Archivio giornale www.gliamicidellamusica.net

L'opera di Giuseppe Saverio Mercadante tra contestazione e applausi alle Innsbruck Festwochen

Didone abbandonata e... ritrovata

servizio di Simone Tomei

Pubblicato il 18 Agosto 2018

180818_00_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_phRupertLarlINNSBRUCK - Le mie trasferte estive mi hanno visto spettatore la sera del 14 agosto 2018 anche all’ Innsbrucker Festwochen Der Alten Music in occasione di una recita della Didone abbandonata di Giuseppe Saverio Mercadante, dramma per musica su libretto di Pietro Metastasio. Il mito di Didone prende le mosse dall’epica virgiliana nel libro IV dell’Eneide, per passare poi attraverso Ovidio, Boccaccio, Marlowe, fino ad arrivare ad Ungaretti e Brodskij: in questo lungo percorso storico il melodramma ne beneficia proprio per l’opera metastasiana e si contano ben 112 versioni in musica del libretto; libretto che risale nella sua prima versione al 1724 e che da allora in poi ha subito varie modifiche tra le quali la più importante risale alla metà del diciottesimo secolo per una rappresentazione al teatro del Buon Retiro di Madrid del 1752 ed è per questo detta “versione spagnola” voluta dal castrato Carlo Broschi (alias Farinelli) per il compleanno del Re Ferdinando VI.
Il primo approccio di Mercadante al testo avviene per una rappresentazione al Teatro Regio di Torino del 1823 su un libretto di un poeta revisore anonimo; questa revisione anonima fu ancora oggetto di modifiche da parte di Andrea Leone Tottola per la prima rappresentazione napoletana del 1825; a questi due approcci ne seguì anche uno milanese nel 1827 che seppur ancora modificato sembrò aggiungere nulla rispetto ai precedenti, ma per un quadro più completo della mito e del suo epilogo dall’evento milanese, riporto con piacere un estratto di una lettura a cura di Arianna Frattali: "… la trama del libretto fu ovviamente semplificata. Nella nuova suddivisione bipartita, pur mutando sostanzialmente in alcuni punti cruciali, il primo atto dell’opera manteneva generalmente integra la struttura originaria, mentre i grossi tagli riguardavano di solito gli ultimi due atti. Anche se gran parte della versificazione originaria restava immutata, l’equilibrio metastasiano fu tuttavia spezzato dall’inserimento di più versi in nuovi brani di differente struttura. Questo accadde alla celebre aria solistica che Didone cantava in chiusura della scena quinta nel primo atto, Son regina e son amante, trasformata in duetto con l’aggiunta di una nuova sezione riservata a Iarba, qui interpretato da Nicola Tacchinardi. Veniva meno così il concetto di aria intesa come sfogo lirico di un protagonista unico e la struttura metastasiana cedeva il posto al duetto o al terzetto, oppure direttamente all’aria con coro, quest’ultimo considerato un veicolo eccellente per la pittura dell’affetto. Il brano a più voci appariva così collocato in due momenti importanti del dramma: come introduzione e finale d’atto; rari infatti erano i brani a più voci che non fossero duetti o terzetti, mentre piuttosto articolate apparivano le costruzioni formali delle introduzioni e dei finali, della Didone, in particolare, dove il finale primo, di considerevole lunghezza (circa cinque pagine del libretto), metteva in campo, oltre a tutti i personaggi, anche il coro suddiviso in più sezioni.» Seppure sottoposta alle modifiche di cui sopra, la Didone musicale gettò dunque la sua ombra lunga sull’Ottocento per ordine di motivazioni non solo di carattere politico: essa aveva costituito infatti un’eccezione nel panorama coevo del genere e conteneva già in nuce quella mimesi delle passioni che avrebbe portato all’empatia, sentimento che il pubblico ottocentesco voleva provare nei confronti delle vicende rappresentate e cantate sul palcoscenico. Alcuni studiosi, tra cui Jacques Joly (1983), hanno evidenziato come i protagonisti dei drammi di Metastasio dubitino sovente di sé e del mondo, combattendo aspramente per ridefinire la propria identità ontologica. Il poeta stesso aveva infatti dichiarato di volere rappresentare in mutevoli situazioni drammatiche il conflitto fra «passione e raziocinio», come «universali principii delle operazioni umane.»

180818_01_Innsbruck_Didone_ViktorijaMiskunaite_facebook

Così, nelle opere metastasiane, il lieto fine si raggiunge spesso tramite una necessaria rinuncia, che rende la componente razionalistica risolutiva fortemente predominante; nella Didone, tuttavia, tale componente è del tutto secondaria e il libretto delinea la cronaca di un dissidio senza soluzione, quello fra dovere e passione. Come si capisce, dunque, la Didone metastasiana getta idealmente un ponte artistico e culturale fra ciò che era e ciò che sarebbe stato del genere operistico: l’impossibilità di dominare la follia amorosa conduceva infatti alla morte la protagonista e alla disfatta il suo regno.
Personaggio tragico per eccellenza, Didone ha attraversato il diciottesimo secolo incarnandone di volta in volta ansie e insicurezze, per divenire, tra Sette e Ottocento, specchio fedele di una società il cui malessere era evidenziato dallo sforzo di reggere un sistema ormai alla deriva e di cui la rivoluzione francese, il regno giacobino e i moti carbonari avevano già evidenziato le falle. Ma il paradigma melodrammatico ha subito ulteriori trasformazioni: anche se le intonazioni di Didone non hanno superato la prima metà del diciannovesimo secolo, tale progressivo declinare della fortuna di questo dramma riguardò principalmente il mondo dell’opera, ma non la profonda trasformazione del mito didoneo che il drammaturgo romano ha operato nella sua «estetica della ricezione» (Borsetto, 1990: 262) ri-negoziata continuamente a ridosso della scena. Innanzitutto, è stata rilevata dalla critica l’influenza della poetica metastasiana sulla trattatistica ottocentesca del dramma in musica, come pure il suo influsso sul melodramma verdiano relativo ai libretti di Francesco Maria Piave e Antonio Ghislanzoni. In secondo luogo, dobbiamo considerare il definitivo sdoganamento del protagonismo femminile che quest’opera, di fatto, inaugurò e consolidò nel tempo; la regina cartaginese fu infatti più volte interpretata dalle prime grandi dive dei palcoscenici settecenteschi in tutta Europa, sino a diventare, recitata, cavallo di battaglia di molte grandi attrici dell’Ottocento, seppure spogliata della sua componente musicale. In tale mutato contesto, che vedeva le donne ormai protagoniste della scena, non ci fu più posto per i virtuosi castrati, come Marchesi, ormai ritenuti innaturali nel loro registro vocale acuto, così svincolato dalla mimesi delle passioni, in una distribuzione naturale dei ruoli che promuovesse il coinvolgimento emotivo dello spettatore all’interno di una dimensione più naturalistica del teatro . Era il tramonto di quel sistema della “meraviglia” sui cui si fondava la spettacolarità barocca, come del «moltiplicarsi di piccole sorprese» prediletto dalla mentalità estetica del rococò; il pubblico sei-settecentesco aveva apprezzato, infatti, non tanto l’originalità, quanto la «misura di una differenza o scarto dalla norma», come fondamento della percezione alla base di ogni illusionismo sonoro e visivo. All’interno di tale sistema, il cantore evirato, capace di «eccezionali prestazioni con un minimo sforzo di fiato» aveva rivestito un ruolo di primo piano per quasi più un secolo, ma la sua stella era ormai destinata a tramontare.”

180818_02_Innsbruck_Didone_Insieme1_phRupertLarl 180818_03_Innsbruck_Didone_Insieme2_phRupertLarl
180818_05_Innsbruck_Didone_Insieme4_phRupertLarl

Un mondo quello di Didone che, nell’opera di Giuseppe Saverio Mercadante, rivive con quegli schemi musicali ancora legati ai primi anni dell’Ottocento, ma che rivelano un compositore, seppur poco conosciuto, di fine eleganza e di sapiente coscienza e conoscenza degli strumenti e di come esaltarli appieno nell’esecuzione musicale; ecco allora che rifulgono le roboanti note del corno tanto caro anche al Cigno di Pesaro, come altresì l’intreccio dei legni e degli archi risuona con soave maestria alternando a momenti più meditativi, roboanti enfasi sonore di cui la Sinfonia iniziale è un magnifico esempio; per approfondire cito un pensiero tratto dal libretto di sala a cura di Paolo Cascio: “… Potremmo inquadrare questa Didone come un mix tra passato, presente e futuro. Del passato riscontriamo tracce di grandezza tipiche del linguaggio dell’opera europea della seconda metà del Settecento. Sotto questo punto di vista, la Didone è un melodramma di vicende sentimentali, con pretese di magniloquenza ed enfaticità. Quest'opera di Mercadante è legata al passato anche per via dell’argomento trattato, preso da un dramma di Metastasio, e dall’utilizzo di un ruolo en-travesti, per il personaggio di Enea. Del presente, riferito a quel 1823 quando Mercadante compose Didone, troviamo lo spirito di Rossini, soprattutto nelle forme codificate dal grande pesarese che Mercadante ricalca e usa come guida. Questa Didone ci parla anche del futuro, intravediamo infatti i primi esperimenti che porteranno Mercadante a uno snellimento delle forme, a una asciuttezza delle linee melodiche in favore di un declamato più scultoreo, e ai primi tentativi di costruire ampi ponti drammaturgici che, negli anni a venire, ingloberanno più scene possibili. Tutto questo e molto altro è la Didone abbandonata di Mercadante, una preziosa partitura ora tolta dall’oblio, che aiuta a contestualizzare meglio l'opera italiana del primo ottocento e che parla di quelle istanze innovative che partendo da Rossini avrebbero portato al fiorire del Romanticismo in Italia….”
Ecco che partendo dal versante musicale non possiamo non rendere merito al M° Alessandro De Marchi che ha accarezzato questa partitura con un rispetto ed una dedizione tali da elargire una corroborante esecuzione di cui l’Academia Monti Regalis è stata la grande e concreta longa mano del musicista riuscendo a dosare le sonorità senza eccessi, trovando ottima simbiosi con il palcoscenico, non mancando al contempo di inventiva e originalità; concludo la parte prettamente musicale con un altra chicca di Paolo Casci: “… L’opera è articolata in una Sinfonia iniziale e quattordici numeri… l’organico prevede archi, flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, trombe, tromboni, timpani e una banda notata nell’autografo solo con un rigo per la ritmica. A proposito dell’organico: eccezionalmente si conservano parecchie carte relative a quelle stagioni che riportano l’esatta conformazione dell’orchestra dell’epoca. Presumibilmente l’orchestra della Didone abbandonata era dunque formata da ventidue violini, tra Primi e Secondi, quattro viole, tre violoncelli, sette contrabbassi, due oboi, due flauti, due clarinetti, tre fagotti, quattro corni, due trombe, due tromboni, un “timbaliere” e due maestri al cembalo. A fianco di questi strumentisti, registrati nel libro paga, si potevano aggiungere gli strumentisti della Piccola Banda e quelli della Banda del Reggimento Savoja. I coristi ammontavano invece a quindici (Archivio Storico Comunale, Torino. Carte sciolte, n. 6193 dell’Inventario degli Atti (sezione Teatri ed altri luoghi di pubblico spettacolo)…”
Equilibrato ma non omogeneo per quello che riguarda la prestazione vocale il cast impegnato del capolavoro ottocentesco comunque ben amalgamato e coeso con l’eccellente Coro Maschile Maghini di Torino diretto dal M° Claudio Chiavazza.
Viktorija Miskunaité è stata una Didone molto infuocata e sensuale pur non nascondendo anche un parte più fanciullesca ed innocente nella prima parte; la voce è brunita e si rivela omogenea in tutta la sua gamma sonora; la parte impervia e lunga mette in luce tenacia e grinta anche se probabilmente un repertorio più “lirico” potrebbe far emergere ancor meglio la sua generosa vocalità.
Di gradissimo pregio la prova di Katrin Wundsam che affronta la parte en travesti di Enea con un piglio energico e sicuro dimostrando padronanza scenica e vocale sia nella zona acuta quanto in quella grave; prova ne sono le sua arie solistiche che risaltano in pieno il carattere del ruolo e del personaggio tradotte egregiamente da un approccio grintoso.
Delude non poco la prova di Carlo Vincenzo Allemano nei panni di Jarba; in origine tale musica fu composta per Nicola Tacchinardi, ma la vocalità di Allemano è mille miglia distante da quella del grande interprete ottocentesco. Un canto piuttosto incostante e tendenze ad ispessire il suono hanno caratterizzato prevalentemente la sua interpretazione mostrando lacune soprattuto nella zona più impervia dove la vocalità perdeva brillantezza e luminosità e talvolta con qualche “buco” musicale che ne rendeva incostante l’esecuzione; non male il piglio interpretativo, ma insufficiente per rendere onore al ruolo.
La Selene di Emilie Renard ha trovato ampi spazi di merito per precisione ed eleganza vocale; ottimo l’Osmida del bass-baritono Pietro Di Bianco che, seppur in una parte piuttosto falciata dai tagli, ha saputo mettere in luce una vocalità salda e piena in cui la parola scenica viene servita elegantemente con una bella dizione; la grande pagina del secondo atto ha messo in luce un timbro luminoso e schietto che non fa fatica a navigare in tutta la sua estensione con pregevole uniformità.
Completava il cast l’Araspe di Diego Godoy che colpisce per un timbro di pregevole natura, ma che ancora sconta un po’ di inesperienza; un artista da tenere - comunque - sott’occhio.

180818_04_Innsbruck_Didone_Insieme3_phRupertLarl

Note dolenti, anzi dolentissime per la regia di Jurgen Flimm; per parlare di regia è necessario innanzitutto avere un’idea di cosa si voglia dire… partiamo pure anche dal presupposto che si voglia comunicare qualcosa di diverso da ciò che il libretto dice, qualcosa che va oltre, qualcosa che va addirittura in direzione contraria: senza dubbio è più accettabile che vedere il nulla che non ha senso narrativo e quantomeno drammaturgico; mi sarei accontentato del didascalico, ma un frigorifero, una pedana rotante, una betoniera, una poltrona, un divano ed una canoa sono elementi troppo eterogenei e distanti da qualsivoglia idea per poterli associare in un discorso unitario, tanto che l’abbandono visivo è stato l’unico atto dovuto per rispettare e godere una partitura riscoperta che avrebbe meritato altro trattamento e che non ha considerato per nulla alcuno dei personaggi omettendo di costruire su essi un evanescente significato… anzi ne ha distrutto ogni peculiarità; coadiuvavano la parte visiva: la scenografa di Magdalena Gut, la costumista Kristina Bell, la coreografa Tiziana Colombo e le luci di Irene Selka. Platea e palchi esauriti che, dopo le sonore contestazioni della “prima”, hanno comunque reso omaggio agli interpreti con vigoroso calore.

180818_99_Innsbruck_Didone_PietroDiBiancoHo incontrato alla fine dell’esenzione musicale il bass-baritono Pietro Di Bianco con il quale ho scambiato alcune battute che condivido con voi.
Un bel ruolo debuttato, impressioni e suggestioni?
Sono molto contento di aver debuttato nel festival dei "big" a Innsbruck dopo aver già partecipato nel 2015 nell'opera dei giovani con l'Armide di G.B. Lully; è stata una bellissima esperienza lavorare con il maestro De Marchi, una lezione di belcanto durata cinque settimane: Osmida è un ruolo che pur non essendo tra i principali (Didone, Jarba ed Enea) dà grandi soddisfazioni anche se molti recitativi del mio personaggio sono stati omessi per esigenze di regia.

Sotto l’aspetto vocale cosa ti ha affascinato maggiormente?
La grande aria posta a metà del secondo atto è una prova di bravura per una voce bass-baritone perché la tessitura è veramente ampia e richiede quindi la padronanza di note gravi e note acute, a volte anche molto acute (dal La bemolle grave ai tanti Sol sopra il quinto rigo).

E sotto quello interpretativo e drammaturgico?
Sul piano interpretativo il maestro De Marchi è stato molto attento alle esigenze di ciascuno di noi artisti perché ognuno ha una propria specifica musicalità; sotto il profilo drammaturgico, è stato fatto un lavoro di cooperazione tra il regista e artista e la psicologia di Osmida è stata costruita giorno per giorno durante le quattro settimane di prove: é stato un lavoro di ricerca sperimentare poiché, essendo un'opera mai eseguita in tempi moderni, non ha nessuna tradizione da cui attingere.

Crediti fotografici: Innsbrucker Festwochen / Rupert Larl
Nella miniatura in alto: Viktorija Miskunait
é nel ruolo eponimo
Sotto: ancora
Viktorija Miskunait
é in una scena della Didone abbandonata
Al centro in sequenza: immagini d'insieme nelle belle riprese fotografiche di Rupert Larl
Nella miniatura in fondo: il bass-baritono Pietro Di Bianco






< Torna indietro

Dal Nord-Ovest Dal Nord-Est Dal Centro-Nord Dal Centro e Sud Dalle Isole Dall' Estero


Parliamone
Il viaggio di Roberto. Parliamone
intervento di Athos Tromboni FREE

181223_Fe_00_IlViaggioDiRoberto_GuidoBarbieriFERRARA - Su quale realtà italiana storicamente accertata si innesta Il viaggio di Roberto scritto da Guido Barbieri e musicato da Paolo Marzocchi? La recensione dello spettacolo la si può leggere qui (servizio di Attilia Tartagni dal Teatro Alighieri di Ravenna). A me preme, in questo Parliamone, focalizzare giornalisticamente la realtà storica e il momento più alto dell'antisemitismo (o meglio, del razzismo) italiano che approvò le infami leggi razziali del 1938 e organizzò di conseguenza il rastrellamento degli ebrei e la reclusione nei campi di concentramento italiani nell'anno cruciale 1943 e fino alla data di approvazione del cosiddetto "ordine del giorno Grandi" del 25 luglio: nel maggio di quell'anno il neoministro delle Corporazioni, Tullio Cianetti, approntava e faceva approvare un Regio Decreto Legislativo che all'articolo 1 diceva: «Il Ministero per le Corporazioni in relazione ai compiti ad esso spettanti in base al Testo Unico delle leggi sulla disciplina dei cittadini in tempo di guerra ...
...prosegui la lettura

VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

Non compare il video?

Hai accettato la politica dei cookies? Controlla il banner informativo in cima alla pagina!

Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone.
...prosegui la lettura

Vocale
La Devia sa ancora incantare
servizio di Salvatore Aiello FREE

190202_Pa_00_DeviaMariella_phRosellinaGarboPALERMO - Si è inaugurata la Stagione dei Recital 2019 del Teatro Massimo, con l’attesissimo ritorno di Mariella Devia accompagnata al pianoforte da Giulio Zappa. La primadonna, che ha lasciato la scena teatrale, ancora offre il prodigio della sua arte con l’attività concertistica su ribalte internazionali. Fasciata in un bell’abito viola
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Falstaff allegra edizione monegasca
servizio di Simone Tomei FREE

190128_MonteCarlo_00_Falstaff_NicolaAlaimo_phAlainHanelMONTE-CARLO - «C'è un solo modo di finir meglio che coll'Otello ed è quello di finire vittoriosamente col Falstaff. Dopo aver fatto risuonare tutte le grida e i lamenti del cuore umano finire con uno scoppio immenso d'ilarità! C'è da far strabiliare!». Era il 1889 e Arrigo Boito scriveva questa lettera a Giuseppe Verdi con la quale ebbe ragione delle
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Ed eccovi la Turandot cyber
servizio di Salvatore Aiello FREE

190120_Pa_00_Turandot_FabioCherstichPALERMO - Turandot di Giacomo Puccini ha inaugurato il 19 gennaio scorso la Stagione 2019 di Opera e Balletto del Teatro Massimo di Palermo. Una Turandot cyber tra video, proiezioni e mondi fantastici, frutto della collaborazione del collettivo di artisti russi Aes + f, cui si dovevano costumi e scene, con la regia di Fabio Cherstich in coproduzione
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Magnifica Forza del destino
servizio di Simone Tomei FREE

190121_Pc_00_ForzaDelDestino_ItaloNunziataPIACENZA - Era il 1869 per l'esattezza il 27 febbraio a Milano al Teatro alla Scala! Oggi 20 gennaio 2019, sono passati centocinquantanni dalla prima rappresentazione italiana de La Forza del Destino... oddio! l'ho detto, l'ho scritto... anatema su me? A parte le battute e l'aneddotica che vuole questo componimento verdiano foriero delle più
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Convincente Meoni nel Nabucco
servizio di Rossana Poletti FREE

190121_Ts_00_Nabucco_ChristopherFranklinTRIESTE -  Ha debuttato al Teatro Verdi il Nabucco di Giuseppe Verdi, frutto di una coproduzione della fondazione lirica triestina con il Teatro Ponchielli di Cremona, il Teatro Grande di Brescia e il Teatro Fraschini di Roma. L’allestimento ha alcuni punti di forza: le scene imponenti, i grandi muri di pietra bianca del tempio dedicato a Jehova,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Olmi ricama l'opera di Gounod
servizio di Attilia Tartagni FREE

190121_Ra_00_RomeoJiuliette_PaoloOlmi_phWolfgangLacknerRAVENNA - Se, come scriveva Charles Gounod,  “L'arte drammatica è un'arte da ritrattista”, allora Roméo et Juliette, opera in  cinque atti di Jules Barbier e Michel Carrè dalla tragedia di Shakespeare con musica di Charles Gounod che vi lavorò a lungo negli anni dopo il debutto, è la perfetta applicazione di questo principio. I due adolescenti innamorati
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ottima regia per l'Otello
servizio di Simone Tomei FREE

190119_Lu_00_Otello_MikheilSheshaberidze_phAndreaSimiLUCCA - Otello conduce la mente ad una delle vette più assolute del melodramma verdiano e forse in assoluto del Teatro d’opera in cui “verbo” e musica si fondono come ferro e carbonio per creare l’acciaio più puro. È proprio dal “verbo” che voglio iniziare esaltando Arrigo Boito quale sopraffino librettista e promotore di una riforma dei
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ballo in maschera di tradizione
servizio di Simone Tomei FREE

190114_Pr_00_BalloInMaschera_SaimirPirgu_phRobertoRicciPARMA - Quando si parla di Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi il pensiero prevalente nella mente dello studioso va alla gestazione travagliata di quell'opera; la rielaborazione/adattamento in versi italiani del Gustave III, ou Le Bal masqué di Eugène Scribe che andò in scena all'Opéra di Parigi il 27 febbraio 1883 con la musica di Daniel Auber
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Olandese Volante molto suggestivo
servizio di Simone Tomei FREE

190114_Fi_00_OlandeseVolante_FabioLuisiFIRENZE - Il tema della redenzione tramite il sacrificio di una donna rappresenta per Richard Wagner un motivo di stimolo e di fascino che emerge con forza nell' Olandese Volante che di fatto è, per il compositore tedesco, un lavoro di svolta nel suo percorso compositivo. Qui troviamo illustrate tempeste interne ed esterne in maniera viva e
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
E Nabucco scacciō il serpente
servizio di Athos Tromboni FREE

190112_Fe_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioFERRARA - Boa o non Boa in scena, il Nabucco proposto dalla regista Cristina Mazzavillani Muti ha incontrato il pieno favore del pubblico ferrarese. Prima di affrontare la recensione dello spettacolo, dobbiamo spiegare (ai nostri lettori di tutta Italia i quali, ovviamente, non possono usufruire delle notizie di cronaca locale) che la produzione
...prosegui la lettura

Jazz Pop Rock Etno
Tutte le direzioni in Springtime 2019
redatto da Athos Tromboni FREE

190110_Fe_00_GruppoDei10_SamyDaussatFERRARA - Il Gruppo dei 10 ha presentato presso il ristorante "Molto più che Centrale" il programma inverno-primavera di Tutte le direzioni in Springtime 2019, rassegna jazz (ma non solo) che si tiene nei locali dello Spirito, patron Stefano Pariali, di Vigarano Mainarda. Massimo Cavalleretti, presidente del Gruppo, Alessandro Mistri,
...prosegui la lettura

Eventi
Grazie Claudio! ricordando Abbado
redatto da Athos Tromboni FREE

190110_Fe_00_GrazieClaudio_EzioBossoFERRARA - Sarà una "tre giorni" molto particolare quella che ricorderà - a cinque anni dalla scomparsa - il maestro Claudio Abbado: la città estense e Bologna, ultima residenza del Maestro scomparso il 20 gennaio 2014, hanno collaborato per una serie di eventi musicali con i quali coinvolgere il pubblico sia ferrarese che bolognese. L'iniziativa
...prosegui la lettura

Echi dal Territorio
Agostini e la novitā del 1° gennaio
servizio di Mario Del Fante FREE

190102_Fi_00_GalaDiCapodanno_MaurizioAgostiniFIRENZE - Sotto l’etichetta dell’Orchestra Regionale Toscana (Ort) e di Corso d’Opera, si è tenuto al Teatro Verdi di Firenze il Gala’ lirico di capodanno  con un grande riscontro di pubblico che ha gremito il  teatro ed ha applaudito lungamente tutto il concerto. Credo sia stato il primo concerto di capodanno che si tiene in un grande teatro fiorentino.
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Il viaggio di Roberto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181218_Ra_00_IlViaggioDiRoberto_PaoloMarzocchiRAVENNA - E’ un tributo a Roberto Bachi, nato nel 1929 e scomparso ad Auschwitz, e un richiamo alla memoria della più immane tragedia del novecento “Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz”,  opera tornata al Teatro Alighieri a quattro anni dal suo debutto, tornato ma nella nuova versione rivista per orchestra da Paolo Marzocchi, autore
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
West Side Story sempre suggestivo
servizio di Simone Tomei FREE

181223_Fi_00_WestSideStory_LucaGiacomelliFerrariniCaterinaGabrieli_phCamillaRiccoFIRENZE - Non potevo chiedere una serata migliore per assistere al Musical West Side Story di Leonard Bernstein nel Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una musica che suscita emozioni del cuore, passione, festa, amore, gioia nonostante il finale tragico, ma si è ugualmente sposata bene con il clima degli imminenti giorni festivi.
...prosegui la lettura

Concorsi e Premi
Alla Taigi il Mascagni d'Oro 2018
servizio di Attilia Tartagni FREE

181212_Bagnara_00_38MascagniDOro_ChiaraTaigi_phMarcoMartiniBAGNARA (RA) - All’Auditorium di Bagnara di Romagna rinnovato nelle misure di sicurezza e nel palco (è sparito il trompe l’oeuil di fondo ed è migliorata l’illuminazione), è ritornato il 9 dicembre 2018 l’appuntamento più atteso dagli appassionati d’opera:  la consegna del Premio Mascagni d’Oro al soprano Chiara Taigi, già assegnataria del
...prosegui la lettura

Concorsi e Premi
Il Premio Alberghini diventa regionale
redatto da Athos Tromboni FREE

181219_San GiorgioDiPiano_00_PremioAlberghini2019_LogoSAN GIORGIO DI PIANO - E' stata presentata a Bologna la quarta edizione del Premio per Giovani Musicisti e Compositori "Giuseppe Alberghini" dell'Unione Reno Galliera; la conferenza stampa di lancio dell'iniziativa ha evidenziato che dopo il grande successo della terza edizione, culminata a fine maggio 2018 con il Concerto dei Vincitori, inserito
...prosegui la lettura

Nuove Musiche
Il Castello Incantato incanta
servizio di Antonio Ferdinando Di Stefano FREE

181218_Mo_00_IlCastellIncantato_MarcoTaralliMODENA - Domenica 16 dicembre 2018 è andata in scena presso il Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” la fiaba musicale di Marco Taralli con il libretto di Fabio Ceresa dal titolo Il Castello Incantato. Cominciamo subito dicendo che i dubbi relativi a quale tipo di operazione artistica stavamo per recensire si sono dissolti dopo i primi passi dell'ouverture
...prosegui la lettura

Opera dalle Isole
Ottima la ripresa di Bohčme
servizio di Salvatore Aiello FREE

181218_Pa_00_LaBoheme_DanielOrenPALERMO - La Stagione 2018 del Massimo si è conclusa, sotto le feste natalizie, con La Bohème opera di forte richiamo per le motivazioni che continuano a fare presa sui pubblici di tutto il mondo, in pieno contrasto con quanto la critica ebbe a dire alla prima nel 1896 a Torino : «Bohème opera mancata, non farà giro»; invece  Nappi, de La
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Luisa Miller ricamata da Benini
servizio di Simone Tomei FREE

181217_MonteCarlo_00_AleksandraKurzak_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho sempre creduto che Luisa Miller sia uno dei titoli più belli di Giuseppe Verdi:  Kabale und Liebe di Friedrich von Schiller è il tema su cui Salvatore Cammarano elabora il libretto per il Cigno di Busseto che sarà rappresentato la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli l’8 dicembre 1849. E io ritengo che la Luisa Miller sia davvero
...prosegui la lettura

Pianoforte
Ecco la Carini, ecco Schumann
servizio di Athos Tromboni FREE

181216_Fe_00_MariaCristinaCariniFERRARA - La musica pianistica di Robert Schumann... e il recital di Maria Cristina Carini nel Ridotto del Teatro Comunale "Claudio Abbado" per la stagione cameristica del Circolo Frescobaldi. Ecco le due motivazioni che hanno indotto il pubblico ferrarese alla partecipazione dell'appuntamento musicale. Se poi si tratta del 18 pezzi caratteristici
...prosegui la lettura

Vocale
La Balbo splendida protagonista
servizio di Attilia Tartagni FREE

181210_Ra_00_RecitalElisaBalbo_phAngeloPalmieriRAVENNA - Il soprano Elisa Balbo,  incantevole Desdemona nell’Otello della Trilogia verdiana, è tornata a Ravenna per esibirsi nella Sala Corelli del Teatro Alighieri il 9 dicembre 2018 nei “Concerti della domenica” organizzati dall’Associazione Angelo Mariani, dimostrandosi perfettamente a proprio agio, quanto a duttilità vocale,  anche in un repertorio
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Torna la Carmen che uccide
servizio di Simone Tomei FREE

181205_Fi_00_Carmen_MarinaComparatoFIRENZE - E' ormai lontano il termine delle polemiche e degli anatemi contro la Carmen che non muore andata in scena un anno fa al Teatro del Maggio che fu fonte di esagitati sproloqui per ogni dove; la Carmen di George Bizet, diventata oramai un titolo di repertorio della Fondazione Fiorentina, ha trovato nuovamente albergo sulle tavole del
...prosegui la lettura

Eventi
Guardati intorno č la nuova stagione
servizio di Edoardo Farina FREE

181201_Cesena_00_TeatroBonci_Franco PolliniCESENA - Conferenza stampa del Teatro Comunale “Alessandro Bonci” promossa da  ERT, Comune di Cesena ove in data 21 settembre 2018 è stata definita la nuova programmazione della  stagione invernale 2018/19 caratterizzata da un luogo inteso come confronto, esplorazione e dialogo,  spazio che si fa filtro e racconto del nostro vivere,
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Le due facce di Rigoletto
servizio di Attilia Tartagni FREE

181130_Ra_00_Rigoletto_AndreaBorghini_phZaniCasadioRAVENNA - Il Rigoletto del 28 novembre 2018 andato in scena al Teatro Alighieri è ambientato a Mantova, e possiede, come il suo ambiguo protagonista, due facce:  da una parte  la corte dei Gonzaga lussureggiante di pitture manieriste (la camera degli sposi di Mantegna incornicia il talamo in cui verrà sedotta Gilda rapita), dominata
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Ovazioni finali per l'Otello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181126_Ra_00_Otello__phZaniCasadioRAVENNA - Il 25 novembre, giornata mondiale della violenza sulle donne,  è andato in scena al Teatro Alighieri il più celebre “femminicidio” operistico: Otello dall’omonimo testo teatrale di William Shakespeare, musica di Giuseppe Verdi, libretto di Arrigo Boito, antico detrattore verdiano che seppe riportare il maestro alla creazione a 16
...prosegui la lettura

Opera dall Estero
Trionfo per Samson et Dalila
servizio di Simone Tomei FREE

181126_MonteCarlo_00_SamsonEtDalila_AnitaRachvelishvili_phAlainHanelMONTE-CARLO - Ho scelto di iniziare il mio scritto con queste pennellate frutto dei miei studi e delle mie letture di approfondimento prima della visione dell’opera Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns la cui rappresentazione si è concretizzata domenica 25 novembre 2018 al Grimaldi Forum - Salle de Princes quale titolo inaugurale della
...prosegui la lettura

Classica
Progetto Lauter per Courbet
servizio di Edoardo Farina FREE

171124_Fe_00_ProgettoLauter_NicolaBruzzoFERRARA - Curato dall’Associazione “Lauter”  in collaborazione con Ferrara Arte in occasione della mostra Courbet e la Natura allestita nel Palazzo Dei Diamanti, il 22 novembre 2018 presso il Teatro Comunale “Claudio Abbado” della città estense nell’ambito della stagione 2018/2019 di Ferrara Musica, è andato in scena un suggestivo concerto
...prosegui la lettura

Opera dal Centro-Nord
Nabucco molto molto bello
servizio di Attilia Tartagni FREE

181124_Ra_00_Nabucco_SerbanVasile_phZaniCasadioRAVENNA - È un Nabucco biblico-archeologico colossale che oltrepassa i confini della scena, azzera le barriere dello spazio e del tempo e scatena la fantasia ad aprire la "Trilogia d’Autunno 2018" del Teatro Alighieri. La prevaricazione del potere sull’individuo, il filo conduttore delle tre opere in programma, si configura in ogni tempo con la falsità dei
...prosegui la lettura

Diario
Lezione cantata sulla 'parola scenica'
Simone Tomei FREE

181119_Piombino_00_BrunoDeSimone_phFrancescoLiviPIOMBINO - Raccontare l’esperienza vissuta in un fine settimana a sud di Livorno è per me non solo piacevole ma anche motivo di orgoglio: nel pomeriggio di sabato 17 novembre 2018 ho infatti condiviso il palcoscenico del Teatro Metropolitan di Piombino con un grande artista che, come spesso ho avuto modo di affermare a voce e per iscritto
...prosegui la lettura

Opera dal Nord-Est
Applauditissimi i Puritani
servizio di Rossana Poletti FREE

181118_Ts_00_Puritani_KatiaRicciarelliTRIESTE - Grande serata alla prima di I Puritani di Vincenzo Bellini al Teatro Verdi di Trieste, preceduta da una attesa carica di aspettative. L’aver scelto poi Katia Ricciarelli per la regia ha creato una forte esposizione mediatica. Il Verdi ha deciso questo titolo per l’avvio di stagione, l’ha affermato il sovrintendente Stefano Pace durante una delle
...prosegui la lettura


Questo sito supporta PayPal per le transazioni con carte di credito.


Gli Amici della Musica giornale on-line dell'Uncalm
Via San Giacomo 15 - 44122 Ferrara (Italy)
direttore Athos Tromboni - webmaster byST
contatti: redazione@gliamicidellamusica.it - cell. +39 347 4456462
Il giornale č iscritto al ROC (Legge 249/1997) al numero 2310