridotta a trentotto strumentisti con strumenti d'epoca, e con la buca dell'orchestra rialzata un po' più del normale, come si fa di solito qui con questo tipo di opere o con Mozart, ha offerto un'esecuzione brillante della partitura e ha fornito accompagnamento e sostegno appropriati per una rigogliosa resa vocale.

Crediti fotografici: Cory Weaver / San Francisco Opera
Nella miniatura in alto: la protagonista Julie Fuchs (Partenope)
Sotto, in sequenza: belle istantanee di Cory Weaver sul cast alla San Francisco Opera





Pubblicato il 06 Giugno 2024
Il Festival Berlioz di La Côte-Saint-André ha messo in scena un'opera di Berlioz raramente rappresentata
Béatrice et Bénédict secondo Michieletto servizio di Ramón Jacques

20240606_Lione_00_BeatriceEtBenedict_GiuliaScopelliti_phBertrandStoflethLIONE (Francia) - Il compositore Héctor Berlioz (1803-1869) è nato nella città di La Côte-Saint-André nella regione dell'Auvenia-Rodano, a circa 75 chilometri dalla città di Lione, quindi è praticamente da considerarsi un compositore di casa. Si tratta tuttavia di una coincidenza, poiché non esiste uno stretto rapporto tra le opere del compositore e questo teatro dove sono state rappresentate poche delle sue opere, in particolare La Damnation de Faust e Béatrice et Bénédict, che ha debuttato qui nel 1981, ed è stato vista per l'ultima volta nella stagione 1992. La popolarità di Berlioz come compositore è dovuta soprattutto alla sua Symphonie fantastique (1830), alla sua sinfonia corale Roméo et Juliette (1839), al già citato pezzo drammatico La Damnation de Faust (1846) e al suo grand-opera Les Troyens (1863). 
Eppure, la sua fama e il suo contributo al periodo romantico musicale non passano inosservati alle istituzioni musicali francesi, che dal 1979 organizzano il Festival Berlioz, in luoghi e chiese della città natale del compositore, così come nelle città circostanti: e questa produzione di Béatrice et Bénédict a Lione è stata realizzata proprio in coproduzione con il suddetto festival. 
Quest'opéra-comique in due atti, la cui prima fu diretta dallo stesso Berlioz il 9 agosto 1862 al Neus Theatre di Baden (Germania), e che fu ascoltata per la prima volta in Francia nel 1890 - quasi trent'anni dopo la sua prima esecuzione assoluta e ventuno anni dopo la morte del compositore - è basata sulla commedia romantica scritta da William Shakespeare, Much to do about nothing (Molto rumore per nulla come è nota in Italia), è proprio in quell'aspetto romantico, carico di commedia e burlesque, che ha ispirato il noto regista italiano Damiano Michieletto per creare questa produzione.  Non si può negare che, attualmente, gran parte delle decisioni di programmazione dei teatri ruotano attorno alla presenza di alcuni registi, che hanno assunto un ruolo talvolta eccessivo. 
Michieletto, noto per le sue audaci letture di brani generalmente dimenticati e abbandonati, ha situato l'azione - incentrata su due visioni opposte dell'amore tra due coppie: la sicurezza del matrimonio tra Claudio e Héro e la paura del fidanzamento di Béatrice con Bénédict - senza riferimenti alla Sicilia del XVI secolo come indicato nella pièce. Michieletto la colloca in un cubo bianco in scena, disegnato da Paolo Fantin, in epoca indeterminata, con costumi di varie epoche, di Agostino Cavalca, e luci brillanti nei toni del bianco e nero di Alessandro Carletti.
Sul cubo, che ricopriva tutto il palco, c'erano tanti microfoni, che i membri del coro utilizzavano mentre coreografavano e cantavano; e con la presenza di Somarone, personaggio inventato da Berlioz, che qui rappresentava una sorta di tecnico responsabile di un apparente studio di registrazione musicale, che si presentava con le sue cuffie e il suo registratore e indicava ai coristi come posizionarsi e cantare nei loro microfoni. 

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Quando i personaggi principali apparivano sul palco, dovevano anche eseguire i loro dialoghi attraverso dei microfoni posti nello spazio tra il cubo bianco e la buca. In certi momenti, il cubo si apriva a metà e il palcoscenico diventava una giungla esotica e fitta dove vagavano i personaggi nudi di Adamo ed Eva, e persino un gorilla.  Visivamente, l'ambientazione sembrava attraente e affascinante, mostrando due realtà diverse, ma man mano che lo spettacolo andava avanti divenne distaccato e distanziato dalla trama, rendendo difficile stabilire una relazione, un significato o una coerenza tra il montaggio e l'azione, forse una rappresentazione e contrasto tra l'amore più puro - con il bianco - e quello più selvaggio e misterioso - nella giungla -, qui rappresentato con idee più vicine al Regietheater, che allo spirito shakespeariano o a quello dello stesso Berlioz. 
Nella parte orchestrale e vocale, l'opera ha pienamente adempiuto alla sua missione di soddisfare il pubblico con la sontuosa orchestrazione, il canto e le parti corali. Memorabile, ad esempio, è stato il sublime duetto “Nuit paisible” tra il soprano Giulia Scopelliti (Héro) e il mezzosoprano Thandiswa Mpongwana (Ursule).  In particolare, il soprano italo-tedesco Giulia Scopelliti ha dimostrato portamento, personalità ed eleganza sul palco, con il tocco di astuzia che il personaggio richiede, sommato alla chiarezza e all'ampiezza dei colori con cui scolpisce il suo canto, fino a commuovere con la sua aria "Je vais le voir”, facendo risaltare il suo personaggio in ogni suo intervento.
Da parte sua, il mezzosoprano sudafricano Thandiswa Mpongwana a esibito una tonalità oscura e profonda appropriata alla sua parte. 
Si sono comportati bene vocalmente e recitando, in ciascuno dei loro personaggi il baritono Pawel Trojak nel ruolo di Claudio; il basso-baritono Pete Thanapat nel ruolo di Don Pedro; Il baritono belga Ivan Thirion nel ruolo di un Somarone divertente e molto attivo; così come l'attore Gérald Robert-Tissot nel ruolo parlante di Léonato.
Infine, impersonando i ruoli principali dell'opera, il tenore gallese Robert Lewis, in abiti militari, ha cantato la sua parte di Bénédict con passione e dedizione, un tono lirico chiaro e caldo, nonostante alcune difficoltà nell'emissione di alcune note acute. Da parte sua, il mezzosoprano italiano Cecilia Molinari ha mostrato le sue qualità vocali e la sua vasta esperienza, rendendola una cantante ideale per il personaggio di Béatrice. Ha impregnato il suo canto di sfumature e tonalità piacevoli, dimostrandosi un'amante capricciosa e loquace come richiedeva l'ambiente. 
Eccezionale è stato il coro molto professionale dell'Opéra de Lyon, guidato dai suoi direttori Benedict Kearns e Guillaume Rault, mettendo in risalto in particolare il coro allegro e la "sicilianne" con cui inizia l'opera.

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A capo dell'orchestra dell'Orchestre de l'Opéra de Lyon c'era il maestro Johannes Debus, direttore musicale della Canadian Opera Company di Toronto, dai cui musicisti riuscì a estrarre la sontuosità, i contrasti e la squisitezza della partitura di Berlioz, essendo attento all'equilibrio tra i cantanti e l'orchestra, e la ricerca dei timbri e dei colori che emergono da questo lavoro.
(La recensione si riferisce allo spettacolo di mercoledì 22 Maggio 2024)

Crediti fotografici: Bertrand Stofleth per il Festival Berlioz di La Côte-Saint-André
Nella miniatura in alto: il soprano Giulia Scopelliti (Héro)
Al centro e sotto: belle istantanee di Bertrand Stofleth sulla messinscena ideata da Michieletto





Pubblicato il 28 Aprile 2024
Personaggio un tantino provocatorio voluto dalla regista Shawna Lacey ma lo recita ha avuto successo
La Traviata osé servizio di Ramón Jacques

20240428_LosAngeles_00_LaTraviata_RachelWillisSorensen_phCoryWeaverLOS ANGELES - Dorothy Chandler Pavilion (California USA). La terza opera della cosiddetta 'trilogia popolare' di Giuseppe Verdi (1813-1901) è La Traviata, la cui première avvenne il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia, e che è senza dubbio considerata oggi il suo titolo più popolare, tra le altre cose, per la sua ricchezza melodica, inventiva e vocalità espressiva, che sono così strettamente legate alla commovente e tragica storia d’amore. Certamente questa popolarità si è manifestata evidente dal recente allestimento realizzato dall'Opera di Los Angeles (LA Opera), che mi ha fatto ricordare che nel periodo post-pandemia questo è stato lo spettacolo a cui hanno preso parte il maggior numero di spettatori, con tutti i posti esauriti nell'enorme teatro Dorothy Chandler Pavilion.
Potrebbe essere una conseguenza della decisione del pubblico di tornare a teatro per assistere agli spettacoli dal vivo o sarà stata l'occasione dovuta alla presentazione di questo titolo, assente su questo palco dalla stagione 2019? La verità è che opere che consideriamo come classici non lasciano mai scontento nessuno, e forse è una formula per recuperare pubblico in tante sale, che a livello internazionale soffrono ancora le conseguenze di un periodo di instabilità e di scarse presenze.
Per ora, dopo La Traviata di Verdi, l'Opera di Los Angeles proporrà come ultima opera della sua stagione, la Turandot di Giacomo Puccini, un'altra opera popolare e molto apprezzata, assente a livello locale da più di vent'anni.
Per questa Traviata è stata utilizzata la produzione dell'Opera di San Francisco, che aveva debuttato alla fine del 2022. Le scenografie, con costumi eleganti e variopinti di Robert Innes Hopkins, e le luci di Michael Clark, con la regia di Shawna Lacey, sono rispettosi di ciò che la storia racconta e sono inerenti al libretto.
L'ampio palcoscenico si apprezza per il movimento libero e fluido del coro e dei solisti, con l'azione posta all'interno di un opulento salone nel primo atto, in un immenso giardino, e ancora in un'altra enorme sala dalle pareti luminose e variopinte e mobilia rossa per la festa di Flora, e ancora nella stanza iniziale ora trasformata per l’ultimo atto nell'austero letto di morte di Violetta. Quando fu realizzata per la prima volta questa produzione fu dichiarata l'intenzione del teatro di San Francisco di tornare alle sue origini e avere una produzione che potesse essere ripresa e utilizzata in varie stagioni future. Da questo punto di vista la parte scenica era funzionale. Tuttavia, le dimensioni dell’allestimento fanno sì che ci siano due lunghi intervalli, facendo durare lo spettacolo fino a tre ore e mezza, come è successo qui. Inoltre, la Lacey ha voluto lasciare il segno, evidenziando l'erotismo e la sensualità della storia, con un rapporto più intimo e stretto tra i due protagonisti principali, dettaglio raramente visto in altre produzioni dove c'è una certa distanza tra di loro; e nel primo e nel terzo atto ha messo in scena la depravazione e la perversione vissute nella società e nell’ambiente mondano parigino, con eccessi, travestitismo, sadomasochismo, ecc. Che senza entrare in termini moralistici, sembrano non contribuire per nulla alla trama.

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La parte vocale è stata ben eseguita dai cantanti scelti per l'occasione, come il soprano Rachel Willis-Sørensen, che qui ha lasciato una piacevole impressione lo scorso anno nei panni di Desdemona nell'Otello verdiano, e che è tornata a impersonare in maniera convincente la cortigiana Violetta Valery. Sul palco appariva avvolta in una pelliccia, vivendo e recitando la sua parte con intensità, grazia e compostezza. Vocalmente, ha mostrato una tavolozza di colori raffinata e piacevole che sa focalizzare a seconda dell'umore o delle situazioni di tensione e ansia che sta attraversando il personaggio, oltre ad essere cadenzata e agile. Sebbene la proiezione e la densità della sua voce fossero punti che gli giocavano a sfavore, e nel primo atto, ha mostrato insicurezza e cautela nell'emissione degli acuti, durante e soprattutto alla fine di 'Sempre Libera', la sua interpretazione nel terzo atto è stata drammaticamente e vocalmente soddisfacente.
Anche il tenore armeno Liparit Avetisyan nei panni di Alfredo Germont ha avuto una performance contrastante. Ha indubbie qualità per quanto riguarda la voce e la timbrica, ma a volte ha mostrato difficoltà con il fiato, il che rendeva difficile far sentire la sua voce attraverso il volume orchestrale. La sua prestazione vocale è andata in crescendo d'intensità e ha finito per trovare un tono robusto, colorito e virile. Scenicamente ha esagerato nei momenti di rabbia e furore che vive il suo personaggio, come alla fine del secondo atto e durante il terzo, ma in generale è un artista che sa attuare la sua parte e sarà interessante poterlo ascoltare anche in altre occasioni.
Da parte sua, il baritono coreano Kihun Yoon (Giorgio Germont) ha mostrato un colore baritonale brillante, forte, potente, ma anche capace di meravigliare con i pianissimi quasi impercettibili della sua aria 'Pura siccome un angelo' e nel duetto con Violetta del seconda atto. Purtroppo, a causa del suo evidente aspetto giovanile, né l'abbigliamento né il trucco, oltre alla sua rigidità in palco, lo aiutavano a sembrare un credibile papà Germont anziano.
Corretti erano gli altri personaggi che interpretavano i ruoli minori come il mezzosoprano Sarah Saturnino, elegante e seducente Flora, il basso baritono Patrick Blackwell nel ruolo del Barone Duphol, il tenore Julius Ahn nel ruolo di Gastone, il basso Alan Williams nel ruolo del Dr. Grenvil, il baritono Ryan Wolfe nel ruolo del Marchese di Obigny e il mezzosoprano canadese Deepa Johnny nel breve ruolo di Annina; la maggior parte di essi fa parte della scuola dei giovani artisti di questo teatro.
Non si può non citare l'esibizione del Coro del teatro diretto da Jeremy Frank, e quella dell'orchestra che ha donato momenti di intensità, emozione e vigore sotto la lettura sicura e appassionata del suo direttore titolare James Conlon, che dal Preludio è sembrato cesellare lentamente la sontuosa partitura fino a commuovere il pubblico e regalare un posto di rilievo ai musicisti dell'orchestra.
Verdetto di gradimento e approvazione da parte del pubblico presente che ha applaudito intensamente, celebrando ogni uscita degli artisti dopo aver goduto della loro performance.
Si dice che il cliente abbia sempre ragione. A teatro, e soprattutto oggi, ad avere ragione alla fine è stato il pubblico.
(La recensione si riferisce alla recita di mercoledì 24 aprile 2024)

Crediti fotografici: Cory Weaver per il Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles
Nella miniatura in alto: il soprano Rachel Willis-Sørensen (Violetta Valery)
Al centro: la celebre scena del "brindisi"
Sotto in sequenza; ancora Rachel Willis-Sørensen; Kihun Yoon (Giorgio Germont) con la Willis-Sørensen; Kihun Yoon con Liparit Avetisyan (Alfredo Germont); Rachel Willis-Sørensen con Liparit Avetisyan





Pubblicato il 25 Aprile 2024
Criticabile messa in scena del 'dissoluto punito' tanto che lo spettacolo viene salvato dal canto
Don Giovanni tradito dalla regia servizio di Ramón Jacques

20240425_Houston_00_DonGiovanni_LucaPisaroni_phLynnLaneHOUSTON (Texas, USA) - Wortham Theater Center. La stagione della Houston Grand Opera, iniziata pochi mesi fa, in un batter d'occhio volge al termine, e lo fa con il Don Giovanni di Mozart, titolo sempre interessante, impegnativo e accattivante. Forse quando l'opera venne rappresentata per la prima volta il 29 ottobre 1787 al Teatro Nazionale di Praga, nessuno immaginava che con il passare del tempo, fino a giungere ai giorni nostri, il titolo avrebbe avuto la popolarità e l'impatto che ha, e che l'hanno portato a diventare una pietra miliare del repertorio operistico. Una riuscita produzione de Il dissoluto punito (come è scritto nel sottotitolo) richiede che le parti vocali, musicali e sceniche siano perfettamente in accordo, e purtroppo in questa occasione la parte scenica non ha pienamente assolto al suo compito.
La produzione teatrale del regista danese Kasper Holten, vista qui per la prima volta nel 2009 e proveniente dalla Royal Opera House di Londra, e alla cui coproduzione ha partecipato la Houston Grand Opera e altri teatri, è uno spettacolo meraviglioso e impattante sotto l'aspetto visivo, ma nella sua concezione sembra non tenere conto della presenza dei personaggi. Si vedeva in scena un cubo su due livelli sopra il centro del palcoscenico che con scale e muri all'interno di esso rappresentava un palazzo.
Il problema è che per gran parte dello spettacolo il palco ruotava in modo circolare, con l'intenzione registica di cambiare ambienti e scene, facendo camminare costantemente i cantanti mentre lo stesso palco si muoveva, provocando un costante effetto di distrazione e un certo fastidio per lo spettatore. Non esisteva una linea di regia adeguata e credibile, né linee guida per recitare con continuità, ma piuttosto la messa in scena consisteva in movimenti isolati dei personaggi, generalmente esagerati, con artisti che salivano e scendevano costantemente le scale senza una ragione o un senso convincente, con a volte alcuni che cantano al livello superiore e altri al livello inferiore a distanza. Quando avveniva una vera interazione tra i personaggi, questa si realizzava tra il cubo e il proscenio, come se si trattasse di scene rappresentate in versione da concerto.

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L'ideatore di questa produzione era Es Devlin, e i costumi appropriati ed eleganti, ad eccezione di quello di Leporello e della tunica bianca, fangosa e insanguinata del Commendatore che stonavano con gli altri, erano stati disegnati da Anja Vang Kragh. La parte migliore dell’allestimento è stata senza dubbio quella degli effetti delle proiezioni di Luke Halls, effettuate sulla scenografia, che così aveva la funzione di uno schermo.
Sul palco apparivano i nomi di tutte le conquiste di Don Giovanni, figure geometriche che davano un tocco cinematografico e surreale, e mettevano in risalto i dettagli delle pareti, delle porte e delle scale, dando allo spettatore l'impressione della struttura in legno o simulando lunghi corridoi. Tutto è stato realizzato in un ambiente buio, nero e cupo illuminato efficacemente da Bruno Poet.
In sintesi, la performance ha avuto esiti visivamente apprezzabili a livello estetico per gli spettatori, ma nella sua concezione ometteva la funzionalità e la presenza degli artisti. Un altro dettaglio che la messa in scena non è riuscita a risolvere e che ha lasciato una certa insoddisfazione, è stato che si è deciso di escludere la scena finale “Ah, dov'e e il perfido?” Concludendo lo spettacolo spegnendo le luci del palco nel momento della scomparsa di Don Giovanni.
È strano pensare che, con la sua carriera e la sua esperienza, Kasper Holten non potesse pensare a un inaspettato coup de théâtre in una scena così significativa.
La parte musicale e vocale dell'esecuzione ha superato le aspettative con la direzione musicale, delicata e dettagliata della direttrice d'orchestra inglese Dame Jane Glover, che ha suonato il clavicembalo dal podio durante i recitativi mentre dirigeva. Si tratta di una direttrice d’orchestra che scolpisce meticolosamente ogni dettaglio, realizzando una lettura molto stilizzata, leggera, dando importanza alle voci, sempre attenta ad estrarre le sfumature e gli aspetti più cadenzati e melodici della sontuosa partitura.
Il coro, diretto dal maestro Richard Bado, ha dato il suo contributo in modo preciso e professionale, disposto fuori scena, da dove si potevano ascoltare i suoi interventi.
Nel ruolo di Don Giovanni si è distinto il basso-baritono Luca Pisaroni, che era stato uno dei migliori interpreti di Leporello;  qui, nel ruolo del dissoluto punito, si è dimostrato un solido interprete e conoscitore del personaggio affidatogli, nonostante le scene di inspiegabile sofferenza e angoscia (imputabili ad un'errata regia e che apparivano fuori luogo) che non hanno sminuito il suo atteggiamento rissoso, provocatorio e seducente con cui impersonava il proprio ruolo. Vocalmente ha mostrato voce ampia, robusta e di colore gradevole, oltre al buon gusto, alla buona dizione e alla comprensione del testo e della parola cantata.
Il ruolo di Leporello è stato ben cantato dal basso-baritono Ryan McKinny, artista dalle eccezionali qualità vocali, ma il cui personaggio in questa produzione è stato ridotto all'anonimato, cosa che lo ha trasformato proprio in un personaggio poco partecipativo, ignaro della storia, come, ad esempio, quando sedeva in un angolo, perso tra le proiezioni durante tutta la scena finale tra Don Giovanni e il Commendatore.
Il mezzosoprano Sasha Cooke, al debutto nel ruolo di Donna Elvira, ha affascinato il pubblico per la seduzione del suo canto, per il timbro brunito e ricco di sfumature e per un'eccellente linea di canto che ha contribuito a rendere il suo personaggio uno dei più riusciti dal punto di vista vocale. La sua performance è stata adeguata, con una presenza radiosa e seducente, entro i parametri già descritti.
Da parte sua, il soprano Adrian Chuchman è stata una Donna Anna con acuti brillanti e una voce agile, flessibile e ben intonata; e il tenore Kang Wang, aveva una voce lirica leggera, di piacevole timbrica, ma priva di personalità e corpo nelle arie importanti del personaggio di Don Ottavio.
Il soprano Erika Baikoff è stata una Zerlina giovane e delicata, vocalmente ideale per il personaggio, irradiando una immagine graziosa e attraente.
Il baritono Norman Garrett è stato corretto nella sua interpretazione di Masetto, e il basso americano Patrick Guetti, che ha svolto la sua carriera su importanti palcoscenici in Europa, ha mostrato una forza e una profondità vocale inusuali per il personaggio del Commendatore, dandogli l’autorità e la solidità che gli corrisponde.

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Dopo Don Giovanni, la Houston Grand Opera presenterà The Sound Of Music di Rogers e Hamerstein come ultimo titolo, essendo uno dei pochi teatri importanti  negli Stati Uniti che nel corso della sua storia hanno avuto un rapporto molto stretto con i musical americani.
(La recensione si riferisce alla recita di venerdì 19 aprile 2024)

Crediti fotografici: Lynn Lane / HGO
Nella miniatura in alto: Luca Pisaroni (Don Giovanni)
Al centro: panoramica sull'allestimento voluto dal regista Kasper Holten
Sotto in sequenza: Luca Pisaroni con Adrian Chuchman (Donna Anna); con Erika Baikoff (Zerlina); con Ryan McKinny (Leporello); e con Sasha Cooke (Donna Elvira)






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Partenope emigra a Parigi
servizio di Ramón Jacques FREE

20240705_SanFrancisco_00_Partenope_JulieFuchs_phCoryWeaver SAN FRANCISCO (USA) -  War Memorial Opera House, 19 giugno 2024. Partenope, opera lirica in tre atti di Georg Friedrich Händel su libretto italiano anonimo, adattata nel 1699 da Silvio Stampiglia, e la cui prima assoluta ebbe luogo al King's Theatre di Londra il 24 Febbraio 1730 - come molte delle opere di Händel - non è una delle opere più
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Opera dal Nord-Ovest
Trittico omogeneizzato da Kratzer
servizio di Simone Tomei FREE

20240702_To_00_Trittico_PinchasSteinbergTORINO - La stagione lirica 2023/2024 del Teatro Regio chiude i battenti con un ulteriore omaggio a Giacomo Puccini mettendo in scena Il Trittico. Un’opera, anzi tre, nelle quali si snocciolano eventi e situazioni assai dissimili tra loro; una eterogeneità che spesso stimola la fantasia di molti registi alla ricerca di un filo conduttore che possa armonizzare
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Concorsi e Premi
Premio al Trio Ndayambaje
FREE

20240701_ACIREALE (CT)_00_MartaRavigliaACIREALE (CT) - Il Trio composto da studenti del biennio jazz del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" di Ferrara si è aggiudicato il premio per la miglior composizione originale della competizione tra jazz band dei Conservatori di Musica e di Scuole Musicali di Alta Formazione (AFAM) di tutta Italia, Jaci&Jazz Academy Award organizzata; il concorso svoltosi
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Opera dal Nord-Est
Torna il Barbiere dopo il diluvio
servizio di Angela Bosetto FREE

20240630_Vr_00_IlBarbiereDiSiviglia_MattiaOlivieri_phEnneviFotoVERONA - Quando, nella nona scena del Barbiere di Siviglia, il Conte d’Almaviva si lamenta dell’improvviso temporale, affermando «... Poter del mondo! Che tempo indiavolato ...», Figaro replica, soave: «Tempo da innamorati!». Ed è con il pensiero rivolto all’ottimismo del factotum rossiniano che il pubblico attende la prima areniana stagionale
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Jazz Pop Rock Etno
Settant'anni di Romagna mia
servizio di Attilia Tartagni FREE

20240629_Cervia_00_RomagnaMiaARavennaFestival_SecondoCasadeiCERVIA (RA) - Ravenna Festival, dopo “Casadei secondo a nessuno” del 2013, omaggia di nuovo lo “Strauss di Romagna” e la sua celeberrima Romagna mia, una canzone diventata, al di là delle intenzioni dell’autore che la pubblicò per un caso fortuito solo nel 1954, l’inno della Romagna, un canto di nostalgia universale, un sempreverde che si
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Echi dal Territorio
Anita prima esecuzione assoluta
redatto da Athos Tromboni FREE

20240629_Spoleto_00_StagioneLirica2024_EnricoGirardiSPOLETO (PG) - Giunta quest’anno alla sua 78° edizione torna a Spoleto e nei principali teatri dell’Umbria la stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto che aprirà con la consueta kermesse musicale “Eine Kleine Musik 2024” al Teatro Caio Melisso (anteprima per gruppi organizzati: giovedì 22 agosto ore 20.30 - spettacoli
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Eventi
Genova fa il Giro di Vite
servizio di Athos Tromboni FREE

20240627_Ge_00_TeatroCarloFeliceStagione2024-2025_ClaudioOraziGENOVA - «A conclusione di una Stagione lirico-sinfonica 2023/2024 che ha conseguito un enorme successo di pubblico e di critica – ha detto il sovrintendente Claudio Orazi nella conferenza stampa – il cartellone artistico 2024/2025 che oggi presentiamo si conferma ricco di ulteriori emozioni. Con il sostegno di decine di migliaia di spettatori,
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Ballo and Bello
Riecco la Danza contemporanea
redatto da Athos Tromboni FREE

20240625_Fe_00_FestivalDiDanzaContemporanea_CarloBergamascoFERRARA - Da settembre la danza contemporanea torna ad essere protagonista a Ferrara, entrando negli spazi verdi e nei palazzi storici della città. Tra fine settembre e novembre, il Festival di Danza Contemporanea 2024 inaugurerà la nuova stagione teatrale del Teatro Comunale di Ferrara, con due prime mondiali e una prima nazionale. La
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Eventi
Piacenza ecco il cartellone
redatto da Athos Tromboni FREE

20240619_Pc_00_TeatroMunicipale-Stagione2024-2025_LucaSalsiPIACENZA - La Stagione 2024/2025 del Teatro Municipale di Piacenza propone, da dicembre 2024 a giugno 2025, cinque titoli d’opera, sei concerti, cinque balletti, in attesa di presentare un significativo progetto verdiano programmato per l’autunno 2025. In memoria di Giuseppe Verdi sarà il Recital che vedrà protagonista il baritono Luca Salsi, il
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Opera dal Nord-Ovest
Il Barbiere dei giovani
servizio di Simone Tomei FREE

20240618_Ge_00_IlBarbiereDiSiviglia_GiancarloAndrettaGENOVA - La stagione operistica del Teatro Carlo Felice di Genova chiude i battenti con l'attesa rappresentazione di Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini in una produzione datata 2005 del Teatro del Maggio Fiorentino. Non sono nuovo nella visione di questo allestimento scenico che vede la firma registica e dell’impianto scenico di Damiano
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Opera dal Nord-Est
Il dittico delle Porte
servizio di Rossana Poletti FREE

20240616_Ts_00_LaPortaDivisoria-IlCastelloDiBarbablu_MarcoAngiusTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Si conclude con un dittico la stagione lirica del Teatro Verdi: in scena La Porta divisoria di Fiorenzo Carpi e Il Castello del Duca Barbablù di Béla Bartók. Di La Porta divisoria le notizie sono legate ai documenti conservati nell’Archivio del Piccolo Teatro di Milano, perché all’opera è legata la figura del triestino Giorgio
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Classica
Simone Nicoletta clarinettista per Muti
servizio Attilia Tartagni FREE

20240611_Ra_00_OrchestraCherubini-RiccardoMuti_SimoneNicolettaRAVENNA - Come sempre prima dei concerti diretti dal M° Riccardo Muti l’atmosfera è di spasmodica attesa, mentre l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è già tutta schierata sul palco a provare gli strumenti. L’incedere carismatico del direttore spezza quel tempo sospeso, scatenando l’applauso e l’abbraccio ideale del pubblico. Muti lo abbiamo
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Opera dal Nord-Est
Doppia inaugurazione in Arena
servizio di Angela Bosetto FREE

20240609_Vr_00_LaGrandeOperaItaliana_FrancescoIvanCiampaVERONA - Negli anni Novanta, il celebre spot di un altrettanto famoso gelato affermava che «Du gust is megl che one», quindi dato che l’estate è alle porte e ci sono ben due cose da festeggiare (il riconoscimento della pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO e il centenario della scomparsa di Giacomo Puccini),
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Opera dall Estero
Béatrice et Bénédict secondo Michieletto
servizio di Ramón Jacques FREE

20240606_Lione_00_BeatriceEtBenedict_GiuliaScopelliti_phBertrandStoflethLIONE (Francia) - Il compositore Héctor Berlioz (1803-1869) è nato nella città di La Côte-Saint-André nella regione dell'Auvenia-Rodano, a circa 75 chilometri dalla città di Lione, quindi è praticamente da considerarsi un compositore di casa. Si tratta tuttavia di una coincidenza, poiché non esiste uno stretto rapporto tra le opere del compositore e
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Pagina Aperta
La Chamber of Europe e sir Schiff
servizio di Edoardo Farina FREE

20240603_Fe_00_ChamberOrchestraOfEurope-AndrasSchiff_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Preceduto dall’interessante lezione-conferenza tenutasi presso la sala del Ridotto del Teatro a cura del musicologo Giorgio Pestelli in presenza del Direttore artistico di Ferrara Musica Renzo Restagno che ne ha introdotto il programma e le caratteristiche storiografiche del concerto nel pomeriggio antecedente, il penultimo appuntamento della
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Jazz Pop Rock Etno
Cartoline dal Sud degli Ánema
servizio di Edoardo Farina FREE

20240601_Fe_00_Anema_MarcelloCorvino_phAntoninoEspositoFERRARA - La ricchissima programmazione invernale di Ferrara Musica nell’ambito dei concerti cameristici della domenica mattina attraverso l’organizzazione artistica di Dario Favretti presso la sala del Ridotto del Teatro Comunale “Claudio Abbado” ha visto nello svolgimento della sola prima parte, dal 15 ottobre al 17 dicembre 2023 ben dodici
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Eventi
Ferrara Musica il nuovo cartellone
servizio di Athos Tromboni FREE

20240531_00_Fe_StagioneFerraraMusica_MishaMaiskyFERRARA - Il direttore artistico Enzo Restagno, il direttore organizzativo Dario Favretti, con il concerto conclusivo del giovanissimo pianista Marco Merola (Fryderyk Chopin, Ballata n.2 in Fa maggiore op.28), hanno presentato alla stampa e al numeroso pubblico invitato, la stagione 2024-2025 di Ferrara Musica che terrà i propri concerti nel Teatro
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Jazz Pop Rock Etno
Tutte le Direzioni in Summertime
redatto da Athos Tromboni FREE

20240531_Comacchio_00_TutteLeDirezioniInSummertime_ElladeBandiniCOMACCHIO (FE) -   Prende il via nella cittadina lagunare la stagione estiva del Gruppo dei 10: nove concerti, tre suggestive location, alcune novità e grandi ritorni, dal sax di Lou Marini alla poesia di Corrado Govoni, passando per Mimmo Locasciulli, Frank Sinatra, Sugarpie and the Candymen e tanti altri. A partire da venerdì 7 giugno 2024.
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Prosa
Prosa ecco la Stagione
redatto da Athos Tromboni FREE

20240527_Fe_00_ProsaTeatroAbbado_SoniaBergamascoFERRARA - Partecipata conferenza stampa oggi per la presentazione della Stagione di Prosa 2024/2025 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": erano presenti e sono intervenuti l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco GulinelliMichele Placido, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Moni Ovadia
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Opera dal Nord-Ovest
Il Corsaro piace
servizio di Simone Tomei FREE

20240525_Ge_00_IlCorsaro_FrancescoMeliGENOVA - Prosegue con successo e volge al termine la stagione lirica del Teatro Carlo Felice di Genova: nel penultimo appuntamento con il suo pubblico mette in scena il melodramma verdiano in tre atti Il Corsaro su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonimo poema “The Corsair” di Lord Byron. La sua prima rappresentazione fu
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Opera dal Centro-Nord
L'Isola disabitata del Conservatorio Frescobaldi
servizio di Edoardo Farina FREE

20240524_Fe_00_LIsolaDisabitata_FranzJosephHaydnFERRARA - Dopo Ecce cor meum, spettacolare omaggio in versione orchestrale all’immortale musica dei Beatles, prosegue la ricca programmazione del Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara nell’ambito della Stagione Opera/Balletto 2023-24 con in scena il penultimo appuntamento dei dodici previsti, L’isola disabitata di Franz Joseph Haydn
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Vocale
La Divina Giustizia canta il monito
sevizio di Athos Tromboni FREE

20240515_Ra_00_RavennaFestival_IlTrionfoDellaDivinaGiustizia_NicolaValentini_phZani-CasadioRAVENNA - Entrando nella Basilica di San Giovanni Evangelista si resta colpiti dalla sobrietà e insieme solennità delle architetture. La chiesa fu eretta dall’imperatrice Galla Placidia negli anni successivi al 424 dopo Cristo, per sciogliere un voto espresso durante una rovinosa burrasca in mare in cui era incappata al ritorno da Costantinopoli: se fosse
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Operetta and Musical
The Sound of Music a Houston
servizio di Ramón Jacques FREE

20240512_Houston_00_TheSoundOfMusic_IsabelLeonardHOUSTON ,Texas (USA) - Wortham Theater Center. Tradizionalmente pochissimi teatri d'opera americani sono stati interessati a programmare Musical come parte integrante delle loro stagioni. C'è una linea molto labile che divide questo genere, il Musical, e l'opera lirica, che nella sostanza sono simili in quanto entrambi richiedono cantanti
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Classica
Mozart, Schubert e Muti un trionfo
servizio di Athos Tromboni FREE

20240512_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMuti_phZaniCasadioRAVENNA - E così l'11 maggio dentro un Palazzo De Andrè stipato di pubblico all'inverosimile (3500 posti a sedere la capienza dichiarata) è iniziata la trentacinquesima edizione del Ravenna Festival, quest'anno sulle corde d'una frase biblica, E fu sera e fu mattina..., sottotitolo della manifestazione mutuato dal più celebre "leitmotiv" della
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Vocale
Die Walküre secondo Luisi
servizio di Ramón Jacques FREE

20240510_Dallas_00_DieWalkure_FabioLuisiDALLAS (Texas, USA) - Il 5 maggio 2024 Con Die Walküre WWV 86B è proseguito il ciclo dell' Anello del Nibelungo di Richard Wagner, che la Dallas Symphony Orchestra quest’anno sta portando avanti, ciclo che si interromperà e riprenderà nel mese di ottobre di questo stesso anno. Wagner ha composto la musica per Die Walküre tra il 1854 e il 1856, secondo
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Personaggi
A Felicia Bongiovanni il Premio Callas
servizio di Silvia Iacono FREE

20240510_Pa_00_FeliciaBongiovanniPALERMO - L’attività artistica del soprano Felicia Bongiovanni prosegue dopo aver ricevuto il Callas Tribute Prize. Il 5 maggio 2024, presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, in occasione del primo concerto per il Gubileo rosaliano a Palermo, che celebra i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia, patrona amata
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Vocale
Das Rehingold ha aperto il Ring
servizio di Ramón Jacques FREE

20240509_Dallas_00_DasRheingold_AlbertoTriolaDALLAS (Texas, USA) - Fondata nel 1900, e con tante storie da raccontare, poiché da qui sono passati i migliori direttori d'orchestra, strumentisti e solisti, la Dallas Symphony Orchestra occupa senza dubbio un posto di rilievo tra le più prestigiose ed importanti orchestre americane. Ora ha intrapreso un programma ambizioso, impegnativo, ma di grande
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Approfondimenti
Sul set di Fanciulla...
servizio di Simone Tomei FREE

20240430_To_00_LaFanciullaDelWest_phDanieleRattiTORINO - Scrivo, con imperdonabile ritardo, della mia presenza al Teatro Regio di Torino per l’opera “americana” di Giacomo Puccini e ne chiedo scusa a coloro che mi hanno ospitato ed ai lettori della rivista.
Quando si entra nel magico mondo di La fanciulla del west non si può non essere rapiti dalla meravigliosa
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Vocale
Insolito dittico per i texani
servizio di Ramón Jacques FREE

20240430_FortWorth_00_DieWalkure_RobertSpano_phKarenAlmondFORT-WORTH (Texas, USA) - Wagner & Sibelius a Fort Worth. La Fort-Worth Symphony, con stanza nella località di Fort Worth vicina alla città di Dallas(50 km), in Texas, ha offerto nell'ambito della sua attuale stagione un concerto seducente e di grande suggestione, che ha unito il romanticismo musicale di Jean Sibelius con quello di Richard
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Opera dal Centro-Nord
Pregi e difetti di una Turandot
servizio di Simone Tomei FREE

20240428_Li_00_Turandot_AnastasiaBoldyreva_phTrifilettiTeamBrizziLIVORNO - Torna dopo quindici anni di assenza al Teatro Goldoni di Livorno Turandot di Giacomo Puccini, l’ultimo capolavoro del compositore lucchese, in occasione del centenario della sua scomparsa (Bruxelles, 29 novembre 1924). Lo spettacolo, già visto e recensito dal direttore della rivista nelle edizioni 2021/2022/2023 del Festival Pucciniano a firma
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Opera dall Estero
La Traviata osé
servizio di Ramón Jacques FREE

20240428_LosAngeles_00_LaTraviata_RachelWillisSorensen_phCoryWeaverLOS ANGELES - Dorothy Chandler Pavilion (California USA). La terza opera della cosiddetta 'trilogia popolare' di Giuseppe Verdi (1813-1901) è La Traviata, la cui première avvenne il 6 marzo 1853 alla Fenice di Venezia, e che è senza dubbio considerata oggi il suo titolo più popolare, tra le altre cose, per la sua ricchezza melodica, inventiva e vocalità
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Opera dal Nord-Est
Ottima la Cenerentola
servizio di Rossana Poletti FREE

20240428_Ts_00_LaCenerentola_LauraVerrecchia_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Come ben racconta Francesco Bernasconi la nascita della Cenerentola di Gioachino Rossini fu avventurosa: “Il soggetto previsto era ‘Ninetta alla corte’, tratto da una commedia francese leggera e satirica, considerato immorale e assolutamente inadatto a essere rappresentato nella
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Opera dall Estero
Don Giovanni tradito dalla regia
servizio di Ramón Jacques FREE

20240425_Houston_00_DonGiovanni_LucaPisaroni_phLynnLaneHOUSTON (Texas, USA) - Wortham Theater Center. La stagione della Houston Grand Opera, iniziata pochi mesi fa, in un batter d'occhio volge al termine, e lo fa con il Don Giovanni di Mozart, titolo sempre interessante, impegnativo e accattivante. Forse quando l'opera venne rappresentata per la prima volta il 29 ottobre 1787 al Teatro Nazionale di Praga, nessuno
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Nuove Musiche
Beatles Day nel Teatro Abbado
servizio di Athos Tromboni FREE

20240425_Fe_00_EcceCorMeum-PaulMcCartney_MarcelloCorvino_phMarcoCaselloNirmalFERRARA - È stato un successo di pubblico e artistico che era prevedibile: così si è svolta e conclusa la serata (una prima nazionale) dedicata all'oratorio di Paul McCartney, Ecce cor meum, e ad alcuni successi internazionali dei Beatles stavolta non più ad appannaggio delle chitarre elettriche e batteria, ma dentro la musica di un'orchestra e un
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