Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

Il Teatro dell'Opera di Monte Carlo ha mandato in scena un Mozart aggiornato al Novecento

Il ratto dal... Treno

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 26 Marzo 2019

190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel pieno rispetto del compositore.
Il ratto dal serraglio di Wolfgang Amadeus Mozart (in originale Die Entführung aus dem Serail oppure, alla francese, L’Enlèvement au sérail) diventa, al Teatro dell’Opera di Montecarlo, un viaggio sull’Orient Express che conduce i passeggeri dalla stazione ferroviaria monegasca alla città del Cairo. Il serraglio mozartiano trova dunque il proprio adattamento visivo nel convoglio ferroviario, altro luogo chiuso dal quale è difficile scappare. L’unico vagone visibile in scena si trasforma quindi con fluida eleganza negli ambienti che, di volta in volta, si rendono necessari: la suite di Selim, la cucina di Blonde, la grande sala ristorante… Il tutto in una raffinata cornice d’inizio Novecento evocata con cura e dovizia di particolari dallo scenografo e costumista Francis O’Connor, il cui lavoro trova un’ideale corrispondenza nelle luci di Roberto Venturi e nei video curati da Gabriel Grinda, che (sullo sfondo del proscenio) illustrano, in modo suggestivo, il percorso verso Il Cairo. Non mancano neppure gli ammiccamenti alle celebrità artistiche dell’epoca, come far apparire fra la folla in partenza l’impresario Sergej Pavlovic Djagilev e il suo “pupillo” Vaclav Fomic Nishinskij, il quale, durante la suadente aria di Belmonte Ich baue ganz auf deine Stärke, darà vita, assieme a molti altri, a un “turbinio di ormoni” che favorirà l’esplosione di tante forme di amore.

 190326_MonteCarlo_01_RattoDalSerraglio_Scena1_phAlainHanel

Il regista Dieter Kaegi denota un’amabile sagacia nel costruire quest’accattivante lettura operistica, certo non pedissequa, ma comunque rispettosa dello spirito musicale mozartiano. Gli ambienti del treno aiutano lo spettatore a penetrare nell’animo di ciascun personaggio. Ad esempio, se all’inizio Konstanze appare molto debole davanti alle avance di Selim, il coup de theâtre conclusivo lascia il dubbio circa il fatto che la scelta di seguire il fidanzato di Belmonte sia priva di ripensamenti. Il contrasto tra Belmonte e Selim è evidenziato dalla clandestinità con cui il primo si unisce al viaggio grazie all’aiuto di Pedrillo, così come il perfido Osmin li ostacola assumendo le vesti del capotreno.
L’intero spettacolo fila via liscio e armonioso, sebbene, in teoria, si tratti di un adattamento il cui contesto è assai diverso dal libretto mozartiano. Un lavoro che rappresenta quasi un parallelismo con il perseguimento, a opera dello stesso compositore, di un proprio linguaggio adatto al teatro in musica: un tono caratteristico e individuale, in grado di imprimere all’intera partitura un’impronta personale, che, pur riflettendo l’influsso dell’opéra-comique francese e, soprattutto, dell’opera buffa italiana, trova una forma compiuta nel senso classico del termine. Per contro l’esotismo musicale “alla turca” si concretizza tramite l’uso raffinato di strumenti come grancassa, tamburo militare, piatti, triangolo, cappello cinese (o mezzaluna) e ottavino.
Avendo trovato un valido (seppur chiacchierato) collaboratore nel librettista Johann Gottlieb Stephanie, Mozart poté perfezionare con calma la partitura dal 1780 al 16 luglio 1782 (data della prima rappresentazione), nonché intervenire sistematicamente sul piano drammaturgico. A questo periodo compositivo risalgono le sue rare dichiarazioni d’intenti riguardo al teatro lirico. Celebre è la lettera in cui si scrive, ribaltando la teoria metastasiana, che la poesia “deve essere assolutamente figlia devota della musica” e che l’opera ideale nasce “quando s’incontrano un buon compositore, che si intende di teatro ed è in grado di dare un suo contributo, e un poeta intelligente, una vera araba fenice…”.
Altrettanto importante il passo in cui, a proposito dell’aria di Osmin (Solche hergelauf’ne Laffen), Mozart afferma che “... le passioni, violente o no, non devono essere mai espresse al punto da suscitare disgusto e la musica, anche nella situazione più terribile, non deve mai offendere l’orecchio, ma piuttosto dilettarlo e restare pur sempre musica”.
L’intervento di Mozart è così radicale da modificare alcuni aspetti dell’intreccio del libretto originale di Christoph Friedrich Bretzner (Belmont und Constanze, oder Die Entführung aus dem Serail) e in particolare il finale. Nella prima versione si scopre che Belmonte è il figlio di Selim, mentre, in quella ampliata e rivista da Stephanie, il padre del ragazzo è il comandante di Orano, il «peggior nemico» del pascià. Questo fa sì che, da un lato Belmonte e Konstanze, credendosi prossimi alla morte, professino la loro fede nel sentimento che li unisce intonando il duetto Meinetwegen sollst du sterben!, e dall’altro Selim, graziando i giovani innamorati, si riveli un sovrano moderno, illuminato e incline al perdono. Una figura regale compassionevole che omaggia l’imperatore Giuseppe II e che tornerà anche nell’ultima opera mozartiana: La clemenza di Tito.
Al di là di queste piccole note, Il ratto dal serraglio a Montecarlo gode di una compagnia di buon livello.
Rebecca Nelsen è una Konstanze di grande fascino. Si inserisce bene nel contesto registico delineando un personaggio elegante, sofisticato e mai troppo altezzoso. Il canto morbido e l’uso sapiente delle dinamiche restituiscono appieno i sentimenti della giovane, la cui femminilità emerge, con le sue debolezze ed i suoi punti di forza, nella delicatezza musicale dell’emissione. Grazie alle due grandi pagine del secondo atto Traurigkeit ward mir zum Lose e Martern aller Arten, emergono inoltre una luminosità vocale e una stoffa interpretativa di grande spessore.
Non da meno Jodie Devos, che presta il suo prezioso strumento a Blonde, ruolo del quale dimostra pieno possesso. Duttilità, superbi acuti ben controllati e registro multicolore, nonché uniforme in tutta la sua estensione, rappresentano alcuni dei punti salienti di un’esecuzione d’altissimo livello.
Ottimo il Belmonte di Cyrille Dubois capace di divenire passionale, malinconico, vendicato e talvolta rassegnato, traducendo emozioni e sensazioni attraverso un approccio canoro esaltato da fraseggio, legato e dizione.

190326_MonteCarlo_02_RattoDalSerraglio_phAlainHanel190326_MonteCarlo_05_RattoDalSerraglio_phAlainHanel

Frizzante, brioso e cristallino negli acuti il Pedrillo di Brenton Ryan.
Meno a fuoco, invece, l’Osmin di Albert Pesendorfer che, pur risultando pienamente convincente sul fronte recitativo, periclita un poco su quello vocale, dove fatica a conferire corpo e proiezione alle note più gravi che imperversano sul suo rigo musicale.
Unico personaggio impegnato solo dal punto di vista attoriale, il Selim teutonico di Bernhard Bettermann non sfigura assolutamente in questo contesto traslato, distinguendosi per eccellente bravura recitativa.
La bacchetta di Patrick Davin restituisce le sonorità policrome dell’esotismo delineato dal Mozart, mentre l’Orchestra Filarmonica di Montecarlo accompagna i cantanti con gusto e misura. Anche il Coro monegasco, preparato dal M° Stefano Visconti, seppur impegnato in maniera limitata, mette in luce una preparazione vocale e scenica sempre precisa. (La recensione si riferisce alla recita del 24 marzo 2019).

190326_MonteCarlo_06_RattoDalSerraglio_facebook_phAlainHanel

Crediti fotografici: Alain Hanel per il Teatro dell'Opera di Monte-Carlo
Nella miniatura in alto: Rebecca Nelsen nel ruolo di Konstanze






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Progetti e proponimenti per il dopopandemia
redatto da Athos Tromboni FREE

201211_Fe_00_MoniOvadiaFERRARA - Teatro Comunale Claudio Abbado... lo spirito con il quale i promotori della conferenza stampa (tenutasi oggi, 11 dicembre 2020, nella Sala degli Arazzi della residenza municipale) per la presentazione del "teatrante" (come egli stesso si definisce)  Moni Ovadia quale nuovo direttore del principale teatro ferrarese, sembra essere quello dell'autunno 1989 quando, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, venne presentato il "Progetto Abbado" dall'allora sindaco di Ferrara, Roberto Soffritti, insieme al management del Comunale e allo stesso direttore d'orchestra. Così nacque Ferrara Musica, associazione tuttora attiva, affiancata al Teatro - ma con una sua specifica autonomia - nella programmazione degli eventi concertistici in terra estense.
Quell'autunno 1989 e il decennio successivo videro lievitare l'interesse dei ferraresi
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Ballo and Bello
Palpebra transustanziazione profana
servizio di Athos Tromboni FREE

201020_Fe_00_Palpebra-CollettivOCineticO_FrancescaPennini_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Tre giorni, sei spettacoli. Alla Sala della musica del Chiostro di San Paolo, il CollettivO CineticO ha presentato in anteprima mondiale il suo ultimo spettacolo di danza, Palpebra - site specific parte della ricerca «Esercizi di pornografia vegetale», secondo appuntamento del festival di danza contemporanea del Teatro Comunale "Claudio Abbado"
...prosegui la lettura

Pagina Aperta
Anfols lancia l'allarme
FREE

201016_Roma_01_ComunicatoAnfols_FrancescoGiambrone.JPGROMA - Allarme dell’Associazione Nazionale Fondazioni lirico-sinfoniche (ANFOLS) per le ricadute dell’emergenza sanitaria sui teatri d’opera. Nel 2021 minori incassi per oltre 60 milioni di euro dal botteghino. L'Anfols chiede adeguati interventi economici che permettano di proseguire le attività e la missione di servizio pubblico per le Fondazioni
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Aterballetto stavolta ha fatto centro
servizio di Athos Tromboni FREE

201010_Fe_00_AterballettoDonJuan_JohanIngerFERRARA - Aterballetto con Don Juan stavolta ha fatto centro. Questa lunga opera in danza, inventata dal coreografo ed ex ballerino Johan Inger sulla figura letteraria di Tirso de Molina, di Molière, di Bertold Brecht e dell’opera teatrale di Suzanne Lilar, è molto piaciuta al pubblico ferrarese e non c'è dubbio che essa rappresenta una coreografia che
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Domingo fa anche Nabucco
servizio di Nicola Barsanti FREE

201008_Fi_00_Nabucco_PaoloCarignaniFIRENZE – La florida attività del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino offre un cartellone denso di appuntamenti imperdibili, il che, considerando il difficile periodo attuale, lo rende uno dei teatri più attivi d’Europa. Fra cast stellari e artisti di fama internazionale, il Maggio promette una stagione ricca di emozioni e, insieme, lancia un messaggio di
...prosegui la lettura

Eventi
Ripartire da Pollini
servizio di Athos Tromboni FREE

200930_Fe_00_StagioneFerraraMusica2020-2021_FrancescoMicheliFERRARA - Ripartire da Maurizio Pollini dopo il periodo di confinamento della musica (e della vita di tutti) è segno benaugurale per la stagione 2020/2021 di Ferrara Musica, perché nelle sue due altre apparizioni nel cartellone del Teatro Comunale (1999, recital pianistico; e 2012,  concerto per pianoforte e orchestra, sul podio Claudio Abbado
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Le 'Trame Sonore' di Padmore
servizio di Laura Gatti FREE

200922_Mn_00_MarkPadmoreRecitalMANTOVA - Largo spazio a Ludwig van Beethoven, nel 250° anniversario della nascita, al festival 'Trame Sonore' svoltosi dal 4 al 6 Settembre 2020 a cura dell’Orchestra da Camera di Mantova. Oltre alle splendide esecuzioni che hanno visto protagonista il celebre pianista Alexander Lonquich (di particolare rilievo
...prosegui la lettura

Eventi
Il 'range' da Shakespeare a Dario Fo
servizio di Athos Tromboni FREE

200921_Fe_00_StagioneDiProsa2020_MarioRescaFERRARA - Il presidente del Teatro Abbado, Mario Resca (in collegamento Zoom da Milano), gli assessori comunali Marco Gulinelli (Cultura) e Matteo Fornasini (Turismo), insieme a Marino Pedroni e Marcello Corvino hanno presentato oggi alla stampa la nuova Stagione di Prosa 2020/2021 che si articola in quattordici titoli
...prosegui la lettura

Personaggi
ŦIn scena con energia e passioneŧ
intervista di Ramón Jacques FREE

200920_Personaggi_00_MariangelaSicilia_phLorenzoPoliIn questa interessante conversazione il soprano Mariangela Sicilia Ci racconta della sua carriera, del suo repertorio e ci dà alcune sue riflessioni di come concepisce il canto e la situazione attuale.
Mariangela Sicilia, come ti sei avvicinata al canto? Perché hai scelto di diventare una cantante lirica?
...prosegui la lettura

Ballo and Bello
Tredici danze sul mutamento
FREE

200920_Fe_00_FestivalDanzaContemporanea2020_MarinoPedroniFERRARA - Mutevolmente in atto. Incertezze, perdita di punti di riferimento, nuovi modi di comunicare e di connettersi al mondo. Il 2020 è l’anno in cui tutto è cambiato. Come recepisce questo mutamento il mondo della danza contemporanea? La nuova Stagione di danza si apre, come di consueto, con il Festival di Danza Contemporanea, a cura
...prosegui la lettura

Eventi
Muti unisce Ravenna Bologna e Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200915_Bo_00_ConcertoMutiOrchestraCherubini_TizianaFerrari.JPGBOLOGNA - La necessità di contrastare anche sul piano delle attività culturali (oltre che sanitario) la pandemia da Covid-19 è stata richiamata da tutti gli interventi dei relatori nella conferenza stampa svoltasi presso Confindustria Emilia, durante la quale è stato presentato il doppio appuntamento concertistico (Bologna PalaDozza e
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Elisir di lunga vita di sė rara qualitā
servizio di Athos Tromboni FREE

200913_Fe_00_LElisirDAmore_DaveMonaco_phElisaCatozziFERRARA - Una bella edizione di L'elisir d'amore ha aperto ufficialmente la stagione lirica del Teatro Comunale 'Claudio Abbado'. Due date, 11 e 12 settembre 2020, hanno segnato una sostanziale anticipazione del cartellone prossimo venturo (di cui non si sanno ancora i titoli), cartellone che negli ultimi anni si apriva con una anteprima a dicembre
...prosegui la lettura

Vocale
Plácido Domingo per l'Arena
servizio di Angela Bosetto FREE

200911_Vr_00_PlacidoDomingoPerLArena_EnneviFotoVERONA – Quello fra Plácido Domingo e l’Arena è un rapporto che dura da oltre mezzo secolo. Dal 1969 (anno in cui il tenore madrileno debuttò nell’anfiteatro veronese come Calaf e Don Carlo), Domingo in Arena ha interpretato Des Grieux, Cavaradossi, Radamès, Turiddu, Canio, Otello, Nabucco e Germont, ha diretto Aida e Carmen, è stato nominato
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310