Pubblicato il 04 Luglio 2022
Esaltante successo dell'allestimento ferrarese ideato da Adrian Schvarzstein e guidato da Ovadia
Don Giovanni domatore tra le fiere servizio di Athos Tromboni

20220704_Fe_00_DonGiovanni_AdrianSchvarzsteinFERRARA - Il Don Giovanni di Mozart ha debuttato al Teatro Comunale "Claudio Abbado" venerdì 1 luglio, 2022 con replica domenica 3 luglio. Entrambe le rappresentazioni hanno visto il teatro gremito fino al tutto esaurito. Il progetto partiva da lontano: affidare al maestro Leone Magiera il compito di selezionare e preparare giovani cantanti per la messa in scena del capolavoro di Wolfango Amade'.
Hanno aderito oltre 350 aspiranti e ne sono stati selezionati una quindicina, per i diversi ruoli di prima recita, replica e coperture eventuali. Anche perché già si prevedeva che quel Don Giovanni non si sarebbe esaurito a Ferrara, ma è destinato a girare... e infatti terminata felicemente la fatica ferrarese, a ottobre prossimo questo allestimento volerà a Daegu, in Corea del Sud, e sarà inserito nella prestigiosa rassegna della Daegu Opera House, sancendo la nuova collaborazione internazionale tra le due istituzioni teatrali, quella ferrarese e quella coreana. Così per la prima volta il Teatro Comunale "Claudio Abbado" raggiungerà l’Oriente con una propria produzione.
L'impegno che il maestro Magiera ha profuso è stato notevole, e così come un bravo allenatore sa armonizzare lo "spogliatoio" ai fini del risultato di gruppo (e non è ostaggio dei meriti individuali, anche se utili, a volte fondamentali), anche Magiera è riuscito a creare quello spirito di "squadra" che ha contribuito al successo di tutta l'operazione.
Si è trattato di un Don Giovanni in 'stile Mahler'  nel senso che volutamente è stato omesso il concertato finale, come faceva appunto il direttore-compositore viennese, facendo terminare l'opera dopo la scomparsa del dissoluto punito, trascinato nella voragine dell'inferno dal Commendatore, sua vittima.
L'idea registica di Adrian Schvarzstein messa in scena da Moni Ovadia è originale: il protagonista, Don Giovanni, è un domatore di tigri (nelle intenzioni drammaturgiche) di una compagnia circense itinerante, giunta a Ferrara. Ma in scena le fiere più aggressive sono le donne che lui seduce, non le tigri che non si vedono manco dipinte.

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Leporello è il clown, mentre il Commendatore è l’impresario del circo, non sempre ben visto dai suoi dipendenti. Nella compagnia lavorano Donna Anna, figlia del Commendatore, l’acrobata cavallerizza della compagnia, e Donna Elvira, la trapezista. Don Ottavio è l’addetto alla cassa e contabile del gruppo, Zerlina e Masetto gli operai. Anche il direttore d’orchestra e gli orchestrali fanno parte del gruppo di artisti giunti in città. Li unisce la vita nomade, nei carrozzoni di un circo degli inizi del Novecento, tra spostamenti di città in città, di paese in paese, alla ricerca di successive avventure in territori, non sempre accoglienti, in cui approdare.
In buca era l’Orchestra Città di Ferrara diretta dal maestro australiano Daniel Smith, pluripremiato musicista tra i più interessanti della scena musicale internazionale. I cantanti selezionati e coinvolti sono tutti al di sotto dei 35 anni, come era contemplato nel progetto di partenza. Il Coro del Teatro Comunale di Ferrara era diretto dal maestro Francesco Pinamonti.

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I costumi e la scenografia sono stati realizzati dalla costumista e scenografa tedesca Lilli Hartmann, le luci da Marco Cazzola, le coreografie da Jurate Sirvyte Rukstele.
Il cast della prima sera era formato da Guido Dazzini nel ruolo del titolo, Alessandro Agostinacchio (il Commendatore), Yulia Merkudinova (Donna Anna), Marta Lazzaro (Donna Elvira), Younggi Moses Do (Don Ottavio), Giulio Riccò (Leporello), Valerio Morelli (Masetto) e Gesua Gallifoco (Zerlina).
In scena anche una acrobata vera, Angela Francavilla, bravissima, impegnata in esercizi e contorsioni al corpo libero e alla fune.
Nella seconda serata sono subentrati Giovanni Luca Failla al posto di Dazzini (Don Giovanni), Lorenzo Martelli al posto di Moses Do (Don Ottavio) e Silvia Caliò al posto della Gallifoco (Zerlina). Confermato il resto del cast.
La messa in scena ideata da Schvarzstein e realizzata da Moni Ovadia, pur decontestualizzata rispetto all'ambientazione scritta dal librettista Lorenzo Da Ponte, non è stata invasiva come lo sono tante regie "moderne"... e tutto sommato ci può anche stare che il dramma giocoso del Burlador de Sevilla si svolga nell'hortus conclusus di un tendone e dentro qualche carrozzone, perché il circo non ha un'età temporale definita, i suoi costumi e le sue meraviglie sono quasi immutate nei secoli, quindi che fossero i tempi storici del Burlador o quelli odierni scanditi dalle nostre chat sui telefonini, l'immutevolezza ha giocato il ruolo di calmieratrice della trasgressione.
Detto questo, bisogna aggiungere che la recitazione (parleremo dopo del canto) è stata pregevole, ottimo lavoro di Ovadia sull'espressività e la mimica dei vari personaggi, con un'accentazione forse un po' esuberante nella caratterizzazione di Leporello, il clown, e di Donna Elvira, la trapezista: capriole a non finire per Leporello e furia incontenibile per Donna Elvira, più virago che pasionaria, più aggressiva che compassionata, e un po' sgradevole anche per quel brutto e goffo costume che le avevano assegnato (belli tutti gli altri costumi, per contro).
Per quanto riguarda il dinamismo sulla scena, ottime scelte di tempi e movimenti, sia dei personaggi principali, sia nel coinvolgimento del coro ai fini tattili e visivi, oltre che musicali. La recita si è svolta sia in palcoscenico che in platea, con il pubblico simpaticamente coinvolto in alcuni frammenti dello spettacolo.
La messa in scena cui abbiamo assistito (quella di domenica 3 luglio 2022) ha mostrato un eccellente Giovanni Luca Failla in Don Giovanni, voce ben tornita e carezzevole, ottimo fraseggio, sfumature in linea con le emozioni istantanee del personaggio (meraviglia, disprezzo, furore, galanteria, falsità, tutte agite con timbro giusto ed espressione appropriata).
Il colore scuro e profondo della vocalità di Alessandro Agostinacchio (il Commendatore) oltre la sua stazza fisica, gli garantiranno una lunga frequentazione del ruolo, ma sembra già pronto anche per un Sarastro (Mozart, Il flauto magico); e quando la voce scurirà ulteriormente prevediamo per lui tanti Sparafucile (del Rigoletto) e altrettanti Raimondo (Donizetti, Lucia di Lammermoor), così giusto per cercar di indovinare.
Di Yulia Merkudinova (Donna Anna) non possiamo che continuare a tessere le lodi, avendola già sentita e valutata positivamente in precedenza a Ferrara in altri spettacoli; anche per lei si prospetta una brillante carriera.
Marta Lazzaro (Donna Elvira) per tempra, vocalità, vis-drammatica è stata la sorpresa (per noi) della serata: mai un fuori-tempo, mai una stonatura, mai un'indecisione nonostante cantasse quasi sempre (per esigenze sceniche e registiche) con gli occhi tutt'altro che rivolti al direttore. La sicurezza scenica di questa cantante e la sua vocalità decisamente drammatica, sono i pregi da coltivare in carriera.
Ci è piaciuto moltissimo il tenore Lorenzo Martelli (Don Ottavio), chiaro, acuto e morbido, padrone di mezze tinte seducenti, mozartiano d'elezione e poi, nel prosieguo della carriera, chissà che non arrivi (se non c'è già arrivato) anche a un Duca di Mantova (sempre del Rigoletto) o a un Edgardo (sempre della Lucia).
Bravo anche Valerio Morelli (Masetto) e sbarazzina e pepata (soprattutto nelle movenze in scena e nella vivacità della mimica) Silvia Caliò.

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L'opera si anima fin dalla sinfonia, con l'entrata in scena di Giulio Riccò, una bestia da palcoscenico, che vestito da clown (Leporello - qui - è il pagliaccio del circo) sa essere ironico, atletico, acrobatico, supplichevole ruffiano e terrorizzato sia con l'appropriato gesto scenico, sia con la ricca e rotonda vocalità di basso cantante che egli si ritrova. Tutto sommato è proprio lui, Riccò/Leporello, il mattatore della serata, senza nulla togliere al merito di tutti gli altri. Riccò entra in scena subito, al primo accordo dell'orchestra, insieme ad Angela Francavilla: e mentre lui salta e smatteggia come un clown sovreccitato, la Francavilla comincia i suoi esercizi a terra, con contorsioni, passi di danza, spaccate... poi si inerpica sulla corda e a darle man forte nelle contorsioni, dopo alcuni assoli, arriva lui, Don Giovanni, che diventa il suo tutor per un'esibizione artistica di abilità tipicamente circense.
Infine l'orchestra, il coro, il direttore.
Quest'ultimo ha dato del Don Giovanni una lettura intensa, sgombra da preconcetti filologistici, incline alla tragedia, aspirante all'incipiente romanticismo musicale che Mozart aveva anticipato in molti suoi lavori: una direzione musicale degna di Mahler o - se vogliamo - del più romantico Don Giovanni del Novecento, quello diretto (poi passato in film, tuttora in commercio) da Wilhelm Furtwängler a Salisburgo nel 1956.
Già l'accordo di apertura della sinfonia, con quell'accento da tregenda esaltato dalla dinamica voluta dal direttore Smith, ha fatto presagire l'epilogo cupo del dramma che si chiude senza eseguire più la "morale" di quel concertato che traduce in "giocoso" il dramma. Poi tutte le dissonanze esaltate del pari, ai fini drammatici, perché è la disarmonia del peccato - o del peccatore - che nella lettura di Smith affiora fra l'armonia delle note. Ed infine la meticolosità con cui il direttore ha saputo equilibrare la voce dell'orchestra con quelle dei cantanti, senza mai coprirli, e comunque senza far mancare alla musica quella duttilità e udibilità che necessita per l'emozione di chi ascolta. Proprio bravo, non c'è che dire.

 

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Pregevole la prestazione dell'Orchestra Città di Ferrara e benissimo anche il Coro del Teatro Comunale "Claudio Abbado" preparato da Francesco Pinamonti.
Un trionfo di applausi per l'intero cast e staff, dopo le arie i duetti i concertati e soprattutto al termine della recita quando - tutti in scena e tutti per mano (escluso Moni Ovadia che vagava fra le quinte e non ha voluto entrare benché invitato a più riprese dalle due primedonne) - il pubblico ha chiamato più volte alla ribalta la compagnia anche a sipario chiuso.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara
Nella miniatura in alto: Adrian Schvarzstein ideatore della messinscena di Don Giovanni ambientata nel circo
Sotto in sequenza alcuni protagonisti della prima recita: Guido Dazzini (Don Giovanni) alle prese con l'acrobata Angela Francavilla; Gesua Gallifoco (Zerlina) con Valerio Morelli (Masetto); ancora la Gallifoco con Younggi Moses Do (Don Ottavio); Guido Dazzini con Giulio Riccò (Leporello)
Al centro: panoramiche di Marco Caselli Nirmal su allestimento e costumi
Sempre al centro in sequenza i protagonisti della prima integrati con quelli della seconda serata: Giovanni Luca Failla (Don Giovanni); Failla con il mandolinista in scena durante la serenata del secondo atto; ancora Failla con Marta Lazzaro (Donna Elvira); Yulia Merkudinova (Donna Anna) con Lorenzo Martelli (Don Ottavio); Silvia Caliò (Zerlina) con Valerio Morelli (Masetto); Valerio Morelli con Lorenzo Martelli; Giulio Riccò (Leporello) durante la sinfonia; Marta Lazzaro nel costume di trapezista; Yulia Merkudinova nel costume della primadonna figlia dell'impresario del circo;  Giulio Riccò con Giovanni Luca Failla; Alessandro Agostinacchio (il Commendatore); il direttore Daniel Smith
In fondo: una spaccata della acrobata Angela Francavilla; altre panoramiche di Marco Caselli Nirmal sullo spettacolo agito anche in platea





Pubblicato il 21 Giugno 2022
Riproposta in edizione critica a Parma e Lucca la partitura originaria di Giacomo Puccini
In principio era ŦLe Willisŧ servizio di Simone Tomei

20220621_Lu_00_LeWillis_SeleneZanetti_phImaginariumCreativeStudio.jpegLUCCA - Il genio compositivo giovanile di Giacomo Puccini si cimentava nel concorso Sonzogno con un libretto di Fernando Fontana dal sottotitolo “Le Willis - leggenda in un atto e due parti”. Il componimento teatrale del venticinquenne compositore lucchese non fu ritenuto all’altezza di figurare tra i cinque lavori degni di menzione; ebbero la meglio due compositori oggi del tutto dimenticati: Guglielmo Zuelli, con La fata del nord, e Luigi Mapelli, con Anna e Gualberto. L’impegno successivo del librettista Fontana fu risoluto e perentorio e grazie alle sue conoscenze organizzò l’ascolto de Le Willis in un salotto milanese ove fu organizzata una sottoscrizione nella “Milano bene” affinché l’opera avesse il dovuto risalto. Ecco quindi che il 31 maggio 1884 al Teatro Dal Verme sotto la direzione di Achille Panizza, con Antonio D’Andrade (Roberto), Rosina Caponetti (Anna) e Erminio Peltz (Guglielmo) quelo lavoro di Puccini andò in scena per la prima ed ultima volta.
Filippo Filippi (già prodigo di lodi per il Capriccio sinfonico) sulla Perseveranza scrisse: “Le Willis entusiasmano. Applausi di tutto, tuttissimo il pubblico, dal principio alla fine. Si volle udire tre volte il brano sinfonico che chiude la prima parte e si è domandato tre volte il bis, non ottenuto, del duetto tra soprano e tenore, e della leggenda”. Questa “cantata sinfonica” come la definì Filippo Filippi fu poi rimaneggiata in quanto - come l’editore Ricordi sosteneva - «… non era sufficiente a far serata», ma mai come in questo caso il rimaneggiamento è forse peggiore dell’idea originaria. Il lavoro più completo andò in scena al Teatro Regio di Torino il 26 dicembre 1894 col titolo mutato in Le Villi e divisa in due atti.

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La prima stesura (Le Willis)  venne dunque spezzettata, ricomposta, parzialmente riutilizzata ed infine gettata nell’oblio, fino alla realizzazione dell’edizione critica a cura di Martin Deasy, pubblicata dalla Ricordi nel 2020, oggetto di questa serata.
Qui si percepisce tutto il senso del dramma con la potenza dell’approccio sinfonico; la musica parla, diventa onomatopeica e gli interventi vocali sono delle piccole, ma struggenti chicche che impreziosiscono il costrutto orchestrale.
Una struttura drammaturgica molto semplice che prende avvio con una scena iniziale in cui si festeggia il fidanzamento di Roberto e Anna (quando la ragazza è già in pena perché teme che il suo amato, in partenza per Magonza, la abbandonerà) e si conclude con un dramma perché Roberto troppo tardi torna, ed Anna è già morta di dolore, diventando una delle terribili Willis: Anna-Willis si vendica stringendo il fidanzato traditore in un abbraccio mortale.
In mezzo alle due scene tutta la potenza della musica di Giacomo Puccini diventa pura drammaturgia con l'Intermezzo sinfonico diviso in due Tempi: Nebulosa e Tregenda. Queste parti musicali, nell'intenzione del librettista, dovevano essere ascoltate leggendo i poemetti in versi in cui si racconta la storia. Ad aiutare nella comprensione ci ha pensato, a Lucca, il regista Filippo Ferraresi, basandosi  su pochi segni che - assieme agli elementi scenici di Guido Buganza - riescono ad illustrare, oltre la musica, i tratti salienti del dramma: i gigli quale simbolo della purezza, le Willis che mostrano ritratti di vergini martiri ed infine la danza dei giri Dervish di Silvia Layala che sembra quasi voler ipnotizzare il pubblico sin da prima che i musicisti salgano sul palco.
Dopo il successo parmense di due giorni precedenti, nella prima moderna italiana, ecco che di nuovo il M° Omer Meir Wellber dirige con passione e sentimento la Filarmonica Arturo Toscanini unita alla Camerata Musicale di Parma il cui Maestro del Coro è Martino Faggiani.
Orchestra, direttore e coro in stato di grazia; il gesto del concertatore ha cercato - più che lo slancio verista - quello legato alla tradizione recuperando in essa i più reconditi legami. Il suono orchestrale si fa cristallino, nitido, lucente e talvolta carezzevole - come nella bellissima scena della preghiera - senza temere di dar agio alle pulsioni quasi “erotiche” pucciniane che si ravvisano nella grande pagina dell’intermezzo e nel finale.
Elegante, fresca, morbida nel timbro e curata nel fraseggio l’Anna di Selene Zanetti; voce interessante quella di Kang Wang che conferisce a Roberto quella doppiezza di personalità che lo contraddistingue.

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Note più che positive per Vladimir Stoyanov nei panni del babbo di Anna, Guglielmo Gulf: qui si percepisce davvero cosa voglia dire per lui aver interpretato molti padri verdiani e dall’esperienza maturata trabocca affetto, amore e dolore; ogni sentimento ha la sua intenzione ed il suo colore ed ogni frase gode della purezza del suono e di fraseggio da manuale.
Una serata davvero di successo in cui il pubblico viene premiato al termine con il bis della preghiera.
(La recensione si riferisce alla serata del 7 giugno 2022)

Crediti fotografici: Imaginarium Creative Studio
Nella miniatura in alto: Selene Zanetti (Anna)
Al centro in sequenza: Kang Wang (Roberto); Vladimir Stoyanov (Guglielmo Gulf); ancora Kang Wang con Selene Zanetti
Sotto: i saluti al termine della rappresentazione





Pubblicato il 05 Aprile 2022
L'opera lirica di Aldo Tarabella tra atonalitā, blues e rap conquista i bambini ma anche gli adulti
Pinocchio storia di un burattino servizio di Attilia Tartagni

20220405_Ra_00_Pinocchio_JacopoRivaniRAVENNA - Teatro Alighieri. Pinocchio, creatura letteraria nata nel 1881-1882 dalla fantasia di Carlo Collodi e destinata all’infanzia, è entrata nell’immaginario collettivo di ogni generazione fino ai giorni nostri tradotta nel linguaggio cinematografico, fumettistico e della fiction televisiva. Il 26 e 27 marzo 2022 in versione operistica ha chiuso la stagione lirica 2021-2022 del Teatro Alighieri di Ravenna con Pinocchio, storia di un burattino,  opera per grandi e bambini composta da Aldo Tarabella, su libretto di Valerio Valoriani che qui ha immortalato le sue ultime parole.  In realtà la storia di Pinocchio, nato da un pezzo di legno scolpito dal falegname Geppetto, burattino finito tante volte nei guai per la sua credulità e il suo spirito di avventura, è emblematica di quanto sia difficile passare dall’incoscienza dell’infanzia alla responsabilità dell’età adulta, un percorso evolutivo che richiede esperienze e maturazione.
Nella felice fusione degli elementi sonori, coreografici e scenici, essa è dunque l’opera ideale per la famiglia che si unisce nella visione per poi commentare le azioni del protagonista e gli eventi a cui egli va incontro inducendo bambini (ma anche tanti adulti) a entrare in contatto per la prima volta con il canto lirico e con la musica colta declinata anche in chiave blues e rap.
«Penso che Collodi non volesse porre fine alla vitalità del burattino, ma insistere sulla sua metamorfosi e sul suo processo di maturazione», sottolinea Aldo Tarabella, anche regista per la coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Sociale di Rovigo. Le sonorità fluide, unite al trionfo di scene e dei costumi firmati da Enrico Musenich, erede della scuola di Emanuele Luzzati, e alla coreografia di  Silvia Contenti,  complici anche le luci di Mario Minghetti, donano magia e spessore alla trama già nota che tradotta nel linguaggio teatrale presenta qualche variante e omissione.
Pinocchio curioso, irrequieto e “tarantolato” è il soprano Leonora Tess,  il baritono Clemente Antonio Daliotti si divide fra Geppetto e Melampo, il baritono Piero Terranova, uno e trino,  è Mastro Ciliegia, Mangiafuoco e il Domatore del Circo; il tenore Andrea De Luca è buono e cattivo consigliere di Pinocchio nei panni del Grillo parlante e di Lucignolo; Sara Rocchi, Consuelo Gilardoni e Yulia Tkachenko sono rispettivamente il Gatto, la Volpe e la Fata,  questa ultima soprano di agilità che si impone con un particolare vibrato di stampo orientale che ammanta di imperiosa autorità un personaggio tutto sommato remissivo e sentimentale.

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Il compositore Tarabella ama le citazioni, così Lucignolo è il James Brown del rhythm and blues del Paese dei Balocchi, il  Grillo canta in rap, il Gatto e la Volpe gorgheggiano in blues. L’opera è stata commissionata a Tarabella nel 2017 in Corea del Sud, dove quest’anno, a 150 km da Seul , sarà inaugurato un parco tematico dedicato a Pinocchio in cui l’opera verrà rappresentata stabilmente. Come sottolinea Tarabella, si tratta di un’opera lirica, non di un musical, affidata ad un compositore contemporaneo che lavora nell’atonalità ma che, ritenendo  indispensabile comunicare con il pubblico forte della lezione imparata dal grande Strehler con cui ha collaborato per anni, sa modulare la sua scrittura su corde e ritmi differenti. Un tratto melodico infinitamente dolce disegna, più ancora dell’ambientazione scenografica, il ventre della balena come un utero materno  dove Pinocchio ritrova il padre, lo salva e diventa il bambino responsabile tanto desiderato.
L’opera si è fatta apprezzare anche per l’attenta esecuzione dell’Orchestra Corelli diretta dal M° Jacopo Rivani e per il movimento gioioso di monelli, scolari e animali vari interpretati dal Coro Voci Bianche Ludus Vocalis di Elisabetta Agostini. Si tratta di due formazioni ravennati molto attive, formatesi grazie alla determinazione del giovane maestro Jacopo Rivani e dell’insegnante di musica e canto Elisabetta Agostinini che da anni si dedica con dolcezza inusitata e polso di ferro alla formazione canora dei bambini: due ravennati di talento e volontà di cui andare orgogliosi.

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L’orchestra Corelli, operativa in tutta Italia in formazioni variabili,  farà due serate con il Ravenna Festival 2022 mostrando la sua malleabilità fra classico e pop. Va detto che l’entusiasmo finale del pubblico giovane era alle stelle: anche riconoscere sul palcoscenico i propri compagni di giochi e di studi è un viatico per innamorarsi dell’opera nella cui trama ci si può tutti ritrovare.
(La recensione si riferisce allo spettacolo del 27 marzo 2022)

Crediti fotografici: Andrea Simi per il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Alighieri di Ravenna
Nella miniatura in alto: il direttore Jacopo Rivani
Sotto in sequenza: foto di scena dell'opera di Tarabella Pinocchio, storia di un burattino






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Opera dal Centro-Nord
Don Giovanni domatore tra le fiere
servizio di Athos Tromboni FREE

20220704_Fe_00_DonGiovanni_AdrianSchvarzsteinFERRARA - Il Don Giovanni di Mozart ha debuttato al Teatro Comunale "Claudio Abbado" venerdì 1 luglio, 2022 con replica domenica 3 luglio. Entrambe le rappresentazioni hanno visto il teatro gremito fino al tutto esaurito. Il progetto partiva da lontano: affidare al maestro Leone Magiera il compito di selezionare e preparare giovani cantanti per
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Eventi
La Filarmonica di Suvereto ha due secoli
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20220704_Suvereto_00_LaFilarmonicaDiSuveretoHaDueSecoli_PeppeServilloSUVERETO (LI) - Si inaugurano sabato 9 luglio 2022 alle 21.30 nel giardino della Rocca Aldobrandesca le celebrazioni per il Bicentenario della Società Filarmonica di Suvereto, a cura dell’Ente Musicale e Culturale Filarmonica “G. Puccini”, che ne raccoglie la storia e l’identità. È, infatti, proprio dal 1823 che la Società Filarmonica lavora
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Jazz Pop Rock Etno
Omaggio a Franco Battiato
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220704_Ra_00_OmaggioAFrancoBattiato_NicolaCisterninoRAVENNA - Al Pala De Andrè il 2 luglio 2022 si è compiuto un riuscito “Omaggio a Franco Battiato” con l’evocazione di una delle sue tante anime spese nella Musica, quella più intima e profonda dell’artista siciliano nato nel 1945 e scomparso nel 2021. Come ha dichiarato fra una canzone e l’altra il poliedrico Simone Cristicchi che se ne ritiene
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Echi dal Territorio
Notte rosa in Certosa
servizio di Athos Tromboni FREE

20220703_Fe_00_NotteRosaInCertosa_Smith_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Quando si parla di Piazza San Pietro a Roma e del colonnato del Bernini si dice che quel semicerchio architettonico significhi un grande abbraccio. Anche la Certosa di Ferrara, col suo austero tempio di San Cristoforo e lo sviluppo laterale a semicerchio delle ali, può essere inteso come un grande abbraccio. In più (diciamo in più, non
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Eventi
Prosegue con successo il Varignana Festival
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20220701_00_VarignanaMusicFestival_AlexanderRomanovskyVARIGNANA (BO) - Si sono conclusi tra gli applausi dei numerosi spettatori i primi due appuntamenti dell'VIII edizione del Varignana Music Festival, andati in scena presso la Terrazza Belvedere e l'Anfiteatro sul Lago di Palazzo di Varignana il 29 e 30 giugno 2022. Protagonisti del tradizionale Grand Opening l'Orchestra e il Coro del
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Classica
Iván Fischer bacchetta che incanta
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220630_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra-IvanFischer_phZani-CasadioRAVENNA -La Budapest Festival Orchestra con il concerto del 28 giugno al Pala De André ha confermato, se mai ve ne fosse bisogno, l’importanza della presenza delle grandi orchestre nella manifestazione ravennate, dando vita a un concerto di qualità e gradevolezza incentrato su due classici: la Terza Sinfonia di Johannes Brahms e la
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Opera dal Nord-Est
Peter Grimes sbarca in laguna
servizio di Giuliano Danieli FREE

20220627_Ve_00_PeterGrimes_JuraiValcuhaVENEZIA - La Fenice è stata certamente fra le istituzioni europee più ricettive nei confronti della produzione di Benjamin Britten. Qui nel 1954 è stata data la prima assoluta di The Turn of the Screw, riproposto nei decenni seguenti per ben 4 volte; e nel settembre 1973 ancora la Fenice di Venezia ha ospitato la prima “continentale” di Death
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Opera dal Centro-Nord
In principio era ŦLe Willisŧ
servizio di Simone Tomei FREE

20220621_Lu_00_LeWillis_SeleneZanetti_phImaginariumCreativeStudio.jpegLUCCA - Il genio compositivo giovanile di Giacomo Puccini si cimentava nel concorso Sonzogno con un libretto di Fernando Fontana dal sottotitolo “Le Willis - leggenda in un atto e due parti”. Il componimento teatrale del venticinquenne compositore lucchese non fu ritenuto all’altezza di figurare tra i cinque lavori degni di menzione; ebbero
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Nuove Musiche
Let's Prog che spettacolo!
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220621_Ra_00_LetSProg_GiovanniSollima_phMarcoBorrelliRAVENNA - Non l’avevamo dimenticata, l’invasione della città nel Ravenna Festival 2016 a opera di una schiera di violoncellisti ossessionati dal proprio strumento con cui coinvolgere e trascinare il pubblico donando emozioni e creando nuove sensibilità. A volte ritornano e chissà se sono ancora gli stessi di sei anni fa. Di certo non sono cambiati
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Soci Uncalm
Saccon e Génot un gioiello di esecuzione
servizio di Gianluca La Villa FREE

20220619_Lucca_00_SacconGenotLUCCA - Chiesa dei Servi, 18 giugno 2022. Raramente abbiamo partecipato e assistito a un concerto per violino e pianoforte con un programma così fascinoso, coinvolgente, stimolante il duo degli artisti a realizzare una naturale e viva comunicazione al pubblico della loro arte.
È successo con il violinista Christian Joseph Saccon e il
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Opera dal Nord-Est
Carmen torna accolta dal tripudio
servizio di Athos Tromboni FREE

20220618_Vr_00_Carmen_ClementineMargaine_EnneviFotoVERONA – Doveva essere kolossal per celebrare il regista Franco Zeffirelli, e kolossal lo è stata questa Carmen inaugurale dell’Arena Festival 2022 perché al di là degli esiti ricercati da puristi e “intenditori”, o da filologi e “integralisti”, per la Fondazione veronese ciò che più conta (attenzione: diciamo ciò che più conta, non ciò che solo conta)
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Ballo and Bello
Interno Verde e Interno con Traviata
servizio di Athos Tromboni FREE

20220614_Fe_00_PresentazioneDanza2022_CarolynCarlsonFERRARA - Presentato oggi il Festival di Danza Contemporanea 2022 del Teatro Comunale "Claudio Abbado" che prosegue anche per la prossima stagione nel solco delle novità e delle riconferme: negli anni questo Festival ferrarese è divenuto un punto di riferimento per tutto il panorana di danza italiano ed europeo, essendosi distinto proprio per
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Opera dal Nord-Est
Pagliacci e Al Mulino dittico interessante
servizio di Rossana Poletti FREE

20220600_Ts_00_Pagliacci_AmadiLagha_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Un dittico interessante quello proposto dal Teatro Verdi di Trieste, ultima rappresentazione della stagione, con i Pagliacci di Ruggiero Leoncavallo e Al mulino di Ottorino Respighi, quest’ultima un’incompiuta del maestro, che completata si presenta quindi in prima esecuzione mondiale.
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Eventi
Luglio a teatro 2022
servizio di Athos Tromboni FREE

20220607_Fe_00_LuglioATeatro2022_LeoneMagieraFERRARA - Finite le stagioni tradizionali di lirica, prosa, concertistica, danza, il Teatro Comunale Claudio Abbado non si ferma neanche a luglio; un po' per dare continuità a una stagione ricca di serate e novità, un po' per sperimentare anche il nuovo impianto di climatizzazione che l'amministrazione comunale, su insistenza del Teatro
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Prosa
A teatro vive il sogno illuminista
servizio di Athos Tromboni FREE

20220531_Fe_00_PresentazioneProsa2022-2023_MichelePlacidoFERRARA - È stata presentata la stagione di prosa 2022-2023 del Teatro Comunale "Claudio Abbado": saranno 12 spettacoli in abbonamento che spaziano dai grandi classici, agli autori internazionali, alle nuove drammaturgie. A questi appuntamenti (in programma il venerdì e il sabato alle 20,30 e di domenica alle ore 16), si aggiungono anche i
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Echi dal Territorio
Omaggio ad Anna Lolli
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Bagnara_00_OmaggioAdAnnaLolliBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - È stato un vero piacere domenica 29 maggio 2022 alle 17,30 ritrovarsi come prima della pandemia nell’Auditorium di Bagnara di Romagna,  noi abituali frequentatori del decentrato tempio della lirica e un bel numero di giovani, per il primo omaggio ufficialmente dedicato alla bagnarese Anna Lolli (10 settembre
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Pagina Aperta
Le immagini parlanti di Costantini
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220531_Ra_00_Bruchure_GianlucaCostantiniRAVENNA - Da almeno due anni Ravenna Manifestazioni si augurava “il ritorno alla normalità”. E la normalità è tornata con la consuetudine della presentazione in presenza del 23 maggio 2022 della brochure in formato tascabile del calendario della XXXIII edizione del Ravenna Festival, impreziosita dalle immagini parlanti di Gianluca Costantini.
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Approfondimenti
Progetto Lauter per i giovani
servizio di Edoardo Farina FREE

20220513_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Ultimo appuntamento della Stagione concertistica 2021-2022 di “Ferrara Musica” nel Teatro Comunale “Claudio Abbado”: dopo lo strepitoso concerto tenuto dall’Orchestre de Paris sotto la direzione di Esa-Pekka Salonen dodici giorni prima, il 10 maggio 2022 è tornato sul palcoscenico il “Progetto Lauter”, fortunata formazione
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Opera dal Nord-Est
Rigoletto ottimo il cast, ma...
servizio di Rossana Poletti FREE

20220508_Ts_00_Rigoletto_DevidCecconi_phFabioParenzanTRIESTE - Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”. Rigoletto è un uomo buono e cattivo allo stesso tempo. Un profondo cambiamento da quel cliché, che vuole che bene e male siano ben distinti, avviene per mano delle scelte musicali e di libretto da parte di Verdi con quest’opera. Il melodramma vive una svolta grazie al compositore di Busseto che osa,
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Ballo and Bello
Les nuits barbares ou premiers matins
servizio di Attilia Tartagni FREE

20220502_Ra_00_LesNuitsBarbares_HerveKoubicRAVENNA - Secondo e ultimo appuntamento della stagione ravennate “Opera-Danza” 2021-2022 con le sorprendenti creazioni del coreografo franco algerino Hervè Koubi, nominato nel 2015 Chevalier des Ars et des Lettres per la visione innovativa introdotta con il suo progetto coreutico. I quattordici danzatori si muovono in scena con potenza
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