Pubblicato il 14 Luglio 2019
L'incompiuta di Puccini infiamma il Festival grazie al regista Vaccari e al 'conductor' Mottadelli
Turandot un bel successo servizio di Athos Tromboni

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce proprio il regista Giandomenico Vaccari quando dice che ha voluto raccontare «… il senso di un mondo dominato dalla violenza, dall’assenza di libertà, e da un cieco neofideismo. Una terribile società autoritaria con un consenso di massa. Ciò che avvenne all’indomani della morte di Puccini.»
E la realizzazione concreta di tale assunto, manifestato nelle intenzioni del regista, è tutta convogliata nella gestualità non tanto dei protagonisti principali, quanto delle masse, il coro adulto, gli armigeri, i ragazzini e le ragazzine del coro di voci bianche addomesticati all’ubbidienza e ligi alla scuola che li trasforma in “piccoli Balilla” dai quali non traspare la gioia spontanea dell’adolescenza e della giovinezza, ma il grigio conformismo dell’ubbidienza espressa nel loro marciare prevedibile e canalizzato.
E poi gli atteggiamenti ora imploranti, ora osannanti proprio delle masse, del coro adulto, atteggiamenti combattuti fra la compassione e la crudeltà, fra la ribellione e l’obbedienza, fra la speranza e la frustrazione: bello il movimento in scena e soprattutto chiaro e significativo, al di là della valenza simbolica dei gesti quali le braccia innalzate a implorare il “potere” o raccolte sulla testa per ripararla dalle percosse inferte dagli “sgherri del potere”.
Sotto il profilo musicologico, Turandot è un’opera di confine fra il tardo romanticismo dell’Ottocento (di cui il compositore fu il più grande aedo) e l’avvilimento dei valori umani dovuto alle guerre coloniali e soprattutto alla Grande Guerra con i suoi 10 milioni di morti, i gas come arma contro cui non ci si può difendere, le miserie postbelliche e le successive dittature nere e rosse come risposta delle masse ai problemi delle masse, dittature nere e rosse instaurate con il consenso proprio delle masse.
E Puccini, istintivamente, coglie quel fenomeno, coglie il rivolgimento sociale che è in atto, e lo trasferisce nella sua ultima opera, “mutando d’avviso” rispetto a quello che sino ad allora  si era affermato come il teatro pucciniano di successo e componendo un’opera che di quel teatro rappresenta (e pure qui siamo d’accordo con il regista Vaccari) «una componente, potremmo dire, ai limiti del sovversivo.»

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Le scene di Ezio Frigerio sono in tema, belle, imponenti, sia la muraglia che la reggia; i costumi di Franca Squarciapino altrettanto in tema e belli; le luci di Nino Napoletano sono suggestive. E la recitazione voluta da Vaccari funziona al punto da destare entusiasmo nel pubblico presente, che applaude convinto.
Nel ruolo della principessa di gelo debuttava a Torre del Lago Amarilli Nizza: una pucciniana di comprovata bravura. La sua Turandot è vocalmente imperiosa, la tenuta della sua vocalità è oro dentro lo scrigno dell’ugola, la tecnica con cui risolve i momenti più spinti del canto la pongono nel novero degli artisti lirici di sicura, sicurissima affidabilità. Poi è un’attrice splendida, che sa vivere il personaggio, ben prima di interpretarlo; per questo riesce a trasferire nel canto, e dal canto al pubblico, le emozioni che servono per far amare i personaggi pucciniani.
In serata di grazia anche il tenore Amadi Lagha (Calaf) che ha voce importante, piglio da tenore drammatico spinto, personalità artistica eccellente, e consapevolezza dei propri mezzi: tanta consapevolezza che, lungamente applaudito a scena aperta, ha concesso il bis di Nessun dorma, invitando più d’una volta il maestro concertatore a riprendere da capo la musica che introduce e accompagna quest’aria famosissima. Il Gran Teatro all’Aperto di Torre del Lago lo ha sommerso di applausi e acclamazioni, sia al termine dell’aria e del bis, sia soprattutto al termine della recita.
Bella affermazione anche per il soprano Valeria Sepe (Liù), che ha disegnato un personaggio remissivo (nello spirito voluto dal regista per mostrare la sottomissione al potere non come valore ma disvalore) eppure ricco di umanità. Commovente la sua interpretazione scenica. E da applausi la sua prestazione, fatta di messa di voce seducenti, di acuti sempre timbrati, e di un canto a fil di labbra che a noi ha fatto ricordare una delle Liù più vere degli ultimi 20-30 anni, quella della indimenticabile Alida Ferrarini. Ecco, la Sepe ha mostrato la stessa grazia, la stessa commovente espressività, la stessa angoscia che traspariva nei gesti di quella Liù della Ferrarini.
Bravi i tre caratteristi nei ruoli di Ping (Luca Bruno), Pang (Marco Voleri) e Pong (Tiziano Barontini); molto bravo anche George Andguladze (Timur); e molti elogi a tutto il resto del cast: Alberto Petricca (L’imperatore Altoum); Claudio Ottino (Un Mandarino); Micaela Sarah D’Alessandro (I Ancella) e Anna Russo (II Ancella).

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Ottima l’orchestra del Festival Puccini sotto la guida del maestro Marcello Mottadelli: il conductor si è dimostrato un fine concertatore: ha accompagnato il canto con una gestualità chiara e rassicurante; e ha diretto i musicisti in buca con piglio fermo e invitante. Era la prima volta che lo sentivamo dal vivo e l’impressione avuta è stata ottima, al punto da desiderare di risentirlo nel repertorio sinfonico, per autori che vadano da Beethoven a Ottorino Respighi.
Bene anche il coro, stavolta: il maestro Roberto Ardigò lo ha preparato a dovere. Eccellente il Coro delle voci bianche del Festival Puccini istruito dalla brava Viviana Apicella.
Grande successo di questa Turandot che sarà replicata il 19 luglio e il 17 agosto.
(Recensione riferita allo spettacolo di sabato 13 luglio 2019)

Crediti fotografici: Ufficio stampa del Festival Puccini di Torre del Lago
Nella miniatura in alto: la protagonista Amarilli Nizza (Turandot)
Sotto in sequenza: il tenore Amadi Lagha (Calaf); ancora la Nizza; e Valeria Sepe (Liù)
Al centro: panoramica con Lagha in scena
Sotto in sequenza: Amadi Lagha e Amarilli Nizza; Valeria Sepe e Amadi Lagha
In fondo: panoramica sull’allestimento con la Nizza al centro della scena





Pubblicato il 05 Luglio 2019
Tutto esaurito anche quest'anno per la Lirica in Castello appuntamento estivo con l'opera
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero servizio di Athos Tromboni

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici possono garantire: circa quattrocento persone per questa Tosca allestita dall’Associazione OperiAmo con il patrocinio del Comune di Ferrara, del Teatro Comunale Claudio Abbado e dell’Orchestra Città di Ferrara. Serata calda ma non afosa, grande eleganza in cortile, più casual (ma di classe) che abiti da sera, e quindi ambiente perfetto per un evento cultural-mondano che ha l’effetto di richiamare così tanti spettatori. L’unico neo, detto a titolo di cronaca e per necessità di cronaca, una manifestazione di karaoke fuori del castello, nel chioschetto delle bibite proprio dirimpetto alla facciata che dà sui giardini pubblici di Viale Cavour. Così nei momenti di minor volume orchestrale della Tosca o nei necessari attimi di pianissimo per canto e musica, s’insinuava l’acuto amplificato pop-rock proveniente da fuori, ben udibile dalle prime file degli spettatori a ridosso dell’orchestra.
Ottocentesca Tosca… ma di fine secolo, ambientata a cavallo dell’esposizione universale di Parigi del 1900. Perché i costumi di Rosy Mani di Forbice scelti dalla regista Maria Cristina Osti (soprattutto per il coro) erano sì ottocenteschi, ma della belle epoque, ispirati alla trionfale mostra di Palazzo dei Diamanti “Boldini e la moda” conclusa di recente, nel mese di giugno.
E infatti il pittore Cavaradossi, all’inizio del primo atto, non sta dipingendo la Attavanti, ma il ritratto della parigina Gladys Deacon duchessa di Marlborough (un capolavoro di Giovanni Boldini) e i mobili che successivamente arrederanno lo studio del barone Scarpia a Palazzo Farnese sono in stile liberty.
Una scelta registica che non ha disturbato affatto, casomai ha sottolineato che da idea (una mostra di pittura e abiti d’epoca a Palazzo Diamanti) può nascere idea (i costumi e l’ambientazione della Tosca allestita a Ferrara).
Altra idea della regista, l’angelo di Castel Sant’Angelo, ma con ali nere, che nella prima scena s’abbarbica a Cavarodossi, poi ogni tanto compare come palese messaggero di morte durante l’opera; e infine si immobilizza sulla sommità di un immaginario Castel Sant’Angelo con la spada protesa, proprio come la statua di bronzo dello scultore Peter Anton von Verschaffelt, mentre Tosca si getta di sotto (anzi sale lo scalone a chiocciola che porta alla Sala degli Stemmi del Castello Estense e scompare alla vista, dopo aver gridato il fatidico O Scarpia! Davanti a Dio!

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E, ancora, l’entrata in scena proprio del barone Scarpia, in Sant’Andrea della Valle, con un pugnale che tiene sempre in mano, che non abbandonerà mai, perché è il segno del suo potere: lo punterà al petto del Sagrestano, alla gola di Cavaradossi, sul seno di Tosca; ma sarà anche lo strumento con cui la donna lo ucciderà, alla fine del secondo atto… Scarpia muore ucciso dal suo stesso potere, metafora del serpente velenoso tanto coccolato ed esibito che alla fin fine gli si rivolta contro. E il centro veramente luciferino della messinscena voluta dalla Osti si focalizza su Tosca, Scarpia e l'Angelo nero.
A capo della brava Orchestra Città di Ferrara era in questa circostanza il maestro Aldo Salvagno che ha concertato in maniera puntuale la partitura, cercando nella musica di Puccini, soprattutto quando le arcate melodiche stanno lì a sottolineare i momenti salienti dell’azione, quell’espressione che contribuisce a rendere inconfondibile il tratto stilistico del maestro lucchese.
Protagonista molto applaudita e stata il soprano Rosa Maria Hernández, un lirico dalla bella musicalità che ha meritato il consenso del pubblico a scena aperta dopo la pregevole esecuzione del Vissi d’arte, vissi d’amore.

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Nel ruolo di Cavaradossi era il tenore Andrea Bianchi, che ha offerto la prestazione più bella di tutta la serata: Bianchi è un tenore che sa rinforzare il suono quando l’acuto spinto lo richiede, ma sa anche ammorbidire il proprio canto nei momenti in cui il lirismo prende il posto dell’accento veemente. Molto bravo nella famosa Recondita armonia, il tenore ha poi superato se stesso e tutti gli altri nella ancor più famosa (ed attesa) E lucevan le stelle.
Phisique-du-role azzeccato in Scarpia per il baritono Pedro Carrillo, grande attore a cui il gesto scenico per il ruolo del “cattivo” viene naturale, e il cui canto si caratterizza con una vocalità dal timbro brunito ma non scuro, e dall’emissione non potente ma precisa e intonatissima.
Ottima la prestazione del basso Alberto Bianchi Lanzoni (Angelotti) nella caratterizzazione scenica e vocale di un personaggio che gli è assolutamente congeniale.

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Completavano il cast i bravi e volonterosi Tommaso Quanilli (Sagrestano), Alessandro Oliva (Spoletta), Marco Veneziale (Sciarrone e Carceriere) e le due giovanissime Katia Frati e Aurora De Luigi nel ruolo del Pastorello, che la Osti ha voluto sdoppiare, facendo cantare la Frati dietro le quinte mentre la De Luigi vestita proprio da pastorello come ce lo immaginiamo dalla letteratura alla De Amicis, faceva il giro del palcoscenico trascinandosi dietro il proprio cavallinoo di legno.
Il Coro Giuseppe Verdi di Ferrara diretto da Mirko Banzato e l’Accademia Corale Vittore Veneziani diretta da Maria Elena Mazzella hanno fornito il loro contributo prezioso alla bella scena del Te Deum e nel canto fuori scena del secondo atto, durante la cena di Scarpia e l’arresto di Cavaradossi.
Hanno partecipato, in veste di mimi, i novelli attori della Casa della Musica e delle Arti di Vigarano Pieve-Mainarda: Matteo Canella, Michele Capozza, Gino Dondi, Mauro Gallini e Nico Zucchini.
Suggestiva la danza e il movimento scenico della ballerina e coreografa Michela Francescini nelle vesti dell’Angelo nero. Stupende le luci di Marco Cazzola che hanno “vestito” di colori teatrali sia il palcoscenico, sia il loggiato e i muri del Castello Estense.
Caloroso il successo di pubblico, con più chiamate in scena e applausi scroscianti al termine della recita.
Presente in cortile tutto il management del Teatro Comunale Claudio Abbado con in testa il direttore Marino Pedroni e il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario Favretti. Fra le autorità in prima fila, la presidente della Provincia, Barbara Paron e il neoassesore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli.

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Crediti fotografici: Elisa Catozzi e Alessandro De Luigi per “Lirica in Castello” – Associazione OperiAmo
Nella miniatura in alto: il soprano Rosa Maria Hernández (Floria Tosca)
Sotto: il tenore Andrea Bianchi (Mario Cavaradossi)
Al centro in sequenza: la Hernández con Bianchi (I atto); e ancora la Hernández con Pedro Carrillo (Barone Scarpia) nel II atto
A seguire: belle foto istantanee di scene della recita e - a fondo pagina -  il cast al gran completo durante gli applausi finali





Pubblicato il 21 Giugno 2019
L'opera di Da Ponte tratta da Beaumarchais č il primo passo della trilogia ''Mozart al femminile''
Nozze di Figaro deliziose servizio di Simone Tomei

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni del Maggio Fiorentino: Così fan tutte, è previsto per il 2020 e Don Giovanni per il 2021, in un progetto che porta il titolo "Mozart al femminile" volto a mettere in evidenza la diversa estrazione delle tre registe coinvolte. Quest'anno è la volta di Sonia Bergamasco che nasce artisticamente al Piccolo di Milano con Giorgio Strehler per poi approcciarsi allo schermo televisivo negli episodi del Commissario Montalbano; l'anno prossimo vedremo all'opera Elena Bucci per Così fan tutte, per poi  completare il cerchio con l'esperta regista d'opera Nicola Raab.
Le nozze di Figaro vede coinvolti insieme alla regista (coadiuvata da Joao Aboim Carvalho), lo scenografo Marco Rossi, il costumista Gianluca Sbicca (aiuto costumista Rossana Gea Cavallo), alle luci Cesare Accetta, mentre i movimenti coreografici sono affidati a Paolo Arcangeli.
Un nuovo allestimento che profuma di fresco, di fluidità, di eleganza e stile nel comporre la drammaturgia con un pizzico di originalità, ma trattando parole e musica con il "rispetto" necessario per esaltarne la  forza drammaturgica.
In questo allestimento della Bergamasco, il colore verde smeraldo brillante domina la scena e siamo subito condotti nella stanza dei giovani sposini che vede al centro un grande tavolo da biliardo, forse dono del Conte di Almaviva a Susanna e Figaro per l'evento nuziale; pochi sono gli elementi scenici durante il dipanarsi del dramma: un clavicembalo, una dormeuse per la camera della Contessa che nella sua essenzialità disegna un luogo accogliente e ritaglia un piccolo antro sulla destra utile per le esigenze drammaturgiche; nell'atto quarto con la stilizzazione dell'ambiente, si evidenzia ancor di più la bellezza delle luci che sanno conferire quel senso di mistero e di fascino alla grande e geniale scena finale; gli alberi stilizzati restituiscono la loro forma nel contrasto con il colore violaceo del cielo ed una statua si erige su di un piedistallo, ricordando molto la figura del Commendatore dongiovanneo, ma non è creatura scenica bensì elemento umano la cui perfetta immobilità esalta la precisione e la bravura del sembiante. Interessante, anche se a tratti leggermente priva di caratterizzazione, l'interazione tra i personaggi: talvolta infatti gli atteggiamenti sono più scontati (soprattuto nel primo atto), mentre in altri momenti emerge pienamente l'humus del testo drammaturgico; il quarto atto ne è l'esempio più lampante, dove i movimenti dei  giochi ed i raggiri materializzano compitamente i versi di Da Ponte.

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Musicalmente la figura femminile di Kristiina Poska sul podio direttoriale non è passata inosservata sia per eleganza del gesto che per aver conferito grande personaltà alla lettura della partitura; le note positive si possono tradurre nell'aver dimostrato una sicura conoscenza delle pagine musicali, nel saper calibrare bene il suono in relazione al repertorio e di aver trovato con il palcoscenico, salvo qualche momento, una idilliaca intesa. Vi è una ricerca ed una cura nel fraseggio e, nella ricerca dell'unitarietà sonora, non vengono meno le particolatità di taluni strumenti che conferiscono il tratto caratteristico della cifra stilistica mozartiana. Se posso fare un appunto, avrei preferito qualche slancio in più ed anche qualche "sbavatura in più"; questa riflessione, nella piacevolezza dell'ascolto, mi scaturisce dalla percezione di essere di fronte ad una musicista validissima che non è ancora totalmente "scaltra" per lasciarsi andare alla musica ed alle sue emozioni, cercando in un controllo quasi morboso degli strumenti, la sicura ancora di salvezza per tendere alla perfezione. E' una mia sensazione che riporto senza erigermi a detentore della verità, ma sulla quale ho condotto il pensiero durante l'ascolto.
Sul versante vocale Mattia Olivieri dà vita ad un altero, ma sempre umano, Conte di Almaviva con nitida dizione, uniformità del registro vocale e pastosità della voce senza perdere nulla in fraseggio e nobiltà di emissione.
Più anonima la Contessa di Almaviva interpetata dal soprano Serena Gamberoni della quale si apprezza l'eleganza scenica, ma non la tempra vocale; manca di peso specifico per il ruolo e la sua emissione non riesce a restituire le intenzioni  talora drammatiche del personaggio.

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Una Susanna frizzante quella di Valentina Mastrangelo con una vocalità che sa ben gestire le dinamiche sonore; il fraseggio è curato e tutta l'interpretazione si muove in un'alea sempre misurata, ma non anonima... anzi, ben presente al testo ed alla musica.
Un Figaro di alto lignaggio quello impersonato da Simone Del Savio del quale si apprezza senza dubbio la padronanza del palcoscenico, ma non è da meno la capacità di costruire su di essa una lettura musicale attenta, precisa e sempre curata nel minimo dettaglio; le tre arie principali del ruolo si colorano di tutte le sfumature necessarie per cogliere ed evidenziare gli stati d'animo sempre diversi con una punta di diamante per quella finale Aprite un po' quegl'occhi, nella quale un caleidoscopio luminoso (in constrasto con le tenebre notture) ha irraggiato il pubblico astante.
Delizioso e piacevole il Cherubino di Mariam Albano; agile in scena, sicura nel canto che mette in luce un colore piuttosto chiaro, ma sempre a fuoco e precisono nell'intonazione.
Patrizia Cigna nel ruolo di Marcellina trova un motivo di "riscatto" con l'inserimento della "sua" aria spesso tagliata dalla tradizione, ma di piacevole ascolto; entrano in gioco frizzanti colorature che propriamente eseguite, le valgono un meritato applauso.
Don Bartolo vede in scena Emanuele Cordaro (in sostituzione del titolare Adriano Gramigni) che porta a casa un ottimo risultato grazie alla sua generosa ed elegante vocalità.
Tutti gli altri interpreti che completavano il cast si sono distinti per preparazione e precisione musicale: Dave Monaco è un sonoro e squillante Basilio; Claudio Zazzaro un interessante Don Curzio; Costanza Fontana una spigliata Barbarina; Patrizio La Placa bravissimo nel ruolo di Antonio; Elena Bazzo e Nadia Pirazzini sono le Due contadine.
Nulla da eccepire, anzi da elogiare la prestazione del Coro diretto e preparato dal M° Lorenzo Fratini che come sempre rappresenta una grande garanzia per il Teatro del Maggio.

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Era il 19 giugno 2019 ed in una calda serata infrasettimanale il Teatro ha potuto contare su un pubblico caloroso e affezionato che non ha mancato di elargire il suo compiacimento a tutti gli interpreti.

Crediti fotografici: Michele Monasta per il Teatro dell’Opera di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino
Nella miniatura in alto: la direttora Kristiina Poska





Pubblicato il 07 Giugno 2019
Il collettivo venuto dalla Russia AES+F mette in scena l?ultima opera di Puccini stravolgendo tutto
La Turandot č avveniristica e provocatoria servizio di Simone Tomei

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla modernità o all’evoluzione che il tempo porta con sé.
Mosso più dalla curiosità che non da una reale necessità, ho dunque deciso di assistere di persona alla discussa Turandot creata da Fabio Cherstich per il Teatro Massimo in coproduzione con il Badisches Staatstheater Karlsruhe e il Teatro Comunale di Bologna. Così, nel primo pomeriggio di mercoledì 5 giugno 2019, ho raggiunto la città delle due Torri per vedere con i miei occhi la fonte di tante polemiche in un Comunale pressoché esaurito.
Ebbene, penso sia veramente difficile tradurre in parole ciò che è accaduto sul  palcoscenico bolognese. Sempre parlando dell’ultima opera di Giacomo Puccini, ricordo che, quando un paio di anni fa ne vidi un altro allestimento orrendo al Teatro Sferisterio di Macerata, credetti sinceramente di aver assistito a quanto di peggio la mente umana potesse concepire. Il famoso detto “al peggio non vi è mai fine” trova però in questa Turandot la sua più completa materializzazione.

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Scomodando dalla Russia il collettivo artistico AES+F, Cherstich confeziona uno spettacolo che suscita soprattutto un forte senso di nausea e asfissia.
Tengo a precisare, a mio modesto parere, che non possiamo parlare di una regia e questa grande assenza domina le due ore e mezzo di spettacolo. Non possiamo nemmeno parlare di scenografia, se non per due scalinate rosse che si muovono in maniera disorganica. Non possiamo parlare né di luci, né di costumi (decisamente orrendi e fuori di ogni logica): ma, soprattutto, non possiamo assolutamente parlare di drammaturgia teatrale.
Siamo di fronte ad una rigurgitata di video su tre schermi giganti (posti sul fondale del palcoscenico) con l’aggiunta casuale, in prossimità del proscenio, di un quarto, che spesso si limita a raddoppiare le immagini degli altri. Tanti video per vedere cosa? Difficile da dire, impossibile da interpretare. Questi signori vorrebbero comunicarci che siamo nella Cina del 2070 (e, se il futuro dovesse essere questo, spero sinceramente di morire prima), fatta di astronavi, megalopoli illuminate e avatar maschili, tesi a simboleggiare i tredici principi fatti giustiziare dalla crudele principessa. Costoro appaiono, scompaiono e riappaiono, talora in piedi, talora sdraiati, sia senza testa, sia in una modalità che ricorda più una sfilata di mutande della Intimissimi (impressione rafforzata dal fatto che sono letteralmente in mutande), piuttosto che una schiera di principi pretendenti.
Quindi appare Turandot, prima in veste umana (adorna di lucine come un albero di Natale tremendamente kitsch) e poi replicata in varie forme di donna sui video ridondanti. Il meglio arriva quando una di queste figure femminili si duplica, facendo scaturire dal proprio corpo altrettanti cloni, mentre la parte coinvolta nel “parto” si apre, prendendo la forma di una vagina dalla quale escono le altre “lei”, fino alla formazione di una figura inverosimile e decisamente nauseante. Qualora non bastasse, alla fine giunge un’enorme creatura felina dal muso accattivante (proprio da “gatta morta”) che si intrattiene lussuriosamente con alcuni degli avatar maschili sopracitati e l’unione di tutti gli elementi viene celebrata con un’orrenda visione dominata da una giunonica divinità femminile in stile Buddha, attorno alla quale tutti si affollano, comunicando una sensazioni più di orgia caotica che di trionfo pacificatore.
Sinceramente, dubito che il lettore possa capire ciò che ho cercato di scrivere, ma di meglio non sono riuscito a fare per comunicare ciò che il mio occhio ha sofferto in queste due ore e mezzo. Una conclusione personale, però, voglio esprimerla: sono convinto che la genialità sia un elemento importantissimo nell’elaborazione di una regia e che tale dono, capace di andare oltre le parole e la musica, possa fornire un importante valore aggiunto alla riuscita di uno spettacolo. Ritengo tuttavia che la genialità non debba coprire (o violentare) né la musica, né l’artista, né la visione. Mi scuso con chi si impegna con serietà nella ricerca di allestimenti intelligenti e innovativi nel pieno rispetto dell’opera lirica, ma questa “Turandot” (le virgolette si rendono necessarie per non offendere Puccini) nausea a tal punto che l’unico conforto possibile (quello musicale) è percepibile unicamente chiudendo gli occhi. Solo allora, non sentendo null’altro che la musica, è possibile lasciarsi cullare dai bei ricordi di tante Turandot passate oppure abbandonarsi alla fantasia e costruirsi una propria regia immaginaria. Ma il Teatro è altro: se mi siedo in platea, accetto tranquillamente di vedere uno spettacolo che possa anche non piacermi (sono le regole del gioco), ma non qualcosa che uccida in modo tanto gratuito ogni desiderio di rimanere lì seduto.

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Musicalmente le sensazioni sono totalmente opposte e la lettura del M° Valerio Galli tende a valorizzare maggiormente più la dinamicità della drammaturgia - quella originaria - che non l’aspetto più meditativo e riflessivo della parola scenica. Il gesto nitido e spedito si concretizza in un suono pulito ed elegante, cosicché l’Orchestra del Teatro Comunale possa accompagnare i cantanti senza mai travolgerli con ondate disumane di suono (già bastavano i mostruosi video ad inondare di stimoli non graditi il pubblico presente in sala).
Sul versante vocale, una bellissima scoperta, nel ruolo eponimo della principessa di gelo, il soprano Ana Lucrecia Garcìa: una voce importante che non fa dell’urlo la cifra stilistica primaria (come accade sovente in Turandot), ma sa gestire il suono mettendo in luce dinamiche variegate ed emozioni policrome. Quando c’è da dare, dà, ma con un canto che mai si traduce in semplice veemenza, bensì in signorile alterigia.
Un Calaf accorato e dolce quello di Antonello Palombi, che nella sua pastosa e densa zona centrale del rigo ammanta di suadente legato ogni nota dello spartito, per poi sfoggiare in acuto le nobili note del trionfo e dell’esultanza con naturalezza, senza mai eccedere in un canto spinto o di forza. Degna di nota l’aria del primo atto Non piangere Liù dove la tavolozza dei colori si manifesta in una miriade di sfumature.
Sicura e precisa anche la Liù di Francesca Sassu, talvolta un po’ troppo pregnante nel suono, ma comunque artefice di una prova più che dignitosa.
Di lusso il trio delle maschere, che vede rispettivamente nei ruoli di Ping, Pong e Pang, Sergio Vitale, Orlando Polidoro e Pietro Picone, precisi negli interventi, amalgamati nei momenti di assieme. La voce baritonale di Vitale trova grazia e stile nella bella pagina del secondo atto, mentre i due tenori riescono a essere pungenti nella giusta misura.
Egregio il Timur di Alessandro Abis che, sebbene dotato di un timbro piuttosto chiaro per il ruolo, risulta musicalmente ineccepibile per intonazione e fraseggio.
Nobili e alteri al punto giusto Bruno Lazzaretti (Altoum) e Nicolò Ceriani (un Mandarino). Completavano il cast Andrea Taboga (il Principe di Persia), Rosa Guarracino e Marie-Luce Erard (le Ancelle di Turandot).
Bello il colore del Coro (diretto dal M° Alberto Malazzi), pur non esente da qualche scollamento con la buca, né da alcune incertezze negli attacchi, specie nel primo atto.
Il pubblico compiaciuto dispensa a tutti il proprio plauso, anche se non manca qualche “bercio” non proprio oxfordiano verso i responsabili della messinscena.

Crediti fotografici: Andrea Ranzi e Rocco Casaluci per il Teatro Comunale di Bologna
Nella miniatura in alto: la protagonista Ana Lucrecia Garcìa (Turandot)






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Le Villi e Veronesi
intervento di Athos Tromboni FREE

190817_Torre_00_LeVilli_GiacomoPucciniTORRE DEL LAGO (LU) - Unica rappresentazione venerdì 16 agosto 2019, al Gran Teatro all'Aperto, di Le Villi, opera-ballo di Giacomo Puccini. La produzione era quella del Mupa di Budapest, con la regia di Ksaba Káel, le coreografie di Balázs Vincze e le danzatrici e i danzatori del Balett Pécs. La storia di Anna e Roberto, giovani sposi, è raccontata nel libretto di Ferdinando Fontana e la trama è semplicissima: Roberto riceve l'eredità di una vecchia parente e deve recarsi a Magonza per appropriarsene; parte il giorno stesso del matrimonio promettendo ad Anna e a Guglielmo (padre di Anna) che ritornerà presto. Ma non torna, anzi a Magonza si invaghisce di un'altra donna che gli farà delapidare tutta l'eredità. Dopo alcuni mesi Roberto torna a casa pentito, ma nel frattempo Anna è morta per le pene d'amore sofferte e si è trasformata in una Villi. Le Villi sono creature delle leggende nordiche e compaiono nel bosco nelle notti di luna piena
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Vocale
Carmina apoteosi di musica e luci
servizio di Simone Tomei FREE

190812_Vr_00_CarminBurana_EzioBosso_FotoEnneviVERONA - Siamo all'undici agosto 2019 nel pieno del Festival areniano e da tempo memorabile attendo questa serata in cui Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona daranno vita assieme ai solisti Ruth Iniesta, Raffaele Pe e Mario Cassi alla cantata scenica dei Carmina Burana di Carl Orff diretti dal M° Ezio Bosso.
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Jazz Pop Rock Etno
Noa scrive lettere a Bach
servizio di Attilia Tartagni FREE

190813_Cesenatico_00_NoaCESENATICO - E’ stato un successo annunciato “Letters To Bach”, spettacolo del 19° Festival dell’Emilia Romagna Festival il 9 agosto2019  a Cesenatico al Teatro all’aperto Largo Capuccini completamente esaurito, protagonista Achinoam Nini, in arte Noa con Gil Dor alla chitarra, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni. La cantante
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Opera dal Nord-Est
La Tosca al debutto stagionale
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_Tosca_SaioaHernandez_FotoEnneviVERONA - Ecco che, con l'avvento della Tosca di Giacomo Puccini sul palcoscenico areniano la sera del 10 agosto, tutto il "palinsesto" operistico del Festival estivo 2019 ha avuto il proprio completamento (manca ancora all'appello la serata concertistica con i Carmina Burana di Carl Orff in programma la sera successiva di cui daremo conto in un altro servizio).
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Opera dal Nord-Est
Placido Domingo fa 50
servizio di Simone Tomei FREE

190811_Vr_00_GalaPlacidoDomingo50_FotoEnneviVERONA - Un'Arena gremita da quasi quindicimila spettatori per lui: l'artista, il tenore, il baritono, il direttore d'orchestra, ma fondamentalmente l'Uomo, ossia Plácido Domingo. Era il lontano luglio 1969 quando, mentre il primo essere umano metteva piede sulla Luna, l'Uomo debuttava sul palcoscenico dell'anfiteatro scaligero nel ruolo di Calaf della
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Opera dal Nord-Est
Il Radames di Simoncini
servizio di Simone Tomei FREE

190810Vr_00_Aida_SamueleSimoncini_FotoEnneviVERONA - Ho anticipato la mia partenza di un giorno per Verona in quanto avevo il piacere di ascoltare l'esordio nell'anfiteatro scaligero del tenore senese Samuele Simoncini nel ruolo di Radames; in passato ci siamo inseguiti nei vari teatri, ma non avevo ancora avuto il piacere di ascoltarlo per intero in un ruolo operistico. Ecco che questo evento
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Opera dal Centro-Sud
A Martina Franca rivive l'Orfeo
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_Orfeo_RaffaelePe_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 2 agosto 2019 – Per la creazione di un pasticcio, nel Settecento, il compositore che si occupava dell’allestimento, o i cantanti stessi del cast, selezionavano arie tratte da più opere. I criteri di scelta comprendevano la loro fama e quanto esaltassero le qualità vocali di chi avrebbe dovute eseguirle. Non stupisce se il risultato,
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Opera dal Centro-Sud
Spasso nelle masserie d'Itria
servizio di Valentina Anzani FREE

190810_MartinaFranca_00_OpereInMasseria_LaviniaBini_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 1° agosto 2019 – Dall’anno passato il Festival della Valle d’Itria affianca alle tradizionali produzioni operistiche a Palazzo Ducale una proposta che unisce la valorizzazione del territorio pugliese a una formula di spettacolo particolarmente interessante. Cinque masserie hanno ospitato altrettante recite dei due intermezzi
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Opera dal Nord-Est
L'inizio agosto di Traviata Carmen Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190808_Vr_00_Traviata___FotoEnneviVERONA - La canicola di fine luglio sembra aver lasciato posto a un clima più mite che mi permette di affrontare senza afe soffocanti altre tre serate musicali (piuttosto affollate) all'Arena di Verona per darvi conto dei cast alternativi del Festival 2019: tutti i cast alternativi sono stati accolti dal pubblico in modo complessivamente positivo.
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Jazz Pop Rock Etno
Dalla canzone... al Jazz
servizio di Attilia Tartagni FREE

190306_Alfonsine_00_EmiliaZamunerALFONSINE (RA) - “La vita è l’arte dell’incontro” ha detto Massimo Moriconi, storico bassista di Mina che dal 1983 è presente in tutte le produzioni della "Tigre di Cremona", prima di intraprendere il concerto di lunedì 5 agosto 2019 nel Giardino della Biblioteca Comunale di Alfonsine. Lo è certamente per i musicisti per cui venire a contatto con
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Concorsi e Premi
Premio Callas alla Kabaivanska
servizio di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190805_Vr_00_PremioCallas_RainaKabaivanska_ph000VERONA - Sulle note malinconiche del Preludio della Traviata, le immagini dell’omonimo film operistico di Franco Zeffirelli si mescolano alle foto del maestro fiorentino e di Maria Callas. Inizia così il 2 agosto 2019, nell’elegante cornice dell’Arena Casarini dell’Hotel Due Torri (che deve il proprio nome ai suggestivi affreschi del pittore veronese Pino Casarini), la
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Pagina Aperta
Cosė ti insegno le Nozze
servizio di Attilia Tartagni FREE

190803_Ra_00_ItalianOperaAcademy_RiccardoMutiRAVENNA - Anche quest’anno, il quinto dell’Italian Opera Academy creata dal M° Riccardo Muti per formare giovani musicisti alla direzione d’orchestra e all’accompagnamento al pianoforte dei cantanti, due concerti al Teatro Alighieri hanno coronato due settimane di intenso lavoro mattutino e pomeridiano nel teatro di tradizione popolato di giovani
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Opera dal Nord-Est
Un Elisir connesso ai tempi
servizio di Cristina Chiaffoni FREE

190804_Pd_00_ElisirDAmore_JessicaNuccio_phGiulianoGhiraldiniPADOVA - L’ambientazione scelta da Padova Teatro Stabile rappresentata artisticamente dal geniale uomo di teatro e direttore artistico Federico Faggion è altamente suggestiva e ricca di memorie. Il castello dei Carraresi in Piazza Castello, divenuto poi carcere e le celle sono ben visibili, illuminate di rosa e d’azzurro quasi per temperare l’angoscia sottile che
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Opera dal Nord-Est
Arena, le repliche di luglio
servizio di Simone Tomei FREE

190731_Vr_00_Carmen_GeraldineChauvet_FotoEnneviVERONA - Come è consuetudine da diversi anni la frequentazione veronese mi porta a seguire con interesse l’avvicendarsi dei cast nei titoli in cartellone del Festival areniano. Stavolta la prima incursione in terra scaligera mi vede spettatore di alcune serate di fine luglio.

Carmen – 23 luglio 2019
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Echi dal Territorio
Il Duo Génot in Sant'Andrea
servizio di Gianluca La Villa FREE

190731_Levanto_00_AlessandraGenotLEVANTO (SP) - 30 luglio 2019, ore 21,30 Chiesa di Sant'Andrea - Nell’ambito dei concerti classici proposti con dovizia ogni anno dalla rassegna concertistica di Levanto diretta dal maestro Aldo Viviani si è tenuto un interessante e originale concerto del Duo Génot, Alessandra Génot al violino e Massimiliano Génot al pianoforte, imperniato
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Eventi
Il Giglio apre con la Tosca
redatto da Simone Tomei FREE

190725_Lu_00_CartelloniLiricaProsaDanza_MarcoGuidariniLUCCA - Il 19 luglio 2019 sono stati presentati, durante la consueta conferenza stampa, al Teatro Del Giglio i cartelloni delle stagioni di lirica, prosa e danza 2019-2020. Erano presenti all'incontro: Alessandro Tambellini, sindaco del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti, assessore alla cultura; per il Teatro del Giglio: Giovanni Del Carlo (amministratore
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Opera dal Centro-Sud
Rigoletto al Luna Park
servizio di Simone Tomei FREE

190722_Mc_00_Rigoletto_AmartuvshinEnkabatMACERATA - Ancora una sera in cui il tema "Rosso Desiderio" declina verso un altro significato (ossia il desiderio di vendetta da affogare nel sangue) che trova nel Rigoletto di Giuseppe Verdi la sua più ideale collocazione, complice il famoso duetto che conclude il secondo atto Sì vendetta, tremenda vendetta. Un'altra serata di grande Teatro musicale,
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Opera dal Centro-Sud
Un Macbeth da urlo
servizio di Simone Tomei FREE

190721_Mc_00_Macbeth_RobertoFrontaliMACERATA - "Rosso desiderio" non è solo la passione (carnale e amorosa), ma anche la sete di potere, motivo per cui il Macbeth di Giuseppe Verdi si inserisce a pieno titolo nel filo conduttore che lega la triade delle opere proposte dal Macerata Opera Festival 2019. L'allestimento è quello che da Palermo a Torino – in coproduzione con Macerata – ha
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Opera dal Centro-Sud
Carmen danza al Crazy Horse
servizio di Simone Tomei FREE

190720_Mc_00_Carmen_IreneRoberts.jpegMACERATA - Arrivando qui non si può fare a meno di notare una città festante e dipinta di Rosso Desiderio, colore che imperversa in ogni via e arreda ogni vetrina, facendo sì che in ciascun angolo se ne respirino il calore e l'essenza più intima. Un rosso intenso, un rosso che richiama il tema guida del Macerata Opera Festival 2019. La città intera si è
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Jazz Pop Rock Etno
Galliano espugna la Rocca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190718_Imola_00_Galliano_phVincentCatalaIMOLA - L’Emilia Romagna Festival nel suo ricco programma dal 6 luglio al 7 settembre 2019 ha mappato la regione individuando luoghi in grado di accogliere le tipologie di spettacoli in programma, dall’esibizione solistica all’ensemble alla grande orchestra. A Imola il 17 luglio, nel cuore della città, all’interno della Rocca Sforzesca fra torri
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Personaggi
Tre direttori e il ''Rosso Desiderio''
intervista di Simone Tomei FREE

190718_Mc_00_IntervistaDirettoriMACERATA - Nella mitologia romana, tre erano le meravigliose Grazie, tre le inesorabili Parche, tre le terribili Furie e tre le teste di Cerbero, mentre Trivia era l’appellativo sotto il quale si univano le dee Diana, Ecate e Luna. Dall’antico Lazio spostiamoci a nordest verso Helvia Recina nelle Marche e quindi viaggiamo attraversando l’Appennino e attraverso i secoli, fino
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Ballo and Bello
Les étoiles accendono gli entusiasmi
servizio di Attilia Tartagni FREE

190717_Ra_00_LesEtoiles_SergioBernalAlonso_FotoCositoreRAVENNA - La danza ha concluso in gloria il 30° Ravenna Festival, il 16 luglio 2019 al Pala De André. Il  Gala Internazionale di Danza ha portato sul palco della città romagnola le più fulgide étoiles provenienti dai maggiori teatri, accomunate dal talento e dalla capacità di esprimere il meglio di sé nella virtuosa fusione con la musica. L’impresario
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Soci Uncalm
Premio Cappelli a un giornalista: Giacomin
servizio di Athos Tromboni FREE

190715_Rocca_00_PremioCappelli_LucaSaltini_phGiorgioSabatiniROCCA SAN CASCIANO (FC) – Minacciava pioggia, nonostante le previsioni della vigilia, la sera di domenica 14 luglio 2019 a Rocca, dove nella splendida Piazza Garibaldi erano allestiti il palco e la vasta platea per il conferimento del XXX Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli, organizzato dall’omonima Associazione culturale. Un’ora prima
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Jazz Pop Rock Etno
Mason il nuovo si radica nel passato
servizio di Attilia Tratagni FREE

190715_Ra_00_NickMason_phZaniCasadioRAVENNA - I Pink Floyd sono entrati nella leggenda come accade alle band che cessano l’attività quando sono sulla cresta dell’onda ed è inutile chiedersi perché nessuno dei tentativi di resuscitare il gruppo abbia funzionato. Soltanto Nick Mason, il batterista del gruppo presente fin dagli esordi, ha proiettato avanti nel tempo la realtà delle origini
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Opera dal Centro-Nord
Turandot un bel successo
servizio di Athos Tromboni FREE

190713_Torre_00_Turandot_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO (LU) – Spettacolo bello e di grande qualità, quello visto alla seconda serata del Festival Puccini sul lago di Massaciuccoli: la Turandot è andata in scena in una interpretazione registica molto ligia ai contenuti del libretto, ma con un sottile distinguo, tale da allontanare la rappresentazione da qualsiasi sospetto di oleografia. Lo chiarisce
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Opera dall Estero
La vitale e pulsante energia del Tell
servizio di Simone Tomei FREE

190713_Orange_00_GuillaumeTell_NicolaAlaimo_phAbadieBrunoORANGE (Francia) - «Io reputo il Guglielmo Tell la nostra Divina Commedia, una vera epopea; né so comprendere come ognuno che ama e coltiva la musica non si prostri innanzi a questa più che sublime, divina creazione, a questo miracolo dell’arte»: così il compositore siciliano Vincenzo Bellini salutava la consacrazione definitiva dell’illustre collega pesarese
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Classica
Inno alla gioia per tutti gli europei
servizio di Attilia Tartagni FREE

190712_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Schieramento imponente  di musicisti e di coristi l’11 luglio 2019 al Pala De André per il concerto  più atteso del Ravenna Festival, già presentato due giorni prima, il 9 luglio, all’Odeon di Erode Attico sul pendio dell’Acropoli di Atene di fronte a 5000 spettatori. In programma la Nona sinfonia in Do minore op.125 di Ludwig van Beethoven
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Soci Uncalm
Musica a Marfisa d'Este pronta al via
FREE

190709_Fe_00_MusicaMarfisa_MarcoGulinelliFERRARA - Come ogni anno, ritornano con l'estate anche i concerti di "Musica a Marfisa d'Este" con un calendario di 31 appuntamenti musicali serali (inizio alle 21,15) a partire da giovedì 11 luglio e fino a giovedì 15 agosto 2019. La manifestazione organizzata dal Circolo Frescobaldi è patrocinata dal Comune di Ferrara e dal Teatro Comunale
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Prosa
Il Purgatorio dentro la cittā
servizio di Attilia Tartagni FREE

190709_Ra_00_DivinaCommedia-Purgatorio_GianniPlazzi_phSilviaLelliRAVENNA - Partecipare alla Cantica del Purgatorio trasformata in teatro, nel cuore della città che accolse l’esilio di Dante Alighieri, da Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, ideatori, registi e guide, è un’esperienza unica in grado di cambiare la percezione della realtà: è la terra di mezzo dove ci si monda dai peccati e si ricomincia, dove si supera il baratro senza
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Ballo and Bello
Le narrazioni danzate di Neumeier
servizio di Attilia Tartagni FREE

190708_Ra_00_HamburgBallett_JohnNeumeierRAVENNA - Il coreografo John Neumeier con l’Hamburg Ballett, già al Pala De Andrè nel 2010, è stato acclamato il 5 e il 6 luglio 2019 per lo spettacolo presentato dal 30° Ravenna Festival nel Teatro Alighieri: tre coreografie diverse che hanno per comune denominatore il senso della narrazione sull’onda della musica e la bravura smisurata del corpo di
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Opera dal Nord-Est
Torna Carmen ma non migliora
servizio di Athos Tromboni FREE

190707_Vr_00_Carmen_DanielOren_FotoEnneviVERONA – La Carmen non ha fatto registrare il tutto esaurito quest’anno alla sua “prima” areniana per il Festival 2019. Pubblico numeroso ma non strabocchevole, un esito quanto meno insolito per quest’opera di Georges Bizet che da sempre è la preferita dei melomani italiani e stranieri, dopo l’Aida di Verdi. Comunque la recita è stata accolta con molto
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Personaggi
Elisabetta Zizzo si racconta
Intervista di Angela Bosetto e Simone Tomei FREE

190707_00_Personaggi_ElisabettaZizzoVERONA - Nella calda serata del 29 giugno 2019, agli albori  97° Festival lirico dell'Arena di Verona, Ci incamminiamo, io e la collega e amica Angela Bosetto, verso il Liston di Piazza Bra. Seduta a uno dei tavolini del ristorante Vittorio Emanuele, ci attende la cantante Elisabetta Zizzo. Non manca molto alla prémiere de Il Trovatore di Giuseppe
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Opera dal Centro-Sud
Aida nella suggestione di Caracalla
servizio di Simone Tomei FREE

190706_Rm_00_Aida_DenisKriefROMA - Dopo molti anni, sono ritornato alle Terme di Caracalla, dove ho avuto il piacere di poter assistere alla rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi. Lo scenario è sempre suggestivo e il palcoscenico all’avanguardia, che un tempo ricordavo incastonato fra le antiche rovine romane, oggi si trova qualche metro più avanti proprio per preservare al meglio
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Classica
Il temporale non ferma Krivine
servizio di Attilia Tartagni FREE

190705_Ra_00_OrchestreFrance_EmmanuelKrivine_phZaniCasadioRAVENNA - Quello dell’Orchestre National De France al Pala De André il 3 luglio 2019 è stato un ritorno. Infatti la compagine mosse i primi passi su questo palco nel 1990, diretta dall’indimenticato Pierre Boulez. Sul podio, stavolta, c’era Emmanuel Krivine, figura non propriamente carismatica ma di indiscussa valenza e buona volontà, come
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Opera dal Centro-Nord
Tosca, Scarpia e l'Angelo nero
servizio di Athos Tromboni FREE

190705_Fe_00_Tosca_RosaMariaHernandez_phAlessandroDeLuigiFERRARA - Sempre suggestiva l’ambientazione per “Lirica in Castello” che si tratti (come vicenda) del quattrocentesco Trovatore di Verdi andato in scena qualche anno fa, o dell’ottocentesca Tosca di Puccini di ieri sera, 4 luglio 2019. Come tutti gli anni il cortile del Castello Estense ha accolto Puccini con quel “tutto esaurito” che solo i grandi titoli operistici
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Nuove Musiche
Goran Bregović 'From Sarajevo'
servizio di Attilia Tartagni FREE

190704_Ra_00_GoranBregovic_phZaniCasadioRAVENNA - Circa tremila persone al Pala De Andrè per “From Sarjevo”, l’atteso concerto in prima italiana del 2 luglio 2019 che ha visto a Ravenna, insieme con l’Orchestra Corelli  e il suo direttore Jacopo Rivani, Goran Bregović, il  musicista più eclettico dell’area balcanica, cantautore e chitarrista rock divenuto famoso negli anni Settanta del Novecento
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Vocale
Suoni dall'Abbazia
servizio di Edoardo Farina FREE

190701_MusicaPomposa_00_RenatoVanziniPOMPOSA (FE) - Apertura della 54° edizione di Musica Pomposa 2019 con il Gruppo Mandolinistico Codigorese  presente sul prestigioso palco della Sala delle Stilate per il secondo anno consecutivo, dove sotto la direzione del M° Renato Vanzini il 26 giugno ha eseguito Suoni dall’Abbazia il primo di una serie di sei appuntamenti cameristici che avranno
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Jazz Pop Rock Etno
Stewart Copeland musica senza confini
servizio di Attilia Tartagni FREE

190701_Ra_00_StewartCopeland_phZaniCasadioRAVENNA - “Light up the Orchestra” è il titolo dell’atteso concerto che ha visto insieme Stewart Copeland, uno dei più grandi batteristi, ex dei Police, e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, arricchita dall’elemento apparentemente estraneo della gigantesca batteria posta di fronte ai contrabbassi che dopo una partenza un po’ fredda si sarebbe
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Opera dal Nord-Est
Un Trovatore... ritrovato
servizio di Simone Tomei FREE

190629_Vr_00_Trovatore_PierGiorgioMorandi_FotoEnneviVERONA - Correva l'anno 2001 quando, durante il Festival Areniano, andò in scena per la prima volta l'allestimento ideato da Franco Zeffirelli per Il Trovarore di Giuseppe Verdi. Da allora il pubblico veronese ha potuto godere di questa visione, che ritengo quasi "beatifica", per altre cinque stagioni (ben 6, se includiamo anche quella appena inizata). Lo spettacolo
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Prosa
Le parole e il mare
servizio di Attilia Tartagni FREE

190626_Ra_00_LeParoleEIlMare_LinoGuancialeRAVENNA - Ancora uno spettacolo in un neo-luogo del Festival il 24 giugno 2019: “Classis”, inaugurato al pubblico soltanto sei mesi fa, museo archeologico di Classe di Ravenna ricavato dalla ristrutturazione dell'ex zuccherificio inattivo da decenni.  Il palco e la platea sono stati allestiti nello spazio aperto di fronte alla magnifica facciata
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Opera dal Nord-Ovest
Masnadieri una lezione d'oro
servizio di Francesco Lora FREE

190626_Mi_00_Masnadieri_FabioSartori_phBresciaArmisanoMILANO, 21 giugno 2019 – Esiste, sì, un Verdi classificato come minore: quello di Oberto e di Alzira, del Corsaro e di Aroldo, per dire quattro opere dal periodo del primo esordio a quello delle piene facoltà. Ma il repertorio corre nel tempo e non è affatto fisso. Con quelle menzionate, vi sono altre opere neglette. Ma fino a che punto si può ritenere minore
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Vocale
Il Greco e il Messiah
servizio di Attilia Tartagni FREE

190625_Ra_00_IlMessiah_AntonioGrecoRAVENNA - Fra i luoghi del Festival, Sant’Apollinare in Classe ha una “allure” speciale.  La basilica ha infatti uno spazio absidale vasto e concavo che sembra amplificare come un involucro risonante i musici e i cantori,  oltre a fornire loro una cornice di superba bellezza. Il grande mosaico absidale è dominato dalla figura del Santo con ai due lati le
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Opera dal Nord-Est
Carmen ottima della Kemoklidze
servizio di Rossana Poletti FREE

190625_Ts_00_Carmen_KetevanKemoklidzeTRIESTE - Teatro Verdi. E’ andata in scena al Teatro Verdi la nuova produzione dell’opera di Georges Bizet, Carmen.  E’ la storia di una donna libera che sceglie l’amore come meglio le aggrada, gli uomini la cercano, la desiderano ardentemente, cadono immancabilmente nella sua rete, è un diavolo. Così la apostrofa Don Josè quando il loro
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Soci Uncalm
Dell'Olmo prende un premio
FREE

190624_Sv_00_MasterclassRenataScottoSAVONA - Si è svolta ieri mattina, 23 giugno 2019, nell’atrio del Palazzo Comunale di Savona la manifestazione organizzata dall’Opera Giocosa di Savona che ha concluso la masterclass tenuta dal soprano savonese Renata Scotto; in programma il concerto dei migliori classificati. Alla manifestazione ha contribuito anche il Circolo Amici
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Opera dal Nord-Est
Collaudata ma quasi nuova Aida
servizio di Simone Tomei FREE

190623_Vr_00_Aida_AnnaPirozzi_FotoEnneviVERONA - Settecento volte Aida… ecco con quale record il titolo più rappresentato nell’anfiteatro scaligero debutta quest’anno nella stagione Arena di Verona Opera Festival 2019.  Una particolarità ed un vanto per il melodramma in Italia: le centenarie recite si sono avvicendate in numerosi allestimenti del capolavoro verdiano, ma sono felice
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Jazz Pop Rock Etno
Avitabile a Palazzo San Giacomo
servizio di Attilia Tartagni FREE

190623_Ra_00_EnzoAvitabile_phRobertoMolteniRUSSI (RA) - Il Ravenna Festival e i suoi luoghi: il concerto di venerdì 21 giugno 2019,  full immersion nella complessa napoletanità  del sassofonista e cantautore Enzo Avitabile affiancato dai  Bottari di Portico, dall’ensemble di fiati Scorribanda  e da Toni Esposito mago delle percussioni,  va affrontato partendo dalla collocazione in uno degli angoli
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Pianoforte
Labéque e il respiro di un'epoca
servizio di Attilia Tartagni FREE

190621_Ra_00_Giovanni Antonini_phKemalMehmetGirginRAVENNA - Fra le tante anime del 30° Ravenna Festival c’è quella di riproporre, insieme ai brani di un’epoca, anche il suo respiro, il suo suono originario.  E’ successo il 19 giugno 2019 al Pala De André, con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini e un programma diviso fra Franz Joseph Haydn e Wolgfang Amedeus Mozart. Certamente la
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Vocale
Chiara č Medea
servizio di Attilia Tartagni FREE

190620_Ra_00_Medea_ChiaraMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Lo ha ricordato di recente il Sovrintendente De Rosa, fino dalla sua nascita nel 1990 il Ravenna Festival ha nel DNA o, per dirlo in termini giuridici, nello statuto il connubio fra luoghi storici e artistici della città e spettacoli festivalieri.  Certo non era ipotizzabile una cornice più idonea del chiostro della Biblioteca Classense per accogliere Medea,
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Opera dalle Isole
Bell'allestimento di Pagliacci
servizio di Salvatore Aiello FREE

190620_Pa_00_Pagliacci_DanielOren.JPGPALERMO - A conclusione della prima parte della Stagione 2019 del Massimo di Palermo è andato in scena il capolavoro manifesto del verismo italiano: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo che con Cavalleria rusticana  costituisce il notissimo dittico amato dai melomani; questa volta Pagliacci da solo con il ritorno, dopo il 2007, della regia di Lorenzo Mariani
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Opera dal Centro-Nord
Nozze di Figaro deliziose
servizio di Simone Tomei FREE

190621_Fi_00_NozzeDiFigaro_KristiinaPoskaFIRENZE - Entra a pieno titolo all'interno del LXXXII Festival del Maggio Musicale Fiorentino il componimento mozartiano Le nozze di Figaro che si avvale della collaborazione librettistica di Lorenzo Da Ponte. Quest'opera è il primo tassello della nota Trilogia Mozart-Da Ponte che troverà mano a mano il suo compimento nei prossimi due anni
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Ballo and Bello
Nel labirinto di Martha
servizio di Attilia Tartagni FREE

190619_Ra_00_MarthaGrahamDanceCompanyRAVENNA - Attesa quasi reverenziale lunedì 17 giugno 2019 per la  Martha Graham Dance Company guidata da Janet Eilber, responsabile della compagnia dall’anno seguente la scomparsa nel 1991 di colei che, nata nel 1894 e percorso il novecento danzando, viene considerata una delle massime danzatrici e coreografe del secolo, “madre
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Opera dal Nord-Ovest
Madama Butterfly proprio come Madama Butterfly
servizio di Athos Tromboni FREE

190615_Ge_00_MadamaButterfly_MariaTeresaLeva_phMarcelloOrselliGENOVA - Stagione lirica, ultimo atto: Madama Butterfly di Giacomo Puccini nel Teatro Carlo Felice, in concomitanza con il grande concerto pop di Piazza Kennedy (“Ballata per Genova”) replicato su due maxischermo in Piazza De Ferraris di fronte al teatro. Una ”Ballata” che ha riunito oltre 12 mila persone, trasmessa in prima serata
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Classica
Un violinista con lo Stradivari
servizio di Attilia Tartagni FREE

190614_Ra_00_LeonidasKavakos_phMarcoBorggreveRAVENNA - Leōnidas Kavakos, poco più che cinquantenne violinista greco di fama internazionale, qui anche anticipatore delle tematiche festivaliere ispirate alla Grecia, meta quest’anno del “viaggio dell’amicizia”, ha aperto il concerto del 12 giugno 2019 al Pala De André imbracciando con affetto reverenziale il suo prezioso Stradivari, un “Willemotte” del
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Soci Uncalm
Passerella di belle voci a Bagnara
servizio di Attilia Tartagni FREE

190611_Bagnara_00_ConcertoLirico_EnricoZuccaBAGNARA DI ROMAGNA (RA) - «Potenza della lirica, dove ogni dramma è un falso...» scriveva Lucio Dalla nella sua celeberrima “Caruso”. Gli appassionati di lirica (anche Dalla lo era), per quanto possano  trovare inverosimili storie e situazioni, sono sedotti dalla verità della perfetta unione fra musica - versi - interpretazione. Prendiamo
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Ballo and Bello
Suggestioni di van Hoecke per i Pink
servizio di Attilia Tartagni FREE

190610_Ra_00_ShinePinkFloyd_MichaVanHoeckeRAVENNA - Viaggio nel mondo della luna con Micha VAN Hoecke, i Pink Floyd Legend e la Compagnia Daniele Cipriani. «Il canto è una danza che si sente, ma non si vede; la danza è un canto che si vede, ma non si sente», lo afferma  il  coreografo e regista Micha von Hoecke che ha fatto di “SHINE! Pink Floyd moon”  un’opera rockrappresentata
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Opera dall Estero
Trionfo straussiano alla Staatsoper
servizio di Francesco Lora FREE

190606_Wien_00_DieFrauOhneSchatten_VincentHuguetVIENNA, 6 giugno 2019 – Con cinque recite della Frau ohne Schatten (La donna senz’ombra), dal 25 maggio al 10 giugno, la Staatsoper di Vienna ha festeggiato il proprio centocinquantesimo anno insieme con i cento del capolavoro di Richard Strauss. Locandina musicale da capogiro, dalla direzione di Christian Thielemann al canto di Stephen Gould, Camilla
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Opera dall Estero
Flórez, Des Grieux in scena
servizio di Francesco Lora FREE

190607_Wien_00_Manon_AndreiSerbanVIENNA, 5 giugno 2019 – Alla Staatsoper di Vienna sono frequenti i cicli di recite che tengono un piede nella routine di tutti i giorni e l’altro nell’evento da non perdere. Esemplare è l’ultima ripresa della Manon di Massenet, con le sue quattro rappresentazioni dal 1° al 13 giugno. L’allestimento scenico è quello varato nel 2007, con regìa
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Opera dal Centro-Nord
La Turandot č avveniristica e provocatoria
servizio di Simone Tomei FREE

190607_Bo_00_Turandot_AnaLucreciaGarcia_phRoccoCasaluciBOLOGNA - È proprio vero che spesso la realtà riesce a superare di gran lunga la fantasia, ma, quando si odono reazioni sconvolte a qualche nuovo allestimento operistico, si spera sempre che tali resoconti siano frutto dell’aver preso certe situazioni un po’ troppo “di pancia” o dell’aver visto le cose con un occhio “antico” e poco adattabile alla
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Diario
Trent'anni di radicamento nel territorio
Attilia Tartagni FREE

190606_Ra_00_IncipitFestival_CristinaMazzavillaniMutii_phSilviaLelliRAVENNA - Tremilacinquecento sono stati gli spettatori della serata inaugurale del Ravenna Festival 2019, evento amplificato dalla presenza di due colossi: il direttore d’orchestra Riccardo Muti alla guida dell’Orchestra in residence Giovanile Luigi Cherubini e il M° Maurizio Pollini al pianoforte nei Concerti per pianoforte e orchestra KV 449 e KV 466
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Echi dal Territorio
Un altro stile esotico
servizio di Francesco Lora FREE

190602_Fi_00_ZubinMehtaFIRENZE, 2 giugno 2019 - L’anno scorso, 28 e 30 maggio, i cittadini della musica erano corsi al Maggio Musicale Fiorentino per abbracciare Zubin Mehta: egli che dirigeva ogni giorno musica nuova in una città diversa e presso un’istituzione differente, sempre infaticabile, aveva cancellato mesi e mesi interi di impegni per affrontare a testa bassa
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Opera dal Nord-Ovest
Pagliacci sė, Cavalleria proprio no
servizio di Simone Tomei FREE

190603_Ge_00_CavalleriaRusticanaPagliacci_GiuseppeFinziGENOVA - Al Teatro Carlo Felice il dittico per eccellenza del melodramma italiano: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Un allestimento che vede il Teatro ligure impegnato in coproduzione con il Teatro del Maggio di Firenze dove, tra l’altro, il titolo del compositore livornese è andato già in scena e del quale
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Ballo and Bello
Danza: energia incontri libertā liberazione
redatto da Athos Tromboni FREE

190602_Fe_00_Danza2019-2020_MarinoPedroniFERRARA - La stagione di Danza 2019/2020 del Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata pubblicamente ieri, 1 giugno: il cartellone si aprirà il 22 ottobre con il Nuovo Balletto di Toscana, struttura produttiva di rigoroso impianto professionale sorta sull’esperienza più che decennale dello Junior Balletto di Toscana. Il debutto ferrarese di
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Opera dal Nord-Est
Un Dittico curioso ma divertentissimo
servizio di Simone Tomei FREE

190527_Vr_00_GianniSchicchi__FotoEnneviVERONA - Chiude bene. Chiude cioè con ilarità e comicità la stagione del Teatro Filarmonico di Verona che ha messo in scena due componimenti buffi molto distanti tra loro - sia per periodo compositivo che per tempo legato al dipanarsi delle vicende - ma che hanno in comune il paradosso come divertimento, unito ad una musicalità entusiasmante.
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Eventi
Amore passione follia al Cantiere
redatto da Athos Tromboni FREE

190524_Montepulciano_00_Cantiere2019_RolandBoerMONTEPULCIANO (SI) - Giunto alla 44.esima edizione, il Cantiere Internazionale d’Arte è dedicato quest'anno al tema Amore Passione Follia. Il calendario scandisce 45 appuntamenti dal 12 al 28 luglio 2019, tra Montepulciano e la Valdichiana Senese. Sono numerose le celebrità che collaborano con i giovani talenti, nella formula
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Opera dal Centro-Nord
La Straniera tra horror e trash
servizio di Simone Tomei FREE

190520_Fi_00_LaStraniera_SalomeJicia_phMicheleMonastaFIRENZE - Prosegue con grande partecipazione l’ottantaduesimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino che dopo la “prima” dedicata al compositore contemporaneo Aribert Reimann autore di Lear, vede in scena La straniera di Vincenzo Bellini: melodramma in due atti che Felice Romani trasse dal romanzo L’Étrangère di Charles-Victor Prévost
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Opera dal Nord-Est
Chénier lo spirito dell'Umanitā
servizio di Rossana Poletti FREE

190520_Ts_00_AndreaChenier_KristianBenedikt TRIESTE - Teatro Verdi. Va in scena in questi giorni e fino al 26 maggio 2019 al Teatro Verdi di Trieste l’Andrea Chénier di Umberto Giordano. «Questo titolo viene definito generalmente come una grande storia d’amore. Nella mia visione la ricerca della libertà e della conoscenza unita alla forza della parola daranno come risultato amori e
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