Pubblicato il 20 Giugno 2020
L'Editrice Rugginenti pubblica una biografia del basso di cui poco s'č occupata la critica togata
Giulio Neri il dimenticato indimenticabile recensione di Paolo Padoan

200618_Libri_00_GiulioNeriIlBassoDellOperaGiovanni Marchisio
GIULIO NERI il Basso dell'Opera
Editrice Rugginenti Milano 2020, pp. 300 Euro 21,90
Gli amanti del melodramma, ma ancor più i critici, gli storici, i cultori dovrebbero sentire il dovere morale di ricordare coloro, fra cantanti o direttori d’orchestra, che hanno dato loro momenti di gaudio, di soddisfazione, di piacere. L’arte della musica dà tutto questo e altro ancora. In genere, dei vari interpreti, dei tanti protagonisti d’uno spettacolo operistico, si conosce l’essenziale, quello che eventualmente il programma di sala è solito riportare.
Ma vi sono, però, fra gli ascoltatori e fra quelli che l’opera la vivono intensamente, anche coloro che sanno tutto di loro, anche attraverso ricerche, indagini personali. Sono ancora diversi in Italia (ma non come tempo addietro) i superstiti circoli di melomani ove ogni socio conosce vita, morte e miracoli e forse anche di più, ad esempio di un tenore o di un soprano. Questi sono un bagaglio ricchissimo di notizie, ma purtroppo, spesso, il tutto resta nel cassetto del dimenticatoio.
Fortunatamente questa rara categoria di veri e propri cultori, mai osannati abbastanza, capaci di affrontare lunghe ma appassionate ricerche o consultazioni meticolose di programmi teatrali su spettacoli avutisi in epoche lontane e persino in teatri di provincia, questi veri benemeriti ricercatori vi sono ancora. Pochi, ma preziosi. Non sono degli incalliti laudatores temporis acti di oraziana memoria perché sanno cogliere le innovazioni del presente (sopportando magari con rassegnazione le discutibili novità registiche) e sanno adeguarsi al progresso e allo stile esigenze attuali. Sono dei benemeriti e costanti pungolatori che invitano a non dimenticare e quindi a rendere omaggio a tanti artisti oggi ingiustamente dimenticati.
Fra questi, spicca il nome di Giovanni Marchisio, lombardo, classe 1972, già autore di due importanti biografie dedicate al celebre Carlo Tagliabue, scritte con passione ed autorevolezza e che riportano con chiarezza e con ricchezza di dettagli la vita e l’arte di questo baritono definito da molti “voce verdiana per eccellenza”.  Sulla scia del successo ottenuto, Marchisio ha oggi dato alle stampe, con i tipi dell’Editrice Rugginenti di Milano (Gruppo editoriale Volontè  e Co), un’altra biografia, anche questa dettata dallo stesso spirito del cultore e dello stimolatore. E’ dedicata a Giulio Neri che, giustamente definisce “l’ultimo autentico basso profondo del teatro lirico italiano”. Un lavoro di particolare interesse, prezioso per i tanti dettagli, le precise informazioni e lo scorrere piacevole del testo.
Il tutto in 23 capitoletti, seguendo un ordine cronologico dei tanti eventi e con ricche informazioni anche sul luogo di origine, sulla giovinezza e sugli studi iniziali del celebre basso di Torrita di Siena.
Aprono il volume una Prefazione di Bruno Baudissone, il saluto del Sindaco di Torrita e una Introduzione dello stesso autore che rivela il suo casuale primo approccio con la voce del Neri avvenuto attraverso l’ascolto di una musicassetta negli anni Ottanta. Un ascolto che l’ha letteralmente folgorato. Chi conosce bene le tante registrazioni discografiche che testimoniano la rara, profonda, possente e unica voce del basso toscano può dargli senz’altro ragione.
Il libro è tutto da leggere. Ogni capitolo, scritto con chiarezza e semplicità, racconta gli sviluppi e l’intensità della carriera del basso che grazie ai suoi splendidi mezzi vocali e alla sua spiccata professionalità, ben presto si segnalò nei più importanti teatri italiani e stranieri, con particolare preferenza per l’Opera di Roma,  da cui il sottotitolo che Marchisio ha voluto dare al suo lavoro.
L’autore fa anche notare come certa critica, che in genere viene definita ironicamente “togata”, non abbia preso in seria considerazione questo artista, tra l’altro uomo di grande umanità e socievolezza, buono e adorabile (come asserito da diversi colleghi di scena), “tanto bravo e tanto buono” (come lo definì Tullio Serafin). Eppure, afferma e conferma, si tratta dell’ultimo vero basso profondo del nostro teatro lirico. In effetti non viene citato nel volume “Le grandi voci” e neppure è presente nella bella raccolta “Voci a confronto” e “Le interpretazioni indimenticabili” della Fratelli Fabbri e né, ad esempio, nel Dizionario illustrato “Opera” della Mondadori, nella Nuova Enciclopedia della Musica Garzanti, nell’Enciclopedia della Musica De Agostini ed in altri repertori.
Il volume di Marchisio fa giustizia di queste gravi dimenticanze, e il materiale che produce a josa testimonia senza discussione alcuna il valore di questo artista completo, sia vocalmente che scenicamente, purtroppo scomparso troppo presto. Le tante recensioni riportate smentiscono ogni dubbio sulle rare e splendide qualità della voce e sulla professionalità di grande spessore umano.
Arricchisce il volume una cospicua Appendice. Otre alle varie iniziative promosse a Torrita di Siena per ricordare il proprio illustre concittadino, seguono una dettagliata Cronologia, la Discografia e la Filmografia, l’elenco del notevole repertorio, la bibliografia e l’Indice dei nomi. Ricco pure il corredo fotografico presente sia nel testo e sia nell’elencazione del repertorio ove l’Autore ha cercato di inserire fotografie collegate al ruolo illustrato. Quanto mai preziose sono le precisazioni nella discografia ove viene indicata la attuale reperibilità dei cimeli operistici ufficiali e “live”.
Condividiamo con il Sindaco la speranza, o meglio ancora, la certezza, che il bel libro di Giovanni Marchisio riuscirà a dare il giusto merito a quello che senza dubbio è stato uno degli interpreti migliori della lirica nazionale. Una cosa è certa: resteranno nella storia del disco e dell’interpretazione il suo Mefistofele, il suo Grande Inquisitore, il suo Mosè, il suo Baldassarre, il suo Padre Guardiano, ma anche, perché no, il suo Sparafucile, il suo Don Basilio, il suo Ramfis e le sue prestazioni wagneriane.





Pubblicato il 27 Gennaio 2020
Č in libreria un volume scritto da Micaela Magiera che racconta i primi passi di tre miti della lirica
Parliamo di Leone, Mirella e Luciano recensione di Athos Tromboni

200127_Libri_00_LaBambinaSottoIlPianoforte_MicaelaMagieraMicaela Magiera
La bambina sotto il pianoforte
Edizioni Artestampa, Modena, pagg. 230, euro 18
Il sottotitolo di questo libro è indicativo come un sommarietto: «Storie d'amore e di musica nella Modena di Mirella Freni, Leone Magiera e Luciano Pavarotti»; sì perché l'autrice, Micaela Magiera, è figlia del soprano Mirella Freni e del pianista e direttore d'orchestera Leone Magiera. Tanto che all'anagrafe il doppio nome, registrato per lei, è quello di Micaela Leonella, dove "Lonella" è l'anagramma dei nomi del padre e della madre, Leone e Mirella, appunto.
Il libro è strutturato in 13 capitoli e ogni capitolo è suddiviso in due parti.
La prima parte è biografica e riguarda monograficamente Leone Magiera, Mirella Freni (nata Fregni, ma poi divenuta celebre col cognome d'arte Freni), Luciano Pavarotti, con le rispettive ascendenze parentali, nonché le tappe importanti della carriera del pianista-direttore e dei due cantanti lirici modenesi, come La bohème di Puccini per tutti e tre (debutto di Mirella a Modena, debutto di Luciano a Reggio Emilia, direzione d'orchestra per Leone sempre a Modena e all'estero), oppure la Turandot sempre di Puccini in Unione Sovietica che contribuì a migliorare le relazioni diplomatiche fra Italia e Urss. La seconda parte di ogni capitolo, invece, è riservata alle riflessioni, ai pensieri, le tenerissime critiche, dell'Autrice rispetto ai profili professionali (e anche psicologici e caratteriali) dei tre personaggi del libro: personaggi, non persone, vale a dire ciò che essi sono nel riflesso pubblico; e anche come quel riflesso si sia ripercosso anche nel privato.
Una disamina, quella di Micaela Magiera, molto acuta, con giudizi a volte anche impietosi, come solo i giudizi dei figli verso i genitori riescono ad essere. E per questo ne risulta una narrazione non edulcorata ma realistica di una infanzia e di una prima giovinezza comunque molto felice e molto coinvolta, di una Micaela che, anche se bambina, segue il lavoro del giovane papà pianista quando impartisce lezioni di canto e di interpretazione a due cantanti modenesi giovani e talentuosi. Da sotto il pianoforte, un posto scelto come fosse il palco reale del Teatro alla Scala o del Metropolitan di New York.

200127_Libri_02_LaBambinaSottoIlPianoforte_facebook

La narrazione è spedita, affrontata con linguaggio divulgativo ma non banalmente cronachistico, tanto che il libro suscita in chi legge proprio "il piacere del testo"  (direbbe Roland Barthes), e non mancano episodi curiosi, raccontati come aneddotica; ma anche notizie indispensabili in quanto oggi già storia della musica, come per esempio il fatto che Leone Magiera fu folgorato dall'arte musicale (quando la sua famiglia ancora non era convinta che lui dovesse fare il pianista anziché l'avvocato o il notaio) per aver sentito suonare in una riunione familiare in casa sua, lui ancora bambino, il violinista Aldo Ferraresi; e dall'incontro veramente folgorante con il pianista svizzero Alfred Cortot. O come quando il sovrintendete del Teatro Comunale di Bologna, Carlo Alberto Cappelli, chiamò una giovanissima Mirella Freni per una Bohème che lanciò la cantante oltre i confini della sua Modena, e da lì su su fino all'olimpo della lirica.
A proposito delle specificità di carattere di papà e mamma, Micaela scrive a pagina 54 del libro: «... mi balza agli occhi la grande differenza (di papà, ndr) rispetto a mia madre, differenza che si intuisce già da quel primo concerto parrocchiale che i miei genitori affrontarolo assieme da bambini (era il 29 maggio 1948 presso la chiesa di Sant'Agostino a Modena, ndr). Mentre, infatti, a Leone interessa solo suonare e non gli importa nulla del contorno del pubblico che anzi quasi lo infastidisce; ecco invece Mirella galvanizzata dalla presenza del pubblico, già ligia professionista (a 14 anni, ndr) del canto, come lo sarà tutta la vita.»
E più avanti, a pagina 138, Micaela confessa una sua sensazione premonitrice: dunque lei e il papà erano ad Amsterdam per seguire l'ennesimo spettacolo all'estero di Mirella, protagonista nella Bohème di Puccini; ecco il racconto della donna d'oggi, riflessiva e non istintiva,  rispetto al suo ricordo di bambina: «Ho ancora in mente il pianto dirotto in cui scoppiai all'ultimo atto di Bohème, vedendo mia madre-Mimì morire: mi ero avvinghita al collo di mio padre e singhiozzavo disperata. Ho sempre creduto che l'interpretazione fosse stata così coinvolgente da provocarmi quell'esplosione di emozione; oggi però il ripensare a quella figura lontana sul palcoscenico mi fa piuttosto pensare che la mia sensibilità di bambina percepisse che la mamma si stava sempre più allontanando, per proiettarsi nel diverso ruolo della "prima donna".»
Ecco qui il tratto umano dell'Autrice che si confessa: vi è una sottile vena nostalgica, quasi un rimpianto, in questa confessione, e cioè che il viaggiare della mamma per i teatri d'Italia e del mondo, fra prove, recite e contatti, abbia generato sia in Mirella che in Micaela, cioè nella madre e del pari anche nella figlia, una sorta di malinconia della privazione: la privazione del contatto fisico, lenito solo in parte dal contatto epistolare... la privazione, cioè, delle gioie e delle apprensioni "in diretta" fra madre e figlia dovuta al "dovere" della madre verso il lavoro che incombre e si fa sempre più intenso e pressante.
Cosa, quest'ultima, che non si rileva nella pagine del libro rispetto al papà, che di fatto quella apprensioni "in diretta" le ha vissute tutte, perché Micaela era sempre con lui o con i nonni.
Il libro racconta i primi anni di vita della "bambina sotto il pianoforte" e si ferma a quando sia Mirella Freni, sia Luciano Pavarotti, sia Leone Magiera, hanno ormai acquisito fama internazionale e la bambina si è ormai tramutata in giovinetta.

200127_Libri_01_LaBambinaSottoIlPianoforte_copertina

Le pagine sono riccamente illustrate da fotografie in bianco/nero che ritraggono non solo l'Autrice bambina, ma anche molti protagonisti della scena lirica degli anni '50 e '60 del Novecento e, puntualizzazione non secondaria perché pregevole dal punto di vista editoriale, ogni pagina reca a margine (e non a fondo pagina come consuetudine) le numerose note al testo che costituiscono un più immediato e indispensabile supporto alla navigazione del lettore dentro "il piacere del testo".
Info: www.edizioniartestampa.com

Crediti fotografici: foto tratte dal libro di Micaela Magiera, La bambina sotto il pianoforte
Nella miniatura in alto: l'Autrice del libro
Al centro: una foto della famiglia Magiera negli anni '60 del Novecento
Sotto: la copertina del libro





Pubblicato il 08 Novembre 2018
Pių che un libro, un manuale di consultazione sull'opera di Gioachino Rossini e le sue protagoniste
Eroine rossiniane regine e vincenti recensione di Athos Tromboni

181108_Libri_00_RobertaPedrotti-LeDonneDiGioachinoRossini_Roberta Pedrotti
Le donne di Gioachino Rossini - Nate per vincere e regnar
Odoya Editore - giugno 2018, pagg. 416, euro 22
La Pedrotti è musicologa, critico musicale, fondatrice e direttrice responsabile della rivista on-line L'ape musicale. Questo libro, che reca una toccante prefazione di Gianfranco Mariotti, è il risultato di un innamoramento fin dalla tenera età dell'autrice per la musica del Cigno di Pesaro. Lo dichiara lei stessa nella postfazione del volume, precisando però, da intellettuale accorta, che le eroine di cui parla sono : «... al pari dei grandi archetipi mitici e letterari, modelli su cui riflettere, con cui confrontarsi in varie fasi della vita.»
Potrebbe sembrare un pronunciamento accademico, ma alla lettura delle oltre 400 pagine ci si accorge che, invece il libro è un vero, utile e accessibile manuale di consultazione sull'opera rossiniana e le sue protagoniste, fondamentale per il neofita e più che consigliabile anche all'esperto.
Dopo due capitoli introduttivi, dove l'autrice affronta dapprima la questione del canto acuto distribuito fra i castrati e le donne («... Dunque, i castrati non sostituiscono de iure le donne cantanti, ma contribuiscono a creare, nell'opera del 17° e 18° secolo, ruoli femminili di grande spessore drammatico e musicale»; e poi una notizia fondamentale sull'infanzia e la formazione del giovane Gioachino dove si spiega che la necessità della madre (Anna Guidarini in Rossini) di cantare per mantenere la famiglia era conseguenza «... dell'ardente - e un po' maldestra - passione politica del padre e dai rivolgimenti dovuti da avanzate e ritirate napoleoniche nell'allora Stato Pontificio. 'Vivazza' (soprannome di papà Giuseppe) è arrestato nel 1799 e, benché la sua collaborazione con i papalini gli valga una rapida grazia, giunge comunque il licenziamento e con esso le difficoltà a mantenere la famiglia. Il debutto, già nel 1797, di Anna Guidarini come canterina nei teatri di provincia è provvidenziale e di discreto successo.»
web_181108_Libri_01_RobertaPedrottiLeDonneDiGioachinoRossini_facebookÈ l'imprimatur musicale per il giovane Gioachino. E da qui svilupperà la sua sensibilità artistica e il suo genio.
Il libro della Pedrotti cita e brevemente tratta poi delle principali cantanti che diedero voce in primis alle eroine rossiniane, dalla Colbran alla Marcolini, dalla Pasta alla Valesi, a tutte le altre.
Quindi entra nel catalogo delle opere, illustrando cronologicamente e tematicamente in vari sottocapitoli le figure e la caratura drammaturgica delle protagoniste: Ritratti in 1 atto... L'innocenza e la bontà... Figli, madri, spose... Regina e guerriera... Le parigine... tanto per citare alcune delle suddivisioni tematiche.
Infine, l'ultima parte del libro riassume a compendio i titoli delle opere rossiniane, le date e i luoghi di prima rappresentazione, i cenni all'intreccio delle vicende messe in musica.
Il testo è arricchito da molte fotografie e illustrazioni che snelliscono il fluire della scrittura; ma il pregio vero e assoluto del libro è che ogni eroina è descritta non solo con le caratteristiche drammatiche che la connaturano, ma anche dal contenuto di testo del libretto, dove arie, dialoghi, cori, contribuiscono - data la esplicita semanticità della parola - a definirne le personalità: "Nate per vincere e regnar" diventa così non il sottotitolo del volume, ma la condizione fondamentale da cui sarebbe importante non prescindere.
Allora conviene che ognuno, neofita o esperto che sia, si ponga una domanda: è vero che io conosco a fondo la Rosina del Barbiere di Siviglia? È vero che conosco la Matilde di Shabran o la Mathilde del Guglielmo Tell? O la Semiramide o la Zelmira delle omonime opere?
Alla lettura del testo e alle considerazioni della Pedrotti sulle sfaccettature dei personaggi, ci si accorge che esiste sempre una possibilità di ulteriore sviluppo della conoscenza, di ulteriore approdo critico alla figure delle eroine e del loro ruolo drammaturgico. Quindi alla loro "rappresentabilità" in una regia tradizionale o in una regia moderna che si pongano l'obiettivo di essere coerenti con la personalità antica e - tutto sommato - moderna delle rappresentate.
Il consiglio che sorge spontaneo allora è questo: se dovessimo andare a teatro per assistere a un'opera rossiniana e volessimo un qualcosa di più rispetto alle notizie musicologiche e alle aspettative musicali, faremmo bene a leggerci il paragrafo del libro della Pedrotti che riguarda l'eroina che ci si approccia a vedere. Si scoprirebbe non alla fine, ma durante le recita, nota dopo nota, fiorettatura dopo fiorettatura, acuto dopo acuto, che il volume qui recensito riesce ad apportare quell'approfondimento che non è solo musicale o musicologico, ma più compiutamente culturale.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Odoya Editore
Nella miniatura in alto: la musicologa Roberta Pedrotti






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In questo contesto, mi occupo di lirica e di tutto quello che ruota intorno al mondo del Teatro d’opera e, più in generale, della cultura. Ho avuto modo di confrontarmi con molti Artisti e in questo periodo le acque non sembrano né chiare, né calme. I motivi sono tanti: l’incertezza del futuro, una serie di fatti
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Vivaldi e la musica veneta
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200819_Vr_00_Vivaldi_AlviseCasellati_EnneviFotoVERONA - «Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia»; parola di Friedrich Nietzsche, rimarcata dall’erede Thomas Mann, il quale definiva la città lagunare «… bella lusinghiera e ambigua, metà fiaba e metà trappola», ma sempre capace di ispirare  «ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.»
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Un giorno senza sera
Athos Tromboni FREE

200811_Fe_00_UnGiornoSenzaSera_CastelloEstenseNella mia Ferrara, qualche volta, accadono della cose belle. Il giornalista che scrive sulle pagine della cultura e della musica vive di cose belle. Ne fa incetta. Racconta, spiega, interpreta, giudica. Sennò che ci sta a fare il giornalista delle pagine culturali in mezzo alle cose belle che accadono, se non se ne fa una ragione e la comunica?
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200813_Vr_00_WagnerInArena_GustavKuhn_EnneviFotoVERONA – «Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrinsecazione di un ideale d’Arte: l’umanità nella realtà della vita vissuta, in uno; l’umanità attraverso il simbolo e la leggenda, nell’altro.» Con queste parole il musicista e musicologo
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200812_MartinaFranca_00_AntonioGreco_phClarissaLapollaMARTINA FRANCA (TA), 29/30/31 luglio 2020 - Se quest’anno il Festival della Valle d’Itria si è dovuto adattare alle difficoltà logistiche delle misure di distanziamento sociale imposte dalla crisi sanitaria e alle difficoltà economiche ad essa connesse, è riuscito comunque a garantire una proposta musicale di altissimo livello. Tra il ricco programma di
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200810_Mn_00_SettembreMantova_AlfredBrendelMANTOVA - Rinviata a causa del Covid-19, si terrà dal 4 al 6 settembre 2020 a Mantova la diciottesima edizione di 'Trame Sonore', l’importante ed impegnativa manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova già programmata per i primi giorni di giugno e ora spostata a settembre.
Sarà un’edizione dimezzata
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intervista a cura di Ramón Jacques FREE

200809_Personaggi_00_VenditelliAriannaROMA - Il soprano romano Arianna Venditelli è riuscita a fare una carriera eccezionale che l'ha portata a debuttare ruoli importanti nel repertorio operistico grazie al suo timbro particolare e alla sua ampia estensione vocale. La Venditelli, che si è esibita su importanti palcoscenici in Italia e in importanti festival in Europa, concentrandosi su Mozart, Handel
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200809_TorreDelLago_00_MadamaButterfly_EnricoCalessoTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Benvenuta Manu Lalli. Che poi una recensione non si inizia mai così. Eppure stavolta bisogna ammettere l'eccezione alla regola... sì, perché la regia di Lalli, per la Madama Butterfly di Giacomo Puccini al Gran Teatro all'Aperto di  Torre del Lago, ha restituito all'Opera (non a quest'opera, ma all'Opera) quel
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Echi dal Territorio
Le belle consonanze della Kreion
servizio di Athos Tromboni FREE

200809_ForteDeiMarmi_00_ConsonanzeArtistiche_SimoneTomei_phMattiaBertozziFORTE DEI MARMI (LU) - Sono le "consonanze artistiche" quelle che consentono ad uno spettacolo (a qualsiasi spettacolo, indipendentemente dal genere) di affermarsi come evento notevole e richiamare tante persone che poi possono dire orgogliosamente ai figli e nipoti quel famoso «io c'ero». Tanto più se si tratta di musica lirica, dove le "consonanze"
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La Tosca dei tre cerchi
servizio di Athos Tromboni FREE

200807_TorreDelLago_00_Tosca_AmarilliNizzaTORRE DEL LAGO PUCCINI (LU) - Voglia di ritornare all'Opera. Non solo per il pubblico ma anche per gli artisti, che in questo periodo stanno subendo una "cura dimagrante" di scritturazioni senza precedenti, viste le cancellazioni e i rinvii (alla meno peggio, il ridimensionamento) dei cartelloni lirici di tutto il mondo. E in tale contesto la voglia
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Lunga serata apre il Mascagni Festival
servizio di Simone Tomei FREE

200804_Li_00_MascangiFestival_PrimoConcerto_LauraPasqualettiLIVORNO - Il Mascagni Festival 2020 avrà il suo clou nel prossimo mese di settembre, ma già la sera del 2 agosto 2020 abbiamo avuto un primo assaggio proprio in occasione del 75° anniversario dalla morte del compositore livornese. Con gli occhi dove un’anima sognava è stato il titolo di questo primo concerto lirico che ha fatto da apripista alla
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Pagina Aperta
Polemiche e accuse Ariacs non ci sta
FREE

200801_Vr_00_ARIACS_FarinelliRiceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato stampa della Associazione Rappresentanti Italiani Artisti Concerti e Spettacoli in merito alle vicende di cronaca che stanno coinvolgendo artisti, fondazioni liriche, teatri e festival d'opera

Comunicazione di ARIACS,
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Vocale
Mozart Requiem - Le Stelle dell'Opera
servizio di Angela Bosetto FREE

200803_Vr_00_MozartRequiemLeStelleDellOpera_MarcoArmiliato_EnneviFotoVERONA - Commemorare la morte per tornare insieme “a riveder le stelle” e  riuscire così a celebrare nuovamente la vita. Questo il filo conduttore dei due appuntamenti areniani che, dopo il gala inaugurale (leggi qui la recensione), hanno sancito il passaggio dal mese di luglio a quello di agosto. Un dittico all’apparenza anomalo (la simbolica Messa
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Pagina Aperta
Un'Accademia per Pagliacci e Cavalleria
servizio di Attilia Tartagni FREE

200801_Ra_00_Academy2020-Muti_RiccardoMuti_phZani-CasadioRAVENNA - Che poteva fare un direttore d’orchestra come il M° Riccardo Muti, acclamato nei  più prestigiosi podi del mondo, dopo una carriera ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti internazionali, se non dedicarsi anche a trasmettere alle giovani generazioni il sapere faticosamente conquistato in anni di studio e di esperienza nella direzione
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Dischi in Redazione
Il canto di Camille
recensione di Ramón Jacques FREE

200801_Dischi_00_CamilleZamoraIf the night grows darker - Si la noche se hace oscura 
Quattro secoli di canzoni spagnole con arrangiamenti di Graciano Tarragó (1892-1973) 
Camille Zamora (soprano), Cem Duruöz (chitarra
Marchio discografico Bright Shiny Things (BSTC-0140, CD)
Con il titolo bilingue "Si la noche se hace oscura"
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Jazz Pop Rock Etno
Bacalov una vita da film
servizio di Athos Tromboni FREE

200731_Lugo_00_LuisBacalov-UnaVitaDaFilm_VittorioDeScalzi_phZani-CasadioLUGO (RA) - Luis Bacalov, pianista, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore argentino naturalizzato italiano, è scomparso a Roma il 15 novembre 2017, all'età di 84 anni. Nel primo anniversario della morte era stato presentato in anteprima lo spettacolo musicale/multimediale Una vita da film: Luis Bacalov, diretto dall’amico Carlos
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Nuove Musiche
Elogio del violoncello
servizio di Attilia Tartagni FREE

200730_Ra_00_ElogioDelVioloncello_ErnstReijsegerRAVENNA - Evviva il violoncello, lo strumento dal timbro più simile alla voce umana!... il Ravenna Festival 2020 lo ha omaggiato in varie serate, facendo duettare il  violoncellista Mario Brunello con la danza il 18 luglio e dialogare Ernst Reijseger con le immagini cinematografiche di Werner Herzog il 20 luglio: due violoncellisti straordinari, che hanno
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Vocale
La poesia dell'Arena
servizio di Athos Tromboni FREE

200726_Vr_00_CuoreItalianoDellaMusica_Lucas_EnneviFotoVERONA - Alla presenza di circa tremila spettatori distanziati due metri l'uno dall'altro, è partito «Il cuore italiano della musica» sabato 25 luglio 2020 dentro l'Arena di Verona, primo appuntamento di una serie di concerti che in tempi di pandemia da Coronavirus suppliscono alla programmazione operistica estiva della città scaligera: l’Orchestra
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Opera dal Centro-Sud
Trovatore con alti e bassi
servizio di Simone Tomei FREE

200726_Mc_00_IlTrovatore_RobertaMantegna_phTabocchiniZanconiMACERATA - Il Trovatore di Giuseppe Verdi è un’opera  drammaturgicamente complessa e i cui intrecci possono essere spiegati e capiti soltanto con un’adeguata movimentazione scenica e con uno scambio di gesti, sguardi, attenzioni; è sostanzialmente un’opera calda e passionale, ma allo stesso tempo cupa e tenebrosa. Questo è uno dei limiti oggettivi
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Opera dal Centro-Sud
Ottimo Don Giovanni seppur minimal
servizio di Simone Tomei FREE

200725_Mc_00_DonGiovanni_FrancescoLanizillotta_phTabocchiniZanconiMACERATA - Biancocoraggio è il motivo dominante il Macerata Opera Festival 2020; detto titolo nasce un anno prima dello svolgimento della manifestazione, nel 2019, e sono convinto che nemmeno affidandoci alle strabilianti profezie della più esperta maga, avremmo potuto trovare una corrispondenza sì calzante per la stagione in corso. Un Festival
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Jazz Pop Rock Etno
Lo Spirito del Peccato Vinile
servizio di Athos Tromboni FREE

200725_00_VigaranoMainarda_PeccatoVinile_ElladeBandiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Le buone idee, quando la malasorte ci si mette di mezzo e le contrasta, possono anche non uscire sconfitte dall'agone competitivo: è il caso (per esempio) della singolare iniziativa intitolata Peccato Vinile, che non ha potuto essere svolta nella stagione primaverile per le norme di contenimento della pandemia da
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Personaggi
Conversando con Gianluca Moro
intervista di Ramón Jacques FREE

200722_Personaggi_00_GianlucaMoroChi è Gianluca Moro? Come ti definiresti: tipologia vocale, personalità artistica... Sei sardo: pensi che le voci della tua terra abbiano delle caratteristiche speciali che le differenziano dalle altre? Per favore, parlaci dei tuoi inizi, dei tuoi studi, perché ti sei dedicato al canto.
Gianluca Moro (cioè io...) è un ragazzo a cui piacciono
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Pianoforte
Tutto esaurito con Matteo Cardelli
FREE

200718_Fe_00_MatteoCardelli_MusicaAMarfisaDEsteFERRARA – Per il pianista ferrarese Matteo Cardelli il recital tenuto alla Palazzina di Marfisa d’Este venerdì 17 luglio 2020 è stato l’inizio della sua personale “Fase 2”: infatti nel saluto al pubblico, prima di cominciare a suonare, ha detto: «… sono contentissimo di riprendere l’attività concertistica proprio nella mia città, dopo la pausa forzata del lockdown da Coronavirus.»
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Opera dal Centro-Nord
Bello il Ballo in forma di concerto
servizio di Simone Tomei FREE

200717_Fi_00_UnBalloInMaschera_CarloRizziFIRENZE - È scherzo od è follia? No, è una splendida realtà. Ricominciare a frequentare il Teatro è sicuramente segnale importante ed un ristoro per l’anima; per la prima volta - dopo il periodo pandemico, ancorché non del tutto terminato - ho sentito di nuovo il meraviglioso suono dell’accordatura dell’orchestra godendo l’emozione dell’attesa che
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Nuove Musiche
Le 'Luci della cittā' commuovono ancora
servizio di Attilia Tartagni FREE

200717_Ra_00_LeLuciDellaCitta_TimothyBrockRAVENNA - Nell’arcaico scenario della Rocca Brancaleone dai colori mutanti la sera del 15 luglio 2020 è esplosa tutta la magia del cinema muto.  Quando Luci della città, uno dei capolavori del grande Charlie Chaplin, uscì nel Los Angeles Theatre il 30 gennaio 1931 il cinema parlato era già partito e aveva ottenuto un grande successo nel 1927,
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Soci Uncalm
Trapani/Cellini intesa "a memoria"
FREE

200713_Fe_00_MusicaMarfisa_LauraTrapaniFERRARA - Un programma interamente beethoveniano, nell'anno 250° della nascita del compositore di Bonn, ha caratterizzato il concerto di Laura Trapani (flauto) e Rina Cellini (pianoforte), in una piacevole serata di musica con temperatura mite, domenica 12 luglio 2020. La location (come si dice oggi) era quella della rinascimentale Palazzina di Marfisa
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Jazz Pop Rock Etno
Jekill & Hyde miti contemporanei
servizio di Athos Tromboni FREE

200711_Fe_00_Jekill&Hyde_AndreaMeli_phGiuliaMarangoniFERRARA – Quando Robert Luis Stevenson pubblicava, nel 1886, il suo romanzo Lo strano caso del dottor Jekill e Mr. Hyde non poteva certo immaginare che la trama e soprattutto la “morale” del suo racconto potesse annunciare e precorrere quelle cosiddette questioni etiche che sono più che mai attuali nel terzo millennio, con la permanente dicotomia fra
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Eventi
Livorno lancia il Festival Mascagni
redatto da Athos Tromboni FREE

200710_Li_00_FestivalMascagni_LucaSalvettiLIVORNO - È stato presentato giovedì 9 luglio 2020, in diretta streaming dal Teatro Goldoni di Livorno, il Festival Internazionale Pietro Mascagni che si terrà dal 9 al 19 settembre alla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo suggestivo dedicato proprio al compositore labronico. Ma l'anteprima è prevista per domenica 2 agosto 2020,
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Soci Uncalm
Mirael fa Sentire l'Amore
FREE

200709_Fe_00_SentireLAmore_Mirael(MariaPiaPisciotta)FERRARA - Pieno il successo di pubblico per il concerto della cantautrice Mirael, mercoledì 8 luglio 2020, alla Palazzina di Marfisa d'Este, nell'ambito della rassegna "Tempo d'Estate" promossa e patrocinata dal Teatro Comunale "Claudio Abbado" e dall'Amministrazione comunale di Ferrara (Assessorato alla cultura).
I posti a
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Jazz Pop Rock Etno
Si va in Tutte le direzioni d'estate
redatto da Athos Tromboni FREE

200707_Fe_00_TutteLeDirezioniInSummertime2020_ToninoGuerraVIGARANO MAINARDA (FE) - Tutte le direzioni in Summertime 2020, la rassegna jazz e non solo organizzata dal Gruppo dei 10 di Ferrara, prenderà il via venerdì 10 luglio, proseguendo per tutta l’estate fino all’11 settembre. Apertura ore 20 con aperitivo e a seguire cena (massimo 70 posti, prenotazione consigliata). La location scelta è ancora una
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Classica
Muti e le Dogan che messaggio!
servizio di Attilia Tartagni FREE

200705_Ra_00_LeVieDellAmicizia_RiccardoMuti_phSilviaLelliRAVENNA - Minacciato da una pioggia leggera fattasi rapidamente più insistente, il 3 luglio 2020 si è consumato alla Rocca Brancaleone l’evento cardine del Ravenna Festival, dopo una sosta proclamata dal  M° Riccardo Muti. Il concerto  “sulle vie dell’Amicizia”, l’appuntamento più atteso,  è stato dedicato quest’anno alla Siria, paese in sofferenza
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Personaggi
La Ribezzi senza segreti
intervista a cura di Ramón Jacques / Jordi Pujal FREE

200704_Personaggi_00_IlariaRibezziBRINDISI - Con una carriera in pieno sviluppo il talentuoso mezzosoprano pugliese, nativa di Mesagne, Ilaria Ribezzi ci racconta i suoi inizi nel canto, i pilastri del suo repertorio, la sua personale passione che la lega alla musica e le prospettive future. In questo contesto abbiamo avuto il piacere di intervistarla.
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Classica
Fischer e la Prohaska che meraviglia
servizio di Attilia Tratagni FREE

200704_Ra_00_BudapestFestivalOrchestra_IvanFischer_phMarcoBorggreveRAVENNA - Quanto è bello assistere di nuovo a un concerto live, con i musicisti della Budapest Festival Orchestra schierati sul palco e il loro direttore d’orchestra Ivàn Fischer di cui si può seguire ogni gesto, e ciò anche se la Rocca Brancaleone è un’arena limitata rimpicciolita ulteriormente dai distanziamenti previsti dalle norme anticovid!
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Vocale
La Resurrezione come spettacolo e simbolo
servizio di Athos Tromboni FREE

200702_Fe_00_LaResurrezione_AlessandroQuarta_phMarcoCaselliNirmalFERRARA - Dopo Leonardo da Vinci, ecco Händel. Ci riferiamo al Teatro Comunale "Claudio Abbado" che aveva inaugurato la fase post-confinamento con una serata dedicata al genio toscano, il 15 giugno scorso, animata da Vittorio Sgarbi, con musiche dal vivo di e con Valentino Corvino. E poi il 1° luglio sulle tavole del massimo teatro
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Opera dal Centro-Nord
Schicchi č morto di Covid-19
servizio di Nicola Barsanti FREE

200701_TorreDelLago_00_GianniSchicchi_JhonAxelrod _phLorenzoMontanelliVIAREGGIO – Nella cornice della Cittadella del carnevale di Viareggio, il 66° Festival Puccini di Torre Del Lago è iniziato ufficialmente con Gianni Schicchi, l’ultima parte del Trittico pucciniano.  Significativo il fatto che l’opera in questione sia stata composta durante la terribile influenza spagnola che fece milioni di vittime (fra cui la sorella del
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Classica
Musica antica con Dantone e Rossi Lürig
servizio di Attilia Tartagni FREE

200701_Ra_00_MusicaAntica_OttavioDantone_phGiuliaPapettiRAVENNA - Difficile ipotizzare un’interpretazione migliore di quella dell’Accademia Bizantina il 24 giugno 2020 alla Rocca Brancaleone dI Il trionfo del tempo e del disinganno, l’oratorio che Georg Friedrich Händel  compose nel 1707 a ventidue anni e sul quale lavorò mezzo secolo approntandone diverse versioni tra il 1737 e il 1757; nel
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Eventi
Tempo d'Estate a Ferrara
servizio di Athos Tromboni FREE

200629_Fe_00_TempoDEstate2020_MarcoGulinelliFERRARA - È stato presentata oggi alla stampa la rassega «Tempo d'estate a Ferrara», ricchissimo cartellone di iniziative predisposto tra giugno e settembre dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, una manifestazione polivalente (nel senso che propone tutti i generi di spettacoli musicali,
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Concorsi e Premi
Premio Storchio a Angelo Manzotti
FREE

200624_Mn_00_PremioStorchioAManzottiMANTOVA - Vivissimo successo domenica 21 giugno 2020 alla Rocca Palatina di Gazoldo degli Ippoliti del concerto "Omaggio alla carriera del sopranista Angelo Manzotti", nel quadro delle attività culturali della Associazione Postumia. Elegantemente accompagnato al pianoforte da Laura Gatti, il cantante mantovano ha interpretato magistralmente
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