Pubblicato il 22 Maggio 2018
Un volume di 140 pagine, ricco di fotografie, dove Carlo Alberto Cappelli racconta sé stesso
Storia di un grande del teatro recensione di Athos Tromboni

180522_LibriInRedazione_00_CarloAlbertoCappelliCarlo Alberto Cappelli
"Vissi d'arte..." un percorso fra editoria e teatro 1907-1982
a cura di Adolfo Dodo Frattagli, da una probabile intervista con Michele Gandin
Cappelli Editore, Bologna, aprile 2018, pagine 140, euro 16
Questo è un libro prezioso e molto documentato, che testimonia la vivacità, l'intelligenza e anche il pragmatismo di un uomo del Novecento, importante per la cultura italiana ed europea: Carlo Alberto Cappelli. Era nativo di Rocca San Casciano (già capoluogo della cosiddetta "Romagna Toscana"), un grazioso paesello che conta un migliaio di anime, sito nell'Appennino tosco-emiliano, oggi amministrativamente collocato sotto la giurisdizione provinciale di Forlì-Cesena.
Fu il padre di Carlo Alberto, Licinio Cappelli, a fondare la Casa editrice, che venne poi trasferita nel 1912 da Rocca a Bologna: editore per nascita e uomo di spettacolo per elezione, dal 1936 agli anni '70 del Novecento, Carlo Alberto Cappelli animò uno straordinario numero di iniziative teatrali, nell'ambito della prosa e dell'opera lirica, dal Teatro Comunale di Bologna all'Arena di Verona, e contemporaneamente diresse la casa editrice fondata dal padre.
Il volume curato dal presidente dell'omonima Associazione "Cappelli" di Rocca San Casciano, Dodo Frattagli, sarà presentato ufficialmente nel Foyer Rossini del Comunale di Bologna mercoledì 23 maggio 2018 alle 6 del pomeriggio; esso contiene il testo di una lunga intervista inedita, ritrovata di recente fra le carte d'archivio e concessa da Carlo Alberto (nel 1979) probabilmente al giornalista e critico cinematografico Michele Gandin.
Nell'intervista inedita, Carlo Alberto racconta del trasferimento a Bologna e delle attività editoriali del padre, quando ancora tutta la famiglia risiedeva a Rocca. E c'è un capitolo dedicato a Trieste e a Italo Svevo: «Papà prese il dattiloscritto di La coscienza di Zeno (il romanzo capolavoro di Svevo, ndr) e una volta tornato a Bologna lo consegnò al suo uomo di fiducia - racconta Carlo Alberto -, il giornalista-scrittore Attilio Frescura che gli faceva insieme da consulente letterario e da capo-uffico stampa: "è il libro di uno scrittore triestino che finora non ha avuto fortuna" disse a Frescura "... io gli ho dato un occhiata durante il viaggio e ne ho ricevuto un buona impressione...» e il romanzo fu immediatamente pubblicato dalla Casa Editrice Cappelli.
Ma ci sono molte altre notizie interessanti nell'intervista, come l'ingresso di Carlo Alberto nella ditta paterna, l'approccio con il teatro e il mondo dello spettacolo, la passione per l'opera lirica, i rapporti con "musicisti e suonatori", con Ettore Petrolini, Trilussa, e altri scrittori, fino a quando, giunto al vertice del mondo teatrale italiano, i suoi rapporti si pregiarono dell'amicizia e della collaborazione di tutto il gotha teatrale italiano e mondiale, fino alla cabina di comando ai vertici di (come detto nel capitolo così intitolato) quel mostro meraviglioso dell'Arena: «All'Arena di Verona - racconta Carlo Alberto nell'intervista - sono arrivato nel 1971 e, se è vero che la vita di ogni uomo è segnata da un destino al quale egli non si può sottrarre, allora non mi resta che ringraziare questo destino e considerare quel grande teatro all'aperto come la conclusione logica della mia movimentata parabola umana.»

180522_LibriInRedazione_01_CappelliCarloAlbertoBiagiEnzo 180522_LibriInRedazione_02_CappelliCarloAlbertoBegumHabibehAgaKhan

Il libro curato da Dodo Frattagli è arricchito inoltre da una copiosa documentazione fotografica in bianco/nero dove compaiono alcune foto di famiglia di Carlo Alberto Cappelli giovane, e tante altre di personaggi che lo frequentarono quando divenne un importante dirigente teatrale: fra essi, il poeta lunigianese Jacopo Loris Bononi, un giovanissimo Riccardo Muti, Giuseppe di Stefano, Renata Tebaldi, Franco Corelli, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Raina Kabaivanska, Franco Zeffirelli, Vittorio Gassman, Enzo Ferrari, Paolo VI, solo per citare i principali.
Questo è davvero un volume che nella biblioteca degli appassionati di teatro e musica non può mancare.

Crediti fotografici: Giorgio Sabatini fotografo, e Archivio dell'Associazione Lirica Prosa e Danza "Carlo Alberto Cappelli" di Rocca San Casciano (FC)
Nella miniatura in alto: la copertina del libro curato da Dodo Frattagli
Sotto: Carlo Alberto Cappelli con il giornalista Enzo Biagi; e con Begum Habibeh Aga Khan (al secolo Yvonne Blanche Labrousse) moglie dell'Aga Khan





Pubblicato il 05 Gennaio 2018
La storia musicale di Chioggia raccontata dal suo musicologo pių attivo e affezionato
Nuovo libro di Paolo Padoan recensione di Silvia Cavallarin

1801_Libri_00_UnPalcoalGaribaldiPaolo Padoan
Un palco al “Garibaldi”
Musicisti, Opere, Cantanti nei teatri storici di Chioggia
Art&Print, Piove di Sacco 2017, pp. 254 (con CD).
Un Palco al Garibaldi è la storia musicale di Chioggia raccontata in un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio, la musica che scorre nella vita e ne diventa testimone storico; attraverso il suo libro l'autore, il prof. Paolo Padoan, ci trascina in una Chioggia che suonava, vibrava, amava la musica e il melodramma, spezzoni di storia di vita vissuta, che ogni lettore porterà nel cuore.
Con Padoan ci si innamora della musica e della sua storia e leggendo il suo nuovo libro si percepisce l'alto e nobile intento: “far amare il melodramma” in una società che non sa più emozionarsi davanti a Violetta, a Tosca, e ai loro amori; allora Padoan ci regala il viaggio nel tempo tra i vari teatri presenti in città e tra coloro che ne calcarono la scena e allora ci viene da dire che la musica non è semplicemente nelle note ma nella vita che scorre.
Il viaggio musicale che il lavoro del Padoan ci propone è un itinerario denso da percorrere tutto dall'inizio alla fine. Si compone di sei tappe e condurrà mano per mano sia gli esperti musicali sia i neofiti della materia attraverso i compositori e musicisti della città, i teatri e le loro attività per poi addentrarsi in una ricostruzione certosina delle varie produzioni teatrali e qui, in questa sezione, numerose saranno le curiosità che cattureranno il lettore; nella quinta parte si racconta la vita del teatro Garibaldi e attraverso la storia di tal teatro si percepiscono i gusti musicali e teatrali di un'epoca che ormai inizia ad essere distante dal nostro presente ma tale memoria, in maniera celeberrima conservata dal prof. Padoan, molto potrebbe aiutarci nel far ritrovare a Chioggia la sua anima e non solo quella musicale.
E allora, lettori avidi di musica, notizie e curiosità, scopriamo la scena del teatro Garibaldi calcata dal famoso tenore di allora Tito Schipa: in città perciò arrivano non solo artisti alle prime armi ma Chioggia è il palcoscenico di cantanti famosi.
L' opera del Padoan ci consegna vita vissuta attraverso il teatro: il costo dei biglietti, l'orario di inizio degli spettacoli, le eventuali gratuità, ma soprattutto i gusti musicali di allora e scopriamo che il pubblico chioggiotto dimostra interesse anche alle “novità” artistiche di allora fuori dal consueto popolare repertorio.
Una certosina ricostruzione dei teatri presenti in città tra la fine del ottocento e il novecento ci riconsegna anche la memoria di un'orchestra composta in maggior parte da musicisti chioggiotti, che suona al teatro Garibaldi.

1801_Libri_01_PaoloPadoan_facebook

La studiata penna del Padoan ci illustra una Chioggia in cui risuonano le note di Verdi, Puccini, Bellini e di molti altri compositori, tra cui il nostrano Luigi Taccheo; la stagione del 1909 vede 16 recite di Tosca, il teatro scorre nel sangue dei cittadini clodiensi: essi amano la musica e la musica ama loro. Nel viaggio musicale di Un Palco al Garibaldi scopriamo il loggione clodiense che fischia ad un giovane Tito Schipa; ai loggionisti clodiensi poi, narra la tradizione, il tenore, divenuto celebre, scriverà una lettera ringraziandoli della fredda accoglienza, che l'avrebbe spronato poi a studiare di più.
I
l quarto capitolo ci regala la cronologia di tutti gli spettacoli messi in scena dal lontano 1721 ai giorni nostri; possiamo così, con un’attenta lettura, ricostruire i gusti musicali di una città che sulle note del melodramma spera, vede innanzi a sé un futuro importante: Verdi, Donizetti, Bellini, Puccini, risuonano a Chioggia come nelle grandi città e le messe in scena clodiensi non sono certamente da meno.
Condotti mano nella mano attraverso opere, artisti, compositori ci accingiamo alla fine della storia dove, nel sesto capito dal titolo ”Crome  e biscrome per Chioggia“, ci immergiamo in quelle note che compositori forestieri hanno dedicato a Chioggia e anche il viaggio in questa sezione è ricco di una certosina descrizione storica e di tante curiosità e allora il  lettore, alla ricerca delle origini clodiensi attraverso la musica, scoprirà che le Baruffe Chiozzotte, non sono solo la famosa commedia uscita dal genio goldoniano ,ma anche l'Ouverture op. 32 del 1905 di Leone Sinigaglia, eseguita al teatro La Scala e diretta dal maestro Arturo Toscanini, e in tanti altri famosi teatri, tra cui il Regio di Torino, ed inserita da Mahler nel suo programma di concerto di congedo a New York nel 1911.
Un Palco al Garibaldi è un libro dove la musica si trasforma in volti, paesaggi e dove i racconti diventano musica, il volume ha un prezioso Cd allegato. Il lettore sarà condotto attraverso le note alla propria storia, perché la musica, a volte, molto più della vista e degli odori affila i ricordi.
C’è allora da auspicarsi che questo libro dalle dimensioni ridotte, nonostante l'imponente storia che in esso si raccoglie, quindi molto maneggevole da parte di piccole mani, possa godere di una larga diffusione, soprattutto presso la Scuola o come originale regalo anche ad un adulto “profano” sull’argomento. La lettura di “Un Palco al Garibaldi” potrebbe arrecargli sicuro giovamento; allora non ci resta che armarci di curiosità per i neofiti, passione per gli esperti musicali, lettore Cd: peccato che non possa essere posto su un grammofono; il tempo, si sa, passa e la tecnologia avanza; avrebbe reso l'atmosfera più magica.

Crediti fotografici: Fototeca gli Amici della Musica.Net
Nella miniatura in alto: la copertina del libro Un Palco al Garibaldi
Sotto: l'autore, il musicologo Paolo Padoan





Pubblicato il 02 Giugno 2017
Nel lavoro del mezzosoprano Hendrix Ŧfattasi da solaŧ i consigli per cantare
Un libro poco mito tante veritā servizio di Massimo Crispi, tenore

170602_Libri_00_RobinHendrixRobin Hendrix
How to sing like the great singers, 2016
(Cantare come i grandi cantanti) www.robinhendrix.com
Questa è la sfida della cantante e insegnante di canto Robin Hendrix nel suo libro, in inglese, sull’apprendimento del canto e che ha un sottotitolo assai interessante: apprendere il canto in assenza di un maestro. Cosa significa? Come si può cantare come i grandi cantanti in assenza di un maestro?
L’apparente paradosso viene spiegato benissimo dalla Hendrix, che parla del suo percorso personale, una vera avventura nella vocalità, che, alla fine, rispecchia parecchio il percorso di molti giovani e meno giovani artisti, spesso alla deriva nelle mani di insegnanti per modo di dire.
E in effetti parlare della Hendrix come insegnante che vuole insegnare senza maestri è un altro paradosso. Ma Robin Hendrix, attraverso il suo splendido libro, vuole assumere un altro ruolo, ben più profondo dell’insegnante. È come una sorella maggiore che vuole che la sorella o il fratello minore non commetta gli stessi errori che lei ha commesso, pur cosciente che il cammino intrapreso da ogni artista è assolutamente personale. E ci riesce benissimo.
Hendrix parla delle sue enormi difficoltà a capire come si potesse creare quella magia che solo i grandi artisti riescono a creare, catturando l’ascoltatore nel vortice emotivo del loro canto, trasportandoli dalla platea in un mondo fatato che vive unicamente attraverso la loro voce, indipendentemente dall’età dell’artista. Come ci è arrivata Hendrix?
170602_Libri_01_RobinHendrix
Peraltro Robin Hendrix ha oggi una splendida voce di mezzosoprano assai ben usata e carica di emozioni. Basti andare sul suo canale youtube dove si resta assolutamente affascinati da questa magica interprete nelle sue esibizioni dal vivo. E questo è ancora più significativo perché non ci sono trucchi da sala di registrazione, l’impatto è più immediato, l’emozione è la stessa di quella che si prova in una sala da concerto gremita di pubblico.
Il percorso di Robin Hendrix non è stato facile. Possono esserci anche insegnanti sbagliati, innanzi tutto. O, forse, meglio dire disinformati e non adatti a trasmettere quella chiave che apre le porte più segrete del nostro mondo più intimo e che produce il suono attraverso cui comunicare con chi ascolta.
Robin Hendrix, che è sempre più sedotta da come i grandi interpreti riescono a trasmettere quella magia, cerca allora in ogni modo di scoprirlo e si mette all’opera. E ascolta, ascolta, ascolta senza requie… vecchie e nuove incisioni di grandi voci, soprattutto quelle dei maestri del passato, va a spulciare tutti i trattati di tecnica vocale antichi e moderni, principalmente antichi, cercando di distinguere le terminologie utilizzate e ritrovandone il significato (per esempio cosa significava un tempo falsetto, la confusione tra voce di testa e voce falsa, eccetera).

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E poi tutti gli articoli e le interviste alle star del canto, da cui ricava aneddoti importantissimi, consigli, visioni personali degli artisti, il loro modo di respirare, di muoversi, di affrontare una nuova partitura, il loro rapporto colla voce parlata e l’innesto del canto sulla voce parlata, le varie lingue, l’italiano, soprattutto… E scopre mondi fantastici che cerca di riprodurre su di sé. E ci riesce, perbacco.
Il suo libro è un vero e proprio manuale in forma narrativa, peraltro molto avvincente e piacevole, che ogni scuola di canto dovrebbe adottare perché analizza ogni aspetto, ma proprio con tutti i dettagli, di come una voce si sviluppa, parallelamente a uno sviluppo interno della sensibilità, della personalità artistica, della confidenza coi fonemi, dell’importanza del carisma personale e di un gesto vocale che a molti cantanti (e insegnanti) è ignoto, e suggerisce una serie di ascolti che possono aprire prospettive interessanti.
Non solo. In appendice raccoglie un sacco di esercizi utilissimi tratti dai singoli trattati di canto che hanno fatto la storia del belcanto e anche degli esercizi inventati dai massimi interpreti dell’opera, come Enrico Caruso, o Manuel Garcia, o Mathilde Marchesi, o Francesco e Giovanni Battista Lamperti, o del tenore William Shakespeare, omonimo dell’immenso tragediografo, Luisa Tetrazzini, Birgit Nilsson, Lilli Lehmann, Eduardo Marzo, Clippinger, e decine di altri autori.
Nel libro c’è anche un’accuratissima bibliografia di tutte le opere che Hendrix ha trovato e consultato, con sue note assai utili.
L’aiuto enorme con carattere ecumenico che l’opera di Hendrix può dare ai cantanti già formati o da formare è realmente un caso isolato nella mole di libri di tecnica vocale che però restano autoreferenti e si fermano lì, non hanno l’approccio globale che ha la sua opera.
L’avessi trovato io un libro simile quand’ero studente! Perché anch’io come Robin Hendrix ho avuto difficoltà nel trovare insegnanti consapevoli e anch’io mi sono attivato ricercando gli antichi trattati, come ha fatto lei, ascoltando i grandi cantanti del passato e del presente, come ha fatto lei, sbagliando e riprovando. Poi ho avuto la fortuna di incontrare un’insegnante molto brava che mi ha aperto la mente e ha dato anche un senso a tutte le mie ricerche, confermandole. Ma è un caso tra migliaia.
Perché l’autrice mostra come non sia necessaria solo la voce per cantare ma anche la consapevolezza, l’introspezione, la generosità, che include anche la generosità di rivelare come fare per trasmettere le emozioni più profonde attraverso il canto e diventare quindi dei grandi cantanti. Perché poi a Robin non interessa ciò che s’intende comunemente come “successo” e lo star system, che sono tutta un’altra cosa, ma cantare come i grandi cantanti.

ENGLISH VERSION
Sing like the great singers - This is the challenge that singer and teacher of singing, Robin Hendrix, sets out in her book, How to Sing Like the Great Singers. Written in English, this book has a very interesting subtitle: Learning to sing in the absence of a master
What does that mean? How can you sing like the great singers in the absence of a master? The apparent paradox is explained very well by Hendrix, who speaks of her personal journey, a true adventure in vocalism that, in the end, accurately reflects the experiences of many young artists who often find themselves in voice studios without knowing much about the teacher’s capacities.
In fact, talking about Hendrix as a teacher who wants to teach without a master is another paradox. But Robin Hendrix, through her gorgeous book, successfully takes on this role, going much deeper than an ordinary teacher. In her book, she’s like an older sister who wants her younger sister or brother not to make the same mistakes she made, even though she knows that the walk taken by each artist is absolutely personal. And she does this splendidly.
Hendrix speaks of her difficulty in understanding exactly how to create the magic that only great artists can create, capturing the listener in the emotional whirl of the song, moving them from the audience into a fairy world that lives alone through the voice, no matter the age or situation of the singer.

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How did Robin Hendrix arrive at becoming an artist? Her book maps the way. She has a wonderful mezzo-soprano voice, well-produced and emotional. You have only to visit her YouTube channel where you will be absolutely fascinated by this magical performer in her live performances. And this is even more significant because in a live performance, there are no recording room tricks, and the impact is more immediate. These videos provide emotions similar to the ones you would experience in a crowded auditorium.
The path for Robin Hendrix was not easy. Teachers can be wrong, first of all. Or, perhaps, better to say misinformed and not able to convey the key that opens the most secret doors of our most intimate world and that produces the sound through which to communicate with those who listen.
Robin Hendrix, who is increasingly seduced by how the great interpreters succeed in transmitting that magic, seeks then to find out how it was done and puts that knowledge to work. Always listening, listening, listening without ceasing ... old and new recordings of great voices, especially those of the masters of the past, examining all antique and modern vocal techniques, mostly ancient, trying to distinguish the terminologies used and finding the meaning (for example what was a falsetto voice, the confusion between head voice and falsetto, etc.). And then all the articles and interviews with the great singers, from which she obtained anecdotes of great importance, advice, personal views of the artists, their way of breathing, moving, addressing a new score, their relationship with the spoken voice, singing the breath, the spoken voice, the various languages, the Italian, above all ... And she discovers fantastic worlds that she tries to reproduce on her own. And she can do it.
Her book is a true manual in a narrative form, yet very entertaining and enjoyable. It is a book that every singing school should adopt because it analyzes every aspect, but with all the details, of how a voice develops, in parallel with internal development of sensitivity, artistic personality, fidelity with phonemes, the importance of personal charisma and vocal gesture.  This is unknown to many singers, and suggests a series of seminars that can open interesting perspectives.
Not only is the text complete, but there is also an appendix in which she has collected many useful exercises drawn from singing treatises that have made history of belcanto. There are also exercises invented by the greatest performers of the work, such as Enrico Caruso, Manuel Garcia, or Mathilde Marchesi, or Francesco and Giovanni Battista Lamperti, or tenor William Shakespeare (who shares the same name as the great bard), Luisa Tetrazzini, Birgit Nilsson, Lilli Lehmann, Eduardo Marzo, D.A. Clippinger, and dozens of other authors. There is also a complete bibliography of the books and other elements she referenced, annotated with her comments.
The tremendous help that Hendrix's book can give to singers who are already trained or are still in formation is extraordinary. This book really is an isolated case, considering the amount of vocal technique books on the market.  Those books remain self-referential and stop there – they do not have her all-inclusive approach.
I wish I had found a similar book when I was a student, because I, too, like Robin Hendrix, had difficulty in finding educated teachers, and I, too, started searching for old treatises, as she did, listening to the great singers of the past and the present, as she did, making mistakes and trying again. Then I was lucky to meet a very good teacher who opened my mind and made sense to all of my research, confirming what I thought I had found. But it's a case of one in a thousand.
The author shows that it is not only necessary to sing well but also to cultivate awareness, introspection, and generosity in order to reveal how to transmit deeper emotions through song and thus become great singers. Although Robin Hendrix does not care about what is commonly referred to as "success" and the star system, which is just another thing, she cares very much that every singer gets the chance to sing like the great singers.

Crediti fotografici: Eric Sevignon photographer






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La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Eventi
Ferrara Musica lancia la Euyo
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_Stagione18e19FerraraMusica_GianandreNosedaFERRARA - La stagione concertistica 2018/2019 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado è stata presentata oggi alla stampa e alle associazioni musicali ferraresi con largo anticipo rispetto alle passate edizioni. La ragione sta nel fatto che il cartellone anziché partire a ottobre come tutti gli anni, parte stavolta con il concerto fuori
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Vocale
Ottimo Stabat pro Telethon
servizio di Athos Tromboni FREE

180516_Fe_00_StabatMaterRossini_GiulioArnofiFERRARA - Concerto per Telethon nel Teatro Comunale Claudio Abbado martedì 15 maggio 2018, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, protagonisti l'Orchestra Senzaspine diretta da Giulio Arnofi, l'Accademia Corale Vittore Veneziani preparata dal Maria Elena Mazzella, e i solisti Ester Ventura (soprano), Giorgia Gazzola (mezzosoprano),
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Opera dal Centro-Sud
Cappello di paglia stropicciato
servizio di Simone Tomei FREE

180514_Na_00_IlCappelloDiPagliaDiFirenze_ElenaBarbalichNAPOLI - Meravigliosa, affascinante, ammaliante, divertente... sono questi alcuni aggettivi con cui si può incorniciare Il cappello di paglia di Firenze, uno dei capolavori assoluti del Teatro Musicale del '900 scritto quasi per divertimento da Nino Rota nel 1945, ma la cui prima rappresentazione avvenne solo nel 1955 allorché il direttore del Teatro
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Echi dal Territorio
Chiusura col botto per la Mariani
servizio di Attilia Tartagni FREE

180511_Ra_00_ConcertoAngeloMariani_MassimilianoCaldiRAVENNA - Niente sbavature né cali di tensione nel concerto di chiusura del 9 maggio per la rassegna Ravenna Musica 2018, organizzata dall’Associazione ravennate Angelo Mariani, ultimo di nove appuntamenti vissuti in compagnia di orchestre, ensemble e musicisti di primissimo ordine. Sul palco del Teatro Alighieri si è schierata la
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Eventi
Trenta appuntamenti in Valle d'Itria
redatto da Athos Tromboni FREE

180510_FestivalValleDItria_00_FrancoPunzi_phGianfrancoRotaMILANO - È stato presentato nelle sale del Piccolo Teatro il 44° Festival della Valle d'Itria, che si svolgerà dal 13 luglio al 4 agosto 2018. Alla conferenza stampa di presentazione del cartellone hanno partecipato Alberto Triola (direttore artistico della manifestazione), Fabio Luisi (direttore musicale) e Franco Punzi, presidente del Centro
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Eventi
Aida con tutta Cento
servizio di Athos Tromboni FREE

180508_Cento_00_Aida_FranceDarizCENTO (FE) - Sarà una brava soprano francese a interpretare l'Aida di Giuseppe Verdi sabato 23 giugno 2018 alle ore 21 in Piazza del Guercino a Cento: si chiama France Dariz, ed è stata impegnata una volta sola dalle nostre parti, nel maggio 2014 per un concerto tutto pucciniano nel Teatro Comunale di Ferrara. Ma è una cantante di rango proprio
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Opera dal Centro-Nord
Lucia con le pistole senza pistolettate
servizio di Athos Tromboni FREE

180507_Fe_00_LuciaDiLammermoor_FrancescoBellottoFERRARA - La protagonista della Lucia di Lammermoor  di Gaetano Donizetti gioca con una bambola di pezza dal vestitino rosso durante tutta l'opera: è l'insieme dell'innocenza e dell'adolescenza con cui il regista Francesco Bellotto ha caratterizzato il personaggio, nell'allestimento da lui curato e prodotto dai teatri di Treviso e Ferrara con la
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Echi dal Territorio
Daniele Barioni premiato dai jazzofili
servizio di Athos Tromboni FREE

180506_Vigarano_00_PremioADanieleBarioni_AndreaAmbrosiniVIGARANO MAINARDA (FE) - Il «Gruppo dei 10» è un'associazione ferrarese di musicofili che amano riunirsi in locali caratteritici del territorio per incontri conviviali e concerti, generalmente di musica jazz perché "i 10" sono tutti appassionati cultori della musica afroamericana; ma la loro rassegna concertistica ha il titolo programmatico di "Tutte
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Soci Uncalm
Replica di un frizzante Elisir
FREE

180506_Fe_00_LElisirDAmore_GiuliaPierucciFERRARA - Ottima ripresa sabato 5 maggio 2018, alla Sala della Musica di via Boccaleone 19, di L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena nel cartellone del Teatro Ragazzi del Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara esattamente un mese prima: si trattava di una produzione del Conservatorio di Ferrara "Girolamo Frescobaldi" inserita
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Pagina Aperta
Il grande merito di Sebastianutto
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180502_Lu_00_Lu_RinasceIlConcerto_AlanFreilesMagnattaLUCCA - Chiesa dei Servi, per la stagione di "Animando Lucca", il 29 aprile 2018: dopo oltre 100 anni dalla prima a Parigi, in Salle Gaveau, per l'arco di George Enescu, e la direzione del Compositore, il 6 aprile 1913, Christian Sebastianutto con un violino superbo di Filippo Fasser, modello Guarneri, del 2018 (sic!) ha resuscitato magnificamente il
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Soci Uncalm
Cinzia Forte, il Premio e l'arcobaleno
FREE

180501_Fe_00_PremioFrescobaldi_DarioTondelliFERRARA - È stata una grande esibizione di belcanto e una gioiosa festa: il concerto del 29 aprile 2018 alla Sala della Musica, organizzato dal Circolo Frescobaldi nell'ambito del conferimento del Premio Frescobaldi 2018 al soprano Cinzia Forte, ha visto la partecipazione, oltre che della premiata, anche dei suoi allievi che citiamo in ordine di
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Opera dal Centro-Nord
Tosca buoni i due cast
servizio di Simone Tomei FREE

180429_Pr_00_Tosca_PirozziAnna_phRobertoRicciPARMA - Parlando di Tosca, Fedele D’Amico - musicologo e critico musicale - cosi diceva in merito a quest’opera: “… Le novità di Tosca sono inseparabili dalle sue scoperte espressive: il primo tema di Scarpia, ossia quei tre accordi che aprono l’opera e, con alcune varianti, concludono sia il primo che il secondo atto, offrono un giro armonico certamente inedito; ma
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Opera dal Centro-Nord
Un Ballo proprio bello
servizio di Edoardo Farina FREE

180427_Cesena_00_UnBalloInMaschera_ScillaCristiano_phLucaBogoCESENA - …e chiusura della stagione con l’opera  Un ballo in maschera  di Giuseppe Verdi dopo un’assenza di 153 anni, ove … “se il dialogo con la città, se il desiderio di rendere sempre di più la scena il luogo in cui giocare a mettere in pratica le diverse idee che definiscono gli orizzonti di pensiero e di azione di una comunità è ciò che caratterizza
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Opera dall Estero
Masnadieri molto belli
servizio di Simone Tomei FREE

180424_MonteCarlo_00_MantegnaRoberta_IMasnadieri_phAlainHanelMONTE-CARLO - Prima di intraprendere il mio viaggio narrativo ne I Masnadieri di Giuseppe Verdi, condivido questo pensiero del musicologo Michele Girardi in merito al componimento: «…fra i vari meriti dei Masnadieri, oltre a numerose pagine di bella musica, vi è quello di trattare temi spinosi, più attuali oggi che ai tempi dello Sturm und Drang. Non
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Vocale
Esther dello Spirito Santo
servizio di Athos Tromboni FREE

100423_Fe_00_Esther_NicolaValentiniFERRARA - Quella di Esther, personaggio biblico dell'Antico Testamento, è una figura che ha ispirato scrittori e musicisti perché la donna ebrea è stata una salvatrice del proprio popolo. Viene raccontato che la bambina Esther fu adottata dal cugino Mardocheo quando, orfana di padre, si trovò sola in Babilonia. Crebbe e divenne una bellissima giovinetta
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Opera dalle Isole
Grande Pratt grandi Puritani
servizio di Salvatore Aiello FREE

180420_Pa_00_IPuritani_JessicaPratt_phRosellinaGarboPALERMO - Sono approdati al Massimo, dopo dieci anni, I Puritani di Bellini, opera di addio  di un genio morto a soli trentatré anni. Accolta con grande entusiasmo  sin dalla prima parigina del 1835, ha conosciuto rinnovati consensi da generazioni e pubblici di tutto il mondo per l’incanto delle melodie che faceva dire  al catanese: «Ho
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Eventi
L'Arena riparte con buoni propositi
servizio di Athos Tromboni FREE

180419_Vr_00_Arena2018_Cecilia Gasdia_FotoEnneviVERONA - Clima rasserenato alla Fondazione Arena di Verona, durante la presentazione alla stampa del Festival estivo 2018 che prenderà avvio il 22 giugno e terminerà il 1° settembre: saranno 47 serate all’insegna del rinnovamento e del rilancio della grande lirica sotto le stelle nel teatro all'aperto più grande del mondo. Cinque le opere
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Personaggi
Cinzia Forte ieri oggi domani
intervista di Athos Tromboni FREE

180418_00_CinziaForte_MiniaturaFERRARA - Abbiamo incontrato il soprano Cinzia Forte durante la preparazione di un Elisir d'amore di Gaetano Donizetti dove erano impegnati alcuni suoi allievi e allieve del Conservatorio "Girolamo Frescobaldi" dove lei è docente. Si trattava di una recita preparata per le scuole di Ferrara e provincia. La Forte è napoletana di nascita e
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Opera dalle Isole
Butterfly sa d'antico ma č moderna
servizio di Simone Tomei FREE

180410_Ca_00_MadamaButterfly_AmarilliNizza_phPriamoToluCAGLIARI - Ci sono delle sere in cui andare a Teatro è pura magia; una miriade di fattori si intersecano rendendo gli incontri con la musica indimenticabili; a volte ci facciamo sopraffare dall’emozione, dalla novità, dal piacere di farsi trastullare dai sapori di una terra che poco frequentemente calpestiamo; il fascino della bellezza
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Echi dal Territorio
Mosesti nel ricordo di La Villa
FREE

180405_To_00_AlfonsoMosestiTORINO - Il 6 aprile 2018, dopo 94 anni di vita, è morto nella sua Torino in cui abitava, il grande violinista Alfonso Mosesti. Cordoglio unanime del mondo della musica per lui che è stato un grande virtuoso dello strumento, allievo di Cesare Barison e di Antonio Illersberg, interprete magistrale dei concerti di Sinigaglia e Illersberg, alla
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Echi dal Territorio
Elisir molto gradito dagli studenti
servizio di Athos Tromboni FREE

180405_Fe_00_LElisirDAmore_LuisaRussoFERRARA - La divertente opera buffa L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti è andata in scena per la rassegna "Teatro Ragazzi", nel Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, giovedì 5 aprile 2018 in due spettacoli nella stessa mattinata: alle ore 9,30 e alle 11. Per l’occasione l’Orchestra e il Coro del Conservatorio Girolamo Frescobaldi
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Opera dal Centro-Nord
Ancora il Barbiere col ramarro
servizio di Simone Tomei FREE

180331_Fi_00_BarbierediSiviglia_GiuseppeGrazioliFIRENZE - Era la sera del 29 marzo 2018 quando, recandomi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino pensavo al masochismo che alberga in me quando mi ostino a voler rivedere produzioni cui ho già assistito e delle quali ho un ricordo non idilliaco; la conferma di questo l'ho avuta proprio all'ingresso nel foyer quando un conoscente con il quale
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Opera dall Estero
Faust di elegante delicatezza
servizio di Simone Tomei FREE

180331_MonteCarlo_00_Faust_JosephCallejaMONTE-CARLO - Il Faust di Gounod ha trovato nella mise en scene di Nicola Joel a l’Opéra di Monte-Carlo un ottimo riscontro visuale che con pochi elementi scenici è riuscito a tenere in piedi quasi tre ore di musica senza annoiare, anzi restituendo piacevoli sensazioni scevre di orpelli e di sovrastrutture come è stata alla fine la scelta musicale
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Opera dalle Isole
Fra Diavolo non entusiasmante
servizio di Salvatore Aiello FREE

180326_Pa_00_FraDiavolo_GiorgioBarberioCorsettiPALERMO - Assente  dal 1989, è ritornato sulle scene del Massimo Fra Diavolo di Daniel Auber, autore ormai solo raramente presente nelle stagioni liriche. Da una  parte pesa ancora il severo giudizio di Schumann che riteneva “la sua musica per lo più vuota  e volgare”, ma noi preferiamo il giudizio più sereno di Rossini: “Auber scrive della piccola
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Operetta and Musical
Sunset Boulevard un capolavoro
servizio di Rossana Poletti FREE

180321_Ts_00_SunsetBoulevard_AndrewLloydWeberTRIESTE - Politeama Rossetti. In viaggio con cinque tir, cento persone tra artisti e tecnici, dieci chilometri di cavi sul palcoscenico, parrucche da duemila euro, costumi fatti a mano, numeri da capogiro per uno spettacolo itinerante. Sunset Boulevard è in scena al Politeama Rossetti di Trieste, unica tappa italiana. Andrà ad Amsterdam e poi ritornerà
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Opera dal Centro-Nord
Devereux salvato dal cast
servizio di Simone Tomei FREE

180320_Pr_00_RobertoDevereux_MariellaDevia_phRobertoRicciPARMA - Se il sabato 17 marzo 2018 mi vedeva in secondo ascolto per Pia de Tolomei di Donizetti, il richiamo del bergamasco è stato così forte da condurmi in terra parmense l'indomani, domenica 18 marzo, per ripetere la visione del Roberto Devereux visto al suo esordio in questa produzione due anni fa al Teatro Carlo Felice di Genova cui vi rimando
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Echi dal Territorio
Ecco il Complesso Giovanile del Frescobaldi
FREE

180318_Vigarano_00_ComplessoGiovanileFrescobaldi-AchilleGalassiVIGARANO MAINARDA (FE) - La sala parrocchiale polivalente, trasformata in "chiesa" perché il tempio vigaranese è inagibile dal terremoto del 2012, ha accolto domenica 17 marzo 2018 un  impegnativo concerto per orchestra d'archi del Complesso giovanile del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, guidato dal violinista e violista Achille Galassi
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Personaggi
Giulio Pelligra si confida
intervista di Simone Tomei FREE

180318_Lu_00_PelligraGiulio_Lu180318LUCCA - In occasione della ripresa lucchese di Pia de Tolomei di Gaetano Donizetti che ha debuttato al Teatro Verdi di Pisa nel mese di ottobre 2017 (qui potete leggere il mio articolo di allora), ho incontrato il tenore Giulio Pelligra che interpreta il ruolo di Ghino degli Armieri; il suo curriculum vanta già molte esperienze di grande
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Vocale
Felice compleanno per l'Ado
servizio di Athos Tromboni FREE

180316_Fe_00_VentennaleAdo_DanielaFurianiFERRARA - Buon compleanno Ado! Questa scritta troneggiava sul fondale del palcoscenico del Teatro Comunale Claudio Abbado, giovedì 15 marzo 2018, e dava significato al concerto organizzato per festeggiare la ricorrenza ventennale di quella associazione di volontariato. L'acronimo Ado sta a significare "Assistenza Domiciliare Oncologica"
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Opera dal Centro-Nord
Pia in scena al Giglio
servizio di Simone Tomei FREE

180316_Lu_00_PiaDeTolomei_FrancescaTiburzi_phAndreaSimiLUCCA - Era il 14 ottobre 2017 allorchè andava in scena al Teatro Verdi di Pisa l'opera rara di Gaetano Donizetti Pia de Tolomei. A quel tempo scrissi un articolo piuttosto dettagliato in merito all'allestimento che vede la firma registica di Andrea Cigni, dello scenografo Dario Gessati, del costumista Tommaso Lagattola e delle luci di Fiammetta
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