Pubblicato il 17 Luglio 2020
L'opera romantica per eccellenza di Giuseppe Verdi molto applaudita al Maggio Fiorentino
Bello il Ballo in forma di concerto servizio di Simone Tomei

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che avvolge tutti nel momento del silenzio prima che entri il Direttore d’orchestra sul podio. Attimi che un tempo davo per usuali se non scontati, ma adesso si riempiono di un significato ancor più denso di pathos e di emozione.
Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha deciso di aprire le sue porte mercoledì 15 luglio 2020 facendoci assaporare le note di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, nell’elegante cavea posta nella zona superiore dell’edificio; da lì si gode una meravigliosa vista della città e non si soffre per niente la canicola della calura estiva. La versione esecutiva in forma di concerto, sia per questo titolo che per gli altri proposti, complice un’ottima acustica, nulla ha tolto a quelle mirabili pagine.
Il primo merito senza dubbio è ascrivibile al M° Carlo Rizzi che ha concertato divinamente; ha diretto a memoria, con mano sicura e ferma, ma sempre pronta alla ricerca delle molteplici sonorità e dei repentini cambiamenti di ritmo di cui è densa la partitura.
Mai un scollamento, mai una sbavatura, mai un gesto sguaiato; ogni intento aveva come fine precipuo l’eleganza stilistica e il sostegno delle voci che hanno trovato ristoro e conforto nella facilità del Rizzi di adeguare le sonorità alle rispettive peculiarità. Sin dalla sinfonia ho percepito che sarebbe stata una serata in grande stile e le aspettative non sono andate deluse; come un’iperbole l’intensità ed il pathos interpretativi hanno sempre più teso verso una purezza e perfezione di suono quali raramente si odono. L’elogio è da estendersi anche ai professori d’orchestra, senza dimenticare il Coro diretto dal M° Lorenzo Fratini; la formazione vocale è stata ancora una volta all’altezza della situazione colorando e dipingendo ogni pagina ad essa dedicata, con grande perfezione e aderenza alle sonorità d’insieme.

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Francesco Meli ha disegnato un elegante Riccardo - Conte di Warwick, Governatore di Boston - cesellando l’esecuzione di un elegante fraseggio e di vellutata morbidezza, due notevoli punti di forza - assieme alla bellezza del timbro - per l’artista; ho notato, però un ricorso piuttosto marcato ai falsetti e qualche stridore in acuto dove pareva che la spinta e l’impegno profusi fossero troppo sproporzionati rispetto alla resa. Si è comunque guadagnato da parte del pubblico sonori applausi sia a scena aperta che alla fine dell’esecuzione.
Il Renato - Creolo di adozione e sposo di Amelia - di Carlos Álvarez incarna in ogni frase che pronuncia la signorilità del canto; la sua voce cesella ogni parola, come il fuoco plasma l’oro nel crogiuolo e la melodia diventa tutt’uno con il suono orchestrale. Il fraseggio è encomiabile e la proiezione del suono riecheggia nell’aria esplodendo in sonori acuti luminosi e raggianti. Una vera delizia ascoltare le due arie solistiche pregne di calore, colore e sentimento.
L’Amelia di Krassimira Stoyanova delude per qualità vocale più che per interpretazione; si nota il piglio dell’esperienza che sopperisce - seppur in parte - ad una povertà di armonici e di potenza; la voce spesso risulta come ovattata e nonostante le attenzioni della bacchetta viene fagocitata dal suono orchestrale.
La maga Ulrica - indovina di razza nera - trova nell’esecuzione di Judit Kutasi un buon riscatto: seppure la voce nella zona grave tenda a gonfiarsi troppo nel petto ingolfando alcuni suoni, salendo nel rigo musicale si illumina e mette in risalto armonici argentei ed una notevole potenza.
Il ruolo belcantistico di Oscar - paggio - è interpretato da Enkeleda Kamani che non emerge come conviene all’eclettico personaggio, a causa di un’interpretazione che non va al di là di una correttezza formale, ma troppo scolastica.
William Corrò è un ottimo Silvano - marinaio -; la coppia Tom e Samuel - nemici del Conte - ha visto impegnati rispettivamente Emanuele Cordaro e Fabrizio Beggi che hanno fatto della precisione e dell’ottima preparazione un fiore all’occhiello della loro serata; voci ben curate, sempre a fuoco, hanno accompagnato talora con ira, talora con sagacia - come si conviene ai personaggi -, ogni loro momento musicale.
Completava il cast Antonio Garès nel doppio ruolo di Un giudice e Un servo di Amelia; pure lui degno di lode.
Anche se la cavea del Teatro del Maggio non era completamente esaurita, un buon numero di spettatori ha goduto di questa serata estiva sulle gradinate non troppo comode - ma ammorbidite dai cuscini offerti dalla Allianz - di questo bellissimo spazio sotto le stelle.  L’opera conclude con la sgomenta chiusa finale Notte d’orror  in completa antitesi con il mio stato d’animo di essere di nuovo a Teatro.

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Nella miniatura in alto: il direttore Carlo Rizzi
Al centro in sequanza: Carlos Álvarez, Krassimira Stoyanova e Francesco Meli
Sotto: i saluti del cast a fine concerto





Pubblicato il 01 Luglio 2020
La deliziosa opera buffa di Giacomo Puccini manomessa dalle forzature registiche
Schicchi č morto di Covid-19 servizio di Nicola Barsanti

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del compositore) e non è certo un caso che, a cento anni di distanza, sia stata proposta come la prima rappresentazione operistica italiana ed europea dopo la pandemia di Covid-19.
«Creatività e innovazione sono le parole chiave di questo festival» ha affermato il direttore artistico Giorgio Battistelli. Premesse allettanti a patto che l’attualizzazione (o modernizzazione) non sfoci nell’eccesso di arbitrari elementi pleonastici che possono condurre all’avversione o, peggio ancora, al disgusto.  È stato purtroppo questo il caso della nuova produzione della regista argentina Valentina Carrasco (assistita da Lorenzo Nencini, con luci di Peter Van Praet e scene e costumi di Mauro Tinti ), che propone un Gianni Schicchi ai tempi del Coronavirus, portando in scena tutti quegli attrezzi ed accessori con cui abbiamo dovuto imparare a convivere durante questo tremendo periodo. Una buona idea che poteva realizzarsi con il giusto connubio di comicità e leggerezza.

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Peccato che la leggerezza sia presto mutata in un’insolente indifferenza e noncuranza non solo verso Puccini, ma soprattutto verso tutte le vittime del virus. L’apice è stato raggiunto quando i cinici parenti (tutti muniti di mascherine e protezioni di plastica) del povero Buoso Donati (morto di Covid) hanno ritrovato nel suo letto (isolato da teli in plexiglass) una bambola gonfiabile, nella quale è nascosto ad hoc il tanto atteso testamento. Capito che il vecchio zio ha lasciato tutto al convento dei frati, Simone (preso dalla disperazione del momento) ha affogato il dispiacere usando la suddetta bambola per una fellatio.
Altri elementi di disturbo sono state le proiezioni che hanno fatto da contorno all’azione scenica, come le immagini di una Firenze silenziosa e deserta, alternate a immagini di terrazze con l’ormai famosa scritta “Andrà tutto bene”.  Anche la celebre riflessione conclusiva dello Schicchi ha avuto come sfondo un Dante con il volto dall’attuale Premier Conte. Alla luce di ciò, è dunque difficile non essere amareggiati e delusi da un tentativo fallito che è pericolosamente scivolato verso un “orrido abisso” di dissacrante dissimulazione.
Venendo al cast, è necessario affermare che le impressioni riscontrate saranno esposte tenendo conto delle grandi difficoltà che l’utilizzo di mascherine ha comportato per i cantanti, per cui ci asterremo dal circostanziare l’aspetto prettamente tecnico.
È emersa senza nessuna difficoltà la Zita di Rossana Rinaldi, che, forte di una spiccata personalità, porta a casa un’ottima recita deliziando il pubblico con un divertentissimo “ladro” lungo e furibondo.
Deliziosa la Lauretta di Elisabetta Zizzo; il soprano ha dimostrato di possedere un’importante vocalità e ha saputo valorizzare la partitura in modo ammirevole, specialmente nell’aria di sortita "O mio babbino caro”, che è valso un bis (voluto dalla regia) a fine recita quale “omaggio” a tutte le vittime della pandemia.
Non sono mancate le difficoltà per il tenore Alessandro Fantoni (Rinuccio), il quale ha peccato di intonazione (con emissione spesso molto forzata e suoni piuttosto crescenti), pertanto attendiamo di riascoltarlo in condizioni migliori. Non male il baritono Bruno Taddia nel ruolo del titolo. Anche se il suo timbro (quasi tenorile) non si adatta sempre alla vocalità della parte, una buona interpretazione gli consente di concludere una recita apprezzabile. Il Simone di Davide Mura non brilla per proiezione né per voce ferma, con un canto piuttosto periclitante.
Fra il Maestro Spinelloccio e il Notaio, il primo si adatta meglio alla vocalità di Alessandro Ceccarini.
Bene per gli altri comprimari: Alberto Petricca (Gherardo), Aurora Triotta (Nella), Raffaele Facciolà (Marco), Pedro Carrillo (Betto), Chiara Tirotta (Ciesca), Samuele Giannoni (Guccio), Francesco Lombardi (Pinellino e Buoso Donati ) e Nicholas Ceragioli (Gherardino).
Sul podio dell’Orchestra della Toscana, il M° Jhon Axelrod che, seppur con qualche sbavatura iniziale e con alcune dinamiche che avrebbero potuto essere più scorrevoli (soprattutto nelle due arie più celebri: “Firenze è come un albero fiorito” e “O mio babbino caro”), ha realizzato una buona concertazione, conferendo alla partitura pucciniana i giusti colori.

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Prima di concludere è doveroso ricordare che l’inizio della recita è stato preceduto da un minuto di silenzio in memoria del disastro ferroviario che ha colpito la città di Viareggio il 29 giugno del 2009 e il caso ha voluto che, proprio in quel momento di riflessione si udisse il rumore di un treno di passaggio.
(La recensione si riferisce alla recita del 27 giugno 2020).

Crediti fotografici: Lorenzo Montanelli per il Festival Puccini di Torre del Lago
Nella miniatura in alto: il direttore Jhon Axelrod





Pubblicato il 28 Febbraio 2020
L'opera buffa di Gaeano Donizetti accolta a Firenze in una serata di poco pubblico ma caloroso
Ottimo Don Pasquale nel casinō servizio di Simone Tomei

200228_Fi_00_DonPasquale_AntoninoFogliani_PhMicheleMonastaFIRENZE - Liquidare il Don Pasquale di Gaetano Donizetti come la storia dei pruriti amorosi di un uomo attempato è quanto di più errato si possa pensare. Il compositore infatti con questo titolo segna un punto di rottura con il passato del genere buffo che fino a quel momento imperversava nel testo d’opera con clichés ben definiti. Il compositore introduce in quest'opera una definizione diversa dei personaggi, che si manifestano con una psicologia molto più elaborata e complessa, diventando essi più umani, più credibili e più empaticamente vicini all’animo dello spettatore.
Anche la comicità (seppur sempre farsesca) non è più fine a se stessa ma si intinge di una malcelata malinconia; quella vena sottile che troveremo poi nell’estremo capolavoro verdiano che sarà Falstaff.
La regia di questo spettacolo visto al Teatro dell'Opera del Maggio Musicale Fiorentino la sera del 26 febbraio 2020 porta la firma di Andrea Bernard che decide di ambientare tutta la vicenda in un luogo di perdizione per eccellenza: Il Casinò Pasquale da Corneto; luogo ormai in decadenza, o meglio quasi dismesso, del quale, durante la sinfonia, possiamo vedere gli antichi fasti assieme a una sorta di antefatto. Tale antefatto sembra proprio l’albore dell’amore tra i due ragazzi (Norina ed Ernesto) che per volontà degli adulti verranno poi separati: lui continuerà a lavorare nel Casinò dello zio mentre lei diverrà una donnina da vetrina (in stile peep show).

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Bernard nelle sue note di regia spiega così la sua idea: «Un casinò come luogo dove si perde la concezione del tempo – spiega il regista –, dove le persone danno il meglio e il peggio di sé e si trasformano in bestie serve dei loro istinti. Un casinò come luogo perfetto per la truffa perfetta dove si può giocare tutto e si gioca con le vite proprie e degli altri. Questo è il nostro Don Pasquale, un gioco di inganni e travestimenti, di sentimenti e relazioni umane.»
Dal dire al fare spesso c’è di mezzo il mare… in questo caso direi più un laghetto. Risultano infatti un po’ fine a se stesse molte situazioni ed intrecci che, se da una parte rendono coerenti le idee di base della scelta registica, dall’altra appesantiscono non poco la visione con eccessi marcati e talvolta  privi di quel gusto più raffinato che avrebbero alleggerito la serata a teatro.
Enormi ed invadenti le scene praticabili di Alberto Beltrame, in cui i costumi ridondanti (ma in linea con l’idea) di Elena Beccaro e le luci adeguate di Marco Alba definiscono uno spettacolo molto particolare per il quale non possiamo sicuramente non elogiarne la cura stilistica e lo scavo dei personaggi (seppur nella grottesca e bizzarra situazione), unitamente ad un'eccellente padronanza degli spazi scenici che hanno messo in luce un’ottima padronanza  registica nella gestione dei singoli artisti, della massa corale e dei figuranti in quell’andare e venire di situazioni.
In un siffatto contesto, il turbolento e vario materiale musicale è stato ben gestito dalla bacchetta esperta del M° Antonino Fogliani alla guida dei complessi orchestrali della Fondazione fiorentina; l’approccio spedito e nei tempi sin dalla Sinfonia ha accompagnato l’antefatto descritto con stupefacente didascalicità; la lettura orchestrale poi si è ben adeguata al lirismo di taluni momenti accompagnando il canto con dovizia di attenzioni verso il palcoscenico che in questa serata ha ospitato un nuovo interprete in emergenza per una sostituzione dovuta ad improvvisa malattia.
È il caso del baritono Mattia Olivieri che è venuto in soccorso dello spettacolo sostituendo in maniera repentina il collega Davide Luciano nel ruolo del Dottor Malatesta. In primis un elogio per la “scaltrezza” con cui si è buttato in questa avventura (la regia non è così di facile immediatezza) dalla quale è emerso in maniera egregia con un fare spigliato e quasi confidenziale (aiutato anche dal gioco di squadra che si è fatto stringente e coeso); vocalmente ineccepibile, signorile, elegante, canzonatore ed estremante duttile musicalmente grazie anche all’aiuto quasi paterno del M° Fogliani che non lo ha mai abbandonato un istante.

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Nel ruolo eponimo l’esperienza di Nicola Ulivieri fa emergere un personaggio maturo, ma non scontato e alquanto scevro di quei manierismi di tradizione talvolta sopra le righe; il colore caldo ed il nitore vocale dipanano il rigo musicale con scioltezza e con varietà di intenti oscillando garbatamente dalla vis più comica e altezzosa a quella più malinconica e mesta.
Il gusto della Norina del soprano spagnolo Marina Monzò è paragonabile a quello di un mix di spezie; mi viene in mente il meraviglioso sapore del curry che già dal suo colore giallo sprigiona quella vitalità e quella verve frizzante e festosa; non è da meno però anche il retrogusto che le papille gustative rilasciano dopo un primo assaggio. Ecco quindi che la poliedricità della sua voce si muove da un’aria di sortita So anch’io la virtù magica dal sapore inebriante, per poi modulare verso accenti dall’aroma più intenso, durante il dipanarsi degli eventi.
Anche Maxim Mironov si difende egregiamente nel ruolo di Ernesto e sa ben gestire la parte sia da un punto di vista vocale che scenico; la sua voce non è enorme, ma dotata di punta metallica che non palesa difficoltà nel gestire le due impegnative arie (Sogno soave e casto e Com'è gentil) interpretate con varietà di accenti e con sopraffino gusto.
Timbro interessante anche quello di Francesco Samuele Venuti nei panni del Notaio che sa mettersi in luce per nitore della dizione ed intonazione eccellente.
Preciso e puntuale il Coro (seppur in formazione ridotta) come sempre preparato dal M° Lorenzo Fratini.
Per quello che riguarda il pubblico si può definire, parafrasando il celebre libro di Gabriel Garcia Marquez, Una sera a Teatro al tempo della peste; i primi effetti della paura per il contagio e le accortezze necessarie ad arginare il Coronavirus si fanno sentire, anche se la città di Firenze non è ancora considerata, a tutt'oggi, una zona “a rischio”; platea dunque piuttosto deserta, ma dispensatrice di calore per tutto il palcoscenico durante ed alla fine dell’opera.

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Teatro dell'Opera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino
Nella miniatura in alto: il direttore Antonino Fogliani
sotto in sequenza: panormiche sull'allestimento e i costumi del Don Pasquale






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Parliamone
Lirica: Parliamone davvero...
intervento a pių voci curato da Simone Tomei FREE

200728_00_Parliamone_CulDeSacLUCCA - Il 2020 sarà ricordato dai più (se non da tutti) come “annus horribilis”. Nessuno, alla mezzanotte del 31 dicembre scorso, mentre brindava e provava a imbastire i buoni propositi per il futuro, avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere in una situazione così difficile e caotica. Tanti settori dell’economia sono stati travolti dalla pandemia Covid-19 e, fra innumerevoli notizie e molteplici previsioni (spesso l’una contundente con l’altra) le prospettive non sembrano molto rosee. Dove starà la verità? Al momento, penso che non sia dato a nessuno saperlo, mentre sentimenti di sfiducia e di negatività pervadono quasi tutti gli animi.
In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Conversando con Gianluca Moro
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200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
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200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
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200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
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200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Schicchi č morto di Covid-19
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200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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Libri in Redazione
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile
recensione di Paolo Padoan FREE

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra,
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Eventi
Ravenna Festival alla Rocca Brancaleone
redatto da Attilia Tartagni FREE

200618_Ra_00_RavennaFestival_RiccardoMutiRAVENNA - Dopo lo stop impresso dal COVID-19 all’economia e alla vita sociale, spettacoli compresi, il Ravenna Festival è fra i primi a ripartire con un viaggio interdisciplinare di oltre 40 eventi dal 21 giugno al 30 luglio 2020. Certamente i protocolli di sicurezza hanno inciso sulla programmazione, riducendo il programma originale ma
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Eventi
Ferrara riparte dal Rinascimento
servizio di Athos Tromboni FREE

200615_Fe_00_TeatroComunaleFerrara_RescaMarioFERRARA - Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" è fra i primi (se non il primo in assoluto) a riaprire al pubblico con uno spettacolo dal vivo, proprio il primo giorno utile della fase 2 post-Coronavirus: il tardo pomeriggio di oggi 15 giugno 2020, infatti, vede alle ore 18 l'inaugurazione della mostra di locandine e manifesti storici «La pelle del teatro
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Dischi in Redazione
In chordis et plectro
recensione di Edoardo Farina FREE

200601_Dischi_00_GiulioTampalini_CopertinaCDL’ultimo lavoro discografico dell’Orchestra a plettro “Gino Neri” di Ferrara, In chordis et plectro - Viaggio nella musica per chitarra e orchestra a plettro - distribuito dall’etichetta “Movimento Classical”, intende offrire un’esperienza di ascolto originale relativa a un ampio ventaglio di composizioni appartenenti a stili e periodi diversi, accomunati dal fatto di
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Dischi in Redazione
Il doublebass di Valentina
recensione di Simone Tomei FREE

200607_00_Dischi_ValentinaCiardelliCopertina1CD audio “Music from the Sphinx”
Valentina Ciardelli contrabbasso, Alessandro Viale pianoforte
musiche di Ciardelli, Granados, Puccini, Schubert, Serra, R.Strauss, Tabakov, Viale, Zappa
Da Vinci Classics

Concettualmente la Sfinge
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