Pubblicato il 17 Ottobre 2019
Tutto esaurito al Teatro Abbado per il prestigioso concerto programmato da Ferrara Musica
Terza e Quinta di Beethoven da Savall servizio di Athos Tromboni

191017_Fe_00_LeConcertDesNationsJordiSavallFERRARA – Teatro Comunale Abbado gremito per la serata dedicata interamente a Beethoven; erano di scena Jordi Savall (passato per l'occasione dalla viola da gamba alla bacchetta) e la sua orchestra, Les Concert des Nations, impegnati nell’esecuzione della Sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore op.55 "Eroica" e della Sinfonia n.5 in Do minore op.67 e dunque nessuna meraviglia che il botteghino avesse preannunciato il giorno prima il sold-out; ma chi ha voluto comunque recarsi la sera del concerto al teatro ha trovato il miracoloso (e sempiterno) posto last-minute; e dunque nessuno è rimasto fuori. Savall sta portando avanti un progetto, insieme alla sua orchestra: l'esecuzione integrale delle Sinfonie beethoveniane.
Il maestro catalano, infatti, ha riunito un’Accademia europea (formata da trentacinque musicisti del suo storico ensemble, integrato da altri sedici giovani musicisti-studenti selezionati), che fra quest'anno e il 2022 porterà nel mondo l’integrale delle Nove Sinfonie di Ludwig van Beethoven. La Prima, Seconda e Quarta sono già state eseguite in un tour europeo; a Ferrara Musica, il 16 ottobre 2019, è toccata appunto l'esecuzione della Terza e della Quinta, ulteriore tappa del progetto.
«Il suono e l'equilibrio dell'orchestra ai tempi di Beethoven - ha spiegato Savall nel programma di sala - erano molto diversi da quelle di un'orchestra moderna. Le potenzialità tecniche e il timbro degli strumenti corrispondeva grosso modo alla lenta ma costante evoluzione dell'orchestra, cominciata con gli ensemble barocchi e culminata nella seconda metà dell'Ottocento in quella forma genericamente riferita al classicismo. Conoscendo le idee beethoveniane in merito alla perfezione e il suo interesse all'innovazione, si potrebbe dedurre che in molti modi egli era impegnato a perseguire un'ideale che oltrepassava le possibilità del proprio tempo».

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Certamente udire la musica di Beethoven eseguita con strumenti d'epoca è qualcosa di insolito, per l'orecchio abituato oggi al suono brillante dell'orchestra ottocentesca e alle lussureggianti direzioni di Toscanini, von Karajan, Solti, Abbado e altri contemporanei. Ma è qualcosa di ancor più insolito se si considera l'interpretazione che il direttore catalano ha dato alle due sinfonie eseguite a Ferrara: sembrava che per lui i cantabili disseminati nella partitura (e affidati principalmente agli archi) non fossero "delegati" a suscitare la suggestione o l'apnea idilliaca negli ascoltatori. Sommersi, quei cantabili, (ma non resi anonimi, per la verità) da un incedere ritmico e da una presenza acustica predominante dei fiati (soprattutto ottoni) e delle percussioni, l'esecuzione ci ha restituito una Terza e una Quinta dove l'incedere ritmico ha avuto il compito di raccontare la "verità semantica" delle sinfonie, secondo Savall.
Ritmi scanditi, quasi nessun legato, tempi congruenti con i contenuti più espressivi dei vari movimenti (sublime la Marcia funebre, secondo movimento, dell'Eroica. Esplosivo e gioioso l'ultimo movimento, Allegro, della Quinta, ecc.) e nitore e pulizia del suono encomiabili, hanno caratterizzato lo stile esecutivo di Le Concert des Nations; il pubblico ha lungamente applaudito sia al termine della Terza che al termine della Quinta, quando Jordi Savall, in un buon italiano rivolgendosi a coloro che acclamavano il bis, ha detto giustamente che dopo un programma così non era giusto fare il bis; ma ha anche colto l'occasione per dire che con l'ultima parte della Quinta, così «possente con un ricco e giovanile giubilo dei tromboni che inneggiano alla libertà» (nostra citazione del filosofo Friedrich Engels, da una lettera a sua sorella scritta nel marzo del 1841 dove commentava la Quinta) si celebra appunto l'apoteosi della libertà, quella condizione di cui sono stati privati in Catalogna, in questi giorni, alcuni esponenti del governo locale, non rei di delitti contro l'umanità, ma portatori appunto di idee di libertà. Il riferimento all'attualità socio-politica della Spagna è stato esplicito. Da patriota catalano. Ma non è stata polemica. É l'idea di un uomo libero che sa di poter liberamente esprimere in Italia il proprio pensiero. Applausi.

Crediti fotografici: Ufficio stampa di Ferrara Musica - Teatro Comunale Claudio Abbado
Nella miniatura in alto e sotto: Jordi Savall





Pubblicato il 12 Luglio 2019
Le Vie dell'Amicizia Ravenna-Atene al Pala De André dopo il concerto in Grecia
Inno alla gioia per tutti gli europei servizio di Attilia Tartagni

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven che si conclude con il coro “Inno alla gioia” su versi di Schiller, adottato come Inno dell' Unione Europea. Sia che venga letto come invito alla pace e alla fratellanza fra gli uomini, sia come brano musicale che rappresenta l’Europa unita, esso racchiude in sé il significato di tutti i viaggi dell’Amicizia dal 1997 e particolarmente  del viaggio che ha portato Ravenna Festival 2019 in Grecia stringendola all’Italia in un nodo musicale significante, due paesi affacciati sul Mare Mediterraneo in cui è nata la civiltà europea e di cui l’Unione Europea non potrebbe fare a meno.
«In ognuno dei nostri viaggi – ha avuto modo di spiegare Riccardo Muti – chiediamo ai musicisti delle orchestre e dei cori del luogo di aggregarsi alle nostre compagini: musicisti seduti allo stesso leggio spesso non hanno in comune che la musica, eppure riescono ad esprimere la stessa idea, lo stesso concetto.»

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Sotto le bandiere greca, italiana ed europea, il palco è gremito da un esercito ordinato di 200 elementi composti dall’unione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini con le formazioni elleniche Athens State Orchestra, Thessaloníki State Symphony Orchestra, Ert National Symphony Orchestra, Greek Youth Symphony Orchestra, City of Athens Symphony Orchestra, City of Athens Philharmonic a cui si aggiungono le voci del Coro Costanzo Porta insieme a quelle dell’Ert National Choir e del Choir of the Municipality of Athens, preparati dai maestri Antonio Greco e Stavros Beris. Solo al IV movimento si uniranno il soprano di origine kazaka Maria Mudryak, il mezzosoprano russo Anastasia Boldyreva, il tenore Luciano Ganci e il basso, anch’esso di origine russa, Evgeny Stavinsky. Tutti sono in silenziosa attesa del direttore M° Riccardo Muti: quando sale sul podio, è subito ovazione.
Lasciato decantare l’impatto dei due inni nazionali con il  pubblico in piedi, molti con la mano sul cuore,  una consuetudine ineludibile dei concerti dell’Amicizia, Muti si concentra un istante prima di avviare la partitura della Nona sinfonia. E’ un monumento alla musica, una composizione vagheggiata a lungo da Beethoven ma formalizzata soltanto fra il 1822 e il 1824, con la coda finale di un recitativo strumentale e di un cantato corale e solistico che si allarga ad abbracciare il mondo in una prospettiva di pace e di bellezza. In questa composizione c’è tutto lo scibile di un musicista illuminato e della sua epoca, dalle frequenti variazioni all’uso scaltro della strumentazione, dal contrappunto sacro al registro lirico e drammatico. Sotto la marea musicale montante, affiora lentamente il tema che sfocerà nella marcia gioiosa finale. “Abbacciatevi, moltitudini! Questo bacio al mondo intero” è il messaggio di fratellanza che Beethoven ha mutuato dal poeta Fredrich Schiller. Nella sofferta maestosità della Nona Sinfonia e nella sua gioiosa conclusione, si configura lo sforzo titanico del singolo nell’affermare la propria visione enciclopedica del mondo segnando anche il destino di un’epoca.
Fin dalle prime battute è evidente che il M° Muti sente la sinfonia come sua, la dirige con una tensione continua seguito dalla compagine eterogenea che egli stesso ha plasmato in pochi giorni, uniforme negli intenti e nei gesti, sprigionando un’armonia così evidente che il pubblico ne è come soggiogato.
In questa splendida architettura sonora oltre alla perfezione tecnica della scrittura e dell’esecuzione c’è il testamento professionale e di vita di un grande musicista e l’utopia di un progetto di fratellanza universale che nella musica si è già compiuta un’infinità di volte, l’ultima appena due giorni prima ad Atene, e si rinnova in questo concerto in cui i valori musicali, culturali ed etici sono una cosa sola. Anche questo inserire le voci umane all’ultimo facendole esplodere nella melodia della gioia dopo un cammino tutto strumentale è una innovazione e contemporaneamente l’apogeo dell’esecuzione ravennate, entusiasmante e con tutto il fascino del live che nulla ha a che vedere con l’ascolto da dischi, cd o dvd.
Alla sua conclusione, scandita dalla scudisciata di bacchetta del maestro, sono seguiti  interminabili applausi del pubblico in piedi, tanti anche per i due maestri dei cori Antonio Greco  e Stavros Beris. Credo che la sensazione comune nel pubblico fosse di avere assistito a un evento eccezionale, a un rito collettivo che trascende il semplice concerto.

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Poi il M° Muti, secondo uno schema che gli è ormai solito, afferrato il microfono ha rafforzato da par suo il messaggio beethoveniano: «L’Europa senza gioia non ha senso e non dobbiamo dimenticare quanto della nostra civiltà provenga dalla Grecia antica. Perfino il nome Europa è greco ed è alla Grecia che dobbiamo concetti fondanti della nostra civiltà come democrazia (governo del popolo), politica (occuparsi della polis-città) e il fiorire della filosofia, dell’arte, della scienza che hanno dato impulso allo sviluppo della civiltà mediterranea» e proseguendo «La Musica è un valore fondamentale perché supera le differenze e accomuna nello stesso linguaggio giovani di aree geografiche e culturali diverse. Non mi stancherò mai di affermare che la scuola deve prevedere l’educazione musicale e la storia della musica che è più italiana di quanto non si creda, qui sono nati i generi, gli strumenti più preziosi, i grandi musicisti invitati presso le corti straniere, il concerto grosso di Arcangelo Corelli, l’opera e perfino i modi di tenere l’archetto sul contrabbasso, quello tedesco e quello francese, sono entrambi italiani, di Bottesini e di Dragonetti. Ci hanno tolto anche questo» e rivolgendosi al primo violino Francesco Manara, ha continuato «Ho sempre avuto fiducia nei giovani,  la giovane Orchestra Cherubini, colonna portante del Festival ravennate, è fatta di giovani bravissimi e sono già passati trent’anni da quando assunsi Francesco alla Scala di Milano. Mi si diceva: deve avere esperienza. Ebbene, io la penso come Oscar Wilde, l’esperienza non è che il termine con cui definiamo i nostri errori.»
Pillole di saggezza non solo musicale che Muti ha rivolto in particolare alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati,  che ha onorato della sua presenza questo evento greco-ravennate, e alle tante autorità,  dal Sindaco al Prefetto ravennati, anticipando che le stesse sollecitazioni pro-musica nelle scuole le rivolgerà presto anche alla massima carica dello Stato, il presidente Mattarella, perché quelli che Muti ha definito “i miei ultimi singulti” non rimangano lettera morta né, come ha aggiunto in uno scatto umoristico per bilanciare la drammaticità della frase precedente “un dialogo fra Muti e sordi”.
Il concerto di Ravenna sarà trasmesso su RAI 1 lunedì 5 agosto, alle 23.30, con immagini riprese al concerto svoltosi ad Atene.

Crediti fotografici: Silvia Lelli per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il maestro Riccardo Muti






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Nuove Musiche Jazz Pop Rock Etno Classica Vocale


Parliamone
Nabucco scannato dal pubblico
intervento di Simone Tomei FREE

190930_Pr_00_Nabucco_AmartuvshinEnkhbat_phRobertoRicciPARMA - E se la provocazione stesse diventando un modus operandi perpetuo nel melodramma? Ce la troviamo ormai sbattuta sul palcoscenico in ogni dove… nessun Festival o quasi si fa mancare un allestimento che faccia discutere i chiacchieroni ed i petulanti, arrabbiare i melomani incalliti o portare all’orgasmo i più avveniristici (spesso con la puzza sotto al naso per darsi arie da intellettuali 3.0).
I rischi che corre la direzione di un Teatro in questi casi sono noti, anche se è importante sottolineare che spesso la provocazione nell’opera può essere il risultato della genialità di un regista che con un linguaggio aulico (seppur denso di attualità) qual è quello del melodramma riesce a plasmare la contemporaneità in maniera magistrale, regalando serate di altissimo livello e di  gaudente soddisfazione per l’animo.
Tutto questo non è assolutamente successo al Festival Verdi di Parma che, rispetto a
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Tosca nella Roma lugubre
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191019_Lu_00_Tosca_DariaMasiero_phAndeaSimiLUCCA - Teatro del Giglio gremito per il debutto della stagione lirica 2019/20 con la Tosca di Giacomo Puccini. Dopo i saluti dell'amministratore unico, Giovanni Del Carlo, e del sindaco, Alessandro Tambellini, il nuovo allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con il Goldoni di Livorno ha svelato quel che il regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti
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Classica
Terza e Quinta di Beethoven da Savall
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191017_Fe_00_LeConcertDesNationsJordiSavallFERRARA – Teatro Comunale Abbado gremito per la serata dedicata interamente a Beethoven; erano di scena Jordi Savall (passato per l'occasione dalla viola da gamba alla bacchetta) e la sua orchestra, Les Concert des Nations, impegnati nell’esecuzione della Sinfonia n.3 in Mi bemolle maggiore op.55 "Eroica" e della Sinfonia n.5 in Do minore op.67 e
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Opera dal Centro-Nord
L'empio punito veste heavy metal
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191013_Pi_00_LEmpioPunito_RaffaelePe_phImaginariumCreativeStudioPISA - Ri-conoscere, o conoscere? Replicare una formula collaudata oppure osare per fare cultura? Sfidare la via ignota o viaggiare per la strada maestra? Offrire al pubblico ciò che desidera o quello che non sa di desiderare? Queste sono alcune delle questioni che ho affrontato con il M° Stefano Vizioli (direttore artistico della stagione lirica del Teatro
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Madre Courage nella congiuntura internazionale
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191011_Fe_00_MadreCourage_MariaPaiatoFERRARA - Chi ha paura di Madre Coraggio? Dipende dalla congiuntura internazionale. Ad esempio negli anni intorno al 1969 vederla in scena a Ferrara suscitava nei pacifisti locali una reazione indignata che riconduceva tutto e tutti alla protesta contro la guerra americana nel Vietnam. Prima ancora di quegli anni, probabilmente l'assioma era fra la
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Marina il canto e la laurea (nel cassetto)
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Vladimir Stoyanov si racconta
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191005_00_VladimirStoyanovPARMA - Da tempo avevo manifestato il desiderio di incontrare Vladimir Stoyanov e galeotto è stato il Festival Verdi 2019 a Parma, dove il baritono bulgaro è impegnato come Francesco Foscari ne I due Foscari (qui la recensione della “prima”). Assieme alla mia amica e collega Angela Bosetto, ho confezionato per voi questo “racconto” dell’artista, uomo, padre,
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Luisa Miller nella chiesa-carcere
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190915_Fi_00_NoiDueQuattro_ValerioGalli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con il mese di settembre riprende l’attività del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dopo un’estate piuttosto densa di tensioni. Ma non tratterò qui questo argomento, già ampiamente affrontato dai quotidiani locali e dal web. Parlerò, invece, della serata inaugurale del 13 Settembre 2019 che vede l’esecuzione del dittico Noi, due, quattro…
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Al Teatro Bonci Bye Bye '900?
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190914_Cesena_00_StagioneTeatroBonci_ClaudioLonghiCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci“ in data 11 settembre 2019, dove è stata annunciata la programmazione  della  stagione invernale 2019/2020 caratterizzata da un ampia scelta intesa come luogo di confronto, esplorazione e dialogo, ovvero filtro e racconto del nostro vivere, offrendo ancora una volta una visione il più possibile ampia
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Arena Festival 2019 i risultati
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Il Premio Caruso 2019 alla Devia
FREE

190910_Lastra_00_PremioCaruso2019_MariellaDevia.JPGLASTRA A SIGNA (FI) - Sabato 7 settembre 2019, nello scenario  di Villa Bellosguardo sede del Museo Enrico Caruso, sulle magnifiche colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del prestigioso premio che fin dal 1979 viene assegnato ai grandi interpreti del teatro d’opera. Il primo insignito fu il grande tenore Galliano Masini e poi
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Arena ultime quattro recite
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190909_Vr_00_Ultime4Recite_CarmenTraviataToscaAida_FotoEnneviVERONA - Ebbene sì, anche il Festival Arena di Verona 2019 giunge al termine e la mia ennesima salita estiva nella città scaligera ha avuto come obiettivo quello di seguire le ultime quattro recite della stagione, con alcune interessanti novità per quello che riguarda gli interpreti che si sono succeduti sul palcoscenico.


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Eventi
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redatto da Edoardo Farina FREE

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190908_Cento_00_Falstaff_CostantinoFinucciCENTO (FE) – Il Falstaff  di Giuseppe Verdi proposto nel cartellone di “Cento – Opera in festa” e allestito dell’Accademia del Bel Canto e dalla Pro Loco di Renazzo, con il patrocinio del Teatro Borgatti, avrebbe avuto come palcoscenico e scenografia naturale il suggestivo parco di Villa Chiarelli. Ma venerdì 6 settembre 2019 il meteo ha fatto decidere diversamente
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Successo per La Dori
servizio di Simone Tomei FREE

190905_Innsbruck_00_LaDori_FrancescaAsciotiINNSBRUCK - "Pietro Antonio Cesti (1623-1669): La Schiava Fortunata ó vero La Dori. Dramma musicale in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni. Prima rappresentazione: Innsbruck, Hoftheater, 1657."
Così si presenta questo lavoro barocco che, a distanza di oltre trecentocinquant'anni, torna "a casa" (al Tiroler Landestheater nel
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Finta giardiniera opera vera
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190903_Ro_00_FintaGiardiniera_PabloMaritanoROVIGO - Avrebbe dovuto essere il "saggio finale" di una masterclass sulla vocalità mozartiana, La finta giardiniera, ma lo spettacolo realizzato dal regista Pablo Maritano, con la preparazione vocale curata dal tenore e docente di canto Fernando Cordeiro Opa realizzato nel Ridotto del Teatro Sociale domenica 1 settembre 2019, si è proposto al numeroso
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Personaggi
Il Castello di Vicenza in Lirica
intervista di Simone Tomei FREE

190828_Vr_00_VicenzaInLirica-AndreaCastello.JPGVERONA - In una calda sera veronese, al termine dei Carmina Burana di Carl Orff, ho incontrato Andrea Castello, dal 2013 direttore artistico di Vicenza in Lirica: un Festival che è divenuto un punto di riferimento nel panorama musicale per i grandi artisti che vi intervengono, i titoli proposti e la location unica, ossia l’Olimpico di Vicenza, il teatro coperto più
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Opera dal Centro-Sud
Viaggio a Reims passando per l'Accademia
servizio di Simone Tomei FREE

190821_Ps_00_ViaggioAReims_GiulianaGianfaldoniPESARO - Era il 1984 quando fu riscoperta quest'opera, allestita in una delle edizioni primordiali del ROF, dunque ben 35 anni fa; e in questo ROF 2019 che vede scoccare i suoi primi quarant'anni (ecco perchè l'apposizione XL) la riproposizione di Il viaggio a Reims assume una valenza ancor più pregnante. Non ci sono grandi novità registico-sceniche e ciò
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Opera dal Nord-Est
Traviata e Aida ulteriori cronache
servizio di Nicola Barsanti FREE

190820_00_Traviata_Aida_VitoLombardi_FotoEnneviVERONA – Una serie di fortunate circostanze, nonché di squisiti incontri, ha reso possibile la mia presenza al 97° Festival Lirico dell’Arena per assistere a varie rappresentazioni e iniziare a mia volta la collaborazione con Gli Amici della Musica.Net come critico musicale. Prima di addentrarmi nei dettagli delle recite, è d’uopo ringraziare il critico musicale e
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Un Equivoco di brio e allegria
servizio di Simone Tomei FREE

190820_Ps_00_EquivocoStravagante_TeresaIervolinoPESARO - Non si può certo dire che il libretto di L’equivoco stravagante di Gioachino Rossini sia un testo adatto per un'educazione montessoriana; credo per che sia un momento di forbito teatro per nulla volgare (se non nelle allusioni) ricamato nel testo dal fine e sagace estro del librettista Gaetano Gasbarri.  Nell'interessante disamina linguistica sul libretto
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Vocale
Brillano le stella Molinari e Pratt
servizio di Simone Tomei FREE

190820_00_ConcertoMolinariPratt_CarloTenanPESARO - Nel bel mezzo del XL ROF 2019 lunedì 19 agosto si è tenuto al Teatro Rossini di Pesaro uno dei concerti programmati del Festival che ha visto protagoniste due autorevoli voci del belcanto rossiniano: Jessica Pratt e Cecilia Molinari (in verità quest'ultima ha sostituito in corner la prevista Varduhi Abrahayam impegnata nel cast di Semiramide)
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Opera dal Centro-Sud
Demetrio e Polibio e il proprio doppio
servizio di Simone Tomei FREE

190819_Ps_00_DemetrioEPolibio_JessicaPrattPESARO - E' molto particolare la genesi compositiva del Demetrio e Polibio di Gioachino Rossini rappresentando un caso piuttosto singolare nella storia del Teatro d'opera italiano; il lavoro fu commissionato da Domenico Mombelli (compositore e tenore) a pro della sua scuderia di cantanti composta dalle due figlie (Ester ed Anna), dal maggiordomo di casa
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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Centro-Sud
Ecuba, amor filiale amor di patria
servizio di Valentina Anzani FREE

190812_MartinaFranca_00_Ecuba_SestoQuatriniMARTINA FRANCA (TA), 4 agosto 2019 – L’Ecuba di Nicola Antonio Manfroce è, al fianco di Orfeo di Porpora, tra le primizie del 45° Festival della Valle d’Itria: composta nel 1812, è stata ivi eseguita per la prima volta in tempi moderni. Opera risalente al periodo napoleonico, riflette i gusti di importazione francese sia nel soggetto, sia nella forma,
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
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190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Centro-Sud
Matrimonio per burla e per amore
servizio di Valentina Anzani FREE

190804_MartinaFranca_00_MatrimonioSegretoMARTINA FRANCA (TA), 3 agosto 2019 – Il principale titolo buffo del 45° Festival della Valle d’Itria è stato Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, spettacolo con regia, scene e costumi di Pierluigi Pizzi, che è risultato molto divertente per il concorso di tutti gli interpreti, molto apprezzati sia sul piano vocale sia sul piano attoriale.
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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