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Pubblicato il 26 Aprile 2017
Un deludente allestimento ha concluso la Stagione operistica monegasca
Trovatore col gusto dell'horror servizio di Simone Tomei

170426_MonteCarlo_00_IlTrovatore_FrancescoMeliMONTE-CARLO - In questi ultimi mesi, mi sono già confrontato con il secondo titolo della cosiddetta “Triologia popolare” del buon Beppino di Roncole di Busseto, intendo Giuseppe Verdi (e intendo la sua opera II trovatore) ma forse per strane coincidenze lunari, posso dire che la fortuna non ha completamente arriso alle mie visioni. La triste sorte è accaduta questa volta al Teatro dell’Opera di Monte-Carlo dove la sera del 24 aprile 2017 si è consumata la seconda recita dell’ultima produzione operistica del Teatro.
Il Trovatore per me, come ho già scritto in altri miei articoli, è un’opera che più di altre parla da sola attraverso il suo libretto e attraverso la sua musica; ben esplicitate dalle parole dei protagonisti, sono tutte le complicate vicende e penso che qualunque arbitraria aggiunta possa essere un elemento di disturbo e di travisamento di ciò che musica e parola hanno da dirci; figuriamoci poi, se alle arbitrarie aggiunte, vi sono persino delle inspiegabili omissioni… a questo punto il quadro è completo e come era solita dire la mia nonna: la frittata è fatta.
La questione è che la frittata è per me un piatto molto prelibato se cucinato con dovizia e con cura, ma in questo caso l’accezione della frase è propriamente negativa come negativo è il mio pensiero su questa messinscena in cui il regista Francesco Negrin ha voluto dire la “sua”, ha creato il “suo” Trovatore, ha voluto costruire qualcosa che va oltre l’immaginabile senza donare - almeno a me - un minimo di coinvolgimento e di appagamento visivi.
Andando con ordine nel riferire di questa accozzaglia di nulla e in questa distruzione del contenuto del melodramma, quello che appare agli occhi pare il frutto di poche idee, ben confuse e male organizzate.
Si sa che Trovatore è opera tetra, che vive tra il colore cupo della notte e i bagliori onirici del fuoco, che porta dietro di sé fantasmi del passato, delitti irrisolti, rapporti e situazioni familiari al limite della “normalità”; tutto questo è palese e la drammaturgia attraverso il libretto ben esplicita con dovizia di particolari e di descrizioni testuali e didascaliche. Il racconto di Ferrando diventa la Sinfonia dell’opera e nulla di più occorre; non è necessario che l’inizio si esplicitino comportamenti quasi isterici della zingara Azucena che compare quasi in stato di trance ad evocare gli eventi del passato; non è necessario che per tutto il dipanarsi dell’opera in momenti più o meno alterni compaia in scena un bimbo carbonizzato che nella più felice delle ipotesi ti riporta la mente agli “arrosticini abruzzesi” da gustare a scottadito; non è necessario che una zingara madre appaia ogni tanto a rievocare gli spettri del passato; non è necessario che la morte, rappresentata da una roncola che gira per il palcoscenico passata di mano in mano, sia a delineare un rito quasi satanico sugli eventi che si narrano; questo è materiale per un film horror di basso livello, non per un capolavoro verdiano che per queste trovate induce solo svilimento e noia; e la cosa migliore che suscita può essere la voglia di alzarsi e andarsene, se non quella di urlare il dissenso più sfrenato.

170426_MonteCarlo_01_IlTrovatore_FrancescoMeliMarinaPrudenskaja 170426_MonteCarlo_02_IlTrovatore_MariaAgresta
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Ovviamente l’educazione (che ritengo mi appartenga), non mi ha mai portato a simili eccessi, ma non mi stupirei se qualcuno potesse andare in quella direzione; e probabilmente lo giustificherei.
Uno spazio scenico immobile curato da Luis Désiré - autore anche dei costumi - quasi immutato dall’inizio alla fine che sembra voglia ancor più tediare una visione vuota,  ma pesante che a primo acchito mi ha ricordato una moderna cucina con isola centrale in cui si arrostiscono le cibarie e su cui si consuma il cibo; tutto intorno il nulla se non degli anfratti in cui si aggrumano scompostamente gli Artisti del Coro e varie comparse per fare da sponda e contorno a questa pantomima; tutti in stile macabro anche loro; truccati e vestiti da zombie, come nel musical di Rocky Horror Show; i soliti cappotti di pelle alla Matrix, come quello che ho nel mio armadio da anni e che non mi non mi decido a rivisitare, giacconi sdruciti, e poco altro che aggiunge niente al niente; movimenti coreografici di scolastica circostanza e un apporto delle luci curate da Bruno Poet alquanto discutibile che se voleva intristire ancor di più una sfortunata serata c’è riuscito in maniera egregia. Questo è stato il Trovatore monegasco; la nota registica - note d’intention come si legge nel programma di sala - parla dell'opera verdiana tratta dal libretto di Salvatore Cammarano, come una storia di fantasmi, di un thriller nero con un piede nel passato; il Trovatore è una storia che nasce nel passato, ma vive nel presente in cui si svolge l'azione, nell’amore di Leonora verso Manrico, nell’amore del Conte di Luna per Leonora ed anche nella “vengeance” di Azucena e nel suo delitto compiuto; il fuoco, è un elemento importante, ma non più essere sempre riproposto a mo' di grill che ogni tanto si ravviva per riscaldare l’arrosticino che in quel momento riappare magari con la roncola in mano; questa a mio avviso è pacchianeria, è mal gusto, è distruggere, travisando, volutamente un capolavoro, per mettere in piedi l'ego di qualcuno, dimenticando che il Teatro, il Melodramma e la Drammaturgia, sono già scritte da oltre centocinquanta anni dentro un libro che si chiama Partitura;  molto spesso ci si allontana da questo testo che per molti non è considerato più fondamentale e succede di andare a Teatro uscendone poco soddisfatti e amareggiati.

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A  onor del vero devo dire che l’amarezza in parte è stata mitigata da un cast che ha saputo in qualche maniera risollevare le sorti dell’idea bislacca che ha connaturato l'allestimento, cercando di riportare sul binario di una certa “normalità” una serata non proprio entusiasmante.
Inizio a parlare, affrontando l'aspetto musicale, dalla concertazione del M° Daniel Harding; non è stata una direzione particolarmente eccelsa, ma per lo meno non ha peggiorato la situazione; personalmente ho notato una tendenza d'approcciarsi allo spartito in maniera piuttosto routinaria senza andare a cercare particolari raffinatezze né da un punto di vista di suono, né da un punto di vista dei tempi; se l’inizio è stato piuttosto baldanzoso, alcune stasi solistiche si sono sedute su tempi piuttosto soporiferi per poi riprendere in eccessivi orgasmi, come l’inizio del terzo atto che pareva una gara per chi arriva prima alla fine, con povertà di intenti e di nuances.
Anche i colori ricreati con l’ensemble corale e nei concertati sono stati piuttosto tendenti al pastello che non alla brillantezza e luminosità ed anche un momento che ritengo superbo dell’Opera - la condanna di Azucena… deh rallentate o barbari - non ha avuto nemmeno modo di spegnersi in quanto non si è mai acceso. In sostanza una formale correttezza musicale e un discreto rapporto con il palco, ma nulla più che una lettura scolastica e priva di emozioni.
L’apporto del cast vocale è andato sostanzialmente in altra direzione; nel ruolo eponimo il tenore genovese Francesco Meli, ha dimostrato di avere i numeri per affrontare in maniera eccelsa questo personaggio; la morbidezza della voce, il suadente legato, la capacità di porgere il suono a servizio della parola, hanno reso un personaggio altamente empatico e commovente; granitico e polposo nei centri, vellutato negli acuti, con grande capacità concertante e sicura verve nell’esecuzione della cabaletta della Pira, non bissata, ma cantata in tono.
Encomio anche per il baritono Nicola Alaimo, che si è rivelato un Conte di Luna di tutto rispetto; una personalità quella del nobile dalle mille sfaccettature e dai mille colori; vendicativo, tenero, innamorato, truce; emozioni che hanno necessità di trovare una corrispondenza sulla scena e nella vocalità; non sono mancate queste corrispondenze al nostro interprete che sin dalla sua entrata e dal terzetto iniziale, ha fatto capire che di talento ne ha da vendere; la pagina più intima e più eterea Il balen del suo sorriso, ha trovato uno dei momenti più commoventi della sua esecuzione; qui ho percepito l’amore, il dolore e la consapevole disperazione di non essere corrisposto; mi ha colpito l’esecuzione della cadenza; me la sarei aspettata più meditata ed invece è stata eseguita come se vi fosse la necessità impellente di chiudere un discorso; ed il risultato è stato comunque ottimo.
La Leonora di Maria Agresta, è risultato un personaggio direi a metà; da un punto di vista scenico, non ha trovato nessun momento di vita propria tale da emergere come carattere e come indole; da un punto di vista musicale ho trovato i suoi momenti solistici piuttosto anonimi, seppur corretti musicalmente con ottima proiezione di suono, grande capacità di fraseggio, ma tendenzialmente privi di afflati e di sentimento; sono convinto che la parte visiva abbia abbondantemente obliato una capacità di recepimento delle intenzioni della cantante, ma se ci sono state il mio orecchio le ha colte in maniera molto ridotta; non me ne voglia l’interprete che stimo per professionalità e carisma vocale.
Un personaggio che per physique du role, capacità attoriale e vocalità è emerso in maniera prevalente rispetto agli altri è stata prorpio l’Azucena di Marina Prudenskaja. Una figura, come già detto, costantemente in atteggiamenti schizofrenici; si è dimenata sulle tavole del palcoscenico facendomi venire spesso alla mente il titolo di un libro di Grazia Deledda Canne al vento; ondeggiando qua e là come in preda ai fumi di stupefacenti, ha catturato sicuramente in maniera più preponderante la scena; al di là dell’opportunità delle movenze assegnate in relazione all’idea registica, quello che mi ha molto colpito invece è stata la sua vocalità; un mezzosoprano tendenzialmente di colore “chiaro”, ma con la capacità di scavare il suono e di trovare quelle giuste bronzature nelle note più gravi, unitamente alla capacità di agganciare in maniera molto salda quelle più impervie; le due arie del secondo atto, sono state un mix di ars scenica e grande interpretazione vocale, come pure il duetto con il figlio Manrico dove, grazie ad un apporto congiunto di bravura dei due artisti, si è consumato uno dei momenti più alti di tutta la serata.
Il basso José Antonio Garcia  nel ruolo di Ferrando non si è distinto per capacità di fraseggio ed eleganza di emissione protendendo per un canto piuttosto di forza e poco curato che lo ha portato spesso all’emissione di suoni piuttosto crescenti.
Brava e con un canto molto curato la prestazione di Karine Ohanyan nel ruolo di Ines; piacevole timbro e bella dizione anche quella di Christophe Berry nei panni di Ruiz che assieme ad un bravo Gianni Cossu come Un messo e un altrettanto preciso Fabio Bonavita come un Vecchio zingaro hanno completato il cast.

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Il Coro seppur ben preparato dal M° Stefano Visconti come si è solito ascoltarlo, non ha trovato ampio modo di riscatto per la frenesia con cui sono state affrontate le due pagine di inizio del secondo e terzo atto; una tendenza a correre troppo frenetica che ha un po’ vanificato la graniticità e la compattezza cui siamo abituati; meglio nelle pagine più “discorsive” e sicuramente commovente nel Miserere finale il cui unico appunto è quello di essere stato fatto “a vista” e non come previsto in interno, facendo così perdere anche a questa pagina la sua giusta pregnanza e fascino.
Il pubblico quasi al limite del tutto esaurito ha esternato tiepidi consensi durante l’esecuzione, per dedicare alla fine un più solido plauso alla volta degli interpreti e del Maestro concertatore.

Crediti fotografici: Alain Hanel per il Teatro dell'Opera di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: Francesco Meli (Manrico)
Al centro in sequenza: ancora Meli e Marina Prudenskaja (Azucena); Maria Agresta (Leonora); José Antonio Garcia  (Ferrando); Nicola Alaimo (Conte di Luna)
Sotto: ancora la Prudenskaja nell'aria "Stride la vampa"
In fondo: una panoramica di Alain Hanel sull'allestimento monegasco





Pubblicato il 22 Aprile 2017
L'insuperabile Rossini di Ponnelle dā forza a un'ottima compagnia di canto
L'Italiana in Algeri, da 30 anni a Vienna servizio di Francesco Lora

170422_Wien_00_LItalianaInAlgeri_GRITSKOVAVIENNA – Alla Staatsoper di Vienna L’Italiana in Algeri di Rossini è arrivata tardi, non prima del 1987, fatta sbarcare da Claudio Abbado onde rinnovare il repertorio italiano. In quell’occasione il massimo teatro austriaco acquisì un duplicato – tra altri sparsi nel mondo, per esempio al Metropolitan di New York e all’Opéra di Parigi – del più collaudato tra gli allestimenti: quello concepito in regìa, scene e costumi da Jean-Pierre Ponnelle per l’inaugurazione della stagione 1973/74 del Teatro alla Scala. Nessuno ha più saputo fare di meglio nel rivelare divertito la psicologia dei personaggi, nel far frullare con geniale signorilità la macchina comica e nello scherzare con l’iconografia napoleonica e turchesca. Dopo oltre novanta rappresentazioni in trent’anni, la Staatsoper usa oggi qualche cautela e annuncia lo spettacolo non più come firmato da Ponnelle, bensì come ispirato a un originale viepiù corrotto: così nelle ultime quattro recite avvenute tra il 29 marzo e l’8 aprile.
Ma ciò attesta anche la continua evoluzione dello spettacolo, anziché la sua musealizzazione, su quel palcoscenico che lo vivifica, lo ama e lo aggiorna. E non v’è alcunché di sbagliato, poiché il sorriso stupito del pubblico dimostra la sopravvivenza del messaggio teatrale e dell’obiettivo registico, nella venerazione del compositore.
Il servizio reso dall’uomo di teatro al testo musicale aiuta a far grande il lavoro di tutti gli interpreti, anche in una casa d’opera mitteleuropea ove la levigatura del belcanto rossiniano non sia una missione prioritaria. La blasonatissima orchestra, impegnata gli stessi giorni anche nei ben differenti lidi del Parsifal di Wagner, del Werther di Massenet e della Medea di Reimann, esegue la sinfonia con incedere un tantino poderoso e sornione; ma basta che si schiuda il sipario per ascoltarla sciogliersi in ritmi più maliziosi e in colori più vivaci, sotto la sempre vigilie ed equilibrata direzione di Evelino Pidò.
Primadonna nella compagnia è la trentenne russa Margarita Gritskova, mezzosoprano atteso al prossimo ROF di Pesaro per un concerto di canto; smalto di fascinoso esotismo, coloratura brillante e granita, presenza scenica spigliata, risorse espressive che attingono con varietà, ironia e sagacia dal tenero come dall’erotico e dall’animoso. Lasciatosi alle spalle la malagevole cavatina dell’atto I, con le relative diminuzioni e apprensioni, il baritono Adam Plachetka è il Mustafà ideale per reggere bonariamente il gioco di tanta Isabella. Come Lindoro eccelle a propria volta il tenore Maxim Mironov, giovane ma già attendibile custode della grammatica del belcanto: in lui convivono il rigore della scuola, la straripante simpatia del porgere e la sempre più rara dote dell’eleganza. Paolo Rumetz, camaleontico baritono-utilité della Staatsoper, tra parti di ogni epoca e genere tiene con agio anche quella di Taddeo, e con l’adeguatezza dei mezzi vocali vi infonde anche l’antica arte del buffo all’italiana, capace d’intendersela anche con il pubblico di altro idioma e senza traviare la sottigliezza della commedia.

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Tra la Zulma di Rachel Frenkel e lo Haly di Rafael Fingerlos svetta la lussuosa Elvira del soprano Hila Fahima, squillante a oltranza nella melodia estrema del Finale I. Pubblico felice come alla storica “prima” del 1813.

Crediti fotografici: Michael Phön per la Wiener Staatsoper
Nella miniatura in alto: il mezzosoprano Margarita Gritskova (Isabella)
Al centro in sequenza: Maxim Mironov (Lindoro); Rachel Frenkel (Zulma) e Hila Faima (Elvira); Rafael Fingerlos (Haly) e ancora la Gritskova
Sotto: ancora la Gritskova con Adam Plachetka (Mustafà)





Pubblicato il 08 Aprile 2017
Ripresa del capolavoro di Massenet alla Staatsoper, con Chaslin, Koch e Serban
Tézier a Vienna, Werther č baritono servizio di Francesco Lora

170408_Vienna_00_Werther_LudovicTezierVIENNA, 3 aprile 2017 - Reciproca ammirazione legò il baritono Mattia Battistini e il compositore Jules Massenet. Quando l’uno propose di “puntare” al proprio registro la parte titolare e tenorile del Werther, l’altro stette al gioco e lo dotò di una nuova versione: il cantante la inaugurò nel 1901 a Varsavia e la conservò poi in repertorio, eseguendola in traduzione italiana e senza avventurarsi in area francofona. “Puntare”, ossia adattare la linea melodica di una parte vocale, trasponendola qui e là a intervalli paralleli o reinventandone l’andamento, ma senza modificare le altre parti vocali, l’accompagnamento strumentale e le tonalità originali dei “numeri” musicali: in caso contrario, il favore reso a un singolo cantante avrebbe implicato la costosa preparazione di nuovo materiale d’orchestra e uno sforzo aggiuntivo dei colleghi coinvolti nei pezzi d’assieme. La prassi fu ordinaria: se la memoria non tradisce chi scrive, anche Giuseppe Verdi chiese a Gaetano Donizetti di adattare la parte eponima dell’Ernani alla voce contraltina del tenore Nicola Ivanoff.
Ha senso rispolverare oggi il Werther nella versione per Battistini? Sì, se è fatto nel contesto tutto a base di rarità e aperture testuali del Festival della Valle d’Itria, ove l’opera è stata ricreata nel 2003 con un baritono e in italiano. No, se si considera che una parte “puntata” subisce di norma non un perfezionamento melodico ma una sua banalizzazione, in vista di una specifica situazione e uno specifico interprete. No, si considera che nella tradizione operistica il registro vocale corrisponde al ruolo drammatico: nel Werther si giunge al corto circuito di protagonista e antagonista entrambi baritoni. Sì, nondimeno, dove anche ai giorni nostri si disponga di un interprete d’eccezione; questo è appunto il caso del baritono Ludovic Tézier, che alla Staatsoper di Vienna ha cantato come protagonista nel 2012, come Albert di lusso nel 2015 e di nuovo come protagonista per quattro recite dal 26 marzo al 3 aprile scorsi: la sua presenza non solo motiva la ripresa di uno spettacolo collaudato, ma lo investe di nuovi orizzonti esegetici sia musicali sia teatrali.
Quello di Tézier è un Werther inevitabilmente adulto nel materiale, atto più a evocare delusione rabbiosa che languore dolente: personaggio caratterizzato già nella tradizione tenorile come più maturo rispetto alla ventina d’anni stabilita da Goethe, esso sembra così scattare in avanti di un’intera generazione, e superare Albert stesso (che nella fonte letteraria gli è pressoché coetaneo). Nel baritono francese si gode nondimeno la mutuazione dello slancio tipicamente tenorile, in particolare nelle frasi conservate all’altezza originale, ove il registro acuto squilla ed entusiasma con un dispiegamento e un vigore prodigiosi; e in lui si gode a maggior ragione la cura attentissima della psicologia e del fraseggio, sfumati con una dedizione degna dei migliori precedenti tenorili. Il solo pericolo che lo minaccia è l’esperienza pregressa come ascoltatore vorace della parte protagonistica, dai panni di Albert: in più di un momento lo si coglie concentrato per non inforcare la versione acuta, già mandata a memoria e non preclusa alle sue possibilità.

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Parimenti singolare è, al suo fianco, il mezzosoprano Sophie Koch come Charlotte: ciò anche perché l’allestimento scenico, ben noto, ha confermato una visione avvenente, giovanile e combattuta della deuteragonista, soprattutto nelle numerose recite sostenute a Vienna da Elīna Garanča.
Con canto rigoglioso e porgere sfrontato, la Koch sembra invece portare in scena un duplicato della favorita parte di Octavian nel Rosenkavalier di Richard Strauss, comprese le affettazioni lì da lei praticate. Questa Charlotte mascolina e vigliacca suggerisce però, ben combaciando con il Werther di Tézier, non la tormentata adolescente sacrificata alla promesse e al devoir, bensì una non più fresca borghese di vacuo spessore, oggetto di un’insensata mitizzazione da parte dell’amante e più prosaicamente imbarazzata che eroicamente addolorata. In tal modo, più commossi tratti di comprensione umana si trovano nell’Albert di Adrian Eröd, amichevole e cordiale nel porgere ancor prima che autorevole e signorile.

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Assai rifinito il comprimariato, dalla brillante Sophie di Maria Nazarova al solido Podestà di Alexandru Moisiuc, fino ai vivaci Peter Jelosits e Marcus Pelz come Schmidt e Johann. Come in precedenti cicli di recite, l’Orchestra della Staatsoper replica gorghi romantici, smalti liberty, involi celestiali ed echeggi corruschi in disinvolta trasmutazione reciproca. Alla sua testa si ritrova Frédéric Chaslin, specialista massenetiano con una sola menda: quella di sfogare le file strumentali con la solita esuberanza, senza rimodularne l’impatto in ragione del baritono protagonista e di melodie vocali diversamente condotte. Tuttora di riferimento l’allestimento, varato nel 2005, con regìa di Andrei Serban, scene di Peter Pabst e costumi di Pabst stesso e Petra Reinhardt: nella memoria si fissa l’albero secolare che domina il palcoscenico, lo divide in spazi di primo e secondo piano, si lascia percorrere dai personaggi tramite ponti, li fa agire su più livelli e segnala con il verdeggiare, l’ingiallire e il cadere del fogliame il trascorrere inesorabile del tempo.

Crediti fotografici: Michael Pöhn per il Teatro dell'Opera di Vienna
Nella miniatura in alto: il baritono Ludovic Tézier (Werther)
Al centro in sequenza: Maria Nazarova (Sophie), Alexandru Moisiuc (Podestà) e Adrian Eröd (Albert)
Sotto: ancora Tézier con Sophie Koch (Charlotte)






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Novitā da Bergamo
redatto da Athos Tromboni FREE

170928_Bg_00_RiccardoFrizzaBERGAMO - Due novità di rilievo sono giunte a maturazione questo mese al festival Donizetti Opera: la nomina del direttore d’orchestra Riccardo Frizza, bresciano, classe 1971, a direttore musicale; e - solo pochi giorni prima - l'ufficializzazione del calendario del festival con la messa in scena dell’opera fuori repertorio Il Borgomastro di Saardam che
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Personaggi
Matteucci e la Polifonica Lucchese
servizio di Simone Tomei FREE

170928_Lu_00_MatteucciELaPolifonica_EgistoLUCCA – In città le Feste religiose settembrine si concentrano nelle tre giornate cosiddette di “Fiera” che partono il 14 di settembre con l’Esaltazione della Santa Croce, il 21 con le celebrazioni di San Matteo e per finire il 29 con i Santi Raffaele Gabriele e Michele - quest’ultima denominata anche “fiera delle carogne” perché al mercato degli
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Eventi
La bohčme nella stagione giusta
redatto da Athos Tromboni FREE

170922_Bo_00_Stagione2018_NicolaSaniBOLOGNA - Conferme e novità per la stagione di Opera e Danza 2018 del Teatro Comunale di Bologna. Ecco la sintesi: dieci i titoli, di cui sette nuove produzioni; tre debutti per il direttore musicale Michele Mariotti che inaugura la stagione il 19 gennaio 2018 con una nuova produzione di La bohème di Giacomo Puccini, firmata da Graham Vick. E anche i grandi
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Personaggi
Nuova missione del Festival Verdi
intervista di Athos Tromboni FREE

170915_Pr_00_AnnaMariaMeo-NuovaMissioneDelFestivalVerdi_phRobertoRicciPARMA - Anna Maria Meo è stata nominata direttore generale del Teatro Regio di Parma nel gennaio 2015. La nomina non fu un atto amministrativo tranquillo per il sindaco Federico Pizzarotti e per l'assessore alla cultura Laura Ferraris, ma al di là della cronaca e delle polemiche politiche locali, il Tetro Regio in questi due anni e mezzo è andato
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Soci Uncalm
La Targa Pardini alla Venezi
servizio di Antonella Pera FREE

170920_Porcari_00_TargaPardini_VeneziBeatriceLUCCA - Domenica 17 settembre alle 17,30, presso la Sala dell'Affresco situata all'interno del Complesso Monumentale di San Micheletto (Lucca), il Circolo Amici della Musica “Alfredo Catalani” di Porcari-Lucca, nel corso della manifestazione In Sogno, ha consegnato la XIX Targa d’Argento “Luciana Pardini”. Il riconoscimento conferito annualmente dal
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Soci Uncalm
Gita a Ferrara dei palazzolesi
servizio di Vittorio Ghilardi FREE

170918_PalazzoloSO_00_GitaAFerrara_BattistaPozziPALAZZOLO S/O (BS) - Accolti dalla gentile signorina Chiara Trombetta, nostra guida per tutto la giornata, abbiamo visitato come Circolo Amici della Musica di Palazzolo sull'Oglio, domenica 17 settembre, la città di Ferrara. È stata una gita molto ben riuscita e per fortuna il cielo che minacciava pioggia e temporale, non ha rispettato le previsioni,
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Soci Uncalm
Concerto a casa del Principe
FREE

170918_Soragna_00_PrincipeDiofeboMeliLupiSORAGNA (PR) - Festa grande della Musica, domenica 17 settembre 2017, nel magnifico castello della bella cittadina parmense, residenza storica del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna, il quale ha ospitato uno straordinario concerto lirico offerto da Adolfo (Dodo) Frattagli presidente dell’Associazione Culturale Carlo Alberto Cappelli di Rocca San
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Echi dal Territorio
Bentornata Festa dell'Opera
servizio di Edoardo Farina FREE

170917_Bs_FestaDellOpera_MontalbettiMauroBRESCIA - La “Festa dell’Opera”, progetto unico realizzato in collaborazione con il Comune di Brescia attraverso il prezioso sostegno di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Fondazione Cariplo e l’importante contributo di Centro Padane è giunta al sesto anno di attività consecutiva
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Opera dal Centro-Nord
Bohčme nel segno della Mudryak
servizio di Simone Tomei FREE

170917_Fi_00_LaBoheme_000_phPietroPaoliniFIRENZE - È ancora in pieno svolgimento il ciclo Passione Puccini al Teatro del Maggio di Firenze; dopo Madama Butterfly ecco che prende vita sul proscenio l’opera più popolare del musicista lucchese: La Bohème confezionata in un nuovo allestimento del Teatro fiorentino. L’impatto e l’impronta visive ci riportano ad una rappresentazione “classica”,
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Eventi
Erf in winter a Imola e Faenza
redatto da Athos Tromboni FREE

170913_Erf_00_Imola_IvoPogorelichIMOLA - Per il secondo anno consecutivo Emilia Romagna Festival apre i battenti del teatro imolese "Ebe Stignani" per la stagione invernale ERF#StignaniMusica 2017/18, presentando un programma estremamente interessante di ben nove concerti, più un concerto fuori programma ed un concerto vocale nell’ambito della rassegna “L’opera nel ridotto”.
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Eventi
Ferrara Musica riparte dopo i lavori
servizio di Athos Tromboni FREE

170911_Fe_00_FerraraMusica_EdgarMoreauFERRARA - Il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comuna di Ferrara, Massimo Maisto, la presidente del Teatro comunale "Claudio Abbado", Roberta Ziosi, e il direttore artistico di Ferrara Musica, George Edelman, hanno presentato lunedì 11 settembre 2017 alla stampa e a un nutrito gruppo di rappresentsanti delle associazioni culturali e musicali ferraresi
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Opera dal Centro-Nord
Elegante e suggestiva Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoPasqualetti_phPietroPaoliniFIRENZE - Puccini è amore, Puccini è emozione, Puccini è genio… Puccini è passione! “Passione Puccini” è proprio il ciclo musicale che racchiude le  opere che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - ormai non si chiama più Opera di Firenze - ha voluto dedicare al compositore lucchese: Madama Butterfly, La bohème e Tosca in questo settembre 2017 e
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Echi dal Territorio
Ultima Cartolina per la Fanciulla
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Lu_00_Cartolina-FanciullaDelWest_MassimoMorelli_phLorenzoBreschiLUCCA - La sera di giovedì 7 settembre al Teatro del Giglio, appuntamento con La fanciulla del West, quale ultima "Cartolina pucciniana" del 2017, dedicata ai Lucchesi nel Mondo; un teatro gremito ha fatto da cornice a questo momento musicale dedicato all’opera “americana” di Giacomo Puccini. Settembre e la festa cittadina della Santa Croce
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Eventi
La nuova stagione del Duse
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Bo_00_TeatroDuse_EraDOttobre_PaoloMieliBOLOGNA - La conferenza stampa del 4 settembre 2017 riguardante la comunicazione alla stampa della nuova stagione invernale del Teatro Duse di Bologna, presente come sempre l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Bruna Gambarelli, ha voluto porre in evidenza ancora una volta una caratteristica molto particolare: il Teatro Duse
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Soci Uncalm
Ricordando Francesco Maria Piave
FREE

170908_Soragna_00_FrancescoMariaPiaveROCCA SAN CASCIANO (FC) - Domenica 17 settembre 2017, alle ore 16,30, l’Associazione "Carlo Alberto Cappelli" di Rocca San Casciano, ospite del principe Diofebo Meli Lupi, offre nella storica sede del Castello di Soragna (Parma) nel cuore delle Terre Verdiane, un originale concerto lirico dedicato al più amato dei librettisti di Giuseppe Verdi, quel Francesco
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Echi dal Territorio
La Gino Neri d'estate
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Fe_00_EnsembleGinoNeri_GiorgioFabbriBOLOGNA - I concerti nel cortile del Castello di Bentivoglio organizzati dall’Associazione Musicale “Il Temporale” nell’ambito del Festival da Camera “Orchestre senza Frontiere” attraverso la direzione artistica di Marzia Baldassarri, hanno oramai raggiunto l’importante traguardo della XXI.ma edizione; presso la splendida cornice rinascimentale
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Opera dal Nord-Est
Arena incursione di fine agosto
servizio di Simone Tomei FREE

170828_Vr_00_ArenaLogoVERONA - Anche questo 95° Festival dell’Arena di Verona è giunto al suo epilogo regalandoci tre serate finali da quasi tutto esaurito; un anfiteatro colmo di spettatori ha salutato con esultanza le ultime rappresentazioni della stagione, dove si sono replicati tre titoli di cui vi dò conto, per lo più, in relazione agli avvicendamenti dei cast, rimandando
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Vocale
Rof vetrina per grandi voci
servizio di Simone Tomei FREE

170826_Ps_00_Concerto_DavidParryPESARO - Come preannunciato in un mio precedente articolo riguardante il Rossini Opera Festival 2017 mi sono riservato di scrivere separatamente dei due concerti vocali cui ho assisto durante la mia presenza nella città marchigiana. Ho tardato qualche giorno a pubblicare lo scritto perché assieme al mio resoconto dei due pomeriggi
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Opera dal Centro-Sud
Speciale Rof - Le recensioni
servizio di Simone Tomei FREE

170825_Ps_00_LogoRofPESARO - La città marchigiana si è rivelata anche quest'anno la culla della musica, dei suoi sapori, delle sue sfumature e dei suoi interpreti; ovunque per le strade si respira l'aria del suo esimio compositore: le vetrine dei negozi sono adornate di libri e spartiti che parlano del Cigno e delle sue opere, le locandine inneggiano a tutte le molteplici
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Personaggi
Carlo Cigni si racconta
intervista di Simone Tomei FREE

170824_Ps_00_CarloCigniPESARO - Non ho fatto da solo il viaggio di ritorno da Pesaro a conclusione della mia permanenza al Rof 2017; ho potuto infatti godere della compagnia del basso livornese Carlo Cigni, impegnato nel personaggio di Hiéros nell’opera di Gioachino Rossini Le Siège de Corinthe; Cigni mi ha onorato di questa piacevole chiacchierata che ho il piacere di condividere
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Echi dal Territorio
Christian Joseph Saccon a meraviglia
servizio di Gianluca La Villa FREE

170821_Levanto_00_ChristianJosephSacconLEVANTO (SP) - La stagione estiva della rassegna musicale levantese, firmata e diretta da Aldo Viviani, ha ospitato il 2 agosto 2017 un violinista veramente virtuoso: Christian Joseph Saccon.
Come di consueto quando la impaginazione dei concerti per violino è opera del Comitato per i Grandi Maestri (alle cui proposte storico-artistiche
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Eventi
Pur ti miro che ritorna
redatto da Athos Tromboni FREE

170822_Lugo_00_PurTiMiro2017_AlessandriniRinaldoLUGO DI ROMAGNA (RA) - Torna dal 29 settembre al 15 ottobre 2017 la seconda edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma dieci eventi dei quali due dedicati alla rilettura del genio di Johann Sebastian Bach (Variazioni Goldberg e musiche per il violino). Poi autori quali
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Classica
La Nona č sinonimo di gioia
servizio di Simone Tomei FREE

170817_Vr_00_IXSinfoniaBeethoven_DanielOren_FotoEnneviVERONA - «L’ultima sinfonia di Beethoven è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire. Dopo di essa non è possibile alcun progresso, perché non può seguirla immediatamente che l’opera più perfetta: il dramma universale, di cui Beethoven ci ha fornito la chiave artistica» (Richard Wagner
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Soci Uncalm
Cellini tra Variazioni e Forrinacell
servizio di Athos Tromboni FREE

170816_Fe_00_CelliniRina_MusicaMarfisaFERRARA - Chiusura alla grande per «Musica a Marfisa d'Este» edizione 2017, il giorno di Ferragosto: il recital pianistico di Rina Cellini ha raccolto oltre 120 spettatori, un record se si considera che altri recital pianistici della stessa rassegna - anche di valenti solisti internazionali - hanno fatto registrare presenze oscillanti fa i 40 e i 60 spettatori. Dunque
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Personaggi
Alaimo l'artista il marito il padre
intervista di Simone Tomei FREE

170815_AlaimoNicola_00_IntervistaPESARO - La mia incursione al ROF 2017 mi ha visto in compagnia del baritono Nicola Alaimo per completare un discorso iniziato alle idi di agosto proprio in previsione della mia presenza a Pesaro. Un momento di simpatico e ameno confronto  riflettendo su tanti aspetti della vita professionale e privata. Il risultato è questo che condivido con
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Opera dal Nord-Est
Arena intorno a Ferragosto
servizio di Simone Tomei FREE

170815_Vr_00_Nabucco_StatsenkoBoris_FotoEnneviVERONA - La canicola soffocante sembra aver abbandonato l'aere veronese e questa mia incursione areniana nei giorni precedenti Ferragosto mi ha visto presente nell'anfiteatro scaligero per le ulteriori repliche di Nabucco e Aida, alle recite dove sono stati chiamati nuovi cantanti insieme a numerose conferme . In Arena, quelle due sere, soffiava un'
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Vocale
Eine Kleine Domplatz Musik
redatto da Athos Tromboni FREE

170813_Spoleto_00_Mahagonny_phRobertaPaolucciSPOLETO (PG) - Venerdì 11 e sabato 12 agosto 2017 il Teatro Lirico Sperimentale, in collaborazione con il Comune di Spoleto, ha presentato in anteprima il programma della 71.ma Stagione, affidandosi come consuetudine alla kermesse Eine Kleine Domplatz Musik, presso l’Ex Museo Civico, il Teatrino delle Sei Luca Ronconi e al Teatro Caio Melisso.
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Personaggi
Il canto: l'amore della mia vita
intervista di Simone Tomei FREE

170812_Rm_00_RaffaellaLupinacci_phVictorSantiagoROMA - Il ROF 2017 è già partito, ma la mia discesa a Pesaro sarà per la settimana prossima. In vista di quella trasferta nella città del Cigno voglio farvi partecipi di alcuni incontri con artisti di questo XXXVIII Festival; il primo incontro non “de visu”, bensì telefonico l’ho avuto con il mezzosoprano calabrese Raffaella Lupinacci che ci ha raccontato
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Opera dal Nord-Est
Incursioni agostane in Arena: le idi
servizio di Simone Tomei FREE

170807_Vr_00_Nabucco_DanielOren_phEnneviVenerdì 4 agosto 2017: Nabucco
Una serata torrida come non mai accoglie il pubblico nell’anfiteatro scaligero; le pietre bollono, l'aria è pesante sugli occhi e un velo di “fiacca” pesa sopra la mia testa; ma è una serata all’insegna della musica e la musica sarà la vera
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Opera dal Nord-Est
La bella Tosca di... Fogliani
servizio di Athos Tromboni FREE

170806_Vr_00_Tosca_AntoninoFogliani_phEnneviVERONA - Il ritorno della Tosca di Giacomo Puccini disegnata dal regista Hugo de Ana, due anni dopo l’ultima volta (fu infatti uno dei titoli di maggior spicco del Festival 2015: però l’allestimento è datato 2006), si è presentato in forma più soffice: ricordiamo come nel 2015 e negli allestimenti dei Festival precedenti un colpo di cannone
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Vocale
Cartoline dalla Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170801_Lu_00_LaRondine-Cartoline_00LUCCA - Nel torrido pomeriggio del 3 di agosto ha preso di nuovo vita in Piazza Cittadella a Lucca il terzo appuntamento musicale estivo delle Cartoline pucciniane; evento prodotto e organizzato dal Teatro del Giglio e dalla  fondazione Giacomo Puccini, e reso possibile  grazie anche al sostegno del Comune di Lucca,
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Soci Uncalm
Amore e Potere in Verdi
servizio di Athos Tromboni FREE

170803_Fe_00_AmoreEPotere_FinottiDavide_phBrunoDroghettiFERRARA - La rassegna «Musica a Marfisa d'Este» nella loggia rinascimentale della palazzina di Corso Giovecca 170 ha affrontato la sera del 2 agosto 2017 un argomento particolare: Amore e Potere nelle opere di Giuseppe Verdi. Una scelta tematica curata dalla regista e soprano Maria Cristina Osti, con la collaborazione del soprano Francesca
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Echi dal Territorio
Bruson cantante e Bruson docente
redatto da Athos Tromboni FREE

170803_Busseto_00_RenatoBrusonBUSSETO (PR) - Varata nella città natale di Giuseppe Verdi, grazie ad una collaborazione fra Comune e Associazione Parma OperArt, l’Accademia di Alto perfezionamento in canto lirico intitolata al baritono Renato Bruson, grande voce della lirica tuttora in attività, uno dei pochi che può ancora vantare un percorso formativo e di perfezionamento tutto
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Opera dal Centro-Nord
La Cenerentola alle Terme
servizio di Simone Tomei FREE

170802_Casciana_00_Cenerentola_GiovanniReggioliCASCIANA (PI) - Il 2017 è l’anno che suggella i duecento anni dalla prima rappresentazione della Cenerentola di Gioachino Rossini e anche l’Accademia Giuseppe Verdi di Casciana Terme ha voluto festeggiare questo appuntamento con la riproposizione di questo affascinante ed accattivante titolo, nell’ambito della sua programmazione estiva
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Soci Uncalm
La Brychtova e Kuzela successo per due
servizio di Athos Tromboni FREE

170730_Fe_00_MonikaBrichtovaFERRARA - Il ritorno di Monika Brichtova (soprano) e Augustin Kuzela (pianista) a "Musica a Marfisa d'Este" anche per l'edizione 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico di melomani, molti dei quali già conoscevano l'arte del canto che la Brichtova sa porgere con grazia e grande professionalità: il soprano praghese, infatti
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Ballo and Bello
Tango il ballo degli immorali
servizio di Edoardo Farina FREE

170731_BagnoDiRomagna_00_RobertoGerbolesBAGNO DI ROMAGNA (FC) - L’ultimo  evento nella  programmazione estiva 2017 presso il Teatro delle Terme di Bagno di Romagna, sito nella provincia tra Forlì e Cesena, sotto la direzione artistica di Livio Valenti: il 23 luglio è andato in scena  nel padiglione delle fonti all’aperto uno spettacolo di buon richiamo soprattutto per quanto concerne un
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Personaggi
Arte amore e vita di due Artisti
intervista di Simone Tomei FREE

170730_Speciale_50_LeonardoCaimiDonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - L'idea di pubblicare un'intervista al soprano Donata D'Annunzio Lombardi nacque allorché, lo scorso settembre, accettai piacevolmente l'invito alla Masterclass DaltroCanto tenuto dalla stessa Donata ad Ortona proprio nella città natia di Francesco Paolo Tosti; le vicende della vita e i numerosi reciproci impegni non
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Opera dal Nord-Est
Un'Arena per il leone...
servizio di Simone Tomei FREE

170730_Vr_00_Rigoletto_LeoNucci_phEnneviVERONA - In occasione dell’ultima rappresentazione di Rigoletto di Giuseppe Verdi del 27 luglio 2017 all’interno dell’attuale Festival areniano ha fatto ingresso nell’anfiteatro scaligero il “leone” per antonomasia nel ruolo eponimo: ebbene sì proprio lui, il mitico baritono Leo Nucci che è stato il vero mattatore della serata. Lui è il Rigoletto per eccellenza
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Opera dal Nord-Est
Aida 1913 perché č storica
servizio di Athos Tromboni FREE

170729_Vr_00_Aida1913_GianfrancoDeBosio_phEnneviVERONA - Non c'è che dire: "Aida 1913" continua a essere uno spettacolo di grande suggestione. C'è qualcuno che si affanna a sostenere che si respira aria passatista nel catino dell'anfiteatro veronese quando va in scena "questa" Aida, mentre invece l'innovazione di quell'altra Aida, quella avveniristica della Fura dels Baus, in una sorta di confronto
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Opera dal Centro-Sud
Sogni di Butterfly nel postribolo
servizio di Simone Tomei FREE

170724_Mc_00_MadamaButterfly_BerloffaMACERATA - Ed è ancora Oriente al Macerata Opera Festival 2017 la sera del 22 luglio: sale infatti sul palcoscenico la prima rappresentazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini come vivido ricordo e ricorrenza del 50.mo anno dalla ripresa delle stagioni d’opera maceratesi che ebbe come titolo primiero proprio il capolavoro del composit
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Opera dal Centro-Sud
Turandot č una bambina capricciosa
servizio di Simone Tomei FREE

170723_Mc_00_Turandot_Ricci-Forte_phAngeloCricchiMACERATA - Siamo al 21 luglio e prende il via al Teatro Sferisterio il Macerata Opera Festival 2017. Una calda serata estiva ci accoglie nello spazio magico del Festival dedicato quest'anno all'Oriente; un Festival che diventa anche solidarietà attraverso un sodalizio importante con l'Anfass per evidenziare ancor meglio l'idea di condivisione che un evento
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Ballo and Bello
Svetlana Zakharova non solo vetrina
servizio di Athos Tromboni FREE

170723_Ra_00_SvetlanaZakharovaRAVENNA - Gala Svetlana Zakharova & Friends ha chiuso il 22 luglio l'edizione 2017 del Ravenna Festival: rimangono in appendice le serate della "Trilogia d'Autunno" che sull'orlo del Novecento proporranno nel Teatro Alighieri tre opere: Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (17 e 21 novembre); Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo (18 e 22 novembre)
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Vocale
Serata magica con Bolero e Carmina
servizio di Simone Tomei FREE

170719_Fi_00_Ort-Bolero_phMarcoBorrelliFIRENZE - Ci sono delle serate che sono magiche per natura ed altre che lo diventano per gli eventi che accadono, per i luoghi che frequentiamo e per le persone delle quali ci circondiamo: il Bolero di Maurice Ravel ed i Carmina Burana di Carl Orff (l'evento); Piazza Santissima Annunziata a Firenze (il luogo); la condivisione in amicizia con la propria
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