Pubblicato il 19 Luglio 2018
L'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ancora una volta protagonista al Ravenna Festival
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi servizio di Attilia Tartagni

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori internazionali. Fondata da Muti nel 2004 per fare crescere professionalmente giovani selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti, l’orchestra ha forgiato in questi anni varie generazioni di musicisti sotto i trent’anni provenienti da ogni parte d’Italia che sono stati in carica tre anni prima di trasvolare verso le migliori orchestre.
La percezione del felice dialogo fra il maestro e i giovani musicisti si appalesa fin dalle prime note: ogni gesto del maestro sul podio è seguito da giovani volti attenti, spesso poco più che adolescenti, intenti a carpire ogni segreto della pagina e a forgiare giorno per giorno il proprio futuro. Del resto, c’è qualcosa di più nobile che trasmettere ai giovani il proprio sapere? Nasce di qui l’orgoglio con cui Riccardo Muti dirige la sua giovane compagine e da qui vengono le risposte puntuali che ne riceve con un semplice sguardo o ammiccamento.
Centrale nel corposo programma annoverante tre giganti come Gioachino Rossini, Nicoclò Paganini e Ludwig van Beethoven è stato l’omaggio a Ruggiero Ricci (1918-2012) nel centenario della nascita, maestro del violinista quarantenne Wilfried Hedenborg  che per Ravenna Festival ha eseguito il Concerto per violino e orchestra n.4 in re minore di Paganini. Si tratta di un cavallo di battaglia di Ricci, con la cadenza inedita composta dallo stesso violinista. E’ noto infatti che la cadenza, assente nel manoscritto di Paganini, è lasciata all’improvvisazione del solista.  
La storia del violinista Ricci è una configurazione del sogno americano e rientra a pieno titolo nel “We have a dream” slogan programmatico di questo Festival. Figlio di un minatore italiano trasferitosi a inizio Novecento negli Usa, e di una statunitense, Ruggiero Ricci comincia a studiare il violino a sei anni, a dieci debutta a San Francisco per conquistare in pochi anni una fama planetaria.
Wilfried Hedenborg ha poco più di 10 anni quando diviene suo allievo al Mozarteum di Salisburgo nel 1989: «E’ stato per me molto più che un maestro – ricorda Hedenborg, in forza ai Wiener Philarmoniker fin dai primi anni Duemila – che mi ha seguito nel periodo più importante di crescita, come musicista e come uomo.»
Forte del ricordo del maestro, Hedenborg ha imbracciato il violino costruito dal liutaio David Bagué in memoria di Ricci e del “suo” Guarnieri del Gesù nel  concerto di Paganini che più ne richiama il talento, traendone ogni sorta di espressione, dai trilli “a canarino”, come annota Paganini in partitura, a quelli “a campanello”, dal pizzicato al suono più elaborato e struggente spingendo su quel virtuosismo che il mitico concertista-compositore di brani per violino del passato metteva regolarmente in repertorio per sedurre e sbalordire il pubblico.
Dopo l’apertura pirotecnica nei colori musicali tipici di Gioachino Rossini con la Sinfonia dell’opera Il viaggio a Reims,  composizione fra le sue meno fortunate e quasi mai rappresentata in quanto richiede ben 18 interpreti, e dopo il prodigioso dialogo violino solista-orchestra dovuto al genio di Paganini, è arrivata la conclusione roboante con la grandiosa e innovativa Sinfonia n.7 in La maggiore op.92 - del 1812 - dove i quattro movimenti, più che da temi, sono caratterizzati da una ritmica spiccata e singolare: sotto la guida del M° Muti come rinvigorito dalla tensione ritmica, teso a trasmetterla con gesti forti e perfino saltelli, i giovani della Cherubini hanno onorato il grande compositore con inusitata energia sciabolando gli archi e scatenando i timpani, quasi si trattasse di una danza.

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Non è mancato il finale a cui ci hanno abituato i concerti del maestro, con pubblico acclamante in piedi a chiedere il bis non concesso e a buona ragione dopo una serata tanto impegnativa.
Ci preme sottolineare ancora una volta la grande lezione implicita in questo concerto, fondamentale per l’evoluzione della musica: prima del musicista si forma l’uomo e se certamente il talento è personale e non trasmissibile, la professionalità conquistata nel corso di una vita di successi si può e si deve condividere con i giovani musicisti in cerca di affermazione, per assicurare continuità al patrimonio lasciato dai predecessori e per espandere la conoscenza della grande bellezza insita nella musica.

Crediti fotografici: Silvia Lelli per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il violinista Wilfried Hedenborg
(foto di repertorio) 





Pubblicato il 08 Luglio 2018
L'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai col proprio direttore principale al Pala De André
Conlon nel segno dell'America servizio di Attilia Tartagni

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese  Benjamin Britten e il boemo Antonín Dvořák, tutti in un certo modo legati agli Stati Uniti senza rinunciare alla propria tradizione europea. Sicuramente statunitense è il direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, James Conlon, che debuttò nel 1974 alla guida della filarmonica di New York e che, dopo essere stato sul podio delle maggiori orchestre americane ed europee, è oggi direttore musicale dell’Opera di Los Angeles e Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino attiva fin dal 1944. Muovendosi fra partiture che gli sono quanto mai congeniali, Conlon ha guidato la compagine torinese partendo da quel  concentrato di America multietnica in divenire che è l’energica Ouverture di Candide di Bernstein, qualificata opera alias commedia musicale alias musical, fonte di ispirazione il capolavoro dell’illuminismo “Candide” di Voltaire e dunque imparentata alla cultura europea. Poi l’Orchestra Sinfonica della Rai ha intonato il Cantus in memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt che è estone e in America sarebbe andato forse volentieri, ma non poté per l’ostracismo politico del suo paese di un tempo, l'ex Unione Sovietica. Il suo brano, breve e originale per concezione, rinuncia alla musica tonale giunta a un punto di non ritorno, aprendosi a una sorta di “minimalismo sacro” di ispirazione spirituale.
Benjamin Britten, che Pärt si rammarica di non avere incontrato, in America c’era andato davvero  per sfuggire la guerra imminente, ma senza mettere in discussione il proprio bagaglio culturale, come dimostra il brano Sinfonia da Requiem che egli compose ventisettenne nel 1939 in risposta a un bando emesso dal governo giapponese e manifesta intatta la sua sensibilità europea che non si apre agli influssi americani, condizione questo che lo fa sentire straniero negli U.S.A.

180708_Ra_01_OrchestraRai-JamesConlonfacebook_phZaniCasadio

Per finire, ecco il piatto forte della serata, la Sinfonia n.9 in Mi minore “Dal Nuovo Mondo” op. 95 di Antonín Dvořák, la composizione che omaggia tre anni di permanenza del compositore boemo alla direzione del Conservatorio Nazionale di New York a cui era stato chiamato nel 1892, un periodo breve ma sufficiente per lasciarvi un lascito culturale importante ma anche per acquisire profondamente l’essenza di un paese e generoso dove si mescolano tante diverse culture.
Il direttore Conlon, con estrema convinzione e gestualità appassionata, ha mostrato, valorizzandola ulteriormente, la straordinarietà di una composizione che, senza essere nostalgica, mantiene intatta la memoria del folclore boemo miscelandolo con l’impatto dei grandi spazi americani, delle sue praterie e degli apporti sonori degli spiritual e dei canti tribali. Dvořák, fra i grandi rappresentanti del romanticismo europeo,  non avrebbe mai potuto scrivere un brano simile restando in Europa, dunque quella di Conlon è stata una scelta azzeccata e significativa per chiudere il cerchio del discorso sulla musica americana. Nella Sinfonia dal Nuovo Mondo l’America è protagonista, ma Dvořák non ha rinunciato minimamente alla sua formazione, alla sua cultura, al suo stile, ha semplicemente reso omaggio al paese ospitante quasi fosse la sua seconda patria, come se ormai convivessero felicemente  in lui l’anima europea e quella americana: una composizione, dunque, oltre che straordinariamente bella e affascinante, emblematica che al pubblico ha regalato grandi emozioni, strappando applausi a non finire.

Crediti fotografici: Zani - Casadio  per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il direttore americano James Conlon





Pubblicato il 26 Giugno 2018
Xavier De Maistre e Lucero Tena in un insolito concerto cameristico a Ravenna Festival
Un'arpa per due nacchere servizio di Attilia Tartagni

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che essi possono dialogare magnificamente come se fossero nati per stare insieme. Certo l’occasione era eccezionale perché a governarli c’erano due fuoriclasse come Xavier De Maistre, musicista di fama internazionale sempre in cerca di nuove modalità espressive per l’arpa, e Lucero Tena, le cui mani dai quattro anni in poi (oggi ne conta ottanta) non si sono mai staccate dalle nacchere, uno strumento che la stella del flamenco ha fatto dialogare con le più importanti orchestre sinfoniche.  Indubbiamente l’arpa, agendo anche quale strumento solista, ha avuto lo spazio maggiore, tuttavia i momenti più eclatanti, quelli che hanno sorpreso per l’inedita sonorità,  sono stati quelli  condivisi con la Lucero Tena  grazie all’eccezionale maestria con cui questa musicista ha modulato la propria timbrica in piena sintonia con l’arpa, sfatando così il pregiudizio che vuole le nacchere necessariamente abbinate al movimento della danza e contravvenendo all’immagine popolare dello strumento.
Qui le nacchere si sono proposte come strumento classico, con pari dignità dell’arpa, con la prerogativa, casomai,  di accentuare il carattere spagnoleggiante dei brani.

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Mentre tutto si concentrava nei movimenti quasi impercettibili impressi dalla Lucero Tena alle nacchere. Ciò è avvenuto, per esempio in Asturias, Leyenda dalla Suite Espanola n.1 op.47, ma anche in brani di Mateo Pérez de Albéniz e di  Antonio Soler le cui musiche sono state proposte in duo mentre altri brani di Enrique Granados, Jesús Guridi , Francisco Tárrega e Manuel de Falla sono stati appannaggio dall’arpa solista.
I due musicisti, separati dal salto generazionale ma uniti da grande stima e autentico affetto, hanno conquistato applausi regalando al pubblico mai scontate performance dell’arpa e magiche evoluzioni delle nacchere. Tenerissimi gli abbracci fra i due nel prendere gli applausi, lui un ragazzone alto e robusto, lei uno scricciolo di musicalità innata dalla folta chioma ricciuta. Oltre a queste performance di grande impatto, a ricordare questo tour resta il compact-disc realizzato appositamente e intitolato Serenata Española uscito per Sony Classics.

Crediti fotografici: Luca Concas per Ravenna Festival 2018
Nella miniatura in alto: la bravissima Lucero Tena
Sotto: Lucero Tena con Xavier De Maistre (arpa)





Pubblicato il 10 Giugno 2018
Il direttore russo ha ottenuto un successo strepitoso nel suo concerto al Ravenna Festival
Valery Gergiev memorabile servizio di Attilia Tartagni

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone della grande tradizione russa, cultore del suo impeto e del suo pathos, era sul podio dell’Orchestra Mariinsky di cui è direttore musicale dal 1988 e direttore artistico e direttore generale dal 1996 (il podio in realtà non c’era e Gergiev era semplicemente in piedi fra i maestri assisi agli strumenti) ad anticipare la liquidità sonora manipolando l’aria, quasi a forgiare l’impalpabile materia con mani vibratili e colpi d’ala nell’astrazione fluidamente arabescata di Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Débussy ispirato all’omonimo poema di Stephane Mallarmé.
Poi lo scenario si è incupito, si è fatto misterioso e pressante o meglio, cone ci indica l’autore Modest Petrovič Musorgskij, Allegro giusto, nel modo russico; senza allegrezza, ma poco sostenuto” nella trascrizione di stampo europeo di Maurice Ravel, sciorinando in crescendo prima una tromba e gli ottoni, poi i legni e gli archi, e quindi tutti i fiati. Mussorgskij faceva parte del “Potente mucchietto” altrimenti detto “Gruppo dei cinque” che rivendicava l’indipendenza dal linguaggio sinfonico dell’Europa occidentale. Ironia della sorte, è proprio la trascrizione del francese Ravel, entrata stabilmente in repertorio, a essere utilizzata, quasi a testimoniare, se mai ve ne fosse bisogno che la Musica non ha confini di sorta. La “Promenade” è il tema conduttore con  sviluppo di dieci quadri, ognuno dalla spiccata originalità ispirata da una singola opera pittorica: un’idea forte dalle atmosfere irripetibili in una esecuzione fantastica, mai sentita prima così intensa, appassionata, omogenea, un unico suono terso uscente da una miriade di strumenti. Lo spirito della grande tradizione russa, il mondo dell’infanzia e della fiaba, il senso del grottesco e del macabro, l’epica della storia e delle scene popolari, accordate sulle note della “Promenade”, hanno avuto in Gergiev, osannato dal pubblico ravennate. la migliore consacrazione, un vero plebiscito di gradimento.

180610_Ra_01_ValeryGergiev_facebook_phMaurizioMontanari

Con le Danze sinfoniche op. 45 di Sergej Rachmaninov, Gergiev si è tuffato nel mai messo in discussione “attaccamento alla madre Russia” del compositore, ultima composizione creata in una sorta di protettiva placenta negli Stati Uniti raggiunti dopo la rivoluzione del 1917, fra arredi, suppellettili e rimandi alla cultura russa.
Ma poi è arrivata l’autentica ciliegina sulla torta di una serata eccezionale: la celebre sinfonia della Forza del destino di Giuseppe Verdi che un po’ russa  lo è, avendo l’opera debuttato a San Pietroburgo. Ed è stato di nuovo impeto e passione in quell’andare e venire fra bagliori di romanticismo e vortici di tragicità in una sinfonia che concentra la potenza dell’intera opera: altro che bis in risposta alle ovazioni del pubblico, è stato come se Gergiev avesse aperto e chiuso un capitolo alternativo, quello della estrema vicinanza dello spirito russo alla musica operistica italiana, il sentito tributo di un’orchestra fra le più antiche di Russia, attiva fin dal XVIII secolo  e del suo carismatico direttore,  in una serata, per l’appunto, memorabile.

Crediti fotografici: Alexander Shapunov e Maurizio Montanari per Ravenna Festival





Pubblicato il 05 Giugno 2018
Con l'Orchestra Giovanile Cherubini il direttore inglese ha inaugurato Ravenna Festival 2018
Wayne Marshall alla grande servizio di Attilia Tartagni

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda parte del concerto per la memoria collettiva a cui le colorite note di Bernstein e di Gershwin rimandano. La  danza è il tema conduttore del programma scelto dal direttore inglese Wayne Marshall, specialista dell’universo sonoro americano, ma anche organista e pianista, riconosciuto come uno dei più eclettici  ed estrosi della scena internazionale: gesti asciutti ed energici per scatenare il cataclisma di suoni in cui si specchia il dinamismo della vecchia America dei sobborghi operosi e multietnici metropolitani non meno del sogno di una Parigi filtrata dal giovane  Gershwin in trasferta. Si è rinnovato il virtuoso dialogo fra il maestro e l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” , già  diretta in numerose occasioni, l’ultima,  memorabile, nel 2012, nel duplice cimento che è raffronto, distanza e anche, imprevedibilmente, similitudine, fra l’europeo Maurice Ravel sensibile alle poliedriche sonorità americane e i due americani Bernstein e Gershwin in qualche modo incantati dalla grande classicità europea. Il primo brano eseguito era di Maurice Ravel che fu per entrambi - ma soprattutto per Gershwin - un punto di riferimento. Come è noto, è con lui che il giovane americano avrebbe voluto approfondire gli studi di composizione, ma il francese saggiamente rifiutò di prenderlo come allievo - è celebre la frase con cui lo congeda: “Perché volete diventare un Ravel di seconda mano, quando siete già un Gershwin di prim'ordine?”.

Si inizia con Alborada del gracioso, pagina della suite pianistica Miroirs, composta nel 1905 e trasposta in versione orchestrale nel 1918: un brano nervosamente cadenzato con una tessitura prodigiosa di suoni folclorici, e al tempo stesso astratti, di xilofono, arpe, timpani, percussioni, crotali e nacchere, evocativi di una Spagna ideale narrata dalla madre spagnola del compositore. Meno pregnante l’omaggio al classico Le tombeau de Couperin, terminato nel 1917, al ritorno da quella guerra che aveva segnato Ravel profondamente, ideato per pianoforte poi riscritto in versione orchestrale quale malinconica meditazione sulla morte. Ma  è  La valse, poema coreografico del 1920, omaggio amaro all’ormai perduta sempre  affascinante grandeur di Vienna e dell’intera civiltà che tale musica riassume, a conquistarci, con la lotta neanche tanto intestina fra la suadente malinconia del valzer e i clamori della guerra che in partitura si traducono in permanente conflitto.

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Il suono americano è semplicemente il nuovo mondo oltreoceano, privo della cerebralità europea e del suo ingombrante carico di passato: Three Dance Episodes from “On the Town” dello straordinario musicista (direttore, pianista, compositore) di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita, Leonard Bernstein, contempla in tre movimenti le disavventure dei tre marinai in licenza a Manhattan, che con un successo straordinario, debuttò nel febbraio del 1944 al Teatro Adelphi di New York - per diventare qualche anno dopo un film di successo con Gene Kelly, Frank Sinatra, Jules Munshin - tre episodi di un mix inconfondibilmente americano  di linguaggi sinfonico, pop e jazz.
Nel 1928, a Parigi, George Gershwin compose An American in Paris, musica-programma di una promenade attraverso la ville lumière, gli Champs Elysées, il Quartiere latino, fino a rimpiangere la patria e insieme esaltare la vita parigina. Eseguito per la prima volta alla fine dello stesso anno alla Carnegie Hall di New York, diretto da Walter Damrosch, che l’aveva commissionato, divenne poi un fortunato film di Vincente Minelli. Incantevole questa ridda di colorite impressioni sonore che inesorabilmente si tramutano in immagini che fanno sognare. Poi apri gli occhi e hai davanti la sterminata Orchestra Cherbini con il suo nutrito avamposto di archi, ma in questo concerto altri strumenti, dalle percussioni ai fiati, hanno avuto momenti di protagonismo di cui ha dato atto, puntualmente e con generosità, l’applauditissimo Marshall che ha dimostrato ottima sintonia con la compagine giovanile. Ultima considerazione: a quasi cent’anni questa musica americana non ha perso mordente né appeal,  sempre giovane, colorita, incalzante, col fascino di un mondo che fa sognare, sempre più prossimo e condiviso.

Crediti fotografici: Charles Best e Maurizio Montanari per Ravenna Festival
Nella miniatura in alto e sotto: il direttore Wayne Marshall





Pubblicato il 20 Maggio 2018
Grande affluenza di pubblico per il concerto che ha chiuso la stagione di Ferrara Musica
Pappano e la Eberle con dovizia servizio di Athos Tromboni

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere una grande virtuosa, ha anche quel piglio e quel carattere che piace a chi nella figura di un artista cerca non solo l’abilità ma anche il tratto indomabile, il profilo umano, le convinzioni profonde, le scelte avventate.
Antonio Pappano, direttore musicale dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, se l’era scelta come violinista residente un anno fa; e nella capitale la Batiashvili ha confermato la felice intuizione del direttore italo-inglese. Una personalità forte, non solo perché fece il gesto clamoroso di suonare un bis (il Requiem per l’Ucraina) durante un concerto diretto dal maestro russo Velery Gergiev (amico personale di Putin) cogliendo tutti, direttore compreso, di sorpresa. Ma anche perché sotto la scorza della professionista c’è la sensibilità della donna solidale e umana: «Noi dobbiamo usare il nostro talento e il nostro potere nella musica per cercare di sanare conflitti, o per mettere insieme la gente che vive in guerra» ha dichiarato in una recente intervista. Ma ha dovuto dare forfait per una improvvisa indisposizione. Niente tour con la Chamber Orchestra of Europe e Pappano, dunque, né a Ferrara, né in altre città.
180520_Fe_01_Coe-VeronicaEberleÈ stata sostituita dalla tedesca Veronika Eberle, di dieci anni più giovane, virtuosa del violino pure lei, ma con curriculum (e incisioni discografiche) un po’ più “spolpo” (anche se c’è tempo per “rimpolpare” perché la tedesca ha solo 28 anni).
La sostituzione era stata annunciata per tempo, nessuna sorpresa dunque per il pubblico all’ingresso in sala; un pubblico che ha gremito in ogni ordine di posti il Teatro Abbado.
Confermato il programma, sempre la Chamber Orchestra of Europe in pedana, Antonio Pappano sul podio, impaginato che prevedeva musiche di György Ligeti (Concert Romànesc, anno 1951), e Johannes Brahms (Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op.77; e la bella ma rara Serenata n.1 per orchestra op.11).
Proprio quello di Ligeti è stato il brano più originale e diremmo anche il più bello della serata: non solo per il proprio sapore novecentesco, ma perché ha mostrato due verità, una consequenziale all’altra: che la Chamber Orchestra of Europe è formazione eccellente perché eccellenti sono i musicisti che la compongono (e vogliamo citare su tutti - ce ne scuserà il primo violino Mr. Steven Copes - il bravo cornista Steve Stirling che ha dominato i timbri del suo strumento proprio in Ligeti e ha dominato la ben più nutrita sezione dei corni in Brahms); e la seconda verità è che Pappano si conferma degno erede di Claudio Abbado nel ricercare ed isolare colloqui strumentali, timbri cristallini, rubati orchestrali, quindi nel vivisezionare la partitura alla ricerca di sonorità che siano inconfondibilmente attuali e non ottocentesche, cercando il colore, la “voce” della partitura al di là  del fascino suggestivo cha suscita la melodia, oltre il cantabile, oltre la possanza, dentro la sincronia perfetta. E tutto questo distanziandosi da quel Claudio Abbado che i ferraresi ben conoscono, perché Pappano ottiene con l’irruenza ciò che l’altro otteneva con il gesto misurato e nanometrico; e  sempre Pappano scalda l’orchestra con una gestualità perentoria, soprattutto del braccio sinistro e della bacchetta mossa come un fioretto; mentre l’altro faceva ragionare l’orchestra, con il ditino indice della mano sinistra o il palmo della stessa mano a imprimere crescendi e diminuendi, passaggi dei temi da sezione a sezione, fortissimi e smorzamenti possenti e morbidi; e la bacchetta sempre verticale, alta, magicamente protesa al cielo. La magnificenza è che, partendo da due stili in un certo senso opposti, il risultato è lo stesso: una lettura analitica e trasparente che racconta la partitura anziché limitarsi ad eseguirla.
Pappano ha dimostrato tutto quello che abbiamo raccontato di lui in questa cronaca non solo nel Concert Romànesc di Ligeti (bella forza! si dirà, è musica del Novecento che privilegia i timbri rispetto alla melodia), ma anche nella Serenata n.1 di Brahms dove la pregnanza stilistica del direttore ha cesellato, come fossero delle commozioni, un Trio: poco più moto e un Adagio non troppo (i movimenti lenti centrali sella composizione) veramente da manuale.
E ha infiorato di frizzante energia la sinfonia della Scala di seta di Gioachino Rossini concessa come bis al termine del concerto, giusto per non smentire la personale predisposizione a combinare ottimamente splendidi timbri anche dove questi non abbiano la prevalenza espressiva rispetto al mèlos.
Resta da dire di Veronika Eberle: ha affrontato il Concerto in Re maggiore di Brahms con molta sicurezza ed altrettanta dovizia: esuberante, precisa, umorale, ha dimostrato grande personalità. E il suo violino settecentesco (uno Stradivari Dragonetti del 1700) non le ha impedito di far rivaleggiare il suono “pensato” per l’età barocca e classica con l’imponenza del suono tardo romantico. Una bella fusione fra orchestra e strumento solista, complice Pappano che ha lasciato il polso dell’esecuzione alla Eberle accompagnando la solista con la precisione necessaria a fare da guida per gli attacchi e i responsori della violinista nel confronto con l’orchestra. Citiamo anche per questo Concerto op.77 uno strumentista, il primo oboe Kai Frömbgen, perché è stato eccellente nell’incipit melodioso dell’Adagio dove il suo strumento detta il tema d’amore al violino e non viceversa.

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La Eberle sembra possedere umori mediterranei, più che tedeschi: ha veemenza calorosa nei fortissimi, passione trascinante anziché fredda padronanza dei temi, senza nulla togliere né alla precisione, né alla pulizia di suono. Ci è piaciuto molto anche quel suo modo di fare, che denota un coinvolgimento… mediterraneo nell’approccio all’interpretazione: quando deve fare una cavata potente e imperiosa, batte a terra il tacco del piede destro, un “clop” istantaneo e a tempo che esalta la partenza, il lancio del fortissimo; quando invece muove l’arco sulle note nere, velocissime, ritmate, il ritmo le entra nella punta del piede sinistro che istintivamente è portato a sfiorare il pavimento con un tocco, quasi un fremito, veloce e delicato.
Ha eseguito molto bene il pezzo brahmsiano e ha incantato tutto il pubblico dentro un silenzio attento e assorto eseguendo la cadenza del primo movimento (che è stata scritta non da Brahms, ma da Joachim, il violinista intestatario del Concerto op.77) benissimo.
Tripudio di applausi anche per lei, e concessione del bis non annuciato: a beneficio dei nostri lettori precisiamo che si è trattato di un breve estratto dal secondo movimento della Sonata per violino di Sergej Prokofiev. (Ferrara, 17 maggio 2018)

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: il direttore Antonio Pappano
Al centro: la violinista Veronika Eberle






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Parliamone
Gatti e l'onda lunga
intervento di Athos Tromboni FREE

180802_00_Parliamone_DanieleGattiFERRARA - Dallo Studio Avvocato Chiusano di Torino riceviamo e pubblichiamo:
""" Oggetto: dichiarazione del Maestro Daniele Gatti - Con riferimento all'iniziativa assunta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale della Royal Concertgebouw Orchestra Amsterdam di cessare il rapporto di collaborazione con il Maestro Daniele Gatti, quest'ultimo, mio tramite, tiene a far sapere agli organi di stampa che è esterrefatto e respinge fortemente qualsiasi tipo di accusa. Il Maestro ha dato mandato ai suoi legali di tutelare la propria reputazione e di intraprendere eventuali azioni qualora tale campagna diffamatoria nei suoi confronti dovesse proseguire. Distinti saluti. Firmato: avv. Borbon """
Che è successo? La notizia ha fatto il giro del mondo ieri sera, diramata in Italia anche dai telegiornali delle emittenti nazionali e della Rai: Daniele Gatti è stato licenziato
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Vocale
Mefistofele sotto la luna rossa
servizio di Attilia Tartagni FREE

180809_VillaRamona_00_FrancescoElleroDArtegna_phCarloMorgagniVILLA RAMONA (RA) - Grande successo per “Ricordando Arrigo Boito” il 27 luglio 2018 a Villa Ramona di San Pietro in Trento, location prestigiosa della provincia ravennate che accoglie ogni estate un concerto lirico organizzata dall’Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna, dall’Associazione culturale Villa Ramona e dal
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180806_Ra_00_Academy_MutiRiccardoRAVENNA - Il 2018 per Riccardo Muti è stato decisamente l’anno del Macbeth di Giuseppe Verdi. Dopo l’opera in forma di concerto con  il Maggio Musicale Fiorentino a Firenze e al Ravenna Festival, essa è stata materia di studio per l’alta formazione in direzione d’orchestra e in accompagnamento pianistico dei cantanti nella 4°
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Se Saccon suona in in a-solo
servizio di Gianluca La Villa FREE

180802_Levanto_00_SacconChristianJosephLEVANTO - Doveva trattarsi di un concerto revival del celebre esordio di Jascha Heifetz il 27 ottobre 1917 in Carnegie Hall, nella triade storica pensata dal Comitato per i Grandi Maestri,e che già vide nel Ridotto del Teatro di Ferrara, con il duo Christina Joseph Saccon-Luigi Di Ilio, i revivals di famosi concerti di Ferenc de Vecsey e Vasa Prihoda.
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Opera dal Nord-Est
Turandot, Aida, Nabucco di fine luglio
servizio di Simone Tomei FREE

180801_Vr_00_ArenaFineLuglio_Nabucco_RebekaLokar_phEnneviVERONA - L'incipit del Canto notturno di un pastore errante per l'Asia di Giacomo Leopardi ben si attaglia alle ultime tre sere del mese di luglio vissute dal sottoscritto in Arena a Verona; esse infatti sono state scandite proprio da un denominatore comune: la Luna. È stata proprio lei, la Luna, la protagonista sovra la Musica che ci ha accompagnato al suo
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Eventi
Il Maggio Fiorentino presenta il biennio
redatto da Athos Tromboni FREE

180731_Fi_00_IlMaggioFiorentinoPresentaIlBiennio_CristianoChiarotFIRENZE - Questi i contenuti della conferenza stampa di presentazione del "biennio fiorentino": saranno - i prossimi - due anni di intensa programmazione, con 34  titoli di lirica di cui 15 nuovi allestimenti,  balletti e 30 concerti sinfonici per un totale di 179 serate (143 di lirica, 6 di balletto e 30 di sinfonica). Il Maggio Musicale Fiorentino
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Personaggi
Musica in memoria di Raoul Gardini
servizio di Attilia Tartagni FREE

180725_Ra_00_ConcertoInMemoriaRaoulGardini_RiccardoMuti_RaoulGardiniRAVENNA - Lunedì 23 luglio 2018, Sant'Apollinare, patrono di Ravenna, resterà nel ricordo dei ravennati come la giornata dedicata alla memoria dell’imprenditore Raul Gardini scomparso venticinque anni fa. Egli è stato ricordato, per volontà della famiglia e della relativa Fondazione, con una Messa e commemorato con un grande evento musicale
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Opera dal Centro-Sud
Traviata degli specchi d'attualitā
servizio di Simone Tomei FREE

180723_Mc_00_LaTraviata_SalomeJicia_phAlfredoTabocchiniMACERATA - Ho volutamente aspettato qualche giorno per parlare della mia ultima avventura maceratese che mi ha visto partecipe dell'allestimento di La traviata di Giuseppe Verdi ad opera del regista Henning Brockhaus con le scenografie di Josef Svoboda; ebbene sì la mitica ed unica "Traviata degli specchi"; per me era
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Opera dal Centro-Sud
Fresco e tonico Elisir d'amore
servizio di Simone Tomei FREE

180722_Mc_00_ElisirDAmore_DamianoMichielettoMACERATA - Se la prima serata del Macerata Opera Festival ha visto il "sacrifizio" della Musica a pro della regia, con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti del 21 luglio 2018 si è invece celebrata musicalmente l'assoluta fedeltà alla filologia e alla riscoperta di pagine ormai cadute nell'oblio dei tagli di tradizione; è così che sotto le mani dell’eclettico M°
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Jazz Pop Rock Etno
Byrne d'oggi oltre i Talking Heads
servizio di Attilia Tartagni FREE

180720_Ra_00_DavidByrne_phZani-CasadioRAVENNA - Un concerto-evento “American Utopia Tour” di David Byrne il 19 luglio 2018 al Pala De André, sold-out in ogni ordine di posti, con pubblico in fibrillazione e altissima percentuale giovanile nonostante il cantante-produttore-fotografo-regista-autore-musicista raffinato e poliedrico con propensione all’arte visuale, già assegnatario
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Classica
Ricci, Hedenborg, Muti tre grandi
servizio di Attilia Tartagni FREE

180719_Ra_00_ConcertoPerRuggieroRicci_WilfriedHedenborgRAVENNA - Si è consumato il 18 luglio al Teatro Alighieri nell’entusiasmo generale l’ultimo apporto del M° Riccardo Muti al Ravenna Festival 2018, dopo il concerto ponte d’amicizia fra Kiev e Ravenna e il Macbeth di Giuseppe Verdi in forma di concerto, sul palco l’Orchestra Giovanile Cherubini brillantemente reduce da svariati concerti sinfonici con direttori
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Soci Uncalm
Premio Cappelli 2018 al Comunale di Bologna
servizio di Athos Tromboni FREE

180716_Rocca_00_PremioCappelli2018_FulvioMacciardi_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) - E fu così che il Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2018 venne attribuito dall'omonima Associazione di Rocca San Casciano, al... Teatro Comunale di Bologna. Non è una novità che il Premio Cappelli venga attribuito a una istituzione, anziché a una personalità del mondo della musica e de
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Vocale
Macbeth cronaca del sublime
sevizio di Attilia Tartagni FREE

180716_Ra_00_Macbeth_RiccardoZanellato_phSilviaLelliRAVENNA - Pubblico delle grandi occasioni al Pala De Andrè il 15 luglio 2018 per il Macbeth in forma di concerto reduce dai successi fiorentini, l’opera che Giuseppe Verdi compose su versi di Francesco Maria Piave nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze in soli due mesi, mentre stava lavorando a I masnadieri  e su cui rimise le mani nel
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Jazz Pop Rock Etno
Bollani Que Bom
servizio di Attilia Tartagni FREE

180715_Ra_00_StefanoBollani-QueBomRAVENNA - Duemilatrecento persone al Pala De André il 13 luglio 2018 per Stefano Bollani e la band con cui porta in giro lo spettacolo tratto dall’ultima incisione Que Bom realizzata in collaborazione con importanti musicisti brasiliani, la seconda, dopo “Carioca” del 2005, dedicata all’amatissima musica brasiliana. I musicisti tardano
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Opera dal Centro-Nord
Grande Macbeth anche in concerto
servizio di Simone Tomei FREE

180714_Fi_00_Macbeth_RiccardoMuti_PietroPaoliniTerraprojectContrastoFIRENZE - «Il bello della musica è che tu non puoi toccarla, mentre lei può toccarti dove sa che la sentirai di più»... mi piace iniziare il mio intervento con questa frase perché penso che possa esprimere appieno l’essenza della serata fiorentina che ho vissuto lo scorso 13 luglio 2018 in occasione della chiusura dell’81.mo Maggio Musicale
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Pagina Aperta
Arte della fuga secondo Dantone
servizio di Edoardo Farina FREE

180712_Ra_00_AccademiaBizantinaOttavioDantoneRAVENNA - L’edizione 2018 di Ravenna Festival per quanto concerne la musica classica si è avviata alla  chiusura di cartellone presentando nella serata del 10 luglio un impegnativo concerto dove era protagonista l'Accademia Bizantina, ensemble barocco fondatosi a Ravenna nel 1983 avente l’intenzione di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
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Echi dal Territorio
Nabucco in Castello... no in teatro
servizio di Athos Tromboni FREE

180712_Fe_00_Nabucco_OstiMariaCristina_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Doveva essere "Lirica in Castello" come negli anni precedenti, invece l'incertezza della stagione di queste settimane che alterna giorni di pioggia a giorni di sole e calura, ha indotto gli organizzatori a spostare il Nabucco di Giuseppe Verdi sul palcoscenico del Teatro Comunale Abbado. E così anziché la suggestiva cornice del cortile
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Opera dal Nord-Est
Aida un po' meno sold-out
servizio di Simone Tomei FREE

180710_Vr_00_Aida_JordiBernacer_FotoEnneviVERONA - Il mio lungo fine settimana veronese si è concluso domenica 8 luglio 2018 con la terza rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi nell’ormai consolidato allestimento di Franco Zeffirelli che si avvale della costumista Anna Anni ed è impreziosito dalle eccellenti coreografie di Vladimir Vasiliev ottimamente interpretate dai
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Classica
Conlon nel segno dell'America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180708_Ra_00_OrchestraRai-JamesConlon_phZaniCasadioRAVENNA - Ancora un concerto “nelle vene dell’America” è risuonato il 7 luglio 2018 al Pala De Andrè, accostando quattro compositori che potremmo definire “diversamente americani”: il primo, Leonard Bernstein, americano davvero ma attento come pochi alla grande tradizione europea; e gli altri sono l’estone Arvo Pärt, l’inglese 
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Opera dal Nord-Est
Nabucco di Bernard un anno dopo...
servizio di Simone Tomei FREE

180708_Vr_00_Nabucco_ArmatuvshinEnkhbat_FotoEnneviVERONA - Siamo alla quarta “prima” di questo 96° Festival areniano ed è la sera dei sabato 7 luglio 2018: «… Decisamente bello, decisamente affascinante, decisamente cinematografico, ma abbastanza lontano dall’idea che il libretto voleva narrare; se l’occhio rimane appagato appieno da un palcoscenico affollato e vivace di comparse, artisti del coro e
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Opera dal Nord-Est
Turandot e Carmen i secondi cast...
servizio di Simone Tomei FREE

180707_Vr_00_Carmen_FrancescoIvanCiampa_FotoEnneviVERONA - Ho iniziato le mie incursioni areniane per seguire l'alternarsi dei diversi cast nel 96° Opera Festival 2018 ed in questo mio primo viaggio vorrei parlare di due serate contigue in cui sono andate in scena l'ultimo componimento pucciniano, Turandot, e l'opera-comique di George Bizet, Carmen. Ne parlerò in un unico articolo perchè mi preme
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Nuove Musiche
Alla scoperta di Valentin Silvestrov
servizio di Attilia Tartagni FREE

180705_Ra_00_SilvestrovValentin_phSilviaLelliRAVENNA - Al termine della serata del 4 luglio 2018 a Sant’Apollinare in Classe interamente dedicata ai musicisti di Kiev  (strumentisti e coro dell’Orchestra Nazionale dell’Ucraina diretti da Mykola Diadiura e con la partecipazione del soprano Kseniia Bakhritdinova) due considerazioni emergono con forza: la prima è che il Ravenna Festival assolve
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Vocale
Nabucco, Muti, Malchovich che empatia
servizio di Attilia Tartagni FREE

180704_Ra_00_JohnMalchovich_phSilviaLelliRAVENNA - Pala De André stracolmo e palcoscenico altrettanto gremito dei musicisti miscelati insieme dell’Orchestra Giovanile Cherubini e dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Ucraina e, fra due ali di bandiere colorate, il Coro dell’Opera Nazionale dell’Ucraina diretto da Bogdan Plish, uomini in abito scuro, donne in sfavillanti abiti bianchi
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Libri in Redazione
L'Opera da Rossini a ... Ronconi
recensione di Attilia Tartagni FREE

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella
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Pagina Aperta
Requiem in memoria di Battistini
servizio di Edoardo Farina FREE

180702_Cesena_00_RequiemDiMozart_GiovanniBattistiniCESENA - Preceduta dalla consueta conferenza stampa alla presenza dei giornalisti delle testate locali Claudia Rocchi, Piero Pasini e Mariaelena Forti, patrocinata dall’Associazione “La Pomme” al di fuori della stagione concertistica del Teatro “Alessandro Bonci”, presso la chiesa di San Pietro Apostolo, sabato 30 giugno 2018 a Cesena è stata
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Opera dal Nord-Est
Una bella Turandot
servizio di Athos Tromboni FREE

180701_Vr_00_Turandot_DanielOren_FotoEnneviVERONA - Anfiteatro con il tutto esaurito anche per la Turandot di Giacomo Puccini, terzo titolo del Festival estivo 2018. L’allestimento era quello già conosciuto ed eseguito nel 2014, regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi di Emi Wada. E sul podio il maestro Daniel Oren. Come dire, il massimo della tradizione areniana per uno spettacolo
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Eventi
La nuova stagione del Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180628_Lu_00_Stagione2018-2019_TarabellaAldoLUCCA - Mercoledì 27 giugno 2018 nel Ridotto del Teatro del Giglio è stata presentata la Stagione 2018-2019. Erano presenti: Alessandro Tambellini (Sindaco Comune di Lucca); Stefano Ragghianti (Assessore alla Cultura Comune di Lucca), Giovanni Del Carlo, Aldo Tarabella e Manrico Ferrucci (rispettivamente Amministratore
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Pianoforte
David Fray e il suo latu-sensu
servizio di Athos Tromboni FREE

180627_Ra_00_OrchestraCherubiniDavidFray_phSilviaLelliRAVENNA - Teatro Alighieri gremito per il concerto pianistico con musiche di Johann Sebastian Bach e Wolfgang Amadeus Mozart: alla tastiera e contemporanea direzione d'orchestra c'era il francese David Fray; e ad ospitarlo c'era l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in una formazione più che cameristica, visti i raddoppi delle sezioni degli archi
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Classica
Un'arpa per due nacchere
servizio di Attilia Tartagni FREE

180625_Ra_00_LuceroTena_ph_LucaConcasRAVENNA - Un incontro inedito fra strumenti e generazioni: Xavier De Maistre e Lucero Tena. Si possono immaginare due strumenti musicali più diversi e distanti dell’aristocratica arpa e delle popolari nacchere? Ebbene, il concerto di lunedì 25 luglio 2018, spostato dalla Biblioteca Classense al Teatro Alighieri per il maltempo, ha dimostrato che
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Soci Uncalm
Il Caruso a Maria Chiara
FREE

180625_LastraASigna_00_PremioCaruso_MariaChiaraLASTRA A SIGNA (FI) - Domenica 24 giugno 2018 nello splendido scenario di Villa Caruso/Bellosguardo sulle colline di Lastra a Signa, si è svolta la cerimonia di consegna del “Premio Caruso”, conferito tutti gli anni a partire dal 1979 ai grandi interpreti della lirica; il 24 giugno scorso il Premio è stato conferito al soprano Maria Chiara. Ha
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Opera dal Nord-Est
Aida un trionfo annunciato
servizio di Simone Tomei FREE

180624_Vr_00_Aida_JordiBernacerVERONA - Non è bastata la prima sera del 96° Festival areniano ad infiammare gli animi e le emozioni, ma a quanto pare ha solo fatto ardere penne e calamai che si sono letteralmente infuocati di stupore misto a delusione per l’apertura musicalmente e scenicamente piatta del quasi centenario evento veronese; anche su questa testata
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Opera dal Nord-Est
Carmen poco convincente
servizio di Athos Tromboni FREE

180623_Vr_00_Carmen_HugoDeAnaVERONA - Piatto, piatto, piatto. La Carmen di Bizet che ha inaugurato la stagione dell’Arena di Verona si è manifestato come spettacolo piatto. Scene e abiti scontavano una sorta di tono-su-tono vagamente grigioverde, le luci erano in sintonia con l’appiattimento del contrasto cromatico voluto dal regista Hugo De Ana (autore anche
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Opera dalle Isole
L'Elisir d'amore trasferito al circo
servizio di Salvatore Aiello FREE

180621_Pa_00_ElisirDAmore_AlessandroDAgostini.jpegPALERMO - Dalla biografia di Emilia Branca apprendiamo che suo marito, Felice Romani, compose il libretto dell’Elisr d’amore in pochi giorni. Gaetano Donizetti si mostrò disponibile alla richiesta di Lanari impresario del milanese Teatro Cannobiana, e il compositore così scrisse al poeta Romani: “Mi sono obbligato a mettere in musica un poema
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Opera dal Centro-Nord
Appunti su Il Prigioniero
servizio di Simone Tomei FREE

180620_Fi_00_IlPrigioniero_MichaelBoderFIRENZE - Nel cartellone dell'ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria
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Pianoforte
Russel Davies & Arciuli č proprio America
servizio di Attilia Tartagni FREE

180618_Ra_00_DennisRussellDaviesRAVENNA - Il concerto di sabato 16 giugno 2018 al Palazzo Mauro de André ha riportato il pubblico  “Nelle vene dell’America”, tema portante del Ravenna Festival 2018, traghettato dal direttore di origine statunitense Dennis Russell Davies sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. Il maestro è stato il perno dell’operazione in virtù della
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Eventi
Un festival #verdesperanza
redatto da Athos Tromboni FREE

180616_Mc_00_MacerataOpera_MarioCucinella_phLucaMariaCastelliMACERATA - Il programma del Macerata Opera Festival 2018 costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma infonde al festival una nuova personalità e nuove idee per una manifestazione intern
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Opera dal Nord-Est
Felice esito dell' Inganno felice
servizio di Simone Tomei FREE

180612_Vi_00_IngannoFelice_RigonGiovanniBattista_phLuigiDeFrenzaVICENZA - Nella città veneta ha preso vita anche quest’anno il Festival Settimane Musicali al Teatro Olimpico che con 27 anni di storia, è una delle realtà di produzione più longeve della città e tra le più prestigiose della Regione, e dell'intera nazione. È il primo festival ad aver proposto l’opera lirica, prodotta appositamente per il Teatro Olimpico. Per
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Opera dalle Isole
Rapsodia e Cavalleria che dittico!
servizio di Salvatore Aiello FREE

180611_Pa_00_RapsodiaSatanicaCavalleriaRusticana_FabrizioMaria Carminati_phRosellinaGarboPALERMO - E’ andato in scena per la Stagione di Opera e Balletti a Palermo un interessante dittico  di Pietro Mascagni: Rapsodia Satanica e Cavalleria Rusticana. Rapsodia Satanica è una colonna sonora dell’omonimo film muto sincronizzata perfettamente con le scene frutto di un lavoro faticoso che il livornese definì «lungo, improbo e difficilis
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Classica
Valery Gergiev memorabile
servizio di Attilia Tartagni FREE

180610_Ra_00_ValeryGergiev_phAlexanderShapunovRAVENNA - Cosa fa di un concerto un evento memorabile? Quello di venerdì 8 giugno 2018 al Pala De André lo è stato per via della resa orchestrale virtuosa nella perfetta compenetrazione fra la compagine e il suo direttore, un sodalizio palese e percepibile. Beniamino del pubblico ravennate,  Valery Gergiev, direttore esemplare e testimone
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Ballo and Bello
Danza 2018/19 conferme e novitā
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Fe_00_StagioneDanza_SaburoTeshigawaraFERRARA - È stata presentata venerdì 8 giugno 2018 la stagione di Danza 2018/2019 del Teatr0 Comunale Claudio Abbado: ad illustrare il cartellone erano il direttore del teatro, Marino Pedroni, il consulente per la danza, Gisberto Morselli, e la ballerina e coreografa Francesca Pennini, fondatrice  del CollettivO CineticO, da un decennio
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Operetta and Musical
Kiss me Kate restaurato
servizio di Athos Tromboni FREE

180608_Ra_00_KissMeKate_StephanieCorley_phTristamKentonRAVENNA - Chi, esperto o anche solo semplice amatore di teatro musicale, si sarebbe lasciato sfuggire Kiss me, Kate (il musical di Cole Porter) presentato in prima nazionale al Ravenna Festival 2018? Nessuno, che fosse o abitasse a poche decine di chilometri dalla città degli esarchi. Infatti la sera del "debutto" nel Teatro Alighieri, il
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Classica
Wayne Marshall alla grande
servizio di Attilia Tartagni FREE

180605_Ra_00_WayneMarshall_phCharlesBestRAVENNA - Apertura mozzafiato del Ravenna Festival 2018 lunedì 4 luglio al Pala De André con immersione nelle “Vene dell’America” nelle atmosfere e nei territori in cui germogliarono sogni condivisi da generazioni in tutto il mondo, aspirazioni di giustizia, di libertà e di felicità veicolati con parole e musica tramite i media. Ed è proprio il cinema a emergere prepotentemente nella seconda
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Echi dal Territorio
Se la Minarelli canta e presenta...
FREE

180603_Bo_00_CircoloLirico_RicciFrancescoBOLOGNA – Pomeriggio di classe, commozione e allegria al Circolo Lirico Bolognese presieduto da Arnaldo Bergamini: la bella sala dell’Oratorio San Rocco di Via Calari 2/4 ha ospitato un concerto d’opera dove protagonisti sono stati il mezzosoprano Monica Minarelli, il soprano Antonella Orefice, il tenore Maurizio Saltarin e il basso Davide Ruperti
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Opera dal Centro-Nord
Battaglia di Legnano applauditissima
servizio di Simone Tomei FREE

180602_Fi_00_BattagliaDiLegnano_RenatoPalumboFIRENZE - L'ottantunesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino è nel pieno del suo svolgimento e proprio in questo ultimo dì di maggio ha avuto luogo la rappresentazione conclusiva di La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi, un componimento che non si ode spesso e che si usa collocare tra le "opere minori" del Cigno di Busseto. Musical
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Eventi
Chiostri e Vespri al via
servizio di Attilia Tartagni FREE

180529_Ra_00_PaoloBaioniRAVENNA - Sono due i luoghi ravennati più frequentati da turisti e visitatori: la zona del Silenzio dedicata a Dante Alighieri in cui, fra  la Chiesa di San Francesco e i Chiostri Francescani, sono conservati i resti del Divino Poeta e la Basilica di San Vitale, prediletto fra gli  otto monumenti Unesco ravennati. Lo staff del Ravenna Festival per il terzo anno
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Echi dal Territorio
Bel concerto del Comitato Mascagnano
servizio di Attilia Tartagni FREE

180528_Bagnara_00_EnricoZuccaBAGNARA (RA) - Un pomeriggio di appassionante belcanto  quello organizzato domenica 27 maggio 2018 all’Auditorium dal Comitato Mascagnano con il patrocinio del Comune di Bagnara di Romagna: sul palco sono saliti il tenore ucraino  Denis Pivnitiskyi, il baritono coreano Matteo Jin, il soprano Monica Bozzo e il mezzosoprano Elena
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Opera dal Nord-Est
Divertente l'Italiana fatta da Vizioli
servizio di Rossana Poletti FREE

180527_Ts_00_LItalianaInAlgeri_GeorgePetrouTRIESTE - In scena al Teatro Verdi L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini sfodera tutte le sue migliori qualità buffe. Le scene e i costumi sono segno di un’invenzione, comica, infantile, fiabesca. Tratti e disegni che sembrano fatti da bambini su quinte e fondali, piume, cappelli svolazzi e tanto colore su tutto e tutti, così si presenta al
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Opera dal Nord-Est
Salome dei triangoli relazionali
servizio di Simone Tomei FREE

180522_Vr_00_Salome_0_FotoEnneviVERONA - Il 20 maggio 2018 con la rappresentazione di Salome di Richard Strauss si è chiusa nel Teatro Filarmonico la stagione invernale della Fondazione Arena di Verona, in attesa del Festival estivo che avrà il suo primo appuntamento venerdì 22 giugno prossimo nell'Anfiteatro scaligero. Non mi accingerò ad analizzare quest'opera
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Libri in Redazione
Storia di un grande del teatro
recensione di Athos Tromboni FREE

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
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Vocale
Pétite Messe Solennelle commovente
servizio di Simone Tomei FREE

180521_Vr_00_PetiteMesseSolennelle_VitoLombardiVERONA - Siamo a Passy e correva l’anno 1863; dopo aver finito di comporre il suo ultimo "péché de veillesse" La Pétite Messe Solennelle, così il Gioachino Rossini infiorettava lo spartito musicale: «Bon Dieu - La voilà terminée cette pauvre petite Messe. Est-ce bien de la musique Sacrée que je viens de faire ou bien de la Sacrée Musique? J’etais né pour
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Soci Uncalm
Trapani-Cellini un Duo Estense
FREE

180521_Fe_00_CelliniRinaFERRARA - La stagione concertistica del Circolo Culturale "Girolamo Frescobaldi" alla Sala della musica nel plesso rinascimentale del chiostro di San Paolo ha ospitato domenica 20 maggio 2018 una formazione cameristica di recente costituzione, il "Duo Estense", composto dalla flautista Laura Trapani e dalla pianista Rina Cellini: due artiste
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Classica
Pappano e la Eberle con dovizia
servizio di Athos Tromboni FREE

180520_Fe_00_Coe-AntonioPappanoFERRARA - E così, per riascoltare nel Teatro Comunale Claudio Abbado la violinista georgiana Lisa Batiashvili bisognerà aspettare un’altra stagione di Ferrara Musica: non la prossima, ma ci auguriamo una delle successive, perché è una promessa che va mantenuta. I ferraresi se l’aspettano. E lo meritano. Sì, perché questa artista, oltre ad essere
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Pianoforte
Nadia Fanzaga ricama Liszt
FREE

180519_Fe_00_FanzagaNadiaFERRARA - Una notevole affluenza di pubblico ha onorato oggi pomeriggio il recital della pianista ferrarese Nadia Fanzaga, impegnata nella Sala della musica di via Boccaleone 19 per la rassegna di concerti del Circolo Culturale Amici della Musica "Girolamo Frescobaldi". La Fanzaga aveva dato un titolo esplicativo al proprio programma musicale
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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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