Pubblicato il 08 Novembre 2018
Pių che un libro, un manuale di consultazione sull'opera di Gioachino Rossini e le sue protagoniste
Eroine rossiniane regine e vincenti recensione di Athos Tromboni

181108_Libri_00_RobertaPedrotti-LeDonneDiGioachinoRossini_Roberta Pedrotti
Le donne di Gioachino Rossini - Nate per vincere e regnar
Odoya Editore - giugno 2018, pagg. 416, euro 22
La Pedrotti è musicologa, critico musicale, fondatrice e direttrice responsabile della rivista on-line L'ape musicale. Questo libro, che reca una toccante prefazione di  Gianfranco Mariotti, è il risultato di un innamoramento fin dalla tenera età dell'autrice per la musica del Cigno di Pesaro. Lo dichiara lei stessa nella postfazione del volume, precisando però, da intellettuale accorta, che le eroine di cui parla sono : «... al pari dei grandi archetipi mitici e letterari, modelli su cui riflettere, con cui confrontarsi in varie fasi della vita.»
Potrebbe sembrare un pronunciamento accademico, ma alla lettura delle oltre 400 pagine ci si accorge che, invece il libro è un vero, utile e accessibile manuale di consultazione sull'opera rossiniana e le sue protagoniste, fondamentale per il neofita e più che consigliabile anche all'esperto.
Dopo due capitoli introduttivi, dove l'autrice affronta dapprima la questione del canto acuto distribuito fra i castrati e le donne («... Dunque, i castrati non sostituiscono de iure le donne cantanti, ma contribuiscono a creare, nell'opera del 17° e 18° secolo, ruoli femminili di grande spessore drammatico e musicale»; e poi una notizia fondamentale sull'infanzia e la formazione del giovane Gioachino dove si spiega che la necessità della madre (Anna Guidarini in Rossini) di cantare per mantenere la famiglia era conseguenza «... dell'ardente - e un po' maldestra - passione politica del padre e dai rivolgimenti dovuti da avanzate e ritirate napoleoniche nell'allora Stato Pontificio. 'Vivazza' (soprannome di papà Giuseppe) è arrestato nel 1799 e, benché la sua collaborazione con i papalini gli valga una rapida grazia, giunge comunque il licenziamento e con esso le difficoltà a mantenere la famiglia. Il debutto, già nel 1797, di Anna Guidarini come canterina nei teatri di provincia è provvidenziale e di discreto successo.»
web_181108_Libri_01_RobertaPedrottiLeDonneDiGioachinoRossini_facebookÈ l'imprimatur musicale per il giovane Gioachino. E da qui svilupperà la sua sensibilità artistica e il suo genio.
Il libro della Pedrotti cita e brevemente tratta poi delle principali cantanti che diedero voce in primis alle eroine rossiniane, dalla Colbran alla Marcolini, dalla Pasta alla Valesi, a tutte le altre.
Quindi entra nel catalogo delle opere, illustrando cronologicamente e tematicamente in vari sottocapitoli le figure e la caratura drammaturgica delle protagoniste: Ritratti in 1 atto... L'innocenza e la bontà... Figli, madri, spose... Regina e guerriera... Le parigine... tanto per citare alcune delle suddivisioni tematiche.
Infine, l'ultima parte del libro riassume a compendio i titoli delle opere rossiniane, le date e i luoghi di prima rappresentazione, i cenni all'intreccio delle vicende messe in musica.
Il testo è arricchito da molte fotografie e illustrazioni che snelliscono il fluire della scrittura; ma il pregio vero e assoluto del libro è che ogni eroina è descritta non solo con le caratteristiche drammatiche che la connaturano, ma anche dal contenuto di testo del libretto, dove arie, dialoghi, cori, contribuiscono - data la esplicita semanticità della parola - a definirne le personalità: "Nate per vincere e regnar" diventa così non il sottotitolo del volume, ma la condizione fondamentale da cui sarebbe importante non prescindere.
Allora conviene che ognuno, neofita o esperto che sia, si ponga una domanda: è vero che io conosco a fondo la Rosina del Barbiere di Siviglia? È vero che conosco la Matilde di Shabran o la Mathilde del Guglielmo Tell? O la Semiramide o la Zelmira delle omonime opere?
Alla lettura del testo e alle considerazioni della Pedrotti sulle sfaccettature dei personaggi, ci si accorge che esiste sempre una possibilità di ulteriore sviluppo della conoscenza, di ulteriore approdo critico alla figure delle eroine e del loro ruolo drammaturgico. Quindi alla loro "rappresentabilità" in una regia tradizionale o in una regia moderna che si pongano l'obiettivo di essere coerenti con la personalità antica e - tutto sommato - moderna delle rappresentate.
Il consiglio che sorge spontaneo allora è questo: se dovessimo andare a teatro per assistere a un'opera rossiniana e volessimo un qualcosa di più rispetto alle notizie musicologiche e alle aspettative musicali, faremmo bene a leggerci il paragrafo del libro della Pedrotti che riguarda l'eroina che ci si approccia a vedere. Si scoprirebbe non alla fine, ma durante le recita, nota dopo nota, fiorettatura dopo fiorettatura, acuto dopo acuto, che il volume qui recensito riesce ad apportare quell'approfondimento che non è solo musicale o musicologico, ma più compiutamente culturale.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Odoya Editore
Nella miniatura in alto: la musicologa Roberta Pedrotti





Pubblicato il 02 Luglio 2018
Il musicologo e critico musicale Piero Mioli manda in libreria il suo ultimo lavoro sul melodramma
L'Opera da Rossini a ... Ronconi recensione di Attilia Tartagni

180702_Libri_00_PieroMioli_copertinaIl melodramma romantico
Del teatro d'opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini
Mursia Editore, maggio 2018 - euro 28
Piero Mioli, insegnante di Storia della Musica nel Conservatorio di Bologna, consigliere d’arte dell’Accademia Filarmonica, presiede la Cappella dei Servi, fa parte del comitato di redazione della “Nuova informazione bibliografia “(Il Mulino) e scrive per il quotidiano Resto del Carlino. È altresì socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, partecipa al comitato scientifico per l’edizione dell’epistolario verdiano (Parma), collabora con varie riviste e da sempre svolge attività di divulgatore culturale e di conferenziere. Dopo avere scritto numerosi saggi su compositori e generi musicali e testi di storia della musica, ha pubblicato recentemente per Mursia la summa dei suoi studi precedenti sull’Ottocento: Il melodramma romantico - Del teatro d’opera in Italia tra Rossini, Verdi e Puccini.
Pur conoscendo gran parte dei suoi libri, non si può non apprezzare l’avvento di questa nuova pubblicazione che si offre come uno strumento di consultazione e di studio polifunzionale e polivalente.  
Dopo un'introduzione sui quattro secoli del melodramma, dove il '600 è paragonato all’aurora - mattino, il '700 al pomeriggio, Mioli approfondisce l’800 come il secolo del trionfo del genere. Mentre infatti una canzone del '600 o un’aria del '700, un coro o una scena del '900 sembrano ritagliati sui gusti dei propri contemporanei,  «….un concertato di  Rossini, una cavatina di Bellini, una sinfonia di Donizetti, un terzetto di Verdi , una romanza di Puccini sembrano dialogare con tutti gli ascoltatori possibili, uomini e donne dell’800 e del 900, italiani o forestieri, musicisti o no, melomani incallito o anche persone estranee e avvicinate casualmente. Questo ha creato il repertorio…» così scrive Mioli e pare un’osservazione quanto mai azzeccata.
180702_Libri_01_PieroMioli_facebook
I principi fondanti del teatro classico, le fonti illustri (Schiller, Shakespeare, Hugo), il rapporto fra poesia e musica, pittori prestati alla scenografia teatrale, impresari ed editori più o meno illuminati hanno sostanziato questo genere che ha inciso sulla cultura popolare quando l’Opera non era un fenomeno riservato alle élite e ha messo in moto una fabbrica polifunzionale ruotante intorno alla messa in scena. Buffa o tragica, l’Opera contempla sempre un disegno morale. Mioli esamina poi le forme dell’Opera: scene e canti, ouverture e sinfonie, arie, duetti, cori, concertati ecc., il percorso dei cantanti e la rivoluzione dei teatri che si modificano strutturalmente per accogliere il teatro musicale.
L’esposizione contempla un elenco cronologico dei debutti operistici, anno per anno, con una scheda per ciascuna Opera. In questa cronistoria musicale non poteva mancare un intero capitolo dedicato al "fulmine" Rossini, al Bellini delle Cantilene, al sapiente Mercadante, al prismatico Donizetti, al sommo Verdi, agli Scapigliati, a Ponchielli.
La quarta cronologia operistica va dal 1871 al 1900 e oltre, contemplando anche compositori di scarsa fama.
Vengono poi esaminati Leoncavallo e il Verismo, Cilea naturalista, il decennio di Mascagni, lo storico Giordano e il Puccini in progress, da Le Villi alla Turandot incompiuta.
C’è poi un capitolo dedicato alle voci d’oro e uno incentrato sulla scena, dove viene esaminato l’apporto dei tre mostri sacri del teatro novecentesco, i registi Luchino Visconti, Giorgio Strehler e Luca Ronconi, e quello dei maggiori studiosi del genere. Infine, nella decima parte intitolata “Sonoramente” viene esaminata la più importante discografia dedicata ai maggiori operisti del secolo.
È un testo che porta ulteriori elementi di chiarezza sulla materia dando priorità all’opera, ai suoi autori e agli interpreti ed esamina il fenomeno sotto molteplici punti di vista, con l’approccio sia  dei contemporanei che dei posteri. Ciò ne fa un ottimo strumento di conoscenza e di studio, che ha il vantaggio di essere anche di facile consultazione settorialmente; nel libro c’è tutto quanto è necessario conoscere, tanto allo studioso d’Opera quanto al semplice appassionato.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della musica.Net
Nella miniatura in alto: la copertina del libro
Sotto: il musicologo e critico musicale Piero Mioli





Pubblicato il 22 Maggio 2018
Un volume di 140 pagine, ricco di fotografie, dove Carlo Alberto Cappelli racconta sé stesso
Storia di un grande del teatro recensione di Athos Tromboni

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
Questo è un libro prezioso e molto documentato, che testimonia la vivacità, l'intelligenza e anche il pragmatismo di un uomo del Novecento, importante per la cultura italiana ed europea: Carlo Alberto Cappelli. Era nativo di Rocca San Casciano (già capoluogo della cosiddetta "Romagna Toscana"), un grazioso paesello che conta un migliaio di anime, sito nell'Appennino tosco-emiliano, oggi amministrativamente collocato sotto la giurisdizione provinciale di Forlì-Cesena.
Fu il padre di Carlo Alberto, Licinio Cappelli, a fondare la Casa editrice, che venne poi trasferita nel 1912 da Rocca a Bologna: editore per nascita e uomo di spettacolo per elezione, dal 1936 agli anni '70 del Novecento, Carlo Alberto Cappelli animò uno straordinario numero di iniziative teatrali, nell'ambito della prosa e dell'opera lirica, dal Teatro Comunale di Bologna all'Arena di Verona, e contemporaneamente diresse la casa editrice fondata dal padre.
Il volume curato dal presidente dell'omonima Associazione "Cappelli" di Rocca San Casciano, Dodo Frattagli, sarà presentato ufficialmente nel Foyer Rossini del Comunale di Bologna mercoledì 23 maggio 2018 alle 6 del pomeriggio; esso contiene il testo di una lunga intervista inedita, ritrovata di recente fra le carte d'archivio e concessa da Carlo Alberto (nel 1979) probabilmente al giornalista e critico cinematografico Michele Gandin.
Nell'intervista inedita, Carlo Alberto racconta del trasferimento a Bologna e delle attività editoriali del padre, quando ancora tutta la famiglia risiedeva a Rocca. E c'è un capitolo dedicato a Trieste e a Italo Svevo: «Papà prese il dattiloscritto di La coscienza di Zeno (il romanzo capolavoro di Svevo, ndr) e una volta tornato a Bologna lo consegnò al suo uomo di fiducia - racconta Carlo Alberto -, il giornalista-scrittore Attilio Frescura che gli faceva insieme da consulente letterario e da capo-uffico stampa: "è il libro di uno scrittore triestino che finora non ha avuto fortuna" disse a Frescura "... io gli ho dato un occhiata durante il viaggio e ne ho ricevuto un buona impressione...» e il romanzo fu immediatamente pubblicato dalla Casa Editrice Cappelli.
Ma ci sono molte altre notizie interessanti nell'intervista, come l'ingresso di Carlo Alberto nella ditta paterna, l'approccio con il teatro e il mondo dello spettacolo, la passione per l'opera lirica, i rapporti con "musicisti e suonatori", con Ettore Petrolini, Trilussa, e altri scrittori, fino a quando, giunto al vertice del mondo teatrale italiano, i suoi rapporti si pregiarono dell'amicizia e della collaborazione di tutto il gotha teatrale italiano e mondiale, fino alla cabina di comando ai vertici di (come detto nel capitolo così intitolato) quel mostro meraviglioso dell'Arena: «All'Arena di Verona - racconta Carlo Alberto nell'intervista - sono arrivato nel 1971 e, se è vero che la vita di ogni uomo è segnata da un destino al quale egli non si può sottrarre, allora non mi resta che ringraziare questo destino e considerare quel grande teatro all'aperto come la conclusione logica della mia movimentata parabola umana.»

180522_LibriInRedazione_01_CappelliCarloAlbertoBiagiEnzo 180522_LibriInRedazione_02_CappelliCarloAlbertoBegumHabibehAgaKhan

Il libro curato da Dodo Frattagli è arricchito inoltre da una copiosa documentazione fotografica in bianco/nero dove compaiono alcune foto di famiglia di Carlo Alberto Cappelli giovane, e tante altre di personaggi che lo frequentarono quando divenne un importante dirigente teatrale: fra essi, il poeta lunigianese Jacopo Loris Bononi, un giovanissimo Riccardo Muti, Giuseppe di Stefano, Renata Tebaldi, Franco Corelli, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Raina Kabaivanska, Franco Zeffirelli, Vittorio Gassman, Enzo Ferrari, Paolo VI, solo per citare i principali.
Questo è davvero un volume che nella biblioteca degli appassionati di teatro e musica non può mancare.

Crediti fotografici: Giorgio Sabatini fotografo, e Archivio dell'Associazione Lirica Prosa e Danza "Carlo Alberto Cappelli" di Rocca San Casciano (FC)
Nella miniatura in alto: la copertina del libro curato da Dodo Frattagli
Sotto: Carlo Alberto Cappelli con il giornalista Enzo Biagi; e con Begum Habibeh Aga Khan (al secolo Yvonne Blanche Labrousse) moglie dell'Aga Khan






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Parliamone
La Euyo se fosse la chiave di volta?
intervento di Athos Tromboni FREE

180923_Parliamone_00_EuyoStringEnsemble_MatsZetterqvistFERRARA - E se fosse la chiave di volta per un ampliamento della musica sinfonica dal plurieseguito repertorio di tradizione alle eccellenze del Novecento? Questo ci si chiedeva sabato 22 settembre 2018 assistendo al concerto della formazione d’archi della European Union Youth Orchestra, una formazione di 20 archi guidati da due eccellenti musicisti della Chamber Orchestra of Europe ben noti ai ferraresi, perché molti dei presenti in teatro hanno seguito la Coe fin dal 1989, quando il maestro Claudio Abbado portò quell’orchestra in residenza nella città estense. Sul palcoscenico erano 18 ragazzi e ragazze della Euyo, queste ultime con le loro sciarpe azzurre stellate, guidati dall’esperto primo violino Mats Zetterqvist e dall’eccellente violoncellista Richard Lester. In aggiunta agli archi, per l’esecuzione del primo brano (autore Arvo Pärt, Cantus in memoriam Benjamin Britten) c’era il bravo percussionista Boris Bondinof
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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servizio di Athos Tromboni FREE

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redatto da Athos Tromboni FREE

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Ballo and Bello
Schubert contro Gershwin in danza
servizio di Annarosa Gessi FREE

181031_Fe_00_EnricoMorelliFERRARA - Il terzo spettacolo del nuovo cartellone di danza del Teatro Comunale Claudio Abbado ha visto in scena la compagnia MM Contemporary Dance Company impegnata in due coreografie intitolate Schubert Frames (musica di Franz Schubert) e Gershwin Suite (musica di George Gershwin e Stefano Corrias).
Due lavori molto
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Sei titoli non era mai successo
servizio di Athos Tromboni FREE

181030_Fe_00_StagioneLirica_PaoloMarzocchiFERRARA - Solita partecipata conferenza stampa per la presentazione della stagione lirica del Teatro Abbado: oltre i giornalisti locali, erano in sala anche i dirigenti di numerose associazioni culturali della città, che sono il tessuto connettivo del pubblico ferrarese interessato all'opera. Il cartellone di sei titoli, mai così tanti negli ultimi vent'anni
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servizio di Simone Tomei FREE

181030_Fi_00_HeyGioLeVilli_VittorioMontalti.jpegFIRENZE - Un audace accostamento quello che si è visto all’inaugurazione della stagione lirica 2018-2019 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; una ricerca di dialogo tra il presente, un passato prossimo ed  un passato remoto. L’opera del compositore contemporaneo Vittorio Montalti, Hey Gio'..., vuole essere un ricordo ed un omaggio
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181027_Fe_00_TheDeepBlueSea_LucaZingarettiFERRARA - Ma chi sarà quella morettina che rende bella, ancor più bella, la canzone Sognami di Biagio Antonacci? Era una domanda che mi ponevo nel 2007 quando uscì in videoclip proprio Sognami, canzone molto suggestiva in un periodo in cui si "scaricavano" ininterrottamente i filmati sul computer di casa trafficando in internet. Il videoclip non
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Raccapricciante il Rigoletto di Turturro
servizio di Salvatore Aiello FREE

181024_Pa_00_Rigoletto_StefanoRanzaniPALERMO - Il verdiano Rigoletto ha segnato la ripresa della Stagione 2018 di Opere e Balletti del Massimo in un clima faticoso per la defezione del tenore Giorgio Berruggi e del soprano Maria Grazia Schiavo (presente quest'ultima in sole due recite, quella del 13 e quella del 17 ottobre), ambedue per sopravvenuti motivi di salute.  Il palcoscenico, incorniciato dai
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Opera dal Centro-Nord
Il Dittico in attesa del Trittico
servizio di Simone Tomei FREE

181023_Lu_00_SuorAngelicaGianniSchicchi_MarcoGuidarini_phFilippoBrancoliPanteraLUCCA - Il Teatro del Giglio Ha aperto la sua stagione lirica 2018/2019 con il Dittico di Giacomo Puccini… ebbene sì, il “Dittico” e non il “Trittico”. Ma a tutto vi è una spiegazione: da tempo il teatro lucchese diretto dal M° Aldo Tarabella guarda lontano, punta alla vetta e lo fa trovando ampi spazi di manovra in collaborazioni nazionali e internazionali:
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Personaggi
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intervista di Simone Tomei FREE

181021_Lu_00_AlidaBertiLUCCA - Eccoci come promesso al terzo appuntamento di questa maratona lucchese per presentarvi il terzo debutto nel dittico pucciniano Suor Angelica e Gianni Schicchi battistrada per la la stagione lirica del Teatro del Giglio 2018/2019; è la volta del soprano Alida Berti che affronta proprio il grande ruolo di Suor Angelica del quale ci parlerà in
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Rosiello lusingato d'essere Schicchi
intervista di Simone Tomei FREE

181019_Lu_00_MarcelloRosielloLUCCA - Eccoci al secondo piacevole incontro, questa volta con il baritono Marcello Rosiello al suo debutto lucchese nel ruolo di Gianni Schicchi; anche per lui il racconto della nostra chiacchierata è preceduto dal suo curriculum.
Nato a Bari, studia canto con Lucia Naviglio e Pietro Naviglio e
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Cerco nel personaggio la mia veritā
intervista di Simone Tomei FREE

181016_Lu_00_IsabelDePaoli_phFabioParenzanLUCCA - Vivere Giacomo Puccini ed ascoltare le sue opere nella città dove è nato, è sempre una grande emozione e da lucchese doc non posso che esprimere felicità nel poter vedere dei bravi interpreti debuttare i ruoli del “mio” compositore proprio nel Teatro di Lucca.
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181005_No_00_RobertoDeCandiaNOVARA - Abbiamo incontrato il baritono Roberto de Candia che ci ha raccontato qualcosa di sé nell’imminenza del debutto nel ruolo di Rigoletto nell’omonima opera di Giuseppe Verdi al Teatro Coccia di Novara. Conosciamo un po’ meglio questo artista attraverso il suo curriculum.
Dopo aver iniziato gli studi come violoncellista
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Pagina Aperta
Festival Verdi impressioni d'un cronista
Simone Tomei FREE

180930_Pr_00_GiuseppeVerdiPARMA - La fine del mese di settembre richiama melomani, critici e curiosi del mondo del melodramma in terra emiliana e più precisamente a Parma per l’atteso Festival Verdi che quest’anno ha raggiunto la sua maggiore età; un Festival preparato nei minimi dettagli e con una cura quasi certosina per i dettagli: prova ne è, tra le la altre, il
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Classica
Euyo e Chamber Academy belle realtā
servizio di Edoardo Farina FREE

180928_Fe_00_HeloiseDeJenlisFERRARA - La corrente stagione sinfonica e cameristica di Ferrara Musica ha visto nel pomeriggio del 27 settembre 2018 la seconda giornata di concerti per quanto concerne  l’attività di Ferrara Chamber Academy, organizzata per la prima volta quest'anno da EUYO e Ferrara Musica al Teatro Comunale Claudio Abbado. L’Accademia ha
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Opera dal Centro-Nord
La Traviata anche lei traviata
servizio di Simone Tomei FREE

180927_Fi_00_Traviata_ZuzanaMarkovaFIRENZE - L’epilogo di questa trilogia verdiana si è concluso con l’opera tratta dalla Signora delle camelie, il romanzo di Dumas fils: La Traviata, che è stata quindi in ordine di apparizione l’ultima delle “tre” con la firma del “progetto drammaturgico e regia” di Francesco Micheli, scene di Federica Parolini, costumi di Alessio Rosati e luci di Daniele Naldi.
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Opera dall Estero
Un ottimo Trovatore
servizio di Simone Tomei FREE

180924_Liegi_00_Trovatore_FabioSartori_phOperaRoyalDeVallonieLIEGI - Ogni volta che mi trovo ad ascoltare Il trovatore di Giuseppe Verdi non posso fare a meno di ammirarne la contraddittoria perfezione drammaturgica e musicale; il connubio tra Salvatore Cammarano ed il Cigno di Busseto ha creato uno dei capolavori che, a mio avviso, è da annoverare nell’olimpo del Teatro in Musica. La repetita
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Soci Uncalm
Rivive d'Ambrosio ai Servi
redatto da Athos Tromboni FREE

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in
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Opera dal Centro-Nord
Rigoletto e Trovatore tuoni e fulmini
servizio di Simone Tomei FREE

180919_Fi_00_Rigoletto-Trovatore_FabioLuisiFIRENZE - Tre giorni sono stati necessari per sbollire, freddare e decantare, ma anche assaporare e rielaborare le emozioni del mio fine settimana fiorentino in cui ho assistito alla rappresentazione di parte della Trilogia verdiana al Teatro del Maggio Musicale; sbollire, freddare, decantare, assaporare e rielaborare sono azioni rivolte a ciascuno degli
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Echi dal Territorio
Dolce sentire davanti la chiesa
servizio di Edoardo Farina FREE

180915_00_Scacchi_GruppoMandolinisticoCodigorese_RenatoVanziniLIDO DI SPINA (FE) - Concerti d’estate, dopo il prestigioso appuntamento presso l’incantevole Sala delle Stilate attigua l’Abbazia di Pomposa nell’ambito dell’omonima stagione “Musica a Pomposa”, il Gruppo Mandolinistico Codigorese da quest’anno sotto la direzione del maestro Renato Vanzini è tornato nella serata del 5 agosto 2018 al Lido di
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