Diari dei Cronisti

Diario di Athos Tromboni

Il 31 marzo 1990 Claudio Abbado portō i Berliner Philharmoniker a Ferrara e fu un evento storico

30 anni e non li dimostra

di Athos Tromboni

Pubblicato il 31 Marzo 2020

200331_Diario_00_30AnniENonLiDimostra_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Io c'ero. È così che si dice per solennizzare un momento storico? Per nobilitare sé stessi di fronte ad un avvenimento storico? Per vanità che affiora e mette in primo  piano l'io narrante nel contesto di un appuntamento storico? Sì, è così che si dice. Perché non c'è modo migliore di dirlo. Ebbene sì, io c'ero!                               
Certo, il ritorno in Italia, a Ferrara, dei Berliner Philharmoniker è stato, per il mondo della musica "forte" o "classica" che dir si voglia, un fatto storico. La famosa orchestra tedesca, la più importante del mondo, in perenne competizione artistica con i Wiener Philharmoniker per il primato della "migliore", avendo scelto Ferrara anziché i palcoscenici della Scala, o di Santa Cecilia in Roma, o del Maggio Musicale Fiorentino, o della Fenice di Venezia, o del Teatro di San Carlo di Napoli, originava un fatto che sembrava incredibile, inconcepibile.
Ma nel Teatro Comunale della città estense il chefdirigent (letteralmete primo direttore) dei Berliner, Claudio Abbado, era fondatore e presidente onorario dell'Associazione Ferrara Musica; ed era diventato da meno di un anno anche il primo direttore dei Berliner, dopo sua maestà Herbert von Karajan. E la competizione "Berliner vs Wiener" pur non dichiarata, era più che mai presente nella pancia dei melomani italiani ed europei, ma (direi) di tutto il mondo occidentale e orientale, Asia compresa. Berlino vs Vienna. La cultura musicale viva e attiva della capitale tedesca vs la cultura viva e attiva della capitale austriaca. Del resto se Abbado portava i Berliner a Ferrara, Riccardo Muti avrebbe portato i Wiener Philharmoniker a Ravenna, nel festivalone creato e gestito da sua moglie, Cristina Mazzavillani.

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Allora ecco il fatto storico per il mondo della musica "forte": la provincia italiana comincia sfidare le capitali italiane della musica. E batte un colpo. Furono anni, quelli dell'ultimo decennio del secolo scorso, ricchi di effervescenza ed entusiasmi per tutti i melomani della provincia.
Ferrara, per chi vive qui e non lo ricordasse, oltre alla neonata Associazione Ferrara Musica e al Teatro Comunale (oggi Teatro "Claudio Abbado") aveva un festival estivo di eccellenza, Aterforum, con concerti dislocati nei palazzi storici, medievali e rinascimentali della città.
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Aterforum andò avanti con qualche interruzione fino al 2008, poi fu soppresso. Ma quando vennero i Berliner, Aterforum era una chicca che poche città italiane avrebbero potuto vantare: fra i personaggi di statura mondiale del concertismo riportati alla conoscenza diffusa e popolare da Aterforum ne cito uno solo: Glenn Gould, omaggio postumo a uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. E fra i compositori contemporanei offerti al giudizio delle masse ne cito due: John Cage e Morton Feldman. Poi i minimalisti, tutti i più importanti, novità assoluta per l'epoca. Questo era il quadro della Ferrara anni '90. Roba da suscitare le più struggenti nostalgie, non solo perché all'epoca avevo (avevamo) trent'anni di meno, ma soprattutto perché fu una stagione che (all'occhio della ragion critica di oggi) si è dimostrata inimitabile e irripetibile. Le belle cose perdute che mi hanno (ci hanno) arricchito la vita e che ora sono dentro il deposito, anzi nello scrigno, dei ricordi.
Non scrivo, qui, io, la cronistoria di quel concerto dei Berliner a Ferrara. Accolgo nel mio diario il comunicato stampa dell'Associazione Ferrara Musica, diffuso oggi. Eccolo:

«Sono passati  trent'anni da quel 31 marzo 1990, quando Claudio Abbado e i Berliner Philharmoniker tennero al Teatro Comunale di Ferrara uno storico concerto, che segnò il ritorno in Italia di quella che era ed è tuttora considerata l'orchestra più importante del mondo.
Va ricordato che nell'anno precedente, il 1989, il grande direttore milanese e fondatore di Ferrara Musica era stato eletto a succedere a Herbert von Karajan sul podio dei Berliner, e questa nomina aveva acceso ancora di più l'interesse del pubblico e della critica italiani nei suoi confronti.
L'evento, che portò Ferrara alla ribalta della cronaca nazionale, tenne banco per diversi mesi sui giornali, scatenando un'incredibile caccia al biglietto, assegni con importo in bianco inviati in biglietteria, code sotto i portici di Corso Martiri della Libertà, l’organizzazione di proiezioni in diretta nel maxi schermo allestito in Piazza Trento e Trieste e in alcuni cinema del centro. Quella sera erano presenti, tra gli altri, Raoul Gardini, Giorgio Napolitano e Francesco Cossiga; il concerto venne ripreso dalla Rai e c'erano a "coprire" l'avvenimento tutti i più importanti quotidiani nazionali. Per l’occasione venne acquistata grazie al contributo dell’Unione Industriali di Ferrara ed installata, la camera acustica che tuttora è in dotazione e in uso al Teatro Comunale.
Il concerto del 1990 divenne storico perché fu il primo di diversi tenuti da Claudio Abbado e dai Berliner Philharmoniker a Ferrara, nell'ambito di un percorso musicale ben preciso che si chiarì e si sviluppò negli anni successivi. Quella sera vennero eseguiti sei brani dall'Opera 6 di Anton Webern, la Sinfonia n.8 "Incompiuta" di Franz Schubert e la Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven.
Ferrara Musica ricorda quel concerto con alcune delle straordinarie immagini che il fotografo Marco Caselli Nirmal scattò allora e che ha estratto per l'occasione dal suo archivio

Io c'ero. Ricordo l'emozione grande di tutti noi giornalisti nel palco al secondo ordine del Teatro Comunale, ma direi di tutto il pubblico, quando il presidene della Repubblica, Francesco Cossiga, scese dal palco centrale del Prefetto e delle autorità locali e si avviò a stringere la mano a Claudio Abbado e al primo violino dei Berliner. E ricordo le ovazioni del pubblico, cosa mai vista prima a Ferrara da me, giornalista e critico musicale della testata locale per la quale ho fatto servizi e scritto recensioni per 27 anni ininterrottamente (La Nuova Ferrara).
Ricordo la pioggia di fiori dal loggione. Ricordo le code interminabili di chi si metteva in fila all'ingresso del botteghino fin dalle 4 del mattino, perché allora non c'era la possibilità di acquistare i biglietti in internet: e noi cronisti della cultura e della cronaca, io, Mauro Alvoni, Alessandro Taverna, Giorgio Chiappini, come gli altri colleghi della testata concorrente (il Resto del Carlino-Carlino Ferrara) in fila anche noi dalle prime luci del mattino, non per il biglietto d'ingresso, ma per intervistare chi stava facendo la fila per l'acquisto del biglietto.

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Io non feci la recensione di quel concerto dei Berliner Philharmoniker, perché al Teatro Comunale seguivo l'opera lirica e a volte anche il balletto classico e la danza: la recensione per la nostra testata la fece Alessandro Taverna e credo che ancora oggi quello sia uno degli scritti dove Alessandro ha toccato l'assoluto. Quel servizio del mio collega, cioè l'assoluto, stimolò ancor di più in me lo spirito di emulazione/competizione nello scrivere di musica: io e Alessandro; io vs Alessandro... due colleghi della stessa testata, solidali; ma anche galli nel pollaio. Tempi memorabili, quelli: il ricordo, come il concerto, compie 30 anni e non li dimostra. Ebbene sì, io c'ero!

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica/Teatro Comunale di Ferrara
Nella miniatura in alto: il maestro Claudio Abbado
Sotto: Abbado sul podio dei Berliner Philharmoniker a Ferrara il 31 marzo 1990
Al centro: l'on. Giorgio Napolitano e il presidente Francesco Cossiga
In fondo: Piazza Trento e Trieste a Ferrara dove fu allestito il maxischermo per la diretta





Passaggio in India, il primo appuntamento del Ravenna Festival dedicato a quel paese asiatico

Junun, Scipione e il Summer Storm

di Athos Tromboni

Pubblicato il 03 Giugno 2017

170603_Ra_00_Junun_JonnyGreenwoodRAVENNA - Cos'è Junun? Junun è una parola urdu che designa la follia; una follia, però, che ha il retrogusto dell'amore, uno stato d'animo ambivalente e inafferrabile che appartiene alla sensibilità orientale. Junun  è un'odissea musicale sulla rotta che porta nel cuore dell'India ... Junun è un progetto firmato dal chitarrista dei Radiohead, Jonny Greenwood, e dal compositore israeliano Shye Ben Tzur. Terza protagonista la band The Rajasthan Express che porta in Junun tutta l'esuberanza dei fiati, gli inaspettati ritmi dispari delle percussioni, la vibrante energia dei cori, ma soprattutto il piacere assoluto di fare musica assieme.
Non sono parole mie, quelle precedenti. È la presentazione, sul programma di sala, fatta al primo appuntamento del sottotitolo "Passaggio in India" del Ravenna Festival, al Pala De André, spettacolo dato ieri sera, 2 giugno 2017, festa della Repubblica Italiana.  Poi il Ravenna Festival, quest'anno, come "Passaggio in India", avrà anche il Darbar Festival dal 22 al 24 giugno prossimi, dove non saranno le follie urdu a stare in scena, ma la musica classica indiana, quella della tradizione culturale alta, non quella popolare. Staremo a vedere. Anzi, a sentire.
Intanto, però, ho ceduto alla tentazione: vedere, ascoltare, capire Junun, un misto di cultura israeliana, pop europea e tradizione indiana (così la presentazione, così nelle mie aspettative). Allora sono andato al Pala De André, con Elvira. Oh! lei sa molte cose dell'India, l'adora quella terra lontana, ci è andata, vorrebbe ritornarci. Tutta la sera, al suono delle percussioni e della tromba, alla nenia del canto urlato, lei ha sprizzato emozioni, condensate negli occhi che brillavano, nel battito a tempo dei piedi sull'impiantito, nell'eccitazione del movimento quando - all'ultimo brano del concerto - Shye Ben Tzur ha chiamato tutti quelli che volevano ballare, a ballare, davanti la prima fila di poltrone, nello spazio che separa la platea dal palcoscenico, divenuto in quel momento luogo per il rito improvvisato della partecipazione collettiva.
La musica di Junun? Pirotecnica. In essa c'è tanta semplicità a-melodica, quasi una nenia, e soprattutto alto volume, ritmo, percussioni, assieme al basso elettrico suonato da Greenwood che fa la sua parte a parte, e al flauto traverso di legno o la chitarra elettrica suonati da Ben Tzur che - invece - si integra; ma soprattutto impressionano e ti entrano dentro l'organetto, la tromba, il basso tuba, le nacchere, i tamburi, il canto urlato, dei sette musicisti Rajasthan Express.
Ho detto bene? Usato i termini appropriati? Non ne sono certo. Non posso fare il critico musicale di cose che non so, né voglio fare il saputello sfogliando Wikipedia per dire di cose che non so facendo finta di saperle; io non ho elementi per valutare quella musica. Farò - allora - lo scrittore. Per una pagina del mio diario, così, tanto per storicizzare, senza passare sotto silenzio certe mie impressioni... Ad esempio: a me sembrava che il suono della tromba fosse troppo simile a quella di Miles Davis che scopriva e faceva diventare celebre il jazz modale. E che il canto dei Rajasthan mi sembrava così simile a quello dei Tenores di Bitti da fare quasi impressione...
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Basta fare il critico, me l'ero proposto. Prendo l'abito di scrittore. Dirò dunque che io ero parte millesimale del migliaio di spettatori presenti al Pala De André per il primo "Passaggio in India". Che i Rajasthan erano vestiti come gli indiani d'India, col turbante safa e i pantaloni salvar bianchi, la casacca scura a blusa, così come ci vengono presentati gli indiani d'India nell'oleografia che da Emilio Salgari ai giorni nostri ha eccitato l'ispirazione dei pittori illustratori. Che l'israeliano Ben Tzur era vestito anche lui da quasi-indiano d'India, però si distingueva per un pastrano tutto europeo o comunque di foggia occidentale e non aveva il turbante safa ma una chioma di capelli e barba da figlio dei fiori; e che Greenwood era proprio come ce lo immaginiamo noi un'inglese che suoni la chitarra, jeans sdruciti, capelli alla Beatles prima maniera, ciuffo sempre davanti agli occhi e mani sulla chitarra o impegnate ad armeggiare costantemente con i volumi del suo personale amplificatore di suono; poco partecipe della festa collettiva, Greenwood, almeno così è se vi pare... perché stava molto sulle sue, forse una posa, forse un aplomb tutto britannico... lui sulle sue, noi a battere ritmicamente mani e piedi  mentre nel Pala De André si scatenava un putiferio di ritmi e suoni e canti urdu ad alto volume. Sballo con ballo.
Settanta minuti 70, è durato lo sballo con ballo. Poi tutti fuori, più che contenti. Ora la sera è mite, troppo mite rispetto alle alte temperature del pomeriggio. Guardo il Meteo sul telefonino, scopro perché è così mite la sera: l'annunciato Scipione atmosferico è mitigato dalle correnti generatrici del Summer Storm.

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E la loro combinazione ai margini delle due aree atmosferiche ha donato a Ravenna un più 26,5°, ottimale per non stare in maniche di camicia e neanche - però - indossare il soprabito primaverile. L'incontro fra due correnti, stasera, su, nell'alto dell'atmosfera. L'incontro fra due culture quaggiù, stasera, nel Pala De André. Scipione e il Summer Storm, che si mitigano a vicenda. Così è se vi pare. Elvira è radiosa; io pensieroso, perché non so che scriverò di questo Junun. Ecco. Fatto.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il chitarrista Jonny Greenwood
Al centro: Shye Ben Tzur con Jonny Greenwood
Sotto: ancora Greenwood  e Ben Tzur in una fotografia d'assieme col gruppo completo The Rejasthan Express





Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2016 grande partecipazione alla fiera dell'elettronica

Un giorno in Fiera

di Athos Tromboni

Pubblicato il 09 Ottobre 2016

161008_Fe_00_FieraLogoFERRARA - La pubblicità con i manifesti disseminati per la città e con le inserzioni in radio e televisioni locali, in giornali e altri media, hanno consentito una copertura informativa capillare. Come non essere incuriositi dalla Fiera dell'elettronica? Io, noi tutti, tutti i giorni, siamo alle prese con l'elettronica: i computer, i tablet, i telefonini, gli impianti di videosorveglianza, l'impianto di riscaldamento magari gestito dalla domotica... E allora decido di andare, perché il quartiere fieristico di Ferrara è comodo da raggiungere, i padiglioni sono ampi e arieggiati, un giorno in fiera può essere un diversivo intelligente, oltre che utile. Poi ho bisogno di acquistare qualcosa per i miei congegni elettronici, e trovo tutto lì, tutto insieme, tutto in una volta. Più comodo di così...
La sorpresa inaspettata mi accoglie alle 9 del mattino di sabato 8 ottobre 2016, primo giorno di esposizione, quando arrivo: sono con Simone, mio figlio, un mago del computer e della programmazione di sofware. Lui sa tutto. Proprio tutto; io, oltre all'esperienza in fiera, voglio godermi anche la soddisfazione del mio figliolo quando scopre e tocca dal vivo i componenti di cui ha letto su quelle riviste che acquista in gran quantità. Sti' maghi del computer...  Siamo sull'ampio piazzale della fiera, la giornata è limpida, spira un'arietta non caldissima, comunque è una bella giornata di sole. Da lontano vediamo tre file lunghe lunghe di gente che aspetta di pagare il biglietto d'ingresso. Raggiungiamo le code e ci mettiamo in attesa pazientemente.
Poi capisco perché c'è tanta gente che vuole entrare: non è solo la Fiera dell'elettronica, anche se questo comparto fa la parte del leone nei sei padiglioni allestiti.

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Leggo con maggiore attenzione il depliant che spiega cosa sia questa esposizione e mi rinfresco la memoria: i settori presenti sono diversi. Li elenco come li trovo scritti nel depliant, per non dimenticare nulla:
Mondo Elettronica Ferrara è la mostra-mercato di elettronica, informatica, radiantismo, sistemi digitali e satellitari, materiali di consumo, componentistica, minuterie, dischi e cd, mercatino radio.
Ferrara Militaria è la mostra-mercato del collezionismo militare.
Soft-Air Fair è la fiera di soft-air ed equipaggiamenti corrispondenti.
Ferrara Colleziona è la fiera di oggettistica, ceramiche, mobili, stampe, quadri, libri, cartoline, numismatica, fotografia, collezionismo, artigianato.
Ferrara Comics & Games è la mostra-mercato del fumetto, videogames, giochi di ruolo, gadgets.
Mostra-Mercato del Giocattolo d’epoca e Modellismo Ferroviario espone automodelli, robot, slot, soldatini, treni, giocattoli in latta, kinder, bambole.
Mostra-Mercato del Disco e Cd usato e da collezione espone i vinili d’epoca di tutti i generi musicali, cd e dvd inediti in Italia, poster e locandine cinematografiche, colonne sonore.
Area riservata all'esposizione di prodotti tipici alimentari che espone cibo sia da asporto sia da consumare in fiera, magari seduti a uno dei tanti tavoli intorno alle bancarelle alimentari e ai punti di ristorazione.

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Poi dici: strano! ci entri e ci passi quasi tutta la giornata senza accorgerti che le ore volano...
Per forza, vedere tutto e magari fermarsi a chiedere informazioni esige un atteggiamento contrario al mordi-e-fuggi. Ma proprio il tempo corre, e mano a mano che passanpo i minuti la fiera diventa sempre più affollata.
Simone ed io decidiamo di percorrere i padiglioni corsia per corsia. Non si ha che l'imbarazzo della scelta, perché la merce è tanta e anche perché i prezzi sono tutti esposti e si può fare il confronto; la concorrenza, qui, non è un'opinione: trovi magari un vinile dei Pink Floyd o di Benny Goodman, di Erich Kleiber che dirige la Quinta di Beethoven sul podio dei Berliner prima dell'avvento del nazismo, di Pippo Di Stefano che canta le canzoni napoleane e di Claudio Villa che canta gli stornelli romaneschi, fai tre passi avanti e trovi gli stessi vinili a un prezzo magari di uno o due euro più basso. Così dicasi per i cd e i dvd vergini, tutti a prezzi concorrenziali, e costano meno che alla Coop...

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Poi arriviamo al reparto dell'elettrinica vera e propria: dal nuovo nuovissimo modello dell'oggettistica appena presentata sulle riviste di settore, fino all'usato sicuro di computer, telefonini, tablet. Qui decido di acquistare un tower Dell con licenza Windows 7 professionale e Microsoft Office 2010 preinstallati, 4 giga di ram, disco fisso di 80 giga, processore (chi si ricorda? comunque velocissimo), insomma un "muletto" a cui affidare ore e ore di ulteriore lavoro in redazione, senza il timore che lui, il Dell, dia segno di stanchezza o cedimento: prezzo, 69 euro. Simone lo ha testato, ha letto le "proprietà" e ha detto al suo babbo che sono io: «La macchina vale quei soldi» e se lo dice lui... c'è da fidarsi.
Egli compra, in questo reparto, un paio di bancarelle più avanti, un visore tridimensionale, per 10 euro: mi fermo a guardare Simone e la venditrice che parlano in linguaggio tecnico di risoluzione in pixel, di incisività, di telecomando in dotazione o come optional; poi Simone apre il visore, ci infila il suo telefonino e guarda dentro i due oculari, gira la testa a destra e sinistra, in alto, in basso, gira su se stesso di 360 gradi e io sono divertito di tutta quella manovra. Mi porge il visore e mi dice di guardare dentro gli oculari; faccio la sua stessa manovra, a destra, a sinistra, in alto, in basso... si vede un filmato che lui ha nel telefonino, è tridimensionale... ma non solo: ogni volta che giro la testa vedo il paesaggio come se io fossi presente dentro il paesaggio stesso e non davanti a un video pescato su YouTube... Miracoli della tecnologia che mostra la realtà virtuale, mi dice il figliolo... Ma realtà e virtualità non sono contrari? chiedo io. Simone dice di no, perché la tecologia d'avanguardia ti permette di vedere una realtà arricchita, e dunque la realtà virtuale è la nuova frontiera a cui sta già giungendo il nostro quotidiano... La realtà arricchita... Ma pensa un po'!
E così di bancarella in bancarella, di padiglione in padiglione, passiamo dalla tecnologia ad altri argomenti: il padiglione del modellismo, per esempio, dove fra trenini, navi, automobiline che imitano i bolidi di Formula 1 e sgommano su un miniautodromo, fra fuoristrada che si arrampicano su piani inclinati di 60 gradi e elicotterini che volano telecomandati, scopriamo un Bucintoro, galea di stato dei dogi di Venezia ai tempi della Serenissima, che è un gioiello di modellino, completo e arredato come quello vero, opera di un membro del Gruppo Modellismo di Ferrara.
Passiamo oltre; e là in fondo è in atto un duello con spade luminose: è lo spazio di Ludosport Emilia Romagna dove è in atto una lezione dimostrativa di "light saber combat academy"; chiedo spiegazioni e mi viene detto che  si tratta di un vero sport, con regole e standard, in cui uomini e donne possono confrontarsi in combattimento liberamente e in sicurezza; è un sistema codificato di sette forme di combattimento, ciascuna efficace in sé e compatibile con tutte le altre; inoltre è un “linguaggio comune” che permette a tutti di gareggiare in duelli e tornei. Quelli impegnati nella lezione dimostrativa sembrano divertirsi molto e attorno al "ring" si formano capannelli di gente a guardare.

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Passiamo ancora oltre e siamo nei padiglioni di Ferrara Militaria e del Soft-Air Fair e qui le tute mimetiche, gli elmetti, le armi, le bandiere degli eserciti, insomma tutto l'equipaggiamento per la guerra di terra e di mare (ma ci sono anche i modernissimi droni) è lì a portata di mano per chi abbia la passione degli armamenti e della guerra. Non è uno sport, è una passione come la caccia e la pesca, mi dicono alcuni avventori con cui mi fermo a commentare qualche arma e qualche abbigliamento militare. Sarà...
Decidiamo di uscire, abbiamo visto tutto e concordiamo che questa esposizione gestita da Expo Fiere è molto interessante, ben disposta e ricca di tutto quello che può soddisare il tecnico informatico e l'appassionato di armi, il collezionista e il modellista, l'amante della musica incisa in vecchi dischi di vinile e quello che invece preferisce i moderni cd... e può soddisfare anche il palato del buongustaio che compri i prodotti tipici locali o si sieda a uno dei punti di ristorazione per uno snack o - anche - una scorpacciata.

Crediti fotografici: Footeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatuta in alto: il logo di Expo Fiere, società che ha organizzato la Fiera dell'elettronica






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Ecco la Carmen venuta da Ravenna
intervento di Athos Tromboni FREE

200208_Fe_00_Carmen_MartinaBelli_phZaniCasadioFERRARA - Un successo annunciato, quello della Carmen di Georges Bizet proveniente dal Teatro Alighieri di Ravenna dove era andata in scena quale ultimo spettacolo della “Trilogia d’Autunno” nel novembre scorso. Si sapeva che il regista Luca Micheletti era un giovane baritono interprete anche del ruolo di Escamillo (peraltro non in scena a Ferrara nel Teatro Abbado dove ha lasciato il posto al collega Andrea Zaupa, limitandosi a fare la regia già proposta a Ravenna); si sapeva che il pubblico romagnolo aveva accolto quella regia con lunghi applausi e ovazioni, replicate qui dal pubblico ferrarese; si sapeva che nel ruolo eponimo aveva brillato una giovane promessa (promessa già mantenuta, diciamo oggi) che risponde al nome di Martina Belli.
Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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L'Italiana č tornata al Filarmonico
servizio di Athos Tromboni FREE

200224_Vr_00_ItalianaInAlgeri_StefanoVizioliVERONA - Dopo sei anni è ritornata nel Teatro Filarmonico L'italiana in Algeri di Gioachino Rossini in un allestimento divertente e molto luminoso curato dal regista Stefano Vizioli. L’opera del compositore di Pesaro era stata messa in scena nel teatro veronese, infatti, per la prima volta nel 1816 (tre anni dopo il suo debutto trionfale al San Benedetto
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Opera dall Estero
Street Scene Opera, non Musical
servizio di Simone Tomei FREE

200224_MonteCarlo_00_StreetScene_LeeReynoldsMONTE CARLO - La Grande mostra d'arte tedesca (dal tedesco Große Deutsche Kunstausstellung) fu un'esposizione d'arte che ebbe luogo dal 1937 al 1944 nella Haus der Deutschen Kunst di Monaco atta a celebrare l'arte approvata nella Germania nazista.
Proprio Hitler durante il discorso per l’inaugurazione della prima
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Opera dal Centro-Nord
Carmen terza piazza al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

200323_Lu_00_Carmen_MartinaBelliLUCCA - La stagione lirica prosegue con Carmen di Georges Bizet proveniente dalla “Trilogia di Autunno 2019” del Ravenna Festival, progetto ideato e a cura di Cristina Mazzavillani Muti. Su questa testata compaiono già due articoli inerenti questo spettacolo (che potete leggere qui e qui) ed in questo mio breve intervento riporto le impressioni
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Opera dal Nord-Ovest
Nabucco č tornato al Regio
servizio di Nicola Barsanti FREE

200222_To_00_Nabucco_DamianoSalerno_phEdoardoPivaTORINO - Nabucco di Giuseppe Verdi, assente dal Teatro Regio da oltre un ventennio (mancava dal 1997), torna trionfante in un nuovo allestimento coprodotto con il Teatro Massimo di Palermo. La nuova produzione, vede la firma di Andrea Cigni, la cui regia, molto apprezzata, restituisce all’opera il suo carattere originario, esentandola da
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Ballo and Bello
Cenerentola č anche un balletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

200218_Ra_00_Cenerentola_VeronicaGaldo_phMicheleMonastaRAVENNA - Quante Cenerentole abbiamo conosciuto ed amato, prima di questo appuntamento della stagione di Opera e Danza al Teatro Alighieri di Ravenna il 15 e il 16 gennaio 2020? Dopo Perrault e i Fratelli Grimm, gli scrittori che la rubarono alla tradizione orale, questa fiaba dalle origini antiche ha ispirato compositori, cineasti, autori di musical, disegnatori
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Opera dal Nord-Ovest
La Nizza una grande Adriana
servizio di Simone Tomei FREE

200216_Ge_00_AdrianaLecouvreur_AmarilliNizzaGENOVA - Il Teatro può essere fonte di vita, ma anche letale. Come scrive Angela Bosetto nell’eccellente saggio "Melpomene son io", dedicato ad Adrienne Lecouvreur e pubblicato (per gentile concessione della Fondazione Arena di Verona) sul programma di sala del Teatro Carlo Felice di Genova, «... per Adrienne il teatro è fatale in ogni senso.
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Eventi
Ecco il Festival Puccini 2020
redatto da Athos Tromboni FREE

200216_TorreDelLago_00_FestivalPuccini2020_GiorgioBattistelliTORRE DEL LAGO (LU) - Il  Festival Puccini 2020 celebra il suo genius loci con la messa in scena di cinque titoli a cui faranno da corollario  interessanti nuove proposte.  «Un Festival con una forte connotazione europea – come ama definirlo il neo direttore artistico Giorgio Battistelli - tra tradizione e contemporaneità ma ben legato alle  sue radici
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Opera dal Centro-Nord
Tosca approda al Goldoni
servizio di Nicola Barsanti FREE

200216_Li_00_Tosca_LeoAn_phAndreaSimiLIVORNO - Il nuovo allestimento della Tosca  di Puccini del regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti, co-prodotto con il Teatro di Pisa e con il Teatro del Giglio di Lucca arriva alla sua ultima rappresentazione stagionale nel Teatro Goldoni di Livorno. L’ampio palcoscenico del teatro livornese conferisce alla scena maggiore equilibrio e dinamicità
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Concorsi e Premi
Farnocchia insignita del Mascagni d'Oro
servizio di Attilia Tartagni FREE

200215_00_BagnaraDiRomagna_PremioMascagniDOro_SerenaFarnocchiaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - La lirica non è l’unica attrattiva di Bagnara di Romagna ma è fra le più importanti vantando una tradizione pluridecennale che la colloca  fra i suoi luoghi-culto. Domenica 9 febbraio 2020 essa è tornata prepotentemente all’Auditorium di Bagnara in uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi organizzati dal
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Eventi
Arena ecco il cast stellare
servizio di Athos Tromboni FREE

200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il
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Pianoforte
La Vacatello sa emozionare
servizio di Athos Tromboni FREE

200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico
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Vocale
Due concerti Mikrokosmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

200211_Ra_00_Mikococosmi_GiuseppeFaustoModugnoRAVENNA - In Sala Corelli, nel ridotto del Teatro Alighieri è iniziata la 22° edizione di Mikrokosmi, concerti mattutini della domenica organizzati dalla Scuola musicale Mikrokosmos di Ravenna con la direzione artistica di Barbara Valli. E’ stato particolarmente interessante l’incipit del 19 gennaio 2020 quando, all’insegna delle celebrazioni del 250°
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Personaggi
Omaggio a Mirella Freni
servizio di Edoardo Farina FREE

200207_00_OmaggioAMirellaFreni_miniaturaMODENA - La scomparsa del soprano Mirella Freni (pseudonimo di Mirella Fregni), avvenuta il 9 febbraio 2020 all’età di quasi 85 anni (li avrebbe compiuto a breve) dopo una lunga malattia, è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del '900, si è spenta nella sua casa
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Opera dal Centro-Nord
Il dittico del Trittico
servizio di Attilia Tartagni FREE

200204_Ra_00_SuorAngelica_phFilippoBrancoliPanteraRAVENNA - Il Puccini del Trittico su versi di Giovachino Forzano, che debuttò a New York nel 2018, non è quello di Bohème o di Tosca dove imperano le grandi arie espansive: per i più, questo, è un Puccini minore; ma per i musicologi è un Puccini di maggior respiro europeo. Al Teatro Alighieri il 31 gennaio e il 2 febbraio 2020, di quel Trittico, sono andati in
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Opera dall Estero
La bella Bohčme di Monte Carlo
servizio di Simone Tomei FREE

200128_MonteCarlo_00_LaBoheme_IrinaLungu_phAlainHanelMONTE CARLO - Un inizio di anno 2020 sontuoso alla Salle Garniér dell’Opéra di Montecarlo nel solco del grande repertorio pucciniano per il proseguire della stagione monegasca 2019-2020. L’allestimento de La Bohème di Giacomo Puccini porta la firma registica di Jean-Louis Grinda con una produzione che va nella direzione della più marcata tradizione
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Libri in Redazione
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano
recensione di Athos Tromboni FREE

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera,
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Opera dal Centro-Nord
Risurrezione nel teatro fiorentino
servizio di Simone Tomei FREE

200123_Fi_00_Risurrezione_AnneSophieDuprels_phMicheleMonastaFIRENZE - Qual è la via da percorrere per arrivare all’espiazione di un atto d’amore che la società considera come colpa? Per Katerina Mikalowna (alias Katiuscia) è stata quella di scendere fino agli inferi, toccarne il fondo e da lì risorgere e tornare a rivivere i sentimenti della fanciullezza e quindi risorgere. Risurrezione di Franco Alfano è la storia di questa
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Opera dal Centro-Nord
Turandot, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200122_Pr_00_Turandot_GiuseppeFrigeniPARMA - La città di Giuseppe Verdi, eletta Capitale Italiana della Cultura 2020, ha dao il via alla stagione lirica del Teatro Regio con la Turandot di Giacomo Puccini; l'ultimo capolavoro del genio lucchese prende vita con un allestimento nato a Modena nel 2003 e che porta la firma di Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci), coadiuvato dalla di lui
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Classica
Riccardo Muti e la Cso un trionfo
servizio di Nicola Barsanti FREE

200122_Fi_00_RiccadoMuti-Cso_miniaturaFIRENZE - Grandi ovazioni da parte del pubblico hanno accolto il Maestro Riccardo Muti, tornato sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con la sua fidata Chicago Symphony Orchestra, compagine orchestra che  mancava da Firenze dal lontano 20 settembre 1974 (per l’occasione aveva suonato al Teatro Comunale sotto la direzione di Sir Georg Solti).
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Echi dal Territorio
AmaDeus ex Mantova celebra il genio
servizio di Laura Gatti FREE

200121_Mn_00_AmaDeus_MozartATrediciAnniMANTOVA - Dal 10 al 20 gennaio 2020 Mantova ha vissuto un grande momento musicale e culturale con “AmaDeus ex Mantova”, riuscitissima iniziativa di Oficina OCM in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, tendente a restituire ai mantovani (come ha affermato il maestro Carlo
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