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Pubblicato il 05 Dicembre 2017
L'opera pių dialettica di Vincenzo Bellini mette in luce le voci della Massis e Albelo
Puritani belli in forma di concerto servizio di Simone Tomei

171205_00_IPuritani_annickMassis_phAlainHanelMONTE-CARLO - L'ascolto dell'opera I Puritani di Vincenzo Bellini in forma di concerto riesce a far focalizzare l'attenzione sul suono, sulla parola e sull'equilibrio tra le varie forze in gioco; non da meno è importante soffermarsi sull'edizione critica che è stata eseguita che porta la firma di Fabrizio Della Seta con la quale ha dato un'organicità a tutto il lavoro sulla base delle numerose fonti autografe molto contrastanti tra loro.
Voglio qui riportare alcuni flash relativi all'ultima composizione del Cigno catanese che parlano della sua genesi, della "prima" francese e delle novità compositive che si trovano in questa partitura come frutto dell'evoluzione di un linguaggio appreso dai suoi predecessori. La genesi di quest'opera «... È una lettera di Bellini allo zio Ferlito dell'11 aprile 1834... a parlarci per la prima volta dei Puritani: «Di già ho scelto l'argomento per la nuova opera di Parigi: è dei tempi di Cronvello dopo che questi fece decapitare Carlo I° d'Inghilterra ». In aprile, Bellini si mise al lavoro sul testo che Pepoli stava ricavando dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers, scritto in collaborazione da Jacques-Arsène-François-Polycarpe d'Ancelot (1794-1854) e da Boniface-Xavier Saintine (1798-1865). È stato detto che questo dramma fu ricavato da un romanzo di Walter Scott, Old Mortality (1816), pubblicato in Italia nel 1822 nella traduzione di G. Barbieri col titolo I Puritani di Scozia. In realtà, la trama di Old Mortality non ha nulla a che fare con il libretto di Pepoli, e l'unico legame tra i due testi è il titolo così come fu proposto da Barbieri per l'edizione italiana.» (Giampiero Tintori, Bellini, Milano, Rusconi, 1983). 
Un flash sulla prima francese de I Puritani la sera del 24 gennaio 1835 al Théâtre-Italien di Parigi: «... L'esito della prima rappresentazione fu trionfale. Il 26 gennaio Bellini ne scrisse entusiasta al Florimo e allo zio: «Mi trovo all'apice del contento! Sabato sera è stata la prima rappresentazione dei Puritani: ha fatto furore, che ancora ne sono io stesso sbalordito ... Il gaio, il tristo, il robusto dei pezzi, tutto è stato marcato di applausi, e che applausi, e che applausi! Ad un duetto dei due bassi fra Lablache e Tamburini, che li rese tutti come matti, vollero fuori gli attori, vollero fuori il maestro (contro tutti gli usi), e, al mio sortire, tutte le signore applaudirono sventolando i loro fazzoletti, e gli uomini agitando i cappelli in aria». La critica fu concorde nel riconoscere che il successo era più che meritato e nel sottolineare il progresso di Bellini, rispetto alle altre opere che si conoscevano a Parigi del maestro. Vi furono al contrario delle giuste riserve sul valore teatrale del libretto» tratto da Bruno Cagli, I Puritani in Gioacchino Lanza Tomasi (a cura di), Guida all’opera, Volume primo, A. Mondadori Editore, 1971.
La modernità e l'innovatività di quest'opera: «...È un’opinione fondata, per vari motivi. Primo di tutti la strumentazione. Il Théâtre Italien per Bellini, come per Donizetti, doveva essere il trampolino di lancio per arrivare all’Opéra, come era accaduto per Rossini. Si sente tanto l’influsso del Tell, che Bellini stesso dichiara essere stata la sua Bibbia; ciò non toglie che Bellini, come del resto Donizetti, sia un musicista di una generazione successiva a quella di Rossini, e che nella sua musica si avverta una sensibilità diversa rispetto a quella del Pesarese. Io ricordo spesso ai miei studenti che tra la Semiramide ed Il pirata passano solo quattro anni, ma la differenza di gusto è epocale. Più o meno lo stesso si può dire confrontando il Tell e I puritani. Non dimentichiamo poi che a Parigi Bellini poté ascoltare per la prima volta alcune sinfonie di Beethoven, da cui fu molto colpito. Un altro influsso notevole che secondo me Bellini subì, una volta a Parigi, è quello del brillante stile orchestrale dell’Opéra Comique, per esempio delle opere di Hérold e di Auber. Meno, direi, quello di Meyerbeer, di cui ebbe sicuramente modo di ascoltare Robert le Diable. Altri aspetti importanti di novità linguistica dei Puritani riguardano l’impiego di motivi ricorrenti attraverso la partitura, che non hanno solo una funzione “di reminiscenza” ma anche “architettonica”, e soprattutto l’uso delle tonalità. L’opera inizia e termina in Re maggiore, in Re maggiore sono anche la cavatina di Arturo e la polacca di Elvira, ovvero le due sortite dei personaggi (perché questa è la logica della polacca), e nella parallela Re minore sono due momenti di grandissima drammaticità quali la tempesta che apre il terzo atto e l’intervento di Riccardo “ Cavalier, ti colse il Dio Punitor de’ tradimenti”, nel finale terzo. Non è certo un caso: utilizzare una calcolata architettura tonale era la norma nel Settecento, per esempio per Mozart, ma non per Rossini e gli altri compositori italiani del primo Ottocento, che osservavano scrupolosamente l’unità tonale di un singolo numero, ma non nella successione dell’intera opera. Tornando al discorso di prima sulla versione Malibran e la versione Grisi, credo si possa dire che una è legata al desiderio di scrivere per una diva, forse la più famosa del momento, che poteva essere un buon veicolo per la propria notorietà, e qui siamo nella più autentica e normale tradizione italiana, l’altra, invece, nasce dal desiderio di affermare la propria originalità, di dimostrare di essere il primo compositore italiano, ben inteso dopo Rossini, e questo è un atteggiamento decisamente innovativo, che porta diritto a Verdi.» (Tratto da un'intervista di Giulia Grisi del 2008 a Fabrizio Della Seta revisore nell'edizione critica eseguita nel Teatro monegasco).
Tornando al nostro pomeriggio musicale di domenica 3 dicembre 2017 nell'Auditorium Ranieri III nel Principato di Monaco, all'interno della stagione monegasca 2017/2018, la sintesi è quella di aver potuto contare senza dubbio su un cast di primordine nel quale tutte le stelle hanno egualmente brillato con enorme piacere per l'orecchio dell'ascoltatore.
Nel ruolo di Elvira il soprano francese Annick Massis ha cesellato con una vocalità elegante e con grande maturità intepretativa il personaggio nella sua totalità: il suo canto è elegiaco, sensuale, seducente, ammaliante e trova nelle nouances vocali il suo terreno di elezione; nella zona più impervia del rigo il suo timbro gode di luce e smalto capace di regalarci sovracuti di splendore cristallino, ma non da meno la gamma dei suoni più gravi riesce a fornire quel doveroso servizio alla parola con puntuale precisione, sicura dizione e grande piglio intenzionale.

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Celso Albelo si è ben immedesimato nel ruolo di Lord Arturo Talbot, partigiano degli Stuart, che si è messo in luce per un ottimo timbro vocale unito ad un'interpetazione da manuale; mirabile nelle mezze voci, sicuro negli acuti e sovracuti ha saputo ben giocare con le sue corde mettendo in mostra una variopinta tavolozza di colori che assieme a quella degli altri interpreti disegnava un meraviglioso quadro impressionista.
Gabriele Viviani nei panni di Sir Riccardo Forth è emerso per un canto sicuro e generoso; nell'aria Ah per sempre io ti perdei si è imposto in modo mirabile mettendo in luce passione, rabbia e tormento con un'emissione elegante ed appropriata per ciascuno dei sentimenti vissuti.
Il ruolo di Sir Giorgio Valton è stato intepretato dal bass-baritono Erwin Schrott che ha egregiamente completato la quaterna dei protagonisti principali ben intersecandosi con essi parallelamente ad una prova solistica di tutto rispetto: nell'aria Cinta di fiori e col bel crin disciolto ha saputo mostrare l'eleganza di un canto legato, un'ottima intonazione e grande fascino interpretativo.
Completavano con degno plauso il mezzosoprano Marina Comparato nel ruolo di Enrichetta con una vocalità sicura e ben a fuoco, In-Sung Sim come ottimo Lord Gualtiero Valton ed un preciso ed intonato Enrico Casari nei panni di Sir Bruno Robertson.
Nessun dubbio anche per l'ottima preparazione del Coro monegasco preparato e diretto come sempre dal M° Stefano Visconti che si è ben districato nelle impervie pagine solistiche ed ha trovato ottima amalgama ed affiatamento nei numerosi interventi concertanti.
Valida e salda la direzione musicale che ha trovato nella bacchetta del M° Domingo Hindoyan la sua concretizzazione; la risposta dell'Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo è stata sempre puntuale e ben in linea con le esigenze della partitura che ha visto mettersi in mostra con sonora bravura i solisti spesso impegnati in dialogo con le voci per regalare momenti di assoluto piacere; unico appunto che posso muovere è quello relativo a qualche veemenza sonora che in taluni momenti è stata un po' troppo esorbitante sovrastando le voci e perdendo di vista l'uniformità del discorso musicale.
Il pubblico letteralmente in delirio per la bravura di tutti gli "abitanti" del palcoscenico ha tributato ovazioni sonore concludendo con una partecipata standing ovation.

Crediti fotografici: Alain Hanel per l'Opèra di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: il soprano Annick Massis





Pubblicato il 27 Novembre 2017
Il capolavoro di Francesco Cilea affidato ad ottimo cast nell'allestimento monegasco
Bellissima Adriana... Bernhardt servizio di Simone Tomei

171127_MonteCarlo_00_AdrianaLecouvreur_BarbaraFrittoli_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il Teatro de l'Opéra ha fatto un'apertura "col botto" inaugurando la stagione lirica 2017/2018 con una messinscena mirabile di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea; siamo oramai avvezzi a vedere ed ascoltare in questo luogo - salvo talune eccezioni - delle produzioni ben fatte in cui il gusto, la cura per la scelta dei cast ed un "ossequioso rispetto" per il pubblico sono elementi che non mancano mai all'appello. Anche in questa occasione tutte le aspettative sono state ampiamente soddisfatte regalando una sensazione di appagata soddisfazione all'uscita dal Forum Grimaldi in questa tiepida domenica del 26 novembre 2017.
Prima di parlarvi di questa "Adriana monegasca" voglio riportare un passo di Marco Cosci tratto dal programma di sala del Teatro Ponchielli di Cremona che ben riassume il rapporto del compositore con l'opera e ci fornisce un commovente quadro romantico intorno ad una grande interprete del ruolo eponimo: «... Attraverso la storia interpretativa dell’opera siamo ancora in grado di rivivere la devozione che Cilea non smise mai di tributare all’opera in musica. Infatti, sebbene il suo contatto con le scene teatrali s’interruppe piuttosto precocemente da un punto di vista compositivo, il suo legame con l’opera rimase a lungo ancora saldo attraverso la tradizione esecutiva. All’indomani della seconda guerra mondiale, in un momento delicato di ricostruzione della vita musicale italiana, Francesco Cilea ritornò indirettamente sulle scene. Nell’agosto del 1950, il compositore spedì una toccante, e allo stesso tempo esigente, lettera a una delle sue interpreti preferite dell’Adriana, Magda Olivero, ritiratasi allora da ormai dieci anni. Il Maestro sentiva ormai prossima la fine, che arrivò qualche mese dopo, in novembre, e si giocò il tutto per tutto, scrivendo una sorta di testamento artistico. Nella lettera, Cilea supplicò la Olivero di ritornare sulle scena a interpretare l’Adriana con queste ragioni: "Un’artista quale lei è, ha obblighi ben precisi verso il pubblico e verso l’arte sua e non può dimenticare questi obblighi poiché tentare di evitarli sarebbe diserzione... La gente va educata all’amore del bello e ciascuno è premuto da istanze spiritualmente perentorie. Dopo aver incontrato il compositore a Varazze, nel settembre dello stesso anno, la Olivero gli scrisse: «lo spartito di Adriana Lecouvreur è stato tolto dallo scaffale e, ancora una volta, è sul pianoforte".Da allora, Magda Olivero si è imposta come interprete indiscussa del ruolo fino all’ultimo istante della sua lunga vita artistica, costituendo un punto di riferimento insieme alle altre illustri prime donne che, nell’accezione più nobile del termine, hanno portato il personaggio sulla scena. E dal Settecento fino a oggi, Adrienne Lecouvreur non ha mai smesso di recitare, di vivere.»

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La scelta registica di Davide Livermoore, che ha curato anche le scenografie assieme a GIO FORMA, si è basata su un'idea semplice, ma alquanto accattivante: essa è incentrata sulla "trasposizione" della protagonista che viene impersonata da un personaggio diventato Mito del Teatro francese di inizio secolo scorso quale è Sara Bernhardt, di cui Jean Cocteau era perdutamente affascinato tanto da definirla"mostro sacro".
Tutto muove dal fatto che l'attrice francese fu protagonista di un cortometraggio muto del 1913 nel quale era interprete di Adrienne Lecouvreur - osannata dallo stesso Voltaire nel suo celebre epitaffio alla diva parigina del diciottesimo secolo - diretto da Henri Desfontaines e Louis Mercanton la cui pellicola è presumibilmente andata perduta. È quindi plausibile che l'ambientazione porti ad uno spostamento ai primi anni del secolo scorso in cui i costumi di Gianluca Falaschi hanno potuto ottimamente fare da sfondo e trovarsi in piena sintonia con una Bell'Époque già in odore di prima guerra mondiale, di cui si possono intravedere alcuni segni nel terzo atto. Ciò ovviamente può portare, ad una prima impressione, a piccole incongruenze che vengono opportunamente fugate nel quarto atto quando si vede la protagonista, che fino ad allora oscillava tra Sarah e Adriana, abbandonare le scene a causa della sua amputazione dell'arto inferiore destro - ma questa fu la sorte di Sarah -; al contempo lei annusa con passione le viole "donate" dalla Principessa di Bouillon e muore tra le braccia dell'amato Maurizio; la chiarezza e la giusta collocazione dei personaggi alla fine risultano comprensibili e la lettura registica rientra nell'alea di una meravigliosa chiarezza che si esplica mediante un video proiettato sulla scena contenente i titoli finali del ricostruito cortometraggio perduto in cui si ripropone l'esperienza cinematografica del 1913 nella quale Sarah Bernhardt "interpreta Adriana Lecouvreur" e mentre le immagini dell'attrice parigina corrono sullo schermo piano piano e si dissolvono, danno senso all'epilogo che ha realmente avuto la pellicola, avvolta dalle fiamme che accompagnano la morte della diva Adriana.
Le proiezioni video sono state curate da D-WOK, mentre le ottime luci hanno visto la mano di Nicolas Bovey e le coreografie di gran gusto hanno visto impegnato l'estro creativo di Eugénie Andrin con la collaborazione dei bravissimi "danseurs" Windy Antognelli, Jean-Francois Bizieau, Sophie Boursier, Jeanne Chiossat, Morena Di Vico, Gleb Lyamenkoff, Karine Miquelis, Konstantin Neroslov, Manon Pizzardini.
Meravigliose le impressioni di ciascuna fine d'atto in cui la protagonista -Sarah o Adriana - diventa un quadro di fine bellezza su cui le luci in bianco e nero danno quell'impressione cinematografica e quell'esaltazione di femminilità e sensualità proprie dei due miti assoluti del Teatro francese.
Ancora una parola sulla scenografia che definirei semplice, elegante, ma funzionale che ha saputo adattarsi a tutti e quattro gli atti dell'opera; un teatro che opportunamente ruotato mostrava proscenio e retropalco in cui si dipanano gli eventi iniziali, per diventare poi nel secondo quadro elemento portante della villa "à la Grange-Batelière" e ritornare luogo di scena per la grande invettiva del terzo per poi accogliere tra le sue braccia il nido "Chez Adrienne" nell'epilogo; il tutto opportunamente condito da particolari non minuziosi, ma funzionali messi in opportuna evidenza da una pedana circolare rotante che "circumnavigava" la grande struttura teatrale centrale; l'insieme offriva in una visione armonica e "lieve" che si è consumata in sintonia con un'altrettanta palpabile bellezza musicale.
L'eleganza e la sensualità sceniche della Bernhardt-Lecouvreur  hanno preso anima e vita attraverso l'interpretazione mirabile del soprano Barbara Frittoli; essa ha saputo tradurre l'ars scenica in un'emissione dove si è concretizzato un ottimo servizio della parola cantata; le intenzioni, le emozioni, le passioni e le delusioni dell'artista che ama ed è riamata sono sempre andate di pari passo con un'emissione a tratti trascolorata e languida con ottima capacità di fraseggio, precisa intonazione e sempre attenta alle sfumature interpretative che il ruolo impone, rendendo in maniera esemplare le sfaccettature delle "due" donne sulla scena.
Anche Roberto Alagna nel ruolo di Maurizio ha saputo tradurre con fine gusto il tenero amante diviso tra doveri di stato e pulsioni dell'animo; la voce è squillante, limpida e si bea di un fraseggio sempre appropriato ed elegante; ottima la salita agli acuti con una resa mirabile nell'aria del primo atto La dolcissima effigie sorridente che si è rivelata una tavolozza di colori in cui assieme a pennellate sfumate hanno trovato ottima collocazione dei tratti più veementi, ma sempre raffinati e sensuali. L'anima ho stanca ha introdotto il nostro protagonista in una vis più drammatica dove i colori pastello hanno lasciato il posto a tinte più fosche e brune, calcate in maniera appropriata da una vis drammatica e lacerata, con una bravura da grande, istrionico interprete.

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Non da meno è stata la prestazione del mezzosoprano Marianne Cornetti che ha disegnato una Principessa di Bouillon algida e determinata, conscia del suo potere e della sua posizione; le sferzanti note di Acerba voluttà che apre mirabilmente il secondo atto, si sono esplicitate con una vocalità brunita e ben tornita, ampia e ben proiettata, mai sguaiata e mai inappropriata; è stata imponente anche sulla scena rivelandosi una grande attrice che seppur in un ruolo tendenzialmente statico ha saputo ben "parlare" con la sua presenza fisica.
Fine ed elegante interprete ben calato nella parte è stato il baritono Alberto Mastromarino nei panni di Michonnet; le emozioni del padre, i fremiti del desiderio e la riconoscenza dell'ammiratore dell'arte di Adriana si sono alternate nella sua interpretazione, con mirabile bellezza e fascino interpretativo; quasi da pianto è stata la grande pagina della scena ottava Ecco il monologo in cui ogni accento e ogni parola sono state misurate da una navigata esperienza di palcoscenico; l'artista "scafato" sa trovare come il nostro interprete quelle ottime raffinatezze di emissioni che possono fare di ogni parola, un'ode, un epitaffio... vera poesia.

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Una quaterna così ben assortita e bilanciata ha trovato ottima spalla negli altri personaggi che definire di fianco mi sembra riduttivo: Diletta Scandiuzzi (M.lle Jouvenot), e Loriana Castellano (M.lle Dangeville) si sono ben messe in rilievo per una spigliata simpatia e goliardia anche se a volte un po' sopra le righe, ma ben calmierata da una vocalità precisa e puntuale in perfetto accordo con gli altri musicisti per i quali valgono le stesse parole di elogio per precisa e sicura vocalità (nonostante... alcuni eccessi registici) e parlo di Enrico Casari (Poisson) e Antoine Garcin (Quinault).
Altra coppia di grande prestigio scenico e vocale è quella composta da Alessandro Spina nel ruolo del Principe di Buillon e Luca Casalin come Abate di Chazeuil; per il basso Spina l'elogio è da intendersi a tutto tondo in quanto la presenza scenica ha fatto da ottimo contraltare ad una vocalità generosa e ben proiettata, ma al contempo morbida e generosa di armonici, capace di regalare accenti più sferzanti ed al contempo prodiga di nuances più raffinate; per il tenore Casalin la bravura scenica ha trovato una corrispondente interpretazione vocale, nonostante non si possa non sottolineare un'emissione a tratti un po' nasaleggiante e leggermente indietro.
Completava il cast il tenore, artista del Coro monegasco, Domenico Cappuccio nei panni di Un Maggiordomo.
Coro dell’Opéra di Monte-Carlo, preparato come sempre dal M° Stefano Visconti, in questo capolavoro poco impegnato da un punto di vista musical-quantitativo, ma sempre puntuale e preciso nei brevi interventi cui sono seguiti momenti scenici corali di grande effetto visivo.
Attenta e precisa anche la direzione musicale dell'Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo le cui redini sono state appannaggio del M° Maurizio Benini; bellissimi stacchi di tempo, ottime intenzioni e sonorità sempre adeguate al palcoscenico, salvo qualche "bordata" di suono nei momenti di ensemble del primo e quarto atto con i quattro musicisti de La Comédie Française che ha un pochino travalicato la loro vocalità; ottima invece la cura nel rendere servizio al canto per i solisti e per gli struggenti duetti dove le note e le particolarità dei singoli strumenti sono diventati un prezioso e valido aiuto al canto; per parafrasarla con Adriana... "Del verso son diventati l’accento, l’eco del dramma umano, i fragili strumenti, vassalli della voce umana.”
Un pubblico soddisfatto e festante sulla linea del quasi tutto esaurito ha tributato ovazioni e applausi indistintamente per tutti.

Crediti fotografici: Alain Hanel per il Teatro dell’Opéra di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: la protagonista Barbara Frittoli (Adriana Lecouvreur)
Sotto in sequenza: ancora la Frittoli, Marianne Cornetti (Principessa di Bouillon), Alberto Mastromarino (Michonnet) e Roberto Alagna (Maurizio)
Al centro: una bella istantanea di Alain Hanel sull'allestimento
In fondo: la scena finale dell'opera con l'immagine di Sarah Bernhardt proiettata sul fondale





Pubblicato il 26 Aprile 2017
Un deludente allestimento ha concluso la Stagione operistica monegasca
Trovatore col gusto dell'horror servizio di Simone Tomei

170426_MonteCarlo_00_IlTrovatore_FrancescoMeliMONTE-CARLO - In questi ultimi mesi, mi sono già confrontato con il secondo titolo della cosiddetta “Triologia popolare” del buon Beppino di Roncole di Busseto, intendo Giuseppe Verdi (e intendo la sua opera II trovatore) ma forse per strane coincidenze lunari, posso dire che la fortuna non ha completamente arriso alle mie visioni. La triste sorte è accaduta questa volta al Teatro dell’Opera di Monte-Carlo dove la sera del 24 aprile 2017 si è consumata la seconda recita dell’ultima produzione operistica del Teatro.
Il Trovatore per me, come ho già scritto in altri miei articoli, è un’opera che più di altre parla da sola attraverso il suo libretto e attraverso la sua musica; ben esplicitate dalle parole dei protagonisti, sono tutte le complicate vicende e penso che qualunque arbitraria aggiunta possa essere un elemento di disturbo e di travisamento di ciò che musica e parola hanno da dirci; figuriamoci poi, se alle arbitrarie aggiunte, vi sono persino delle inspiegabili omissioni… a questo punto il quadro è completo e come era solita dire la mia nonna: la frittata è fatta.
La questione è che la frittata è per me un piatto molto prelibato se cucinato con dovizia e con cura, ma in questo caso l’accezione della frase è propriamente negativa come negativo è il mio pensiero su questa messinscena in cui il regista Francesco Negrin ha voluto dire la “sua”, ha creato il “suo” Trovatore, ha voluto costruire qualcosa che va oltre l’immaginabile senza donare - almeno a me - un minimo di coinvolgimento e di appagamento visivi.
Andando con ordine nel riferire di questa accozzaglia di nulla e in questa distruzione del contenuto del melodramma, quello che appare agli occhi pare il frutto di poche idee, ben confuse e male organizzate.
Si sa che Trovatore è opera tetra, che vive tra il colore cupo della notte e i bagliori onirici del fuoco, che porta dietro di sé fantasmi del passato, delitti irrisolti, rapporti e situazioni familiari al limite della “normalità”; tutto questo è palese e la drammaturgia attraverso il libretto ben esplicita con dovizia di particolari e di descrizioni testuali e didascaliche. Il racconto di Ferrando diventa la Sinfonia dell’opera e nulla di più occorre; non è necessario che l’inizio si esplicitino comportamenti quasi isterici della zingara Azucena che compare quasi in stato di trance ad evocare gli eventi del passato; non è necessario che per tutto il dipanarsi dell’opera in momenti più o meno alterni compaia in scena un bimbo carbonizzato che nella più felice delle ipotesi ti riporta la mente agli “arrosticini abruzzesi” da gustare a scottadito; non è necessario che una zingara madre appaia ogni tanto a rievocare gli spettri del passato; non è necessario che la morte, rappresentata da una roncola che gira per il palcoscenico passata di mano in mano, sia a delineare un rito quasi satanico sugli eventi che si narrano; questo è materiale per un film horror di basso livello, non per un capolavoro verdiano che per queste trovate induce solo svilimento e noia; e la cosa migliore che suscita può essere la voglia di alzarsi e andarsene, se non quella di urlare il dissenso più sfrenato.

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Ovviamente l’educazione (che ritengo mi appartenga), non mi ha mai portato a simili eccessi, ma non mi stupirei se qualcuno potesse andare in quella direzione; e probabilmente lo giustificherei.
Uno spazio scenico immobile curato da Luis Désiré - autore anche dei costumi - quasi immutato dall’inizio alla fine che sembra voglia ancor più tediare una visione vuota,  ma pesante che a primo acchito mi ha ricordato una moderna cucina con isola centrale in cui si arrostiscono le cibarie e su cui si consuma il cibo; tutto intorno il nulla se non degli anfratti in cui si aggrumano scompostamente gli Artisti del Coro e varie comparse per fare da sponda e contorno a questa pantomima; tutti in stile macabro anche loro; truccati e vestiti da zombie, come nel musical di Rocky Horror Show; i soliti cappotti di pelle alla Matrix, come quello che ho nel mio armadio da anni e che non mi non mi decido a rivisitare, giacconi sdruciti, e poco altro che aggiunge niente al niente; movimenti coreografici di scolastica circostanza e un apporto delle luci curate da Bruno Poet alquanto discutibile che se voleva intristire ancor di più una sfortunata serata c’è riuscito in maniera egregia. Questo è stato il Trovatore monegasco; la nota registica - note d’intention come si legge nel programma di sala - parla dell'opera verdiana tratta dal libretto di Salvatore Cammarano, come una storia di fantasmi, di un thriller nero con un piede nel passato; il Trovatore è una storia che nasce nel passato, ma vive nel presente in cui si svolge l'azione, nell’amore di Leonora verso Manrico, nell’amore del Conte di Luna per Leonora ed anche nella “vengeance” di Azucena e nel suo delitto compiuto; il fuoco, è un elemento importante, ma non più essere sempre riproposto a mo' di grill che ogni tanto si ravviva per riscaldare l’arrosticino che in quel momento riappare magari con la roncola in mano; questa a mio avviso è pacchianeria, è mal gusto, è distruggere, travisando, volutamente un capolavoro, per mettere in piedi l'ego di qualcuno, dimenticando che il Teatro, il Melodramma e la Drammaturgia, sono già scritte da oltre centocinquanta anni dentro un libro che si chiama Partitura;  molto spesso ci si allontana da questo testo che per molti non è considerato più fondamentale e succede di andare a Teatro uscendone poco soddisfatti e amareggiati.

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A  onor del vero devo dire che l’amarezza in parte è stata mitigata da un cast che ha saputo in qualche maniera risollevare le sorti dell’idea bislacca che ha connaturato l'allestimento, cercando di riportare sul binario di una certa “normalità” una serata non proprio entusiasmante.
Inizio a parlare, affrontando l'aspetto musicale, dalla concertazione del M° Daniel Harding; non è stata una direzione particolarmente eccelsa, ma per lo meno non ha peggiorato la situazione; personalmente ho notato una tendenza d'approcciarsi allo spartito in maniera piuttosto routinaria senza andare a cercare particolari raffinatezze né da un punto di vista di suono, né da un punto di vista dei tempi; se l’inizio è stato piuttosto baldanzoso, alcune stasi solistiche si sono sedute su tempi piuttosto soporiferi per poi riprendere in eccessivi orgasmi, come l’inizio del terzo atto che pareva una gara per chi arriva prima alla fine, con povertà di intenti e di nuances.
Anche i colori ricreati con l’ensemble corale e nei concertati sono stati piuttosto tendenti al pastello che non alla brillantezza e luminosità ed anche un momento che ritengo superbo dell’Opera - la condanna di Azucena… deh rallentate o barbari - non ha avuto nemmeno modo di spegnersi in quanto non si è mai acceso. In sostanza una formale correttezza musicale e un discreto rapporto con il palco, ma nulla più che una lettura scolastica e priva di emozioni.
L’apporto del cast vocale è andato sostanzialmente in altra direzione; nel ruolo eponimo il tenore genovese Francesco Meli, ha dimostrato di avere i numeri per affrontare in maniera eccelsa questo personaggio; la morbidezza della voce, il suadente legato, la capacità di porgere il suono a servizio della parola, hanno reso un personaggio altamente empatico e commovente; granitico e polposo nei centri, vellutato negli acuti, con grande capacità concertante e sicura verve nell’esecuzione della cabaletta della Pira, non bissata, ma cantata in tono.
Encomio anche per il baritono Nicola Alaimo, che si è rivelato un Conte di Luna di tutto rispetto; una personalità quella del nobile dalle mille sfaccettature e dai mille colori; vendicativo, tenero, innamorato, truce; emozioni che hanno necessità di trovare una corrispondenza sulla scena e nella vocalità; non sono mancate queste corrispondenze al nostro interprete che sin dalla sua entrata e dal terzetto iniziale, ha fatto capire che di talento ne ha da vendere; la pagina più intima e più eterea Il balen del suo sorriso, ha trovato uno dei momenti più commoventi della sua esecuzione; qui ho percepito l’amore, il dolore e la consapevole disperazione di non essere corrisposto; mi ha colpito l’esecuzione della cadenza; me la sarei aspettata più meditata ed invece è stata eseguita come se vi fosse la necessità impellente di chiudere un discorso; ed il risultato è stato comunque ottimo.
La Leonora di Maria Agresta, è risultato un personaggio direi a metà; da un punto di vista scenico, non ha trovato nessun momento di vita propria tale da emergere come carattere e come indole; da un punto di vista musicale ho trovato i suoi momenti solistici piuttosto anonimi, seppur corretti musicalmente con ottima proiezione di suono, grande capacità di fraseggio, ma tendenzialmente privi di afflati e di sentimento; sono convinto che la parte visiva abbia abbondantemente obliato una capacità di recepimento delle intenzioni della cantante, ma se ci sono state il mio orecchio le ha colte in maniera molto ridotta; non me ne voglia l’interprete che stimo per professionalità e carisma vocale.
Un personaggio che per physique du role, capacità attoriale e vocalità è emerso in maniera prevalente rispetto agli altri è stata prorpio l’Azucena di Marina Prudenskaja. Una figura, come già detto, costantemente in atteggiamenti schizofrenici; si è dimenata sulle tavole del palcoscenico facendomi venire spesso alla mente il titolo di un libro di Grazia Deledda Canne al vento; ondeggiando qua e là come in preda ai fumi di stupefacenti, ha catturato sicuramente in maniera più preponderante la scena; al di là dell’opportunità delle movenze assegnate in relazione all’idea registica, quello che mi ha molto colpito invece è stata la sua vocalità; un mezzosoprano tendenzialmente di colore “chiaro”, ma con la capacità di scavare il suono e di trovare quelle giuste bronzature nelle note più gravi, unitamente alla capacità di agganciare in maniera molto salda quelle più impervie; le due arie del secondo atto, sono state un mix di ars scenica e grande interpretazione vocale, come pure il duetto con il figlio Manrico dove, grazie ad un apporto congiunto di bravura dei due artisti, si è consumato uno dei momenti più alti di tutta la serata.
Il basso José Antonio Garcia  nel ruolo di Ferrando non si è distinto per capacità di fraseggio ed eleganza di emissione protendendo per un canto piuttosto di forza e poco curato che lo ha portato spesso all’emissione di suoni piuttosto crescenti.
Brava e con un canto molto curato la prestazione di Karine Ohanyan nel ruolo di Ines; piacevole timbro e bella dizione anche quella di Christophe Berry nei panni di Ruiz che assieme ad un bravo Gianni Cossu come Un messo e un altrettanto preciso Fabio Bonavita come un Vecchio zingaro hanno completato il cast.

170426_MonteCarlo_06_IlTrovatorefacebook

Il Coro seppur ben preparato dal M° Stefano Visconti come si è solito ascoltarlo, non ha trovato ampio modo di riscatto per la frenesia con cui sono state affrontate le due pagine di inizio del secondo e terzo atto; una tendenza a correre troppo frenetica che ha un po’ vanificato la graniticità e la compattezza cui siamo abituati; meglio nelle pagine più “discorsive” e sicuramente commovente nel Miserere finale il cui unico appunto è quello di essere stato fatto “a vista” e non come previsto in interno, facendo così perdere anche a questa pagina la sua giusta pregnanza e fascino.
Il pubblico quasi al limite del tutto esaurito ha esternato tiepidi consensi durante l’esecuzione, per dedicare alla fine un più solido plauso alla volta degli interpreti e del Maestro concertatore.

Crediti fotografici: Alain Hanel per il Teatro dell'Opera di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: Francesco Meli (Manrico)
Al centro in sequenza: ancora Meli e Marina Prudenskaja (Azucena); Maria Agresta (Leonora); José Antonio Garcia  (Ferrando); Nicola Alaimo (Conte di Luna)
Sotto: ancora la Prudenskaja nell'aria "Stride la vampa"
In fondo: una panoramica di Alain Hanel sull'allestimento monegasco






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Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
La cittā l'orchestra e l'asino di Buridano
intervento di Athos Tromboni FREE

171011_Parliamone_00_TizianoTagliani_FERRARA - L’annuncio ufficiale viene nientemeno che da Dario Franceschini, ferrarese, ministro dei Beni Culturali: la European Union Youth Orchestra lascia Londra per l’effetto Brexit e si trasferisce con armi e bagagli in Italia, a Ferrara presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” quale sede operativa, e in Via Asiago, a Roma, presso la Rai, quale residenza amministrativa. L’orchestra giovanile europea, che in sigla fa Euyo, è composta da 160 elementi provenienti da 28 Paesi dell’Unione Europea e da quando fu costituita, 40 anni fa, ha formato più di 3 mila giovani musicisti in età compresa fra i 14 e i 24 anni, lavorando con direttori del calibro di Bernstein, Karajan, Rostropovich, Abbado e altre grandi bacchette; attualmente il suo direttore principale è il russo Vassily Petrenko, direttore anche delle prestigiose Orchestre Filarmoniche di Oslo e di Liverpool. L’orchestra è stata più volte ospite
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Ballo and Bello
Giselle per chiudere l'anno
servizio di Rossana Poletti FREE

171230_Ts_00_Giselle_phVisualArtTRIESTE - Natale è il momento magico per il balletto e Trieste, con il Teatro Verdi, non poteva disattendere questa aspettativa. Il lirico triestino ha infatti messo in cartellone tra Natale e Capodanno un grande classico: Giselle. Una platea gremita affolla ogni sera il Teatro per assistere allo spettacolo con i Solisti e il Corpo di Ballo del Teatro
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Opera dal Centro-Nord
La splendida Iris della Marrocu
servizio di Simone Tomei FREE

171220_Li_00_Iris_HirokiIhara_phAugustoBizziLIVORNO - Iris di Pietro Mascagni, è stato il nuovo allestimento della Fondazione Goldoni di Livorno che, per celebrare nel 2018 i centoventi anni della première, è per la prima volta realizzata con una coproduzione Italia/Giappone. Questo nuovo allestimento è infatti realizzato con Kansai Nikikai Opera Theater Osaka - dove è già stato
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Personaggi
Persone, personaggi, vita di Paoletta
intervista di Simone Tomei FREE

171215_00_PaolettaMarrocuLIVORNO - Una chiacchierata piacevole e distesa per conoscere più da vicino il soprano  cagliaritano Paoletta Marrocu alle idi del suo debutto livornese nel difficile, ma affascinante ruolo di Iris, nell’opera eponima di  Pietro Mascagni; ci ha raccontato della sua vita da artista e di qualcosa del suo intimo dal quale possiamo comprendere la
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Opera dal Nord-Ovest
Un Dittico per maestro e allievo
servizio di Simone Tomei FREE

171213_Bg_00_Dittico_BrunoDeSimone_FotoRotaBERGAMO - Quest’anno il Donizetti Opera Festival ha voluto dedicare uno spicchio di celebrità al “Maestro del Maestro” bergamasco: è con Che originali! del musicista Giovanni Simon Mayr - insegnante del cigno di Bergamo - che si è aperta la serata del 1 dicembre 2017 cui ha fatto seguito la prima  composizione scenica dell’allievo: Pigmalione
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Echi dal Territorio
Il Mascagni d'Oro a Mastromarino
servizio di Attilia Tartagni FREE

171212_Bagnara_00_MascagniDOro2017_AlbertoMastromarino_phMarcoMartiniBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - Bagnara ha segnato in calendario il 10 dicembre 2017 l’appuntamento più atteso dell'anno:  l’assegnazione del 36° Mascagni D’Oro, che per la corrente edizione è stato assegnato al baritono Alberto Mastromarino. Allievo del baritono Paolo Silveri, il cantante livornese ha debuttato nel 1987 nell’Aida di Giuseppe
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Classica
Viaggio italiano di un Quartetto
servizio di Edoardo Farina FREE

171210_Fe_00_QuartettoDiCremona_GiovanniScaglioneFERRARA - Terzo appuntamento della Stagione concertista 2017/18 di  Ferrara Musica,  sabato 2 dicembre 2017, ove nel Teatro Comunale “Claudio Abbado” è stato ospitato per la prima volta nella città estense il Quartetto di Cremona, ensemble considerato il vero erede del celebre Quartetto Italiano; il "Cremona",  era impegnato in un concerto
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Opera dall Estero
Puritani belli in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

171205_00_IPuritani_annickMassis_phAlainHanelMONTE-CARLO - L'ascolto dell'opera I Puritani di Vincenzo Bellini in forma di concerto riesce a far focalizzare l'attenzione sul suono, sulla parola e sull'equilibrio tra le varie forze in gioco; non da meno è importante soffermarsi sull'edizione critica che è stata eseguita che porta la firma di Fabrizio Della Seta con la quale ha dato un'organicità a
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Opera dal Nord-Est
La prova di un'opera seria
servizio di Rossana Poletti FREE

171205_Ts_00_ProvaDiUnOperaSeria_CarloAntonioDeLuciaTRIESTE - La prova di un’opera seria va in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Dedicata al pubblico delle scuole, brilla per alcune indovinate scelte. Per prima l’ottima qualità interpretativa degli artisti, che oltre alle arie composte da Francesco Gnecco, si cimentano con egual talento anche in Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini,
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Opera dal Centro-Nord
Elogio della Trilogia d'autunno
servizio di Attilia Tartagni FREE

171204_Ra_00_Trilogia_OvodokVladimir_phSilviaLelliRAVENNA - La Trilogia del XXVIII Ravenna Festival 2017 si è conclusa il 26 novembre con “Tosca” di Giacomo Puccini, terza rappresentazione da  “tutto esaurito”. Prima c’erano state “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo in tre repliche che hanno fatto registrare un boom di presenze e un alto numero di stranieri
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Opera dal Centro-Nord
La Giordano ottima Sonnambula
servizio di Simone Tomei FREE

171201_Fi_00_LaSonnambula_LauraGiordanoFIRENZE - «Quella diavoletta della Maria Malibran… Fu la prima a venirmi incontro in palcoscenico, dopo la trionfale prima della Sonnambula a Londra e, gettandomi le braccia al collo, esplose, nel più esaltato trasporto di gioia, con una battuta e le note dello spartito: ‘Ah, m’abbraccia!…’ La mia commozione fu al sommo, credevo di essere in paradiso… Gli strepitosi
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Dischi in Redazione
Due inediti di Gaetano Pugnani
FREE

171130_Cd_00_GaetanoPugnani_(1754)Editi dalla casa discografica Tactus sono appena usciti i due Concerti per violino e orchestra di Gaetano Pugnani, famoso violinista del Settecento italiano. L'iniziativa si deve al Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara, presieduto e animato dal prof. Gianluca La Villa.
Il Concerto in Re maggiore, ritrovato
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Echi dal Territorio
Memorial Day con Milenkovic
servizio di Attilia Tartagni FREE

171129_Ra_00_MemorialDay_PaoloManettiRAVENNA - Il Memorial Day realizzato il 23 novembre 2017 dall’Associazione “Ravenna Eventi” miscelando musica classica, cultura e beneficenza, imprescindibile appuntamento ravennate, ha compiuto in questa edizione i diciotto anni,  confermando l’apprezzamento dell’Orchestra da Camera di Ravenna diretta dal ravennate maestro Paolo
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Soci Uncalm
Trapani-Sartori un bravo duo
FREE

171129_Fe_00_LauraTrapaniFrancoSartori_Fe171126_01FERRARA - Ennesimo appuntamento cameristico del Circolo Frescobaldi, domenica 26 novembre 2017, alla Sala della Musica situata nel rinascimentale complesso claustrale della chiesa di San Paolo a Ferrara. Erano ospiti del sodalizio estense due musicisti molto conosciuti in città, la flautista Laura Trapani e il chitarrista classico Franco Sartori.
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Opera dalle Isole
La Pizzolato grande protagonista
servizio di Salvatore Aiello FREE

171228_Pa_00_LItalianaInAlgeri_MariannaPizzolatoPALERMO - Si è conclusa la Stagione lirica del Massimo di Palermo con L’Italiana in  Algeri riproposta dopo diciassette anni;il capolavoro rossiniano si impone ancora all’attenzione del pubblico per il mondo fiabesco, per il nonsense, per l’ambientazione. Algeri, nell’Ottocento viveva nella tradizione popolare di racconti di rapimenti di giovani per arricchire il
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Opera dall Estero
Bellissima Adriana... Bernhardt
servizio di Simone Tomei FREE

171127_MonteCarlo_00_AdrianaLecouvreur_BarbaraFrittoli_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il Teatro de l'Opéra ha fatto un'apertura "col botto" inaugurando la stagione lirica 2017/2018 con una messinscena mirabile di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea; siamo oramai avvezzi a vedere ed ascoltare in questo luogo - salvo talune eccezioni - delle produzioni ben fatte in cui il gusto, la cura per la scelta dei cast ed un
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Soci Uncalm
Sold Out per Manon Lescaut
servizio di Antonella Pera FREE

171127_Porcari_00_ManonLescaut_CerbonciniIrenePORCARI (LU) - Sold Out  sabato 25 novembre 2017, in occasione della selezione guidata in forma semiscenica di concerto, del dramma lirico in quattro atti Manon Lescaut di Giacomo Puccini, tratto dal romanzo "Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut" di Françoise- Antoine Prévost. È stata una bella "riduzione" della terza opera
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Personaggi
Bruno de Simone si racconta
intervista di Simone Tomei FREE

171124_00_DeSimoneBrunoBERGAMO - Incontrai il baritono Bruno de Simone nel marzo 2017 al Teatro dell'Opéra di Monte-Carlo nell'occasione della sua partecipazione in Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Durante i giorni di quell'allestimento monegasco, gli proposi di realizzare un'intervista per poter permettere ai miei letori di conoscere a tutto tondo un artista che
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Opera dal Centro-Nord
Aida a passo di carica
servizio di Simone Tomei FREE

171121_Bo_00_Aida_MonicaZanettin_phRoccoCasaluciBOLOGNA - Sono sempre stato convinto che l'Aida di Giuseppe Verdi sia una di quelle opere che fa del rapporto intimo tra i personaggi la sua ragione di esistenza, demandando a pochi ed isolati momenti il fasto e la ridondanza scenica e musicale. Assistendo alla messinscena bolognese del 19 novembre 2017 ho ancor più assaporato questa
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Opera dal Centro-Nord
La Fanciulla dal West a Lucca
servizio di Simone Tomei FREE

171121_Lu_00_FanciullaDelWest_Amarilli Nizza_phAndreaSimiLUCCA - Novembre rappresenta per il Teatro del Giglio di Lucca un appuntamento importante che segna un duplice inizio: l’apertura della tradizionale Stagione lirica e l’avvio del "Lucca Puccini Days"  giunto ormai alla quarta edizione. Queste due mirabili eventi hanno come elemento in comune di partenza una delle partiture più innovative di
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Jazz Pop Rock Etno
Parrot Sportiello un duo eccellente
servizio di Athos Tromboni FREE

171119_Vigarano_00_GruppoDei10_NickiParrotVIGARANO MAINARDA (FE) - Se "tutte le direzioni" del Gruppo dei 10 di Ferrara percorrerà sempre il tragitto segnato, sabato 18 novembre 2017, al ristorante Spirito di Vigarano Mainarda, dalla contrabbassista australiana Nicki Parrot e dal pianista italiano Rossano Sportiello l'approdo è certo: così come tutte le strade conducono a Roma, "tutte le direzioni"
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Opera dal Nord-Est
Buon Onegin al Verdi
servizio di Rossana Poletti FREE

171119_Ts_00_EugenioOnegin_FilippoMariaCarminatiTRIESTE, Teatro Verdi - Un convincente Evgenij Onegin va in scena al Teatro Verdi di Trieste, in apertura di stagione. Ogni volta che una storia presenta temi forti la domanda emerge impellente: perché un compositore l’ha scelta, che cosa lo ha colpito: è convinto che è il tema giusto per colpire il pubblico, che ne decreterà il successo, o il coinvolgimento
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Eventi
La lirica apre con Traviata
redatto da Athos Tromboni FREE

171118_Fe_00_StagioneLirica_GildaFiumeFERRARA - Prenderà il via venerdì 9 febbraio 2018 la nuova stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado, con quattro opere in cartellone. La presentazione alla stampa e al pubblico, presente come sempre numeroso alla conferenza-stampa, è stata fatta dalla presidente del teatro ferrarese, Roberta Ziosi, dal direttore Marino Pedroni e
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Opera dal Centro-Nord
Nabucco entusiasma i lughesi
servizio di Attilia Tartagni FREE

171118_Lugo_00_Nabucco_AndreaZeseLUGO DI ROMAGNA (RA) - Domenica 12 novembre 2017 rimarrà nella storia culturale di Lugo di Romagna per avere  riportato al Teatro Rossini il Nabucco di Giuseppe Verdi che, a quanto risulta, vi ha avuto una sola precedente rappresentazione nel 1852. Il Circolo Lirico di Lugo attivo da 21 anni, ora capitanato da Giovanni Nocenti, ha fortemente
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Pianoforte
Argerich incanta il pubblico, ma...
servizio di Athos Tromboni FREE

171116_Fe_00_ArgerichMartha_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Lo sappiamo: i confronti fra musicisti di caratura internazionale che si esibiscono dal vivo su un palcoscenico sono molto arbitrarii e del tutto soggettivi, nel senso che sono "mediati" dalla sensibilità e dalla memoria di chi li fa, quei confronti. E poi non sono indicativi di nulla, perché può capitare che un solista in serata "no" lasci traccia di sé un
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Jazz Pop Rock Etno
Jazz e enigmistica: Wintertime 2017
redatto da Athos Tromboni FREE

171114_Fe_00_GruppoDei10_NickiParrottFERRARA - Il "Gruppo dei 10" ha presentato ieri nella saletta del Leon d'Oro la rassegna Tutte le direzioni in Wintertime, ciclo di cinque concerti jazz che si svolgeranno al ristorante Lo Spirito di Vigarano Mainarda a partire da sabato 18 novembre 2017. La presentazione alla stampa è stata fatta da Alessandro Mistri, presidente e
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Opera dal Centro-Nord
Trovatore tradizionale e godibilissimo
servizio di Simone Tomei FREE

171112_Pi_00_IlTrovatore_StefanoVizioliPISA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi: ogni volta che mi trovo ad affrontare questo secondo titolo della cosiddetta “Trilogia popolare" riesco a trovare qualcosa che ancora mi stupisce e che suscita in me profonde emozioni. Parlando del Trovatore mi piace ricordare questo pensiero di Bruno Barilli (tratto da Il paese del melodramma) che parla di quella
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Concorsi e Premi
Un concorso per Nabucco
servizio di Athos Tromboni FREE

171109_Copparo_00_RossiNicola_ConcorsoCittaDiFerraraCOPPARO (FE) - Alla presenza del sindaco Nicola Rossi e del tenore copparese Daniele Barioni si è svolta mercoledì 8 novembre 2017 al Teatro De Micheli la fase finale del Concorso lirico internazionale "Città di Ferrara" organizzato dall'Associazione OperiAmo e patrocinato, oltre che dalla locale Amministrazione comunale, anche dal Teatro
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Personaggi
Silvia Beltrami arte e vita
intervista di Simone Tomei FREE

171108_Bo_00_SilviaBeltramiBOLOGNA - Incontrai il mezzosoprano Silvia Beltrami questa estate nella torrida Verona allorché era impegnata nella produzione di Madama Butterfly Di Puccini al Festival areniano. Fu un piacevole incontro per una buona pizza ed una chiacchierata rilassata dove andammo a toccare molti argomenti; in occasione della produzione di Il Trovatore che la vede
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Pianoforte
La Damiano oltre E.T.A. Hoffmann
servizio di Athos Tromboni FREE

171106_Fe_00_FernandaDamianoFERRARA - Nel primo ventennio dell'Ottocento gli scritti di E.T.A. Hoffmann sulla musica rappresentavano una sorta di Bibbia - o meglio una sorta di esegesi parabiblica - della composizione pianistica: le musiche da tastiera di Johann Baptist Cramer, Jan Ladislav Dussek, Muzio Clementi, Wolfgang Amadeus Mozart, vennero letterariamente codificate
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Eventi
Opere sull'orlo del Novecento
servizio di Attilia Tartagni FREE

171105_Ra_00_Trilogia_OvodokVladimir_phSilviaLelliRAVENNA - Non sono mancate, alla presentazione di sabato 4 novembre 2017 a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e dello staff direttivo di Ravenna Manifestazioni, nella Sala Corelli del Teatro Alighieri straripante di giornalisti, fotografi e pubblico, le sorprese e i flash di autentica emozione relativamente alla Trilogia d'Autunno
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Vocale
Artisti lirici per End Polio Now
servizio di Simone Tomei FREE

171101_Pi_00_EndPolioNow_BerrugiGiorgioPISA - Partire dalla Costa Azzurra dove ero stato inviato ad una serata musicale, per dirigermi al Gran Gala della Lirica che si è svolto al Teatro Verdi di Pisa la sera del 29 ottobre 2017 mi ha fatto capire quanto importante sia essere presenti a certe iniziative per dare il proprio sostegno a chi con il proprio lavoro cerca, oltre che vivere, anche di far star bene
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Opera dal Centro-Nord
Falstaff per divertirsi e divertire
servizio di Simone Tomei FREE

171031_Pr_00_Falstaff_RobertoDeCandia_phRobertoRicciPARMA - Il Festival Verdi che mi ha visto partecipe anche in quest'ultima giornata - siamo a domenica 22 ottobre 2017 - dedicata all'estremo capolavoro del Cigno di Busseto: Falstaff ha lasciato dietro di sè un ricordo ed un'eco sonora come non succedeva da tempo. Mi piace ricordare come il librettista Arrigo Boito seppe addurre validi argomenti per
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Pianoforte
Di Donato-Schubert quarto concerto
servizio di Athos Tromboni FREE

171023_Fe_00_Circolo_DiDonatoGianlucaFERRARA - Il pianista avellinese Gianluca Di Donato ha portato nella rinascimentale Sala della Musica del Chiostro di San Paolo il suo quarto concerto del ciclo "Sonate per pianoforte di Franz Schubert - Esecuzione integrale". I precedenti concerti tenuti a Ferrara si erano svolti nel Ridotto del Teatro Comunale e nella suggestiva Palazzina
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Soci Uncalm
Tre cori per un sublime pomeriggio
servizio di Athos Tromboni FREE

171029_Fe_00_RassegnaRoffi_DOrazioLucianoFERRARA - La XXIX Rassegna Corale "Mario Roffi" ha realizzato una "tre giorni" di concerti e lezioni-concerto molto partecipata, venerdi 27, sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017. Ospiti della Accademia Corale "Vittore Veneziani" di Ferrara, titolare della rassegna, sono stati il coro misto della Corale Città di Parma (direttore Simone Campanini),
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Opera dal Centro-Nord
Torna 'n Elisir ancora migliore
servizio di Simone Tomei FREE

171028_Fi_00_ElisirDAmore_FIRENZE - Dal suo habitat originario di Palazzo Pitti per l’estate della Fondazione del Maggio musicale fiorentino L'elisir d’amore di Gaetano Donizetti approda sul palcoscenico del Teatro in Piazza Vittorio Gui con grande successo di pubblico. Rimando per gli aspetti registici e per le mie riflessioni ai due resoconti riferiti ai miei ascolti del giugno 2016
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Ballo and Bello
Erodiade mora riccia e solida
servizio di Annarosa Gessi FREE

171027_Fe_00_Erodiade_SaraPaternesiFERRARA - Catarsi. Catarsi. Non sapevo il significato di questa parola. Per cui non capivo cosa volesse dire quella frase sul programma di sala (firmato da Marinella Guatterini) dove stava scritto «Erodiade vuole ed ottiene tutto nella sua ricerca di calore, anche la testa del Battista, che d'altra parte con il suo martirio, le aprirà la strada della catarsi
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Opera dal Centro-Nord
Stiffelio immerso nel pubblico
servizio di Simone Tomei FREE

171025_Pr_00_Stiffelio_LucianoGanciPARMA - Lo Stiffelio di Giuseppe Verdi all’interno dell’omonimo Festival 2017 è stato un tripudio di emozioni e di sensazioni che ancor adesso dopo alcuni giorni porto addosso. Non è facile tradurre in parole ciò che si prova sperimentando una visione così particolare di un’opera; nelle mie numerose frequentazioni teatrali mai mi era successo di assistere
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Opera dal Centro-Nord
La Rondine vola alto
servizio di Simone Tomei FREE

171026_Fi_00_LaRondine_ValerioGalliFIRENZE - La stagione lirica 2017-2018 inizia, per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con la rappresentazione di La Rondine di Giacomo Puccini, nel centenario della prima rappresentazione del 1917 al Teatro dell'Opéra di Monte-Carlo; si tratta per il Teatro fiorentino della prima esecuzione in assoluto e questa proposta prosegue sulla scia di
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Opera dal Centro-Nord
Don Giovanni comincia dalla fine
servizio di Athos Tromboni FREE

171022_Cesena_00_ChristianFederici___CESENA - Il Conservatorio Bruno Maderna in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Bologna ha messo in scena il 20 e 21 ottobre 2017, nel Teatro Bonci, per il proprio ventiseiesimo allestimento di un'opera, il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart: «... non crediate sia stato semplice - avvisa il direttore del Conservatorio, Paolo Chiavacci
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Diario
Un Requiem dedicato...
Simone Tomei FREE

171020_Pr_00_RequiemVerdi_DanieleCallegariPARMA - Ogni volta che ascolto il Requiem di Giuseppe Verdi mi sovviene alla mente questa mirabile pagina tratta dal libro di Ferruccio Ulivi dal titolo "Manzoni": «La mattina del 30 maggio, a un’ora quasi antelucana, una carrozza si fermò davanti al Cimitero Monumentale di Milano. Al rumore sullo sterrato, e al fermarsi, un custode uscì a guardare. Era una
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Echi dal Territorio
Sinergie fra la Neri e la Mutinae
servizio di Edoardo Farina FREE

170930_Mo_00_ConcertoGinoNeri-MutinaePlectri_MariaCeciliaVaccariMODENA - Inizio della stagione concertistica invernale dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara con un importante appuntamento tenutosi sabato 23 settembre 2017 nell’ambito della Sesta edizione del "Mandolinsieme" presso l’Auditorium Chiesa del Teatro San Carlo a Modena, curato e organizzato dall’Associazione “Mutinae Plectri”, attraverso
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Echi dal Territorio
Giovani voci di belle speranze
servizio di Athos Tromboni FREE

171019_Fe_00_Conservatorio_AmbrosiniAndreaFERRARA - Il salone della Carte geografiche di Palazzo Ludovico il Moro ha ospitato mercoledì 18 ottobre 2017 un concerto-saggio degli allievi delle classi di canto delle docenti Agata Bienkowska e Cinzia Forte, entrambe insegnanti al Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" ed entrambe eccellenti artiste in carriera. L'accordo fra il Conservatorio di Ferrara
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Opera dalle Isole
L'Adriana Belle Époque
servizio di Salvatore Aiello FREE

171017_Pa_00_AdrianaLecouvreur_AngelaGheorghiuPALERMO - È tornata sulle scene del Teatro Massimo l'opera Adriana Lecouvreur, il capolavoro di Francesco Cilea che sulle nostre ribalte ha riscosso sempre unanime consenso. È un'opera per primedonne, per grandi cantanti-attrici che danno vita a un personaggio realmente esistito, la cui vicenda umana e artistica è stata immortalata anche da Voltaire. Il Teatro palermitano
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Classica
Il Pomo d'Oro per cominciare
servizio di Athos Tromboni FREE

171017_Fe_00_IlPomoDOro-ZefiraValovaFERRARA - Il Pomo d'Oro non è la saporita bacca rossa importata in Europa dalle Americhe ai tempi di Amerigo Vespucci, né la mela lanciata da Eris, dea della discordia, sul tavolo dove si stava svolgendo il banchetto in onore del matrimonio di Peleo e Teti (la dea, per vendicarsi del mancato invito alla festa, incise sul pomo d'oro la frase
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Ballo and Bello
E cosė tu vedrai... ecc. ecc.
servizio di Annarosa Gessi FREE

171016_Fe_00_AndYouSee_RobynOrlinFERRARA - Nel Teatro Comunale Abbado c'è quest'anno una rassegna di danza contemporanea che si chiama "Focus Africa"; sono tre titoli che mettono in scena, in tre serate diverse, la danza di quel continente. Il secondo titolo in programma, visto sabato 14 ottobre 2017, era dedicato alla coreografa sudafricana bianca Robyn Orlin che è ebrea
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Opera dal Centro-Nord
Pia tra fascisti e antifascisti
servizio di Simone Tomei FREE

171016_Pi_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburziPISA - Il Teatro di Pisa ha inaugurato sabato 14 ottobre 2017 la stagione lirica 2017-2018 con la rappresentazione di Pia de' Tolomei di Gaetano Donizetti. Un buffet aperitivo ha accolto gli spettatori nel foyer per dare un segno di festa e di condivisione di questo importante e fiorente momento del teatro pisano; prima che l'opera avesse inizio
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Eventi
Un teatro senza mura
redatto da Edoardo Farina FREE

171010_Cesena_00_TeatroBonci_FrancoPolliniCESENA - Conferenza stampa del Teatro “Alessandro Bonci” di Cesena presso la Sala Nera del Palazzo Comunale, promossa da  ERT,  Comune di Cesena con il sostegno di Bper Banca, ove alla presenza dell’Assessore alla Cultura Christian Castorri, il Dirigente alla Cultura Elisabetta Bovero e il Direttore del Bonci, Franco Pollini,  è stato definito in data 26
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Eventi
Il Barbiere apre a Rovigo
redatto da Athos Tromboni FREE

171013_Ro_00_StagioneTeatrale_AlessandroCedrone.JPGROVIGO - Il Teatro Sociale apre le porte alla nuova Stagione: lirica, prosa, danza, concerti, teatro ragazzi, eventi speciali, conferenze e altri eventi; il tutto abbraccia più settori, per soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più eterogeneo e trasversale; in sintesi, la proposta complessiva del calendario prevede quattro opere liriche; dieci spettacoli di prosa con la rassegna “Donne da palcoscenico”
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Ballo and Bello
Benvenuto Umano č stato
servizio di Athos Tromboni FREE

171012_Fe_00_BenvenutoUmano_FrancescaPenniniFERRARA - Arrivi a teatro per il secondo spettacolo della stagione di danza dove sarà protagonista il “CollettivO CineticO” di Francesca Pennini, guardi la performance e nell’attesa dell’incontro con la compagnia e la coreografa-danzatrice che farà seguito all’esibizione, è come se tu ti trovassi davanti a un muro con una gigantesca porta e ti chiedi
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Soci Uncalm
Ecco il 1° Trimestre del Frescobaldi
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171009_Fe_00_CircoloFrescobaldi_GirolamoFrescobaldiFERRARA - La conferenza musicale per celebrare il quarantennale della scomparsa di Maria Callas ha fatto il tutto esaurito domenica 8 ottobre 2017 al Circolo Frescobaldi, tanto che gli organizzatori hanno dovuto procurare sedie aggiuntive nella saletta di via Foro Boario. La giornata dedicata alla grande cantante lirica è stata anche l'occasione per il presiden
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Manon Lescaut in 60 minuti
servizio di Antonella Pera FREE

171003_Porcari_00_CircoloCatalani-ManonLescaut_IreneCerbonciniPORCARI (LU) - Il Circolo Amici della Musica Alfredo Catalani, nell'ambito del progetto "L'Opera in sessanta minuti" nato per avvicinare il pubblico al mondo dell'opera lirica propone ed organizza per Sabato 25 novembre 2017, alle ore 21,15 presso l'Auditorium “Vincenzo da Massa Carrara” di Porcari (Lucca), una selezione guidata in forma semiscenica
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Ballo and Bello
Masilo-Giselle non perdona
servizio di Athos Tromboni FREE

171005_Fe_00_DadaMasilo-Giselle.JPGFERRARA - Il Teatro Comunale Claudio Abbado ha riaperto i battenti il 4 ottobre 2017, dopo i lavori estivi di consolidamento antisismico precauzionali, dato che la struttura progettata dal Foschini nel Settecento e riaperto dopo lunga inattività vent'anni dopo la fine della seconda guerra mondiale con rifacimento di decori, stucchi e maquillage vario, era stata
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Soci Uncalm
Al via i corsi musicali
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171002_Fe_00_CorsiMusicaliCircoloFrescobaldi_ProiettiDiValerioAntonioFERRARA - Hanno preso avvio il 2 ottobre 2017 le lezioni alla Scuola di Musica del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi; le lezioni si svolgono presso la sede sociale di Via Foro Boario 87, a Ferrara. L'iscrizione degli allievi è possibile in qualsiasi momento dell'anno, visto che le lezioni sono personalizzate.
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Eventi
Ecco la Stagione 2018 di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

171002_Bo_00_StagioneTcBo_TossiniUmbertoBOLOGNA - Affollata conferenza stampa nel Foyer Respighi del Teatro Comunale, lunedì 2 ottobre 2017, per la presentazione della stagione 2018 del principale teatro bolognese: sono intervenuti, oltre al sovrintendente Nicola Sani, anche l'assessore regionale Patrizio Bianchi, l'assessore comunale alla cultura Bruna Gambarelli, il direttore del
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Opera dal Centro-Nord
Una Tosca al cinquantapercento
servizio di Simone Tomei FREE

171002_Fi_00_Tosca_FrancescaTiburzi_phPietroPaolini_21FIRENZE - La Tosca ha chiuso il ciclo “Passione Puccini” che il Teatro del Maggio aveva deciso di dedicare al compositore toscano. Dopo i successi di pubblico decretati con le rappresentazioni di Madama Butterfly e poi di La bohème, ecco che (con l'ultima replica di domenica 1 ottobre 2017) anche il terzo titolo trova il suo compimento all’interno
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Opera dal Centro-Nord
Jérusalem va oltre i Lombardi
servizio di Athos Tromboni FREE

170929_Pr_00_Jerusalem_VargasRamon_phRobertoRicciPARMA - Molto bello l’allestimento dell’opera Jérusalem che ha aperto giovedì 28 settembre 2017 il Festival Verdi di Parma nel Teatro Regio. Se dovessimo limitarci a twittare il nostro commento entro i 140 caratteri, quella sarebbe la frase scelta. Oltre il limite dei 140 caratteri, invece, possiamo aggiungere che il regista, scenografo e costumista
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Eventi
Novitā da Bergamo
redatto da Athos Tromboni FREE

170928_Bg_00_RiccardoFrizzaBERGAMO - Due novità di rilievo sono giunte a maturazione questo mese al festival Donizetti Opera: la nomina del direttore d’orchestra Riccardo Frizza, bresciano, classe 1971, a direttore musicale; e - solo pochi giorni prima - l'ufficializzazione del calendario del festival con la messa in scena dell’opera fuori repertorio Il Borgomastro di Saardam che
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Personaggi
Matteucci e la Polifonica Lucchese
servizio di Simone Tomei FREE

170928_Lu_00_MatteucciELaPolifonica_EgistoLUCCA – In città le Feste religiose settembrine si concentrano nelle tre giornate cosiddette di “Fiera” che partono il 14 di settembre con l’Esaltazione della Santa Croce, il 21 con le celebrazioni di San Matteo e per finire il 29 con i Santi Raffaele Gabriele e Michele - quest’ultima denominata anche “fiera delle carogne” perché al mercato degli
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