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Pubblicato il 17 Agosto 2017
L'ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven ha illuminato il ferragosto dell'Arena
La Nona č sinonimo di gioia servizio di Simone Tomei

170817_Vr_00_IXSinfoniaBeethoven_DanielOren_FotoEnneviVERONA - «L’ultima sinfonia di Beethoven è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire. Dopo di essa non è possibile alcun progresso, perché non può seguirla immediatamente che l’opera più perfetta: il dramma universale, di cui Beethoven ci ha fornito la chiave artistica» (Richard Wagner , Opera d’arte dell’avvenire, Lipsia, 1849).
Cito inoltre una riflessione di Luca Cavaliere nel saggio di presentazione tratto dal programma di sala del concerto inaugurale di Serate Musicali-Milano, stagione 2015/2016: «… Abbracciatevi, siate avvinti, uniti… L’esortazione dei versi di Schiller, consacrati da Ludwig van Beethoven nel suo ultimo capolavoro sinfonico, rendono sempre attuale il valore ed il bisogno di questi suoni: “diese Töne", la Nona Sinfonia. Reca un messaggio quest’opera? Una cosa sembra comune a tutto quanto è stato scritto: attraverso i suoi quattro movimenti questa sinfonia è un grande percorso dal buio alla luce, il passaggio da uno stato di angoscia, frenesia affanno, attraverso la speranza, la dolcezza, fino ad arrivare alla gioia. Ma è ancora possibile considerarla ‘seriamente’? Ossia, contrariamente a ciò che riteneva Adorno, dopo Auschwitz e gli orrori del secolo scorso è ancora possibile un dialogo sincero con una musica che parla ancora il tono della humanitas? Oppure - considerando anche orrori ben più recenti - dobbiamo realisticamente lasciare la fratellanza universale celebrata nel Finale tra le grandi illusioni?…»
Sono due spunti interessanti e cogenti di riflessione che ritengo fortemente legati al nostro tempo e alle difficili situazioni che stiamo vivendo così drammaticamente in tutto il mondo.
Ed il mondo è anche qui a Verona dentro l’anfiteatro scaligero dove la musica e le emozioni che da essa scaturiscono si sono concretizzate in una serata di ferragosto sotto un cielo stellato avvolti da una temperatura estiva, ma non afosa ed in compagnia di circa 13 mila persone che volevano vivere e sentire l'abbraccio che questa musica poteva trasmetterci in questa serata agostana.Sono quasi le ore 22 e sul palco piano piano prendono posto i professori d’Orchestra e gli Artisti del Coro dell’Arena di Verona per dare il via all’ultima sinfonia di Beethoven; una composizione complessa che anche nella sua gestazione ha visto il compositore impegnato per molti anni con varie pause e riprese, ma che ha trovato il compimento nel febbraio del 1824, con l'inserimento dell'ode schilleriana; da qui iniziano così preparativi e trattative per la prima esecuzione, che avrà luogo a Vienna il 7 maggio 1824 al Teatro di Porta Carinzia sotto la direzione dell'autore, con grandissimo successo di pubblico.

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Ed il successo non è mancato nemmeno in questa serata veronese che ha visto impegnato alla direzione dei complessi areniani il M° Daniel Oren che ha saputo mostrare ottimi spunti di interpretazione, ottimi accenti e bellissime dinamiche per renderci con grande compiutezza il capolavoro musicale: i primi due movimenti hanno trovato il giusto piglio emozionale e travolgente con sonorità squillanti e chiare per poi planare nella pacatezza del terzo movimento in cui si respira un’aria di pace e di serenità. L’alternanza del tema tra gli archi ed i fiati ha trovato una perfetta riuscita nelle dinamiche di suono e un ottimo approccio alla scelta del tempo di esecuzione tale da scuoterci poi con gli squilli di tromba per tornare infine alla quiete iniziale del movimento.
L’epilogo si consuma passando attraverso l’ampio preambolo che conduce alla melodia dell’Inno alla gioia che nasce dalle corde degli archi e si propaga per tutto il palcoscenico passando per gli altri strumenti e per le voci dei solisti e poi del coro.
È proprio in questo epilogo che si manifesta tutta la grandezza compositiva di quella novità musicale introdotta da Beethoven che ben si riassume nelle parole di Wagner: «La freudemelodie diventa il Cantus Firmus, il corale della nuova comunità.»
Ottimo il contributo dei solisti che pur non emergendo a dovere come in altri componimenti, hanno saputo dare una personale e precisa interpretazione di questo ultimo movimento della Nona Sinfonia: Erika Grimaldi soprano, Daniela Barcellona contralto, Saimir Pirgu tenore e Ugo Guagliardo baritono; in merito alla loro interpretazione giova comunque ricordare come l’amplificazione del tutto inappropriata e mal gestita non abbia  aiutato il piacere dell’ascolto dell’ultimo movimento risultando a tratti quasi fastidiosa.
Il Coro della Fondazione Arena, preparato e diretto dal M° Vito Lombardi, è stato all’altezza della situazione trovando sempre i colori e gli giusti accenti appropriati per dare alle parole di Schiller le giuste intenzioni e la massima adesione al testo musicale.

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Anche l’Orchestra della Fondazione Arena, per la quale non sarebbe stato inopportuno un piccolo rinforzo, ha ben risposto alle sollecitazioni di Oren facendo emergere un’ottima sintonia con i solisti e con il Coro.
Paolo Mazzon come lighting-designer ha saputo allietare anche l’aspetto visivo con giochi di luce sugli spalti dietro il palcoscenico che assieme a qualche stella cadente hanno suscitato il pensiero verso l’espressione di qualche desiderio.
Il nutrito pubblico un po’ inesperto, visti i numerosi applausi anche nelle pause tra un movimento e l’altro, ha dimostrato apprezzamento unanime per una serata dove la parola chiave è stata proprio la Gioia: gioia della musica, gioia dello stare insieme, gioia della condivisione, gioia di… ognuno metta il suo sostantivo per apprezzare sempre più questo meraviglioso stato d’animo.

Crediti fotografici: Foto Ennevi per la Fondazione Arena di Verona
Nella miniatura in alto: il maestro Daniel Oren
Al centro: Oren con i solisti Erika Grimaldi, Daniela Barcellona, Saimir Pirgu e Ugo Guagliardo
Sotto: una bella panoramica di Foto Ennevi sull’Arena ferragostana della Nona Sinfonia di Beethoven





Pubblicato il 18 Luglio 2017
Il violinista Paolo Mancini e l'Ensemble Antiqua Estensis tagliati per Vivaldi
Quattro stagioni all'ombra della Marfisa servizio di Fabio Valente

170718_Fe_00_PaoloManciniAntiquaEstensis_StefanoSquarzinaFERRARA - Prendete un capolavoro quale i quattro concerti per violino solo di Antonio Vivaldi, comunemente raggruppati sotto il nome Le quattro stagioni. Immaginate una deliziosa residenza signorile del XVI secolo, nel pieno centro della città estense per eccellenza, Ferrara. Aggiungete un’orchestra di giovani musicisti del luogo, l’ensemble Antiqua Estensis , ed un solista d’eccezione che risponde al nome di Paolo Mancini, primo violino dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Guarnite il tutto con un tramonto estivo dai candidi colori, in una serata né troppo calda né troppo afosa.
Difficile figurarsi un connubio meglio assortito di quello appena descritto, quanto difficile è rendere con silenziose parole la meravigliosa atmosfera creatasi per poco più di un’ora dinanzi agli sguardi attoniti di un "tutto esaurito" sotto il loggiato della Palazzina Marfisa, la sera di lunedì 17 luglio 2017.
Concerto extra della rassegna «Musica a Marfisa d'Este» ad arricchire ancor di più una già succosa rassegna estiva di musica alla residenza estense, l’impegno dell’Antiqua Estensis, giovane compagine ferrarese ormai da anni impegnata a promuovere il repertorio barocco nella regione, ha riscosso un successo degno di nota. Un pubblico già assiepato con più di mezz’ora di anticipo fungeva da perfetto antipasto alle meravigliose pagine di musica in programma nella cornice della palazzina estense.
A giustificare tale successo, tanto la qualità raggiunta dai giovani interpreti nelle fila dell’ensemble, quanto il sopraffino virtuosismo di un solista più che mai a proprio agio tra i colori vivaldiani dei quattro concerti in programma, estratti dalla raccolta “Il cimento dell’armonia e dell’inventione”.
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Agli accenni del tramonto, dolcemente dischiusi attorno al signorile giardino della residenza, si sono accompagnate le prime note de “La Primavera”, precedute, come poi per le successive stagioni, dai sonetti, d’incerto autore, pubblicati assieme alla prima edizione delle partiture vivaldiane. La trovata, pur nella sua semplicità, non ha fatto che accrescere ancor di più la poeticità di un momento artistico di qualità, altamente apprezzato da un pubblico assai omogeneo e pur attento. Senza soluzioni di continuità si sono susseguiti i quattro concerti, in un crescendo di intenzione, energia e pathos, culminanti nel punto forse più intimo dell’intera serata, ovvero il movimento centrale di “L’Inverno”.
Se i virtuosismi riscontrati nelle impetuose cascate di note di “L’Estate” o negli improbabili arpeggi di “L’Autunno” aveva ampiamente colpito gli ascoltatori, le cime d’espressività raggiunte nel celebre e riflessivo Largo si sono rivelate la perfetta chiosa ad un concerto all’insegna delle ineffabili emozioni che solo la musica regala.
La coesione a livello d’intenzione e l’energia profusa nell’esecuzione sono i primi dei tanti pregi a colpire l’ascoltatore durante una performance come quella offerta dall’Antiqua Estensis. Forse la giovane età degli esecutori, probabilmente la vivacità già insita nella scrittura vivaldiana, o magari ancora la particolare carica di un solista come Paolo Mancini possono valere come possibili spiegazioni a supporto delle lodi tessute sinora.
Fuor di dubbio, è che per l’intera durata dell’evento è stato raro intravedere sguardi di noia o occhi assenti nel loggiato: la cifra comune, nei volti dei più e dei meno giovani in ascolto, era infatti l’espressione di trasognata allegrezza e di pura serenità, donata dalle note dei giovani musicisti alla platea riconoscente.
Note di merito, non certo ultime per importanza, vanno come detto all’ensemble Antiqua Estensis, per la preparazione e la resa di un programma apparentemente banale ma ricco di intensità e difficoltà, offerto all’attento pubblico in maniera egregia da interpreti con rosei futuri all’orizzonte. Ugualmente, il plauso spetta alla direzione ed alla concertazione del Maestro Stefano Squarzina, un nome ormai noto nel panorama musicale e di proverbiale affidabilità ed esperienza, mai in affanno nell’esecuzione di un repertorio da lui amato e assai conosciuto.

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L’esecuzione dell’ultimo movimento di “L’Estate”, ad accontentare l’unanime richiesta di un bis in chiusura dell’evento, è stato il giusto riconoscimento tributato alla meravigliosa performance di un gruppo di cui, si spera, si sentirà parlare ancora tanto e bene negli anni a venire.

Crediti fotografici: Ufficio stampa orchestra Antiqua Estensis
Nella miniatura in alto: il direttore Stefano Squarzina
Al centro: le felicitazioni del direttore Squarzina al violino solista Paolo Mancini
Sotto: l'applauso finale del pubblico, una vera ovazione





Pubblicato il 05 Luglio 2017
Ravenna Festival ha ospitato la monumentale Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Grande serata musicale con Sostakovic servizio di Attilia Tartagni

170705_Ra_00_OrchestraSanPietroburgo_DenisMatsuev_phZani-CasadioRAVENNA - Il 4 luglio 2017 al Pala De André il Ravenna Festival ha fatto un grande centro grazie alla monumentale Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo superbamente diretta da Nikolay Alexeev, braccio destro Di Yury Temirkanov che, per indisposizione, ha rinunciato a guidarne la tournée. La musica del compositore russo Dmitrij Šostakovič ha evidenziato due profili creativi contrastanti ma ugualmente fondamentali per una figura emblematica del complesso e talvolta lacerante  rapporto che intercorre fra artisti e potere,  nel caso specifico fra un compositore di primaria grandezza e il regime sovietico. La sua parabola umana e artistica è narrata nel romanzo di Julian Barnes “Il rumore del tempo” , identico titolo anche per la raccolta di prose brevi del poeta Osip’ Mandel’stam ed è lo stesso che il XXVIII Festival ravennate ha scelto come tema insieme a quello delle rivoluzioni.
Il concerto ha rivelato al pubblico presente l’eccezionale talento del pianista Denis Matsuev, vincitore nel 1998 del concorso Čajkovskij, apprezzato solista nelle sale concerto e collaboratore delle maggiori orchestre mondiali, colonna portante del Primo Concerto per pianoforte con accompagnamento d’archi op. 35 in cui la prima tromba Bogdan Dekhtiaruk, con rigorosa misura, ha dato fiato allo spirito irriverente del compositore e alla sua innata malinconia. È una pagina anomala e un po’ folle, giocata su vari registri stilistici, con richiami al jazz e a certi brani musicali europei, che alterna allegri vivaci a moderati quasi funebri mentre il pianista compie le sue forsennate scorribande sulla tastiera arrovellandosi e scavando la materia sonora con un’abilità magistrale al limite del virtuosismo. Matsuev, talento a ruota libera e grande temperamento, è stato letteralmente sommerso dagli applausi: composta nel 1933 ed eseguita al pianoforte dallo stesso autore, abilissimo solista (reperibile al link http://not.Iy/op53pianoconcerto) la composizione ha trasmesso al pubblico quel tono scanzonato di divertissement confermando la dichiarazione che lo stesso Šostakovič sembra aver rilasciato dopo la prima esecuzione: «Voglio difendere il diritto di ridere all'interno della cosiddetta musica seria. Quando gli ascoltatori ridono a un concerto con musiche sinfoniche mie non sono turbato, ma, al contrario, me ne compiaccio
Di tenore opposto, ma vero piatto forte della serata, è stata la Sinfonia n.7 in do maggiore op.60 “Leningrado” composta nel 1941, che venne accusata di “formalismo” per riconquistare i favori del regime dopo l’articolo uscito sulla «Pravda» nel gennaio del 1936 in cui Šostakovič a proposito di Lady Macbeth del distretto di Mcensk  veniva giudicato scomodo, irriverente e privo di valore. Il compositore per riabilitarsi scelse un tema di stretta attualità, il lungo assedio di Leningrado da parte dell’esercito nazista e la resistenza del popolo russo. Questo ufficialmente, nella realtà, come svelò il compositore stesso: «Non ho nulla in contrario a chiamare Leningrado la Settima; in essa però non si celebra Leningrado assediata: la composizione è sulla Leningrado che già Stalin aveva distrutto e alla quale Hitler ha dato il colpo di grazia.» Qualunque fosse l’obiettivo del compositore, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Nikolay Alexeev, già direttore dell’Orchestra Filarmonica di Zagabria, della Filarmonica di Mosca e della Bolshoi Symphony ne ha esaltato i caratteri governando meravigliosamente quella  montante marea musicale che evoca visioni e stati d’animo tramite l’incedere lento e inesorabile dell’esercito nemico scandito dagli archi pizzicati. Nikolay Alexeev ha coordinato questo magma sonoro ricco e articolato quasi plasmandolo con le mani, scandendo i ritmi e i sussulti del popolo oppresso e talora aprendo squarci sulle bellezze della città imperiale e sulla natura zittita da tanto orrore.

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Šostakovič aveva scritto: «Non voglio costruire un episodio naturalistico con tintinnare di sciabole, esplosioni e così via. Cerco di comunicare l'impatto emotivo della guerra».  Come nel Bolèro di Ravel,  il “crescendo orchestrale” ha reso il senso della tragedia disumana e ineluttabile in atto attraverso variazioni del tema riportato dagli archi pizzicati a ritmo di tamburo militare: un impatto sonoro energico e spasmodico, a tratti devastante, un impianto imponente e imprevedibile che rimanda alla grande letteratura russa e ai suoi temi universali, all’uomo inerme di fronte alle grandi tragedie collettive di cui la guerra è la peggiore in assoluto in quanto determinata dall’uomo stesso. Ma non spegne la speranza e la ripresa armonica dell’ultimo movimento registra la pace annunciando la rinascita.
Quanto può essere libero, in un regime autoritario, un compositore che pratica necessariamente l’arte come vita? Il pittore Marc Chagall, rifiutando dal nuovo regime instauratosi dopo la rivoluzione del 1917 cariche direttive e onori che lo avrebbero condizionato, ripartì per l’Europa scegliendo la libertà e come lui tanti altri artisti; non Šostakovič, troppo radicato nella sua terra. Egli rimase a combattere con le armi certo spuntate della sua musica contro il regime, ma oggi come ieri, per chi la vuole intendere, leva una voce tonante contro la guerra come male assoluto.

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Al pubblico del Pala De André questo grande monito è giunto grazie al talento degli esecutori, nel grande spessore artistico delle due anime di Dmitrij Šostakovič, quella scherzosa e quella dolorosamente  immersa nell’attualità della storia, rimbalzando sulla geniale orchestrazione della “Leningrado” che grida amore per la patria offesa  evocando visioni di eserciti e di masse oppresse tanto simili a quelle diffuse anche oggi dai media perché il gusto della guerra è rimasto e calpesta i valori della cultura, dell’arte e della bellezza salvati miracolosamente dalla musica. Dunque è bello poter dire: «Al Pala De André, nel concerto che ha messo al centro valori non solo musicali, io c’ero, ho condiviso la catarsi collettiva e sottoscrivo questo straordinario documento sonoro contro l’oppressione militare in ogni tempo e luogo.»

Cediti fotografici: Foto Zani-Casadio per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il pianista Denis Matsuev
Al centro in sequenza: ancora Matsuev e il direttore
Nikolay Alexeev
Sotto: panoramica di Zani-Casadio sulla grande Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo





Pubblicato il 28 Giugno 2017
Nella basilica di Sant'Apolinare Nuovo due concerti dedicati alla musica del Fusignanese
Violinisti romagnoli per Corelli servizio di Attilia Tartagni

170628_Ra_00_FollieCorelliane_ArcangeloCorelliRAVENNA - La musica di Arcangelo Corelli nato in terra di Romagna e musicista del mondo ha fatto un tale “rumore” ai suoi tempi da arrivare intatta ai giorni nostri, godibile ancorché segnata dai caratteri barocchi. Le sue pagine per violino hanno aperto la strada al virtuosismo e alla ricerca timbrica per uno strumento rimasto prodigiosamente uguale a se stesso, tanto che i maggiori violinisti contemporanei suonano quelli del ’700,  gli Stradivari, gli Amati, i Guarnieri del Gesù, oggetti di culto conservati come lingotti d’oro nei caveaux delle banche e dati soltanto in uso ai più meritevoli, giacché nessuno guadagna abbastanza da poterseli comprare. Arcangelo Corelli (Fusignano di Ravenna 17 febbraio 1653 - Roma 8 gennaio 1713), sepolto nella capitale, al Pantheon, fra i padri della patria; e rimane nella storia della musica per la sua imprescindibile letteratura per violino e per il contributo dato alla ricerca sulla forma “sonata” e sul  “concerto grosso” che i suoi allievi svilupparono ulteriormente.
Ravenna Festival 2017 fra le “rivoluzioni in musica” ha messo la raccolta di Sonate a violino e violone o cimbalo dell’Opera quinta di Corelli, sei sonate da chiesa dal n. 7 al n.11 (13 giugno 2017) e 6 da camera dal n. 1 al n. 6  (27 giugno) e l’ultima Sonata, la n. 12, concepita come una serie di variazioni sul tema della Follia, ripetuta in entrambi i concerti per un confronto ideale fra i due virtuosi di violino, perché queste pagine corelliane furono e restano una pietra miliare della letteratura violinistica per la ricerca timbrica, per l’alternarsi di movimenti lenti e veloci, per la fusione di cantabilità e di perizia tecnica.
L’Opera quinta di Corelli, pubblicata nel 1700, stampata con le più moderne tecniche (incisione su lastra di rame invece della stampa a caratteri mobili) è frutto di un lungo lavoro di limatura da parte dell’autore stesso che si autofinanziò. Scrive  Charles Burney nel 1789 nella sua General History of Music di aver saputo da «diverse persone che lo avevano conosciuto come la sua opera quinta, sulla quale si sono da allora basate tutte le buone scuole di violino, gli sia costata tre anni di revisioni e correzioni
Quella scrittura ha però sfidato il tempo, se persino il musicologo tedesco Alfred Einstein, più attento ai fenomeni musicali mitteleuropei che italiani, dedica ad Arcangelo Corelli ben cinque pagine.

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Si sono suddivise le pagine corelliane i due violinisti ravennati famosi nel mondo. Stefano Montanari il 27 giugno ha fatto vivere le sonate da “chiesa” dalla 1° alla 6° mentre Enrico Onofri il 13 giugno ha interpretato le sonate da “camera” dalla 7° alla 11° articolate come suite di danze, definite dallo stesso autore Preludi Allemande Correnti Gighe Sarabande Gavotta e Follia con la celeberrima Follia a fare da corollario a entrambi i concerti e ciò nella splendida cornice della basilica di Sant’Apollinare Nuovo che allinea sulle arcate della navata centrale sequenze di figure e icone musive di impareggiabile bellezza e, passatemi termine, di straordinaria musicalità.  I due violinisti ravennati sono stati entrambi acquisiti alla musica da bambini, portatori di un talento precoce affinato da lunghi studi sfociati per Onofri con l’invito avuto da Jordi Savall come primo violino di La Capella Reial, preludio a una brillante carriera mondiale che lo ha visto collaborare con prestigiosi ensemble, è attivo come direttore di orchestre, festival e teatri d’opera europei e come didatta tiene corsi e master nel mondo. Montanari vanta una lunga collaborazione quale primo violino concertatore dell’Accademia Bizantina, ed è oggi avviato con successo alla direzione d’orchestra: come direttore è reduce dal successo di Il viaggio a Reims di Rossini all’Opera di Roma; è ospite regolare di teatri quali La Fenice di Venezia, il Donizetti di Bergamo e l’Opéra di Lione, ma si è esibito anche in molte altre città italiane ed europee; già docente di violino barocco al Conservatorio di Verona e presso varie accademie di alto perfezionamento, attualmente insegna alla Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” a Milano e ha di recente pubblicato un suo Metodo di violino barocco.

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Sia Onofri che Montanari hanno mostrato una sensibilità e un talento inusuali filtrati da uno spiccato temperamento musicale. Impeccabile Onofri, proteso spasmodicamente alla ricerca della perfezione, in equilibrio sul suono come su una fune; rilassato (all’apparenza) e con look alternativo Montanari, gambe flessibili e corpo pervaso da un ritmo taciuto ma pregnante, dominatore dello strumento che lo integra come parte di sé. A rigor di logica sembravano più tagliati per il programma inverso, al primo le sonate di “chiesa”, al secondo quelle da “camera” ma sono stati meravigliosi entrambi in quanto i due comparti non sono stagni ma comunicanti e vi abbondano affinità e interferenze, la “giga” compare nel V° movimento della sonata n. 5 e una certa solennità nei preludi e negli adagi delle sonate dalla 7 alle 11 scombinano ulteriormente i giochi mescolando sacro e profano nel grande mare della creatività corelliana.Onofri e Montanari sono stati decisamente più interpreti tesi a valorizzare il prodotto musicale che virtuosi concentrati su se stessi e per sapere chi ha avuto la meglio nella “Follia”  occorrerebbe interpellare il buon Arcangelo Corelli. Il pubblico li ha sommersi di applausi, ha strappato loro,  stremati  dal caldo e dalla concentrazione, dei fuori programma,  li ha apprezzati per il talento e per la professionalità e amati in quanto portatori di valori musicali propri della Romagna. Onofri ricerca la perfezione fino a soffiare sul violino attento al respiro dello strumento, e non ha esitato a spostarsi sotto un’arcata della basilica per migliorare il suono; Montanari, look da guerriero post-moderno, è magico fin dalle prime note del violino e si è consapevoli che ascoltarlo (e vederlo) è un privilegio assoluto che ci porta fuori dalla realtà, nella «seconda creazione, l’aggiunta di un altro mondo a quello esistente capace di dare ad esso la perfezione che non possiede», come scriveva Baltasar Graciàn a proposito della musica a metà Seicento, che poi è la molla che ancora oggi, a onta di radio, televisione e altre diavolerie, ci spinge fuori di casa a cercare nello spettacolo rigorosamente dal vivo quello stato di grazia che riscatta dalla pesantezza del vivere e che è forse anche l’ultimo baluardo della nostra umanità minacciata dal progresso selvaggio della tecnica e della robotica che, si spera, ci lasci almeno gli artisti, i creativi, i musicisti senza pretesa di sostituirli.
Onofri era fiancheggiato  dall’Imaginarium Ensemble da lui stesso fondato con musicisti  specializzati nell’interpretazione del repertorio pre-romantico di cui fanno parte il violoncellista Alessandro Palmieri di scuola palermitana, partito da esperienze di musica contemporanea, poi approdato al repertorio barocco con strumenti originali in vari ensemble, qui alle prese con un  “violone romano” Simone Cimapane del 1685 utilizzato proprio nell’orchestra di Corelli; Riccardo Doni, clavicembalista e organista del Giardino Armonico e direttore dell’ensemble vocale Musica Laudantes; Simone Vallerotonda, formatosi alla chitarra moderna e poi specializzatosi in liuto, in tiorba e chitarra barocca, attivo sia come solista che come continuista: si trattava dunque di un gruppo coeso e di esperienza.

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Con Stefano Montanari c’erano la sorella Valeria Montanari, clavicembalista e docente di pianoforte e clavicembalo del Music Summer Camp, corso estivo per ragazzi di Accademia Bizantina e di Pratica di basso continuo al Conservatorio di Bologna, fondatrice dell’ensemble La Dafne; Francesco Galligioni, primo violoncello nelle più prestigiose sale da concerto di Europa e Stati Uniti, al liuto Fabiano Merlante, attivo sia come solista che come continuista, docente al  Conservatorio di Castelfranco Veneto; e Gianni Valgimigli, diplomato in contrabbasso, dal 1996 dedito all’esecuzione di musica antica e barocca con prestigiosi ensemble e con strumenti originali, docente di contrabbasso al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena.

Crediti fotografici: Zani-Casadio per il Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: ritratto di Arcangelo Corelli

Al centro in sequenza: Enrico Onofri (concerto del 13 giugno 2017) e Stefano Montanari (concerto del 27 giugno)
Sotto: una bella immagine di Zani-Casadio scattata in Sant’Apolinare Nuovo durante le “Follie Corelliane”






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Arena il bilancio dā soddisfazione
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Ferrara Musica riparte dopo i lavori
servizio di Athos Tromboni FREE

170911_Fe_00_FerraraMusica_EdgarMoreauFERRARA - Il vicesindaco e assessore alla Cultura del Comuna di Ferrara, Massimo Maisto, la presidente del Teatro comunale "Claudio Abbado", Roberta Ziosi, e il direttore artistico di Ferrara Musica, George Edelman, hanno presentato lunedì 11 settembre 2017 alla stampa e a un nutrito gruppo di rappresentsanti delle associazioni culturali e musicali ferraresi
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Opera dal Centro-Nord
Elegante e suggestiva Butterfly
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoPasqualetti_phPietroPaoliniFIRENZE - Puccini è amore, Puccini è emozione, Puccini è genio… Puccini è passione! “Passione Puccini” è proprio il ciclo musicale che racchiude le  opere che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - ormai non si chiama più Opera di Firenze - ha voluto dedicare al compositore lucchese: Madama Butterfly, La bohème e Tosca in questo settembre 2017 e
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Echi dal Territorio
Ultima Cartolina per la Fanciulla
servizio di Simone Tomei FREE

170911_Lu_00_Cartolina-FanciullaDelWest_MassimoMorelli_phLorenzoBreschiLUCCA - La sera di giovedì 7 settembre al Teatro del Giglio, appuntamento con La fanciulla del West, quale ultima "Cartolina pucciniana" del 2017, dedicata ai Lucchesi nel Mondo; un teatro gremito ha fatto da cornice a questo momento musicale dedicato all’opera “americana” di Giacomo Puccini. Settembre e la festa cittadina della Santa Croce
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Eventi
La nuova stagione del Duse
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Bo_00_TeatroDuse_EraDOttobre_PaoloMieliBOLOGNA - La conferenza stampa del 4 settembre 2017 riguardante la comunicazione alla stampa della nuova stagione invernale del Teatro Duse di Bologna, presente come sempre l’Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Bruna Gambarelli, ha voluto porre in evidenza ancora una volta una caratteristica molto particolare: il Teatro Duse
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Soci Uncalm
Ricordando Francesco Maria Piave
FREE

170908_Soragna_00_FrancescoMariaPiaveROCCA SAN CASCIANO (FC) - Domenica 17 settembre 2017, alle ore 16,30, l’Associazione "Carlo Alberto Cappelli" di Rocca San Casciano, ospite del principe Diofebo Meli Lupi, offre nella storica sede del Castello di Soragna (Parma) nel cuore delle Terre Verdiane, un originale concerto lirico dedicato al più amato dei librettisti di Giuseppe Verdi, quel Francesco
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Echi dal Territorio
La Gino Neri d'estate
servizio di Edoardo Farina FREE

170909_Fe_00_EnsembleGinoNeri_GiorgioFabbriBOLOGNA - I concerti nel cortile del Castello di Bentivoglio organizzati dall’Associazione Musicale “Il Temporale” nell’ambito del Festival da Camera “Orchestre senza Frontiere” attraverso la direzione artistica di Marzia Baldassarri, hanno oramai raggiunto l’importante traguardo della XXI.ma edizione; presso la splendida cornice rinascimentale
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Opera dal Nord-Est
Arena incursione di fine agosto
servizio di Simone Tomei FREE

170828_Vr_00_ArenaLogoVERONA - Anche questo 95° Festival dell’Arena di Verona è giunto al suo epilogo regalandoci tre serate finali da quasi tutto esaurito; un anfiteatro colmo di spettatori ha salutato con esultanza le ultime rappresentazioni della stagione, dove si sono replicati tre titoli di cui vi dò conto, per lo più, in relazione agli avvicendamenti dei cast, rimandando
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Vocale
Rof vetrina per grandi voci
servizio di Simone Tomei FREE

170826_Ps_00_Concerto_DavidParryPESARO - Come preannunciato in un mio precedente articolo riguardante il Rossini Opera Festival 2017 mi sono riservato di scrivere separatamente dei due concerti vocali cui ho assisto durante la mia presenza nella città marchigiana. Ho tardato qualche giorno a pubblicare lo scritto perché assieme al mio resoconto dei due pomeriggi
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Opera dal Centro-Sud
Speciale Rof - Le recensioni
servizio di Simone Tomei FREE

170825_Ps_00_LogoRofPESARO - La città marchigiana si è rivelata anche quest'anno la culla della musica, dei suoi sapori, delle sue sfumature e dei suoi interpreti; ovunque per le strade si respira l'aria del suo esimio compositore: le vetrine dei negozi sono adornate di libri e spartiti che parlano del Cigno e delle sue opere, le locandine inneggiano a tutte le molteplici
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Personaggi
Carlo Cigni si racconta
intervista di Simone Tomei FREE

170824_Ps_00_CarloCigniPESARO - Non ho fatto da solo il viaggio di ritorno da Pesaro a conclusione della mia permanenza al Rof 2017; ho potuto infatti godere della compagnia del basso livornese Carlo Cigni, impegnato nel personaggio di Hiéros nell’opera di Gioachino Rossini Le Siège de Corinthe; Cigni mi ha onorato di questa piacevole chiacchierata che ho il piacere di condividere
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Echi dal Territorio
Christian Joseph Saccon a meraviglia
servizio di Gianluca La Villa FREE

170821_Levanto_00_ChristianJosephSacconLEVANTO (SP) - La stagione estiva della rassegna musicale levantese, firmata e diretta da Aldo Viviani, ha ospitato il 2 agosto 2017 un violinista veramente virtuoso: Christian Joseph Saccon.
Come di consueto quando la impaginazione dei concerti per violino è opera del Comitato per i Grandi Maestri (alle cui proposte storico-artistiche
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Eventi
Pur ti miro che ritorna
redatto da Athos Tromboni FREE

170822_Lugo_00_PurTiMiro2017_AlessandriniRinaldoLUGO DI ROMAGNA (RA) - Torna dal 29 settembre al 15 ottobre 2017 la seconda edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini: in programma dieci eventi dei quali due dedicati alla rilettura del genio di Johann Sebastian Bach (Variazioni Goldberg e musiche per il violino). Poi autori quali
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Classica
La Nona č sinonimo di gioia
servizio di Simone Tomei FREE

170817_Vr_00_IXSinfoniaBeethoven_DanielOren_FotoEnneviVERONA - «L’ultima sinfonia di Beethoven è la redenzione della musica dal suo elemento più peculiare verso l’arte universale. È il vangelo umano dell’arte dell’avvenire. Dopo di essa non è possibile alcun progresso, perché non può seguirla immediatamente che l’opera più perfetta: il dramma universale, di cui Beethoven ci ha fornito la chiave artistica» (Richard Wagner
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Soci Uncalm
Cellini tra Variazioni e Forrinacell
servizio di Athos Tromboni FREE

170816_Fe_00_CelliniRina_MusicaMarfisaFERRARA - Chiusura alla grande per «Musica a Marfisa d'Este» edizione 2017, il giorno di Ferragosto: il recital pianistico di Rina Cellini ha raccolto oltre 120 spettatori, un record se si considera che altri recital pianistici della stessa rassegna - anche di valenti solisti internazionali - hanno fatto registrare presenze oscillanti fa i 40 e i 60 spettatori. Dunque
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Personaggi
Alaimo l'artista il marito il padre
intervista di Simone Tomei FREE

170815_AlaimoNicola_00_IntervistaPESARO - La mia incursione al ROF 2017 mi ha visto in compagnia del baritono Nicola Alaimo per completare un discorso iniziato alle idi di agosto proprio in previsione della mia presenza a Pesaro. Un momento di simpatico e ameno confronto  riflettendo su tanti aspetti della vita professionale e privata. Il risultato è questo che condivido con
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Opera dal Nord-Est
Arena intorno a Ferragosto
servizio di Simone Tomei FREE

170815_Vr_00_Nabucco_StatsenkoBoris_FotoEnneviVERONA - La canicola soffocante sembra aver abbandonato l'aere veronese e questa mia incursione areniana nei giorni precedenti Ferragosto mi ha visto presente nell'anfiteatro scaligero per le ulteriori repliche di Nabucco e Aida, alle recite dove sono stati chiamati nuovi cantanti insieme a numerose conferme . In Arena, quelle due sere, soffiava un'
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Vocale
Eine Kleine Domplatz Musik
redatto da Athos Tromboni FREE

170813_Spoleto_00_Mahagonny_phRobertaPaolucciSPOLETO (PG) - Venerdì 11 e sabato 12 agosto 2017 il Teatro Lirico Sperimentale, in collaborazione con il Comune di Spoleto, ha presentato in anteprima il programma della 71.ma Stagione, affidandosi come consuetudine alla kermesse Eine Kleine Domplatz Musik, presso l’Ex Museo Civico, il Teatrino delle Sei Luca Ronconi e al Teatro Caio Melisso.
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Personaggi
Il canto: l'amore della mia vita
intervista di Simone Tomei FREE

170812_Rm_00_RaffaellaLupinacci_phVictorSantiagoROMA - Il ROF 2017 è già partito, ma la mia discesa a Pesaro sarà per la settimana prossima. In vista di quella trasferta nella città del Cigno voglio farvi partecipi di alcuni incontri con artisti di questo XXXVIII Festival; il primo incontro non “de visu”, bensì telefonico l’ho avuto con il mezzosoprano calabrese Raffaella Lupinacci che ci ha raccontato
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Opera dal Nord-Est
Incursioni agostane in Arena: le idi
servizio di Simone Tomei FREE

170807_Vr_00_Nabucco_DanielOren_phEnneviVenerdì 4 agosto 2017: Nabucco
Una serata torrida come non mai accoglie il pubblico nell’anfiteatro scaligero; le pietre bollono, l'aria è pesante sugli occhi e un velo di “fiacca” pesa sopra la mia testa; ma è una serata all’insegna della musica e la musica sarà la vera
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Opera dal Nord-Est
La bella Tosca di... Fogliani
servizio di Athos Tromboni FREE

170806_Vr_00_Tosca_AntoninoFogliani_phEnneviVERONA - Il ritorno della Tosca di Giacomo Puccini disegnata dal regista Hugo de Ana, due anni dopo l’ultima volta (fu infatti uno dei titoli di maggior spicco del Festival 2015: però l’allestimento è datato 2006), si è presentato in forma più soffice: ricordiamo come nel 2015 e negli allestimenti dei Festival precedenti un colpo di cannone
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Vocale
Cartoline dalla Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170801_Lu_00_LaRondine-Cartoline_00LUCCA - Nel torrido pomeriggio del 3 di agosto ha preso di nuovo vita in Piazza Cittadella a Lucca il terzo appuntamento musicale estivo delle Cartoline pucciniane; evento prodotto e organizzato dal Teatro del Giglio e dalla  fondazione Giacomo Puccini, e reso possibile  grazie anche al sostegno del Comune di Lucca,
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Soci Uncalm
Amore e Potere in Verdi
servizio di Athos Tromboni FREE

170803_Fe_00_AmoreEPotere_FinottiDavide_phBrunoDroghettiFERRARA - La rassegna «Musica a Marfisa d'Este» nella loggia rinascimentale della palazzina di Corso Giovecca 170 ha affrontato la sera del 2 agosto 2017 un argomento particolare: Amore e Potere nelle opere di Giuseppe Verdi. Una scelta tematica curata dalla regista e soprano Maria Cristina Osti, con la collaborazione del soprano Francesca
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Echi dal Territorio
Bruson cantante e Bruson docente
redatto da Athos Tromboni FREE

170803_Busseto_00_RenatoBrusonBUSSETO (PR) - Varata nella città natale di Giuseppe Verdi, grazie ad una collaborazione fra Comune e Associazione Parma OperArt, l’Accademia di Alto perfezionamento in canto lirico intitolata al baritono Renato Bruson, grande voce della lirica tuttora in attività, uno dei pochi che può ancora vantare un percorso formativo e di perfezionamento tutto
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Opera dal Centro-Nord
La Cenerentola alle Terme
servizio di Simone Tomei FREE

170802_Casciana_00_Cenerentola_GiovanniReggioliCASCIANA (PI) - Il 2017 è l’anno che suggella i duecento anni dalla prima rappresentazione della Cenerentola di Gioachino Rossini e anche l’Accademia Giuseppe Verdi di Casciana Terme ha voluto festeggiare questo appuntamento con la riproposizione di questo affascinante ed accattivante titolo, nell’ambito della sua programmazione estiva
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Soci Uncalm
La Brychtova e Kuzela successo per due
servizio di Athos Tromboni FREE

170730_Fe_00_MonikaBrichtovaFERRARA - Il ritorno di Monika Brichtova (soprano) e Augustin Kuzela (pianista) a "Musica a Marfisa d'Este" anche per l'edizione 2017 ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico di melomani, molti dei quali già conoscevano l'arte del canto che la Brichtova sa porgere con grazia e grande professionalità: il soprano praghese, infatti
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Ballo and Bello
Tango il ballo degli immorali
servizio di Edoardo Farina FREE

170731_BagnoDiRomagna_00_RobertoGerbolesBAGNO DI ROMAGNA (FC) - L’ultimo  evento nella  programmazione estiva 2017 presso il Teatro delle Terme di Bagno di Romagna, sito nella provincia tra Forlì e Cesena, sotto la direzione artistica di Livio Valenti: il 23 luglio è andato in scena  nel padiglione delle fonti all’aperto uno spettacolo di buon richiamo soprattutto per quanto concerne un
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Personaggi
Arte amore e vita di due Artisti
intervista di Simone Tomei FREE

170730_Speciale_50_LeonardoCaimiDonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - L'idea di pubblicare un'intervista al soprano Donata D'Annunzio Lombardi nacque allorché, lo scorso settembre, accettai piacevolmente l'invito alla Masterclass DaltroCanto tenuto dalla stessa Donata ad Ortona proprio nella città natia di Francesco Paolo Tosti; le vicende della vita e i numerosi reciproci impegni non
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Opera dal Nord-Est
Un'Arena per il leone...
servizio di Simone Tomei FREE

170730_Vr_00_Rigoletto_LeoNucci_phEnneviVERONA - In occasione dell’ultima rappresentazione di Rigoletto di Giuseppe Verdi del 27 luglio 2017 all’interno dell’attuale Festival areniano ha fatto ingresso nell’anfiteatro scaligero il “leone” per antonomasia nel ruolo eponimo: ebbene sì proprio lui, il mitico baritono Leo Nucci che è stato il vero mattatore della serata. Lui è il Rigoletto per eccellenza
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Opera dal Nord-Est
Aida 1913 perché č storica
servizio di Athos Tromboni FREE

170729_Vr_00_Aida1913_GianfrancoDeBosio_phEnneviVERONA - Non c'è che dire: "Aida 1913" continua a essere uno spettacolo di grande suggestione. C'è qualcuno che si affanna a sostenere che si respira aria passatista nel catino dell'anfiteatro veronese quando va in scena "questa" Aida, mentre invece l'innovazione di quell'altra Aida, quella avveniristica della Fura dels Baus, in una sorta di confronto
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Opera dal Centro-Sud
Sogni di Butterfly nel postribolo
servizio di Simone Tomei FREE

170724_Mc_00_MadamaButterfly_BerloffaMACERATA - Ed è ancora Oriente al Macerata Opera Festival 2017 la sera del 22 luglio: sale infatti sul palcoscenico la prima rappresentazione di Madama Butterfly di Giacomo Puccini come vivido ricordo e ricorrenza del 50.mo anno dalla ripresa delle stagioni d’opera maceratesi che ebbe come titolo primiero proprio il capolavoro del composit
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Opera dal Centro-Sud
Turandot č una bambina capricciosa
servizio di Simone Tomei FREE

170723_Mc_00_Turandot_Ricci-Forte_phAngeloCricchiMACERATA - Siamo al 21 luglio e prende il via al Teatro Sferisterio il Macerata Opera Festival 2017. Una calda serata estiva ci accoglie nello spazio magico del Festival dedicato quest'anno all'Oriente; un Festival che diventa anche solidarietà attraverso un sodalizio importante con l'Anfass per evidenziare ancor meglio l'idea di condivisione che un evento
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Ballo and Bello
Svetlana Zakharova non solo vetrina
servizio di Athos Tromboni FREE

170723_Ra_00_SvetlanaZakharovaRAVENNA - Gala Svetlana Zakharova & Friends ha chiuso il 22 luglio l'edizione 2017 del Ravenna Festival: rimangono in appendice le serate della "Trilogia d'Autunno" che sull'orlo del Novecento proporranno nel Teatro Alighieri tre opere: Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (17 e 21 novembre); Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo (18 e 22 novembre)
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Vocale
Serata magica con Bolero e Carmina
servizio di Simone Tomei FREE

170719_Fi_00_Ort-Bolero_phMarcoBorrelliFIRENZE - Ci sono delle serate che sono magiche per natura ed altre che lo diventano per gli eventi che accadono, per i luoghi che frequentiamo e per le persone delle quali ci circondiamo: il Bolero di Maurice Ravel ed i Carmina Burana di Carl Orff (l'evento); Piazza Santissima Annunziata a Firenze (il luogo); la condivisione in amicizia con la propria
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Soci Uncalm
A Pupi Avati il Premio Cappelli 2017
servizio di Athos Tromboni FREE

170718_00_RoccaSanCasciano_AvatiPupi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - È giunto quest'anno alla ventottesima edizione il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli di Rocca, istituito dalla omonima Associazione culturale per onorare la memoria dell'illustre concittadino che fu, oltre che editore in Bologna, anche sovrintendente dell'Arena di Verona e uomo di cultura tout-court. La sera di domenica
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Classica
Quattro stagioni all'ombra della Marfisa
servizio di Fabio Valente FREE

170718_Fe_00_PaoloManciniAntiquaEstensis_StefanoSquarzinaFERRARA - Prendete un capolavoro quale i quattro concerti per violino solo di Antonio Vivaldi, comunemente raggruppati sotto il nome Le quattro stagioni. Immaginate una deliziosa residenza signorile del XVI secolo, nel pieno centro della città estense per eccellenza, Ferrara. Aggiungete un’orchestra di giovani musicisti del luogo, l’ensemble Antiqua Estensis
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Opera dal Centro-Nord
Chiaroscuri nel cast della Rondine
servizio di Simone Tomei FREE

170717_Torre_00_LaRondine_DonataDAnnunzioLombardiTORRE DEL LAGO (LU) - Il secondo titolo del 63° Festival Puccini di Torre del Lago è stato La Rondine di Giacomo Puccini, andata in scena la sera del 15 luglio; si celebra quest’anno il centenario della prima rappresentazione che ebbe luogo in terra monegasca il 27 marzo del 1917, al Théatre de l’Opera di Montecarlo. Un’opera travagliata nel suo finale
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Opera dal Centro-Nord
Turandot saperla fare č mezzo pane
servizio di Simone Tomei FREE

170716_Torre_00_Turandot_MartinaSerafinTORRE DEL LAGO (LU) - Mia nonna nella sua grande saggezza di persona poco colta, ma fortemente intelligente era solita esprimersi per modi di dire riuscendo sempre bene a cogliere la situazione dandone un quadro preciso e ben delineato; io, che le ero molto legato e che con lei ho vissuto molti dei mie anni, ho ereditato quei detti e quei modi
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Echi dal Territorio
La Cherubini a porte aperte
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_RiccardoMuti-OrchestraCherubini_phSilviaLelliRAVENNA - Per il concerto di Spoleto del 15 luglio 2017 il M° Riccardo Muti ha disposto il giorno antecedente prove aperte al Teatro Alighieri di Ravenna e com’era prevedibile ha fatto il tutto esaurito. Spesso le  “prove” aperte sono più interessanti dei concerti per via delle correzioni effettuate dal direttore d’orchestra e delle relative spiegazioni.
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Vocale
Phoebe Voigts e le sue bambine
servizio di Attilia Tartagni FREE

170714_Ra_00_SaskatoonChildren_phJennyCarboniRAVENNA - La musica corale è un filone costante del Ravenna Festival che in questi ventotto anni ha portato nel nostro territorio ragazzi da tutto il mondo con interessanti ripercussioni  sulla coralità locale che, già ottimamente avviata grazie ad appassionati e generosi docenti, nel confronto può crescere e scoprire nuove vie espressive. L’ultimo gruppo a
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Opera dal Centro-Nord
L'Elisir č ritornato a Palazzo Pitti
servizio di Simone Tomei FREE

170713_Fi_00_ElisirDAmore_GiuseppeLaMalfa_phPietroPaoliniFIRENZE - Ma siamo proprio sicuri che l'elisir d'amore sia la bevanda spacciata dall’imbonitore Dulcamara, oppure sia proprio lo stesso ciarlatano un portatore vivente di questo portentoso rimedio? Spigolando qua e là mi sono imbattuto in questa lettura che mi piace riportare come curiosità e come momento ameno, prima di raccontarvi di una piacevole
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Opera dal Centro-Nord
Una grande Suzuki per la Madama
servizio di Athos Tromboni FREE

170713_Fe_00_MadamaButterfly_MarioMenicagliFERRARA - Come ogni estate anche quest’anno è ritornata la “Lirica in Castello”. Il titolo scelto dall’Associazione OperiAmo con il patrocinio del Teatro Comunale Claudio Abbado e la collaborazione dell’Orchestra Città di Ferrara, è stata la Madama Butterfly di Giacomo Puccini. L’ultima Butterfly in forma integrale che si ricordi a Ferrara fu quella del
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Musiche di Scena
Musica e cinema dialogano da sempre
servizio di Attilia Tartagni FREE

170712_Ra_00_GoldenRush_TimotyBrock ph_ZaniCasadioRAVENNA - Musica e Cinema, tema portante del  Ravenna Festival 2017, si è dipanato in tre momenti (il 3 giugno, il 1° luglio e l’ 11 luglio) combinando alle immagini in movimento risoluzioni musicali originali, ricostruite o nuovamente arrangiate: Il gabinetto del Dr. Calligaris di Robert Viene (1919) con accompagnamento live soundtrack Edison Studio
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Opera dal Nord-Est
Butterfly molto tradizionale molto bella
servizio di Simone Tomei FREE

170712_Vr_00_MadamaButterfly_FotoEnneviVERONA - Non lo nascondo, né m’adonto… ma io trovo sempre di più un grande fascino, stile ed eleganza in questi allestimenti un po’ datati che molto spesso suscitano “isterie irrequiete” mal celate e qualche moto di stizza che poco si confà alla più elementare dettame del galateo. Sto parlando della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, quale quarto
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Personaggi
Mirella Parutto in Corso d'Opera
intervista di Simone Tomei FREE

170712_Cortona_00_CorsoDOpera_MirellaParuttoCORTONA (AR) - La grande lirica si è data appuntamento a Cortona, splendida città d’arte nel cuore della Toscana che dal 21 giugno al 10 luglio 2017 ha ospitato “Corso d’Opera”, masterclass di alto perfezionamento che vede impegnati docenti di fama internazionale quali Mirella Parutto (Tecnica Vocale), Michele Pertusi (Interpretazione), Lucio Gallo (Interpretazione, Musica
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Operetta and Musical
L'Operetta chiama Budapest e Trieste
servizio di Rossana Poletti FREE

170710_Ts_01_LOperettaFranzLeharTRIESTE - In città e nel territorio triestino la tradizione dell’operetta ungherese viene da lontano, da quei favolosi anni '60 del Novecento, quando per svariate motivazioni il Teatro Verdi interruppe il Festival (era la prima volta e non fu senza dubbio l’ultima), per riprenderlo soltanto nel 1970 al Politeama Rossetti. A mantenere la tradizione, che aveva
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Nuove Musiche
Arevalos e le sue Metamorphosis
servizio di Attilia Tartagni FREE

170709_Ra_00_MatteoRamonArevalos_phAngeloPalmieriRAVENNA - Matteo Ramon Arevalos, pianista-compositore  ravennate, è stato acclamato protagonista della performance sonora-visiva Metamorphosis il 3 luglio 2017 al Ridotto del Teatro Alighieri per il Ravenna Festival 2017, mix di varie arti, con un tale afflusso di persone da risultare quasi inadeguato. Arevalos, compositore avventuroso
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

170707_Vr_00_Rigoletto_JessicPratt_EnneviFotoVERONA - Come il vino rosso spesso migliora con il passare del tempo, così gli allestimenti operistici trovano, rappresentazione dopo rappresentazione, una maggiore amalgama  e fluidità ed un sapore più corposo ed intenso. Reduce dal primo ascolto di Rigoletto all'interno del Festival dell'Arena di Verona (di cui potete leggere qui la
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Soci Uncalm
A Bruson il Premio Caruso 2017
FREE

170701_Lastra_00_RenatoBrusonLASTRA A SIGNA (FI) - Nello scenario magnifico di Villa Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, che Enrico Caruso acquistò nel 1905  che fu la sua residenza  e quella della sua famiglia fino al 1928, si è svolta la cerimonia di consegna del quarantennale “Premio Caruso” che quest’anno è stato assegnato al grande baritono Renato Bruson con la
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Echi dal Territorio
Una sera all'Opera per i lughesi
servizio di Attilia Tartagni FREE

170707_Lugo_00_UnaSeraAllOpera_DanielaPiniLUGO (RA) - Fra gli eventi  contemplati da “Sere d’estate al Chiostro del Monte” dal 19 giugno al 29 luglio 2017 a Lugo di Romagna, in via Garibaldi 11 (ospitava fino a pochi anni fa la rassegna estiva di jazz),  “Una sera all’Opera” del 6 luglio è stata un trionfo di canto lirico, canto corale e voci strumentali e ha confermato lo spessore artistico dei due
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este 2017
FREE

170707_Fe_00_MusicaMarfisa_ProiettiDiValerioAntonioFERRARA - È stata presentata giovedì 6 luglio 2017 nella residenza municipale la rassegna di concerti Musica a Marfisa d'Este, in programma nella loggia del giardino di Corso Giovecca 170 da giovedì 13 luglio a martedì 15 agosto 2017, sempre alle 21.15. All'incontro con i giornalisti sono intervenuti il vicesindaco e assessore alla Cultura, 
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Classica
Grande serata musicale con Sostakovic
servizio di Attilia Tartagni FREE

170705_Ra_00_OrchestraSanPietroburgo_DenisMatsuev_phZani-CasadioRAVENNA - Il 4 luglio 2017 al Pala De André il Ravenna Festival ha fatto un grande centro grazie alla monumentale Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo superbamente diretta da Nikolay Alexeev, braccio destro Di Yury Temirkanov che, per indisposizione, ha rinunciato a guidarne la tournée. La musica del compositore russo Dmitrij
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto con costumi e scene storiche
servizio di Simone Tomei FREE

170703_Vr_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkhabat_EnneviFotoVERONA - Mi domando per l'ennesima volta, dopo aver assistito al Rigoletto di Giuseppe Verdi in Arena, come mai si debba sempre gridare allo scandalo  con tanto di “isteria snobbante” allorché si assiste ad un allestimento datato, ma che porta in grembo una cura particolare alla didascalia, al libretto, alla partitura e soprattutto al rispetto delle
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Jazz Pop Rock Etno
Tra Anguille e Tarante gioiosamente
servizio di Athos Tromboni FREE

170703_Comacchio_00_AnguilleETarante_AmbrogioSparagnaCOMACCHIO (FE) - Due giornate trascorse “Tra Anguille e Tarante” nella cittadina lagunare insieme ad Ambrogio Sparagna, l’Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma, le danzatrici di taranta dirette da Francesca Trenta, le “cantatrici e cantori” del coro popolare di Comacchio ed il cantautore Luca Barbarossa. Questo il programma
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Ballo and Bello
Alicia Alonso dalla storia al mito
servizio di Athos Tromboni FREE

170630_Ra_00_BalletNacionalDeCuba-AliciaAlonsoRAVENNA - Alicia Alonso è viva? Nella memoria dei ballettofili sì, nella realtà, chissà, verrebbe da dire… nata nel 1920, diventò in gioventù una delle più grandi étoiles della danza classica, poi divenne cieca, continuò a danzare al buio, poi fondò il Ballet Nacional de Cuba; grazie all’amicizia concessale da Fidel Castro portò tanti cubani a conoscere ed
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Classica
Violinisti romagnoli per Corelli
servizio di Attilia Tartagni FREE

170628_Ra_00_FollieCorelliane_ArcangeloCorelliRAVENNA - La musica di Arcangelo Corelli nato in terra di Romagna e musicista del mondo ha fatto un tale “rumore” ai suoi tempi da arrivare intatta ai giorni nostri, godibile ancorché segnata dai caratteri barocchi. Le sue pagine per violino hanno aperto la strada al virtuosismo e alla ricerca timbrica per uno strumento rimasto prodigiosamente
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Opera dal Nord-Est
Nabucco č Radetzky a Milano
servizio di Athos Tromboni FREE

170624_Vr_00_Nabucco_FotoEnneviVERONA - Dopo tre anni di cartelloni estivi con produzioni riciclate prese dall’ampio archivio in dotazione, l’Arena di Verona ha inaugurato venerdì 23 giugno 2017 il Festival con una nuova produzione: il Nabucco di Giuseppe Verdi, l’opera più rappresentata nell’anfiteatro romano dopo l’Aida e la Carmen di Bizet. Arrivare in Piazza Bra con un sole al tramonto che
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Opera dal Centro-Sud
Reims un viaggio nel Viaggio
servizio di Simone Tomei FREE

170623_Rm_00_ViaggioAReims_StefanoMontanariROMA - In una calda domenica di giugno ero a Roma per assistere alla rappresentazione di Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini; un viaggio reale per assistere ad un "viaggio rappresentato" che si è rivelato poi molto particolare ed accattivante. Si sa che questo capolavoro del Cigno pesarese fu composto per un'occasione ben precisa, ossia
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Eventi
L'Arena apre il 23 giugno
redatto da Athos Tromboni FREE

170621_Vr_00_Arena2017_DanielOren_phFotoEnneviVERONA - Il Festival lirico 2017 dell'Arena prende il via venerdì 23 giugno con uno dei titoli più amati dal pubblico areniano: Nabucco di Giuseppe Verdi, in programma per dodici serate fino al 26 agosto 2017. Quest’anno è proposto in un nuovo allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard, con le scene di Alessandro Camera. Il trucco
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