Pubblicato il 30 Aprile 2019
Animando Lucca e Comitato per i Grandi Maestri hanno proposto un concerto violinistico con raritā
L'arco della Mariotti incanta ai Servi servizio di Gianluca La Villa

190430_Lu_00_LucillaRoseMariottiLUCCA - Sabato 27 aprile 2019, a Lucca, la Chiesa dei Servi, luogo ormai dedicato con la sua acustica quasi perfetta ai programmi concertistici di “Animando Lucca”, ha ospitato un concerto in collaborazione con il “Comitato per i Grandi Maestri”, di Ferrara, e la violinista giovanissima e ferrarese di adozione Lucilla Rose Mariotti, come il suo maestro Marco Fornaciari, presente al concerto e pubblicamente omaggiato e uno dei personaggi più importanti della scuola italiana del violino.
Il programma, concepito dal Comitato ferrarese, era dei più interessanti. Si iniziò con un Concerto grosso in Sol minore di Francesco Geminiani, icona del violinismo Settecentesco, partitura recuperata nella revisione di Adolfo Betti nella biblioteca del texano Harry Ransom Center, e assolutamente incantevole ritmicamente e melodicamente nei suoi quattro movimenti.
Seguì, per l’arco della Mariotti, il Concerto in La maggiore di Gaetano Pugnani, allievo di Tartini e maestro di Viotti, un concerto che per la sua bellezza meriterebbe spazio nei repertori solistici accanto a Mozart e Paganini. La giovane solista ha impostato il primo movimento, Allegro maestoso, con la grinta e la verve che il titolo merita, altrimenti essendo un mieloso grazioso senza nerbo. Alla delicata melodia del movimento centrale seguì il quasi “perpetuum mobile” del terzo movimento, che concluse la splendida interpretazione, arricchita dalle cadenze leggere e raffinate scritte da Fornaciari per questo concerto della sua talentosa allieva.
Una breve pausa e poi la serata ricominciò con un brano di Josef Slavík (1806-1833) per violino solo, il Capriccio in Re maggiore, ove la lezione Paganiniana era presente e viva, siccome nelle corde del suo autore, encomiato pubblicamente da Paganini, da Chopin, e dedicatario sfortunato per la morte prematura della “Fantasia in do maggiore” e del “Rondò brillante” di Schubert. Il Capriccio di circa 10 minuti fu reso con varietà, sfumature, vitalità incomparabili, e fu preludio al successivo splendido Concerto in La minore di Slavík, in un solo movimento, Allegro maestoso, ma tanto bello e coinvolgente da parere un concerto per violino di Chopin, se possibile!
Ovviamente musiche mai sentite negli asfittici, piatti e ripetitivi programmi delle sale da concerto nostrane e non, se non ci fossero proposte vive come queste.

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Il concerto fu chiuso da un bis prediletto dalla Mariotti, la ammaliante Danza mora di Sylvia Bodorova.
Ottima la direzione di Alan Freiles Magnatta con la sua Orchestra Nuove Assonanze, già pronuba dei Concerti di Illersberg e D’Ambrosio immortalati in dvd.

Crediti fotografici: Gianluca La Villa





Pubblicato il 20 Marzo 2019
In Sala Estense organizzato dal Circolo Culturale Amici della Musica Girolamo Frescobaldi
Bel concerto della Neri con la Trapani servizio di Edoardo Farina

190320_Fe_00_LauraTrapaniFERRARA - Riprendono le attività dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”, dopo il ricchissimo calendario 2018 in occasione delle celebrazioni per il 120° dalla fondazione e il consueto prestigioso Concerto di Capodanno presso il Teatro “Claudio Abbado” di Ferrara, il secondo appuntamento del 2019, organizzato dall’Associazione Amici della Musica “Girolamo Frescobaldi” sotto la direzione artistica di Athos Tromboni e la presidenza di Antonio Proietti ha visto sul palco della Sala Estense in pieno centro storico nel pomeriggio del 17 marzo l’ Ensemble da camera “Gino Neri”.
Formatosi nel 1997 all’interno della medesima Orchestra, a distanza di due anni ha ottenuto il Primo Premio assoluto nella propria categoria al Concorso Internazionale di Ala (Trento) “Giacomo Sartori” e Secondo Premio nel 2015. Attivo in tutta Europa, USA e Giappone, con l’incisione di diversi cd e video, rappresenta l’emanazione della stessa, ma con intenti nelle scelte musicali del tutto diverse da quest’ultima. Se da una parte il complesso maggiore si propone di divulgare il repertorio lirico-sinfonico più tradizionale, dall’altra quello cameristico tende a valorizzare pagine originali per strumenti a plettro con particolare interesse ai compositori del XX° secolo.  Costituito da circa venti strumentisti, divisi nelle sezioni di mandolini, mandole mandoloncelli, chitarre e contrabbasso ad arco, la poliedrica formazione spazia dalla musica antica ai nostri giorni  grazie anche all’abilità di revisione ed edizione critica delle partiture a cura di alcuni componenti del gruppo, non tralasciando autori dell’800 nel suo contesto tradizionale integrando diversi programmi scritti appositamente per i “plettri”, contrariamente a quanto avviene con l’Orchestra sinfonica al completo frutto spesso di trascrizioni, ben prestandosi alla corretta esecuzione di capolavori sia inediti che appartenenti a pagine senza tramonto della storia della musica. 
Diretto dal M° Giorgio Fabbri proveniente tra l’altro da l’Orchestra della Cappella di S. Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra della Magna Grecia e l’Orchestra Nova Amadeus, ha registrato musiche per oboe e orchestra, uno dedicato ai rari  melologhi di Vittore Veneziani con Arnoldo Foà con cui ha eseguito all’organo I Fioretti di S. Francesco; ha prodotto inoltre per Sony-Harmonia Mundi e Brilliant Classics diversi compact disc recanti musiche di Vivaldi, Tartini, Locatelli, con gli ensemble La Magnifica Comunità e La Follia Barocca.
Ad apertura di sipario, un omaggio alla Ferrara del XVI° secolo eseguendone una brillante suite di danze in grado di sottolineare il gusto raffinato e la nobile eleganza del ducato degli Estensi, per merito di Stefano Squarzina (1966-) che nei suoi undici anni di attività in qualità di compositore e direttore del sodalizio, ha lasciato diversi capolavori tra cui Piccolo mondo antico che se nulla ha a che fare con la novella letteraria del Fogazzaro del secolo romantico, intende collocarsi in una sorta di ricostruzione apparentemente filologica attraverso il cosiddetto “falso storico”. Intrada, Corteggio delle Dame, Balletto, Canto dello innamorato - tratto dal Lamento di Didone (Dido and Aeneas) di Henry Purcell e Finale, contenente qualche battuta mozartiana, si prestano fornirci una visione del Rinascimento consentendo di tornare indietro nei secoli ove di antico ne congiungiamo solo un determinato tipo di immaginario temporale utilizzando stilemi che da un’attenzione stilistica risulta essere ben diversa in realtà con la corretta scrittura modale, ma comunque di sorprendente effetto scenografico.
Di altro carattere è stato Palladio brano plettristico originale, nella tonalità di Re minore, scritto dal gallese Karl Jenkins (1944-) semplice, di facile effetto e al tempo stesso assai piacevole, caratterizzato da una forma di accompagnamento soprattutto nel regime dei “bassi” e da un “ostinato” ripetitivo e incalzante sino alla naturale conclusione alla relativa maggiore, senza tante variazioni.
In passato l’Orchestra ha ospitato valenti musicisti “estranei” per così dire ai plettri, quali il pianoforte, l’oboe, il flauto barocco, corali e cantanti solisti, persino le ocarine, riscuotendo favorevoli consensi riuscendo a fondere il gusto estetico dell’inedito con la tradizione centenaria come recentemente avvenuto ingaggiando il giovanissimo violinista Matteo Sartori nello stesso concerto del 1° gennaio presso il locale “Comunale” ferrarese.
Prima esecuzione assoluta, quindi, per la piccola “Gino Neri” del Concerto in Fa Maggiore RV 433 - La tempesta di mare e il Concerto in Re Maggiore RV 428 - Il Gardellino di Antonio Vivaldi (1678-1741) entrambi originali per flauto diritto e archi  nei tempi  Allegro – Largo – Presto scritti seguendo la classica forma tripartita barocca, supportati dalla mirabile presenza della flautista Laura Trapani, oramai non avente bisogno di particolari presentazioni al pubblico cittadino per via delle molteplici iniziative artistico organizzative.  Nata nel 1977 a Corpus Christi (Texas, Usa), si è trasferita in Italia dove attualmente risiede. Allieva di flauto al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, si è dapprima diplomata con Gabriele Gallotta ottenendo il massimo dei voti conseguendo in seguito il titolo accademico di secondo livello a indirizzo interpretativo e compositivo presso l’istituto “Orazio Vecchi” di Modena. Le sono stati dedicati diversi brani da numerosi maestri contemporanei, ha collaborato con orchestre nazionali come solista per quanto concerne tutta la famiglia dei flauti, è ottavinista e inoltre attiva nel “Duo Estense” con la nota pianista Rina Cellini utilizzando un “traverso” Muramatsu d’oro a 14k.

190320_Fe_02_EnsembleGinoNeri_phAndreaPuviani

Ottimo fraseggio, legato e bella tenuta di suono ne hanno caratterizzato l’esposizione soprattutto nei tipici virtuosismi costituiti dalle difficili progressioni modulanti ascendenti e discendenti di cui il “prete rosso” ne faceva ampio uso in tutte le sue stesure, ove le  rappresentazioni onomatopeiche del mare in burrasca prima e gli acuti suoni emessi dal piccolo volatile sia nei tempi veloci e che nella quiete dei “largo”  hanno fornito un aspetto inequivocabile decisamente bene espresso e dai colori dovuti, senza mai manifestare segni di cedimento o cali d’intonazione.
Apertura della seconda parte con un “cavallo di battaglia” dell’Ensemble ancora per mano di Squarzina, C.P.O. Rapsody (etimologia ebraica: “Certa Postojannoj Osedlosti” dal significato “zona di residenza - durante il regno di Alessandro II”), “Brano sentimentale e nostalgico di sapore moderno, ma non troppo, dal carattere ballabile e danzante quanto basta”, nei tempi Preludio metropolitano: Poco allegro, quasi danzante -  Prima Chanson: Poco andante – Interludio: Allegro furioso (con chiari richiami alla musica araba) - Seconda Chanson: Lentamente - Samba di Mezzanotte: Tempo di Samba.  Opera enigmatica scritta nei primi anni 2000, intente racchiudere forme di etnomusicologia di vario genere di cui ne sono state pubblicate almeno quattro versioni differenti tra loro nel corso degli anni, per tempi, andamento e organico. Inizialmente dal tono riflessivo, malinconico e introspettivo, l’autore ne ha aggiunto solo in seguito la pirotecnica samba finale dal ritmo assai divertente, mancando forse solo le maracas, ove in alcuni punti ricorda addirittura la canzoncina della famosa pubblicità televisiva in onda nel Carosello 1963 reclamante la caramella LYS Dufour. 
L’intenso lavoro di qualificazione dell’Ensemble ha portato a ottenere nel 2014 un prestigioso riconoscimento tramite la pubblicazione dell’album Giglio Fiorentino da parte dell’etichetta Tactus, punto di riferimento internazionale per la musica italiana, contenente opere appartenenti ai pionieri e talentuosi mandolinisti gravitanti attorno Firenze tra la seconda metà dell’800 e il primo ‘900, la città che aprì le porte all’epoca d’oro della rinascita del popolare cordofono in Italia e nel mondo, ingiustamente collocato negli anfratti del dilettantismo nonostante tempo prima Mozart lo inserì nel Don Giovanni e Beethoven gli dedicò quattro sonatine. Successivamente a causa dei mutati generi ne è stata perduta la notorietà ma non la rara bellezza assolutamente degna di analisi e revisione. L’Orchestra “Gino Neri”, fondata nel 1898, fu protagonista di quel periodo di splendore ed è ancora oggi una delle più longeve tra le formazioni orchestrali a plettro in grado di conservare e diffondere tale tipologia di repertorio, divenuto oggetto del “Maggio Musicale Fiorentino” ove l’Ensemble ha preso parte alla 79ma edizione 2016 proponendo suggestive pagine tratte dalle recenti riscoperte storiografiche inedite in epoca moderna.

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A chiusura di serata, ne è stata scelta come tale la commovente Preghiera op. 251 di Carlo Munier (Gennaro Pasquale, 1859-1911) dedicata ai giovani sposi di allora Alessandro Vizzari e Linda Bianchi e fuori programma di nuovo il primo tempo de Il “Gardellino”, ove complice ancora una volta il giusto “portamento danzante”, grazia ed eleganza della Trapani, ne hanno fatto scaturire calorose e meritate ovazioni…

Crediti fotografici: Andrea Puviani – “Foto Gino”
Nella miniatura in alto: la flautista Laura Trapani





Pubblicato il 22 Settembre 2018
Nella storica basilica di Lucca i due concerti del celebre violinista-compositore napoletano
Rivive d'Ambrosio ai Servi redatto da Athos Tromboni

180922_Lu_00_Animando_AlfredoDAmbrosioLUCCA - Risorgono due concerti per violino e orchestra di grande pregio musicale: nella città toscana, infatti, il 7 ottobre 2018, per iniziativa del Comitato per i Grandi Maestri di Ferrara e l’associazione musicale “Animando Lucca”, saranno eseguiti il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si minore op.29 e il Concerto n.2 per violino e orchestra in Sol minore op.51 del violinista-compositore Alfredo d'Ambrosio (Napoli, 13 giugno 1871 - Parigi, 29 dicembre 1914). Le esecuzioni dal vivo dei due concerti verranno ripresa per un Dvd ad alta definizione dalla casa musicale Achord Pictures di Budapest, sotto la direzione di Vilmos Szabadi. Il concerto del 7 ottobre prossimo sarà pubblico, a ingresso libero, a coronamento della videoregistrazione che si terrà in Chiesa dei Servi alle ore 21.
A riproporre questa belle e dimenticate pagine romantiche, con la Orchestra Nuove Assonanze diretta da Alan Freiles Magnatta, saranno i violinisti Laura Bortolotto, già nota per avere inciso in Dvd il Concerto per violino di Antonio Illersberg nel 2016, e Christian Sebastianutto, che ha già eseguito a Lucca il Concerto n.2 di D’Ambrosio nell’aprile scorso.
I due Concerti di d’Ambrosio: il primo Concerto, in Si minore, op.29, è del 1903 con dedica ad Arrigo Serato, che ne tenne la prima a Berlino con la locale Filarmonica diretta da August Scharrer il 29 ottobre 1904, presente l’Imperatore; il secondo, in Sol minore, op.51, risale al 1912 con dedica a Jacques Thibaud, e fu eseguito per la prima volta a Parigi il 6 aprile 1913 in Salle Gaveau nientemeno che da George Enescu, e con direttore il compositore stesso un anno prima della morte.
Il Concerto n.1 fu  suonato oltre che da Arrigo Serato, da Orlando Barera e Antonio Abussi nel Con­servatorio di Milano negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, da Aldo Ferraresi nel 1922 a Ferrara (vl e pf.) e nel 1971 a Nizza con la locale Filarmonica e la dire­zione di Carlo Farina, nel centenario della nascita di d’Ambrosio, dalla giovane Pina Carmirelli  il 19 dicembre 1940 a Torino con l’Orchestra dell’Eiar e la direzione di Antonio Pedrotti.
Il Concerto n.2 in sol min., una splendida composizione riccamente orchestrata e di spunti moderni, fu invece proposto con accompagnamento pianistico da Yvonne Astruc a Parigi nella stagione 1914/5 dei “Concerts populaires” Wurmser nella ‘Salle des Agriculteurs’, e da Jaroslaw Kocian alla Società del Quartetto di Milano nel 1922.
D’Ambrosio era allievo di Wilhelmj e soprattutto di Sarasate. Visse tra Nizza e Parigi, ed era ritenuto uno dei maggiori violinisti viventi.  Suo fratello minore Luigi fu maestro di Salvatore Accardo.
D’Ambrosio compose musica violinistica allo stato puro, con vena lirica tutta operistica e italiana che si combina con una eleganza tipicamente parigina, ma nel Concerto n.2 prevale un andamento più ritmato e moderno. Non è un caso se il Concerto rimase per anni d'obbligo per il diploma in violino nel Conservatorio di Parigi ove d'Ambrosio, insieme a George Enescu, per molto tempo aveva fatto parte della commissione di esame dello strumento.

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Al di là dei due Concerti, la produzione musicale di Alfredo d’Ambrosio è abbastanza vasta ma focalizzata prevalentemente su violino e pianoforte: Serenate op.4 e op.40, Romanza op.9, Spleen op.5, Strimpellata op.12 in sol min., Cavatina op.13 in fa diesis min., Sicilienne op.14, due Novellette op.16 e op.20, Aubade op.17, Reve, Reverie op.18, Aria, Arietta, Orientale op.24 in re min., Mazurka in re min., Introduction et Humoresque, Madrigale, Berceuse, Caprice-Serenade in mi magg., Legende, Deux pièces op.35, Petite Suite op.37, Ballade op.39, Burlesque, Racconto op.44 in la magg., Tarantelle napolitaine, Serenatella op.50 in mi magg., Chanson-berceuse, Napoli-Serenade, Intermede Louis XV, Pensées d’Amour, Canzonetta n.1 e n.2. Compose inoltre un balletto Ersilia, un’opera Pia dei Tolomei, e altre pagine cameristiche come Suite op.8 e un Quartetto in do min. op.42 per quartetto d’archi, un Quintetto, Quatre Pièces d’Orchestre op.3, Pavane e En badinant per orchestra.
Canzonetta e Serenade di d'Ambrosio furono eseguite dai più grandi violinisti della età d'oro del violino, da Elman a Kubelik a Enescu a Heifetz a Seidel a Kulenkampff.

Crediti fotografici: Ufficio stampa Associazione Animando di Lucca
Nella miniatura in alto: ritratto giovanile del violinista-compositore Alfredo d'Ambrosio
Sotto: i violinisti Laura Bortolotto e Christian Sebastianutto solisti del concerto






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Parliamone
Hewitt e Bach ossia dell'interpretazione
intervento di Athos Tromboni FREE

190402_Fe_00_AngelaHewitt_phBerndEberleFERRARA - Dunque, ricapitolando: «Sì, gli arpeggi nella Fantasia cromatica di Bach sono precisamente l’effetto principale. Io mi prendo la libertà di suonarli con ogni possibile crescendo e piano e fortissimo, naturalmente con pedale, ed inoltre raddoppiando le note basse. Accentuo quanto meglio si può le note-melodia, e allora le singole armonie successive risaltano splendidamente sui nuovi pianoforti a coda… Tutti affermano che è bello.»
È una frase estrapolata dalla lettera che Felix Mendelsshon scrisse nel 1840 alla sorella Fanny, anche lei pianista eccellente, che riportiamo qui per testimoniare due fatti importanti nella storia della musica: che la Fantasia cromatica e fuga di Johann Sebastian Bach fu la composizione che venne usata per forzare l’inserimento del compositore sassone nel nascente repertorio pianistico ai primi anni dell’Ottocento. E testimonia anche la
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VideoCopertina
La Euyo prende residenza a Ferrara e Roma

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Prosa
La classe operaia secondo Di Paolo
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190510_Fe_00_LaClasseOperaiaVaInParadiso_LinoGuanciale_phGiuseppeDiStefanoFERRARA - Nel 1972 furono due film italiani a vincere ex-aequo a Cannes la Palma d’Oro: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri, e Il caso Mattei di Francesco Rosi. In entrambi i film protagonista più che esuberante fu l’attore Gian Maria Volonté. Il primo film tentava (riuscendoci in buona parte) di coniugare la commedia all’italiana con il cinema di
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Ferrara Musica nel segno di Beethoven
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190504_Fe_00_FerraraMusicaStagione2019-2020_MarshallMarcusFERRARA - La stagione concertistica 2019/2020 di Ferrara Musica nel Teatro Comunale Claudio Abbado celebrerà, fin da quest’autunno, il 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, celebrazione che si intensificherà nel corso del prossimo anno, vera tappa della ricorrenza. Lo hanno annunciato sia il direttore artistico di Ferrara Musica, Dario
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Opera dal Centro-Nord
Le nozze di Figaro come 'Le Nozze'
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190504_Fe_00_NozzeDiFigaro_FrancescoBellottoFERRARA - L’ultima opera della corrente stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado ha riportato sulle tavole del massimo teatro ferrarese un titolo amato proprio dal maestro Abbado che nel 1991 ne diresse un’edizione viennese (poi portata anche a Ferrara) divenuta esecuzione di riferimento al punto che la critica più accreditata la definì come
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Echi dal Territorio
La Tosca in Castello Estense
servizio di Athos Tromboni FREE

190503_Fe_00_ToscaLiricaInCastello_MariaCristinaOstiFerrara – La Sala dei Comuni di Castello Estense ha ospitato oggi la conferenza stampa per la presentazione di “Lirica in Castello”: sarà la Tosca di Giacomo Puccini, uno dei titoli più popolari della storia dell’Opera italiana, ad andare in scena nel cortile del Castello Estense giovedì 4 luglio 2019alle 21.15, nella nuova produzione che anche quest’anno vede impegnata l’Orchestra
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L'arco della Mariotti incanta ai Servi
servizio di Gianluca La Villa FREE

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Exultate Jubilate in San Giorgio fuori le Mura
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190429_Fe_00_BalderiMarcoAntiquaEstensis_AmaliaScardellatoFERRARA - Non è stato solo un concerto devozionale quello che si è svolto nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, domenica 28 aprile 2019, quale “ringraziamento per il restauro del convento di Santa Maria dell’Olivo in Maciano di Pennabilli (Rimini)”. No, non solo devozionale, ma anche carico di solidarietà umana e – perché no? – anche di curiosità per il ritorno nella propria città
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Aguilera propone l'Otello d'Amore
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Vivaldi e Bach per l'Antiqua Estensis
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Katër i Radës inferno mediterraneo
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Carmina per Bosso in Arena
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190417_Bo_00_CarminaBurana_EzioBossoBOLOGNA - Sarà un debutto areniano, quello del maestro Ezio Bosso, quello di domenica 11 agosto 2019 quando salirà sul podio di coro e orchestra della Fondazione Arena di Verona, e dei cantanti solisti scritturati, per dirigere i Carmina Burana di Carl Orff: il maestro Bosso ha già diretto i Carmina in altre occasioni, ma mai con un'orchestra e un
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Classica
Euyo e Opolais carte vincenti
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190412_Fe_00_EuyoVasilyPetrenkoKristineOpolais_phMarcoBorggreveFERRARA - E chiediamoci perché la tonalità di Mi minore sia così poco usata dai grandi compositori dell'Ottocento e del primo Novecento: si contano sulle dita di una mano le sinfonie in Mi minore: ne scrisse una Chajkovskij (la sua più bella, la Quinta sinfonia), poi una ciascuno Brahms, Dvoràk, Sibelius, e Sostakovic. E basta. Anche Haydn
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Chénier dalla concitazione alla lentezza
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190408_Pr_00_AndreaChenier_MartinMuehle_phRobertoRicciPARMA - Dopo aver girato il circuito teatrale dell’Emilia Romagna, Andrea Chénier di Umberto Giordano approda al Teatro Regio di Parma, coinvolto nella produzione dell’allestimento insieme al Teatro Comunale di Modena, alla Fondazione Teatri di Piacenza, alla Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, alla Fondazione Ravenna Manifestazioni e all’Opéra di Toulon. Un progetto
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Echi dal Territorio
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190406_Fe_00_SophisticatedPopQuintet_PaolaBaccagliniFERRARA - Abbinare i sapori di un bravo cuoco e la popolarità della migliore musica pop trattata come jazz è una "ricetta" che funziona sempre. Così è successo anche sabato 6 aprile 2019 nel Ristorante Piper del campo aeroportuale del Club Volo a Vela di Ferrara, uno spazio verde alla periferia della città ma raggiungibile dal centro
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Tosca ottima dai due cast
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190406_Ca_00_Tosca_PierFrancescoMaestriniCAGLIARI - “Tosca, mi fai dimenticare Iddio” recita il barone Scarpia alla fine del primo atto. Vorrei fare mia questa frase, mutuandola alla luce del sentimento che mi accompagna : “Tosca, mi fai rimembrare Cagliari.” Vari impegni mi hanno fatto tardare nel resoconto della mia ultima trasferta in terra sarda, ma adesso, nel calmo pomeriggio di un tiepido
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E Rosina č rinchiusa in voliera
servizio di Angela Bosetto FREE

190331_Pr_00_BarbiereDiSiviglia_AlessandroDAgostini_phRobertoRicciPARMA – Nell’uscire dalla storica cornice del Teatro Regio, dopo aver assistito alla recita de Il barbiere di Siviglia dello scorso 29 marzo 2019, viene quasi spontaneo ripensare ai versi di una poesia di Edmondo De Amicis. In Siviglia l’autore di Cuore vagheggia la città “Regina de la bella Andalusia” dalle “vie ridenti e profumate”, soffermandosi sulle casette
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Jazz Pop Rock Etno
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servizio di Athos Tromboni FREE

190331_Vigarano_00_PayesRitaVIGARANO MAINARDA (FE) – E così lo Spirito di patron Stefano Pariali ha ospitato per il debutto ferrarese la trombonista e cantante spagnola Rita Payés, diciannovenne, astro emergente della scena mainstream, ma anche autrice dei brani che interpreta cantando o suonando il suo trombone.
Il Gruppo dei 10, guidato dal direttore artistico Alessandro
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Domata la bisbetica Verona applaudirebbe
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E Tito incoronō la sua statua
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190328_Fi_00_ClemenzaDiTito_FedericoMariaSardelli_phMicheleMonastaFIRENZE - Con l’ultima opera seria di Wolfgang Amadeus Mozart si chiude la stagione lirica 2018-2019 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. La clemenza di Tito approda nel capoluogo toscano con una produzione dell’Opéra National de Paris firmata da Willy Decker (con scene e costumi di John Macfarlaine e luci di Hans Toelstede) e ripresa per
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190328_Bg_00_DonizettiOpera2019_FrancescoMicheliBERGAMO - È pronto il calendario dell'edizione 2019 del "Donizetti Opera", festival internazionale dedicato al compositore bergamasco e affidato alla direzione artistica di Francesco Micheli: prima novità di questa edizione è la programmazione prolungata, grazie anche a un terzo titolo operistico; in questo modo si rafforza ulteriormente la formula
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Il ratto dal... Treno
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190326_MonteCarlo_00_RattoDalSerraglio_RebeccaNelsen_phAlainHanelMONTE-CARLO - Il mito del viaggio rappresenta sempre un elemento particolare da proporre sul palcoscenico. Si tratta infatti di un’idea che in alcuni casi rischia di risultare bislacca o forzata, mentre in altri può intrecciarsi amabilmente con la trama operistica, riuscendo a fondere con intelligenza l’inventiva registica a quella musicale nel
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Opera dal Centro-Nord
Aci, Galatea, il coro e il sublime
servizio di Athos Tromboni FREE

190322_Fe_00_AciAndGalatea_AlessandroQuartaFERRARA - Una vera perla barocca per la stagione lirica del Teatro Comunale Claudio Abbado: giovedì 21 marzo i due turni di abbonamento abbinati (recita unica) hanno assistito ad Acis and Galatea di Georg Friedrich Händel, masque in due atti su testo inglese del 1718 di John Gay, Alexander Pope e John Hughes tratto dalle Metamorfosi di
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Soci Uncalm
Bel concerto della Neri con la Trapani
servizio di Edoardo Farina FREE

190320_Fe_00_LauraTrapaniFERRARA - Riprendono le attività dell’Orchestra a plettro “Gino Neri”, dopo il ricchissimo calendario 2018 in occasione delle celebrazioni per il 120° dalla fondazione e il consueto prestigioso Concerto di Capodanno presso il Teatro “Claudio Abbado” di Ferrara, il secondo appuntamento del 2019, organizzato dall’Associazione Amici della Musica
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Ballo and Bello
Antologia Yacobson una meraviglia
servizio di Attilia Tartagni FREE

190320_Ra_00_BallettoYacobsonSanPietroburgoRAVENNA - Una straordinaria serata di gala, di quelle che ci affascinano regolarmente al Ravenna Festival  nel popoloso contenitore del Pala De André,  ha sedotto, nell’aristocratica cornice del Teatro Alighieri il 16 e il 17 marzo 2019, gli amanti del balletto classico declinato anche in formule nuove coniugate ai grandi Bellini, Mozart e Rossini.  Non
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Opera dal Nord-Est
Elisir come un quadro di Botero
servizio di Rossana Poletti FREE

190319_Ts_00_ElisirDAmore_FrancescoCastoroTRIESTE - Teatro Verdi. Il regista venezuelano Victor García Sierra ha deciso di ambientare L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in scena al Verdi di Trieste, in un mondo pittorico circense attinto da Botero, che dipinse una serie di quadri dedicata proprio al circo nel 2008. Le scene e i costumi appaiono conformi a quelle che sono le peculiarità dell’artista
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Opera dal Centro-Nord
Chénier una maestosa costruzione storica
servizio di Attilia Tartagni FREE

190312_Ra_00_AndreaChenier_GiovanniDiStefanoRAVENNA - Venerdì 8 e domenica 10 marzo 2019 nel Teatro Alighieri il sipario sull’opera Andrea Chénier si è aperto su un palazzo della nobiltà parigina in un clima festoso superficiale e fatuo, in quella che Carlo Gérard, insofferente alla sua condizione di servo dei ricchi Coigny, definisce “…l’odiata casa dorata, immagine di un mondo incipriato e vano”.
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Opera dal Centro-Nord
Edipo e La Voce Umana
servizio di Simone Tomei FREE

190305_Pi_00_EdipoRe_GiuseppeAltomare_phImaginariumCreativeStudioPISA - Sul finire della stagione lirica 2018/2019 il Teatro Verdi di Pisa ha proposto un dittico inusuale, per non dire unico, con protagonisti due autori novecenteschi diversi per stile ed estrazione: Ruggero Leoncavallo e Francis Poulenc.
Edipo Re rappresenta l'estremo addio del compositore
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Opera dal Nord-Est
Don Pasquale viticoltore veronese
servizio di Simone Tomei FREE

190304_Vr_00_DonPasquale_AlviseCasellati_FotoEnneviVERONA - Donizetti comico...o forse melanconico quello che racconta le avventure di un signorotto attempato, rispondente al nome di Don Pasquale da Corneto, che vorrebbe ammogliarsi. Temi ilari, situzioni grottesche, ma come succede spesso, il compositore bergamasco sa trarre dai libretti, anche quelli più "leggeri", una vis piena di
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Opera dalle Isole
Ottima "Favorite" in stile antico
servizio di Salvatore Aiello FREE

190228_Pa_00_LaFavorite_SoniaGanassi_phFrancoLanninoPALERMO - Altro appuntamento per la Stagione 2019 del Massimo con La Favorite di Gaetano Donizetti, per la prima volta sulle scene del capoluogo siciliano nell’edizione critica di Rebecca Harris Wallick. L’opera donizettiana, grand-opéra,dopo alterne vicende nella produzione del bergamasco, vide la luce a Parigi nel 1840, la capitale
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Opera dal Centro-Nord
Madama Butterfly torna con successo
servizio di Simone Tomei FREE

190227_Fi_00_MadamaButterfly_FrancescoIvanCiampa_MicheleMonasta_SA91975FIRENZE - Quando un'emozione ha conquistato il tuo cuore  sorge spontaneo il desiderio di poterla rivivere; talvolta l'occasione che si ripresenta porta in sé minori aspettative perché epurate dell'effetto sorpresa, ma può accadere che la repetita sia foriera di rinnovate soddisfazioni ed elementi di interesse tali da rinverdire quel ricordo un
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Opera dal Centro-Nord
Ottime Nozze di Figaro
servizio di Attilia Tartagni FREE

190226_Ra_00_NozzeDiFigaro_ErinaYashima_phAngeloPalmieriRAVENNA - Dopo Così fan tutte (2017) e Don Giovanni (2018), il 22 e 24 febbraio 2019 è approdata al Teatro Alighieri di  Ravenna l’opera “Le nozze di Figaro”, prima della trilogia scaturita dalla collaborazione fra il librettista Da Ponte e il musicista Mozart e allestita in coproduzione fra il teatro ravennate, il teatro Coccia di Novara e il Festival di Spoleto.
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Opera dal Centro-Nord
Un po' troppo scolastica la Lucia...
servizio di Simone Tomei FREE

190223_Lu_00_LuciaDiLammermoor_SarahBaratta_phAndreaSimiLUCCA - Il Teatro del Giglio di Lucca prosegue la sua programmazione stagionale con la messa in scena della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in un allestimento coprodotto con il Teatro di Pisa e con l'Opéra Nice Côte d'Azur.
"… Fin dalla prima scena suscitò entusiasmo. Prendeva Lucia
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Ballo and Bello
Ballando Cohen
servizio di Attilia Tartagni FREE

190223_Ra_00_BJM_LeonardCohenRAVENNA - “Per sua natura, una canzone deve muovere da cuore a cuore” affermava il canadese Leonard Cohen, poeta prestato alla canzone d’autore scomparso nel 2017. La danza della compagnia canadese Les Jazz Ballets de Montréal  fondata nel 1972 e diretta dal 1998 da Louis Robitaille, scorre innervata dalla sua arte, solida come
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Opera dal Nord-Ovest
Entusiasmante Simon Boccanegra
servizio di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_SimonBoccanegra_AndriyYurkevychGENOVA - Prima di parlare del Simon Boccanegra d Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice di Genova (dove ho avuto il piacere di seguire entrambi i cast), vorrei proporvi un “monologo” proprio su quell’opera di Giuseppe Verdi. La voce è quella di Giorgio Strehler, che narra le proprie impressioni in qualità di regista del celebre allestimento scaligero
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Personaggi
Ludovic Teziér a tutto campo
intervista a cura di Simone Tomei FREE

190220_Ge_00_LudovicTezier_phA.BofillGENOVA - Per chi ama la musica e l’opera ogni partenza verso una nuova avventura teatrale porta in seno tanti diversi stati d’animo (attesa colma d’entusiasmo, paura di un’eventuale delusione, aspettative e supposizioni personali), sui quali vince però, senza dubbio, il piacere di far qualcosa che è parte fondamentale della propria vita e che nutre
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Pagina Aperta
Un dittico insolito per Firenze
servizio di Mario Del Fante FREE

190220_Fi_00_CavalleriaRusticana_AngeloVillariFIRENZE - In attesa di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, abbiamo assistito a Un mari à la porte di Jacques Offenbach, compositore nato a Colonia il 20 giugno 1819 che si traferì a Parigi, studiò in quel Conservatorio, mise in scena un centinaio di operette e divenne un beniamino del pubblico che apprezzava molto quel genere del quale
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Personaggi
Alessandra Rossi si racconta
a cura di Simone Tomei FREE

190215_Vr_00_AlessandraRossiVERONA - Piove. Il cielo plumbeo non promette nulla di buono e, nonostante questo, non voglio che l’appuntamento sia rimandato. Ecco quindi che, dopo un viaggio tra le terre di Toscana, Emilia Romagna e Veneto, entro nella città scaligera, parcheggio e solo pochi passi mi separano dalla casa del soprano Alessandra Rossi de Simone.
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Opera dal Centro-Nord
Un marito alla porta. Un amante ammazzato
servizio di Simone Tomei FREE

190212_Fi_00_UnMariALaPorte_CavalleriaRusticana_ValerioGalliFIRENZE - Il tema delle “corna” (e, in generale, dell’infedeltà più o meno celata) è sempre stato molto in voga nel repertorio melodrammatico, facendo degli intrighi amorosi uno degli elementi portanti nelle trame operistiche. Elementi che talvolta fanno rima con puro divertimento, talaltra diventano fattore drammatico, oltre che drammaturgico.
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