Pubblicato il 12 Febbraio 2020
Il recital della giovane e talentuosa pianista napoletana ha incantato il pubblico di Ferrara Musica
La Vacatello sa emozionare servizio di Athos Tromboni

200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico: la Musica Ricercata di György Ligeti, la Passacaglia in Do minore Bwv 582 di Johann Sebastian Bach (trascritta dalla stessa Vacatello dalla originale partitura per organo), la proibitiva Sonata n.9 "Messe noire" op. 68 di Aleksandr Skrjabin e infine la Sonata n.3 in Si minore op. 58 di Fryderyk Chopin.
Ecco cosa ci racconta la sua sintetica biografia: la Vacatello nasce in una famiglia di musicisti e inizia gli studi musicali ancora bambina, a quattro anni. Si esibisce in pubblico per la prima volta all’età di cinque anni e debutta con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a quattordici anni nella “Sala Verdi” del Conservatorio di Milano (dove si è diplomata e laureata), eseguendo il Concerto n.1 di Franz Liszt. Si è perfezionata frequentando masterclass, in Italia e all’estero. Si è esibita per le più importanti stagioni concertistiche e nei principali teatri nel mondo, come il Teatro alla Scala di Milano con l’Orchestra Filarmonica, l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia a Roma, Società dei Concerti di Milano, Orchestra Rai di Torino, Wigmore Hall di Londra, Carnegie Hall di New York, Konzerthouse Berlin. Ha effettuato tournée negli Stati Uniti, in Sud Africa e in Cina. Insieme allo studio del pianoforte ha affiancato il corso di composizione sperimentale. Nello scorso ottobre 2019 ha aperto la Stagione Sinfonica dell’Orchestra della Rai a Torino nei circuiti Euroradio ed Eurovisione. Nei prossimi mesi sarà impegnata in tournée in Italia e all’estero. Dedica parte del suo tempo alla didattica pianistica al Conservatorio Arrigo Boito di Parma.
Un brillantissimo curriculum di studi ed esibizioni, dunque.
A Ferrara ha dimostrato che quel curricolo che abbiamo riportato sopra non rende nella sua algida oggettività, tutto sommato, giustizia a questa giovane e brava pianista.
Lei, sia nelle frenesia del virtuosismo (di cui è pieno il pezzo di Bach, soprattutto là dove improvvisato; e altrettanto pieno di virtuosismo è il pezzo di Skrjabin) sia nella cantabilità più lirica, ha saputo padroneggiare il suono, timbricamente e (in senso più lato) musicalmente piegando le note, le scale, gli arpeggi, gli accordi a una concezione dell'interpretazione che si è dimostrata in sintonia con la voglia di meravigliare, eccitare, commuovere.
Insolito e seduttivo il pezzo di Ligeti perché (scrive nel programma di sala il musicologo Pasquale Spinelli) «esso rappresenta il tentativo del compositore di costruirsi un linguaggio totalmente nuovo ripartendo dalle basi minime dell'arte musicale... è una raccolta di undici studi dove il primo pezzo è costruito con due note delle dodici disponibili (il La e solamente in coda il Re), il secondo brano ne aggiunge una terza e così via, con progressive aggiunte fino all'undicesimo studio che esaurisce il totale della scala cromatica.»
Cioè, fuor del linguaggio tecnico, se non ci fosse una (o un) eccellente interprete a dare vita a quella sequenza "in augmentazione" dei suoni dodecafonici, sarebbe un patimento starli ad ascoltare, così privi di melodia quali sono.
Ricercato e seduttivo il pezzo di Bach trascritto dalla Vacatello, e non aggiungiamo  altro, se non meraviglia e piena gioia dell'ascolto.
Con Skrjabin si potrebbe ripetere la sequela di aggettivi usati per le esecuzioni precedenti.
Ma quel che più ha interessato gli spettatori e anche il critico (perché finalmente qui esistono incisioni di riferimento, per cui è possibile - almeno emotivamente con l'ascolto dal vivo - fare paragoni e tentar confronti) è stata l'esecuzione della Sonata op. 58 di Chopin: e allora diciamo che la Vacatello ha dato l'impressione di possedere la sensibilità di Nikita Magaloff (suono rotondo e pieno, illuminate pause espressive, più attenzione al lirismo che al virtuosismo) e la pulizia di diteggiatura di Maria Tipo.

200212_Fe_01_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_facebook_phMarcoCaselliNirmal

In particolare vogliamo riferire di una sua stupenda esecuzione del terzo tempo della Sonata chopiniana, un "Largo" che si fa largo (scusate il bisticcio di parole) in mezzo a una marcia lenta, come un pensiero elegiaco che non si stanca (e non stanca) di fluttuare nell'aria facendosi suono senza sosta, senza fine, senza meta: vogliamo riportare qui a ulteriore specificazione dell'effetto, la frase del bel libro di Jean-Jacques Eigeldinger, «Chopin visto dai suoi allievi» là dove si racconta che Madame Roubaud nel corso delle 18 lezioni frequentate a Parigi presso il polacco, quel "Largo" suonato una volta da Chopin stesso, fece piangere l'allieva.
E veramente l'interpretazione della Vacatello, a Ferrara, ha suscitato - per quel "Largo" - la commozione in chi scrive e forse non solo in chi scrive... dimostrandosi una musicista che sa emozionare.
Ovvio perciò il grande successo di pubblico, purtroppo non numeroso, a cui la Vacatello ha donato (visto che gli applausi erano copiosi, calorosi e interminabili) ben tre bis fuori programma: un pezzo di Alberto Ginastera e due perle ancora di Chopin.

Crediti fotografici: Marco Caselli Nirmal per Ferrara Musica - Teatro Comunale Claudio Abbado

 





Pubblicato il 21 Giugno 2019
Le due celeberrime pianiste francesi fioriscono nel Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini
Labéque e il respiro di un'epoca servizio di Attilia Tartagni

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la parte del leone l’ha fatta Mozart con due sue opere concepite per un uso che si potrebbe definire “domestico” ovvero il Concerto in Fa maggiore per due pianoforti K242 pensato per le figlie della contessa Antonia Lodron, Aloisia e Giuseppa, e sempre per due tastiere il Concerto in Mi bemolle maggiore K365 che Mozart stesso avrebbe eseguito insieme all’amata sorella Nannerl.
Entrambe sono state affidate alle sorelle Katia e Marielle Labéque, un duo pianistico fra i più coesi e apprezzati nel mondo,  di origine italiana in quanto sono figlie della pianista Ada Cecchi. Le due sorelle sono talmente simili l’una all’altra da apparire speculari, sottili e con lunghi e ricci capelli corvini, look bianco e nero alternati come i tasti di un pianoforte.
190621_Ra_01_SorelleLabeque_phUmbertoNcolettiFacendo anche volare le mani nello stesso modo, le due pianiste hanno tratto dal fortepiano a due tastiere le sonorità e le dinamiche timbriche originali  creando nel contesto moderno del Pala De André effetti sicuramente simili a quelli che si potevano godere in sale da concerto dell’epoca quale il Palatium Lodronicum di Salisburgo. Le due donne nate a due anni di distanza l’una dall’altra, formatesi da bambine sul pianoforte, dividono la vita e il palcoscenico, suonando in  simbiosi i generi più diversi. Anche in Mozart, sia quando il loro suono si sovrappone sia quando intercala in un dialogo che si fa incalzante, l’impressione è che non ci potrebbe essere un’esecuzione migliore per quelle pagine, mentre si è rapiti dalla loro immagine che sembra sdoppiata da uno specchio immaginario. Ciò avviene nell’ambito di una compagine come il  Giardino Armonico, uno dei gruppi più apprezzati nel mondo per l’esecuzione su strumenti originali, musicisti abituati a esecuzioni quanto mai vicine alla resa originale delle pagiane che affrontano.
Questa caratteristica si è evidenziata tanto nel brano di apertura, l’Ouverture da L’isola disabitata Hob 28/9 di Haydn, tratta dall’azione teatrale in due atti composta nel 1779  su libretto di Pietro Metastasio per il teatro della corte di Nikolaus Esterházy, una pagina appassionante che rivela la  temperie Sturm und Drang e la vena teatrale dell’autore. La compagine ha concluso con la Sinfonia in Fa diesis minore n. 45 Hob.I.45 detta “Abschiedssymphonie”, ovvero “Sinfonia degli addii” composta nel 1772 e anch’essa improntata alla tensione armonico-espressiva legata agli sviluppi romantici; particolarmente efficace e suggestiva nelle esecuzioni dal vivo il movimento finale in cui gli esecutori abbandonano, uno alla volta la scena lasciando solo i violini in pianissimo. L’espediente fu ideato da Haydn per chiedere al mecenate un poco di riposo per i musicisti, costretti a corte a lunghissime sessioni musicali, e si traduce in un autentico colpo di teatro in quella che è una composizione di carattere esclusivamente strumentale.

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Crediti fotografici: Kemal Mehmet Girgin, Lukasz Rajchert e Umberto Nicoletti per Ufficio stampa Ravenna Festival
Nella miniatura in alto: il direttore Giovanni Antonini
Al centro: le sorelle Katia
e
Marielle Labéque
Sotto: il Giardino Armonico





Pubblicato il 16 Dicembre 2018
La brava pianista ferrarese ha portato nel Ridotto del Teatro Abbado uno degli autori preferiti
Ecco la Carini, ecco Schumann servizio di Athos Tromboni

181216_Fe_00_MariaCristinaCariniFERRARA - La musica pianistica di Robert Schumann... e il recital di Maria Cristina Carini nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" per la stagione cameristica del Circolo Frescobaldi. Ecco le due motivazioni che hanno indotto il pubblico ferrarese alla partecipazione dell'appuntamento musicale. Se poi si tratta del 18 pezzi caratteristici per pianoforte Davidsbündlertänze op.6 e delle 8 fantasie della Kreisleriana op.16 ci sono ulteriori motivazioni che coinvolgono sia lo studioso acculturato che il pubblico generico: quelle motivazioni afferiscono principalmente il come si suona Schumann e il perché di una data interpretazione.
Andiamo con ordine: si tratta di lavori giovanili del tedesco scritti rispettivamente nel 1837 e nel 1838 ma sono pieni di quella carica emotiva che caratterizzerà le più intense opere del compositore nella maturità, prima della pazzia.
All'inizio del 1837 il compositore viveva in stato di appassionata disperazione, a causa dell'allontanamento forzato dall'amata Clara Wieck; i timori di perderla per sempre lo prostravano. Fu lei, Clara, che fece il primo passo verso la riconciliazione; e così il coraggio del compositore si rinvigorì portandolo ad accettare la proposta di lei, che di matrimonio si sarebbe potuto parlare, ma non prima che Schumann avesse trovato un lavoro, una sistemazione, una fonte di guadagno: nacquero perciò, sull'onda emotiva del rinascente rapporto, i 18 pezzi caratteristici per pianoforte: in essi si alternano momenti luminosi, altri lirici, altri riflessivi e malinconici. L'anno successivo, ma in effetti pochi mesi dopo, nacquero le fantasie della Kreisleriana, vera "summa" di invenzioni ritmiche incomparabili, e di complessità melodiche inusitate per l'epoca. Schumann innamorato, Schumann creativo, Schumann determinato, Schumann concreto. Non si può prescindere da queste considerazioni quando ci si approccia alle due composizioni, tanto per ascoltarle, e tanto più per eseguirle.
E la Carini ha mostrato di avere interiorizzato non solo le note, ma anche gli umori reconditi del compositore, traferiti poi nel proprio tocco e nella propria maniera di utilizzare il pedale di risonanza del pianoforte. Ed ha eseguito tutto a memoria... «Suonare a memoria. Chiamatela pure un'audacia... testimonierà ben sempre la grande forza dello spirito musicale. Perché questa buca del suggeritore? Perché questo peso al piede, se ci sono ali alla testa? Non sapete che un accordo, letto dalla musica, per quanto sia liberamente toccato, non suona nemmeno per metà così liberamente come uno sonato di fantasia?»: sono le parole di un celebre aforismo di Robert Schumann tratto dai suoi scritti "La musica romantica".

181216_Fe_01_MariaCristinaCarini_facebook

Ecco il come si ha da suonare quel compositore se si vuole trasmettere al pubblico la simbiosi fra interprete e autore. La Carini l'ha fatto. E per quanto riguarda il perché più sopra citato, rileviamo che non solo nelle mani agilissime, nelle dita affusolate, ma addirittura nello sguardo della pianista, nel suo gesto misurato, si sono intravisti ora i momenti luminosi, ora l'abbandono lirico, ora il raccoglimento riflessivo e malinconico che furono di Schumann; cioè i suoi sentimenti, così come vengono raccontati dalle analisi psico-espressive che la letteratura musicologica ci ha tramandato dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri.
Ottimo recital pianistico, dunque, premiato da un grande calore del pubblico presente a cui la Carini, per ringraziamento, ha offerto come bis fuori programma una splendida Mazurka di Chopin.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica Uncalm
Nella miniatura in alto e sotto: la pianista Maria Cristina Carini durante il recital nel Teatro Abbado






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Ecco la Carmen venuta da Ravenna
intervento di Athos Tromboni FREE

200208_Fe_00_Carmen_MartinaBelli_phZaniCasadioFERRARA - Un successo annunciato, quello della Carmen di Georges Bizet proveniente dal Teatro Alighieri di Ravenna dove era andata in scena quale ultimo spettacolo della “Trilogia d’Autunno” nel novembre scorso. Si sapeva che il regista Luca Micheletti era un giovane baritono interprete anche del ruolo di Escamillo (peraltro non in scena a Ferrara nel Teatro Abbado dove ha lasciato il posto al collega Andrea Zaupa, limitandosi a fare la regia già proposta a Ravenna); si sapeva che il pubblico romagnolo aveva accolto quella regia con lunghi applausi e ovazioni, replicate qui dal pubblico ferrarese; si sapeva che nel ruolo eponimo aveva brillato una giovane promessa (promessa già mantenuta, diciamo oggi) che risponde al nome di Martina Belli.
Tutto questo si sapeva. E concordiamo con quanto scrisse
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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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30 anni e non li dimostra
Athos Tromboni FREE

200331_Diario_00_30AnniENonLiDimostra_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Io c'ero. È così che si dice per solennizzare un momento storico? Per nobilitare sé stessi di fronte ad un avvenimento storico? Per vanità che affiora e mette in primo  piano l'io narrante nel contesto di un appuntamento storico? Sì, è così che si dice. Perché non c'è modo migliore di dirlo. Ebbene sì, io c'ero!                               
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Rai 5 perle di musica danza e opera
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200329_Rai5_00_LaSettimanaTv_AlexanderMalofeevRai 5 ha comunicato spettacoli e interpreti di opera e musica nella settimana che va da lunedì 30 marzo a venerdì 3 aprile 2020: gli appuntamenti di spicco sono quelli con Roberto Bolle, le Orchestre della Rai e dell'Accademia di Santa Cecilia, la Manon Lescaut di Puccini e Hänsel e Gretel di Humperdinck. Tutti i giorni dalle 18
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Dischi in Redazione
Archos Quartet e i quartetti di Sinigaglia
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200325_Cd_00_LeoneSinigagliaÈ stato impegno del ferrarese Comitato per i Grandi Maestri, prossimo alla conclusione della sua attività, proporre il Quartetto Archos, formato da giovani valenti musicisti europei, alla casa discografica Naxos per la prima incisione mondiale dell’opera quartettistica del compositore italiano Leone Sinigaglia (1868-1944).
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Insieme ce la faremo
interviste a cura di Simone Tomei FREE

200323_00_AndraTuttoBeneIl mondo del Teatro, del Melodramma e dell’Arte in generale non è certo morto, ma in esso pulsa un cuore fatto di uomini e donne, che ardono di passione e soffrono per questo momento di inevitabile pausa imposta dagli eventi. In un periodo in cui il Covid-19, volgarmente detto Coronavirus, sembra abbia posto tutto sotto il suo dominio, per tanti amici
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Ecco il Carlo Felice in Opera
redatto da Athos Tromboni FREE

200317_Ge_00_OperaInStreaming_AndreaBattistoniGENOVA - Grande successo per i primi tre giorni di #musicalmenteiniseme, il palinsesto streaming con cui il Teatro Carlo Felice risponde alla chiusura obbligata dall’emergenza coronavirus. Ecco nel dettaglio, tutti gli spettacoli della settimana dal 16 marzo al 22 marzo 2020. Costretto a chiudere per l’emergenza coronavirus, giovedì 12 marzo il
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La ''musica forte'' in onda su Rai5
redatto da Athos Tromboni FREE

200315_Rai5_00_LaMusica_HeinzHolligerIn tempi di "Io resto a casa" il servizio pubblico televisivo attraverso Rai Cultura e Rai5 amplia la propria offerta di musica colta ("musica forte" la definisce oggi qualche musicologo). Pubblichiamo integralmente il comunicato della Rai sapendo di fare un servizio gradito ai nostri lettori di tutta Italia. Ecco i cinque appuntamenti da non perdere:
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Fulvio Macciardi di nuovo sovrintendente
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200312_Bo_00_NuovoConsiglioIndirizzo_FulvioMacciardiBOLOGNA - Si è insediato oggi, giovedì 12 marzo 2020, il nuovo Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, presieduto dal sindaco della città e presidente del teatro, Virginio Merola. Nell’incontro, tenutosi nel pomeriggio, è stato preso atto dell’avvenuta nomina dei quattro componenti dell’organo da parte dei tre Fondatori
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200225_Ra_AccademiaDellAnnunciata_MarioBrunello_phGianniRizzottiRAVENNA - E’ sempre un privilegio assistere a un’esibizione di Mario Brunello, violoncellista fra i più apprezzati del mondo e sperimentatore di luoghi e forme inusuali di comunicazione con la musica. Mercoledì 19 febbraio 2020 al Teatro Alighieri si è rinnovato il piacere di ascoltarlo dal vivo insieme all’Accademia dell’Annunciata diretta da Riccardo
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L'Italiana č tornata al Filarmonico
servizio di Athos Tromboni FREE

200224_Vr_00_ItalianaInAlgeri_StefanoVizioliVERONA - Dopo sei anni è ritornata nel Teatro Filarmonico L'italiana in Algeri di Gioachino Rossini in un allestimento divertente e molto luminoso curato dal regista Stefano Vizioli. L’opera del compositore di Pesaro era stata messa in scena nel teatro veronese, infatti, per la prima volta nel 1816 (tre anni dopo il suo debutto trionfale al San Benedetto
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servizio di Simone Tomei FREE

200224_MonteCarlo_00_StreetScene_LeeReynoldsMONTE CARLO - La Grande mostra d'arte tedesca (dal tedesco Große Deutsche Kunstausstellung) fu un'esposizione d'arte che ebbe luogo dal 1937 al 1944 nella Haus der Deutschen Kunst di Monaco atta a celebrare l'arte approvata nella Germania nazista.
Proprio Hitler durante il discorso per l’inaugurazione della prima
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Opera dal Centro-Nord
Carmen terza piazza al Giglio
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200323_Lu_00_Carmen_MartinaBelliLUCCA - La stagione lirica prosegue con Carmen di Georges Bizet proveniente dalla “Trilogia di Autunno 2019” del Ravenna Festival, progetto ideato e a cura di Cristina Mazzavillani Muti. Su questa testata compaiono già due articoli inerenti questo spettacolo (che potete leggere qui e qui) ed in questo mio breve intervento riporto le impressioni
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Opera dal Nord-Ovest
Nabucco č tornato al Regio
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200222_To_00_Nabucco_DamianoSalerno_phEdoardoPivaTORINO - Nabucco di Giuseppe Verdi, assente dal Teatro Regio da oltre un ventennio (mancava dal 1997), torna trionfante in un nuovo allestimento coprodotto con il Teatro Massimo di Palermo. La nuova produzione, vede la firma di Andrea Cigni, la cui regia, molto apprezzata, restituisce all’opera il suo carattere originario, esentandola da
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Cenerentola č anche un balletto
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200218_Ra_00_Cenerentola_VeronicaGaldo_phMicheleMonastaRAVENNA - Quante Cenerentole abbiamo conosciuto ed amato, prima di questo appuntamento della stagione di Opera e Danza al Teatro Alighieri di Ravenna il 15 e il 16 gennaio 2020? Dopo Perrault e i Fratelli Grimm, gli scrittori che la rubarono alla tradizione orale, questa fiaba dalle origini antiche ha ispirato compositori, cineasti, autori di musical, disegnatori
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Opera dal Nord-Ovest
La Nizza una grande Adriana
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200216_Ge_00_AdrianaLecouvreur_AmarilliNizzaGENOVA - Il Teatro può essere fonte di vita, ma anche letale. Come scrive Angela Bosetto nell’eccellente saggio "Melpomene son io", dedicato ad Adrienne Lecouvreur e pubblicato (per gentile concessione della Fondazione Arena di Verona) sul programma di sala del Teatro Carlo Felice di Genova, «... per Adrienne il teatro è fatale in ogni senso.
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Eventi
Ecco il Festival Puccini 2020
redatto da Athos Tromboni FREE

200216_TorreDelLago_00_FestivalPuccini2020_GiorgioBattistelliTORRE DEL LAGO (LU) - Il  Festival Puccini 2020 celebra il suo genius loci con la messa in scena di cinque titoli a cui faranno da corollario  interessanti nuove proposte.  «Un Festival con una forte connotazione europea – come ama definirlo il neo direttore artistico Giorgio Battistelli - tra tradizione e contemporaneità ma ben legato alle  sue radici
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Opera dal Centro-Nord
Tosca approda al Goldoni
servizio di Nicola Barsanti FREE

200216_Li_00_Tosca_LeoAn_phAndreaSimiLIVORNO - Il nuovo allestimento della Tosca  di Puccini del regista, scenografo e costumista Ivan Stefanutti, co-prodotto con il Teatro di Pisa e con il Teatro del Giglio di Lucca arriva alla sua ultima rappresentazione stagionale nel Teatro Goldoni di Livorno. L’ampio palcoscenico del teatro livornese conferisce alla scena maggiore equilibrio e dinamicità
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Concorsi e Premi
Farnocchia insignita del Mascagni d'Oro
servizio di Attilia Tartagni FREE

200215_00_BagnaraDiRomagna_PremioMascagniDOro_SerenaFarnocchiaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - La lirica non è l’unica attrattiva di Bagnara di Romagna ma è fra le più importanti vantando una tradizione pluridecennale che la colloca  fra i suoi luoghi-culto. Domenica 9 febbraio 2020 essa è tornata prepotentemente all’Auditorium di Bagnara in uno degli appuntamenti più prestigiosi e attesi organizzati dal
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Eventi
Arena ecco il cast stellare
servizio di Athos Tromboni FREE

200214_Vr_00_PresentazioneCastArena2020_DiegoMatheusVERONA – Presentazione del 98° Festival (titoli in programma e cast) con suspence, giovedì 13 febbraio 2020, nel Teatro Filarmonico: la mattina la stessa presentazione era stata fatta a Milano, il pomeriggio alle 16,30 era prevista la replica a Verona, sennonché tutto lo staff (la sovrintendente della Fondazione, Cecilia Gasdia, il
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Pianoforte
La Vacatello sa emozionare
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200212_Fe_00_RecitalPianisticoMariangelaVacatello_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - La pianista Mariangela Vacatello lascerà un ricordo indelebile negli spettatori di Ferrara Musica, perché il suo recital eseguito martedì 11 febbraio 2020 nel Teatro Comunale Claudio Abbado è di quelli che non si scordano. Si è presentata con molta semplicità e molta sicurezza di sé, in un programma che ha mischiato novità e grande repertorio solistico
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Vocale
Due concerti Mikrokosmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

200211_Ra_00_Mikococosmi_GiuseppeFaustoModugnoRAVENNA - In Sala Corelli, nel ridotto del Teatro Alighieri è iniziata la 22° edizione di Mikrokosmi, concerti mattutini della domenica organizzati dalla Scuola musicale Mikrokosmos di Ravenna con la direzione artistica di Barbara Valli. E’ stato particolarmente interessante l’incipit del 19 gennaio 2020 quando, all’insegna delle celebrazioni del 250°
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Personaggi
Omaggio a Mirella Freni
servizio di Edoardo Farina FREE

200207_00_OmaggioAMirellaFreni_miniaturaMODENA - La scomparsa del soprano Mirella Freni (pseudonimo di Mirella Fregni), avvenuta il 9 febbraio 2020 all’età di quasi 85 anni (li avrebbe compiuto a breve) dopo una lunga malattia, è stata resa nota con profonda tristezza da Jack Mastroianni, manager di una vita. Una delle grandi artiste della seconda metà del '900, si è spenta nella sua casa
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Opera dal Centro-Nord
Il dittico del Trittico
servizio di Attilia Tartagni FREE

200204_Ra_00_SuorAngelica_phFilippoBrancoliPanteraRAVENNA - Il Puccini del Trittico su versi di Giovachino Forzano, che debuttò a New York nel 2018, non è quello di Bohème o di Tosca dove imperano le grandi arie espansive: per i più, questo, è un Puccini minore; ma per i musicologi è un Puccini di maggior respiro europeo. Al Teatro Alighieri il 31 gennaio e il 2 febbraio 2020, di quel Trittico, sono andati in
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Opera dall Estero
La bella Bohčme di Monte Carlo
servizio di Simone Tomei FREE

200128_MonteCarlo_00_LaBoheme_IrinaLungu_phAlainHanelMONTE CARLO - Un inizio di anno 2020 sontuoso alla Salle Garniér dell’Opéra di Montecarlo nel solco del grande repertorio pucciniano per il proseguire della stagione monegasca 2019-2020. L’allestimento de La Bohème di Giacomo Puccini porta la firma registica di Jean-Louis Grinda con una produzione che va nella direzione della più marcata tradizione
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Libri in Redazione
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano
recensione di Athos Tromboni FREE

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera,
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Opera dal Centro-Nord
Risurrezione nel teatro fiorentino
servizio di Simone Tomei FREE

200123_Fi_00_Risurrezione_AnneSophieDuprels_phMicheleMonastaFIRENZE - Qual è la via da percorrere per arrivare all’espiazione di un atto d’amore che la società considera come colpa? Per Katerina Mikalowna (alias Katiuscia) è stata quella di scendere fino agli inferi, toccarne il fondo e da lì risorgere e tornare a rivivere i sentimenti della fanciullezza e quindi risorgere. Risurrezione di Franco Alfano è la storia di questa
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Opera dal Centro-Nord
Turandot, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200122_Pr_00_Turandot_GiuseppeFrigeniPARMA - La città di Giuseppe Verdi, eletta Capitale Italiana della Cultura 2020, ha dao il via alla stagione lirica del Teatro Regio con la Turandot di Giacomo Puccini; l'ultimo capolavoro del genio lucchese prende vita con un allestimento nato a Modena nel 2003 e che porta la firma di Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci), coadiuvato dalla di lui
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Classica
Riccardo Muti e la Cso un trionfo
servizio di Nicola Barsanti FREE

200122_Fi_00_RiccadoMuti-Cso_miniaturaFIRENZE - Grandi ovazioni da parte del pubblico hanno accolto il Maestro Riccardo Muti, tornato sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con la sua fidata Chicago Symphony Orchestra, compagine orchestra che  mancava da Firenze dal lontano 20 settembre 1974 (per l’occasione aveva suonato al Teatro Comunale sotto la direzione di Sir Georg Solti).
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Echi dal Territorio
AmaDeus ex Mantova celebra il genio
servizio di Laura Gatti FREE

200121_Mn_00_AmaDeus_MozartATrediciAnniMANTOVA - Dal 10 al 20 gennaio 2020 Mantova ha vissuto un grande momento musicale e culturale con “AmaDeus ex Mantova”, riuscitissima iniziativa di Oficina OCM in collaborazione con l’Accademia Nazionale Virgiliana e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, tendente a restituire ai mantovani (come ha affermato il maestro Carlo
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Opera dal Centro-Nord
Gilda nella gabbia di Rigoletto
servizio di Simone Tomei FREE

200118_Lu_00_Rigoletto_DevidCecconi_phRolandoPaoloGuerzoniLUCCA - Rigoletto di Giuseppe Verdi approda al Teatro del Giglio in una coproduzione realizzata con la Fondazione Teatro Comunale di Modena e con la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Un allestimento la cui realizzazione sembra andare nell'ottica della sottrazione (nella lettura delle didascalie testuali) depurando scene e costumi per una
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Opera dal Centro-Nord
Serse adatto al pubblico moderno
servizio di Attilia Tartagni FREE

200112_Ra_00_Serse_AriannaVenditelli_phAlfredoAnceschiRAVENNA - La stagione d’opera 2020 del Teatro Alighieri si è aperta il 10 e il 12 gennaio portando per la prima volta a Ravenna il Serse,  una delle tante opere scaturite dal genio prolifico di Georg Friedrich Händel, il cui debutto avvenne al  King’s Theatre di Londra il 15 aprile 1738.
Ottavio Dantone al clavicembalo e alla direzione
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Opera dal Nord-Est
Ottimo Boris Godunov
servizio di Rossana Poletti FREE

200111_Ts_00_BorisGodunov_AnissimovAlexanderTRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena a Trieste il Boris Godunov, capolavoro del compositore russo Modest Petrovič Musorgskij, a cura del Dnepropetrovsk Academic Opera Ballet Theater di Dnipro in collaborazione con la Fondazione Lirica di Trieste. Si propone nella versione del 1872, con la revisione originale di Alexander Anissimov, attuale direttore
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Personaggi
Ventre e Simoncini i due Calaf
intervista di Simone Tomei e Angela Bosetto FREE

200110_Pr_00_GiacomoPucciniPARMA - Venerdì 10 gennaio 2020, il Teatro Regio di Parma inaugurerà la Stagione lirica con Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, diretto da Valerio Galli e proposto nell’allestimento del Teatro Comunale di Modena, firmato da Giuseppe Frigeni (regia, coreografia, scene e luci) con  costumi di Amélie Haas. Ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata con i
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Opera dal Centro-Nord
Ritorno di Bohčme, primo e secondo cast
servizio di Simone Tomei FREE

200105_Fi_00_LaBoheme_FrancescoIvanCiampa_phMicheleMonastaFIRENZE - Di questa produzione di Bohème, andata in scena al Teatro del Maggio Fiorentino nello scorso periodo natalizio, già parlai nel settembre del 2017 (qui potete leggere il mio intervento). Sebbene in questa ripresa il posizionamento delle scene sembri essere più funzionale alla drammaturgia, i problemi strutturali del palcoscenico fiorentino
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Vocale
Natale alla Scala con Berlioz
servizio di Francesco Lora FREE

200102_Mi_00_ConcertoBerlioz_HectorBerliozMILANO – «Il coro dei pastori è molto più moderno (dell’ouverture) e bisogna essere ignoranti come una carpa (sic) per credere che un maestro di cappella del Settecento abbia mai immaginato la modulazione che si trova nel mezzo di questo coro»: così Hector Berlioz scriveva a Théophile Gautier, intorno al Natale 1853, a proposito della sua
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Echi dal Territorio
La Delfrate e i giovani talenti
servizio di Laura Gatti FREE

200102_Mn_00_ConcertoDiCapodanno_CarlaDelfrateMANTOVA - A pochi giorni dal successo, in un Duomo gremitissimo, del Concerto di Natale diretto autorevolmente dal M° Luca Bertazzi, titolare della cattedra di Musica d’insieme, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “L. Campiani” si è presentata al Teatro Sociale mercoledì 1° gennaio 2020 per il tradizionale “Concerto di Capodanno”.
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Opera dal Nord-Ovest
Ottima la Bohčme tutta colorata
servizio di Simone Tomei FREE

191231_Ge_00_LeonardoSiniGENOVA - Lo stupore, la magnificenza, il brio, l’elettricità che si sprigiona nell’aria non possono lasciare indifferente (se non addirittura a bocca aperta) lo spettatore che entra nella grande sala del Teatro Carlo Felice di Genova per assistere a La bohème di Giacomo Puccini: il pannello che sostituisce il sipario ci offre una già un’anticipazione di quello che sarà la visione dei 
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